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 angela with cat ... ... di Lunadicarta
 
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Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perchè la menzogna entra nella qualifica professionale. Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde convinzioni per far piacere a dei padroni o dei manutengoli.

Antonio Gramsci
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/08/2004 @ 12:26:43, in Politica, linkato 1451 volte)

Castelli accusa: «Sono ribellioni pilotate»
«Visite sospette di alcuni parlamentari. I detenuti dovranno pagare le conseguenze di ciò che hanno fatto»

ROMA - «Ora quei detenuti dovranno pagare le conseguenze di quello che hanno fatto. Così chi dice di voler alleviare le loro sofferenze in realtà le ha aggravate». E' durissimo il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. Sono passate poche ore dalla rivolta nel carcere romano di Regina Coeli. E divampa la polemica sul suicidio in cella del sindaco di Roccaraso. Ma il Guardasigilli respinge ogni accusa, giudica «altamente improbabile che a Sulmona ci sia stato un nuovo caso Sindona», e si scaglia contro i parlamentari che «ogni agosto visitano i detenuti e scatenano la protesta».
Intanto a Regina Coeli iniziano i trasferimenti.
Sono scattate le punizioni?
«I detenuti hanno reso inagibile un reparto da 150 posti, da qualche parte dobbiamo metterli. Li trasferiamo in altri penitenziari. Comunque è chiaro che chi si è abbandonato ad atti vandalici dovrà subirne le conseguenze».
Di che genere?
«Martedì notte c'era un magistrato. L'azione penale è obbligatoria. Quei reati andranno perseguiti. Solo grazie alla professionalità del personale si è evitato l'irreparabile».
Lei quando è arrivato?
«Ero già lì. Ci abito. La protesta andava avanti già da un paio di giorni. Ma mi sono subito reso conto di quello che stava accadendo. Ho sentito un gran baccano. Di solito battono un po' sulle sbarre e tutto finisce lì. Invece in un raggio è degenerata. Hanno divelto anche i lavandini».
Ha incontrato i detenuti?
«No. Siccome la situazione si stava calmando non abbiamo voluto innervosirli».
Ma c'è stata una trattativa?
«Loro hanno presentato una lista di richieste. Ma è irricevibile».
Perché, che cosa chiedono?
«Un indulto ogni 3 anni e cose simili. Ma non è questo. Sono aperto alle lamentele. Però lo Stato non può farsi dettare politiche di legge dai detenuti in rivolta».
La situazione è davvero «sotto controllo»?
«E' tranquilla. Ma non vorrei che Regina Coeli facesse da focolaio. E segnalo che questo avviene ogni agosto a seguito delle visite al carcere di determinati personaggi».
Con chi ce l'ha?
«Non faccio nomi. Dico solo che chi ha velleità di governo non può fare politica di opposizione nelle carceri».
E' un veto ai radicali?
«Non c'è bisogno di veti perché credo che la questione sia solo una boutade ferragostana».
I radicali la denunceranno per calunnia.
« Ormai la politica contro di me si fa sul piano giudiziario».
Ha chiesto la lista dei visitatori, che cosa ne farà?
«Nulla. I parlamentari hanno il diritto di entrare in carcere, noto però che sono sempre gli stessi».
Ma c'è un'emergenza carceri?
«La situazione non è facile. Perché la popolazione carceraria aumenta e c'è la difficoltà ad approntare nuovi penitenziari».
Deve fare i conti con i «giri di vite» chiesti dalla sua parte?
«Sono pochi i cittadini che non vogliono maggiore sicurezza. Comunque stiamo fronteggiando. Con la Bossi-Fini abbiamo rimandato a casa loro 2.200 detenuti. Abbiamo stanziato 80 milioni di euro per interventi urgenti e 1 miliardo per 23 penitenziari . E in 3 anni rivolte non ce ne sono state, malgrado chi soffia sul fuoco».
I suicidi sono in aumento?
«Dagli anni '90 sono in calo».
Quello del sindaco di Roccaraso alimenta le polemiche.
«Mi sembra che si stia montando un caso... la reazione non sarebbe stata la stessa se fosse stato un sindaco della Cdl».
Esclude che sia stato «suicidato» come Sindona?
«Mi sembra altamente improbabile. Anche perché era in cella di isolamento. Comunque ho aperto un'ispezione amministrativa. Non ho intenzione di attivarla sui magistrati».
Stavolta è con i magistrati.
«Non sono mai contro i magistrati. Cerco solo di far funzionare la giustizia».

Virginia Piccolillo per Corriere.it

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Di Loredana Morandi (del 19/08/2004 @ 07:41:23, in Indagini, linkato 1654 volte)

Roma 19 agosto - Nuove minacce si aggiungono al caso Gianluca Neri, Alessandro Marinacci, Alberto Puliafito e Luca Di Ciaccio. Ci giungono dalla mailing list della Rete Telestreet dove sto richiedendo a seguito del lavoro svolto la esatta attribuzione della provenienza dei comunicati stampa, delle dichiarazioni e degli articoli prodotti da colleghi giornalisti a seguito dei miei comunicati stampa per il sostegno e l'avviso di garanzia al buon e onesto Enea Discepoli di Disco Volante, unica vera vittima, tal quale alla sottoscritta. Latore della nuova minaccia di crackeraggio siti, violazione pw e altro è un tale, a me ignoto, che si firma con il nick "Hyde" e ha email con estensione *tiscali.it*. Ne approfitto per un controllino sulla veridicità degli scritti diffamatori e calunniosi di Alessandro Marinacci e del suo collega Enrico Dolfini, K Legal - estensione legale della KPMG, la nota multinazionale ai danni delle libertà costituzionali del cittadino italiano Loredana Morandi. Chiamo l'appello:

Gianluca Neri: Presente. Questo blog è già stato denunciato da Loredana Morandi

Massimo Mantellini: Presente.

Lia alias Fulvia Maria De Feo: Presente button-morandidenuncia.gif

Agenzia Alfa Srl di Pisa: Presente

Luca Di Ciaccio e Alberto Puliafito: Presenti.

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Luca Di Ciaccio alias Ludik: Presente  anche per l'operato di Neri, naturalmente, oltre ad essere reo confesso di aver girato il filmato con il quale sono e sono stata minacciata.
 
Ne approfitto per ricordare al pregiato studio legale K Legal nella persona del sig. Alessandro Marinacci, che il loro tentativo di occultare elementi probatori delle minacce ai danni della sottoscritta potrebbe rivelarsi reato di inquinamento probatorio, genere di cui gli avvocati sono generalmente tacciati per giusta causa. Nei casi più gravi è prevista l'espulsione dall'Ordine degli Avvocati. Concludo mestamente con la riflessione sulle presenze del Marinacci a convegni inerenti la privacy. Invitarlo quale relatore nel campo della Privacy, allo stato dell'arte e considerato che io chiedo dal maggio scorso di non essere neppure citata sui siti commerciali di suo interesse, può voler dire solo esporre il proprio pubblico ad una "visibile" frode intellettuale.
 
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Di Loredana Morandi (del 18/08/2004 @ 18:44:59, in Estero, linkato 1319 volte)
Bagdad, 18 ago - Moqtada al-Sadr ha inviato una lettera alla Conferenza Nazionale irachena accettando ufficialmente le condizioni di pace poste dalla delegazione che ieri ha raggiunto Najaf. Lo ha detto Safia al-Suhair, uno degli organizzatori della Conferenza. ''Abbiamo appena ricevuto una lettera dall'ufficio di Moqtada al-Sadr a Bagdad - ha spiegato - che conferma 'nel nome di Dio'...l'accettazione da parte di al-Sadr delle condizioni imposte dalla Conferenza''. Il leader sciita, ha proseguito, ''ha accettato i tre punti dell'accordo per porre fine allo spargimento di sangue iracheno e ha mostrato la sua intezione di assumere un ruolo attivo nel nuovo Iraq''. La delegazione della Conferenza nazionale si e' recata ieri a Najaf, anche se non ha incontrato il leader sciita, per chiedere ad al-Sadr di trasformare la sua milizia in un partito politico, di lasciare i luoghi santi di Najaf e di partecipare al processo di trasformazione politica del Paese. L'annuncio giunge poche ore dopo l'ultimatum lanciato dal ministro della difesa Hazem al-Shaalan che aveva intimato all'esercito di Mahdi di arrendersi o di prepararsi ad essere distrutto. Fonte Asca - Afp
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Di Loredana Morandi (del 18/08/2004 @ 18:42:10, in Politica, linkato 1297 volte)
Roma, 18 ago - ''L'operazione di trasferimento dei profughi dai capannoni a ridosso della Stazione Tiburtina di Roma, un luogo ribattezzato amaramente 'Hotel Africa',  ci sembra un modello da prendere ad esempio e da esportare per tutte le situazioni di questo tipo''. Lo afferma Giulio Calvisi, responsabile Immigrazione della Segreteria nazionale Ds. ''Una volta tanto, infatti - continua Calvisi - non si e' proceduto allo sgombero coattivo degli immigrati, accampati in una situazione disperata anche dal punto di vista igienico-sanitario, ma a un civile trasferimento, concertato tra il Comune di Roma, il Programma Nazionale Asilo, le forze dell'ordine e i profughi stessi, in strutture, dislocate a Roma e in altri comuni italiani, di certo piu' idonee all'accoglienza, piu' confortevoli e piu' sicure''. ''In un periodo in cui il governo di centrodestra arriva perfino a negare talvolta il diritto d'Asilo, un'operazione come questa appare decisamente in controtendenza. Ma speriamo - conclude responsabile Immigrazione Ds - che l'esempio di civilta' dato oggi dal sindaco di Roma e da tutte le persone che si sogno impegnata in questa operazione possa diventare non piu' un'eccezione ma la norma''.
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Di Loredana Morandi (del 18/08/2004 @ 18:40:07, in Politica, linkato 1288 volte)
Roma, 18 ago - Gli uffici di presidenza delle commissioni Esteri e Difesa della Camera sono stati convocati per il giorno 26 agosto alle ore 15 per discutere della richiesta pervenuta dai capigruppo dell'opposizione, di chiedere un'audizione al governo sulla situazione irachena. Fonte Asca.
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Di Loredana Morandi (del 18/08/2004 @ 18:38:14, in Politica, linkato 1295 volte)
Roma, 18 agosto. - “Le consultazioni avviate dal ministro leghista Calderoli confermano che il centro destra ha un disegno che danneggia l’economia del nostro paese e i principi elementari di solidarietà sociale”. Lo sostiene il deputato Paolo Cento, coordinatore della segreteria dei Verdi, secondo il quale è significativo che “anche il presidente di Confindustria abbia lanciato un allarme, in riferimento anche ai costi di questa riforma che le opposizioni devono contrastare. Dobbiamo infatti mettere in campo una idea alternativa di federalismo solidale, caratterizzato da una nuova democrazia municipale ed economica e dal rilancio del ruolo del parlamento come centro della sovranità popolare”.
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Di Loredana Morandi (del 18/08/2004 @ 18:13:50, in Politica, linkato 1351 volte)
Roma, 18 agosto. - “Di fronte alla protesta dei detenuti, il ministro Castelli ripete il solito copione, attaccando parlamentari e forze politiche che compiono il proprio dovere visitando le carceri”. Lo afferma il Verde Paolo Cento, vicepresidente della Commissione Giustizia il quale aggiunge: “altro che cattivi maestri, come sostiene il ministro Castelli. Noi esercitiamo i nostri diritti costituzionali e non accetteremo dunque intimidazioni” e annuncia “una campagna dei Verdi  che impegneranno anche i propri eletti nelle regioni a visitare i penitenziari con l’obiettivo di verificare le condizioni di vita al loro interno”.
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Il trasferimento di tanti cittadini extracomunitari – tra i quali la gran parte richiedenti asilo – che vivevano nel capannone presso la stazione Tiburtina rappresenta un risultato importante per la città di Roma. Per molti motivi. Innanzitutto perché l’operazione si è compiuta in piena partecipazione e condivisione con le associazioni e con il coordinamento dei profughi: un percorso comune, di autentico rispetto delle persone, delle comunità, delle loro storie, del modello di autogestione che la Comunità di "Tiburtina" si era data in questi anni. Questo percorso rappresenta un esempio di civiltà ed un patrimonio importante da salvaguardare: nessuno può dimenticare cosa fosse la "Pantanella" e quali fossero le condizioni di vita di tante persone che lì dimoravano. Oggi invece Roma , tra le grandi città, realizza un modello innovativo di accoglienza di un grande numero di profughi e di richiedenti asilo: questi cittadini saranno ora ospitati in strutture accoglienti, vivranno in condizioni igienico-sanitarie adeguate, potranno vedere pienamente rispettati i propri diritti e la propria identità. L’operazione, inoltre, consentirà di avviare tutti gli interventi connessi ai lavori per la nuova stazione Tiburtina, nell’ambito di un grande progetto di riqualificazione dell’intera area che insiste nel quartiere. Abbiamo lavorato per mesi e voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo importante risultato, dalle associazioni dei profughi, alle strutture del Comune e del Municipio, alle forze dell’ordine e della sicurezza, alle stesse Ferrovie dello Stato.

Comunicato Comune e Coord. Rifugiati RM Tiburtina: Questa mattina oltre 400 persone che vivevano nei capannoni fatiscenti della Stazione Tiburtina sono state trasferite presso strutture di accoglienza attivate dal Comune di Roma. Altre verranno sistemate nelle prossime ore. Si tratta di un’operazione di accoglienza rivolta a persone richiedenti asilo e rifugiate che è stata condotta in modo da preservare e a sostenere l’importante esperienza di autogestione ed il modello sociale sviluppatosi in questi mesi presso la Stazione Tiburtina. Nei capannoni occupati, infatti, centinaia di persone hanno convissuto sviluppando una gestione solidale ed una organizzazione comunitaria ordinata ed efficace, un modello che non va disperso ma anzi implementato ed esteso nei nuovi centri che da oggi li ospitano. Un modello che ha visto la concreta partecipazione di tante realtà del volontariato e del privato sociale, attive non solo nel sostenere la comunità di Stazione Tiburtina, ma anche nell’aiutarla nel rivendicare il proprio ruolo decisionale e rappresentativo. Un ruolo che ha visto la comunità unita nel contestare le semplificazioni con cui spesso è stata raccontata la loro esperienza e le loro storie, ed unanime nel rifiutare quel brutto nome, "Hotel Africa", con cui la loro "casa" è stata chiamata. L’intervento di accoglienza ha visto l’attivazione di tre nuovi centri di accoglienza nella città, oltre alla messa a disposizione di posti nella rete comunale già esistente dei Centri di accoglienza per richiedenti asilo/rifugiati e in quella del Programma Nazionale Asilo (P.N.A.) cui Roma aderisce. Nei nuovi centri verrà applicato, con la collaborazione del Coordinamento Stazione Tiburtina e delle associazioni che in questo periodo hanno partecipato al tavolo congiunto attivato dal Campidoglio, un modello che puntando all’autogestione ed all’auto-organizzazione consenta di replicare l’esperienza avviata nei capannoni della Tiburtina. Una filosofia di intervento che vuole uscire dall’ottica della pur importante accoglienza "primaria" introducendo un percorso condiviso e costruttivo che metta la centro non solo i diritti delle persone ma la loro dignità. Per il Comune di Roma anche un impegno difficile e concreto, in cui il Comune stesso si fa parte attiva con le sue istituzioni senza ricorrere ad alcuna delega. Una operazione che ha dimensioni senza confronti in tutto il Paese e che prevede, infatti, l’attivazione di oltre 500 posti che si vanno ad aggiungere alle migliaia che già ospitano richiedenti asilo e rifugiati. Un impegno, va sottolineato, che sopperisce alla mancanza di interventi da parte di un Governo che lascia senza alcun sostegno e assistenza persone che fuggono dalla guerra e dalla persecuzione.

 Il Comune di Roma                        
 Il Coordinamento Rifugiati di Roma Tiburtina

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 Magistratura Democratica

 il Segretario Nazionale

E’ giusto e inevitabile che il suicidio di una persona in carcere  debba aprire una riflessione sulla bontà del nostro sistema giudiziario e penitenziario, specie quando si riscontra che i suicidi in carcere l’ultimo anno sono stati tra i 53  ed i 65 (a seconda delle fonti), tra l’altro in genere passati nel silenzio e nella disattenzione.
Risulta invece stupefacente come questo fatto drammatico abbia riaperto la stura ad accuse apodittiche  su volontà persecutorie dei magistrati o circa un uso disinvolto della custodia cautelare in carcere, diretta ad estorcere confessioni.
Se si hanno elementi in tal senso è bene che emergano con chiarezza e adeguatamente documentati, anche per la gravità di una tale accusa; altrimenti non si può che riscontrare di trovarsi di fronte all’ennesima campagna contro i magistrati, di volta in volta accusati di essere giustizialisti o troppo lassisti.

Vale allora la pena rammentare alcuni dati di fatto e normativi:

- Gli articoli del codice sulle misure e sulla custodia cautelare sono stati modificati in termini restrittivi con la L. 8 agosto 1995 n332 ed è possibile emettere una misura cautelare solo per reati di una certa gravità ed in presenza dei gravi indizi del reato contestato e delle esigenze cautelari ( concreto ed attuale pericolo di inquinamento probatorio, concreto pericolo di fuga, concreto pericolo di reiterazione dei delitti). Va anche rammentato che l’indagato è altresì garantito dalla possibilità di ricorrere entro dieci giorni al Tribunale del riesame che deve provvedere entro altri dieci giorni.
- L’ordinamento penitenziario già oggi prevede la separazione degli imputati dai condannati definitivi, norma che non viene rispettata per la situazione di cronico sovraffollamento delle carceri.
- La capienza regolamentare delle carceri non arriva a 43.000 detenuti, mentre quella giudicata tollerabile giunge a 49.000, e nelle carceri italiane vi sono 56.000 detenuti di cui circa il 27 % tossicodipendenti ed il 29 % stranieri. Le persone indagate da giudicare sono circa il 25 % con una significativa e positiva diminuzione rispetto al passato.
- Le disposizioni sul trattamento, il recupero e l’assistenza dei detenuti rimangono in larga parte inattuate (nonostante le previsioni di legge) per la cronica carenza e scopertura degli organici dei servizi sociali a ciò preposti; carenza e scopertura più volte denunciata senza esito.

Al di là di ciò il quadro legislativo può e deve essere migliorato.
Il carcere deve davvero essere ultima ratio ed allora è necessario riprendere il capitolo delle sanzioni alternative che possono essere, almeno per alcuni reati, ben più efficaci del carcere.
Sul lato della procedura penale come Magistratura Democratica abbiamo proposto di demandare al Tribunale della libertà l’emissione delle misure cautelari ( salvo che per i processi di criminalità organizzata e quelli derivanti da fermo ed arresto) con contraddittorio anticipato (e quindi accompagnamento coattivo dell’indagato avanti al collegio e successiva eliminazione del riesame in questi casi), proprio per rafforzare le garanzie del cittadino indagato. Al riguardo occorre confrontarsi e valutarne la fattibilità.
Ma anzitutto occorre assicurare che le leggi già esistenti e la Costituzione, che finalizza la pena alla rieducazione del condannato, vengano effettivamente applicate e messe in grado di funzionare garantendo servizi,  strutture, personale.
Si cominci da questi interventi se la situazione carceraria interessa davvero, e non solo in agosto.
La propaganda, e tanto meno i tentativi di alcuni di cogliere l’occasione per continuare un’opera di delegittimazione della magistratura, non servono e sono solo dannosi per tutti.

Milano, 18 agosto 2004
Magistratura  Democratica
Il Segretario Nazionale
Claudio Castelli

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Di Loredana Morandi (del 17/08/2004 @ 20:14:02, in Politica, linkato 1311 volte)
Roma, 17 AGO - ''Sono sconvolgenti per il contenuto di violenza, le frasi del leghista Davide Boni”. Lo afferma il deputato Verde Mauro Bulgarelli intervenuto in merito alla vicenda della fuga degli immigrati dal centro di accoglienza leccese a  Melendugno. “La vicenda degli immigrati nordafricani rinchiusi nel centro di accoglienza 'Regina Pacis' conferma che quei lager vanno chiusi e che l’Italia deve dotarsi di norme degne di un paese civile che sa accogliere uomini e donne in fuga dalla fame e dalle guerre che oggi, grazie alla legge Bossi – Fini, vengono invece rinchiusi nei cosidetti centri di permaneza temporanea dove sono sospesi i diritti umani”.
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