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 Arrietty & Sho (si chiameranno Luna e Kiko)... di Lunadicarta
 
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Giustizia ritardata è giustizia negata.

Montesquieu
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 10/08/2005 @ 17:34:03, in Varie, linkato 1636 volte)

Spero gradirete il mio pensierino ferragostano: il testo originale e le versione mid originale (sul sito) e la mp3 del testo rivisitato in chiave moderna (altrove) del Carmina Burana numero 196, "In Taberna quando sumus". I Carmina Burana sono antichi canti goliardici, nati per celebrare la bellezza e la voluttà del gentil sesso e, come in questo caso, i poteri forti e i molti mali della società medioevale reinventando di volta in volta i modi per resistervi, uno dei quali è un ironia fin reazionaria. Questo carmina è fra i più erernamente attuali, anche al giorno d'oggi. Come per tutta la musica medioevale il sound originale è composto di strofe ritmiche ripetute ed elaborato da pochissimi strumenti, da sostenere musicalmente la filastrocca del testo e la voce del cantore. Buona lettura e buon ascolto! Loredana

In Taberna quando sumus

Carmina Burana 196

In taberna quando sumus
non curamus quid sit humus
sed ad ludum properamus
cui semper insudamus
quid agatur in taberna
ubi nummus est pincerna
hoc est opus ut queratur
sed quid loquar audiatur

Quidam Iudunt quidam bibunt
quidam indiscrete vivunt
sed in Iudo qui morantur
ex his quidam denudantur
quidam ibi vestiuntur
quidam saccis induuntur
ibi nullus timet mortem
sed pro bacho mittunt sortem

Primo pro nummata vini
ex hac bibunt libertini
semel bibunt pro captivis
post hec bibunt ter pro vivis
quater pro christianis cunctis
quinquies pro fidelibus defunctis
sexies pro sororibus vanis
septies pro militibus silvanis

Octies pro fratribus perversis
novies pro monachis dispersis
decies pro navigantibus
undecies pro discordantibus
duodecies pro penitentibus
tredecies pro iter agentibus
tam pro papa quam pro rege
bibunt omnes sine lege

Bibit hera bibit herus
bibit miles bibit clerus
bibit ille bibit illa
bibit servus cum ancilla
bibit velox bibit piger
bibit albus bibit niger
bibit constans bibit vagus
bibit rudis bibit magus

Bibit pauper et egrotus
bibit exul et ignotus
bibit puer bibit canus
bibit presul et decanus
bibit soror bibit frater
bibit anus bibit mater
bibit ista bibit ille
bibunt centum bibunt mille

Parum durant ex nummate
ubi ipsi inmoderate
 bibunt omnes sine meta
quamvis bibant mente leta
sic nos rodunt omnes gentes
 et sic erimus egentes
qui nos rodunt confundantur
et cum iustis non scribantur.

Ascolta la versione originale breve

Ascolta la versione moderna 

(3 Mb da altro sito)

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Di Loredana Morandi (del 15/08/2005 @ 16:46:23, in Indagini, linkato 1607 volte)

Ora per completar l'opera dovrebbero mettere sotto indagine tutti gli uomini del comando di polizia di San Giuseppe Vesuviano, i Carabinieri di San Giuliano e quelli di Terzigno. Perchè? Interrogando le persone del posto si apprende che quando questi uomini sono in borghese, si fermano nei bar per i caffè di fianco ai ricercati. Senza Agire. Realtà vuole che la mafia in Italia la persegua soltanto la Dia, che ovviamente non ce la fa ...

La polizia lo ha bloccato nel vesuviano in casa di un imprenditore grazie alla telefonata dell'amico che chiedeva la ricetta del piatto

Camorra, il boss Fabbrocino tradito dai maccheroni al ragù
Esponente della Nuova famiglia si contrappose a Raffaele Cutolo
Era latitante dallo scorso aprile dopo una condanna all'ergastolo
 
NAPOLI - Tradito dalla gola. Non è stato un pentito ad aiutare gli investigatori a mettere le manette ai polsi del boss latitante Mario Fabbrocino, 63 anni, ma la voglia di gustare per il Ferragosto un piatto di maccheroni al ragù. Infatti, gli uomini della Dia hanno avuto la certezza che il camorrista si nascondeva in un'abitazione di San Giuseppe Vesuviano, nel napoletano, intercettando la telefonata dell'imprenditore che lo ospitava che chiedeva istruzioni precise circa la preparazione della tipica pietanza napoletana da servire nel giorno della Assunta al suo ospite.

E' stato un blitz preparato in cinque ore e portato a termine da una squadra di 25 uomini, alcuni dei quali richiamati precipitosamente da località di villeggiatura. Il boss nel giro di qualche giorno avrebbe potuto cambiare rifugio anche se, come dicono gli investigatori, non si sarebbe mai allontanato dal napoletano.

Fabbrocino, ritenuto negli anni passati uno dei principali avversari di Raffaele Cutolo, il padrino della Nuova Camorra Organizzata, è stato sorpreso in pigiama: era a letto per il riposo pomeridiano. Nell'abitazione - una villa a due piani a poche centinaia di metri dalla sua casa - era in compagnia della moglie e di un figlio. Quando ha visto gli agenti della Dia non ha opposto resistenza e si è lasciato portare via tranquillamente. In manette, per favoreggiamento, è finito anche l'imprenditore, un insospettabile del luogo, che gli aveva aperto le porte della sua casa.

I dettagli dell'operazione sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa dal procuratore capo della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, insieme al procuratore aggiunto Felice Di Persia e dai sostituti Giuseppe Borrelli e Simona Di Monte che hanno coordinato l'irruzione.

Fabbrocino, detto "ò gravunaro" (il carbonaio), era irreperibile da quattro mesi, da quando era stato condannato all'ergastolo dalla Corte di Assise di Appello di Milano per due omicidi, tra cui di Roberto Cutolo, figlio di Raffaele Cutolo, ucciso a Tradate, in provincia di Varese, nel 1991. E' stato uno dei promotori dell'organizzazione "Nuova Famiglia", il cartello criminale che per anni ha fronteggiato l'ascesa della Nuova Camorra Organizzata di Cutolo.

Arrestato nel 1997 in Argentina e successivamente estradato in Italia, Fabbrocino era tornato libero dopo aver scontato una condanna a sette anni per droga. Ma quattro mesi fa si è reso irreperibile. Gli investigatori sospettano che non si mai allontanato dall'area vesuviana, godendo di una vasta rete di appoggi basata sull'omertà.

Ma la sua organizzazione era fortemente radicata sul territorio: in questi mesi, dicono gli investigatori, Fabbrocino avrebbe riavviato l'attività di estorsione, contattando diversi imprenditori della zona vesuviana. Gli uomini della Dia, guidati dal vicequestore Adolfo Grauso, stanno lavorando per accertare la verità sulla scomparsa avvenute nella zona. Sette "lupare bianche" che testimoniano che lo scontro si è riacceso.

(15 agosto 2005)
http://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/cronaca/arrebo/arrebo/arrebo.html

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Di Loredana Morandi (del 26/08/2005 @ 19:15:41, in Osservatorio Famiglia, linkato 1520 volte)

E' accaduto a Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì
Uccide e getta nei rifiuti il figlio appena nato
L'omicidio è stato commesso da una cinese.
La donna sostiene di aver fatto tutto da sola, ma gli inquirenti non le credono

FORLI' - Prima ha ucciso il figlio appena nato, poi l'ha gettato nel cassonetto dei rifiuti fuori casa sua. Protagonista di questa tragica vicenda è una cinese di diciotto anni, residente a Savignano sul Rubicone che è accusata di omicidio volontario e di occultamento di cadavere.
PARTO La giovane extracomunitaria, che adesso si trova nel carcere di Forlì, aveva partorito pochi giorni fa: era stata ricoverato nell'ospedale di Cesena, visto che aveva lamentato una forte emoraggia post parto. Una volta dimessa, è stata interrogata e dopo aver confessato il delitto, è stato arrestata. La giovane ha sostenuto di aver fatto tutto da sola, ma il pubblico ministero Filippo Santangelo ha interrogato altri sette cinesi, vicini alla donna, per capire se la diciottenne sia stata aiutata. La donna sostiene che il piccolo fosse nato nato morto, ma l'autopsia ha invece dimostrato che il neonato era nato il 20 agosto scorso, vivo, robusto e sarebbe morto per cause naturali.
RICOSTRUZIONE Secondo la ricostruzione la donna avrebbe partorito il figlio in una stanza di un appartamento di Fatteo, messo a disposizione dall'albergo dove lavora. In seguito avrebbe messo il piccolo in un sacchetto di plastica, sarebbe tornata a casa e avrebbe gettato il bambino nel cassetto dei rifiuti. Gli inquirenti non credono del tutto a questa ricostruzione perchè le condizioni della donna erano deficitarie e pensano che qualcuno l'abbia aiutata. Ma fino ad esso nessuno nella comunità cinese ha parlato.

Corriere Sera 26 agosto 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/08_Agosto/26/bambino.shtml

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Di Loredana Morandi (del 08/09/2005 @ 13:12:45, in Osservatorio Famiglia, linkato 1541 volte)

Secondo le prime informazioni, il piccolo è stato ucciso davanti al fratello maggiore. Il padre non era in casa. Ucciso un bambino di 4 anni. Per il delitto fermata la madre. E' stata la donna stessa a telefonare alla polizia

BOLZANO - A Merano un bambino di quattro anni è stato ucciso a coltellate. Per il delitto è stata fermata la madre, Christina R., 39 anni, una casalinga di lingua tedesca originaria della zona. E' stata la donna stessa a telefonare alla polizia. Attualmente si trova sotto interrogatorio nei locali del commissariato della città termale altoatesina.

L'omicidio è avvenuto in un appartamento di via Wolkenstein, nei pressi dell'ippodromo di Maia. Il bambino ucciso a Merano sarebbe stato colpito complessivamente da una decina di coltellate. Tre o quattro di queste lo avrebbero colpito al collo, le altre all'addome. L'arma usata dovrebbe essere un coltello da cucina. Sul posto si sono recati il procuratore della repubblica Cuno Tarfusser e il Pm Giancarlo Bramante.

Secondo quanto si è appreso, il bimbo, Julian, sarebbe stato ucciso davanti agli occhi del fratellino più grande. La sorellina più piccola, invece, non era in casa perchè aveva trascorso la notte nell'abitazione di una zia. Al momento del delitto il padre, Fiorenzo Delladio, un tecnico dell'Azienda energetica Meranese, si trovava al lavoro.

Al momento non è ancora possibile fare delle ipotesi sulle cause che hanno portato al delitto. Tutti i vicini di casa descrivono quella dei Delladio una famiglia tranquilla e altrettanto dicono della madre.

(8 settembre 2005)
http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/cronaca/bimbomerano/bimbomerano/bimbomerano.html

Nota: chissà perchè i più efferati delitti familiari avvengono nel nord dell'Italia

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Di Admin (del 10/09/2005 @ 07:44:19, in Magistratura, linkato 1558 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Magistratura Democratica


Cari Amici della TAVOLA DELLA PACE

Magistratura democratica, fedele all'unica interpretazione possibile dell'art. 11 della Costituzione, ha sempre condannato il ricorso alla guerra come metodo per garantire la sicurezza internazionale, così come è ferma nel condannare senza riserve qualunque forma di terrorismo, chiunque ne sia l'autore e qualunque siano le sue motivazioni.

Solo il ripristino di un diritto internzionale che ripudi la guerra, solo il rispetto dei diritti dell'uomo e della donna potranno farci uscire da questa lunga notte di dolore e di morte.

Le ragioni della marcia Perugia Assisi dell'11 settembre 2005, PER LA GIUSTIZIA E LA PACE sono perciò da noi pienamente condivise ed hanno la nostra più convinta adesione.

Roma, 4 settembre 2005

Il Segretario nazionale di Magistratura Democratica
Ignazio Juan Patrone

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Di Loredana Morandi (del 10/09/2005 @ 20:04:25, in Magistratura, linkato 1529 volte)

Spataro: un freno al nostro lavoro

10 Settembre 2005
intervista di Guido Ruotolo per La Stampa

ROMA. Procuratore Spataro, il governo ha varato la proposta di una nuova disciplina sulle intercettazioni. Era un intervento necessario?
«Assolutamente no, salvo alcuni aspetti marginali e tecnici. Mi viene il sospetto che si tratti di un'altra legge ad personam».

Converrà che qualche suo collega in questi anni ha abusato di questo strumento e che i processi attraverso i giornali non devono essere più consentiti?
«Certamente, ma questo avrebbe dovuto determinare interventi unicamente sulla gestione e sul regime della riservatezza dei risultati delle intercettazioni. E invece...».

Salvo lettura del testo definitivo, cosa l'ha colpita di più del disegno di legge governativo?
«Che nasce dopo una vicenda, che ha fatto emergere gravi reati, irregolarità e condotte riprovevoli di un certo sottobosco politico ed economico».

Una vicenda, procuratore aggiunto di Milano, che riguarda il suo ufficio. Con le nuove norme, cosa accadrebbe all'inchiesta sulla scalata all'Antonveneta?
«Se fosse stata in vigore questa nuova disciplina, molte persone del processo milanese non sarebbero state intercettate, e dunque sarebbero rimaste fuori dalle indagini conversazioni comunque utili ai fini della individuazione di reati commessi dai soggetti indagati».

Il presidente Berlusconi ha detto che con la nuova legge finirà un incubo per tutti gli italiani....
«Finirà l'incubo per i criminali, corruttori, manipolatori di ogni specie. A me sembra che l'impostazione complessiva delle modifiche rappresenti un vulnus, una limitazione alle investigazioni che vogliano ottenere buoni risultati».

Faccia qualche esempio concreto.
«Penso alla difficoltà di arrivare a una conclusione per le indagini che riguardano reati gravi come l'omicidio, le rapine, le estorsioni, i reati finanziari, la corruzione, i reati contro la pubblica amministrazione».

Per questi reati, le intercettazioni nei confronti degli indagati si potranno fare al massimo per tre mesi.
«E' incomprensibile questa limitazione, quando la fase delle indagini preliminari può durare da un minimo di sei mesi al massimo di un anno, con possibilità di proroghe in alcuni casi. Quindi, pm e polizia giudiziaria si troveranno a dover scegliere sulla base di criteri meramente occasionali. Su quale base si deciderà di sottoporre un indagato a intercettazioni da marzo a maggio e non da settembre a novembre?».

Non potranno più essere intercettate, salvo nei casi di reati gravi, persone non indagate. Forse si potrebbe essere d'accordo?
«Ricordo che abbiamo proceduto ad arresti di pericolosi criminali e autori di gravi reati intercettando soggetti estranei alle indagini, spesso inconsapevoli dello spessore criminale di coloro che ospitavano».

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Di Loredana Morandi (del 13/09/2005 @ 12:48:11, in Magistratura, linkato 1736 volte)


Verso l'Europa dei diritti
Lo Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia

a cura di Giuliano Amato e Elena Paciotti

Collana "Quaderni di Astrid"
Edizioni "Il Mulino"
pp. 320, € 18,00 - 88-15-10646-4
anno di pubblicazione 2005

Il volume, preceduto da una presentazione di Elena Paciotti, raccoglie gli studi di Giuliano Amato, Giacinto Bisogni, Giuseppe Busia, Giovanni Buttarelli, Francesca Caroccia, Emilio de Capitani, Vito Monetti, Elena Paciotti, Ignazio Juan Patrone, Lorenzo Salazar, Luciano Scagliotti, ed è il prodotto di una riflessione collegiale.

L'eliminazione delle frontiere nell'Unione europea agevola l'esercizio del diritto dei cittadini europei di circolare e soggiornare nel territorio di tutti gli Stati membri. Ma pone anche problemi difficili: può favorire la criminalità, libera di spostare più facilmente i suoi traffici da un paese all'altro sottraendosi alla polizia e alla giustizia, se per queste ultime rimangono insuperabili i confini nazionali; e può aggravare le conseguenze negative di politiche nazionali divergenti in materia di immigrazione e diritto d'asilo. Lo stesso diritto di ogni europeo di stabilirsi in un altro paese dell'Unione sarà effettivo soltanto se anche negli altri paesi gli saranno riconosciuti tutti i diritti che gli sono garantiti nel paese di origine. La costruzione dello Spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia mira a risolvere questi problemi. E' un'impresa ardua e complessa, di grande importanza per tutti gli europei.

Il lettore potrà scoprire, come scrive Giuliano Amato, quanto lo sviluppo di un comune spazio giuridico sia ricco di "rilevantissime potenzialità innovative, che vanno al cuore di problemi fra i più cruciali del nascente costituzionalismo europeo". Ne discendono segnali di speranza e di ottimismo per il futuro sviluppo dell'Unione europea come una vera democrazia sovranazionale.

Astrid, che ha dedicato una parte importante del suo lavoro di ricerca alla Costituzione europea, ha riunito in un gruppo coordinato da Giuliano Amato e Elena Paciotti i maggiori esperti italiani per una serie di riflessioni sulle problematiche della costruzione di un comune spazio giuridico europeo, alla luce del programma multiannuale per lo sviluppo dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia definito dal Consiglio europeo del novembre 2004 (il "programma dell'Aia"). I singoli contributi nascono dunque da un lavoro comune e sono stati collegialmente discussi.

Clicca qui per l'acquisto online 

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Di Loredana Morandi (del 21/09/2005 @ 10:28:55, in Magistratura, linkato 1456 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Magistratura Democratica

La vicenda, riportata nei giorni scorsi dalla stampa, relativa alla denuncia alle autorità cinesi, da parte dei gestori del portale Yahoo, di un giornalista di quel Paese, reo di aver trasmesso via e-mail una circolare governativa ad un collega statunitense, suscita sconcerto e indignazione.
 
I diritti fondamentali non possono essere tali a San Francisco o a Roma ed essere calpestati in Cina, Paese il cui sistema penale si è rivelato, anche in questo caso, brutale e incivile. La libertà di trasmettere, anche per mezzo della posta elettronica, idee e documenti, deve essere garantita qualunque sia il Paese ove la corrispondenza è diretta ovvero da dove essa parte. La libertà di stampa è un bene di tutti e la condanna di un giornalista (a dieci anni di carcere !) per la divulgazione di notizie all'estero suscita orrore.
Yahoo è responsabile esattamente come le autorità ed i giudici della Repubblica popolare cinese per questo ennesimo insulto al diritto.
 
Magistratura democratica inizierà quindi immediatamente le operazioni necessarie per lasciare Yahoo-groups e per passare la sua mailing list emmedi sul proprio sito
www.magistraturademocratica.it 
 
Non si tratta di una questione "tecnica", ma di una decisione politica.
 
Il Segretario nazionale
Ignazio Juan Patrone

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Di Loredana Morandi (del 21/09/2005 @ 19:49:52, in Magistratura, linkato 1441 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’ANM SULLE IMPUGNAZIONI PENALI

La Camera ha approvato un disegno di legge in tema di impugnazioni penali che presenta aspetti preoccupanti.

Il sistema delle impugnazioni è certamente uno dei punti di crisi del processo penale. Incide notevolmente sulla irragionevole durata dei processi e presenta aspetti contraddittori. Esso, quindi, va interamente ripensato, sia con riguardo all’appello che al giudizio di Cassazione, anche nell’ottica di ridurne significativamente l’area di incidenza.

Invece una disposizione del progetto approvato dilata l’area di controllo sulla motivazione delle sentenze penali da parte della Corte di Cassazione che rischia di trasformare la corte da giudice di legittimità in giudice di merito di terzo grado. Con l’effetto di far crescere ulteriormente il numero dei ricorsi per Cassazione e il carico di lavoro di una Corte che già oggi produce un numero di decisioni superiore a quello di qualsiasi altro giudice supremo degli altri Paesi.

Sotto altro profilo, il disegno di legge approvato introduce il divieto di appello da parte del P.M. delle sentenze di assoluzione, al di fuori di un quadro complessivo di riordino del sistema, incidendo pesantemente sui diritti e le aspettative delle vittime dei reati. E’ quindi inaccettabile.

Roma, 21 settembre 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 23/09/2005 @ 14:21:49, in Magistratura, linkato 1448 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

TAVOLA  ROTONDA

Il progetto di riforma della prescrizione.
Quale impatto sulla giustizia penale?
Quali effetti sui processi in corso?

Il Parlamento sta esaminando un disegno di legge in materia di prescrizione dei reati che riduce drasticamente i termini, anche per reati di particolare gravità ed allarme, ed introduce distinzioni di carattere soggettivo finora sconosciute al nostro ordinamento. Č forte il rischio che cresca enormemente il numero di reati estinti per prescrizione, che già oggi è elevatissimo. Saranno moltissimi i processi già in fase di appello o di giudizio di cassazione che non avranno il loro esito naturale – l’assoluzione degli innocenti o l’accertamento di responsabilità dei colpevoli – ma termineranno, contro ogni razionale programmazione del lavoro giudiziario, con pronuncia di estinzione del reato per prescrizione.

Coordina
Ciro Riviezzo, Presidente A.N.M.

Introduce
Carlo Fucci, Vice Presidente A.N.M.

Intervengono
Prof. Franco Cordero, Università di Roma
Prof. Carlo Federico Grosso, Università di Torino
Avv. Ettore Randazzo, presidente Unione Camere Penali
Nello Rossi, Vice Segretario A.N.M.

Conclude
Antonio Patrono, Segretario Generale A.N.M.

Roma  26 settembre 2005, h. 15.30
Hotel Nazionale - Sala Cristallo
Piazza Montecitorio, 131

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