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 .. riflesso della mente ..... di Lunadicarta
 
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Riformare la giustizia, in senso soggettivo ed oggettivo, è compito non di pochi magistrati, ma di tanti: dello Stato, dei soggetti collettivi, della stessa opinione pubblica. Recuperare infatti il diritto come riferimento unitario della convivenza collettiva non può essere, in una democrazia moderna, compito di una minoranza.

Rosario Livatino
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 07/03/2011 @ 21:05:05, in Osservatorio Famiglia, linkato 1825 volte)
Marta Crotti contro la Pedofilia e la P.A.S.
... a casa "Perego" !


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-03-07_210357_marta_in_tv.jpg
 
Marta Crotti sarà ospite di Paola Perego, domani 8 marzo Festa della Donna alle 14:10, nella trasmissione "Se ... a casa di Paola Perego" su Rai Uno.

La storia di Marta è molto dolorosa, ma si conclude per il lato giudiziario con un eccezionale successo che ha visti coinvolti prima i giudici dei tre gradi di giudizio, che con la condanna del pedofilo sconfissero di fatto una delle prime mistificazioni in Italia delle politiche della P.A.S.. 

Nel frattempo il pedofilo, circondato da illustri consulenti e sorretto da un poll di avvocati di grido, ebbe agio di scappare a Londra per sfuggire alla condanna e all'ordinanza della Suprema Corte di Cassazione, che lo avrebbe tradotto in carcere. 

Cosa fare allora? Per resistere al dolore occorre la rassegnazione, ma contro il crimine c'è solo l'azione. Così Marta iniziò a volantinare il volto del pedofilo per le strade della sua città e attivò una fitta rete di contatti su Facebook, che le consentirono di scoprire ancora l'uomo all'amministrazione di un gruppo in cui si discuteva di bambini portatori di handicap. Lui, il pedofilo, a far dei minori il suo "volontariato" se non forse la sua rete di pervertiti e violenti.

Ecco sopraggiungere allora la sorprendente collaborazione tra gli ascoltatori della trasmissione "Chi l'ha visto?" e gli eccezionali ragazzi del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Monza, che solo pochi mesi orsono hanno arrestato il fuggitivo a Londra, in collaborazione con le locali forze di polizia.

Un felice epilogo, certo. Ma la lotta della coraggiosissima Marta, il cui animale totem è la tigre, continua al fianco di tante donne che come lei combattono per la tutela dei propri figli, dalle troppe minacce del nostro paese.

Per coloro che volessero approfondire la storia di Marta, pubblico di seguito i suoi link su Facebook.

I LINK:

AIUTATEMI A TROVARE L'ORCO CHE HA ROVINATO MIA FIGLIA!

Marta Crotti Fan Club Ufficiale Contro Pedofilia E Pas

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Povera Marinella, arrendersi deve essere stato un gran dolore. Purtroppo la sua drammatica vicenda umana sconta l'inesistenza ed inconsistenza della politica italiana nei confronti dell'Europa. E per l'Italia non è un bene, perché coloro che esulteranno di questa resa sono le organizzazioni che sostengono i pedofili. L.M.

La madre aveva nascosto i ragazzini all'estero e si preparava a portarli in Libano


Consegnati al pm i figli contesi tra Italia
e Germania: «Saranno ridati al padre»

Convalidato il fermo di Marinella Colombo. E' stata lei stessa a rivelare al giudice dov'erano i bambini

MILANO - Sono in una comunità protetta a Milano Nicolò e Leonardo, 12 e 8 anni, i due figli di Marinella Colombo, la donna milanese al centro di una drammatica disputa con il marito tedesco e con le autorità che dura dal 2008. La donna è attualmente in carcere: è stato convalidato il fermo per sottrazione di minori, attuato nei giorni scorsi perché stava progettando di fuggire in Libano con i suoi figli, affidati invece dal Tribunale di Monaco all'ex marito tedesco. A febbraio dell'anno scorso la Colombo era andata in Germania e aveva rapito i bambini, facendoli nascondere - probabilmente in compagnia della nonna materna - in una località segreta all'estero. È stata la stessa Marinella Colombo, interrogata dal Gip di Milano, a indicare dove fossero i suoi due figli. Sabato i ragazzini sono stati consegnati dalla famiglia materna ai pm dei minori di Milano e, come si legge in una nota del Procuratore della repubblica Monica Frediani, nei prossimi giorni «saranno valutati tempi e modalità del rientro dei bambini presso il padre in Germania».

IL RIENTRO IN ITALIA - Nella nota del Procuratore della Repubblica per i minori Monica Frediani si legge che sabato 5 marzo Nicolò e Leonardo «sono stati messi a disposizione di questa autorità giudiziaria, ed attualmente si trovano in una comunità protetta di Milano». «Il collocamento dei minori - prosegue il Procuratore - è avvenuto a seguito della collaborazione della famiglia materna degli stessi, che ne ha predisposto il rientro in Italia, consegnandoli alla polizia in territorio italiano».

CONVALIDATO IL FERMO - Marinella Colombo era stata fermata mercoledì sera con le accuse di sottrazione di minori, sequestro di persona e maltrattamenti, su disposizione del procuratore aggiunto Pietro Forno e del pm Luca Gaglio, perché si stava preparando a fuggire in Libano con i figli. Lunedì il gip di Milano Luigi Varanelli ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. L'accusa di maltrattamenti a carico della donna si riferisce in particolare al fatto che i due piccoli per oltre un anno non hanno più frequentato la scuola e non hanno potuto vedere i genitori: il padre non sapeva dove fossero e la madre non si azzardava ad andarli a trovare per paura di essere seguita. L'avvocato Laura Cossar, legale della Colombo, ha presentato un'istanza di scarcerazione al gip ed è in attesa di una decisione da parte del giudice, anche in base al fatto che i due bambini sono ora stati affidati ai magistrati minorili.

IL PROCESSO - Martedì riprenderà in tribunale a Milano il processo che vede già accusata la donna di sottrazione di minori e in ottemperanza di un provvedimento del tribunale dei minorenni, che in passato aveva disposto il rientro dei piccoli in Germania. Proprio per martedì nel processo sono previsti sia l'interrogatorio della madre sia la testimonianza del padre tedesco.

Corriere Sera online

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Di Loredana Morandi (del 07/03/2011 @ 18:08:25, in Magistratura, linkato 1565 volte)
IL CASO

I magistrati pronti alla rivolta
"Serve uno sciopero immediato"

Sulle mailing list delle toghe parte l'offensiva contro il governo.  Il procuratore aggiunto di Milano Spataro: "Se vengono annunciate riforme epocali, occorrono risposte altrettanto epocali".

di LIANA MILELLA

ROMA - Assicurano che lo ufficializzeranno a tempo debito, ma già se lo dicono tra loro. Anche al vertice dell'Anm: "Se questi vanno avanti, altro che sciopero faremo". E la magica parola, sciopero, corre nelle mailing list delle toghe per un intero pomeriggio, rimpalla nelle telefonate, assieme all'ormai famoso, forse abusato, ma pur sempre valido slogan "se non ora, quando?". Per dirla con il pm di Milano Armando Spataro: "Se vengono annunciate riforme epocali, occorrono risposte altrettanto epocali.". Le prime fondate indiscrezioni sulla riforma costituzionale della giustizia compaiono su Repubblica.

Trapela la minaccia di una norma transitoria che farebbe entrare in vigore subito parti definite "devastanti" dai giudici, come il ridimensionamento del Csm, l'autonomia della polizia giudiziaria, il nuovo potere della difesa nei processi. L'esistenza di tal norma non viene ufficialmente smentita per tutta la domenica. Si scatena l'allarme, parte il tam tam della voglia di reagire, di non essere schiacciati da una riforma che subito il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia ribattezza "la controriforma". Quella che, negli scambi di messaggi sul web, fa dire a un'autorevole toga di Magistratura democratica: "L'Anm dovrebbe deliberare immediatamente uno sciopero".

L'accelerazione sul ddl costituzionale produce uno shock. Cui non può che seguire la necessità di un'immediata e forte reazione. Spataro parla a RaiNews24, ribadisce che "nessuna
delle riforme annunciate serve per far funzionare la giustizia e per rispondere agli interessi dei cittadini". Poi, a sera, invia in rete il suo messaggio. Cita Gustavo Zagrebelsky: "Ciò che viene presentato come il "nuovo costituzionale" difficilmente potrebbe fregiarsi del titolo di disegno costituzionale organico. Siamo a un bivio: o questa china, o la difesa e la rivitalizzazione della Costituzione che abbiamo. Ognuno... faccia la sua scelta". Spataro, già protagonista di una lettera appello a Napolitano, chiede all'Anm "una risposta in tempi rapidi che non consista nell'ennesimo, per quanto ottimo e condivisibile, comunicato stampa". Aggiunge che questa "non è una messa in mora", ma la richiesta di "una mossa epocale a una riforma epocale".

Non c'è ancora un testo ufficiale, è vero, ma le anticipazioni disegnano un ddl che riscriverà tutto il capitolo della Costituzione sulla magistratura. Scrive il magistrato di Trani Francesco Messina: "Se dovesse passare la devastazione della giustizia che si legge sui giornali, non saranno pochi coloro che penseranno seriamente di cambiare lavoro. Ritengo che nessuno di noi abbia studiato e agito, mirando al modello di magistrato che si vorrebbe imporre". Chi vuole cambiare le regole "avrà il problema di trovare altre persone disponibili". E l'annuncio di una possibile fuga, l'ammissione che se il cambiamento delle regole sarà proprio quello, molti magistrati potrebbero anche decidere di lasciare la toga e cambiare mestiere.

Non è più tempo di "cincischiare", né di "sfogliare margheritine". È tempo di reagire. Il magistrato di Bologna Marco Imperato ricorda il suo appello con 137 adesioni in cui chiedeva all'Anm di sbarcare su Facebook proprio per contrastare i quotidiani attacchi di Berlusconi e aprirsi alla gente. Ma riconosce anche che la minaccia della riforma non è, né potrebbe, essere immediata. Ben che vada, se essa dovesse effettivamente andare avanti, se il governo arriverà fino al termine della legislatura, se ne parla tra due anni. Questo spinge alcuni, anche nell'Anm, ad avere un tono più meditativo. "Facciamo uno sciopero. Bene. E poi? Ne rifacciamo uno a ogni passaggio parlamentare? I nostri passi devono essere più attenti e tenere conto che Berlusconi, mentre tenta in tutti i modi di liberarsi dei suoi processi, ora gioca a fare lo statista. Gliel'avrà consigliata Ferrara 'sta storia delle riforme epocali". Attendere? Interrogarsi? Prevale l'input a lanciare subito un segnale forte per dire "fermatevi, lasciate la Costituzione com'è, non fate prevalere la voglia di dare una lezione ai giudici".

(07 marzo 2011)
http://www.repubblica.it/politica/2011/03/07/news/rivolta_toghe-13273687/
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Di Loredana Morandi (del 07/03/2011 @ 17:32:15, in Politica, linkato 1664 volte)
Gli interrogativi che si pone Liana Milella nel suo articolo sul blog di Repubblica sono anche i miei. Sciopero si, sciopero no. Intanto direi che sarebbe utile indire le assemblee delle giunte locali, magari proprio in orario di udienza come lecito a tutti i lavoratori. Vero è che la "riforma" è uno show, che purtroppo va avanti dall'inizio della legislatura e che riprende vita con i processi del premier. Però sarebbe bello veder sciamare la magistratura sulle piazze antistanti i Tribunali di tanto in tanto, altrimenti chi manifesta in quelle piazze presenta istanze di ogni sorta o coloritura politica e, come a Roma pochi giorni fa, ti capita di incontrare la "maschera" carnevalizia della Boccassini con parrucca rossa e toga ricamata con la falce e il martello sulle spalle, senza neppur l'occasione di dire "a"... L.M.

«Riforma della giustizia epocale»



di Luca Ostellino - 06 marzo 2011

«Sarà una riforma epocale». Tra le critiche dell'opposizione Silvio Berlusconi annuncia che giovedì prossimo la riforma costituzionale della giustizia approderà in Consiglio dei ministri. «È un momento storico», sottolinea il Guardasigilli Angelino Alfano, impegnato a portare avanti quella che si presenta come una modifica organica e profonda, anche dal punto di vista culturale, del sistema giustizia. «Nessuna di quelle misure andrà a ricadere sui processi a Berlusconi» assicura da Bergamo Roberto Calderoli.

Una riforma «epocale», appunto, che dopo annunci e rinvii, arriva per la prima volta a Palazzo Chigi, e che, dice ancora Alfano, non ha alcun intento punitivo nei confronti della magistratura e «non serve a Berlusconi, ma ai cittadini». Dovrà essere completata a ridosso delle prossime elezioni, cioè tra due anni, ha spiegato il ministro, confermando la previsione fatta ieri dal premier in un messaggio inviato alla prima Conferenza nazionale sul lavoro e occupazione femminile del Pdl e nel corso di un intervento telefonico alla convention di "Noi riformatori" ad Avezzano, in Abruzzo. «Non ci saranno elezioni politiche anticipate», ha detto il premier, sottolineando che sarebbe un grave danno dare un segnale di instabilità alla «finanza internazionale» e di fronte a quanto sta accadendo «in Egitto in Tunisia e in Libia».

Oltre alla riforma della giustizia, Berlusconi ha parlato della scuola e della riforma fiscale, non mancando di attaccare duramente la sinistra e Gianfranco Fini. Senza i «no preventivi» del presidente della Camera, ha sostenuto, «adesso è possibile andare avanti anche con la legge sulle intercettazioni, perfezionando il testo varato dal Senato e fermo alla Camera».

Nel mirino del presidente del Consiglio c'è l'opposizione e la sinistra in particolare. «Noi abbiamo questa palla al piede della sinistra, una sinistra che si inventa di tutto, adesso anche un mio attacco alle istituzioni, mentre è falso, sono io che subisco attacchi senza soluzione di continuità da 17 anni». Già ieri mattina, nel messaggio alla Conferenza del Pdl, aveva contestato alla «sinistra di non esitare di fronte a nulla nell'ultimo disperato tentativo di ottenere con scorciatoie mediatico-giudiziarie quello che non riesce a ottenere nelle urne. Chi cerca di strumentalizzare politicamente le donne non le difende, ma le mortifica», ha aggiunto polemicamente.

Anche sulla scuola, la sinistra si è "inventata" gli attacchi del premier a quella pubblica. Berlusconi ha ribadito di «non aver mai attaccato la scuola pubblica, come preteso dalla sinistra», spiegando però che bisogna riconoscere a chi manda i figli alla scuola pubblica «il diritto a non veder insegnati valori diversi da quelli in cui credono». Occorre così «aiutare queste famiglie, magari con un buono scuola, perché anche quelle meno abbienti possano mandare i loro figli alla scuola che vogliono». Quindi ha ricordato la riforma della scuola, fatta anche «per ridare dignità agli insegnanti che ricevono per quello che fanno uno stipendio inadeguato. Per la sinistra invece la scuola è sempre stato un serbatoio elettorale dove organizzare il consenso».

Berlusconi ha poi rilanciato l'azione del governo sul nucleare – dicendosi «fiero» che Umberto Veronesi abbia accettato la presidenza dell'Agenzia per il nucleare. «Non è possibile perdere altro tempo», ha avvertito, attaccando il «falso ambientalismo ideologico della sinistra» - e sulla riforma tributaria, a cui il governo «sta lavorando insieme a sindacati e imprese».

Il Sole 24 ore

La Rassegna

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Corriere Informazione - ‎05/mar/2011‎
Il premier Silvio Berlusconi (in foto) annuncia che giovedì prossimo in Consiglio dei Ministri approderà la riforma costituzionale della giustizia che definisce una “riforma epocale”. Dopo i continui rinvii e gli annunci, è arrivato quindi il momento ...

Berlusconi: la riforma della giustizia sarà epocale

Newnotizie - ‎05/mar/2011‎
Avanti tutta con la riforma della Giustizia. In collegamento telefonico con il convegno "Noi riformatori", organizzato ad Avezzano dal Pdl locale, Silvio Berlusconi ha ieri rimarcato l'esigenza di approvare un provvedimento volto a ripristinare ...

Berlusconi: epocale riforma giustizia. E avanti su intercettazioni

Mainfatti.it - ‎05/mar/2011‎
Silvio Berlusconi afferma che giovedì presenterà, in un Cdm straordinario, la riforma della giustizia, che definisce addirittura "epocale". Il premier, poi, torna a parlare della legge sulle intercettazioni, che bisogna mandare avanti ora che non c'è ...

Berlusconi: sulla giustizia una riforma epocale

In dies - ‎05/mar/2011‎
Ieri Berlusconi ha fatto molteplici dichiarazioni nel corso della giornata. Prima, attraverso il suo legale Niccolò Ghedini, ha fatto sapere che si presenterà ai processi che lo riguardano, poi ha inviato un messaggio alle donne del Pdl, ...

I garantisti e la riforma

Il Riformista - ‎05/mar/2011‎
Silvio Berlusconi dice che la riforma della giustizia che sarà presentata giovedì in Consiglio dei ministri è «epocale». In teoria, ha ragione. Le misure anticipate da Alfano sono forti e del tutto condivisibili. Nessun garantista può dissentire. ...

Così il Cav. prepara il match con Ilda di Tommaso Labate

Il Riformista - ‎05/mar/2011‎
Retroscena. Il premier annuncia il testo per giovedì ma il guardasigilli teme per l'impatto sugli opinion maker. Maroni irritato. E la «legge bavaglio» è sempre in salita. Dicono che sulla scelta di Silvio Berlusconi di presentarsi davanti ai ...

Berlusconi: giovedì riforma giustizia epocale

Dottor Sport - ‎05/mar/2011‎
Mentre entra nel vivo la fase processuale per Silvio Berlusconi con i quattro processi che lo attendono (Mediaset, Mediatrade, Ruby e Mills), il presidente del consiglio annuncia la riforma della giustizia con enfasi: "Presenteremo la riforma della ...

BERLUSCONI ANNUNCIA: "GIOVEDI' UNA RIFORMA EPOCALE"

We-News - ‎05/mar/2011‎
Un Silvio Berlusconi più grintoso che mai, annuncia per "giovedì una riforma epocale" e dice di voler presenziare a tutte le udienze che lo vedono imputato a milano per il caso Ruby, purché si svolgano di lunedì e accusa la sinistra di usare i giudici ...

Berlusconi, giovedì la mia riforma epocale della giustizia

Online-News - ‎05/mar/2011‎
Il Cavaliere insiste sulla giustizia. Sarà «epocale» la riforma che «presenteremo la prossima settimana, giovedì, in un Consiglio dei ministri straordinario», ha anticipato Silvio Berlusconi la nuova accelerazione nel settore della giustizia. ...

Giustizia: Calderoli, riforma giusta

euronews - ‎05/mar/2011‎
(ANSA) – BERGAMO, 5 MAR – 'Se parliamo di una riformacostituzionale e' evidente che nessuna di quelle misure andra' aricadere sui processi a Berlusconi: il problema della giustiziaitaliana e' garantire processi in tempi certi altrimenti non ...

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informazione.it (Comunicati Stampa) - ‎05/mar/2011‎
La riforma di Barbablù - Berlusconi che annuncia una riforma della giustizia epocale è come Barbablù che organizza un family day mondiale.(gerypa) Riforma inGIUSTIZIA. La riforma non la fanno gli imputati. Firmiamo - Segnalo il sito di Libertà e ...

Riforme/ Calderoli: Problema giustizia e' garantire tempi certi

Virgilio - ‎05/mar/2011‎
Bergamo, 5 mar. (TMNews) - La riforma costituzionale della giustizia è una riforma epocale "che non andrà a ricadere sui processi di Berlusconi". Lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Il ministro, che ha parlato con i ...

Giustizia, Calderoli: “E' una riforma per tutti, non per Berlusconi”

Blitz quotidiano - ‎05/mar/2011‎
BERGAMO – ”Se parliamo di una riforma costituzionale è evidente che nessuna di quelle misure andrà a ricadere sui processi a Berlusconi: il problema della giustizia italiana è garantire processi in tempi certi altrimenti non è giustizia”. ...

Berlusconi: "Ai processi ci sarò e mi difenderò"

YouFOCUS.TV - ‎05/mar/2011‎
Silvio Berlusconi usa la carota e il bastone con i PM: da una parte si rende disponibile alle udienze tutti i lunedì, dall'altro sferra una forte offensiva sul fronte legislativo: giovedì prossimo la riforma sulla giustizia e subito dopo la legge sulle ...

Una «riforma epocale» che riesuma vecchie idee

Terra - ‎05/mar/2011‎
GIUSTIZIA. Pronta per il Consiglio dei ministri di giovedì la revisione costituzionale. Basata su «tre principi cardine» ripropone separazione delle carriere, parità tra accusa e difesa e modifiche al Csm. Non basta la modifica delle leggi sulla ...

Riforma Giustizia, l' opposizione attacca Silvio Berlusconi

Italia News - ‎05/mar/2011‎
(IAMM) Il ministro della Giustizia Angelino Alfano parla di una riforma della gustizia costituzionale, che avrà un lungo percorso e per la quale nessuno potrà dire che a beneficiarne sarà solo Berlusconi. Non è della stessa idea l'opposizione. ...
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L'infinito corpo a corpo con i pm
che divide destra e sinistra


Un'alternativa bipolare fra premier e giudici, trattati come "soggetto politico". Dopo un calo di consensi, dal 2008 la fiducia nella magistratura è al 70% nel centrosinistra e al 20% per il Pdl

di ILVO DIAMANTI


TRA Silvio Berlusconi e i magistrati, ormai, è un corpo a corpo. L'attività del governo e del Parlamento, infatti, ruota intorno a un solo problema. Immunizzare il premier. Impedire che venga indagato, giudicato. Intercettato. D'altronde, oggi l'opposizione è afona e l'attacco portato dall'antico alleato, Gianfranco Fini, in Parlamento, pare neutralizzato. L'unico vero "nemico" sembra essere rimasto il "partito dei Pm", alla guida della "Repubblica Giudiziaria". Tuttavia, non è stato sempre così. Anzi.

La "discesa in campo" del Cavaliere non sarebbe stata possibile senza Tangentopoli. Senza la "tabula rasa" prodotta da Mani Pulite nel sistema partitico e nella classe politica della Prima Repubblica. È in quel "vuoto" che si è imposto Silvio Berlusconi, insieme al suo "partito personale", Forza Italia.
La magistratura, all'epoca, più che la giustizia rappresenta il Grande Giustiziere, a cui gli italiani affidano il compito di affondare la Prima Repubblica, ormai delegittimata - e, dunque, di fondare la Seconda.
In quella fase paga un prezzo pesante. Falcone, Borsellino e la loro scorta cadono vittime dell'attacco della mafia contro l'unica istituzione che ancora rappresenti lo Stato legittimo. Per questo Berlusconi, al tempo del suo primo governo, nel 1994, cerca di reclutare la figura simbolo del pool di Milano: Antonio Di Pietro. Inutilmente. Anzi, la magistratura diviene rapidamente il Nemico, più che l'avversario.
Soprattutto dopo l'opposizione espressa, lo stesso anno, contro il decreto del governo che blocca la custodia cautelare per i reati di Tangentopoli. E dopo l'inchiesta nei confronti del premier, annunciata sui giornali in coincidenza con il G8 di Napoli.

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Gli effetti di questa "rottura politica" si riflettono, evidenti, nella percezione degli elettori. La fiducia nei magistrati, dopo il 1994, crolla: dal 67% (dati Ispo) scende al 41% nel 1997. E negli anni seguenti calerà ancora, fino al minimo del 34% (dati Demos). È spinta in basso dagli elettori di centrodestra. Ma diminuisce anche nella base del centrosinistra. Perché le inchieste giudiziarie colpiscono tutti gli attori politici. Di tutti gli schieramenti.
Tuttavia, la magistratura appare - ed esercita - un potere "autonomo" e politicamente sempre più rilevante. In quanto influenza la credibilità degli attori politici. In primo luogo perché nella "democrazia del pubblico e dell'opinione" l'ideologia conta poco. Conta invece - sempre più - la fiducia nella persona. Misurata dai sondaggi, rilanciata e legittimata dai media. Soprattutto dalla tivù. Di fronte all'opinione pubblica, i magistrati diventano i "custodi della convivenza e della virtù" (per usare le parole di Alessandro Pizzorno). Le loro inchieste e le loro iniziative possono de-legittimare un leader, un partito, un attore pubblico.

La seconda ragione riguarda la "presidenzializzazione" che, di fatto, si afferma in Italia (e non solo). E riunisce i "due corpi del Re" (per riprendere la "teologia politica" di Ernst Kantorowicz). In quanto il "corpo politico" si identifica nel "corpo" (naturale) del leader (come osserva Mauro Calise nella nuova edizione de "Il partito personale", pubblicata da Laterza). Per cui non c'è più distanza tra sfera politica e personale. I fatti privati diventano pubblici. E viceversa. Per un verso, esibiti, per l'altro, spiati e riprodotti sui media.
Così, Silvio Berlusconi si trova costantemente esposto e "minacciato". Il Cavaliere, d'altronde, non ha solo due corpi. Oltre al suo corpo naturale e a quello politico-statale (leader di partito e premier), ha un corpo mediale (e imprenditoriale). Il che moltiplica le interferenze e le connessioni fra privato e pubblico. E rende politicamente "sensibile" ogni iniziativa dei magistrati nei confronti del premier. Perché ne danneggia la fiducia personale e la legittimazione pubblica. Così, i magistrati vengono percepiti come il principale, se non l'unico, oppositore.
Tutti, perché Berlusconi generalizza all'intera magistratura le accuse e le polemiche che, in realtà, (come ha osservato Nando Pagnoncelli) riguardano principalmente le inchieste della procura di Milano. Trasformando i "suoi" problemi con la giustizia in un progetto di riforma della giustizia. Le sue questioni personali in una Questione Nazionale.

Peraltro, i livelli di fiducia verso i magistrati si dissociano, fra Destra e Sinistra, a partire dalla campagna in vista delle elezioni politiche del 2006. Ma la forbice si allarga a dismisura soprattutto dopo il ritorno di Berlusconi al governo, nel 2008. Da allora, infatti, il consenso verso la magistratura cresce sensibilmente, fino a sfiorare (nel 2011) il 50% degli elettori nell'insieme. Ma nel centrosinistra il grado di fiducia supera il 70%, mentre, nel centrodestra, scende quasi al 20%.

A questa tendenza concorrono alcune ragioni, in parte collegate.

a) La polemica costante condotta da Berlusconi contro i magistrati, volta a dare significato politico a ogni inchiesta lo riguardi.
b) L'indebolirsi dell'opposizione, in particolare dopo la fine del governo Prodi.
c) Il significato politico assunto da ogni inchiesta che riguardi la vita "privata" del premier.
d) L'importanza crescente attribuita dal Pd e, insieme, dal centrosinistra alla questione "legale" (e al tempo stesso "morale").
e) L'affermarsi dell'Idv. Cioè, il partito di Antonio Di Pietro. Che personalizza il ruolo della Magistratura - e della legalità - in politica. Ciò, ovviamente, non significa che la Magistratura si faccia "rappresentare" da Di Pietro. Ma è, comunque, vero che il 75% degli elettori dell'Idv sostiene i magistrati. E una quota simile di elettori del Pd esprime lo stesso sentimento. Mentre solo il 22% della base del Pdl dichiara fiducia nei magistrati e nella giustizia.
Così si delinea un'alternativa bipolare fra Berlusconi e i magistrati, trattati come "soggetto politico". Al Cavaliere non interessa "distinguere", ma generalizzare. Perché il suo intento è cambiare le regole e il sistema per "salvare" se stesso.
È un corpo a corpo, si diceva all'inizio. Berlusconi lo vorrebbe risolvere, a proprio favore - e in modo definitivo - scindendo il corpo della giustizia. Attraverso la separazione delle carriere e del Csm. Per non separare i "tre corpi del Re", che egli riassume nella propria persona.

(07 marzo 2011)
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Probabilmente è questo il caso di cui si narra nell'intervista a Frassi a Mattino 5, che potete vedere a questo link. L'opera dei media è fondamentale nei casi di pedofilia, ma quando le indagini sono internazionali devono essere usati con la massima cautela. Saranno tutti arrestati? Lo spero e spero che si tratti della ennesima clonazione di nomi in perfetto Gardner's style, se online c'è ancora un sito, americano in hosting su GoDaddy, che si intitola Dad of Spain. L.M.

SVIZZERA/ITALIA

"Sì, ho comprato sesso in Svizzera da un uomo
che in chat usava il nickname "Dad of Spain"


La testimonianza di un maestro italiano arrestato per pedofilia: "Dall'uomo in Svizzera ho comprato la possibilità di fare foto al figlio"

MATERA - "Ho comprato sesso in Svizzera da un papà che ha venduto il suo bambino per 300 euro". Lo ammette un maestro, 30 anni, originario della Basilicata.  A riportare la sua testimonianza è il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno. Il maestro era stato arrestato la scorsa estate per reati di pedofilia su internet e nelle sue testimonianze rivela anche alcuni metodi di ricerca sul web, in particolare parla di un incontro su una chat di internet con un uomo in Svizzera, con il quale aveva preso accordo per un appuntamento reale.

Il maestro ha raccontato agli inquirenti della procura di Matera di aver conosciuto un certo Dave, residente in Svizzera che nelle chat si faceva chiamare "Dad of Spain". Questi ha accettato di vendere un rapporto sessuale con il figlio, e la possibilità di scattargli delle foto, per poche centinaia di euro ed il maestro, una volta fissato l'appuntamento, da Matera si è recato nel piccolo paese della Svizzera.

Il maestro non ha ricordato il nome del paese ma la sua presenza in Svizzera è certa in quanto ha provato di avere utilizzato un bancomat per prelevare i soldi necessari al pagamento della prestazione. Gli agenti della polizia postale di Matera quella traccia bancaria l’hanno già riscontrata. Una volta giunto in paese, è stato accompagnato da Dave a casa dove, dice il maestro "mi ha fatto giocare con suo figlio".

Un ragazzino che in quei minuti ha dormito sempre, forse addormentato con medicinali dal padre. Le indagini sono in corso e Dave è ora ricercato dall'Interpol.  Le foto scattate dal maestro sono state poi messe in rete. Il materano dopo averle scattate le ha conservate nell'hard disk del suo computer, nella cartella “Aron”, il nome finto che Dave dava al suo bambino. Le foto sono state recuperate mentre la caccia all'uomo è in corso.

Ticino online
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Di Loredana Morandi (del 06/03/2011 @ 19:00:42, in Osservatorio Famiglia, linkato 1690 volte)

Purtroppo non è più il caso di dire che i media sono necrofagi, perché dall'omicidio della piccola Sarah, alla scomparsa e ritrovamento di Yara e l'incubo delle gemelline svizzere nel corso di pochi mesi abbiamo visto una vera e propria escalation. Questo personaggio è un pedofilo e agisce da affittuario nei confronti dei minori, che cadono vittime dal martellamento del bunga bunga ed esperimentano tutto il peggio del mondo degli adulti insieme con un animale. Si sono conosciuti su Facebook e il taglio scandalistico dell'articolo riporta che fosse la 13enne in stato di circonvenzione a proporre gli incontri. Prima di credere a questa versione voglio dichiarare che sono convinta che il 54enne fosse iscritto al gruppo "No alla violenza sulle donne". Per la cronaca: anche l'ultimo gruppo contro Morandi aveva già un suo maniaco sessuomane e qualche porno attrice a soli 40 iscritti.  L.M.

SEX PARTY CON MINORENNI,
ARRESTATO 54ENNE DI ROMA

ROMA, sabato 5 marzo 2011 - Una tredicenne che offriva sesso a pagamento su Facebook. Da qui sono partite le indagini dei carabinieri di Civitavecchia, allertati dalla scuola frequentata dalla ragazzina, che hanno portato all'arresto di un uomo che da mesi metteva a disposizione la propria casa a un gruppo di adolescenti per incontri sessuali. Il proprietario dell'abitazione a volte prendeva parte ai rapporti e regalava hascisc e marijuana ai giovanissimi ospiti, di età compresa tra i 12 e i 16 anni. Giulio Cesare Mocci, 54 anni, è accusato di abusi sessuali su minori e spaccio di droga. I militari lo hanno arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Civitavecchia.

L'uomo, divorziato e con una figlia minorenne, è originario di Tolfa (Roma), ma risiede da tempo nella cittadina portuale laziale. La vicenda ha come teatro un quartiere popolare di Civitavecchia. Ad ottobre scorso la preside e una professoressa di una scuola media hanno raccontato ai carabinieri di aver saputo che una loro alunna di 13 anni aveva inserito nel proprio profilo Facebook indicazioni su possibili prestazioni sessuali in cambio di denaro.

Dal controllo del social network e dalle successive intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche gli investigatori, coordinati dal pm Margherita Pinto, hanno svelato il quadro completo. Una decina di minorenni si autoconvocavano o erano convocati tramite Facebook da Mocci, che li invitava a casa propria insieme ai rispettivi fidanzatini. Durante i rapporti sessuali tra i ragazzi Mocci svolgeva un ruolo attivo, molestando sia maschi che femmine e suggerendo giochi erotici, anche molto spinti. Inoltre l'uomo forniva la droga che veniva consumata. In uno dei pedinamenti Mocci è stato fotografato mentre, in compagnia di uno dei ragazzi, acquistava un centinaio di profilattici. Nell'ordinanza di custodia cautelare il Gip sottolinea «l'estrema promiscuità degli incontri a carattere esplicitamente sessuale». I riscontri raccolti nelle indagini hanno trovato piena conferma nelle testimonianze dei minori coinvolti.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=110091
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Di seguito una interessante intervista ad Andrea Coffari, avvocato e presidente del Movimento per l'Infanzia, a cura di Geraldina Fiechter per La Nazione. Convengo con le opinioni del Coffari, perché è facile rilevare che la nostra sia una società adultocentrica dove il minore abusato non gode dell'ascolto dovuto dalle istituzioni. Di riflesso il non ascolto colpisce chi per primo difende il minore: la madre. 

L'avvocato Coffari non lo dice, ma in Italia soffriamo anche per alcune organizzazioni che si rifanno ai circuiti pedofili internazionali, neri e nazifascisti sulla scuola di Haider, i cui membri, avvocati e consulenti sono tutti indagati per reati che vanno dalla tentata subornazione dei testimoni al mandato in omicidio. Queste organizzazioni inoltre infettano il web con una campagna dolosa di viral/neuro marketing, attraverso la quale agiscono senza mezzi colpi: dalla diffamazione, alla clonazione dell'avversario.

In merito alle campagne portate avanti con dolo per queste associazioni dalla Geobox.IT Srl di Firenze, da non confondere con la Geobox Srl di Lucca (sì è una ennesima clonazione) è possibile visionare: un elenco parziale dei gruppi facebook, un elenco parziale dei profili YouTube, tutti i siti con dominio registrato anche quando falso e le clonazioni ad personam.

Aprendo i link avrete inoltre modo di leggere alcuni nomi dei miei 30 mesi di stalking.

Buona visione!




Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 06/03/2011 @ 03:31:17, in Osservatorio Famiglia, linkato 1773 volte)
Effetti della sentenza 37151 dell'ottobre 2010 della seconda sezione penale della  Suprema Corte di Cassazione, clicca questo link per rileggere le motivazioni.

Agli arresti domiciliari va

su Facebook, scattano le manette


Un 24enne rumeno scambiava messaggi nonostante il divieto di comunicare

Città di Castello, 05/3/11 - Era ai domiciliari ma è andato su Facebook, per questo è finito in manette. L’episodio è avvenuto a Città di Castello.

Divieto di comunicare Un cittadino rumeno di 24 anni era finito agli arresti domiciliari per spaccio di droga. Nella misura restrittiva, oltre al divieto di uscire di casa, c’era l’imposizione di non comunicare con l’esterno con qualsiasi mezzo.

Sorpreso su Facebook La polizia del commissariato di Città di Castello lo ha sorpreso però su Facebook e quindi sono scattati gli arresti con revoca dei domiciliari. In particolare gli agenti hanno accertato che il giovane si scambiava messaggi (comunque non dal contenuto illecito) sul social network.

In galera E’ stata così informata l’autorità giudiziaria, che ha disposto nei suoi confronti la sostituzione degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere.

Umbria 24
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Di Loredana Morandi (del 05/03/2011 @ 18:34:36, in Redazionale, linkato 2144 volte)
Una "chicca" storica dagli albori della P3

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Erasmo_Notizie_13-14_2003.jpg

clicca per allargare l'immagine



Era il luglio 2003 quando arrivai trafelata alla conferenza stampa che si teneva in uno dei palazzi storici del centro di Roma. Giusto in tempo per domandare all'Avv. Giacomo Borrione se egli fosse o meno un "fine cultore dell'esoterismo massonico" e se stesse per dare alla stampa il suo ultimo libro in tema d'occultismo.

Avevo già dato la notizia all'ANSA, ma quelle dichiarazioni furono riprese da tutti i Tg delle 20.00, soprattutto quelli Mediaset.

L'avvocato massone ebbe a dire poi che l'iniziativa era nata perché egli "voleva far rispettare il giusto processo". Io, oggi come allora, intendevo soltanto difendere i due magistrati calunniati dalle politiche delle lobbies. Erano gli albori della P3.

Naturalmente non ho parte alcuna nelle indagini che hanno coinvolto alcuni magistrati e quel che è  venuto ai miei occhi scagiona Roma, da una tentata vendita riuscita invece su Palermo.

Nonostante ciò non ho potuto non vedere le moderne cene di un ex vice questore e neppur tacere di fronte alla ritrovata aggressività dei retaggi culturali della vecchia P2 e i raccomandati delle logge siciliane di Cossiga, compiere quello che altrove era stato solo "millantato". Nello stesso modo non ho potuto evitar di vedere le collaborazioni massoniche pidduiste di un studio legale cagliaritano, che lavorava e lavora ai miei danni dal 2008 e che vedo punito dall'abuso delle sue stesse armi.

Non me ne vogliate quindi se spesso diffido dei giustizialismi altrui, i più recenti sono offuscati dalla poca chiarezza dei media e per questo privi di consapevolezza, altri purtroppo sono solo millantati.

Oggi è il mio compleanno, così ne approfitto per ringraziare tutti coloro che nel corso di quest'ultimo anno mi hanno sostenuta con la loro stima e solidarietà.

Otto anni fa nasceva questo mio blog, all'inizio con un accenno sulle piattaforme internazionali, per poi prendere i veri natali nel cantone svizzero di lingua tedesca. Oggi vi scrivo da Norimberga, in Germania, perché la libertà di opinione in Italia è difficile sempre quando si scontra con i poteri  corrotti e, durante un duro attacco, puoi ritrovarti tra i piedi una sanguisuga in affari con un pregiudicato (Cass. ord. 39133/nov.2010).

Per poco che sia il mio contributo, prometto di resistere...

Loredana Morandi
 
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