Cambiare cognome procedura

Come si cambia il cognome? Ci sono tanti motivi per i quali si desidera cambiare il proprio nome. Ma come funziona questa procedura a livello legale? Lo scopriamo insieme! 

Sempre più persone desiderano sapere qual è la procedura per cambiare cognome. Infatti, si stima che ogni anno vengano presentate ai Prefetti circa 1500 istanze per cambiare cognome. 

In seguito alla sentenza del 2022 della Corte di Cassazione che ha di fatto dichiarato illegittimo attribuire in modo automatico il cognome paterno ai figli, saranno ancora più numerose le richieste relative a come cambiare il cognome.

Il cambio cognome richiede una procedura poco costosa e abbastanza semplice, tanto che potrebbe essere fatta in autonomia.

Tuttavia, affidarsi a un avvocato è importante per essere sicuri che la domanda per il cambio cognome venga scritta e inoltrata nel modo corretto e poi accolta per riuscire a raggiungere il proprio obiettivo. 

Cambiare nome e cognome: la procedura

Per evitare di perdere tempo e soldi, è bene rivolgersi a un professionista che, grazie alle sue conoscenze e competenze specifiche, possa inoltrare la domanda di cambio nome e cognome. 

Infatti, solitamente, quasi il 90% delle richieste di questo tipo sono rigettate dal Prefetto e non è possibile ripresentare l’istanza, se non entro 60 giorni attraverso un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), lungo e costoso.

La richiesta di cambio nome e cognome va inoltrata al Prefetto della Provincia di residenza o dove è collocato l’ufficio dello stato civile al quale è possibile richiedere l’atto di nascita.  

L’istanza di cambio nome o cognome deve contenere alcune informazioni. Tra queste, ad esempio, è importante esplicitare le motivazioni per le quali si desidera effettuare il cambio cognome e quali sono le modifiche che devono essere apportate. 

Cambiare nome e cognome: perché farlo?

Il cambio del cognome e del nome viene consentito a ogni cittadino che ritiene di avere un cognome o un nome che possano in qualche modo danneggiarlo, magari perché queste diciture sono ritenute lesive, ridicole o vergognose o perché permettono di tracciare e rivelare la propria origine. 

Cambiare cognome: come presentare la domanda

La domanda di cambio nome e cognome va presentata presso la Prefettura. Il richiedente dovrà firmarla, inviarla per posta ordinaria e allegare un documento di riconoscimento in corso di validità.  

Se si tratta di minori, invece, la procedura per cambiare nome e cognome va sottoscritta da entrambi i genitori.

Una volta che il Prefetto ha ricevuto la domanda, se esprime un parere favorevole, procede ad autorizzare il cambio nome e cognome con un suo decreto. 

Presso l’albo pretorio del comune di nascita e di attuale residenza del richiedente, verrà quindi affisso un riassunto dell’istanza che dovrà restare per 30 giorni consecutivi. 

Questa apposizione dell’istanza per trenta giorni è dovuta al fine di raccogliere eventuali opposizioni. 

Cambiare nome e cognome: è possibile opporsi?

L’affissione della richiesta di cambiare cognome e nome viene fatta anche per offrire, a chi lo desidera, la possibilità di opporsi a questa procedura. 

Infatti, entro il termine di trenta giorni, chiunque può dichiarare la volontà di non consentire il cambio del cognome attraverso un atto che deve essere notificato al Prefetto.

Se entro tale termine non viene effettuata nessuna opposizione, il richiedente deve inoltrare al Prefetto una testimonianza dell’avvenuta affissione, con tanto di dichiarazione che provi la sua durata.

Solo dopo che la regolarità delle affissioni e delle relative notifiche viene accertata, il Prefetto accoglie il cambio del cognome con un decreto. 

Quest’ultimo andrà riportato nell’atto di nascita del richiedente, nell’atto di matrimonio, se contratto e nel caso di atti di nascita attraverso i quali è stato attribuito il cognome ai figli.