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 red hair ...... di Lunadicarta
 
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"Pensare è più interessante di sapere, ma meno interessante di guardare."

Goethe
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Pg: Sollecito-Knox,
pericolo fuga in caso di assoluzione

'Guede unico colpevole? Non crediamo a favole'

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/meredith_kercher.jpg

30 settembre 2011, 13:56

PERUGIA - Cominciate le repliche nel processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. In base al programma attuale la Corte d'assise d'appello entrerà in camera di consiglio lunedì. Sollecito e la Knox, entrambi detenuti dal 6 novembre del 2007, sono stati condannati in primo grado a 25 e 26 anni di reclusione (la sola americana deve rispondere anche di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba). Nel processo d'appello i pg hanno chiesto per loro l'ergastolo. La loro assoluzione è stata invece sollecitata dalle difese. I due giovani si proclamano infatti innocenti.

PG, GUEDE UNICO COLPEVOLE? NON CREDIAMO A FAVOLE - ''Rudy Guede unico colpevole? Alle favole non ci crediamo e non ci dovete credere nemmeno voi'': lo ha detto, rivolgendosi alla Corte di Perugia, il pg Giuliano Mignini nella sua replica nel processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher in corso a Perugia. Il magistrato ha ribattuto cosi' alle tesi difensive secondo le quali la studentessa inglese sarebbe stata uccisa da un solo aggressore. Mignini ha tra l'altro ricordato che Guede frequentava il campo di basket antistante la casa del delitto e l'Universita' per stranieri, ma abitava anche non lontano da Sollecito.

''Quando ho sentito nei tg la frase 'crocifissa dai media' ho pensato alla Stefanoni...'': a dirlo e' stato il pg Giuliano Mignini replicando alla definizione utilizzata ieri dai difensori di Amanda Knox per la giovane americana. Il riferimento e' stato alla biologa della polizia scientifica Patrizia Stefanoni il cui operato nell'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher e' stato al centro di intense polemiche.

''Per Amanda e' stato in parte cosi' - ha detto ancora Miginin - ma dopo la sentenza di primo grado a oggi ci vuole un coraggio da leone per sostenerlo. E' lei che ha a disposizione una struttura pubblicitaria costata un milione di dollari. Una cosa mai vista''. ''Si e' parlato di processo amandocentrico - ha sostenuto ancora il magistrato - ma sono stati loro (i due imputati - ndr) a stringere un patto d'acciaio per buttarla tutta contro il nero''. Mignini ha parlato di un terzetto formato ''da due ragazzi di buona famiglia, con le spalle coperte, e da Guede, il ragazzo che deve pagare per tutti''. Mignini ha infine parlato di un ''rischio di fuga all'estero al quale non sara' possibile rimediare piu''' in caso di assoluzione. ''A voi l'onere - ha concluso Mignini - di difendere lo Stato sovrano''.

PG: HANNO UCCISO PER NIENTE MA HANNO UCCISO - ''Hanno ucciso per niente, ma hanno ucciso'': lo ha ribadito il Pg Manuela Comodi nella sua replica nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. ''Sono giovani - ha detto il magistrato riferendosi agli imputati - ma anche Meredith lo era. Meritano il massimo della pena che per fortuna nell'ordinamento italiano non e' quella di morte''.

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Di Loredana Morandi (del 30/09/2011 @ 14:59:07, in Magistratura, linkato 2162 volte)
Sono interdetti ai giornalisti il terzo e i quarto piano del palazzo di Giustizia di Bari. Estremi rimedi, giustificati soprattutto dal fatto che ci sono già le vittime di questo scandalo tra i giornalisti, anche se non mi par di rilevare che le testate siano quelle che hanno lucrato realmente con l'affaire. L.M.

Escort: Atti Roma giunti a Bari

Pg Bari decidera' su assegnazione


30 settembre, 13:06

BARI - Sono arrivati a Bari, dalla procura di Roma, gli atti dell'indagine sui soldi che Gianpaolo Tarantini ha ricevuto dal premier Silvio Berlusconi tramite il faccendiere Valter Lavitola. Gli atti si trovano materialmente nella segreteria del procuratore aggiunto Pasquale Drago.

Sarà il procuratore generale presso la Corte d'appello di Bari, Antonio Pizzi, a decidere a chi dovrà essere assegnato il fascicolo sul caso Tarantini giunto stamani nel capoluogo pugliese da Roma. E' quanto viene fatto rilevare in ambienti giudiziari baresi dopo l'astensione del procuratore di Bari, Antonio Laudati.

Il pg Pizzi, probabilmente già oggi, dovrà decidere sulla dichiarazione di astensione del procuratore Laudati. Se dovesse accoglierla, dovrà individuare il pm che potrà seguire il caso. La scelta può ricadere anche su un pubblico ministero appartenente alla procura di Lecce (da applicare a Bari) poiché Laudati è indagato dalla procura salentina.

La procura di Bari è stata interdetta ai cronisti: lo hanno comunicato i carabinieri ai giornalisti che si trovavano nel palazzo di giustizia. I piani interdetti sono il terzo e quarto: a quest'ultimo piano si trovano anche le stanze del procuratore Antonio Laudati e degli aggiunti Anna Maria Tosto e Pasquale Drago. Nella segreteria di quest'ultimo sono da stamattina gli atti provenienti da Roma dell'indagine sui soldi che Berlusconi ha elargito a Tarantini tramite Valter Lavitola.

Il procuratore generale di Bari, Antonio Pizzi, ha risposto con una serie di 'no comment' alle domande dei cronisti che gli chiedevano informazioni a proposito dell'indagine sui soldi che Silvio Berlusconi, ha dato a Gianpaolo Tarantini tramite Lavitola. "Qualsiasi cosa dicessi potrebbe essere strumentalizzata", ha tagliato corto.

Nessuna risposta dal procuratore generale anche sui tempi riguardanti la sua decisione di indicare il magistrato che dovrà occuparsi dell'indagine. Pizzi ha ricordato ai cronisti il particolare momento in cui si trova la Procura pugliese e ha confermato di essere chiamato a pronunciarsi sulla astensione del procuratore di Bari solo sulla base della dichiarazione di astensione inviatagli da Laudati, e non sulla base degli atti, che non saranno trasmessi alla Procura Generale.
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Di Loredana Morandi (del 30/09/2011 @ 15:15:02, in Magistratura, linkato 2115 volte)
Giustizia, Camera, primo ok a legge
per giovani toghe in Procura

Opposizioni soddisfatte: Su efficienza sistema riforme possibili

TM News | 30/09/2011 - 10.02

ROMA - I magistrati di prima nomina potranno lavorare in Procura e anche assumere le funzioni di giudice monocratico per quanto riguarda i reati meno gravi: la legge, di iniziativa parlamentare (si basa su proposte di Udc, Pd e Idv), ha passato il primo scoglio oggi con il voto di tutti i gruppi nell'aula della Camera. Dopo lo scarso successo dei tentativi fatti attraverso norme su incentivi economici e trasferimenti d'ufficio, potrebbe trovare soluzione il problema dei vuoti d'organico delle cosiddette sedi disagiate: ci sono circa trecento magistrati che terminano il tirocinio e dovranno scegliere la destinazione a novembre. La palla passa ora al Senato, che visto il consenso bipartisan alla Camera, e l'urgenza della materia, potrebbe concedere al provvedimento una corsia preferenziale.

Si tratta di una materia sulla quale finora si era mosso il Governo attraverso alcune deroghe ai severi limiti che la legge vigente impone ai magistrati che terminano il tirocinio. Un tema sul quale sia l'Anm che il CSM avevano chiesto più volte l'intervento del legislatore. La nuova legge, comunque, mantiene il divieto per quanto riguarda l'assunzione delle delicate funzioni di giudice per le indagini preliminari o giudice per l'udienza preliminare.

La collaborazione fra maggioranza e opposizione è "un buon viatico - ha dichiarato in aula il relatore, Roberto Rao (Udc) - per provvedimenti di pari importanza e magari di impatto anche maggiore dal punto di vista mediatico per quanto riguarda l'opinione pubblica, come quello relativo alle intercettazioni, sul quale probabilmente ci confronteremo tra qualche giorno. E' la dimostrazione che questo Parlamento può risolvere ancora molti problemi della giustizia a partire dalla sua organizzazione, soprattutto se questi provvedimenti e questi problemi vengono affrontati senza pregiudizi e guardando magari soltanto all'efficienza del sistema giustizia". In una nota, anche Donatella Ferranti (Pd), promotrice di una delle proposte di legge confluite nel testo approvato, ha parlato di "un buon segnale" che "dimostra che anche sulla giustizia, se si accantonano le leggi ad personam, si possono ricercare intese costruttive".
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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 09:12:42, in Magistratura, linkato 1659 volte)
Perugia, l'ora della verita' per Amanda e Raffaele

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-03_CNN_Amanda.jpg

Assedio dei cronisti e delle tv dall'alba davanti al Tribunale


PERUGIA - E' gia' una vera e propria folla quella di giornalisti, fotografi e teleoperatori in attesa davanti al Palazzo di Giustizia di Perugia dove stamani si celebra l'ultima udienza del processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher.

Stamani dopo l'ultima replica del difensore dell'americana, l'avvocato Luciano Ghirga, e le brevi dichiarazioni spontanee gia' annunciate dagli imputati, la Corte d'Assise d'Appello entrera' in camera di consiglio.

La sentenza sara' letta probabilmente in serata, e saranno presenti la madre, un fratello e la sorella di Meredith. Impossibile pero' al momento qualsiasi previsione sull'orario della lettura del dispositivo. La decisione della Corte sara' trasmessa in diretta dalle principali tv mondiali. Oltre 400 i giornalisti accreditati. Sollecito e la Knox, che stanno scontando in carcere condanne a 25 e a 26 anni di reclusione saranno entrambi presenti in aula. I due ex fidanzati si sono sempre proclamati estranei al delitto di Meredith Kercher, compiuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007.
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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 09:36:46, in Osservatorio Famiglia, linkato 1394 volte)
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Caselli: "Togliere le intercettazioni
è come eliminare ai medici le Tac"


Il magistrato critica "le forze politico-culturali che sulla sicurezza  hanno fondato le loro campagne elettorali" e che ora vogliono cancellare "uno strumento indispensabile per la protezione dei cittadini"

ROMA  - "Affermare che i magistrati siano diventati pigri e che usino la rete delle intercettazioni come la modalità di inchiesta più comoda è un argomento di una fragilità sconvolgente". Lo dice il magistrato Gian Carlo Caselli nel corso di 'In Onda', il programma di La7 trasmesso questa sera.

"Pretendere che i magistrati rinunzino allo strumento delle intercettazioni o ne riducano le potenzialità operative - aggiunge Caselli - è come pretendere che i medici rinuncino alle radiografie, alle tac, alle risonanze magnetiche".

Il magistrato critica poi le campagne elettorali basate sulla sicurezza, se poi si eliminano le intercettazioni. "Secondo la normativa, che potrebbe diventare legge dello Stato - dice - lo strumento delle intercettazioni, che dovrebbe essere agile, rapido e incisivo, diventa invece uno strumento barocco, pletorico come tanti altri e non 'pungere più".

Un fatto questo che "avviene per opera delle forze politico-culturali che sulla sicurezza fondano le loro fortune politiche. Non si possono impostare campagne elettorali sul tema della sicurezza e dimenticarsene quando si parla di intercettazioni, dando picconate alla protezione della sicurezza dei cittadini. Non si è coerenti".

(02 ottobre 2011)
http://www.repubblica.it/politica/2011/10/02/news/caselli_togliere_le_intercettazioni_come_eliminare_ai_medici_le_tac-22579946/?ref=HREC1-2
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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 17:50:17, in Varie, linkato 2383 volte)
Solidarietà ai ragazzi dello Staff di Nonciclopedia e al suo popolo da questo blog "giustizialista"!

A dirla tutta credo che Vasco non andrà avanti sui propositi del suo avvocato. Non lo farà perché è semplicemente assurdo mettersi contro i suoi stessi fans, coloro cioè che si gasano con le sue canzoni.
Come sapete io sono una dei principali promotori di Artists Against War in Italia, così conosco gli artisti e conosco la loro strada. Mi rivolgo quindi ai ragazzi col dire che Vasco è molto malato, malato di una malattia sciocca, ma grave e mortificante. Lo stafilococco Aureo infatti, che si annida all'inizio nel naso e ti colpisce come una sorta di strano raffreddore, progressivamente distrugge i reni ed è causa di una serie di sintomi estremamente fastidiosi e mortificanti, specie in un uomo.
Immaginate che ad un certo punto il malato si ritrova tutto gonfio, gonfie le gambe, le mani, i piedi, il volto e che questo gonfiore è accompagnato da gravi eruzioni cutanee, vere e proprie piaghe, che trasudano sangue, pus e uno strano e urticante liquido giallo.
Le cure sono quasi peggiori della malattia, perché il principio attivo della Levoxacina produce l'effetto collaterale di terribili tendiniti, che rendono impossibile lo stare in piedi, o seduti, o sdraiati senza soffrire per un dolore articolare e dato che il principio attacca le mucose, anche deglutire o bere un bichier d'acqua diviene una mission impossible.
E' questo il perché nascosto della ospedalizzazione del cantante. Per esperienza dirò che se gli uomini sopportano poco la malattia in generale, di gran lunga inferiore è la sopportazione di un uomo di spettacolo, cultore della libertà, come lo è Vasco Rossi. Scommetto che quando l'avvocato gli ha proposto l'azione contro Nonciclopedia Vasco era incavolato, febbricitante, prostrato da improvvise emicranie e soprattutto claudicante per l'edema diffuso e le piaghe.
Ho letto i commenti del popolo di Nonciclopedia e credo che dica il giusto chi si "autocensura" e dice a Vasco il "suo amore". Il decorso della malattia di Vasco non è finito.  Aureo, il batterio killer, è un vero colonizzatore e non abbandonerà il cantante, nonostante le cure. In futuro questo potrebbe essere foriero di alcune gravi patologie del sistema renale e/o potrebbe colpire anche il cervello con un ascesso.
Vasco ha conosciuto adesso la Rete. Diamogli il benvenuto, magari con tante email alla sua casa editrice discografica e un testo comune da pubblicarsi sulle pagine di Nonciclopedia e linkare ovunque su Facebook ... L.M. 


La Rassegna

Nonciclopedia costretta a chiudere
Diffamatoria la pagina su Vasco Rossi


di Simona Orlando

ROMA - Nonciclopedia, la versione sfottò di Wikipedia, chiude a tempo indeterminato. E la colpa, secondo la versione fornita dal suo staff sarebbe di Vasco Rossi. Teniamo il condizionale perché da lui non è ancora arrivata risposta ufficiale. La rete, la stessa in cui Vasco si districa ultimamente, tra commenti, clippini e post, si scatena. E via centinaia di messaggi su Facebook contro il cantante, senza mezzi termini, ad invocare la libertà di espressione. C’è qualcuno che lo difende, chi gli consiglia di farsi una risata, chi insinua che Nonciclopedia si stia facendo solo una gran pubblicità alle spalle di un grande nome, ma soprattutto c’è chi gli dà del buffone e del censore, chi gli rinfaccia di aver scritto una canzone intitolata “Liberi liberi”, chi gli dà dell’Emilio Fede. A parte lo scontro tra due fazioni opposte, c’è anche qualche fan che si confessa deluso. Il tutto, in un tribunale sociale in cui non si è presentata la difesa.
La lettera del sito è chiarissima sulle responsabilità e recita: “Care lettrici, cari lettori, cari creditori Nonciclopedia chiude a causa di una denuncia che Vasco Rossi ha sporto contro il sito. Vasco Rossi si è sentito diffamato dalla pagina che lo riguardava. Probabilmente si terrà un processo, al termine del quale quel brufoloso ragazzino quindicenne che ha scritto la pagina dopo essere stato picchiato dai suoi compagni di classe, adesso dovrà anche pagare gli alimenti al nullatenente Vasco Rossi.”

Nel comunicato Nonciclopedia ripercorre la storia, tenendosi fedele al suo registro satirico:

6000 a.C.: l'uomo forgia i metalli
3200 a.C.: l'uomo inventa la scrittura.
7 febbraio 1952: nasce Vasco Rossi.
20 aprile 1984: Vasco Rossi viene arrestato al Variety, una discoteca di Bologna. Vasco Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina alle forze dell'ordine e trascorre 22 giorni di prigione.
Dopo: Vasco fa altre cagate che ci scocciamo di elencare, sono troppe.
Gennaio 2010: l'avvocato di Vasco Rossi, o chi per lui, legge la relativa pagina su Nonciclopedia e si rende conto che quel cumulo di stronzate potrebbe segnare la fine della carriera della rock star.
1 febbraio 2010: l'avvocato avvisa Vasco dell'esistenza della pagina su Nonciclopedia.
1 febbraio 2010: l'avvocato spiega a Vasco cos'è Nonciclopedia. L'avvocato spiega a Vasco cos'è internet. L'avvocato risponde a Vasco che "no, non ho da accendere". L'avvocato spiega a Vasco cos'è un computer.

E via elencando. Il 3 febbraio 2010 l'avvocato manda una mail a Nonciclopedia ed una raccomandata A/R all’host Wikia, chiedendo di cancellare la pagina diffamatoria e di fornire i dati degli utenti per identificarli, Nonciclopedia risponde che non può fornire i dati e si offre di eliminare le parti diffamatorie. Dal legale nessuna risposta e Nonciclopedia pensa che sia tutto un bluff, una finta mail di routine. Finché il 18 agosto scorso un amministratore del sito non viene convocato dalla polizia postale. Cancellano la pagina, senza ottenere riscontri dal legale del signor Rossi. A settembre 2011, altri tre amministratori vengono convocati dalla polizia postale e il sito si oscura. Da ciò che resta della pagina si capisce che la chiusura non è stata ordinata, è lo staff che è in sciopero.
Resta da capire se Vasco sia al corrente dell’accaduto. Se abbia davvero ordinato l’azione legale, e semmai, perché. La guerra fra cantante e canzonanti è aperta.

Lunedì 03 Ottobre 2011 - 15:05    Ultimo aggiornamento: 15:09
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=165182&sez=HOME_SPETTACOLO
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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 20:21:51, in Politica, linkato 1372 volte)
IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Nitto Palma: «Una legge per fermare
le esternazioni dei magistrati»

Il guardasigilli al Csm: «Troppe dichiarazioni offensive»


MILANO - «Aggiornare la normativa disciplinare»per arginare le dichiarazioni alla stampa dei magistrati che spesso si lasciano andare a «giudizi di valore, espressioni pesanti e irriguardose». Lo ha detto il ministro Francesco Nitto Palma intervenendo al Plenum del Csm, sostenendo che le norme esistenti «presentano carenze tali da richiedere una rivisitazione su punti specifici». Per il guardasigilli, spesso nelle parole dei magistrati riportate dagli organi di informazione «non c'è traccia di compostezza e di sobrietà».

L'IDEA DEL MINISTRO - «Alcuni comportamenti, in astratto intrinsecamente rilevanti sul piano disciplinare - ha detto Nitto Palma al Plenum del Csm - come desumibile dal loro inserimento nel codice etico dei magistrati, restano privi di una adeguata sanzione». Per questo, secondo il ministro, bisogna rivedere la normativa disciplinare sui magistrati. «Ad esempio - ha sottolineato il ministro - si pone il problema derivante dal frequente rilascio di dichiarazioni agli organi di informazione da parte di magistrati allorché per il linguaggio e i riferimenti adoperati, esse appaiono comunque trascendere dai doveri funzionali e dai principi etici introducendo giudizi di valore, espressioni pesanti e irriguardose, allusioni che denotano precise prese di posizione e comunque da cui non c'è traccia di compostezza e sobrietà che, invece, secondo il comune sentire, si auspicano connesse alla figura del magistrato».

I CASI STRAORDINARI - «È accaduto molte volte - ha continuato il guardasigilli - nell'esperienza disciplinare che dichiarazioni rese alla stampa, siano risultate totalmente prive di continenza e misura eppure per la mancanza di una specifica fattispecie di illecito a riguardo tali dichiarazioni non sono state sanzionate nè sanzionabili». Occorre invece per il ministro «perseguire quelle pubbliche manifestazioni del pensiero dei magistrati evidentemente esorbitanti dai doveri di equilibrio, dignità e misura, di cui parla il codice etico nonchè di correttezza e riserbo da ritenersi principi validi e auspicabili della condotta del magistrato anche al di fuori dell'esercizio delle funzioni giudiziarie».

Redazione Online
03 ottobre 2011 Corriere Sera
http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_03/nitto-palma-magistrati_a6a13ee4-eddd-11e0-8721-690dea02417b.shtml
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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 20:24:23, in Politica, linkato 1476 volte)

Vietti boccia le riforme del governo
"Non risolvono i problemi generali"

Dal vicepresidente del Csm parole dure sulle scelte dell'esecutivo: "Iniziative di corto respiro che complicano il processo". E sulle intercettazioni avverte: "Serve un punto di equilibrio". Il ministro Palma: "Serve stop alle esternazioni della magistratura"


ROMA - Basta con le leggi ad personam. L'altolà arriva dal vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Michele Vietti nel corso del suo intervento al plenum di Palazzo dei Marescialli alla presenza del ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma. Quelle messe in cantiere sino ad oggi dalla maggioranza, lamenta Vietti, sono state "iniziative legislative per lo più incompiute, settoriali e di corto respiro, proposte di volta in volta per tentare di risolvere problemi difficilmente riconducibili agli interessi generali ed alla coerenza del sistema".

Per il vicepresidente del Csm si tratta di "interventi con le gambe corte, taluni dei quali vediamo con preoccupazione ancora all'ordine del giorno del Parlamento, come il cosiddetto processo lungo e breve. Ma figli della stessa logica sono apparsi anche la più gran parte delle proposte di riforma del processo penale, mirate per lo più a complicare piuttosto che a semplificare il processo". Allo stesso tempo Vietti chiede che si ponga fine allo "scontro istituzionale", "la contrapposizione tra politica e magistratura". Perché così si rischia "la reciproca delegittimazione". Da la richiesta rivolta dal vice presidente del Csm Michele Vietti al Guardasigilli Nitto Palma affinché venga aperta "una nuova stagione".

Quanto al tema più caldo del momento, quello delle intercettazioni telefoniche, secondo Vietti è necessario "trovare un punto di equilibrio
tra le esigenze da tutelare", ovvero tra il "mantenere questo strumento insostituibile di indagine, senza il quale la concreta incisività del controllo di legalità risulterebbe pregiudicata" e quello di "garantire la libertà di stampa e il diritto all'informazione dei cittadini; rispettare la riservatezza, soprattutto nei confronti dei terzi non coinvolti, per fatti che non hanno rilevanza penale". "Toccherà al Parlamento trovare la formula più opportuna nell'interesse generale", ha concluso il vicepresidente del Csm.

Nel corso del plenum ha preso la parola anche il miniostro Palma per sollevare il problema che deriva "dal frequente rilascio di dichiarazioni agli organi di informazione da parte di magistrati" quando queste "appaiono trascendere dai doveri funzionali e dai principi etici". Un fenomeno al quale secondo il Guardasigilli occorre porre un freno anche attraveros una normativa disciplinare vigente che "presenta delle carenze" tali da richiedere "una rivisitazione". Le esternazioni dei magistrati, ha sottolineato, introducono spesso "giudizi di valore, espressioni pesanti e irriguardosi, allusioni che denotano precise prese di posizione" e nelle quali "non c'è traccia di compostezza e sobrietà che, secondo il comune sentire, si auspicano connesse alla figura del magistrato". Il ministro ha poi richiamato i casi accaduti nell'esperienza disciplinare quando "dichiarazioni rese alla stampa da un magistrato siano risultate totalmente prive di continenza e di misura" e nonostante questo "per la mancanza al riguardo di una specifica fattispecie di illecito, non sono state sanzionate, né sono sanzionabili, tranne nel caso estremo che integrino gli elementi costitutivi di un illecito penale".

Palma ha quindi invitato il Csm e i giudici a "dare corso a un forte e significativo sforzo comune per giungere all'allentamento delle tensioni che, da troppo tempo ormai, caratterizzano il rapporto tra la politica e la magistratura". Occorre, ha aggiunto, "avviare un percorso di pacificazione tra le istituzioni coinvolte in queste tensioni" per evitare il rischio di una "disistima che colpisce entrambi le parti in causa, cioè la politica e la magistratura". Sul capitolo intercettazioni il ministro ha ricordato che queste per il ministero della Giustizia "hanno un costo complessivo annuo di circa 450 milioni di euro a fronte di una dotazione del relativo capitolo di imputazione di 180 milioni di euro".

La Repubblica 03 ottobre 2011


http://www.repubblica.it/politica/2011/10/03/news/vietti_personam-22629249/
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Di Loredana Morandi (del 03/10/2011 @ 20:40:15, in Osservatorio Famiglia, linkato 1569 volte)
Le agenzie si preparano... L.M.

Omicidio Meredith. Tutti i Personaggi


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-03_204525_adnkronos.jpg

PERUGIA (ANSA) - Questi i personaggi protagonisti del processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher che si sta concludendo davanti alla Corte d'assise d'appello di Perugia.

MEREDITH SUSANNA CARA KERCHER era nata il 28 dicembre del 1985 a Londra. In Inghilterra aveva frequentato l'Universita' di Leeds. Giunta a Perugia circa un mese prima del suo omicidio grazie al programma Erasmus, all'Universita' del capoluogo umbro studiava storia del cinema, letteratura inglese e lingua francese.

AMANDA KNOX. Nata a Seattle il 9 luglio del 1987 e' cresciuta nella citta' americana dove seguiva un corso di lingua e letteratura creativa nella locale Universita' per stranieri. Appassionata di yoga e calcio, a Perugia viveva nella casa di via della Pergola insieme a Meredith e a due coinquiline italiane. Nel capoluogo umbro frequentava un corso di scrittura creativa. Durante il processo di primo grado, al termine del quale e' stata condannata a 26 anni di reclusione, ha mostrato in aula maglie dedicata ai Beatles dei quali e' appassionata. Nel giudizio di secondo grado e' invece apparsa sempre tesa. Deve rispondere anche di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.

RAFFAELE SOLLECITO. Nato a Bari il 26 marzo del 1984 e' l'ex fidanzato della Knox che ha conosciuto a un concerto di musica classica. Nel 2003 si e' iscritto all'Ateneo perugino laureandosi in informatica in carcere dopo il suo arresto. Sta seguendo ora il corso di specialistica in realta' virtuale all'Universita' di Verona. I giudici della corte d'assise l'hanno condannato a 25 anni di carcere.

RUDY GUEDE. Originario di Agou, in Costa d'Avorio, dove e' nato il 26 dicembre del 1986 e' arrivato all'eta' di sei anni. Arrestato in Germania dopo l'omicidio e' stato processato con il rito abbreviato e condannato definitivamente a 16 anni di carcere.

PATRICK LUMUMBA. Nato a Kindu, in Congo, il 5 maggio del 1969, e' giunto in Italia all'eta' di 15 anni lavorando inizialmente nel settore della produzione di abbigliamento. Musicista, ha a lungo gestito un pub chiuso dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta sull'omicidio Kercher. Venne arrestato e passo' circa due settimane in carcere prima di essere riconosciuto estraneo alla vicenda e prosciolto.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-10-03_204447_bbc.jpg

IL PG GIANCARLO COSTAGLIOLA. E' il magistrato che nel 1978 blocco' il calcio-mercato. Ha 64 anni ed e' originario di Napoli. E' in magistratura dal 1971 e come pretore di Milano (dove rimase in servizio per dieci anni subito dopo avere indossato la toga) mando' i carabinieri nell'albergo dove era in corso il calcio-mercato, nel luglio del 1978.

IL PG GIULIANO MIGNINI. Perugino, 59 anni, e' il magistrato che ha coordinato dall'inizio l'inchiesta della polizia. E' stato titolare tra l'altro dell'indagine sulla morte del medico Francesco Narducci e di quella sui presunti depistaggi.

IL PG MANUELA COMODI. Anche lei perugina, 47 anni, e' in magistratura dal 1992. Ha sempre svolto il ruolo di pubblico ministero e prima di arrivare nel capoluogo umbro e' stata in servizio a Lagonegro, dove si occupo' tra l'altro dell'inchiesta sul cardinale Giordano, e a Spoleto. A Perugia ha coordinato anche l'indagine su presunti appalti pubblici pilotati e su una cellula anarco-insurrezionalista nello spoletino.

CLAUDIO PRATILLO HELLMANN. E' il presidente della Corte, originario di Padova, 69 anni, uditore giudiziario dal 1967. Dal 1974 ha e' stato pretore Spoleto dove dal 1995 ha svolto il ruolo di consigliere dirigente. Ha quindi svolto le funzioni di presidente interinale dal settembre '99 al luglio successivo. E' alla Corte d'appello di Perugia dal giugno del 2000 dove dal 2005 e' presidente della sezione lavoro.

MASSIMO ZANETTI. Giudice a latere, orvietano di 60 anni, e' in magistratura dal 1980. Alla pretura di Foligno dal 1981 al 1984 e' stato poi giudice al tribunale di Orvieto. E' consigliere della Corte d'appello di Perugia dal 2004.

GIURIA POPOLARE. A comporla sono cinque donne e un uomo, tutti piuttosto giovani svolgono le professioni piu' diverse, dalla segretaria all'elettrauto.
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