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 .. rete da giornalisti ..... di Lunadicarta
 
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Con la giustizia si contraccambi il male e con il bene si contraccambi il bene.

Confucio
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 16/01/2005 @ 08:12:22, in Ambiente, linkato 1553 volte)

1500 termometri scoppiano in una farmacia di Monte Mario, un fenomeno davvero preoccupante nel quartiere dove vivo. Leggo la notizia da La Repubblica e, considerando la riprovata idiozia se non addirittura l'ignoranza congenita di Legambiente in Roma, di cui l'articolo reca il commento, opto per un fenomeno di poltergaist o per la partita fallata. I romani di legambiente sono infatti coloro che volevano lanciare una nuvola di palloncini colorati durante il passaggio degli aerei delle frecce tricolori sul cielo di Roma, con il rischio di provocare un incidente con dimenzioni catastrofiche in città il 2 giugno. Dopo aver attentato alla mia città l'intervistato poi si è conquistato il titolo permanente de "il belloccio" quando, proprio in occasione del 2 di giugno e la parata militare, io, organizzatrice dell'evento del lancio dei fiori e ufficio stampa dell'organizzazione di 4 ponti per la pace ho dovuto ricorrere ai sensi della legge sulla stampa sul suo comunicato di auto attribuzione dell'evento più fotografato del giorno. Gentaccia.

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_938883.html

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Di Loredana Morandi (del 19/01/2005 @ 09:44:54, in Magistratura, linkato 1315 volte)

UNITA’ PER LA COSTITUZIONE

IL PROSSIMO ANNO GIUDIZIARIO

Dopo le manifestazioni per le inaugurazioni dell’anno giudiziario, che hanno visto come dato unificante di tutta la magistratura la contrarietà alla riforma dell’ordinamento giudiziario e la forte richiesta di investimenti nel settore per poter offrire un servizio garantito ed efficiente, occorre riprendere il percorso della forte difesa dei valori costituzionali che, fino ad oggi, ha visto il tentativo di soffocare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura arginato dalla tenuta del sistema delle garanzie costituzionali.
La risposta del Capo dello Stato è stata peraltro favorita da una azione associativa unitaria, forte –caratterizzata dalla proclamazione di una pluralità di scioperi mai adottata nella storia dell’ANM- , non negoziata su alcun principio fondamentale ma opportunamente contenuta nella manifestazione del dissenso.    
In un quadro politico dove alle ragioni della Costituzione –sostenute da tutta la magistratura (non solo da quella definita ancora oggi “militante” per cercare una fittizia differenziazione in una unità dei sentimenti dei magistrati mai riscontrata nel recente passato), dalla dottrina costituzionalista e dal Capo dello Stato- si risponde ancora con superficialità ed arroganza istituzionale (invitando i magistrati ad andare a lavorare secondo alcune dichiarazioni rilasciate da esponenti della maggioranza parlamentare) occorre replicare con una opposizione della ragione che ribadisca i motivi di un malessere ormai non più sopportabile ma che non trascenda in atteggiamenti estremi alla fine controproducenti e di possibile rottura interna.
La ragione è sempre più forte della piazza anche perché propone un’educazione istituzionale che in molti sembrano avere smarrito.
Per risanare la giustizia occorre uno spirito costituente che oggi non è riscontrabile ma che abbiamo il dovere di interpretare e di proporre.
La magistratura deve adottare comportamenti virtuosi per il ruolo che svolge, anche quando la Politica dominante sembra avere smarrito senso del confronto e rispetto per lo Stato di diritto.
L’unità associativa comporta necessariamente una sintesi delle diverse sensibilità.
Ma se è fondata, come in questa stagione, su un sincero comune sentire, costituisce anch’essa un valore da perseguire. Ecco perché le diverse connotazioni comportamentali registrate nei diversi distretti non rappresentano una frattura all’unità ma soltanto l’esplosione del malessere e della libertà del singolo che non può essere mai ingabbiata ma che deve essere percepita e coordinata da chi ha ruoli dirigenziali.
Qualunque sia il cammino della riforma –che sarà prevedibilmente approvata in tempi brevi quantomeno per un effetto propaganda- la magistratura avrà il compito di difendere sempre i valori costituzionali in nome dei quali viene chiamata all’attuazione della giurisdizione.
La riforma è già costituzionalmente morta prima ancora di vivere. E ciò perché, qualora non venisse riveduta nella sua filosofia, il Capo dello Stato potrebbe sollevare conflitto di attribuzioni, il CSM potrebbe parimenti investire la Corte Costituzionale e, comunque, si aprirebbe un fortissimo contenzioso giudiziario amministrativo e costituzionale su molti profili dell’impianto normativo.
Questa legislatura ha invece perso un’occasione importante per occuparsi dei veri problemi della giustizia effettuando una sessione di analisi, di proposte possibilmente condivise da tutti gli operatori e quindi di interventi sui sistemi processuali e sostanziali.
In una eutanasia che non porta alla fine solo per la particolare abnegazione dei magistrati e dei loro collaboratori –come ha riconosciuto il Ministro della Giustizia commentando il lieve decremento del debito giudiziario- occorre a questo punto chiedersi chi sia veramente interessato ad avere nel Paese una giustizia efficiente, garantita e, in modo particolare, dove  tutti siano uguali.

Milano 16 gennaio 2005

Fabio Roia
Segretario Generale 

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Associazione Nazionale Magistrati

INCONTRO DIBATTITO SU ORDINAMENTO GIUDIZIARIO E INCONTRI CON LE FORZE POLITICHE

L’ANM organizza per oggi un incontro dibattito dalle h. 15.30 alle 19.30, presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, sul tema: L’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO. Nella prima parte, introdotta e presieduta da Luigi Scotti, Presidente del Tribunale di Roma, vi saranno le comunicazioni dei professori Francesco P. Casavola, Leopoldo Elia e Gaetano Silvestri; seguiranno gli interventi di Giuseppe M. Berruti, Claudio Castelli, Antonino Condorelli, Antonio Patrono e Luciano Santoro.

Concluderà una tavola rotonda tra responsabili giustizia Anna Finocchiaro, Giuseppe Gargani, Michele Vietti, Roberto Zaccaria, presieduta da Edmondo Bruti Liberati, presidente dell’ANM. (si allega la locandina del dibattito ricordando che non occorre alcun accredito stampa)

Si confermano altresì gli incontri con i responsabili giustizia delle forze politiche secondo il seguente calendario:

mercoledì 19 gennaio 2005

- ore   9,30 con UDC in persona dell’on. Follini e dell’on. Vietti (Palazzo Chigi);

- ore 14,00 con il Gruppo Parlamentare de La Margherita in persona dell’on. Fanfani (Camera dei Deputati);

- ore 16,45 con  A.N. in persona del Presidente Caruso (Senato della Repubblica)

Roma, 18 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 19/01/2005 @ 09:58:25, in Magistratura, linkato 1556 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’ANM SULLA PROROGA DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA

In relazione al decreto legge di proroga del Procuratore nazionale antimafia, l’Associazione Nazionale Magistrati riafferma ancora una volta con decisione l’esigenza che la durata di un incarico direttivo predeterminato per legge non subisca deroghe, tantomeno attraverso lo strumento legislativo del decreto legge.

Il principio deve essere ribadito, in particolare, nella prospettiva della generalizzata temporaneità degli incarichi direttivi prevista dalla riforma dell’ordinamento giudiziario.

Roma, 18 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 19/01/2005 @ 16:13:45, in Telestreet, linkato 2637 volte)

Un ottimo lavoro di archivio cronologico quello messo in rete da Jonathan Rizzi sulla vicenda Disco Volante. Lo riproduco perchè non è più possibile leggere gli argomenti ai link di Giustizia Quotidiana su Excite. Tutto il materiale citato da Jonathan è oggi qui, su questo sito, nella sezione Telestreet anche se, forse, dei miei comunicati per i Giuristi Democratici resta copia originale in data su http://giustiziaquotidiana.blogspot.com. Ringrazio Jonathan per il buon lavoro fatto per questa causa. L.M.

La tv di strada Disco Volante, dopo aver subito un provvedimento di chiusura forzata nel settembre 2003 da parte di funzionari del Ministero delle Comunicazioni, ha ricevuto, il 21 luglio 2004, un avviso di garanzia relativo all'istruzione di un processo penale contro gli operatori della street-tv per il reato di trasmissione abusiva. Chi desidera conoscere la storia di Disco Volante può fare riferimento a questa pagina. Qui di seguito è riportata una sintesi dei principali eventi seguiti alla notifica del processo penale, con continui aggiornamenti sino allo svolgimento vero e proprio del processo, in data ancora da destinarsi.

21 luglio 2004: la tv di strada riceve l’
avviso di garanzia (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana);

27 luglio: viene diffuso il
primo comunicato di Disco Volante/Telestreet: il comunicato viene rilanciato da vari siti web: Carta, Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Vivere Senigallia, NewBrainframes, Portale Cattolico, Premio Ilaria Alpi, Criticamente;

27 luglio: Loredana Morandi, giornalista e autrice di siti web, diffonde un comunicato di solidarietà nei confronti di Disco Volante:
“Disco Volante non si tocca!” (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Perlulivo);

27 luglio: Loredana Morandi pubblica nuovamente il
parere espresso dal coordinamento romano Giuristi Democratici nel settembre 2003 in occasione della chiusura d’autorità della tv di strada Disco Volante (altre fonti: Giustizia Quotidiana);

27 luglio: Carlo Gubitosa, ingegnere delle telecomunicazioni e attivista dell’associazione PeaceLink, diffonde un
comunicato di solidarietà nei confronti di Disco Volante (altre fonti: Bloggers per la Pace);

27-28 luglio: la notizia del processo a Disco Volante viene diffusa da vari siti web:
Premio Ilaria Alpi, Quinto Stato, Punto Informatico, Tempi & Spazi, Redattore sociale, Associazioni in salute, Candida Tv, Sindacato Giornalisti Marchigiani, Claudio Caprara Blog;

28 luglio:
il sindaco di Senigallia, Luana Angeloni, esprime “piena solidarietà” agli operatori della telestreet Disco Volante;

28 luglio: viene pubblicato sul quotidiano “l’Unità” un
articolo sulla vicenda di Disco Volante, scritto da Daniela Amenta (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Telestreet);

28 luglio: il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), Paolo Serventi Longhi, ed il segretario del Sindacato dei Giornalisti Marchigiani, Giovanni Giacomini, diffondono un
comunicato in difesa di Disco Volante (altre fonti: Bloggers per la Pace, Giustizia Quotidiana, Telestreet, Perlulivo, Yahoo! Italia);

28 luglio: viene pubblicato un
articolo di Giuseppe Giulietti sul caso Disco Volante, sul sito web di Articolo 21;

28 luglio: il
senatore avvocato Guido Calvi assume la difesa processuale di Disco Volante (altre fonti: The Eyes);

29 luglio: viene pubblicata un’
intervista a Enea Discepoli, promotore di Disco Volante, sul sito web di Articolo 21, a cura di Paolo Mirti;

29 luglio:
i parlamentari Ds esprimono solidarietà a Disco Volante, attraverso la capogruppo della Commissione Cultura della Camera, on. Giovanna Grignaffini, che annuncia un’interrogazione parlamentare sulla vicenda (altre fonti: Deputati Ds);

29 luglio: viene diffuso un
comunicato dell’associazione Aeranti-Corallo, aderente alla Confcommercio, riguardo alla questione della legalità delle tv di strada;

29 luglio: viene diffuso un
comunicato del Coordinamento Nazionale Nuove Antenne (CONNA) sul caso Disco Volante e in risposta al comunicato della FNSI (altre fonti: Indymedia Italia, AmbienteWeb);

30 luglio: la redazione di Disco Volante/Telestreet diffonde un proprio
comunicato in risposta al comunicato del CONNA (altre fonti: Indymedia Italia, Carta, AmbienteWeb);

1 agosto: viene pubblicato sul quotidiano “l’Unità” un
articolo di Giuseppe Giulietti che inquadra il caso Disco Volante nel panorama generale della mancanza di libertà nel sistema delle comunicazioni in Italia;

2 agosto: grazie ad un accordo con un quotidiano online di Senigallia, la tv di strada
Disco Volante rende accessibili sul web i propri servizi filmati che è impossibilitata a trasmettere in etere (altre fonti: Punto Informatico, Vivere Senigallia (1), Vivere Senigallia (2), Unimondo, Bellaciao);

4 agosto: la redazione di Disco Volante scrive una
lettera aperta a Pippo Baudo, in occasione del suo recente licenziamento dalla RAI, invitandolo a celebrare una giornata dedicata alla qualità e alla libertà televisiva a Senigallia (altre fonti: Vivere Senigallia, Telestreet);

5 agosto:
la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) sostiene la proposta della redazione di Disco Volante di celebrare una giornata della qualità televisiva a Senigallia (altre fonti: Sindacato Giornalisti Marchigiani);

5 agosto: viene pubblicato sul giornale online
Disabili.com un documentato articolo di Francesca Lorandi dedicato alla vicenda di Disco Volante;

5 agosto: l’associazione
Articolo 21 lancia la proposta di tenere un convegno a Orvieto sulla qualità e sulla libertà televisiva, in seguito anche al recente episodio del licenziamento di Baudo dalla RAI: Disco Volante è fra gli invitati a questo convegno, in quanto vittima tra le tante del regime mediatico ormai imperante e palese in Italia;

8 agosto: il primo comunicato di Disco Volante/Telestreet, insieme ad altri documenti della vicenda, appare in versione inglese su alcuni siti web internazionali:
Nettime, No-racism.net, Rekombinant;

12 agosto: documenti sulla vicenda di Disco Volante vengono pubblicati in versione inglese sul sito di
Indymedia Nederland;

13 agosto: Maurizio Blasi, giornalista del TG3 Marche e membro dell’esecutivo Usigrai, riceve il premio dell’associazione teatrale “La Sciabica” e lo dedica pubblicamente alla tv di strada Disco Volante;

15 agosto: sul sito web del quotidiano l’Avvenire viene pubblicato un
articolo di Elena Nieddu, sul caso Disco Volante e sul movimento delle telestreet;

30 settembre: un lungo
filmato prodotto dalla tv di strada Disco Volante, che ne racconta l’intera vicenda a partire dalla nascita fino alla denuncia e al processo penale, viene reso accessibile sul sito web della web-tv Arcoiris Tv, dopo essere stato trasmesso dal canale satellitare Iride Tv;

1-3 ottobre: Disco Volante partecipa, con alcuni servizi filmati, al
“Primo Festival del cinema diversamente abile”, svoltosi a Roma, ospitato dal cinema Azzurro Scipioni di Silvano Agosti. Disco Volante vince il premio per il “documento di attività di integrazione”;

fine ottobre: il giornale del
CONNA (Coordinamento Nazionale Nuove Antenne), “Nuove Antenne”, pubblica un articolo di Enea Discepoli e Fabrizio Manizza di Disco Volante, “Il diritto di esistere”, sulla vicenda processuale della tv di strada, assieme ad altri due articoli, di Carlo Gubitosa e di Giancarlo Vitali “Ambrogio” sulla questione Telestreet;

30-31 ottobre: Disco Volante partecipa al
convegno di Orvieto “Radio & Televisione: alla ricerca della qualità”, organizzato dall’associazione Articolo 21: durante la due giorni del convegno Disco Volante registra un’intervista con Pippo Baudo sulla vicenda del processo penale e partecipa al convegno con un proprio intervento (altre fonti: Elenco di tutti gli interventi);

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"L'esemplare sentenza del giudice del lavoro di Trapani, che ha finalmente riconosciuto, dopo una lunga vertenza sindacale, il diritto del collega Giovanni Ingoglia alla piena applicazione, da parte della Provincia Regionale, del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico, deve rappresentare un ulteriore segnale e un preciso monito per tutte quelle Amministrazioni Pubbliche, ancora tante in Sicilia, che nonostante gli appelli e l'azione propositiva del Sindacato continuano a portare avanti, nei confronti dei giornalisti che operano negli Uffici Stampa, la comoda politica clientelare delle consulenze e dei compensi fiduciari, ignorando la specifica normativa regionale in materia.

In un quadro complessivo ancora estremamente confuso e di "deregulation" selvaggia - in paradossale e colpevole contraddizione con una normativa specifica all'avanguardia in Italia, che se correttamente applicata garantirebbe centinaia di posti di lavoro per i giornalisti e la certezza di una informazione professionalmente qualificata, a garanzia dei cittadini - , dove il rispetto di norme e regole nei confronti degli addetti stampa pubblici siciliani non è certamente la prassi e all'interno del quale si registra addirittura la preoccupante scomparsa di dotazioni organiche per gli uffici stampa in Amministrazioni importanti, la positiva soluzione del caso di Giovanni Ingoglia (certamente un significativo successo della Segreteria provinciale di Trapani e dell'intero sindacato dei giornalisti siciliani) insieme a quella precedente relativa al collega Gino Mauro, capo ufficio stampa della Provincia Regionale di Messina, vanno considerate punto di partenza e valida roccaforte
 giurisprudenziale per la soluzione di vari casi analoghi in Sicilia, sui quali il Gruppo Uffici Stampa continuerà a fornire il suo costante contributo tecnico e di denuncia.

Ancor di più alla luce di questa sentenza, il Gruppo Uffici Stampa sollecita l'impegno e l'azione unitaria dell'intero Sindacato dei Giornalisti Siciliani per dare concretezza a quanto previsto dalla nuova Legge Regionale Finanziaria Siciliana, che prevede l'obbligo per gli Enti pubblici di rivedere, entro il prossimo mese di maggio, le dotazioni organiche, con l'inserimento degli uffici stampa nel rispetto della Legge nazionale del 7 giugno 2000. Condizione, questa, indispensabile per avviare finalmente la stagione dei concorsi pubblici".

Gaetano Perricone
Presidente Gus Sicilia
Segretario Gus Nazionale

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:26:26, in Magistratura, linkato 1414 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati, preso atto delle dimissioni del collega Piero Martello per incompatibilità statutaria con la nomina a presidente del Movimento per la Giustizia, ha nominato all’unanimità quale Vice Presidente dell’ANM il collega Ciro Riviezzo.

Roma, 22 gennaio 2005

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:28:02, in Magistratura, linkato 1286 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Comitato direttivo centrale

L’Ordinamento giudiziario al riesame del Parlamento

1.   L’Anm sin dalla presentazione dell’iniziale progetto governativo di riforma dell’ordinamento giudiziario aveva sottolineato la esigenza di dare adempimento pieno alla VII Disposizione transitoria della Costituzione che imponeva la riforma “in conformità con i principi costituzionali ”.

In seguito durante i lavori parlamentari l’Anm aveva più volte sottolineato che molte disposizioni del disegno di legge si ponevano in contrasto con quei principi così da far configurare una “incostituzionalità” di impianto, come fu rilevato da autorevoli giuristi nel corso del Congresso straordinario di Napoli e nello stesso Congresso della Associazione dei Costituzionalisti italiani tenuto a Padova nell’ottobre scorso. Oltre ai profili di costituzionalità erano stati analiticamente elencati gli aspetti di irrazionalità ed impraticabilità tecnica nel testo licenziato dalla Camera prima dell’estate. La scelta del governo di chiudere ogni approfondimento, ponendo ripetutamente la fiducia nei passaggi parlamentari, ha impedito l’esame effettivo delle disposizioni e l’approfondimento dei rilievi di incostituzionalità.

A questo atteggiamento di chiusura i magistrati hanno risposto non solo riproponendo sempre in modo argomentato le ragioni della critica ma anche ricorrendo a modalità di protesta forte ma attenta ai doveri della funzione. Ciò ha contribuito ad accrescere la consapevolezza sia dei giuristi che dell’opinione pubblica della rilevanza dei valori in gioco e dei rischi di lesione di principi costituzionali riguardanti l’assetto delle istituzioni e la tutela dei diritti.

La fondatezza delle osservazioni, svolte anche dalla magistratura associata, ha trovato conferma nel messaggio con il quale il Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere la legge, in particolare nel quarto rilievo, che investe l’intero sistema dei concorsi, con riferimento alla sottrazione al CSM della attribuzioni riservategli dalla Costituzione, e colpisce al cuore l’impianto della riforma.

Ora che la decisione è tornata alle Camere, l’Anm, unendosi alla voce unanime dei giuristi, auspica vivamente che il Parlamento voglia riesaminare la riforma alla luce della lettera e dello spirito delle disposizioni del titolo IV della Costituzione.

In primo luogo vanno accolti i rilievi del Presidente della Repubblica, escludendo ogni impropria ingerenza del potere esecutivo nell’esercizio dell’azione penale e nel conferimento degli incarichi direttivi. Deve essere eliminata nella materia dell’assegnazione delle funzioni ai magistrati la previsione dell’intervento vincolante di strutture esterne, quali Scuola o commissioni. La valutazione dei magistrati in qualunque fase della carriera, a qualunque fine, deve rimanere secondo Costituzione di competenza esclusiva del Csm, in funzione di garanzia dell’indipendenza.

Ma la riapertura della discussione impone di prendere in considerazione anche altri aspetti della riforma sui quali la ANM ha segnalato i rischi di incostituzionalità e di ingestibilità, quali la rigida separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la gerarchizzazione degli uffici di procura.

Il Comitato direttivo centrale dà mandato alla Giunta di seguire le fasi del nuovo iter parlamentare esponendo nelle sedi opportune ancora una volta tutte le osservazioni critiche e le proposte di miglioramento del testo legislativo.

2.   Più volte l’Anm ha rappresentato la grave situazione di crisi del sistema giudiziario e la intollerabile lentezza dei procedimenti. In questa situazione un intervento come quello del disegno di legge 2055 A (Cirielli/Vitali), che riduce i termini di prescrizione dei reati, peraltro solo per alcuni tipi di imputato, senza contestuali interventi che rimedino alle cause normative e organizzative della lunga durata dei processi, non avrà altro esito che quello di determinare la prescrizione di una enorme quantità di reati e quindi di impunità e denegata giustizia, con rischi per la stessa convivenza civile.

Roma, 22 gennaio 2005
Approvato all’unanimità

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:33:56, in Giuristi, linkato 1437 volte)

il Consiglio Direttivo di AGEIE, Ass. Giuristi Economisti d'Impresa Europei, è lieta di annunciare, che il prossimo MARTEDI 25 GENNAIO, alle ore 18,30 presso la Sala Conferenze dell'Hotel Polo, a piazza B. Gastaldi (vicino la stazione metro di pz. Euclide,  quartiere Parioli) in Roma, avrà luogo l'inaugurazione dell'anno sociale 2005.

Interverrà il presidente onorario Prof Avv. Guido Alpa, che tratterà il tema: "Il percorso europeo della codificazione giuridica dei fenomeni economici.

Al termine seguirà una cena.

Vogliate cortesemente far pervenire alla Segreteria, notizia della Vs. partecipazione. www.covalori.net/ageie.htm

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2005 @ 10:39:54, in Magistratura, linkato 1687 volte)

MAGISTRATURA DEMOCRATICA
SEZIONE DI SALERNO


 
Al sig.Presidente dell'A.N.M.
Sezione di Salerno

La Segreteria di Md di Salerno ha ricevuto dal proprio rappresentante in   Giunta  la lettera inoltrata al  Presidente A.N.M. ed ai componenti della Giunta,  dal collega Filippo Spiezia riguardante l'andamento dell'Assemblea Sezionale tenutasi il 15 dicembre 2004  ed avente ad oggetto i problemi organizzativi degli Uffici Giudiziari del Distretto.

La segreteria di Md, tralasciando ogni riferimento polemico sulle modalità e i tempi di indizione dell'Assemblea dell'A.N.M.  richiesta con insistenza da Md  in epoca non sospetta, svolge alcune considerazioni in margine alle note del collega Spiezia non senza rilevare che, per la prima volta, dopo anni di assemblee sezionali  scarsamente partecipate, quella del 15 dicembre - protrattasi fino ed oltre alle ore 22.00 -,  ha visto la partecipazione di oltre quaranta magistrati e numerosissimi interventi.

La conclusione che ne ha tratto  è quella che i magistrati sono davvero interessati al confronto ed alla dialettica anche quando si affrontano, rispetto a temi più generali e rilevanti, questioni concrete, problematiche attinenti alla organizzazione degli Uffici Giudiziari ed all'assegnazione del lavoro.

Md è impegnata da anni su questi temi e sulla diffusione della cultura tabellare poiché criteri di assegnazione e  distribuzione degli affari e criteri di sostituzioni dei magistrati,  predeterminati e oggettivi,  realizzano non solo  un sistema di divisione del lavoro equo ma, soprattutto, consentono di improntare la designazione dei magistrati all'efficienza ed alla trasparenza, rifuggendo da assegnazioni di tipo soggettivistico e paternalistico.

La sezione salernitana di Md non può che ribadire, e rivendicare, la richiesta  che l'Associazione si faccia sempre promotrice  di un confronto dialettico su tutti i temi  che riguardano l'amministrazione della giustizia, confronto che non può  attestarsi sull'apologia  dei vari Uffici Giudiziari che, versano, invece, in  condizioni ambientali disastrose e che  rivelano una gamma di problemi organizzativi davvero impressionante. E' di oggi, in occasione della Cerimonia di inaugurazione dell'Anno Giudiziario in Cassazione, l'ennesima denuncia del Procuratore Generale sulla lentezza della giustizia e il distretto di Salerno, alla luce delle pronunce per prescrizione dei reati ai quali si perviene con archiviazioni e sentenze che occupano le pagine dei quotidiani locali, non costituisce eccezione al trend nazionale e non brilla per l'adozione di criteri tabellari ed organizzativi finalizzati alla tempestiva conclusione dei procedimenti e dei processi.

Troviamo davvero riduttivo lamentare da parte del collega, a margine di un'Assemblea così partecipata e di durata davvero inusitata ( ma forse il collega Spiezia non è in grado di apprezzare questi elementi visto che raramente è stato partecipe alle attività associative)   la "palese violazione dell'ordine del giorno", spingendosi fino a censurare l'andamento del dibattito in cui "lo sviluppo delle critiche per certi versi unilaterali" ha impedito "un approfondito dibattito e momenti di doverosa replica".

E' inaccettabile, poi, la censura espressa in relazione alla discussione svoltasi nell'Assemblea,   che non avrebbe diritto di parola su situazioni che riguardano il dirigente dell'Ufficio Procura certamente rimesse ad altri organi ma che, evidentemente, secondo la riflessione del collega, devono pure passare nel silenzio dell'Associazione e dei magistrati salernitani; né si può invocare il ricorso alla "denuncia" ( all'Ufficio di Procura o ad un Ufficio di P.G.!)  a fronte di riflessioni e critiche svolte da uno dei colleghi in merito ai criteri di assegnazione degli affari presso l'Ufficio G.I.P.; nè  infine, lamentare la "genericità ed inesattezza" degli interventi svolti nel corso dell'Assemblea e concludere con la ricostruzione di una vicenda processuale di cui il collega  è stato magistrato inquirente lamentando-ancora una volta-che la "critica" provenga da persona non legittimata perché  "non conosce un atto di quel processo per averne avuta competenza e cognizione".

Md  fa  rilevare la deriva autoritaria e l'involuzione censoria che denunciano un siffatto argomentare:

gli argomenti trattati interessavano l'Assemblea, che nessuno ha abbandonato;

la pendenza in capo al dirigente della Procura di una pratica per incompatibilità ambientale nel corso della quale sono stati escussi procuratori aggiunti e magistrati dell'Ufficio per l'anomalo andamento della iscrizione di un fascicolo processuale concernente proprio il fratello del Procuratore, è certamente  un tema pertinente alle  problematiche di organizzazione dell'Ufficio di Procura che non può permettersi tensioni - determinate da motivi personali- sul tema fondamentale della iscrizione di una notizia di reato - qualunque sia il suo esito - né contrasti e conflitti fra i vertici; 

la riflessione critica sul sistema tabellare viene, invece, irrisa ed al posto della discussione si propongono denunce alla Procura ed ai Carabinieri;

secondo questa concezione i magistrati non possono porre e porsi domande; criticare un sistema di assegnazione personalistico, parlare liberamente poiché il dibattito serve proprio a  chiarire e chiarirsi le idee,  qualora non siano stati investiti della cognizione di un processo;

è inaccettabile l'auspicio a che, in pubblica assemblea e dal Presidente dell'Assemblea , uno degli associati venga invitato a precisazioni e rendere conto del suo intervento.

Md si chiede: quale sarà il prossimo approdo di un siffatto modo di ragionare?

Dopo la contestazione all'Assemblea proposta attraverso l'appello al Presidente ed ai componenti della Giunta cui si chiedono interventi censori, dopo l'invito a chiarimenti dei colleghi intervenuti in Assemblea, seguiranno le denunce alla Procura Generale o addirittura alla P.G. funzionalmente dipendente dall'Ufficio di Procura?

Md ritiene che la sede - l'unica sede- per la discussione ed il dibattito sia rappresentata dall'Assemblea Sezionale ove tutti magistrati  sono ancora liberi  di esprimere il proprio pensiero.

Md rifiuta l'idea, sottesa alle argomentazioni censorie del collega,  che il momento assembleare si possa  disciplinare secondo qualsivoglia schema autoritario ed autoreferenziale e offre la nota  del collega unitamente alla presente alla riflessione di tutti i magistrati del Distretto.

La nota del collega e la presente saranno pubblicate anche sulle liste dell'A.N.M., Md, Verdi e Art.3,  che si ringraziano per l'ospitalità.

Salerno, 12 gennaio 2005
La Sezione di Salerno di Md

Di seguito si riporta la lettera del collega Filippo Spiezia, opportunamente riprodotta  con sistemi informtici

Al sig. Presidente della Giunta della A.N.M.,
Sezione di Salemo dott. Aldo Carrato
Ai signori magistrati componenti della Giunta

Quale iscritto all'Associazione Magistrati mi rivolgo a Codesta spettabile Giunta chiedendo il Loro intervento a seguito di quanto accaduto nella riunione assembleare svoltasi in data 15 dicembre 2004 .

Come è a Voi noto, poche volte, mio malgrado, ho avuto il piacere di partecipare e dare il mio contributo attivo alla vita assembleare e dell'associazione. Certamente per miei limiti oggettivi e personali, non sempre mi è riuscito di coniugare l'impegno professionale con quello associativo, pur riconoscendo l'alto valore del dialogo e del costruttivo confronto tra i colleghi tutti, per la soluzione ovvero per la formulazione di proposte volte ad affrontare i problemi, che, molteplici, caratterizzano, talvolta condizionandola, la nostra azione di magistrati. Ammetto, invero, di aver attribuito prevalenza in via pressocchè esclusiva ali'impegno professionale, che, per intensità e complessità, poco spazio ha consentito ad altre proiezioni del mio essere magistrato, forse altrettanto importanti e significative.

Pure Vi è noto che, da qualche tempo, in spirito di servizio per i colleghi tutti, svolgo la funzione di referente distrettuale per la formazione decentrata per il settore penale, compito che sto cercando di assolvere in maniera dignitosa e per il quale mi ritengo gratificato dall'ampio coinvolgimento dei colleghi tutti, che non hanno fatto mancare il loro contributo attivo alle attività formative, attuate nel distretto secondo i canoni e gli indirizzi indicati dal Consiglio Superiore della Magistratura. Tuttavia, per la stima che nutro verso tutti Voi, indistintamente, oltre che per la fiducia nel sistema istituzionale ed associativo, ritengo giusto e doveroso segnalarvi l'assoluto disappunto per quanto accaduto nel corso dell' assemblea da ultimo svoltasi.

Essa, sin dai primi interventi, si è tradotta, in palese violazione dei temi posti ali 'ordine del giorno, in una sorta di giudizio sommario nei confronti dell 'ufficio di Procura, con considerazioni parziali, superficiali ed in parte infondate. E pur vero che nel corso dell 'assemblea alcuni sostituti hanno preso la parola, ma lo sviluppo progressivo delle critiche, per certi versi unilaterali, ha impedito un approfondito dibattito e momenti di doverosa replica, tenuto conto della esiguità temporale. Ne credo competa ad una assemblea associativa, esprimere valutazoni di condanna o assolutorie nei confronti di un ufficio ovvero del suo dirigente, specie quando sono in corso nei confronti di quest'ultimo procedimenti presso i competenti organi, costituzionalmente preposti a tali valutazioni. Ne d'altro canto, è pensabile che tale assemblea possa aver assolto ad uno scopo informativo e comunicativo, che pure sarebbe nobile funzione, in favore dei magistrati del distretto ad essa presenti, per renderli edotti di specifiche situazioni attinenti l'ufficio di Procura, stante I' assoluta genericità delle accuse rivolte, talvolta basate su costruzioni mistificanti, con accostamenti impropri e suggestivi, prive dei necessari ed obiettivi approfondimenti.

Basti considerare l'esordio avvenuto in assemblea, da parte di chi ha sostenuto l'inidoneità dell'attuale sistema di distribuzione degli affari presso l'ufficio G.i.p., perché esso consentirebbe di determinare, da parte dei pubblici ministeri, la competenza interna e la individuazione del giudice per le indagini preliminari! Tale intervento mi lascia assolutamente sbigottito. Come è possibile che in un consesso di magistrati si arrivi, mi si consenta, a tanta "leggerezza" verbale, ipotizzando ed insinuando comportamenti illeciti a carico di colleghi, senza fornire ed indicare alcuna concreta circostanza in cui tutto ciò possa essere accaduto? E non vi stupisca il mio riferimento ad illeciti, perché in altro modo non potrebbe qualificarsi la condotta di un pubblico ministero che ipotizzi una notizia di reato, evidentemente inesistente, a carico di un Sempronio qualsiasi, al solo fine di determinare spostamenti di competenza interna del g. i.p..

A me personalmente nulla risulta di tutto ciò, ma se il collega, diversamente, è a conoscenza di situazioni specifiche, realmente verifìcatesi e rispondenti a quanto da lui riferito, avrebbe dovuto, già da tempo, denunciare nelle forme proprie ( ad un ufficio di Procura o ad un ufficio di p.g.), l'illecito di cui ha avuto consapevolezza. Ogni suo eventuale ritardo sul punto è assolutamente disdicevole e lo invito a rappresentare immediatamente, a chi di competenza, quanto gli risulta, a carico di chicchessia.

Devo inoltre lamentare, oltre che la genericità di diversi interventi avvenuti nel corso della citata assemblea, anche la loro palese inesattezza. Di uno poi, mi dolgo in particolar modo. Mi riferisco a quello dispiegato dalla collega dott.ssa Emilia Giordano, che, nel criticare il sistema di assegnazione degli affari penali da parte del Procuratore della Repubblica, giudicandolo non trasparente, ha indicato, a mò di esempio il fascicolo c.d. sulla forestazione.

E veramente sorprendente che un magistrato che non conosce un atto di quel processo, per non averne avuta alcuna competenza e cognizione, possa esporre, in un 'assemblea di colleghi, un simile sommario giudizio, senza dar conto del perché delle sue affermazioni e, soprattutto senza specificare le ragioni per le quali tale assegnazione sarebbe avvenuta in modo non trasparente.

È necessario allora che si sappia, da parte di tutti i colleghi, che quel fascicolo scaturì dalla denunzia di un funzionario del Corpo Forestale dello Stato e che tale fascicolo, come tanti altri in materia di reati contro la P.A., venne assegnato alla mia persona dal sig. Procuratore, in quanto sostituto di quella sezione, così come, allo stesso modo, numerosi altri fascicoli sono stati assegnati ad altri colleghi della medesima.

Nella rappresentazione dei fatti contenuta in quella denunzia si ipotizzavano possibili abusi d'ufficio e reati di falso, in relazione al compimento di alcuni atti amministrativi: tali circostanze apparvero sin doli 'inizio, allo scrivente, di diffìcile dimostrazione, tant'è che alcuni profili della medesima vicenda, portati dal medesimo denunziante alla cognizione di altri uffici giudiziari (vedi Procura di Sala Consilina), vennero archiviati dopo poche settimane.

E bene che si sappia, visto che qualcuno mostra di ignorarlo, che quel fascicolo è diventato così rilevante solo a seguito di uno sforzo investigativo e giudiziario senza precedenti, in primo luogo per l'impegno dello scrivente che vi ha profuso, per oltre due anni, le migliori energie personali e professionali. Ricordo che era proprio nello stesso periodo di Natale di tré anni or sono, che "divoravo ", insieme agli ufficiali della Guardia di Finanza ( leggi Maresciallo Trenta Antonio), pagine e pagine di atti amministrativi, contabili, di documenti bancari e societari, mentre altri potevano comodamente godere dell'affetto dei propri cari, in un periodo festivo così forte, anche spiritualmente parlando, magari "divorando " piatti più succulenti.

  È bene che si sappia e si ricordi che nei confronti di uno dei principali imputati, il sig. Raffaele Liguori, è stata chiesta dallo scrivente la misura di massimo rigore, a fronte di una più benevola valutazione del giudice per le indagini preliminari, giustificata dalle condizioni di salute del medesimo, che inoltre sono stati chiesti ed ottenuti, con provvedimenti confermati anche dalla Suprema Corte, nella gran parte dei casi, sequestri di beni mobili ed immobili del valore di miliardi di lire. È bene dunque che si abbia sempre a mente che la c.d. inchiesta sulla forestazione, è nata non perché nella denuncia venissero descritte le mazzette incassate dai funzionar! corrotti, ma solo per quell'impegno eccezionale al quale ho sopra ho fatto riferimento, per altro in modo assolutamente sintetico. Credo allora che sia sotto gli occhi di tutti la portata delegittimante di interventi di tal fatta. E la constatazione che la delegittimazione possa addirittura provenire dall'interno del corpo giudiziario, è per me motivo di triste e penosa considerazione, che si aggrava in quanto proveniente da una collega che per il suo impegno professionale ho sempre stimato, ma che, a sua volta, ha personalmente conosciuto il mio, in quanto funzionalmente giudice in numerose delicate inchieste da me condotte, credo nella più assoluta dedizione, trasparenza, omogeneità di comportamenti ed osservanza delle norme, in ogni tipo di investigazione, dalla più semplice a quella complessa.

Se le mie parole dovessero risultare insufficienti, Vi invito tutti ad aprire qualsivoglia fascicolo a me assegnato e ad valutare la condotta seguita. Potete farlo, per la esigenza di massima trasparenza! Mi sottopongo integralmente al Vostro giudizio, che so sereno ed obiettivo.

Concludo la presente esprimendo il mio forte rammarico per tutto quanto accaduto. Vi chiedo, come Giunta, un Vostro appropriato intervento a fronte dell'iniziativa risultata delegittimante per la mia per sona.

Auspico che la collega, in pubblica assemblea, sia invitata a precisare e a render conto del suo intervento, onde sia ristabilita, in spirito di reciproca correttezza, la verità dei fatti.

Auspico che si possa ricomporre e ritrovare, rapidamente, un clima di rinnovata stima e concardia tra tutti i colleghi, che si fondi in primo luogo sul senso di reciproco rispetto che tutti ci dovremmo portare, se non come magistrati, almeno come uomini.

Con sincera stima
Filippo Spiezia
Nola 25.12.2004

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