Reato di diffamazione, come difendersi

Quando si viene accusati per il reato di diffamazione è possibile difendersi? Certo! Scopriamo come è possibile agire in difesa di sé stessi nel caso in cui si venga accusati di diffamazione! 

Il reato di diffamazione è previsto dall’art 595 cp e serve a punire coloro che effettuano con la parola, la carta stampata o altri mezzi un atto che offende la reputazione di un’altra persona. 

La diffamazione, reato previsto dal 595 c p, indica come chi viene accusato e processato per questo rischia una multa fino a 1000,32 euro e anche la reclusione fino ad un anno. 

Il reato di diffamazione che si concretizza con un qualsiasi mezzo pubblicitario e in atto pubblico prevede invece una pena più aspra, con la reclusione da un minimo di sei mesi fino a tre anni con una multa che non può essere inferiore a 516 euro

Se si effettua un’offesa, secondo l’articolo 595 cp, a un corpo politico, amministrativo oppure giudiziario le pene possono essere ancora più aspre. 

Abbiamo visto per diffamazione il significato secondo il codice penale, ma cosa succede se si è accusati di aver commesso questo reato? Come difendersi da un’accusa di diffamazione? Scopriamolo insieme! 

Come ci si può difendere dall’accusa di diffamazione? 

Abbiamo visto cosa si intende diffamazione codice penale, ma andiamo al centro della questione ossia come difendersi da un’accusa del genere? In che modo evitare una pena per diffamazione. 

Dato che il presunto responsabile per la diffamazione cp rischia non solo una multa salata ma anche una pena reclusiva è normale chiedersi in che modo riuscire a difendersi, soprattutto nel caso in cui non si sia colpevoli di quanto imputato! 

Il primo passo per riuscire a difendersi è sicuramente rivolgersi ad un avvocato, che è l’unica figura in grado di riuscire a supportare una persona che è stata accusata per un reato di diffamazione. 

Per riuscire a difendersi dalle accuse nel caso in cui si sia commesso davvero il reato invece, la soluzione migliore è quella di cercare di rimediare: porgendo delle scuse per chiedere la cancellazione della denuncia, cancellando il post sui social che risultava offensivo ecc… 

Nel caso in cui si sia colpevoli, scusandosi, è possibile che la vittima si senta soddisfatta e possa evitare di proporre una querela nei confronti del responsabile, rinunciando di conseguenza al portare avanti la questione e la denuncia, evitando il tribunale. 

Se invece si è colpevoli ma la persona offesa non ritira la denuncia, allora l’unica soluzione è quella di assumere un avvocato penalista che possa procedere a convincere il giudice dell’innocenza del suo cliente. 

Cosa succede se non si è colpevoli? 


Se chi effettua la denuncia la svolge verso una persona che però non è responsabile del reato di diffamazione, l’avvocato avrà l’onere di dimostrare che il vero responsabile del reato sia un’altra persona. 

Oppure se le dichiarazioni non sono state realmente offensive, allora l’avvocato deve procedere a dimostrare che quanto detto dal suo cliente non ha in alcun modo offeso la reputazione del querelante. 

In caso di reato di diffamazione verso un giornalista, questo può dimostrare con il suo avvocato, che quanto ha scritto a mezzo stampa è la verità

Nel caso risulti che ciò che ha scritto è reale allora il giudice si potrebbe pronunciare a favore dell’accusato di diffamazione, in quanto non sussiste il reato del quale è accusato. 

Quando va in prescrizione il reato? 

Infine, una soluzione per difendersi dal reato di diffamazione è quello di dimostrare l’intervenuta prescrizione e l’estinzione del reato. Il termine ordinario di prescrizione del reato di diffamazione è pari a sei anni dal momento in cui è stato commesso l’atto

A prescindere dal momento della presa di conoscenza o meno del fatto. Quindi se la denuncia arriva sei anni si può richiedere la prescrizione del reato.