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 ... fotografie... di Lunadicarta
 
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Il processo alla donna è una prassi costante. La vera imputata è la donna, perché solo se la donna viene trasformata in un'imputata si ottiene che non si facciano denunce per violenza carnale

Tina Lagostena Bassi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 23/05/2011 @ 17:15:07, in Magistratura, linkato 1402 volte)

Mills/ Processo rinviato al 18/6 senza stop prescrizione

Berlusconi il 30 e 31/5 non ci sarà per Mediatrade e Ruby


Milano, 23 mag. (TMNews) - Il processo a Silvio Berlusconi per la presunta corruzione di David Mills è stato rinviato al prossimo 18 giugno quando sarà recuperata l'udienza saltata a oggi a causa della malattia del testimone Diego Attanasio, l'armatore napoletano residente in Namibia e che al pari di Fininvest fu tra i clienti del legale inglese. Lo hanno deciso i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano i quali rispondendo all'avvocato Niccolò Ghedini il quale diceva di non poter garantire la partecipazione del premier all'udienza del 18 giugno, sabato, hanno detto che in caso di legittimo impedimento Attanasio sarà sentito lunedì 20 giugno, data fissata da tempo nel calendario del processo.

I giudici inoltre hanno detto di no alla prospettazione del pm di congelare il decorso della prescrizione fino al 18 giugno. "Ci sarebbero problemi enormi" sono le parole utilizzate dal presidente del collegio Francesca Vitale. All'inizio dell'udienza i giudici avevano indicato cinque date possibili di giugno per recuperare il tempo perso oggi. L'avvocato Ghedini, arrivato in aula nel pomeriggio, spiegava di non poter scegliere nessuna data, anticipando che i prossimi 30 e 31 maggio Berlusconi sarà a Bucarest per un incontro bilaterale e non potrà partecipare all'udienza preliminare Mediatrade e al processo Ruby. "Ma non ci saranno legittimi impedimenti perchè quelle date noi le abbiamo concordate. Il 13 giugno giorno del processo sui diritti tv di Mediaset ci sarà un impegno con gli israeliani" ha detto il legale.

Ghedini ha invitato i giudici a considerare che "abbiamo 4 processi da gestire, tutti vogliono farli, ma l'unico dove c'è rischio vicino di prescrizione è questo considerando la data del 12 gennaio indicata dal Csm. Il processo Mediaset scadrà a gennaio del 2014, Meidiatrade nell'ottobre del 2017 e Ruby nel 2025". "Dal 28 febbraio abbiamo celebrato 14 udienze dei vari processi - è la tesi di Ghedini - quindi anche se la situazione è complessa noi stiamo facendo il possibile. E altre udienze abbiamo concordato da qui allo stop per le ferie estive".

 
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Di Loredana Morandi (del 23/05/2011 @ 17:19:29, in Magistratura, linkato 1523 volte)

Diciannove anni dalla strage di Capaci... L.M.

L'attacco di Grasso al governo
"Come dialogare con chi ci insulta?"

Alta tensione al convegno organizzato nell'aula bunker del carcere dell'Ucciardone con il procuratore nazionale antimafia e il ministro della Giustizia Alfano

di ALESSANDRA ZIN ITI

Nel nome di Falcone e Borsellino Giovanni Minoli, da moderatore del dibattito in occasione del diciannovesimo anniversario della strage di Capaci, ci ha provato a smorzare i toni tra governo e magistratura sul tema della riforma della giustizia. Ma se il guardasigilli Angelino Alfano ha colto la palla al balzo dichiarando che "il governo lavorerà sempre per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, presidio di legalità e fondamento di uno stato di diritto", il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso non è arretrato di un centimetro rispetto al malcontento della magistratura. Anzi, la risposta del superprocuratore è stata dura e tagliente: "Smorzare la tensione? E' come cercare di dialogare con chi ti prende a schiaffi. Dobbiamo usare il Vangelo e porgere l'altra guancia. La delegittimazione rende tutto più difficile, ci danno del matto, maxiutospisti, cancro da estirpare". Un'ovazione di applausi all'interno dell'aula bunker interrompe Grasso che poi riprende per dire la sua sulla riforma della giustizia.

FOTO Il convegno nell'aula bunker dell'Ucciardone

"Questa, per altro, non è una riforma della giustizia, non è quella che i cittadini attendono, il processo breve, la possibilità per le vittime di avere giustizia, di essere risarcite. Questa casomai è una riforma del rapporto tra magistratura e politica". Angelino Alfano ci prova a difendere la sua riforma e usa parole di Giovanni Falcone tratte da una vecchia intervista a Repubblica: "Come chiedeva proprio Falcone stiamo lavorando per conseguire la tanto attesa separazione delle carriere".

Grasso non ci sta e ribatte: "Falcone voleva l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, però non si può pensare di dichiarare nella Costituzione il pm autonomo e indipendente, e poi togliergli la direzione delle indagini". Altra ovazione. Il clima si fa teso nell'aula-bunker e Minoli prova a mettere una pezza chiedendo ai due interlocutori di indicare ciascuno una qualità dell'altro.

Dopo un momento di esitazione, Grasso risponde: "Il ministro Alfano sa percepire al volo le priorità come ha fatto quando, all'inizio del suo mandato gli prospettai l'idea di Falcone di aggredire i patrimoni dei mafiosi dando la competenza alle Dda e il coordinamento alla Procura nazionale antimafia". Alfano rende merito al superprocuratore: "Grasso è un uomo delle istituzioni che non fa sconti al governo ma non si pone al servizio di nessuna parte politica".

Nell'aula bunker insieme ad altri due membri del governo, le ministre Maria Stella Gelmini e Stefania Prestigiacomo, Alfano e il ministro dell'Interno Maroni hanno colto l'occasione per annunciare la lotta contro le infiltrazioni mafiose nei partiti. Rispondendo ad un intervento dalla platea, Alfano ha detto: "I collusi se ne devono andare dal Parlamento, lo prevede la legge dopo una sentenza definitiva, se poi i partiti hanno la forza di cacciarli prima è molto meglio. Noi abbiamo sempre più depurato le liste, la politica deve mostrare gli attributi".

E Maroni, ricordando lo scioglimento di ben 35 comuni per infiltrazioni mafiose, propone: "Ora bisogna tradurre in legge quel codice deontologico preparato dalla commissione antimafia per evitare che nelle grandi città o nei piccoli comuni entri chi fa non l'interesse dei cittadini ma quelli della criminalità".

La Repubblica 23 maggio 2011
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Di Loredana Morandi (del 23/05/2011 @ 17:35:47, in Politica, linkato 1297 volte)
Dedicato alle senatrici Galloni e Porretti,
affinché riflettano in merito ai propri interlocutori.


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Di Loredana Morandi (del 23/05/2011 @ 20:06:09, in Osservatorio Famiglia, linkato 1399 volte)
PEDOFILIA: SALESIANI, PRENDEREMO
PROVVEDIMENTI CONTRO PADRE B.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Spronck_Hermann.jpg
Nella foto il superiore olandese Hermann Spronck
 

(ASCA) - Roma, 23 mag - La Curia generalizia dei salesiani e' ''costernata'' per il caso di padre B., il prete salesiano dell'associazione pro-pedofilia ''Martijn'', e si ''dissociano'' dalle dichiarazioni alla stampa di p. Herman Spronck, delegato per l'Olanda del provinciale dei salesiani, che ''sembrano relativizzare la gravita' del fatto''.

Il procuratore generale dell'ordine fondato da Don Bosco, p. Francesco Maraccani, annuncia che la sua Congregazione ''prendera' i dovuti provvedimenti disciplinari, conformemente ad un protocollo in atto gia' dall'anno 2002 e alle normative date dalla Chiesa su questa materia'' nei confronti di padre B. L'essere membro di un'associazione come ''Martijn'', ''e' assolutamente incompatibile con i principi e i valori della tradizione salesiana. Quindi disapproviamo in maniera ferma tale fatto e prendiamo le distanze da un simile comportamento personale di un singolo confratello.

Comprendiamo che questa notizia ha indubbiamente ferito ancora una volta la giusta sensibilita' di tante persone.

Comprendiamo il loro dolore e presentiamo le nostre scuse in nome dei Salesiani di don Bosco''.

asp/cam/ss
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Sprock: aggiormento giornalistico da Twitter

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Spronck_Hermann.jpg
Nella foto il superiore olandese Hermann Spronck

L'intervista girata dal salesiano Hermann Sprock, superiore per  Van B. il prete  pedofilo dello scandalo olandese, girata per la tv RTL è stata interamente tradotta in lingua italiana dal neerlandese dagli autori del blog cattolico Gli estremi confini e rilanciata dal blog "Messa in Latino", ove potete leggerla insieme all'interessante commento.

La notizia esplosiva delle 17 di oggi proviene direttamente da Roland Strijker, giornalista dell'emittente olandese Rtl. Il giornalista ha informato via Twitter i suoi lettori che p. Hermann Spronck, delegato salesiano, è stato rilevato da ogni ruolo di superiore dal padre "provinciale" per le Fiandre e l'Olanda, p. Jos Claes della Società di Don Bosco.

A quanto dichiara il giornalista, il religioso apologo della pedofilia è stato posto in una condizione sulla quale solo il Santo Padre Benedetto XVI ha facoltà di decidere, e se conservarne o meno lo status di "prete". Credo che la formula esatta sia "sospeso a Divinis", ovvero sospeso nell'esercizio delle cose divine, cioé quegli specifici uffici sacerdotali detti "ministeri".

L.M.
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Di Loredana Morandi (del 24/05/2011 @ 19:16:33, in Magistratura, linkato 1633 volte)
Giustizia/ Mi da Alfano:
Giovani toghe subito in Procura


"Rimuovere divieto legge Mastella"

Roma, 24 mag. (TMNews) - Magistratura indipendente, la corrente di minoranza dell'Anm, ha incontrato oggi il ministro della Giustizia Angelino Alfano, con una delegazione guidata dal segretario Cosimo Maria Ferri e dal presidente Stefano Schirò, alla quale hanno preso parte numerosi magistrati provenienti da sedi di Procura sparse in tutta Italia. Obiettivo dell'incontro sollecitato da Mi chiedere al guardasigilli "di abrogare o sospendere" il divieto di svolgere funzioni requirenti previsto per i magistrati di prima nomina nella legge Mastella.

"Il ministro - si legge in una nota di Mi - ha preso atto della situazione e, nonostante le note divergenze in merito alla riforma costituzionale della giustizia, ha assicurato un intervento in tempi rapidi per far fronte alle difficoltà presentate".

"Magistratura Indipendente - prosegue il comunicato - si è fatta portavoce della preoccupazione espressa da diversi procuratori per la mancata reiterazione del provvedimento che eccezionalmente ha reso possibile ai magistrati di prima nomina di svolgere funzioni requirenti. Tale deroga, infatti, andava incontro alla grave scopertura d'organico presente in magistratura soprattutto nelle sedi giudiziarie più disagiate, dove più allarmante è il radicamento della criminalità organizzata e più forte è la domanda di una giustizia rapida ed efficiente. Nel corso dell'incontro i procuratori hanno presentato al ministro la situazione descrivendo gli effetti favorevoli che sono seguiti all'ingresso dei giovani magistrati nelle procure e hanno chiesto di reiterare tale possibilità anche ai Mot (i magistrati di prima nomina, ndr) che dovranno scegliere fra breve la loro destinazione, non solo per quanto riguarda la Procure, ma anche per le funzioni di Gip e Gup e quelle giudicanti monocratiche penali , dal momento che quest'ultime, peraltro, sono esercitate anche dai giudici onorari".

"In pratica - spiega il segretario di Mi Cosimo Maria Ferri - vogliamo più giovani magistrati nelle Procure, convinti che possano adempiere efficacemente al proprio ruolo, portando negli uffici anche quell'entusiasmo, quello slancio e una buona dose di modernità che non guastano mai. La vera sfida è trovare una soluzione efficiente, praticabile ed idonea a rendere un servizio giustizia di qualità e di efficienza, nell'interesse dei cittadini. L'intervento normativo richiesto, a nostro parere, costituisce la soglia minima di efficienza".

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24/05/2011 - RAPPORTO 2011 SULLA FINANZA PUBBLICA
Corte dei conti: la crisi costa 106 mld
Tremonti: discutibili i dati su povertà

Per rispettare i vincoli europei sul debito occorrerà da parte dell'Italia un intervento del 3% all’anno, pari a 46 miliardi


ROMA - La Corte dei Conti tira le somme e quantifica il costo complessivo della crisi del 2008-2009: il Pil ha perso 140 miliardi a fine 2010. Perdita che salirebbe a 160 mld al 2013. Nel rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica, la magistratura contabile spiega inoltre che per rispettare gli impegni europei e raggiungere un rapporto fra debito pubblico e Pil pari al 60% l’Italia dovrà ridurre il debito del 3% all’anno, pari oggi a circa 46 miliardi. «Va tenuto conto - osserva la Corte dei Conti - delle implicazioni dell’inasprimento dei vincoli europei, ed in particolare della nuova regola, assistita da apposita sanzione di tipo praticamente automatico, secondo la quale i Paesi che registrano un rapporto fra debito pubblico e prodotto superiore al 60% dovranno ridurre lo scarto tra il dato effettivo e questo valore-soglia di un ventesimo all’anno (del 3% all’anno pari oggi a circa 46 miliardi nel caso dell’Italia)».

Allo stato, spiega la Corte dei Conti, gli sforzi necessari per rispettare gli impegni europei e conservare, quindi, «elevati valori di saldo primario» rendono «impraticabile» la riduzione delle tasse. Secondo la magistratura contabile il rispetto dei nuovi vincoli europei «richiede un aggiustamento di dimensioni paragonabili a quello realizzato nella prima parte degli anni ’90, per l’ingresso nella moneta unica». Tuttavia, osserva la Corte dei Conti, «a differenza di allora, gli elevati valori di saldo primario andrebbero conservati nel lungo periodo, rendendo permanente l’aggiustamento sui livelli della spesa, oltre che impraticabile qualsiasi riduzione della pressione fiscale, con la conseguente obbligata rinuncia a esercitare per questa via un’azione di stimolo sull’economia». E comunque una manovra non improntata alla crescita rischia di produrre «effetti depressivi» e di rivelarsi «non pienamente sostenibile». «Non può sottacersi - fa sapere la Corte dei Conti - il rischio che una manovra di bilancio impostata con dovuto rigore, ma non sostenuta da una adeguata strategia di crescita, eserciti effetti depressivi non auspicati e si riveli, per questo, non pienamente sostenibile».

Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti è intervenuto oggi definendo «francamente discutibile» la rappresentazione dell’Istat, secondo la quale un italiano su quattro è povero. «Leggi che un italiano su quattro è povero: alzi la mano chi di voi è povero», ha affermato Tremonti rivolgendosi alla platea. «È un campione di fallacia statistica?», si domanda il ministro. «La crescita di questo Paese certo non è sufficiente ma senza la tenuta del bilancio non ci sarebbe stata neanche questa insufficiente crescita», ha poi sottolineato Tremonti.

http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/403821/
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Anche io sono informata di questo da ieri, ma il problema vero è che nonostante quel sito abbia cambiato più provider dal 2000 ad oggi, l'attuale società di hosting sita ad Utrecht in Olanda, presso il quale è alloggiato un server di proprietà, potrebbe non volersene disfare.  Inoltre: l'IP del dominio è certamente olandese, ma i dns sono di una società di Duesseldorf in Germania. Per tutte queste ragioni e per il trend attuale dei media telematici, che divulgano troppi dati relativamente a queste organizzazioni, io non ho divulgato la notizia. Stante sia perfettamente visibile che quel sito sia organo di Nambla, di cui distribuisce la rivista insieme a diverse altre testate per pedofili europee. 

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-05-24_falsi_abusi_facebook.jpg

In Italia, dice don Di Noto, stiamo assistendo ad una vergognosa proliferazione di siti simili. L'autrice di Giustizia Quotidiana non può che sottoscrivere tale dichiarazione. Infatti, ad oggi, la mia statistica personale conta circa 70 siti redistribuiti da oltre 400 pagine facebook.  L.M.



PEDOFILIA: DON DI NOTO,
SITO MOVIMENTO DI PADRE B.

E' ANCORA ONLINE

(ASCA) - Roma, 24 mag - ''Il sito del movimento pedofilo cui appartiene padre B., il salesiano olandese pedofilo ''giustificato' dal suo superiore, padre Herman Spronck, e' ancora online perche' in quel Paese ''c'e' liberta' d'espressione'''. E da quel sito ''si possono raggiungere almeno altri 20 portali''. Don Fortunato Di Noto, fondatore dell'Associazione Meter, non ha mezzi termini nel sottolineare come, nonostante le prese di posizione e le denunce di Meter, ''nessuno si e' preoccupato di ricordare che in Olanda decine e decine di siti pedoculturali sono ancora online''.

''Non basta indignarsi - afferma il sacerdote -, ma bisogna agire'', ''sul fronte dello sfruttamento sessuale dei bambini dobbiamo fare una azione comune e non settoriale''.

Auspicando la rapida ''approvazione della Convenzione di Lanzarote ferma al Parlamento da tre anni'', che contiene una norma che rende reato ''l'istigazione alla violenza tramite la pedofilia culturale'', don Di Noto rammenta di avere fino ad oggi ''inviato 625 segnalazioni, pari a 17.125 siti''.

Sottolineando la ''vergognosa proliferazione'' di questi siti anche in Italia, informa di avere segnalato alla Polizia postale, Compartimento di Catania, ''un Gruppo italiano su Facebook, nato da pochissime ore, e gia' inondato di scritte e adesioni, con commenti ''carne tenera' e ''bambini per tutti'''.

asp/mau/ss
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CAMERE CIVILI - PRIMO RAPPORTO SULL'AVVOCATURA

Avvocati: per il 94% il futuro è "nero".
Continua lo scontro Oua-Cnf sulla conciliazione

Una avvocatura concentrata sulla qualità delle prestazioni e alla ricerca di rimedi per tamponare la crescita “abnorme del numero di iscritti all’albo”. Professionisti favorevoli con percentuali bulgare alle “specializzazioni” ma attraverso un percorso graduale. Mediamente soddisfatti anche del Ddl di riforma dell’ordinamento forense in discussione alla Camera. Ma che nel 94% dei casi vedono “nero” quando si parla del futuro della professione. È questa la fotografia che viene fuori dal “Primo rapporto sull’avvocatura italiana - Passato, presente e futuro”, presentata questa mattina presso la sede del Consiglio nazionale forense a Roma, da Renzo Menoni, presidente dell’Unione nazionale camere civili, alla presenza del presidente del Cnf Guido Alpa.

Il programma dei lavori

 

CONTINUA LO SCONTRO SULLA MEDIAZIONE

Una mattinata "densa" per i legali italiani, divisa tra la riflessione e lo scontro sulla mediazione civile. Infatti, sempre nelle stesse ore si è svolta anche l’Assemblea convocata dall’Oua con le rappresentanze degli Ordini e delle Associazioni forensi contro la obbligatorietà della media-conciliazione. Domani, invece, sarà la volta del Cnf e degli Ordini.

L’Oua ribadisce il suo “no” al tavolo Cnf Alfano
Per il presidente Maurizio de Tilla: “Nessuno può chiudere un accordo con il ministero della Giustizia per una media-conciliazione che presenta gravi aspetti di incostituzionalità, è irrispettosa della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e viola i diritti dei cittadini.  Questo è un patto inaccettabile contro la volontà dell’avvocatura affermata unanimemente nel Congresso nazionale forense”.

 

Da qui l’invito dei vertici dell'Organismo unitario al Cnf di rivedere la propria posizione. “Dobbiamo avere - ribadisce il presidente de Tilla - tutti la schiena dritta. Il Ministro Alfano, ha teso una trappola micidiale. Sanare “l’eccesso di delega” con una legge. Mi rivolgo, quindi agli avvocati che sono andati dal Ministro: come fate a non accorgervi di ciò. Non prestate il fianco né assumete un ruolo di sponda della politica ministeriale.”


“Si legge sui giornali - ha concluso de Tilla - che il Cnf sta per chiudere con il ministro Alfano e con il ministero della Giustizia un accordo per conto dell’avvocatura. Ciò non è possibile: il Cnf non ha alcun potere in proposito. La gran totalità degli Ordini e l’intera avvocatura conferiscono tale mandato all’Oua  e al Cnf, insieme, sugli stessi obiettivi, in attuazione delle decisioni congressuali. Se qualcuno delle rappresentanze forensi non è d’accordo, l’Oua  è pronta a deliberare la convocazione di un Congresso straordinario”.

 

Alpa, riguadagnare gli spazi persi

Contro il tentativo di marginalizzare l’avvocatura, è intervenuto, questa mattina, alla presentazione del Rapporto sull’avvocatura, il presidente del Cnf Alpa. Solo una battuta sulla mediaconciliazione: “Ieri c’è stata una discussione al Cnf con l’Oua e le associazioni sulla presenza dell’avvocato e anche sul contributo della professione allo smaltimento dell’arretrato, fra le possibilità si è richiamata anche la proposta sulla negoziazione assistita”. Nessuna anticipazione, dunque, rispetto alla riunione convocata per domani sul tema a cui sono invitati tutti i presidenti dei Consigli degli ordini.


Sul tema, più generale della crisi dell’avvocatura, secondo Alpa,per riguadagnare terreno la via d’uscita è quella di “riprendersi gli spazi che competono alla professione”. Così è per l’attività extragiudiziale che “non può essere lasciata nelle mani di altre categorie che non danno le stesse garanzie di tutela dei diritti che solo i professionisti legali possono fornire”. “Se il ruolo nel processo - ha detto Alpa - è garantito dalla Costituzione, tutto il resto non può essere abbandonato”. No, dunque, ad una ricostruzione “ingenua” che vede “i notai come il presidio della legalità, i commercialisti alla base dello sviluppo economico”, lasciando fuori gli avvocati che invece “possono stare su questi temi. E ciò nonostante il numero. Non è il numero infatti che aumenta il contenzioso”.

 

L’INDAGINE DELLE CAMERE CIVILI

L’indagine dell'Unione delle camere civili e del Centro studi dell'avvocatura italiana, con la collaborazione del Consiglio nazionale forense e della Cassa forense, è frutto di un questionario inviato ai Presidenti dei Consigli degli ordini e ai presidenti delle Camere civili. i primi hanno risposto nel 40% dei casi, i secondi nel 50 per cento. Nessuna pretesa di esaustività, però, per il presidente dell’Unione camere civili, Renzo Menoni, che ha chiarito “le riposte servono solo a fornire elementi utili alla discussione sui temi critici della professione”.


Accesso

Il 92% dei presidenti degli ordini e il 95% dei presidenti delle Camere civili reputano eccessivo o abnorme il numero degli iscritti al proprio albo. Per il 93% e il 100% è la più grave emergenza. Per porvi rimedio l’intervento più utile (66% e 70%) è l’introduzione del numero chiuso alla facoltà di giurisprudenza. In secondo luogo (48% e 60%) il cambiamento dell’esame di abilitazione, con l’eventuale introduzione del numero programmato. Necessari più controlli anche durante il percorso della pratica forense (41% e 46%). Sì alla verifica finale (28% e 34%).

 

Specializzazioni

Sono utili e indispensabili per l’85% e l’87% della professione, per tutti gli avvocati (64% e 72%), e non dunque solo per i giovani (15% e 14%). Negativo, invece, per il 45% e il 75% il giudizio espresso sul regolamento delle specializzazioni. Circa i 2/3, infatti, sono favorevoli a un passaggio graduale attraverso macroaree perché il regolamento è troppo dettagliato. Sì all’accorpamento nelle tre aree base di civile, penale e amministrativo con l’eventuale aggiunta di tributario e diritto dell’unione europea.


Formazione

I presidenti dei Consigli degli ordini confermano all’87% l’importanza del ruolo dei consigli stessi nella formazione. Per le  Camere civili, al 58 per cento, invece, essi devono essenzialmente controllare e coordinare. Mentre le associazioni incassano un sì per il 95% e 96 per cento.


Riforma ordinamento forense

Il giudizio è positivo per il 66% e il 57%. Gli elementi che piacciono di più sono: l’introduzione delle specializzazioni, l’abolizione delle tariffe minime, la disciplina della formazione, la riserva nella consulenza stragiudiziale, la riforma del procedimento disciplinare e dell’accesso agli esami di avvocato.


Futuro professionale

La quasi totalità trova oggi condizioni di lavoro peggiori rispetto a quando ha iniziato (97% e 92%). L’82% ritiene che in futuro sarà ancora peggio. Le emergenze da affrontare sono: il numero eccessivo degli iscritti: 93% e 100%; l’abbassamento del livello deontologico (72% e 75%), diminuzione del lavoro (43% e 49%), diminuzione del reddito (41% e 39%).


Rappresentanza

L’opportunità di una distinzione tra rappresentanza istituzionale e politica trova una risicata maggioranza nelle risposte dei presidenti degli Ordini (54% contro 46%) e una maggioranza più larga nelle risposte dei presidenti delle camere civili (67% contro 33%). Per l’81% dei presidenti degli Ordini, la rappresentanza politica andrebbe con loro condivisa (81%). Modesta la percentuale di coloro che hanno dichiarato che l’Oua possa esercitare anche funzioni di rappresentanza istituzionale (15% e 10%). Mentre  la rappresentanza politica è attribuita all’Oua dall’88% e 72 per cento.

Documenti e Approfondimenti

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Spunta la contabilità di Anemone:
ci sarebbe anche la caparra per la casa di Scajola


Dopo qualche mese di silenzio, si torna a parlare dell'imprenditore Diego Anemone e della sua lista. Stavolta, però, si tratta di un nuovo elenco, trovato nel computer della sua segretaria Alida Lucci: nella lista apparirebbero acquisti di elettrodomestici e pezzi di arredamento, ma anche pagamenti di bollette e case, a favore di politici, ma non solo.

Secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbe anche un documento che attesterebbe uno stanziamento di 900mila euro per l'acquisto della casa dell'allora ministro Claudio Scajola vicino al Colosseo, di cui Anemone versò anche la caparra di 200mila euro. A favore di Scajola ci sarebbe anche un versamento di un milione di lire, risalente al 2001, per saldare i conti dell'autista dell'ex ministro.

Nella lista appaiono anche i nomi dell'ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi, di monsignor Francesco Camaldo, del cardinale Sepe e della figlia dell'ex capo della Protezione Civile, Giulia Bertolaso.

Fonte: Il Sole 24 ore
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