Immagine
 .. spiaggia ..... di Lunadicarta
 
"
L'assoluzione del colpevole condanna il giudice.

Publilio Siro
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 18/03/2011 @ 10:25:04, in Osservatorio Famiglia, linkato 1466 volte)




Pedofilia: Rescue, salgono arrestati a 184


670 indagati e 230 bambini vittime di abusi identificati

(ANSA) - CATANIA, 16 MAR - Sale il bilancio dell'operazione antipedofilia Rescue: sono 184 le persone arrestate in 14 Paesi, 670 gli indagati e 230 i bambini vittime di abusi sessuali identificati. In Italia e' stato arrestato uno studente calabrese 24enne che avrebbe abusato di un bimbo siciliano di 8 anni conosciuto in un'altra regione durante una vacanza. La scoperta e' stata fatta dall'analisi del materiale informatico trovato dalla polizia postale di Catania durante una perquisizione.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 18/03/2011 @ 09:59:15, in Osservatorio Famiglia, linkato 1479 volte)
Il signor P è evidentemente un romano, che si tratti del medesimo P pure romano delle chat hard sarde rette dall'acronimo PVF di Selargius??? L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Meter_Onlus.jpg

METER: OPERAZIONE INTERNAZIONALE
CONTRO LA PEDOFILIA CULTURALE


Da segnalalazione Meter, è la prima operazione al mondo del genere

...QUESTI SONO GLI ORCHI PIU’ PERICOLOSI.


Roma, 16 marzo 2011 – Dopo 10 anni di intense attività di segnalazioni alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, segnalazioni all’estero, impegno discreto ma costante oggi è arrivata la svolta. È finalmente scattata la prima operazione internazionale contro i “pedofili culturali”, le loro reti, i loro traffici e abusi su minori. Tutto nasce da una dettagliata segnalazioni dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org ) di don Fortunato Di Noto, principale organizzazione italiana e internazionale contro la pedofilia. L’operazione di oggi è la dimostrazione che quando Meter e don Di Noto hanno denunciato reti di lobby pedofile di finti “intellettuali” hanno visto giusto. Si tratta di personaggi che negli anni si sono organizzati celebrando la “giornata dell’orgoglio pedofilo” e costituendo movimenti, partiti e gruppi internazionali allo scopo di promuovere la violenza sessuale e l’abuso sui minori mascherandolo da “progresso” culturale e morale. E’ dal 2002 che con insistenza e con consapevolezza don Fortunato Di Noto e l’Associazione Meter parla di questa “nuova e grave emergenza rappresentata dall’espandersi della pedofilia culturale”. Infatti “aumentano quei siti che tentano di dipingere un volto pulito della pedofilia, abbozzandone una sorta di giustificazione filosofica. Non sono perseguibili, ma pericolosi: offrono auto-giustificazione, abbassano la consapevolezza di essere dei delinquenti, tolgono il senso di colpa che impedisce a molti di passare dal mondo virtuale all’adescamento e alla violenza. Don Di Noto ha lanciato per primo l’allarme alla fine degli anni ’90 e più volte ha parlato di una “strisciante lobby culturale” che giustificherebbe la pedofilia come fatto naturale e normale nella relazione sessuale tra adulto e bambini.

ITALIA: UN FENOMENO IN EVOLUZIONE - Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sviluppo sottopelle di una nuova strategia d’attacco messa in atto dai pedofili di tutto il mondo per ottenere una vera e propria legittimazione – quantomeno implicita – da parte dell’opinione pubblica mondiale. Stiamo parlando della cosiddetta pedofilia culturale, fenomeno venuto alla ribalta in modo drammatico e clamoroso attorno al 2005 con la nascita dell’NVD, il “partito dei pedofili” fondato in Olanda, ma possiamo tranquillamente affermare che questa è solo la punta dell’iceberg. Limitandoci per il momento all’Italia, possiamo già sottolineare come qui la lotta dei pedofili culturali sia cominciata da più di un decennio. È dal 1996, infatti, che l’associazione Meter denuncia i tentativi striscianti di normalizzazione della pedofilia. Le denunce di don Fortunato e Meter sono state ripetutamente segnalate, nel corso degli anni, alla Commissione Bicamerale per l’infanzia, al Parlamento europeo, ai ministri dell’Interno, alla magistratura, alla Polizia postale e delle comunicazioni. Centinaia, dal 2002 ad oggi, le denunce formali di siti o portali in lingua italiana ed estera segno che l’offensiva pedofila è condivisa anche da chi abusa di bambini nel nostro Paese.

PEDOFILI CHE HANNO SBEFFEGGIATO O MINACCIATO DON DI NOTO. Non sono mancati gli attacchi, fino a poco tempo fa, seri contro don Di Noto e l’impegno di Meter. Attacchi per screditare l’operato e la reputazione sana del sacerdote siciliano.
Riportiamo come esempio un dialogo inedito (2006) estratta da conversazione MSN di pedofili italiani che si sono dati appuntamento in una città europea per “celebrare la loro pedofilia” stabilendo e discutendo sull’età di preferenza dei bambini:

- 02/11/06 11.48.47 (xxxx) ma tu ti fidi a mettere la tua foto lì? ---->

- 02/11/06 11.48.59 Mattia (xxxx) nn c'è alcun problema

- 02/11/06 11.49.19 Mattia (xxxx) xkè se ti conoscessi sarei ancora più contento.... scoprirei d'avere un amico pedofilo

- 02/11/06 11.49.28 Mattia (xxxx) e se invece nn mi conosci nn succede nulla cmq

- 02/11/06 11.51.33 Mattia (xxxx) tanto anke se hanno la mia foto

- 02/11/06 11.51.38 Mattia (xxxx) devono prima trovarmi

- 02/11/06 11.52.00 Mattia (xxxx) e se mi trovano li uccido (...)

- 02/11/06 12.00.29 Mattia (xxxx) di ke etâ mi piacciono i bimbi....

- 02/11/06 12.01.38 Mattia (xxxx) bhe.. i numeri nn mi piacciono

- 02/11/06 12.01.56 Mattia (xxxx) dico semplicemente

- 02/11/06 12.02.04 Mattia (xxxx) prepuberi

-02/11/06 12.02.12 Mattia (xxxx) (non ancora entrati in pubertà)
-02/11/06 12.02.25 Mattia (xxxx) sì diciamo i bambini da 3 anni in su

- 02/11/06 12.02.32 (xxxx) Mattia e quindi fino ai 12?

- 02/11/06 12.02.54 Mattia (xxxx) bhe sì..... anke se in realtâ uno di 15 può essere impubero
- 02/11/06 12.03.11 (xxxx) Mattia beh ma di aspetto è già molto diverso da un dodicenne

- 02/11/06 12.03.15 Mattia (xxxx) però se vogliamo fare un media
- 02/11/06 12.03.18 Mattia (xxxx) allora fino a 12-13


ITALIA: COMPLETA INDIFFERENZA AL PROBLEMA - Per essere più chiari: lo scopo della pedofilia culturale è di ottenere un’acquiescenza della società verso i pedofili. L’abbassamento dell’età per il consenso sessuale a sei anni (come ventilato – ripetiamo - dall’NVD olandese), il valore “culturale” dello stupro di un minorenne mascherato da “amore” e “cura” verso di lui, sono gli obiettivi di questa pressione – più o meno palese – nei confronti della società civile. In particolare, i pedofili amano “festeggiare” con i propri “amori” una giornata speciale, “La giornata dell’orgoglio pedofilo”, che si tiene tutti gli anni il 25 aprile con l’“Alice Day”, dedicato all’amore per le bambine; il “Boylove Day”, dedicato ai bambini, si tiene invece il 23 giugno e a dicembre. Inutile dire che in Italia non vi è la giusta attenzione né un approccio adeguato nei confronti della pedofilia, culturale o meno: come dice don Fortunato Di Noto in “Corpi… da gioco” (LDC, 2010), scritto insieme al giornalista Antonino D’Anna, “In Italia non si capisce che esiste un livello di criminalità all’interno della pedofilia”.

IL SIGNOR P – Un esempio di continua promozione e istigazione alla pedofilia è il “signor P”, titolare di un portale sempre vivo e vegeto, anche se dai Server italiani non è possibile accedere perché inserito nella “black list” della Polizia Postale. P, spiega don Di Noto, è “Un pedofilo, forse legato a tanti altri pedofili italiani e anche internazionali. Ha aperto un portale che fa le sue migrazioni annuali e va dal Canada al Principato del Liechtenstein, a volte nell’isola del Pacifico di Niue per evitare di farsi identificare. È un soggetto che si dichiara pedofilo: ha creato il portale in cui indica con molta lucidità la sua strategia culturale e per certi versi ‘politica’ a favore della pedofilia”. In particolare, P è autore di una lettera aperta, indirizzata a bambini e ragazzi, in cui spiega che cosa sia in effetti la pedofilia. Un documento in cui li invita a diffidare dai maestri, dai genitori perché parlano male dei pedofili mentre loro, al contrario, vogliono il bene dei bambini. E poi ci sono fumetti, beffe, velate minacce verso il sacerdote siciliano.

P è venuto alla ribalta nel maggio del 2007 per un inquietante caso di cronaca. Su “La Strangata”, giornalino del liceo scientifico “Francesco D’Assisi” di Roma, esce un articolo firmato da un diciassettenne che così scrive: P è “un pedofilo, una persona che ama i bambini e che ha speso tutta la sua vita per la loro felicità. Questa magistratura, che lo si voglia o no, è il cancro della nostra democrazia. La colpa di P? – prosegue – Provare attrazione sessuale per le acerbe bellezze delle ragazze molto più giovani”. Il ragazzo ha conosciuto, incontrato e – sembra – coamministrato un sito pedopornografico insieme a P, con il nick di “Signorminotauro”. In seguito il giovane chiede scusa per le sue affermazioni e fa marcia indietro a proposito di P. Il “Sito di P.” riporta fedelmente, tradotta in italiano la celebrazione del BoyLove Day (la giornata dell’orgoglio pedofilo per gli italiani.).
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 18/03/2011 @ 07:18:56, in Osservatorio Famiglia, linkato 1393 volte)
http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/196496_206101602753333_100000604855347_667965_6788916_n.jpg
clicca per leggere l'articolo in pdf



Tutto da leggere questo articolo di Dario Crippa per "Il Giorno" sulla vicenda di Marta Crotti, ospite di Paola Perego e del Senato la scorsa settimana. Ringrazio il giornalista per avercene fatta pervenire copia e per l'impegno personale di "lanciare un sondaggio" sull'argomento "Registro Europeo per i Pedofili".


L.M.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 17/03/2011 @ 13:37:48, in Magistratura, linkato 1615 volte)

Complimenti vivissimi all'aggiunto Maria Monteleone e alla pm Fini, auguro ad entrambe di resistere. Peccato che il gip Di Lorenzo abbia rifiutato loro l'arresto dei 4 "tutori dell'ordine". Forse ritiene momentaneamente sufficiente il trasferimento dei 3 carabinieri ad altre regioni, ma il problema che resta è il contatto col pubblico e l'occasione di reiterare. L.M.

STUPRO IN CASERMA

I pm: "Prima l'alcol poi gli abusi "
Il gip, niente carcere per gli indagati

La procura: prima l'hanno ubriacata e poi violentata. Per i tre carabinieri e il vigile urbano, l'accusa è di violenza sessuale di gruppo aggravata. I magistrati chiederanno incidente probatorio su accertamenti del Dna. Lunedì i nuovi interrogatori

di MARIA ELENA VINCENZI

ROMA - Le hanno offerto alcol per farla ubriacare e poi hanno abusato di lei. In gruppo. E per sei volte. Proprio loro, gli uomini in divisa che avrebbero dovuto proteggerla. Dopo quasi un mese di indagini, per di più secretate, si inizia a capire qualcosa dello stupro avvenuto nella stazione dei carabinieri Quadraro, alla periferia di Roma. La vittima è una donna di 32 anni, originaria di Crema, che, dopo essere stata arrestata il 23 febbraio per aver rubato in un grande magazzino alcuni capi di abbigliamento, il giorno dopo ha denunciato di essere stata stuprata la notte precedente mentre era detenuta in camera di sicurezza in attesa di processo per direttissima. Accuse che un solo militare ha ammesso, pur definendo il rapporto "consensuale e amichevole", ma che gli altri hanno sempre negato. Hanno detto di sapere che qualcosa era successo, ma di non aver partecipato direttamente.

Accertamenti ancora in corso, ma intanto la procura di Roma contesta i reati agli indagati: violenza sessuale di gruppo aggravata dall'abuso dei poteri e dei doveri inerenti a una funzione pubblica e dall'uso di sostanze alcoliche. Per di più compiuta "su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale". Perché la ragazza madre di 32 anni che ha denunciato di essere stata violentata nella notte tra il 23 e il 24 febbraio nella stazione dei carabinieri Quadraro, alla periferia di Roma, era detenuta. Questo è un fatto. Grave, per i magistrati.
Il capo di imputazione contenuto nell'invito a comparire che ieri è stato notificato ai quattro parla chiaro. E ricostruisce quella notte. Due dei tre carabinieri e il vigile urbano sono accusati di aver spinto la donna a subire atti sessuali abusando della sua condizione di inferiorità fisica e psichica dovuta sia all'arresto, sia all'assunzione di alcol che le è stato offerto da uno dei militari, Alessio Lo Bartolo. Lo stesso che, secondo la versione del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del sostituto Eleonora Fini, avrebbe avuto diversi rapporti con la vittima mentre il vigile urbano, Pierfrancesco Carrara, la teneva stretta per la testa. Così anche per il secondo militare, Cosimo Vincenzo Stano, che, mentre l'agente della municipale la palpeggiava, avrebbe abusato di lei. Mentre al terzo carabiniere, Leonardo Pizzarelli, quello di turno al piantone (che non avrebbe partecipato direttamente alla violenza), i pm contestano l'aggravante di non aver impedito l'evento e di non aver evitato che le fossero date sostanze alcoliche.

Questo il quadro, almeno finora: le indagini sono ancora in corso. All'indomani della presentazione della denuncia da parte della vittima, la procura aveva chiesto due mesi di custodia cautelare in carcere per i quattro. Una misura temporanea necessaria, secondo gli inquirenti, a poter svolgere le indagini senza alcun pericolo di inquinamento delle prove. Ma il giudice per le indagini preliminari, Sandro Di Lorenzo, ha detto no. Perché gli accertamenti sono già stati fatti e l'indagine è a un buon punto, queste le motivazioni per la bocciatura.

Insomma, la ricostruzione di quella notte si fa via via più chiara. Ma i pm e i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Roma sono ancora al lavoro e cercano un'ulteriore conferma. Ecco perché hanno convocato per lunedì prossimo i quattro indagati: verranno tutti risentiti, sempre a patto che non si avvalgano della facoltà di non rispondere. Opzione che le difese stanno considerando. Altri elementi utili potrebbero venire dalla comparazione dell'eventuale dna presenti sugli oggetti sequestrati con quello degli indagati: esame che verrà fatto in incidente probatorio.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 16/03/2011 @ 16:00:34, in Estero, linkato 3439 volte)
Appello Italiani in Giappone

- la rassegna -


Sono contenta di leggere che anche i ragazzi di Giappone Forum sono soddisfatti di aver sollevato un polverone sui costi Alitalia in una mezza giornata. Ne approfitto per ringraziare Adamo Lussana, che in video è simpaticissimo, per avermi coinvolta in questa battaglia per il ritorno a casa dei nostri connazionali in Giappone.

Aggiungo solo un personalissimo ".. e per fortuna che ci sono le femministe", compreso certamente soltanto dai miei più cari amici e da coloro che conoscono i 30 mesi della mia battaglia per la "vita".  L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-03-16_160405_REPUBBLICA.jpg

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 16/03/2011 @ 12:01:18, in Estero, linkato 3427 volte)
Aggiornamento:  Il consolato scrive: "Alitalia comunica che domani 17 marzo 2011 c'e' disponibilita' di posti su due voli per l'Italia con partenza da Osaka alle ore 14 e alle ore 17.  Gli interessati possono presentarsi ai banchi accettazioni Alitalia al quarto piano del Kansai International Airport.  Per informazioni tel. 072 456.5216."  Ma per partire occorrono oltre 5000 euro per due persone con bagaglio minimo consentito. L.M.


ALITALIA E I CITTADINI ITALIANI
IN GIAPPONE
 
 
 
Ai gentili Colleghi e alle Redazioni,
 
 
ho appena ricevuto un appello del gruppo di concittadini in Giappone, circa 120 persone e le loro famiglie residenti in modo stabile nel paese del grave disastro, che fa riferimento alla community web Giappone Forum su facebook: 
 
 
L'appello divulgato da Adamo Lussana, addetto stampa del forum, si rivolge ai giornalisti italiani per segnalare l'inqualificabile trattamento commerciale riservato ai connazionali residenti da ALITALIA, la nostra compagnia aerea di bandiera, che sta applicando prezzi eccezionali gravati di tutti i rincari possibili sulla base dell'urgenza a persone e intere famiglie, che partono sapendo di dover lasciare anche una vita intera alle proprie spalle.
 
L'ambasciata italiana in Giappone ha divulgato il consiglio agli italiani residenti di partire, ed effettivamente dalle testimonianze su Facebook presso gli aereoporti principali c'è un addetto della nostra Ambasciata. Il quale però non ha alcun indirizzo nazionale e non può agire se ad una famiglia di 4 - 5 persone (ad esempio: madre, padre, 2 figli e un anziano) mancasse il denaro per rimpatriare.
 
 
Dov'è il Ministro Frattini ???? (domando io)
 
A quanto risulta dal comunicato del Lussana, inoltre, i voli diretti in Italia sono stati tutti spostati da Tokio ad Osaka, con ulteriore aggravio di costi e difficoltà per gli italiani, che per raggiungere la nuova destinazione di partenza devono percorrere circa 450/500 chilometri con mezzi e costi propri (il biglietto costa circa 100 euro a persona).
 
I sottoscrittori, un piccolo gruppo di circa 120 persone e tra questi i firmatari del comunicato che hanno dato la propria disponibilità ad essere intervistati dalla stampa italiana, sono tutti residenti abituali del paese del sol levante, e famiglie composte da marito/moglie di nazionalità giapponese. 
 
In almeno un caso (una donna) mi è stata segnalata apprensione per il visto di ingresso in Italia del partner giapponese.
 
Alcuni lamentano inoltre gli altissimi costi per trasportare l'amico per tutta la vita, il proprio cane/gatto, che abbandonato morirebbe di stenti e temono la diversa normativa italiana in tema di vaccinazioni, pur assicurando di voler espletare tutte le formalità richieste dal nostro paese.
 
http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/14103_380339721962_370621716962_4794431_7674890_n.jpg
 
IL COMUNICATO:: in corso di continuo aggiornamento di firme e recapiti, può essere scaricato a questo link: 
 
 
 
LA RICHIESTA DEI CONNAZIONALI:: la facoltà di rientrare in Italia in tempi brevi a prezzi popolari e non con le attuali tariffe.
 

Loredana Morandi
Presidente di Artists Against War Italia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
A ROMA, DA DOMANI, OLTRE DUEMILA AVVOCATI PROTESTANO CONTRO LA MEDIACONCIZIAZIONE OBBLIGATORIA E LA ROTTAMAZIONE DELLA GIUSTIZIA CIVILE



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/oua.jpg

ASTENSIONE DA TUTTE LE UDIENZE
FINO AL 22 MARZO



DE TILLA, OUA:  “SONO SETTE I PUNTI DI INCOSTITUZIONALITÀ DELLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA”


L’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Oua, si prepara alla giornata di protesta di domani, a Roma, con un’assemblea nazionale alle 10 al teatro Capranica e con una manifestazione alle 13 davanti Montecitorio. Oltre duemila fino ad ora i partecipanti in rappresentanza di oltre 130 ordini di tutta Italia e della quasi totalità delle associazioni forensi. Duecentomila avvocati incroceranno le braccia dal 16 al 22 marzo.

Il presidente dell’organismo di rappresentanza politica, Maurizio de Tilla, sottolinea ancora una volta gli aspetti di incostituzionalità del provvedimento approvato dal Governo e che entrerà in vigore il prossimo 21 marzo: «La mediazione finalizzata alla conciliazione obbligatoria viola ben sette punti della nostra Costituzione. Anzitutto va chiarito che il legislatore delegante – in conformità alla prescrizione impartita dalla Direttiva Europea – aveva stabilito che dovesse essere introdotto un meccanismo di conciliazione, ma non ne aveva affatto previsto la obbligatorietà, né aveva consentito che essa potesse essere considerata condizione di procedibilità della domanda giudiziaria.

Il d.lgs. 28/10 è, quindi, viziato per eccesso di delega (primo punto), in quanto appare evidente che una condizione di procedibilità di una domanda giudiziaria, ex art. 24 Cost., può essere introdotta esclusivamente dal legislatore, e quindi il Governo avrebbe potuto farlo soltanto se ne fosse stato autorizzato dalla legge di delega. Si ha così l’evidente violazione degli artt. 76 e 77 Cost. per contrasto tra la legge delega e il decreto legislativo. E c’è una palese violazione dei menzionati articoli, dato che l’obbligatorietà è collegata alla mancata previsione di necessità dell’assistenza dell’avvocato. Va, in proposito, osservato che l’art. 60 della legge 69/09 (legge delega) al terzo comma lett. a) prescrive che nell’esercizio della delega il Governo si attenga, tra gli altri, al seguente principio e criterio direttivo “ ... a) prevedere che la mediazione, finalizzata alla conciliazione, abbia per oggetto controversie su diritti disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia”.

In aperto contrasto con la prescrizione della legge delega, l’art. 5 del d.lgs. 28/10 configura il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, di fatto precludendo l’immediato accesso alla giustizia».

«Ma non basta, non si rispettano anche gli artt. 24, 76 e 77 della Costituzione (secondo punto ) – aggiunge il presidente Oua – infatti il d.lgs. 28/10, all’art. 16 e nell’intero capo terzo intitolato “organismi di mediazione”, disattende palesemente la previsione della delega. Non vi è, infatti, traccia, di qualsivoglia criterio o parametro volto a selezionare gli organismi deputati alla mediazione in base a criteri di professionalità ed indipendenza. Con ciò disattendendo la previsione della delega ove circoscrive lo svolgimento dell’attività di mediazione esclusivamente in capo ad organismi professionali ed indipendenti.

E non si salva neppure l’art. 24 per due ulteriori ragioni.

La prima: la mediazione obbligatoria costa al cittadino (terzo punto). Si eccepisce, al riguardo, che la mediazione può essere obbligatoria, oppure onerosa, ma non le due cose insieme, poiché se la mediazione, come nel nostro caso, è tanto obbligatoria quanto onerosa, allora è incostituzionale.

La seconda ragione (quarto punto ) è che il Governo ha introdotto (art. 8) la previsione secondo cui dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio. In buona sostanza, una scelta che la parte potrà fare senza l’ausilio di un difensore – partecipare oppure no al procedimento di conciliazione – potrà condizionare in misura determinante l’esito del successivo processo. Ne risulta evidente la violazione del diritto di difesa di cui all’art. 24 della Costituzione. Non solo! L’assistenza tecnica, quale che sia il valore della controversia, non è obbligatoria, ma non è neppure vietata: è facoltativa. Quindi chi è in grado di pagare, potrà farsi rappresentare da fior di avvocati, consulenti di parte esperti, professionisti di grido, e chi è povero no: dovrà arrangiarsi da solo, perché, non essendo obbligatoria la presenza di un avvocato, non sarà possibile ricorrere al patrocinio a spese dello Stato».

«Non solo – aggiunge  - assistiamo alla violazione degli artt. 24, 76 e 77 Cost. per quanto riguar­da il diniego dell’accoglimento della proposta del mediatore (quinto punto), sul­l’iter del successivo giudizio e segnatamente sulla disciplina delle spese di lite. Il fatto che alla parte vincitrice del giudizio che non abbia accettato una proposta conciliativa che sia venuta a coincidere con il contenuto della decisione giudiziaria, debbano essere accollate le spese di lite proprie e della controparte, oltre al pagamento di un impor­to pari al contributo unificato e alle spese di mediazione, costituisce infat­ti un evidente deterrente “forzato” dal ricorrere alla tutela giudiziaria ed accettare l’esito della mediazione.

Un’ulteriore ragione di incostituzionalità è la rottura del trattamento paritario nel processo tra attore e convenuto (sesto punto). Con l’art. 16 del decreto ministeriale concernente i criteri di determinazione delle indennità, si divide l’indennità del procedimento di mediazione tra “spese di avvio del procedimento” e “spese di mediazione”. Le “spese di avvio del procedimento” sono dovute da “ciascuna parte” ma sono versate “dall’istante al momento del deposito della domanda” (2° comma). Parimenti “le spese di mediazione indicate sono dovute in solido da ciascuna parte che ha aderito al procedimento”. Dunque, il decreto ministeriale espressamente prevede che la parte convenuta possa non aderire al procedimento. Cosicché, ai sensi dell’art. 3 Cost.: a) o si ritiene che anche l’attore possa non aderire al procedimento, e quindi possa versare la sola spesa di avvio del procedimento ai fui dell’art. 5 del d.lgs. 28/10 con contestuale dichiarazione di non voler avvalersi del servizio; b) oppure il sistema è in violazione del principio d’eguaglianza, consentendo solo alla parte convenuta di non aderire al procedimento, ma non alla parte attrice, che si vedrebbe ob torto collo obbligata al procedimento di mediazione per poter far valere in giudizio un suo diritto. L’art. 5 del d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 16 d.m. 180/10, in questi termini, non viola così solo l’art. 24 Cost. (per essere, al tempo stesso, obbligatoria e onerosa), ma viola anche l’art. 3 Cost., perché pone su piani diversi, e tratta diversamente, la parte attrice rispetto a quella convenuta.

«Infine – conclude de Tilla – tornando agli artt. 24, 76 e 77 Cost. L’ultimo aspetto (settimo punto) di incostituzionalità attiene all’organizzazione interna degli organismi di conciliazione e alla loro indipendenza e terzietà. La procedura di mediazione è resa obbligatoria al fine di far valere in giudizio un diritto, e nel momento in cui ha funzione pubblica deve pertanto rispondere ai requisiti di buon andamento e di imparzialità di cui all’art. 97 Cost., soprattutto quando l’organismo è ente pubblico. Ora, niente di questo si trova nel decreto ministeriale  che fissa blandi criteri di professionalità dei mediatori, ma niente più, senza prevedere criteri oggettivi circa l’assegnazione delle pratiche fra i vari mediatori dell’organismo, nonché criteri oggettivi circa il reclutamento degli aspiranti mediatori presso gli organismi costituiti da enti pubblici. Per il dm. 180/10 è discrezionalità dell’organismo, che la regolerà in base al proprio statuto. L’art. 5 d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 4 del d.m. 180/10, si pone pertanto in contrasto con l’art. 97 Cost., visto che l’assenza di un meccanismo oggettivo e predeterminato per l’assegnazione delle pratiche rischia di compromettere l’indipendenza e la terzietà del mediatore, attribuendo un potere gestionale inammissibile all’organismo».

Roma, 15 marzo 2011
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 19:35:28, in Magistratura, linkato 1280 volte)
Il tema centrale della contro-riforma ammazza Costituzione ha "coperto" in parte la notizia di questa intimidazione mafiosa, ciò nonostante anche l'autrice di GQ si unisce alla ANM di Palermo nell'esprimere solidarietà al pm Vella.  L.M.


Anm Palermo, solidarieta'
a pm Vella dopo intimidazione



Palermo, 15 mar. - (Adnkronos) - La Giunta Distrettuale dell'Anm di Palermo, nell'esprimere solidarieta' e vicinanza al collega Salvatore Vella per la recente grave intimidazione connessa alla sua attivita' di requirente in delicati processi di mafia nell'agrigentino, ribadisce "la necessita' di tenere viva l'attenzione sulla questione della sicurezza dei magistrati impegnati a tutela della legalita' in territori ad alta densita' mafiosa, e programma di tenere una delle prossime riunioni della Giunta presso il Tribunale di Sciacca".
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 19:33:05, in Magistratura, linkato 1464 volte)
GIUSTIZIA: PINTO (ANM LIGURIA),
RIFORMA E' SOLUZIONE FINALE



(AGI) - Genova, 11 mar. - "Questa riforma non e' epocale, ma e' la soluzione finale". Con una battuta sarcastica il presidente regionale ligure dell'Anm Francesco Pinto ha mosso una critica al vetriolo al disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri con cui viene riformata la giustizia in Italia.

"Si vuole arrivare a una resa dei conti - ha proseguito Pinto - con una magistratura autonoma e indipendente che per anni e' stata presidio di legalita' e che per anni non ha guardato in faccia nessuno quando si e' trattato di perseguire reati commessi anche da rappresentanti dei pubblici poteri".

Francesco Pinto ha sottolineato che "la miglior riprova della veridicita' delle mie parole risiede in quanto detto dallo stesso presidente del Consiglio: Berlusconi ha detto che se l'ordinamento costituzionale cosi' come disegnato nella riforma fosse stato in vigore all'inzio degli anni Novanta non ci sarebbe stata alcuna inchiesta 'Mani pulite'".

Asserisce Pinto che "il pubblico ministero con quell'ordinamento costituzionale non sarebbe stato indipendente perche' sottoposto alle azioni della polizia e, dunque, del Governo. Il magistrato sarebbe stato perseguibile in termini civili. Ci sarebbe stato un sistema di autogoverno non piu' tale perche' diviso tra laici e togati, i secondi legati al voto dei primi". Il presidente ligure di Anm sostiene dunque che "questa riforma vuole evitare che la magistratura possa esercitare un'azione di controllo a 360 gradi". La preoccupazione dell'Anm "non e' corporativistica - ha aggiunto Pinto - ma volta al mantenimento della democrazia.

Oggi siamo prossimi ad un arretramento di carattere istituzionale, con la prospettiva di una magistratura simile a quella che vi era sotto al fascismo". Pinto ha concluso tornando su "Mani pulite". "Questa inchiesta e' stata possibile perche' messa in atto da magistrati figli di trent'anni di un ordinamento democratico che prevede la libera magistratura.

Magistrati come Falcone, Borsellino, Galli e Alessandrini non ci sarebbero mai stati con un ordinamento costituzionale diverso da quello odierno". (AGI) Ge1/Mav
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 19:28:26, in Magistratura, linkato 1300 volte)
.. aggiornamento doveroso.

"Aderiamo a iniziativa"


sabato 12 marzo 2011


"Aderisco e sono vicino alla vostra iniziativa condividendone le finalità volte a tutelare i principi contenuti nella nostra carta costituzionale". E' il messaggio inviato dal presidente dell'Anm Luca Palamara alla manifestazione in difesa della Costituzione.


"L'Associazione nazionale magistrati - prosegue - si riconosce in questi principi ed e' oggi piu' che mai impegnata a difendere nell'interesse della collettività, e cioè di tutti voi, l'autonomia e l'indipendenza della magistratura".

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< giugno 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










16/06/2019 @ 1.13.17
script eseguito in 500 ms