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 falling into you by phatpuppy... di Lunadicarta
 
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Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!

Malcom X
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/02/2011 @ 11:51:59, in Indagini, linkato 1376 volte)
Gioacchino Genchi estromesso dalla Polizia di Stato


Ne ha dato notizia lui stesso, tramite il suo profilo pubblico su Facebook, dal quale copio e incollo gli atti.

Ho ragioni estremamente concrete, anche audio video per le dichiarazioni sulla pedofilia a Palermo (ai miei danni un pregiudicato art. 609 cp in violazione degli obblighi domiciliari oggi in carcere a Santa Maria Capua Vetere), ed in foto per le cene con le tante Logge Massoniche pubblicate su Facebook, per ritenere insignificante il contributo di Genchi nella battaglia contro la corruzione in Italia o contro Berlusconi.

Così io sto con il Prefetto Manganelli.

Loredana Morandi

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L'epopea dei socialnetwork ha sguinzagliato dal nulla la peggior marmaglia nel web. Il turpiloquio sembra essere divenuto l'unica lingua per alcuni personaggi. Tra questi coloro che hanno maggior successo commettono il reato di istigazione a delinquere, alcuni poi lo fanno per professione. Una parte della "collezione" delle invettive rivolte alla magistratura, rilevate dalla autrice di Giustizia Quotidiana, potete leggerla qui. Di seguito la vicenda estrapolata da un articolo di oggi trovato su facebook. L.M.


CONDANNA CHOC SU FACEBOOK 


Un utente scrive una frase ritenuta offensiva
su un magistrato: condannato a 1 anno di reclusione



Si tratta di Vincenzo Altini, il cui cognome è stato da noi volutamente alterato per nasconderne per il momento la vera identità del condannato. Le accuse sono minacce, istigazione alla violenza e vilipendio. Oggi la sentenza con rito abbreviato, dopo aver depennato il vilipendio (non è stata chiesta l'autorizzazione a procedere come prevede il Codice Penale) e le minacce (la persona "minacciata" non era presente al momento della presunta minaccia), Vincenzo è stato condannato ad un anno di reclusione con la condizionale per istigazione alla violenza.

La pena è di 18 mesi ma è stata decurtata di un terzo. La frase incriminata sarebbe: "Ci vorrebbe qualche giudice gambizzato. Invece di seguirlo con una telecamera, a Mesiano dovevano impallinarlo alle ginocchia". E poi: "Bruciare immediatamente questi animali. Ps: Quando parliamo di animali non ci riferiamo ai cani". Ci si rivolge e riferisce al giudice Raimondo Mesiano, al centro di molte polemiche alcuni mesi fa su giornali e tv. Una frase, uno sfogo di un cittadino nella propria bacheca Facebook che gli è costata davvero cara.

"Ho sbagliato, d'accordo, ma una sentenza del genere ha lasciato senza parole anche il mio avvocato perché l'istigazione - se c'è stata - non ha trovato nessuno che l'accogliesse, tant'è che qualcuno (un utente, ndr) che non era l'oggetto della mia frase mi ha denunciato", dichiara Vincenzo a Freedom24.

Fonte Freedom24news.com
http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150421527310331&id=252598960594
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2011 @ 17:41:25, in Magistratura, linkato 1214 volte)
Giustizia/ Palamara (Anm): Eliminare gli uffici inutili


Sul territorio ci sono Tribunali inutili

Roma, 23 feb. (TMNews) - Dopo l'invio al Csm da parte dell'Organismo unitario dell'avvocatura di una proposta di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, l'Associazione nazionale magistrati rilancia la sua posizione sul tema. Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, ai microfoni del canale satellitare 'Justice Tv', ha ricordato che l'organizzazione degli uffici giudiziari in Italia, "risale addirittura al 1871, alla legge Rattazzi. Evidentemente è cambiato tutto rispetto a 100 anni fa: c'è internet e ci sono i mezzi di trasporto veloci. Ragion per cui riteniamo che oggi sul territorio ci sono tribunali inutili e come tali devono essere soppressi o diversamente organizzati".

Palamara ha poi aggiunto come, nel '91, ci fu "una felice intuizione di Giovanni Falcone, di attribuire la competenza delle varie Procure della Repubblica accorpandole in determinati capoluoghi di distretto e che portò alla creazione delle procure distrettuali antimafia". Oggi, ha concluso il leader dell'Anm, "vediamo di fare la stessa cosa, dando dei parametri che abbiamo elaborato con un apposito studio, eliminando gli uffici inutili e accorpando quelli limitrofi".
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GIUSTIZIA, CRESCE LA PROTESTA DEGLI AVVOCATI CONTRO LA “ROTTAMAZIONE” DELLA GIUSTIZIA CIVILE E L’OBBLIGATORIETÀ DELLA MEDIACONCILIAZIONE

 
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/oua.jpg


L’OUA PRESENTA IL CALENDARIO DELLE INIZIATIVE
E IL MANIFESTO: “LA MEDIACONCILIAZIONE,
ECCO PERCHÈ NON FUNZIONERÀ”



In pochi giorni è già forte il sostegno alle iniziative lanciate dall’organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura,Oua. Molti ordini e associazioni forensi hanno aderito o preannunciato l’adesione. Si allunga il calendario di iniziative, presentato un Manifesto con le ragioni di opposizione all’obbligatorietà della mediaconciliazione.

«L’Avvocatura è in rivolta – spiega Maurizio de Tilla, presidente Oua – ed è molto preoccupata per l’entrata in vigore della mediaconciliazione obbligatoria. Sono molti gli ordini e le associazioni forensi che hanno già dato il loro fattivo sostegno o preannunciato l’adesione.L’Unione delle Camere Civili, per esempio, ha invitato tutti i civilisti italiani (quasi il 90% degli iscritti agli albi) a sostenere le iniziative promosse dall’OUA».

«Il primo appuntamento importante – aggiunge - è il 9 marzo quando è prevista la discussione nel merito dei ricorsi presentati davanti al TAR del Lazio da OUA, Consigli dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Firenze,Unione delle Camere Civili, AIAF, Unione Regionale degli Ordini della Campania, Associazioni e molti Ordini. Sono state sollevate questioni di incostituzionalità della normativa sulla mediaconciliazione ed è stato chiesto l’annullamento del regolamento attuativo. Ma il calendario di iniziative è sempre più ampio e il primo obiettivo sarà quello di convolgere i cittadini in una questione che li investe direttamente».

L’OUA ha promosso ulteriori importanti iniziative:

·  Intervento ad adiuvandum in relazione al ricorso presentato dal Consiglio dell’Ordine di Torino alla Corte Europea.

· Denunciare la ricaduta negativa della mediaconciliazione in sede penale.

·       Invitare gli avvocati all’assistenza gratuita nella fase di mediaconciliazione nel caso di risultato negativo.

·       Invitare la Commissione Giustizia del Senato per la sollecita calendarizzazione dei progetti di legge presentati per la modifica della media conciliazione; Benedetti Valentini, Della Monica  ed altri.

·       Referendum abrogativo.

«L’avvocatura – conclude de Tilla - si presenta unita sull’astensione dalle udienze proclamata dal 16 marzo al 22 marzo e parteciperà compatta alla manifestazione pubblica indetta a Roma per il 16 marzo, contro l’obbligatorietà della mediaconciliazione e la “rottamazione” della giustizia civile.


Roma, 23 febbraio 2011
 

IL MANIFESTO:
“LA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA,
ECCO PERCHÈ NON FUNZIONERÀ IN SEI PUNTI”

 

1.  perché determinerà un più difficile accesso alla giurisdizione da parte del cittadino;

2.  perché determinerà un ulteriore dilatamento dei tempi per la presentazione della richiesta di giustizia al giudice;

3.  perché determinerà un aumento degli oneri e una lievitazione dei costi, tutti a carico del cittadino;

4.  perché costituirà un ulteriore strumento dilatorio per la parte inadempiente che non ha alcuna volontà di conciliare la lite;

5.  perché appare, sul piano sistematico, in totale disarmonia con aspetti processuali e tecnici con l’effetto perverso di un probabile corto circuito per innumerevoli domande;

6.  perché prevede la nullità di una proposta di conciliazione che può avere ricadute pregiudizievoli nel giudizio di merito anche per chi non intende far ricorso alle procedure stragiudiziali di mediaconciliazione

 

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GIUSTIZIA. PENALISTI: OUA NON CI RAPPRESENTA, SU MEDIACONCILIAZIONE NON SCIOPERIAMO


Ma nel merito l’Ucpi solidarizza con i civilisti: “Condividiamo le ragioni della protesta”


“Solidarietà” ai civilisti, ma allo sciopero proclamato dall’Oua contro l’entrata in vigore della ‘media conciliazione’ i penalisti non aderiscono. Lo annuncia la giunta dell’Unione delle camere penali esprimendo riserve di metodo sull’iniziativa lanciata dall’organizzazione guidata da Maurizio De Tilla. Nel merito nessun dubbio, l’Ucpi “condivide le ragioni della protesta” perché “la contrarietà all’istituto si giustifica pienamente siccome frutto di un’idea di amministrazione della giustizia – segnalano i penalisti – parametrata alla gestione della massa di contenzioso e finalizzata esclusivamente all’abbattimento del numero delle cause pendenti, con ciò mortificando i diritti degli individui e la giurisdizione di cui la figura dell’avvocato, che svolge una essenziale funzione di garanzia dei cittadini, è parte essenziale”. E però, puntualizza la nota, “la generalizzata astensione dalle udienze in ogni settore della giurisdizione, anche in quello penale, proclamata da un’associazione non rappresentativa dell’Avvocatura (né della generalità dei civilisti, né, men che meno, dei penalisti), peraltro senza alcuna preventiva consultazione e condivisione con le Associazioni specialistiche, non può trovare il consenso dell’Unione delle camere penali che, per le ragioni esposte, non aderisce all’astensione dalle udienze per il periodo 16-22 marzo 2011”.

Roma, 24 febbraio 2011

***

GIUSTIZIA. PENALISTI CHIEDONO
AD ALFANO INCONTRO URGENTE


"Riforma esigenza democratica, non scorciatoia per sistemare certe vicende giudiziarie"


La riforma della giustizia dovrebbe essere discussa in una “sessione straordinaria dei lavori parlamentari, senza legarla ai calcoli del contingente ma sfidando tutte le forze politiche a mettere in campo una visione autonoma, e non condizionata dagli interdetti della magistratura”. In vista della messa a punto da parte del governo del progetto costituzionale di riforma della giustizia, l’Unione delle camere penali chiede un incontro urgente con il ministro della Giustizia per sottoporre il proprio “testo organico e completo scaturito dallo studio congiunto di avvocati e docenti di chiara fama. E’ un articolato che si ispira al principio della terzietà del giudice – spiegano i penalisti in una nota – e garantisce autonomia di statuto e inquadramento all’interno della magistratura per il pubblico ministero, che non viene attratto nella sfera dell’esecutivo. E’ una proposta  che solo le forze della conservazione, presenti in ogni settore dello schieramento politico che hanno come punta di lancia il sindacato dei magistrati, possono osteggiare”.
     L’Ucpi, che sulle riforme ha approvato ieri un corposo documento, invita tutti ad abbandonare “i toni grossolani della propaganda politica dimostrando che questa riforma è una esigenza democratica del sistema e non una scorciatoia per sistemare determinate vicende giudiziarie”. Già, perché il semplice annuncio “è stato subito letto, da parte di entrambi gli schieramenti politici, quale risposta strumentale alle vicende giudiziarie del Presidente del consiglio. Mentre dalle fila della maggioranza la riforma è stata agitata come una clava nei confronti della magistratura, da parte della opposizione, persino da chi in passato aveva condiviso la necessità della affermazione del principio di terzietà, il riflesso pavloviano è stato quello di sbarrare subito la strada persino alla discussione”. Ecco, “l’Avvocatura penale – avverte l’Ucpi – non intende assistere impotente a questa guerra che ha responsabili da entrambe le parti e chiede e pretende che il tema sia affrontato con la  serietà che la sua stessa importanza reclama. Se il sistema politico nel suo complesso non saprà affrontare la questione con responsabilità e coraggio, sarà l’avvocatura penale a denunciare ai cittadini la responsabilità di questo ennesimo fallimento e a battersi con tutte le  forze, utilizzando gli strumenti di protesta che la legge mette a disposizione,  per modificare un assetto che  continua a lasciare sul campo, ogni giorno, quale prima vittima, la qualità della giurisdizione”.

Ufficio stampa Ucpi
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2011 @ 16:22:03, in Magistratura, linkato 1344 volte)

Diritti tv, il deputato del Pdl Berruti

condannato a 2 anni e 10 mesi 


ultimo aggiornamento: 24 febbraio, ore 16:14
Milano - (Adnkronos) - I giudici lo hanno ritenuto colpevole di riciclaggio sui presunti fondi neri legati alla compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset. Diritti tv, chiesti tre anni per Berruti del Pdl E' accusato di riciclaggio di fondi neri

Milano, 24 feb. (Adnkronos) - I giudici della prima Corte d'Appello di Milano hanno condannato oggi pomeriggio il deputato del Pdl Massimo Maria Berruti a due anni e 10 mesi di reclusione ritenendolo colpevole di riciclaggio sui presunti fondi neri legati alla compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset.

Il verdetto emesso nel pomeriggio e' il secondo pronunciato dalla Corte d'appello di Milano nei confronti del deputato dopo che la Cassazione aveva rinviato la causa al capoluogo lombardo.
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Il volto amaro della Giustizia barese

Magistrati e avvocati sul piede di guerra per le disfunzioni del palazzo di Giustizia


di Valentino Sgaramella

Bari - Non ne possono più. Magistrati e avvocati, per una volta, si ritrovano dalla stessa parte. Il Palazzo di Giustizia di via Nazariantz è ormai inadeguato. Lo dicono a gran voce, nel corso di una assemblea pubblica, alla quale sono stati invitati, oltre la stampa, anche I rappresentanti della politica cittadina. A cominciare dal sindaco, Michele Emiliano, assente giustificato per “impegni istituzionali”.La iniziativa è stata indetta dall'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), la Camera penale, le rappresentanze sindacali del personale amministrativo e l'Associazione nazionale dei giovani avvocati. Al tavolo dei relatori, Marco Guida, Gip e presidente dell'Anm di Bari. Ha definito scandalosa la situazione del Tribunale dei minorenni, mentre su un maxi-schermo scorrevano immagini davvero inquietanti a testimonianza del degrado negli uffici. “Il volto della Giustizia assume le sembianze di un edificio adattato alla bell'è meglio con qualche mano di pittura”, ha affermato Guida. Il Giudice di pace, al San Paolo, è una postazione abbandonata a se stessa.

“Leggo dalla stampa di incursioni in quegli uffici, con fascicoli che spariscono”. Piazza De Nicola “necessita di cure urgenti”. Il Magistrato è stato esplicito: “Non ci facciamo tirare la giacca pro o contro la cittadella della Giustizia”. E rivolto alla politica: “Se ritenete che questi edifici giudiziari siano idonei, benissimo, ci adeguiamo. Se non sono idonei, la politica deve dare delle risposte ai cittadini che rappresenta”. L'avvocato Egidio Sarno, presidente della Camera penale di Bari: “Via Nazariantz doveva essere una soluzione provvisoria, sono anni che siamo qui; sono anni che il Tribunale dei minori è sistemato in un condominio, una civile abitazione in cui non ci sono aule per udienze”. La domanda è pressante: “C'è un Consiglio comunale? Ci sono forze politiche?”. Sarno ha ricordato che “un anno e mezzo fa, il sindaco di Bari si impegnò a dare una risposta; Emiliano disse che o avrebbero deciso i Giudici ritenendo valida la soluzione Pizzarotti oppure provvederemo noi con un progetto alternativo”.

Si parla di una ristrutturazione della sede di via Nazariantz, acquisendo la sede di via della Carboneria. Da allora, più nulla. Anna Maria Simone, in rappresentanza del personale amministrativo ha squarciato il velo sulla realtà: “I carichi di lavoro sono insopportabili, il personale si riduce sempre più, l'utenza reclamai suoi giusti diritti, si inciampa nei cavi elettrici sul pavimento, cadono i calcinacci se una porta sbatte, i collegamenti tra i vari uffici sono complicati”. Il capogruppo PdL, Ninni Cea, anch'egli avvocato, ha affermato la volontà dell'opposizione di chiedere la convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico sull'argomento. “Il percorso della cittadella forse non risolveva il problema ma almeno se ne cominciava a parlare. Un percorso per risolvere alla radice il problema. Rispetto a questo abbiamo avuto un ostruzionismo immotivato”. Ha dichiarato di essere favorevole all'ipotesi di arcipelago della Giustizia. La critica è stata dura quando ha affermato che “il comune di Bari offre in locazione sedi ad associazioni ma qui siamo alla cena delle beffe”. Circa la possibilità dell'ospedale militare come possibile sede ma non ci sarebbe stato accordo tra i Ministri Alfano e La Russa, ribadiva Marco Guida. Gli esponenti del centrodestra presenti, tra cui il sen. Ettore Bucciero, insorgevano citando il no della Commissione di manutenzione. L'assessore ai Lavori Pubblici di Bari, Marco Lacarra, tra l'altro avvocato, ha ricordato che nel 2004 la procedura del progetto di accorpamento della ditta Pizzarotti “destava perplessità; il Sindaco con una lettera chiedeva di presentare un progetto di accorpamento a chi fosse interessato”. Quella lettera, per l'Assessore, non era impegnativa ai fini di una ricerca di mercato. Ha ricordato, inoltre, che il Comune “non può suggerire risposte perchè non ci sono risorse per un immobile di 17mila metri quadri: a Bari non esiste”. La risposta finale di Marco Guida è la seguente: “A noi interessa sapere se c'è un immobile; costa, poniamo, 30 milioni. Il Comune non li ha? Andremo a battere cassa al Ministero della Giustizia. Al termine di vari interventi, l'assemblea ha deciso di istituire un tavolo tecnico permanente al quale invitare il Ministro della Giustizia e le rappresentanze sindacali, oltre al Comune e le rappresentanze di Magistrati e avvocati.

Go-Bari.IT
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2011 @ 15:28:32, in Economia, linkato 1321 volte)

Fastweb, Scaglia torna in libertà
Lo sfogo: "E' stato drammatico"


L'ex ad è imputato per riciclaggio


ROMA - Torna in libertà l’ex amministratore delegato di Fastweb, Silvio Scaglia, imputato nel processo per il riciclaggio di due miliardi di euro. Lo ha disposto la prima sezione del Tribunale di Roma accogliendo una istanza presentata dai legali del manager. Scaglia si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso 17 maggio in Val d’Aosta.

L’ex amministratore delegato è accusato di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale ed era stato arrestato un anno fa nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma. Sull’istanza di scarcerazione, presentata da Pier Maria Corso e Antonio Fiorella, ieri era arrivato il parere favorevole alla scarcerazione da parte della Procura di Roma. In base a quanto si apprende da fonti giudiziarie, il Tribunale di Roma ha concesso la libertà anche a Mario Rossetti, ex componente del cda di Fastweb, anche lui sotto processo per la medesima vicenda.

Leggi l'articolo su La Stampa


«Torno in libertà dopo un anno di prigione e arresti domiciliari. Vivo da anni all’estero e appena saputo del mandato di cattura sono rientrato immediatamente in Italia a disposizione dell’autorità giudiziaria consapevole di dover passare in carcere il tempo necessario per chiarire la mia estraneità ad ogni illecito - sono le prime parole dell’ex amministratore di Fastweb - . Non mi sarei mai aspettato un percorso così drammatico». «Non mi sarei mai aspettato un percorso così travagliato, lungo e drammatico, ma rispetto la giustizia e resto convinto della correttezza della mia scelta iniziale e conto sul processo in corso per rendere evidente la mia innocenza», ha precisato Scaglia. Il manager infine ha ringraziato la famiglia e «tutti coloro che hanno continuato a credere in me e mi hanno sostenuto in questo tremendo periodo della mia vita».
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2011 @ 15:10:17, in Magistratura, linkato 1547 volte)

Complimenti vivissimi ai tre pubblici ministeri per il duro lavoro svolto e per il coraggio! L.M.

Sanità, richiesto l'arresto per Tedesco

Ai domiciliari un uomo scorta di Vendola

Blitz della finanza per l'inchiesta sulla gestione appalti
Nel mirino l'ex assessore regionale e altre 5 persone

BARI - Sono almeno cinque le persone che sono state arrestate questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sul malaffare della sanità pugliese. Nell'indagine è coinvolto l'ex assessore alla Sanità (e attuale senatore del Partito democratico) Alberto Tedesco per cui è stata chiesta l'autorizzazione all'arresto alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama. Tra le altre persone finite in carcere e ai domiciliari c'è anche un componente della scorta del presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, e imprenditori ed ex dirigenti delle Asl pugliesi. Al centro dell'indagine il malaffare degli appalti sulla sanità. I pm titolari dell'inchiesta sono Desireè Digeronino, Francesco Bretone e Marcello Quercia: il gip Giuseppe De Benedictis, che ha firmato l'ordinanza, ha rigettato 18 richieste d'arresto della Procura e ne ha concesse solo sei (ma ha accolto due misure interdittive). Condividendo solo in parte la tesi accusatoria della Procura barese. Ecco la lista dei nomi coinvolti dall'inchiesta.

GLI ARRESTI - Oltre alla richiesta d’arresto in carcere emessa nei confronti del senatore Tedesco, è stato arrestato anche Mario Malcangi collaboratore del parlamentare. Ai domiciliari sono finiti Paolo Albanese, di 51 anni, di Terlizzi, componente della scorta del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Arresti domiciliari, inoltre, per Guido Scoditti, di 68 anni, di Lecce, direttore generale della Asl salentina. Gli arresti domiciliari sono stati decisi inoltre anche per gli imprenditori di Bisceglie Diego Rana, di 52 anni e Giovanni Garofoli, di 66 anni. Misure interdittive, inoltre, sono state disposte per Alessandro Calasso, di 63 anni, di Bari, direttore sanitario della Asl barese e Antonio Acquaviva di 55 anni, medico oculista, la cui nomina al’ospedale di Terlizzi, secondo l’accusa, sarebbe stata favorita da Alberto Tedesco. Gli arrestati e Alberto Tedesco la cui richiesta di arresto dovrà essere esaminata ora dalla giunta alle autorizzazioni a procedere del Senato, sono indagati a vario titolo per concussione, corruzione e frode in pubbliche forniture.

L'INDAGINE - L'inchiesta nel febbraio 2009 ha portato alle dimissioni dell’ex assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, riguarda soltanto la questione degli appalti pilotati, e le nomine realizzate ad hoc per primari di ospedali e dirigenti Asl.

Corriere del Mezzogiorno 24 febbraio 2011


La Rassegna


Vendola, che grana In manette il suo caposcorta

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
Scandalo sanità in Puglia, coinvolto l'ex assessore Pd Tedesco. Arrestato il collaboratore di Nichi, Malcangi. In 4 ai domiciliari er lo scandalo degli appati legati alla sanità in Puglia, sono in corso l'esecuzione di sei arresti in varie città della ...

Bari, chiesto arresto senatore Pd Tedesco in inchiesta sanità

Reuters Italia - ‎6 minuti fa‎
ROMA (Reuters) - E' arrivata oggi alla Giunta per le autorizzazioni del Senato la richiesta della procura di Bari di arrestare il senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia, indagato in un'inchiesta su presunti ...

Sanità Puglia/ Procura Bari chiede arresto ex assessore Tedesco

TM News - ‎1 ora fa‎
Roma, 24 feb. (TMNews) - Sei ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite stamattina a Bari dalla Guardia di finanza nell'ambito della maxi-inchiesta sugli appalti nella sanità in Puglia. La procura del capoluogo pugliese ha chiesto l'arresto ...

BARI - Sono almeno cinque le persone che sono state arrestate ...

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
BARI - Sono almeno cinque le persone che sono state arrestate questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sul malaffare della sanità pugliese. Nell'indagine è coinvolto l'ex assessore alla Sanità (e attuale senatore del Partito democratico) Alberto ...

«Non ho l'ordinanza. Ce l'hanno tutti, visto che la stampa di ...

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
«Non ho l'ordinanza. Ce l'hanno tutti, visto che la stampa di tutta Italia divulga notizie e io non ho niente, come al solito. Aspetto di visionare la documentazione». Così il senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Regione ...

SANITA': RICHIESTA D'ARRESTO PER TEDESCO (PD), MARTEDI' GIUNTA SENATO

Agenzia di Stampa Asca - ‎38 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 24 feb - Richiesta di arresto in Puglia per il senatore Pd, Alberto Tedesco, ex assessore alla sanita' in Puglia, nell'ambito di una delle inchieste sulla gestione della sanita' nella Regione, che ha portato stamane all'arresto anche del ...

Bari, manette per il senatore Pd

La Stampa - ‎2 ore fa‎
La procura di Bari ha chiesto l'arresto dell'attuale senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia. Tedesco è indagato in alcuni fascicoli riguardanti inchieste sulla gestione della sanità in Puglia. ...

Sanità, dopo l'arresto di Alberto Tedesco è bufera in Puglia

TraniWeb - ‎33 minuti fa‎
E' stato disposto l'arresto per l'ex assessore alla sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco. Secondo la procura di Bari l'accusa di concussione, corruzione e frode in pubbliche forniture per Tedesco è scattata in seguito ad una serie di inchieste ...

Senato: primo marzo Giunta esamina richiesta arresto per Tedesco

La Repubblica Bari.it - ‎20 minuti fa‎
Roma, 24 feb. (Adnkronos) - La Giunta per le autorizzazioni a procedere di palazzo Madama, valutera' martedi' prossimo, primo marzo, alle 15, la richiesta di arresto per il senatore del Pd Alberto Tedesco, contenuta nel fascicolo trasmesso dalla ...

Puglia, Sanità: arrestato capo scorta di Nichi Vendola

Italia News - ‎2 ore fa‎
(IAMM) Nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione della Sanità in Puglia, la Procura della Repubblica di Bari ha disposto l'arresto nei confronti del senatore del Pd, nonchè ex assessore regionale alla Sanità della Regione Puglia, Alberto Tedesco. ...

Inchiesta sanità in Puglia, Procura di Bari chiede arresto per l ...

Adnkronos/IGN - ‎2 ore fa‎
Bari - (Adnkronos) - Per l'attuale senatore del Partito Democratico dovrà valutare la giunta per le autorizzazioni. Provveddimenti di arresto per altri cinque. Le accuse sono, a vario titolo, concussione, corruzione, abuso e frode Bari, 24 feb. ...

INCHIESTA SANITA' PUGLIA: 6 ARRESTI, ANCHE CAPO SCORTA VENDOLA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Bari, 24 feb. - Sei persone sono state arrestate, di cui una rinchiusa in carcere e gli altri ai domiciliari, nell'ambito di un'inchiesta relativa agli appalti sulla Sanita' in Puglia, mentre e' stato chiesto l'arresto per l'ex assessore alla ...

Sanita': arresti in Puglia, anche componente scorta Vendola

ANSA.it - ‎3 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 24 FEB - Arresti sono stati eseguiti stamani nell'ambito di una delle inchieste sulla gestione della sanita' in Puglia. Oltre alla richiesta d'arresto in carcere emessa nei confronti del senatore del Pd, Alberto Tedesco, ex assessore ...

Inchieste Sanita': Puglia, 5 arresti

ANSA.it - ‎3 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 24 FEB - La procura di Bari ha chiesto l'arresto del sen del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanita' della Regione Puglia, richiesta che dovra' essere valutata dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. ...

Inchiesta sanità Puglia: chiesto l'arresto per Tedesco

Il Quotidiano Italiano - ‎2 ore fa‎
Ora è un senatore del Pd, ma all'epoca dei fatti era assessore alla Sanità della Regione Puglia. Il nome di Alberto Tedesco, iscritto nel registro degli indagati nel 2009, ritorna nell'ambito dell'inchiesta incentrata sulla gestione nella sanità ...

Inchieste Sanita': Puglia, 5 arresti

euronews - ‎3 ore fa‎
(ANSA) – BARI, 24 FEB – La procura di Bari ha chiestol'arresto del sen del Pd Alberto Tedesco, ex assessore allaSanita' della Regione Puglia, richiesta che dovra' esserevalutata dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere delSenato. ...

Sanità pugliese, un terremoto: arrestato anche Scoditti

Lecceprima.it - ‎2 ore fa‎
Truffa e falso, la Procura di Bari ha chiesto l'arresto per il senatore del Pd Tedesco, per fatti legati al suo ex assessorato alla Regione. Già eseguite ordinanze per dirigenti, medici, imprenditori BARI – Un vero e proprio terremoto sconquassa ancora ...

Italia A Giunta Senato carte su Alberto Tedesco Martedi' riunione ...

Fastweb.it - ‎48 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 24 FEB - La giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato ha ricevuto le carte inviate dalla Procura di Bari con la richiesta di arresto del senatore del Pd Alberto Tedesco. Il presidente della Giunta, Marco Follini, ha fissato per ...

SANITA' PUGLIA/ Arrestato Tedesco, ex assessore e membro del PD

Il Sussidiario.net - ‎1 ora fa‎
SANITA' PUGLIA ARRESTATO TEDESCO - L'inchiesta sulla sanità pugliese ha ripreso in pieno il percorso. Oggi è stato arrestato l'ex assessore alla sanità Alberto Tedesco, attualmente senatore del Partito Democratico. Non è il solo coinvolto in questo ...

Press - Puglia Sanità - sotto accusa la gestione Vendola?

Notizie news (Blog) - ‎34 minuti fa‎
Scandalo sanità in Puglia ha colpito la sinistra: c'è una richiesta d'arresto in carcere per il senatore del Pd, Alberto Tedesco, ex assessore regionale alla Sanità della Puglia, poi abbiamo gli arresti domiciliari per altri 4 personaggi, ...

Puglia: Procura Bari chiede arresto per ex assessore sanita ...

La Repubblica Bari.it - ‎3 ore fa‎
(Adnkronos) - Nell'ambito della stessa inchiesta e' stato arrestato il segretario particolare di Tedesco, Mario Malcangi, e sono stati posti agli arresti domiciliari anche Guido Scoditti, direttore generale dell'Asl di Lecce, Diego Rana e Giovanni ...

Scandalo Sanità richiesta d'arresto anche per Tedesco

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎4 ore fa‎
BARI - Per lo scandalo degli appalti in Sanità, sono in corso 10 arresti in varie città della Puglia (oltre che a Bari, a Lecce e Taranto). Le richieste del pm Desireè Digeronimo, sono state firmate dal Gip De Benedictis. A quanto risulta, è stato ...

Puglia, inchiesta Sanità : arrestato capo scorta di Vendola

Nuova Società - ‎3 ore fa‎
di AP Raffica di arresti questa mattina in Puglia nel quadro di una delle inchieste sulla gestione della sanità in Puglia. La Procura di Bari ha chiesto anche l'arresto dell'attuale senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della ...

La procura di Bari chiede l'arresto per il senatore Pd Tedesco

Il Fatto Quotidiano - ‎3 ore fa‎
Ex assessore regionale alla Sanità nella prima giunta Vendola, l'imprenditore era stato coinvolto nel 2009 in una inchiesta su un presunto sistema corruttivo legato alla fornitura di servizi e appalti. In carcere anche il capo scorta del presidente ...

Appalti sanità Puglia, chiesto l'arresto per Tedesco

StatoQuotidiano.it - ‎3 ore fa‎
Bari – CHIESTO l'arresto – dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Bari – per l'ex assessore alla Sanità pugliese Alberto Tedesco, attuale senatore del Pd. L'ex assessore della Regione Puglia rimase coinvolto nell'apertura di alcuni fascicoli ...

Sanità, chiesto arresto per il senatore Tedesco

Lettera43 - ‎3 ore fa‎
La procura di Bari ha chiesto l'arresto del senatore del Pd Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Puglia, indagato nelle inchieste sulla gestione della sanità regionale. La richiesta d'arresto dovrà essere valutata dalla giunta per le ...

Sanitopoli pugliese: chiesto l'arresto per il senatore Pd Tedesco

PolisBlog.it (Blog) - ‎2 ore fa‎
A mesi di distanza dallo scandalo della sanità in Puglia tornano nel vivo le varie inchieste che girano intorno agli appalti tra Regione e imprenditori del settore. E c'è un nuovo salto di qualità nella gravità delle accuse. Infatti la Procura di Bari ...

Puglia, scandalo sanità: arresto per il senatore tedesco e il capo ...

Libero News - ‎3 ore fa‎
Per lo scandalo degli appalti in Sanità, sono in corso 10 arresti in varie città della Puglia (oltre che a Bari, a Lecce e Taranto). Le richieste del pm di Bari Desireè Digeronimo, sono state firmate dal Gip Giuseppe De Benedictis. ...

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E' consumata abitudine di questo secolo buio l'atto di infangare la vittima, sia esso donna o minore. Il caso di Rignano Flaminio è controverso per l'effetto dei media, ma ricomprende ambienti che producono corruzione a tutti i livelli a getto continuo e si sa che una corruzione vale l'altra. I bambini, come alle volte gli adulti dalla memoria "visiva", sono dotati di una memoria prevalentemente "fotografica". Personalmente credo alla dichiarazione della madre della minore che ha riconosciuto Bendit, perché la bambina potrebbe anche averne visto il volto su di un tabloid durante la celebrazione di atti che ella "non può dimenticare". Peculiare ai tempi "nazionali" che corrono, che il caso Rignano si sia di volta in volta illuminato di ville misteriose, escort/mistress straniere e politici locali fin troppo puntuali, se li consideriamo nell'anticipazione di altri fatti di cronaca costellati delle morti, altrettanto misteriose, degli attori/attrici transgender del caso concomitante. E' mia opinione che quel che si giocherà nella brutta partita mediatica del caso Rignano stante  le molte prove veritiere e le testimonianze valide è l'assenza e/o il mancato ritrovamento di elementi riconducibili ad un collezionismo e alla sua potenziale distribuzione. Nel Lazio purtroppo i testimoni hanno vita brevissima, visto che li ammazzano in quattro e quattr'otto. Figuriamoci con quale velocità si possano formattare gli hard disk, anche senza dover ricorrere all'atto di dar fuoco all'hardware dei pc.  Quindi no ai voli pindarici su materiale che potrebbe essere ritrovato mai o tra 10 anni. La setta? Si c'è, sempre. E' quella delle raccomandazioni in Rai. L.M.


A Tivoli un'altra udienza del processo sui presunti
casi di pedofilia nella scuola Olga Rovere


TIVOLI - Una bambina della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio che avrebbe subito abusi sessuali descrisse alla madre particolari anatomici di uno degli imputati. È emerso questo dalla deposizione in aula di uno dei genitori-testimoni, davanti al tribunale penale di Tivoli, nel processo che vede cinque persone (le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, l'autore tv Gianfranco Scancarello e la bidella Cristina Lunerti), a vario titolo e a seconda delle posizioni, sotto processo per violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Il senso delle parole della madre (costituita parte civile) sono state rese note dal suo legale, l'avvocato Mirko Mariani.

Quattro i genitori sentiti oggi in aula; tutti hanno confermato quanto hanno denunciato in passato. Secondo quanto si è appreso, oggi è stato anche il giorno in cui uno degli imputati, la maestra Marisa Pucci, ha rilasciato dichiarazioni spontanee; avrebbe sostenuto che la "Casa degli orrori" indicata dai bambini che avrebbero subito gli abusi non sarebbe la sua.

Lasciando la sede giudiziaria, la Pucci non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione; una sola frase: «È tutta una bufala». «Oggi - ha commentato l'avvocato Roberto Borgogno, difensore dei coniugi Scancarello-Del Meglio - abbiamo avuto una madre che ha detto che per lei è credibile tutto ciò che le ha detto la figlia, compreso cose molto improbabili come quella che la figlia abbia riconosciuto in foto un leader politico europeo dei Verdi, Cohn-Bendit, dandolo come presente a casa della maestra Patrizia. I carabinieri hanno ovviamente appurato che non vi era alcun legame. Lascio a voi il commento».

«Abbiamo sentito in aula 20 genitori - ha commentato l'avvocato di parte civile Antonio Cardamone - e, a meno che qualcuno non voglia sostenere che sono tutti bugiardi, i fatti di reato indicati emergono sicuramente provati. Le testimonianze sono tutte univoche e concordanti; i genitori hanno descritto tempi e modalità di fatti di cui sono venuti a conoscenza dalla viva voce dei figli». Prossima udienza il 21 marzo.

Il Messaggero Lunedì 21 Febbraio 2011 - 19:21    Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Febbraio - 19:07
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