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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Inizialmente la loro posizione era stata stralciata Riciclaggio, giudizio immediato anche per l'ex senatore Di Girolamo e Toseroni Roma - (Adnkronos) - Salgono a quaranta gli imputati al processo del prossimo 2 novembre. Tra questi Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia ai domiciliari e l'ex ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli. Dovranno rispondere, tra l'altro, di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, evasione fiscale e reinvestimento di proventi illeciti. Scongiurato il pericolo commissariamento per l'azienda di telecomunicazioni Roma, 30 ago. (Adnkronos) - Sono diventat i 40 gli imputati dell'inchiesta sul riciclaggio di 2 miliardi di euro che saranno processati il 2 novembre prossimo con rito immediato secondo le decisioni del giudice Maria Luisa Paolicelli. All'iniziale elenco delle 38 persone tra le quali Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb Silvio Scaglia e l 'ex ad di Telecom Italia Sparkle Stefano Mazzitelli si sono aggiunti in questi giorni i nomi dell'ex senatore Nicola Di Girolamo e di Marco Toseroni, stretto collaboratore di Mokbel e considerato una delle menti dell'operazione di riciclaggio. La loro posizione era stata stralciata inizialmente considerata la 'collaborazione' offerta agli investigatori. Non è comunque escluso che i difensori nei prossimi giorni rinuncino al giudizio immediato e chiedano un rito alternativo come il patteggiamento o il rito abbreviato.
Associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, finalizzata al riciclaggio, evasione fiscale, reinvestimento di proventi illeciti ed altro sono i reati contestati agli imputati a seconda della loro posizione processuale. Non e' escluso che nei prossimi giorni l'ex senatore Di Girolamo possa essere riascoltato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo anche nell'ambito degli accertamenti riguardanti operazioni finite nel mirino dei magistrati come quelle connese alla Digint, una societa' partecipata di Finmeccanica. La Rassegna
Reuters Italia - 1 ora fa
ROMA (Reuters) - Anche l'ex senatore del Pdl Nicola Di Girolamo sarà tra gli imputati al processo per la presunta frode e riciclaggio da 2 miliardi di euro, che vede coinvolti ex dirigenti di Telecom Italia Sparkle e l'ex AD di Fastweb Silvio Scaglia. ...
APCOM - 1 ora fa
Roma, 30 ago. (Apcom) - Per l'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, è stato disposto il giudizio immediato nell'ambito dell'inchiesta su un presunto riciclaggio da 2 miliardi di euro. Il processo a carico suo e del manager Marco Toseroni, ...
Adnkronos/IGN - 24 minuti fa
Roma - (Adnkronos) - Salgono a quaranta gli imputati dell'inchiesta sul riciclaggio di due miliardi di euro che saranno processati il 2 novembre prossimo. Tra questi Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia ai domiciliari e l'ex ad di ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 1 ora fa
(AGI) - Roma, 30 ago. - Si allunga la lista degli imputati che il 2 novembre prossimo compariranno davanti alla quarta sezione penale del tribunale di Roma per la prima udienza del processo su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro con il ...
IMGpress - 1 ora fa
(30/08/2010) - Si aggiungono anche i nomi dell'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, e di Marco Toseroni, alla lista delle 38 persone che il prossimo 2 novembre dovranno comparire davanti alla quarta sezione del tribunale di Roma per essere ...
CORTE DEI CONTI: "MOMENTODIFFICILE E PATEMA MORALE"(fonte Agi su Leggo) Da una parte la mancanza «del senso sacrale del pubblico denaro» con «il grande rispetto, quasi una remora, che bisogna avere nell'accostare le risorse pubbliche»; dall'altro «il venir meno di canoni deontologici nella pubblica amministrazione» con «il prevalere di interessi di categoria, privati, rispetto al superiore interesse pubblico». Il tema dell' etica nelle pubbliche amministrazioni è stato affrontato oggi dal neo-presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino che ha incontrato alcuni giornalisti per delineare gli obiettivi della sua presidenza della magistratura contabile. «È un momento non facile per il Paese», ha detto Giampolino che ha posto l'accento sia sulle «difficoltà economiche» sia sul «patema morale» per il quale si «avverte la necessità di sensibilità etiche rilevanti». Corte Conti/ Giampaolino: Vogliamo accompagnare azione legislativa"Su prossima sessione bilancio da noi contributi obiettivi"Roma, 27 lug. (Apcom) - La Corte dei Conti accompagni l'azione legislativa di governo e Parlamento. E' la richiesta del neo presidente dei giudici contabili, Luigi Giampaolino, che in occasione di un incontro con i giornalisti afferma: "Vogliamo accompagnare governo e Parlamento nella formazione delle leggi. E' un'opera che potrebbe essere molto utile. Vogliamo dare suggerimenti e valorizzare i nostri contributi". In particolare a proposito della prossima sessione di Bilancio, Giampaolino auspica "che abbia una contestuale trattazione" presso la Corte dei Conti da cui possono arrivare "contributi fondamentali di terzietà e obiettività". Sul federalismo fiscale la Corte dei conti si candida per la certificazione dei costi standarddi Nicoletta Cottone 27 luglio 2010 Più che un ruolo di consultazione la Corte dei Conti dovrebbe avere una funzione di "certificazione" dei costi standard del federalismo fiscale assicurando un ruolo di terzietà. È l'auspicio del neo presidente della Corte, Luigi Giampaolino, tracciando in un incontro con i giornalisti quello che sarà il ruolo della Corte dei Conti nel prossimo futuro. La Corte, ha precisato il neo presidente, «é opportunamente attrezzata per poter svolgere questo ruolo: ha un reticolo di sezioni regionali che possono essere di apporto al Parlamento e ai governi locali come interfaccia base per il federalismo fiscale. Abbiamo la necessaria preparazione specifica professionale. Non possiamo essere solo un contraddittore sanzionante». Giampaolino ha anche riferito di essere stato «sollecitato sia da Tremonti, sia da Calderoli che confidano molto in questo ruolo di supporto» da parte della magistratura contabile. L'articolo prosegue su Il Sole 24 oreCorte dei Conti, pressing sull'ExpoMatteo Prioschi 27 luglio 2010 MILANO - Sarà anche che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sta lavorando per l'Expo, come ha dichiarato ieri l'amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala, però la Corte dei Conti non fa sconti a nessuno. Ieri è stata una giornata concitata a Milano dove si sono incrociati due incontri ad alto livello per il futuro dell'esposizione universale. Alle 14.30 è iniziato il cda di Expo 2015, che avrebbe dovuto dare il via a sette gare per le progettazioni specialistiche di ingegneria della piastra del sito espositivo. Un passaggio che appariva scontato, anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Sala al termine del cda di martedì scorso. Invece il consiglio di amministrazione si è concluso ufficialmente verso le 17.30 con un nulla di fatto e la riunione è stata aggiornata a venerdì mattina. Nel frattempo Sala aveva abbandonato l'incontro per raggiungere il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il sindaco di Milano, Letizia Moratti, nella sede milanese dell'Agenzia delle Entrate. «Non abbiamo parlato dell'acquisto delle aree» ha affermato l'amministratore delegato al termine del vertice. E stando alle dichiarazioni ufficiali nemmeno i problemi relativi ai finanziamenti sono stati oggetto della discussione che, invece, ha affrontato il tema dell'installazione del centro di produzione Rai nell'area Expo. Una partita che, come affermato da Sala, «deve essere chiusa entro dicembre». L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore
Dissesto finanziario 'Agile-Eutelia', otto arresti e perquisizioni GdF in tutta Italia
09 luglio, ore 12:00 Roma (Adnkronos) - Secondo la procura di Roma, che coordina le indagini, sarebbe stato un articolato sistema di frode a portare il gruppo alla grave situazione di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori
Roma, 9 lug. - (Adnkronos) - Sono piu' di sessanta i finanzieri impegnati, dall'alba di oggi, nell'esecuzione di 8 misure cautelari in carcere e 22 perquisizioni in numerose citta' italiane in merito alla complessa ricostruzione di un articolato sistema di frode che ha portato l'importante gruppo societario 'Agile-Eutelia', operante nel settore delle telecomunicazioni e dell'information technology, ad una situazione di gravissimo dissesto economico finanziario e di insolvenza per milioni di euro anche nei confronti di migliaia di lavoratori. L'attivita' odierna e' coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.
L'INCHIESTA
Inchiesta Finmeccanica, arrestato Cola I pm: "Ha riciclato denaro del gruppo Mokbel"
Il manager indagato nella veste di consulente della società, fermato a Roma poche ore prima di imbarcarsi per gli Stati Uniti. La procura lo accusa di riciclaggio di sette milioni e mezzo per l'acquisto del 51% della Digint srl
di MARIA ELENA VINCENZI ed ELSA VINCI
Svolta nell'indagine su Finmeccanica. Alle tre di oggi pomeriggio i carabinieri del Ros hanno arrestato Lorenzo Cola, 44 anni, nella veste di consulente di Finmeccanica, con l'accusa di concorso in riciclaggio aggravato. A Cola è stato notificato un provvedimento di fermo firmato alle 2.30 della notte tra mercoledì e giovedì dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Rodolfo Sabelli, Giovanni Bombardieri, Francesca Passaniti. Al manager, consulente personale del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, e della moglie e amministratore delegato di Selex, Marina Grossi, la procura contesta il riciclaggio di sette milioni e mezzo di euro versati dal gruppo di Gennaro Mokbel (coinvolto nella megafrode da due miliardi di euro Fastweb e Telecom Italia Sparkle) per l'acquisto del 51 per cento della società Digint srl. Questa somma, secondo quanto ricostruito con rogatorie a Hong Kong, San Marino e Svizzera, faceva parte di un versamento complessivo di otto milioni e 300 mila euro nominalmente utilizzati per l'acquisizione societaria. In realtà, quei sette milioni e mezzo sarebbero stati il prezzo illecito preteso da Cola per chiudere l'affare Digint Finmeccanica. Di Cola ha parlato all'inizio dell'indagine , mentre ieri Finmeccanica ha precisato che è un loro "ex consulente".
Cola è stato fermato a Roma, nella centrale piazza San Lorenzo in Lucina, poche ore prima di imbarcarsi sul volo che, via Parigi, lo avrebbe dovuto portare stanotte negli Stati Uniti. Il manager era arrivato in Italia nei giorni scorsi, a Milano, proveniente dalla Svezia dove sua moglie aveva appena partorito. A rendere necessario il fermo, secondo la Procura, ''il concreto e fondato pericolo di fuga'', dimostrato dalla ''consapevolezza dell'indagato di un'indagine a suo carico e dall'imminente allontanamento per l'estero''. Cola è stato trasferito nel carcere di Rebibbia dove ha nominato quali suoi avvocati il professor Franco Coppi e Ottavio Marotta. La perquisizione della sua abitazione a Roma, nel quartiere Parioli, è proseguita per tutto il pomeriggio. Entro 48 ore il gip dovrà interrogarlo e decidere se convalidare o meno il suo fermo. (08 luglio 2010)
La Repubblica
La Rassegna
La Repubblica - 1 ora fa
Il manager indagato nella veste di consulente della società, fermato a Roma poche ore prima di imbarcarsi per gli Stati Uniti. La procura lo accusa di riciclaggio di sette milioni e mezzo per l'acquisto del 51% della Digint srl Svolta nell'indagine su ...
ANSA.it - 1 ora fa
ROMA - I carabinieri del Ros hanno fermato Lorenzo Cola, in passato consulente di Finmeccanica, nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. L'accusa e', tra l'altro, di concorso in riciclaggio. ...
TGCOM - 2 ore fa
I carabinieri del Ros hanno fermato Lorenzo Cola, 44 anni, in passato consulente di Finmeccanica, nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. L'accusa è di concorso in riciclaggio di 7,5 milioni ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 42 minuti fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - Lorenzo Cola, il consulente di Finmeccanica e' indagato in concorso con Gennaro Mokbel, Marco Iannilli, Marco Toseroni, l'ex senatore del PdL Nicola Paolo Di Girolamo "ed altri soggetti" per riciclaggio internazionale per aver ...
Libero-News.it - 2 ore fa
rrestato l'ex consulente di Finmeccanica, Lorenzo Cola, accusato di riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Cola, già consulente del presidente Pierfrancesco Guarguaglini è stato arrestato questo ...
Affaritaliani.it - 2 ore fa
Il consulente di Finmeccanica Lorenzo Colae' stato fermato, dai carabinieri del Ros di Roma, su ordinedella procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulriciclaggio internazionale che ha coinvolto tra l'altro GennaroMokbel , l'ex senatore Nicola Paolo ...
euronews - 1 ora fa
(ANSA) – ROMA, 8 LUG – I carabinieri del Ros hanno fermatoLorenzo Cola, in passato consulente di Finmeccanica.Il fermo nell'ambito dell'inchiesta sul maxi-riciclaggio checoinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. L'accusa e', tral'altro, ..
E' lecito immaginare che ora, presso il Collegio dei Maestri Venerabili, che ha sede a Cagliari, sia in corso un fuggi fuggi... LM
L'ordinanza da un articolo su L'Unità: «Una associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti» caratterizzata «dalla segretezza degli scopi» e volta «a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonchè degli apparati della pubblica amministrazione». È quanto scrive il Gip del Tribunale di Roma, Giovanni De Donato, nel capo di imputazione dell'ordinanza (circa 60 pagine) di arresto per l'imprenditore Flavio Carboni, di Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc e dell'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Per i quattro il reato ipotizzato dalla Procura di Roma è di associazione a delinquere semplice e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Per il gip i tre hanno «sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e ciò anche grazie alle attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzate tramite una associazione denominata 'Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà». L'associazione era gestita da Lombardi in qualità di segretario e da Martino quale responsabile dell'organizzazione. Una struttura, scrive il gip, «di fatto finanziata e gestita in modo occulto da Carboni». Per il magistrato i tre «approfittavano delle conoscenze per acquisire informazioni riservate e influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione».
Per il Gip, la loggia di Carboni voleva influenzare la Consulta sul Lodo AlfanoUna superloggia segreta guidata dall'imprenditore Flavio Carboni, tra settembre e ottobre 2009, tentò di avvicinare giudici della Corte costituzionale allo scopo di influire sull'esito del giudizio sul cosiddetto Lodo Alfano, la legge che prevedeva la sospensione del processo penale per le alte cariche dello stato. Lo afferma il gip Giovanni De Donato, nell'ordinanza con cui ha disposto l'arresto per Carboni, per Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc e l'imprenditore napoletano, e per Arcangelo Martino nell'ambito dell 'inchiesta sull'eolico in Sardegna.
Ai tre arrestati viene contestata l'accusa di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. «Una associazione per delinquere - scrive il gip - diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti» caratterizzata «dalla segretezza degli scopi» e volta «a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonché degli apparati della pubblica amministrazione».
Il 23 settembre dello scorso anno, a pochi giorni dal giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, secondo il gip avvenne una riunione nell'abitazione romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, per stabilire un tentativo di avvicinamento ai giudici della consulta. All'incontro era invitato anche lo stesso Carboni, il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, oltre ad Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi.
La contropartita chiesta per tale attività di lobby è la candidatura di Nicola Consentino alla Regione Campania, come esplicitato in una telefonata di Lombardi allo stesso sottosegretario. Il tentativo di influire sul giudizio di costituzionalità del lodo Alfano non va però a buon fine. Il 7 ottobre 2009 la Corte boccia il provvedimento, suscitando le ire di Carboni e Martino, che accusano Lombardi del fallimento e della figuraccia fatta con i propri referenti politici, a partire da Verdini.
Il Gip inoltre afferma che tra la fine del 2009 e febbraio del 2010, in vista delle elezioni regionali, i tre arrestati si impegnarono al fine di ottenere la candidatura dell'attuale sottosegretario all'Economia. Questi però fu raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché accusato di concorso esterno in associazione mafiosa dal gip Raffaele Piccirillo.
I tre allora cercarono di favorire un rapido accoglimento del ricorso proposto contro tale misura, grazie al rapporto esistente fra Lombardi e il presidente di Corte di Cassazione, nel tentativo di recuperare la sua candidatura di Cosentino. Il ricorso fu tuttavia rigettato. A questo punto il gruppo guidato da Carboni avviò, secondo il Gip, un'intensa attività diretta a screditare il nuovo candidato del Pdl alla presidenza della regione Campania, Stefano Caldoro, nel tentativo di escluderlo dalla competizione elettorale, anche diffondendo all'interno del partito e su Internet, notizie diffamatorie sul suo conto.
Per il gip i tre hanno «sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e ciò anche grazie alle attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzate tramite una associazione denominata "Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà"». L'associazione era gestita da Lombardi in qualità di segretario e da Martino quale responsabile dell'organizzazione. La struttura, scrive il gip, era «di fatto finanziata e gestita in modo occulto da Carboni». Per il magistrato i tre «approfittavano delle conoscenze per acquisire informazioni riservate e influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione»
Gli altri episodi contestati sono: il tentativo, a partire da luglio del 2009, di accaparrarsi appalti per la produzione di energia eolica in Sardegna; le attività di interferenza nei confronti di componenti del Consiglio superiore della magistratura per la nomina, ad alcune cariche direttive, di magistrati graditi al sodalizio, tra cui Alfonso Marra, aspirante alla carica di presidente della Corte di Appello di Milano; le attività per influire sull'esito del ricorso presentato dalla lista «Per la Lombardia» del presidente Roberto Formigoni contro l'esclusione dalle regionali (intervento operato tramite l'intervento di Lombardi sul magistrato Alfonso Marra, appena insediato alla Corte d'Appello di Milano, ma senza esito); l'intervento su rappresentanti del ministero della Giustizia, dopo il respingimento del ricorso della "Lista per la Lombardia", per sollecitare una ispezione straordinaria nei confronti dei magistrati del collegio che aveva esaminato il ricorso (tentativo fallito a causa dell'opposizione dei vertici del ministero).
Il Sole 24 ore
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La difesa di Carboni: arresto assurdo e ingiustificato.
La Rassegna
Eolico in Sardegna: arrestato Flavio Carboni Una superloggia segreta sugli appalti
di Paola Medde
Il faccendiere sardo Flavio Carboni è stato arrestato questa mattina a Roma dai carabinieri su ordine della magistratura romana nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico in Sardegna.
L'OMBRA DELLA MASSONERIA Per lui l'accusa è di corruzione, ma sul suo arresto spunta anche l'ombra della massoneria: «Banda segreta come la P2 per pilotare giudici e politici» dicono gli inquirenti. Carboni, 78 anni, originario di Torralba, in provincia di Sassari, è stato condotto a Regina Coeli. Il suo difensore Renato Borzone ha già annunciato il ricorso al tribunale delle Libertà. In manette sono finiti anche il geometra Pasquale Lombardi, ex sindaco Dc originario dell'Avellinese e membro delle commissioni tributarie, e l'imprenditore edile Arcangelo Martino, entrambi implicati nell'affaire del vento in Sardegna.
L'ORDINANZA «Una associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti» caratterizzata «dalla segretezza degli scopi» e volta «a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonchè degli apparati della pubblica amministrazione». È quanto scrive il Gip del Tribunale di Roma, Giovanni De Donato, nel capo di imputazione dell'ordinanza (circa 60 pagine) di arresto per l'imprenditore Flavio Carboni, di Pasquale Lombardi, ex esponente della Dc e dell'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino. Per i quattro il reato ipotizzato dalla Procura di Roma è di associazione a delinquere semplice e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Per il gip i tre hanno «sviluppato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura e della politica da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e ciò anche grazie alle attività di promozione di convegni e incontri di studio realizzate tramite una associazione denominata 'Centro studi giuridici per l'integrazione europea Diritti e Libertà». L'associazione era gestita da Lombardi in qualità di segretario e da Martino quale responsabile dell'organizzazione. Una struttura, scrive il gip, «di fatto finanziata e gestita in modo occulto da Carboni». Per il magistrato i tre «approfittavano delle conoscenze per acquisire informazioni riservate e influire sull'esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell'associazione».
L'INCHIESTA I tre erano finiti nel registro degli indagati della Procura di Roma insieme ad altre tre persone, tutti con l'accusa di corruzione: Pinello Cossu, consigliere Udc della provincia di Carbonia Iglesias e nipote di Carboni; Ignazio Farris, nominato dalla Giunta Cappellacci alla direzione dell'ARPAS (Agenzia Regionale Protezione Ambiente); Franco Piga, commissario dell'Autorità d'ambito, ruolo importante nella gestione delle acque. Secondo gli inquirenti, attorno all'eolico sardo si sarebbe sviluppato un “sistema gelatinoso” manovrato da Carboni e mirato a ottenere appoggi politici per favorire imprenditori interessati alla realizzazione di parchi eolici in Sardegna, affievolendo i lacci e lacciuoli burocratici imposti dalla normativa. E non è un mistero che nell'agosto del 2009 la Giunta Cappellacci fece cadere effettivamente quasi tutti i vincoli per gli impianti eolici fissati dalla precedente Giunta Soru dando il via, di fatto, a un far west del vento su cui fece marcia indietro solo nel marzo 2010 con una delibera di stop assoluto, quando e perché, probabilmente, la “cricca” aveva annusato l'odore dell'inchiesta.
L'indagine, partita sulla base di un'informativa della Direzione Distrettuale Antimafia e coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai pm Rodolfo Sabelli e Ilaria Calò, si è successivamente allargata ad altri nomi eccellenti: Denis Verdini, coordinatore del Pdl, che da Carboni avrebbe intascato una maxitangente di 800 mila euro (transitati per il Credito Cooperativo Fiorentino, la banca di Verdini) per raccomandare la “cricca del vento” a Ugo Cappellacci, a sua volta indagato per corruzione e abuso d'ufficio con l'accusa di aver aggirato le vie legali per nominare all'ARPAS Ignazio Farris (delibera secretata, quella della nomina), uomo raccomandato da Carboni, come lo stesso faccendiere ha ammesso pubblicamente. Farris, a capo dell'Agenzia che effettua la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) dei progetti di parchi eolici e che è tutt'ora al suo posto nonostante le richieste di dimissioni, avrebbe dovuto dare il via libera alle fattorie del vento targate Carboni & Co. Ma nelle intercettazioni erano rimasti impigliati anche nomi di rilievo come il senatore Marcello dell'Utri e il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, che non risultano però indagati.
L'uomo chiave della vicenda, il tessitore occulto delle trame del eoliche è però lui, Flavio Carboni, personaggio che ha cavalcato i misteri della Prima e della Seconda Repubblica: coinvolto nell'indagine per la morte del banchiere Roberto Calvi sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra nel 1982, accusa da cui è stato di recente assolto, è riemerso successivamente come il burattinaio dell'affaire eolico: sarebbe lui, secondo l'accusa, ad aver funzionato come anello di congiunzione tra gli interessi dei signori del vento e la Regione Sardegna attraverso l'appoggio romano di Verdini, che lo avrebbe introdotto alla corte di Cappellacci. Ma, come il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Pisanu ha confermato, neanche la mafia starebbe a guardare: l'eolico, secondo alcune ipotesi, non sarebbe altro che il “piede nella porta” attraverso cui conquistare e svalutare i territori di maggiore pregio ambientale per dare il via , una volta minati di pali d'acciaio e svalutati a dovere, alla speculazione edilizia.
L'unità 08 luglio 2010
http://www.unita.it/news/italia/100950/eolico_in_sardegna_arrestato_carboni_una_superloggia_segreta_sugli_appalti
Il Sole 24 Ore - 14 minuti fa
«Dopo averlo solo sospettato, la lettura dell'ordinanza di sociologia giudiziaria della autorità giudiziaria di Roma dà conferma che il nulla probatorio emerso da mesi di indagine è sfociato in un arresto assurdo e ingiustificato, tra l'altro nei ...
Il Post - 22 minuti fa
Arcangelo Martino, imprenditore napoletano, Pasquale Lombardi, ex esponente della DC, e il “faccendiere” Flavio Carboni sono stati arrestati su ordine della magistratura romana con l'accusa di aver costituito un'associazione a delinquere che avrebbe ...
Adnkronos/IGN - 22 minuti fa
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il Giornale - 44 minuti fa
I giudici: avrebbe pilotato giudici e politici sugli appalti per l'energia. Arrestati anche l'imprenditore Martino e l'ex dc Lombardi. Le accuse: associazione per delinquere e violazione della legge sulle associazioni segrete. ...
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Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - "Escludo nella maniera piu' assoluta che durante la mia presenza alla riunione con Pasquale Lombardi si sia parlato di possibili interventi presso la Corte Costituzionale". Lo dice all'ADNKRONOS il sottosegretario alla ...
Il Sole 24 Ore - 1 ora fa
Una superloggia segreta guidata dall'imprenditore Flavio Carboni, tra settembre e ottobre 2009, tentò di avvicinare giudici della Corte costituzionale allo scopo di influire sull'esito del giudizio sul cosiddetto Lodo Alfano, la legge che prevedeva la ...
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Leggo Online - 1 ora fa
Il 23 settembre dello scorso anno, a pochi giorni dal giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, avvenne una riunione nell'abitazione romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, per stabilire un tentativo di avvicinamento ai giudici della ...
Adnkronos/IGN - 1 ora fa
Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - La riunione che i tre indagati organizzarono per poi cercare di influire sul giudizio della Corte Costituzionale a proposito del lodo Alfano, si svolse nell'abitazione di Denis Verdini, a Palazzo Pecci Blunt in piazza ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - A poche settimane dal giudizio della Corte Costituzionale sul lodo Alfano ci fu una riunione, datata 23 settembre 2009, nella casa romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini (indagato per corruzione e riciclaggio), ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - Occuperebbero, nell'associazione a delinquere, pari livello e importanza: Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi, a parere del gip, condividono gli obiettivi perseguiti con la creazione del sodalizio criminoso, ...
SassariNotizie.com - 2 ore fa
SASSARI. Scattano le prime manette nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico. L'uomo d'affari Flavio Carboni (nato a Sassari nel 1932), è stato arrestato questa mattina dai carabinieri su ordine della Procura di Roma. ...
L'Unità - 2 ore fa
Il faccendiere sardo Flavio Carboni è stato arrestato questa mattina a Roma dai carabinieri su ordine della magistratura romana nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico in Sardegna. Per lui l'accusa è di corruzione, ma sul suo arresto ...
Affaritaliani.it - 2 ore fa
Occuperebbero, nell'associazione adelinquere, pari livello e importanza: Flavio Carboni,Arcangelo Martino ePasquale Lombardi, a parere del gip, condividono gli obiettiviperseguiti con la creazione del sodalizio criminoso, potendocontare, tra l'altro, ...
TGCOM - 2 ore fa
"Il nulla probatorio emerso da mesi di indagine è sfociato in un arresto assurdo e ingiustificato, nei confronti di un quasi ottantenne con patologie cardiache". E' il commento dell'avvocato Renato Borzone, difensore dell'imprenditore Flavio Carboni, ...
Leggo Online - 2 ore fa
L'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna, è stato arrestato a Roma dai carabinieri. La richiesta di arresto è stata effettuata dai pm della Procura capitolina che indagano sugli ...
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Roma, 8 lug. - "Dopo averlo solo sospettato, la lettura dell'ordinanza di sociologia giudiziaria dell'autorita' giudiziaria di Roma da' conferma che il nulla probatorio emerso da mesi di indagine e' sfociato in un arresto assurdo e ...
SKY.it - 2 ore fa
Nuovi sviluppi nell'inchiesta. Arrestati Flavio Carboni, l'ex Dc Lombardi e l'imprenditore Martino. Già coinvolti Verdini e Cappellacci. Il giudice: cercarono di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale per influenzarli sullo "scudo" ...
La Voce d'Italia - 2 ore fa
Roma – Sono Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino le tre persone arrestate questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti dell'eolico (in cui veniva coinvolto anche il coordinatore del Popolo della libertà Denis Verdini). ...
Ecoblog.it (Blog) - 2 ore fa
Che l'eolico sia una delle energie rinnovabili in grado di generare le voglie di fare affari lo si era capito. Giunge così la notizia dell'arresto di Flavio Carboni personaggio piuttosto complesso coinvolto a vario titolo anche in diverse altre ...
La Stampa - 3 ore fa
L'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna, è stato arrestato a Roma dai carabinieri. In manette con lui sono finiti anche l'imprenditore campano Arcangelo Martino el'excomponente di ...
ANSA.it - 3 ore fa
ROMA - L'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna, è stato arrestato, insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Dc nonché ex sindaco del suo paese di origine in ...
euronews - 3 ore fa
(ANSA) – ROMA, 8 LUG – Gli arrestati per l'inchiesta sull'eolicotentarono di avvicinare giudici della Consulta per influenzarel'esito del giudizio sul lodo Alfano. Lo afferma il gip DeDonato nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti di ...
Affaritaliani.it - 3 ore fa
Flavio Carboni, Arcangelo Martino ePasquale Lombardi avrebbero tentato, nella primavera del 2009,di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale per influiresull'esito del giudizio relativo al cosiddetto Lodo Alfano cheaveva introdotto la ...
Corriere della Sera - 3 ore fa
«Incontro da Verdini per stabilire la strategia». Pressioni anche per far riammettere la Lista Formigoni. ROMA - Associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi che vieta la creazione di associazioni segrete: sono le accuse contestate dal ...
ANSA.it - 3 ore fa
(ANSA) - ROMA, 8 LUG - Gli arrestati per l'inchiesta sull'eolico tentarono di avvicinare giudici della Consulta per influenzare l'esito del giudizio sul lodo Alfano. Lo afferma il gip De Donato nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti di Flavio ...
Blitz quotidiano - 3 ore fa
Quasi una nuova P2: non solo facevano affari e tangenti ma tentavano di condizionare gli affari di Stato fino al punto di tentare di intervenire sulla Corte Costituzionale per condizionare il giudizio sul Lodo Alfano. Sono queste le clamorose ...
Kayenna schegge metropolitane - 3 ore fa
Pasquale Lombardi, giudice in alcune commissioni tributarie, l'imprenditore campano Arcangelo Martino ed il faccendiere Flavio Carboni, sono stati arrestati stamattina dai Carabinieri del Ros su ordine della Procura di Roma. I reati contestati ai tre ...
I legali dell'ex ad: ''Persa occasione per valutare specifiche posizioni''
Riciclaggio, la Cassazione: ''Furono legittimi gli arresti per Scaglia e Mokbel''
Roma - (Adnkronos) - Respinti i ricorsi presentati dai difensori. L'ex fondatore di Fastweb resta ai domiciliari e l'imprenditore in carcere. Confermato ok a 23 misure cautelari, nuovo esame per i tre dirigenti SparkleRoma, 26 giu. (Adnkronos) - Sono legittimi gli arresti inflitti dal Tribunale del Riesame di Roma a Silvio Scaglia, ex fondatore e ad di Fastweb e all'imprenditore Gennaro Mokbel nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio delle compagnie telefoniche. Lo ha stabilito la terza sezione penale della Cassazione che ha respinto i ricorsi presentati dai difensori di Scaglia e di Mokbel. In questo modo l'ex fondatore di Fastweb resta ai domiciliari e l'imprenditore Mokbel in carcere.
L'inchiesta romana per la quale Scaglia è accusato di associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale riguarda tra l'altro un riciclaggio di 2 miliardi di euro.
La Cassazione, nell'ambito dell'inchiesta sull'operazione di riciclaggio delle compagnie telefoniche, ha confermato la legittimità di 23 custodie cautelari (26 i ricorsi in totale) mentre ha disposto un nuovo esame "limitatamente alla custodia cautelare" per i tre dirigenti Sparkle indagati. Si tratta di Massimo Comito, Stefano Mazzitelli e Antonio Catanzariti le cui posizioni saranno riviste dal Tribunale del riesame di Roma.
La Terza sezione penale, oltre a confermare la legittimità degli arresti di Scaglia e Mokbel, ha altresì confermato la validità delle misure cautelari degli altri indagati tra i quali Giorgia Ricci, la moglie di Mokbel detenuta in carcere; Antonio Ricci, fratello di Giorgia, ai domiciliari. Misure cautelari confermate anche per il maggiore della Gdf Luca Berriola, e per gli ex dirigenti Fastweb Mario Rossetti e Bruno Zito.
Bocciata, in sostanza, dalla Cassazione la linea difensiva secondo la quale sarebbe stata "molto labile" la supposizione sulla quale si fondano le accuse riconducibili, a detta dei legali, alla formula del "non poteva non sapere".
''Si è persa nuovamente l'occasione di valutare le specifiche posizioni - commentano i legali di Scaglia, Piermaria Corso e Antonio Fiorella -. La sensazione è che si continui nello schema del blocco monolitico senza distinguere posizioni, come quella di Scaglia, ben lontane dall'illecito. Scaglia come pure Fastweb, sono vittime della truffa''.
''La formula 'non poteva non sapere' - rilevano i difensori di Scaglia - contrasta con i principi del nostro ordinamento. Troveremo chi ci saprà ascoltare. Il prossimo appuntamento per noi è il 6 luglio al Tribunale del Riesame per l'appello contro l'ordinanza del Gip che ha concesso gli arresti domiciliari''.
''Sull'esito dell'udienza - continuano Corso e Fiorella - ha pesato il fatto che la Corte Suprema di Cassazione abbia dovuto ancorare il suo giudizio alla situazione probatoria esistente al 17 marzo, situazione ampiamente superata da nuovi fatti quali l'interrogatorio di Silvio Scaglia con i pm del 12 aprile e la relativa produzione documentale depositata per l'occasione. Inoltre, non sono emersi, nel frattempo, nuovi elementi utilizzabili dall'accusa''.
AVVOCATURA DEL COMUNE DI ROMA, SEMINARIO FORMATIVO SULLA “DIRETTIVA SERVIZI”  La direttiva servizi e la sua applicazione nell’ambito del Comune di Roma, questo è l’argomento del seminario formativo dal titolo “Gli effetti del recepimento della direttiva servizi ed il suo impatto nella regolamentazione del commercio”, organizzato dall’Avvocatura del Comune di Roma martedì 15 giugno alle ore 9 presso la Sala del Carroccio in Campidoglio. A seguito dell’approvazione della direttiva della Comunità europea 2006/123/Ce del 12 dicembre 2006, più comunemente conosciuta come “direttiva Bolkestein”, gli enti locali devono conformare le proprie procedure amministrative a quest’ultima e, in tal senso, il Consiglio Comunale ha approvato il 16/3/2010 la delibera n. 35. La cosiddetta “direttiva servizi” è destinata ad influire in maniera significativa nel settore del commercio e in particolare della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Il seminario, accreditato presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati per i crediti formativi, intende affrontare i contenuti della direttiva ed il suo recepimento in Italia e nel Comune di Roma. I lavori saranno aperti dal capo dell’Avvocatura comunale, Pietro Bonanni, seguiranno gli interventi del consigliere del Tar Lazio, Stefano Toschei e dell’avv. Rosalda Rocchi dell’Avvocatura. Coordina l’avv. Alessandro Rizzo dell’Avvocatura. A seguire, si terrà una tavola rotonda a cui parteciperanno rappresentanti del Segretariato Generale del Comune di Roma, dell’Avvocatura e del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione-Lavoro. N B - Data la limitata disponibilità dei posti è richiesta la prenotazione. Si prega di confermare entro lunedì 14.
Idee di riforme a costo a zero, si parte della giustizia civile
di Giuseppe Chiellino 27 maggio 2010
«Riforme a costo zero». Può sembrare uno slogan, in tempi di nuova austerity, quando bisogna tagliare la spesa pubblica per sanare i conti senza strozzare la timida ripresa dell'economia e del sistema paese. Le possibilità non sono molte, ma qualche strada c'è.
«La prima riforma da fare è rendere efficiente la giustizia civile che oggi è sommersa da 6 milioni di cause che intasano i tribunali. Come? È molto semplice e non costa nulla: bisogna superare il sistema del 'contributo unificato' che rende irrisori i costi per avviare una causa ed è forse il motivo principale dell'enorme numero di cause civili pendenti» afferma Gabriel Cuonzo, partner e socio fondatore dello studio legale Trevisan & Cuonzo, esperto di diritto commerciale e proprietà intellettuale.
Specializzato in materia di diritto dei marchi e dei brevetti, della concorrenza sleale, lotta alla contraffazione e pirateria video-musicale, come molti suoi colleghi si scontra ogni giorno con i tempi lunghissimi della giustizia italiana. «È la prima cosa di cui tengono conto le aziende e le multinazionali quando decidono se vale la pena investire in un determinato paese. E per l'Italia - spiega - è la prima causa che le spinge a rinunciare. Le imprese anno bisogno di certezze e non avere una ragionevole stima sulla durata di eventuali contenziosi scoraggia chiunque, soprattutto che deve investire».
Il contributo unificato va da un minimo di 30 euro ad un massimo di 1.110 euro, con una suddivisione per fasce a seconda del valore della causa. «In pratica accade che, versato questo tributo all'inizio, nulla più è dovuto a prescindere dalla durata della causa» spiega Cuonzo. Inoltre esistono numerose esenzioni per tipologie di causa, dall'assegno per il mantenimento dei figli alle cause di divorzio, dall'interdizione alle esecuzioni forzate. «Non solo: per le grandi cause societarie - spiega Cuonzo - o di diritto industriale, il cui valore è indeterminabile - è previsto un contributo risibile di appena 340 euro».
Due sono le modifiche «a costo zero» che propone Cuonzo: «Raddoppiare o triplicare la soglia minima per le piccole controversie e aumentare anche di 10 volte il contributo unificato per le cause tra società che hanno valori di milioni di euro». Gli effetti positivi sarebbero almeno tre: «più risorse per la giustizia, meno cause per i giudici e un vantaggio competitivo per le imprese che renderebbe l'Italia più attraente per gli investitori esteri».
L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore
«L'unico vero ostacolo è l'eccessivo numero di avvocati in Italia, circa 200mila» ammette Cuonzo. «Ma alzare i costi del contenzioso - ritene - dopo un doloroso assestamento, porterebbe alla riduzione del numero degli avvocati e all'aumento del livello professionale e del loro reddito medio che oggi è uno dei più bassi della Ue».
Il decalogo dell'innovazione. Per Cuonzo, che ha tra i clienti molte multinazionali ma anche piccole realtà che registrano nuovi brevetti, «è fondamentale, anche per la crescita economica, creare le condizioni perchè chi ha buone idee innovative sia messo in grado di realizzarle e farle diventare occasione di business». Perciò in una sorta di «decalogo» per l'innovazione, Cuonzo indica anche altre idee, e insieme al Sole24ore.com, prova a lanciare il confronto con professionisti, imprese e lettori.
«L'esperienza sul fronte della proprietà intellettuale - spiega l'avvocato - mi porta a pensare che una mappatura della ricerca che si fa in Italia, può essere molto importante per portare alla luce gioielli nascosti e attrarre investitori e capitali. Parlo di ricerca orientata al business e non di ricerca pura. I costi sarebbero limitati e non sarebbe difficile trovare gli sponsor. Le banche d'investimento sono molto interessate».
Altra iniziativa possibile è quella di costituire un soggetto di consulenza centralizzato, con tutte le competenze necessarie, dal legale al venture capitalist e all'università, per offrire un punto di riferimento a tutte quelle realtà di cui il paese è ricco, che però non riescono a trasformare una buona idea in un'attività imprenditoriale. «Da questo punto di vista - teme cuonzo - il federalismo rischia di portarci nella direzione opposta, credo non sia compatibile con l'innovazione tecnologica».
Lo strumento fiscale. Una fiscalità favorevole per i 'portafogli intellettuali', infine, servirebbe incentivare la registrazione dei brevetti in Italia invece che all'estero, come avviene oggi. «In Gran Bretagna - spiega Cuonzo - per esempio c'è l'esenzione sul trasferimento dei brevetti da un soggetto all'altro». Ma questa misura avrebbe un costo! «È vero, ma va valutato alla luce della fuga delle royalties di registrazione».
Caso Scaglia, rinnovare i quadri della magistratura
Sabato 29.05.2010 09:17
Dall'associazione Imprenditori d'Italia
A molti sembra che la tortura sia un insieme di atroci e dolorose tecniche relegate a un lontano passato, creando anche un'immagine del genere umano che nulla ha di edificante.
Al giorno d'oggi sembra che il mondo civilizzato non abbia più bisogno di metodi così crudeli. La scienza è un fondamentale supporto per le indagini: abbiamo satelliti in grado di spiare le mosse del colpevole, analisi chimiche che ci forniscono l'esatta identità del criminale, tecniche sofisticate per le intercettazioni al fine di ottenere una verità dei fatti.
Ma se satelliti, analisi, intercettazioni e perquisizioni non sono sufficienti a sostenere un quadro ideale che un PM, malato di egocentrismo e protagonismo, si è imposto di dimostrare per usare il personaggio pubblico, famoso e ricco al suo tornaconto personale, cosa s'inventa?
La tortura della custodia cautelare in carcere!
Tanti, troppi imprenditori sono stati sottoposti a questa restrizione di libertà al solo scopo di essere costretti a dire, non la verità, che hanno sempre proclamato, ma quello che vogliono sentirsi dire i magistrati opportunisti.
Uno dei tanti casi balzati alla cronaca giudiziaria di questi ultimi tempi è Silvio Scaglia: 80 giorni di carcere e ora agli arresti domiciliari.
Gli arresti preventivi sono ammessi dal nostro ordinamento in caso di gravissimi indizi di colpevolezza e solo in caso di ragionevole pericolo di fuga e reiterazione del reato; Scaglia, che vive in Inghilterra e che al momento dell'emissione del provvedimento era in America Latina, dice subito: "Ho chiesto agli avvocati di concordare immediatamente il modo più opportuno per essere interrogato dai magistrati", riaffermando comunque la sua estraneità a qualunque reato.
Il 26 febbraio, poco dopo mezzanotte, Scaglia atterra a Ciampino e si consegna alla Guardia di Finanza, che lo porta al carcere di Rebibbia. Il 2 marzo 2010 Scaglia viene portato a Regina Coeli per l'interrogatorio. Il 17 maggio 2010 il GIP Aldo Morgigni ha firmato la disposizione per gli arresti domiciliari di Scaglia, ponendo fine agli 80 giorni di detenzione nel carcere di Rebibbia.
Ma nonostante il "rapimento" imposto dai magistrati, la "tortura" del carcere preventivo e la richiesta di una confessione come "riscatto", Silvio Scaglia, chiaro esempio imprenditoriale di capacità e impegno, riconosciutogli a livello internazionale, non ha altro da dire che la Verità già detta varie volte in precedenti audizioni; ma i magistrati non si fanno convincere e per la sola accusa che: "non poteva non sapere", se proprio la tortura del carcere non ha avuto effetto paghi il suo riscatto con gli arresti domiciliari e con una fidejussione di 10 milioni di Euro! Certo avete capito bene Scaglia ha dovuto rilasciare una fidejussione di 10 milioni di Euro per uscire dal carcere, insomma si sono pure inventati la libertà su cauzione!
Poi ci sono anche quelli meno facoltosi che in carcere rimangono come il Dott. Rossetti ex-direttore finanziario. Rossetti ha sotto sequestro tutti i conti correnti e beni personali e la famiglia è costretta a vivere dell'elemosina degli amici e parenti. Il Gip dice che non lo scarcera perché non ha fornito elementi utili all'inchiesta, non è tortura questa?
Ormai gli imprenditori e dirigenti di imprese non devono più temere i rapimenti da parte di bande malavitose ma solo quelli di discutibili magistrati che vogliono farsi gratuita pubblicità (pagata dal popolo) per il solo gusto egocentrico o per mettersi poi in politica andando a ingrossare le fila del partito di Di Pietro.
Imprenditori d'Italia, come indica nel suo programma continua a sostenere che: “I quadri della Magistratura vanno completamente rinnovati, partendo dai massimi vertici, per ridare il senso di integrità che oggi pare irrimediabilmente perso.”
Affari Italiani
DAL «CORRIERE»La Corte dei Conti sequestra sei clinichedegli Angelucci: fatturazioni irregolariL'accusa è di aver truffato 134 milioni di euro ai danni della Regione Lazio e dell'AbruzzoROMA - L’accusa è di aver fatturato in maniera irregolare prestazioni (a volte nemmeno effettuate) in regime di convenzione con le Asl e di aver così truffato 134 milioni di euro ai danni della Regione Lazio e dell’Abruzzo. Con questa motivazione la Corte dei Conti— secondo la notizia anticipata dal quotidiano ecologista Terra e poi confermata dagli stessi magistrati— ha disposto il sequestro conservativo delle mura di sei cliniche private della San Raffaele spa, gruppo controllato dalla famiglia degli Angelucci, fra l’altro editori dei quotidiani Libero e Il Riformista.«È tutto regolare, nessuna falsa fatturazione nelle nostre cliniche, lo dimostreremo in udienza. Ma intanto vogliamo precisare che l’attività sanitaria prosegue senza interruzioni e disagi per i nostri pazienti», ha dichiarato Carlo Trivelli, presidente della San Raffaele spa.Fra le strutture e private al centro dell’indagine dei magistrati contabili ci sono quelle di Velletri (dove sarebbe stato redatto il maggior numero di false fatture e dove sarebbero state riscontrate le irregolarità più gravi), Cassino, Pisana, Portuense (tutte nel Lazio) e Sulmona ( in Abruzzo). Secondo il vice procuratore generale Massimiliano Minerva, le sei cliniche private degli Angelucci avrebbero fatturato prestazioni sanitarie inesistenti o comunque non autorizzate chiedendo poi i rimborsi alle Asl.Il sequestro è stato disposto dal presidente della Corte dei Conti, Ivan De Musso, perché — si legge negli atti depositati in Cancelleria — «ha ritenuto fondato il timore di vedere altrimenti vanificate le pretese risarcitorie della Asl Rm-h». La San Raffaele spa, però, contesta la ricostruzione dei magistrati contabili. «Le accuse sono infondate. I nostri legali hanno già presentato l’istanza di dissequestro e proprio per dimostrare al più presto la regolarità dell’operato delle nostre cliniche, hanno anche chiesto l’anticipazione dell’udienza presso la Corte dei Conti, fissata per il 2 luglio», ha dichiarato il presidente Carlo Trivelli, aggiungendo che «le misure adottate dalla magistratura sono del tutto ingiustificate, ma abbiamo comunque piena fiducia nell’operato dei giudici».Francesco Di Frischia «Corriere della sera», pagina 2225 maggio 2010
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