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 .. tempo di segreti ..... di Lunadicarta
 
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Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma a causa di quelli che osservano senza dire nulla.

Albert Einstein
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 17/06/2011 @ 09:36:15, in Magistratura, linkato 1579 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Sulla situazione del Tribunale di Vibo Valentia

 
L’ANM ha da tempo denunciato la drammatica situazione degli uffici giudiziari e i rischi derivanti dai continui tagli alle risorse, dal blocco delle assunzioni del personale amministrativo, dalla mancanza di investimenti sull’innovazione tecnologica.

A soffrire in particolare sono gli uffici giudiziari del meridione d’Italia, già fortemente esposti a causa delle infiltrazioni della criminalità organizzata in ampi settori della pubblica amministrazione e della società.

Le ultime allarmanti notizie giungono oggi dal Tribunale di Vibo Valentia, presso il quale non possono essere celebrati i processi  a carico dei detenuti, a causa della mancanza di fondi per l’acquisto di carburante per i veicoli addetti alla traduzione dei detenuti. Episodio che si innesta nella drammatica situazione di quel Tribunale, già ben oltre i limiti di sostenibilità: carenze di organico nel personale di magistratura, nel personale amministrativo e anche nel personale delle forze dell’ordine in misura ben superiori a quella fisiologica; risorse del tutto inadeguate e mezzi obsoleti.

Oggi la giustizia in Italia rischia letteralmente di bloccarsi a causa di una amministrazione miope e indifferente alle esigenze relative anche al funzionamento minimo dei servizi essenziali. Il rischio di implosione degli uffici giudiziari è ormai dietro l’angolo. Oggi tocca a Vibo Valentia, domani ad un altro ufficio, dopodomani a tutti.

Chiediamo al Ministro della Giustizia, cui la Costituzione assegna il compito di garantire il funzionamento degli uffici, di adottare con urgenza tutti i provvedimenti necessari ad impedire la paralisi dell’attività
giudiziaria.

Roma, 15 giugno 2011

La Giunta esecutiva centrale
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Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Sulla proposta di nomina di magistrati alla
Procura Generale della Cassazione

 
Con la legge n. 44 del 2002 è stato introdotto l’obbligo per i componenti uscenti del CSM di rientrare nell’ufficio di provenienza e il divieto di concorrere per uffici direttivi e semidirettivi nei due anni successivi alla cessazione del mandato.

Scopo della norma è quello di garantire l’immagine di imparzialità dell’organo di autogoverno ed in particolare di evitare anche l’ombra di un sospetto di atteggiamenti di favore nei confronti dei componenti uscenti.

Inoltre non va dimenticato che all’interno della magistratura è da tempo in corso un dibattito sul ruolo delle correnti e sul rischio che l’impegno nell’attività associativa e negli organi di autogoverno possa divenire
veicolo di percorsi professionali privilegiati.

La recente decisione della III Commissione del CSM di proporre per l’incarico di Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione su nove posti disponibili ben quattro componenti uscenti dell’ultimo CSM appare oggettivamente in contrasto con lo spirito della disciplina sopra ricordata e per questo rischia di appannare l’immagine di imparzialità dell’organo di autogoverno.

E’ evidente, infatti, che al di là di ogni valutazione sul merito della proposta della Commissione, sulla quale l’ANM non può e non vuole ovviamente esprimere giudizi, la decisione, per i margini di discrezionalità che queste nomine consentono e soprattutto per la singolare coincidenza dell’elevato numero di consiglieri uscenti proposti, si presta ad essere interpretata come un atteggiamento di favore nei confronti degli ex consiglieri.

Roma, 15 giugno 2011

La  Giunta esecutiva centrale
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Di Loredana Morandi (del 17/06/2011 @ 09:51:23, in Magistratura, linkato 1324 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

I fatti che emergono dall'inchiesta di Napoli, nei confronti del magistrato in aspettativa per mandato parlamentare Alfonso Papa, appaiono oggettivamente gravi e inquietanti. L'Anm chiederà al collegio dei probiviri di valutare con urgenza la compatibilità di alcuni comportamenti con l'appartenenza alla Anm.

Pur nel pieno rispetto del principio costituzionale di non colpevolezza, riteniamo che la credibilità di una associazione come la nostra si misuri sulla capacita di dare risposte immediate e visibili sulla questione morale.

Roma, 15 giugno 2011

Luca Palamara – presidente
Giuseppe Cascini – segretario generale
Antonello Ardituro – vice presidente
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Di Loredana Morandi (del 18/06/2011 @ 18:24:10, in Indagini, linkato 1474 volte)
Antifemminismo?
Ma quanta ignoranza?




Come prologo a quella che sarà soltanto una spiegazione dettata dalla logica, mi permetterò un commento da definirsi "gossipparo": "Quando Timperi cesserà la sua campagna a favore dei padri tirchi ed egoisti, sarà auspicabile che la Rai dedichi a lui e al suo amico Magalli orari ben diversi da quelli dedicati alle casalinghe, preferendo ad esempio i programmi in notturna. Perché le poverette saranno pure ignoranti ma certo non meritano tal pubblica esposizione di viltà ed egoismo personale".

Ciò detto ricopio tal quale l'estratto di una sentenza della Suprema Corte di Cassazione trovata su un blog anonimo, che clona l'iniziativa editoriale su web di un collettivo di Donne:

"In mancanza di diverse disposizioni, la somma fissa mensile versata per il mantenimento per i figli al genitore collocatario, non costituisce un mero rimborso delle spese sostenute dal collocatario nel mese corrispondente, bensì la rata mensile di un assegno annuale, determinato tenendo conto di ogni altra circostanza emergente dal contesto e in funzione delle esigenze della prole rapportate all'anno, con la conseguenza che, il genitore non collocatario, non può ritenersi esonerato dall'obbligo di corresponsione dell'assegno per il tempo, in cui i figli, in relazione alle modalità di esercizio del diritto di visita disposte dal giudice o concordate tra le parti, si trovino presso di lui ed egli pertanto provveda in via esclusiva al loro mantenimento".

La Suprema Corte "spiega" in breve la "natura" giuridica ed economica dell'assegno di mantenimento dei figli minori. A questa appone la premessa sul lavoro delle corti precedenti con la frase: "In mancanza di diverse disposizioni".

Quindi l'alta Corte afferma che: il cd "assegno vitalizio per i figli" non è da considerarsi un mero risarcimento per le spese sostenute (si intenda per risarcimento la restituzione di somme già spese), bensì la rata mensile di un "assegno annuale", che è devoluto alla prole in funzione delle esigenze rapportate all'anno (vitto, alloggio, i pannolini, la scuola, lo sport, il dentista, gli occhiali e le altre visite specialistiche non convenzionate, il cambio delle scarpe e dell'intero guardaroba durante la crescita più rapida in tenera età, che diviene più costosa a 15 anni quando il ragazzo o la ragazza desidera il capo firmato).

Ovvero: la Corte in quel breve scritto dichiara che il contributo mensile devoluto ai figli è il "rateo" della parte di spese annuali di cui è competente quel genitore, che non convivendo con il minore NON è costretto ad anticipare e sostenere in prima battuta TUTTE le spese concernenti il buono stato di salute fisico e sociale del minore.

Novità assoluta nel deserto della conoscenza: la parte dell'assegno destinata alla ex moglie, in presenza di altri redditi anche a carattere occupazionale, si deve iscrivere nella Dichiarazione dei Redditi e, se ricorre il caso, si tratta di denaro tassabile.

La Magna Carta, redatta di pugno dai Padri Costituenti, giuro, non c'entra. Ed è fuorviante, anche per la redattrice (sì, rispondo ad una donna), chiamare la Costituzione a sproposito e sul dato oggettivo dell'ottima esposizione verbale della sentenza.

Pur non essendo io un giurista conosco abbastanza il Diritto per dichiarare che a mio avviso nessun quesito proposto contro ad una esposizione tanto chiara, potrebbe mai resistere di fronte alla Corte Costituzionale, cioè di fronte all'organismo istituzionale preposto a verificare la validità, l'aderenza e l'efficacia delle Leggi e la loro "perfetta" applicazione.

E ne sono talmente convinta che mi sento di affermare: il ddl 957 e il suo gemello sono tali da generare fin dalla prima applicazione il quesito costituzionale. Salvo poi cadere alla sferza giusta e impietosa della Costituzione con la "bocciatura" dell'incostituzionalità. Ma dove si è visto mai, se non nel terzo mondo, trattare i bambini come merce o pacco postale?

Nella fattispecie di questo caso (mi si permetta un virtuosismo poetico) l'ex partner, già  probabile pessimo marito e padre tirchio, di comune accordo con il suo "stalker giudiziario" (si legga l'avvocato), ha ritenuto opportuno intasare di facezie ed inutilità il lavoro dei Tribunali italiani fino alle sezioni civili della Corte di Cassazione, ledendo di fatto i Diritti Costituzionali di tutti i cittadini ad avere accesso e fruibilità dei servizi della Giustizia, tutto ad integrale beneficio di quell'unico portafoglio tirchio, cattivo ed egoista.

Per la prima ed ultima volta in vita mia voglio dare ragione al Tirchio piacione televisivo: "E' vero, certi avvocati dovrebbero essere radiati dall'Albo".

Lo sfascio del sistema Giustizia in Italia è certo responsabilità degli avvocati, una marea umana di persone la cui professionalità sta via via scemando dai lidi dei Tribunali, per orientarsi verso le consulenze, la mediazione e altre fonti reddituali. Ivi comprese tutte le possibili azioni extragiudiziarie e dolose, fino alla truffa, alla associazione per delinquere, allo stalking, all'omicidio e alla politica di assoldare pregiudicati per molestare e diffamare persone per bene e/o gli avvocati della controparte.

La donna cui è dedicata questa mia spiegazione non è degna di alcuna citazione. Di lei posso dire che è giovane, non è bella e certamente non ha figli. Con estrema franchezza la invito a moderarsi nelle esternazioni, perché la Vita potrebbe ritrovarla tra qualche anno sola, con un figlio portatore di handicap e un ex marito tirchio o violento, scelto a caso tra uno di coloro che sta frequentando oggi. Attenzione significa solo attenzione.

Il sotto processo per maltrattamenti familiari di Firenze, lo stesso che mi metteva alle calcagna uno stalker pedofilo condannato a nove anni di reclusione oggi in carcere, mi legge. Così a lui dico: sono io che ti stampo ogni passaggio diffamatorio e posso garantirti che li rivedrai tutti in Tribunale.

A lei come conclusione della spiegazione: il Diritto di Famiglia è un argomento serissimo, l'elemento fondante la società civile e giuridica. Non può e non deve essere affrontato con la superficialità delle debuttanti allo sbaraglio o con l'aspirazione ad un Grande Fratello mediatico. Men che mai  tale Diritto può essere scritto ad personam (ma val la pena di parlare qui di "ad portfolio") o con lo sfruttamento commerciale della vita altrui.

Libero di offendersi colui che certamente si riconosce:

Avvocato! Ma che razza di persone !? Questi qui sono un presto pregiudicato e una saputa insipida.  Se ella non sa scegliersi neppure un laureato, allora perché ricorrere ad una società che inquina il web e i socialnetwork di queste miserabili intellettualità?

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 19/06/2011 @ 08:32:51, in Magistratura, linkato 1410 volte)

Forse se ne occuperà la Prima Commissione presieduta dal laico del Pd, Guido Calvi

Caso P4 all'esame del Csm venerdì

 

Il comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura esaminerà venerdì prossimo le carte dell'inchiesta napoletana sulla P4, che sono state consegnate a Palazzo dei Marescialli dal pm Henry John Woodckock. L'organo di vertice del Csm dovrà decidere a chi trasmettere gli atti, che riguardano il parlamentare del Pdl e magistrato fuori ruolo Alfonso Papa

 
ROMA -  Un'inchiesta "basata sul nulla", aveva attaccato ieri il premier Silvio Berlusconi. E quel giudizio sulla vicenda della cosiddetta P4 è tornato ad infiammare lo scontro con le toghe che fanno quadrato attorno all'inchiesta dei colleghi napoletani Woodckock e Curcio. A Mondello, dove la corrente di maggioranza di Unicost è riunita per il suo congresso, c'era anche il procuratore aggiunto di Napoli Franco Curcio, che coordina l'inchiesta. Lui non ha parlato, com'è suo costume, hanno commentato i colleghi. Ma è il leader dell'Anm che è sceso in campo ancora una volta per difendere i pm dopo gli ultimi attacchi venuti dal presidente del Consiglio e da altri esponenti della maggioranza: "Assistiamo al solito metodo: ancora una volta si tenta di delegittimare i magistrati in indagini che possono in qualche modo investire la politica". "Lasciamo lavorare i magistrati", è l'invito che ha rivolto Luca Palamara, che ha ricordato: "La rilevanza penale dei fatti sarà valutata nelle sedi competenti".

Ma in difesa del lavoro dei colleghi hanno fatto quadrato anche i vertici delle due principali correnti della magistratura. Le vicende sulla cosiddetta P4 impongono "oggi più che mai, massima intransigenza e rigore nel perseguire ogni comportamento deviante o opaco dei singoli magistrati", lo "impone la credibilità dell'azione della magistratura", ha messo nero su bianco in un documento la segreteria di Unicost, nelle cui file ha militato in passato proprio una delle persone coinvolte nell'inchiesta, il deputato Pdl e magistrato in aspettativa Alfonso Papa. "Vanno censurati - ha sottolineato ancora - ogni strumentalizzazione delle proprie funzioni ed ogni rapporto con centri di potere che esuli da finalità istituzionali. Chi quotidianamente è chiamato a svolgere il controllo di legalità nei confronti dei cittadini non può tollerare al suo interno comportamenti che non siano improntati a massima trasparenza ed onestà".

Quel che però non si può tollerare, ha avvertito il leader di Unicost Marcello Matera, è il "costume ormai abituale" di attacchi ai pm che rischiano di "delegittimare" e "turbare la serenità" degli inquirenti. "Noi seguiamo e rispettiamo il lavoro dei pm. La magistratura deve poter svolgere liberamente il proprio lavoro, poi si giudicherà. Aspettiamo con serenità l'esito degli accertamenti".

Per Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, "l'attacco del premier all'inchiesta dei pm napoletani sulla P4 è la vera anomalia del nostro sistema istituzionale". Il leader Piergiorgio Morosini ha tenuto a precisare che le vicende che stanno emergendo dall'inchiesta sono da verificare, ma "se dovessero essere confermate da elementi di prova, i magistrati fuori ruolo che hanno utilizzato i loro contatti nella magistratura per condizionare azioni penali e di autogoverno della magistratura dovrebbero essere almeno espulsi dall'Anm".

Intanto venerdì le carte dell'inchiesta saranno esaminate dal comitato di presidenza del Csm. L'organo di vertice dell'organo di autogoverno delle toghe - guidato dal vice presidente Michele Vietti, e del quale fanno parte anche i vertici della Cassazione, il primo presidente Ernesto Lupo e il pg Vitaliano Esposito - dovrà decidere a chi trasmettere gli atti consegnati ieri a Palazzo dei Marescialli dal pm Henry John Woodckock Quasi certamente ad essere investita sarà la Prima Commissione, competente sui trasferimenti d'ufficio per incompatibilità dei magistrati. La commissione è presieduta dal laico del Pd, Guido Calvi, il quale già ieri aveva assicurato che il Csm si sarebbe occupato della vicenda.



Ultima Modifica: 18 giugno 2011, 19:41
http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-0f313ce3-20aa-4601-b713-aed24a054af2.html
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Di Loredana Morandi (del 19/06/2011 @ 08:35:25, in Magistratura, linkato 1461 volte)

Il premier sul sottosegretario: "È sereno, inchiesta sul nulla"

Magistrati: P4
"vicenda inquietante"

 

"La magistratura ha bisogno di crediilità" dice il presidente dell'Anm Palamara, a proposito dell'inchiesta che ha coinvolto il giudice in aspettativa e deputato Pdl Alfonso Papa. Secondo i pm di Napoli, Papa e il faccendiere Bisignani farebbero parte di un'organizzazione che ricercava notizie segrete per favorire nomine e appalti o ricattare membri delle istituzioni. Della vicenda si occuperà il Csm


ROMA - Luigi Bisignani sarà interrogato lunedì pomeriggio dal gip Luigi Giordano che nei giorni scorsi ha firmato nei suoi confronti l'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari. L'interrogatorio di garanzia, che si svolgerà nell'ufficio del magistrato al dodicesimo piano della Torre B del Palazzo di Giustizia, è l'unico fissato dal gip nell'ambito del procedimento sulla cosiddetta P4, la presunta associazione segreta che, secondo i pm, avrebbe raccolto informazioni riservate da utilizzare per fare pressioni o esercitare ricatti su esponenti delle istituzioni. Non si presenteranno davanti al giudice, infatti, il sottufficiale dei carabinieri Enrico La Monica, che da alcuni mesi si è stabilito in Senegal, né il deputato del Pdl Alfonso Papa per il quale l'esecuzione dell'ordinanza di custodia in carcere è sospesa in attesa delle decisioni della Camera. I legali di La Monica hanno preso oggi contatto con il gip, ma appare azzardata al momento l'ipotesi che l'indagato intenda tornare in Italia per difendersi dalle accuse.


Va sottolineato che il gip non ha condiviso la sussistenza di elementi a sostegno dell'accusa di associazione segreta, così come non ha accolto la richiesta di misura cautelare a carico di Bisignani in riferimento a sei dei nove capi di imputazione contestati al 56enne uomo d'affari, in particolare per quanto riguarda la rivelazione di alcune notizie coperte da segreto (per le quali resta comunque indagato). Gli arresti domiciliari sono stati disposti esclusivamente per tre ipotesi di favoreggiamento: ovvero le notizie riservate fornite da Papa su una inchiesta in cui era coinvolta un'amica di Bisignani, Stefania Tucci e in cambio delle quali l'uomo d'affari avrebbe garantito il proprio interessamento per l'elezione di Papa in Parlamento; le informazioni su indagini in corso da parte della magistratura fornite a Lorenzo Borgogni, coinvolto nell'inchiesta Finmeccanica, e all'imprenditore Alessandro Bondanini.

L'interrogatorio di Bisignani riveste grande importanza per l'indagine condotta dai pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio. È lui, già al centro di alcune tra e più eclatanti inchieste della prima Repubblica come quella della maxitangente Enimont, il perno dell'indagine secondo i pubblici ministeri che lo definiscono "dirigente d'azienda, mediatore e procacciatore d'affari, di fatto ascoltato consigliere dei vertici di alcune delle più importanti aziende controllate dallo Stato come l'Eni, il Poligrafico dello Stato e la Rai".

Le reazioni suscitate dagli sviluppi della vicenda P4 sono un mix di sconcerto e riprovazione negli ambienti del palazzo di Giustizia di Napoli dove Alfonso Papa ha svolto per una decina di anni l'attività di pubblico ministero. Dopo le reazioni ufficiali da parte dell'Associazione nazionale magistrati, che ieri ha sollecitato i probiviri a intervenire sul caso Papa, oggi si registrano le dichiarazioni di Vincenzo Galgano, ex procuratore generale di Napoli. "Che Alfonso Papa fosse una pecora zoppa a Napoli lo sapevano tutti. Infatti lo frequentavano in pochi e io non ero tra questi", ha detto Galgano, ora in pensione, a margine di un convegno al quale ha partecipato il suo successore, Vittorio Martusciello. "Casi come questi, però, sono rari - ha aggiunto - il collega Martusciello, che torna a Napoli dopo 29 anni, trova una situazione che è cambiata in meglio".

Silvio Berlusconi è pronto a mettere la mano sul fuoco per Gianni Letta. Tanto che l'inchiesta sulla cosiddetta 'P4' lo lascia "serenissimo. È un'inchiesta sul nulla. Letta è un galantuomo, un servitore delle istituzioni". Queste le parole del presidente del Consiglio, riferite da Michaela Biancofiore, che lo ha incontrato a Palazzo Grazioli. Anche la deputata del Pdl che è andato dal Cavaliere per parlare dei problemi interni al partito è pronta a "mettere le mani sul fuoco per Letta".

Berlusconi, sempre secondo il resoconto della Biancofiore, non è preoccupato per l'appuntamento di domenica a Pontida, quando Umberto Bossi parlerà al suo popolo. Per il premier "l'asse con Bossi è forte ed assolutamente saldo", ha ribadito il premier alla deputata.

"Una vicenda inquietante" la cosiddetta P4, la magistratura "ha bisogno di credibilità e discontinuità rispetto a comportamenti e fatti con cui non vogliamo avere nulla a che fare". Lo dice il presidente dell'Anm Palamara, tornando sulla vicenda che ha coinvolto Alfonso Papa, parlamentare del Pdl ma anche magistrato in aspettativa. Intanto Unicost, la corrente di maggioranza dei magistrati dice no a "commistioni tra magistratura, politica, alta amministrazione, o addirittura comitati d'affari".

"Il Csm farà il suo dovere istituzionale se e quando sarà investito, adottando i provvedimenti di sua competenza". Così il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se il Csm interverrà sulla vicenda dei magistrati coinvolti nell'inchiesta sulla cosiddetta P4.
Vietti non ha voluto esprimere giudizi su quanto sta emergendo dall'indagine: "Non parlo sulle inchieste in corso. Istituzionalmente e per formazione sono una persona che rispetta i principi del garantismo. Per questo non valuto mai le inchieste per impressioni".



Ultima Modifica: 18 giugno 2011, 00:27
http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-18c1ce05-8f5e-432a-ae90-12d28a7b798c.html?refresh_ce
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Di Loredana Morandi (del 19/06/2011 @ 09:22:27, in Magistratura, linkato 2327 volte)
Una delicata vicenda in merito alla quale mi sento di esprimere la mia solidarietà al dott. Ferraro, perché il CSM ha probabilmente preso un abbaglio e spero in un sollecito chiarimento. Di satanismo, naturalmente, non so nulla, anche se come il mio intero quartiere guardo con timore all'Hilton, il grande albergo che affaccia su p.le Clodio (ove si troverà certo il fascicolo delle denunce), perché da anni e anni sono note  alla popolazione le messe nere che vi si celebrano. 
Sul fatto che l'esercito sia nella massoneria e viceversa, invece, non ho il minimo dubbio.
Dall'ordine dei Frati Francescani all'Aereonautica Militare (Alam) e più di un deputato, generale, questore, ecc.. (Goi) fino al quotidiano Il Fatto che ha tra i suoi scrittori la parente di un famoso Gran Maestro, più volte ascoltato nell'aula bunker del Foro Italico, per giungere infine a Genchi, che per presentare il suo libro dalla sicilia ha fatto il tour delle Logge: la Massoneria è ovunque nello Stato. In merito si rileggano anche le dichiarazioni del Gran Maestro Raffi del giugno dello scorso anno. L.M.




Ferraro sospeso dal CSM:

ha denunciato una setta in ambito militare


Roma – IL Consiglio Superiore della Magistratura giovedì scorso ha deliberato di collocare in aspettativa per infermità, per quattro mesi, il Pubblico Ministero di Roma Paolo Ferraro. Il provvedimento è stato adottato con una procedura d’urgenza, motivata dalla asserita gravità ed attualità dell’ inidoneità del magistrato «ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio». Il provvedimento del CSM prende le mosse dalle denunce presentate dal dottor Ferraro circa l’esistenza di «una setta satanica massonica esistente in ambito militare» che, secondo la sua prospettazione, potrebbe avere connessioni anche con i fatti di Ascoli Piceno, concernenti l’assassinio di Melania Rea.

Il magistrato ha annunciato che, unitamente ai suoi legali, rivelerà dati, fatti, vicende patite nonché l’anomalia del procedimento cui è sottoposto in una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 giugno, alle ore 16,00, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma.

Contro detto provvedimento, avente efficacia immediata, i legali del dottor Ferraro, Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, hanno annunciato un ricorso al TAR Lazio, che sarà presentato nei primi giorni della prossima settimana. «Il procedimento cautelare seguito dal CSM – riferiscono gli avvocati del magistrato – risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma, nonché arbitrario, atteso che non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”. Il CSM, poi, ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte del 2011 – attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato – ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi. In definitiva, il CSM ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi della procura di Roma, con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce».


Redazione Stato Quotidiano
http://www.statoquotidiano.it/


***La Rassegna

Melania, pm Ferraro sospeso per infermità ma perizie dimostrano l’opposto

 
Nuovi dettagli sul provvedimento che il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) ha preso nei confronti di Paolo Ferraro, magistrato romano d'un tratto ritenuto inadatto "ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio". Una vicenda che, nonostante sembri passare perlopiù inosservata sulle emittenti televisive ma anche sui più importanti quotidiani, rimane oscura l'ufficialità della decisione: Parolo Ferraro è stato sospeso per quattro mesi per motivi di salute, nonostante lui si dichiari perfettamente abile e a suo sostegno ci siano diverse perizie mediche. Se si fosse maliziosi, verrebbe da pensare che qualcuno ha interesse a far passare il magistrato per un 'mezzo matto'. Ma per quale motivo?

Setta satanica e giallo di Ripe - Paolo Ferraro da diverso tempo si interessa di quello che, se appurato, potrebbe essere una sorta di vaso di Pandora capace di destabilizzare i piani alti delle istituzioni: il magistrato ha condotto in prima persona un'indagine su una presunta setta satanica, a cui avrebbero aderito anche alcuni esponenti dell'esercito, un gruppo segreto che si riunirebbe in eventi dove confluirebbero riti esoterici e banchetti a base di sesso e droga. Ad avvalorare questa pista ci sarebbero anche dei files audio che contribuirebbero a dissolvere qualsiasi dubbio sulla tesi del magistrato.
L'indagine di Ferraro potrebbe, a detta dello stesso, intrecciarsi anche con il delitto di Ripe di Civitella dove il 20 aprile fu ritrovata morta Melania Rea, moglie di un caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno.

Parola agli avvocati - A criticare aspramente il modo di agire del Csm, che si sarebbe contraddistinto per una celerità sconosciuta prima, giungono i commenti di Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, avvocati di Ferraro: "Il procedimento cautelare seguito dal Csm risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma. Non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”.
A insospettire i due legali un altro particolare: "Il Csm - hanno riferito gli avvocati del magistrato - ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte, private e pubblica del 2011, attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato, ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi".
Secondo Cecchetti e Carta, Ferraro sarebbe rimasto vittima della rancorosa rivalità con alcuni colleghi: "In definitiva, il Csm ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi della procura di Roma, con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce".

Conferenza stampa - Da parte sua, il magistrato non vuole far passare sotto silenzio quella che considera una vera e propria vendetta e così ha indetto una conferenza stampa per lunedì prossimo, alle ore 16, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma, viale Bruno Buozzi 87.

Simone Olivelli
http://www.newnotizie.it/2011/06/18/melania-pm-ferraro-sospeso-infermita-perizie-dimostrano-opposto/

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Magistrato denuncia una setta satanica massonica
in ambito militare e viene sospeso dal CSM



Sabato 18 Giugno 2011 07:54

Conferenza stampa del Magistrato il prossimo lunedì. Roma, 18 giu - Il Consiglio Superiore della Magistratura giovedì scorso ha deliberato di collocare in aspettativa per infermità, per quattro mesi, il Pubblico Ministero di Roma Paolo Ferraro. Il provvedimento è stato adottato con una procedura d’urgenza, motivata dalla asserita gravità ed attualità dell’ inidoneità del magistrato «ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio».

Il provvedimento del CSM prende le mosse dalle denunce presentate dal dottor Ferraro circa l’esistenza di «una setta satanica massonica esistente in ambito militare» che, secondo la sua prospettazione, potrebbe avere connessioni anche con i fatti di Ascoli Piceno, concernenti l’assassinio di Melania Rea.
Il magistrato ha annunciato che, unitamente ai suoi legali, rivelerà dati, fatti, vicende patite nonché l’anomalia del procedimento cui è sottoposto in una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 giugno, alle ore 16,00, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma, viale Bruno Buozzi 87.

Contro detto provvedimento, avente efficacia immediata, i legali del dottor Ferraro, Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, hanno annunciato un ricorso al TAR Lazio, che sarà presentato nei primi giorni della prossima settimana.

«Il procedimento cautelare seguito dal CSM – riferiscono gli avvocati del magistrato – risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma, nonché arbitrario, atteso che non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”. Il CSM, poi, ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte del 2011 - attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato – ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi. In definitiva, il CSM ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi della procura di Roma, con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce».

http://www.grnet.it/news/95-news/2868-magistrato-denuncia-una-setta-satanica-massonica-in-ambito-militare-e-viene-sospeso-dal-csm.html
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Di Loredana Morandi (del 20/06/2011 @ 16:54:47, in Magistratura, linkato 1437 volte)
P4: PALAMARA (ANM),
PER LE TOGHE SCELTA POLITICA
SIA IRREVERSIBILE
 

(ASCA) - Roma, 17 giu - ''Chi va in politica, non torni piu' indietro alla toga. Bisogna andare seriamente verso una scelta irreversibile''.

Lo dice ai microfoni di 'Storiacce' di Radio 24 Luca Palamara, presidente dell'Anm, indicando come strada l'introduzione di ''una legge a riguardo''.

''Per il magistrato che entri in politica, la scelta deve diventare irreversibile, trovando meccanismi che tutelino il diritto lavorativo, ma -aggiunge Palamara- dobbiamo porci il problema dell'apparenza della terzieta' e imparzialita' delle toghe''.

Sulla questione morale, sollevata di nuovo dall'inchiesta sulla P4, Palamara sollecita ''paletti fermi'' sul ''meccanismo di trasparenza, attraverso il quale il magistrato e' chiamato a partecipare alla vita politica e sugli incarichi fuori ruolo''. Per il presidente dell'Anm, ''bisogna limitare i casi di magistrati fuori ruolo'' e evitare che ''siano opachi i meccanismi, che portano i magistrati ad incarichi esterni''. Palamara ricorda anche i ''codici etici introdotti l'anno scorso nell'Anm'' dopo lo scandalo P3, e auspica che ''anche la politica abbia lo stesso coraggio di affrontare cio' che al proprio interno non funzioni''.  com-min
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Di Loredana Morandi (del 20/06/2011 @ 16:56:09, in Magistratura, linkato 1444 volte)
I pm padani proprio no.  L.M.

Giustizia/ Anm a Bossi:
Nessuno si permetta di dividere toghe

Palamara: singolare contrapporre giudici provinciali

L'Anm replica alle parole del leader leghista Umberto Bossi sui 'giudici lumbard'. "Nessuno può permettersi di dividere i magistrati in ambiti territoriali", afferma il presidente del sindacato delle toghe Luca Palamara, evidenziando anche come l'inaugurazione di ieri a Bergamo abbia "celebrato una Scuola (della magistratura, ndr) fantasma, che non esiste". In ogni caso, commenta ancora il leader dell'Anm a margine del congresso della corrente di Unicost, è "singolare che mentre si vuole affermare un modello di giudice europeo alcuni vogliano contrapporre un modello di giudice provinciale".


Giustizia: pm padani;
Anm, nessuno divida i magistrati

Palamara, singolare contrapporre giudici europeo e provinciale

(ANSA) - PALERMO, 19 GIU - ''Si e' celebrata una Scuola fantasma, che non esiste. In ogni caso nessuno puo' permettersi di dividere i magistrati in ambiti territoriali''. Al leader della Lega che ieri ha definito lombarda la Scuola della magistratura inaugurata a Bergamo arriva l'altola' del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara. ''E' comunque singolare - nota Palamara, a margine del congresso di Unita' per la Costituzione - che mentre si vuole affermare il modello di un giudice europeo, alcuni vogliono contrapporre un modello di giudice provinciale''. (ANSA)

Governo, Maroni: “I magistrati sono contro di noi”. Anm: “Leggi sbagliate”

Il ministro Roberto Maroni, a nome del governo, da Pontida, afferma che “i magistrati sono contro di noi”. Pronta replica dell’Anm: “Le leggi sono sbagliate”. La nuova polemica fra l’Esecutivo e il sindacato delle toghe riguarda la legge sui clandestini, argomento per il quale Maroni è stato molto impegnato negli ultimi mesi: “Abbiamo contro tutta la magistratura che è a favore dei clandestini. Ma noi non molleremo mai. Uno che si chiama come me come fa a mollare?”. Poi il ministro dell’Interno aggiunge: “Abbiamo fatto un decreto per espellere i clandestini come facevamo prima. Abbiamo proposto di espellere anche i clandestini comunitari che non sono in regola”.

Il segretario di Anm, Giuseppe Cascini, dice che si tratta solo di “cattiva propaganda” e che la legislazione italiana in materia di immigrazione è in contrasto con i principi della Corte di Giustizia di Strasburgo: “Non è colpa della Magistratura se i politici non sanno fare le leggi”. In materia di riforma della Giustizia, per esempio, l’Anm dice che la prescrizione viola la Costituzione.

http://www.politica24.it/articolo/governo-maroni-i-magistrati-sono-contro-di-noi-anm-leggi-sbagliate/13605/


.. il precedente

Giustizia, l’Anm: “La prescrizione viola la Costituzione”

L’Anm torna sul tema della riforma della Giustizia in Italia e dichiara: “La prescrizione viola la Costituzione“. Stavolta è tutto il direttivo dell’associazione a prendere le difese del sistema giudiziario italiano. Palamara, il presidente, Ardituro, vice, e Cascini, segretario, in una nota, dichiarano che “il principio costituzionale della ragionevole durata del processo è un principio fondamentale cui l’ordinamento deve tendere con ogni mezzo, ma la riduzione dei termini di prescrizione nulla ha a che vedere con quel principio e rischia solo di determinare l’impunità per autori di gravi delitti”.

Secondo i magistrati “risolvere situazioni legate a singole vicende processuali con una norma sulla prescrizione, dichiaratamente destinata ad incidere sullo svolgimento di un processo in corso, e indirettamente con una modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, è punitiva e intimidatoria. Non era mai successo che l’attività legislativa venisse piegata in maniera così esplicita ad interessi particolari”.
 
Eppure, nei giorni scorsi, la Camera, a proposito del processo breve, ha approvato la prescrizione prevista dal nuovo testo dell’onorevole Paniz. A questa innovazione, i magistrati dell’Anm rispondono che “gli unici processi che potranno essere portati a termine saranno quelli nei confronti dei recidivi, mentre gli incensurati avranno ottime probabilità di restare tali per sempre. Inoltre è impensabile che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti di un incensurato si estingua, mentre debba proseguire quello per una truffa da cinque euro commessa da una persona già condannata, magari anni prima, per altro reato”.
 
L’Anm, poi, pone l’accento sulla responsabilità civile del giudice, affermando che “non si può sottoporre a giudizio di responsabilità civile il giudice di primo grado ogni volta che una sua decisione è annullata in appello e il giudice di appello, ogni volta che la sua decisione è annullata dalla Cassazione sia sottoposto a responsabilità civile”. Si tratta di uno scontro fra toghe e politica.
http://www.politica24.it/articolo/giustizia-l-anm-la-prescrizione-viola-la-costituzione/9869/
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Di Loredana Morandi (del 20/06/2011 @ 17:35:51, in Magistratura, linkato 1504 volte)
L'unica che ne fa cavallo di battaglia è la Sonia Alfano che: dopo le valige sioniste, dopo le logge ex P2 e le risate sull'esistenza della pedofilia, si fa pubblicare da Il Giornale e tenta una ennesima strada a destra attaccando Franceschini del PD. Mai personaggio peggiore fu candidato in IdV. L.M.

Antimafia: indagato procuratore aggiunto Dna Cisterna


Pignatone conferma iscrizione dopo dichiarazioni pentito

(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 17 GIU - Il procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Alberto Cisterna e' indagato dalla procura di Reggio Calabria per corruzione in atti giudiziari. La conferma e' venuta dal procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone che non ha voluto aggiungere altro. L'iscrizione di Cisterna nel registro degli indagati e' un atto dovuto dopo le dichiarazioni del boss pentito Antonino Lo Giudice che si e' autoaccusato degli attentati compiuti nel 2010 a Reggio. (ANSA).


Indagato il numero due dell'antimafia Cisterna:
"Pagato per una scarcerazione"

Venerdí 17.06.2011 11:02

Alberto Cisterna, numero due della procura Nazionale Antimafia dietro Pietro Grasso, è indagato per il reato di corruzione in atti giudiziari dalla procura di Reggio Calabria. L'inchiesta, scrivere il Corriere della Sera, è stata avviata dopo le dichiarazioni del nuovo pentito di 'ndrangheta Antonio Lo Giudice, che si è autoaccusato degli attentati del 2010 alla procura di Reggio e allo stesso Pignatone: "Per quanto riguarda la scarcerazione di Maurizio che si trovavfa in carcere èer i collaboratori di giustizia Paliano - ha detto Lo Giudice -, perché era andato definitivo, mi sembra che Luciano ne parlò con Alberto Cisterna.
Che, poi, dopo che ha avuto buon esito Luciano mi disse che gli aveva fatto un regalo, e mi fece intendere soldi, molti soldi". Secondo la testimonianza di Lo Giudice, dunque, per la scarcerazione di Maurizio, Luciano avrebbe pagato il magistrato antimafia: "Una grossa somma - dice" - senza specificare l'entità". Nonostante la vaghezza delle dichiarazioni, l'iscrizione nel registro degli indagati di Cisterna è stato un atto dovuto per procedere ad accertamenti.
Cisterna da parte sua ha negato ogni rapporto con Lo Giudice: "Sono in grado di dettagliare ogni più macroscopico fatto e ricondurlo nell'asoluta fedeltà delle leggi"


Mafia/Grasso: Cisterna?
Piena fiducia nella magistratura reggina

Reggio Calabria, 17 giu. (TMNews) - "Ho piena fiducia negli accertamenti dovuti da parte della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, di fronte alle dichiarazioni di un pentito". Cosi il procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso a commentato a TMNews la notizia, confermata, del coinvolgimento di uno dei suoi vice, Alberto Cisterna, in un indagine della magistratura di Reggio Calabria. "Anche in questo caso - ha poi proseguito Grasso - come del resto in qualsiasi altra vicenda processuale, si imporrebbe una riservatezza a tutela del buon andamento delle indagini e della reputazione delle persone".


Tolti scritti pentito da facebook Grasso

Maurizio Logiudice smentisce fratello su coinvolgimento pm

(ANSA) - REGGIO C., 20 GIU - Sono stati tolti dalla pagina aperta su facebook dai sostenitori del procuratore antimafia Piero Grasso, gli interventi del collaboratore di giustizia Maurizio Logiudice, fratello del boss pentito Antonino. Maurizio Logiudice contestava le dichiarazioni del fratello, che ai pm di Reggio ha raccontato che un altro fratello, Luciano, sarebbe intervenuto sul procuratore aggiunto della Dda, Alberto Cisterna, per fare ottenere la scarcerazione dello stesso Maurizio. Cisterna e' stato indagato.
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