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 .. sleeping ..... di Lunadicarta
 
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I crimini sono creati dal parlamento; perché c'è bisogno di un poliziotto per fare un criminale. Non si diventa criminali infrangendo la legge, ma standoci lontano.

Margaret Eleanor Atwood
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 16/11/2004 @ 14:39:21, in Magistratura, linkato 1442 volte)

LETTERA APERTA DEI MAGISTRATI ITALIANI SULLA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO


Al Ministro della Giustizia

Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura

Siamo magistrati della Repubblica Italiana.
Siamo impegnati ogni giorno in condizioni difficili nel compito di applicare la legge, dirimere le controversie tra i cittadini, accertare la responsabilità delle persone accusate di delitti. Decidiamo della libertà delle persone, dei loro beni, della tutela dei diritti.
Siamo consapevoli del fatto che spesso le decisioni arrivano troppo tardi e non sempre i bisogni e le aspettative di giustizia sono soddisfatte.
Da anni chiediamo, tramite la nostra associazione, al Governo e al Ministro, a cui compete l’organizzazione del servizio, di fornire i mezzi e le strutture necessarie a rendere il servizio adeguato alle esigenze dei cittadini e agli standard degli altri paesi dell’Unione Europea.
Da anni, allo stesso scopo, chiediamo anche interventi di riforma sulle procedure e sui codici. E più volte abbiamo offerto contributi di proposta elaborati sulla base della nostra esperienza professionale.
Inoltre, da tempo abbiamo proposto una riforma del sistema dei controlli che assicuri una migliore professionalità di tutti i magistrati.
Le nostre richieste sono sempre rimaste inascoltate. Anzi gli stanziamenti per la giustizia si riducono ogni anno e nemmeno consentono di affrontare le spese minime necessarie per il funzionamento degli uffici. Le riforme legislative approvate negli ultimi tempi, con interventi di settore e privi di una visione organica, hanno confuso il quadro legislativo, appesantito le procedure, rendendo ancora più lunga e tormentata la durata dei processi.
In questa situazione il Parlamento si appresta ad approvare una riforma dell’ordinamento giudiziario, che riscrive le regole di organizzazione della magistratura.
Secondo noi questa riforma è sbagliata e inutile e, per molti aspetti, incostituzionale.
Con questa riforma i magistrati dovranno dedicare buona parte del loro tempo a studiare per preparare i numerosi concorsi che dovrebbero scandire la loro carriera, sottraendo tempo ed energie alla attività di indagine e alla preparazione delle cause.
Inoltre i magistrati saranno meno liberi, in quanto la loro carriera non dipenderà più dall’organo di autogoverno previsto dalla Costituzione, il Consiglio Superiore della Magistratura, ma, in molti aspetti, dal Ministro e dai vertici della gerarchia interna.
La separazione di fatto delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri e la attribuzione di amplissimi poteri di indirizzo e di controllo ai vertici degli uffici di Procura portano alla creazione di un corpo separato e rigidamente gerarchizzato e rappresentano un rischio serio per le garanzie dei cittadini e per l’eguaglianza di tutti i cittadini: questa riforma contrasta con la Costituzione che impone l’unità della magistratura e porrà le premesse per la collocazione del pubblico ministero nell’orbita del potere politico.
Con questa riforma i cittadini non avranno una giustizia più celere e più efficiente.
Ma solo magistrati meno liberi e indipendenti.
Per questo chiediamo di non approvare questa riforma.
E chiediamo che ognuno, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, si impegni per realizzare le riforme utili alla giustizia.

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Di Loredana Morandi (del 14/11/2004 @ 23:59:58, in Magistratura, linkato 1497 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Confermata l'astensione e stabilite le ulteriori iniziative

Il Senato, dopo la ulteriore accelerazione del contingentamento dei tempi, ha approvato la riforma dell'ordinamento giudiziario senza alcuna modifica significativa. L'ANM, raccogliendo gli inviti al dialogo, non ha mancato fino all'ultimo di fornire il suo contributo di approfondimento e di proposta.

Il Governo ha dimostrato una totale chiusura di fronte agli appelli al dialogo e alla unanime critica degli operatori della giustizia e del mondo accademico. Il ricorso alla fiducia alla Camera, il metodo dei maxiemendamenti, il ricorso al contingentamento dei tempi sono indici della volontà di rifiutare il confronto con le ragioni del dissenso.

Il sistema di carriera assurdo ed ingestibile, la struttura gerarchizzata del Pm, la separazione delle funzioni tra giudici e Pm che, di fatto, si tradurrà in una separazione definitiva di carriere, il sistema disciplinare fortemente condizionante l'indipendenza di decisione dei magistrati: queste le linee portanti della controriforma che pone in crisi il diritto dei cittadini ad avere un giudice indipendente da ogni altro potere e opera nella direzione opposta a quella di processi più rapidi ed efficaci.

Il Ministro Castelli forse farà passare una riforma davvero "epocale", ma solo perché peggiorerà il funzionamento della giustizia e diminuirà le garanzie dei cittadini.

Si tratta di una riforma che, se approvata, porrà a rischio la indipendenza della magistratura modificando l'equilibrio tra le Istituzioni dello Stato.

Il Comitato Direttivo Centrale

approva la delibera della Giunta Esecutiva Centrale che ha calendarizzato, in adempimento del mandato ricevuto dal CDC del 26 settembre 2004, per il giorno 24 novembre 2004 l'astensione dalle udienze con le modalità stabilite dal codice di autoregolamentazione;

invita le Giunte Distrettuali ad organizzare per tale giorno pubbliche ASSEMBLEE aperte al contributo del mondo giuridico, personale amministrativo e società civile;

delibera di trasmettere ai Presidenti del Senato e della Camera l'"Appello al Parlamento" con cui l'ANM, nel ribadire la preoccupazione di fronte ad una cattiva riforma e, per molti aspetti, contraria allo spirito della Costituzione, si augura che il Parlamento trovi spazio per un ulteriore confronto ed approfondimento;

delega la Giunta a predisporre una Lettera Aperta, indirizzata al Ministro della Giustizia ed al Vice Presidente del CSM, da sottoporre alla firma di tutti i colleghi, al fine di rappresentare le gravi condizioni in cui operano i magistrati,  la necessità di avere gli strumenti indispensabili per rendere un servizio adeguato ai bisogni di giustizia, evidenziando che con la riforma non si avranno processi né più rapidi ne più efficienti;

dà mandato alla Giunta Esecutiva Centrale, allargata ai segretari dei gruppi associativi, di presentare la Lettera Aperta con le firme dei magistrati al Ministro della Giustizia e al Vice Presidente del Csm il 23 novembre 2004;

dà mandato alla GEC di riconvocare in via di urgenza il CDC dopo la giornata di astensione dalle udienza per valutare ogni ulteriore iniziativa.

Roma, 14 novembre 2004

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Di Loredana Morandi (del 14/11/2004 @ 23:57:48, in Magistratura, linkato 1373 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Comitato Direttivo Centrale

Signor Presidente del Senato della Repubblica,
Signor Presidente della Camera dei Deputati

Una riforma dell'ordinamento giudiziario che migliori la giustizia è necessaria, ma deve essere attuata in conformità con i principi fondamentali della Costituzione, come esige la VII Disposizione transitoria.

L'ANM, in spirito di profondo rispetto per le prerogative del Parlamento, ribadisce oggi netto dissenso e vivissima preoccupazione di fronte ad un testo che, se approvato, porrà a rischio la indipendenza della magistratura, modificherà l'equilibrio tra i poteri dello Stato, diminuirà le garanzie dei cittadini.

I magistrati hanno il diritto e il dovere civile di esprimere l'opinione maturata sulla base della esperienza professionale specifica, unendosi  alla  critica  ripetutamente espressa dagli altri operatori della giustizia e dal mondo accademico.

Purtroppo vi è stata finora totale chiusura alle ragionate valutazioni e alle proposte alternative, che l'Anm ha costantemente prospettato, nel rispetto delle attribuzioni del Parlamento.

Un sistema di carriera anacronistico, farraginoso ed ingestibile, in contrasto con il principio della pari dignità di tutte le funzioni (art. 107 comma 3 Cost.), che  peggiorerà la qualità professionale della magistratura; una struttura rigidamente gerarchizzata del Pm, che  renderà meno indipendente ed efficace la attività di indagine; una separazione dei percorsi professionali dei giudici e pubblici ministeri che si tradurrà in una separazione definitiva di carriere; un sistema disciplinare che insidierà l'indipendenza di giudizio del magistrato; una erosione delle attribuzioni che l'art. 105 della Costituzione riserva al Consiglio Superiore della Magistratura: queste le linee portanti di una riforma che pregiudica il diritto dei cittadini ad un giudice indipendente da ogni altro potere. Tutto ciò nella perdurante assenza di qualsiasi intervento  per rendere i processi più rapidi e le decisioni efficaci.

Ci auguriamo che il Parlamento voglia riesaminare la scelta per una riforma che riteniamo sbagliata e inidonea ad assicurare migliore funzionalità ed efficienza del servizio giustizia, con una magistratura professionalmente più qualificata.

Signor Presidente del Senato della Repubblica, Signor Presidente della Camera dei Deputati, quello che è in discussione è un  rilevantissimo intervento normativo sull'assetto di uno dei poteri dello Stato, con ripercussioni dirette sulla tutela dei diritti delle persone.

Il fatto che il testo da ultimo presentato per l'approvazione definitiva continui a suscitare la netta contrarietà della magistratura associata e della cultura giuridica, richiede che si trovi spazio per ulteriore confronto e approfondimento.

Roma, 14 novembre 2004
Il Comitato Direttivo Centrale

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Di Loredana Morandi (del 14/11/2004 @ 23:55:30, in Magistratura, linkato 1521 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il controllo della pubblica opinione sull'operato della magistratura è elemento stesso della democrazia.
Ma campagne di delegittimazione e insulti nei confronti del magistrati, soprattutto se provengono da esponenti delle istituzioni, danneggiano la giustizia e minano la credibilità delle istituzioni.
In questi ultimi giorni un pubblico ministero di Milano è stato accusato di golpismo ed accanimento giudiziario solo per avere nella funzione di pubblica accusa presentato le sue motivate richieste al giudice.
Nella trasmissione televisiva del servizio pubblico "Porta a Porta" sul caso Cogne è stato consentito di accusare, senza replica, i magistrati che hanno condotto le indagini di coprire i veri responsabili dell'omicidio.
In Calabria una indagine giudiziaria ha fatto emergere un quadro di delegittimazione orchestrata ai danni di magistrati impegnati nei confronti della criminalità organizzata.
I magistrati di sorveglianza di Roma sono stati oggetto di aggressione solo per aver applicato dei benefici previsti dall'ordinamento penitenziario e dalle leggi collegate.
L'ANM esprime stima e solidarietà a questi colleghi nella convinzione che un corretto sistema istituzionale non può tollerare l'offesa e la delegittimazione della funzione giurisdizionale.

Roma, 14 novembre 2004
Il Comitato Direttivo Centrale

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Di Loredana Morandi (del 14/11/2004 @ 23:51:48, in Magistratura, linkato 1573 volte)

Su ricorso della RdB/CUB Pubblico Impiego, la magistratura del lavoro ha bloccato le elezioni per il rinnovo delle RSU che dovevano tenersi, come in tutto il Pubblico Impiego, da lunedì prossimo 15 novembre al 18 novembre al Ministero delle Infrastrutture.

La RdB/CUB P.I. era ricorsa alla Magistratura in quanto, nonostante un accordo sindacale sottoscritto da tutte le OO.SS. del  Ministero avesse stabilito che le RSU si sarebbero dovute eleggere a livello regionale, unico luogo in cui si effettua la contrattazione, un blitz dell'Amministrazione aveva deciso, di concerto con Cgil, Cisl e Uil, di spostare tutto a livello provinciale.

Il Magistrato ha accolto il ricorso, bloccato le elezioni e intimato di rifare tutta la procedura prevedendo il voto regionale.

Soddisfazione è stata espressa da Giuliano Greggi della Direzione nazionale RdB/CUB pubblico impiego soprattutto perché è stato restituito un senso e un ruolo alle RSU "non aveva senso far votare i lavoratori per delle RSU provinciali che non avrebbero mai potuto intervenire nella contrattazione, poiché questa avviene a livello regionale, ora è chiaro chi vuole davvero far avere un ruolo ai delegati eletti dai lavoratori e chi invece - Cgil, Cisl e Uil - vuole solo contarsi."

Roma, 13 novembre '04
p/Direzione nazionale RdB/CUB P.I.
Giuliano Greggi

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Di Loredana Morandi (del 13/11/2004 @ 21:40:16, in Magistratura, linkato 1434 volte)

Magistratura Democratica
Sezione napoletana

DIFENDERE LA COSTITUZIONE
un impegno per i diritti e l'uguaglianza

 
20 novembre 2004 ore 10
Istituto per gli Studi Filosofici
Palazzo Serra di Cassano   -   Napoli
 
Prof. Pietro Ciarlo  ordinario diritto costituzionale
Una riforma sbagliata

Dott. Alfredo Guardiano  magistrato
Quali organi di garanzia?

Intervengono:
Dott.Vincenzo Albano magistrato
Prof. Gianfranco Borrelli ordinario storia delle dottrine politiche
Avv. Danilo Risi  giuristi democratici
Dott. Carlo Verna giornalista rai - coordinatore associazione art. 21

Coordina:
Dott. Luca Semeraro  magistrato

La Costituzione è - non da oggi, ma oggi più che mai - in pericolo. E occorre, perché resista, l'impegno di tutti quelli che la considerano un punto fermo per la nostra fragile democrazia.

A questo impegno non intendiamo sottrarci.

Sarà presentata l'AGEmdA 2005 di Magistratura Democratica.
365 giorni in compagnia (e in difesa) della Costituzione.

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Di Loredana Morandi (del 13/11/2004 @ 21:35:49, in Magistratura, linkato 1345 volte)

Le requisitorie del p.m. di Milano nel processo a carico dell'on.le Berlusconi per la corruzione di giudici sono state pesantemente criticate da molti commentatori. Purtroppo ancora una volta le legittime critiche sono state accompagnate dal tentativo di screditare il magistrato e il suo ufficio (comizio politico, aberrante gestione della giustizia, atto politico, nucleo di magistrati che fanno politica nelle aule di giustizia ecc.), con attacchi che hanno ormai dell'automatismo. Il CSM ha più volte ribadito principi che, per la verità, attengono al protocollo minimo del rispetto delle istituzioni: i provvedimenti giudiziari possono essere anche radicalmente criticati ma non è ammissibile screditare i magistrati e la funzione che essi svolgono.

Proprio in questi giorni, peraltro, il CSM ha aperto una pratica al fine di valutare i gravissimi fatti di Reggio Calabria che, se accertati, richiederanno un tempestivo intervento a tutela dei magistrati ingiustamente perseguitati dalla criminalità organizzata.

La tutela dei magistrati impegnati in delicati procedimenti è un fondamentale presidio a salvaguardia della giurisdizione, che dovrebbe essere comune a tutte le istituzioni e a coloro che le rappresentano.

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Di Loredana Morandi (del 13/11/2004 @ 21:20:55, in Magistratura, linkato 1461 volte)

Questo blog si dichiara fan di:

Ilda nazionale e del collega Colombo!

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI MONZA


 
Da anni ormai sono state assunte nel nostro paese una serie di iniziative legislative il cui intento dichiarato è quello di risolvere i problemi della giustizia nell'interesse del cittadino. Al contempo però si riducono le risorse finanziarie compromettendo, in concreto, il funzionamento dell'attività giudiziaria. L'Associazione Nazionale Magistrati ha più volte denunciato l'inadeguatezza di talune iniziative legislative rispetto il raggiungimento degli scopi dichiarati nonché la loro sostanziale incompatibilità con il controllo di legalità e l'uguaglianza dei diritti che la giurisdizione dovrebbe assicurare ai cittadini.
Riteniamo utile discutere questi temi con coloro che, nel contesto di differenti ruoli e competenze, hanno motivo di confrontarsi quotidianamente con i problemi del "pianeta giustizia".
 
Invitiamo quindi la cittadinanza a partecipare all'incontro dibattito sul tema
 
Riforme della giustizia: problemi reali e soluzioni apparenti
 
che si terrà il giorno 26 NOVEMBRE 2004 alle ore 20,45  presso la SALA della CULTURA ­ via G. Longhi 3 ­ Monza- ingresso a fianco cinema Capitol
 
Interverranno: 
Edmondo Bruti Liberati  - Presidente dell' Associazione Nazionale Magistrati
Raffaele Cascella ­ direttore della Associazione Industriali Monza e Brianza
Antonino Nasone - segretario nazionale sindacato UIL Giustizia
Raffaele Della Valle - avvocato
Piercamillo Davigo ­ Presidente della sezione Milanese ANM

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Di Loredana Morandi (del 11/11/2004 @ 19:33:54, in Magistratura, linkato 1462 volte)

UNITA' PER LA COSTITUZIONE

Verso la mutazione costituzionale

Il Senato ha approvato - nella sovranità legislativa che non può essere discussa - la (contro) riforma dell'ordinamento giudiziario non recependo alcuna osservazione, in termini di incostituzionalità, irrazionalità, incoerenza architettonica, che la cultura giuridica di questo Paese aveva progressivamente sviluppato. Non solo la magistratura dunque, ma l'avvocatura, l'accademia, l'intelligenza scientifica.

Con legge ordinaria si sta realizzando una mutazione costituzionale di un ordine dello Stato che, per patto costituente, deve rimanere autonomo e libero per assicurare il controllo di legalità e l'attuazione della giurisdizione nel rispetto del principio di uguaglianza. La magistratura viene aggredita in questa struttura e rimodellata per assetto piramidale mentre la giustizia - intesa come servizio efficiente e garantito - non beneficia di alcun intervento migliorativo.

Se il processo legislativo di questa riforma - che riporta la storia agli anni in cui la gerarchizzazione delle Procure ed un certo conformismo fra poteri dello Stato assicurava una giustizia stabile intesa come la non attivazione di processi - non politici in quanto non accettabili- ma che avessero ricadute sul piano politico- si compirà fino alla promulgazione del testo da parte del Capo dello Stato, dovremo ricostruire uno statuto di magistrato costituzionale.

La magistratura associata ha sempre ricercato un confronto sereno sui temi tecnici - e continuerà a farlo per senso istituzionale anche dopo l'eventuale promulgazione della legge- ma oggi deve registrare una sordità, che non  può non risultare sospetta, da parte della maggioranza di Governo. In tal senso tutte le componenti dell'ANM hanno svolto un ruolo di mera opposizione di ragione al progetto riformatore che non ha mai assunto derive di opposizione politica. Unità per la Costituzione non lo avrebbe accettato.

La scelta di calendarizzare una giornata di sciopero - durante la quale si troveranno a protestare congiuntamente contro questa riforma avvocati penalisti e magistrati anche se per ragioni opposte - costituisce la risposta doverosa e necessaria che scandisce la tappa di un percorso già tracciato.

L'astensione dall'attività giudiziaria - inserita in un contesto di ulteriori iniziative di confronto con il mondo politico e sociale - rappresenta una sofferta e contenuta manifestazione di disagio che una istituzione ha il dovere di comunicare. Nella speranza (doverosa) che le altre raccolgano questo segnale e tornino a riflettere.

Milano 11 novembre 2004 
                                      
Fabio Roia 
Segretario Generale Unicost

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