Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea
Oscar Wilde
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Giustizia Quotidiana, il blog che si occupa di giustizia, politica e diritti sociali di Loredana Morandi.
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13/09/2009 - Giustizia Quotidiana su Facebook - il Profilo ufficiale - "Scomparso" a seguito di reato denunciato vs autori furto Gruppo Staminali 08/07/2009 - A causa di insanabili divergenze con il Comitato ATU sulla sicurezza della Magistratura, informo che tutti i testi inerenti alla vertenza qui contenuti sono copyright e non possono essere copiati o citati se non previo autorizzazione della Autrice - Lavoratori Giustizia comparto ATU - SPC 13/06/2009 - Giustizia Quotidiana è su Facebook: Attenzione, per condividere testi copyright di comunicati stampa originali della Morandi o di Altri, riconoscibili dalla firma o dal logo, è necessario citare la fonte con il link di provenienza. - Luna di Carta 10/11/2008 - Associazione Argon - Bloggersperlapace 10/11/2008 - Il portale dei blog - Artists Against War
Benedetto XVI duro sulla pedofilia "Diritti violati anche nella Chiesa"
Città del Vaticano (Adnkronos) - Il Papa, ricevendo in udienza l'assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la famiglia, ricorda l'insegnamento di Gesù in difesa dei bambini: "Diritti dei minori violati anche da alcuni nostri membri. Un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare". Preti pedofili, in arrivo lettera del Papa agli irlandesi: ''Dolore per crimine odioso''
Città del Vaticano, 8 feb. (Adnkronos) - ''La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo, ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi, alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare''. E' quanto ha affermato questa mattina il Papa ricevendo in udienza l'assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la famiglia che si tiene da oggi fino al 10 di febbraio.
''La tenerezza e l'insegnamento di Gesù - ha aggiunto Benedetto XVI - che considerò i bambini un modello da imitare per entrare nel regno di Dio, hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura''. ''Le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli - ha spiegato ancora il Pontefice - impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore. Perciò anche la Convenzione sui diritti dell'infanzia è stata accolta con favore dalla Santa Sede, in quanto contiene enunciati positivi circa l'adozione, le cure sanitarie, l'educazione, la tutela dei disabili e la protezione dei piccoli contro la violenza, l'abbandono e lo sfruttamento sessuale e lavorativo''.
Benedetto XVI è inoltre tornato questa mattina a mettere in guardia i coniugi contro divorzi e separazioni che hanno ricadute molto negative sull'educazione dei figli. Ricevendo in udienza i partecipanti all'assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la famiglia, il Pontefice ha quindi rilevato che la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna è il supporto migliore che si possa dare ai bambini. ''E' proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna - ha affermato il Papa - l'aiuto più grande che si possa offrire ai bambini''. ''Essi - ha aggiunto - vogliono essere amati da una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori, perché le figure materna e paterna sono complementari nell'educazione dei figli e nella costruzione della loro personalita' e della loro identita'''.
''E' importante, quindi - ha aggiunto il Pontefice - che si faccia tutto il possibile per farli crescere in una famiglia unita e stabile. A tal fine, occorre esortare i coniugi a non perdere mai di vista le ragioni profonde e la sacramentalità del loro patto coniugale e a rinsaldarlo con l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera, il dialogo costante, l'accoglienza reciproca ed il perdono vicendevole''. ''Un ambiente familiare non sereno - ha poi spiegato Ratzinger - la divisione della coppia dei genitori, e, in particolare, la separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per i bambini, mentre sostenere la famiglia e promuovere il suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche esigenze dei minori''.
tutti gli operatori dell'antipedofilia attendono con ansia il voto della proposta di legge, che introdurrà finalmente l'art. 414 bis nel nostro ordinamento. Uno strumento fondamentale per contrastare tutti gli apologi del fenomeno dilagante della pedofilia e della pedopornografia online. E' necessario l'impegno di tutte le parti politiche, ma soprattutto di quelle persone che come Lei sentono più forte l'impegno umano e la semplice carità verso i più piccoli tra noi anche nelle personalità carismatiche come Sua Santità Benedetto XVI.
Loredana Morandi
MINORI: SERAFINI (PD), "PAROLE DEL PAPA DI ESTREMO RILIEVO PER TUTELA INFANZIA".
"Le parole del Papa, dette oggi a conclusione dell'assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la famiglia, sono di estremo rilievo ai fini di una reale e completa tutela dei diritti dell'infanzia". Lo afferma in una nota la senatrice PD Anna Serafini, vicepresidente Commissione parlamentare per l'infanzia. "Celebrare in modo non formale il XX ° anniversario della convenzione dell'ONU - prosegue la senatrice - come ha fatto in modo appassionato Benedetto XVI, implica una forte responsabilità e amore per i bambini. Sono ancora tante le violazioni all'infanzia e sono da apprezzare gli impegni assunti dal Papa contro ogni abuso all'infanzia, a partire dalla pedofilia, che ha coinvolto anche esponenti della Chiesa. Le famiglie hanno bisogno di essere sostenute nel difficile compito della crescita dei loro figli e devono esserlo in ogni momento della loro vita, anche quando conoscono il dolore della separazione, perchè il loro ruolo genitoriale non venga indebolito dalla crisi del rapporto di coppia". "L'Italia - sottolinea Anna Serafini - detiene ancora primati come quello della povertà minorile che sono una spina nel fianco del nostro Paese. Così come i bambini non sono sufficientemente tutelati nel rapporto con i media. Perchè si possa guardare positivamente alla risoluzione dei nodi che bloccano ancora la crescita armoniosa dei bambini e degli adolescenti, è assolutamente necessario uno scatto del Paese. Questo non può esserci senza il contributo insostituibile della Chiesa e le parole del Papa ne costituiscono un limpido esempio" conclude la senatrice PD.
Magistratura e Lavoratori Giustizia il servizio della testata SF TAGESSHAU
Ecco qui il servizio della Tv Svizzera in lingua tedesca SF TAGESSHAU a firma del corrispondente Gianluca Galgani, con il quale conversavo all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario. Le immagini parlano da sole, ed inoltre il servizio contiene una intervista al dott. Marco Mancinetti presidente della Giunta Romana della Associazione Nazionale Magistrati. Colgo l'occasione per una rettifica doverosa: il Dott. Mancinetti e il collega segretario della giunta romana Dott. Pontecorvo, che appartengono alla corrente di Magistratura Indipendente, non hanno abbandonato l'aula della Corte di Appello durante l'intervento del membro del Governo, pur promuovendo l'iniziativa nazionale e la conferenza stampa con il Presidente Luca Palamara. Approfitto di questa piccolissima recensione per salutare e ringraziare i ragazzi della tv svizzera, perché non posso reprimere il pensiero che in questo loro riuscitissimo servizio ci sia anche lo zampino della mia nata in "Svizzera" e sempre più tedesca Giustizia Quotidiana.
Clicca sull'immagine per il collegamento diretto con la testata SF Tagesshau
BLOCCATI IN TUTTA ITALIA TRIBUNALI E UFFICI PER LO SCIOPERO DEI LAVORATORI GIUDIZIARI
In allegato la rassegna stampa completa, sul sito www.giustizia.rdbcub.it le FOTO e i VIDEO delle varie testate intervenute.
Migliaia i lavoratori della Giustizia scesi in piazza in tutta Italia nelle tante manifestazioni che si sono svolte davanti alle Corti d’Appello in occasione dell’odierno sciopero nazionale che, in base alle prime stime, ha registrato un’adesione media del 75% bloccando l’attività dei tribunali e degli uffici giudiziari.
L’agitazione, proclamata dalla RdB Pubblico Impiego insieme a Cgil FPCGIL, UILPA e FLP, è stata indetta per rivendicare condizioni di lavoro accettabili, nuove assunzioni, riqualificazione economica e professionale, e per protestare contro l’ipotesi di accordo sul contratto integrativo, firmata dalla minoranza delle organizzazioni sindacali.
“La grande partecipazione allo sciopero di oggi dimostra che i lavoratori giudiziari non sono più disposti a continuare ad operare in condizioni insostenibili e chiedono a gran voce di proseguire nella lotta”, dichiara Pina Todisco, della direzione Nazionale RdB Pubblico Impiego.
Sottolinea Todisco: “Oggi sono scese in piazza con RdB anche organizzazioni sindacali che per anni hanno praticato la concertazione, a dimostrazione che la strada da percorrere è quella del conflitto. La nostra lotta andrà avanti fino a che l’Amministrazione non si accorgerà che questo personale, altamente professionale e qualificato, non deve essere trattato come un popolo di invisibili e non ci possono essere riforme che non passino attraverso una riqualificazione di tutti i lavoratori della Giustizia”.
“La giornata di oggi – prosegue Todisco – dimostra inoltre che i lavoratori rispediscono al mittente un contratto integrativo che rappresenta solo un ritorno al passato e che contraddice la necessità di un’amministrazione moderna, in grado di fornire un servizio di qualità ai cittadini. Per questo la battaglia proseguirà in tutti i posti di lavoro, con tutte le iniziative necessarie”, conclude la dirigente RdB P.I.
I pedofili che hanno pubblicato le fotografie dei miei figli dopo la distribuzione del video del 27 ottobre a Palermo contenente le affermazioni di Genchi in apologia della pedofilia, non lo hanno affatto frainteso. E non è un segreto, perché Genchi ha centinaia di rapporti con facinorosi di ogni sorta via Facebook, ivi compresi quelli che minacciano me e la mia famiglia (un sito del porno, tre blog + quelli dei "falsi abusi", mezza dozzina di gruppi e almeno 2 pagine sempre su facebook).
Gasparri: ''Chiarire se collabora ancora con la polizia, sarebbe sconcertante''
''Falsa l'aggressione a Berlusconi'', BUFERA SU GENCHI Poi il dietrofront: ''Frainteso''
ultimo aggiornamento: 06 febbraio, ore 19:21
Roma - (Adnkronos/Ign) - Il consulente informatico al congresso dell'Idv: ''Nulla di vero nel lancio della statuetta''. Poi precisa: "Mi riferivo al comportamento tenuto dalla scorta''. Ma De Magistris rilancia: ''Magistratura approfondisca''. L'ira del Pdl: ''Inaudito sollevare ombre, il premier poteva morire''
Roma, 6 feb. (Adnkronos/Ign) - E' bufera su Gioacchino Genchi dopo le dichiarazioni riguardo all'aggressione subita a dicembre scorso dal presidente del Consiglio. ''Nel lancio della statuetta del duomo di Milano a Berlusconi non c'è nulla di vero", ha detto oggi il consulente informatico al congresso dell'Idv.
Salvo poi fare dietrofront e puntualizzare: "E' evidente che il mio intervento di oggi è stato totalmente frainteso. Le mie parole, infatti, non facevano alcun riferimento alla dinamica dell'attentato e non intendevano affatto metterne in dubbio la veridicità". "Mi riferivo, in realtà, a quanto accaduto immediatamente dopo, ovvero, al fatto che la scorta del presidente del Consiglio - conclude il consulente informatico nel suo comunicato - non abbia provveduto con tempestività e immediatezza ad allontanare il premier da quella situazione di grave pericolo".
A rilanciare le sue dichiarazioni è stato però l'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris per il quale ''la magistratura deve fare approfondimenti seri''. ''Come dissi subito - ricorda - ci sono aspetti che non mi convincono, ma non credo sia utile aprire una polemica politica". "Vero è - aggiunge - che dopo quell'episodio non si è più parlato di vicende di Berlusconi e questa è la cosa grave".
Sconcerto invece nella maggioranza per le parole di Genchi. "E' inaudito che si sollevino ombre su un attentato che avrebbe potuto uccidere Silvio Berlusconi. Sorge il dubbio che qualcuno desideri un altro caso Tartaglia", commenta il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. Mentre il ministro per l'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi attacca l'Idv per aver prestato ''la tribuna per esporre una tesi così grottesca e offensiva dell'intelligenza degli italiani''.
Infine, il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri annuncia ''un'interrogazione urgente per sapere se il capo della Polizia Antonio Manganelli si avvale ancora della collaborazione di un personaggio del genere nel dipartimento della Pubblica Sicurezza. Se così fosse - conclude - la cosa sarebbe sconcertante e non priva di conseguenze''.
L'articolo è censurato nelle parti che descrivono il congresso di IdV, che l'autrice di GQ non sostiene in nessun caso e per nessuna ragione al mondo. Buon lavoro alla Redazione coraggiosa del Corriere della Sera, avanti senza timore perché in IdV sono famosi per i rapporti con i giornalisti.
E Di Pietro querela il 'Corriere della Sera'
ultimo aggiornamento: 05 febbraio, ore 17:21
Roma - (Adnkronos) - Il leader dell'Italia dei Valori replica alle accuse lanciate dal quotidiano: "Mai visto quell'assegno".
Roma, 5 feb. (Adnkronos) - "Escludo di aver mai visto, ricevuto ne' tanto meno incassato, ne' personalmente ne' per conto dell'Italia dei Valori, l'assegno a firma Bianchini che il 'Corriere della Sera' ha pubblicato in data odierna e che, per stessa ammissione dell'interessato, era invece da ben nove anni nelle mani di Mario Di Domenico senza che lo stesso ne avesse titolo. Per questa ragione sia io che l'Italia dei Valori provvederemo a querelare Mario Di Domenico e anche il 'Corriere della Sera' considerando ingiustificato che vengano pubblicate notizie senza effettuarne i dovuti riscontri". Lo si legge in una nota del presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Spiace constatare che la stessa scorrettezza e' stata usata dal 'Corriere della Sera' anche in riferimento alla pubblicazione di alcune foto scattate nella caserma dei carabinieri, in cui sono stato ripreso non solo insieme a Contrada ma anche ad alcuni ufficiali dell'Arma, affermando che le stesse sarebbero state volutamente occultate mentre io non ero neppure a conoscenza della loro esistenza'', sottolinea Di Pietro.
Il personale degli uffici giudiziari, dopo le assemblee tenutesi a L'Aquila, Pescara, Chieti, Sulmona, Avezzano, ha deciso a larga maggioranza la propria adesione allo sciopero indetto per il 5 febbraio, per l'intera giornata, proclamato dalle sigle sindacali Fp-Cgil, Uil-Pa, Flp, Rdb, a sostegno della «vertenza sulla mancata riqualificazione e contro il nuovo ordinamento professionale siglato dall'amministrazione con una minoranza delle organizzazioni sindacali». In una nota i sindacati spiegano che «la politica di tagli alle risorse umane ed economiche del Ministero della Giustizia, la mancata valorizzazione delle figure che da anni lavorano negli uffici giudiziari, la situazione di sfascio presente in molti degli uffici, spesso privi di mezzi indispensabili per un buon andamento del lavoro, sono tutti elementi che marciano nella direzione opposta a ciò che viene propagandato con la politica del "processo breve"». Con l'accordo sul contratto collettivo nazionale integrativo siglato dall'amministrazione e da due sigle sindacali non rappresentanti la maggioranza dei lavoratori, «si è inteso sancire definitivamente il progressivo smantellamento del sistema giudiziario, riportando un'organizzazione del lavoro obsoleta e in evidente contrasto con l'efficientismo e l'interfungibilità tanto cari (a parole) a questo Governo; ma, forse, la giustizia è meglio che non sia efficiente! Nessuna riforma della giustizia è possibile senza la valorizzazione del personale, nuove assunzioni, investimenti adeguati ed un serio progetto di riforma che assicuri la modernizzazione, l'efficacia e la funzionalità del sistema».
ROMA - Sono partiti da piazza Venezia e sono diretti al ministero di Giustizia i lavoratori del personale giudiziario che chiedono più «risorse», «nuove assunzioni» e la «riqualificazione del loro impiego». Una manifestazione indetta nel giorno dello ...
“Lo sciopero dei lavoratori giudiziari, la loro pretesa di condizioni di lavoro migliori e più investimenti per un settore al collasso, per altro oggetto di una campagna mediatico-governativa che punta ad alterare la percezione che del sistema ...
(AGI) - Pescara, 5 feb. - Anche il personale degli uffici giudiziari di Pescara, Penne e San Valentino, ha aderito allo sciopero nazionale a sostegno 'della vertenza sulla mancata riqualificazione e contro il nuovo ordinamento professionale siglato ...
Il personale amministrativo della giustizia e' sceso in piazza questa mattina a Roma per chiedere migliori condizioni di lavoro e una riqualificazione del loro impiego. Almeno 2.000 impiegati si sono ritrovati in piazza San Marco dove poco fa ha preso ...
Liguria. La manifestazione del personale dell'amministrazione giudiziaria ha avuto adesioni altissime in tutta la Liguria. Lo confermano le segreterie regionali di Fp Cgil, Uil Pa, Flp e Rdb che comunicano che lo sciopero ha avuto un altissimo ...
Protesta dei lavoratori degli uffici giudiziari di Pescara davanti al tribunale: oggetto della contestazione, il nuovo ordinamento professionale siglato dal Ministero della Giustizia con due sigle sindacali e le condizioni in cui si lavora. ...
Genova, 3 feb. - (Adnkronos) - Manifestazione della Fpcgil, Uil Pa e Flp Rdb a sostegno della vertenza sulla riqualificazione e il nuovo ordinamento professionale Genova, 3 feb. - (Adnkronos) - Sciopero del personale degli uffici giudiziari di Genova ...
Il prossimo 5 febbraio la RdB Pubblico Impiego ha indetto, insieme a FPCGIL, UILPA e FLP, lo sciopero nazionale dei lavoratori giudiziari. Si prevedono manifestazioni in tutte le corti d'appello d'Italia. A Roma, un corteo da Piazza San Marco (Piazza ...
Savona. Nemmeno la pioggia, il vento e il freddo hanno fermato la protesta dei lavoratori giudiziari del Palazzo di Giustizia di Savona che, stamattina, hanno quindi aderito allo sciopero del comparto indetto a livello nazionale. ...
(ANSA) - ROMA, 5 FEB - E' stata "altissima" l'adesione dei lavoratori giudiziari allo sciopero indetto da FPCGIL, UIL-PA, RdB e FLP per reclamare risorse ed investimenti adeguati a una giustizia rapida ed efficiente e condizioni di lavoro migliori; ...
La FPCGIL, la UILPA, la FLP ed la RdB nazionali hanno proclamato per l'intera giornata del 5 febbraio 2010 uno sciopero di tutto il personale degli Uffici Giudiziari che a Reggio Calabria si riunirà la mattina per un sit-in dimostrativo nel cortile del ...
La RdB Pubblico Impiego ha indetto, insieme a FP CGIL, UIL PA e FLP, lo sciopero nazionale dei lavoratori giudiziari per venerdì 5 febbraio. Sono previste manifestazioni in tutte le Corti d'Appello d'Italia. Nelle Marche si svolgerà ad Ancona ...
Domani, venerdì 5 febbraio 2010, anche a Piacenza è in programma lo sciopero dei lavoratori giudiziari proclamato da FP CGIL, UILPA-UIDAG, FLP e RdB. Lo stesso giorno si terrà un volantinaggio dalle 8,00 alle 9,00 in vicolo del Consiglio (tra Tribunale ...
02/02/2010 - Si torna a parlare di carenze di organico nel palazzo di giustizia di Prato, in occasione dello sciopero indetto dalla Cgil Funzione Pubblica, insieme a Uil, Flp, Rdb. La mobilitazione si terra' il 5 febbraio per protestare contro ...
La Sicilia aderisce domani, 5 febbraio, allo sciopero nazionale dei dipendenti degli uffici giudiziari. Lo sciopero, che durerà tutta la giornata, è indetto da Fp Cgil insieme a Uil Pa, Flp ed Rdb. Sit-in di protesta si terranno davanti ai tribunali di ...
Savona. Domani mattina, dalle 8 alle 11, sotto il Palazzo di Giustizia di Savona, in concomitanza con uno sciopero organizzato a livello nazionale, si terrà un presidio dei lavoratori giudiziari. La manifestazione è stata indetta contro i tagli al ...
Oggi 5 febbraio incroceranno le braccia per l'intera giornata i lavoratori giudiziari. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dalle RdB insieme a Cgil, Uil e Flp. L'agitazione è stata indetta per rivendicare condizioni di lavoro accettabili, ...
Venerdì 5 febbraio 2010 per l'intera giornata si terrà lo sciopero di tutto il personale degli uffici giudiziari. Lo sciopero è stato indetto a sostegno della vertenza sulla mancata riqualificazione e contro il nuovo Ordinamento professionale siglato ...
Oggii incrociano le braccia per l'intera giornata i lavoratori giudiziari per lo sciopero nazionale proclamato dalle RdB insieme a CGIL, UIL e FLP. L'agitazione è stata indetta per rivendicare condizioni di lavoro accettabili, nuove assunzioni, ...
IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - 04/feb/2010
(IRIS) - ROMA, 4 FEB - Domani, venerdì 5 febbraio, incroceranno le braccia per l'intera giornata i lavoratori giudiziari. Si tratta di uno sciopero nazionale proclamato da RdB PI insieme a FPCGIL, UILPA e FLP. L'agitazione è stata indetta per ...
Giustizia, a Milano uffici chiusi e processi saltati per lo sciopero
Numerosi uffici e cancellerie del tribunale di Milano sono rimasti chiusi per lo sciopero del personale amministrativo giudiziario, indetto in ambito nazionale da RdB pubblica amministrazione, Fpcgil, Uilpa e Flp. Per l'astensione dei lavoratori, che chiedono migliori condizioni di lavoro, nuove assunzioni e protestano contro l'ipotesi di accordo sul contratto integrativo, sono saltate molte udienze e numerosi processi sono stati rinviati. Il personale amministrativo ha organizzato anche un presidio davanti al tribunale, mentre sulla porta di molte cancellerie e uffici sono stati appesi cartelli con su scritto "chiuso per sciopero" (immagini Fotogramma)
esprime la sua più forte solidarietà ai lavoratori, che oggi saranno in molte piazze d'Italia e parteciperanno allo sciopero indetto dalle OO.SS.
No ad una riforma senza investimenti, che mortifichi le molteplici professioni in seno al comparto Giustizia e disattenda le giuste istanze dei lavoratori.
Esprimo la mia più sincera solidarietà al Presidente Luca Palamara,
con il ribadire con forza i numerosi miei allarmi sui nuovi usi e costumi della criminalità del web nostrano, ed in merito al perdurante e fosco clima dato da veri reati di istigazione a delinquere esercitati sulle masse con i metodi demagogici del neuromarketing.
Loredana Morandi
Giustizia/ Minacce a presidente Anm, atti inviati a Perugia
Indagine trasmessa dagli inquirenti romani
APCOM - Il pubblico ministero romano e presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara ha ricevuto, tramite internet e in lettere anonime, alcune minacce. Ciò ha determinato l'apertura di un'indagine che sarà ora trasmessa dagli uffici di piazzale Clodio alla procura di Perugia, competente ad indagare su vicende che coinvolgono i magistrati della capitale. Le minacce in questione sono apparse su due siti internet e nella lettera ricevuta dal magistrato. Gli esponenti dell'Anm vengono definiti "terroristi", "mafiosi all'ennesima potenza" e "no global".
GIUSTIZIA: PROCURA ROMA APRE INCHIESTA SU MINACCE A PALAMARA
(ASCA) - Roma, 4 feb - Una indagine sulle minacce via internet e per lettera dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara e' stato aperto dalla procura di Roma. Nei prossimi giorni, l'incartamento sara' inviato per competenza a Perugia, visto che Palamara e' pm a Roma. Nelle lettere minatorie, Palamara e i dirigenti dell'Anm vengono definiti ''terroristi'', ''mafiosi all'ennesima potenza'' e ''no global''.
Il testo in immagine di seguito è la pubblicazione agli "Atti" del riassunto "sbobinato" del mio intervento dato in Roma, nell'agosto 1999, in contemporanea all'anteprima del restauro della Facciata del Maderno in San Pietro, a cura dell'Architetto Sandro Benedetti, e alla di lui presenza e dei colleghi del corso - ritiro spirituale per gli Artisti "Appartenenza e Creatività".
Con questi meravigliosi Artisti del "Sacro" ho avuto il piacere di partecipare al "Giubileo degli Artisti" celebrato da Sua Santità Giovanni Paolo II in Vaticano, Roma - Anno domini 2000.
Uno stralcio "dotto" dal mio lavoro per la "Porta Santa" inoltre è pubblicato in Universitas Civium 1999/2000, edito in Casamari.
Per i nostalgici: il documento di costituzione della Associazione Argon in Bologna e Roma, anno 2004.
Una chicca: lo statuto costitutivo è stato scritto dal magistrato ed ex senatore Domenico Gallo, ed adattato alle esigenze degli Artisti dai giuristi del Codacons.
Il logo è opera di un artista romano e potete vederlo navigare in ogni pagina, articolo o post di questo sito.
In ragione della privacy degli Artisti sono stati censurati i nomi e gli indirizzi nell'immagine.
"Nessuna riforma possibile senza investimenti e assunzioni"
L'Associazione nazionale magistrati esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori giudiziari e appoggia le manifestazioni di sciopero indette per venerdì prossimo, 5 febbraio, a sostegno della vertenza sulla mancata riqualificazione del personale della giustizia. I vertici del sindacato delle toghe, in una nota, ribadiscono che "nessuna riforma della giustizia appare possibile senza la valorizzazione della professionalità del personale amministrativo, senza investimenti adeguati e senza nuove assunzioni".
Il pm chiede il rinvio a giudizio per l'ex procuratore capo Maffei
Dovrà comparire davanti al gip romano Maurizio Silvestri il 19 febbraio per le accuse a due suoi pm
ROMA - Il 19 febbraio l'ex procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere dovrà comparire davanti al Gip di Roma Maurizio Silvestri, per rispondere delle accuse rivolte al suo ex vice, Paolo Albano, e la Pm Filomena Capasso, per una inchiesta che riguardava un medico ospedaliero e che secondo l'allora capo della Procura sammaritana avrebbe avuto risvolti di falso e di abuso d'ufficio. A chiedere il rinvio giudizio dell'ex magistrato (é andato in pensione da quasi due anni) è stato il pm romano Giancarlo Amato che nella sua richiesta sostiene che la denuncia per Albano è Capasso è stata fatta in assenza di qualsiasi elemento accusatorio e ben sapendo che i due magistrati non erano responsabili di quanto gli veniva addebitato.
Della vicenda a più riprese se ne sono occupate la procura generale di Napoli, l'ispettorato del ministero di Grazia e Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura, perchè in queste vicende ci sono state accuse di mobbing, denunce e contro denunce. Mariano Maffei è stato, poi travolto nel 2008 dall'inchiesta su Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, che dopo gli arresti venne trasferita da Santa Maria Capua Vetere a Napoli (e la procura ha ritenuto valida quella indagine tanto che sono stati presi provvedimenti nei confronti della presidente del consiglio regionale). Polemiche tanto forti (specie dopo le dimissioni di Mastella e la caduta del governo Prodi) che chiese ed ottenne di andare in pensione con qualche mese di anticipo rispetto alla data stabilita, anche per una intervista televisiva che non servì a risolvere le questioni relative all'inchiesta.
«Non ci stupisce leggere che la Procura di Roma, sia pure, per ora, per un’altra vicenda, ha chiesto il rinvio a giudizio l’ex procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei». Lo affermano i Popolari-Udeur ricordando che «si tratta dello stesso magistrato che due anni fa, con un’inchiesta sulla cui validità il tempo farà giustizia, firmò gli arresti domiciliari per Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, con le conseguenti dimissioni di Clemente Mastella da Ministro della Giustizia e la successiva crisi di governo». «Abbiamo grande rispetto per la magistratura e la complessità del suo lavoro - dice una nota dei Popolati Udeur - ma ci chiediamo se si hanno sempre ben presenti, come peraltro la vicenda Maffei sembra ancora una volta insegnare, le conseguenze devastanti che sulla vita dei cittadini e delle loro famiglie possono avere le decisioni di alcuni giudici, quando non sono ben ponderate e suffragate da fatti concreti». «Di una cosa - conclude la nota - siamo certi: che la vicenda aperta dall’ex procuratore di Santa Maria Capua Vetere con l’arresto della Lonardo potrà riservare molte sorprese sulle sue cause e sui suoi reali obiettivi».
Il pm Guerra deve testimoniare al processo Aldrovandi bis
Al processo bis sulla morte di Federico Aldrovandi, che vede imputati quattro ispettori di polizia per presunti depistaggi e omissioni nelle indagini, sarà in aula, come testimone, il pm Mariaemanuela Guerra, il magistrato che svolse le indagini nei primi mesi e poi lasciò l'inchiesta per incompatibilità
FERRARA. Aveva già fornito chiarimenti al Consiglio superiore della magistratura, per spiegare la sua condotta la mattina del 25 settembre 2005, quando venne avvertita dagli uomini della questura della morte di Federico Aldrovandi. In una relazione del febbraio del 2007, poi entrata a far parte del fascicolo dibattimentale del processo per omicidio colposo, il pubblico ministero Mariaemanuela Guerra si era »difesa« motivando le ragioni per cui quella mattina non si era recata sul posto, ragioni sulle quali il Csm non aveva sollevato obiezioni.
QUELLE STESSE motivazioni ora le dovrà ripetere il 16 febbraio davanti al giudice Monica Bighetti in qualità di testimone del processo Aldrovandi bis: l'inchiesta sui presunti depistaggi che vede imputati quattro poliziotti accusati a vario titolo di favoreggiamento, omissioni e falsa testimonianza. Tra gli imputati c'è l'allora dirigente delle Volanti Paolo Marino, che deve rispondere di omissione. Secondo l'accusa il funzionario non disse al pm di turno Guerra che il ragazzo aveva avuto una colluttazione con i quattro agenti delle pattuglie intervenuti in via Ippodromo (e già condannati a 3 anni e mezzo per omicidio colposo), spiegò che molto probabilmente il decesso era dovuto a un'overdose e, in questo modo, la indusse a non recarsi sul posto. Paolo Marino, difeso dall'avvocato Eugenio Gallerani, aveva chiesto di essere giudicato con rito abbreviato.
IL GIUDICE ieri, nel corso della seconda tappa dell'udienza preliminare, ha deciso di stralciare la sua posizione e pronunciarsi sulla richiesta di rito alternativo solo dopo aver ascoltato il pm Guerra. «Una decisione di cui siamo molto soddisfatti - dichiara l'avvocato Gallerani - perché già nella relazione al Csm il magistrato aveva fornito una spiegazione del tutto simile a quanto riferito dal mio assistito nell'ottobre di quello stesso anno e successivamente al processo Aldrovandi. Per questo non capisco perché il pm Guerra non sia stata ascoltata già durante la fase delle indagini preliminari, perché sarebbe stato chiaro fin da subito che le imputazioni a carico di Marino sono prive di fondamento. Il mio assistito non ha mai nascosto l'azione di contenimento dei quattro agenti, ha rappresentato al pm i fatti così come si presentavano in quel momento. Non ha tratto conclusioni perché non era suo compito trarne. Il pm può sempre decidere, in piena autonomia, di recarsi sul posto. La dottoressa Guerra ha fatto, correttamente, quello che prevede il codice: ha richiesto la presenza del medico legale e ha disposto l'autopsia in incidente probatorio per congelare i fatti».
SARA' DUNQUE IL PM Guerra, direttamente davanti al giudice, a fare chiarezza su uno dei »nodi« della vicenda Aldrovandi. Un punto su cui anche la famiglia chiede che sia fatta luce: «È positivo che il pm sia ascoltato come testimone - commenta la mamma di Federico, Patrizia Moretti, che insieme al papà del ragazzo, Lino, e al fratello Stefano è stata accolta tra le parti civili - Il fatto che il giudice voglia approfondire ogni aspetto non può che vederci soddisfatti».
INSIEME a Marino sono imputati anche Luca Casoni, Marcello Bulgarelli e Marco Pirani. Casoni e Bulgarelli devono rispondere di favoreggiamento in concorso e falsa testimonianza. Il primo era ufficiale di polizia giudiziaria, il secondo, quella mattina, era il responsabile della centrale operativa del 113. Ad averli inguaiati è una telefonata tra loro avvenuta poco dopo la tragedia. Bulgarelli, in questura, chiese a Casoni, appena arrivato in via Ippodromo, cosa fosse successo. Casoni lo invitò a interrompere la registrazione dicendo »Stacca«. Marco Pirani infine, ufficiale di Pg, è accusato a sua volta di omissione, per non aver trasmesso alla procura la copia del registro delle chiamate arrivate alla centrale operativa la mattina del 25 settembre. Tutti, tranne Luca Casoni, hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato.