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 ricordi ...... di Lunadicarta
 
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L'avvocato cavilloso, che finge di non vedere un reato, ha appena commesso un reato.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Blocco informatica, allarme dei magistrati
"Senza assistenza rischiamo la paralisi"


Dal primo gennaio scorso è stata interrotta l'assistenza agli uffici giudiziari. L'Anm parla di "colpo finale" del governo a una "macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento". In arrivo proteste "clamorose". E il ministero ammette: "Hanno ragione"


ROMA - "Una paralisi complessiva del sistema", con la "chiusura dei tribunali", e l'impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. E' quello che si rischia con il blocco dal primo gennaio scorso dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari. Per questo l'Associazione nazionale magistrati annuncia una "protesta forte e decisa" e parla di "colpo finale" del governo a una "macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento".

"Altro che riforme punitive, qui c'è il rischio che i tribunali chiudano. Da tempo chiediamo una seria politica che razionalizzi i costi ed eroghi risorse umane e materiali tali da consentire un efficace funzionamento della gisutizia" insiste il presidente del'Anm Luca Palamara. 

Il grido d'allarme dell'assocaizione trova conferma nelle parole del capo dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia Luigi Birritteri, che ammette le difficoltà. Un intervento (in un lungo messaggio sulla mailing-list dell'Anm) fatto dopo la riunione di ieri sulla questione al ministero di via Arenula, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti del Viminale per verificare le "possibile ricadute sull'attività di polizia". "L'allarme è più che giustificato", scrive Birritteri. "Voglio, tuttavia, rassicurare
tutti sull'impegno del Ministro  per la soluzione del problema in tempi assai brevi".

Ma le toghe che annunciano la mobilitazione. "Magistratura democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose", dice il segretario Piergiorgio Morosini, gip a Palermo, che denuncia: "La politica del governo fatta di annunci e conferenze stampa mostra scarsa percezione dei veri problemi della giustizia. Il ministro non può parlare di processo breve e poi negare le risorse minime per i sistemi informativi automatizzati".

"Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica - avverte il leader di Md - torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese".

Per Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd e Cinzia Capano, responsabile giustizia civile, il blocco è "inaccettabile", mentre per Antonio Di Pietro dell'Idv 'Il governo si riempie la bocca con promesse di modernizzazione della pubblica amministrazione e allo stesso tempo taglia i fondi sui servizi informatici"

La Repubblica

***

Magistrati senza assistenza informatica
ricadute anche sul Tribunale di Bologna



"Prima ci chiedono di mettere in moto il processo telematico e poi arrivano i tagli", commenta Scutellari. "vedremo quel che si potrà fare con le risorse che abbiamo"

Il governo ha tagliato dal primo gennaio l'assistenza informatica agli uffici giudiziari. Le conseguenze di questa sforbiciata si vedranno presto, lamenta Magistratura democratica: "Torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese", sono le parole del segretario di Md Piergiorgio Morosini.

I magistrati si dicono pronti a "una forte mobilitazione, con forme di protesta anche clamorose". E a Bologna ci si preoccupa delle conseguenze, soprattutto perché in questo periodo sta partendo il progetto di telematizzazione del processo civile (informatizzati esecuzioni immobiliari, decreti ingiuntivi e comunicazioni di cancelleria).

"Di certo il servizio non migliorerà- commenta il presidente del Tribunale bolognese, Francesco Scutellari- è una politica di riduzione delle risorse che va in senso inverso rispetto a quello che auspichiamo da tempo e soprattutto all'informatizzazione già avviata". L'Anm di Modena oggi ha preso posizione sull'argomento, scagliandosi duramente contro il Governo e chiedendo che venga al più presto ripristinato il servizio di assistenza tecnica, pena il rischio di gravi disservizi informatici a partire dall'inceppamento del processo civile telematico, fiore all'occhiello per il Tribunale di Modena, sede 'pilotà del progetto insieme al capoluogo.

"Vedremo quello che riusciremo a fare con le forze che ci rimangono. Certo, il servizio ne risentirà" si limita a dire Scutellari, che sospira: "Prima ci chiedono di mettere in moto il processo telematico e poi arrivano i tagli sull'assistenza informatica".

Bologna, La Repubblica 04 gennaio 2011
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 21:39:15, in Politica, linkato 1710 volte)
Giustizia, Orlando e Capano:
inaccettabile blocco assistenza informatica

Blocco informatico negli uffici giudiziari, il PD l'aveva segnalato a metà dicembre

Dichiarazione degli onorevoli Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD e Cinzia Capano, responsabile giustizia civile.

“Siamo arrivati alla paralisi della informatizzazione degli uffici giudiziari come avevamo già segnalato a metà dicembre. Con una interrogazione urgente al Ministro della giustizia abbiamo chiesto che si trovassero subito i fondi per rinnovare il contratto di assistenza applicativa per le circa 60 mila postazioni informatiche esistenti presso gli uffici giudiziari italiani.

Il 22 dicembre il sottosegretario Giacomo Caliendo ci ha riferito di avere richiesto al Ministro Tremonti di reperire nuove risorse o di autorizzare variazioni di bilancio per evitare che al 31 dicembre il contratto di assistenza si interrompesse.

Avevamo anche suggerito al ministro di utilizzare i rilevantissimi residui passivi di circa un miliardo che si erano accumulati nel 2010 e che non avrebbero piu potuti essere spesi. Ma ad oggi, pur essendo la spesa limitata a meno di dieci milioni di euro, non è stato fatto nulla lasciando cose decadere i fondi esistenti.

La paralisi del processo telematico è ormai alle porte e l’interruzione del servizio di assistenza condurrà la giustizia a dover operare in condizioni inaccettabili e senza gli strumenti indispensabili per il corretto svolgimento del loro lavoro”.
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Anm: blocco informatica causa paralisi
della giustizia, i tribunali chiuderanno

I magistrati: colpo finale del governo. Il ministero: allarme giustificato, stiamo lavorando per risolvere il problema


ROMA (4 gennaio) - La sospensione dell'assistenza tecnica ai sistemi informatici che garantiscono il funzionamento del sistema giudiziario, scattata il 1° gennaio, ha provocato una clamorosa presa di posizione dell'Associazione nazionale magistrati. Ieri a Roma si è tenuta una riunione d'emergenza per studiare il modo di uscire da una situazione che potrebbe avere serie ripercussioni.

L'Anm denuncia «una paralisi complessiva del sistema», con la «chiusura dei tribunali», e l'impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. Per questo l'Associazione nazionale magistrati annuncia una «protesta forte e decisa» e parla di «colpo finale» del governo a una «macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento».

«Magistratura democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose». Anche la corrente di sinistra delle toghe è sul piede di guerra per il blocco dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari. Il segretario Piergiorgio Morosini, gip a Palermo, denuncia: «La politica del Governo fatta di annunci e conferenze stampa mostra scarsa percezione dei veri problemi della giustizia. Il ministro non può parlare di processo breve e poi negare le risorse minime per i sistemi informativi automatizzati. Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica torniamo indietro di vent'anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese». Alla luce di tutto questo Md chiede l'apertura di «un tavolo di consultazione tra magistratura e Governo».

L'interruzione «rischia di mettere in crisi singoli processi e interi uffici» e rappresenta un «fallimento dell'intero Governo», rincara la dose Magistratura Democratica insieme a Movimento per la Giustizia. «Una politica fatta di annunci e di continue conferenze stampa dei Ministri Alfano e Brunetta, che pubblicizzano una piena informatizzazione degli uffici giudiziari che non esiste, si scontra adesso con la dura realtà, che vede i nuovi programmi informatici, tanto sbandierati, in uso soltanto in pochi circondari e attorno ad essi strumenti obsoleti e assenza di programmazione. Siamo di fronte a un fallimento per la giustizia, che non si è dotata di un numero adeguato di professionalità informatiche proprie e che adesso sta perdendo molti degli esperti che per conto di società esterne da anni lavoravano negli uffici giudiziari, accumulando conoscenze e competenze difficilmente sostituibili, dirottati altrove o licenziati». E si tratta anche di «un fallimento per il Paese, che reclama processi civili più veloci e ora dovrà, invece, fare i conti con nuove incertezze e nuovi ritardi che costeranno molto di più dei 10-15 milioni di euro che il Governo non trova». Le spese di assistenza informatica sono «essenziali per il funzionamento degli uffici giudiziari e come tali devono essere spese obbligatorie, comunque coperte. Non bastano le soluzioni ponte a cui il Ministero sta lavorando: occorre una politica di sostegno degli uffici giudiziari, occorre una programmazione seria di lungo periodo».

È «più che giustificato l'allarme per la temporanea sospensione dei servizi di assistenza tecnica ai sistemi informativi» degli uffici giudiziari; «voglio, tuttavia, rassicurare tutti sull'impegno del Ministro (oltreché, ovviamente, mio personale) per la soluzione del problema in tempi assai brevi». Lo scrive il Capo Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria del ministero della Giustizia Luigi Birritteri, in un lungo messaggio sulla mailing-list dell'Anm. Un intervento fatto dopo la riunione di ieri sulla questione al ministero di via Arenula, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti del Viminale per verificare le «possibile ricadute sull'attività di polizia. Sin dal gennaio del 2008 l'assistenza tecnica - spiega Birritteri - è stata assicurata con vari contratti di assistenza stipulati con il R.T.I. Telecom - Elsag/datamat ed Engineering che prevedevano impegni pluriennali di spesa sino al 2012. Con il nuovo art. 34 della legge di contabilità e finanza pubblica si è introdotto l'innovativo principio secondo cui soltanto “previo assenso del Ministero dell'economia e delle finanze, con salvaguardia della compatibilità con il fabbisogno e l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, per le spese correnti possono essere assunti impegni estesi a carico di esercizi successivi...»”. Proprio la mancata autorizzazione del ministero dell'Economia, vista «la carenza degli stanziamenti di cui pure senza esito si è tempestivamente richiesta una integrazione straordinaria», scrive ancora il capo del Dog, ha reso «ineluttabile» l'interruzione del servizio. Nell'attesa di un «auspicabile e necessario intervento» del ministero di Tremonti per il ripianamento del fabbisogno 2011, «pari a circa 33 mln di euro», via Arenula sta lavorando a «una soluzione ponte che consenta, in via di urgenza, di assicurare provvisoriamente il servizio, nelle more del reperimento delle risorse per riattivare l'assistenza ordinaria. Ciò, rende, ovviamente necessario procedere a dolorose variazioni compensative di bilancio (peraltro tecnicamente difficili da individuare visto che nessun'altra articolazione ministeriale naviga nell'oro) finalizzate a reperire alcuni milioni di euro sufficienti ad assicurare qualche mese di autonomia al sistema di assistenza in questione».

Pd: blocco inaccettabile. «Siamo arrivati alla paralisi della informatizzazione degli uffici giudiziari come avevamo già segnalato a metà dicembre. Con una interrogazione urgente al Ministro della giustizia abbiamo chiesto che si trovassero subito i fondi per rinnovare il contratto di assistenza applicativa per le circa 60 mila postazioni informatiche esistenti presso gli uffici giudiziari italiani - dicono Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd e Cinzia Capano, responsabile giustizia civile - Il 22 dicembre il sottosegretario Giacomo Caliendo ci ha riferito di avere richiesto al Ministro Tremonti di reperire nuove risorse o di autorizzare variazioni di bilancio per evitare che al 31 dicembre il contratto di assistenza si interrompesse. Avevamo anche suggerito al ministro di utilizzare i rilevantissimi residui passivi di circa un miliardo che si erano accumulati nel 2010 e che non avrebbero più potuti essere spesi. Ma ad oggi, pur essendo la spesa limitata a meno di dieci milioni di euro, non è stato fatto nulla lasciando così decadere i fondi esistenti. La paralisi del processo telematico è ormai alle porte e l'interruzione del servizio di assistenza condurrà la giustizia a dover operare in condizioni inaccettabili e senza gli strumenti indispensabili per il corretto svolgimento del loro lavoro».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=133195&sez=HOME_INITALIA&ssez=PRIMOPIANO
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 19:00:29, in Magistratura, linkato 1574 volte)
04/01/2011 - GIUSTIZIA - IL SINDACATO DELLE TOGHE ANNUNCIA UNA "PROTESTA FORTE E DECISA"

"Bloccata l'assistenza informatica
i tribunali vanno verso la paralisi"

Allarme Anm: "E' il colpo finale"

TORINO
«Una paralisi complessiva del sistema», con la «chiusura dei tribunali», e l’ impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. Č quello che si rischia con il blocco dal primo gennaio scorso dell’assistenza informatica agli uffici giudiziari. Per questo l’Associazione nazionale magistrati annuncia una «protesta forte e decisa» e parla di «colpo finale» del governo a una «macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento». Come anticipato ieri da LaStampa.it, i fondi sono stati ridotti di 30 milioni di euro.

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/382424/

***

Giustizia paralizzata, mancano i fondi
per aggiornare le banche dati


Ridotti del 50 per cento i fondi all'informatica nei tribunali Da oggi, a causa del taglio di 30 milioni di euro (pari a circa il 50% dei fondi necessari), gli uffici giudiziari italiani rischiano la paralisi dei sistemi informatici. "Non è un'esagerazione, sono molto preoccupato" ci conferma il magistrato Giuseppe Corasaniti, che lancia l'allarme. "Quello che qualche agenzia stampa aveva preannunciato settimana scorsa è purtroppo vero".

Con il nuovo anno, a quanto pare, il ministero della Giustizia ha interrotto il servizio di assistenza garantito da ditte esterne per il funzionamento dei software su cui viaggiano dati fondamentali come, per esempio, il registro penale (Re.Ge), le comunicazioni tra polizia giudiziaria e pm, oppure migliaia di atti che ogni giorno vengono consultati per via telematica da 23 mila avvocati.

La comunicazione ufficiale è stata data da una circolare inviata il 29 dicembre da Stefano Aprile, direttore generale per i sistemi informativi automatizzati del dicastero di Via Arenula, accompagnata da una direttiva in cui si sollecitano i circa 400 tecnici dipendenti del ministero rimasti a impegnarsi quanto più possibile per garantire l’assistenza.

Ma dal 2011 gli uffici giudiziari devono rinunciare agli altri 800-900 esperti di ditte esterne che, in call center o in sale server sparse in tutta Italia, sono sino ad oggi intervenuti prontamente per riparare ad esempio i guasti di software in cancelleria o in altri uffici alacremente al lavoro per abbandonare carta e fotocopiatrici.

I capi dei principali uffici giudiziari hanno cominciato a protestare, come riportato già il 30 dicembre da La Repubblica. Ma al ministero della Giustizia hanno allargato le braccia sconsolati, sperando in risorse aggiuntive da trovare ’in extremis’ in sede di conversione al milleproroghe.

Al sistema informatico l’ultima Finanziaria ha assegnato 27,9milioni di euro per il 2011, pari al 50% in meno delle risorse necessarie. Fino all’anno scorso il settore informatico poteva contare su circa 80 milioni di euro l’anno ma - fanno notare al dicastero di Via Arenula - con l’avvio del processo telematico è stato possibile ridurre i costi facendoli scendere a 60 milioni.

Il Guardasigilli Angelino Alfano e il ministro dell’Innovazione Renato Brunetta avrebbero insistito, e molto, col dicastero dell’Economia per reperire i 30 milioni di euro mancanti, ma senza alcun esito.

Quindi la "rivoluzione digitale" annunciata a più riprese dai due ministri in numerose conferenze stampa congiunte rischia di arenarsi per mancanza di fondi. «Tutto si ferma proprio quando stavamo raccogliendo importanti risultati», commentano amaramente al ministero della Giustizia.

Tra notifiche telematiche e fascicoli digitali, tante le novità di questi ultimi due anni. Su un totale di 165 Tribunali italiani, lo strumento telematico per le esecuzioni forzate e nei processi esecutivi è ormai una realtà ovunque, mentre riguarda 119 tribunali sul fronte del contenzioso civile, 149 per la consultazione degli atti da parte degli avvocati per il processo telematico, 89 tribunali per il fascicolo digitale, 25 per i decreti ingiuntivi.

E ancora: le notifiche telematiche sono oramai operative a Milano, Modena, Monza, Bologna, Rimini, Brescia e lo saranno presto, oltre che a Venezia, anche in tutto il Veneto. Sempre che i computer degli uffici giudiziari non incorrano in un guasto.

Da questo mese magistrati o cancellieri alle prese con software bloccati rischiano infatti di attendere mesi prima di ottenere assistenza. E dunque saranno obbligati a riprendere in mano i vecchi fascicoli cartacei.

Al dicastero di via Arenula calcolano che i 120 milioni di euro l’anno di spese informatiche (tra investimenti e costi di gestione) sono funzionali a 100 mila persone, tra dipendenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, personale amministrativo del ministero della Giustizia e magistrati. La stessa cifra, invece, serve a far funzionare soltanto un dipartimento del dicastero di Via XX Settembre, quello del Tesoro, con 15 mila dipendenti.

Commenta Corasaniti: "La crisi dell’informatica giudiziaria non è solo di finanziamenti ma di iniziative e di idee davvero innovative, per anni abbiamo assistito solo a sperimentazioni e ad annunci ad effetto mentre il segreto sta solo nell’ascoltare metodicamente gli utenti e cioè magistrati, avvocati e funzionari, nel lavoro di gruppo, e nel sapere avviare, ed in qualche caso magari imporre, scelte di digitalizzazione ed automazione omogenee, efficaci e compatibili con i più comuni standards tecnologici. L’Italia fino agli anni Ottanta era il primo Paese al mondo per le banche dati giuridiche e per le applicazioni giudiziarie ,ora non più. Occorre allora un impegno di tutti nella giusta direzione nell’unico segno delle professionalità tecnologiche che ci sono, e che possono esprimersi in un cambiamento davvero innovativo e radicale che tutti gli utenti della giustizia esigono. E’ inoltre indispensabile il coinvolgimento delle Università e dell’avvocatura anche nella elaborazione di progetti di innovazione condivisi”.

La Stampa
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Gruppo organizzazione e informatica

per   Area



Uffici giudiziari senza assistenza informatica,
un fallimento del Ministero e un fallimento per la giustizia.


Dal 1° gennaio 2011 non vi è più assistenza applicativa negli uffici giudiziari. Questo vuol dire che ogni problema, modifica, correzione di errore che si porrà nei registri informatici (RE.GE., SICP, SICID etc), come nei vari programmi che utilizziamo quotidianamente negli uffici giudiziari non avrà né intervento, né soluzione, aumentando rischi di blocco del servizio che già si sono concretizzati in passato in alcuni uffici.

Ad ottobre avevamo segnalato e documentato le contraddizioni delle politiche ministeriali in tema di informatica, senza ottenere alcuna risposta.

Le spiegazioni che il Capo del Dipartimento dell’Organizzazione del Ministero ha finalmente fornito alla luce della gravità della situazione sono un primo segnale di trasparenza che apprezziamo, ma non modificano la realtà delle cose. Il fatto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze non autorizzi la stipula di contratti “a debito” ha finito per far emergere in modo drammatico come le politiche del Governo trascurino i bisogni della giustizia e lascino gli uffici giudiziari privi delle risorse minime essenziali.

E’ questo un fallimento dell’intero Governo: una politica fatta di annunci e di continue conferenze stampa dei Ministri Alfano e Brunetta, che pubblicizzano una piena informatizzazione degli uffici giudiziari che non esiste, si scontra adesso con la dura realtà, che vede i nuovi programmi informatici - tanto sbandierati - in uso soltanto in pochi circondari e attorno ad essi strumenti obsoleti e assenza di programmazione.

Siamo di fronte a un fallimento per la giustizia, che non si è dotata di un numero adeguato di professionalità informatiche proprie e che adesso sta perdendo molti degli esperti che per conto di società esterne da anni lavoravano negli uffici giudiziari, accumulando conoscenze e competenze difficilmente sostituibili, dirottati altrove o licenziati.

In questo modo si mette a rischio quanto già realizzato da avvocati, cancellieri, magistrati nelle sedi più avanzate: il decreto ingiuntivo telematico, le notifiche telematiche, la stessa prospettiva del Processo Civile Telematico. La tentazione di abbandonare ogni innovazione sarà fortissima ed il danno che si crea sul piano culturale e sull’affidabilità del canale telematico è enorme.

E’ un fallimento per il Paese, che reclama processi civili più veloci e ora dovrà, invece, fare i conti con nuove incertezze e nuovi ritardi che costeranno molto di più dei 10-15 milioni di euro che il Governo non trova.

E’ un fallimento anche per i pericoli di blocco e di ritardi nel settore penale, dove la confusione dovuta a programmi diversi e a diversi bisogni di assistenza rischia di mettere in crisi singoli processi e interi uffici.

Le spese di assistenza informatica sono essenziali per il funzionamento degli uffici giudiziari e come tali devono essere spese obbligatorie, comunque coperte. Non bastano le soluzione “ponte” a cui il Ministero sta lavorando: occorre una politica di sostegno degli uffici giudiziari, occorre una programmazione seria di lungo periodo.

I Magistrati di Area lanciano la proposta di una mobilitazione perché il colloquio che il Ministro ha forse avviato col Csm diventi una costante, perché il Ministero avvii tavoli di consultazione con la magistratura e con gli operatori e renda trasparenti i suoi conti e le sue scelte di spesa, perché cessino i continui cambi di rotta a cui abbiamo assistito, perché il Governo faccia la sua parte e sostenga l’impegno che i magistrati e il personale stanno profondendo al fine di sostenere l’innovazione e rendere il servizio giustizia moderno, efficace, rispettoso delle persone e dei loro diritti.
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UNITA’ PER LA COSTITUZIONE
UNICOST


Al Comitato di Presidenza

S E D E



Il Direttore Generale della DGSIA ha comunicato a tutti i magistrati RID che “ In ragione della assenza di adeguate risorse finanziarie sull’esercizio 2011, a decorrere dal prossimo 2 gennaio sarà interrotto il servizio di assistenza applicativa agli uffici giudiziari, mentre proseguirà senza alcuna interruzione il servizio di assistenza alle postazioni di lavoro ed ai server nell’ambito del contratto SPC in merito alle ordinarie problematiche di funzionamento (non sarà fornita assistenza ai vari software dell’amministrazione, quali Re.Ge., SICP, SICID, SIECIC, ecc.)”.

Il contenuto della comunicazione sta suscitando preoccupazione in tutti gli uffici giudiziari e impone una sollecita riflessione del Consiglio sugli effetti che l’interruzione del servizio di assistenza può comportare sulla funzionalità generale dell’indispensabile attività degli applicativi informatici e sulle consequenziali disfunzioni sull’organizzazione dell’attività giudiziaria.

Un intervento del Consiglio appare, peraltro, necessario anche alla luce della non tranquillizzante rassicurazione offerta al riguardo, in sede di risposta a specifica interrogazione parlamentare, dal Ministro della giustizia.Tanto premesso, i sottoscritti componenti sottopongono alla valutazione del Comitato di Presidenza l’apertura di un pratica, al fine di individuare le opportune iniziative del Consiglio volte a realizzare una immediata interlocuzione con il Ministro della Giustizia in merito all’insufficienza delle risorse finanziarie in tema di assistenza sistemistica degli applicativi informatici.

Roma 30 dicembre 2010

Riccardo Fuzio
Paolo Auriemma
Giuseppina Casella
Giovanna Di Rosa
Alberto Liguori
Mariano Sciacca
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 13:09:22, in Magistratura, linkato 1618 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Un altro colpo ferale alla giustizia



L'Anm "esprime preoccupazione" per l'interruzione dal 2011, a causa della mancanza dei fondi necessari, dei servizi di manutenzione e assistenza ai sistemi informatici degli uffici giudiziari comunicata da una circolare del ministero della Giustizia.

"C'è il concreto rischio - sostiene l'Associazione nazionale magistrati - che la giustizia possa subire un altro colpo ferale a causa degli ulteriori disservizi che potranno crearsi.

Da tempo sosteniamo la necessità di considerare il settore giudiziario un settore strategico per il Paese e, invece, dobbiamo amaramente constatare come avvenga sistematicamente il contrario. Se l'informatizzazione dovesse venire meno, il principale sconfitto sarebbe il cittadino".

Roma, 31 dicembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 04/01/2011 @ 09:51:35, in Estero, linkato 1659 volte)
Purtroppo, a mio personalissimo avviso, la decisione di Lula è stata determinata dall'isolamento sociale e culturale reale di cui soffrono i paesi del Latino America. I nostri, quando si recano lì in visita, fanno grandi proclami di solidarietà e compagnonaggio di fronte a boccali d'alcool e sigari cubani. Eternamente dimenticando che gli anni di piombo in Italia son stati celebrati nello spargimento di sangue dei dissidenti democratici di sinistra. Poi, nell'emergenza e nonostante gli appelli del PD, la parte da leone la fanno a destra. Ma le condanne di quei giorni sono state scritte da eminenti esponenti della cd "fazione" delle Toghe Rosse e Battisti è un criminale condannato per reati comuni. L.M.


Caso Battisti. Dossier al tribunale.
Pronto il ricorso contro il Brasile


4 gennaio 2011

Dopo il no deciso dall'ex capo dello stato brasiliano Inacio Luis Lula da Silva e ribadito domenica dal nuovo ministro della giustizia di Brasilia, il governo italiano è pronto a rilanciare la richiesta di estradizione per il terrorista Cesare Battisti: è ormai pronto il ricorso urgente da presentare al tribunale federale brasiliano. Intanto oggi in tutta Italia si terranno sit-in e manifestazioni di protesta bipartisan davanti alle rappresentanze diplomatiche del paese sudamericano.

Contro quella «pugnalata alle spalle, un regalo ai radical-chic francesi e all'ultra sinistra brasiliana», come Ignazio La Russa ha definito la mancata estradizione dell'ex terrorista, che «non ha mai avuto una parola di pietà per le vittime». Nel frattempo in Brasile i legali di Battisti hanno presentato un'istanza per ottenere la «scarcerazione immediata» del loro assistito, spiegando che deve essere «contestuale alla pubblicazione della decisione presidenziale». Pubblicazione avvenuta ieri sulla Gazzetta ufficiale brasiliana.

Il ministro della Difesa italiano ha rivelato di aver avuto in passato un pranzo con il suo omologo brasiliano, nel corso del quale questi gli aveva parlato «informalmente di una previsione positiva» per l'estradizione di Battisti. Il ministro, ha ricordato La Russa, allora «non aveva manifestato dubbi sul rispetto del trattato di estradizione italo-brasiliano» nella vicenda dell'ex terrorista dei Pac e, allo stesso modo, aveva parlato della «sentenza della Suprema corte che era già intervenuta», dando «per certa l'estradizione».

Una mozione parlamentare per condannare la «vergognosa» decisione del Brasile sull'estradizione di Battisti e «per dare forza alle iniziative del governo», è stata annunciata dal capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, con il pieno sostegno della Lega Nord, che ha definito la decisione del presidente Lula «indegna di un paese civile». Nel frattempo, in Brasile il dossier Battisti non sembra essere una priorità per la neo presidente Dilma Rousseff. Secondo un portavoce del Supremo tribunale federale brasiliano, massimo organo del potere giudiziario a Brasilia, «la posizione di non dare trattamento urgente al caso Battisti», presa venerdì dal presidente del Tribunale, Cezar Peluso, «continua uguale».

Intanto, con tempi e modi tutti da definire, si sta preparando un'iniziativa di solidarietà dei paesi Ue a favore dell'Italia. Ne avrebbero parlato gli ambasciatori di Spagna, Portogallo e Regno Unito in occasione della cerimonia di insediamento della nuova presidente Dilma Rousseff, avvenuta l'altro ieri a Brasilia.

Oggi si svolgeranno comunque mobilitazione e sit in davanti ai consolati brasiliani di Bari, Bologna, Milano, Napoli e Firenze. A Roma, davanti all'ambasciata di Brasilia a Piazza Navona saranno in molti, in rappresentanza delle diverse forze politiche. Il segretario Lorenzo Cesa guiderà la delegazione dell'Udc, ma ci saranno anche esponenti del Pd, Da Enrico Gasbarra a Paolo Gentiloni. A Milano, presidio organizzato dal Pdl, che ha risposto all'appello lanciato da Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso da Battisti, e dalla Lega.

Sempre a Milano, il premier Silvio Berlusconi incontrerà insieme a Daniela Santanchè, Alberto Torreggiani prima dei presidi organizzati davanti al consolato del Brasile.

L. Os. per Il Sole 24 ore

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Virgilio - ‎12 ore fa‎
Gli avvocati dell'ex attivista italiano di estrema sinistra Cesare Battisti, del quale l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha respinto l'estradizione verso l'Italia, hanno richiesto la sua scarcerazione alla Corte suprema. ...

Battisti, la tensione resta alta

Giornale Radio Rai - ‎1 ora fa‎
Continua a far discutere la mancata estradizione dal Brasile dell'ex terrorista Cesare Battisti. Il premier Berlusconi incontrerà oggi Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dall'organizzazione eversiva di cui Battisti faceva parte. ...

Torregiani: d'ora in poi la spada

L'Unità - ‎1 ora fa‎
''Ora lasciamo il fioretto e impugniamo la spada, perche' se il rispetto delle regole porta a questo, d'ora in poi useremo il pugno di ferro''. Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso dai Pac (Proletari armati per il comunismo) nel 1979, ...

Battisti, presto ricorso Italia

ANSA.it - ‎10 ore fa‎
(ANSA) - BRASILIA, 3 GEN - Sara' presentato entro la settimana, forse gia' domani, il ricorso del governo italiano al Tribunale supremo del Brasile contro la decisione di rifiutare l'estradizione di Cesare Battisti. Lo affermano gli avvocati che ...

Frattini scrive a Dilma Rousseff

La Repubblica - ‎01/gen/2011‎
Il ministro degli Esteri si rivolge al neo-presidente brasiliano: "Ferma determinazione del governo italiano ad ottenere l'estradizione". La Farnesina auspica che ci si uniformi alla sentenza del Tribunale supremo, pronunciatosi a favore della consegna ...

Battisti, governo al contrattacco "Congelato il Trattato strategico"

La Repubblica - ‎02/gen/2011‎
Farnesina: no alla ratifica della partnership militare. Un accordo da 5 miliardi per la fornitura a Brasilia di navi, missili e radar ROMA - "È un atto evidentemente illegale e abusivo, sono d'accordo con il nostro avvocato Nabor Bulhoes: andiamo ...

Caso Battisti, l'Italia ora punta su Dilma

Corriere della Sera - ‎01/gen/2011‎
«RIVEDERE LA DECISIONE» - L'ambasciatore italiano in Brasile, Gherardo La Francesca, è presente oggi a Brasilia alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente Dilma Rousseff. Ma il diplomatico rientrerà già domani a Roma dove è stato richiamato ...

Italia spera in Dilma, corregga no di Lula

ANSA.it - ‎02/gen/2011‎
ROMA- Addio Lula, alla guida del Brasile si e' insediata Dilma Rousseff: in questo cambio della guardia sono depositate le speranze dell'Italia, precisate in una lettera trasmessa oggi alla nuova presidente, per una ''revisione'' dell'annuncio con il ...

Dilma Rousseff

ANSA.it - ‎02/gen/2011‎
SAN PAOLO - Dilma Rousseff, l'ex guerrigliera uscita vincitrice dalle elezioni dello scorso ottobre, dal primo gennaio è la prima presidente donna del Brasile. Il suo passato di militante contro la dittatura militare brasiliana (1964-85), torturata in ...

Battisti, Frattini: "Ricorreremo a Corte dell'Aja"

Libero-News.it - ‎03/gen/2011‎
Governo contro il Brasile per riavere il terrorista. Il Ministro: "Precedente grave" /DITE LA VOSTRA 'Italia va in pressing su Dilma Rousseff e il Brasile per riavere Cesare Battisti. Sabato il ministro degli Esteri Franco Frattini ha spedito una ...

Battisti, Frattini scrive alla Rousseff

La Stampa - ‎01/gen/2011‎
Con una lettera del ministro Frattini al neo presidente brasiliano Dilma Rousseff l'Italia prova a riaprire il caso Battisti, dopo lo schiaffo di Lula che ha negato l'estradizione all'ex terrorista rosso. Nella lettera, che è stata consegnata nelle ...

Rousseff presidente, ''lotta alla povertà''

ANSA.it - ‎02/gen/2011‎
BRASILIA -Dilma Rousseff, da oggi presidente del Brasile, puntera' sullo stesso grande obiettivo del suo predecessore, l'iper-popolare Luiz Inacio Lula da Silva: ''La lotta contro la poverta' estrema'', ha sottolineto la stessa nuova presidente nel suo ...

Battisti, la voce dei lettori di Libero

Libero-News.it - ‎01/gen/2011‎
a un Paese in cui "se un giornalista rivela che c'è un progetto di attentato, vero o falso che sia, anziché indagare serenamente su ciò che il giornalista ha rivelato, indaga sul giornalista stesso", spiega il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ...

Lettera di Frattini alla Rousseff: "Riveda la decisione di Lula"

RaiNews24 - ‎01/gen/2011‎
Franco Frattini ha scritto al neopresidente brasiliano Dilma Rousseff una lettera in cui ha espresso l'auspicio che possa rivedere la decisione assunta ieri dal suo predecessore Lula, che non ha concesso l'estradizione in Italia dell'ex terrorista ...

Caso Battisti: Frattini, pronti a ricorso Corte Aja

Libero-News.it - ‎02/gen/2011‎
oma, 2 gen. - (Adnkronos) - "Il Governo rispondera' con ogni mezzo possibile" alla decisione del Brasile di non estradare Cesare Battisti e "fedeli all'impegno che tutte le istituzioni hanno sempre dimostrato per risolvere questo caso - da quello anche ...

Frattini scrive a Dilma Rousseff

Il Sole 24 Ore - ‎02/gen/2011‎
Da oggi l'ambasciata italiana a Brasilia, disegnata da Pier Luigi Nervi come sfida alle rivoluzionarie geometrie di Niemeyer, sarà priva del suo capomissione. L'ambasciatore Gherardo la Francesca, lunga esperienza diplomatica alle spalle e promotore, ...

Battisti,La Russa:pugnalata da Lula

TGCOM - ‎16 ore fa‎
"Il presidente Lula ha dato all'Italia un colpo alla nuca, una pugnalata alle spalle". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commentando la decisione del presidente brasiliano uscente di non concedere l'estradizione a Cesare ...

Brasilia insiste: decisione sovrana ora il dossier alla neopresidente

Il Sole 24 Ore - ‎02/gen/2011‎
È finita come previsto. Il Brasile non ha concesso l'estradizione in Italia dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti. L'ultima parola è stata quella del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva: «No». L'annuncio è stato dato venerdì dal ministro ...

Brasile/ Il giorno di Dilma: Rousseff si insedia alla presidenza

Virgilio - ‎01/gen/2011‎
Dilma Rousseff si insedia oggi alla presidenza del Brasile. Alla cerimonia che sancirà il passaggio di consegne con Luiz Inacio Lula da Silva ci saranno anche 11 donne con le quali la neo presidente eletta brasiliana condivise la cella del carcere nei ...

Luiz Inacio Lula da Silva

ANSA.it - ‎19 ore fa‎
Il presidente piu' popolare della storia del Brasile. Otto anni di governo nel segno della speranza ROMA - Luiz Inacio Lula da Silva e' il presidente piu' popolare della storia del Brasile. E' stato lo sponsor e il principale artefice dell'elezione del ...

Le colpe della Sinistra su Battisti

Il Tempo - ‎02/gen/2011‎
Il terrorista italiano è stato praticamente graziato dall'ormai (fortunatamente) ex presidente del Brasile Lula, incoraggiato proprio dalla sinistra italiana a credere alle baggianate del pluricondannato all'ergastolo. Sullo scandaloso epilogo della ...

Battisti/ Italo Ormanni: "Decisione Brasile non attesa"

Virgilio - ‎14 ore fa‎
Roma, 3 gen. (TMNews) - "E' una decisione fuori dall'aspettabile... Resto perplesso quanto meno e di sicuro molto deluso". Il procuratore Italo Ormanni, già inviato del governo italiano in Brasile per perorare l'estradizione di Cesare Battisti, ...

Lula si tiene stretto Battisti Ora l'Italia punta su Dilma

Il Tempo - ‎02/gen/2011‎
Il presidente brasiliano chiude il suo mandato negando l'estradizione del terrorista. Frattini scrive al successore: "Riveda la decisione". Lo schiaffo è stato forte. Lula ha confermato tutte le più fosche previsioni pronunciando un no secco ...

Battisti, Frattini: no di Lula brutta fine di mandato importante

Reuters Italia - ‎02/gen/2011‎
ROMA (Reuters) - La decisione del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva di non estradare l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo Cesare Battisti è stata la "brutta fine di un mandato importante di un grande presidente". ...

Estradizione Cesare Battisti: per Jose' Cardozo è giusto il no all ...

Italia News - ‎4 ore fa‎
(IAMM) Sale la tensione sul caso della estradizione dell'ex terrorista rosso Cesare Battisti. Ieri il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini ha scritto al neo-presidente brasiliano Dilma Rousseff per chiederle di rivedere la decisione del suo ...

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Anno nuovo, problemi vecchi per l'informatica giudiziaria. Lo penso tutte le volte che passo davanti al CED di Cassazione (si trova a poche centinaia di metri da casa mia), knockout nella scorsa estate per malfunzionamenti dovuti al gran caldo e a problemi di surriscaldamento dei computer server.
In merito alle ultime notizie temo che il governo, per il Ministero, tenti in questo modo di delegare l'onere della spesa agli enti Regione, probabilmente anche perché questo è stato l'indirizzo suggerito dal territorio. Però le regioni sono 20 ed è inaccetabile l'abbandono del servizio da parte delle Istituzioni nei confronti di Procure e Tribunali le cui regioni di residenza non hanno provveduto a stanziare fondi. Ciò anche considerando lo spreco fatto dai governi degli ultimi 5 anni in tema "tecnologie" e le centinaia di computer finiti alla "spazzatura" da ministeri, scuole (visti di persona) e altre istituzioni. L.M.

Giustizia: sospesi i fondi per i servizi informatici


di Giovanni Pulente per "Il Levante"
Altra tegola per la Giustizia italiana: Stefano Aprile, direttore generale per i sistemi informativi automatizzati di via Arenula (sede centrale del Ministero della Giustizia a Roma),  ha comunicato la temporanea sospensione dei servizi informatici per mancanza di risorse finanziarie. A causa di ciò, magistrati e procure dovranno cercare archivi e fonti cartacee per sostituire il materiale creato e conservato sui computer.

Inevitabilmente ci sarà un ulteriore rallentamento dei procedimenti penali, e ciò rappresenta un netto passo indietro rispetto alla modernità di altri Paesi;  basti immaginare quanto sarà difficile e complicato rimettere in sesto fotocopiatrici e riprendere in mano penne per avviare e completare processi.

Gli “aiuti” via computer sono davvero tanti, dal registro penale a software per coordinare organi differenti; questi non potranno più essere forniti per mancanza di fondi, e l’ unico mezzo disponibile sarà un numero verde che “provvederà a  pianificare gli interventi”, come dichiarato da via Arenula.  Naturalmente ogni possibile fonte informatica non sarà ottenibile in tempo reale, ma necessiterà di molto tempo, rallentando ogni procedimento.

Molto preoccupato il Procuratore Capo di Roma, Giovanni Ferrara: “ Con questo blocco di fondi non possiamo più garantire lo stesso servizio ai cittadini.” Delusione anche nelle parole del Procuratore di Napoli Giandomenico Lepore: “ Il Governo sta complicando il lavoro della Giustizia. Essa ha bisogno di soldi per svolgere bene il suo dovere, al di la di proclami idealistici che si possono fare.”

Ciò che traspare da quanto comunicato da via Arenula è una forte penalizzazione del cittadino, perché il rallentamento di milioni di processi comporterà la mancanza di giustizia e l’attesa di anni e anni per la chiusura di ogni procedimento penale. Ciò si va ad aggiungere ad un sistema burocratico già molto lento e complicato come quello italiano, per cui le proteste di Anm (Associazione Nazionale Magistrati) e di varie Procure che già si sono opposte al provvedimento, appaiono legittime e significative.

***

A rischio il 'processo telematico'


di Sabrina Ronchetti per Qui Modena


I tagli del Governo si sono abbattuti su molti settori, giustizia compresa. Con l'inizio dell'anno, non è stato rinnovato il servizio di assistenza ai software del Tribunale di Modena, proprio nel momento in cui si erano fatti più investimenti per rendere i processi digitali e quindi più veloci.

Pochi giorni prima del Natale si era svolta, in Tribunale a Modena, la prima udienza penale 'digitale', di fatto la naturale conseguenza del progetto di informatizzazione degli archivi del palazzo di giustizia modenese. Una prima volta assoluta non solo a Modena, ma in tutto il paese, con lo scopo di accelerare i tempi dei processi, garantendo alle parti di accedere agli atti con un semplice clic. Nelle intenzioni, la sperimentazione di dicembre sarebbe dovuta divenire la regola a marzo, ma la scure dei tagli del Governo rischia di vanificare tutto. Dall'inizio dell'anno, infatti, non è stato rinnovato il contratto ai due operatori informatici che avevano il compito di garantire il funzionamento e la manutenzione dei software del Tribunale di Modena, con il rischio di gravi disservizi. La denuncia viene dall'associazione Nazionale Magistrati di Modena: se nel penale siamo ancora alle sperimentazioni, nel settore civile le notifiche e le comunicazioni possono essere effettuate solo per via telematica (e questo in base al decreto ministeriale dello scorso agosto). Il chè significa che, senza un'adeguata assistenza, si corre il rischio di allungare i tempi dei processi anziché tagliarli. Ma c'è di più: il 35% dei decreti ingiuntivi viaggia in rete e e se va in tilt il sistema informatico del Tribunale non sarà nemmeno possibile garantire le esecuzioni civili telematiche, come era in programma a partire dal prossimo marzo. Nel settore penale – continuano i magistrati modenesi dell'Anm – i tagli decisi dal Ministero potrebbero impedire, per fare un esempio, l'iscrizione dei procedimenti nel registro generale rendendo i processi di fatto invisibili, con difficoltà nel collegamento e nelle relazioni tra polizia giudiziaria, pubblici ministeri, giudici e avvocati. L'Anm chiede che venga ripristinata al più presto l'assistenza informatica. Il Procuratore capo Vito Zincani ha scritto una lettera al ministro Alfano per informarlo della situazione: in questa fase di innovazione, il taglio dei fondi rischia davvero di vanificare il processo di digitalizzazione sul quale sono state investite importanti risorse economiche, anche da parte di enti pubblici.

http://www.viaemilianet.it/rssmo.php?id=7245

***

GIUSTIZIA: PROCURA FIRENZE, CON TAGLI STOP AI PC E COLLASSO
I MAGISTRATI: TRAGEDIA, CARENZA FONDI CI FA TORNARE ALLA CARTA


   (ANSA) - FIRENZE, 3 GEN - «Saremo costretti ad abbandonare i computer per tornare alla carta. Una situazione tragica: il collasso della giustizia». Così il procuratore di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, definisce gli effetti della circolare giunta agli uffici giudiziari italiani con cui il ministero «in ragione dell'assenza di adeguate risorse finanziarie» comunica l'interruzione del servizio di assistenza informatica.

   Quattrocchi spiega che da gennaio se si presentano problemi legati ai programmi informatici che gestiscono la giustizia - che permettono, ad esempio, le trasmissioni degli atti fra i vari uffici, la registrazione delle notizie di reato, l'acquisizione di documenti - l'assistenza dei tecnici non sarà più garantita o subirà pesanti ritardi.

    «Quindi - aggiunge Quattrocchi - se si verificheranno disfunzioni, e si verificano spesso, la conseguenza sarà un ritorno ai sistemi cartacei, con pesanti ricadute e disservizi nella resa della giustizia, un settore già compromesso. Si tratta dell'ennesima dimostrazione del fatto che per la giustizia c'è poco interesse».(ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 01/01/2011 @ 09:34:29, in Estero, linkato 1598 volte)
http://www.bloggersperlapace.net/bloggersperlapace/upload/dl/screenshots/8.jpg
 
 
Buon 2011 da
 
Artists Against War Italia
 
POESIE
 
PER UN MONDO
SENZA GUERRE
 
- il calendario -
 
 
 
Le poesie per un mondo di pace, il calendario 2011 degli Artisti contro le guerre, é una autoproduzione della Associazione Penombre a cura del poeta triestino ed ambasciatore della Rete AAW Italia  Edvino Ugolini.

Le Poesie sono di: Franco Castelli, Arturo Cannarozzo, Franco Santamaria, Loredana Morandi, Franco Piri Focardi, Alberto Ciani, Pino de March, Edvino Ugolini, Tusio De Iuliis, Stella Cappellini, Tito Truglia e Anonimo.

 

Clicca sull'immagine in alto o qui per scaricarlo.

 

 

art_200
 

 

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