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 acqua ..... di Lunadicarta
 
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Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.

Horacio Verbitsky
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 16/04/2011 @ 08:58:58, in Estero, linkato 2200 volte)

Una vera e propria rassegna stampa sull'assassinio di Vittorio Arrigoni è impossibile, soprattutto perché ovunque possono annidarsi alcune falsità. Vero che la Palestina abbia perso l'unica voce libera italiana e costante, e dava fastidio a coloro che bombardano la popolazione civile inerme. Perché, come diceva Luigi Einaudi: "Non c'è Giustizia dove non c'è Libertà". La situazione politica generale a Gaza, e personale del volontario, è descritta con la piena consapevolezza del "vivere nei territori" anche sul sito Terra Santa Libera a questo link. Ne consiglio senz'altro la lettura. L.M.

Ucciso a Gaza il pacifista italiano

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R.Es.

Era un uomo umile, ricorda la madre, Egidia Beretta: «Sono orgogliosa di lui. Pensava a fare del bene a quella gente, si sentiva palestinese e viveva come loro. Non so perché abbiano scelto Vittorio, non riesco a spiegarmelo». È la stessa cosa che a Gaza si chiedono gli amici di Vittorio Arrigoni, il pacifista 36enne di Bulciago in Brianza rapito e poi ucciso da un gruppo di estremisti salafiti. «È venuto dall'altra parte del mondo - racconta alla Bbc un palestinese davanti all'ospedale di Gaza - ha lasciato il suo Paese e la sua famiglia e la sua vita, è venuto qui per spezzare l'assedio, e noi lo uccidiamo? Perché?».
Un portavoce di Hamas, il movimento militante che di fatto governa la Striscia di Gaza, parla di «un crimine contro l'umanità e contro i valori del popolo palestinese». L'uccisione di Arrigoni è una sfida dei radicali che hanno soffocato il loro prigioniero senza neppure aspettare la scadenza dell'ultimatum, le 16 di ieri pomeriggio - la liberazione di Vittorio in cambio di quella di alcuni loro militanti e di un loro leader, arrestato il mese scorso. Gli uomini di Hamas lo hanno trovato nella notte tra giovedì e venerdì dopo aver fatto irruzione in un appartamento nel Nord di Gaza City: «Un barbaro assassinio», commenta la Farnesina. Vittorio Arrigoni è il primo ostaggio straniero che viene ucciso a Gaza.
Era soprannominato «Utopia»: può forse bastare questo per inquadrare Vittorio Arrigoni, pacifista convinto pronto a rischiare tutto in nome del proprio ideale. Faceva parte dell'International Solidarity Movement ed era arrivato a Gaza nell'agosto 2008. Da qui aveva raccontato per "Il Manifesto" l'offensiva israeliana su Gaza e attraverso un blog, "Guerrilla Radio", aveva dato voce alle sofferenze quotidiane dei palestinesi. In tre anni si era dunque conquistato l'affetto della popolazione di Gaza, di cui aveva sposato la causa e che sosteneva facendo anche da scudo umano ai contadini al confine con Israele o ai pescatori che si avventuravano oltre le tre miglia dalla costa, dove scatta il blocco israeliano.
Ma si era guadagnato anche molte minacce, tanto dall'estrema destra israeliana che dai salafiti islamici, che lo consideravano troppo vicino al Governo nemico di Hamas. I compagni che hanno riconosciuto il suo corpo hanno detto che perdeva sangue dalla nuca, e che «sui polsi aveva i segni delle manette». Vittorio sembrava già senza vita nel video trasmesso dai suoi rapitori, che lo hanno mostrato bendato e sanguinante: lo hanno torturato, sostiene Debka, sito di informazione vicino all'intelligence israeliana, probabilmente sospettavano che Arrigoni li spiasse per conto di agenzie occidentali. Due dei miliziani sono stati arrestati durante il raid: i salafiti sono simpatizzanti di al-Qaeda che un rappresentante di Hamas ha definito «una banda di degenerati fuorilegge che vogliono seminare anarchia e caos a Gaza». L'Autorità nazionale palestinese manderà una propria delegazione in Italia. «L'orrendo crimine impone che si accertino la verità e le responsabilità per quello che è accaduto», ha scritto il presidente Giorgio Napolitano alla madre di Vittorio.

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La morte di Arrigoni smacco per Hamas. La Casa Bianca: atto vigliacco


di Elysa Fazzino

Italiano, attivista, cooperante, pro-palestinese, pacifista, giornalista. L'assassinio di Vittorio Arrigoni, condannato anche dalla Casa Bianca («nei termini più forti possibili, un atto di terrore senza senso e vigliacco», ha dichiarato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Tommy Vietor), è sulle prime pagine di molti siti web della stampa internazionale e risveglia nel mondo l'inquietudine per la questione palestinese. Molti siti hanno il drammatico video caricato su You Tube, dove l'ostaggio ha il volto contuso e gli occhi bendati e una scritta in arabo definisce l'Italia "lo stato infedele". Immagini d'archivio mostrano il militante sorridente, un pacco in spalla, la mano che fa il segno della V della vittoria.

I media britannici ricordano che è stato il primo straniero rapito a Gaza dal rapimento, quattro anni fa, del giornalista della Bbc Alan Johnston, liberato subito dopo che Hamas ha preso il controllo della striscia di Gaza nel giugno 2007. Gli organi d'informazione francesi notano che nessun ostaggio straniero era stato finora ucciso nel territorio dal suo "accesso all'autonomia" nel 1994. I salafiti che hanno rapito e ucciso Arrigoni "considerano Hamas, anch'esso un movimento islamico, troppo moderato", spiega il corrispondente della Bbc Jon Donnison. Fino al suo rapimento, aggiunge, si pensava che Hamas avesse eliminato la minaccia dei rapimenti a Gaza.

Hamas appoggia una versione "meno estrema" dell'Islam politico rispetto ai salafiti e di recente ha rafforzato la repressione sugli attivisti salafiti nella striscia di Gaza, scrive il corrispondente del Financial Times da Gerusalemme, Tobias Buck. Da quando Hamas ha preso il controllo della striscia, nel giugno 2007, "Gaza è stata considerata una destinazione sicura per giornalisti stranieri, lavoratori della cooperazione, diplomatici", osserva il Ft. Una valutazione che molto probabilmente – aggiunge - sarà sottoposta ad attento scrutinio, così come le precedenti supposizioni sul "grado di controllo esercitato da Hamas sulle frange estreme che operano a Gaza".

Il Guardian mette nel titolo il fatto che l'italiano ucciso era un attivista "per la pace". "Pacifista e blogger" lo definisce la notizia Reuters pubblicata sul sito web del quotidiano. "Attivista italiano rapito e assassinato a Gaza", titola il Times. La notizia è pubblicata con grande rilievo, e suscita numerose reazioni, sul sito del giornale francese Le Nouvel Observateur: "Gaza: militante pacifista italiano rapito e ucciso da un gruppo di salafiti". Roma condanna il "barbaro crimine" e il governo di Hamas promette di "braccare" i membri del gruppo.

Analogo rilievo su Le Figaro: "Un militante italiano, ostaggio dei salafiti, assassinato a Gaza". Il sommario sulla homepage del sito recita: "Questo giornalista, militante di un movimento pacifista pro-palestinese, era stato catturato giovedì da un gruppo salafita. Hamas promette di braccare gli autori di questo ‘crimine atroce'. Roma denuncia un gesto ‘vile e insensato' ". Le Figaro riferisce per esteso le dichiarazioni del portavoce del ministero dell'Interno di Hamas dopo il ritrovamento del corpo di Arrigoni. Le forze di sicurezza hanno trovato l'ostaggio ucciso da molte ore in modo atroce, secondo il rapporto del medico legale. "Le prime constatazioni indicano l'intenzione dei rapitori di uccidere, dato che è stato assassinato poco tempo dopo il rapimento". E molte ore prima della scadenza dell'ultimatum.

"Un militante pro-palestinese italiano assassinato a Gaza" titola Le Monde sulla homepage. Il quotidiano ha messo sul sito il comunicato con cui l'International Solidarity Mouvement (Ism) conferma la morte del suo militante. "Vik" era "un'anima generosa", scrive l'Ism, "scioccato e profondamente rattristato". "Non c'era stato nessun assassinio di stranieri a Gaza dal 1994", ricorda ancora Le Monde nella corrispondenza di Laurent Zecchini da Gerusalemme.

Per Hamas, accusato da Israele di collaborare con gruppi islamici radicali vicini ad Al Qaida, questo assassinio rappresenta un "serio rovescio politico". E questo - continua Le Monde - spiega la rapidità con cui il ministero dell'Interno di Hamas ha preso le distanze da questa azione, condannandola come "crimine atroce".

In un blog, Le Monde evoca la "sindrome libanese". Il dramma, osserva, "illustra le tensioni a Gaza tra l'istituzione rappresentata da Hamas…. e la nebulosa jihadista che si affranca da ogni riferimento a uno Stato palestinese per inserirsi in una prospettiva globalizzante e transnazionale". "Queste tensioni sono state messe a nudo in Libano, nei campi dei profughi palestinesi, dallo studioso Bernard Rougier… L'esaurimento di ogni prospettiva politica è il principale motore di questa tentazione jihadista, a Gaza come in Libano. Il confinamento di Gaza costituisce un terreno particolarmente fertile".

Libération pubblica una foto di Arrigoni il 29 ottobre 2008, nel porto di Gaza. La storia è in copertina anche sui siti spagnoli. El Mundo, nella corrispondenza da Gerusalemme di Sal Ermegui, racconta che "lo shock tra i palestinesi è grande perché la vittima era considerata uno dei loro". Arrivato a Gaza nel 2008, era conosciuto "per le sue posizioni anti-israeliane e il suo lavoro a favore della causa del popolo palestinese". Da Gaza partecipava all'organizzazione di flotte per spezzare l'embargo marittimo di Israele.

"Un gruppo islamista di Gaza sequestra e ammazza un cooperante italiano pro-palestinese" è il titolo sulla homepage Abc.es. "Trovato cadavere del cooperante italiano sequestrato a Gaza", titola El Pais, in un pezzo scritto a quattro mani da Enric Gonzalez a Gerusalemme e Miguel Mora a Roma. El Pais riferisce che il gruppo dei sequestratori, nel video su You Tube, accusa Arrigoni di diffondere i "vizi occidentali", il Governo italiano di combattere i musulmani e Hamas di opporsi alla sharia, la legge religiosa musulmana.

In Italia, la notizia ha "accaparrato" tutti i siti web e i telegiornali, scrive El Pais. Arrigoni era "un cooperante e un attivista per i diritti umani" e collaborava con vari media italiani, era stato inviato speciale del Manifesto e teneva un blog sulla situazione nella striscia di Gaza da cui è stato tratto il libro "Restiamo umani". Il video dei sequestratori e la pagina di Facebook di Arrigoni "hanno ricevuto migliaia di visite e messaggi di sostegno". Arrigoni, anche se non giornalista professionista, "era diventato celebre in Italia per le sue cronache dell'attacco dell'esercito israeliano contro i civili palestinesi".

I lanci dell'Associated Press informano la maggior parte dei siti Usa, mentre il New York Times ha una corrispondenza da Gaza di Fares Akram. Il rapimento e l'uccisione di Arrigoni – scrive il Nyt - imbarazzano Hamas, che sosteneva di avere "riportato la sicurezza e di avere posto fine ad anni di caos armato a Gaza".

Arrigoni era "un volto familiare" a Gaza, dove lo chiamavano "Victor". Era stato – si legge sul Nyt – un attivo partecipante alle manifestazioni contro l'embargo imposto da Israele con l'aiuto dell'Egitto. Il Nyt ricorda che Hamas, che ha vinto le elezioni nel 2006, è essa stessa designata come organizzazione terroristica da Israele, dagli Stati Uniti e dall'Unione europea. Da quando ha preso il controllo di Gaza nel 2007, ha represso gruppi islamici più piccoli e più radicali, dopo una breve guerra contro Fatah.

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Di Loredana Morandi (del 17/04/2011 @ 07:21:13, in Politica, linkato 1471 volte)
Siamo ormai in piena campagna elettorale, così il premier rincara la dose. Napolitano predica la calma e la cautela, ma pure non si può tacere anche se non è il caso di farsi trascinare dalla campagna elettorale per le amministrative. Il punto è che è vero esattamente il contrario di quanto afferma il Premier. Infatti è il mondo della politica che offre un panorama costellato di pregiudicati, che si coordina in forma di associazione per delinquere. Basti guardare cosa vogliono fare del diritto dei Minori pregiudicati e pedofili, coadiuvati dai loro avvocati e coordinati da associazioni con presidenti in carcere per reati di abuso su minori dai 3 ai 5 anni. L.M.

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Berlusconi, attacco ai magistrati:

"Vogliono farmi fuori come Craxi"


Roma, 16 apr. (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio contro la Consulta: "E' un organo politico sottoposto ai pm". E aggiunge: "La magistratura è eversiva". Sulle elezioni amministrative è sicuro: "Vinceremo il 15 e 16 maggio". Messaggio all'Associazione Internazionale della Mamme: "Sottrarre i figli agli insegnanti di sinistra, inculcano ideologie e valori diversi da quelli delle famiglie". Finocchiaro (Pd): "Delirio irresponsabile". Di Pietro (Idv): "Intervenga Napolitano". Il presidente della Consulta: ''Ignorante chi contesta le nostre sentenze''. Milano, sequestrati manifesti anti-magistrati

Roma, 16 apr. (Adnkronos) - La magistratura è "in campo per cambiare il voto italiano", e "questo in termini crudi si chiama eversione". Cosi' il premier Silvio Berlusconi in un passaggio del suo intervento al primo meeting dell'associazione Pdl-Al servizio degli italiani, torna ad attaccare le toghe che, rimarca il presidente del Consiglio, sono "permeate dall'ideologia della sinistra". Il Cavaliere non risparmia una stoccata anche contro la sinistra: "Pur di fare il male di Silvio Berlusconi, rinuncia a fare il bene del Paese".

"Sono 17 anni che la magistratura tenta di farmi fuori, considerandomi un ostacolo. Ma io sono ancora qui - dice Berlusconi - e ci sarò finché sarà necessario per difendere la liberta' degli italiani. Nonostante tutti i processi non sono mai stato condannato". E torna a sottolineare "l'opportunità di una commissione di inchiesta per accertare se c'è una associazione a delinquere a fini eversivi nella magistratura".

Nel 1993, ricorda Berlusconi, i magistrati "hanno fatto fuori i 5 partiti che, pur con qualche errore, avevano governato l'Italia per cinquant'anni, consentendo agli italiani di raggiungere il benessere nella democrazia e nella libertà. Nel '93 hanno fatto fuori la democrazia cristiana, il partito socialista, il partito socialdemocratico, il partito liberale e il partito repubblicano, impedendogli di presentarsi alle elezioni con il loro simbolo. Poi hanno fatto fuori un leader votato dagli italiani che si chiamava Bettino Craxi, accusandolo di tutto e di più, e anche di aver usato la politica per arricchirsi", ma "alla sua morte si è dimostrato pubblicamente che non aveva lasciato nulla di nulla alla sua famiglia e ai suoi figli".

"Non possiamo continuare a permettere che la sovranità appartenga ai pm eversivi della sinistra", ribadisce aggiungendo: "Dobbiamo andare a votare per cambiare questo sistema".

Con queste premesse, Berlusconi quindi spiega: "Cosa deve fare un presidente del Consiglio? Deve difendere l'interesse del suo Paese in politica estera e per questo deve essere tutelato per il suo tempo e le sue attività e non può essere distratto per delle bazzecole magari risalenti a 15 anni prima".

Il presidente del Consiglio ricorda che "il governo ha fatto tre leggi: il lodo Schifani, il Lodo Alfano e il legittimo impedimento. Tutte approvate con tempi lunghissimi dal Parlamento ma che la Corte Costituzionale, non voglio dare un giudizio, ha abrogato". Secondo il premier, la Consulta "da organo di garanzia è diventato un organo politico sottoposto al volere dei pm di sinistra".

Tornando quindi sulle toghe, il presidente del Consiglio rimarca: "Ai pm non interessa la mia condanna perché sanno che non possono arrivarci. A loro interessa gettare fango mediatico su di me, sul Pdl e sul governo".

Non manca anche un accenno anche al dibattito sulle intercettazioni: "In uno Stato che si definisce democratico i cittadini non possono sentirsi spiati quando alzano il telefono e poi vedere le loro conversazioni sui giornali" riferite "in modo distorto. E' una cosa inaccettabile, perché la privacy va sempre tutelata".

Il Cavaliere si dice poi sicuro di vincere "le prossime amministrative del 15 e 16 maggio". Ma per continuare a vincere, rimarca, "abbiamo bisogno di forze e maggiore entusiasmo. Vogliamo spalancare le porte del Pdl agli italiani che vogliono partecipare", per cambiare l'Italia.

"Dobbiamo impegnarci per Napoli, per strapparla a certi signori", aggiunge dal palco del palacongressi rispondendo a un militante campano che gli chiede impegno per le prossime amministrative.

Infine, il Cavaliere si lascia andare a una battuta quando qualcuno, dalla platea, gli urla "sei bello": "In tutti noi c'è un 25% di omosessualità. Ce l'ho anch'io. Solo che dopo un approfondito esame, ho scoperto che la mia omosessualità è... lesbica". Berlusconi ci prende gusto e torna così sull'appellativo di 'nano' che gli arriva da chi lo critica, e spiega: "non è che sono basso, è che il più basso degli uomini della mia scorta è alto 1,95. E questo -sorride il Cavaliere, strappando un applauso dalla platea dei mille delegati- nelle foto va a mio detrimento".
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Di Loredana Morandi (del 17/04/2011 @ 07:38:27, in Magistratura, linkato 1358 volte)
Sottoscrivo l'eccezionale esternazione del presidente De Siervo, precisa e puntuale. Però, in tutta onestà, mi iscrivo agli ignoranti, perché non ho apprezzato che la legge sullo stalking sia stata privata del suo solo deterrente: "l'arresto in flagranza di reato". Purtroppo le Questure, non sentendosi investite di alcuna autorità, non fanno neppure gli Ammonimenti e donne e bambini restano sempre le prime vittime. L.M.

Ha tenuto una lezione ai ragazzi delle scuole di Vicchio (Firenze)

Il presidente della Consulta:

''Ignorante chi contesta le nostre sentenze''

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Vicchio (Firenze) - (Adnkronos/Ign) - Ugo De Siervo: ''La maggioranza non può fare quello che vuole. Si può cambiare la Costituzione, ma per perfezionarla: altra cosa è farla a pezzi''. Poi il monito: ''Chi esercita funzioni pubbliche deve essere persona onorevole''.

Vicchio (Firenze), 16 apr. (Adnkronos/Ign) - "Alcuni parlamentari hanno detto: 'Chi sono questi quindici signori che hanno osato togliere di mezzo quello che è stato voluto da centinaia di parlamentari?'. Questa è una obiezione da ignorante". Lo ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, tenendo una lezione agli studenti al teatro di Vicchio (Firenze), in occasione dell'inaugurazione del sentiero della Costituzione a Barbiana, per iniziativa della fondazione Don Milani. "Questi parlamentari dovrebbero invece chiedersi - ha osservato De Siervo - come mai le loro leggi vengono bocciate dalla Corte, perché fanno leggi incostituzionali".

Dal presidente della Consulta è arrivato anche un monito sulle modifiche alla Carta. "Non può, chi è momentaneamente in maggioranza, fare quello che vuole - ha avvertito - Si può cambiare la Costituzione, ma per perfezionarla: altra cosa è farla a pezzi". "La Costituzione è già stata cambiata quattro volte, ed è falso dire che passa il tempo e bisogna rinnovarla - ha proseguito De Siervo - l'ultimo cambiamento, lo voglio ricordare, è stato respinto da un referendum nel 2006. Ciò vuol dire 'andiamoci piano'".

"La classe politica a volte sembra mordere un po' il freno, sembrano cavalli imbizzarriti - ha poi aggiunto - Questo in parte è inevitabile, perché se si è fatta una legge e la Corte Costituzionale la respinge, questo dà fastidio. Ma provare fastidio e dire che bisogna togliere di mezzo la Corte Costituzionale, sono due cose molto diverse". Quindi l'esortazione a tornare ''a dare spazio agli organi di garanzia e a fare cultura, perché la Costituzione viene svuotata anche dai cattivi costumi''.

De Siervo ha parlato anche di chi esercita funzioni pubbliche. ''Deve essere una persona onorevole'' ha detto. ''C'è un articolo che è stato riscoperto ultimamente - ha spiegato citando l'articolo 54 della Costituzione - Io ho insegnato Costituzione per tanti anni e non era così considerato. Quell'articolo dice che 'i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore'".

Le reazioni del centrodestra non si sono fatte attendere, a partire dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. ''Evidenzio anche alle massime autorità dello Stato il comportamento incredibile di De Siervo - dichiara Gasparri - che ha usato la sua breve presidenza della Corte Costituzionale, conseguita per la assurda prassi 'todos caballeros' - cioè tutti presidenti alla Consulta anche per poco pur di moltiplicare i fruitori di costosi benefici a vita - per svolgere un ruolo da militante e polemista politico. Forse vuole aggiungere un seggio parlamentare agli altri suoi copiosi proventi". "Comunque - aggiunge - i giusti richiami alla classe politica saranno più significativi se riguarderanno chi dovrebbe essere il custode della legalità e non il campione della faziosità''.

A stretto giro la replica del portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. ''Il senatore Gasparri conferma la propria allergia alla legalità costituzionale e considera come il suo dante causa i garanti della Carta, dal Capo dello Stato al presidente della Consulta, una presenza fastidiosa - afferma Orlando - Gasparri si rassegni: esiste, per fortuna, un'Italia che fa il proprio dovere con coerenza e che svolge le pubbliche funzioni con disciplina e onore, come prevede l'articolo 54 della Costituzione. Quella stessa Costituzione che l'attuale maggioranza raccogliticcia vorrebbe stravolgere''.

La controreplica è arrivata da Francesco Casoli, vicecapogruppo del Pdl al Senato: "Dimmi chi ti difende e ti dirò chi sei. La pronta difesa di De Siervo da parte dell'onorevole Orlando conferma pienamente le parole del capogruppo Gasparri. Il ruolo di presidente della Consulta imporrebbe un atteggiamento più istituzionale e senza militanza". ''Quando poi Orlando ci vuole dare lezioni di legalità e rispetto della Costituzione - aggiunge - francamente si sfiora il ridicolo. Anche l'articolo 68 è un articolo della Carta. Ma di quello guarda caso a Orlando, De Siervo e compagni, così come ai vertici della Procura di Milano, sembra non interessare nulla''.

''Francamente non è da oggi che De Siervo esagera - dichiara il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto - Sembra non un presidente della Corte Costituzionale ma un dirigente politico in servizio permanente effettivo''.

A intervenire è anche Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: "Siamo certi - dice - che al presidente De Siervo non sfuggirà la sostanziale differenza tra una maggioranza che talvolta ha criticato qualche sentenza della Corte Costituzionale ma rigorosamente l'ha sempre rispettata, e alcuni pm che si ergono a paladini della legalità ma poi calpestano i pronunciamenti di uno dei massimi organi di garanzia del nostro Paese".

Al presidente della Consulta risponde inoltre il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: ''E' ignorante, certo, chi si chiede chi sono e da dove vengono i 15 membri della Corte, come sottolinea De Siervo, ma non è da meno chi intima ai parlamentari di fare leggi diverse affinché la Corte non le bocci".
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Di Loredana Morandi (del 17/04/2011 @ 07:45:32, in Magistratura, linkato 1989 volte)
Anm: indicibile sdegno e sconcerto

Finocchiaro: delirio irresponsabile, Berlusconi vero eversivo

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Roma, 16 apr. (Adnkronos) - Gli attacchi di Silvio Berlusconi contro pm ''eversivi'' e Consulta definita ''organo politico'', fa infuriare magistratura e opposizione.

''Non esistono parole e aggettivi nuovi per esprimere lo sconcerto e lo sdegno di fronte a queste affermazioni''. E' il lapidario commento del presidente dell'Anm, Luca Palamara.

Mentre dal Pd la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro sottolinea come ''a dispetto del buon senso e delle raccomandazioni del Presidente della Repubblica che non più tardi di alcuni giorni fa ha invitato al Quirinale tutti i gruppi parlamentari proprio per richiamare a un confronto improntato a maggiore serietà e sobrietà tutte le forze politiche, Berlusconi continua con il suo delirio irresponsabile, oggi contro la magistratura, la Consulta, la scuola pubblica. A questo punto - attacca Finocchiaro - mi pare che l'unico vero eversivo sia lui''.

Durissimo anche l'ex compagno di partito e attuale vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino che parla di ''deriva pericolosa per la tenuta del sistema politico e delle istituzioni''. Per il numero due di Fli ''parlare della magistratura come di un'associazione a delinquere è folle e dire che i processi sono azioni eversive è pericoloso per la democrazia. Adesso è chiaro che il vero eversore è Berlusconi, che vorrebbe cancellare il ruolo costituzionale della magistratura, colpendo a morte la difesa della legalità".

''A questo punto - auspica dal canto suo il leader di Idv Antonio Di Pietro - mi auguro che intervenga il presidente della Repubblica prima che si passi dalla farsa berlusconiana alla tragedia mussoliniana''.

Secondo l'ex pm di mani pulite infatti ''le accuse mosse da Berlusconi alla magistratura sul caso Mills sono gravissime e sono la prova provata che è lui il mandante morale e politico dei manifesti apparsi ieri a Milano in cui i giudici venivano accostati alle Br. Un presidente del Consiglio che, nell'esercizio delle sue funzioni, paragona la magistratura ad un'associazione a delinquere eversiva, non ha piu' titolo di rimanere al suo posto''.
 
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Di Loredana Morandi (del 17/04/2011 @ 07:48:30, in Magistratura, linkato 1342 volte)
Evviva! Tutto è bene, quel che finisce bene! Complimenti alla Digos. L.M.

Giustizia: perquisizioni Digos Milano,
sequestrati manifesti anti-magistrati




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Milano, 16 apr. (Adnkronos) - I poliziotti della Digos di Milano, nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Milano, hanno sequestrato alcuni manifesti con la scritta 'Via le Br dalle procure', a firma della 'Associazione dalla parte della Democrazia'.

Inoltre gli uomini guidati da Bruno Megale hanno ascoltato diverse persone al fine di risalire ai committenti dei manifesti anti-magistrati.
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Gli effetti della follia delle maestre dell'asilo nido dell'orrore... L.M.

Asilo Pistoia: perizia,

bimbi con sintomi post-trauma stress

Analizzati in 18, per 15 lesioni psichiche gravi


(ANSA) - GENOVA, 18 APR - Tutti i bimbi dell'asilo Cip e Ciop di Pistoia sottoposti a perizia psichiatrica hanno riportato sintomi post-traumatici da stress. Questo l'esito della perizia depositata oggi al tribunale di Genova dove e' in corso, davanti al gup, il processo alle due operatrici dell'asilo, Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, accusate di maltrattamenti su minori.

In tutto sottoposti a perizia 18 bambini: per 15 riscontrate lesioni psichiche gravi con esito superiore ai 40 giorni, altri 3 hanno subito maltrattamenti psicologici indotti da quanto hanno visto, ma non lesioni psichiche gravi.(ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 18/04/2011 @ 13:20:41, in Magistratura, linkato 1646 volte)

B. ci crede di sicuro... L.M.

Scherza Palamara: «Abbiamo siglato il patto scellerato...»

Fini: «Magistratura, pilastro
per la salvaguardia istituzionale»

L'incontro con l'Associazione nazionale magistrati dopo le dichiarazioni di Berlusconi

MILANO - «Abbiamo siglato il patto». Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, scherza con i giornalisti al termine dell'incontro con Gianfranco Fini, alludendo alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che domenica aveva detto che era venuto a conoscenza di «un patto scellerato» tra l'Anm e il presidente della Camera.

«MAGISTRATURA PILASTRO» - «Nell'architettura costituzionale voluta dai padri costituenti, la magistratura, non solo quella ordinaria, rappresenta il vero pilastro a salvaguardia del principio di legalità e a difesa di tutti i cittadini», ha detto Fini incontrando a Montecitorio i vertici dell'Anm. «Con riferimento alle polemiche politico-istituzionali di queste ultime settimane, esprimo vivo apprezzamento per la posizione istituzionale assunta dall'Anm. Il rispetto reciproco tra le istituzioni è la premessa indispensabile per la salvaguardia dello stato di diritto e per la leale collaborazione tra poteri dello Stato».

ALLARME PER FIBRILLAZIONE ISTITUZIONI - «Quanto sta accadendo non è un problema di rapporto tra Berlusconi e i magistrati, ma di fibrillazione delle istituzioni», ha aggiunto Palamara esprimendo forte preoccupazione. «È un problema del Paese, dei cittadini, delle istituzioni a partire dal ministro della Giustizia. Ci sono situazioni che rischiano di aumentare le nostre preoccupazioni: le elezioni amministrative, le vicende giudiziarie in corso che riguardano il premier. Le riforme in corso, per questi motivi, rischiano di essere disomogenee e rischiano di affossare il sistema giustizia. È un momento di assoluta gravità che genera forte stato di preoccupazione dentro la magistratura, che non vuole essere trascinata su un terreno di scontro: non siamo un soggetto politico». L'incontro con Fini si inquadra negli incontri istituzionali che l'Anm ha aperto con la visita al capo dello Stato e proseguito con il presidente del Senato Schifani proprio per sottolineare «la gravità del momento» e la «forte preoccupazione della magistratura anche per le riforme», ha chiarito il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, che ha aggiunto che gli incontri proseguiranno con i rappresentanti dei gruppi parlamentari.

Redazione online

Corriere Sera - 18 aprile 2011


La Rassegna


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Continua il tour istituzionale del presidente dell'Anm per bloccare la riforma costituzionale della giustizia. Il sindacato delle toghe dice "no" alla responsabilità civile dei magistrati e alla prescrizione breve. Fini si allinea subito e avverte: "La ...

Fini: "Serve rispetto tra istituzioni"

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Fini: «Magistratura, pilastro

Corriere della Sera - ‎42 minuti fa‎
MILANO - «Abbiamo siglato il patto». Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, scherza con i giornalisti al termine dell'incontro con Gianfranco Fini, alludendo alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che domenica aveva ...

Fini sta coi pm: "Prevalga rispetto tra istituzioni"

Libero-News.it - ‎26 minuti fa‎
Incontro a Roma tra presidente Camera e Anm: "Vivo apprezzamento per vostro atteggiamento". Palamara: "Troppa fibrillazione" Vivo apprezzamento" per la "posizione istituzionale dell'Anm". Gianfranco Fini sta con la magistratura e, volente o nolente, ...

Giustizia: Fini, rispetto tra istituzioni indispensabile per Stato ...

Libero-News.it - ‎38 minuti fa‎
oma, 18 apr. (Adnkronos) - "Vivo apprezzamento" per la posizione "istituzionale" assunta dall'Anm nell'ambito delle polemiche sulla giustizia delle ultime settimane e' stata espressa, a quanto si apprende, da Gianfranco Fini nel corso dell'incontro ...

Rispetto tra le istituzioni indispensabile

RaiNews24 - ‎46 minuti fa‎
Fini ha sottolineato che "il rispetto reciproco fra le istituzioni è la premessa indispensabile per la salvaguardia dello stato di diritto e per una leale collaborazione fra i poteri dello Stato". Le preoccupazioni che i vertici dell'Associazione ...

GIUSTIZIA: ANM DA FINI, PREOCCUPATI MA NON SAREMO TRASCINATI IN ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎58 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 18 apr - ''Non possiamo ritenere che quanto stia accadendo sia un problema tra magistrati e Berlusconi, e' invece una fibrillazione delle istituzioni che riguarda i cittadini, il paese e le istituzioni, mi riferisco al ministero della ...

GIUSTIZIA: PALAMARA (ANM), MOMENTO DI ASSOLUTA GRAVITA'

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎23 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 18 apr. - "Quanto sta accadendo non possiamo ritenere sia un problema di rapporti tra Berlusconi ei magistrati. E' un problema di fibrillazione di tutto il paese". Lo ha detto il presidente del'Associazione Nazionale Magistrati, ...

FINI AD ANM: CARTA SANCISCE MAGISTRATURA PILASTRO LEGALITA'

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎23 minuti fa‎
(AGI) Roma - "Nell'architettura costuituzionale voluta dai padri costituenti la magistratura, non solo ordinaria, rappresenta il vero pilastro a salvaguardia dei principi di legalita' a difesa di tutti i cittadini". Nel giorno dopo le roventi polemiche ...

GIUSTIZIA: FINI AD ANM, INDISPENSABILE RISPETTO ISTITUZIONI

Agenzia di Stampa Asca - ‎40 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 18 apr - ''Vivo apprezzamento per la posizione istituzionale assunta dall'Anm'' in riferimento alle polemiche politico-istituzionali delle ultime settimane. E' il giudizio che, secondo quanto si apprende, avrebbe espresso il presidente ...

L'Anm: «Grave calunnia, democrazia in pericolo»

Il Giornale di Vicenza - ‎1 ora fa‎
La delegittimazione della magistratura «mette in pericolo la democrazia», avverte il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, dopo le parole di Berlusconi. «Una bugia», «una grave calunnia», per il segretario dell'Anm, ...

ANM: ACCORDO CON FINI? UNA CALUNNIA."Premier faccia nomi, mostri ...

TGCOM - ‎21 ore fa‎
15:21 - "Quando Berlusconi dice che l'Anm avrebbe firmato un accordo con Fini dice una bugia, una grave calunnia. Inviterei il presidente del Consiglio a fare nomi ea farci vedere il documento di cui parla". Lo ha detto il segretario dell'Anm, ...

FINI "RISPETTO TRA ISTITUZIONI PREMESSA PER STATO DIRITTO"

Italpress - ‎21 minuti fa‎
ROMA (ITALPRESS) – “Il rispetto reciproco fra le istituzioni e' la premessa indispensabile per la salvaguardia dello stato di diritto e la leale collaborazione tra i poteri dello Stato”. Lo detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ...

Berlusconi/ Anm: Grave che Alfano, Maroni, Frattini tacciano

Virgilio - ‎21 ore fa‎
Roma, 17 apr. (TMNews) - "L'anomalia è il fatto che si assista allo scempio delle istituzioni senza reazioni da parte di chi ha responsabilità istituzionali nel centrodestra. Nessuno ha la sensibilità di dire 'oltre questo limite non si può andare'". ...

GIUSTIZIA: L'INTERVISTA AL PRESIDENTE ANM LUCA PALAMARA

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎8 minuti fa‎
(AGENPARL) - Roma, 18 apr - "Abbiamo sottoscritto il patto". Risponde con una battuta Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, appena uscito da Palazzo Montecitorio, dove ha incontrato il Presidente Fini insieme a una ...

Processo breve, Anm: resa dello Stato a criminalità

La Repubblica - ‎16/apr/2011‎
Almeno 15mila procedimenti penali in Italia rischiano di venire cancellati dal "processo breve". Sul tema è intervenuto a Benevento il presidente dell'associazione nazionale magistrati, Luca Palamara. Secondo Palamara la norma andrebbe a incidere ...

Berlusconi alla guerra contro giudici eversivi. E minaccia voto

TM News - ‎16/apr/2011‎
Roma, 17 apr. (TMNews) - Dopo aver dipinto la classe dirigente del Pdl come intenta solo a "sgomitare", afflitta da una "inevitabile patologia", ormai logora a differenza delle forze fresche rappresentate dalla nuova associazione di Maria Vittoria ...

Video, Cascini (Anm) a In Mezz'ora

Il Sussidiario.net - ‎1 ora fa‎
Invitato a parlare nel corso della trasmissione di Raitre condotta da Lucia Annunziata, In Mezz'ora, gran parte dell'intervento del segretario dell'Associazione Nazionale Magistrati, Giuseppe Cascini, è un attacco al premier Berlusconi, ...

Berlusconi: Anm, calunnia grave

ANSA.it - ‎21 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 APR - 'Quando Berlusconi dice che l'Anm avrebbe firmato accordo con Fini dice una bugia, una grave calunnia. Inviterei presidente del Consiglio a fare nomi ea farci vedere il documento documento di cui parla'. ...

Politica. Giustizia: Anm da Fini, fibrillazione istituzionale ...

CataniaOggi - ‎30 minuti fa‎
Roma, 18 apr. (Adnkronos) - "Quanto sta accadendo non e' questione di un rapporto tra Berlusconi e la magistratura, e' un problema di fibrillazione istituzionale, un problema del Paese, dei cittadini, delle istituzioni a partire dal ministro della ...

Berlusconi, Anm: attacchi intollerabili

ANSA.it - ‎17 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 17 APR - ''C'e' un' escalation di attacchi che sta diventando intollerabile''.Lo ha detto il presidente dell'Anm Luca Palamara nel corso di un'intervista al Tg3. E alla origine ci sono ''due problemi: le amministrative ei processi ...

Giustizia: Cascini, accordo con Fini e' bugia e grave calunnia

Adnkronos/IGN - ‎21 ore fa‎
Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - Una "bugia", una "grave calunnia". Giuseppe Cascini replica a Silvio Berlusconi a proposito del patto con Gianfranco Fini denunciato dal premier a Milano. "E' totalmente falso -ha detto il segretario dell'Anm a 'In ...

Giustizia/ L'Anm oggi da Fini: Diremo la nostra sulla riforma

TM News - ‎8 ore fa‎
Roma, 18 apr. (TMNews) - Il presidente e il segretario dell'Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, saranno ricevuti oggi dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Lo ha annunciato lo stesso Cascini nel corso della trasmissione 'In mezz'ora', ...

Berlusconi/ Anm: Accordo pm-Fini è una bugia e grave calunnia

TM News - ‎22 ore fa‎
Roma, 17 apr. (TMNews) - Il patto tra i magistrati e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, di cui ha parlato il premier Silvio Berlusconi è "una bugia e una grave calunnia". Lo ha detto il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, ospite di 'In ...

Giustizia, Anm da Fini: allarme per fibrillazione istituzioni

Blitz quotidiano - ‎52 minuti fa‎
ROMA – ”Quanto sta accadendo non e' un problema di rapporto tra Berlusconi ei magistrati ma di fibrillazione delle istituzioni”. Lo ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, conversando con i giornalisti al termine dell'incontro con il presidente ...

Giustizia, Palamara scherza dopo incontro Fini: siglato patto

Blitz quotidiano - ‎52 minuti fa‎
ROMA – ''Abbiamo siglato il patto…''. Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, si concede con i giornalisti una battuta al termine dell'incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E allude cosi' alle dichiarazioni fatte ieri dal presidente ...

Giustizia, Anm risponde a Berlusconi: “Attacchi intollerabili”

Politica 24 - ‎3 ore fa‎
Il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati, Luca Palamara risponde alle provocazioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi in merito ad un presunto patto tra Gianfranco Fini e la magistratura per incastrare il Cavalliere: “c'e' ...

Berlusconi attacca scuola pubblica e le toghe Bindi: «Suona come ...

L'Unità - ‎16/apr/2011‎
Silvio Berlusconi difende la legge sul processo breve appena incassata alla Camera e chiama alla crociata contro le toghe e la sinistra. «Sono 17 anni che la magistratura tenta di farmi fuori considerandomi un ostacolo, ma io sono ancora qui e ...

BERLUSCONI: ANM, INTESA FINI-MAGISTRATI? GRAVE CALUNNIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎22 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 apr. - Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione nazionale magistrati, ha respinto l'accusa del premier Silvio Berlusconi di un accordo segreto tra Gianfranco Fini ei magistrati che dovevano giudicarlo. ...

GIUSTIZIA: PALAMARA (ANM), PREMIER DIA PROVE O E' CALUNNIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎17 ore fa‎
(AGI) Roma - "Ora basta, e' arrivato il momento di dire che i magistrati fanno un patto solo con la legge, a cui sono subordinati". Cosi' il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, al Tg3 replica alle dichiarazioni di Silvio ...

Giustizia, Anm risponde a Berlusconi: “Attacchi intollerabili”

Politica 24 - ‎3 ore fa‎
Il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati, Luca Palamara risponde alle provocazioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi in merito ad un presunto patto tra Gianfranco Fini e la magistratura per incastrare il Cavalliere: “c'e' ...

Berlusconi/ Anm: Sciopero?Magistrati cominciano a non farcerla piu'

Virgilio - ‎20 ore fa‎
Roma, 17 apr. (TMNews) - "Sono molto preoccupato per lo stato d'animo dei magistrati italiani che stanno subendo da 10 anni una martellante campagna di insulti e aggressioni: cominciano a non farcela più". Lo ha detto il segretario dell'Anm, ...

IL PREMIER ATTACCA LE TOGHE: NON MI FARANNO FUORI. ANM E DI PIETRO ...

Clandestinoweb - ‎4 ore fa‎
"La riforma della giustizia la faremo anche se faranno fuori Berlusconi, perchè avremo sempre la maggioranza nel Paese. Ma anche questa volta ci scommetto non ce la faranno a farmi fuori". Cosi' Berlusconi, che ha poi aggiunto che la riforma della ...

Anm: Berlusconi, attacchi intollerabili

Il giornale di Pachino - ‎15 ore fa‎
“C'è un escalation di attacchi che sta diventando intollerabile”.Così Palamara presidente dell'Associazione nazionale magistrati,al Tg3, replica alle dichiarazioni del premier Berlusconi, in merito ad un presunto patto tra Fini ed i magistrati. ...

GIUSTIZIA: CASCINI (ANM), ACCORDO CON FINI-MAGISTRATI E' UNA BUGIA ...

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎21 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 17 APR - L'accordo tra magistrati e Fini è "una grave calunnia" di Berlusconi. Il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, intervistato a 'In mezz'ora' su Raitre, replica con queste parole alle accuse del premier. ...

Berlusconi/ Anm: Sconcerto e sdegno di fronte a sue affermazioni ...

DailyBlog.it (Blog) - ‎16/apr/2011‎
Roma, 16 apr. (TMNews) – “Non esistono parole e aggettivi nuovi per esprimere lo sconcerto e lo sdegno di fronte a queste affermazioni”. Così il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commenta in una nota il nuovo attacco di Silvio Berlusconi ai ...
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"Riforma della giustizia,
ecco le mie tesi eretiche"



Manfredi, consigliere della Corte d'appello dell'Aquila: "Nuovo Csm e carriere separate: non sono contrario"

In questa pagina pubblichiamo una riflessione sulle proposte di riforma in materia di giustizia inviata al Centro dal magistrato Aldo Manfredi. Marchigiano di San Benedetto del Tronto, 56 anni, Manfredi è attualmente consigliere di Corte di appello all'Aquila, dove è addetto alla sezione penale. In magistratura dal 1982, Manfredi è stato, per dieci anni dal 1989, gip (giudice delle indagini preliminari) presso il tribunale di Teramo, poi coordinatore della sezione distaccata di Giulianova del tribunale di Teramo, e applicato come gip presso il tribunale di Milano. Come gip si è occupato dei primi processi relativi alla Tangentopoli teramana. Le sue sentenze in materia di colpe mediche hanno spesso fatto giurisprudenza.

di Aldo Manfredi *

Non posso negare di essere considerato dai colleghi un po' eretico, rispetto alle posizioni conservatrici della mia associazione, quando dico di essere assolutamente convinto della fondatezza, sul piano della coerenza sistematica e della conformità al sistema processuale, delle tesi di chi sostiene la necessità di addivenire alla separazione delle carriere (cosa diversa è poi come in concreto realizzarla), così come sono convinto che il potere enorme del pubblico ministero vada in qualche modo controbilanciato da qualche forma di controllo e responsabilità, così come è in quasi tutte le democrazie avanzate, come ben evidenziato dal collega Nordio in un suo recente intervento sul Corriere della Sera.

Altrettanto sono convinto che sia doveroso pensare ad una rivisitazione della struttura del Csm, che sarebbe da ipocriti negare si sia trasformato in una cinghia di trasmissione delle correnti, con un metodo di azione spartitorio, informato ad un rigoroso manuale Cencelli che da poche speranze anche al migliore dei magistrati che non abbia una sponda correntizia.

Leggi l'articolo su Il Centro di Pescara 

Due obiettivi della annunciata riforma costituzionale su cui si dovrebbe avere il coraggio di dirsi disponibili ad un leale confronto onde verificare il modo migliore di attuazione di obiettivi, ripeto, condivisibili, in modo da salvaguardare comunque il valore della indipendenza della magistratura, sia giudicante che requirente, che penso debba stare a cuore a tutti.

Non nego vi sia poi il problema della effettività del principio della obbligatorietà dell'azione penale, che va però a mio avviso salvaguardato, perché strettamente connesso a quello di uguaglianza, che è baluardo del sistema democratico, probabilmente introducendo non già interventi esterni di determinazione delle priorità, ma meccanismi che rendano verificabili le scelte operative e di priorità che inevitabilmente gli uffici del p.m. sono costrette a compiere.

Penso, ad esempio, alla previsione della indicazione da parte del procuratore generale della Cassazione e dei procuratori generali delle singole Corti di appello delle priorità che si intendono seguire, eventualmente tenendo conto delle indicazioni che potrebbero pervenire a livello nazionale dal Parlamento e a livello locale, in relazione alla specificità territoriali, dai consigli regionali.

Fermo restando che il miglior metodo per garantire la obbligatorietà e la sua effettività, immune da scelte discrezionali non controllabili, è incidere sui flussi attraverso una decisa depenalizzazione e la generalizzazione dell'istituto della irrilevanza o scarsa offensività del fatto, legittimante la inazione penale attraverso un percorso giurisdizionale di controllo, che riporti l'intervento penale a quelle estrema ratio che dovrebbe essere la sua ragion d'essere.

Così come i tempi del processo non si garantiscono prevedendo illogiche previsioni di azzeramento nel caso in cui non rispetti un data tempistica, ma ugualmente incidendo sui flussi, sull'assetto organizzativo, sulla struttura del processo in modo da velocizzarlo garantendo al contempo i diritti di difesa.

Quanto alla responsabilità civile è fuori di dubbio che non sia pensabile una indiscriminata possibilità di azione risarcitoria diretta, per le ragioni magistralmente rappresentate dall'insigne professor Trimarchi nel suo recente intervento sul Corriere.

La impossibilità dell'azione diretta ed indiscriminata è una guarentigia connessa alla funzione giudiziaria e non un privilegio, come invece in effetti può essere ritenuto il limite all'azione di rivalsa oggi previsto dalla legge, che certo potrebbe essere rivisto, o la mancanza, in caso di accertati casi di colpa professionale grave del magistrato, di sicure ricadute disciplinari o sulla carriera.

Come si vede, sono tutt'altro che prevenuto rispetto alle proposte di riforma che provengono dalla attuale maggioranza, con cui penso sia doveroso dialogare senza prevenzioni e retro pensieri.

Ciò spero mi possa accreditare meglio se di contro sostengo, quanto al più immediato intervento sui termini di prescrizione, che esso è del tutto illogico e irragionevole.

Ciò dico perché solo tre anni orsono, nel 2008, il legislatore intervenne (debbo dire opportunamente) modificando l'articolo 62 bis del codice penale, che riguarda le attenuanti generiche.

Ovvero quelle attenuanti che il giudice può concedere, al fine di dosare e diminuire la pena, tenendo conto di tutti gli aspetti che riguardano la personalità dell' imputato, e quindi indipendentemente dalla sussistenza di attenuanti specifiche (ad esempio risarcimento del danno, provocazione ecc.).

Ciò introducendo un nuovo comma in forza del quale la incensuratezza di per sé non può essere ritenuta motivo per la concessione delle attenuanti generiche.

In pratica il legislatore, registrando una certa automaticità, ritenuta lassista, nella concessione della attenuante in questione per il solo fatto della incesuratezza, ha eliminato, nel quadro di un intervento più generale di rigore, tale possibilità.

La incensuratezza è stata resa un dato neutro, come è giusto che sia, visto che può essere legata a fattori del tutto occasionali.

Si può essere ladri provetti già prima di essere beccati e sottoposti a processo per la prima volta, si può essere ancora incensurati ed avere pendenti vari processi, nei quali potrebbero essere state già pronunciate sentenze di condanna in primo e secondo grado non ancora definitive perché pende il più infondato dei ricorsi in Cassazione.

Tutto giusto.

Ma allora come si concilia tutto ciò con la previsione di una generale efficacia di favore sui termini di prescrizione della incensuratezza, ovvero di quello stesso dato reso irrilevante ai fini sanzionatori?

Inoltre l'intervento sull'articolo 62 bis del codice penale fu coerente con quello riguardante la revisione del sistema della prescrizione cui si addivenne con la legge numero 251 del 2005, che ebbe ad escludere ogni incidenza delle attenuanti e del possibile giudizio di valenza sui relativi termini, rafforzando la natura prettamente oggettiva di detto istituto, su cui non possono incidere valutazioni di tipo soggettivo, tra cui anche quella relativa alla incesuratezza.

La irragionevolezza della riforma in via di approvazione (e la ragionevolezza è il primo parametro di costituzionalità di una norma) mi sembra eclatante.

A meno che detto intervento non sia ispirato a finalità diverse, che peraltro i suoi sostenitori, a cominciare dal proponente, negano, riconducendolo a ragioni ed esigenze generali.

A tale prospettazione è doveroso credere, ma altrettanto doveroso è confrontarsi allora con i rilievi logici e sistematici che mi sono permesso di formulare e che, francamente mi sembrano difficilmente contestabili.

* Consigliere della sezione penale della Corte appello dell'Aquila
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Di Loredana Morandi (del 18/04/2011 @ 13:45:28, in Magistratura, linkato 1637 volte)
Pm Scelsi: io promosso
dall'Antimafia alla Procura generale


di Giovanni Longo

Bari - C’è chi parla di «lettere infuocate» e «attriti insanabili» tra il sostituto e il capo dell’ufficio inquirente. C’è chi dice che l’impostazione data ad alcune delicate inchieste sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. C’è chi sostiene che il capo non fosse affatto contento di come il sostituto lavorasse all’antimafia (alcune sentenze che hanno ridimensionato l’accusa andrebbero in questa direzione). Il diretto interessato prova a smorzare i toni, sostenendo che si sia trattato di una «normale dialettica».

Parlare di «giallo» è forse eccessivo. In ogni caso, la promozione del pm antimafia Giuseppe Scelsi alla procura generale fa rumore. Nei giorni scorsi due commissioni del Csm hanno proposto al Plenum due soluzioni diverse: nominarlo come sostituto procuratore generale a Bari l’una, come procuratore aggiunto in procura l’altra ma, in questo secondo caso, insieme ad altri due candidati.

Che tra Scelsi e Antonio Laudati, procuratore capo dal settembre 2009 non ci fosse mai stato un grande feeling è noto non solo nel palazzo di Giustizia di Bari. Diversità di vedute che risalirebbero a quando il primo era pm antimafia a Bari e il secondo era alla Dna (direzione nazionale antimafia). A quando (dicembre 2000) la Dia arrestò Francesco Prudentino, «re» del contrabbando» di sigarette a Salonicco.

Diversità di vedute che sarebbero proseguite anche dopo. «Non mi sono dimesso dalla magistratura ma, su mia richiesta, e con delibera unanime del Plenum del Csm, sono stato promosso presso la procura generale presso la corte d’appello di Bari», spiega Scelsi in un comunicato. «Quanto alle presunte “lettere infuocate” – aggiunge l’esperto magistrato - smentisco categoricamente che i miei rapporti con il procuratore Antonio Laudati siano stati improntati a toni diversi dalla fisiologica e civile dialettica richiesta dall’Ordinamento giudiziario».

Tra il procuratore e il pm vi sarebbe stato un vivace scambio di vedute, sia su provvedimenti restrittivi che Scelsi proponeva al visto di Laudati (come prevede la legge), sia sull'impostazione da dare alle indagini sul caso D’Addario, ferme da tempo. Troppo tempo. Le prime intercettazioni sono infatti partite a fine 2008 e vi è la confessione dell’indagato Gianpaolo Tarantini, accusato di favoreggiamento della prostituzione. Questi ha riferito ai magistrati baresi di aver fornito «ragazze» ed escort sia a Berlusconi, ignaro del fatto che venissero pagate da Tarantini, sia all’allora vicepresidente Pd della Regione Puglia, Sandro Frisullo, dimessosi nel luglio 2009, dopo che venne fuori il suo nome, e poi arrestato per questioni di appalti nella sanità.

Ma una confessione, da sola, è sufficiente? Più volte Laudati aveva dichiarato che era difficile qualificare giuridicamente le condotte ipotizzate da Scelsi. Questi i dubbi: davvero le ragazze sono state indotte? Davvero c’è qualcuno che ha sfruttato delle prostitute?

Sulla vicenda D’Addario, Scelsi, cui Laudati aveva affiancato i sostituti Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, è ancora in attesa dell’informativa conclusiva della Guardia di Finanza.

Scelsi è da oltre vent'anni sostituto procuratore a Bari e ha curato indagini che hanno decimato agguerriti clan mafiosi-camorristici baresi e la cupola internazionale del contrabbando di sigarette. Quest’ultima indagine portò all’iscrizione nel registro degli indagati per associazione mafiosa dell’allora premier del Montenegro Milo Djukanovic, la posizione del quale è stata poi archiviata perché il politico godeva di immunità diplomatica. Ma più sentenze hanno ridimensionato l’impostazione accusatoria, che aveva ipotizzato l’esistenza di un’associazione mafiosa basata su «tre gambe» (istituzioni del Montenegro, brokers internazionali, criminali pugliesi e campani).

http://lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=420266&IDCategoria=11
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Di Loredana Morandi (del 18/04/2011 @ 13:54:54, in Economia, linkato 2402 volte)

Nessuna responsabilità anche per i funzionari di Morgan Stanley, Bank of America, Citygroup e Deutsche Bank.  I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto le banche Morgan Stanley, Bank of America, Citi e Deutsche Bank, accusate di aggiotaggio informativo nell'ambito di un processo sul ruolo che avrebbero avuto nel crac della Parmalat.

Il tribunale ha assolto anche cinque manager bancari, per cui la procura di Milano aveva chiesto condanne tra un anno e un anno e quattro mesi.

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Morti alla Saras: il pm

Corriere della Sera - ‎29 minuti fa‎
CAGLIARI - La condanna di tutti e cinque gli imputati, accusati di omicidio colposo plurimo, e una multa di 800 mila euro per la Saras: queste le richieste del pubblico ministero Emanuele Secci al processo per la morte di tre operai nella raffineria di ...
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