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Giustizia Quotidiana, il blog che si occupa di giustizia, politica e diritti sociali di Loredana Morandi.
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Atteso al tribunale il giudice Guido SalviniIl gip di Milano Guido Salvini entrerà a far parte dell'organico del tribunale di Cremona. Ad annunciare l'eccellente arrivo è stato il presidente del palazzo di giustizia Carlo Maria Grillo, dopo aver inoltrato richiesta di applicazione extradistrettuale. Salvini arriverà in città entro il 4 agosto e ci rimarrà per un periodo di sei mesi. Lavorerà come gip e avrà anche occasione di presiedere i processi. Figura moto nota negli ambienti giudiziari, Salvini ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto: ha condotto indagini in materia di terrorismo e alla fine degli anni Ottanta ha riaperto l'inchiesta sulla strage di piazza Fontana, riuscendo a ricostruire in modo convincente il periodo della strategia della tensione, con nuovi elementi di conoscenza su numerosi eventi dell'epoca e costituendo una delle principali fonti su cui si è basata la ricostruzione di quel periodo condotta dalla Commissione Parlamentare sulle stragi e il terrorismo. Il 12 dicembre del 2007 il giudice Salvini era stato ospite a Cremona in occasione del 38simo anniversario della strage, avvenuta il 12 dicembre del 1969 a Milano. Nel carcere di via Cà del Ferro il magistrato milanese aveva presenziato alla conclusione del lavoro di digitalizzazione degli atti del processo svolto dai detenuti della cooperativa Labor tramite il sistema Digit & Work. «Non è vero che piazza Fontana è stata una strage senza padri e senza firma», aveva detto il giudice. «Anche nelle sentenze di assoluzione è scritto in modo inequivocabile, pur senza giungere alla condanna degli autori materiali, che responsabile dell'eccidio fu il gruppo neonazista Ordine Nuovo, e quindi esiste un preciso e definitivo contesto politico in cui la strage va collocata». Nell'occasione, Salvini aveva ringraziato i detenuti di Cremona per la preparazione degli atti e per la loro digitalizzazione. «Il salvataggio del nostro passato è diventato così anche una tappa del reinserimento nella società di alcuni carcerati. Una ragione in più per dire che, non dimenticando il dolore che rimane dietro i fogli dematerializzati, il processo per piazza Fontana non è stato inutile». Guido Salvini si è anche occupato di casi di criminalità economico- finanziaria (caso Parmalat ed EniPower), del sequestro e dell'omicidio del finanziere Gianmario Roveraro, del terrorismo di matrice fondamentalista islamica e dell'indagine sulle nuove Brigate Rosse, con un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli appartenenti al Partito Comunista Politico- Militare che avevano ricostituito cellule a Milano e in Veneto. Tra il 2004 e il 2006 Salvini è stato consulente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sull'occultamento dei fascicoli relativi a stragi nazifasciste e nel 2007 è stato consulente della Commissione parlamentare Antimafia. Da sempre impegnato sui temi della giustizia, da molti anni affianca l'attività professionale con dibattiti e incontri presso università, enti locali, associazioni e circoli giovanili. Oltre al giudice milanese, altri arrivi sono previsti dopo l'estate per far fronte alla carenza di organico del tribunale di Cremona: il presidente Grillo, su richiesta di applicazione distrettuale, è riuscito ad ottenere, per almeno sei mesi, anche la presenza del giudice Ivan Brigantini, del tribunale di Mantova, mentre l'ingresso del magistrato Francesco Sora, giudice civile nella sede distaccata di Morbegno del Tribunale di Sondrio, è previsto per la fine di agosto. Il giudice Sora, insieme alla collega Alessandra Medea Marucchi, pm di Brescia, in attesa del suo terzo figlio, aveva fatto domanda di trasferimento a Cremona (l'arrivo in tribunale della Medea Marucchi è previsto per febbraio/marzo del prossimo anno). Nell'aprile del 2011, dopo un periodo di tirocinio, si insedieranno anche due giovani magistrati, uno proveniente da Trento e l'altro da Venezia. Dopo la partenza dei giudici Serena Nicotra e Cristina Ferrari, che hanno già raggiunto le loro nuove sedi lavorative, rispettivamente Milano e Reggio Emilia, ora tocca al presidente di sezione Grazia Lapalorcia. Il magistrato raggiungerà Roma per lavorare in Corte di Cassazione, mentre i due colleghi Marco Cucchetto e Massimo Vacchiano sono attesi a Brescia, per entrambi nuova sede lavorativa (il giudice Cucchetto in Tribunale, mentre il collega Vacchiano in Corte d'Appello). Tutti lasceranno Cremona entro fine anno. Il posto del presidente di sezione sarà messo a concorso, ma già ci sono due magistrati interni che hanno fatto domanda per ottenere l'incarico: sono i giudici Tito Preioni e Pierpaolo Beluzzi, entrambi qualificati, grazie alla loro lunga esperienza, per ricoprire il ruolo lasciato vacante dalla collega Lapalorcia. Non si sa invece se e quando il giudice Clementina Forleo rientrerà a Cremona. Sicuramente la sua assenza si protrarrà ancora per qualche tempo Il magistrato, infatti, è in attesa del suo primo figlio che dovrebbe nascere ad ottobre. In tribunale l'ex gip di Milano, che ha 47 anni, non viene più dal 3 dicembre scorso, dopo l'incidente che l'ha vista coinvolta all'altezza del casello di Lodi. In seguito a quell'uscita di strada, la Forleo, in servizio a Cremona dal primo ottobre 2008, era rimasta a casa in malattia per la frattura di uno zigomo e della mandibola. Secondo la procura di Lodi si sarebbe trattato di un incidentes stradale, mentre per il consulente tecnico del magistrato qualcuno potrebbe aver ridotto la pressione dei due pneumatici anteriori della Opel del magistrato Due tesi contrastanti a fronte delle quali il gup di Lodi non ha accolto la richiesta di archiviazione del fascicolo per lesioni gravi dolose presentata nei giorni scorsi dal pm, fissando un'udienza in camera di consiglio nella quale, in ottobre, le tesi della procura e quelle dei difensori saranno messe a confronto. redazione@ilpiccologiornale.ite-CremonaWeb
INCHIESTA P3
Caliendo interrogato per quasi 5 ore "Non ho nulla di cui rimproverarmi"
Il sottosegretario alla Giustizia a confronto con il procuratore aggiunto Capaldo e il pm Sabelli. Al centro dell'interrogatorio, la riunione del 23 settembre nella residenza romana di Verdini. L'opposizione preme, Franceschini: "Calendarizzare mozione di sfiducia ad agosto"
ROMA - Arriva intorno alle 16 a Piazzale Clodio senza rilasciare dichiarazioni, poi viene interrogato per quasi cinque ore dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli, Giacomo Caliendo, il sottosegretario alla Giustizia indagato per violazione della legge Anselmi sulla costituzione delle società segrete nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico in Sardegna. Indagine che ha rivelato l'esistenza della e portato all'arresto di , Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino. "Ho riferito fatti, circostanze e indicati testi che possono escludere qualsiasi mia responsabilità - riassume alla fine Caliendo ai cronisti - Sono certo che verrà dimostrato che non ho nulla da rimproverarmi". E ancora: "Non ho fatto pressioni per la lista Formigoni, mai parlato con i giudici della Consulta, mai avuto a che fare con gli uomini di Carboni". Accompagnato dall'avvocato Paola Severino, che ha concordato il confronto del suo assistito con i pm, Caliendo avrà dovuto indicare soprattutto i suoi "fatti, circostanze e testimoni" in relazione all'ormai famosa riunione del 23 settembre 2009 nella residenza romana del coordinatore del Pdl . Summit che vide la partecipazione di Flavio Carboni, del magistrato di Cassazione Antonio Martone e di Arcibaldo Miller, capo del servizio ispettivo del ministero di Giustizia. L'articolo prosegue su La Repubblica ... Continua a leggere...
La famiglia ritiene che quel sottotetto fosse una squallida alcova. L'avvocato di famiglia ribadisce che quelle analisi sono ininfluenti essendo presente la "firma" dell'omicida seriale. Io, per una volta tanto, la penso proprio come l'avvocato e aggiungo che l'uomo non si sarebbe mai trasferito all'estero se provasse un qualche tipo di affezione verso il luogo. E' un seriale che usa una firma feticista, ma fino ad ora non è dato di sapere se sia anche un collezionista. L.M.
Claps/ Tracce di sperma nel sottotetto non sono di Restivo
Esisto negativo per il confronto con il Dna dell'indagato
Potenza, 30 lug. (Apcom) - I periti guidati dal professor Vincenzo Pascali, direttore dell'istituto di medicina legale dell'Università Cattolica di Roma, hanno isolato il Dna di Danilo Restivo, unico indagato per l'omicidio di Elisa Claps - la studentessa potentina scomparsa il 12 settembre del 1993 - da oggetti personali sequestrati dalla polizia inglese alcuni mesi fa e inviati in Italia su richiesta della magistratura di Salerno.
Il profilo genetico dell'indagato è stato confrontato con i campioni di Dna di due uomini estratti dalle tracce di sperma trovate nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza, luogo in cui il 17 marzo scorso sono stati trovati i resti della ragazza. L'esito, a quanto si apprende, è stato negativo.
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NUOVO ORDINAMENTO PROFESSIONALE: LE CONTRADDIZIONI DI QUESTA AMMINISRAZIONE
Documento Unitario
In allegato un documento unitario che elenca tutte le contraddizioni che questo contratto integrativo introduce nell'ordinamento professionale; E' utile sapere che, una volta firmato il 29.7.2010, il CCNI entra subito in vigore.Allo scopo di tutelare le varie figure professionali, forniamo un vademecum leggero per i lavoratori alle prese con l'Ordinamento Professionale imposto dal contratto "truffa". E' opportuno sottolineare che, in particolare per le figure professionali che con il vecchio ordinamento insistevano su due aree diverse (cancelliere, ufficiale giudiziario, esperto informatico, contabile, esperto linguistico), dopo la separazione delle figure professionali che questo nuovo Ordinamento impone, deve essere rispettato il principio che lo stesso lavoro non può stare su due aree diverse. La RdB P.I., unitariamente a tutte le sigle sindacali non firmatarie, sarà sin da subito al fianco dei lavoratori perché si rispetti la rigidità delle mansioni e non ci siano abusi da parte di chicchessia, se regole ci sono dovranno essere rispettate e non saranno più tollerate prassi e consuetudini, molto in voga sino ad oggi negli uffici giudiziari. Saluto tutti Daniela Rosone Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego
Il Documento
Negli uffici giudiziari, dopo che per oltre 6 mesi l’Amministrazione e le OO.SS. firmatarie - minoritarie - della ipotesi di accordo sul CCNI hanno taciuto gli effetti sui flussi di lavoro, ci si chiede cosa cambierà nel lavoro quotidiano.
E’ utile sapere che, una volta firmato il 29.7.2010, il CCNI entra subito in vigore.
Allo scopo di tutelare le varie figure professionali, forniamo un vademecum leggero per i lavoratori alle prese con l’Ordinamento Professionale imposto dal contratto “truffa”. E’ opportuno sottolineare che, in particolare per le figure professionali che con il vecchio ordinamento insistevano su due aree diverse (cancelliere, ufficiale giudiziario, esperto informatico, contabile, esperto linguistico), dopo la separazione delle figure professionali che questo nuovo Ordinamento impone, deve essere rispettato il principio che lo stesso lavoro non può stare su due aree diverse.
In poche parole non si può più sottostare al principio ‘facciamo di tutto e di più’ poiché se sino ad oggi ciò è stato fatto con spirito di collaborazione e nella convinzione che una situazione di chiara ingiustizia sarebbe prima o poi stata sanata da oggi in poi, con la firma di questo Ordinamento vergognoso, ciò non sarà più possibile.
Sottoscrizione del Contratto Integrativo  L’amministrazione ha convocato le OO.SS. per oggi, per la definitiva sottoscrizione del Contratto Integrativo, e dei criteri di distribuzione del restante FUA anni 2008 - 2009 e 2010. La RdB P.I. USB conferma la mancata firma e la netta contrarietà al contratto integrativo così concepito. Nel contratto integrativo non è prevista alcuna riqualificazione, ma solo un passaggio economico finanziato con i soldi dei lavoratori pertanto chi canta vittoria, chi vaneggia di aver inflitto scacco matto alle OO.SS. non firmatarie ha solo reso un pessimo servizio ai lavoratori ed ai cittadini, contribuendo ad affossare ancora di più la giustizia. Con questa firma si cancellano dieci anni di diritti acquisiti e si disconoscono i sacrifici di tutti quei lavoratori che hanno permesso, con la loro dedizione e sulla propria pelle, a questa barca di non affondare, malgrado tutto. La RdB P.I. sarà sin da subito al fianco dei lavoratori perché si rispetti la rigidità delle mansioni e non ci siano abusi da parte di chicchessia, se regole ci sono dovranno essere rispettate e non saranno più tollerate prassi e consuetudini, molto in voga sino ad oggi negli uffici giudiziari. Per quanto riguarda l’aspetto economico non appena concluso l’iter burocratico dei bandi, presumibilmente in autunno inoltrato, ciascun lavoratore percepirà gli aumenti contrattuali relativi al 2009 e 2010, quindi andranno confrontati con il premio di produttività collettiva che avrebbe percepito in due anni, solo così si comprenderà la reale perdita secca e che riguarderà oltre l’80% dei lavoratori giudiziari. E mentre apprendiamo dai giornali che chi ha la delega al personale si dedica “ai giochi di società per fare conti e previsioni” i lavoratori della giustizia si arrabattano in conti e previsioni per arrivare alla fine del mese. La RdB P.I. ha infine rispedito al mittente la bozza sul FUA 2008-2009 presentata dall’Amministrazione primo perché è contraria a qualsiasi ipotesi di meritocrazia e in ogni caso appare ridicolo che vengano stabiliti, oggi, criteri premianti “in base all’apporto individuale profuso, dai lavoratori, nell’attività lavorativa” già svolte negli anni 2008, 2009 e nei primi sette mesi del 2010. Tra l’altro l’incremento del FUA 2008 di 2.743.435,00 va distribuito con il criterio della produttività collettiva così come previsto dall’accordo del 14 maggio 2009 e non come maldestramente l’Amministrazione aveva previsto di dividerlo con i criteri meritocratici. La RdB P.I. coerentemente con quanto da sempre sostenuto sul FUA e congiuntamente ad altre OO.SS. ha formulato una controproposta sulla quale l’Amministrazione si è riservata rinviando la discussione a domani 30 luglio 2010 ore 15. Dopo l’accordo di Pomigliano in cui alcuni sindacati hanno garantito alla FIAT, industria assistita dallo stato a spese dei contribuenti, mano libera su diritti indisponibili dei lavoratori, non vorremmo che anche nel settore pubblico, a partire dal Ministero della Giustizia, si apra la strada per creare nuovi e moderni schiavi: diligenti, versatili, standardizzati e flessibili. FERMIAMOLI, ASSIEME ALLA RdB P.I. si può Roma 29/07/2010 Coordinamento Nazionale Giustizia
Roma è una città che si trova sulle "guide del sesso hard gay" dell'intero globo. I luoghi gettonati sono quelli già descritti dei giardini del Campidoglio e la zona adiacente ai Fori Imperiali , mentre per i pedofili le indicazioni sono per le spiagge del 13 municipio. Sono infatti più di 40 anni che il litorale marittimo da Ostia a Castelfusano (si tratta delle spiagge a sinistra della via Colombo, deprecabile il tentativo di rendere fumosa la notizia di Omniroma ripresa da La Repubblica) che quei luoghi sono oggetto delle attenzioni di questa fauna predatoria. Chi lo scrive è un vero "cacciatore" che ha subito quell'onta esibizionista per 4 anni consecutivi, tutti i giorni all'uscita dalle elementari e poi dalle medie, tanto da poter maturare la sensibilità consolidata e reattiva che le ha permesso una volta madre di salvare uno dei propri figli dalla molestia di un pedofilo, con il semplice atto della interposizione del corpo (furono la mia mano e il mio braccio a finire sulla patta dei pantaloni del pedofilo). Tra quelli due uomini potrei riconoscerli anche oggi per l'eccezionale impunito presenzialismo. E se non mi sorprende il regista di Rignano Flaminio è anche perché tutti i residenti ed ex residenti del litorale romano sanno che alcune delle ville site all'Infernetto ospitano messe nere ed altri rituali di violenza su minori. Quella utenza base "residente" dei reati esibistici di pedofilia oggi ha superato i 60 anni ma ha fatto proseliti, anche all'estero e recluta gente di ogni nazionalità per i cd "servizi". In merito all'argomento "foto di minori" è inoltre recente una sentenza di Cassazione che giunge a prosciogliere un "apparente vu'cumprà" dalla detenzione per reati di pedofilia a seguito dell'aver fotografato bambini sulla spiaggia di Ostia, raddrizzando il tiro dei pubblici ministeri sulle violazioni alla privacy e sulla violenza privata come in questo caso. Però attenzione: questo genere di attività dolose sono della stessa natura dello stalking (di cui la violenza privata è parte fondante) perché gli improvvisati fotografi scattano dozzine di foto allo stesso bambino, riprendendolo in più inquadrature, e tornano per più giorni nello stesso luogo a fotografare gli stessi soggetti su commissione o per poi rivendere. In questi casi non è ragionevole escludere il pedinamento dei soggetti "interessanti" per il committente e/o per l'acquirente. Rammentate il "nemico" di Don Di Noto. L.M.
PEDOFILIA, FOTO AI BIMBI IN SPIAGGIA: 3 DENUNCIATI
Alcuni villeggianti ieri pomeriggio hanno segnalato alla polizia di Stato che tre persone stavano fotografando alcuni bambini mentre giocavano sulla riva della spiaggia di Castelporziano.
Gli agenti del Commissariato Lido sono intervenuti e hanno rintracciato tre stranieri, indicati dalla folla di bagnanti, due uomini ed un donna che alla vista degli agenti hanno nascosto repentinamente all'interno dei propri zainetti una videocamera ed una fotocamera digitale.
Gli stranieri, un cittadino norvegese di anni 46, una cittadina tailandese di 47 anni e un cittadino afgano di 20, sono stati accompagnati al Commissariato e denunciati in stato di libertà per violazione della privacy e per il reato di violenza privata. (omniroma.it)
(30 luglio 2010 ore 12:18)
Disapprovo cordialmente il modus operandi de L'Espresso di dare un colpetto alla magistratura impegnata anche in pieno luglio per far luce sugli scandali italiani, ma passo parola .. L.M.

Il capo della cricca è agli arresti domiciliari. Sapete dove? Nella sua megavilla con piscina di Montepulciano. Quella che secondo i pm è la prova della corruzione. Ristrutturata gratis dall'imprenditore Anemone
Ci sono privilegi che sembrano resistere a tutto, come se fossero indistruttibili. E finora non si era mai visto un detenuto che si gode il corpo del reato. Non un recluso qualsiasi, ma Angelo Balducci: l'uomo accusato di avere creato e diretto la cricca che per un decennio ha pilotato tutti i grandi appalti d'Italia, dal Giubileo al G8. Quelle che vedete qui sono le foto degli arresti domiciliari di Balducci. Il tribunale di Roma lo ha scarcerato il 12 luglio, concedendogli di restare in custodia cautelare nella sua dimora di Montepulciano. Lì l'ingegnere sessantaduenne trascorre le giornate tra tuffi in piscina, relax all'ombra, ginnastica nei viali e bagni di sole. Ma soprattutto, caso unico nella storia giudiziaria italiana, se la spassa grazie a quello che i magistrati ritengono sia frutto della corruzione. Nel mandato di cattura a Balducci vengono contestati proprio i lavori di quella villa: ottenuti senza pagarli dal costruttore che lui aveva reso ricco con i contratti delle grandi opere e della Protezione civile. Per i giudici quella terrazza in cui si abbronza e altre sale della tenuta toscana sono in realtà tangenti, strumenti di corruzione elargiti da Diego Anemone per foraggiare il potente protettore che lo colmava di appalti.
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Foto Tutte le immagini di una 'prigionia' molto particolare
Appalti Così funzionava il suo sistema d'affari e potere
Fumata bianca al Parlamento.
Csm, eletti gli otto membri laici
Napolitano apprezza lo "sforzo convergente"
ultimo aggiornamento: 29 luglio, ore 21:59
Roma - (Adnkronos) - Andranno a Palazzo dei Marescialli tutti i candicati indicati dal Pdl, Pd, Udc e Lega: Nicolò Zanon (712 voti), Glauco Giostra (706), Annibale Marini (694), Bartolomeo Romano (681), Filiberto Palumbo (680), Michele Vietti (652), Guido Calvi (647) e Matteo Brigandì (627). Chi sono i 27 membri del Csm (SCHEDA).. altra fonte agenzieROMA - Il Parlamento ha eletto gli otto membri laici (cioè non giudici professionali) del nuovo Consiglio superiore della magistratura, in base ad un accordo che prevede l'elezione di cinque candidati presentati dalla maggioranza (quattro dal Pdl ed uno dalla Lega), e tre dalle opposizioni (due dal Pd ed uno dall'Udc). Vietti favorito per la vicepresidenza.Ecco chi sono:Michele VIETTI, vice capogruppo dell'Udc alla Camera, è nato a Lanzo Torinese (Torino) il 10 febbraio 1954, ed è avvocato. È stato eletto parlamentare per la prima volta nel 1994. Sottosegretario alla giustizia nel governo Berlusconi II (2001-2005) ed all'economia nel Berlusconi III (2005-2006). È considerato il candidato delle opposizioni (ma non dell'Idv) per l'elezione a vice presidente del nuovo Csm.Annibale MARINI, candidato dal Pdl, è presidente emerito della Corte Costituzionale. Nato a Catanzaro il 5 dicembre 1940, si laurea a Roma in diritto civile con Francesco Santoro Passarelli, poi è professore in varie università. È eletto giudice costituzionale dal parlamento nel 1997, ed è presidente della Corte dal novembre 2005 al luglio 2006.Guido CALVI, candidato dal Pd, è nato a Pescara il 17 luglio 1940. Avvocato, ha partecipato fin dagli anni '70 ad alcuni importanti processi come quello per l'uccisione di Pier Paolo Pasolini e per la strage di Piazza Fontana (dove difende l'anarchico Pietro Valpreda). Eletto senatore nel 1996 per il Pds, viene rieletto nelle due legislature successive.Matteo BRIGANDÌ, candidato dalla Lega, è nato a Messina il 20 marzo 1952. Avvocato, ha difeso Umberto Bossi in numerosi processi, ed è stato responsabile giustizia per il partito assumendo il titolo di «procuratore generale della Padania» ai tempi della proclamata scissione. Eletto più volte in parlamento, il 17 aprile scorso aveva annunciato le proprie dimissioni da deputato, dicendosi stanco di fare lo «schacciabotoni». La Corte d'Appello di Torino nel 2008 lo ha assolto con formula piena dall'accusa di truffa ai danni della Regione Piemonte. In primo grado, nel 2006, era stato condannato a due anni di carcere.Glauco GIOSTRA, candidato dal Pd, è professore di procedura penale. Nato a Fermo il 17 marzo 1952, si è laureato a Roma con Giovanni Conso. Attualmente insegna all'università La Sapienza di Roma. Ha fatto parte di varie commissioni per la riforma del codice di procedura penale.Nicolò ZANON, candidato dal Pdl, è professore ordinario di diritto costituzionale dell'università di Milano, ha collaborato anche con vari giornali fra cui Libero, il Giornale ed il Sole 24 ore. Si è impegnato a sostegno dei referendum contro la legge sulla fecondazione artificiale e contro la legge elettorale.Bartolomeo ROMANO, candidato dal Pdl, è nato a Palermo il 29 agosto 1964 ed è professore di diritto penale nell'università del capoluogo siciliano. Dal 1 luglio 2008 è consigliere del ministro della giustizia, Angelino Alfano.Filiberto PALUMBO, avvocato, candidato dal Pdl. Assieme a Niccolò Ghedini, ha difeso Silvio Berlusconi nell'inchiesta Rai-Agcom aperta dalla procura di Trani.Le candidature erano stati motivo di uno scontro interno al Pd. Ignazio Marino aveva contestato la scelta di candidare Giostra e Calvi, minacciando di votare scheda bianca. Una decisione che aveva mandato su tutte le furie Pierluigi Bersani. "L'assemblea del partito si è espressa - aveva detto il segretario dei democratici - non si possono accettare, al momento del voto, posizioni difformi".
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P3: Caliendo, non ho commesso niente
Pd, Camera su intercettazioni ad agosto? Allora anche sfiducia
(ANSA) - ROMA, 28 LUG - 'Rispondo dei fatti e di fatti non ne ho commessi'. Giacomo Caliendo replica alla mozione di sfiducia dell'opposizione nei suoi confronti.
'Dall'ordinanza, continua, si capisce che in quella riunione in cui si e' parlato di Lodo Alfano io non c'ero', precisa il sottosegretario alla Giustizia, coinvolto nell'inchiesta P3.
Intanto il Pd insiste: se la Camera lavorera' in agosto per votare il ddl intercettazioni, il Pd fara' inserire anche il voto sulla mozione di sfiducia su Caliendo.
(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Guido Calvi e Glauco Giostra sono i candidati del Pd al Csm. Per la Lega c'e' Matteo Brigandi', per il Pdl Marini, Palumbo, Zanon e Romano.
Per via del forte contrasto in atto con i finiani, il Pdl ha fatto sapere che non votera' piu' per il candidato proposto dal presidente della Camera Gianfranco Fini Nino Lo Presti.
I due nomi del Pd sono stati annunciati da Franceschini dopo che i candidati sono stati approvati dai gruppi parlamentari del partito.
AdnKronos: Chi sono e quanto durano in carica i 27 membri del Csmultimo aggiornamento: 29 luglio, ore 13:39Roma, 29 lug. - (Adnkronos) - Il nuovo Csm, dopo l'elezione degli 8 membri laici, sara' finalmente al completo. L'organo di autogoverno della magistratura, e' presieduto dal Capo dello Stato che ne e' membro di diritto insieme al Primo Presidente e al Procuratore della Corte Suprema di Cassazione: e' l'articolo 104 della Costituzione a prevederlo.A parte i tre membri di diritto, siedono a Palazzo dei Marescialli 24 componenti, eletti per i 2/3 da tutte le toghe ordinarie tra gli appartenenti a tutte le componenti della magistratura (membri togati) e per 1/3 dal Parlamento riunito in seduta comune tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni (membri laici).Con la presenza di questi ultimi, la volonta' dei costituenti era quella di impedire che l'autonomia e l'indipendenza della magistratura si trasformasse nella creazione di una specie di casta separata da tutti i poteri dello Stato e gelosa dei suoi privilegi. La stessa ragione ha spinto ad attribuire la presidenza del collegio al Capo dello Stato, anche se si tratta di una presidenza di carattere per lo piu' formale e simbolico, visto che il Csm elegge, tra i membri laici, un vicepresidente che svolge concretamente tutti i compiti connessi alla presidenza del collegio.I togati sono 16 (2 sono giudici di Cassazione, 4 sono giudici requirenti, 10 sono giudici di merito), mentre i laici sono 8: i componenti di Palazzo dei Marescialli durano in carica 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili. La loro carica e' incompatibile con quella di parlamentare o di consigliere regionale.La materia e' regolata dalla legge 24 marzo 1958, n. 195, piu' volte modificata, da ultimo con la legge 28 marzo 2002, n. 44. Quest'ultima ha introdotto importanti riforme, destinate ad avere una notevole influenza sull'attivita' del Csm. La prima novita' e' stata la riduzione del numero dei membri elettivi del Consiglio da trenta a ventiquattro.Inoltre, si e' radicalmente modificato il meccanismo elettorale della componente togata, prevedendo la candidatura dei magistrati a titolo individuale e non piu' nell'ambito di liste contrassegnate da un logo ed istituendo tre collegi nazionali distinti, rispettivamente, per l'elezione di due magistrati di legittimita', dieci giudici di merito e quattro pubblici ministeri presso uffici di merito. E proprio in quest'ultima tornata elettorale, e' stata messa in pratica l'ultima novita'. E' stato eletto tra i togati, Paolo Corder, magistrato 'indipendente', che ha corso slegato da ogni corrente. Il nuovo vicepresidente sara' il 17esimo nella storia di Palazzo dei Marescialli.La partita invece, per i togati, si e' gia' chiusa. Cambiano di poco gli assetti del prossimo Csm rispetto a quello ancora in carica. Dopo la conclusione dello spoglio delle schede, e l'elezione nei giorni scorsi dei 16 nuovi consiglieri togati di Palazzo dei Marescialli, la 'mappa' dei seggi attribuiti alle varie correnti e' stata delineata.A perdere un seggio e' la corrente di sinistra delle toghe, Magistratura democratica, che nella prossima consiliatura vede tre poltrone occupate al posto delle quattro attuali. Situazione immutata invece per le altre correnti, che mantengono salde le quote dei togati ancora in carica: Magistratura Indipendente, corrente piu' moderata, ne vede confermati tre, sei quella di centro di Unicost, e tre i 'verdi' del Movimento per la Giustizia.Dunque, anche se Mi ha riscosso un enorme successo alle elezioni, con due candidati in pole position tra i pm e i giudici, i suoi seggi non aumentano. Una novita' invece e' rappresentata dall'entrata in scena di una delle toghe 'indipendenti', ossia dei candidati che avevano deciso di correre da soli staccandosi da ogni appartenenza correntizia.E il sogno di una rivoluzione interna alla magistratura, dove non ci sia piu' correntismo, con l'elezione di Paolo Corder, non e' tramontato, anche se i suoi colleghi indipendenti non ce l'hanno fatta.Corder, che arriva dal tribunale di Venezia, ex componente della giunta dell'Anm e appartenente alla corrente di Unicost, ha deciso di rompere gli schemi uscendo da solo allo scoperto. Nel dettaglio, i due magistrati eletti alla Cassazione sono Aniello Nappi (Movimento per la Giustizia), consigliere presso la Suprema Corte, che ha sbaragliato gli avversari con 2665 voti e il sostituto pg di piazza Cavour Riccardo Fuzio (Unicost), che ne ha avuti 1999.I posti destinati ai 4 pm, saranno invece ricoperti da Angelantonio Racanelli, sostituto procuratore romano di Magistratura indipendente (in pole position sugli altri), Paolo Auriemma, anch'egli sostituto procuratore a Roma ed esponente di Unita' per la Costituzione, Vittorio Borraccetti, procuratore di Venezia ed esponente di Magistratura democratica e Roberto Rossi (Movimento per la Giustizia), sostituto procuratore a Bari e tra i titolari delle indagini che hanno riguardato il ministro Fitto.Infine, i dieci giudici eletti per il nuovo Csm sono il presidente di sezione del tribunale di Palermo Tommaso Virga, Mariano Sciacca (tribunale Catania), Pina Casella (tribunale Napoli) e Alberto Liguori che lascia la guida del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, tutti e tre di Unicost.E ancora, Francesco Cassano (consigliere della Corte d'Appello di Bari) di Magistratura Democratica, Paolo Carfi' (consigliere della Corte d'Appello di Milano) del Movimento.Poi Alessandro Pepe (tribunale Napoli) di Magistratura Indipendente, Giovanna Di Rosa di Unicost (tribunale sorveglianza Milano), Francesco Vigorito di Md (presidente di sezione del tribunale di Roma) e l''indipendente' Paolo Corder.La Rassegna ... 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P3/ Martone lascia magistratura e va in pensione, ok unanime CsmPer lui però niente titolo onorifico di pg aggiunto CassazioneRoma, 12:04 - 29 LUG 2010. (Apcom) - Antonio Martone lascia la magistratura e va in pensione. Il plenum del Csm all'unanimità ha dato infatti il via libera definitivo alla sua richiesta di essere collocato a riposo per anzianità. Per lui però nessun titolo onorifico di procuratore generale aggiunto della Cassazione, inizialmente proposto - com'è prassi - ma eliminato su richiesta del consigliere togato Mario Fresa (Movimento per la giustizia). L'ex avvocato generale della Cassazione, il cui nome è circolato nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3, attualmente era fuori ruolo della magistratura perchè chiamato alla presidenza della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche, incarico nel quale aveva però chiesto di essere sostituito dopo le notizie sull'inchiesta, anticipando anche la sua intenzione di lasciare la magistratura. Dopo il via libera del Csm, ora toccherà al ministro della Giustizia Angelino Alfano firmare il decreto che fisserà la data in cui Martone andrà in pensione. La Rassegna... Continua a leggere...
Ecco le motivazioni della condanna per diffamazione al senatore Andreottidi Patrizia Maciocchi 28 luglio 2010 Il senatore a vita Andreotti diffamò il giudice Mario Alberighi accusandolo di avere testimoniato il falso nel processo di Palermo. Sono state depositate oggi le motivazioni (il testo su www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com) della sentenza con cui la Corte di cassazione ha confermato la condanna per diffamazione inflitta dalla Corte d'Appello di Perugia all'ex presidente del consiglio Giulio Andreotti. Il 21 gennaio 2009 i giudici di secondo grado avevano condannato Andreotti a 20 mila euro di multa per aver definito "falso testimone, autore di infamie e pazzo" e per aver paragonato la deposizione di Alberighi alle false dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. La pena per il senatore a vita è invece coperta dal condono, come stabilito dalla stessa corte d'Appello nel 2007.
La dura reazione di Andreotti, riportata da diversi organi di stampa, derivava dall'accusa di Alberighi di aver fatto pressioni sull'allora ministro della giustizia Virginio Rognoni in favore del giudice Corrado Carnevale. Un'affermazione, fatta sotto giuramento, risultato di una confidenza che Mario Almerighi avrebbe avuto dal collega Piero Casadei Monti allora capo di gabinetto dell'ex guardasigilli. Casadei Monti, che morì prima di essere ascoltato in dibattimento, fu sentito in proposito dal pubblico ministero di Palermo al quale negò di aver riferito di pressioni subite dal ministro da parte di Andreotti in favore di Carnevale, pur confermando i contatti con Mario Almerighi.
La Cassazione, in linea con quanto deciso a Perugia, nega all'ex senatore la scriminante del diritto di critica per la mancata prova che i fatti attribuiti alla "vittima" siano veri e per aver superato il limite di continenza che impone di astenersi da "frasi ed epiteti umilianti, pretestuosamente denigratorie e sovrabbondanti rispetto al fine della cronaca del fatto e della sua critica". Secondo i giudici di piazza Cavour dalle risultanze processuali non risulta, infatti, che Almerighi abbia detto il falso, sono inoltre da giudicarsi infamanti e inutilmente umilianti gli aggettivi con cui Andreotti definì il giudice Almerighi. Espressioni che la corte considera ancora più gravi perché pronunciate nei confronti di un magistrato che quotidianamente giudica i suoi concittadini.
IL DOCUMENTO
"Così la loggia P3 lavorò per la lista Pdl esclusa"
La volgarità e la sfacciataggine con la quale Lombardi si è rivolto al presidente della Consulta. Carbone si premura di comunicare a Lombardi la data dell'udienza e riceve olio e promesse per il futuro. La loggia poteva contare su sponde politiche in Cosentino, Verdini, Dell'Utri, Cappellacci e Sica. "Impressionante rete di conoscenze con soggetti che ricoprono cariche istituzionali"
di CORRADO ZUNINO ROMA - Cercando di recuperare la Lista Formigoni alle elezioni regionali in Lombardia e organizzando dossier diffamatori per risolvere la gara elettorale interna al Pdl in Campania, la scorsa primavera la P3 tracimò anche sulla Lista Pdl nel Lazio. Lo rivela un breve passaggio delle 66 pagine con cui il Tribunale del Riesame ha rigettato la scarcerazione di Flavio Carboni e Pasquale Lombardi abbracciando l'impianto accusatorio del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Come sottolinea il giudice Guglielmo Muntoni, il geometra prestato alla magistratura Lombardi a metà marzo invitò Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl, a seguire una via "parallela" rispetto a quella istituzionale (il ricorso al Consiglio di Stato) per riportare sulla scheda elettorale la lista del partito. Lombardi suggerì ad Abrignani di rivolgersi al giudice Antonio Martone, già avvocato generale in Cassazione, vicino al centrodestra di governo: "È molto amico, ma non parliamone al telefono". Le carte del Riesame sull'inchiesta sulla nuova loggia dicono che sono almeno 17 gli alti magistrati contattati da Lombardi, in molti casi con esiti positivi. Si appesantisce, tra l'altro, proprio la posizione di Martone. Al telefono il geometra affarista dice: "... E poi altri due ancora che non ti faccio i nomi perché sono i migliori magistrati d'Italia". Sono Arcibaldo Miller (in verità ora a capo degli ispettori del ministero di Giustizia) e Antonio Martone, traducono gli inquirenti. Il giudice del Riesame scrive: "Dovrà valutarsi il rapporto con l'associazione criminale di quegli alti magistrati che non si siano limitati a un singolo intervento ad adiuvandum". Ministero di Giustizia, Presidenza della Suprema corte di Cassazione, Consiglio superiore della magistratura, Corte costituzionale, vertici di alcune Regioni, membri del Parlamento e del Governo. "Una impressionante rete di conoscenze con soggetti che ricoprono cariche istituzionali di alto livello". Così il Riesame definisce i rapporti della neologgia appoggiandosi a un anno di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. La "societas sceleris", lungi dall'essere composta solo da "tre pensionati" ( Carboni, Lombardi e Arcangelo Martino), poteva contare su una rete di nove collaboratori. Quattro erano i politici di riferimento di primo piano ( Marcello Dell'Utri, Denis Verdini, Nicola Cosentino, Giacomo Caliendo), diversi i satelliti regionali (il presidente Cappellacci in Sardegna, l'assessore Sica in Campania). Il Riesame ha sottolineato la profondità dell'intervento del gruppo su pezzi fondamentali della magistratura. "Lombardi si era interessato alla nomina a uffici direttivi di alcuni magistrati amici, come Alfonso Marra alla Procura di Milano, Gianfranco Izzo alla Procura di Nocera Inferiore e Paolo Albano a Isernia, su richiesta di costoro". Il giudice Muntoni segnala "la volgarità e la sfacciataggine con la quale Lombardi ha ritenuto di potersi rivolgere al presidente della Consulta Cesare Mirabelli". Per sollecitare le nomine degli amici, l'affarista non si pone il problema di "rivolgersi a due consiglieri togati del Csm ( Ferri e Carrelli Palombi) e ai componenti laici Tinelli, Saponara e Bergamo". Una volta contatta il vicepresidente Nicola Mancino. Con l'avvocato Pennetta, rivelerà lui stesso, "si era parlato della nomina del procuratore della Repubblica di Avellino". Dopo il passaggio del Riesame si delinea la posizione del primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone: " Carbone si premura di comunicare a Lombardi la data dell'udienza e riceve olio e promesse per il futuro". La neologgia considera il presidente necessario sul ricorso Mondadori: 400 milioni di multa per tasse evase dal gruppo. Lombardi al telefono dirà a Martino: " Qua dipende da Vincenzo...". E in assoluta confidenza il faccendiere campano chiederà al presidente di Cassazione: " Preside', quando?". Intende la data del ricorso. E Carbone: " Il 28 gennaio". Lombardi: " Ah, 28 gennaio... e n'à putimmo fà nu poco prima e ve'?". Lombardi dirà ancora a Carbone: " Ieri sono stato con molti amici bravi e dicono che tu dovresti stare altri due anni alla Cassazione per mettere a posto le cose come le hai già messe". Il Riesame scrive: "La disponibilità del primo presidente Carbone ad andare incontro alle richieste del Lombardi discutendo con lui di un ricorso che non lo riguardava personalmente e fornendo consigli procedurali non deve stupire anche se lascia sgomenti". La Repubblica - 28 luglio 2010
Sulla durata delle indagini spesso ho molti dubbi anche io. I trionfalismi sono sempre sbagliati, ma la stampa da qualche tempo è più accorta e evidenzia attentamente quei casi in cui le stesse indagini possono costituire un abuso ai danni dei minori. Non è lontano il giorno in cui tutti i quotidiani titoleranno alla scoperta di un nucleo corrotto nelle forze dell'ordine che smerciava i materiali dell'orrore. Abbiamo un parlamento pieno di indagati e una Italia che più corrotta di così non l'avevamo vista neppure nella prima repubblica. Certamente non è questo il caso, ma io stessa racconto di Unina, il server partenopeo sfruttato dalla criminalità organizzata del file sharing illegale per 4 anni in peculato d'uso ai danni dello Stato, con tanto di pubblicità con Giancarlo Giannini e fumo negli occhi della popolazione. L.M.
Bambini picchiati, tre indagate28 luglio 2010 di Graziano Cetara GENOVA - Bimbi strattonati, bloccati con la forza quando i rimproveri e le grida erano ormai fatica sprecata. Per la difesa si tratta di «pacche sul sedere necessarie se si vuole educare» altrimenti «meglio chiudere gli asili». Per la Procura degli abusi veri e propri filmati tra gennaio e giugno di quest’anno dalle telecamere nascoste dei carabinieri della stazione di Genova Molassana. Tre insegnanti della scuola materna statale di via De Vincenzi a San Gottardo, in Valbisagno, sono indagate per maltrattamenti, accusate di aver messo in pratica metodi educativi «troppo violenti» nei confronti di bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Ieri, il sostituto procuratore Pier Carlo Di Gennaro, che ha temporaneamente ereditato il fascicolo dal collega Stefano Puppo in ferie, ha formalmente chiesto la sospensione dal servizio delle tre maestre. Misura cautelare destinata eventualmente a scattare in attesa che tutti gli episodi contestati, 19, siano chiariti. Per arrivare alla decisione, attesa per oggi, il giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini ha convocato e interrogato ieri le tre indagate, affiancate dai rispettivi difensori, gli avvocati Andrea Vernazza e Maurizio Mascia. Il Secolo XIXMaestre indagate, entro domani la decisione sulla sospensione28 luglio 2010 Si attende tra oggi e domani la decisione del gip Silvia Carpanini in merito alla richiesta di sospensione dal servizio di tre maestre di una scuola dell’infanzia genovese, quella di via De Vincenzi dell’istituto comprensivo San Gottardo in Valbisagno, indagate per maltrattamenti. I 19 episodi al centro dell’inchiesta, condotta dal pm Stefano Puppo con l’ausilio dei carabinieri della stazione di Molassana, sono documentati in un video di mezz’ora circa mostrato ieri alle tre maestre durante un’udienza preliminare, alla presenza del Pm Pier Carlo Di Gennaro. Il video è stato ricostruito da diverse riprese effettuate tra il 20 aprile e i primi di giugno all’interno della scuola, con telecamere nascoste dentro alle lampade sul soffitto di quattro stanze: due aule, la sala mensa e una sala comune. Secondo una fonte dell’istituto comprensivo San Gottardo, la dirigente non era a conoscenza delle riprese. Le tre maestre, due con esperienza di 39 anni di lavoro difese dall’avvocato Maurizio Mascia, e una più giovane assistita dall’avvocato Andrea Vernazza, ieri hanno respinto le accuse, mostrandosi indignate. Avrebbero affermato di ricordare perfettamente i fatti, definiti a più riprese «normali comportamenti volti a difendere gli altri bambini da atteggiamenti aggressivi di alcuni compagni». La più giovane, ad esempio, a fronte della contestazione di aver trattenuto il viso di un bambino o addirittura di avergli storto il capo ha spiegato di aver preso il suo viso tra le mani e avergli detto: «guardami negli occhi, ascoltami bene e non tenere giù la testa». Il video però è privo di audio. «Se i carabinieri dai video avevano individuato degli episodi particolarmente gravi come mai non sono intervenuti subito? - si chiede l’avvocato Mascia -. Se facciamo delle riprese in un asilo qualsiasi, troviamo esattamente le stesse scene. Non si vede nessuna violenza, ma correzioni bonarie, spesso con gesti affettuosi. Inoltre quelle maestre avevano chiesto ripetutamente e invano degli insegnanti di sostegno per alcuni bambini particolarmente vivaci». Mascia ha anche fatto presente che, nella stessa scuola dell’infanzia, una maestra (estranea ai fatti contestati) è stata morsa e refertata. Un’altra, incinta, è stata colpita da un bambino e ha quindi chiesto la pausa per maternità a rischio. «Come mai nessun bambino è stato refertato?», conclude l’avvocato. L’inchiesta parte infatti da un’informativa dei carabinieri che inizia con la frase «da informazioni ricevute», ma non risulta la fonte e non ci sono denunce. IL COMUNE: DECIDERA’ IL GIP«Mi dispiace, sono situazioni che non dovrebbero avvenire, ma sono certo che a breve ci saranno delle risposte concrete da parte dei magistrati»: lo ha detto l’assessore comunale alle scuole, Paolo Veardo a proposito dell’inchiesta che vede accusate di maltrattamenti tre maestre di una scuola dell’infanzia statale della Valbisagno. «La scuola interessata è statale e non comunale, quindi non è di nostra competenza - ha aggiunto Veardo -. Inoltre c’è la magistratura di mezzo e un’indagine in corso che approfondirà i fatti. Quello che posso dire è che conosco da tempo la dirigente Cinzia Baldacci, è una persona di grande competenza e molto seria, quindi se dice ai giornali che non ha avuto sentore di episodi di violenza e nessuna segnalazione da parte dei genitori sicuramente è così».
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