Immagine
 kimono ... Gustav Klimt... di Lunadicarta
 
"
Perché una società del porno commerciale dovrebbe interessarsi ai cartoni animati? Chi è che guarda i cartoni animati alla Tv?

Loredana Morandi
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 27/07/2005 @ 16:54:49, in Giuristi, linkato 1466 volte)

Al Via “Internet Channel”,
Video News Quotidiane di Internet e Tecnologia per Web e Cellulari

Parte da settembre “Internet Channel”, il primo servizio in Italia di video news giornaliere dedicato esclusivamente al mondo di Internet e delle nuove tecnologie

MILANO, 26 luglio 2005 – Internet Channel è il primo video notiziario giornaliero in italiano, dedicato esclusivamente alla Rete, consultabile sia in Internet che sul cellulare.
A proporlo sono StudioCelentano.it (
http://www.studiocelentano.it), storico content provider di web news di numerosi portali italiani e Marco Montemagno, uno dei maggiori esperti di Internet e ideatore del videoblog TgBlog (http://www.tgblog.com).
Punti di forza di Internet Channel sono la pluriennale esperienza e i contenuti forniti da StudioCelentano.it uniti alle competenze e alla  capacita’ comunicativa di Marco Montemagno, volto noto della TV con la trasmissione Sky TG24 Pianeta Internet.
"L'obiettivo e’ quello di fornire un servizio in linea con le nuove possibilita’ del mercato” ha dichiarato Francesco Celentano, editore di StudioCelentano.it.  “Oggi l'informazione, sia su internet sia sui cellulari non e’ piu’ confinabile al solo testo: le video news dedicate al mondo della Rete e della tecnologia sono il modo migliore per tenersi velocemente aggiornati in ogni momento e su qualunque device".
"A fronte di un'importanza di Internet crescente nel panorama dell'informazione, non si e’ avuto ad oggi una corrispondente crescita d'attenzione da parte dei Media" ha concluso Montemagno. "Con Internet Channel vogliamo mettere a disposizione di tutti gli utenti le ultime novita’ del Web in modo rapido e comprensibile".
Il servizio, offerto per portali e providers da settembre, sara’ caratterizzato da un approccio grassroots, aperto ai contributi degli utenti che potranno segnalare notizie, video e immagini tramite un blog dedicato.

StudioCelentano.it
http://www.studiocelentano.it
Media & Communications Manager

Marco Montemagno
http://montemagno.typepad.com
http://www.tgblog.com

Con un sincero in bocca al lupo a Francesco Celentano...

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 27/07/2005 @ 16:57:35, in Sindacato, linkato 1635 volte)

Anche se ormai è fatta....

Aderiamo tutti all'appello di Pierluigi Franz a Ciampi perchè non firmi la legge sulla riforma della giustizia E' necessario appoggiare con la nostra firma l'appello di Pierluigi Franz al presidente Ciampi, perchè non promulghi la legge che riforma la giustizia.Sono norme liberticide che limitano la libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati.
Presidente Ciampi, per favore, non metta la sua firma sotto quella legge.

Caro Pierluigi,
noi aderiamo con convinzione al tuo appello e invitiamo tutti quelli che hanno a cuore la libertà di stampa ad aderirvi:

Valentina Agostinis - Darp/Rcs
Massimo Alberizzi - Corriere della Sera - Consigliere Nazionale FNSI
Isabella Balena - Fotografa freelance
Amelia Beltramini - Focus
Antonio Brindisi – Giornalista Indipendente
Giorgia Cardini - L'Adige - Comitato di Redazione
Anna Costantini - Freelance - Consigliere della Romana
Lino De Mattis - Quotidiano di Lecce
Luisa Espanet - Freelance
Gianvittorio Fedele - Cinque Giorni
Roberto Ferrarese Della Rovere – Pensionato del Corriere della Sera 
Simona Fossati - Freelance - Consigliere della Lombarda
Gian Paolo Locatelli - Collaboratore de Il Giorno
Alessandra Lombardi - Freelance
Mimmo Lombezzi - Mediaset
Fulvio Mazza - Freelance
Nicoletta Morabito - Freelance - Consigliere della Lombarda
Pino Nicotri - L'Espresso - Consigliere generale Ingi
Stefano Panzeri - Freelance
Olga Piscitelli - LeG - Consigliere della Lombarda
Zenone Sovilla - L'Adige - Consigliere Nazionale FNSI
Alessandro Tognarini - Freelance

QUESTO IL TESTO INTEGRALE DELL'APPELLO DI PIERLUIGI FRANZ AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Forti preoccupazioni nel mondo giornalistico: tagliate le "fonti" dei cronisti
di Pierluigi Roesler Franz:

APPELLO A CIAMPI:
PRESIDENTE, NON FIRMI LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
......................

Mittente:
Dott. Pierluigi Roesler Franz
Giornalista de "La STAMPA" - Redazione romana
uff. Via Barberini 50 - 00187 ROMA

URGENTE
AL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
S.E. Dott. CARLO AZEGLIO CIAMPI
PALAZZO DEL QUIRINALE
ROMA

Roma, 21 luglio 2005
 
Illustre Signor Presidente,
sono un giornalista della redazione romana de "La Stampa" di Torino e consigliere nazionale della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), sindacato unitario dei giornalisti.
 
Mi permetto disturbarLa per segnalarLe, nella Sua duplice veste di Supremo Garante della Costituzione e di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, quella che nella nostra categoria viene comunemente ritenuta una possibile grave violazione della libertà di stampa, sancita dall'articolo 21 della Costituzione, contenuta nel disegno di legge n. C.4636-BIS-D, riguardante la riforma dell'ordinamento giudiziario, approvato ieri pomeriggio dalla Camera dei Deputati con il voto di fiducia chiesto dal Governo Berlusconi.

E' questa la prima volta nella storia parlamentare del nostro Paese che un provvedimento già votato a Montecitorio con il voto di fiducia e da Lei rispedito alle Camere con messaggio motivato del 16 dicembre scorso viene di nuovo approvato con il voto di fiducia a Montecitorio. Siamo quindi di fronte ad un caso eccezionale, che come tale dovrebbe essere trattato.

Le segnalo che nella Sua recente audizione alla Commissione Giustizia della Camera l'ex Presidente della Corte Costituzionale professor Leopoldo Elia ha sostenuto che sia in astratto possibile al Capo dello Stato - anche se la dottrina è minoritaria - rispedire per una seconda volta alle Camere un disegno di legge per il quale sia stato già esercitato quanto previsto dall'articolo 74, primo comma, della Costituzione (v. l'intervento del relatore on. Francesco Nitto Palma nell'Assemblea di Montecitorio del 18 luglio 2005, riportato nel resoconto stenografico della seduta n. 657 a pag. 4, ultimo capoverso, e a pag. 5, 1° capoverso).

Non essendoLe quindi formalmente precluso un Suo nuovo autorevole intervento, ex art. 74 della Costituzione, mi permetto di sintetizzarLe i punti di possibile illegittimità costituzionale del disegno di legge n. 4636 BIS-D approvato ieri dalla Camera.

Innanzitutto il Parlamento non ha tenuto assolutamente conto di quanto indicato in fondo al Suo messaggio del 16 dicembre 2004 laddove giustamente sottolineava che: "Con l'occasione ritengo opportuno rilevare quanto l'analisi del testo sia resa difficile dal fatto che le disposizioni in esso contenute sono condensate in due soli articoli, il secondo dei quali consta di 49 commi ed occupa 38 delle 40 pagine di cui si compone il messaggio legislativo. A tale proposito, ritengo che questa possa essere la sede propria per richiamare l'attenzione del Parlamento su un modo di legiferare - invalso da tempo - che non appare coerente con la ratio delle norme costituzionali che disciplinano il procedimento legislativo e, segnatamente, con l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata “articolo per articolo e con votazione finale“.

Ebbene il disegno di legge n. 4636 BIS-D si compone sempre di 2 soli articoli in 40 pagine e il secondo articolo consta di 48 commi, cioé solo 1 comma in meno del vecchio testo!

In secondo luogo per quanto riguarda l'attività dei giornalisti sono in ballo, con questa “riforma” - come hanno con forza evidenziato la Fnsi, l'Unci (Unione nazionale cronisti italiani) e il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia Franco Abruzzo - le loro libertà fondamentali di mediatori tra i fatti e la gente. Le fonti vengono ridotte drasticamente. In pratica, il testo approvato dalla Camera afferma l'esatto contrario di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 105 del 1972, secondo cui: “L'interesse generale all'informazione, anch'esso indirettamente protetto dall'articolo 21 della Costituzione, implica, in un regime di libera democrazia, pluralità di fonti d'informazione, libero accesso alle medesime, assenza di ingiustificati ostacoli legali, anche temporali, alla circolazione delle notizie e delle idee”.  Questo principio totalmente calpestato dalla  “riforma”.

Suscitano, infatti, pesanti perplessità di profilo costituzionale una serie di passaggi del disegno di legge, che riguardano i rapporti Stampa-Magistrati delle Procure della Repubblica. Il Governo viene, infatti, delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della  legge, uno o più decreti legislativi.  Nell'attuazione della delega il Governo  dovrà “…prevedere che il Procuratore della Repubblica tenga personalmente, o tramite magistrato appositamente delegato, i rapporti con gli organi di informazione e che tutte le informazioni sulle attività dell'ufficio vengano attribuite impersonalmente allo stesso; (dovrà, inoltre,) prevedere che il Procuratore della Repubblica segnali obbligatoriamente al Consiglio giudiziario, ai fini di quanto previsto al comma 3, lettera r), numero 3), i comportamenti dei magistrati del proprio ufficio che siano in contrasto con la disposizione di cui sopra”.

L’articolo 21, 2° comma, della Costituzione disegna una professione giornalistica libera, non soggetta ad autorizzazioni e censure. Il ruolo “monopolista” assegnato dalla nuova legge ai Procuratori della Repubblica  contrasta con questi principi. I giornali saranno, forse, costretti a pubblicare soltanto quel che dice il Procuratore capo della Repubblica? Che accadrà se i giornali pubblicheranno notizie giudiziarie fuori dal canale ufficiale? Si apriranno inchieste a caccia del magistrato troppo loquace?  Le notizie giudiziarie non possono essere centralizzate. Altrimenti, da un' informazione reticente, vengono lesi i diritti dei cittadini ad essere correttamente informati e a conoscere quel che accade nei Palazzacci. Inoltre tutte le informazioni sulle attività dell'ufficio del Pm dovranno essere attribuite impersonalmente allo stesso Ufficio. Ma significa, forse, che i giornali dovranno censurare i nomi dei giudici che si occupano delle singole inchieste? E se ciò non dovesse accadere?

A loro volta i magistrati verranno messi sotto tutela e imbavagliati.
In  particolare saranno vietati:

1) "i comportamenti che determinano la divulgazione di atti del procedimento coperti dal segreto o di cui sia previsto il divieto di pubblicazione";

2) "la violazione del dovere di riservatezza sugli affari in corso di trattazione o sugli affari definiti quando è idonea a ledere diritti altrui";

3) "pubbliche dichiarazioni o interviste che sotto qualsiasi profilo riguardino i soggetti a qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in corso di trattazione e che non siano stati definiti con sentenza passata in giudicato";

4) "il tenere rapporti in relazione all'attività del proprio ufficio con gli organi di informazione";

5) "il sollecitare la pubblicità di notizie attinenti alla propria attività di ufficio";

6) "il costituire e l'utilizzare canali informativi riservati o privilegiati";

7) "il rilasciare dichiarazioni e interviste in violazione dei criteri di equilibrio e di misura".

I PUNTI DEL PROVVEDIMENTO CHE IL PARLAMENTO DOVREBBE CORREGGERE PER PRESUNTA VIOLAZIONE DELL'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE SONO CONTENUTI NELLE SEGUENTI PAGINE DEL DISEGNO DI LEGGE C.4636-BIS-D:

Pag. 38 - art. 2, 3° comma, lettera R punto 3:

"Nell'attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c ("Il Governo é delegato ad adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l'osservanza dei principi e dei criteri direttivi di cui all'articolo 2, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, uno o più decreti legislativi diretti a disciplinare la composizione, le competenze e la durata in carica dei consigli giudiziari, nonché istituire il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione"), il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi":

"prevedere che al consiglio giudiziario vengano attribuite le seguenti competenze: ... vigilanza sul comportamento dei magistrati con obbligo di segnalare i fatti rilevanti ai titolari dell'azione disciplinare";

Pag. 41 - Art. 2,  4° comma, lettera F:
"Nell'attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d ("Il Governo é delegato ad adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l'osservanza dei principi e dei criteri direttivi di cui all'articolo 2, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, uno o più decreti legislativi diretti a riorganizzare l'ufficio del pubblico ministero"), il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:

"prevedere che il Procuratore della Repubblica tenga personalmente, o tramite magistrato appositamente delegato, i rapporti con gli organi di informazione e che tutte le informazioni sulle attività dell'ufficio vengano attribuite impersonalmente allo stesso; prevedere che il Procuratore della Repubblica segnali obbligatoriamente al consiglio giudiziario, ai fini di quanto previsto al comma 3 lettera r, numero 3, i comportamenti dei magistrati del proprio ufficio che siano in contrasto con la disposizione di cui sopra";

Pag. 44 in fondo + pag. 45 in alto - Art. 2,  6° comma, lettera c punti 5, 6 e 8:
"Nell'attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 1,  lettera f ("Il Governo é delegato ad adottare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l'osservanza dei principi e dei criteri direttivi di cui all'articolo 2, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, uno o più decreti legislativi diretti a individuare le fattispecie tipiche di illecito disciplinare dei magistrati, le relative sanzioni e la procedura per la loro applicazione, nonchè modificare la disciplina in tema di incompatibilità, dispensa dal servizio e trasferimento d'ufficio"), il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi":

"salvo quanto previsto dal numero 11 ("fermo quanto previsto dai numeri 3, 7 e 9, non può dar luogo a responsabilità disciplinare l'attività di interpretazione di norme di diritto in conformità all'articolo 12 delle disposizioni sulla legge in generale") prevedere che costituiscano illeciti disciplinari nell'esercizio delle funzioni":

"i comportamenti che determinano la divulgazione di atti del procedimento coperti dal segreto o di cui sia previsto il divieto di pubblicazione, nonchè la violazione del dovere di riservatezza sugli affari in corso di trattazione o sugli affari definiti, quando è idonea a ledere diritti altrui; pubbliche dichiarazioni o interviste che sotto qualsiasi profilo riguardino i soggetti a qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in corso di trattazione e che non siano stati definiti con sentenza passata in giudicato";

"il tenere rapporti in relazione all'attività del proprio ufficio con gli organi di informazione al di fuori delle modalità previste al comma 4, lettera f; il sollecitare la pubblicità di notizie attinenti alla propria attività di ufficio ovvero il costituire e l'utilizzare canali informativi riservati o privilegiati; il rilasciare dichiarazioni e interviste in violazione dei criteri di equilibrio e di misura";

"l'omissione, da parte del dirigente l'ufficio o del presidente di una sezione o di un collegio, della comunicazione agli organi competenti di fati che possono costituire illeciti disciplinari compiuti da magistrati dell'ufficio, della sezione o del collegio".

Durante il dibattito alla Camera sono state presentate ben 4 distinte ipotesi di incostituzionalità di norme contenute nel disegno di legge n. C. 4636-BIS-D, poi assorbite per effetto del voto di fiducia.

Mi permetto, però, di evidenziare quella che a mio parere appare la più macroscopica. Si tratta del nuovo comma 45 dell'art. 2 inserito per la prima volta al Senato il 28 giugno 2005. Tale disposizione - che modifica sul punto il precedente testo votato un anno fa dalle Camere - appare "ictu oculi" incostituzionale, tanto è assurda, e quindi irragionevole e irrazionale con conseguente presunta
violazione dell'art. 3 della Costituzione, perché è stato calcolato che oltre la metà dei giudici italiani non potrà più partecipare ai concorsi per incarichi direttivi. Difatti, la nuova normativa si applica su tutti i concorsi aperti anche da anni e sulle domande dei magistrati non ancora definite. Ma questa retroattività appare irragionevole, irrazionale e gravemente discriminatoria. E’ quindi evidente che contro l’eventuale bocciatura di queste legittime domande da parte del Csm fioccheranno ricorsi ai Tar per far trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale.

Peraltro appare anche censurabile la tecnica legislativa usata nella formulazione del testo, perché anzichè indicare direttamente i nuovi limiti massimi di età per poter accedere ad importanti incarichi (non più di 68 anni per presidenti o Pg di Cassazione e non più di 66 anni per presidenti di tribunali e corti d’appello e per i pm e pg), si fa riferimento all'articolo 5 del regio decreto n. 511 del 1946 sulle guarentigie della magistratura, che prevede che “tutti i magistrati sono collocati a riposo al compimento del 70esimo anno di età” senza però tener conto delle due successive norme, cioé il decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 503, art. 16, 1° comma, e la legge 27 dicembre 2002 n. 289, art. 34, comma 12, che hanno di fatto elevato l'età pensionabile dei magistrati da 70, rispettivamente a 72 e 75 anni).

Inizialmente il decreto legge 1° febbraio 1992, n. 46, aveva previsto che il collocamento a riposo poteva essere spostato al compimento dei 72 anni, previo consenso del magistrato interessato. Il Consiglio, su richiesta del Ministro, con delibera 19 febbraio 1992, aveva espresso un articolato parere negativo. Il decreto legge era stato abrogato con il successivo d.l. n. 205 del 1992, il quale recependo le proposte del Consiglio, aveva disposto che i magistrati trattenuti in servizio dopo il compimento del settantesimo anno potevano esercitare funzioni giurisdizionali soltanto in uffici collegiali, con possibilità di assumere, ove occorra, la presidenza nei relativi collegi, salva la possibilità di una prorogatio limitata al massimo a sei mesi, fino alla presa di possesso del nuovo dirigente. Il primo presidente della Corte di Cassazione, se trattenuto in servizio, poteva essere designato a presiedere, in sostituzione del primo presidente in carica, i collegi delle sezioni unite civili e penali. Tale decreto legge era decaduto per mancata conversione, ma le norme erano state riproposte con decreto legge del 30 aprile 1992, n. 275, sulle quali, con delibera 11 giugno 1992, il Consiglio aveva espresso parere parzialmente negativo (per l’utilizzazione della decretazione d’urgenza e per la mancata estensione del divieto di trattenimento in servizio nell’esercizio di funzioni semidirettive). Anche questo decreto legge non è stato convertito.

Infine, in adempimento della delega conferita con la legge 23 ottobre 1992, n. 421, avente ad oggetto la razionalizzazione e la revisione della disciplina in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale, con l’art. 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, recante norme per il riordinamento del sistema previdenziale dei lavoratori privati e pubblici, è stata riconosciuta a tutti i dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici, la facoltà di permanere in servizio per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti.

Il decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 503, art. 16, c. 1, prevede che “è in facoltà dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici di permanere in servizio … per un periodo massimo di un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti”. La norma è applicabile anche ai magistrati (si veda la risoluzione adottata dal Consiglio Superiore della Magistratura il 14 gennaio 1993) e consente agli stessi di permanere in servizio oltre il raggiungimento del 70esimo anno di età.

Per l’applicazione di tale disciplina generale ai magistrati, in mancanza di norme transitorie, il Consiglio ha emanato le circolari 14 gennaio 1993 e 24 febbraio 1994.

A sua volta la legge 27 dicembre 2002 n. 289, art. 34, comma 12 (pubblicata nel Supplemento ordinario n. 240 alla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 Dicembre 2002) ha inserito nell'art. 16 del d.lgs. n. 503 del 1992, dopo il primo comma, il comma 1 bis, il quale prevede che “per le categorie di personale di cui all'art. 1 della legge 19 febbraio 1981 n. 27, la facoltà di cui al comma 1 è estesa sino al compimento del 75esimo anno di età”. Considerato che tra le categorie di cui all'art. 1 della detta legge n. 27 del 1981 sono ricompresi i magistrati ordinari, deve ritenersi che per i medesimi la facoltà di prolungare il rapporto di servizio è estesa fino al raggiungimento del 75esimo anno di età. Ebbene prima di quest'ultimo provvedimento legislativo il Csm si era pronunciato esprimendo parere negativo nell'Assemblea del 6 novembre 2002 (n.b. l'originaria disposizione oggetto del parere  era contenuta nell'articolo 21, 10° comma, del disegno di legge 3200/C recante «disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Stato – Legge finanziaria 2003»).

Il numero dei magistrati che hanno chiesto di essere trattenuti in servizio dopo il compimento del settantesimo anno d’età dal 1992 al 22 ottobre 2002 è di 783, 337 dei quali titolari di uffici direttivi (pari al 43 % ) e 330 di funzioni semidirettive (pari al 42%).

Maggiori particolari sono ricavabili dai sottoindicati siti internet:
http://www.fnsi.it/
http://www.senzabavaglio.info/
http://www.articolo21.info/
http://www.odg.mi.it/
http://www.francoabruzzo.it/

Augurandomi di essere stato sufficientemente chiaro e scusandomi per il disturbo, La ringrazio per la cortese attenzione e Le invio i miei più deferenti saluti.

Pierluigi Roesler Franz

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/07/2005 @ 16:30:24, in Magistratura, linkato 1718 volte)

MAGISTRATURA DEMOCRATICA 


 
Ieri il Senato ha approvato il ddl ex-Cirielli.
 
Md si era già espressa su questo testo con un suo analitico documento di qualche mese or sono, che trovate sul nostro sito
www.magistraturademocratica.it e sul n. 1/2005 di Questione giustizia, a pag. 211; non si tratta, come ben sapete, solo di un ddl scritto per regalare l'impunità, a processi in corso, ad alcuni imputati eccellenti.
Siamo infatti di fronte allo stravolgimento del nostro sistema penale, alla pratica istituzionalizzata del diritto diseguale, a misure che causeranno ulteriori danni ad una giustizia in crisi; non lo diciamo solo noi; lo hanno scritto i professori di diritto penale delle nostre università e in calce troverete il loro appello, rimasto come sempre inascoltato.
 
Sempre ieri è stato pubblicato il decreto-legge Pisanu che dovrebbe contrastare il terrorismo internazionale;
nel testo sin qui diffuso (ieri sera, mentre la discussione era già in corso in Commissione, sul sito del Parlamento il testo ufficiale non era ancora reperibile in rete !) oltre ad una serie di misure di scarso se non scarsissimo peso ed al consueto disordinato inasprimento di alcune pene e della condizione degli stranieri, si prevedono anche limitazioni alla possibilità di delegare la polizia giudiziaria per le notifiche degli atti del procedimento penale; 
intendiamoci bene; è chiaro che la polizia giudiziaria dovrebbe essere utilizzata per compiti di istituto e che le notificazioni dovrebbero, di regola, essere effettuate dagli ufficiali giudiziari; ma allora gli ufficiali giudiziari dovrebbero esserci ed occorrerebbe prevedere un sistema nel quale vi sia un minor numero di atti da notificare;
anche in questo caso però della efficienza della giustizia al Governo ed alla maggioranza non importa nulla; la parola d'ordine è: "arrangiatevi".
 
Il decreto legge prevede anche il prelievo coattivo di "materiale biologico dal cavo orale" dell'indagato da parte della polizia giudiziaria previa autorizzazione scritta, oppure verbale, del PM; tale disposizione appare illegittima alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 238 del 1996, perlomeno sotto il profilo della genericità delle ipotesi in cui tale attività -indubbiamente restrittiva della libertà personale- potrà essere compiuta; ma pare proprio che di tale precedente non si sia tenuto alcun conto.
 
Il decreto poi riscrive la definizione di terrorismo ai fini della applicazione della legge penale, dandone una qualificazione tanto lata da apparire applicabile ad una serie non previamente determinabile di condotte; una norma sulla quale dovremo ritornare ma che sembra dettata al solo scopo di impedire in futuro sentenze non gradite quali quelle del Gup di Milano. E' il diritto penale del nemico, ne più ne meno.
 
Infine -ma sul punto la confusione dei lavori parlamentari è assoluta, tra emendamenti presentati e poi stralciati- sembra che si vogliano affidare in via permanente alle forse armate compiti di polizia giudiziaria; si introduce lo stato di assedio insomma, o giù di lì.
 
Il tutto sta avvenendo a tappe forzate, senza una vera discussione in Parlamento e nel Paese. Si resta senza parole, è la sconfitta della ragione: una brutta giornata per il diritto e la giustizia.
 
Il segretario nazionale
Ignazio Patrone

 
APPELLO CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE IN MATERIA DI PRESCRIZIONE

I sottoscritti, professori di diritto penale, richiamano l'attenzione sul Disegno di legge n. 3247, attualmente all'esame del Senato, che comporta  l'abbreviazione dei tempi per la prescrizione di ampie classi di reati, segnalando che, se diventasse legge, abolirebbe di fatto norme incriminatrici di gravissimi delitti, avrebbe sicuri effetti criminogeni e, sotto svariati profili, violerebbe il principio di eguaglianza/ragionevolezza sancito dall'art. 3 Cost.

Com'è noto, già oggi l'estinzione dei reati per prescrizione è un'allarmante patologia del sistema penale italiano. Nel 1999 erano caduti in prescrizione circa 113 mila reati; con un crescendo impressionante si è passati a 123 mila nel 2001, 151.000 nel 2002, 183 mila nel 2003; secondo le previsioni ministeriali, si arriverà a 210.000 nel 2004.

Tra i giuristi divergono le opinioni non sul bisogno di una cura, ma solo sulla scelta della cura più appropriata per arginare una così devastante patologia. Saremmo tornati a discutere sul 'che fare?' nel marzo e nell'ottobre di quest'anno, in occasione di congressi già programmati. Purtroppo oggi ci troviamo di fronte ad un progetto che, accelerando la prescrizione dei reati, si muove in senso diametralmente opposto a quello auspicato da tutti.
Per effetto della approvazione della legge diventerebbero sostanzialmente inapplicabili norme incriminatrici di gravi reati. Delitti puniti con la reclusione sino a cinque o  sei anni - come, ad esempio, la corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, l'usura, il furto in abitazione, l'omicidio colposo, gran parte dei reati di sfruttamento della prostituzione, dei reati tributari  e del contrabbando legato alla criminalità organizzata - oggi si prescrivono in 15 anni (in presenza di atti interruttivi): in base al progetto si prescriverebbero invece in soli 7 anni e mezzo (in presenza di atti interruttivi), incrementandosi a dismisura il numero dei reati destinati a morire per prescrizione.
Un codice penale così riformato avrebbe addirittura un effetto criminogeno: la consapevolezza dell'impunità per effetto della prescrizione si tradurrebbe in una sorta di istigazione a delinquere. Il disegno di legge, dunque, anziché curare il cancro della prescrizione, ne causerebbe la metastasi.

Non solo. Il disegno di legge all'esame del Senato presenta nel suo complesso gravi e manifesti vizi di illegittimità costituzionale, per violazione del principio di ragionevolezza sancito dall'art. 3 Cost.: vizi rilevabili già nella fase della promulgazione di una legge che recepisse i contenuti di quel progetto.
Il primo, e più macroscopico, profilo di irragionevolezza del disegno di legge emerge dalla considerazione dei suoi effetti: è irragionevole che il legislatore minacci cinque o sei anni di reclusione, e al contempo garantisca a chi si accinge a delinquere che quella minaccia cadrà nel vuoto, perché il reato da lui commesso cadrà in prescrizione.
Un ulteriore profilo di irragionevolezza del disegno di legge risiede nella scelta di accomunare le cause di interruzione e di sospensione della prescrizione, disponendo che "in nessun caso la sospensione e l'interruzione della prescrizione, anche congiuntamente considerate, possono comportare l'aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere" (art. 6 n. 5). L'irragionevolezza è manifesta, poiché l'interruzione e la sospensione rispondono a logiche del tutto diverse: l'interruzione è espressione del perdurante interesse dell'autorità giudiziaria a reprimere il reato; la sospensione, all'opposto, è espressione della forzata inattività dell'autorità giudiziaria, che per poter compiere ulteriori atti processuali deve attendere determinazioni o provvedimenti di altre autorità o il venir meno di impedimenti delle parti o dei loro difensori.

I firmatari di questo documento esprimono, in conclusione, la loro profonda preoccupazione per i dirompenti effetti che la progettata legge produrrebbe sulla convivenza civile e sul funzionamento della giustizia penale. Nel contempo riaffermano il proposito di riprendere la strada verso una riforma che sia in grado di arginare la grave patologia della prescrizione, riconsegnando al diritto penale la sua imprescindibile efficacia ed effettività.

GIULIANO VASSALLI (professore emerito Univ. Roma 'La Sapienza'); ALBERTO CRESPI (professore emerito Univ. Milano Statale); CESARE PEDRAZZI (professore emerito Univ. Milano Bocconi); GIORGIO MARINUCCI (Univ. Milano Statale); FEDERICO STELLA (Univ. Milano Cattolica); FERRANDO MANTOVANI (Univ. Firenze); ALBERTO ALESSANDRI (Univ. Milano Bocconi ); FRANCESCO ANGIONI (Univ. Sassari); GIULIANO BALBI (Univ. Napoli II); ARMANDO BARTULLI (Univ. Milano Cattolica); ALESSANDRO BERNARDI (Univ. Ferrara); MARTA BERTOLINO (Univ. Milano Bicocca); DAVID BRUNELLI (Univ. Perugia);  MAURO CATENACCI (Univ. Teramo); STEFANO CANESTRARI (Univ. Bologna); GIOVANNI COCCO (Univ. Cagliari); GENNARO VITTORIO DE FRANCESCO  (Univ. Napoli II); GIOVANNANGELO DE FRANCESCO (Univ. Pisa); MARIAVALERIA DEL TUFO  (Univ. Napoli Suor Orsola Benincasa); CRISTINA DE MAGLIE (Univ. Pavia); GIANCARLO DE VERO (Univ. Messina); EMILIO DOLCINI (Univ. Milano Statale); LUCIANO EUSEBI (Univ. Cattolica Piacenza); GIOVANNI FIANDACA (Univ. Palermo);  CARLO FIORE (Univ. Napoli Federico II); GIOVANNI FLORA (Univ. Firenze); LUIGI FOFFANI (Univ. Trento); LUIGI FORNARI (Univ. Catanzaro); GABRIELE FORNASARI (Univ. Trento); GABRIO FORTI (Univ. Milano Cattolica); SERGIO MOCCIA (Univ. Napoli Federico II); VITO MORMANDO (Univ. Bari); FRANCESCO PALAZZO (Univ. Firenze); CARLENRICO PALIERO (Univ. Milano Statale); MICHELE PAPA (Univ. Firenze); MARCO PELISSERO (Univ. Alessandria); CARLO PIERGALLINI (Univ. Macerata); PAOLO PISA (Univ. Genova); SALVATORE PROSDOCIMI (Univ. Brescia); DOMENICO PULITANO' (Univ. Milano Bicocca); MARIO ROMANO (Univ. Milano Cattolica); SERGIO SEMINARA (Univ. Pavia); PLACIDO SIRACUSANO (Univ. Messina); GIUSEPPE SPAGNOLO (Univ. Bari); FRANCESCO VIGANO' (Univ. Milano Statale); SERGIO VINCIGUERRA (Univ. Torino); MARIO ZANCHETTI (Univ. Castellanza); GIAMMARCO AZZALI (Univ. Bari Jean Monnet); CARLO BENUSSI (Univ. Milano Statale); GIOVANNI CERQUETTI (Univ. Perugia); STEFANO FIORE (Univ. Campobasso); SILVIA LARIZZA  (Univ. Pavia); MARCO MANTOVANI (Univ. Macerata); ENRICO MEZZETTI (Univ. Teramo); CLAUDIA PECORELLA (Univ. Milano Bicocca); DAVIDE PETRINI (Univ. Torino); FRANCESCO SCHIAFFO (Univ. Salerno); STEFANO TORRACA (Univ. Campobasso); CARLO RUGA RIVA (Univ. Milano Bicocca).

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 29/07/2005 @ 16:51:27, in Magistratura, linkato 1505 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’A.N.M. sulla legge ex Cirielli

L’A.N.M. rileva che il tormentato iter del disegno di legge che riscrive la disciplina della prescrizione sta mettendo in luce le gravi incongruenze e le contraddizioni della normativa che si vuole introdurre.

Le nuove regole - dirette a ridurre per la quasi totalità dei reati i termini di prescrizione - sono sganciate da ogni intervento di semplificazione e di accelerazione del processo penale ed avranno perciò solo l’effetto di moltiplicare il numero, già oggi elevatissimo, di processi penali che si chiudono con una dichiarazione di estinzione del reato; con un immenso spreco di energie individuali e di risorse economiche e lasciando impuniti autori di gravi ed allarmanti reati, in contrasto con il dichiarato fine di tutela della sicurezza dei cittadini.

Inoltre, il d.d.l. all’esame del Parlamento opera pesantissimi interventi su processi in corso, alcuni dei quali giunti ormai alla fase conclusiva sottraendo al definitivo accertamento di responsabilità  anche imputati già raggiunti da due conformi sentenze di condanna.

Infine, si introduce – per la prima volta nel nostro ordinamento e in contrasto con la ratio dell’istituto della prescrizione – una differenziazione dei termini di prescrizione su base soggettiva, attraverso la previsione di termini via via crescenti per le diverse categorie di recidivi.

Roma, 28 luglio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 29/07/2005 @ 17:05:37, in Magistratura, linkato 1445 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’A.N.M. sul decreto-legge antiterrorismo

Il decreto legge n. 144 del 2005 recante “misure urgenti per il contrasto al terrorismo internazionale” contiene norme che dovranno costituire oggetto di approfondito esame, sia per gli aspetti giuridici che di funzionalità. L’A.N.M. si limita, perciò, in questa sede ad intervenire solo su alcuni punti di immediato rilievo pratico.

P.G. e notificazioni

Si comprendono le ragioni addotte a fondamento della sottrazione del personale di polizia giudiziaria ai compiti di notifica, di partecipazione alle udienze in veste di P.M. ed agli adempimenti propri del processo innanzi al giudice di pace; ma occorre avere consapevolezza che le nuove disposizioni provocheranno gravi problemi di funzionalità all’attività giudiziaria, per cui andrebbero previsti meccanismi compensativi da attuare con la destinazione di altro personale quanto meno ai compiti di notifica.

Intercettazioni preventive

In ordine alle “nuove” intercettazioni preventive introdotte dall’articolo 4 del decreto-legge, non risulta rispettato il modello  collaudato dell’art. 226 disp. coord. c.p.p., ed infatti:

o   per indicare le condizioni giustificatici del ricorso alle intercettazioni preventive, si utilizza la formula di carattere generale “prevenzione di attività terroristiche o di eversione dell’ordinamento costituzionale”, mentre sarebbe corretto replicare il paradigma del citato articolo 226 che collega le intercettazioni alla “acquisizione di notizie” concernenti la prevenzione di particolari e specifiche categorie di delitti;

o   non viene chiarito esplicitamente che anche alle nuove intercettazioni preventive si applicano i termini e le procedure che l’art. 226 fissa precisamente;

o   si individua, quale organo deputato ad autorizzare le suddette intercettazioni, il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, mentre l’autorità giudiziaria più idonea sul piano funzionale è costituita dai Procuratori distrettuali, in conformità al modello di cui al richiamato articolo.

Roma, 28 luglio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

Nota: il comunicato della Giunta A.N.M. e il testo del DL 144/2005 sono pubblicati anche qui: http://www.siatec.net/bloggersperlapace/print.php?sid=1070

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2005 @ 11:57:00, in Politica, linkato 1505 volte)

Intervista a Ciro Riviezzo

di Luigi Ferrarella
Corriere Sera 31 luglio 2005.

«Il mio appello: nessun rapporto con i potenti» Riviezzo, presidente dei magistrati: lontani da politica e affari o perdiamo credibilità

MILANO - «Sarebbe buona regola che, appena qualcuno gli parla di un'indagine in corso, il magistrato neppure accettasse di interloquire. Anche per evitare che qualsiasi sua risposta possa essere male interpretata o comunque utilizzata all'esterno». Ciro Riviezzo è il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, di cui il giudice Francesco Castellano è stato anni fa vicepresidente. Cosa le suggeriscono i contatti tra un giudice e un banchiere?
«Come metodo non ritengo, e vorrei che tutti facessero altrettanto, di potermi esprimere su indagini in corso, né sono certo io a poter sindacare la correttezza di uno specifico comportamento. Nell'interesse della credibilità dell'intera categoria, oltre che del singolo magistrato, mi auguro che nella massima trasparenza siano svolti tutti gli accertamenti».
Ma oltre agli atti dovuti?
«Il parametro di riferimento che ci siamo dati è l'articolo 8 del nostro codice deontologico: per essere credibile un magistrato deve evitare qualsiasi coinvolgimento in centri di potere partitici o affaristici che possano condizionare l'esercizio delle sue funzioni o comunque appannarne l'immagine. Il valore dell'agire del magistrato anche nella società civile (convegni, università, interventi scritti) va distinto da quanto come Anm abbiamo sempre avversato: l'esistenza di rapporti occulti con politica ed economia, condizionanti per il magistrato e peraltro molto più pericolosi di altri rapporti invece palesi».
Parla dei magistrati in politica?
«Vedo talvolta collegare i due aspetti. Ma non se ne può fare una strumentalizzazione, toghe in politica ce ne sono in tutti gli schieramenti; e per ora la legge lo consente. Nessuno nasconde esista anche un problema di opportunità, lasciato al vaglio dell'elettorato ma del quale sarebbe bene si facesse carico anche chi si vuole candidare. L'Anm è chiara: auspichiamo regole più rigorose, siamo favorevoli al disegno di legge (più restrittivo) che è in Parlamento, e in questo senso va già una disposizione del Csm».
A dominare le vicende di questi giorni sono le lealtà incrociate politici-imprenditori-controllori pubblici.
«Ho letto Sergio Romano trarre sul Corriere la sensazione che l'unico tessuto connettivo della società italiana sia la "cuginanza". Č un problema storico del nostro Paese: per parte sua, da anni l'Anm fa un'opera culturale (come appunto l'approvazione del codice deontologico) per cercare di evitare commistioni pericolose con questi mondi».
Castellano ritiene «controproducenti» per l'«esposizione» delle toghe gli interventi di «supplenza».
«La questione è il ruolo dei controllori esterni. Se funzionassero, non si arriverebbe al livello penalmente rilevante. E comunque auspico di vivere in un Paese nel quale le indagini siano vissute non come interferenze, ma come doverosi controlli».
Il ministro Giovanardi tuona contro «le intercettazioni spazzatura».
«Tutto il rispetto possibile alle indagini in corso, che non meritano queste critiche. Č chiaro che le intercettazioni sono uno strumento estremamente invasivo della sfera di riservatezza personale. Ma proprio per questo esistono precisi e rigorosi parametri legislativi: sia sul loro utilizzo, sia sull'inserimento nei provvedimenti (notificati alle parti) solo delle intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini. Se certe conversazioni sono state citate nei provvedimenti, vuol dire che erano state ritenute rilevanti per le indagini».

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2005 @ 11:58:46, in Politica, linkato 1459 volte)

Una riforma contro la giustizia

di Adriano Sansa
Famiglia Cristiana
n. 31 del 31 luglio 2005

L'ordinamento giudiziario regola le autorità cui è affidata l'amministrazione della giustizia, lo  stato giuridico dei magistrati, i loro gradi e funzioni,  l'ammissione in magistratura e le promozioni, la materia disciplinare. La limpidezza della figura del giudice, la sua soggezione alla sola legge dipendono non poco da queste norme, che invece non disciplinano il processo. La riforma non si farà sentire significativamente sulla rapidità dei procedimenti: chi vi ha insistito non ha detto il vero.
Ma riepiloghiamo, per capire. 
Il Presidente della Repubblica aveva rimandato alle Camere la legge per contrasti con la Costituzione. Il nuovo testo elimina solo in parte i difetti, e ne contiene uno nuovo. Con disposizione apposita, impedisce a Giancarlo Caselli di diventare procuratore nazionale antimafia: una norma di privilegio negativo, simile ma opposta alle leggi di favore verso Berlusconi. Una negazione dell'uguaglianza. Ciampi allora autorizza il C.S.M. a dare un parere su questa nuova parte. Pera, presidente del Senato, accusa il Consiglio di voler invadere la sfera del legislatore. Una confusione che deforma e svaluta agli occhi della gente i massimi poteri dello Stato.
In realtà, Pera ha ignorato una legge vigente " art.10 legge 24.3.1958 n.195- secondo cui il C.S.M " dà pareri al ministro sui disegni di legge concernenti l'ordinamento giudiziario..' Perché lo ha fatto?  Le risposte sono amarissime: Ciampi presiede il C.S.M., criticando quest?ultimo si censura lui. Lo si dissuade dal restituire ancora alle Camere almeno quella vergognosa legge contro una persona.
Paiono cose slegate, ma nascono dall'importanza della posta in gioco. Lo sconquasso copre il significato della riforma dell'ordinamento giudiziario e delle altre in cammino, prima tra tutte quella della Costituzione: deprimere il Presidente della Repubblica, rafforzare il capo del governo, indebolire il prestigio e il ruolo della magistratura facendo i cittadini un po' più sudditi. Ecco in breve le novità: separazione delle funzioni di giudice e pubblico ministero, della quale non si sentiva bisogno per la già netta distinzione dei ruoli, consolidata nel costume; cresce il potere dei capi delle procure, in vista di sottoporli al ministro, viene meno il prezioso comune cammino di esperienza e cultura delle garanzie dei magistrati (si profila intanto la proposta di togliere ai p.m. la direzione della polizia giudiziaria, che risponderebbe all'esecutivo). I colloqui psico - attitudinali sembrano una sciocchezza,  potranno però servire a discriminare i candidati sgraditi. Concorsi infiniti distoglieranno dal lavoro e consentiranno ingerenze a vari livelli della selezione, pur lasciando la formale decisione finale al Consiglio. Restrizioni nella vita pubblica e nella comunicazione favoriranno 'insabbiamenti' nel segreto, un meccanismo disciplinare più duro intimidirà i magistrati.
Poche le norme opportune: si limitano nel tempo gli incarichi direttivi, si regolano meglio gli incarichi extragiudiziari, oggi troppo numerosi e riservati a ristretti circuiti.
La riforma  non accelera i processi. Conferma l'arroganza di norme ad personam.
S'accompagna a una lotta al Presidente della Repubblica che allarma. E' legata alla revisione della Costituzione che preoccupa ancor più. Soprattutto, è animata da uno spirito ostile verso i giudici, da parte di un ceto di governo che non ha i titoli morali per riformare la giustizia, capeggiato  com'è da chi è stato imputato di gravi crimini, ne è uscito più volte con la prescrizione, ha mandato in Parlamento i suoi avvocati ad approvare leggi che svuotavano i reati di cui era accusato. La giustizia va riformata, ma seriamente, da chi la vuole viva nell'ambito della Costituzione, non da chi vuole farle piegare la schiena.         

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/08/2005 @ 12:01:35, in Magistratura, linkato 1455 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L'A.N.M. sulle intercettazioni telefoniche

L'A.N.M. esprime il più vivo apprezzamento per l'intervento del Vice-Presidente del C.S.M. Rognoni, su espressa sollecitazione del Presidente Ciampi, che riporta il dibattito in corso sulle intercettazioni telefoniche nel corretto ambito dell'accertamento dei fatti, sgombrando il campo da illazioni senza fondamento.

La risposta del Procuratore della Repubblica di Milano in ordine alla legittimità delle intercettazioni disposte ed al doveroso inserimento delle relative risultanze in provvedimenti giudiziari comunicati alle parti, rende pretestuosa ogni altra insistenza o polemica, non basata su dati di fatto diversi e oggettivi.

3 agosto 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/08/2005 @ 16:16:52, in Magistratura, linkato 1393 volte)

Unità per la Costituzione

SULLE MODIFICHE ALLA LEGGE 133\98

La recente modifica della legge 133/98 rappresenta un singolare intervento legislativo, la cui “ratio”  è di difficile individuazione.

Come è noto infatti la legge 133  aveva il duplice scopo di “incentivare” colleghi motivati a svolgere attività giudiziaria in sedi particolarmente disagiate e di rendere stabile la loro permanenza in uffici nei quali era diventato quasi impossibile amministrare giustizia per le endemica mancanza di magistrati e per il loro rapido avvicendamento.

L’intervento legislativo in questione sembrerebbe azzerare tutto ciò,  attraverso una norma inserita in un provvedimento avente  tutt’altro oggetto e tutt’altro scopo.

A prescindere dalle considerazioni (tutte negative) sul metodo seguito, nel merito è evidente che la nuova normativa porrà dei problemi enormi, soprattutto con riferimento ai c.d. “diritti quesiti”, che renderanno inevitabili le impugnazioni dei relativi provvedimenti attuativi del CSM.

E’ auspicabile dunque che alla ripresa dei suoi lavori proprio il CSM si faccia carico della questione, attraverso interventi di normazione secondaria che ristabiliscano equilibrio nella delicata materia dei trasferimenti da sedi disagiate,  e restituiscano serenità ed entusiasmo a tanti giovani colleghi oggi ingiustamente penalizzati.

In questa ottica fin da ora assicuro il mio personale impegno nel sollecitare i componenti di Unicost, in seno al CSM, a svolgere fino in fondo la loro parte.

9.8.2005  
Il segretario generale
Marcello Matera

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Admin (del 10/08/2005 @ 17:27:26, in Varie, linkato 1466 volte)

In ottobre il centro sinistra celebrerà le "primarie".

Anche io mi preparo e per prima cosa cambiamo musica! Quella che state ascoltando è l'Overture al Flauto Magico, di Wolfang Amadeus Mozart, bellissima vero? Io la trovo molto adatta alla presentazione del mio nuovo sondaggio attraverso il quale, chi vorrà parteciparvi, potrà votare per il proprio candidato.

L.M.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










24/08/2019 @ 13.39.48
script eseguito in 484 ms