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 .. io ora ..... di Loredana Morandi
 
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La verità attraversa sempre tre fasi. Dapprima viene ridicolizzata. Poi violentemente contestata. Infine accettata come una cosa ovvia.

Arthur Schopenhauer
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 08:02:04, in Politica, linkato 1319 volte)

Ho avuto il piacere di conoscere l'autore dell'articolo ad una conferenza in giugno. E' un poliziotto e un sindacalista del Silp Cgil, il suo è un pensiero critico e sincero sull'organizzazione logistica delle forze dell'ordine e su ciò che vivono realmente in quelle ore  i "caschi blu". Il suo pensiero in merito agli organizzatori "laici" è decisamente più "buonista" del mio, che pure predico il "grande passo" e la scelta di civiltà di portare in piazza  con il movimento anche i sindacati di polizia. Sarà che io dico sempre grazie, perché con noi pacifisti e artisti gli uomini delle forze dell'ordine hanno collaborato in perfetta armonia. L.M.

15 ottobre, riflessioni di un poliziotto


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-15_195402.jpg


Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.

La rete mette a disposizione materiale su quello che è accaduto ieri, c’è l’imbarazzo della scelta: ci sono i violenti che devastano (minoranza) e le persone pacifiche (la maggioranza) che manifestavano e che cercavano addirittura di fermare i violenti. La condanna delle forme di violenza è alla base della civiltà e della convivenza e questo è il primo punto fermo; il secondo è la libertà di espressione e di manifestare nel rispetto della leggi, questo purtroppo non è avvenuto e la responsabilità va attribuita allo Stato che attraverso le sue Istituzioni non è riuscito a garantire lo svolgimento di una manifestazione.  Che senso ha criminalizzare il movimentismo? Chiedergli l’isolamento dei violenti? Il movimento esprime disagi, rappresenta problematiche che una classa politica vera ascolterebbe per trovare soluzioni attraverso soluzioni legislative.  Il male superiore diventano le persone che scendono in piazza o quelli che approfittano di questi eventi per mettere in pratica violenze e devastazioni? Si rischia di trasformare le vittime in carnefici se si generalizza in modo superficiale. Perché le Istituzioni non riconoscono di aver fallito? L’ordine Pubblico di ieri è stato fallimentare e ha segnato una sconfitta per tutti noi.

Ieri se non fossi stato di servizio avrei partecipato con mio figlio, qualcuno forse può darmi del violento o tacciarmi per uno che non contrasta la violenza?

La città era blindata, gli uffici periferici praticamente chiusi per aver fornito uomini e mezzi all’emergenza della capitale e il risultato è sotto gli occhi di tutti; che l’apparato della sicurezza non ha funzionato è evidente come il fallimento di una sistema che si limita a blindare senza prevenire. 

I modelli di ordine pubblico non si creano con un giorno ma se per anni si svuotano di significato gli apparati investigativi (con tagli o continui prelievi per pattuglioni e ordine pubblico) resta solo il modello “militare” fatto di un’enorme “fanteria” dislocata per strada senza una preparazione adeguata e senza equipaggiamenti. 

Ieri ero con altre decine di colleghi in piazza del parlamento, la stragrande maggioranza non aveva esperienze di Ordine Pubblico, personale preso in ogni ufficio per fronteggiare il grande evento, siamo stati schierati e pronti ad intervenire dalle 13 fino alle 22 potendo fruire del solo sacchetto vitto delle 13 e senza altro fino alle 23.00 (inizio servizio alle 11,30 e fine servizio ore 23.00), un fallimento anche dell’organizzazione interna che continua a non rispettare i lavoratori di polizia, i loro contratti e la loro dignità professionale. 

Il modello “militare” era stato  applaudito in occasione del 1° Maggio  (nonostante violazioni contrattuali nei confronti dei lavoratori di polizia) e ierii invece si è dimostrato fallimentare, come lo era stato il 14 dicembre, evidentemente perché lo stesso modello non può essere applicato per il black bloc e per i pellegrini.

Oggi molti dei colleghi coinvolti negli scontri saranno nuovamente impiegati per garantire l’ordine pubblico allo stadio, ragione in più per ritenere questo modello non più accettabile anche per limiti operativi evidenziati e per la mancanza di rispetto per i lavoratori di polizia.

Noi che facciamo sindacato e conosciamo i meccanismi interni le pecche di un modello militare che è solo scenico, dove la preparazione e la professionalità sull’ordine pubblico sono subordinate alla “scenografia”. Quando poi si creano situazioni di guerriglia urbana è difficile tenere la situazione sotto controllo, se non si riesce  a prevenirle dopo diventa difficile, se non impossibile, gestirle. In altre occasioni si è bonificato il percorso, sono stati tolti i cassonetti e  sigillati i tombini proprio per prevenire incendi e la possibilità di alzare barricate.

Un modello diverso di società e un diverso modello di ordine pubblico sono alla nostra portata o resteranno un’utopia?

Lo squallore peggiore continua a fornirlo gran parte della classe politica che sta esasperando il paese con la loro politica di macelleria sociale, con manovre economiche che non intaccano ricchezze e privilegi ma affamano le persone e che si presenta in tv a commentare e strumentalizzare proteste legittime e pacifiche nella stragrande maggioranza, incapace di comprendere che alla base di tutto ci sono loro e della loro incapacità di governare nell’interesse pubblico.

Oggi proporranno inasprimenti delle pene, nuove compressioni dei diritti individuali facendo finta di non capire che la sicurezza urbana, che loro continuano a tagliare, non si esaurisce con il contrasto alla prostituzione ma passa per tutte le libertà, anche quelle di scendere in piazza per poter esprimere le proprie idee.

*Mirko Carletti è poliziotto e sindacalista del Silp Cgil

Mirko Carletti per Paese Sera
Domenica, 16 ottobre 2011
http://www.paesesera.it/Opinioni/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto
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Di Loredana Morandi (del 17/10/2011 @ 10:26:55, in Politica, linkato 1359 volte)
Una logica conseguenza ai fatti di sabato... L.M.

Vasta operazione di polizia dopo gli incidenti di Roma

Indignati, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo piu' radicale.

Roma, 17-10-2011

E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo più radicale. Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati nell'operazione partita all'alba e che sta interessando tutte le regioni, dal Trentino alla Lombardia,
dal Lazio alla Sicilia. L'operazione fa seguito ai gravi incidenti avvenuti a Roma nel corso della manifestazione degli indignati sabato scorso.

Le perquisizioni avviate nell'ambito dell'operazione coordinata tra polizia e carabinieri, si sono concentrate dove è più forte la presenza di aree antagoniste e aggregazioni di anarco-insurrezionalisti. In particolare ad esempio a Torino dove è storicamente forte la presenza di centri sociali vicini agli anarchici

La Digos della Questura di Napoli sta effettuando in città e provincia una decina di perquisizioni in abitazioni di persone ritenute legate all'area antagonista. Secondo quanto si è appreso, la ricerca degli investigatori si concentra sulla detenzione di materiale esplosivo.

Agenti della Digos e carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni anche Milano nell'ambito dell'operazione tesa a identificare i responsabili degli scontri durante la manifestazione di Roma. A quanto si è saputo, nel capoluogo lombardo non vi sono stati per ora arresti. Le perquisizioni riguardano esponenti dell'area anarchica


http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=157502

La Rassegna

Dietro i BB, un blocco di teppisti fra No Tav, ultras e quelli di Terzigno

di Massimo Solani


«Non rompere che finisci male». Sotto il casco e la maschera antigas, gli occhi sono azzurrissimi. Impossibile capire quanti anni abbia di preciso, ma sono sicuramente meno di trenta. Giovanissimo, come più o meno tutti gli altri che assieme a lui, mezz’ora dopo la partenza da piazza della Repubblica, hanno riposto negli zaini magliette e occhiali da sole per indossare la divisa che li accomuna tutti. La dinamica è semplice: si forma un capannello, tutti stretti attorno al “compagno” che si nasconde in mezzo per la sua trasformazione. È così che il ragazzo più normale del mondo, almeno in apparenza, diventa un incappucciato in nero pronto ad assaltare vetrine e forze dell’ordine con la stessa facilità. Invisibili in nero, comparsi nella pancia del corteo fra la bandiere No Tav e quelle dei Cobas. Impossibile strappar loro qualche parola, pericoloso fotografarli. Le minacce sono il primo avvertimento, spintoni e mani in faccia il passo immediatamente successivo. Si muovono compatti, apparentemente senza ordini o capi. Eppure c’è qualcuno che li coordina, quando si alzano al cielo la mani facendo ruotare in aria pollice e mignolo in quello che una volta era il saluto dei surfisti brasiliani (reso famoso dall’esultaza di Ronaldinho) e che per tutti significa la ritirata dopo un’azione. Una generazione cresciuta nel “mito” degli incidenti del G8 di Genova, svezzata fra contestazione studentesca, centri sociali e curve degli stadi. Fra loro moltissime ragazze. Che sarebbero arrivati a Roma era noto a tutti e in questi giorni la Digos della capitale si era tenuta in costante contatto con le Questure di mezza Italia. Difficile immaginare però che sarebbero stati così tanti. Duecento, forse addirittura trecento a vederli schierati dietro al camion di “San Precario”. «San Giovanni non è la nostra piazza scandisce una ragazza al microfono non ci prestiamo al gioco di quattro capetti».

E alla fine sono proprio loro a prendersi la scena e cancellare tutto il resto di una giornata che resta come una ferita. «Gruppi di teppisti criminali», li bolla a fine giornata il capo della Polizia Antonio Manganelli. Black bloc, li etichetta la stampa. Ma è una semplificazione che non serve, e che comunque non aiuta a capire quel brodo di violenza e rabbia sociale che per un intero pomeriggio ha tenuto in ostaggio Roma. Molti di loro, ad esempio, vengono da Napoli e dintorni. Scrivono con lo spray “Terzigno resiste” e sono in prima linea negli scontri di piazza San Giovanni come lo erano un anno fa quando era il momento di bloccare l’apertura della discarica. Poi ci sono in No Tav, per lo più giovani dei centri sociali del Nord Italia (da Torino e Milano gli allarmi che più preoccupavano nei giorni scorsi la Questura romana), veneti e romani. Anche le modalità dell’aggressione alla polizia in via Emanuele Filiberto, del resto, portano la loro firma, con quegli agguati e le sassaiole nascosti fra gli alberi, in alto rispetto alla strada, mimetizzati fra la vegetazione dei giardini. E poi gli ultras, per lo più romani. Abituati a cercare il contatto con la polizia e determinati in una dinamica di attacco frontale simile a quella che sconvolse Roma negli scontri intorno allo stadio Olimpico l’11 novembre del 2007, dopo la morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola sparato dall’agente Spaccarotella. E poi i toscani, molti toscani. Un corpo unico schierato in piazza e organizzato, con le divise nel mirino e un armamentario negli zaini. Martelli, bombe carta, e bastoni usati come asta per le bandiere. Tutto l’arsenale mostrato già, poco dopo la partenza del corteo, nel primo assalto di giornata al supermercato in via Cavour. E di lì in poi è stato un crescendo praticamente indisturbato.

«Una violenza inaccettabile», la definisce adesso il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Di sicuro non imprevedibile visto l’allarme delle ultime giornate. «Da tempo si sapeva che il corteo degli “indignati” sarebbe stato imponente e che avrebbe potuto sfociare anche in violenze attaccava ieri il segretario generale dell’Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti il ministro Maroni avrebbe dovuto sospendere le partite di calcio ed impiegare nella manifestazione di Roma le forze dell’ordine lì distratte». Quel che è sicuro, però, è che gli incappucciati in nero hanno colpito per ore prima dell’intervento della polizia. Una strategia studiata a tavolino che adesso però lascia più di qualche dubbio. Davvero non era possibile intervenire prima? Davvero non c’era modo di fermarli prima che le prime scintille accendessero l’incendio di piazza San Giovanni?
L'Unità - 16 ottobre 2011
http://www.unita.it/italia/dietro-i-bb-un-blocco-di-teppisti-fra-no-tav-ultras-e-quelli-di-terzigno-i-di-massimo-solani-i-1.342614

Scontri Roma, blitz contro gli estremisti

Corriere della Sera - ‎28 minuti fa‎
Un centinaio gli appartamenti perquisiti negli ambienti anarchici. Si cercano armi e indumenti. Nessun fermo Un centinaio gli appartamenti perquisiti negli ambienti anarchici. Si cercano armi e indumenti. Nessun fermo MILANO - Una vasta operazione in ...

Scontri Roma, operazione contro anarchici in tutta Italia

Reuters Italia - ‎23 minuti fa‎
MILANO (Reuters) - Dopo gli scontri di sabato scorso a Roma durante la manifestazione degli "indignati", oggi è in corso in tutta Italia una operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto "negli ambienti dell'anarchia e ...

Blitz Ps-Cc contro estremismo radicale

ANSA.it - ‎18 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - E' in corso in tutta Italia una vasta operazione di Polizia e Cc con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo piu' radicale. L'operazione di polizia, che coinvolge centinaia di ...

Indignati/Maxi operazione contro gruppi anarco-insurrezionalisti

TM News - ‎13 minuti fa‎
Roma, 17 ott. (TMNews) - Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati dalle prime ore del mattino in una vasta operazione con perquisizioni e controlli negli ambienti dell'anarco-insurrezionalismo e che sta interessando tutte le regioni ...

Guerriglia a Roma, perquisizioni e controlli fra glli anarco ...

Il Sole 24 Ore - ‎14 minuti fa‎
È in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. L'operazione, iniziata all'alba e ancora in corso, ...

Indignati/ Perquisizioni nell'area anarco-insurrezionalista

TM News - ‎1 ora fa‎
Milano, 17 ott. (TMNews) - Perquisizioni e controlli nei confronti di presunti appartenenti all'area anarco-insurrezzionalista sono in corso dall'alba di questa mattina in diverse provincie italiane. Si tratta di un'operazione congiunta svolta da ...

Maxi-operazione in corso contro gli anarco-insurrezionalisti

Mattino Padova - ‎53 minuti fa‎
Blitz e perquisizioni in tutta Italia di Polizia e Carabinieri dopo gli scontri di sabato scorso alla manifestazione degli “indignados”a Roma. A Padova sotto osservazione il “Gramigna” ROMA. E' in corso su tutto il territorio nazionale una vasta ...

Indignati , blitz e controlli in tutta Italia Foto I black bloc ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
09:25 - All'indomani dei durissimi scontri tra black-bloc e forze dell'ordine, che ha visto Roma messa a ferro e fuoco, con devastazioni e atti di vandalismo, è in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con ...

Black bloc a Roma. Maxi operazione contro anarco-insurrezionalisti

SICILIAWAY - ‎1 ora fa‎
Violenti, giovani e allenati alla battaglia, in corso perquisizioni in tutta Italia. Indagano carabinieri e polizia Addestrati per combattere. I black bloc che sabato pomeriggio hanno devastato Roma, portando il terrore tra i manifestanti della ...

Indignati, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

RaiNews24 - ‎1 ora fa‎
E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo piu' radicale. E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta ...

Scontri Roma, perquisizioni in tutta Italia in ambienti anarchici

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
oma, 17 ott. (Adnkronos/Ign) - E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di polizia e carabinieri con perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia e dell'estremismo più radicale. Sono centinaia gli uomini ...

Anarco-insurrezionalisti, perquisizioni in tutta Italia

Quotidiano.net - ‎1 ora fa‎
Perquisizioni e controlli a tappeto negli ambienti dell'anarchia sono in corso in tutta la Penisola. Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati Roma, 17 ottobre 2011 - E' in corso sull'intero territorio nazionale una vasta operazione di ...

Indignati, perquisizioni in tutta Italia

Sky.it - ‎1 ora fa‎
A due giorni dagli scontri tra black bloc e forze dell'ordine è scattata un'operazione su tutto il territorio italiano verso l'area anarco-insurrezionalista. Polizia e Carabinieri sarebbero alla ricerca di materiale esplosivo Due giorni dopo gli ...

10:26 SCONTRI A ROMA: PERQUISIZIONI NEL COSENTINO

ANSA Valle d'Aosta - ‎5 minuti fa‎
(ANSA) - COSENZA, 17 OTT - Una ventina di perquisizioni sono state fatte eseguite stamani tra Cosenza e alcune localita' della provincia da polizia e carabinieri nell'ambito dell'operazione scattata a livello nazionale contro gli anarco ...

Anarco-insurrezionalisti, perquisizioni in corso a Milano

Il Giorno - ‎1 ora fa‎
Vasta operazione di polizia e carabinieri negli ambienti dell'estremismo. Al momento non ci sono stati arresti Milano, 17 ottobre 2011 - Agenti della Digos e carabinieri stanno eseguendo alcune perquisizioni a Milano nell'ambito dell'operazione tesa a ...

10:10 SCONTRI ROMA: PERQUISIZIONI NELLA CAPITALE

ANSA Valle d'Aosta - ‎5 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - Perquisizioni sono in corso a Roma da parte delle forze dell'ordine nell'ambito dell'operazione scattata dopo i disordini di sabato a Roma. Le perquisizioni riguardano sia esponenti che luoghi di ritrovo dell'estremismo radicale ...

Scontri a Roma: perquisizioni e controlli contro Anarco ...

RomaToday - ‎35 minuti fa‎
La manifestazione romana del 15 ottobre sta avendo ripercussioni sull'interno piano nazionale. Da questa mattina è in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti ...

SCONTRI A ROMA, BLITZ IN TUTTA ITALIA: I COLPEVOLI SI CERCANO TRA ...

Roma Capitale News - ‎44 minuti fa‎
La Polizia ei Carabinieri sono a lavoro proprio in queste ore per cercare di individuare i responsabili degli scontri di sabato pomeriggio a Roma. I blitz sono in contemporanea in tutta Italia tra gli ambienti anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo ...

INDIGNADOS, BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE IN TUTTA ITALIA

Free news online - ‎1 ora fa‎
Sono in corso in queste ore le perquisizioni e le indagini di Carabinieri e Polizia in varie città d'Italia per individuare i responsabili degli scontri di Roma di sabato pomeriggio. Mentre si attende martedì quando il Ministro Maroni riferirà in ...

Indignati ultime notizie: perquisizioni in tutt'Italia contro ...

iGossip - ‎1 ora fa‎
Indignati ultime notizie: perquisizioni in tutt'Italia contro anarco-insurrezionalisti. Quanto accaduto sabato scorso nella Capitale è un fatto gravissimo per il nostro Paese. La polizia ei carabinieri stanno perquisendo le varei zone dove sono ...

Caccia agli estremisti in tutta Italia

Vanity Fair.it - ‎1 ora fa‎
Polizia e carabinieri hanno iniziato all'alba perquisizioni e controlli negli ambienti anarco-insurrezionalisti. Operazioni dalla Sicilia al Trentino E' caccia ai black bloc. Dopo gli scontri avvenuti a Roma nel corso della manifestazione degli ...

Operazione Cc-Polizia contro anarchici

Il Giornale di Pozzallo - ‎1 ora fa‎
Posted by admin on ott 17th, 2011 and filed under Sicilia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed. Vasta operazione di Polizia e Carabinieri in ...

SCONTRI A ROMA, IN CORSO BLITZ IN TUTTA ITALIA: SI CERCA TRA GLI ...

Clandestinoweb - ‎1 ora fa‎
Sono in corso in contemporanea in diverse citta' d'Italia i blitz di Carabinieri e Polizia per individuare le persone coinvolte negli assalti alle Forze dell'ordine durante la manifestazione degli indignados di sabato a Roma. ...

Operazione contro anarcoinsurrezionalisti Perquisizioni e ...

Il Fatto Quotidiano - ‎2 ore fa‎
E' in corso su tutto il territorio nazionale una vasta operazione di Polizia e Carabinieri con perquisizioni e controlli negli ambienti degli anarco-insurrezionalisti e dell'estremismo più radicale. L'invio dei commenti è temporaneamente abilitato solo .
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 17:40:15, in Politica, linkato 1286 volte)
Concordo con gran parte delle dichiarazioni dell'amico agente, e ringrazio la mia amica in polizia per avermelo segnalato. E' bello sentire un commento tanto schietto e solidale, fin di respiro europeista, proveniente da chi lavora nel comparto della Pubblica Sicurezza. In parte credo che sia  da giustificare anche l'operato della Questura che, dopo anni e anni di solidi rapporti con il movimento romano e centinaia di manifestazioni riuscitissime senza danni e/o senza problemi, si è fidata troppo delle risorse degli organizzatori del Movimento. Il problema lo focalizzò il procuratore Caselli, che da Torino operò alcuni arresti in area insurrezionalista,proprio in anticipazione di un evento di piazza:  la Libertà d'Opinione è un diritto e in quanto tale va difeso anche dalle strumentalizzazioni. In effetti, il movimento dei Movimenti pacifisti in Italia è tale da proteggere il paese da ben altre ritorsioni viste all'estero. Divenire la nuova Grecia aprirebbe le porte a scenari inaspettati, certamente da ritenersi gravi. L.M.






“Manifestare è un diritto costituzionale, se non si è riusciti a tutelarlo vuol dire che i responsabili del mantenimento dell’ordine pubblico hanno fallito”. Mirko Carletti, poliziotto e sindacalista della Silp Cgil, sabato 15 ottobre era in servizio a Roma. Da questo fallimento, secondo Carletti, non si esce con leggi speciali o giri di vite, né tantomeno vietando i cortei: “Non credo che mille black bloc bastino a mettere in pericolo la democrazia italiana. E comunque da un attacco del genere si risponde con un ampliamento dei diritti democratici, non con una compressione degli stessi”.

Servizio di Tommaso Rodano x Il Fatto Quotidiano


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LA VIDEO INTERVISTA A Mirko Carletti

(autore di "15 ottobre, riflessioni di un poliziotto")

 

Mirko Carletti è poliziotto e sindacalista per il Silp Cgil. E' l'autore de "Riflessioni di un poliziotto" che paesesera.it ha pubblico il giorno dopo gli scontri del 15 ottobre, e che ha fatto il giro del web. Sorride quando parla della eco che ha avuto il suo commento: "Non mi spiego il perché - dice - ho la percezione che ancora ci vedono come qualcosa di avulso dalla società. E invece siamo lavoratori. Questa polizia bisogna metterla in mezza alla gente, e non dietro i blindati". Intervista di Carmen Vogani, riprese di Francesco Natalucci 

http://www.paesesera.it/Header/Multimedia/Video/LA-VIDEO-INTERVISTA-A-Mirko-Carletti-15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto

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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 18:36:33, in Economia, linkato 2097 volte)
Forse la procura di Trani non è competente, ma devo ricredermi: l'indagine ci vuole. L.M.

"Scenario finanziario e macroeconomico più difficile del previsto"

L'agenzia S&P declassa 24 banche italiane.

Londra - (Adnkronos/Ign) - Fra gli istituti Bpm, Monte Paschi, Carige. La decisione che riguarda il Lingotto motivata dalle crescenti sfide anche alla luce dell'impegno legato alla fusione con Chrysler. Auto, tiene a settembre il mercato europeo. Per Fiat immatricolazioni a -7,8%

Londra, 18 ott. - (Adnkronos/Ign) - L'agenzia Standard&Poor's ha annunciato il taglio del rating per un folto gruppo di banche italiane (fra cui Bpm, Monte Paschi, Carige) alla luce di uno "scenario finanziario e macroeconomico più difficile del previsto".

In dettaglio, il giudizio per Monte dei Paschi di Siena scende da A- a BBB+, mentre per Banco Popolare Società Cooperativa, Credito Bergamasco, Banca Aletti & C. Il taglio è da A- a BBB. Unione di Banche Italiane scende da A ad A- (come per Agos-Ducato), Banca Popolare dell'Emilia Romagna da A- a BBB+, esattamente come per Banca Popolare di Milano, Banca Akros, Banca Carige, Credito Emiliano, Iccrea, Banca Popolare dell'Alto Adige, Banca Mediocredito del Friuli-Venezia Giulia.

Banca Popolare di Vicenza vede il rating scendere da BBB+ a BBB, come Veneto Banca. Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo subisce un downgrade da BBB a BB+, mentre Cassa di Risparmio di Cento e Banca di Bologna da BBB-a BB. Infine il rating di Farmafactoring è tagliato da BBB a BBB- e quello di BancaSai da BB+ a BB.

Confermati invece i rating per una serie di altri 19 istituti come Intesa Sanpaolo, Banca IMI, Unicredit, Bnl, Mediobanca e Fideuram. Nella nota la decisione sui rating viene giustificata con l'aumento dei costi di finanziamento per le banche italiane a causa dei rendimenti più elevati di Bot e Btp. Un clima, si precisa, che non "è transitorio e che non si potrà facilmente invertire".

Secondo l'agenzia, senza misure di sostegno alla crescita varate dal governo e un taglio più rapido del debito pubblico, le banche e le aziende italiane continueranno a subire uno 'svantaggio competititvo' per via dei costi di finanziamento superiori a quelli di altri paesi dell'Eurozona.

Per S&P la profittabilità delle banche italiane potrebbe calare nel prossimo biennio mentre la bassa crescita economica del nostro paese nel 2012 potrebbe danneggiare la qualità degli asset degli istituti e mettere sotto pressione la loro credibilità finanziaria. L'agenzia aveva in giornata abbassato da 2 a 3 il 'voto' sul rischio complessivo per il sistema bancario italiano (il cosiddetto Bicra).

In particolare per quanto riguarda Unicredit, fa sapere l'istituto, Standard&Poor's ha confermato i rating a lungo A e di breve termine A-1, anche delle sue principali controllare UniCredit Bank, UniCredit Bank Austria e UniCredit Leasing. Contemporaneamente l'outlook è stato confermato negativo.

Standard&Poor's, sottolinea l'istituto, "ritiene che la diversificazione di UniCredit consentirà 'probabilmente di attenuare l'effetto del deterioramento del contesto economico e operativo in Italia sulla performance finanziaria del gruppo'''.

L'agenzia di rating ha rivisto la sua valutazione del settore bancario italiano (Bank Industry Country Risk Assessment (Bicra)'') verso il basso (dal gruppo 2 al gruppo 3 su una scala da 1 a 10, dove 1 è il livello più elevato).

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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 18:39:52, in Economia, linkato 2137 volte)

Unicredit, Profumo indagato per frode fiscale.

Sequestrati 245 mln

Milano - (Adnkronos) Secondo gli inquirenti la maxi cifra sarebbe il profitto di una frode fiscale, messa in atto dall'Istituto con l'aiuto di Barclays, nelle dichiarazioni relative all'anno fiscale 2007 e 2008. In tutto sono una ventina gli indagati, tra cui l'ex ad del Gruppo. Portavoce di piazza Cordusio: ''Molto sorpresi per iniziativa della Procura''

Milano, 18 ott. - (Adnkronos) - Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha disposto il sequestro di 245 milioni di euro a Unicredit. Secondo gli inquirenti la maxi cifra sarebbe il profitto di una frode fiscale di vaste proporzioni messa in atto dall'istituto di credito attraverso una operazione finanziaria che le era stata proposta da Barclays. Nell'indagine sono stati iscritti nel registro degli indagati una ventina di persone tra le quali il banchiere Alessandro Profumo.

Ad autorizzare il maxi sequestro preventivo è stato il gip di Milano Luigi Varanelli. Secondo l'inchiesta condotta dalla procura Unicredit avrebbe sottratto al fisco italiano 745 mln di euro di imponibile nelle dichiarazioni relative all'anno fiscale 2007 e 2008 di Unicredit Corporate Banking Spa e Unicredit Banca Spa, e in quelle del 2008 di Unicredit Banca di Roma Spa.

Da piazza Cordusio si commenta con sorpresa la notizia. "Unicredit è molto sorpresa per questa iniziativa, che non cambia la convinzione della banca circa la correttezza del proprio operato e di quella dei propri dipendenti", ha affermato un portavoce di Unicredit.

Secondo gli inquirenti l'istituto di credito avrebbe 'concordato' a tavolino con Barclays l'operazione finanziaria in base alla quale l'istituto bancario italiano avrebbe dovuto pagare le tasse sul 100% degli interessi di un deposito interbancario e invece ha potuto pagare solo il 5% sui dividendi dell'operazione apparentemente presentata, secondo l'accusa, come 'pronti contro termine', che per legge sono deducibili al 95%. In questa inchiesta Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit all'epoca dei fatti risponde di dichiarazione fiscale fraudolenta mediante altri artifici.
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Calabria, indagato il governatore Scopelliti
Falso in atto pubblico nei bilanci comunali


I fatti si riferiscono a quando era in carica come sindaco di Reggio Calabria nell'ambito delle indagini sul "caso Fallara", la dirigente comunale del settore bilancio suicidatasi nei mesi scorsi. Una recente ispezione del ministero delle FInanze ha rilevato un buco da 170 milioni nelle casse del comune. "Chiarirò la mia estraneità" dice il presidente

di GIUSEPPE BALDESSARRO

REGGIO CALABRIA -  Falso in bilancio. E' questa l'accusa che la Procura della Repubblica di Reggio contesta al governatore Giuseppe Scopelliti. Il Presidente della Regione Calabria nella tarda serata di ieri ha infatti ricevuto un invito a comparire per essere interrogato dal pool di magistrati che indaga sul "caso Fallara", la maxi inchiesta che sta tentando di far luce sul buco nelle finanze del Comune, quantificato proprio nelle scorse ore in 170 milioni di euro. La notizia è stata diffusa dallo stesso Scopelliti, finito nel vortice giudiziario nella qualità di sindaco, ruolo che ha ricoperto in riva allo Stretto dal 2002 fino alle regionali del 2010.

L'inchiesta partì a novembre dello scorso anno dopo la denuncia di due esponenti del Pd (Demetrio Naccari e Sebi Romeo) che documentarono come la dirigente del settore Finanze, Orsola Fallara, negli anni precedenti si era indebitamente liquidata parcelle per centinaia di migliaia di euro, quale componente (per conto del Comune) della Commissione Tributaria. Una denuncia che ebbe un epilogo tragico. La Fallara infatti un mese dopo si tolse la vita ingerendo dell'acido muriatico. Dal lavoro successivo affiorarono le responsabilità dell'allora sindaco, che nella scorsa primavera venne iscritto una prima volta (e interrogato) con l'accusa di abuso d'ufficio in concorso con la dirigente comunale. Successivamente i magistrati (il pool è guidato dal Procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza e dai sostituti Sara Ombra e Francesco Tripodi) incaricarono tre periti
di verificare eventuali altre anomalie relative alla gestione delle casse comunali. Perizia a cui seguì un'ispezione del governo, il cui esito è stato reso pubblico lunedì scorso. Gli ispettori del ministero delle Finanze hanno concluso con una relazione in cui si segnalano 22 irregolarità ed un disavanzo di almeno 170 milioni. Una voragine, si legge nella relazione "approssimata per difetto".

"Per ciò che riguarda la situazione contabile dell'ente - scrivono gli ispettori ministeriali - sono state rilevate pesanti irregolarità, consistenti nella mancata imputazione di oneri agli esercizi di competenza e nella conservazione tra i residui attivi di crediti non supportati da titolo giuridico". Per giustificare il tutto "sono stati adottati artifici contabili al fine di occultare la reale situazione finanziaria dell'ente". Non solo, quindi, un cattivo Bilancio, ma anche un Bilancio falsificato.

In sostanza quando il Comune approntava la propria contabilità di previsione la riempiva di crediti. Scriveva cioè che avrebbe incassato somme che in realtà "o non gli erano dovute o erano inesigibili". Tanto per fare alcuni esempi nel 2007 Palazzo San Giorgio affermava che sarebbero stati incassati 358 milioni e 537 mila euro. In realtà ne arrivarono 278 e 170 (ossia il 22% in meno). L'anno successivo in Bilancio c'erano entrate per 589 milioni e 400 mila euro. Ne arrivarono solo 402 milioni (il 31% in meno). L'anno terribile è però il 2010, l'amministrazione approva un Bilancio nel quale dovevano arrivare 736 e 712 mila euro, ma ne incassa solo 297 milioni (la metà). Una differenza sostanziale. Dichiarare che si incassava molto, significava stare dentro il Patto di Stabilità, condizione necessaria per poter spendere, assumere, contrarre mutui, pagare consulenze e progettazioni. Quando poi i conti non tornavano più, l'amministrazione comunale cancellava i debiti con un colpo di penna. Sparivano i debiti (con fornitori, altri enti e società miste) e i conti tornavano in equilibrio.

Ora di questi falsi l'ex sindaco sarà chiamato a rispondere. E secondo quanto afferma lo stesso Scopelliti "mi viene contestato, unitamente ai revisori contabili all'epoca nominati dal consiglio comunale, il reato di falso in atto pubblico a causa di irregolarità contabili presenti nei bilanci comunali approvati negli anni 2008-2010. Tengo a precisare  -  continua il governatore  -  come le responsabilità che mi vengono addebitate riguardino, esclusivamente, aspetti tecnico-amministrativi, che esulano dalle mie competenze politiche, e per i quali vengo coinvolto a cagione del mio ruolo di sindaco del Comune di Reggio Calabria all'epoca dei fatti oggetto di indagine. Sono fermamente convinto che, nel corso dell'esame richiesto dai pubblici ministeri, potrò chiarire la mia totale estraneità ai fatti che oggi mi vengono contestati". (19 ottobre 2011)

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/10/19/news/scopelliti_indagato-23484221/
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 19:04:22, in Politica, linkato 1221 volte)

Giudice cancella sedi ministeri al Nord
Calderoli: non chiuderanno

Tribunale: condotta antisindacale. Zingaretti: bloccato attacco Lega-Pdl a Roma. Alemanno: confermato ruolo Capitale


ROMA - Il Tribunale di Roma ha annullato gli effetti dei decreti che istituivano le sedi periferiche dei ministeri nella Villa Reale di Monza, a conclusione di una battaglia portata avanti dalla Lega Nord. Il colpo di spugna del giudice Anna Baroncini, della III sezione Lavoro, arriva per condotta antisindacale. Ne danno notizia i sindacati autonomi Snaprecom e Sipre che avevano fatto ricorso, secondo i quali «la Presidenza del Consiglio dovrà chiudere le sedi periferiche delle strutture affidate ai ministri Bossi e Calderoli». Il ricorso era stato proposto per mancato coinvolgimento dei sindacati nella decisione.

«Grazie al ricorso per condotta antinsindacale (art. 28 dello Statuto dei lavoratori) promosso dalle organizzazioni sindacali autonome difese dall'avvocato Dorangela Di Stefano - si legge in un comunicato congiunto delle due organizzazioni - la presidenza del consiglio dei ministri dovrà chiudere le sedi periferiche delle strutture della pcm (presidenza del Consiglio dei ministri) affidati ai ministri Bossi e Calderoli (rispettivamente, un dipartimento ed una struttura di missione); nella specie dovrà essere chiusa l'unica sede distaccata finora istituita presso la città di Monza».

«Il decreto del giudice del lavoro del 14 ottobre 2011 dichiara l'antisindacalità della condotta della presidenza del consiglio dei ministri che avrebbe dovuto coinvolgere le organizzazioni sindacali operanti nel relativo comparto, attivando le prescritte forme di partecipazione sindacale (informazione preventiva e concertazione), prima di procedere all'istituzione delle anzidette sedi».

«Come è noto, invece, i ministri Bossi e Calderoli hanno provveduto con proprio decreto alla istituzione di dette sedi - prosegue il comunicato - e con enorme risalto sui mezzi di informazione suscitando, tra l'altro, le legittime perplessità del Quirinale anche rispetto alla procedura adottata. Il Tribunale di Roma ha, quindi, ristabilito il rispetto del principio di legalità, ordinando la rimozione degli effetti della condotta lesiva delle prerogative sindacali, il che comporta l'immediata chiusura delle sedi in questione, pena in difetto l'applicazione delle sanzioni penali previste dall'art. 650 c.p. Le associazioni sindacali esprimono viva soddisfazione per il risultato ottenuto in un periodo in cui tutto il pubblico impiego è fatto oggetto di provvedimenti legislativi discriminatori e di svariati attacchi denigratori anche da parte di autorevoli membri del governo».

I sindacati avevano appreso «dell'istituzione delle sedi a Monza - spiega il presidente del Sipre (Sindacato indipendente della Presidenza del Consiglio dei ministri) Alfredo Macrì - dai giornali e dai tg. La decisione era stata adottata e portata avanti senza coinvolgere le organizzazioni sindacali o attivando, come previsto dalla legge, informazione preventiva e concertazione prima di procedere» al taglio del nastro, trasformatosi l'estate scorsa in una vera e propria festa leghista. Il decreto condanna per di più la presidenza del Consiglio al pagamento di un terzo delle spese legali.

La sentenza si limita ad annullare gli effetti dei provvedimenti. «Di fatto - precisa Macrì - le sedi periferiche cessano di essere strutture della presidenza del Consiglio. Noi ci eravamo spinti più in là, chiedendo l'annullamento dei decreti istitutivi. Ma questo tipo di decisione è stato rinviato al giudice amministrativo. Tuttavia, la sentenza depositata oggi ci dà ragione e rende inagibili le sedi di Monza».

«Se decideranno di ignorare questa pronuncia e continueranno ad avvalersene - avverte Macrì - siamo pronti a ricorrere anche al giudice amministrativo. Siamo stufi di regole che vengono puntualmente disattese, non ne possiamo più».

«No, non chiudono», risponde il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, a chi chiede se saranno chiuse le sedi a Monza dopo la sentenza del tribunale. «Ci consulteremo con la Presidenza del Consiglio ma per me quel che deve essere affrontato e rimosso sono gli eventuali problemi sindacali».

Zingaretti: «La decisione del Tribunale di Roma è una nuova, l'ennesima, sconfitta per il governo Bossi-Berlusconi. Il ricorso promosso dai sindacati è riuscito a sventare uno dei tanti attacchi che il governo Pdl-Lega ha lanciato in questi anni alla Capitale. Lo spostamento dei ministeri a Nord non era solo una folle idea, ma si è trasformata ben presto in un atto governativo inutile e antieconomico grazie alla caparbietà e alla cecità della Lega, decisa a portare avanti il progetto per indebolire la Capitale e per racimolare qualche consenso in più. Ringraziamo i sindacati che hanno promosso il ricorso e che hanno ottenuto l'annullamento di un provvedimento iniquo e insensato, specchio di un governo paralizzato e incapace di portare fuori il Paese dalla crisi».

Alemanno: «La decisione del Tribunale di Roma non può non essere salutata con grande soddisfazione da tutti coloro che hanno a cuore Roma Capitale e la nostra unità nazionale. Non era necessaria una sentenza del Tribunale per capire come l'apertura di sedi a Monza fosse incongrua e illegittima. Anche questo risultato dimostra che è sbagliato e perdente tentare di mettere in discussione il ruolo di Roma Capitale che in ogni caso noi difenderemo fino in fondo».

«Ho letto la notizia con dispiacere, anzitutto voglio capire che cosa vuol dire comportamento antisindacale: mi sembra comunque una cosa molto ad effetto più che una decisione concreta - dice il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni - Avere i ministeri a portata di mano sul territorio è utile e interessante per tutti. Serve per interloquire con il territorio, molti altri paesi lo hanno fatto con successo. Qui ci sono saltati addosso subito». Quanto al comportamento antisindacale, Boni sostiene che «con questa logica allora anche una sede territoriale della Regione» potrebbe essere a rischio.

Mercoledì 19 Ottobre 2011
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=166999&sez=HOME_INITALIA
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 19:09:40, in Giuristi, linkato 2252 volte)
Giustizia: Ucpi a portavoce Brunetta,
su digitalizzazione cifre diverse da realtà dei fatti


Spigarelli, manca effettiva dematerializzazione atti processuali




"Dietro i numeri citati dal portavoce del ministro Brunetta, resta la realtà dei tribunali e delle procure, come quella di Roma, dove si è ancora in attesa delle postazioni per la consultazione dei fascicoli informatici". Il presidente dell'Unione Camere penali italiane Valerio Spigarelli, rispedisce al mittente l'ammonimento del portavoce del ministro Renato Brunetta, che venerdì scorso, "con perfetto tempismo rispetto ai lanci delle agenzie" in occasione del Congresso straordinario di Rimini dell'Ucpi, aveva "rimproverato" il leader dei penalisti di essere stato "incauto, e peggio, disinformato, nel dichiarare come le più volte preannunciate novità in tema di informatizzazione dei fascicoli o di notifiche elettroniche rimangano lettera morta'".

Spigarelli, ricorda che il portavoce del Ministro "ha esposto un lungo elenco di cifre che dimostrerebbero la consegna già avvenuta di scanner ed altro materiale nei tribunali italiani, concludendo poi in maniera un po' iattante che un buon avvocato dovrebbe leggere le carte prima di parlare". Lasciando da parte il "tono, giacchè la buona educazione è notoriamente un requisito non richiesto in politica e dunque neppure ai portavoce - risponde Spigarelli - resta il fatto che l'ammonimento non può che essere rispedito al mittente, visto che se il solerte addetto avesse aspettato un pò, e si fosse letto quello che commentava, avrebbe scoperto che nelle righe e nelle pagine successive della sua relazione, il Presidente Spigarelli aveva letteralmente dato atto di quel - poco- che si è fatto in tema, che peraltro quasi per nulla riguarda la giustizia penale, che è quella di cui si occupa l'Unione delle Camere Penali".

I numeri citati dal portavoce, replica ancora Spigarelli, "nel campo penale hanno, infatti, ben poco significato visto che non si specifica quanti dei citati macchinari siano stati effettivamente consegnati ai Tribunali Penali e quanti a quelli civili; quanti degli stessi siano stati consegnati agli uffici di Procura e quanti alle sezioni di Tribunale; quanti infine - fa notare - siano effettivamente messi a disposizione dell’avvocatura per la consultazione del fascicolo informatizzato". E soprattutto, non si chiarisce "in che modo sarebbe garantita la fruibilità del fascicolo processuale, requisito necessario per un' effettiva dematerializzazione degli atti processuali; fruibilità del tutto negata attualmente agli avvocati, poichè anche nei Tribunali dove è possibile ottenere le copie su supporto informatico - aggiunge ancora - i difensori sono di fatto costretti a ristampare il contenuto digitalizzato su carta".

Troppo spesso infatti, rileva il leader dei penalisti, la versione digitale dei fascicoli dei pm, relativi ad indagini prolungate nel tempo, "viene realizzata in maniera tale da creare, semmai, difficoltà di consultazione degli atti e scarsa conoscenza dei medesimi da parte dei difensori. Al punto che, processi nei quali il fascicolo delle indagini è costituito da centinaia di migliaia di pagine processuali vengono svolti senza che i difensori abbiano, realmente, disposto del 'tempo e delle condizioni necessari per preparare' una difesa effettiva come recita il precetto costituzionale".

Sulle notifiche elettroniche infine, il presidente Ucpi conclude che"nel campo penale sono sconosciute, per il semplice motivo che il ministero della giustizia non è neppure in possesso, allo stato, degli indirizzi di posta elettronica certificata degli avvocati. Tutte cose che un buon portavoce dovrebbe sapere".


Roma, 19 ottobre 2011

***

Giustizia: Spigarelli, portavoce Brunetta
continua a commentare ciò che non conosce




"Il portavoce del Ministro Brunetta continua ad essere tanto tempestivo quanto assai poco preciso ed informato, ed allora valga il vero". Il presidente dell'Unione camere penali italiane, Valerio Spigarelli, replica ancora una volta al portavoce del ministro Renato Brunetta, rispetto ai dati sulla digitalizzazione. "Il portavoce continua a non leggere quello che commenta", incalza il leader dell'Ucpi, "tant'è che non risponde al rilievo di non aver letto la relazione del Presidente Spigarelli, nella quale si indicava tutto quello che era stato fatto (seppur delineando una realtà ben lontana dai magniloquenti proclami del dottor Pezzuto, che chi frequenta i tribunali sa bene non essere corrispondenti al vero)".

Spigarelli fa notare come "la sperimentazione presso il tribunale di Roma è stata da tempo interrotta, e qualsiasi cosa che gli avvocati della Camera Penale locale si sarebbero impegnati a fare, era condizionata dalla messa a regime del sistema, cosa mai avvenuta, il che rende surreale l'affermazione sul punto del portavoce”. Non solo. Lo "scarica barile" sulla posta elettronica che emerge nell'ultima nota del portavoce, risponde il presidente dei penalisti, "non riguarda certo le Camere Penali, che infatti non vengono citate; il risultato però è chiaro, ed in linea con quel che era stato detto nella relazione di Spigarelli: le notifiche attraverso la posta elettronica non esistono in campo penale, nè a Roma nè altrove".

E ancora, quanto al fatto che i sistemi di digitalizzazione si risolvono spesso in una "complicazione per la consultazione dei fascicoli, sopratutto per quelli di grandi dimensioni - aggiunge - il portavoce nulla dice, perchè evidentemente non maneggia la materia". Ma “su di una cosa il portavoce del Ministro ha ragione”, conclude il leader dell'Ucpi: "la sua nota non è stata all'attenzione dell'Unione delle Camere Penali nei giorni del congresso ed in quelli immediatamente successivi, ma questo solo perchè c'erano cose più serie da commentare".


Roma, 19 ottobre 2011
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Di Loredana Morandi (del 19/10/2011 @ 19:17:24, in Politica, linkato 1183 volte)
Prescrizione breve, stop in commissione Senato


mercoledì 19 ottobre 2011

ROMA (Reuters) - Il presidente della commissione Giustizia del Senato ha detto oggi di aveva accantonato il disegno di legge sulla prescrizione breve a causa dell'ostruzionismo dell'opposizione, lasciando ai leader della maggioranza la scelta se portarlo comunque in aula per il voto finale.

"Ho accantonato il ddl sulla prescrizione breve, ora se ne occupi la conferenza dei capigruppo", ha detto Filippo Berselli ai giornalisti.

"E' una situazione insostenibile e non intendo procedere oltre con questo provvedimento paralizzato dall'ostruzionismo, visto che anche oggi abbiamo esaminato un solo emendamento dei 150 presentati dalle opposizioni", ha aggiunto.

Il centrosinistra avversa il ddl, che accorcia i tempi di prescrizione dei reati per gli incensurati, perché impedirebbe al processo Mills a Silvio Berlusconi di arrivare a sentenza di primo grado.

"A questo punto la maggioranza in sede di capigruppo dovrebbe chiederne la calendarizzazione per l'aula senza il mandato al relatore", ha concluso Berselli.

Il processo Mills di primo grado, dove il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari, riprenderà lunedì a Milano ed è molto probabile che la sentenza giunga prima del gennaio-febbraio 2012, quando scatterà la prescrizione, secondo la legge attuale.

Il ddl avrebbe invece l'effetto di rendere già prescritto il reato per il premier.

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24/08/2019 @ 14.09.28
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