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 .. sleeping ..... di Lunadicarta
 
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I crimini sono creati dal parlamento; perché c'è bisogno di un poliziotto per fare un criminale. Non si diventa criminali infrangendo la legge, ma standoci lontano.

Margaret Eleanor Atwood
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 26/12/2010 @ 09:58:05, in Indagini, linkato 1478 volte)
Il pedofilo di Natale



Puntuale come ad ogni ricorrenza dei pedofili di scelta omosessuale, il cd "boy love day", anche quest'anno Maxi Fasso gratifica il web di chi lo legge con la sua personalissima "apologia" della cultura pedofila del pianeta.

Leggete voi stessi, cliccando qui o direttamente sull'immagine screen shot per ingrandirla.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-26_095216_pedofilo_di_natale.jpg

L'originale, che io dedico a Tutti i Pubblici Ministeri d'Italia, è a questo Link.

Maxi Fasso, per chi ancora non lo conoscesse, è il clonatore ufficiale del presidente di una nota associazione bergamasca che si occupa di antipedofilia. La clonazione avviene in violazione di quanto descritto dall'art. 494 del codice penale e seguenti.

A Natale dello scorso anno, lo stesso sconosciuto personaggio (denunciato da: Morandi, Movimento Italiano Genitori - Moige e Prometeo Onlus) regalava l'orsetto pedobear.


Loredana Morandi
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Alla famiglia la mia più affettuosa solidarietà. L.M.

Natale triste a casa Gambirasio. Dopo essere stato ascoltato nuovamente dai carabinieri Fulvio Gambirasio dichiara di non aver perso le speranze.

Yara Gambirasio, confermata al papà
l'ipotesi del sequestro




Brembate di Sopra. E' concreta l'idea che Yara possa essere stata rapita, sequestrata e che quindi sia ancora viva. Secondo indiscrezioni è questa l'ipotesi che i carabinieri avrebbero confermato al papà di Yara durante il colloquio che si è svolto nella mattinata della Vigilia di Natale alla caserma di Ponte San Pietro.

Non è chiaro in quale contesto e con quale movente Yara sia stata vittima di quel sequestro "perfetto" e crudele che l'ha fatta sparire nel tardo pomeriggio del 26 novembre, quando rientrava dalla palestra comunale verso casa, in via Rampinelli 48. Ma l'ipotesi che qualcuno l'abbia portata via in modo organizzato, con un'azione criminale che non ha lasciato alcuna traccia, c'è tutta.

E in questo quadro l'odore di Yara fiutato dai cani molecolari al cantiere è l'indizio di un passaggio della vittima del sequestro dal cantiere di Mapello, prima del trasporto in un altro luogo. La pista del sequestro è accreditata sia dalla polizia sia dai carabinieri, ma non è chiaro, e nulla emerge, sulle modalità e sul movente.

Quel che invece è chiaro agli investigatori è che Yara potrebbe non trovarsi più nei paesi vicino a Brembate Sopra e nel territorio della Bergamasca. Le ricerche proseguono, ma sono sempre più difficili e, in un mese esatto dalla scomparsa, non hanno mai portato ad alcun risultato.


Domenica 26 Dicembre 2010
Armando Di Landro per Bergamo News
http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=35827

Potete leggere l'intera vicenda, passo per passo da Bergamo News, di seguito tutti i link:

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Di Loredana Morandi (del 25/12/2010 @ 17:50:30, in Redazionale, linkato 2996 volte)
Auguri da Giustizia Quotidiana!

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/presepe_2010.gif


Su queste pagine in più casi ho trattato fenomeni criminali in corso tramite il noto socialnetwork Facebook. L'arrivismo e il rampantismo privo di scrupoli sono i suoi due maggiori peccati, la facilità d'uso consente anche a persone completamente all'asciutto di come funziona il web di navigare e fare danni. La notorietà non è data dal merito della persona, ma dal numero di utenti sulla sua lista amici o sulla pagina personale. Gli utenti e "gli amici" si comprano a "pacchetti", ma qualcuno molto scaltro li ruba sottraendo i gruppi ai legittimi fondatori.

Le clonazioni sono all'ordine del giorno, qui potete vedere la mia ultima scoperta e l'operato di famosissimi pregiudicati. Nessuno è risparmiato: politici, uomini e donne dello spettacolo, giornalisti e persone comuni.  Fidanzate ed ex mogli sono perseguitate, bambini e teenagers sono adescati quotidianamente tramite le pagine di FB. Il trasversale "sorriso" della Massoneria Universale consente al semplice cittadino di verificare di persona le ipocrisie di falsi giustizialisti famosi: basta saper leggere. Neppure la magistratura è risparmiata nel grande calderone, i nomi più famosi o "storici" sono oggetto di clonazioni, raggiri e falsi fan, cadendo vittima dell'uso fatto da vere e proprie "bande" criminali" per l'accredito della veridicità degli account. 

Lo stalking e la persecuzione che è possibile operare in Facebook sono già oggi storia della giurisprudenza del Massimario dalla Cassazione, che ha inoltre sancito la revoca dei benefici degli arresti domiciliari a chi "evade" via socialnetwork.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/natale_2010.gif

FORTUNATAMENTE: non tutto Facebook vien per nuocere. Così, per augurare ai miei lettori un sereno Natale propongo questa "delicata" quanto "veritiera" allegoria della "Storia della Natività", ambientata in Facebook.

Auguri e buona visione!

Loredana Morandi




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Di Loredana Morandi (del 24/12/2010 @ 08:59:33, in Magistratura, linkato 1519 volte)
Detesto avere ragione, ancor più sapendo che non c'è nessuna politica in questi gesti, che accadono perché purtroppo era entrato troppo materiale esplosivo a Roma per non fare ulteriori danni. Con gli studenti non ha niente a che fare, ma dal bombardamento di Roma del 14 dicembre sappiamo la data dell'arrivo di questi materiali.  LM

"Alemanno: ''Vicenda che non ha nulla a che vedere con il contesto romano''

Ordigni nelle ambasciate a Roma,
rivendica Federazione Anarchica

Roma - (Adnkronos/Ign) - Esplosioni nelle delegazioni di Svizzera e Cile. Due feriti, uno grave. (VIDEO). Allarme rientrato invece nelle sedi slovena e ucraina. Plico sospetto: evacuata ambasciata Ue a Berna. Distruzione di Stato e capitali l'obiettivo dichiarato del gruppo Fai. Polizia postale: controlli a tappeto. Un mese fa 14 plichi ad Atene (SCHEDA). Finta bomba in metro B, si procede per procurato allarme

Roma, 23 dic. (Adnkronos/Ign) - E' stato rivendicato il doppio attentato alle ambasciate svizzera e cilena della Capitale. La firma è della Federazione Anarchica Informale. "Abbiamo deciso di far sentire di nuovo la nostra voce con le parole e con i fatti. Distruggiamo il sistema di dominio. Viva la Fai, viva l'anarchia informale", si legge nel testo scritto su un biglietto trovato all'interno di una piccola scatola che era finita addosso al ferito nell'esplosione del pacco bomba alla sede diplomatica del Cile. Secondo una prima ricostruzione della polizia, la piccola scatola era contenuta nel pacco esploso. La rivendicazione del Fai ora è al vaglio degli esperti dell'Antiterrorismo della Digos di Roma.

Il primo ordigno, contenuto "in una busta" secondo quanto dichiarato poi dai carabinieri, è esploso intorno alle 12 all'ambasciata Svizzera a Roma, provocando un ferito grave. Si tratta di uno svizzero di 53 anni, addetto alla corrispondenza dell'ambasciata elvetica che ha riportato gravi lesioni a entrambe le mani. Trasportato al Policlinico Umberto I di Roma è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. "Siamo riusciti a fare una buona ricostruzione e pensiamo che alla lunga l'uomo non dovrebbe avere danni drammatici", ha riferito Niccolò Scuderi, direttore della divisione di Chirurgia plastica del Policlinico aggiungendo che "dovrebbe riuscire a recuperare buona parte della funzionalità della mano sinistra. I problemi maggiori riguardano soprattutto un dito: l'anulare".

Per Scuderi è quindi scongiurato il rischio di amputazione della mano, anche se ha precisato che "è necessario aspettare qualche giorno per sciogliere la prognosi". Oltre alle ferite alla mano, l'uomo ha riportato anche diverse fratture, di metacarpo, ulna e radio.

Il secondo plico-bomba, che potrebbe essere stato spedito da una località italiana, è esploso invece all'ambasciata del Cile in via Po ferendo (in modo meno grave rispetto al primo) un funzionario amministrativo cileno che ha riportato lesioni a torace, occhi e mani. Anche lui è stato trasferito al Policlinico Umberto I. "Probabilmente perderà due dita di una mano, il mignolo e l'anulare", ha detto Scuderi. All'interno dell'ordigno, infatti, ''erano presenti oggetti contundenti, tipo detriti, bulloni o chiodi".

Due pacchi sospetti recapitati alle sedi diplomatiche di Ucraina e Slovenia, invece, dopo le verifiche da parte di carabinieri, artificieri e vigili del fuoco, non sono risultati essere plichi esplosivi. Si è rivelato innocuo anche il pacco sospetto recapitato oggi nella sede della missione Ue a Berna, parzialmente evacuata nel pomeriggio di oggi per precauzione. Il plico indirizzato all'ambasciatore Miachael Reiterer è stato esaminato da specialisti della polizia e secondo quanto riferito dalla portavoce delle forze di sicurezza Florie Marion il pacco non conteneva nulla di pericoloso.

Appena appresa la notizia dei pacchi bomba a Roma, il premier Silvio Berlusconi si è messo subito in contatto con il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il quale ha dichiarato che gli investigatori stavano seguendo la "pista anarchica" dal momento che "ci sono precedenti analoghi in Grecia".

La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di attentato con finalità di terrorismo sia per il pacco alla sede elvetica che a quella cilena. L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Pietro Saviotti con il quale collaborano i carabinieri. Il magistrato ha già disposto l'acquisizione dei filmati ripresi dalle telecamere installate nella zona.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è detto convinto "che non c'entri nulla questo attentato all'ambasciata elvetica con gli altri episodi di tensione, con gli altri falsi allarmi che si sono avuti alla stazione della metropolitana". Per il sindaco, questa vicenda ''non ha nulla a che vedere con il contesto romano".

Secondo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è trattato di "un fatto grave in sé, una minaccia grave alle sedi diplomatiche". Ha parlato di "segnali inquietanti, che cadono in un clima di tensione generale", il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Non bisogna mai abbassare la guardia", ha aggiunto La Russa.

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Di Loredana Morandi (del 23/12/2010 @ 18:43:36, in Osservatorio Famiglia, linkato 1677 volte)
Questo accade a Modena e può sembrare pazzesco, a me invece accade tutti i giorni a causa del blog Biagioquotidiano.blogspot.com, i prezzolati di SessoChannel.it. Un blog frequentato nei mesi scorsi anche da pedofili pregiudicati.  L.M.

Conto alla rovescia su Facebook
per uccidere la ex: arrestato

L'uomo, 40 anni, aveva minacciato di agire nel giorno del compleanno della ragazza

Aveva inserito un count down sul suo profilo Facebook e, alla richiesta di spiegazioni di un amico, aveva risposto che si trattava di un omicidio: la scadenza del conto alla rovescia era fissata per il giorno del compleanno della sua ex ragazza. La terribile coincidenza ha portato la squadra Mobile a fermare un modenese con l’accusa di stalking. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine perché a novembre aveva subito un ammonimento da parte del questore Salvatore Margherito sulla base di un esposto dell’ex fidanzata.

UNA STORIA FINITA - Quaranta anni lui, 30 lei, entrambi benestanti, avevano una relazione da due anni, quando nel luglio scorso la ragazza decide di troncare il rapporto. Da allora, e per quattro mesi, l’uomo la molesta con telefonate, sms e scenate a casa e in palestra, un’escalation di fronte alla quale la giovane ad ottobre presenta un esposto. L’8 novembre arriva l’ammonimento del questore. Il 40enne si giustifica dicendo che è la ex a provocarlo, ma poi per qualche tempo le condotte persecutorie cessano. Questo fino a pochi giorni dal compleanno della ragazza, quando sul profilo Facebook dell’uomo compare il count down.

LA VICENDA - «È un suicidio?», scrive sul social network un amico. «No – risponde il 40enne – è un omicidio». A questo punto un terzo utente Facebook, riconoscendo nella fine del conto alla rovescia il giorno del compleanno della ex fidanzata, contatta la polizia. La squadra Mobile di Modena, prima avverte la vittima di non rendersi reperibile a casa e di non recarsi neppure al lavoro, poi arresta il 40enne. Ieri il gip Barbara Malavasi ha disposto l’ordinanza di custodia cautelare, ai sensi dell’art. 612 bis del codice penale, su richiesta della polizia e del pm Marco Nicolini. A Modena si tratta del primo arresto per stalking tramite Facebook, ma da quando è in vigore la legge, il questore Margherito ha già effettuato 30 ammonimenti che corrispondono al 60% delle segnalazioni. Nel caso specifico, non è chiaro nemmeno all’accusa se l’uomo volesse davvero compiere il delitto ma - come ha spiegato stamattina il capo della Mobile Amedeo Pazzanese - viste le minacce di morte, la polizia ha preferito agire e prevenire.

Federico Montanari
Corriere di Bologna - 01 dicembre 2010
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Oggi, anche grazie agli sforzi dei sindacati di polizia e l'impegno politico del PD, le manifestazioni studentesche si terranno a macchia di leopardo su tutta Roma. Gli eventi non sono stati segnalati alla stampa per evitare le infiltrazioni.

Il servizio d'ordine sarà svolto nei limiti del possibile anche dai Cobas di Piero Bernocchi e Vincenzo Miliucci.

Mario Miliucci, figlio di Vincenzo, arrestato il 14 dicembre è ai domiciliari e sarà processato nella giornata di domani. Conoscendo il valore e l'impegno anche pacifista del padre di anni ed anni in seno ai Cobas, gli unici capaci di imbrigliare la forza distruttiva dei disobbedienti in centinaia di eventi di piazza, a mio personalissimo avviso: se Mario è il ragazzo fotografato con il manganello e le manette del finanziere, non di furto si tratta ma del senso di responsabilità del ragazzo nel "togliere di torno" oggetti pericolosi. Non a caso il ragazzo dalla giacca beige appare nelle foto distaccato dalla rissa e con le mani bene in vista. E non c'è resistenza più di quanto non vi siano i maltrattamenti tipici dell'arresto di piazza nei confronti di un ragazzino che scappava per paura durante la carica. Tutto questo non sfuggirà ai magistrati della Procura di Roma, che hanno già agito con saggezza nei confronti dei manifestanti e per questo sono già oggetto degli attacchi della politica e del Ministro.

I violenti sono venuti da fuori ed erano organizzati. Più della metà dei feriti del 14 appartiene alle forze dell'ordine, mentre si è costituito l'autore dell'aggressione al 15enne che ha riportato la frattura  scomposta del setto nasale a seguito del colpo sferrato con un casco e che dovrebbe essere già operato e  forse dimesso nelle prossime giornate.

A Roma, nonostante le molte precauzioni, si attendono ulteriori scontri. Specie nelle zone limitrofe alla "zona rossa". Da questa mattina corrono le volanti di polizia e le ambulanze. Il pacco esplosivo ritrovato sulla metropolitana è il segno della mia intuizione esatta: il 14 in città sono entrati parecchi materiali esplosivi provenienti da Terzigno. Il mio consiglio alle famiglie romane è di non mandare a scuola i ragazzi oggi.

Il mio impegno: ho scritto e telefonato. Ho scritto alle liste del movimento (Peacelink e Fori Sociali) tutto quel che c'era da dire sull'assenza di un coordinamento tra comparti diversi degli stessi sindacati. Probabilmente sono io l'artefice ideologico del rinnovato vigore del PD, che ha aperto il tavolo di confronto studenti - sindacati di polizia. Infatti, è stato intollerabile vedere massacrati in piazza i poliziotti che solo il giorno prima avevano manifestato chiedendo le dimissioni del Ministro Marroni (tutte le sigle).

Ho telefonato alla Questura nel mio quartiere per esprimere solidarietà agli agenti feriti, ho telefonato al Coisp per offrirmi di portare io stessa una delle sagome del poliziotto accoltellato alle spalle insieme alla "colomba degli artisti".

E cmq nonostante tutto io non vado in piazza, perché il caso mi impone altri impegni di natura familiare. L.M.

Ordigno metro, Pm Roma indaga
per porto materiale esplodente


Inquirenti attendono relazione da investigatori dei carabinieri

Porto e detenzione di materiale esplodente. Per questa ipotesi di reato la Procura di Roma aprirà una inchiesta rispetto all'ordigno rinvenuto stamane in un vagone della metropolitana della linea B nella stazione di Rebibbia.

Il fascicolo sarà aperto contro ignoti. Responsabile degli accertamenti il procuratore capo Giovanni Ferrara e l'aggiunto Pietro Saviotti, responsabile del pool antiterrorismo. Gli inquirenti attendono una informativa dei carabinieri.
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Di Loredana Morandi (del 22/12/2010 @ 07:49:40, in Magistratura, linkato 1699 volte)
Vita dura per gli "orecchioni" e consulenti esterni, arriva Cice il programma per le intercettazioni. L.M.

Procura Roma abbatte i costi per le intercettazioni


"Risparmiati così oltre 1 milione e 800mila euro"

Con il 'Cice' la Procura di Roma abbatte i costi per le intercettazioni. Dall'8 dicembre negli uffici di piazzale Clodio i pm della Capitale si servono di un sistema tecnologico di proprietà: il Cice - Centro intercettazioni comunicazioni elettroniche.

In questo modo viene anche assicurata "la riservatezza delle operazioni spettanti per legge alla sola autorità giudiziaria". In particolare questa innovazione, finanziata dal ministero della Giustizia, e la cui spesa sarà ammortizzata in 3 o quattro mesi al massimo, ha determinato "il risparmio dei costi di noleggio (delle apparecchiature) ammontanti annualmente per la sola Procura di Roma a circa un milione e 825 mila euro".

Questo sistema determina - si spiega - il "sensibile aumento della efficienza ed affidibilità sia sotto l'aspetto della qualità e sicurezza dei dati acquisiti, sia sotto quello del supporto all'attività investigativa". La struttura, che presto sarà visitata anche dal ministro Alfano, è un esempio per tutti gli uffici giudiziari d'Italia.

"E si risparmiebbero in questo modo 200 milioni di euro. Risorse destinabili alla informatizzazione del processo per conseguire l'obbiettivo di un piu' efficiente e tempestivo servizio giustizia".

La Rassegna


INTERCETTAZIONI, ADDIO APPALTI: PROCURA COMPRA SOFTWARE, RISPARMI ...

La Repubblica - ‎20/dic/2010‎
Nuovo software per le intercettazioni della Procura, un software di cui la stessa Procura è proprietaria e gestore, evitando così di subappaltare a ditte ...

Intercettazioni: Procura Roma, con sistema proprietario risparmi 1 ...

Archivio Radiocor - ‎21 ore fa‎
Se adottato in tutta Italia tagli di 200 mln l'anno (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 20 dic - La Procura di Roma si e' dotata di un sistema proprietario ...

Giustizia/ Procura Roma abbatte i costi per le intercettazioni

Virgilio - ‎20/dic/2010‎
Con il 'Cice' la Procura di Roma abbatte i costi per le intercettazioni. Dall'8 dicembre negli uffici di piazzale Clodio i pm della Capitale si servono di ...

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Di Loredana Morandi (del 22/12/2010 @ 07:41:23, in Magistratura, linkato 1460 volte)
DDL INTERCETTAZIONI: PALAMARA,
ACCORDI? ASSURDO. GIUDICI DELEGITTIMATI


(ASCA) - Roma, 21 dic - Sulle ipotesi di un accordo tra magistrati e finiani per fermare la riforma della giustizia ed in particolare in tema di ddl intercettazioni ventilato dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, il commento del presidente dell'Anm, Luca Palamara, e' tranchant: ''Mi domando come si possano solo pensare, e poi dire, cose del genere''. E ancora: sono affermazioni ''assurde'' e ''offensive'', da parte del ''solito Berlusconi contro i giudici'', che non merita di essere querelato, ''perche' noi non cadiamo nella sua trappola''.

E' con queste parole che Palamara si esprime in una intervista a La Repubblica e aggiunge: ''Duole constatare che ci troviamo di fronte al solito metodo di delegittimare l'operato dei giudici. Proprio quello che avviene negli ultimi giorni'' con l'ispezione voluta dal ministro Angelino Alfano ai giudici romani.

''Mettere in discussione l'operato della magistratura - conclude Palamara - puo' avere conseguenze pericolose laddove si consideri che si tratta di procedimenti in corso, in cui si discute della liberta' personale degli arrestati. Mi spaventa il garantismo a corrente alternata''.

red-njb/sam/rob

***

Giustizia/ Cascini (Anm):
Accordi sottobanco li fa la politica

Palamara: Ispezioni e la solita delegittimazione strisciante

Roma, 21 dic. (Apcom) - L'Associazione nazionale magistrati respinge l'accusa di un asse tra toghe e finiani che sarebbe stata formulata da Silvio Berlusconi. Il premier ha poi smentito di avere fatto una tale affermazione.

"Se la riforma della giustizia si è arenata è solo perché una larga parte del Parlamento ha recepito le nostre riserve e le nostre valutazioni negative", afferma in un'intervista alla 'Stampa' il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini. "Insomma, abbiamo portato argomenti convincenti. Tutto qui. Gli accordi sottobanco apparterranno forse alla politica, ma non a noi".

In un'intervista a 'Repubblica', il presidente dell'Anm Luca Palamara afferma: "L'Anm parla attraverso pubbliche dichiarazioni, comunicati, audizioni. Non con accordi sottobanco". Palamara denuncia "attacchi strumentali, ispezioni, la solita delegittimazione strisciante".

***

L'ANM RISPONDE A BERLUSCONI:
"NESSUN ACCORDO SOTTOBANCO"



(Leggo) «Impossibile negare fatti che non esistono. Mi domando come si possano solo pensare, e poi dire, cose del genere». È quanto afferma a Repubblica il presidente dell'Anm, Luca Palamara, sull'ipotesi avanzata dal premier Silvio Berlusconi che vi sia un accordo tra magistrati e finiani per fermare la riforma della giustizia. Per Palamara si tratta di affermazioni «assurde», «offensive», ma alla domanda se intenda querelare il premier replica: «Non cadiamo nelle trappole». «Duole constatare che ci troviamo di fronte al solito metodo di delegittimare l'operato dei giudici», osserva ancora replicando al teorema per cui a vertici Fini-Anm avrebbe fatto seguito l'archiviazione dell'inchiesta sulla casa di Montecarlo, e aggiunge: «Proprio quello che avviene negli ultimi giorni» con l'ispezione voluta dal ministro Angelino Alfano ai giudici romani. «Mettere in discussione l'operato della magistratura - sottolinea - può avere conseguenze pericolose laddove si consideri che si tratta di procedimenti in corso, in cui si discute della libertà personale degli arrestati. Mi spaventa il garantismo a corrente alternata».

CASCINI: ACCORDI SOTTOBANCO? NON DA NOI - «Se la riforma della giustizia si è arenata è solo perchè una larga parte del Parlamento ha recepito le nostre riserve e le nostre valutazioni negative. Insomma, abbiamo portato argomenti convincenti. Tutto qui. Gli accordi sottobanco apparterranno forse alla politica, ma non a noi». È quanto afferma alla Stampa il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, respingendo così l'ipotesi di un accordo tra magistratura e finiani per fermare la riforma della giustizia. 'Mi pare - osserva inoltre Cascini - che già l'onorevole Giulia Bongiorno abbia smentito il presidente del Consiglio« secondo cui i magistrati avrebbero consegnato a Bongiorno quattro emendamenti. »Per quanto riguarda noi - aggiunge - l'associazione dei magistrati non ha mai formulato proposte normative in termini di emendamenti. Ha semplicemente rappresentato in tutte le sedi opportune gli effetti di alcuni interventi legislativi sul funzionamento della giustizia. Lungi da noi l'interferenza con il processo legislativo«.

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Di Loredana Morandi (del 22/12/2010 @ 07:34:07, in Estero, linkato 1824 volte)
L'INCHIESTA LECCESE

Caso Renda, agenti e magistrati a giudizio
Omicidio e violazione convenzione Onu

Il bancario leccese è morto in Messico dopo trattamenti disumani subiti per presunta violazione amministrativa


LECCE - Sono stati rinviati a giudizio gli otto imputati, tutti cittadini messicani, accusati di aver provocato la morte di Simone Renda, il bancario leccese di 34 anni deceduto in circostanze misteriose il 3 marzo del 2007, mentre si trovava in vacanza in Messico. Un omicidio volontario, secondo l’accusa, commesso «sottoponendo Renda a trattamenti crudeli, inumani e degradanti al fine di punirlo per una presunta infrazione amministrativa durante la sua detenzione nel carcere municipale di Playa del Carmen». Le ipotesi di reato nei loro confronti, infatti, sono di omicidio; violazione dell’articolo 1 della Convenzione Onu contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti e dell’articolo 3 della legge 498 del 1988 (che prevede che sia punito secondo la legge italiana, a richiesta del ministro di Giustizia, lo straniero che commette all'estero un reato qualificato atto di tortura in danno di un cittadino italiano).

GLI IMPUTATI - Si tratta, in particolare, di Francisco Javier Frias e Jose Alfredo Gomez, agenti della polizia turistica del municipio di Palya del Carmen; Gomez Cruz, responsabile del’ufficio ricezione del carcere; Pedro May Balam e Arceno Parra Cano, vicedirettori del carcere; Luis Alberto Landeros e Najera Sanchez Enrique, guardie carcerarie; ed Hermilla Valero Gonzalez, giudice qualificatore. Nell’inverno del 2007 Simone Renda si trova in Messico per un soggiorno turistico, che doveva terminare il primo marzo, data del suo rientro in Italia. Quello stesso giorno, però, mentre si prepara alla partenza, Renda accusa un malore, un principio d’infarto. Luciana Assadorian, la receptionist dell’albergo dove alloggia, il Posada Mariposa, inspiegabilmente chiama la polizia turistica anziché l’assistenza medica. Pochi minuti dopo le 14, il 34enne leccese viene arrestato da due agenti, Frias e Gomez, intervenuti sul posto. Renda viene prelevato dalla sua stanza in evidente stato confusionale in quanto colto, con tutta evidenza, da malore. Gli agenti, anziché provvedere al ricovero in ospedale, lo conducono presso il carcere municipale, contestandogli un’imprecisata infrazione amministrativa. Nella relazione di servizio la polizia attesta (falsamente secondo l’accusa) che il cittadino italiano «aveva dato scandalo camminando nudo nella pubblica via» e che lo stesso era stato arrestato «perché probabile tossicomane». Ipotesi che oltre a non corrispondere al vero non furono mai accertate. Inspiegabilmente l’arrestato fa il suo ingresso in carcere solo alle ore 15.20, nonostante il carcere disti dall’albergo solo qualche centinaio di metri. Un buco di oltre un’ora per un’operazione che richiedeva pochi minuti.

LA RICOSTRUZIONE - Al momento dell’arresto il medico in servizio presso il carcere municipale gli aveva diagnosticato un grave stato clinico dovuto ad ipertensione e un sospetto principio di infarto, prescrivendo immediati accertamenti clinici in una struttura ospedaliera. Le richieste del medico sono ignorate. Il responsabile dell’ufficio ricezione e il vicedirettore del carcere, ignorano le gravi condizioni di salute del turista salentino (il certificato medico non viene inserito nel fascicolo) e omettono di avvisare sia il giudice qualificatore che i loro diretti superiori. Renda viene ristretto in isolamento in una cella dell’istituto di pena. Il giorno dopo, il 2 marzo, il vicedirettore di turno, Arceno Parra Cano, ignora le gravissime condizioni di salute del detenuto e non provvede al suo rilascio alla scadenza delle 36 ore, termine massimo per la carcerazione previsto dalla legislazione messicana in caso di infrazioni amministrative. Il turista leccese viene letteralmente abbandonato a se stesso. Il giudice qualificatore, Hermila Valero González, ha sempre dichiarato di avere dato l’ordine, verbale, di scarcerare il turista venerdì 2 marzo. I poliziotti di turno, però, sostengono di non avere mai ricevuto l’ordinanza di scarcerazione. La mattina di sabato 3 marzo, alle ore 8, le guardie carcerarie trovano Simone Renda privo di vita nella sua cella. L’autopsia stabilì che a causare il decesso era stato un infarto del miocardio. Gli accertamenti tossicologici eseguiti sia nella prima autopsia effettuata in Messico che nella seconda in Italia, esclusero l’assunzione di sostanze stupefacenti e di alcolici da parte della vittima. L’inchiesta avviata in Messico dalla Procura generale di giustizia dello Stato, evidenziò una serie di omissioni e negligenze, che portarono all’incriminazione di dieci persone. Successivamente le posizioni degli indagati furono archiviate per insufficiente istruzione delle indagini preventive, e la morte del 34enne leccese fu sbrigativamente archiviata come un caso fortuito. Nel frattempo un altro fascicolo era stato aperto dalla Procura di Lecce. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Angela Rotondano (recatasi personalmente in Messico), e dalla Squadra mobile del capoluogo salentino, hanno accertato una serie di gravi violazioni da parte della polizia e della magistratura messicana, a cominciare dall’arresto. Inoltre, le autorità consolari italiane non furono avvertite dell’arresto di Renda, come previsto dalle normative internazionali. Il processo si aprirà il 28 aprile dinanzi ai giudici della Corte d'Assise.

Andrea Morrone per Corriere del Mezzogiorno
20 dicembre 2010 (ultima modifica: 21 dicembre 2010)


La Rassegna

Carceri, italiano morto in Messico: 8 rinvii a giudizio

Libero-News.it - ‎20/dic/2010‎
ra stato arrestato in Messico, nel marzo 2007. Due giorni dopo, è stato ritrovato senza vita in cella. Ora in Italia ci sono otto rinvii a giudizio per la ...

Bancario italiano morto in cella in Messico: poliziotti e un ...

Adnkronos/IGN - ‎20/dic/2010‎
Lecce - (Adnkronos) - Per le otto persone rinviate a giudizio l'accusa è di omicidio volontario. Gli avvocati della famiglia di Simone Renda si erano ...

Bancario morto in carcere del Messico a giudizio otto tra ...

La Repubblica - ‎20/dic/2010‎
Si tratta della prima applicazione in Italia della Convenzione di New York del 1988 la quale prevede, in caso di trattamenti disumani e degradanti, ...

Messico:morì in cella,8 a giudizio

TGCOM - ‎20/dic/2010‎
Morì nel 2007 in Messico, in carcere, dove fu lasciato per 42 ore senza luce, cibo e acqua. Adesso otto tra magistrati e poliziotti messicani sono stati ...

Caso Simone Renda: a processo magistrati e agenti per omicidio ...

Crimeblog.it (Blog) - ‎16 ore fa‎
Rinvio a giudizio per le 8 persone - poliziotti, funzionari del carcere, guardie carcerarie e un magistrato, tutti cittadini messicani - ritenuti ...

8 messicani a processo in Italia per la morte di Simone Renda a ...

Notizie Fresche - ‎20/dic/2010‎
Playa del Carmen (Messico, Caraibi) – Il Tribunale di Lecce, giudicherà 8 cittadini messicani per la morte dell'italiano Simone Renda nel 2007, ...

Italia, rinviati a giudizio agenti e magistrati messicani ...

Virgilio - ‎20/dic/2010‎
Simone Renda, bancario leccese, è morto in seguito ad un infarto in un carcere messicano, dove era stato recluso per 42 ore senza cibo, acqua e luce - Il ...

SIMONE RENDA/ Bancario muore in un carcere messicano. Poliziotti e ...

Il Sussidiario.net - ‎20/dic/2010‎
MUORE IN UN CARCERE MESSICANO – RINVIATI A GIUDIZIO GLI AGUIZZINI - Otto cittadini messicani sono stati rinviati a giudizio per l'omicidio di un bancario di ...

Mori' in carcere Messico, 8 a giudizio

euronews - ‎20/dic/2010‎
(ANSA) – LECCE, 20 DIC – Otto tra magistrati e poliziottimessicani sono stati rinviati a giudizio dal gup del Tribunaledi Lecce Vincenzo Brancato per ...

Lecce, omicidio Renda: tutti rinviati a giudizio. Fissata l ...

Quotidiano di Puglia - ‎20/dic/2010‎
LECCE (20 dicembre) - Rinviati a giudizio i “responsabili” dell'omicidio di Simone Renda, il bancario leccese deceduto in un carcere di Playa del Carmen. ...

Italiano morto in Messico, otto a giudizio

ANSA.it - ‎20/dic/2010‎
LECCE - Otto tra magistrati e poliziotti messicani sono stati rinviati a giudizio dal gup del Tribunale di Lecce Vincenzo Brancato per l'omicidio volontario ...

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Di Loredana Morandi (del 22/12/2010 @ 07:28:27, in Estero, linkato 1843 volte)

"Processi italiani troppo lenti"
Maxicondanna alla Corte europea


Per i giudici di Strasburgo il problema è "diffuso". A Strasburgo ci sono oltre 3.900 ricorsi in attesa giudizio presentati per il ritardato pagamento degli indennizzi. Il loro numero è salito dai 613 del 2007 a circa 1.340 ricevuti tra il primo giugno e il 7 dicembre 2010


STRASBURGO - La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha oggi emesso una maxi condanna nei confronti dell'Italia per i ritardi con cui vengono pagati gli indennizzi legati alla lentezza dei processi. I giudici di Strasburgo hanno infatti reso noto di aver adottato 475 sentenze che danno ragione ad altrettanti ricorsi presentati da soggetti che hanno dovuto attendere dai 9 mesi ai quattro anni per incassare il risarcimento che gli era stato riconosciuto, in base alla legge Pinto, per l'eccessiva lunghezza del processo. "In Italia il problema è diffuso" si legge nella nota.

La Corte ha quindi chiesto al nostro Paese di rivedere la legge Pinto e, in particolare, di istituire un fondo speciale che consenta il pagamento degli indennizzi in tempi ragionevoli.  La Corte rileva inoltre che al momento pendono in attesa di giudizio a Strasburgo oltre 3.900 ricorsi presentati per il ritardato pagamento degli indennizzi e che il loro numero è salito dai 613 del 2007 a circa 1.340 ricevuti tra il primo giugno e il 7 dicembre 2010.

Nel comunicato inoltre si legge che la Corte "pur non appoggiando tutte le riforme attualmente all'esame della Camera, considera che questo sia l'ambito ideale per prendere in considerazione le indicazioni della Corte stessa e le raccomandazioni sinora fatte dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa". La Corte ha accordato a ciascun ricorrente 200 euro per danni non pecuniari.

La Repubblica

La Rassegna

Giustizia lenta, Ue condanna l'Italia

L'Essenziale - ‎44 minuti fa‎
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per la lentezza nell'esecuzione delle sentenze giudiziarie, per i ritardi nel pagamento degli ...

L'Italia paga il conto dei ritardi sulla legge Pinto

Il Sole 24 Ore - ‎9 ore fa‎
Alla fine l'Italia paga il conto dei ritardi sulla legge Pinto. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha reso noto di avere adottato 475 sentenze di ...

GIUSTIZIA: TROPPO LENTA, STRASBURGO CONDANNA L'ITALIA

ANSA.it - ‎9 ore fa‎
L'Italia e' stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per i ritardi nel risarcimento di 475 cittadini che hanno subito una giustizia troppo ...

POL - *Giustizia, Strasburgo condanna Italia per ritardi (475 ...

Il Velino - ‎11 ore fa‎
Roma, 21 dic (Il Velino) - La Corte europea dei diritti dell'uomo, con una sentenza emessa oggi a Strasburgo, ha condannato l'Italia per i ritardi nel ...

GIUSTIZIA: TROPPO LENTA, CORTE DIRITTI UOMO CONDANNA ITALIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎13 ore fa‎
(AGI) - Bruxelles, 21 dic. - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per la lentezza nell'esecuzione delle sentenze giudiziarie: la ...

Giustiza: l'Italia colleziona condanne della Corte Europea

Agenzia Radicale (Blog) - ‎14 ore fa‎
La Giustizia in Italia è troppo lenta. E come se non bastasse, questo è, per il Bel Paese, un "problema diffuso". È quanto emerge dalla sentenza di Condanna ...

Giustizia/ Ritardi indennizzi, Strasburgo condanna Italia -2-

Virgilio - ‎14 ore fa‎
Bruxelles, 21 dic. (Apcom) - Con la sentenza di oggi, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannto l'Italia a pagare a ogni ricorrente 200 euro per ...

Giustizia/ Ritardi indennizzi, Strasburgo condanna Italia

APCOM - ‎15 ore fa‎
Bruxelles, 21 dic. (Apcom) - L'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, con una sentenza emessa oggi a Strasburgo, per i ritardi ...

STRASBURGO/ Maxi condanna per l'Italia dalla Corte europea dei ...

Il Sussidiario.net - ‎16 ore fa‎
MAXI CONDANNA DALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO - Strasburgo condanna l'Italia per i ritardi degli indennizzi legati alla lunghezza dei processi. ...

Giustizia, maxi condanna per l'Italia: pagamento indennizzi troppo ...

Il Messaggero - ‎16 ore fa‎
Sono sessantatre anni che gli esuli istriani aspettano l'indennizzo per i loro beni perduti ,beni che sono serviti per risarcire gli jugoslavi 'vittoriosi' ...

Ritardi indennizzi per lentezza dei processi: Corte di Giustizia ...

DirettaNews.it - ‎16 ore fa‎
CORTE UE SANZIONA ITALIA RITARDO PAGAMENTO INDENNIZZI PER LENTEZZA PROCESSI – La Corte Europea per i Diritti Umani sanziona l'Italia per il ritardo nel ...

Giustizia, la Corte Europea condanna l'Italia: "Risarcimenti ...

Adnkronos/IGN - ‎17 ore fa‎
Strasburgo, 21 dic. (Adnkronos) - La Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo ha sanzionato l'Italia per il ritardo nel pagamento degli indennizzi ...

Giustizia: Italia troppo lenta, condanna da Strasburgo

Corrispondenti.net - ‎17 ore fa‎
Dura condanna all'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. I giudici europei segnalano di aver dato ragione a 475 soggetti ...

Corte Ue condanna l'Italia: troppi ritardi negli indennizzi per la ...

Nuova Società - ‎18 ore fa‎
La Giustizia italiana soffre, notoriamente, di una lentezza cronica. I processi, nel nostro Paese, durano troppo: in media, per concludere tutti i gradi ...

GIUSTIZIA: RISARCIMENTI TROPPO LENTI, CORTE STRASBURGO CONDANNA ITALIA

Agenzia di Stampa Asca - ‎18 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 21 dic - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha emesso oggi una condanna contro l'Italia per i ritardi con cui vengono pagati gli ...

Strasburgo: Corte Europea, maxi condanna all'Italia per i ...

Iamm e-press - ‎18 ore fa‎
(IAMM) La lentezza dei processi in Italia è di nuovo nel mirino della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. I giudici europei hanno emesso una ...

Giustizia lenta, Italia condannata

euronews - ‎18 ore fa‎
(ANSA) – STRASBURGO, 21 DIC – La Corte europea dei dirittidell'uomo di Strasburgo ha oggi emesso una maxi condanna neiconfronti dell'Italia per i ritardi ...

Processi lunghi: Italia condannata «Troppi ritardi anche nei ...

Corriere della Sera - ‎18 ore fa‎
MILANO - La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia per i ritardi con cui vengono pagati gli indennizzi legati alla ...
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