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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/04/2011 @ 12:57:39, in Politica, linkato 1796 volte)
La d.ssa Maria Cordova è un eccellente magistrato, ed a mio avviso, tutte le presenze politiche sul caso di Rignano Flaminio partecipano ad inquinare la cd "scena del delitto". La pedofilia ha interessi trasversali come tutte le altre lobbies, ma la punta più avanzata è destra, e si rifà ai gruppi pedo-omofili ex Haider, visti anche sui server di Pirate Bay ove hanno alloggiato i siti e i forum dell'orgoglio degli Orchi. La lobby di Rignano è quella abbarbicata in Rai, l'ho detto e ripetuto più volte, ed oggi la stiamo osservando bene con le presenze inquietanti del separato "tirchio" Tiberio Timperi e i sostenitori della P.A.S., la strampalata teoria a-scientifica del pedofilo e psichiatra forense americano Richard Gardner. Ed è come dico, oppure avremmo la parcondicio tra le associazioni e non il tutto completo di una fazione della ex destra sociale, certo più nota per gli ex nar e gli ex picchiatori che per la cultura. (nella foto: l'entusiasmo popolare).  L.M.

Indagato Giovanardi per il
video sull’asilo dell’orrore



di Gian Marco Chiocci

Roma - Carlo Giovanardi è indagato a Roma. A coinvolgere il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche della famiglia, il suo intervento «difensivista» nel caso dei presunti abusi sessuali nell’asilo di Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Giovanardi, nell’estate di due anni fa, proiettò i video dei colloqui tra una delle bimbe vittime dei presunti abusi e i genitori della piccola. Lo scopo era dimostrare che i minori erano stati «indotti» ad accusare le maestre dell’asilo dalle insistenze dei genitori, e che dunque la reale esistenza delle violenze era tutta da dimostrare. Giovanardi per quell’episodio, avvenuto in una sala di Palazzo Chigi, è dunque finito a sua volta in procura, e ora la vicenda che lo riguarda rischia di sbarcare in tribunale: è di pochi giorni fa, infatti, l’avviso di chiusura indagini, che solitamente prelude al rinvio a giudizio.

Il pm Maria Anna Cordova accusa Giovanardi di aver «offeso la reputazione» dei genitori della bambina autori del video, alla presenza di altri parlamentari e con l’aggravante della diffusione via web delle contestazioni lanciate dal politico modenese. Che, invece, aveva sposato la causa degli innocentisti, convinto più che mai che gli indagati di Rignano fossero vittime di una sorta di «abbaglio» collettivo. «La vicenda è incredibile - commenta adesso il senatore - ma ancora più incredibile è che arrivi un avviso di garanzia anche al sottoscritto».

E mentre un esponente del governo viene lambito dalla storia del presunto «asilo degli orrori», il processo che dovrebbe stabilire se le violenze ci sono state, e nel caso chi le abbia commesse, avanza spedito. Si sono già tenute una ventina di udienze, e accusa e difesa si sono date battaglia. Ognuna ferma sulle sue posizioni: maestre e loro familiari insistono sull’inconsistenza delle prove, ritenendo che le accuse di abusi siano nate sulla base di una psicosi collettiva. I genitori dei bambini, invece, insistono a sostenere che i piccoli hanno indiscutibilmente subito violenze, in luoghi esterni all’asilo (tra l’altro, in una villa e in un capannone).

Al centro delle polemiche, nell’ultima udienza, è sbarcata una questione legata all’attività commerciale del nonno di una delle vittime. Si tratta di un sexy-shop, intestato alla suocera di uno dei grandi accusatori, un poliziotto, il cui numero di cellulare era presente sulla pagina web del negozio. La difesa sostiene che le dichiarazioni rese alla psicologa dalla bimba, che ha frequentato l’asilo quando i carabinieri vi avevano già nascosto le telecamere, sembrano riferirsi a oggetti che sarebbero in vendita proprio in quel negozio: candele di forma fallica, cappucci, costumi da coniglietta.

Ma l’avvocato delle parti civili, Carlo Taormina, dice d’essersi accertato che la piccola non è mai stata nel negozio dei nonni, anche se ammette che il padre «gestiva» telefonicamente i contatti via web di quell’attività commerciale. Mentre, nel merito delle accuse, per Taormina ormai non ci sarebbero «più margini di dubbio sul fatto che il risultato di questa prima parte dibattimentale ha confermato l’esistenza oggettiva dei fatti». Secondo l’avvocato, «i due terzi degli imputati sono stati individuati dalle testimonianze dei bimbi con precisione, indicando particolari come tatuaggi o anomalie fisiche non visibili se non in situazioni particolari».

La sentenza potrebbe arrivare già nel 2011. Ma le posizioni di accusati e accusatori continuano a riflettersi nella spaccatura del paese, Rignano Flaminio, diviso e lacerato tra colpevolisti e innocentisti.

http://www.ilgiornale.it/interni/indagato_giovanardi_video_sullasilo_dellorrore/09-04-2011/articolo-id=516217-page=0-comments=1
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Di Loredana Morandi (del 09/04/2011 @ 13:42:38, in Politica, linkato 1291 volte)
Buon lavoro alla d.ssa Loreto.


Napoli: Abusi sessuali, chiesti 5 anni
per l'ex assessore Gabriele


E' accusato di abusi sulle due figlie dell'ex compagna. La richiesta del pubblico ministero durante il processo che vede imputato l'attuale consigliere regionale del Pd

Cinque anni e nove mesi di reclusione sono stati chiesti dal pm Giuseppina Loreto per il consigliere regionale del Pd, Corrado Gabriele, già assessore regionale nella giunta Bassolino, accusato di abusi sessuali sulle due figlie dell'ex compagna.

La richiesta è stata avanzata nel corso della requisitoria del processo che è in corso davanti alla settima sezione del Tribunale. Nel corso dell'udienza di oggi ha discusso anche l'avvocato Elena Coccia, che assiste le due ragazzine le quali si sono costituite parte civile. La prossima udienza è fissata per il 28 aprile, quando dovrebbe discutere l'avvocato della difesa, Marinella De Nigris. In quella data potrebbe anche essere emessa la sentenza.

(07 aprile 2011)
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/04/07/news/abusi_sessuali_chiesti_5_anni_per_l_ex_assessore_gabriele-14620046/

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Di Loredana Morandi (del 10/04/2011 @ 11:54:01, in Magistratura, linkato 1467 volte)
Processo penale a due velocità


di Donatella Stasio

Continua dalla prima - La giustizia è un servizio, ma è anche un potere. E secondo una regola ferrea della politica, ha scritto di recente Luciano Violante , «nessun potere è disposto a riconoscere a un altro i mezzi per funzionare meglio se non sono chiari i presupposti e i confini della sua azione». Se è così, la politica non sarà mai disposta a far funzionare la giustizia nell'interesse dei cittadini se prima non avrà definito i poteri della magistratura e messo se stessa in sicurezza. Ma il fisiologico conflitto tra politica e giustizia è ormai diventato patologico. E a farne le spese è il processo penale.

C'è sempre qualcosa di nuovo, anzi, di antico nella politica giudiziaria. Che individua le cause, sfiora le soluzioni, ma poi imbocca strade diverse. Le cause: ogni anno oltre 3 milioni di nuovi fascicoli piombano sulle scrivanie di 2.103 pm e 2.481 giudici (più altri 828 occupati anche nel civile) che hanno di fronte un esercito di 230mila avvocati (record in Europa). I magistrati italiani sono tra i più produttivi del continente e smaltiscono circa 1.200 processi ciascuno, per un totale di 3 milioni 318.246, di poco inferiore ai nuovi arrivi. Andrebbe bene se la quantità non andasse a scapito della qualità, ma soprattutto se non ci fosse la zavorra dell'arretrato, che resta attestato su 3,29 milioni di procedimenti. La procedura è farraginosa, lunga, spesso inutilmente formalistica e contraddittoria, costellata da tempi morti e terreno fertile per tattiche dilatorie. C'è moltissimo da arare, semplificando, informatizzando, trovando forme alternative e rapide di definizione, che in altri Paesi chiudono dal 20 al 50% dei processi. Ma il vizio d'origine è la pretesa della politica di trasformare in reato ogni fatto che abbia disvalore sociale, allestire un processo e punirlo con il carcere. Sulla repressione penale si scarica la risposta ad ogni problema sociale (disagio mentale, immigrazione, droga), ingolfando il processo e il carcere.

L'articolo segue su Il Sole 24 ore

Le soluzioni: non si investe più nella giustizia e i fondi hanno toccato il minimo storico dal 2000 (1,35% del bilancio dello Stato). A risorse invariate, tutti concordano sulla necessità di depenalizzare i reati minori, sottraendoli alla macchina del processo da riservare ai casi più gravi. Condivisa è anche la necessità di un diritto penale minimo, con pene alternative al carcere, efficaci quanto e forse più della galera. Sul fronte organizzativo, l'imperativo è razionalizzare le risorse esistenti, tagliando i Tribunali minori con meno di 20 magistrati (sono 88 su 165).

Le strade imboccate: leggi settoriali, contingenti, contraddittorie, approvate senza valutazioni d'impatto. Norme manifesto come il «processo breve». O leggi come la ex Cirielli, che ha tagliato la prescrizione, o come il «processo breve», che ci riprova. Risultato: una giustizia a due velocità. La descrive bene, con un'immagine efficace, il pm Paolo Ielo: «Al piano terra del Tribunale di Milano si trattano gli arresti in flagranza, i "reati di strada", droga, rapine, violazione della Bossi-Fini: il processo è rapido, ogni giorno vengono comminati svariati anni di galera, la prescrizione non esiste anche perché gli imputati sono poveri e non possono permettersi un avvocato di fiducia. Al terzo piano si trattano i reati di aggiotaggio, corruzione, falso in bilancio, per i quali non è previsto l'arresto in flagranza, gli imputati non sono i "meno abbienti" del piano terra, gli anni di galera comminati ogni giorno sono di gran lunga inferiori, il processo è più garantito e molti reati vanno in prescrizione perché la ex Cirielli ne ha ulteriormente diminuito i tempi». Insomma, giustizia rapida ai piani bassi, lenta ai piani alti.

Depenalizzazione, revisione della geografia giudiziaria, eliminazione dei formalismi inutili del processo sono proposte presenti nei programmi elettorali delle forze politiche. Che vinte le elezioni, però, le lasciano nel cassetto. Giorni fa, il ministro della Giustizia Angelino Alfano se ne è ricordato e le ha «offerte» all'opposizione in cambio della disponibilità sulla riforma costituzionale della giustizia che dovrà «riequilibrare i poteri».

Mancano meno di due anni alla fine della legislatura. Ne sono già trascorsi tre, segnati da un conflitto esasperato tra politica e giustizia. La maggioranza ormai teorizza apertamente che la «priorità» da risolvere è l'«anomalia giudiziaria» della «persecuzione» di alcuni magistrati nei confronti del premier. E così, finora il Parlamento è stato costretto a discutere ben 9 iniziative legislative dirette ad arginare le pendenze giudiziarie di Silvio Berlusconi. Alcune devastanti per il processo penale, fermate anche grazie alla moral suasion del Quirinale.

La prima risale a maggio 2008: il governo tenta di inserire la norma «blocca-processi» nel decreto sicurezza, poi stralciata e riproposta nel ddl di conversione. La norma non passa per il veto del Colle. A giugno 2008 il governo vara il ddl intercettazioni, un duro colpo alle indagini e alla libertà di stampa. Finisce su un binario morto, anche qui con l'intervento del Quirinale. A seguire il Lodo Alfano, che sospende i processi alle più alte cariche dello Stato. Quelli a Berlusconi riprendono solo dopo che la Consulta boccia il Lodo. A febbraio 2009 è la volta del ddl Alfano sul processo penale: 34 articoli, molti destinati ad allungare i tempi processuali perché vietano di usare sentenze definitive come prova dei fatti in esse accertati e ampliano i poteri della difesa. Il ddl è fermo al Senato. A novembre 2009, il Pdl presenta il «processo breve», la ghigliottina ai processi che superano 2 anni in primo grado, in appello, in Cassazione. Per fermarlo, l'Udc propone con il Pdl il «legittimo impedimento», che garantisce al premier uno stop di 18 mesi nei suoi processi, fino al varo del Lodo Alfano bis. Che arriva a settembre 2010, ma si arena al Senato. Intanto la Consulta boccia il «legittimo impedimento» e la maggioranza ripesca il «processo breve». Ma il Colle fa muro. Il ddl cambia (niente più ghigliottina dei processi) e viene ribattezzato «processo europeo» ma imbarca, a sorpresa, la «prescrizione breve» per gli incensurati. Il resto è storia recentissima: al Senato il Pdl vota una norma che amplia i poteri della difesa e allunga i tempi del dibattimento (perciò chiamata «processo lungo»), persino nei casi di rito abbreviato.

In questo caos, il 10 marzo il governo vara la riforma costituzionale che separa le carriere, trasforma il pm in un ufficio, affida al Parlamento le priorità dell'azione penale, aumenta la presenza politica nel Csm, fa pagare ai giudici i loro sbagli. Non ridurrà i tempi dei processi, ammette Alfano, ma migliorerà l'efficienza, assicura. Il confronto parlamentare si preannuncia lungo e aspro. Forse non si arriverà nemmeno al traguardo. Ma per Berlusconi è una riforma «epocale» perché «riequilibra i poteri». Negli stessi giorni, una riforma «epocale» della giustizia viene annunciata anche in Guinea, che con l'Italia condivide i piani bassi della classifica mondiale sull'efficienza della giustizia (dati Doing Business Banca mondiale), ma è tre gradini più su. Il presidente Alpha Condé spiega, con parole analoghe a quelle del nostro premier, che la situazione è «intollerabile e insostenibile». Lui, però, vuole la riforma per rendere «il potere giudiziario, per la prima volta nella storia del Paese, davvero indipendente». E così, mentre in Italia, al grido di «chi sbaglia paga», i giudici vengono spinti alla massima prudenza per difendere il portafoglio e dormire tranquilli, in Guinea, dove la corruzione dilaga e si vuole arginarla, i giudici avranno stipendi più alti per garantirne al massimo l'autonomia e l'indipendenza. Cose dell'altro mondo...

Decima puntata - continua
Le puntate precedenti sono state pubblicate il 24, 25, 26, 27, 30 marzo, 1°, 5, 6 e 9 aprile

Sistema giudiziario: cause, organici e fondi

I PROCEDIMENTI NEL 2010
2.103

Pubblici ministeri
I Pm sono 2.103, i giudici penali 2.481 (+828 occupati anche nel civile).
Attivi 165 tribunali in Italia, di cui 88 con meno di 20 magistrati.

1,35%
La spesa per la giustizia sul bilancio statale. È il minimo storico dal 2000.

150.000
Reati prescritti. Pesa l'assenza di forme alternative al processo: in altri Paesi risolvono fino al 50% dei casi
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Di Loredana Morandi (del 10/04/2011 @ 16:43:40, in Estero, linkato 1662 volte)
Save Liam McCarty (by his father)


Oggi ho risposto ad un "blog" di Maurizio Molinari, giornalista e corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa, sul caso del piccolo Liam, il bimbo di Manuela Antonelli. Ritenendo gli argomenti da me trattati di un certo interesse, ripubblico il mio intervento con la traduzione in inglese del testo.

L'articolo di Molinari per La Stampa è a questo link.

Il fatto principale da conoscere sulla vicenda processuale e sulla vita di Liam è che il bimbo è nato fuori dal matrimonio, quando i due genitori erano già separati. Deve la vita, certamente, solo a sua madre e probabilmente alla formazione cattolica italiana di lei. Lui,  il padre, Michael McCarty, non ha mai vissuto con suo figlio, se non per brevi e brutali vacanze dalle quali Liam tornava sconvolto, e mai ha contribuito alle spese del mantenimento del bambino nei confronti della madre. Un esempio di padre da cancellare. McCarty quel bambino non lo voleva, non lo ha atteso e non lo ha riconosciuto alla nascita, ma oggi lo vuole con il potere dei soldi e degli appoggi politici per toglierlo a sua madre.

ANTIPEDOFILIA E ESTERO: La vicenda del piccolo Liam suscita realmente le morbose attenzioni delle lobby nazionali ed internazionali dei pedofili, quasi alla stregua di un onanismo intellettuale. Altrettanto morbose appaiono le attenzioni della Hillary Clinton, espressione di Obama, un presidente eletto dalla minoranza nera che, pur guerrafondaio come i suoi predecessori, è e resta pur sempre la porta aperta alle minoranze. Grazie ad Obama e alla Clinton potremmo assistere addirittura ad una ri-fioritura dell'orrendo mostro denominato Nambla. Se le pressioni non provenissero dalle minoranze di scelta sessuale, l'amministrazione statunitense non si interesserebbe così tanto ad efferati assassini e alle strazianti attività giudiziarie di strappare un bambino biondo a sua madre.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-10_165854_save_liam.jpg


Caro Maurizio,

la vicenda del piccolo Liam non cessa di preoccuparmi, nonostante io esprima piena fiducia nell'intelligenza della magistratura perugina. Anche oltre agli accordi bilaterali e lo status permanente della sudditanza italiana nei confronti degli Stati Uniti, è giusto interrogarsi sugli aspetti assurdi di questa vicenda a partire dal dato di fatto che: Manuela Antonelli è italiana e Liam è suo figlio, nato dal suo grembo italiano dopo una gestazione di 9 mesi. In questi anni abbiamo assistito a tutta la follia americana, fino all'ingiusta iscrizione del suo nome di Madre nell'elenco dei criminali ricercati della città di New York, subito dopo Ben Laden. Iscritta in quanto MADRE del suo bambino. Un po' di dignità tutta italiana non guasterebbe santo cielo!

Hillary Clinton ha cose più importanti da fare nel suo paese, che disturbare la nostra eccezionale giurisdizione e i nostri magistrati: ad esempio chiedere ed ottenere stato per stato, fino alla più piccola "riserva indiana", una normativa che consenta la chiusura immediata dei siti dell'Orgoglio Pedofilo e dello scambio pedopornografico di cui gli statunitensi sono i principali consumatori al mondo. Inoltre, nonostante alcuni passi importanti della amministrazione statunitense, Nambla, la grande organizzazione americana dei pedofili, non cessa mai la sua ingerenza lobbistica nelle politiche internazionali in tema minori e famiglia. Ed è giusto dire che le richieste sono le medesime.

Liam è italiano ed ha una mamma che lo ama, quale sequestro? Il caso Liam, come quello dei bambini contesi con la Germania e tutti gli altri, mette in gioco la dignità del popolo italiano. Facciamoci valere, almeno moralmente. O saremo solo il paese del bunga bunga.

scritto da Loredana Morandi 10/4/2011 11:3

***

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-10_165733_save_liam.jpg

Dear Maurizio,

the story of the little Liam does not cease to worry about, although I express full confidence in the intelligence of the judiciary Perugia. Beyond bilateral agreements and the status of permanent Italian allegiance to the United States, it's just absurd to question aspects of this story from the fact that: Manuela Antonelli is Italian and his son Liam, born from her italian womb after a gestation of 9 months. In recent years we have witnessed throughout the American folly, up to the unequal inclusion of his name "the Mother" in the list of wanted criminals of  City of New York, shortly after Ben Laden. Registered as the mother of his child. A little 'dignity of all Italian would not hurt my goodness!

Hillary Clinton has more important things to do in his country, which disturb our unique jurisdiction and our judges: for example, to request and obtain state by state, to the smallest "Indian reserve" legislation that allows for the immediate closure of the sites of 'Pedophile Pride and exchange child pornography in the U.S. are the main consumers in the world. Moreover, despite some important steps of the U.S. administration, NAMBLA, the largest U.S. organization of pedophiles, it never ceases its interference in lobbying international policies regarding children and family. And it is fair to say that the demands are the same.

Liam is Italian and has a mother who loves him as a seizure? Liam's case, like that of children fought with Germany and all the others, brings into play the dignity of the Italian people. Let us rely, at least morally. Or we will be only the country of bunga bunga.

written by Loredana Morandi 10/04/2011 11:3
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Di Loredana Morandi (del 10/04/2011 @ 21:12:44, in Magistratura, linkato 1386 volte)
Magistratura Democratica

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Md_rosso.JPG

SULLA DICHIARAZIONE DEL PREMIER:
"ABOLIAMO MAGISTRATURA DEMOCRATICA"

 


Non merita  la nostra risposta l'aggressione con toni autoritari alla libertà di associazione dei magistrati democratici.

Allarma maggiormente l'insofferenza ostentata nei confronti della Corte Costituzionale della intera magistratura e persino del parlamento, pilastri della nostra democrazia.

L'ossessiva ripetizione di commenti sulla azione dei magistrati fondati su fatti non veri costituisce un danno gravissimo per il paese e per le sue istituzioni.
 

Piergiorgio Morosini, Segretario Generale di Magistratura democratica
Luigi Marini, Presidente di Magistratura democratica



Nota da Giustizia Quotidiana:

Solidarietà piena, senza se e senza ma, a Tutti i magistrati aderenti a Magistratura Democratica.

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Di Loredana Morandi (del 10/04/2011 @ 21:18:05, in Magistratura, linkato 1343 volte)
Magistratura Democratica sede di Bari
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Md_rosso.JPG



È sgomenta per la morte di Carlo Saturno, ristretto nella casa circondariale di Bari, ultimo di una lunga serie di deceduti nelle carceri italiane;

è sicura che le indagini, prontamente cominciate dalla Procura della Repubblica, permetteranno la ricostruzione dei fatti che hanno portato al decesso di Saturno;

rileva, tristemente, che lo Stato italiano non è in grado di prendersi cura dei cittadini, anche se ristretti fra quattro mura e nonostante la vigenza dell’art. 27 III co Cost;

auspica che tutti coloro, opinionisti, politici, semplici cittadini si siano indignati, in questi giorni, per la tragica fine di Carlo Saturno continueranno a tenere desta l’attenzione sulla drammatica condizioni delle carceri della Repubblica italiana ed in particolare sul sovraffollamento della casa circondariale barese, anche quando il clamore mediatico e l’onda emozionale scemeranno e torneranno alla ribalta i soliti temi del dibattito politico-giudiziario.
 

Per Magistratura Democratica sede di Bari
Giovanni Ciccio Zaccaro e Titti Potito
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Di Loredana Morandi (del 11/04/2011 @ 12:33:57, in Politica, linkato 2330 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-11_123240_silvio_resisti.jpg

Silvio in Aula. Pd: Comizio eversivo a Milano

Solidarietà a Tutti i Lavoratori
degli Uffici Giudiziari milanesi.


Loredana Morandi



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L'Essenziale - ‎48 minuti fa‎
"Accuse completamente inventate" da "certa magistratura che lavora contro il Paese": è un fiume in piena il premier Silvio Berlusconi, entrato in tribunale a Milano questa mattina per partecipare all'udienza del processo Mediaset che lo vede imputato ...

BERLUSCONI IN TRIBUNALE: "RUBY? L'HO PAGATA PERCHÉ NON SI ...

Leggo Online - ‎50 minuti fa‎
MILANO - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è entrato nel palazzo di Giustizia di Milano, dove è in programma oggi l'udienza del processo Mediaset. Prima di entrare nel tribunale, dove i controlli di sicurezza e nell'aula della Prima corte ...

Processo Mediaset, il premier in aula

TGCOM - ‎51 minuti fa‎
A Milano il processo Mediaset, con una prima udienza istruttoria e l'esame di tre testimoni. In aula anche Silvio Berlusconi, imputato con altre 10 persone, tra cui Fedele Confalonieri e il produttore Usa Frank Agrama per presunte irregolarità nella ...

[Milano] Diritti tv, Berlusconi torna in aula: “Contro di me ...

Localport - ‎53 minuti fa‎
Milano- Palazzo di Giustizia 'blindato', questa mattina per l'arrivo di Silvio Berlusconi arrivato in aula poco prima delle 10. «Contro di me sono state fatte accuse assolutamente inventate, infondate e demenziali, senza senso», ha detto il premier in ...

DIRITTI MEDIASET: BERLUSCONI, FANGO SU DI ME E SULL'INTERO PAESE

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎54 minuti fa‎
(IRIS) - ROMA, 11 APR - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato accolto davanti al Tribunale di Milano dagli applausi dei suoi sostenitori. Il premier questa mattina si è recato al Palazzo di Giustizia per l'udienza del processo sui ...

Processo Mediaset: Berlusconi accolto da applausi

Corriere Informazione - ‎54 minuti fa‎
Sembravano profilarsi momenti duri per il Premier, ma non è stato proprio così. Atteso oggi in aula, a Milano, per partecipare all'udienza del processo Mediaset su presunte irregolarità nella compravendita di diritti Tv e cinematografici - che lo vede ...

Mediaset, Berlusconi in aula: "Contro di me accuse inventate, ho ...

Cronaca Qui - ‎57 minuti fa‎
Silvio Berlusconi torna in aula per il processo diritti tv Mediaset e viene accolto dagli applausi dei sostenitori. Il presidente del Consiglio, imputato di frode fiscale con altre dieci persone, tra cui Fedele Confalonieri e il produttore americano ...

Al palazzo di giustizia di Milano tornano fan e contestatori di ...

Il Gazzettino - ‎58 minuti fa‎
ROMA - Il premier Silvio Berlusconi arriva in aula per il processo Mediaset e sostenitori e contestatori del Cavaliere tornano a fronteggiarsi davanti al tribunale di Milano. Davanti all'entrata di via Freguglia, alcuni fan del Cavaliere hanno gonfiato ...

A palazzo di giustizia tornano i fan e contestatori di Berlusconi

Il Messaggero - ‎1 ora fa‎
ROMA - Il premier Silvio Berlusconi arriva in aula per il processo Mediaset e sostenitori e contestatori del Cavaliere tornano a fronteggiarsi davanti al tribunale di Milano. Davanti all'entrata di via Freguglia, alcuni fan del Cavaliere hanno gonfiato ...

DIRITTI TV: BERLUSCONI, ACCUSE ASSOLUTAMENTE INVENTATE

Primaonline.it - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 11 apr - ”Accuse assolutamente inventate”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha stigmatizzato cosi' le accuse di frode fiscale che gli vengono contestate dalla procura di Milano nell'ambito del processo sui diritti tv. ...

Processo Mediaset Berlusconi in aula

Italiaglobale.it - ‎1 ora fa‎
Ecco che le notizie si scatenano. I cronisti all'assalto per avere l'esclusiva delle parole del Premier al di fuori dell'aula in cui si sta celebrando il processo Mediaset, in cui è imputato. Oggi è uno dei passaggi fondamentali della storia di Silvio ...

Diritti tv: Berlusconi, accuse infondate e demenziali (2)

Il Tempo - ‎1 ora fa‎
(Adnkronos) - "Non riesco a capire - dice Silvio Berlusconi - come il Presidente del Consiglio possa trovarsi davanti a una situazione come questa con accuse infondate e demenziali. Sono solo invenzioni dei pm staccate dalla realta'. ...

11/04/2011 - 10:47 Mediaset: giudici revocano contumacia premier

Regione Campania - ‎1 ora fa‎
@@ (ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Berlusconi in tribunale tra gli applausi "Soldi a Ruby perché non ...

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
Imponenti misure di sicurezza per il premier al processo sui diritti tv Mediaset, in cui è imputato per frode fiscale. Identificati all'ingresso anche i legali Ghedini e Longo. Smantellato un palco montato dal Pdl davanti al Palazzo di Giustizia. ...

L'imputato Silvio Berlusconi si alzi in piedi

Nuova Società - ‎1 ora fa‎
Ci sono i fans del presidente del Consiglio, davanti al palazzo di giustizia di Milano per il processo Mediaset. Dopo Mediatrade e la sua assenza nel processo Ruby, Silvio Berlusconi ha rimesso piede in un'aula di giustizia per un processo ...

Processo Mediaset, il premier in aula "Accuse del tutto inventate ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
A Milano il processo Mediaset, con una prima udienza istruttoria e l'esame di tre testimoni. In aula anche Silvio Berlusconi, imputato con altre 10 persone, tra cui Fedele Confalonieri e il produttore Usa Frank Agrama per presunte irregolarità nella ...

Processo Mediatrade - Berlusconi in aula: "Qui perché al governo c ...

MilanoOggiNotizie.it - ‎1 ora fa‎
Milano - Si apre oggi a Milano il processo Mediatrade alle ore 10.00, con una prima udienza istruttoria e l'esame di tre testimoni, alla quale, è quasi certo, parteciperà anche Silvio Berlusconi, imputato con altre 10 persone, tra cui Fedele ...

"Silvio resisti": i fan del premier fuori dall'aula

La Stampa - ‎1 ora fa‎
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato al Tribunale di Milano dove si svolge il processo sui diritti tv di Mediaset che lo vede imputato di frode fiscale. Il premier è arrivato in auto ed è entrato direttamente in Tribunale ...

Processo Mediaset: Silvio Berlusconi presente in aula

NotizieItaliane.it - ‎1 ora fa‎
PROCESSO MEDIASET, BERLUSCONI IN AULA / MILANO – Il Premier, Silvio Berlusconi, si è presentato stamane davanti il Palazzo di Giustizia a Milano per partecipare all'udienza del processo sui diritti televisivi Mediaset, in cui è imputato per frode ...

DIRITTI TV: PRESIDIO PRO BERLUSCONI DAVANTI A PALAZZO GIUSTIZIA

Primaonline.it - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 11 apr - Un palco, numerosi palloni gonfiati di colore azzurro con la scritta bianca ”Silvio resisti” e altri stendardi e vessili con slogan pro Berlusconi: nel giorno dell'arrivo di Silvio Berlusconi al palazzo di Giustizia di Milano ...

Diritti tv, Berlusconi torna in aula: “Contro di me accuse demenziali”

ParmaOggi - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. (Adnkronos) – Palazzo di Giustizia 'blindato', questa mattina per l'arrivo di Silvio Berlusconi arrivato in aula poco prima delle 10. “Contro di me sono state fatte accuse assolutamente inventate”, “infondate e demenziali”, ...

Processo Berlusconi Mediaset, il Premier: “Magistratura lavora ...

Politica 24 - ‎1 ora fa‎
Prima di entrare in Tribunale a Milano, per il processo Mediaset, il Premier dichiara: “La Magistratura lavora contro il Paese. Non mi aspetta una condanna, nemmeno per sogno”. Sono queste le prime parole del presidente del Consiglio ai cronisti ...

DIRITTI TV: PALAZZO DI GIUSTIZIA BLINDATO PER ARRIVO BERLUSCONI

Primaonline.it - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 11 apr - Tutto e' pronto per l'arrivo di Silvio Berlusconi al Palazzo di Giustizia di Milano dove oggi il premier sara' presente ai lavori dell'udienza del processo sui diritti tv. Per il presidente del Consiglio, imputato insieme ad ...

Berlusconi: "Una condanna? Nemmeno per sogno"

Toscana News 24 - ‎1 ora fa‎
Milano. Quello che ha accolto, questa mattina, l'arrivo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è palazzo di giustizia blindato. "Contro di me sono state fatte accuse assolutamente inventate, infondate e demenziali, senza senso", ...

Il "solito" lunedì da imputato, Berlusconi: 'Condannato io ...

Dire (Abbonamento) - ‎1 ora fa‎
ROMA - Ogni maledetto lunedì. I tifosi sono lì ad aspettarlo, e così giudici ed avvocati e giornalisti: perché il lunedì è il giorno del processo, in agenda è appuntamento fisso. Silvio Berlusconi c'è, come annunciato. E il copione è quello già scritto ...

PROCESSO MEDIASET/ Video, l'arrivo di Berlusconi in Tribunale

Il Sussidiario.net - ‎1 ora fa‎
PROCESSO MEDIASET VIDEO BERLUSCONI - Iniziato il processo Mediaset, il terzo della serie che in poche settimane vede coinvolto il capo del governo. Berlusconi è arrivato stamane al tribunale diMilano usando un ingresso secondario. ...

Silvio Berlusconi

RaiNews24 - ‎1 ora fa‎
Silvio Berlusconi, tra gli imputati al processo Mediaset, è entrato poco prima delle 10 nell'aula della prima Corte d'assise d'appello. E' la prima volta che il premier partecipa all'udienza dibattimentale davanti ai giudici della prima sezione penale ...

Il Cav, Mediaset e Ruby: "Certi pm contro l'Italia"

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
BERLUSCONI IN AULA: "INTERCETTAZIONI NON SONO PROVE" Il premier arrivato a Milano per l'udienza del processo sui diritti tv: è imputato di frode fiscale. "Contro di me accuse risibili e demenziali". All'esterno duemila sostenitori organizzati dal Pdl ...

Cav, Mediaset e Ruby: "Certi pm contro l'Italia"

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
BERLUSCONI IN AULA: "INTERCETTAZIONI NON SONO PROVE" Il premier arrivato a Milano per l'udienza del processo sui diritti tv: è imputato di frode fiscale. "Contro di me accuse risibili e demenziali". All'esterno duemila sostenitori organizzati dal Pdl ...

Processo Mediaset, il premier in aula "Accuse del tutto inventate ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
A Milano il processo Mediaset, con una prima udienza istruttoria e l'esame di tre testimoni. In aula anche Silvio Berlusconi, imputato con altre 10 persone, tra cui Fedele Confalonieri e il produttore Usa Frank Agrama per presunte irregolarità nella ...

Mediaset: revocata contumacia premier

Panorama - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Processo Mediaset, Berlusconi: Fango su di me ricade sul Paese

Newnotizie - ‎1 ora fa‎
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è arrivato da poco nell'aula della prima sezione penale del Tribunale di Milano per partecipare all'udienza del processo Mediaset su presunti illeciti nell'acquisizione di diritti tv e cinematografici. ...

Mediaset, Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

Tiscali - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai giudici, accusati di lavorare contro il Paese. E' iniziata così la giornata milanese del presidente del Consiglio Silvio ...

Mediaset, Berlusconi in aula. Applausi e attacchi alle toghe

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai giudici, accusati di lavorare contro il Paese. E' iniziata così la giornata milanese del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in aula in tribunale ...

Da sostenitori Berlusconi slogan contro la Bocassini

Varese News - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

La Provincia di Lecco - ‎1 ora fa‎
Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe I fan lo festeggiano. "I magistrati lavorano contro il Paese" Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai ...

Mediatrade, Berlusconi: ''C'è una magistratura che lavora contro ...

RomagnaOggi.it - ‎1 ora fa‎
MILANO - Numerosi sostenitori hanno accolto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'esterno del tribunale di Milano, dove lunedì si è svolta l'udienza dibattimentale del caso Mediatrade, che vede il Cavaliere imputato con l'accusa di frode ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

La Provincia di Sondrio - ‎1 ora fa‎
Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe I fan lo festeggiano. "I magistrati lavorano contro il Paese" Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai ...

Berlusconi alla carica "Certi pm contro l'Italia"

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
PROCESSO MEDIASET, CAV: INTERCETTAZIONI NON SONO PROVE Il premier arrivato a Milano per l'udienza del processo sui diritti tv: è imputato di frode fiscale. "Contro di me accuse risibili e demenziali". All'esterno duemila sostenitori organizzati dal Pdl ...

Mediaset: giudici revocano contumacia premier

CremonaOnLine - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

La Provincia di Varese - ‎1 ora fa‎
Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe I fan lo festeggiano. "I magistrati lavorano contro il Paese" Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai ...

Mediaset/ Berlusconi: Io socio occulto Agrama? Irreale

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. (TMNews) - L'accusa rivolta al presidente del Consiglio di essere socio occulto dell'imprenditore Frank Agrama nell'acquisto di diritti Tv per Mediaset è "irreale". "Vengo sospettato - ha spiegato Berlusconi parlando con i cronisti ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

L'Eco di Bergamo - ‎1 ora fa‎
Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe I fan lo festeggiano. "I magistrati lavorano contro il Paese" Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe- punto

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai giudici, accusati di lavorare contro il Paese. E' iniziata così la giornata milanese del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in aula in tribunale ...

Italia Mediaset: revocata contumacia premier Da sostenitori ...

Fastweb.it - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Processo Mediatrade - Berlusconi in aula: "Magistratura lavora ...

MilanoOggiNotizie.it - ‎1 ora fa‎
Milano - Si apre oggi a Milano il processo Mediatrade alle ore 10.00, con una prima udienza istruttoria e l'esame di tre testimoni, alla quale, è quasi certo, parteciperà anche Silvio Berlusconi, imputato con altre 10 persone, tra cui Fedele ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

La7 - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai giudici, accusati di lavorare contro il Paese. E' iniziata così la giornata milanese del presidente del Consiglio Silvio ...

Il "solito" lunedì in tribunale, Berlusconi: 'Condannato? Nemmeno ...

Dire (Abbonamento) - ‎1 ora fa‎
ROMA - Ogni maledetto lunedì. I tifosi sono lì ad aspettarlo, e così giudici ed avvocati e giornalisti: perché il lunedì è il giorno del processo, in agenda è appuntamento fisso. Silvio Berlusconi c'è, come annunciato. E il copione è quello già scritto ...

Processo Mediaset, Berlusconi in aula: «Accuse risibili, infondate ...

Il Mattino - ‎1 ora fa‎
MILANO - Palazzo di Giustizia "blindato", questa mattina, per l'arrivo di Silvio Berlusconi. Come annunciato nei giorni scorsi dai suoi difensori, il presidente del Consiglio è presente all'udienza del processo Mediaset, dove, con altri imputati, ...

Processo Mediaset, il premier in aula "Accuse del tutto inventate ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
A Milano il processo Mediaset, con una prima udienza istruttoria e l'esame di tre testimoni. In aula anche Silvio Berlusconi, imputato con altre 10 persone, tra cui Fedele Confalonieri e il produttore Usa Frank Agrama per presunte irregolarità nella ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

La Provincia di Como - ‎1 ora fa‎
Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe I fan lo festeggiano. "I magistrati lavorano contro il Paese" Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai ...

Mediaset: revocata contumacia premier

Virgilio - ‎1 ora fa‎
I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, a Fedele Confalonieri e al ...

Mediaset: revocata contumacia premier

euronews - ‎1 ora fa‎
(ANSA) – MILANO, 11 APR – I giudici della prima sezione penaledel tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premierSilvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processoMediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri,a Fedele ...

Berlusconi in aula "macché condanna"

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎1 ora fa‎
Berlusconi in aula. “Nemmeno per sogno, macché condanna”. Silvio Berlusconi è entrato da pochi minuti nell'aula del Palazzo di giustizia di Milano per la seconda udienza del processo sulla compravendita di diritti televisivi da parte di Mediaset, ...

Berlusconi si è presentato al processo Mediaset

In dies - ‎1 ora fa‎
Sostenitori e imponenti misure di sicurezza per l'arrivo di Silvio Berlusconi oggi nel Tribunale di Milano, in occasione del processo Mediaset, in cui il Premier è imputato di frode fiscale, accusato di aver creato presunti fondi neri sulla ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

Il Riformista - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai giudici, accusati di lavorare contro il Paese. E' iniziata così la giornata milanese del presidente del Consiglio Silvio ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

L'Unità - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai giudici, accusati di lavorare contro il Paese. E' iniziata così la giornata milanese del presidente del Consiglio Silvio ...

Processo Mediaset, Berlusconi in aula, applausi dai fan

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
MILANO (Reuters) - L'arrivo di Silvio Berlusconi al tribunale di Milano per il processo Mediaset, in cui è imputato per presunti fondi neri sulla compravendita di diritti tv e cinematografici, è stato salutato oggi poco dopo le 9:30 da decine di suoi ...

Processo Mediaset, Berlusconi in aula: «Accuse risibili, infondate ...

Il Messaggero - ‎1 ora fa‎
ROMA - Attacca di nuovo i magistrati parlando di accuse «risibili, infondate e demenziali» nei processi Mediaset e Ruby e dice che c'è «una magistratura che lavora contro il paese». Mentre altoparlanti davanti al Palazzo di giustizia di Milano ...

Mediaset/ Berlusconi: Non credo faro' dichiarazioni spontanee

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. (TMNews) - "Non credo farò dichiarazioni spontanee a meno che i giudici non le dicano troppo grosse costringendomi a intervenire". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti prima dell'inizio ...

Mediaset, Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

La Politica Italiana - ‎1 ora fa‎
MILANO - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai giudici, accusati di lavorare contro il Paese. E' iniziata così la giornata milanese del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ...

DIRITTI TV: BERLUSCONI, ACCUSE ASSOLUTAMENTE INVENTATE (1 UPDATE)

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha stigmatizzato cosi' le accuse di frode fiscale che gli vengono contestate dalla procura di Milano nell'ambito del processo sui diritti tv. Berlusconi, appena entrato in aula si e' subito diretto nella ...

Mediaset: revocata contumacia premier

Tuttosport - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Processo Mediaset: Berlusconi è a Palazzo di Giustizia

fanpage - ‎1 ora fa‎
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, atteso in aula per l'udienza del processo Mediaset, è da poco arrivato a Palazzo di Giustizia. Il Cavaliere è tornato quindi in aula dopo aver partecipato all'udienza del processo Mediatrade del 28 marzo. ...

Mediaset: revocata contumacia premier

Il Secolo XIX - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Diritti tv: Berlusconi in Tribunale Milano, applausi per premier

Il Tempo - ‎1 ora fa‎
Milano, 11 apr. - (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e' appena entrato in Tribunale a Milano dove e' imputato nell'ambito del processo sui diritti tv. Il premier e' stato accolto da un coro dei suoi sostenitori: "Abbiamo solo ...

Mediaset: revocata contumacia premier

Corriere dello Sport.it - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe

Il Cittadino di Monza e Brianza - ‎1 ora fa‎
Mediaset/ Berlusconi in aula, applausi e attacchi a toghe I fan lo festeggiano. "I magistrati lavorano contro il Paese" Milano, 11 apr. (TMNews) - Un centinaio di fan ad attenderlo per sostenerlo e poi, di fronte ai cronisti, un nuovo attacco ai ...

Mediaset: revocata contumacia premier

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - MILANO, 11 APR - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si e' presentato in aula al processo Mediaset, nel quale e' imputato insieme, tra gli altri, ...

Apr 2011 10:19 CEDT Diritti TV: Berlusconi arrivato in aula

Primaonline.it - ‎1 ora fa‎
MILANO (MF-DJ)–Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e' arrivato nell'aula della Corte d'Assise di Appello del Tribunale di Milano dove e' in corso il processo sui presunti fondi neri derivanti dalla compravendita dei diritti Tv e ...
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GIUSTIZIA CIVILE,
CONFERMATI I DUBBI DI COSTITUZIONALITÁ
SULLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA.

IL TAR RIMETTE ALLA CORTE COSTITUZIONALE
IL DECRETO LEGISLATIVO 28/2010
SULLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA

IL NODO: L’OBBLIGATORIETÁ




Maurizio de Tilla, presidente Oua: “É la conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto, la decisione del Tar avvalora le nostre osservazioni sull’incostituzionalità della mediaconciliazione obbligatoria. Siamo soddisfatti di questa decisione, è in gioco la natura stessa della nostra giustizia civile pubblica. La manifestazione di Roma del 14 aprile e lo sciopero del 14 e 15 sono ancora più attuali e necessarie. Il Ministro deve aprire a questo punto il confronto con gli avvocati”

Come è noto l’organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura, Oua, insieme a diversi consigli degli Ordini e Associazioni forensi ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro il regolamento attuativo sulla mediaconciliazione obbligatoria. È di oggi la storica decisione di rinviare il Decreto Legislativo n.28/2010 alla Corte Costituzionale. Per l’Oua si conferma così che il testo varato dal ministero di Giustizia ha profili chiari di incostituzionalità. Per Maurizio de Tilla, presidente Oua, con questa decisione del Tar si rafforzano le ragioni dell’astensione dell’avvocatura (14 e 15 aprile) e della manifestazione del 14 aprile a Roma: «É quanto abbiamo sempre sostenuto – sottolinea - la decisione del Tar avvalora le nostre osservazioni sull’incostituzionalità della mediaconciliazione obbligatoria.

Siamo soddisfatti di questa decisione, è in gioco la natura stessa della nostra giustizia civile pubblica. La ragioni della manifestazione di Roma del 14 aprile e lo sciopero del 14 e 15 sono ancora più attuali. Il ministro deve aprire a questo punto il confronto con gli avvocati, non può continuare a trincerarsi in una ostinata contrapposizione con gli avvocati, con grande parte della sua stessa maggioranza, con quanto sostenuto unanimemente dall’opposizione, dalla stessa magistratura e da diverse associazioni dei consumatori».
 

Roma, 12 aprile 2011
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 12/04/2011 @ 19:07:14, in Politica, linkato 1420 volte)
11 Aprile 2011

La giustizia incerta

Qualunque sia la loro parte in giudizio quando hanno la ventura di sperimentare tempi imprevedibili e procedure farraginose dei tribunali, cittadini e imprese conoscono bene quanto costi loro, e alla collettività, il non poter contare con certezza e uniformità sugli strumenti ordinari di risoluzione delle controversie. Sconfinata, dunque, sarebbe la prateria del consenso per legislatori che ponessero mano a una seria «manutenzione» di risorse, regole e contrappesi del sistema giudiziario. Peccato che la dichiarata intenzione meno di un mese fa della maggioranza di legiferare «per i cittadini» una «epocale» riforma della giustizia sembri sinora assumere curiose traduzioni.

Infilano un emendamento che allarga in maniera generica la responsabilità civile dei magistrati, proprio nelle settimane in cui tre giudici d'appello del lodo Mondadori sono in camera di consiglio a decidere se l'azienda del «cittadino» Berlusconi deve o no pagare 750 milioni di euro per risarcire De Benedetti dei danni di una sentenza che la Cassazione ha stabilito comprata 20 anni fa da un avvocato dell'odierno premier nel suo interesse. Investono la Consulta del tentativo di dirottare il processo Ruby del «cittadino» Berlusconi sul Tribunale dei Ministri, alla cui eventuale richiesta di giudizio si sa già che 314 parlamentari negherebbero l'autorizzazione a procedere con la stessa nonchalance con la quale hanno trangugiato la storiella di Ruby nipote di Mubarak. Votano domani alla Camera un'altra chirurgica limatura di 8 mesi alla prescrizione degli incensurati, in modo che, combinata al taglio già di 5 anni propiziato dalla legge Cirielli nel 2005, incenerisca subito a maggio il processo Mills del «cittadino» Berlusconi e lo liberi dalle ambasce di dover convivere fino all'anno prossimo con l'incubo di una condanna in primo grado per corruzione giudiziaria. E poi piazzano al Senato una norma che impedisca ai Tribunali di sfoltire le liste di testi da elenco telefonico, in modo che il «cittadino» Berlusconi, nel processo sui diritti tv Mediaset dove oggi ascolterà discutere proprio della superfluità o meno della moltitudine di testimoni citati dalle difese, possa contare sul fatto che le eccezioni dei suoi avvocati-legislatori trovino comunque accoglienza in Parlamento nella legge caldeggiata dai suoi legislatori-avvocati.

«Dal produttore al consumatore» può essere insegna confortante per i prodotti in salumeria, dove le leccornie di uno fanno l'utilità gastronomica di tutti, ma per le leggi sulla giustizia è deprimente in Parlamento, dove l'impunità per uno è ottenuta sacrificando i diritti di molti, le aspettative delle parti lese, gli interessi degli imputati. Chi in passato aveva patteggiato sulla base delle regole vigenti, in futuro con la prescrizione breve vedrà salvarsi i coimputati che a non patteggiare erano sembrati matti, e che ora invece le ultime estrazioni della «ruota della fortuna» legislativa agganceranno al «trenino» degli interessi processuali del premier. E chi ieri vittima di un reato nutriva qualche affidamento su un ristoro in giudizio, domani andrà a ingrossare la fila delle parti lese con un pugno di mosche in mano nei 170 mila fascicoli che ogni anno vanno in prescrizione già con le regole attuali.

Prima e più ancora dell'impatto quantitativo sui processi, a dover dunque essere temute sono la strage qualitativa dei principi, l'iniqua disparità di trattamento goccia dopo goccia di norme estemporanee, la (in)certezza del diritto prodotta dal caotico stratificarsi di norme irrazionali e contraddittorie: appunto come la prescrizione breve agli incensurati, che va nella direzione opposta del «pacchetto sicurezza» di appena il 2008, e che nel solco della Cirielli fa discendere da qualità soggettive, come l'essere incensurati o recidivi, l'interesse oggettivo dello Stato a perseguire due autori ad esempio della medesima truffa per addirittura 3 anni di tempo in meno o in più.

Visto che lo contrabbandano «processo europeo», di europeo in tema di giustizia potrebbero prima fare qualcos'altro. Magari allinearsi alla direttiva per i pagamenti delle imprese da parte della Pubblica amministrazione in 30 giorni, anziché nei 128 di media che strozzano la dovuta liquidazione alle aziende di 37 miliardi di euro (il 2,4% del Pil): ma stranamente per l'approvazione definitiva dello Statuto delle imprese licenziato sinora in un ramo del Parlamento, un po' come per la desaparecida nuova legge sulla corruzione annunciata più di un anno fa, non sembrano essere convocate sedute-fiume di ministri e peones, precettati invece per votare la prescrizione breve del processo Mills.

Neppure farebbe male un approccio «europeo» ai numeri veri della giustizia, ad esempio per abbandonare il ritornello stantio dei 5 milioni di cause civili pendenti, quando ben 1 milione (cifra che da sola libererebbe nei tribunali più sprint di qualsiasi piano di «rottamazione» di cause fatte smaltire a cottimo da giudici non di professione) dipende già solo dal contenzioso previdenziale dell'Inps, scaricato sugli uffici giudiziari da ambiguità normative e furbizie elettorali.

All'«europea» andrebbero benedetti sia un meno barocco sistema di notifiche, capace di finirla con la farsa di sentenze che «saltano» per una notifica fatta anni prima bene a un avvocato ma male al domicilio del codifensore, e di azzerare i vizi formali che ogni giorno fanno rinviare 12 processi su 100; sia lo stop ai processi agli imputati irreperibili, per sgravare i tribunali dall'ingolfamento di questi processi ai «fantasmi» che l'Europa ritiene appunto tutti nulli, e che allo Stato costano però decine di milioni di euro di inutile «gratuito patrocinio».

E più di tutto è forse il carcere che il legislatore dovrebbe rendere «europeo», tanto più che nel 2009 dalla Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo arrivò la prima condanna dell'Italia per aver detenuto una persona in meno di 3 metri quadrati a testa: eppure oggi i detenuti in più rispetto alla capienza delle celle sono 22.280 persone, cioè 2.500 più di quanti fossero quando 15 mesi fa quando il governo dichiarò lo stato di emergenza e pluriannunciò un piano-carceri. Segno che solo sugli spot non cala mai la prescrizione.

Corriere Sera ed. 11 aprile 2011

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Di Loredana Morandi (del 12/04/2011 @ 19:16:37, in Politica, linkato 1352 volte)
Ragionevole durata senza alibi


di Valerio Onida

La giustizia è una macchina delicata. Il suo buon funzionamento condiziona l'effettività nella tutela dei diritti: se non c'è accesso a meccanismi di tutela giudiziaria efficienti il diritto rimane sulla carta. Condiziona la reale eguaglianza fra i cittadini, tradita se l'applicazione della legge "uguale per tutti" non è la stessa da un luogo a un altro, da un imputato a un altro, per abbienti e meno abbienti, per cittadini e stranieri, per potenti e per uomini e donne comuni. Condiziona la "vivibilità" dell'ambiente sociale ed economico: se un'impresa sa di non poter contare su una risoluzione tempestiva delle controversie economiche, su un rapido recupero dei crediti, su una protezione nei confronti del sopruso, vive nell'incertezza ed è spinta ad allontanarsi o a immergersi nella zona di confine fra legalità e illegalità.

A loro volta sono condizioni di una giustizia efficace una legislazione chiara e trasparente, una garanzia di piena indipendenza e d'imparzialità dei giudici, risorse sufficienti, livelli soddisfacenti di professionalità e di equilibrio e un adeguato controllo sociale, professionale e istituzionale sui magistrati e sugli altri operatori. In Italia la legislazione è spesso foriera d'incertezze e difformi interpretazioni; le risorse sono insufficienti o mal distribuite; le leggi processuali apprestano molteplici strumenti atti a correggere errori e abusi, ma troppi appaiono i segnali di carenze, disfunzioni o veri e propri arbitri, che sembrano dare ragione all'opinione dell'Azzeccagarbugli, secondo cui «le grida (le leggi), a saperle maneggiare, nessuno è reo e nessuno è innocente». Più che efficienti controlli (anche dell'opinione pubblica) si manifestano furori partigiani che coinvolgono la giustizia nei riti tribali della tifoseria da stadio (il "partito dei giudici" e "il partito dei politici contro i giudici"; "giustizialisti" contro "garantisti"). La Costituzione appresta un insieme di principi e un sistema organizzativo che in sé assicurano indipendenza e imparzialità del giudiziario, e accesso di tutti alla giustizia. È singolare che intendimenti ed energie politiche vengano rivolti, anziché alla migliore attuazione di questi principi e istituti, al tentativo di mettere sotto controllo politico il potere giudiziario, col risultato di rafforzare un clima di assedio, di alimentare le difese corporative, di distrarre da ciò che sarebbe necessario per migliorare il servizio giustizia.

Arena delle ricorrenti corride è specialmente il processo penale, regolato dall'unico fra i grandi codici ereditati dal fascismo che è stato interamente riscritto, alla fine degli anni 80, con l'apporto dei nostri migliori ingegni (da Gian Domenico Pisapia a Giuliano Vassalli, per fare solo due nomi). Da allora, sono intervenute decine di modifiche legislative; decine di pronunce della Corte costituzionale; controversie interpretative in abbondanza; persino un'integrazione della Costituzione approvata a larga maggioranza (le norme sul cosiddetto giusto processo). Risultato? La forte denuncia e il grido d'allarme che emergono, da ultimo, nei servizi e nelle inchieste di Donatella Stasio su questo giornale (si veda Il Sole del 10 aprile) riflettono un quadro sconfortante. Carenze organizzative, difetti culturali, spinte corporative di categorie professionali concorrono a questo lamentevole esito.

Ogni sistema legale e processuale si regge su delicati equilibri - nel caso del processo penale fra istanze di efficienza degli strumenti d'indagine e dei giudizi e istanze di garanzia del fondamentale diritto di difesa dell'accusato: ma anche sulle condizioni organizzative degli apparati dedicati. Ma se vogliamo individuare la maggior responsabilità (non l'unica) della politica, è proprio quella di avere rivolto le maggiori energie agli obiettivi sbagliati. Prendiamo il tema della "ragionevole durata" dei processi, che formalmente sta nel titolo del provvedimento oggi all'esame della Camera. Sembra evidente che la proverbiale eccessiva lunghezza dei procedimenti italiani debba essere rimediata rendendo la giustizia più efficiente. Ma se l'obiettivo principale, sia pure non confessato, è quello di trovare comunque marchingegni adatti a far estinguere alcuni procedimenti ben individuati (essendo nel frattempo falliti in tutto o in parte i numerosi altri tentativi compiuti, con le leggi sulle immunità delle alte cariche, sulle rogatorie, sul "legittimo sospetto", sul "legittimo impedimento") è palese che lo sforzo legislativo sbaglia bersaglio.

Si obietta che si tratta di difendere la politica da indebiti tentativi di usare la giustizia per conseguire risultati politici, o da iniziative persecutorie o "accanimenti giudiziari" nei confronti di un soggetto. Ma, anche se l'obiezione avesse un fondamento in fatto (da dimostrare comunque caso per caso: non si può fare di ogni erba un fascio) la risposta resterebbe sbagliata. Certo, accade talora che leggi vengano modificate sull'onda e sotto l'influsso di casi concreti (anche se, in generale, la legge dovrebbe sempre guardare alla esigenze generali, non alle vicende individuali). Ma è comunque sbagliata la risposta che, per provvedere a un caso particolare, produce un danno in generale. Ad esempio, abbreviare ulteriormente per intere categorie di reati e di accusati i termini di prescrizione (dopo che lo si è già fatto nel 2005, e dopo aver inventato, per poi abbandonarla, un'inedita "prescrizione dei processi"), con l'effetto di provocare la cancellazione di altri procedimenti, e quindi un esito finale di denegata giustizia penale, non è certo un buon modo di servire l'interesse generale. Anche se fosse vero che si vuole rispondere a un eccesso o a un abuso, in casi concreti da dimostrare, degli organi della pubblica accusa. È come se, per rimediare a un'infezione localizzata in un dito, anziché ricorrere alla cura giusta nel caso, si amputasse il braccio o si uccidesse addirittura il malato.
Il Sole 24 ore
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