Immagine
 Opinione di Lunadicarta condivisa dal Consiglio di Stato Americano: foto tali da ispirare i militar... di Lunadicarta
 
"
Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2004 @ 18:51:35, in Politica, linkato 1254 volte)

“Importante e positivo è stato l’incontro che si è svolto con il presidente della regione Sardegna sui temi delle servitù militari e sulla presenza della base statunitense alla Maddalena. – è il giudizio di Elettra Deiana, capogruppo di Rifondazione Comunista in commissione Difesa alla Camera, che ha incontrato, insieme ai deputati Silvana Pisa, Mauro Bulgarelli e Marco Lion, il presidente Soru - Abbiamo trovato importanti punti di convergenza quali la necessità della desecretazione del memorandum d'intesa tra USA Italia che nel ‘72 portò alla realizzazione di punto di approdo per sottomarini a propulsione e armamento nucleare nell'arcipelago della Maddalena, corrispondente ad una richiesta che avevo avanzato da tempo, e la necessità che i lavori di trasformazione del punto di approdo in una vera e propria base si interrompano. Domani – annuncia - visiteremo la base proprio per renderci conto dello stato di avanzamento dei lavori. Un ultimo punto di discussione, ma non meno importante, su cui abbiamo trovato accordo è stata la necessità di sensibilizzare la popolazione, perché – spiega Deiana - la presa di coscienza dei cittadini è la via più efficace per operare su un terreno che è reso ad ostacoli dai trattati internazionali. L’impegno comune – conclude la deputata del PRC - è quello di lavorare per fare de La Maddalena una grande questione nazionale, restituendo la decisionalità al parlamento ed alle autorità territoriali.” Roma, 11 ottobre 2004

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2004 @ 18:50:13, in Politica, linkato 1279 volte)

ROMA, 11 OTT - ''Bene ha fatto il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, a partecipare alla commemorazione di Attilio Gadiani, oggi a Castello d'Argile”. Lo sostiene il deputato Verde Paolo Cento, secondo il quale sono “pretestuose le polemiche sollevate dall’onorevole Mussolini la quale dimentica che l’Italia è una Repubblica antifascista nata dalla Resistenza. Le istituzioni hanno il dovere di tener viva questa memoria: semmai preoccupano i tentativi di più parti di attaccare la memoria della Resistenza e la stessa Associazione dei partigiani. Contro questo tentativo - conclude Cento - ci batteremo in parlamento in occasione della prossima discussione della legga Finanziaria”.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2004 @ 18:47:34, in Politica, linkato 1320 volte)

"Sono molto preoccupato da quanto è avvenuto in questi giorni rispetto alla rete di  informazione mondiale rappresentato da IndyMedia: non mi riferisco solo alla questione della libertà dell'informazione, che come osservato da Serventi Longhi è messa sotto ensura da questo atto, ma da due questioni più profonde: da un lato perché si continua, rispetto all'informazione sul web, a non capire gli strumenti di cui si parla: se su un quotidiano fosse pubblicata una notizia illecita, cosa succede? Forse si sequestrano tutti i numeri pubblicati negli ultimi quattro anni, le rotative, la carta e i computer della redazione? Perché - ed è tutto da dimostrare che ci fossero contenuti illeciti - con IndyMedia è successo proprio questo: alcuni sostengono che la causa del sequestro siano le indagini di Bologna su Nassyria e il vilipendio alla nazione, altri le foto di alcuni poliziotti svizzeri; ma questo giustifica forse il sequestro di quattro anni di lavoro di 21 Paesi diversi? Mi sembra assurdo". Afferma il sen. Cortiana, presidente dell'Intergruppo Bicamerale per l'Innovazione Tecnologica. "Spero che il Ministro Stanca sia consapevole della complessità di Internet: è sbagliato dichiarare che il web non è una zona franca, se si usa un cannone per sparare contro una mosca. E mi sembra grave che alcuni esponenti di AN già da mesi rivendicassero il sequestro come una misura necessaria, in barba alla libertà d'espressione e d'informazione. Il Governo deve assolutamente e celermente fare luce  su questa vicenda, altrimenti impossibile affermare serenamente che la libertà d'informazione è garantita nei tre Paesi coinvolti. Tanto più visto che i materiali sequestrati contengono filmati su Genova." Conclude il sen. Cortiana. Roma 11/10/200

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 09/10/2004 @ 10:35:41, in Varie, linkato 1351 volte)

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 09/10/2004 @ 09:48:45, in Indagini, linkato 1245 volte)
Cari signori dell'FBI, è solo un caso che il network di informazione alternativa Indymedia sia stato brutalmente messo a tacere sulla soglia dell'annuale riunione del Social Forum Europeo? La nebbiosa Londra del "ponte dei Frati Neri" ci attende tutti con questo tenero abbraccio? Strane usanze. Si davvero, anche considerato che non possiamo essere suicidati artisticamente, così come siamo: centinaia di migliaia di persone, che non credono più alle vostre menzogne. Probabilmente qualcuno, prima o poi in questi giorni, ci informerà di una causa "ragionevole" per la quale il network è stato azzittito. Non ci piove, ma... è proprio a voi anglosassoni e americani, che si deve domandare come mai le rogatorie sugli affari sporchi del primo ministro italiota, non possono andare in porto, mentre la più becera e volgare censura alla "pura e semplice VERITA'", si e col bene placido del ministro di Giustizia americano. Quando Ella, caro ministro, ci concederà le notizie sul "furto" degli hard disc di Indymedia, effettuato anche in spregio alla privacy per tutte le email da voi ottenute in questo modo, Sia gentile: ci mandi anche gli atti dell'affare "cinematografaro" del premier. Grazie! L.M.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 09/10/2004 @ 09:31:03, in Indagini, linkato 1326 volte)
Non sono note le ragioni dell'atto
Fbi sequestra i server di Indymedia
Messi i sigilli alle macchine presenti nel Regno Unito e negli Usa. L'agenzia federale rivela: «Ce l'ha chiesto l'Italia»
MILANO - Un sequestro per ora senza spiegazioni. Ma con un «mandante»: l'Italia. L'Fbi ha sequestrato i server di Indymedia nel Regno Unito e negli Stati Uniti. «La richiesta è provenuta da due paesi terzi, l'Italia e la Svizzera», ha dichiarato un portavoce del Fbi senza aggiungere ulteriori dettagli.
Il sito italiano di Indymedia (Eidon)
Giovedì alle 18 circa, gli agenti si sono presentati, con un ordine federale emesso dalle autorità statunitensi, nella sede statunitense e in quella inglese di Rackspace, l'azienda che ospita i server in cui si trovano molti siti locali di indymedia, fra cui «italy.indymedia.org». Le ragioni dell'atto, che ha colpito più di 20 siti in tutto il mondo, sono ancora ignote ad Indymedia italiana. A quest'ultima Rackspace avrebbe detto di non poter «fornire nessuna informazione sull'ordine ricevuto». Sarebbe stato disconnesso a Rackspace anche il server Blag, che ospita trasmissioni live di diverse stazioni radio. La lista degli Indy Media Centers locali colpiti da questa operazione include Amazzonia, Uruguay, Andorra, Polonia, Massachusetts occidentale, tutta la Francia, il paese basco, Liegi, Belgio, Belgrado, Portogallo, Praga, Galiza, Italia, Brasile, Regno Unito, ed il sito della radio on-line di Indymedia.org. 8 ottobre 2004 - Corriere.it
 
Per l'appello in italiano e inglese clicca qui
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 09/10/2004 @ 09:24:53, in Magistratura, linkato 1543 volte)

da L' Unita' on line

«I pacifisti sono irrisi dai guerrafondai, da quella cultura che vuole essere realista e pragmatica senza lasciare speranza di salvezza al genere umano. Ma il cammino della pace è tracciato da guide alte, da San Francesco e Erasmo da Rotterdam, Mounier, Maritain, La Pira, Capitini, don Mazzolari, don Milani e Padre Balducci».

Francesco Paolo Casavola,
ex presidente della Corte Costituzionale,
7 ottobre 2004

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 07/10/2004 @ 00:05:29, in Magistratura, linkato 1454 volte)

Il sistema dei diritti sta attraversando una stagione assai critica. Da un lato, si assiste in settori importanti per la vita del paese alla sua progressiva erosione, attraverso interventi normativi e scelte amministrative, che rimettono in discussione l'astratto riconoscimento di principi fondamentali che pure sembravano acquisiti; e sembra inarrestabile la rincorsa ad un progressivo svuotamento dei valori riconosciuti dalla Costituzione. Nello stesso tempo, quegli stessi diritti stentano a trovare una tutela effettiva nelle aule giudiziarie, a causa delle gravi difficoltà manifestate dal servizio giustizia.

Le associazioni che sottoscrivono questo documento hanno constatato che in questi anni i soggetti coinvolti (Parlamento, Governo, magistrati, avvocati, professori universitari) spesso non hanno saputo fornire risposte appaganti rispetto alla gravità del momento e, in particolare, alla questione dell’effettività dei diritti, che in qualsiasi società democratica costituisce un nodo centrale del sistema ed un bene fondamentale per tutti i cittadini. Il quadro complessivo non è incoraggiante e le proposte di legge che mirano a riformare la giustizia sembrano essere il frutto di uno scontro fra le forze politiche e fra esse e la magistratura piuttosto che della volontà di migliorare il "servizio" giustizia adeguandolo alle legittime aspettative dei cittadini.

Per uscire da questa situazione è sembrato indispensabile dare vita ad un confronto tra i la magistratura più vicina ai temi dei diritti dei cittadini e le espressioni della società civile che maggiormente rappresentano il mondo degli "utenti della giustizia": si tratta di un confronto nuovo, che supera gli steccati tradizionali ed intende ricercare le radici sociali e politiche che legittimano l’amministrazione della giustizia, producendo una consapevolezza diffusa utile e indispensabile al rispetto della legalità e dei diritti.

Nasce di qui l'iniziativa che oggi proponiamo per contribuire a dare risposte socialmente accettabili, adeguate alle nuove domande di tutela, all'emersione delle nuove frontiere di diritti che richiedono il rispetto delle condizioni di indipendenza della giurisdizione e dei suoi attori all'interno del sistema istituzionale. La giurisdizione è punto di riferimento per la difesa della legalità in ordine a questioni di primaria importanza che attraversano settori diversi e fondamentali della società: dall'economia alla finanza, dalla pubblica amministrazione alla repressione della criminalità organizzata, dalla tutela contro le violazioni dei diritti umani, alla tutela individuale e collettiva dei consumatori e dei cittadini, dalla protezione e promozione di beni primari, come la salute, l’istruzione, la casa, il lavoro, i minori, ai rapporti familiari di fatto ed ai conflitti in materia di bioetica.

La rivendicazione di ciò che serve perché il sistema giudiziario possa davvero funzionare e la necessità che il giudice, nell'interpretazione e applicazione della legge, sia preservato da condizionamenti, esterni e interni, da speranze di carriera o da minacce di sanzioni non sono terreno comune solo per magistrati ed avvocati, ma riguardano tutti i cittadini: una giustizia accessibile, efficiente, rapida, poco costosa e amministrata da magistrati indipendenti costituisce un valore essenziale per qualsiasi democrazia moderna.

Queste considerazioni sono diventate drammaticamente attuali con il progredire di una riforma dell’ordinamento giudiziario che appare lontana dai bisogni dei cittadini e che mira a restaurare un sistema che la Costituzione volle espressamente abbandonare.

Nasce da tali premesse la proposta di procedere verso una piattaforma comune capace di evidenziare non solo le esigenze e le difficoltà, ma anche di delineare possibili interventi che superino la tradizionale contrapposizione tra garanzie ed efficienza.

Un approccio realistico deve, a nostro parere, concentrarsi oggi su poche questioni di primaria importanza:

Occorre riconoscere che in alcuni settori la giustizia costituisce un servizio di difficile accesso e con costi elevati, caratterizzato da profonde disparità nel garantire a tutti un effettivo diritto alla difesa, non solo delle persone meno abbienti e di quelle che sono meno dotate di strumenti di autotutela, ma anche per il cittadino comune.

Vi è, poi, il problema della lunghezza dei processi, cui è legato quello dell'effettività dell'intervento giudiziario. Su quanto questo problema rappresenti un fattore di accentuazione di disuguaglianza e di disparità di trattamento non sembra necessario spendere molte parole.

La durata dei processi chiama in causa i temi legati alla funzionalità interna del servizio. Questi aspetti assumono connotazioni diverse per gli uffici dei magistrati onorari, essenzialmente per il giudice di pace, e per quelli dei magistrati ordinari, anche in relazione alle diverse modalità di accesso alla funzione giurisdizionale.

La pertinenza e la qualità del sistema di tutela a seconda delle situazioni da proteggere, diversificando procedure, soggetti e riferimenti e garantendo a tutti la garanzia di principi base quali l’uguaglianza, l’efficacia e l’efficienza del sistema.

Ma la funzionalità degli uffici deve essere esaminata anche con riferimento alla cronica carenza di strumenti e di risorse messi a disposizione del servizio. Si tratta di limiti oggettivi, di mancanza di cultura organizzativa, e di vuoti di formazione dei magistrati, talora non in grado di utilizzare appieno le potenzialità delle innovazioni tecnologiche .

Se questa analisi è corretta, occorre muoversi per assicurare il più ampio confronto attorno ai temi che abbiamo individuato come essenziali. Un confronto che può avere luogo con dibattiti che affrontino in modo consapevole e concreto i diversi temi, chiamando a discuterne tutti coloro che accetteranno di confrontarsi con noi.

Per raggiungere questo risultato abbiamo pensato a quattro incontri tematici che avranno luogo in città diverse, dai quali potranno uscire analisi e proposte che saranno da noi elaborate in un documento di sintesi, che verrà illustrato in un apposito incontro previsto a Roma nella prossima primavera, e che costituiranno la base per nuove iniziative.

1) Il primo incontro: “Quale giustizia per i cittadini ?”

Al sistema giustizia non basta essere giusto. La sua credibilità passa anche attraverso la effettiva capacità di promuovere l’accesso degli utenti e di improntare l’organizzazione degli uffici alla qualità dei servizi. Occorre creare una cultura dell’informazione e dell’accoglienza, agevolando in particolare i cittadini che sono coinvolti direttamente o indirettamente nel processo come parti, come vittime, o, nel momento in cui sono chiamati a svolgere un dovere civico, come testimoni.

La gestione dei tempi del servizio non potrà esser scandita sui bisogni dei gestori ma su quelli degli utenti, a cominciare dagli orari di apertura degli uffici e dalla programmazione delle udienze. Non appare secondario pensare alla necessità di realizzare un servizio di relazioni con il pubblico efficiente, utile a patire dalla localizzazione degli uffici fino ad arrivare all’utilizzazione della comunicazione elettronica per informare sui servizi esistenti e sui modi per ottenerli; a questo dovrebbe aggiungersi un ufficio di prima accoglienza, magari retto a turno da un giudice non togato, dotato della necessaria esperienza e della conoscenza delle questioni più ricorrenti, capace di dare indicazioni, di fornire indirizzi e suggerimenti. La condivisione della “Carta dei diritti” dei cittadini destinatari del servizio giustizia rappresenta il possibile punto di arrivo di queste riflessioni.

Sarà importante ragionare sull’ufficio del difensore pubblico, e comunque sulla effettività del gratuito patrocinio e degli abusi e delle distorsioni presenti nella applicazione di questa legge, così come ragionare sull’effettività della conoscenza degli atti da parte dei molti imputati stranieri o delle stesse parti offese, e sulle modalità della loro traduzione, temi che assumono un significato particolare con il crescere della presenza stabile di persone che vengono da aree diverse del pianeta e che richiedono una gestione “multiculturale” dei servizi essenziali. Ed infine, da ultimo, ma non per questo meno importante, occorre incentivare la cultura della trasparenza amministrativa, per dare un senso concreto al principio della parità trattamento.

Al contempo è importante riflettere insieme su nuovi strumenti processuali in grado di assicurare una adeguata tutela agli interessi collettivi dei cittadini, oggi privi di protezione effettiva, quali in particolare le azioni collettive, risarcitorie e non, che possano intervenire non solo dove è più evidente il danno “collettivo”, ma anche dove un soggetto plurale risulti più capace di intervenire a difesa di diritti primari. Ferma restando la necessità di adeguare il modello delle class actions anglosassoni alla tradizione giuridica italiana ed europea, è necessario che anche nel nostro ordinamento siano introdotti procedimenti efficaci rispetto alle esigenze ed ai problemi che derivano da una moderna economia di mercato e di massa.

2) Il secondo incontro: “Il servizio giustizia tra carenze organizzative e sfida dell’innovazione”

L’esigenza di un servizio giustizia efficiente, capace di dare risposte concrete ai bisogni di giustizia nella realtà quotidiana dovrebbe muoversi verso l’obiettivo di un coordinamento funzionale da realizzare intorno all’idea di un progetto organizzativo, individuabile come “ufficio per il processo”. Un “ufficio” che nasce dalla volontà di superare l’isolamento del giudice ripensando il modello di organizzazione del tribunale nella sua interezza, al fine di garantire una migliore capacità di “produzione”, combinando i suoi diversi “fattori” ed aumentando la capacità di “smaltimento delle pratiche”. Non si tratta soltanto di assicurare al giudice la presenza di un ausiliario, tema rimasto finora senza risposta, ma di valorizzare al meglio le professionalità già oggi esistenti e di individuare i momenti che veramente richiedono risorse aggiuntive.

Potrà partirsi dall’analisi delle funzioni che debbono essere necessariamente svolte dal giudice e solo dal giudice professionale; quelle che possono essere delegate per intero ad altre figure professionali (cancellieri, funzionari giudiziari, giudici onorari); quelle che possono essere delegate ad altri sotto la guida del giudice che in ogni caso ne mantiene la responsabilità finale. Sarà necessario confrontarsi con le nuove proposte tecnologiche, che incidono direttamente sulla qualità del processo, si pensi nel settore civile al processo telematico, ma anche con la necessità di ripensare e riqualificare il lavoro di tutti gli operatori della giustizia e la sua organizzazione.

Il progetto organizzativo così delineato comporta la necessità del coinvolgimento anche della dirigenza amministrativa e delle cancellerie, nel momento stesso della sua programmazione, attraverso una conferenza organizzativa, che potrà costituire lo snodo dal passaggio della programmazione tabellare dell’ufficio a quello della materiale organizzazione del servizio. Si tratta di un luogo di confronto capace di recuperare in una operazione di sintesi la duplice guida del tribunale, garantita sotto il profilo istituzionale e programmatico dal ruolo del presidente. Dovranno poi essere valutate la possibilità di forme di raccordo anche con i rappresentanti della magistratura onoraria e degli ordini forensi e con organizzazioni civiche, e le modalità con cui questa attività di confronto potrà avere una ricaduta consapevole sull’attività di autogoverno dei consigli giudiziari, magari rafforzando forme di consultazione.

3) Il terzo incontro: “Presente e futuro della magistratura onoraria”

Impedire la paralisi e ridare credibilità alla giurisdizione costituiscono un obiettivo democratico minimo che deve essere perseguito. Uno dei settori vitali sui quali è necessario riflettere con maggiore specificità rispetto a quanto sinora si è fatto è indubbiamente quello della magistratura onoraria, che con l’istituzione e l’affermazione del giudice di pace costituisce ormai il reticolo di base della giurisdizione, complementare e integrativo, che può dare vita a una giustizia conciliativa vicina ai cittadini. I giudici di pace sono giudici a tutti gli effetti, a cui bisogna assicurare garanzie di indipendenza e autonomia. Vi sono già alcuni punti fermi: la necessità di un riordino e di una semplificazione delle troppo diverse tipologie di magistratura onoraria, così da mettere al centro la figura del giudice di pace (riducendo a casi di effettiva necessità i magistrati onorari di tribunale e dando una chiara connotazione e specificità ai vice procuratori onorari, ruolo irrinunciabile per la stessa funzionalità delle Procure); l’esigenza di dare ai giudici di pace canali istituzionali per far sentire la loro voce e le loro proposte sui profili di gestione e di organizzazione che li riguardano; la necessità di valorizzare la specificità della loro figura (la natura onoraria, temporanea, di stampo conciliativo) che non li riduca ad una magistratura di serie B.

Occorre, infine, ragionare sulla possibilità di creare una vera “giustizia di prossimità” e sulla realizzazione di strumenti differenziati di intervento, ma anche verificare la possibilità di qualificare lo strumento dell’A.D.R. in base ad una specificità del ruolo della magistratura onoraria attraverso una loro particolare riqualificazione professionale ed il decollo dell’ufficio della conciliazione preconteziosa previsto presso il giudice di pace (art. 322 c.p.c.).

Allo stesso tempo si rende indispensabile un coordinamento con le forme conciliative, di mediazione e di arbitrato che sono già attive in settori delicati, quali la sanità e il lavoro, in una visione complessiva e integrata del sistema delle tutele che miri a non depotenziare le garanzie dei soggetti più deboli.

4) Il quarto incontro: “Una magistratura migliore è possibile: dirigenti, valutazioni, autogoverno”

Agire per obiettivi e per progetti e farsi carico del risultato complessivo del servizio giustizia sembra sempre più difficile in assenza di investimenti, risorse e programmi da parte del Ministero; eppure si tratta di una scelta culturale cui non sembra possibile rinunciare. Il Csm, i dirigenti degli uffici, i singoli magistrati, debbono in ogni caso fare ciascuno la propria parte, a livello di proposte come di concreti comportamenti, per una giustizia tempestiva e di qualità. Un progetto per la giustizia innovativo richiede la presenza di un Csm che riesca a coniugare la difesa rigorosa dell’indipendenza della magistratura e del singolo magistrato con la trasparenza dell’azione giudiziaria, la certezza dei tempi, l’eguaglianza di trattamento, rifuggendo dai vecchi vizi della lottizzazione e del clientelismo; richiede Consigli giudiziari rappresentativi, aperti alla cultura giuridica e all’avvocatura e – nelle forme possibili – alla cittadinanza, che operino come terminali locali del Consiglio; ha bisogno di dirigenti degli uffici selezionati dopo una specifica attività formativa, valutati sulla base delle capacità gestionali, e con un vincolo di temporaneità; necessita di magistrati inseriti in uffici adeguatamente dimensionati ed organizzati e con una struttura che possa moltiplicare le potenzialità di ciascuno, con un reclutamento che rispecchi la rappresentatività sociale della magistratura e contrasti le tendenze elitarie che si stanno affermando; richiede valutazioni di professionalità più articolate, frequenti e legate alla concreta attività e ai diversi mestieri svolti dai magistrati, percorsi professionali incentrati sulla valorizzazione attitudinale, con la previsione di un equilibrio tra specializzazione e temporaneità e la possibilità di interscambio di funzioni subordinata a vagli attitudinali e formativi (con la previsione di sbarramenti temporanei solo nei casi di concreta inopportunità).

Sono, queste, proposte da realizzare nel CSM, nei consigli giudiziari, negli uffici, attraverso i comportamenti quotidiani di tutti i magistrati, e che indicano un progetto alternativo concreto per una giustizia dei cittadini, rispetto alle progettate riforme ( o controriforme) legislative attualmente in discussione. Auspichiamo che lungo questo percorso possa raggiungersi la convergenza di tutti i soggetti che condividono lo spirito e gli obiettivi del progetto.

Roma, 5 ottobre 2004

ALTROCONSUMO
ARCI
C.G.I.L.
CITTADINANZA ATTIVA
FEDERCONSUMATORI
MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 07/10/2004 @ 00:03:52, in Magistratura, linkato 207 volte)

 

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 06/10/2004 @ 00:25:53, in Magistratura, linkato 1470 volte)

«I ponti aerei sono il segno del fallimento» L'Unità

ROMA «I naufragi e i respingimenti di questo tipo sono il frutto delle politiche della paura e della diga». Livio Pepino, ex presidente di Magistratura democratica, lamenta la totale mancanza di trasparenza da parte del governo, e individua quattro punti su cui si deve fare necessariamente chiarezza.
Livio Pepino, le opposizioni denunciano che questi rimpatri sarebbero illegali.
Il problema è complicato. Non è chiarissimo come siano avvenuti questi rimpatri, ma credo si possano individuare almeno quattro punti discutibili. Il primo è che la previsione, ribadita ancora dalla Corte Costituzionale in una delle due recenti sentenze, è che ogni tipo di limitazione della libertà anche per gli stranieri esige un provvedimento del giudice, mentre tutti questi rimpatri sono avvenuti senza controllo giudiziario. Il riferimento è all’articolo 10 della Bossi-Fini, che prevede il respingimento alla frontiera, che se eccessivamente dilatato viola la Costituzione.
E quali sono gli altri punti che non la convincono?
Il secondo problema è che parrebbe che non ci sia stata la possibilità per gli espulsi di fare delle domande d’asilo, che è garantita dall’articolo 10 della Costituzione. Poi si verificherà se è fondata la domanda, ma parrebbe che non sia stata garantita questa possibilità di richiesta. Terzo: è difficile contestare che non siamo di fronte a espulsioni individuali, con situazioni di singoli verificate, ma a espulsioni collettive, che sono specificamente vietate sia dalla Carta europea di Nizza sia dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani.
E l’ultimo punto?
Il quarto punto, sostanzialmente ancora più grave anche se meno evidente come violazione giuridica, è che pare che nessuno conosca i contenuti di questi accordi con la Libia in forza dei quali avverrebbe questa espulsione. Non è una cosa formale, perchè la stessa Bossi-Fini, all’articolo 19, vieta l’espulsione e il respingimento verso Stati in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione. Vorrei capire quali garanzie vengano date anche dalla Libia, che a quanto consta non è il paese di cui sono gli esplusi sono cittadini, ma è un paese terzo. Quali garanzie dà la Libia sia per il rispetto dei diritti umani in Libia, sia per l’impegno a non trasferirli in paesi d’origine in cui potrebbero essere perseguitati. Se accordi ci sono, bisognerebbe che dessero ragione di questi punti. In assenza di questo credo che le preoccupazioni siano più che legittime.
Quindi cos’è che non funziona?
Non funzionano complessivamente le politiche migratorie del governo italiano e, in parte, anche dell’intera Europa, che ha delle politiche migratorie non lungimiranti. Il problema è anche di presenza a livello europeo per ottenere una politica europea più adeguata. Qui si sta scaricando tutto sul momento finale dell’espulsione. L’illusione della diga, della fortezza assediata che non consente ingressi, sostituisce il governo dei fenomeni migratori. La rinuncia a delle grandi politiche migratorie, sostituita dalle politiche della paura e delle dighe, si scarica in questi momenti drammatici che sono i naufragi al largo delle coste o i respingimenti di questo tipo.
C’è un difetto di trasparenza da parte del governo?
Assolutamente sì. Il governo dovrebbe dare spiegazioni e chiarimenti. Mi sembra che gli istituti giuridici di riferimento non siano stati esplicitati in maniera adeguata dal governo.
C’è anche la preoccupazione di quello che attende in Libia questi rimpatriati. Con un paragone estremo si può ricordare che non si estradano cittadini di paesi in cui c’è la pena di morte...
L’art. 19 del testo unico sull’immigrazione lo dice esplicitamente: è vietato sia il respingimento sia l’espulsione verso uno Stato in cui ci sia il rischio di persecuzione. Quali garanzie ci sono negli accordi? Noi non lo sappiamo. Credo che sia legittimo richiede quali garanzie offre un paese di cui, fino a un mese, si è detto che non rispettava i diritti umani. Se ci sono delle garanzie che la Libia oggi, la Tunisia domani, danno, si controllerà che quanto pattuito effettivamente avvenga, altrimenti delle cambiali in bianco mi sembrano francamente a dir poco imprudenti.
Simbolicamente che significano questi ponti-aerei?
I ponti aerei sono il segnale di un fallimento della nostra politica migratoria.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< giugno 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie più cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog è di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










17/06/2019 @ 20.57.09
script eseguito in 547 ms