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 Akiko con i piccini Arrietty e Sho... di Lunadicarta
 
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Giustizia ritardata è giustizia negata.

Montesquieu
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/02/2012 @ 14:12:31, in Magistratura, linkato 3485 volte)
Solidarietà al magistrato Maurizio Agnello e alla sua famiglia. Credo di sapere come si sente in merito alle minacce ai familiari. La sottoscritta, invece, per aver sottratto un bene di proprietà dello Stato sfruttato dalla malavita del web, da ben 4 subisce la pubblicazione di dati personali e abitativi, le foto dei figli, l'indirizzo dei parenti anziani e una lunga serie di minacce tutte credibili data la provenienza criminale. L.M.



Nella missiva: "C'è gente che per Vitrano si farebbe ammazzare"

Processo Vitrano, lettera di minacce al pm
Il deputato Pd: "Si vuole depistare"


Palermo - (Adnkronos/Ign) - E' stata trovata dal magistrato Maurizio Agnello sul tavolo dell'aula ad udienza appena aperta. La Procura di Caltanissetta apre un'inchiesta. Non è la prima volta che il pubblico ministeroriceve minacce: intimidazione a pm: busta con dati sensibili familiari su scrivania

Palermo, 8 feb. - (Adnkronos/Ign) - Una lettera intimidatoria è stata trovata dal pm Maurizio Agnello sul tavolo dell'aula in cui stava per cominciare il processo al deputato regionale Gaspare Vitrano, accusato di concussione. Sul luogo sono arrivati i carabinieri che stanno facendo i rilievi.

Oggi avrebbe dovuto deporre al processo a Gaspare Vitrano l'ingegnere Piergiorgio Ingrassia, imputato insieme al deputato regionale. Ingrassia sarebbe stato l'intermediario della tangente che Vitrano, secondo l'accusa, avrebbe incassato da un imprenditore dell'eolico. L'udienza, dopo il ritrovamento della lettera di minacce al pm Agnello, è stata sospesa. Sul caso la Procura di Caltanissetta aprirà un'inchiesta.

La lettera è scritta al computer e si trovava in una busta gialla, intestata a ''ingegnere Piergiorgio Ingrassia e pm Maurizio Agnello''. ''Vi siete fatti pubblicità -si legge nella lettera- sulle spalle di un uomo la cui unica colpa è di avere sempre aiutato tutti. Ricordate oggi e sempre che a Misilmeri (paese da cui proviene Vitrano) c'è gente che per l'onorevole Gaspare Vitrano si farebbe ammazzare, che per Gaspare Vitrano è capace di ammazzare''.

Il deputato Vitrano è fuori dall'aula in attesa della ripresa del processo: "E' un episodio spiacevole - ha detto -, evidentemente c'è qualcuno che ha tutto l'interesse a turbare la serenità del processo e vuole depistare. Tutto questo Ci danneggia".

''Solo un cretino può pensare che questa lettera intimidatoria al pm ci possa agevolare nel processo -ha proseguito il deputato Gaspare Vitrano- è scontato che si tratta di un nemico. Chi scrive queste cose ha tutto l'interesse di mettere in cattiva luce me''.

E il legale di Vitrano, l'avvocato Vincenzo Lo Re annuncia un esposto per sapere ''chi ha aperto l'aula d'udienza questa mattina, chi ha fatto le pulizie, ma soprattutto quante persone hanno toccato quella busta prima di consegnarla ai carabinieri per i rilievi''.

Il precedente

Palermo, intimidazione a pm:
busta con dati sensibili familiari su scrivania



Palermo - (Adnkronos) - "Quello che preoccupa - dice all'ADNKRONOS il magistrato Maurizio Agnello - è la facilità con cui qualcuno è entrato nella mia stanza ed indisturbato ha avuto tutto il tempo di lasciare la busta sul tavolo. Spero che questo episodio faccia riflettere sulla necessità di migliorare il sistema di sicurezza del palazzo, che purtroppo fa acqua da tutte le parti".

Palermo, 31 mar. - (Adnkronos) - Intimidazione ai danni del pm di Palermo Maurizio Agnello. Sulla scrivania del magistrato al Palazzo di Giustizia e' stata trovata una busta gialla con l'intestazione 'Comune di Palermo - Servizi demografici - piazza Giulio Cesare' e all'interno un foglio di blocco note con le date di nascita, le residenze del pm e dei suoi familiari e i numeri di targa delle auto da loro usate. A notare lunedi' scorso la busta, che non era affrancata e che e' stata quindi portata nell'ufficio da qualcuno, e' stato lo stesso pm, che ha immediatamente presentato denuncia ai carabinieri.

"Quello che preoccupa - dice all'ADNKRONOS il magistrato - e' la facilita' con cui qualcuno e' entrato nella mia stanza ed indisturbato ha avuto tutto il tempo di lasciare la busta sul tavolo. Spero che questo episodio faccia riflettere sulla necessita' di migliorare il sistema di sicurezza del palazzo, che purtroppo fa acqua da tutte le parti".

Tra le inchieste seguite da Agnello c'e' sia quella su Gaspare Vitrano, il deputato del Pd sorpreso mentre intascava una 'mazzetta' e quella sulla morte del venditore ambulante marocchino, che si e' dato fuoco per protestare contro il sequestro della sua merce da parte dei vigili urbani.
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Di Loredana Morandi (del 09/02/2012 @ 04:49:50, in Magistratura, linkato 3337 volte)
Palamara (Anm): “Una ricerca
per capire come ci vede il mondo”

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/methodos_2012.jpg

08/02/2012

- ‘Quale giustizia in Italia dal 2013?’ - Rapporto conclusivo (.pdf)


“Esauriti gli attacchi della politica alla magistratura abbiamo voluto cercare di capire come sia possibile realizzare un cambiamento al nostro interno e per questo abbiamo pensato che fosse utile ascoltare il mondo esterno, intercettarne le idee, gli umori, le opinioni”. Luca Palamara, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, a pochi giorni dalla scadenza del suo incarico, così spiega le intenzioni che hanno mosso “il sindacato delle toghe” a commissionare a Methodos una ricerca dal titolo chiaro e inequivocabile: ‘Quale giustizia in Italia dal 2013?’.

Guidata da Giampaolo Azzoni, Toni Muzi Falconi e Lara Pontarelli, l’indagine, condotta con il metodo Delphi, ha prodotto un rapporto conclusivo – che qui presentiamo – in cui si mettono in luce i punti fondamentali attorno ai quali lavorare per “rendere più efficiente ed efficace il sistema della giustizia in Italia”. Palamara sottolinea l’interesse del metodo adottato – questionari sottoposti a un panel composto da diciotto autorevoli personaggi del mondo della cultura, dell’economia, delle istituzioni, delle professioni, dell’accademia, dell’attivismo sociale e dei media. “A noi interessa aprirci e capire cosa il mondo esterno dice e pensa di noi”, spiega Palamara. “In questi anni la questione giustizia è stato un tema sulla bocca di tutti e tutti si sono sentiti autorizzati a dire la loro. Quel che ci premeva era smontare un pregiudizio, anzi una serie di pregiudizi: il giudice che non paga i suoi errori, il giudice che non lavora ecc. E quel che ci ha sorpreso nel leggere i risultati della ricerca è che le argomentazioni e i suggerimenti si sono rivelati di estremo interesse e precisione, dalla riforma delle circoscrizioni all’informatizzazione”.

Sulla necessità di una riforma complessiva e veloce piuttosto che di una graduale rimodulazione dell’apparato giudiziario, Palamara opta per questa seconda possibilità: “In questa fase in cui si trova il Paese ritengo più congruo un processo step-by-step, il che non significa rinunciare a una spinta successiva in cui si discuta a tutto tondo il sistema della giustizia”. E aggiunge: “Pur nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dei poteri, continuo a pensare che la magistratura debba essere pronta a discutere tutti i temi che riguardano la nostra società”.

Allegati

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Di Loredana Morandi (del 09/02/2012 @ 08:01:53, in Osservatorio Famiglia, linkato 2827 volte)

Una sentenza poco convincente, almeno quanto quella del caso Meredith, che lascia insoluto un omicidio di prossimità, così sono definiti gli omicidi familiari o in seno ad una relazione. Speriamo nel ricorso del PM perché anche alla luce dell'ultimo infanticidio, quello dell'Angelo volato da ponte Mazzini a Roma come le altre centinaia di casi simili,  sappiamo che il violento è sempre il maschio della specie perché non è dotato in natura dell'istinto materno, figurarsi sotto l'effetto della cocaina. Se ci sono i servizi sociali a Genova è opportuno che invigilino sui rapporti con la ex moglie e i figli nati dalla precedente relazione. Rammentiamo che a carico del Rasero  in primo grado c'erano gli elementi certi del "morso"  al bimbo ucciso e il "dna sul piedino".  L.M.

Chi ha ucciso il piccolo Ale?

 

Genova - Se non è stato lui, Giovanni Antonio Rasero, chi ha ucciso il piccolo Alessandro Mathas, 8 mesi, morto con la testa massacrata contro un muro nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2010?

La sentenza della corte d’assise d’appello del tribunale di Genova, pronunziata dopo oltre 5 ore di camera di consiglio, che ha completamente riformato la sentenza di primo grado con la quale Rasero era stato condannato a 26 anni di reclusione per omicidio volontario, pone questa domanda come fondamentale per ottenere giustizia. Chi è stato. Chi, quella notte, ha preso la testa del piccolo Alessandro e l’ha sbattuta ripetutamente contro il muro, chi ha massacrato un bambino così piccolo, chi non ne ha ascoltato il pianto disperato.

Secondo la corte d’assise d’appello non è stato Giovanni Antonio Rasero che con la madre di Alessandro, Katarina Mathas, condivideva il letto e la cocaina. Dopo quella notte orrenda, Rasero e la Mathas si sono accusati reciprocamente e oggi, dopo che la corte d’assise d’appello, in nome della vecchia norma che prevede un’ assoluzione in presenza d’insufficienza di prove, ha restituito la libertà a Rasero è lei che torna sotto la lente d’ingrandimento della giustizia. È e resta indagata, Katerina Mathas, che stasera si dice «allibita» per quell’assoluzione.

Il processo è stato lungo e difficile, pieno di contraddizioni e versioni dei fatti sempre diverse, di accuse reciproche, racconti fatti e smentiti, perizie e consulenze, le accuse di un ex amante alla madre di Alessandro. E dubbi, tanti dubbi. Katerina Mathas era stata per qualche tempo in prigione poi venne scarcerata mentre Rasero rimase in carcere. Eppure, nella sentenza della corte d’assise la madre di Alessandro non ne usciva completamente indenne. Scriveva il giudice: «L’atteggiamento complessivamente inerte e omissivo della Mathas è una conferma indiretta del suo coinvolgimento nella morte del figlio Alessandro».

«Aspetteremo le motivazioni della sentenza per valutare cosa fare nei confronti di Katerina Matha», si limita a dire il procuratore capo facente funzioni di Genova, Vincenzo Scolastico. Che spiega: «Noi abbiamo esercitato l’azione penale, convinti che ci fossero solidi elementi di accusa nei confronti di Rasero. Spetterà ora al Procuratore generale valutare le argomentazioni della Corte d’Assise d’Appello e decidere se impugnare o meno la sentenza».

La difesa di Rasero si aspetta il ricorso in Cassazione, ma si dice anche pronta a difendere fino in fondo l’innocenza del giovane. «Negli atti ci sono tutti gli elementi - è la tesi dell’avvocato Luigi Chiappero, che assiste il broker insieme a Andrea Vernazza - per dire che è innocente. Questa è una sentenza importante, non era facile pronunciarla per la grande pressione mediatica sul caso». Ma non è finita: a due anni di distanza la morte del piccolo Ale non ha ancora un colpevole.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/02/08/APKCfmqB-ucciso_scheda_piccolo.shtml
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La vita dei bambini ha davvero pochissimo peso nell'attuale società italiana. Il vero caso insoluto dell'omicidio di Melania Rea è l'accanimento nel voler condurre la piccola Vittoria in carcere, per rivedere il volto che ha già visto nello stesso giorno dell'omicidio di sua madre. Ma come? Se il pubblico ministero dichiarò di volerla interrogare? In nome di quale genitorialità se l'uomo, con una amante ufficiale e numerose storie di sesso e ricatto, nei giorni della finta ricerca chattava con i trans?  L.M.

Parolisi, violento e dominatore

"Ha ucciso Melania perchè
voleva ribellarsi a questo rapporto"


Foto e video: L'incontro tra Salvatore e la figlia

Questo l'identikit psicologico fornito dalla criminologa Margherita Carlini nominata consulente dei Rea. L'avvocato Gionni ha depositato una memoria in Procura

di Natalia Encolpio

Ascoli, 8 febbraio 2012 - L'avvocato Mauro Gionni (legale della famiglia di Melania) ha depositato questa mattina una memoria per i Rea come persone offese ed ha annunciato che si costituiranno parte civile. Gionni ha nominato come consulente la criminologa Margherita Carlini ed ha allegato una sua relazione che spiega la genesi e l'identikit del crimine. Pagine cha raccontano e illustrano i retroscena psicologici che inescano il delitto.

Per la Carlini "l'omicidio di Melania può essere considerato un omicidio di prossimità". Ovvero quegli omicidi che si consumano in un contesto di relazione. Le vittime di questa tipologia di omicidi - spiega la Carlini - sono prevalentemente donne che hanno un'età compresa tra i 25 e i 35 anni. In Italia viene uccisa una donna dal proprio marito, convivente, fidanzato o ex circa ogni 96 ore. Gli autori degli omicidi sono uomini, in più del 75% dei casi, mariti o conviventi. La maggior parte di questi omicidi è preceduta da maltrattamenti".

"La violenza all'interno di una coppia non si presenta in modo improvviso e casuale ma segue meccanismo ben precisi che vegono definti come spirale del controllo e della violenza - prosegue la Carlini -. Le fasi di violenza vengono alternate a false riappacificazioni. Sono i momenti in cui l'aggressore chiede scusa per i suoi comportamenti, piange, si dispera, promette di cambiare e promette amore eterno. Questa fase, definita luna di miele, è assolutamente falsa e strumentale e serve all'uomo per creare ancora più confusione nella donna e quindi per legarla ancora di più a se stesso. In realtà quando la donna inizierà a ribellarsi per uscire dalla violenza, l'abusante l'aggredirà fisicamente, nel tentativo di riprendere in mano le redini della situazione".

E questo, per la Carlini, è quanto avvenuto tra Salvatore e Melania. "La genesi dell'uxoricidio - spiega La Carlini - è dato dal desiderio/necessità di possesso. Il rapporto tra Salvatore e Melania è basato sul dominio e la possessività. Nel momento in cui la donna sceglie di allontanarsi dalla situazione di controllo o di umiliazione nasce un conflitto all'interno della coppia che si trasforma in violenza e può arrivare all'omicidio. Anche nel contesto relazionale Salvatore-Melania si è verificato il conflitto. E' la ribellione della preda che non accetta più le angherie a creare frustrazione sentimenti d'inferiorità intollerabili per il soggetto predatore. E allora colui che finora aveva dominato perde la posizione di controllo, vacillano le sue certezze indispensabili per la salvaguardia della sua fragile identità. Ecco quindi l'azione violenta, come tentativo estremo, di riprendersi uno status quo".

Natalia Encolpio

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2012/02/08/665295-parolisi_violento_dominatore.shtml

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Di Loredana Morandi (del 09/02/2012 @ 18:36:11, in Estero, linkato 2679 volte)
11 anni sono una esecuzione formale... L.M.

Spagna, giudice Garzón sospeso per 11 anni

per intercettazioni illegali nel caso Guertel


Madrid - (Adnkronos/Dpa) - Il magistrato, noto in tutto il mondo per aver chiesto l'estradizione di Pinochet, aveva ordinato intercettazioni delle conversazioni in carcere fra alcuni imputati e i loro avvocati, nell'ambito del caso Guertel, vicenda di corruzione in seno al partito Popolare. Molti suoi sostenitori lo ritengono vittima di una persecuzione politica.

Madrid, 9 feb. (Adnkronos/Dpa) - Il giudice spagnolo Baltasar Garzón è stato condannato a 11 anni di inabilitazione dall'incarico per la vicenda delle intercettazioni da lui disposte nel "caso Guertel".

La condanna contro il 56enne Garzón, segna di fatto la fine della sua carriera in Spagna. Il magistrato è stato condannato all'unanimità dai sette giudici della Corte Suprema per aver ordinato intercettazioni delle conversazioni in carcere fra alcuni imputati e i loro avvocati, nell'ambito del caso Guertel, una vicenda di corruzione scoppiata nel 2009 in seno al partito Popolare dell'attuale primo ministro spagnolo Mariano Rajoy.

Garzon, noto in tutto il mondo per il suo impegno giudiziario in favore dei diritti umani
, è in attesa di un altra sentenza. Ieri si è infatti concluso il dibattimento del processo che lo vede accusato di negligenza professionale per aver indagato sulle vittime del franchisimo senza tener conto dell'amnistia del 1977.

Sospeso dalle sue funzioni nel 2010, Garzon ha subito ottenuto un incarico presso il Tribunale Penale Internazionale dell'Aja, come assistente del procuratore generale, l'argentino Moreno Ocampo. Un'offerta che sottolinea l'ampia solidarietà internazionale di cui gode Garzon. Molti suoi sostenitori, in Spagna come all'estero, ritengono che sia vittima di una persecuzione politica in quanto giudice scomodo. Nella sua lunga carriera, Garzón ha aperto inchieste contro narcotrafficanti, terroristi islamici e terroristi baschi.

Il suo caso più noto è stato il tentativo, fallito, di ottenere nel 1998 l'estradizione di Pinochet, che per questo fu arrestato in Gran Bretagna. Nel 2005 Garzón è riuscito a far condannare l'ex ufficiale della marina argentina Adolfo Scilingo, che sta scontando 30 anni di carcere in Spagna per crimini contro l'umanità commessi durante la dittatura.
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Di Loredana Morandi (del 11/02/2012 @ 08:21:11, in magistratura, linkato 3375 volte)
Il segretario di Magistratura Indipendente ha alcune ragioni nel protestare per la lunga proroga,  nel corso della quale ha lavorato l'attuale Giunta della Associazione Magistrati. Ma è pur vero che l'ulteriore proroga non è stata certo determinata dal maltempo o dal calendario, bensì dal voto all'emendamento Pini sulla responsabilità civile della magistratura. Così, durante lo stato di agitazione, richiesto a più voci, è ovvio che le elezioni sian state rimandate. Ad ogni modo, essendo prevista l'astensione dalle udienze dell'avvocatura del 23 e 24 febbraio, lato pratico forse le operazioni di voto avrebbero potuto svolgersi con più tranquillità in quelle date. L.M.

È Carnevale e i magistrati
decidono di rinviare le loro elezioni


Ivo Bretagna
10/02/2012

Durissima lettera di Cosimo Ferri, leader di Magistratura indipendente: «A chi lo andiamo a raccontare che rinviamo il voto per il martedì grasso? Perché non abbiamo pensato al voto telematico?». Una dura polemica a una settimana dagli scrutini dell’Anm (associazione nazionale magistrati) che a questo punto dovrebbero slittare di una settimana.
«La convocazione del Cdc (Comitato direttivo centrale) per martedì 14 febbraio è un evidente segnale che già vi sia un accordo per spostare nuovamente le elezioni. Non ho davvero  più parole e capisco perché in questi anni l'Anm non abbia ottenuto alcun risultato positivo e concreto ed abbia lasciato sola la base dei magistrati: manca qualsiasi capacità organizzativa e c'è poca chiarezza. Questo balletto sulla data delle elezioni mi vede fermamente contrario, crea incertezza e disorienta candidati ed elettori. Ma a chi lo andiamo a raccontare che le elezioni vengono nuovamente rinviate per il Carnevale e perché le scuole sono chiuse? Scusate ma nel mio tribunale le udienze si terranno ugualmente e non esiste alcuna possibilità di un rinvio per il martedì grasso mentre esiste per fortuna, a meno che la nostra Giunta non ci farà togliere anche questo, il diritto alle ferie che ciascuno di noi legittimamente può richiedere in qualsiasi periodo dell'anno, previa autorizzazione. È giusto garantire il voto ma allora perché non si è pensato, previa modifica statutaria, al voto telematico e non si invitano le giunte distrettuali ad aprire seggi in tutti i tribunali anche laddove non sia stata istituita una sottosezione? Solo così si garantirebbe l'effettiva partecipazione, il resto è solo strategia politica. Ed io non ci sto. Anche se immagino che la decisione come al solito sarà frutto di un accordo tra Unicost ed Area (la lista che raccoglie le correnti di Magistratura democratica e Movimento per la giustizia, ndr), che dovremo subire ed alla fine chi voleva rinviare le elezioni per motivi istituzionali otterrà il risultato. Anche nella nostra Anm, purtroppo, gli elettori non contano». È una nota di fuoco quella scritta a caldo da Cosimo Maria Ferri leader del secondo gruppo interno all’associazione magistrati, Magistratura indipendente.

Ebbene, sì. Pare proprio che le elezioni per il rinnovo dei vertici dell’associazione magistrati, per le quali decine di candidati sono in corsa da settimane con incontri, viaggi su e giù per la Penisola e spedizione nei tribunali dei programmi delle varie liste, non si terranno.

I motivi, a leggere le parole del segretario di Magistratura indipendente, sarebbero risibili. Ma staremo a vedere, oltre al carnevale c’è la neve.

Si tratterebbe però della prima volta nella storia ultracentenaria dell’associazione magistrati. Un precedente pericoloso per le due figure ancora a capo dell’Anm, Luca Palamara (rappresentante della corrente Unità per la Costituzione) e Giuseppe Cascini (Magistratura democratica).

Così se sul sito dell’Anm il voto resta fissato per il 12-13-14 febbraio, in realtà si sarebbe già stabilito di votare una settimana dopo, ovvero nelle giornate del 19-20-21 dello stesso mese. Sarebbe stata respinta, invece, la richiesta della corrente di Unità per la Costituzione di rinviare le elezioni di un altro mese. Va ricordato, in proposito, che già oggi il segretario dell’associazione, Giuseppe Cascini, e il presidente, Luca Palamara, ricoprono i loro incarichi per un regime di prorogatio vigente dallo scorso novembre. Un colpo di scena, dunque, destinato a turbare non poco i sonni degli oltre ottomila togati italiani.

http://www.linkiesta.it/elezioni-anm-rinvio-magistrati-carnevale#ixzz1m3W7KLBb
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Questo articolo da Repubblica stranamente tratta malissimo la Procura, con un giochetto non troppo pulito sulla creazione di fascicoli d'indagine del tutto differenti, affidati come è ovvio a pm diversi, tra la denuncia della madre e l'omicidio del figlio compiuto dal padre presso il centro assistenziale di San Donato. Vero è che la vita dei bambini in Italia non vale niente, mentre di fatto nel paese muore una donna ogni due giorni e spessissimo con lei muoiono anche i suoi figli. Il caso odierno è eccezionale, lo è la sentenza assolutoria, così come è eccezionale la oggettiva incapacità di giudizio degli assistenti sociali e l'assenza di misure precauzionali interne alla struttura. In merito a questi requisiti, che accomunano tutti gli assistenti sociali d'Italia, bisogna dire che la a-specificità professionale è il solo comune denominatore. Gli assistenti sociali non sono psichiatri, non sono sociologi e non hanno alcuna esperienza in campo criminologico, medico, infermieristico o dell'insegnamento.  Perché allora non creare un percorso formativo obbligatorio che preveda l'affiancamento alle forze di polizia per 6 mesi? Con la Digos, magari. Chissà allora se questa professionalità così emergente ed invasiva nelle famiglie italiane, acquisirà la capacità di riconoscere un brutto ceffo da una persona normale con delle difficoltà... L.M.

Uccise il figlio affidato ai servizi sociali
Educatori assolti: "Il fatto non sussiste"

Il giudice delle udienze preliminari accoglie la richiesta dell'accusa per il caso del bambino affidato a un centro sociale ucciso dal padre durante un colloquio settimanale a San Donato


di SIMONE BIANCHIN

Il tribunale li ha assolti con formula piena. Secondo il gip Vincenzo Tutinelli le assistenti sociali Nadia Chiappa e Elisabetta Termini e l'educatore Stefano Panzeri, finiti sotto processo dopo che il 25 febbraio 2009 non riuscirono a evitare che un padre impazzito sparasse alla nuca del figlioe poi lo accoltellasse al cuore, prima di suicidarsi, sono innocenti.Erano accusati di concorso omissivo colposo in omicidio doloso: ma secondo il giudice loro avrebbero agito correttamente; e di conseguenza la strage è stata ritenuta non prevedibile e non evitabile. Per il giudice, da parte loro c'è stata «una superficiale valutazione del pericolo rappresentato».

Il pm: "Educatori senza colpe"

Antonella Penati, 44 anni, la mamma di Federico, il bambino di9 anni ucciso dal papà, non può darsi pace: «Il tribunale ha commesso un'ingiustizia feroce, la responsabilità della morte di mio figlio è di quelle persone, che continueranno a lavorare con i bambini. Vorrei che arrivasse la voce di mio figlio, perché questa sentenzaè uno scandalo che nega la verità». Quella mattina nel Centro socio-sanitario della Asl di via Sergnano a San Donato il pericolo arrivò da un padre indiavolato, Mohammed Barakat, egiziano di 52 anni, macellaio, precedenti per droga, capace di entrare al centro dove c'era suo figlio per un incontro protetto con lui, e di sparargli, accoltellarlo quattro volte, e infine di accoltellarsi a morte. Tutto premeditato. Inutile e tardivo fu l'intervento di un assistente e un medico del centro, che tentarono di allontanare l'egiziano dal figlio, scagliandogli addosso una sedia di plastica e innescando lo spruzzo di un estintore.

Il 26 gennaio 2009, un mese prima della tragedia, Barakat era stato denunciato per minacce dalla moglie. Lei, sorella di un ex carabiniere, era andata dai militari dell'Arma a dire che l'ex marito le aveva annunciato le sue intenzioni, e che tutta questa rabbia trovava radici nel fatto che non aveva accettato la separazione. Antonella aveva chiesto che gli incontri protetti tra il bambino e il padre venissero sospesi.

A quanto pare non era stata creduta: ancora due mesi dopo la tragedia la procura aveva chiesto ai carabinieri di indagare sulla sua denuncia e di sentire anche «la versione di Mohammed», dimenticandosi che fosse morto. Ieri l'ultimo atto giudiziario.

Il pm Gianluca Prisco aveva chiesto l'archiviazione delle accuse a carico dei tre indagati. Di fronte a questa richiesta la sentenza di assoluzione, almeno tecnicamente, non sorprende. La mamma del bambino si chiede se l'unica soluzione possibile per salvare suo figlio avrebbe dovuto essere allora quella di fuggire all'estero: «Insomma dovevo commettere un reato per salvarlo?».(10 febbraio 2012)

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/10/news/uccise_il_figlio_affidato_ai_servizi_sociali_educatori_assolti_il_fatto_non_sussiste-29661377/
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Di Loredana Morandi (del 14/02/2012 @ 02:38:01, in Osservatorio Famiglia, linkato 7173 volte)
Una ragazza è stata barbaramente uccisa a causa di quel materiale. L'avvocato ricorrerà, possiamo starne certi. Ma la pena assegnata a Stasi è comunque da definirsi ridicola. La vita dei bambini in Italia non significa nulla.. e non si può andare avanti così. L.M.

Materiale pedopornografico nel pc,
Stasi condannato

Il carcere diventa una multa di 2500 euro

E' stato interdetto dagli incarichi nelle scuole e in tutte le attività a contatto con minori. Il legale Giulio Colli sta valutando se presentare appello alla sentenza.

Pavia, 13 febbraio 2012 - E' stato condannato a 30 giorni di carcere, poi trasformati a 2.540 euro di multa per detenzione di materiale pedopornografico. Non ha pace Alberto Stasi, assolto anche in appello nello scorso mese di dicembre per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, assassinata a Garlasco.

Pena aggiuntiva. Stasi inoltre è stato interdetto dagli incarichi nelle scuole e in tutte le attività a contatto con minori. Stasi non ha commentato la sentenza, il legale Giulio Colli sta valutando se presentare appello alla sentenza.

Finito davanti al giudice per l'udienza preliminare di Vigevano nel 2009 con la doppia accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, l'ex bocconiano era stato prosciolto per la divulgazione di filmati hard con protagonisti bambini anche in tenera età. Rinviato a giudizio per il solo reato di detenzione di video proibiti, quindi, l'accusa si era ristretta a 17 frammenti di immagini per i quali il giudice ha deciso di condannarlo.

http://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/2012/02/13/667616-Stasi-Pedopornografia-Condannato.shtml

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Di Loredana Morandi (del 14/02/2012 @ 11:31:55, in Osservatorio Famiglia, linkato 7777 volte)
La presentazione è in corso adesso... L.M.

METER REPORT 2011 :
QUASI 90.000 BAMBINI ABUSATI
E 4.561 COINVOLTI NEL SEXTING


Scarica il Rapporto Meter 2011


I numeri che presentiamo sono eloquenti: dal 2003 ad oggi Meter ha contato 86.670 bambini abusati, 91.231 sfruttati sessualmente (filmini, prostituzione, foto), 4.561 oggetto di sexting. Si tratta, per quest’ultimo, di un nuovo trend: la molestia attraverso mezzi informatici (autoscatti osé, messaggi ed email). A questi numeri si sono contrapposti i dati di Meter nel 2011:

- 20.390 siti web monitorati;
- 1.087 comunità su social network segnalate alla Polizia Postale;
- 1.113 consulenze telefoniche;
- 28 vittime di abusi seguite dal Centro d’Ascolto e Accoglienza.

DA DOVE VENGONO I DATI E DOVE VANNO – I dati di Meter nascono dalla sua esperienza, ormai ventennale, in tema di monitoraggio della Rete internet. I bambini vengono contati uno per uno, così come vengono indicate le fotografie o i video presenti sui siti. METER NON SVOLGE INDAGINI PER CONTO PROPRIO, ma segnala alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e alle autorità estere quanto accade per gli sviluppi del caso.
Meter è presente nel Database UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute), collabora con il CNCPO (Centro Nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet), grazie alla convenzione siglata nel 2008 per l’individuazione delle vittime di sfruttamento sessuale e di produzione di materiale pedopornografico. È appena il caso di sottolineare che i dati e le segnalazioni di Meter sono una mappatura preziosa del fenomeno e permettono di accelerare le indagini.

SEGNALAZIONI 2011: +48,11% RISPETTO AL 2010, SOCIAL NETWORK TRIPLICATI. GLI INTERNAUTI PRENDONO COSCIENZA – Passando all’analisi delle segnalazioni, nel 2011 abbiamo inviato 1.175 protocolli ufficiali. Queste hanno indicato, fra siti contenenti foto e video, migliaia di bambini e adolescenti sfruttati sessualmente, social network usati per scopi illeciti e indirizzi email di sospetti pedofili. In particolare:

Anno    Siti web segnalati    Riferimenti italiani    Social network
2010              13.766                   65                         315
2011              20.390                 140                      1.087

La maggior parte delle segnalazioni (94,3%) arriva dai domini web, mentre i social network toccano il 5,3%. Il resto è appannaggio delle email e BBS, ormai archeologia informatica. La crescita del numero di segnalazioni è avvenuta anche attraverso il form compilabile dagli internauti su www.associazionemeter.org; portale che indica l’efficacia delle attività di prevenzione e sensibilizzazione nello sviluppo di una coscienza collettiva a tutela dei minori. Salgono, infatti, a 1.094 le segnalazioni inoltrate dagli utenti rispetto alle 889 del 2010.

I SITI PEDOFILI: DOVE SONO I PERPETUATORI DI ABUSI SU MINORI? SONO IN MAGGIORANZA EUROPEI. RUSSIA CAPOLISTA. AUMENTI IN AFRICA DEL NORD E CINA – Dall’analisi dei dati del monitoraggio online, è possibile evidenziare come il Vecchio Continente sia caratterizzato dal maggior numero di domini a contenuto pedopornografico. L’Europa “vale” l’81,5% del totale, seguito dall’Asia  12,2), l’Africa (2,3), l’America (2,3) e l’Oceania (1,4). In un ideale “podio della vergogna”, i domini specifici dedicati alla pedofilia toccano, al terzo posto, la Spagna (0,94%) con 25 indirizzi. Al secondo posto la Repubblica Ceca (2,59%, 69 indirizzi) e al primo, con 2.263 indirizzi, la Russia (84,9%). L’Europa tocca 155 indirizzi totali, ossia il 5,83% delle rilevazioni. Le Americhe vedono gli USA al primo posto (77,3%, 58 siti), seguiti da Cuba (9 siti, 12%) e Repubblica Dominicana (10,6%, 8 siti). In Africa la Libia, con 78 siti, detiene il record continentale mentre l’Asia, India, Vietnam e Cina, rispettivamente con il 56,2%, il 15,5%, 14,5% guidano il trio dello sfruttamento pedopornografico. Chiude l’Oceania, dove le Isole Cocos (Australia) assommano al 58,3% delle segnalazioni, con le Tonga e le Tukelau (Nuova Zelanda) ambedue a pari merito col 20,8%. L’Italia ha un ruolo marginale, con soli 10 domini e lo 0,3% sul totale. Questo sembra essere incoraggiante: una spia del ruolo di contrasto che Meter svolge in collaborazione con la Polpost.

SOCIAL NETWORK: LA NUOVA FRONTIERA – Il confronto 2010-2011 mostra che le segnalazioni in tema di comunità e social network abbiano visto una crescita esponenziale. Alcuni sono stati chiusi, altri hanno iniziato a proporre materiale pedopornografico. Nelle rilevazioni di Meter sono entrate anche le comunità pedofile provenienti da Grou.ps, Blogspot, Twitter, Vkontakte. Scorgendo i dati si può notare che nel 2010 Grou.ps è in testa con 143 segnalazioni, seguito da Ning (88) e Facebook (42). Nel 2011 Grou.ps resta primo con 802 segnalazioni, 70 Grouply e 68 Vkontakte. Facebook aumenta di 10 unità e va a quota 52.

SEXTING, NUOVA VERGOGNA ED EMERGENZA - Il 2011 ha regalato anche il sexting, ossia il minore vittima di se stesso. Non bastavano infantofilia (abusi sessuali compiuti sui bambini da pochi giorni a due anni) e pedofilia culturale (movimenti e lobby per lo sdoganamento dello stupro dei bambini: perché QUESTO è la pedofilia!): adesso ecco il sexting. Si tratta dell’invio di immagini sessualmente esplicite o testi riguardanti il sesso attraverso strumenti informatici. Foto e video a sfondo sessuale realizzati con i cellulari e pubblicati online su social network e chat. Solo nel 2011, la ricerca Meter ha contato almeno 4.561 vittime: sono quelle accertate esaminando le immagini e indicando quelle che rappresentavano palesemente autoproduzioni.

NUMERO VERDE E TELEFONO ISTITUZIONALE, 22.000 CHIAMATE IN DIECI ANNI – Le telefonate ricevute quest’anno al numero 800.455.270 sono state 1.133. Arrivano come sempre richieste di aiuto riguardanti la tutela e il benessere del minore e della famiglia. Sicilia (719 chiamate), Lazio (95) e Veneto (35) sono ai primi posti per il numero di richieste. Chi telefona chiede consulenze agli esperti e denuncia sospetti di abuso, seguono l’assistenza psicologica, giuridica, informatica e il sostegno spirituale. Dall’estero sono arrivate 84 telefonate, a riprova dei rapporti internazionali dell’Associazione Meter.

IL CENTRO ASCOLTO E ACCOGLIENZA - Importante anche il contributo – collegato ai contatti – del Centro Ascolto e Accoglienza Meter che offre aiuto al minore ed alla famiglia. Un’equipe di tecnici della riabilitazione psicologica, medica e neuropsichiatrica insieme ad esperti legali e informatici accompagna gli utenti che scelgono di rivolgersi alla nostra realtà nel percorso di scoperta e risoluzione del problema con attività di consulenza specifiche a seconda delle situazioni esposte.
Le richieste arrivate al Centro riguardano problemi derivanti da abuso sessuale, anche presunto, da figli contesi in separazione (14,1%), seguiti dalla consulenza giuridica (13,3), dal sostegno spirituale (12,6) e dalla scoperta, dopo anni, di abusi sui figli da parte di parenti di primo grado (11,8).

PRESENZA PUBBLICA: 16.000 PERSONE INCONTRATE NEL 2011 – Meter registra il numero dei partecipanti ai suoi eventi. Quest’anno, con 84 convegni e incontri di formazione-informazione, richiesti da Enti pubblici e privati appartenenti a tutto il territorio nazionale, ha incontrato 16.190 persone in Università, comunità, simposi, associazioni. Spesso Meter viene invitata a partecipare e intervenire su temi quali pedofilia e abuso, problematiche sulla famiglia e minori.

METER A SERVIZIO DEI BAMBINI NELLA CHIESA – Anche nel 2011 la Chiesa e Meter hanno collaborato. L’associazione si pone come opera educativa verso preadolescenti, adolescenti e giovani nell’ambito di un percorso di accompagnamento sulle nuove forme d’abuso e sfruttamento. Su richiesta di Diocesi e parrocchie, Meter ha partecipato a eventi rivolti al clero (convegni, conferenze, incontri, corsi di formazione), incontri privati e udienze con i vescovi, celebrazioni religiose. Ad oggi ha collaborato con 44 Diocesi in Italia, che hanno richiesto la formazione su tematiche di attualità legate agli aspetti giuridici, psicologici e sociali sui minori. Per il ruolo pedagogico conquistato negli anni, molti vescovi hanno adottato lo stile e il percorso educativo con la creazione di Gruppi Meter all’interno delle diocesi. Le tematiche riguardano la pedofilia, gli abusi sessuali ai minori, i pericoli di internet e i nuovi media, la religione. Quest’anno abbiamo approfondito l’aspetto relativo all’educazione sociale con la diffusione e la realizzazione di un progetto innovativo “Traccia educativa per una pastorale di prossimità contro gli abusi”, rivolto alle Diocesi che attraverso corsi di formazione e aggiornamento coinvolgono sacerdoti, educatori, catechisti, famiglie, volontari, movimenti, gruppi e confraternite. L’obiettivo è dare vita ad una pastorale integrata con modalità adatte ai territori e alle circostanze grazie alla formazione permanente. Il Papa, da qualche anno, ricorda la GBV – Giornata dei Bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza che prende il via il 25 aprile di ogni anno e si conclude la prima domenica di maggio; “ Un speciale saluto ai rappresentanti dell'Associazione 'Meter', promotrice della Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell'indifferenza. Li incoraggio a proseguire la loro opera di prevenzione e di sensibilizzazione delle coscienze al fianco delle varie agenzie educative: penso in particolare alle parrocchie, agli oratori e alle altre realtà ecclesiali che si dedicano con generosità' alla formazione delle nuove generazioni.” (Messaggio del Santo Padre in occasione della XV GBV, 2011). Quest’anno la Giornata Bambini Vittime è giunta alla XVI edizione.

SCUOLA - Meter agisce all’interno della Scuola grazie all’attivazione di Protocolli d’Intesa sottoscritti tra l’Associazione e gli Istituti di Istruzione di ogni ordine e grado. Lo scopo è quello di sancire un accordo che abbia come fine ultimo l’instaurarsi di un’alleanza educativa per un intervento preventivo sui temi che più da vicino toccano i minori.

Le finalità sono molteplici e tutte incentrate sulla tutela del minore:
1) migliorare la qualità della vita dei bambini e degli adolescenti per assicurarne un sano sviluppo psico-fisico;
2) svolgere iniziative contro lo sfruttamento sessuale sui minori e contro ogni altra forma di aggressione fisica, culturale, psicologica e spirituale perpetrata sugli stessi;
3) promuovere e sostenere iniziative che agevolino proposte educative della famiglia rivolte alla tutela dei bambini, attraverso un percorso di formazione nel rispetto della loro identità culturale, politica, sociale e religiosa;
4) sostenere e realizzare progetti di legge volte a migliorare la normativa esistente a tutela dei diritti inviolabili della persona umana e, conseguentemente, del fanciullo.

Tra il 2002 e il 2011 Meter ha incontrato quasi 70.000 studenti (per la precisione 69.618). Numerose sono le pubblicazioni di Meter a disposizione degli operatori del settore o di chi volesse conoscere il fenomeno e come arginarlo. Le testimonianze raccolte nell’ultimo libro “Abbiamo ritrovato la vita” (San Paolo - 2011), sono la dimostrazione che Meter riesce a liberare le vittime dal peso che li copre, ridando speranza per un presente migliore.

CONSIDERAZIONI E STRATEGIE - Non possiamo non sperare che questa “piaga globale” possa essere sempre più contrastata non solo con le azioni di repressione ma con impegni educative, formative e culturali capaci di trasformare il disumano atto esecrabile di abuso in un autentico atto di amore e di rispetto per l’infanzia. Il fenomeno non si limita - è tesi consolidata negli ultimi anni - alle frontiere di un solo paese o di una sola cultura, anzi l’abbassamento della responsabilità individuale, collettiva (politica, religiosa, culturale, educativa e formativa) incide nella “normalizzazione del fenomeno” che genera assuefazione all’abuso e nessuna indignazione. La negazione dell’abuso difronte all’evidenza - basterebbe “guardare” i milioni di immagini e video prodotti - genera nuovi perpetuatori di abusi sull’infanzia e appiattisce la coscienza. Meter in risposta a questo fenomeno istituisce ufficialmente l’OS.MO.CO.P.

OS.MO.CO.P. - Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia e il nuovo Portale - L’OS.MO.CO.P. e le sue funzioni sono consultabili nel nuovo portale di Meter (www.associazionemeter.org) che viene immesso online proprio oggi. E’ un Ufficio altamente specializzato per la ricerca e l’elaborazioni dei flussi dati della rete internet, dove operano e rispondono professionisti qualificati ed esperti per ogni situazione di azioni dannose sui minori, su problemi di disagio, maltrattamento, sfruttamento e violenza.
Ha inoltre la funzione di collettore della raccolta delle segnalazioni da utenti internet che navigando si imbattono su siti con contenuto ritenuto pedofilo o lesivo per i minori, esperti provvedono immediatamente alla valutazione per inoltrare la denuncia alle autorità competenti di tutto il mondo. Inoltre ha come obiettivo di informare gli utenti su come monitorare e denunciare siti sospetti, per questo il canale preferito per la sensibilizzazione è favorire l'uso corretto di Internet. In collaborazione con esperti professionisti nel campo non solo dell’informatica, ma anche quello della psicologia, della neuropsichiatria infantile, della giurisprudenza, che forniranno un apporto concreto nell’analisi del fenomeno e nel fornire indicazioni strategiche nella formazione e nella prevenzione.
Opera presso le scuole, con progetti altamente specialistici e formativi in materia di tecnologia informatica, collocandosi all’interno degli enti richiedenti.
_________________
Ci teniamo a precisare che:
I Report Meter sul lavoro di monitoraggio internet, hanno una credibilità e attendibilità del 100% poiché i dati delle nostre segnalazioni sono riscontrabili presso gli uffici del Ministero dell’Interno
in virtù della convenzione siglata nel 2008 tra Meter Onlus e Polizia Postale.
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2012 @ 09:48:31, in Indagini, linkato 8628 volte)
Gentile Signora
Licia Palmentieri*,



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-18_105226_pagina_a_tutti_visibile.jpg
il gruppo facebook del Movimento per l'Infanzia come appare a tutti

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-18_105313_come_appare_a_me.jpg
il gruppo facebook del Movimento per l'Infanzia come appare a me


E' necessario che io scriva per chiarire che: è da ritenersi gravemente offensiva e provocatoria l'attività web di bannare le persone dei moderatori di una pagina o di un gruppo facebook o simili, ai fini di poter scrivere a loro insaputa.


Pertanto, il mio invito a provvedere ella stessa alla cancellazione dal gruppo della associazione Movimento per l'Infanzia è valido e per completezza lo ribadisco pubblicando il link alla pagina di riferimento:

http://www.facebook.com/groups/33480557519/

La persona presa di mira sono io, pertanto chiarisco che sono amministratore della pagina in quanto mi necessita per svolgere le normali attività gestionali dell'incarico a me affidato con lettera del 14 aprile 2011, a firma del presidente della associazione Movimento per l'Infanzia.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-15_134002.jpg

Comprenderà certo che l'attuale provocazione è intollerabile, se agita nei confronti di una associazione come il Movimento per l'Infanzia, che si occupa della tutela dei minori.

Altresì in un simile comportamento è ravvisabile quella volontà personale devoluta all'offesa della persona nei confronti della quale si agisce. Tale volontà può agevolmente essere ritenuta alla stregua di una azione per forzare la mano alle associazioni che costituiscono il Movimento per l'Infanzia. In questo caso da una azione di trolling, ovvero il puro e semplice dispetto, può generarsi un fenomeno di mobbing ai danni del malcapitato. Allo stato d'analisi della vicenda non sussiste alcun dubbio sulla volontà e sulla persona del malcapitato.

Tra otto giorni io avrò la mia udienza in Tribunale, nel primo fascicolo dove è denunciata la presenza del pregiudicato per abusi sessuali in danno a minori Sergio Murolo, che agiva ai miei danni  e a i danni dei miei figli trovandosi ristretto ai domiciliari ed in violazione degli stessi, pur con la misura severissima della sospensione della pena già confermata in secondo grado di giudizio per nove anni di reclusione.

Una vicenda che certo è nota alla signora Palmentieri, e non solo a lei perché sono numerose le persone che sono sui tabulati telefonici del pedofilo pregiudicato.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vicinanza.jpg

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-15_102415_fidatissima.jpg

Pubblicità progresso in previsione del decreto Svuota Carceri: Non date MAI il vostro numero di telefono a fidatissimi conosciuti (senza "s"), che lamentano le proprie condanne penali e di essere stati vittime di false accuse. Nel 99,99999%  dei casi state parlando con un pregiudicato agli arresti domiciliari - 18 mesi > fine pena.

Così invito la signora Palmentieri ad assumere in pubblico un comportamento consono al rispetto dell'altrui dignità e ad agire al più presto, onde ottemperare alla mia richiesta, che vuole solo recuperare il clima di legalità del gruppo e della pagina Facebook della associazione Movimento per l'Infanzia.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2012-02-16_181544.jpg

In merito alle richieste e ai desiderata, come ho già scritto alla signora Palmentieri, sono contraria a cedere parti del mio archivio di vittima da quattro anni ( - 4 - ), se non contestualmente nominata in qualità di esperto e/o di vittima. Ciò  nei suoi confronti signora Palmentieri ha carattere definitivo e di esplicito divieto di utilizzo - copyright - ai fini di personali tornaconti e/o commerciale in merito a tutte le mie pubblicazioni e agli archivi.

http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/421102_273033626102385_139588766113539_684089_1275765110_n.jpg

Salutandola cordialmente, le attribuisco un grande successo. Quello di avermi fatto notare una certa coerenza nell'agire del suo "solo nominato" avversario, quando egli denuncia le ipocrisie di certi sistemi.

E' già, perché il profilo facebook Consulenza Penale è il nuovo sito dell'avvocato Andrea Coffari e, come è evidente, merita il medesimo plauso visto che saluta così affabilmente la signora Palmentieri, mentre ella gioca con la mia responsabilità civile e penale.

Loredana Morandi

(* la signora Licia Palmentieri è l'autrice della pagina facebook: Noallaviolenzasulledonnevero2, il vero su facebook è sempre relativo e altrettanto soggettivo, mentre solo raramente si manifesta in quanto realistico).
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