Immagine
 G. Q. ... una insolita versione manga ... ... di Lunadicarta
 
"
Non ci sono dubbi che la deprivazione prolungata di cure subita da un bambino può avere effetti gravi e prolungati sul suo carattere e in tal modo su tutta la vita futura. I bambini deprivati delle cure sopratutto materne, specialmente se cresciuti in istituzioni da un’età inferiore ai sette anni, possono essere colpiti nel loro sviluppo fisico, intellettuale, emozionale e sociale; inoltre un bambino emotivamente deprivato genera un circolo vizioso che si autoperpetua generando un genitore trascurante di domani.

John Bowlby, psicoanalista inglese
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:43:26, in Magistratura, linkato 1484 volte)

CSM, CAOS SU NOMINE. PIGNATONE A ROMA, INCERTEZZA SU NAPOLI

Napoli - Raffica di incontri per decidere gli equilibri del sistema giudiziario italiano. In ballo 4 Procure mentre per il post Lepore si fa strada uno dei suoi “vice”

Napoli - Telefoni di fuoco. Incontri veloci e riservati. Appuntamenti sull’asse Roma-Napoli. Lunghi colloqui con Reggio Calabria. Sono giorni roventi per la magistratura italiana, soprattutto per alcuni che presto potrebbero andare ad occupare posti di peso nelle gerarchie giudiziarie. Tra pochi mesi verranno infatti rinnovati i vertici giudiziari di Roma e Napoli. Nomine che daranno vita a un go down di altri incarichi. Partiamo dalla Capitale. Fonti accreditate riferiscono che viene oramai considerata come “quasi certa” la nomina a capo dei pm romani di Francesco Pignatone. Il nemico numero uno della 'ndrangheta aveva fatto richiesta anche per Napoli, ma per ora (al Csm tutto può sempre cambiare in pochi minuti) è destinato alla Procura di Roma. Lascerà libera dunque la poltrona a Reggio Calabria. Sarà questo un altro posto da mettere a concorso nei prossimi mesi, ma già oggi si tratta di una casella da occupare idealmente nel corso delle estenuanti trattative gestite dalle correnti della magistratura in queste settimane. Se infatti per Roma sembra chiara la designazione di Francesco Pignatone, alla luce della rinuncia di Piero Grasso che resterà alla guida della Direzione Nazionale Antimafia, è tutt’altro che in discesa la strada per scegliere il successore di Giandomenico Lepore a Napoli dove deve essere nominato tra l’altro anche un nuovo Procuratore Aggiunto. Il quadro è il seguente. Magistratura Democratica vuole valutare ogni posto singolarmente. Unicost, altra corrente di peso, preferisce mettere tutte le carte sul tavolo e discutere. A questo punto le soluzioni differiscono. Se si adottasse il metodo proposto da Md, tutto può succedere. Le alleanze sarebbero sottobanco e trasversali. Potrebbero non mancare dissidi tra i singoli e tra le varie componenti. Se si preferisse il metodo proposto da Unicost, allora ci sarebbe “una valutazione più generale che cercherebbe di accontentare tutti” dicono da Palazzo dei Marescialli. Del resto in ballo non ci sono solo Napoli e Roma, ma anche Reggio Calabria e infine ma non subito Palermo.

Il Pg Croce ha scelto di andare in pensione prima dei termini ed è pronto a sostituirlo il capo dei pm palermitani Francesco Messineo che lascerebbe Palazzo di Giustizia per il trasloco in Procura Generale. Alla luce di tutti questi elementi, la magistratura italiana è pronta a definire gli asset strategici del suo futuro Roma, Napoli, Reggio Calabria e Palermo. Più una serie di altri posti di rilievo, non ultimo l’Aggiunto nel capoluogo campano. La discussione inizierà la prossima settimana in quinta commissione Csm. Ma all’interno e fuori dal palazzo si discute, si tratta, si media. Nulla è scontato. Per la successione romana a Giovanni Ferrara in scadenza ad aprile, oltre a Pignatone, hanno presentato domanda anche Guido Lo Forte procuratore di Messina, Raffaele Guariniello capo dei pm di Torino (in corsa anche per Napoli). L’aggiunto di Milano Armando Spataro. Gli aggiunti capitolini Laviani e Capaldo. Per Napoli circola in queste ore, insistentemente, il profilo di uno degli attuali “vice” di Giandomenico Lepore. “Non dipende dall’età, ma dai meriti e da quale parametro di valutazione sarà adottato” riferisce un ben informato. In corsa ci sono tra gli altri Corrado Lembo, oggi procuratore della Repubblica a Santa Maria Capua Vetere Luigi Mastrominico avvocato generale a Napoli, un nome che nessuno immaginava di leggere nell'elenco così come quello dell’attuale Procuratore a Salerno Franco Roberti. Gli aggiunti Aldo De Chiara, Alessandro Pennasilico (recentemente nominato vicario) Federico Cafiero de Raho, Rosario Cantelmo, Franco Greco. E ancora Vincenzo Russo procuratore della repubblica a Foggia, Armando D’Alterio numero uno a Campobasso, Giovanni Colangelo da Potenza, Francesco De Leo procuratore a Livorno, Franco Dettori da Busto Arsizio, Amato Barile capo dei pm di Sala Consilina e Giuseppe Amato Procuratore a Pinerolo. “E’ presto per decidere, ma se si valutasse caso per caso, le prossime nomine, c’è da aspettarsi di tutto”. Con i relativi ricorsi alla Giustizia amministrativa.   (ilVelino/AGV)

http://www.ilvelino.it/agv/news/articolo.php?idArticolo=1480350t=Csm__caos_su_nomine__Pignatone_a_Roma__incertezza_su_Napoli
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 08:55:02, in Magistratura, linkato 1514 volte)

È l'ora dell'amnistia/1. «Il governo tecnico può darci una chance»


Giro di opinioni sulla proposta lanciata da Luigi Amicone e Marco Pannella. Ecco le adesioni entusiaste, i suggerimenti e le perplessità di Calvi, Boato, Nordio, Manconi, Nello Rossi, Armeni, Macaluso, Sansonetti, Introvigne, Loquenzi, Bellasio, Cascioli

«Sono d'accordo con questa proposta» dice a tempi.it Guido Calvi, membro del Consiglio superiore della magistratura. «L'amnistia per i reati minori alleggerisce la sofferenza delle persone detenute in carceri disumane e può servire per organizzare meglio le carceri. Non solo, alleggerisce anche il carico di lavoro dei magistrati che così possono concentrarsi sui processi più importanti».

Lunedì alle 12 il leader dei Radicali Marco Pannella e il direttore di Tempi Luigi Amicone, nel corso di una conferenza stampa pubblica a Milano nella sede di Tempi, che verrà trasmessa in diretta video da Radio Tempi e audio da Radio Radicale, chiederanno che venga votata dal Parlamento l'amnistia. "Per restituire umanità e legalità alle subumane e illegali condizioni in cui versano i detenuti. Per costituzionalizzare la fine di un ventennio di guerra civile strisciante".

«Non so come faccia la gente a non spaventarsi davanti ai dati delle carceri, ai numeri di detenuti, messi in ultima pagina dai giornali, relegati nelle stesse celle in situazioni disumane, per cui la gente si uccide. Oggi, di certo, tra le cose più gravi in Italia c'è questa e se davvero questo governo non vuole disattendere le speranze che ha suscitato serve che dia un segnale importante». La giornalista e opinionista Ritanna Armeni coglie subito il cuore del problema. Rincara la dose il giornalista del Sole 24 Ore Daniele Bellasio: «Quella delle carceri è un'emergenze nazionale, sociale e di giustizia. Come dice il capo dello Stato è di "prepotente urgenza". È sicuramente tra quelle cinque riforme che il nuovo governo, ora che ci dovrebbero essere un nuovo clima e una nuova maggioranza, deve fare partendo dagli ultimi». «In fondo» insiste Giancarlo Loquenzi, direttore dell'Occidentale, «se Monti può servire ai partiti per chiedere lacrime e sangue senza metterci la faccia, perché non affidargli anche il compito di risolvere il problema delle carceri salvando i partiti dalle pressioni delle loro componenti più forcaiole?».

«Sono entusiasta, favorevolissimo, anche se ho qualche dubbio sul fatto che si possa realizzare perché ho una pessima idea del governo che si è appena insediato. L'idea che sta dietro alla battaglia per l'amnistia è fondamentale, è quella del garantismo, volto a favorire quel principio di libertà su cui si deve basare la giustizia. Bisogna smetterla di pensare alla pena come soluzione di tutti i problemi sociali» commenta l'iniziativa il direttore de Gli Altri, Piero Sansonetti. È d'accordo anche Emanuele Macaluso, direttore de Il Riformista: «Sono favorevolissimo all'amnistia più che all'indulto. E mi pare che sia oggi l'unica soluzione per svuotare le carceri applicandola ai reati minori». «Ho constatato personalmente e in più occasioni» interviene il docente di Economia Michele Boato, «la situazione in cui versano le carceri italiane e nella maggior parte dei casi la parola migliore per identificarle è lager. Una soluzione come l’amnistia potrebbe prima di tutto salvaguardare la vita delle persone detenute, ridurre i suicidi ed evitare che la prigione rimanga la scuola di delinquenza che è oggi, priva di attività lavorative volte al reinserimento. Sono assolutamente d’accordo con l’iniziativa». Anche un esperto in materia come Luigi Manconi, del Pd, appoggia l'amnistia: «Sono incondizionatamente d’accordo. Nel 2006 sono stato coinvolto fino in fondo nell’indulto, un provvedimento sacrosanto, dai risultati positivi, ma avrei voluto anche l'amnistia. Un gesto così poi consentirebbe di porre mano a riforme strutturali. L'iniziativa è bella, opportuna e saggia».

Nessuno nasconde che l'amnistia sia un provvedimento destinato a far discutere e difficile da approvare. Come spiega il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi: «Conosco bene quanto sia complicata la situazione delle carceri italiane ma un provvedimento del genere richiede uno studio attento e accurato, un’analisi dei pregi e dei difetti. Non mi sento né di appoggiare né di criticare questa iniziativa». Anche l'opinionista, sociologo e storico Massimo Introvigne espone i suoi dubbi, pur infine avvallando la bontà di un provvedimento del genere: «Qui ci sono una serie di problemi di carattere pratico. Da sociologo dico che le amnistie non sono una buona cosa, perché danno l'idea che l'effetto penale sia inesistente. In questo momento, tuttavia, la teoria deve cedere il passo alla realtà: c'è un sovraffollamento delle carceri disumano, quindi penso che sia il momento di discutere di provvedimenti di sconto di pene per alcuni reati».

Alcuni non si fermano a questo provvedimento, ma chiedono di andare oltre: «Condivido l’idea dell’amnistia, però solo se inserita in un contesto più ampio. Deve passare attraverso la riforma del codice penale» spiega il magistrato Carlo Nordio. «Il carcere deve essere la soluzione estrema della pena, mentre dovrebbe esserci spazio per pene alternative. Più che svuotare le carceri, dobbiamo rendere più difficile l’ingresso. Ci vogliono pene più miti ma più certe». D'accordo Ritanna Armeni: «L'amnistia va bene ma non è sufficiente se i processi restano lenti e non si fa una riforma seria del sistema giudiziario. La riforma della giustizia sarebbe un passo da gigante». «È chiaro il problema carceri è da risolvere» spiega Riccardo Cascioli, direttore della Bussola Quotidiana. «Ma mi sembra difficile sia possibile risolverlo con l'amnistia. Il problema vero è la riforma della giustizia. Anche perché la carcerazione preventiva e il carcere in attesa di giudizio non fanno che alzare i numeri. Il sovraffollamento è tale che l'amnistia risolverebbe per qualche mese la questione, ma non nel lungo periodo».

Resta il problema dei due terzi dei consensi da trovare in Parlamento. È realistico? Risponde Manconi: «Certo non sarà facile, anzi è davvero difficile. Però c’è una chance: un governo tecnico può essere meno condizionabile dal clima ostile che forze giustizialiste potrebbero attizzare nella società».

http://www.tempi.it/lora-dellamnistia1-il-governo-tecnico-pu-darci-una-chance

***

È l'ora dell'amnistia/2 «Tutti consapevoli della crisi delle carceri. Forse è la volta buona»


Ancora interventi sulla proposta lanciata da Luigi Amicone e Marco Pannella. I pareri positivi, i dubbi e le critiche di Lucia Annunziata, Antonio Polito, Guido Brambilla, don Virginio Rigoldi, Franca Fossati, Yasha Reibman, Marco Follini, Giuseppe Cruciani, Riccardo Barenghi e Giuseppe Caldarola

Don Virginio Rigoldi, educatore e cappellano del carcere minorile Beccaria, accoglie con favore l'iniziativa di Tempi e Radio Radicale. Lunedì alle 12 il leader dei Radicali Marco Pannella e il direttore di Tempi Luigi Amicone, nel corso di una conferenza stampa pubblica a Milano nella sede di Tempi, che verrà trasmessa in diretta video da Radio Tempi e audio da Radio Radicale, faranno al Parlamento perché voti l'amnistia. "Per restituire umanità e legalità alle subumane e illegali condizioni in cui versano i detenuti. Per costituzionalizzare la fine di un ventennio di guerra civile strisciante".
Il sostegno di don Rigoldi non si limita a un "sì" all'iniziativa, ma guarda più in là, puntando sul reinserimento: «Un’amnistia ha il grande valore di togliere da situazioni francamente bestiali tanti detenuti, ma per non riportarli dentro altrettanto velocemente occorre affiancarla ad altre misure, a un paracadute. Svuotare le carceri è un dovere morale. Bisognerebbe accompagnare questa liberazione con un po’ di risorse, finalizzate al reinserimento sociale. Mi piacerebbe che sotto il cappello dell’amnistia si cominciassero a fare dei passaggi di traghettamento». 

Sullo stesso versante si trovano Franca Fossati, giornalista e storica voce dei movimenti femministi, e Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica di Milano. Secondo la prima, «nelle nostre carceri si verifica ogni giorno una gravissima violazione dei più basilari diritti: i detenuti, oltre alla pena, patiscono la tortura di condizioni disumane. Per avviare una qualsiasi riforma bisogna prima snellire i tribunali. E l’unico modo è l’amnistia». Il secondo afferma di essere «favorevolissimo a un’amnistia. Mi sembra vada incontro a varie necessità, sia a livello umano, sia rispetto alla legge del nostro paese. Le carceri sno in condizioni disumane, non assolvono al loro compito, e bisogna urgentemente tornare a un sistema penitenziario che possa permettere alle persone di cambiare. Iniziamo a fare un primo passo».

Lucia Annunziata
, giornalista e conduttrice di In mezz'ora, accoglie così l'idea di Amicone e Pannella: «Credo che il presente clima politico potrebbe accogliere e favorire un’amnistia. Però, poiché non ha a che fare solamente con le carceri, occorre capire come in questo governo verrà gestita la più generale questione giustizia. Il vero problema dell'amnistia è che oggi, più che essere vista come una salvaguardia dei diritti dei più deboli, viene percepita come una scappatoia per la classe dirigente corrotta».

Guido Brambilla, 
magistrato di sorveglianza presso il Tribunale di Milano, articola così il suo ragionamento: «Certamente siamo di fronte a una situazione disovraffollamento carceraio, e tutti, dai magistrati alle forze politiche, ne sono consapevoli. O si costruiscono più carceri, ma tocca capire se le risorse necessarie ci sono, oppure occorre affrontare il problema con l’amnistia. Che ha dei limiti: è una risposta al problema sintomatica, ma non risolutiva. E va necessariamente accompagnata da provvedimenti di inclusione sociale reinserimento lavorativo. Ora il sistema sanzionatorio si basa sulla reclusione e sulla pena pecuniaria, ma esistono delle misure alternative, come ad esempio gli strumenti di mediazione penale. Bisogna concepire il carcere come extrema ratio. Non so che durata avrà questo governo, però l’emergenza c’è. Forse è la volta buona».

Riccardo Barenghi,
giornalista della Stampa, si dichiara assolutamente a favore e aggiunge: «Credo che sia una buona idea da suggerire al premier Monti, visto che il suo è un governo sostenuto da tutti e in cui nessuno ha paura di perdere il consenso con una proposta così delicata».

Giuseppe Caldarola
, ex direttore dell'Unità, da anni appoggia la campagna di Pannella perché pone l'accento su due drammatici problemi della giustizia italiana: «La situazione penosa in cui versano le carceri e gli innumerevoli procedimenti in corso, che aggravano il sistema giudiziario italiano. Credo che i tempi siano maturi per una proposta di questo tipo, dato che il governo tecnico nasce anche con l’intento di modificare il clima politico del paese. È una battaglia di civiltà a cui accordo il mio pieno appoggio».

Antonio Polito
, editorialista del Corriere della Sera, pur non essendo «contrario di principio all'amnistia», ritiene che «l'argomento sia complicato e il momento estremamente delicato, troppo per un'iniziativa del genere che potrebbe far pensare a una scappatoia per i "colletti bianchi"».
Restano dubbiosi sull'utilità di un intervento di questo tipo il senatore Pd Marco Follini, secondo cui «ci sono priorità diverse in questo momento. Il governo dovrà affrontare altri problemi».
Anche il giornalista Giuseppe Cruciani, conduttore del programma radiofonico La zanzara, pur concordando sul fatto che «le condizioni delle carceri sono assurde», ritiene che «un’amnistia certifichi il fallimento di uno Stato e che sia più urgente un intervento legislativo che limiti l’ingresso in carcere delle persone».

http://www.tempi.it/e-lora-dellamnistia2-tutti-consapevoli-della-crisi-delle-carceri-forse-la-volta-buona

***

Giovanna Di Rosa (Csm): «Sì all'amnistia, e poi non lasciamoli in mezzo a una strada»

La responsabile per le carceri del Consiglio superiore della magistratura Giovanna Di Rosa aderisce all'iniziativa di Amicone e Pannella in favore dell'amnistia e dichiara a Tempi.it: «Questa misura va accompagnata alla costruzione di una rete sul territorio, perché in carcere ci sono i cittadini più poveri, e non devono trovarsi fuori, in mezzo a una strada, senza un soldo»

«È indispensabile intervenire, è un rimedio estremo, ma da adottare». Giovanna di Rosa, responsabile per le carceri del Consiglio superiore della magistratura, aderisce all'iniziativa di Amicone e Pannella, che lunedì 21 alle 12 lanceranno in diretta video su Radio Tempi e Radio Radicale un appello a favore dell'amnistia.

Di Rosa ha dichiarato a Tempi.it: «Sono assolutamente a favore dell'amnistia, perché l’emergenza è sotto gli occhi di tutti gli operatori tecnici e la situazione non è all’altezza delle nostre disposizioni costituzionali. È indispensabile intervenire, è un rimedio estremo, ma da adottare. Credo che potrebbe aiutare a decomprimere la fortissima pressione che i detenuti vivono quotidianamente. Certo, va accompagnata alla costruzione di una rete sul territorio, perché in carcere ci sono i cittadini più poveri, e non devono trovarsi fuori, improvvisamente, in mezzo a una strada, senza un soldo. Occorre accompagnare questo provvedimento immediato alla messa in piedi di una rete, altrettanto immediata. Un’azione che si ispira alla pacificazione nazionale ha il dovere di preparare anche questo percorso, allertando gli enti del territorio e le associazioni di volontariato. E ognuno dovrà fare la sua parte, proprio perché la solidarietà è un valore nazionale».

http://www.tempi.it/giovanna-di-rosa-csm-s-allamnistia-e-poi-non-lasciamoli-mezzo-una-strada
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:03:55, in Magistratura, linkato 1210 volte)
Cisterna consegna memoria scritta al Csm,
rinviata la decisione



E' durata meno di un'ora l'audizione, innanzi alla Prima Commissione del Csm, del Procuratore nazionale antimafia aggiunto Alberto Cisterna che - ai consiglieri - ha consegnato una "corposa" memoria scritta nella quale ha risposto alle "segnalazioni" evidenziategli da Palazzo dei Marescialli in seguito all'indagine penale per corruzione in atti giudiziari.
Cisterna è stato assistito da Marcello Maddalena, il Procuratore generale di Torino, e nei suoi confronti non è stata presa "assolutamente" nessuna decisione, pertanto il magistrato continua ad esercitare le sue funzioni. Lo si è appreso da fonti del Consiglio Superiore della Magistratura.
La Prima Commissione non ha preso ancora nessuna decisione, e tornerà a riunirsi per valutare questa vicenda, nella quale Cisterna rischia il trasferimento:  potrebbe riconvocarsi il 30 novembre o il cinque dicembre dopo la lettura delle carte. A Cisterna sono state rivolte poche domande "ma niente di particolare" anche perchè - fanno notare le fonti del Csm - il numero due della procura nazionale antimafia "era già stato sentito in sede di procedimento penale".
L'indagine a carico di Cisterna nasce dalle dichiarazioni di Antonio Lo Giudice, che si è autoaccusato degli attentati del 2010 alla procura generale di Reggio e al Procuratore Pignatone. Lo Giudice avrebbe sostenuto che il magistrato avrebbe avuto un regalo, probabilmente dei soldi, per far uscire dal carcere e far ottenere gli arresti domiciliari a suo fratello Maurizio, anch'egli collaboratore di giustizia. E che questo glielo avrebbe riferito un altro dei suoi fratelli, Luciano, condannato per usura, estorsione e altri reati. Proprio con Luciano Lo Giudice il magistrato Cisterna avrebbe avuto una settantina di contatti telefonici tra il 2005 e il 2007: un rapporto cominciato - avrebbe spiegato il magistrato nel suo interrogatorio davanti ai pm di Reggio - per ottenere informazioni utili alla cattura del boss della 'ndrangheta Pasquale Condello e dietro il quale non ci sarebbe nulla di illecito. Solo quando la Commissione terminera' la propria indagine presenterà al plenum la sua richiesta di trasferimento: se riterrà che Cisterna non possa più svolgere le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialità", o, in alternativa di archiviazione. Ma sarà l'assemblea di Palazzo dei Marescialli ad avere l'ultima parola.

http://www.telereggiocalabria.it/news/1-cronaca/43827-cisterna-consegna-memoria-scritta-al-csm-rinviata-la-decisione.html
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:08:34, in Magistratura, linkato 1281 volte)
GOVERNO: GIUDICI DI PACE,
POSITIVA NOMINA SEVERINO

 

(ASCA) - Roma, 18 nov - L'Associazione nazionale giudici di pace esprime ''soddisfazione per la designazione a ministro della Giustizia di Paola Severino, uno dei massimi giuristi del nostro Paese ed alla quale sono unanimemente riconosciute altissime qualita' umane.

Siamo disponibili ad offrire al nuovo governo la nostra piena collaborazione al fine di contribuire a risolvere i problemi della Giustizia nel nostro Paese''.

L'Associazione nazionale giudici di pace dal 21 novembre iniziera' un'astensione fino al 2 dicembre al fine di vedere ''finalmente risolto il gravissimo vulnus dovuto al mancato rispetto delle norme costituzionali e comunitarie in tema di status dei magistrati di pace.

Siamo certi che il ministro non potra' non affrontare un quadro gravissimo, che rischia di portare alla paralisi di una giustizia efficiente, che, unica in Italia, assicura la ragionevole durata dei giudizi (in media meno di un anno)''.

com-rus
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:10:06, in Magistratura, linkato 1341 volte)
CONSULTA: CASSAZIONE ELEGGE
NUOVO GIUDICE MORELLI


venerdì 18 novembre 2011 14.55

(AGI) Roma - Mario Morelli, consigliere di Cassazione che ricopriva l'incarico di direttore dell'Ufficio del Massimario e' stato eletto dai suoi colleghi della Suprema Corte nuovo giudice della Consulta. Morelli prendera' il posto di Alfio Finocchiaro il cui mandato scade a dicembre. La Cassazione ha eletto Morelli con 152 voti ed ha sconfitto al ballottaggio Marco Pivetti, sostituto Pc della Cassazione al quale sono andate 98 preferenze .


La Rassegna

(AGI) CONSULTA: CASSAZIONE ELEGGE NUOVO GIUDICE MORELLI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎18/nov/2011‎
(AGI) Roma - Mario Morelli, consigliere di Cassazione che ricopriva l'incarico di direttore dell'Ufficio del Massimario e' stato eletto dai suoi colleghi della Suprema Corte nuovo giudice della Consulta. Morelli prendera' il posto di Alfio Finocchiaro ...

È giudice costituzionale il magistrato della sentenza Englaro

Il Fatto Quotidiano - ‎19/nov/2011‎
Èstato eletto giudice costituzionale dalla Cassazione Mario Morelli, il magistrato della Suprema Corte che ha scritto una delle sentenze che... Inviando questo form dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di ...

Consulta, eletto giudice sentenza Englaro

L'Unità - ‎18/nov/2011‎
Eletto giudice costituzionale Mario Morelli, il magistrato della Suprema Corte che ha scritto una delle sentenze che più hanno suscitato plauso e clamore negli ultimi anni: il verdetto che nel 2008 mise fine alla vicenda di Eluana Englaro dando il via ...

Cassazione: Morelli eletto nuovo giudice

Lettera43 - ‎18/nov/2011‎
Cassazione, tempo di elezioni. Dopo lo scrutinio delle schede per la votazione del magistrato in procinto di diventare giudice costituzionale al posto di Alfio Finocchiaro il cui mandato è in scadenza, i giudici della Cassazione hanno salutato il ...

Consulta, Cassazione vota nuovo giudice costituzionale: è Morelli

La Politica Italiana - ‎18/nov/2011‎
ROMA - Con 152 voti il consigliere di Cassazione Mario Morelli è stato eletto dai suoi colleghi giudice costituzionale. Ha sconfitto al ballottaggio il sostituto procuratore generale della Suprema Corte Marco Pivetti, che ha ottenuto 98 voti. ...

Consulta: Morelli nuovo giudice

Wuz. Cultura&Spettacolo - ‎18/nov/2011‎
(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Con 152 voti la Cassazione ha eletto il magistrato Mario Morelli giudice costituzionale: l'altro candidato, Marco Pivetti, ha ottenuto 98 preferenze. Morelli subentrera' al posto del giudice Alfio Finocchiaro che e' prossimo ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:13:36, in Magistratura, linkato 1238 volte)

TENTA FURTO A PALAZZO DI GIUSTIZIA A TARANTO, ARRESTATO


(AGI) - Bari, 18 nov. - Stamani, a Taranto, all'interno del Palazzo di Giustizia di via Marche, i carabinieri hanno arrestato in flagranza per tentato furto aggravato, un 35enne del luogo.

Questi approfittando della momentanea assenza del personale di cancelleria della 1ˆ sezione penale, si e' introdotto all'interno degli uffici ed ha tentato di impadronirsi della borsa di una dipendente custodita in un armadio. I militari sono stati subito allertati dalla stessa dipendente che ha sorpreso l'uomo nascosto dietro la porta.

L'uomo ha anche tentato la fuga, ma e' stato bloccato da due militari. (AGI) Ta2
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:15:54, in Magistratura, linkato 1518 volte)
Fallimenti, indagini
su magistrati di Bari

di Giovanni Longo
per la Gazzetta del Mezzogiorno


BARI - C’è voluto un camion per trasportare tutte le carte da Bari a Lecce. E quando i faldoni sono giunti a destinazione, pare che nella stanza del procuratore di Lecce Cataldo Motta non ci fosse spazio sufficiente. L’inchiesta della Procura di Bari sulle procedure fallimentari si allarga e trasloca: oltre a curatori, consulenti, professionisti, bancari e cancellieri, nel mirino del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza sono finiti anche magistrati in servizio presso il Tribunale del capoluogo pugliese. E dunque il Pm ha passato la mano.

I primi particolari dell’inchiesta sono emersi nella scorsa primavera, con numerose perquisizioni e l’arresto dell’avvocato barese Marco Vignola (oggi libero). Ora che l’indagine ha toccato alcuni giudici le carte sono passate a Lecce, ufficio competente a indagare sui magistrati in servizio nel distretto di Corte d’Appello di Bari.

Quattro i filoni d’indagine. In tre sarebbero stati individuati comportamenti penalmente rilevanti da parte di toghe baresi, in merito, sembra, alle modalità con cui per anni sarebbero stati gestiti i mandati di pagamento delle curatele. È il tema toccato in due informative che gli investigatori hanno depositato a fine settembre e fine ottobre ipotizzando, sembra, anche la corruzione in atti giudiziari.

Che le indagini potessero allargarsi lo si era intuito leggendo la richiesta di misura cautelare nei confronti di Vignola, indagato per falso, peculato, truffa e omesso versamento delle imposte. «Occorre capire - scriveva tra l’altro il Pm barese Ciro Angelillis, ormai ex titolare di tutti i fascicoli - se e come sia stato possibile operare nel modo contestato senza che altri soggetti (cancellieri, creditori, giudici, bancari, ecc.) operanti all’interno di uffici in vario modo al controllo se non proprio alla gestione congiunta (col curatore) del patrimonio fallimentare se ne siano avveduti; occorre capire se vi siano state connivenze o, addirittura, forme di concorrenza nei reati commessi».

L’indagine era partita dalla presunta falsificazione dei mandati di pagamento per oltre sette milioni di euro che sarebbe stata commessa dall’avvocato Gaetano Vignola, padre di Marco, curatore fallimentare da almeno un ventennio. Ma ora l’inchiesta si è allargata: in uno solo dei quattro filoni passati a Lecce sarebbero analizzate otto procedure. Più recente invece il fascicolo su Marco Vignola, indagato nella veste di curatore della procedura fallimentare «Nova Tessile Srl». I fatti contestati al giovane legale - che ha assistito Alessandro Mannarini, uno dei tre «moschettieri» del caso Tarantini - si riferiscono agli anni 2000-2008 e riguardano presunti falsi mandati di pagamento e l’appropriazione di 1,6 milioni dai conti del fallimento. Soldi che il professionista sta restituendo alla nuova curatela.

Ma ora da Lecce inizia la fase degli accertamenti su alcuni magistrati baresi.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=471660&IDCategoria=1

La Rassegna

Fallimenti, indagati tre giudici

Corriere della Sera - ‎21/nov/2011‎
BARI - Tre magistrati e un altro curatore fallimentare sarebbero indagati nell'inchiesta sulla sezione Fallimentare del Tribunale di Bari. Il fascicolo che era nelle mani del sostituto procuratore del Tribunale di Bari Ciro Angelillis è stato ...

Fallimenti, tre giudici indagati il fascicolo al Csm

La Repubblica - ‎19/nov/2011‎
Denaro e favori, offerti dalle aziende sull'orlo della bancarotta e da una cerchia ristretta di curatori ai magistrati baresi. Rischia di travolgere anche la magistratura l'inchiesta nata sulle rivelazioni dell'avvocato Vignola. ...

Fallimenti, la procura di Lecce indaga su tre magistrati baresi

il Paese Nuovo - ‎20/nov/2011‎
LECCE - Tre i nomi iscritti nel registro degli indagati della Procura di Lecce che sta indagando sull'inchiesta nata dalle dichiarazione dell'Avvocato Vignola. Trema la magistratura barese su cui quella leccese dovrà esprimersi dopo aver fatto luce sul ...

Inchiesta sulla sezione Fallimentare di Bari, 3 magistrati indagati

Libero News - ‎20/nov/2011‎
Sono tre i magistrati indagati nell'inchiesta sulla presunta corruzione nella sezione Fallimentare di Bari. Si tratta di giudici che attualmente ricoprono posti di prestigio nella magistratura. Almeno stando ad alcune fonti investigative della Procura ...

Inchiesta sulla sezione Fallimentare di Bari, sono 3 i magistrati ...

BariSera - ‎19/nov/2011‎
BARI – Sono tre i magistrati indagati nell'inchiesta sulla presunta corruzione nella sezione Fallimentare di Bari. Si tratta di giudici non più operanti nella sezione Fallimentare, ma che attualmente ricoprono posti di prestigio nella magistratura. ...

Fallimenti, indagini su magistrati di Bari

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎19/nov/2011‎
BARI - C'è voluto un camion per trasportare tutte le carte da Bari a Lecce. E quando i faldoni sono giunti a destinazione, pare che nella stanza del procuratore di Lecce Cataldo Motta non ci fosse spazio sufficiente. L'inchiesta della Procura di Bari ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
La cricca dei magistrati isolati e la libertà di stampa per il Presidente della Calabria Giuseppe Scopelliti


PUBBLICITA’ GRATUITA: fino al 15 dicembre potrete acquistare in edicola con il Sole-24 Ore al prezzo di 12,90 euro il libro di Roberto Galullo: “Vicini di mafia – Storie di società ed economie criminali della porta accanto”.


Diverse sono state le reazioni che hanno fatto seguito agli insulti che il presidente della Calabria Giuseppe Scopelliti – dopo aver visto la “luce” sotto la stele di uno dei maggiori pacifisti del globo terracqueo, Ciccio Franco - ha rivolto a chi vi scrive e ai colleghi inviati Guido Ruotolo della Stampa ed Enrico Fierro del Fatto Quotidiano.

Tutti hanno condannato quelle parole pronunciate. Nessuno però si è soffermato sul perché le abbia pronunciate.

Dopo due giorni in cui, a differenza di altri, sono stato impegnato a lavorare, provo a farlo io. Forse ancora troppo a “botta calda” ma voglio provarci ugualmente per vedere se qualcuno – magari a partire proprio dai colleghi e dalla politica locale, qualora esistesse – vuole aggiungere qualche anello alla catena del ragionamento.

Cominciamo con il dire che Scopelliti fa il politico dai tempi dell’asilo. E’ stato svezzato a latte e “boia chi molla”. Ha avuto ottimi maestri a partire dal discepolo di Ghandi che qualche giorno fa ha venerato sotto la stele.

Ergo: sa come, dove e quando parlare. Sa come, dove e quando dosare parole e gesti. Sa come, dove e quando attaccare e sa che l’attacco è sempre la miglior difesa.

Oratore non è ma sa come dosare ogni parola.

Sgombriamo dunque il campo da un dubbio: quelle parole Scopelliti le ha calcolate, così come ne ha calcolato gli effetti. Quelli immediati e quelli successivi. Sapeva perfettamente che sarebbero state riprese (non certo dalla stampa amica) ma da quella stampa libera che lui ama tanto: Calabria Ora e, a seguire, da quel settimanale che si sta imponendo, per autorevolezza e contenuti, come uno dei migliori prodotti usciti in questa regione dove la democrazia è sospesa: Il Corriere della Calabria.

Il missino Scopelliti ha dunque intelligentemente usato mezzi e strumenti avversi alla sua concezione umana, professionale e formativa per raggiungere lo scopo che, invece, i tappetini che lui solitamente usa per strofinare la collettività amministrata, non potevano raggiungere. Intelligente. Stratega. Banale. Bene, bravo, bis.

Non solo. Ha abilmente utilizzato l’attacco al Pd – che vivaddio fa parte della normale dialettica politica – per far giungere i suoi attacchi. Il riferimento alla “cricca”, infatti, non può coinvolgere gli esponenti del Pd. Perche?

Semplicissimo. Scopelliti sa che chi scrive – e sono pronto a tagliarmi gli attributi che così è per i due colleghi Ruotolo e Fierro – non è nè influenzabile né corruttibile dalla politica, a maggior ragione da quella calabrese che è marcia dentro. L’ho scritto mille volte. E’ marcia senza distinzione di colore politico che in questa terra è una mera invenzione. Lo stesso Scopelliti ha abbandonato il Msi per abbracciare Sua Eminenza Televisiva. Da niente e da nessuno sono influenzabile e il prezzo che pago, in silenzio e da anni per le cose che scrivo sulla Calabristan, sono alti. Non parlo delle minacce delle cosche (l’ultima in ordine di tempo sono i calci in culo che un esponente di una cosca reggina mi ha promesso). Quelle mi fanno ridere. Penso ai “messaggi” della classe dirigente e politica: quelli mettono davvero paura.

Scopelliti – incontrandomi alcuni anni fa in aereo - si congratulò con me per la libertà con la quale scrivevo nei confronti di Loiero Agazio, il governatore che governava dallo spazio. Lo stupore veniva dal fatto che nessuno, in Calabria, osava criticarlo tra i media. Gli risposi. “Sarà lei il prossimo Governatore, lo sanno anche i sassi. Avrà lo stesso trattamento. Ne stia certo”. E infatti alcuni figuri – sono certo all’oscuro di Ciccio-Peppe “boia chi molla” - cominciarono il giorno dopo con i loro penosi tentativi di blandirmi. Ed io – senza soluzione di continuità – sul Sole, nella mia trasmissione radiofonica su Radio 24 e in questo umile blog che raccoglie migliaia di lettori ogni giorno, andai avanti a fare le pulci alla classe politica calabrese. E non solo, ovviamente.

No dunque: il Pd non c’entra nulla. La presunta cricca va cercata nelle pieghe di una frase. Questa: “Purtroppo alcuni personaggi pensano di costruire le loro fortune personali sulle disgrazie altrui”. E poi giù con il fatto che trovano giornalisti “cialtroni” che fanno parte della presunta cricca.

E chi sono questi personaggi che vogliono costruire le loro fortune sulle disgrazie altrui?

E qui astraggo la riflessione dalla figura di Ciccio-Peppe “bioa chi molla”, che altrimenti potrebbe davvero pensare di essere importante.

Il discorso è complessivo perché coinvolge l’arroganza di un’intera classe dirigente politica che teme la magistratura. Attenzione: non quella magistratura che indaga la classe dirigente con ipotesi di reato servite su un piatto d’argento per farla uscire ancor più vergine e immacolata.

Nossignori. E allora quale magistratura teme la classe politica italiana? Quella fatta di magistrati che scavano su chi ha investito sul suo luminoso cammino. La politica teme quella magistratura che opera blindata e isolata per ricostruire carriere e padrinati.

Eccola dunque la cricca che teme la politica: quella di magistrati indipendenti e giornalisti indipendenti e non, si badi bene, “tra” magistrati e giornalisti. Quelle che si chiamano libertà di stampa e giustizia diventano una cricca.

Passiamo ora al motivo per il quale quelle frasi sono state pronunciate, atteso il fatto, ne sarete convinti ormai anche voi, che non sono state pronunciate a caso.

Bene. Vediamo le ipotesi.

1)     Ciccio-Peppe “boia chi molla” ha paura della libera stampa. No e lo dimostra il fatto che l’attacca consapevolmente.

2)     Ciccio-Peppe “boia chi molla” si sente accerchiato. C’è chi lo pensa. Io no. Chi vive in delirio di onnipotenza non può.

3)     Ciccio-Peppe “boia chi molla” ha perso alcuni referenti che ad ogni livello rappresentavano una garanzia e un punto di riferimento certo. Non so cosa pensare ma lui lo teme.

4)     Ciccio-Peppe “boia chi molla” ha voluto, di conseguenza, mostrare agli amici che siedono in ogni stanza istituzionale o politica e in ogni camera oscura (a Ciccio-Peppe “boia chi molla” piace essere fotografato) che ci si difende tutti insieme o si affoga tutti insieme. Non è vero ma ci credo.

Qualunque sia il motivo per il quale il Governatore della Calabria, Scopelliti Giuseppe ha attaccato la libertà di stampa e la mia personale libertà, sappia che continuerò a scrivere liberamente, senza condizionamenti e senza paura.

So perfettamente che lo ha messo nel conto. E questo è l’ultimo scopo che voleva raggiungere: alzare il livello del duello con la libera stampa.

Lui cerca lo scontro io, invece, la sfida della libertà di stampa senza pregiudizi e condizionamenti. Scrivo - ne sono certo – anche a nome dei colleghi di cricca Guido Ruotolo ed Enrico Fierro ai quali va il mio abbraccio.

http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2011/11/la-cricca-dei-magistrati-isolati-e-la-libert%C3%A0-di-stampa-per-il-presidente-della-calabria-giuseppe-scopelliti.html

La Rassegna

La cricca dei magistrati isolati e la libertà di stampa per il ...

Il Sole 24 Ore - ‎19/nov/2011‎
AUTOPUBBLICITA' PRIMA DEL PEZZO: fino al 15 dicembre potrete acquistare in edicola con il Sole-24 Ore al prezzo di 12,90 euro il mio libro: “Vicini di mafia – Storie di società ed economie criminali della porta accanto”. Diverse sono state le reazioni ...

Attacca i giornalisti Bufera su Scopelliti

La Stampa - ‎17/nov/2011‎
Durante una cerimonia pubblica, il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti ha duramente attaccato tre giornalisti (Guido Ruotolo de La Stampa, Enrico Fierro del Fatto Quotidiano e Roberto Galullo del Sole24Ore, definiti «cialtroni» e ...

Niente interrogatorio ma chi critica per questo il Governatore ...

Il Sole 24 Ore - ‎17/nov/2011‎
Nell'ultima settimana il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti – leggo dal sito ufficiale della Regione – ha partecipato “al convegno della Uil Trasporti”, ha goduto nell'esprimere “soddisfazione per la nomina di Antonio Catricalà a ...

Gratta, gratta ed esce fuori il fascista che è sempre stato.

MNews.IT - ‎19/nov/2011‎
Scritto da Luigi Palamara on nov 19th, 2011 archiviato in Cronaca. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso Le vergognose offese ei gratuiti insulti espressi dal ...

Attacchi di Fatto da Scopelliti

Il Fatto Quotidiano - ‎18/nov/2011‎
Cialtroni”. Enrico Fierro, Guido Ruotolo (La Stampa), Roberto Galullo (Il Sole 24 ore), sono dei giornalisti “cialtroni”. Parola di... Inviando questo form dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito. ...

Reggio Calabria, Ivan Tripodi (PdCI) su Scopelliti: “Gratta ...

ntacalabria - ‎19/nov/2011‎
Le vergognose offese ei gratuiti insulti espressi dal presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, all'indirizzo dei valenti e coraggiosi giornalisti Enrico Fierro de “Il Fatto Quotidiano”, Roberto Galullo de “Il Sole 24 Ore” e Guido Ruotolo ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:32:43, in Magistratura, linkato 1224 volte)
Trento: incendio distrugge documenti
cancelleria tribunale Cles

Trento,  19 nov. - (Adnkronos) - Un furioso incendio di origine dolosa ha gravemente danneggiato questa mattina la Cancelleria del tribunale di Cles, al secondo piano degli uffici giudiziari. Le fiamme hanno interessato anche un ufficio vicino. L'allarme e' stato lanciato verso le 7 da alcuni passanti che hanno notato del fumo uscire dalla finestra dell'ufficio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco volontari del posto e quelli permanenti di Trento che hanno spento il focolaio d'incendio.

La porta d'ingresso e' stata forzata e ignoti hanno dato fuoco ad un armadio contenente fascicoli riguardanti procedimenti civili. L'ipotesi molto probabile e' che qualche indiziato per processo civile abbia maldestramento cercato di far sparire gli atti.

Sul posto stanno ora operando i carabinieri del Comando provinciale di Trento e quelli di Cles, i quali hanno avviato rilievi tecnici. Dalle prime notizie pare che per appiccare il fuoco siano stati usati sistemi rudimentali. Scartata la pista anarchica, gli inquirenti ritengono - considerato il tipo di documenti distrutti - che il gesto sia da attribuire a chi, appunto, aveva qualche conto in sospeso con la giustizia.

http://www.libero-news.it/news/872597/Trento-incendio-distrugge-documenti-cancelleria-tribunale-Cles.html

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 23/11/2011 @ 09:35:38, in Magistratura, linkato 1402 volte)
Caselli da Barletta 
«La mafia? Può essere sconfitta»


di Rino Daloiso

BARLETTA - «I percorsi della coscienza e quelli della giustizia: contrasti e riequilibri». A parlarne ieri sera in un teatro Curci strapieno per l’ultimo appuntamento della «Democrazia delle parole», Gian Carlo Caselli (nella foto di Calvaresi), ora procuratore capo a Torino, già magistrato in prima linea contro il terrorismo, nella stessa Torino, e la mafia, a Palermo, negli anni delle due emergenze nazionali: la prima sconfitta, l’altra no. O, se volete, non ancora.

Con Caselli, il giudice del Tribunale di Trani, Francesco Messina e la prof.ssa Assuntela Messina, che si è occupata della sensibilizzazione degli studenti delle superiori sul tema della «coerenza ai principi e il coraggio delle scelte». Il procuratore Caselli ha concesso una intervista alla Gazzetta prima dell’incontro.

Dott. Caselli, lei e Berlusconi avete un tratto singolare in comune.

Beh, siamo andati entrambi a scuola dai salesiani, è noto.

No, non solo. Lei è stato destinatario a metà dello scorso decennio di una legge contra personam, l’esatto contrario della quarantina di leggi ad personam votate per l’ex premier: è una circostanza che la lusinga o la preoccupa?

Ah, quella vicenda appartiene ormai al passato, ma è sintomatica della tendenza tutta italiana di voler cambiare a volte le regole del gioco a partita in corso. Quella volta le regole furono modificate addirittura per due volte. E tutto per impedirmi di diventare procuratore nazionale antimafia. Ora, ognuno di noi può avere la più alta considerazione di se stesso e ritenere di essere la persona più adatta a ricoprire un determinato incarico. Beninteso: Piero Grasso è stato ed è un ottimo procuratore nazionale antimafia, ma in quella circostanza il Parlamento decise di mettermi fuori gioco».

E perché mai?

In molti non avevano e non hanno tuttora digerito l’inchiesta sul 7 volte presidente del Consiglio e 22 volte ministro Giulio Andreotti per i legami con la mafia attraverso i suoi sodali in Sicilia. Tant’è che nei confronti del senatore a vita per quelle accuse si continua a parlare ancora di sentenza di assoluzione e non di prescrizione sui fatti contestati: la qual cosa naturalmente cambia radicalmente tutto. Evidentemente a molti fa comodo un processo di rimozione, politica e giudiziaria, per non fare davvero i conti con la nostra storia.

Ha scritto Alessandra Dino ne «La polis mafiosa»: «Pezzi di classe dirigente, proprio perché tali non hanno bisogno di sparare o far sparare, perché possono facilmente eliminare i propri avversari con le leggi, con i provvedimenti disciplinari e amministrativi, con le censure e con gli strumenti del monopolio». Le sono fischiate le orecchie?

No, non mi sono fischiate le orecchie. Alessandra Dino ha descritto una situazione che purtroppo è reale nel nostro Paese, ma che non per questo non bisogna provare a cambiare. Vede, lo ha detto proprio Giovanni Falcone che “la mafia è un fenomeno umano e, come tutti i fenomeni umani, ha avuto il suo inizio e prima o poi avrà fine”.

Lei nel 2008 ha scritto un libro su «Le due guerre: perché lo Stato ha sconfitto il terrorismo e non la mafia». La «profezia» di Falcone non s’è ancora avverata: perché?

Perché il terrorismo è stato vissuto come «altro» rispetto alla società, «alterità» che invece non c’è o, meglio, esiste in misura insufficiente per il fenomeno mafioso. Per questo è più difficile, ma non impossibile, sconfiggere la mafia. Nonostante tutto, però, le assicuro che il vaticinio di Falcone ha buone probabilità di essere realizzato. Non lo dico retoricamente: davvero ciascuno di noi può far qualcosa per conseguire questo obiettivo essenziale per il nostro futuro.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=471677&IDCategoria=1

La Rassegna

Barletta: Giancarlo Caselli ospite dell'ultimo incontro con "La ...

Barlettalife - ‎19/nov/2011‎
E' un personaggio autorevole, che ha svolto attività importanti e ricoperto ruoli istituzionali difficili l'ultimo ospite della serie di incontri organizzati dall' associazione "La Democrazia delle Parole", Gian Carlo Caselli. ...

Barletta, il Procuratore Caselli conclude il ciclo “La democrazia ...

Il Quotidiano Italiano - ‎19/nov/2011‎
(19 novembre 2011) BARLETTA- Giunge al capolinea la serie di conferenze organizzate dall'associazione “Democrazia delle parole”. Ma l'incontro con l'attuale Procuratore capo della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, segna anche l'inizio della ...

Caselli da Barletta «La mafia? Può essere sconfitta»

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎19/nov/2011‎
BARLETTA - «I percorsi della coscienza e quelli della giustizia: contrasti e riequilibri». A parlarne ieri sera in un teatro Curci strapieno per l'ultimo appuntamento della «Democrazia delle parole», Gian Carlo Caselli (nella foto di Calvaresi), ...

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< settembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
           






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019
Settembre 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










22/09/2019 @ 10.32.46
script eseguito in 500 ms