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 shoutoku doll... di Lunadicarta
 
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La giustizia deve essere congiunta al potere, così che ciò che è giusto possa anche aver potere, e che ciò che ha potere possa essere giusto.

Blaise Pascal
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 13/06/2005 @ 16:06:02, in Varie, linkato 1365 volte)

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Dblog è davvero fantastico, una vera sorpresa! Lu'

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Di Loredana Morandi (del 13/06/2005 @ 15:54:22, in Indagini, linkato 2477 volte)
Spett.le Punto Informatico
 
per conoscenza Poltel Roma,
Garante Privacy,
Carabinieri,
Servizio Abuse Aconet
 
Il Punto Informatico è una testata giornalistica registrata al tribunale di Roma, al nr. 51 del 7 febbraio 1996, ma purtroppo l'atto di leggerli è assolutamente diseducativo e controproducente per la netiquette del web.
Sono quasi una fucina di opere per tutti gli hacker e i cracker prezzolati del web, considerando che sono sempre i primi a mancare di rispetto agli utenti del web.
Se il loro intento è quello di garantire l'impunità a tutti delinquenti della rete o di violare la privacy degli utenti, facciano pure.
Io continuo a segnalarLi alle Autorità competenti di Polizia postale e al Garante della Privacy, per conoscenza ai Carabinieri, ritenendoli già abbastanza fortunati per aver scampato la denuncia penale per il loro scrivano signor Mantellini e la sua campagna denigratoria con i banner, creati da quel commerciante di Neri.
La diffamazione nel caso della Stampa è inoltre regolata anche dalla attuale legislatura in argomento e punibile in quanto tale.
Rammento che il mio nome e ogni cosa che io scrivo è da ritenersi di mia proprietà e non concesso (in nessun caso) alla redazione de Il Punto Informatico.
Pertanto richiedo la cancellazione immediata del testo scritto sotto, ubicato nella pagina di cui l'html è agibile al link e allegato in copia formato testo (txt).
 
In caso di mancata cancellazione informo che sarà spiccata fattura per tutto il tempo della permanenza del mio scritto sulle vostre pagine web, calcolata secondo il normale tariffario giornaliero dell'Ordine dei Giornalisti per il numero approssimativo dei giorni di permanenza sulle vostre pagine (con buona approssimazione: 12 mesi per circa 750 euro al giorno).
E l'ancor più ovvia citazione in giudizio per i danni civili da diffamazione.
 
Giornalisticamente mi domando:
Ma non vi vergognate di cotanta futilità?
 
Distintamente
 
Loredana Morandi
 
TESTO DA CANCELLARE:

Virgolette   

"(...) inequivocabilmente faccio parte del mondo dell'informazione e sono impegnata come persona e come donna. Quindi nota e recensita dai motori di ricerca nazionali e internazionali." Loredana Morandi da http://bloggersperlapace.splinder.it/

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ALLEGATO 1:
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Di Loredana Morandi (del 11/06/2005 @ 08:37:20, in Redazionale, linkato 1555 volte)
Procreazione assistita, il testo in Gazzetta
(Legge 40/2004)
Articolo da CittadinoLex
 
Via libera alla procreazione medicalmente assistita. Nella Gazzetta Ufficiale 45, del 24 febbraio 2004, è stata pubblicata, infatti, la legge che consente alle coppie, che non riescono ad avere figli, di avere accesso alla fecondazione a artificiale. Il dispositivo chiarisce che la procreazione assistita può essere richiesta solo da coppie eterosessuali, che utilizzino gameti provenienti dalla coppia stessa. E’ esclusa, dunque, la possibilità di ricorrere a donatori di gameti esterni alla coppia e a donne che decidano di portare avanti la gravidanza al posto di un’altra. L’accesso alla procreazione assistita non è concessa alle coppie omosessuali. In ogni caso, entrambi i soggetti che compongono la coppia devono essere viventi. Non è più consentito, inoltre, ai donatori di gameti di disconoscere la paternità e alla donne che portano avanti la gravidanza al posto di altre di richiedere il proprio anonimato. I bambini che nasceranno grazie alla fecondazione artificiale avranno diritto allo stato di figli legittimi o riconosciuti, a seconda se siano figli di genitori sposati oppure semplicemente conviventi. Qualora dalla fecondazione artificiale vengano fuori più embrioni, essi dovranno essere contemporaneamente impiantati. E’ vietata, infatti, la riduzione embrionaria di gravidanze plurime. Fermo restando che il numero massimo di embrioni impiantabili contemporaneamente non può essere superiore a 3. (26 febbraio 2004)
 
Norme in materia di procreazione medicalmente assistita

CAPO I

PRINCIPI GENERALI

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Articolo 1.

(Finalità).

1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni

e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.

2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.

Articolo 2.

(Interventi contro la sterilità e la infertilità).

1. Il Ministro della salute, sentito il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, può promuovere ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni

della sterilità e della infertilità e favorire gli interventi necessari per rimuoverle nonchè per ridurne l'incidenza, può incentivare gli studi e le ricerche sulle tecniche di

crioconservazione dei gameti e può altresì promuovere campagne di informazione e di prevenzione dei fenomeni della sterilità e della infertilità.

2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa massima di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004.

3. All'onere derivante dall'attuazione del comma 2 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell'economia e delle finanze

è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 3.

(Modifica alla legge 29 luglio 1975, n. 405).

1. Al primo comma dell'articolo 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405 [1] , sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere:

"d-bis) l'informazione e l'assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;

d-ter) l'informazione sulle procedure per l'adozione e l'affidamento familiare".

2. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

CAPO II

ACCESSO ALLE TECNICHE

Articolo 4.

(Accesso alle tecniche).

1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonchè ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.

2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti principi:

a) gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività;

b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell'articolo 6.

3. Č vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.

Articolo 5.

(Requisiti soggettivi).

1. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.

Articolo 6.

(Consenso informato).

1. Per le finalità indicate dal comma 3, prima del ricorso ed in ogni fase di applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita il medico informa in maniera dettagliata i soggetti di cui all'articolo 5 sui metodi, sui problemi bioetici e sui possibili effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all'applicazione delle tecniche stesse, sulle probabilità di

successo e sui rischi dalle stesse derivanti, nonchè sulle relative conseguenze giuridiche per la donna, per l'uomo e per il nascituro.

Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184 [2] , e successive modificazioni, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita. Le informazioni di cui al presente comma e quelle concernenti il grado di invasività delle tecniche nei confronti della donna e dell'uomo devono essere fornite per ciascuna delle tecniche applicate e in modo tale da garantire il

formarsi di una volontà consapevole e consapevolmente espressa.

2. Alla coppia devono essere prospettati con chiarezza i costi economici dell'intera procedura qualora si tratti di strutture private autorizzate.

3. La volontà di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 [3] , entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l'applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell'ovulo.

4. Fatti salvi i requisiti previsti dalla presente legge, il medico responsabile della struttura può decidere di non procedere alla procreazione medicalmente assistita, esclusivamente per motivi di

ordine medico-sanitario. In tale caso deve fornire alla coppia motivazione scritta di tale decisione.

5. Ai richiedenti, al momento di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, devono essere esplicitate con chiarezza e mediante sottoscrizione le conseguenze giuridiche di cui all'articolo 8 e all'articolo 9 della presente legge.

Articolo 7.

(Linee guida).

1. Il Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, e previo parere del Consiglio superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data

di entrata in vigore della presente legge, linee guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

2. Le linee guida di cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate.

3. Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica, con le medesime procedure di cui al comma 1.

CAPO III

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA TUTELA DEL NASCITURO

Articolo 8.

(Stato giuridico del nato).

1. I nati a seguito dell'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti della coppia che ha espresso la volontà di ricorrere

alle tecniche medesime ai sensi dell'articolo 6.

Articolo 9.

(Divieto del disconoscimento della paternità e dell'anonimato della madre).

1. Qualora si ricorra a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3, il coniuge o il convivente il cui consenso

è ricavabile da atti concludenti non può esercitare l'azione di disconoscimento della paternità nei casi previsti dall'articolo 235, primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile [4] , nè l'impugnazione di cui all'articolo 263 dello stesso codice [5] .

2. La madre del nato a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita non può dichiarare la volontà di non essere nominata, ai sensi dell'articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.

QUI C'E' LA SOLA 3. In caso di applicazione di tecniche di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3, il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi confronti alcun diritto nè essere titolare di obblighi.

CAPO IV

REGOLAMENTAZIONE DELLE STRUTTURE AUTORIZZATEALL'APPLICAZIONE DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONEMEDICALMENTE ASSISTITA

Articolo 10.

(Strutture autorizzate).

1. Gli interventi di procreazione medicalmente assistita sono realizzati nelle strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni e iscritte al registro di cui all'articolo 11.

2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono con proprio atto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge:

a) i requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture;

b) le caratteristiche del personale delle strutture;

c) i criteri per la determinazione della durata delle autorizzazioni e dei casi di revoca delle stesse;

d) i criteri per lo svolgimento dei controlli sul rispetto delle disposizioni della presente legge e sul permanere dei requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture.

Articolo 11.

(Registro).

1. Č istituito, con decreto del Ministro della salute, presso l'Istituto superiore di sanità, il registro nazionale delle strutture autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione

medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell'applicazione delle tecniche medesime.

2. L'iscrizione al registro di cui al comma 1 è obbligatoria.

3. L'Istituto superiore di sanità raccoglie e diffonde, in collaborazione con gli osservatori epidemiologici regionali, le informazioni necessarie al fine di consentire la trasparenza e la

pubblicità delle tecniche di procreazione medicalmente assistita adottate e dei risultati conseguiti.

4. L'Istituto superiore di sanità raccoglie le istanze, le informazioni, i suggerimenti, le proposte delle società scientifiche e degli utenti riguardanti la procreazione medicalmente assistita.

5. Le strutture di cui al presente articolo sono tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali e all'Istituto superiore di sanità i dati necessari per le finalità indicate dall'articolo 15

nonchè ogni altra informazione necessaria allo svolgimento delle funzioni di controllo e di ispezione da parte delle autorità competenti.

6. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo, determinato nella misura massima di 154.937 euro a decorrere dall'anno 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando

l'accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

CAPO V

DIVIETI E SANZIONI

Articolo 12.

(Divieti generali e sanzioni).

1. Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione

amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro.

2. Chiunque a qualsiasi titolo, in violazione dell'articolo 5, applica tecniche di procreazione medicalmente assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi o uno dei cui componenti sia minorenne ovvero che siano composte da soggetti dello stesso sesso o non coniugati o non conviventi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 a 400.000 euro.

3. Per l'accertamento dei requisiti di cui al comma 2 il medico si avvale di una dichiarazione sottoscritta dai soggetti richiedenti. In caso di dichiarazioni mendaci si applica l'articolo 76, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

4. Chiunque applica tecniche di procreazione medicalmente assistita senza avere raccolto il consenso secondo le modalità di cui all'articolo 6 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.

5. Chiunque a qualsiasi titolo applica tecniche di procreazione medicalmente assistita in strutture diverse da quelle di cui all'articolo 10 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100.000 a 300.000 euro.

6. Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro.

7. Chiunque realizza un processo volto ad ottenere un essere umano discendente da un'unica cellula di partenza, eventualmente identico, quanto al patrimonio genetico nucleare, ad un altro essere umano in vita o morto, è punito con la reclusione da dieci a venti anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Il medico è punito, altresi', con l'interdizione perpetua dall'esercizio della professione.

8. Non sono punibili l'uomo o la donna ai quali sono applicate le tecniche nei casi di cui ai commi 1, 2, 4 e 5.

9. Č disposta la sospensione da uno a tre anni dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dal comma 7.

10. L'autorizzazione concessa ai sensi dell'articolo 10 alla struttura al cui interno è eseguita una delle pratiche vietate ai sensi del presente articolo è sospesa per un anno. Nell'ipotesi di

più violazioni dei divieti di cui al presente articolo o di recidiva l'autorizzazione può essere revocata.

CAPO VI

MISURE DI TUTELA DELL'EMBRIONE

Articolo 13.

(Sperimentazione sugli embrioni umani).

1. Č vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano.

2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative.

3. Sono, comunque, vietati:

a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge;

b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;

c) interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell'embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca;

d) la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere.

4. La violazione dei divieti di cui al comma 1 è punita con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 50.000 a 150.000 euro. In caso di violazione di uno dei divieti di cui al comma 3 la pena è aumentata. Le circostanze attenuanti concorrenti con le circostanze aggravanti previste dal comma 3 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste.

5. Č disposta la sospensione da uno a tre anni dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo.

Articolo 14.

(Limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni).

1. Č vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

2. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell'evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall'articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre.

3. Qualora il trasferimento nell'utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile.

4. Ai fini della presente legge sulla procreazione medicalmente assistita è vietata la riduzione embrionaria di gravidanze plurime, salvo nei casi previsti dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

5. I soggetti di cui all'articolo 5 sono informati sul numero e, su loro richiesta, sullo stato di salute degli embrioni prodotti e da trasferire nell'utero.

6. La violazione di uno dei divieti e degli obblighi di cui ai commi precedenti è punita con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 50.000 a 150.000 euro.

7. Č disposta la sospensione fino ad un anno dall'esercizio professionale nei confronti dell'esercente una professione sanitaria condannato per uno dei reati di cui al presente articolo.

8. Č consentita la crioconservazione dei gameti maschile e femminile, previo consenso informato e scritto.

9. La violazione delle disposizioni di cui al comma 8 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.

CAPO VII

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Articolo 15.

(Relazione al Parlamento).

1. L'Istituto superiore di sanità predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell'articolo 11, comma 5, sull'attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati.

2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull'attuazione della presente legge.

Articolo 16.

(Obiezione di coscienza).

1. Il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l'applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge quando sollevi obiezione di coscienza con preventiva dichiarazione. La dichiarazione dell'obiettore deve essere comunicata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge al direttore dell'azienda unità sanitaria locale o dell'azienda ospedaliera, nel caso di personale dipendente, al direttore sanitario, nel caso di personale dipendente da strutture private autorizzate o accreditate.

2. L'obiezione può essere sempre revocata o venire proposta anche al di fuori dei termini di cui al comma 1, ma in tale caso la dichiarazione produce effetto dopo un mese dalla sua presentazione agli organismi di cui al comma 1.

3. L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificatamente e necessariamente

dirette a determinare l'intervento di procreazione medicalmente assistita e non dall'assistenza antecedente e conseguente l'intervento.

Articolo 17.

(Disposizioni transitorie).

1. Le strutture e i centri iscritti nell'elenco predisposto presso l'Istituto superiore di sanità ai sensi dell'ordinanza del Ministro della sanità del 5 marzo 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

n. 55 del 7 marzo 1997, sono autorizzati ad applicare le tecniche di procreazione medicalmente assistita, nel rispetto delle disposizioni della presente legge, fino al nono mese successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture e i centri di cui al comma 1 trasmettono al Ministero della salute un elenco contenente l'indicazione numerica degli embrioni prodotti a seguito dell'applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita nel periodo precedente la data di entrata in vigore della presente legge, nonché, nel rispetto delle vigenti disposizioni sulla tutela della riservatezza dei dati personali, l'indicazione nominativa di coloro che hanno fatto ricorso alle tecniche medesime a seguito delle quali sono stati formati gli embrioni. La violazione della disposizione del presente comma è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 a 50.000 euro.

3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, le modalità e i termini

di conservazione degli embrioni di cui al comma 2.

Articolo 18.

(Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita).

1. Al fine di favorire l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita da parte dei soggetti di cui all'articolo 5, presso il Ministero della salute è istituito il Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Il Fondo è ripartito tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

2. Per la dotazione del Fondo di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 6,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2004.

3. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. Č fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 19 febbraio 2004

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Castelli

http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idCat=42&idArt=749

NOTE AL TESTO DELLA LEGGE

[1] Ecco il testo completo del primo comma: "1. Il servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità ha come scopi:

a) l'assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità ed alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e della famiglia, anche in ordine alla problematica minorile;

b) la somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e da singolo in ordine alla procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e dell'integrità fisica degli utenti;

c) la tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento;

d) la divulgazione delle informazioni idonee a promuovere ovvero a prevenire la gravidanza consigliando i metodi ed i farmaci adatti a ciascun caso.

"d-bis) l'informazione e l'assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonchè alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;

d-ter) l'informazione sulle procedure per l'adozione e l'affidamento familiare".

[2] La legge 184 si intitola: "Diritto del minore ad una famiglia".

[3] E’ la norma che attribuisce ai Ministri la potestà regolamentare nelle materie di loro competenza.

[4] Ecco il testo dell’articolo 235 del codice civile: "1. L'azione per il disconoscimento di paternità del figlio concepito durante il matrimonio è consentita solo nei casi seguenti:

1) se i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso fra il trecentesimo ed il centottantesimo giorno prima della nascita;

2) se durante il tempo predetto il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare;

3) se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio. In tali casi il marito è ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibile con quello del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternità.

2. La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità.

3. L'azione di disconoscimento può essere esercitata anche dalla madre o dal figlio che ha raggiunto la maggiore età in tutti i casi in cui può essere esercitata dal padre."

[5] Dispone che: "1. Il riconoscimento può essere impugnato per difetto di veridicità dall'autore del riconoscimento, da colui che è stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse. 2. L'impugnazione è ammessa anche dopo la legittimazione. 3. L'azione è imprescrittibile."
 

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Di Loredana Morandi (del 10/06/2005 @ 17:47:15, in Magistratura, linkato 1485 volte)

UNITA’ PER LA COSTITUZIONE MILANO

L’ autogoverno fra crisi e delegittimazione. Il nostro impegno.

Le recenti polemiche - che costituiscono occasione  per politiche esterne all’ordine dei magistrati  di ripensamento dell’intero assetto della magistratura - sull’attività del CSM in materia di pratiche c.d. di gestione (in particolare nomine di uffici direttivi e semidirettivi) meritano alcune riflessioni articolate e non strillate.
Da un lato infatti vi è la necessita di salvaguardare i principi costituzionali del sistema e la Istituzione consiliare che assicura l’effettività di tali principi, dall’altro occorre svolgere una funzione di critica propositiva finalizzata al miglioramento del servizio e della decisione.
In un momento in cui la Magistratura resta soggetta ai disegni di controriforma dell’ordinamento giudiziario ed il Ministro della Giustizia pone in discussione la capacità del CSM a governare l’ordine giudiziario ed il suo potere, è massima l’esigenza di mantenere un autogoverno saldo e che conservi, all’esterno, un’immagine di serietà ed equilibrio istituzionale. Sacrificare tale immagine per interessi di parte o farne strumento di polemica - che è cosa diversa dalla critica - avverso singole decisioni non condivise costituirebbe un atto irresponsabile cui è necessario sottrarsi senza indugio.
Occorre allora preliminarmente abbandonare la logica del manicheismo e della supponenza culturale (denunciata dallo stesso Vicepresidente Rognoni) che porta alcuni gruppi - aggregati in un’alleanza che rischia di essere e di apparire un polo ideologico (il bipolarismo rappresenterebbe la fine di una magistratura libera) - a ritenere che il male risieda sempre e comunque nella condotta altrui. La critica non può prescindere dall’autocritica perché se si denuncia una maggioranza precostituita vuol dire che, in contrapposizione, si è creata (prima o dopo?) un’alternanza altrettanto omogenea e collegata. Questa logica altera la fisiologia del CSM che non deve governare ma amministrare e giudicare.
Bisogna poi osservare e criticare l’attività del CSM senza delegittimarne il ruolo. Dire che le maggioranze si formano per ragioni estranee alle regole decisionali  significa mortificare il ruolo di tutti  i consiglieri (togati e laici) nell’aspetto più delicato che è quello della loro indipendenza istituzionale. Indipendenza - ovviamente - dalla politica, indipendenza dal correntismo nel suo aspetto degenerativo di clientela, di senso dell’appartenenza, di favore, non di idealità che si esprime attraverso una trasparente politica della giurisdizione.
I partiti nel CSM rappresenterebbero la fine dell’autonomia della magistratura. I magistrati che cercano attraverso i partiti uno spiraglio numerico nel Consiglio per aspettative di carriera avvierebbero un processo irreversibile di caduta dell’etica rinunciando, loro stessi, alla indipendenza soggettiva e funzionale. Tutto questo va prevenuto attraverso un comportamento attento e virtuoso della gestione quotidiana.
Sulle nomine dei direttivi e dei semidirettivi il CSM dovrebbe operare come giudice dell’autogoverno, applicando quelle regole che sono state scritte (e che forse vanno rivisitate) e valutando i profili professionali degli aspiranti come un giudice valuta il proprio processo. Con coscienza e spirito indipendente. Senza baratti, compensazioni o accordi trasversali programmati.
Dire che queste regole - che sono di deontologia e che colpiscono il cuore dell’Istituzione - vengono frequentemente violate significa delegittimare  il Consiglio Superiore nella sua funzione. Occorre, invece, valutare i processi decisionali dell’organo - sempre leggibili attraverso le proposte - ed intervenire sui meccanismi preventivi che scrivono la professionalità del magistrato che oggi appare  bravissimo, in grado di esercitare tutte le funzioni, dotato sempre di capacità nella gestione di risorse. Siamo tutti ottimi giuristi e dirigenti e, fattore che aggrava il contesto, convinti di essere migliori dell’altro.
E’ un problema di riscrittura di regole iniziali (bisogna abbandonare l’arte della tuttologia, ampliare le fonti di conoscenza, valorizzare la responsabilità dei Consigli Giudiziari) ma soprattutto di cultura nella formazione e nel rapporto con l’Istituzione la cui decisione - se libera - va sempre accettata.
Il problema dell’inefficienza del servizio (il CSM deve dare risposte in tempi assolutamente più brevi) si risolve con l’aumento dei componenti ed il potenziamento delle strutture ausiliarie e con l’applicazione di procedure più snelle, a condizione che il magistrato abbia fiducia nel suo organismo di autogoverno.
Altrimenti - e si ritorna al problema culturale - qualcuno, raccogliendo le urla scandalizzate che denunciano casi non ancora definiti non conoscendo nemmeno i profili professionali dei magistrati, il percorso logico adottato nella valutazione discrezionale, penserà all’eterogoverno come forma di risoluzione delle patologie che gli stessi esponenti delle correnti denunciano.
L’impegno di Unicost milanese sarà invece quello di contribuire ad una riflessione effettiva sul miglioramento degli organi di autogoverno per garantire loro credibilità ed efficienza.

Milano 8 giugno 2005
La segreteria

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Di Loredana Morandi (del 10/06/2005 @ 17:43:06, in Magistratura, linkato 1386 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’A.N.M. sui lavori parlamentari sull’ordinamento giudiziario

La Giunta dell’ANM sta seguendo con la massima attenzione lo svolgimento del dibattito in corso al Senato sul disegno di legge delega relativo all’ordinamento giudiziario.

Rileva che il relatore del disegno di legge sen. Bobbio ed il Ministro della giustizia continuano a manifestare un atteggiamento di pregiudiziale chiusura tanto rispetto alle proposte, alle critiche ed agli emendamenti dell’opposizione parlamentare quanto rispetto agli emendamenti di esponenti della maggioranza parlamentare.

La Giunta - mentre prosegue, negli incontri di questi giorni, sulla strada del confronto e del dialogo con tutte le forze politiche - ribadisce il suo più netto dissenso rispetto al testo di legge oggi in discussione e conferma lo stato di mobilitazione di tutta la magistratura in vista di ulteriori iniziative di protesta.

Roma, 1 giugno 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Associazione Nazionale Magistrati

L’A.N.M. sulla ripresa dei lavori sull’Ordinamento Giudiziario

La Giunta Esecutiva Centrale manifesta la più viva preoccupazione per la possibilità che il Senato approvi un testo di riforma dell’ordinamento giudiziario che, oltre a non tener conto delle osservazioni e delle proposte formulate dall’ANM, non risponda nemmeno ai rilievi di palese incostituzionalità indicati nel messaggio del Capo dello Stato.

La magistratura seguirà, come ha sempre fatto, con la massima attenzione l’andamento dei lavori parlamentari, che spera siano improntati a ragionevolezza e al più ampio confronto e approfondimento.

La GEC conferma lo stato di mobilitazione, riservandosi di adottare con la dovuta tempestività le iniziative necessarie.

Roma, 25 maggio 2005

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Di Loredana Morandi (del 10/06/2005 @ 17:38:35, in Indagini, linkato 1428 volte)

Il perchè lo dice benissimo La Repubblica in questo articolo sui retroscena del sequestro, infatti il Sismi per la liberazione ha messo in pratica pesanti ingerenze ai danni della popolazione afghana. Ed io questo non posso condividerlo. L.M.

Qualcuno non voleva lo scambio con la madre di Timor Shah
Settori ostili alla linea di Karzai hanno boicottato le trattative

Era tutto pronto da mercoledì
Ostacoli e difficoltà da Kabul

Oggi all'arrivo a Roma la Cantoni sarà interrogata a Palazzo di Giustizia dai pm dell'Antiterrorismo
di LUCA FAZZO e CLAUDIA FUSANI
 
LA SVOLTA, quella vera, è arrivata nel pomeriggio di mercoledì. E' stato in quelle ore che gli agenti del Sismi all'opera da tre settimane in Afghanistan hanno ottenuto dal governo di Kabul la concessione che da giorni paralizzava le trattative per la liberazione di Clementina Cantoni, infilando ogni apertura in un cul de sac in cui ognuna delle due parti rifilava all'avversario l'onere della prima mossa. Invece mercoledì i nostri 007 ottengono che le porte delle durecarceri afgane si aprano per quattro detenuti. Si tratta di delinquenti comuni che fanno parte dell'elenco (un elenco elastico e mutevole, la cui composizione era stata modificata a più riprese nel corso del sequestro) delle contropartite chieste da Timor Shah per porre fine alla prigionia della giovane italiana. Il governo di Kabul si era sempre rifiutato di rimettere nessuno in libertà prima di un atto concreto dei banditi. Mercoledì, sotto la pressione continua di Roma, arriva la svolta: Kabul acconsente a fare uscire i quattro in una condizione di "semilibertà", affidati ad un garante e sotto il controllo diretto dei militari italiani. E' l'apertura decisiva. Ma anche stavolta, tutto fino all'ultimo poteva andare storto. E fino all'ultimo momento l'ottimismo non ha mai preso la mano tra chi aveva davvero il polso della situazione.

Ora che è tutto finito nel migliore dei modi, sarebbe quantomeno inesatto dipingere la gestione delle trattative per la liberazione della cooperante milanese come un percorso razionale e lineare. Al contrario, una lunga serie di inciampi di ogni genere ha costellato i ventiquattro giorni del sequestro.

Di questi inciampi sono stati responsabili diversi soggetti. Le organizzazioni umanitarie che a Kabul hanno agito tanto volonterosamente quanto scompostamente. Altri esponenti italiani responsabili di iniziative improvvide. Giornalisti che hanno cercato di giocare in prima persona un ruolo nelle trattative. Ma i condizionamenti peggiori sono stati quelli espliciti, deliberati che venivano dall'interno delle istituzioni afgane, dai settori impegnati in una opposizione strenua alla leadership di Hamid Karzai e che a più riprese hanno boicottato le possibilità di sblocco: a partire dall'irruzione più plateale di tutte, l'arresto della madre di Timor Shah.

In quel momento, la vita di Clementina Cantoni è stata appesa ad un filo. Solo a prezzo di sforzi incredibili gli uomini del Sismi il 26 maggio riescono a ottenere che la donna lasci il carcere e che venga affidata alla custodia dei militari italiani. Quando da Kabul arriva la telefonata che annuncia la consegna della madre del bandito, il sospiro di sollievo del capo del Sismi Nicolò Pollari e di Gianni Letta, responsabile politico dell'intelligence, si sente fino ai piani alti di Palazzo Chigi.

Oggi pomeriggio, appena sarà sbarcata a Roma, Clementina Cantoni verrà interrogata dai carabinieri del Ros e dai pm dell'Antiterrorismo. L'inchiesta per sequestro di persona ha già, verosimilmente, alcuni nomi nel registro degli indagati, a partire da quello di Timor Shah. Tutto da verificare è però se e come sarà concretamente possibile perseguire davvero i responsabili del sequestro, dopo il perfezionamento con la banda dell'accordo che prevede indubbiamente tra le sue clausole la garanzia dell'impunità. Anche di questa clausola si sono fatti sostenitori, nel corso delle tre settimane del rapimento, gli ambienti politici afgani accusati dai nostri 007 di costituire la copertura istituzionale dei rapitori.

Non si può parlare di mandanti politici, ma di coperture sì. La definizione più calzante al sequestro pare l'abbia data qualche giorno fa un alto dirigente dei nostri servizi: "E' come se avessimo davanti una banda di ladri a Palermo". Tradotto: un gruppo di cani sciolti che però agisce in una situazione in cui poco o nulla può avvenire senza il consenso di entità superiori. E' con queste entità superiori che il Sismi ha cercato continuamente di avviare un rapporto, badando però a non urtare la suscettibilità del governo ufficiale. Ma, sotto traccia, i contatti esistevano, e sono stati alla base dell'esito positivo.

Tre i passaggi decisivi, dopo la liberazione della madre di Timor Shah. L'ingresso in scena di un nuovo mediatore, nella giornata del 28, un capotribù con contatti di buon livello sia nella malavita che nelle istituzioni. L'arrivo, il giorno successivo, del video con Clementina in buona salute, e la telefonata in cui viene data la risposta ad una domanda-chiave per verificare l'esistenza in vita della donna: segno che il nuovo canale è stato accettato. Infine, l'identificazione del nome di tre rapitori e la localizzazione del covo, il 31: un segnale per dire ai rapitori che se la trattativa non si sblocca l'opzione dell'azione di forza è ancora aperta.

Ma non ce n'è bisogno. Ieri pomeriggio, lo scambio: la madre del bandito torna libera, l'incubo di Clementina finisce. Sono passati di mano anche dei quattrini? In caso affermativo, pochi spiccioli al confronto di quelli che servirono alla tragica liberazione di Giuliana Sgrena.

(10 giugno 2005)
http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/esteri/afrapito5/trattat/trattat.html

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Di Loredana Morandi (del 22/05/2005 @ 16:00:15, in Magistratura, linkato 1351 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il Presidente dell’ANM, Ciro Riviezzo, sarà presente alla manifestazione prevista a Palermo il 23 maggio 2005 organizzata dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” in occasione del 13° anniversario della strage di Capaci.

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Di Loredana Morandi (del 22/05/2005 @ 15:58:08, in Magistratura, linkato 1391 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’A.N.M. sull’appello del Sen. Bobbio

L’ordinamento giudiziario è materia sulla quale, come è stato di recente autorevolmente osservato nel corso dei lavori del Senato, occorre “riflettere e studiare”, mentre non sono utili generici richiami alla mobilitazione ad approvare un testo che, nell’attuale versione, non risponde nemmeno ai rilievi mossi dal Capo dello Stato, ed in relazione al quale sono stati presentati numerosi emendamenti sia da parte di esponenti della maggioranza che dell’opposizione. L’A.N.M. è pronta come sempre a fornire il suo contributo costruttivo ad un approfondimento dei delicati temi in discussione, ma anche ad adottare, come già fatto in passato, tutte le iniziative necessarie a rappresentare il suo netto dissenso.

Roma, 19 maggio 2005
Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 19/05/2005 @ 20:00:53, in Indagini, linkato 1543 volte)

L'allenamento di due anni di discussioni infruttuose sotto il profilo culturale, scientifico e tecnico (di cui posso dimostrare ampio carteggio) con il Comitato Roma Nord sul caso Radio Vaticana, mi impone una ulteriore riflessione, che nasce esclusivamente dai metodi socratici appresi nei miei studi umanistici.

L'antica medicina simpatica attribuiva efficacia a quelle sostanze simili nella forma all'organo da curare. L'esempio più eclatante: la noce e il cervello. Ma qui si trattava evidentemente di un grossolano errore ...

Nel caso dell'elettromagnetismo, io ricercatrice, indagherei sulle influenze delle onde elettromagnetiche sull'unico apparato che utilizza la naturale elettricità animale: il cervello.

Il cervello è una macchina praticamente perfetta, che accumula tutte le nozioni dell'umano sentire nelle sue cellule. Le cellule cerebrali, pur perfette, uniche dell'intero organismo purtroppo non si rigenerano mai più una volta perdute. La malattia del secolo, che ne colpisce la struttura minandone radicalmente la funzione mnemonica con la distruzione delle cellule, è l'Alzaimer il cui decorso degenerativo inizia prestissimo: anche a quaranta anni. Allo stato la ricerca scientifica conosce poco o nulla delle sue potenziali capacità. Sono e restano difficilissimi gli interventi chirurgici a cranio aperto, che sempre recano pesantissimi sintomi subordinati come emiparesi, paresi, con la perdita dell'uso della parola, della facoltà di calcolo o dell'uso di uno dei cinque sensi. Sappiamo inoltre che la primigenia funzione del cervello è quella della registrazione e decodifica dei dati proveniente dai cinque sensi. Quattro di essi sono saldamente installati nella scatola cranica: vista, udito, olfatto, gusto. Inoltre il tatto, ultimo dei cinque sensi legato al funzionamento dell'organo più grande presente nel nostro corpo cioè la pelle, è presente e sensibilissimo su tutta quanta la testa. Provare per credere.

I moltissimi casi di cetacei spiaggiati e poi penosamente deceduti sulle coste dell'atlantico e del pacifico, per aver perso il senso dell'orientamento, sono un importante segnale di quale sia il reale effetto dell'inquinamento elettromagnetico della Terra. In tutti quei casi è il sesto senso pescino detto "linea laterale" ad aver fallito, si tratta una sorta di bussola organica che li aiuta ad orientarsi mentre compiono migrazioni e mentre viaggiano sulle grandi distanze, perchè registra e decodifica il magnetismo naturale del pianeta .

Bene è per questi fondamentali planetari, che orienterei ogni mia ricerca a comprendere meglio gli effetti nefasti dell'elettromagnetismo sul cervello umano e sulle sue possibili sintomatologie e degenerazioni cellulari.

Altra cosa sono le degenerazioni cellulari dovute all'assorbimento di radiazioni nucleari, provocato incidentalmente dall'esposizione a materiali naturalmente radioattivi a causa di un incidente, come le leucemie acute a blasti midollari dovute alle esplosioni atomiche di Hiroshima, Nagasaki, di Halabja in kurdistan o nell'Iraq della prima guerra del Golfo, oppure per esposizioni dovute a cause professionali. Nel caso specifico di Radio Vaticana, oltre ai più volte citati 2+1=3 reattori nucleari accesi presso la base Apat (ex Enea) della Casaccia, è il Tufo a determinare un ulteriore picco della radioattività del suolo. Questo è un dato rilevabile in tutto il Lazio con l'uso un comunissimo contatore a tubo geiger, perchè questo sfrigola del noto ticchettio al primo sasso di tufo che si incontra.

Il Tufo è una antica e spugnosa pietra lavica, naturalmente radioattiva è presente in grandi giacimenti nelle regioni Lazio e Campania dove viene utilizzato comunemente per l'edilizia, tanto quanto il marmo Travertino caro alla città di Roma, ma molto meno pericoloso. E' la natura spugnosa del Tufo a dover attirare una seconda attenzione, perchè specialmente in edilizia all'interno delle porosità dei mattoncini di tufo possono depositarsi tutte le polveri dell'atmosfera, comprese quelle della nube tossica di Chernobil e quelle polveri radioattive provenienti dal Kossovo, dall'Afghanistan e dall'Iraq. In questo caso la naturale radioattività del Tufo ne risulterebbe addirittura potenziata. Piogge, straripamenti e il comunissimo vento possono quindi potenziare, ciò che è potenzialmente pericoloso.

Anche gli uomini sono figli di questa splendida, ma insidiosa, madre Terra. Il nostro organismo cela alla vista alcuni tessuti in tutto simili alla struttura fisica del Tufo. Sono il tessuto osseo spugnoso, presente nelle ossa corte e nelle estremità delle ossa lunghe, e il Midollo osseo, la vera fabbrica delle cellule del sangue. In tutti i casi di sintomatologie degenerative da radioattività si utilizza il termine scientifico di "assorbimento" e non si cade in alcun errore formale se si attribuisce tale peculiare capacità ai tessuti organici spugnosi, vedi i blasti midollari e le leucemie linfatiche, che colpiscono i linfonodi. Qui mi fermo, per essere solo un letterato umanista ho detto, ma ritornerò sull'argomento in seguito.

Temo purtroppo che non siano molti gli studiosi, in questi nuovi settori della ricerca già in balia del gossip e della informazione da carta straccia propagandistica, che lavorerebbero con la mia medesima onesta predisposizione trovandosi ad avere l'opportunità di cavalcare le prime pagine dei quotidiani. Una giusta campagna da affrontare mediattivamente dovrebbe essere quella di sensibilizzare le coscienze alla sola realtà, favorendo in questo modo la Ricerca.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 19/05/2005 @ 18:09:20, in Indagini, linkato 1416 volte)

Stasera vongole a Chioggia..

19 mag 17:00
Venezia: pescatori di frodo trovati con 2 tonnellate di vongole
VENEZIA - Sequestrate nella notte piu' di due tonnellate di vongole veraci pescate abusivamente nella laguna veneziana. I finanzieri del Comando di Chioggia, in provincia di Venezia, hanno intercettato i pescatori di frodo a bordo di tre motopescherecci grazie a una motovedetta e a un gommone veloce di supporto. Gli uomini si servivano di turbosoffianti, attrezzature illegali che causano danni e scompensi alla flora e alla fauna sottomarina. Le vongole, ancora vive, sono state rigettate in acqua. Sequestrati i mezzi e denunciati gli uomini. (Agr)

gradita serie: discariche e emissioni tossiche ... 

19 mag 11:21
Ecologia: sequestrate 17 discariche abusive a Roma
ROMA - Diciassette aree abusive, utilizzate nella provincia di Roma come discariche per rifiuti speciali, sono state scoperte e sequestrate dai finanzieri del comando provinciale della capitale. I terreni incolti utilizzati, dell'estensione complessiva di oltre 30mila metri quadri, appartenevano al demanio comunale. (Agr)

Non vorrei sembrare esigente o ingrata, ma un controllino alle emissioni radioattive della base Apat (ex Enea: i due più uno reattori nucleari accesi) della centrale della Casaccia?

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