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 Shutoku .. Ryouko Yamagishi... di Admin
 
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La "domanda stupida" è il primo indizio di uno sviluppo totalmente nuovo.

Alfred North Whitehead
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/10/2004 @ 00:24:31, in Estero, linkato 1365 volte)
Leggi le reazioni della stampa estera
di red.

«Parla tanto di legge e giustizia. In realtà il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu mette davanti a tutto l’effetto-spettacolo». Non è tenera la Sueddeutsche Zeitung verso il governo italiano, e non è nemmeno l’unica, tra le testate straniere, a riportare con clamore e preoccupazione le notizie che vengono dall’Italia. Con il riesplodere dell’emergenza immigrati e la contestata decisione del rimpatrio attraverso i ponti aerei, ieri il nostro paese ha infatti guadagnato le prime pagine dei giornali internazionali.

L’Herald Tribune, l’edizione europea del New York Times, ha titolato «L’Italia sceglie la linea dura sui migranti».Il quotidiano americano ha sottolineato che la scelta dei rimpatri immediati, frutto della linea dura del premier Berlusconi, «ha attirato la forte e immediata critica dei gruppi per i diritti umani, le Nazioni Unite e le opposizioni italiane», che hanno lamentato come «il governo non abbia saputo distinguere gli immigrati illegali da chi cercava davvero asilo legale».

La notizia dei rimpatri era riportata in prima pagina anche dal francese Liberation e dalla già citata Sueddeutsche Zeitung. Per il quotidiano parigino, che titolava «Italia: La tragedia dei clandestini», il governo di centrodestra «ha cominciato, da qualche settimana, a indurire la sua politica di lotta all’immigrazione clandestina». Il giornale bavarese invece, sotto il titolo «L’Italia rispedisce in Africa i rifugiati», citava la protesta del portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur), il cui responsabile europeo era invece abbondantemente citato dal Financial Times, che ha dedicato al fatto una grande foto e un articolo in seconda pagina, titolando «L’Italia rifiuta la richiesta d’asilo e spedisce in Libia gli immigrati illegali»: «Riconosciamo le forti pressioni che questi continui arrivi stanno generando - ha dichiarato al quotidiano della City Raymond Hall, dell’Acnur - ma tutti quelli che richiedono asilo dovrebbero essere messi in condizione di accedere ad una equa procedura che verifichi il loro possibile bisogno di protezione».

Sullo spagnolo El Paìs la notizia ha meritato non solo la prima pagina (con il titolo «L’Italia espelle cento immigrati verso i “centri di detenzione” in Libia»), ma anche un editoriale sulla sfida che l’immigrazione rappresenta per la nuova Europa allargata.

Le Monde si è mostrato invece sorpreso dalla scelta dei ponti aerei, che nel titolo ha definito «inediti». Il primo quotidiano francese, che cita anche la dura protesta di Amnesty International, concorda con l’Herald e la Sueddeutsche: «Il governo italiano ha deciso di adottare le maniere forti».

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Roma, 5 ottobre 2004 : le ferite aperte dagli intollerabili reiterati crimini terroristici, il fallimento dell’uso delle armi per la risoluzione dei conflitti, l’inasprimento dell’intolleranza e del razzismo impediscono l’affermarsi della convivenza pacifica tra popoli e persone. La sicurezza delle persone è messa a repentaglio in tutto il pianeta, generando paura e diffidenza che ostacolano il percorso verso uno sviluppo armonico, pacifico e sostenibile nei Pesi dei Sud del mondo come nei nostri Paesi ricchi. Le giovani generazioni vedono allontanarsi la possibilità di ereditare un mondo improntato al benessere, alla prosperità e a condizioni dignitose per ogni uomo ed ogni donna del pianeta.

Questa situazione ci porta a ribadire con fermezza e convinzione che l’unico strumento per costruire pace, sicurezza e sviluppo per l’intera umanità sia una adeguata politica di cooperazione e solidarietà internazionale tesa a garantire diritti e opportunità eque per tutte le popolazioni che ancora vivono in condizioni di povertà e di miseria.

Lo scorso 18 aprile, in occasione della manifestazione ITALIA AFRICA, oltre 150.000 persone hanno sfilato per le strade di Roma per chiedere pace e giustizia per i popoli dell’Africa. Ad oggi il numero di sottoscrizioni all’appello lanciato in quella occasione hanno superato il milione di firme.

Eppure il nostro Governo in queste ore sta proponendo di ridurre ulteriormente il già magro impegno economico dell’Italia a favore delle iniziative di cooperazione allo sviluppo. Il Ministero dell’Economia intende azzerare i fondi residui di questo 2004 destinati alla cooperazione internazionale, mediante il taglio di 250 milioni di Euro previsti dal Decreto di Assestamento di Bilancio. Una misura che comporterebbe il mancato versamento del contributo italiano al Fondo Globale per la lotta all’AIDS alla tubercolosi e alla malaria, il taglio dei fondi previsti per la ricostruzione in Afghanistan e Iraq, l’azzeramento dei contributi previsti per i progetti delle ONG. Contemporaneamente lo stesso Ministero dell’Economia propone un’ulteriore riduzione degli stanziamenti destinati alla cooperazione internazionale nella proposta di finanziaria del 2005.

Ci appelliamo a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione, affinché il Parlamento chiamato in questi giorni a discutere i due provvedimenti, impedisca che il risanamento dei conti pubblici del nostro Paese venga fatto sulle spalle di centinaia di milioni di poveri e con il sacrificio di altre vite umane.

Chiediamo al Parlamento di reintegrare i 250 milioni di Euro e di approvare una finanziaria 2005 che preveda lo stanziamento dello 0,27% del PIL a favore della cooperazione allo sviluppo come da impegno sottoscritto in sede di Consiglio dei Ministri della UE a Barcellona nel 2002.

Chiediamo a tutte le organizzazioni aderenti e a tutti i sostenitori di ITALIA AFRICA di unirsi a queste nostre richieste e di mobilitarsi per far sentire la voce di miliardi di persone che dal nostro Paese si attendono l’esercizio delle responsabilità che gli competono.

Il governo ha il dovere di mantenere gli impegni assunti nelle sedi internazionali.

L’Africa e i poveri non possono aspettare.

Walter Veltroni – sindaco di Roma
Savino Pezzotta – Segretario Generale CISL
Sergio Marelli – Presidente Associazione ONG Italiane

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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 22:48:10, in Politica, linkato 1231 volte)

SI TRASMETTE IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA INVIATA DAL SINDACO WALTER VELTRONI AL PRESIDENTE E AL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI E GIANFRANCO FINI, AL MINISTRO DEI TRASPORTI PIETRO LUNARDI E A QUELLO DELL'ECONOMIA DOMENICO SINISCALCO IN MERITO ALLA POSSIBILE INTRODUZIONE DI UN PEDAGGIO PER IL G.R.A.

Dal Campidoglio, 5 ottobre 2004

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Silvio Berlusconi
Al Vice Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Gianfranco Fini
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
On. Pietro Lunardi
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
On. Domenico Siniscalco

Signor Presidente del Consiglio,
Signor Vice Presidente del Consiglio,
Signori Ministri,

leggendo la stesura definitiva del disegno di Legge Finanziaria, ho riscontrato, tra le altre, la preoccupante sorpresa dell’ipotesi di imporre un pedaggio ad alcune vie di comunicazione, come per esempio il G.R.A. o la Roma – Fiumicino; un provvedimento che appare incomprensibile se non come un’operazione tesa meramente a coprire un’urgenza finanziaria. Non si possono infatti considerare alla stregua di grandi vie di collegamento interregionale, infrastrutture di chiara impronta urbana, che servono un’area metropolitana nella quale gravitano 3.500.000 persone e nella quale, ancora, oltre 400.000 di queste devono raggiungere la città per svolgere la propria attività lavorativa. Considerate le caratteristiche strutturali di una grande metropoli come Roma, un simile provvedimento, gravando soprattutto su persone che lavorano, oltre all’evidente aspetto di iniquità renderebbe certamente problematica la qualità della viabilità per l’eccessivo carico di traffico sulle vie consolari, con evidenti ripercussioni negative sull’ambiente e sullo sviluppo economico della città. Per tutto questo intendo esprimere la mia più assoluta contrarietà all’adozione di una simile misura, e sono certo che, nell’interesse del Paese, vorrete riconsiderare l’opportunità dell’adozione di tali provvedimenti, valutando appieno le conseguenze e le problematiche che la loro applicazione potrebbe causare. Con i più distinti saluti.
Walter Veltroni

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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 22:47:16, in Politica, linkato 1347 volte)
Roma, 5 ottobre. -  “Venezia non può ospitare la NATO”. Luana Zanella, deputata Verde, si dice molto preoccupata per il clima in cui si svolgerà al Lido - dal 12 al 16 novembre - la Cinquantesima Assemblea Parlamentare della NATO ed ha rivolto una interrogazione al ministro dell’Interno per chiedere al governo di rivedere questa scelta che comporterà inevitabilmente la ‘militarizzazione’ della città. Zanella spiega che “Il tragico inasprirsi della in Iraq, dove entrerà in scena proprio la NATO con funzioni di organizzazione e addestramento dell’esercito e delle forze di polizia irakeno, dove farci riflettere sulla opportunità di ospitare un evento dove all’ordine del giorno c’è proprio la discussione del coinvolgimento militare dell’Alleanza Atlantica nello scenario irakeno a sostegno dell’attuale governo Allawi, molto inviso alla popolazione locale. Siamo preoccupati non sono per problemi legati alla sicurezza ma anche perché la presenza di questo organismo non neutrale rispetto alla guerra in Iraq è in contraddizione con il ruolo svolto in questi anni dalla Città di Venezia nel campo delle politiche di pace, per il dialogo tra popoli, culture, religioni, per lo sviluppo della cooperazione internazionale. Per questo chiedo al governo e alle forze politiche e sociali della città di ridiscutere questa scelta”.
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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 22:10:34, in Politica, linkato 1262 volte)
Interrogazione urgente al ministro per le Attività Produttive da parte degli on.li Ettore Rosato,Emilio Delbono, Maurizio Fistarol e Gianclaudio Bressa. “Applicare la Prodi-bis per gli stabilimenti del gruppo Olcese, procedura che potrebbe consentire la ricerca di una soluzione alla gravissima crisi dell’azienda e permettere ai lavoratori il mantenimento del loro posto di lavoro, attuando nel frattempo, per i casi necessari, una proroga della cassa integrazione.” E’ quanto hanno chiesto al ministro delle Attività Produttive gli on. li della Margherita Ettore Rosato, Emilio Delbono, Maurizio Fistarol e Gianclaudio Bressa. Nel testo si ricorda al ministro Marzano che “l’Olcese spa è una delle aziende di maggiore esperienza nel settore della produzione di filati, con una storia centenaria fatta di qualità e costante innovazione nella ricerca delle migliore tecnologie, la cui attività si svolge in cinque stabilimenti, a Sondrio, Cogno (Brescia), Trieste, longarone (Belluno) e Conegliano (Treviso). “L’azienda Olcese –sottolineano i parlamentari della Margherita- sta attraversando una grave crisi finanziaria che sta conducendo alla chiusura degli stabilimenti e la messa in mobilità dei dipendenti. E poiché il 12 ottobre è previsto un incontro decisivo per le sorti dell’azienda, un tavolo governativo presso la presidenza del Consiglio, diventa necessario che il governo dia subito un segnale di disponibilità applicando la cosiddetta legge Prodi bis.” Roma, 5 ottobre 2004
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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 22:09:40, in Politica, linkato 1303 volte)
Primo stop a devolution. Roma, 5 ottobre. “Oggi alla Camera si è verificata la prima significativa sconfitta sulla riforma federalista: la devolution comincia a vacillare”. Esulta Paolo Cento, coordinatore dei Verdi, dopo il voto che ha bocciato l'emendamento della CDL  sull'eta' minima per essere eletti senatori. “Al di là del merito del voto, quanto accaduto - sostiene Cento - è di grande rilevanza politica e interviene su una parte fondamentale della devolution che è proprio quella del Senato federale: è una prima sconfitta dell'ottusità del Polo”.
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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 22:08:39, in Politica, linkato 1374 volte)
“Con farsa del Senato federale aumentano i motivi del referendum” “La mancanza totale di una visione organica e condivisa delle riforme è dimostrata dall’ennesima bozza di Calderoli. Con la farsa del Senato federale aumentano i motivi del referendum per abrogare questo mostro istituzionale”. Lo ha detto il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio secondo il quale “di bozza in bozza aumenta il caos e la riforma peggiora ogni giorno di più”. “Proseguono imperterriti – ha aggiunto il leader dei Verdi -  nonostante l’appello del Presidente della Repubblica, la contrarietà di tutti i costituzionalisti italiani e l’evidente sconcerto dell’opinione pubblica. La demagogia della riduzione dei parlamentari, ma solo nel 2011, non nasconderà certo l’obbrobrio di una pagliacciata di Senato federale”. Roma, 5 ottobre 2004
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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 22:07:19, in Politica, linkato 1344 volte)

“Loro permanenza in Cda è danno ad azienda e offesa a Parlamento”

“La loro permanenza è un danno all’azienda e un’offesa al Parlamento”. Lo ha detto il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio commentando la  volontà dei quattro consiglieri Rai di rimanere seduti sulla poltrona del Cda. “L’attuale Cda è tre volte delegittimato – spiega il leader dei Verdi e membro della commissione di Vigilanza -. Oltre a essere monco, il Cda è stato sfiduciato dalla Vigilanza e deligittimato dalla nuova legge. Sarebbe gravissimo se i quattro del Cda decidessero di abbarbicarsi al ruolo, danneggiando l’azienda e offendendo il Parlamento”. Roma, 5 ottobre 2004

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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 09:42:31, in Varie, linkato 1290 volte)

Risposte
- Sono contento : - ) (46 voti)
- Non sono contento : - ( (5 voti)
- E' utile alle persone oneste (13 voti)
- Preferisco la malavita (43 voti)
Voti 107

Fino ad oggi non avevo avuto il tempo di una valutazione sugli esiti del sondaggio ma, alla luce del recentissimo attacco camorrista col lancia razzi a spalla (così tanto per far fuori il concorrente mafioso di turno), voglio riconsiderare i risultati sul mio mini campione di 107 votanti. In effetti è proprio come disse quel "saggio", con la malavita dobbiamo conviverci, perchè la "mafia" non esiste... Sorbole, dico io! Su di un campione di poco più di 100 persone 59 sono gli onesti (e ho votato anche io più volte), 48 quelli che parteggiano per la malavita. Dobbiamo preoccuparci? Forse che si, forse che no, ma sono davvero molteplici le anime, che agitano il web: dai siti statunitensi dei gruppi terroristici (i rapitori iracheni), al terrorismo nostrano di quelli che pur di fare audience ti perseguitano fino a casa tua e molestano i tuoi figli (la traccia anche qui è filo sionista della grassa opulenza milanese), a quelli che pur di non perdere la faccia si sposano con persone becere e malevole onde raggranellare un altro po' di pubblicità personale (dalla napoletana fuggita dall'Italia agli ex amici), al grande sistema in cui si "rompe" con un programma la funzionalità dei server di un concorrente (gli hacker a pagamento nascono proprio per l'aberrante sistema di illecito di commercio nato in rete, che che ne dicano certi presidenti di associazioni che conosco). La libertà, cari miei, è davvero tutta un altra cosa...

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Di Loredana Morandi (del 05/10/2004 @ 09:24:22, in Varie, linkato 1349 volte)

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