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 Lettrice della Biblioteca... di Loredana Morandi
 
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Quando gli elefanti combattono è sempre l'erba a rimanere schiacciata.

proverbio africano
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 28/05/2011 @ 10:34:52, in Osservatorio Famiglia, linkato 3610 volte)
Neonati abbandonati in ospedale,
60 casi in un anno solo a Roma

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Roma - (Adnkronos) - A scegliere la strada dell'abbandono "soprattutto donne straniere", a Milano come nella capitale. Mentre a Napoli si tratta per lo più di italiane, in gran parte madri giovanissime, che non hanno i mezzi per andare avanti. Paolillo, direttore dell'Unità operativa di neonatologia del Policlinico capitolino Casilino: numeri "in crescita rispetto agli anni passati". La legge italiana consente alla donna di partorire in segretezza e non riconoscere il piccolo venuto al mondo

Roma, 27 mag. (Adnkronos Salute) - Una scelta dolorosa, forse la più penosa per una donna. Partorire un figlio e abbandonarlo, lasciarlo in ospedale perché non si hanno i mezzi per sostenerlo, vederlo crescere fino a diventare grande. Solo nel Lazio "si registrano una sessantina di casi l'anno, prevalentemente a Roma", spiega all'Adnkronos Salute Piermichele Paolillo, direttore dell'Unità operativa di neonatologia del Policlinico capitolino Casilino, la struttura che, in regione, segna il record di abbandoni. E si tratta di numeri "in crescita rispetto agli anni passati - in cui ci si aggirava attorno ai 40-50 casi l'anno" - complice la crisi che incalza e toglie fiato alle famiglie. A Napoli, al Policlinico Federico II - aggiunge Roberto Paludetto, direttore del reparto di neonatologia e terapia intensiva - al momento abbiamo due bambini: uno perfettamente sano, l'altro con problemi. Di solito registriamo due casi di abbandono l'anno, al massimo 4-5. Certo il fatto di essere a quota 2 già a maggio - riflette - ci fa ipotizzare che anche qui da noi potremmo registrare un trend al rialzo". E se al Casilino sono soprattutto le immigrate a lasciare i loro figli, "a Napoli si tratta per lo più di italiane - spiega Paludetto - in gran parte madri giovanissime, che non hanno i mezzi per andare avanti e tirare su un figlio. Il loro è comunque un gesto di amore, perché sanno di assicurare un futuro al bambino che lasciano in ospedale".

La legge italiana consente infatti alla donna di partorire in segretezza e non riconoscere il piccolo venuto al mondo. I tribunali italiani, se il neonato non viene riconosciuto dalla madre, non possono fare ricerche sulla paternità e ne possono dichiarare lo stato di abbandono e l'adottabilità. "Una legge all'avanguardia - concordano Paolillo e Paludetti - che tuttavia non è conosciuta come dovrebbe". I casi di abbandono negli ospedali, a detta dei due esperti, sono infatti "solo la punta di un iceberg: sono tanti i piccoli che nascono e fanno ben altra fine, bambini di cui non sapremo mai nulla".

"Alle cronache giungono solo i casi più eclatanti - fa notare Paolillo - bambini ritrovati in un cassonetto, a volte strappati alla morte per un soffio. Ma quanti di quei bimbi non vengono mai scoperti? Del resto non è difficile disfarsi di un fagottino di 2-3 chili di peso". Le madri che decidono di lasciare i piccoli in ospedale, invece, "li affidano a mani sicure - fa notare Paludetto - sanno di assicurare loro un futuro. E' una scelta dolorosissima, ma noi che conosciamo le storie che si nascondono dietro questa decisione comprendiamo, capiamo senza giudicare e siamo felici del fatto che questi bambini siano al sicuro nei nostro reparto, di cui diventano immediatamente le mascotte".

Dietro ogni abbandono, assicurano i camici bianchi che li vivono in prima persona, ci sono storie di miserie e disperazione, scelte sofferte e prese in un mare di lacrime amare. Dall'indagine condotta dall'Adnkronos Salute, Milano sembra attestarsi sui numeri degli anni passati. Alla Mangiagalli, che registra il più alto numero di parti in città, nel 2011 non si sono ancora verificati abbandoni. Nel 2008 sono stati invece 6, saliti a 7 nel 2009 e precipitati a 2 lo scorso anno. All'ospedale San Carlo, più periferico rispetto alla clinica di via Commenda, "in media abbiamo 7-8 casi l'anno - fa i conti Mauro Buscaglia, primario di ginecologia e ostetricia - nonostante mettiamo a segno un quarto dei parti rispetto alla Mangiagalli".

A scegliere la strada dell'abbandono "soprattutto straniere", a Milano come a Roma. Bimbi in attesa di una famiglia con madri che, ormai lontane, confidano in un futuro per loro migliore. "Al Casilino ora abbiamo due gemelline - racconta Paolillo - sono nate premature ma stanno bene". E maggio tutto sommato è ancora un buon mese, perché d'estate le cose si complicano. "A causa delle vacanze - afferma l'esperto - i tempi dei tribunali si allungano, e diventa più difficile affidare i piccoli abbandonati". Ma se sono in ospedale, sono al sicuro. Il problema è quando il parto avviene fuori, sulla strada o nel silenzio di un bagno. "Nel 2005 - ricorda Paolillo - ho assistito io stesso a due casi: un bimbo abbandonato su un pianale di un camion in pieno luglio, trovato casualmente da operai; e un bebè lasciato nei pressi di un cassonetto".

Per evitare altri fagottini scoperti per caso, sfuggiti alla morte per un soffio quando qualcuno si accorge in tempo di loro, pullulano da un estremo all'altro dello Stivale le cosiddette culle per la vita, versione moderna e aggiornata dell'antica ruota degli esposti. Sono 36 quelle censite dal Movimento per la vita, l'ultima sorta al Villa Salus di Mestre il 25 marzo scorso. Solo due i casi di bimbi lasciati in queste culle salva-vita, uno a Palermo e l'altro a Roma, proprio al Policlinico Casilino dove c'è un baby-box, realizzato in una struttura prefabbricata attigua all'ospedale, costantemente collegata al pronto soccorso. "E' accaduto nel febbraio 2007 - ricorda Paolillo - il bimbo che era stato abbandonato non era appena nato, ma aveva due mesi ed era tenuto bene. Ha avuto difficoltà ad attaccarsi al biberon, segno tangibile che fino a quel momento era stata la sua mamma ad allattarlo".
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Ma il Csm ''non deve farsi trascinare in spirali polemiche''

'Dittatura dei giudici', interviene Vietti.
''Caricatura che non favorisce le riforme''

Roma - (Adnkronos) - Il vicepresidente del Csm replica alle affermazioni di Berlusconi al G8 di Deauville su una presunta dittatura dei giudici di sinistra in Italia: ''La rappresentazione caricaturale della magistratura, soprattutto se fatta in sedi internazionali, non aiuta la leale collaborazione tra i poteri''

Roma, 27 mag. (Adnkronos) - ''La rappresentazione caricaturale della magistratura italiana, soprattutto se fatta in sedi internazionali, non aiuta la leale collaborazione tra i poteri e soprattutto non favorisce un sereno percorso riformatore''. Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, ha così replicato alle affermazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al G8 di Deauville su una presunta dittatura dei giudici di sinistra in Italia.

''Non credo che i magistrati stranieri qui convenuti oggi - ha detto Vietti che presiede a Palazzo dei Marescialli la seconda giornata della riunione della rete dei pg europei - abbiano avuto la sensazione che viviamo sotto una pericolosa dittatura. Siamo impegnati a costruire il profilo europeo del nostro sistema giudiziario. Vorremmo - ha auspicato Vietti - che tutte le istituzioni generali fossero impegnate in questa missione''. Il vicepresidente del Csm è poi tornato sulla riforma costituzionale della giustizia definita ''fondamentale'' ma, ha precisato Vietti, ''non può né deve essere solo una riforma, specie se punitiva, della magistratura''.

Quanto alla possibilità di iniziativa del Csm in relazione alle dichiarazioni del premier, Vietti ha ribadito la posizione del Consiglio che ''non deve farsi trascinare in spirali polemiche''.

I precedenti


GIUSTIZIA: PALAMARA, GRAVE CHE
MAGISTRATURA SIA DENIGRATA A ESTERO


(AGI) - Roma, 26 mag. - "E' molto grave che la magistratura sia stata denigrata fuori dai confini del nostro Stato". Lo ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, a margine della riunione della rete dei procuratori generali dell'Unione Europea che si e' svolta oggi a Roma, riferendosi alla frase di Berlusconi pronunciata davanti al Presidente degli Stati Uniti, Obama. "E' molto grave - ha proseguito Palamara - che questo sia accaduto all'estero e che una fondamentale istituzione dello Stato venga denigrata davanti agli occhi di un importante capo di Stato". .

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Berlusconi a Obama: in Italia c'è dittatura dei giudici di sinistra


Deauville - (Adnkronos) - Lo ha detto il presidente del Consiglio in un colloquio con il presidente degli Stati Uniti al G8 di Deauville, motivando così il piano di ''riforma della giustizia che per noi è fondamentale''. Anm: ''Molto grave che un'istituzione dello Stato venga denigrata agli occhi dell'uomo più importante del mondo''. Premier: ''Senza cervello chi vota a sinistra''. Bersani: ''E' un irresponsabile''

Deauville, 26 mag. - (Adnkronos) - In Italia "abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra". E' quanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto in un breve colloquio con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama a margine del G8.

"Noi abbiamo presentato una riforma della giustizia che per noi è fondamentale - si sente dire al premier (nella registrazione della conversazione ripresa dalla telecamere del circuito chiuso del vertice) che ha parlottato per qualche minuto con Obama con l'aiuto dell'interprete prima dell'inizio della sessione di lavoro dedicata al tema della sicurezza nucleare - perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra".

Parole che hanno scatenato la reazione del presidente dell'Anm Luca Palamara: "Non ci prestiamo a strumentalizzazioni legate alla campagna elettorale". Ma è ''molto grave che sia avvenuto all'estero e che un'istituzione dello Stato sia stata denigrata davanti agli occhi dell'uomo più importante del mondo''.

Nelle fila dell'opposizione il coro di proteste è unanime. "Oggi Berlusconi - osserva il segretario Pd Pier Luigi Bersani - è riuscito a togliere due minuti del G8 a Obama per dire che il problema degli italiani sono i giudici rossi. E' da un po' che glielo dico: quanto dovranno governare prima di dire che i problemi sono colpa loro?".

Per il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ''stiamo veramente perdendo il senso delle dimensioni". La frase sulla "dittatura dei giudici di sinistra in Italia" è ''quello che sapete voi, chissà cosa gli ha detto e che non avete sentito", ha ipotizzato parlando con i giornalisti.

''L'ossessione di Berlusconi - sottolinea per Fli il vicepresidente della commissione Antimafia, Fabio Granata - nei confronti della magistratura arriva persino a infangare la patria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, offendendola anche di fronte alla più grande nazione occidentale, dove peraltro la memoria dei nostri magistrati è, da sempre, onorata e rispettata. Berlusconi, ancora una volta - afferma Granata - ha trovato un motivo per doversi vergognare''.

"E' incredibile", dice dal canto suo il leader di Sel Nichi Vendola. "Mentre in Italia, come denunciano autorevolmente gli stessi Vescovi cresce la rabbia dei poveri e l'angoscia per la situazione sociale del Paese e del Sud, e invitano la politica a essere più seria, l'attuale capo del governo - sottolinea Vendola - non trova niente di meglio che infastidire i leader mondiali con le proprie ossessioni: i giudici, i giudici, i giudici, la sinistra, la sinistra, la sinistra...".

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10 giorni fa la piccola Elena, di 22 mesi, abbandonata per 5 ore nell'auto sotto il sole dal padre. La piccina è morta, di fatto, al momento dell'espianto degli organi, che avviene a cuore battente, di comune accordo tra sanitari e genitori. Gran bel gesto, non c'è che dire. Una cosa abbandonata e poi fatta a pezzi, come se la vita di un figlio, che è solo in prestito, fosse di proprietà di altri e non della piccola stessa. Pochi giorni fa un terzo caso, più fortunato, nel quale il bimbo lasciato dai genitori nel parcheggio di un supermercato è stato tratto in salvo dalla gente. Oggi la nuova terribile perdita di una vita umana.
Considerato che il web noto è infettato da schiere di avvocati e pregiudicati che scrivono solo contro le donne e che attendono per scagliare strali il delitto di una poveretta in stato di sindrome post partum, le cui ragioni psicologiche sono sempre causate dalle disattenzioni del partner maschio, ma sulla quale agiscono anche rilevanti ragioni fisiologiche non ultimo la fatica immensa del parto, è giusto dire che l'uomo medio italiano è divenuto smidollato, violento e soprattutto mentecatto. L.M.

Telefono Azzurro, servono sanzioni forti

 

ROMA - "Non ci sono giustificazioni per la violenza sui bambini, e non si può scaricare sui minori, sui neonati, il proprio stress. In Italia sono frequenti i casi di abbandono dei bimbi, spesso lasciati soli in auto davanti al supermarket o sotto l'ufficio; per questi caso di abbandono, tantopiù se con conseguenze fatali, servono sanzioni forti, come togliere la potestà genitoriale". A dirlo è il presidente di Telefono Azzurro, nonché ordinario di neuropsichiatria infantile all'Università di Modena-Reggio Emilia, Ernesto Caffo.

"La trascuratezza di molti adulti - continua Caffo - è pesante: i bambini vengono lasciati anche a casa da soli, spesso con i fuochi accesi in cucina, o con la finestra dei balconi non bloccata. E la cronaca frequentemente registra morti di bambini tra le mura domestiche. Talvolta la vita degli adulti è piena di cose da fare. Quando l'adulto è 'autocentrato' dimentica le cose meno importanti, e per alcuni adulti i bambini non sono così importanti. E' questo un segnale di allarme che va colto". Esistono quindi dei problemi patologici che la società non riesce a cogliere e ad affrontare ma che spesso vengono ignorati anche all'interno della coppia di genitori. Segnali che vengono trascurati pericolosamente. "Spetta al consorte cogliere segnali di allarme, spetta a tutti noi aiutare i bambini trascurati" ha aggiunto Caffo.

A "dare segnali di trascuratezza rispetto ai figli sono talvolta persone insospettabili - sottolinea inoltre il presidente di Telefono Azzurro - non emarginati. Per il caso di Teramo alcuni colleghi hanno sottolineato il meccanismo della rimozione. Io non sono d'accordo con questo buonismo: questi genitori di bimbi trovati morti in auto vanno sanzionati. Va sospesa la potestà, e poi valutare se possono o non essere capi famiglia. Dobbiamo sì aiutarli, ma deve esser chiaro che non è possibile abbandonare un bambino. E tutti noi dobbiamo attivarci per aiutare bambini trascurati, perché per alcuni genitori non é facile rivestire questo ruolo. Talvolta il padre - continua Caffo - porta il bebé all'asilo o dai nonni come un oggetto, lo mette dietro sul sedile, e non ne ha cura. A volte si ha persino più cura per il proprio animale da compagnia, o per un oggetto. In generale poi, i genitori fanno i taxisti dei loro piccoli tra un impegno e l'altro, e il trasporto del bebé diventa una routine, e da qui la trascuratezza genitoriale". "Non è naturale essere genitori, richiede pazienza e impegno" conclude il neuropsichiatra, nel sottolineare che "se una persona è stressata, si ferma, e non scarica sui figli con violenze dirette o indirette che rimangono ingiustificabili".

 
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Di Loredana Morandi (del 27/05/2011 @ 10:02:05, in Osservatorio Famiglia, linkato 1387 volte)
Sarah Scazzi: idealmente concluse le indagini


Uso il termine ideale, perché sappiamo che la magistratura e il Ros continueranno ad investigare sui retroscena di questa vicenda e su tutti gli attori. Alcuni  giornalisti hanno descritto l'arresto di Cosima Serrano come un atto dovuto. Sono invece dell'avviso che l'atto sia stato a lungo atteso, anticipato dall'occhio impietoso dei media che inflessibilmente hanno "numerato" le versioni sempre diverse delle deposizioni di Michele Messeri.

L'omicidio di Sarah, compiuto da Sabrina in preda all'ira e alla gelosia probabilmente di fronte alla madre Cosima, a quanto si apprende è divenuto un affare di famiglia pochi minuti dopo la tragica morte della ragazzina bionda. Non ho letto il testo, ma intuisco dalla ricostruzione di alcune testate, che nell'atto firmato dal Gip Rosati si rifletta in parte la prima versione del Messeri. Quella in cui egli si dichiara colpevole di omicidio e di vilipendio, per aver abusato sessualmente della minore morta, e di occultamento del cadavere.

Lo scenario, ridisegnato dalla magistratura e dai carabinieri del ROS, e descritto dalle testate quotidiane è raccapricciante. Copio e incollo la descrizione dalla Gazzetta del Mezzogiorno:

Gli inquirenti hanno ridisegnato tutta la scena del delitto. Sarah arriva a casa Misseri attorno alle 14 e viene uccisa prima delle 14.20. Il delitto avviene in casa, al culmine di un violento litigio con Sabrina, figlio di una lita iniziata la sera prima e proseguita la mattina, che Sarah trascorre a casa della cugina. Cosima assiste, probabilmente impotente. Il cadavere di Sarah viene portato nel garage utilizzando il varco interno alla villetta di via Deledda, quindi caricato nella Seat Marbella da Michele Misseri e abbandonato, seminudo perché Sabrina Misseri nella sua furia omicida ha strappato i vestiti indossati dalla cugina, sotto un albero di fico poco distante dalla cisterna. L’obiettivo probabilmente era quello di inscenare il rapimento a scopo di violenza, ma nessuno si accorge di quel corpo che la mattina dopo viene ritrovato lì dov’era stato lasciato e dunque buttato nella cisterna.

Gli inquirenti dunque sono giunti alle attuali conclusioni per la disamina attenta dei tabulati telefonici della famiglia Misseri. La localizzazione dei cellulari ha determinato gli esatti spostamenti di tutti e tre i coinvolti. Infatti (da Adnkronos):

Nei confronti della zia di Sarah si sono rivelati determinanti i lunghi e accurati esami del Ros dei carabinieri sui tabulati telefonici secondo i quali il suo cellulare è stato 'localizzato' nel garage della casa Misseri in via Deledda un'ora e mezza circa dopo l'omicidio, intorno alle 15,25, e il giorno dopo nei pressi del pozzo di contrada 'Mosca' dove Sarah sarebbe venne seppellita, non come si e' pensato finora il giorno stesso del delitto, il 26 agosto, ma il giorno successivo. Sono indizi che non costituiscono una prova decisiva ma che dimostrerebbero, secondo gli investigatori, che la donna quantomeno ha mentito su alcune circostanze durante le sue deposizioni all'Autorita' Giudiziaria. Per esempio aveva detto di non essere mai scesa in garage quel giorno.

L'arresto di Cosima si è celebrato tra gli applausi e le grida della gente rivolte alla donna indagata per "concorso morale" in omicidio. Colpa delle televisioni, sicuramente. Vero che i contenuti siano stati tutti quelli dei molti depistaggi di questi mesi, tutte le bugie di Michele Messeri e la cattiveria gretta e contadina, che dalle pagine dei quotidiani e attraverso i rotocalchi tv si è riversata sulla popolazione.

Adesso che sono tutti in carcere, speriamo che dicano la verità.

Loredana Morandi
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GIUSTIZIA: PRONTI ALLO SCIOPERO

I LAVORATORI DEL TRIBUNALE DI ROMA


500 dipendenti del Tribunale di Roma hanno partecipato questa mattina all’assemblea ed al presidio indetti dall’Unione Sindacale di Base. Davanti al Tribunale Civile, i lavoratori hanno dato vita ad una rumorosa manifestazione, bloccando per qualche minuto anche il traffico stradale di via Lepanto.

L’assemblea ha deliberato di proseguire nelle iniziative di lotta fintanto che non verrà trovata soluzione ai numerosi problemi che affliggono i lavoratori ed il servizio: il notevole aumento dei carichi di lavoro a fronte di un progressivo depotenziamento della pianta organica ed a continui distacchi di personale verso l’Amministrazione centrale; l’introduzione del “processo telematico” che impegnerà il personale in attività supplementari e senza la strumentazione tecnica indispensabile per attuarlo; la recente revoca di numerosi part-time, che incide pesantemente sulla vita di tantissime donne costrette a conciliare i tempi di lavoro con quelli di cura della famiglia e assistenza agli anziani; l’introduzione di nuove attività e mansioni senza che il personale abbia ricevuto alcuna formazione; la mancanza di sicurezza nel luogo di lavoro con frequenti attacchi diretti al personale da parte dell’utenza, avvocati compresi che, correlata alle sempre più crescenti manifestazioni di stress, determina una pericolosa minaccia per il benessere psico-fisico dei dipendenti.

In relazioni a queste ultime problematiche, la prossima settimana si terrà un’assemblea nella sede di Piazzale Clodio, sempre organizzata da USB, sullo stress lavoro correlato.

L’assemblea ha confermato all’unanimità la decisione di attuare uno sciopero entro la fine del mese di giugno.

L’Unione Sindacale di base continuerà a sostenere con forza le giuste rivendicazioni dei lavoratori della Giustizia.

Roma, 25 maggio 2011

Unione Sindacale di Base - Pubblico Impiego
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2011 @ 20:34:06, in Osservatorio Famiglia, linkato 1539 volte)
L'autore di questo barbaro omicidio, avvenuto nel box degli orrori, è un padre separato con 2 figli. Che sia stato iscritto anche lui al falso gruppo facebook "No alla violenza sulle donne", come l'omicida di Melania Rea, il cui corpo è stato rinvenuto ricoperto di "svastiche"? Sarà per questo che certe associazioni cambiano tanto di frequente la "presidenza"?  No, non sto affatto scherzando, controllate il profilo facebook del presunto serial killer. L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-05-08_154922_falso_noviolenzadonne.jpg
il falso gruppo "No alla violenza sulle donne" dei sedicenti "padri separati"

Seviziata e uccisa nel box delle torture
Cinisello, c'è l'ipotesi di un serial killer

Il corpo della donna, una cittadina romena di 23 anni, era stato trovato in zona Villa Rachelenel comune alle porte di Milano. Fermato un 44enne. Potrebbe non trattarsi di un caso isolato

Giallo a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, dopo il ritrovamento del cadavere di una prostituta romena di 23 anni seviziata e uccisa in un box trasformato in una sorta di stanza delle torture. I carabinieri del gruppo di Monza sono impegnati, in particolare, a vagliare l'ipotesi della serialità di un possibile killer ed eventuali complicità dell'unica persona fermata finora, Antonio Giordano, di 44 anni. L'uomo, il proprietario del box - secondo quanto riporta Il Giorno - è un muratore separato e con due figli che vive con la mamma a Sesto San Giovanni.

Interrogato dal pm, non avrebbe ammesso di essere l'autore dell'omicidio, ma su quanto da lui detto gli inquirenti oppongono uno stretto riserbo. La convalida del fermo, anche per gli importanti rilievi scientifici in corso, potrebbe scattare lunedì prossimo. La donna era incaprettata: il corpo è stato trovato bocconi, con i polsi e le caviglie legati dietro alla schiena con fili elettrici e poi con un'altra fune. I carabinieri stanno conducendo attente investigazioni scientifiche nel box del ritrovamento. Da indiscrezioni sembrerebbe che alcuni particolari sul tipo di sevizie e sulle modalità dell'uccisione potrebbero sostenere l'ipotesi che non si tratti di un crimine isolato. Sul territorio di Monza, comunque, non risulterebbero recenti omicidi con sevizie analoghi. Sul caso è stato allertato anche il Ris.

Il luogo del delitto è un garage singolo, in un seminterrato dove ve ne sono una trentina, che serve un paio di palazzi, ma che con essi non è collegato se non tramite la rampa da cui si scende e si sale con le auto. Un luogo abbastanza isolato dove Giordano pare portasse prostitute. Apriva la saracinesca del suo box e vi calava davanti un pesante telo di plastica per impedire di guardare all'interno, dove era allestito una specie di pied-à-terre con letto, televisore videocassette a luci rosse.

Testimone chiave del brutale omicidio è un'altra prostituta, una donna di colore, dalla cui segnalazione è nato l'intervento delle forze dell'ordine. La prostituta sabato scorso ha subito un'aggressione dallo stesso uomo fermato per l'omicidio. Sarebbe stata lei a raccontare ai carabinieri di Sesto San Giovanni che quell'uomo l'aveva picchiata: i particolari che ha riferito hanno messo in allarme gli investigatori dell'Arma, che si sono recati subito sul posto a perquisire il garage. C'è inoltre una ragazzina di 14 anni che dal balcone della sua casa ha assistito all'aggressione di sabato sera: "Ho sentito urlare un uomo e una donna e ho visto quei due che uscivano dal box: lui in auto e lei a piedi. Lui insisteva perché lei entrasse nella vettura, ma lei non voleva".

"La lite è continuata per diversi minuti - prosegue la studentessa - fino a quando lui ha cercato di colpirla, ma lei è scappata e lui, mi pare, visto che erano tutti alla finestra, ha fatto un'improvvisa retromarcia rischiando di investirla. Lei ha colpito il vetro dietro della sua auto coi pugni e lo ha inseguito per un pezzo, ma lui si è allontanato a tutta velocità".

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Di Loredana Morandi (del 26/05/2011 @ 20:28:49, in Magistratura, linkato 1816 volte)
GIUSTIZIA: ANM, SU MEDIAZIONE
CAPIAMO PREOCCUPAZIONE CNF




(ANSA) -  ROMA, 25 MAG - L'Associazione nazionale magistrati ritiene che la conciliazione in materia civile sia ''una premessa positiva'' per la deflazione dell'enorme carico arretrato pendente (5,5 milioni di processi), tuttavia sposa le preoccupazioni avanzate dall'avvocatura su almeno due fronti: ''Siamo perplessi sull'obbligatorieta' della mediazione - ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, nel corso di un convegno organizzato dal ministero della Giustizia - e anche sulla formazione dei mediatori''. Secondo Palamara, ''occorre non impedire l'accesso alla giurisdizione'' per evitare che l'istituto della mediazione ''possa diventare un intralcio al cittadino''.
Inoltre, sarebbe bene che il mediatore avesse una ''formazione giuridica specifica, laddove si tratta di trattare materie tecniche''. L'Anm, tuttavia, sollecita anche altri strumenti per rendere il sistema giustizia piu' efficiente: ''L'eliminazione dei piccoli tribunali, l'informatizzazione degli uffici giudiziari e - conclude Palamara - la necessita' di risorse umane e materiali''. (ANSA).


GIUSTIZIA: PALAMARA, MEDIAZIONE
NON DIVENTI INTRALCIO A CITTADINO

(AGI) - Roma, 25 mag. - "L'istituto della mediazione e' un meccanismo per deflazionare il sistema della giustizia civile. Vi sono pero' dei motivi di preoccupazione per l'avvocatura che sono condivisi anche dai magistrati: dobbiamo evitare che questo istituto diventi un intralcio per il cittadino". Lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, durante l'incontro 'Mediazione, fra efficienza e competitivita'', in corso all'Auditorium Parco della Musica di Roma. "Dobbiamo stare attenti all'aspetto che riguarda formazione, merito e professionalita'. Non si tratta di una difesa corporativa, ma dell'attenzione al bene comune". Infine, il presidente Anm ha riconosciuto: "Quando parliamo dei problemi dell'arretrato civile, parliamo di un argomento per noi magistrati molto importante: con 5 milioni e mezzo di procedimenti civili, abbiamo tutti l'interesse a fornire meccanismi per dare al Paese una giustizia moderna".


GIUSTIZIA: PALAMARA (ANM),
CONDIVIDIAMO PREOCCUPAZIONI AVVOCATURA
 
SU MEDIAZIONE 'NO A OBBLIGATORIETA', ATTENZIONE A FORMAZIONE'

Roma, 25 mag. - (Adnkronos) - La necessita' di una ulteriore riflessione sull'obbligatorieta' e la maggiore attenzione alla formazione giuridica dei mediatori sono i due elementi su cui si e' soffermato il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara nel suo intervento al dibattito sulla mediazione civile, organizzato dal ministero della Giustizia, in corso all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Palamara ha detto di condividere su questi aspetti le preoccupazioni dell'Avvocatura ricordando come il principio dell'obbligatorieta' della mediazione civile, entrata in vigore dal 21 marzo scorso per tutta una serie di materie civili, pone una "questione di costituzionalita'" relativa "all'accesso alla giurisdizione". Palamara ha comunque sottolineato "l'importanza della mediazione per affrontare l'efficienza del funzionamento della giustizia che e' un tema fondamentale" e ha ricordato come, gia' in un incontro con il ministro Alfano nel maggio 2008 "evidenziammo come tra i mezzi di deflazione ci fosse anche la mediazione".
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2011 @ 10:47:38, in Ambiente, linkato 2944 volte)
Roma: Giustizia per gli Animali
negli sgomberi dei Campi Rom


Roma è la città dei Gatti, sono sulle più belle cartoline di genere archeologico e ce ne sono ovunque, in ogni quartiere. Tanto, che proprio per i piccoli amici pelosi è nato un fitto associazionismo, che va dalle antiche colonie della Piramide Cestia e all'area Sacra di Torre Argentina, fino al piccolo giardinetto di quartiere dove mani amorose accudiscono le tante piccole creature che accorrono al desco.

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Ho conosciuto bene il mondo dell'associazionismo, ma solo qui ho trovato vero volontariato. Vi siete mai chiesti come si possano salvare 4 gattini trovati in una busta di plastica dentro ad un cassonetto? E' semplice: i micro micetti devono essere trattati proprio come i neonati, devono essere allattati con il biberon ed un latte adatto, e le poppate devono essere date ogni 3 ore. Grazie a queste persone meravigliose, prevalentemente donne, ho appreso che essere "animalisti" significa centuplicare la propria capacità materna di amare. Gli uomini sono dotati della stessa identica abnegazione. Un paradiso di buone intenzioni, certo, ma le difficoltà sono molteplici, in primo luogo economiche, solo poi umane ed in periodi come la primavera con le nuove nascite occorrerebbero tante mani in più.

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I problemi non finiscono qui. Il nuovo Codice della Strada ha introdotto ad esempio alcuni principi fondamentali per la salvaguardia di tutte le creature animali e l'obbligatorietà del soccorso, nel malcapitato caso in cui un cane, un gatto o un altro animale sia coinvolto in un incidente d'auto. Recentemente i diritti animali sono stati trattati dalla Suprema Corte di Cassazione, che ha deliberato in merito alle libertà personali dei singoli condomini di uno stabile, cui non può essere proibito di tenere presso di se un amico peloso neppure dal voto assembleare, perché è sufficente il voto del gattofilo ad apporre il veto alla delibera di allontanamento degli animali.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/via_martora_2.jpg

Stante il grande impegno istituzionale i problemi veri si manifestano sul territorio, come a Roma negli sgomberi dei campi Rom. Le foto che pubblico in questo articolo trovate da me su Facebook valgono più di mille parole. E' giusto però spiegare che il campo nomade, in tutta la sua povertà e abbandono, riproduce fedelmente l'ecosistema di un piccolo villaggio. Così, da che mondo è mondo, dove ci saranno bambini, anziani e donne lì ci sarà un cane o un gatto. Lo "sfratto" delle persone amate, cui è vietato portare con se gli animali, è uno colpo durissimo per tutte le creature pelose. Poi arriva il vero terrore con le ruspe, che spianano il terreno incuranti dell'esistenza stessa di una mamma gatta con tutti i suoi piccini da traslocare. Forse anche perché nessuno guarda dentro le baracche.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/via_morselli%20_2.jpg

Lo scenario che si para di fronte agli occhi dei volontari animalisti dopo lo sgombero di un campo Rom è quello di un villaggio appena bombardato. Essi sanno che dietro ad ogni asse divelta può nascondersi il corpo di una creatura innocente morta o moribonda, a causa dell'incuria dell'uomo. E che sono dozzine le creature terrorizzate, abbandonate a se stesse senza cibo o acqua dagli addetti dell'amministrazione Comunale.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/via_morselli.jpg

Tutto questo, al confronto con l'impegno istituzionale visto poc'anzi, sembra il medioevo. Invece accade a Roma, dove il Comune ha a disposizione strutture e personale per assolvere tutti i propri doveri istituzionali. Pure, ciò che è un dovere istituzionale fin "sociale" nella "Città dei Gatti", non avviene affatto a beneficio di queste creature del tutto abbandonate a se stesse.

E' necessario responsabilizzare il Comune di Roma, per questo alcuni animalisti hanno predisposto una lettera da inviare alle autorità, io ve la propongo. Voi speditela.

***


Al Sindaco di Roma
Gianni Alemanno

All'Assessore all'Ambiente Comune di Roma
Marco Visconi

Al Direttore Ufficio Tutela e Benessere Animali Comune di Roma
Marcello Visca



Egregi Signori,


vi scrivo in merito alla grave situazione in cui versano gli animali a seguito dei recenti sgomberi dei campi nomadi nella capitale.
E' incivile lasciarli al loro destino, senza cibo né acqua, ma soprattutto non trovare per loro una collocazione adeguata.
Solo i volontari si stanno adoperando per salvarli e non possono essere lasciati da soli ad affrontare una tale emergenza!
Il Comune non interviene e ciò non è degno di un paese civile quale questo paese si fregia, vantandosi tra i più industrializzati dell'Occidente.
Roma si è sempre distinta come una città civile e solidale, i suoi gatti sono rinomati in tutto il mondo e grazie a loro Roma è riconosciuta la Capitale Europea dei Gatti. I nostri mici campeggiano sulle cartoline destinate ai turisti e sulle fotografie diffuse in tutto il mondo.
Cosa succederebbe se girassero cartoline con le foto (allegate) dei mici morti sotto le ruspe oppure abbandonati tra i rifiuti?
Quindi non possiamo credere che proprio l'Amministrazione della città venga meno al suo dovere di tutela.
Distinti saluti.

nome, cognome e città


A chi inviare

Qui un elenco di email a cui inviare la petizione:



giovanni.alemanno@comune.roma.it
sindaco@comune.roma.it
segreteria.particolare@comune.roma.it
assessorato.ambiente@comune.roma.it,
viscontipresidente@libero.it
marcello.visca@comune.roma.it,
tutela.animale@sanita.it,
urp.rm@poliziadistato.it,
ld.ambiente@comune.roma.it
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Di Loredana Morandi (del 26/05/2011 @ 10:34:38, in Giuristi, linkato 1311 volte)
MEDIAZIONE: GIURISTI E
PROFESSIONISTI A CONFRONTO


Mercoledì, 25 Maggio 2011 16: :24

A due mesi dall'introduzione della mediazione come condizione di procedibilità per molte delle controversie in materia civile il Ministero della Giustizia ha promosso un incontro tra i rappresentanti del mondo giuridico per discutere le implicazioni e i primi risultati della nuova disciplina. L'obbigatorietà e la qualità del nuovo istituto sono stati i temi al centro dei dibatto.  Ad aprire l'ncontro un video messaggio della vicepresidente del parlamento europeo Diana Wallis che ha sottolineato la necessità di rendere accessibile la giustizia a livello transfrontaliero e che ha concluso ironicamente affermando come per lo stesso cambiamento della legge in Italia ci sarebbe bisogno di una mediazione.

E in effetti nella sala Petrassi dell'auditorium della Musica a Roma dove è stato ospitato il convegno, l'atmosfera si è fatta presto accesa.  Il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, ha ribadito la contrarietà dell'avvocatura all'obbligatorietà della mediazione civile.  Il Cnf, infatti, ha chiesto più volte, inutilmente, che il mediatore fosse una figura giuridica, così come ha sollecitato la sospensione dell'obbligatorietà in attesa che in proposito si pronunci la Corte costituzionale. Alpa ha invece plaudito all'apertura del ministro della Giustizia, Alfano, sulla necessità che sia presente un avvocato nell' ambito dei procedimenti di conciliazione obbligatoria. Ma, ha aggiunto, "bisogna migliorare il testo in modo che l'efficienza del sistema coincida anche con la difesa dei diritti".

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati ritiene che la conciliazione in materia civile sia "una premessa positiva" per la deflazione dell'enorme carico arretrato pendente, tuttavia sposa le preoccupazioni avanzate dall'avvocatura su almeno due fronti. "Siamo perplessi sull'obbligatorietà della mediazione - ha detto il Palamara - e anche sulla formazione dei mediatori. Ooccorre non impedire l'accesso alla giurisdizione" per evitare che l'istituto della mediazione "possa diventare un intralcio al cittadino". Inoltre, sarebbe bene che il mediatore avesse una "formazione giuridica specifica, laddove si tratta di trattare materie tecniche".

Tutti d'accordo invece sulla necessità di migliorare il sistema giustizia. I dati presentati dal Ministero tracciano un trend sempre crescente di nuove cause civili iscritti nei tribunali che dai 4,6 milioni del 2006 sono passate ai 5 milioni del 2009. La produttività dei magistrati è risultata essere a livello europeo tra le più alte ma comunque insufficiente a superare le sopravvenienze. Inoltre si è calcolato che attualmente una causa di contenzioso ha una prospettiva di arrivare a snetenza in Tribunale dopo 848 giorni, tempi che si allungano se la causa percorre la strada del secondo grado in quel caso si arriva a 1163 giorni. Nel suo intervento, In una sala gremita di mediatori che lo hanno applaudito più volte, il Guardasigilli ha garantito che l'obbligatorietà della mediazione, così fortemente contestata dall'avvocatura, resterà perché "é un punto che serve a consolidare nella società questa idea", con l'obiettivo "di un incremento verticale della mediazione volontaria". Alfano ha quindi sollecitato gli organismi accreditati presso il ministero della Giustizia a puntare sulla qualità perché "chi fa imbrogli li compie non solo a danno di se stesso ma dell'intero istituto".

http://www.justicetv.it/index.php/news/359-mediazione-giuristi-e-professionisti-a-confronto
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GIUSTIZIA: OUA, APPREZZAMENTO PER ANM
CONTRO OBBLIGATORIETA’
DELLA MEDIA-CONCILIAZIONE


(AGENPARL) - Roma, 25 mag - “Dal presidente dell’Anm , Luca Palamara arriva un’ulteriore conferma della corretta posizione tenuta dall’Oua contro l’obbligatorietà della mediaconciliazione: è lesiva dei diritti dei cittadini, limita l’accesso alla giustizia, mette fuori gioco il ruolo dei giudici ed è palesemente incostituzionale e contraria alla Carta Europea dei diritti fondamentali. Anche la magistratura quindi condivide le preoccupazioni dell’avvocatura, come ha giustamente sottolineato lo stesso Palamara. Non siamo quindi degli oltranzisti, come qualcuno vorebbe rappresentare la nostra battaglia, ma dei portatori di un’idea di giustizia da riformare nella direzione dell’efficienza, della modernità, preservando, però, la vocazione pubblica e di accesso universale per i cittadini”.

Maurizio de Tilla, presidente dell’organismo di rappresentanza politica unitaria dell’avvocatura-Oua, commenta così le dichiarazioni del presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, al Convegno nazionale dal titolo ”Mediazione: fra efficienza e competitivita” in corso a Roma, organizzato dal ministero della Giustizia. L’Oua, che in questi giorni ha raccolto le delibere di appoggio alla protesta di 150 ordini (su 165) territoriali e delle associazioni forensi (il prossimo sciopero è il 23 giugno a Napoli), ha anche criticato la scelta del Guardasigilli di fare un dibattito nazionale con una platea principalmente composta dai mediatori e da società che hanno interessi economici nelle business della conciliazione. "Č gravissimo che si pensi un dibattito con una platea prevalentemente “amica”, evitando così il confronto con chi avanza da mesi critiche e osservazioni nel merito della mediaconciliazione, chiedendo unanimemente, tra le altre questioni, l’eliminazione dell’obbligatorietà. Oggi è giunta anche la presa di posizione dell’Anm, ma il ministro Alfano preferisce il dialogo e gli applausi dei mediatori, non il consenso di chi opera in prima linea nei tribunali tutti i giorni".

Precedenti..

Giustizia/ Domani convegno su mediazione, Alfano apre lavori
A confronto giuristi, avvocati e magistrati


Roma, 24 mag. (TMNews) - A poco più di un anno dall'entrata in vigore del decreto legislativo 28/2010 e a due mesi dall'introduzione della mediazione come condizione di procedibilità per molte delle controversie in materia civile, rappresentanti del mondo giuridico, professionale ed imprenditoriale del Paese si incontrano per discutere implicazioni e primi risultati della nuova disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali.
L'appuntamento è per domani, alle 12, presso l'Auditorium Parco della Musica, al convegno-dibattito 'Mediazione: fra efficienza e competitività', organizzato dal Ministero della Giustizia, nel corso del quale i principali protagonisti dell'attuale dibattito sulla mediazione e i rappresentanti degli organismi di mediazione analizzeranno potenzialità e criticità della nuova disciplina.
I lavori saranno aperti dal ministro della Giustizia Angelino Alfano e dal vice presidente del Parlamento Europeo Diana Wallis. Interverranno, fra gli altri, il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa e il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara.
Per il ministero della Giustizia prenderanno la parola il capo dell'Ufficio Legislativo Augusta Iannini, il responsabile della Direzione Statistica Fabio Bartolomeo, il direttore generale della Giustizia Civile Maria Teresa Saragnano e il magistrato addetto all'Ufficio III della Giustizia Civile Giancarlo Triscari. Il saluto del vice presidente della Commissione Europea Viviane Reding concluderà i lavori.
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