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 fox ... Stephanie Pui Mui Law... di Lunadicarta
 
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Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male.

Oriana Fallaci
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 22/06/2005 @ 15:16:56, in Osservatorio Famiglia, linkato 1367 volte)

Il ragazzo ferito solo a una mano che ha deviato il proiettile
Milano: padre tenta di uccidere il figlio
L'uomo, Vincenzo C., un tassista di 59 anni, ha sparato un colpo di pistola alla testa del giovane sofferente di problemi psichici 

MILANO - Un nuovo caso di disperazione e violenza. Un uomo ha tentato di uccidere il figlio, sofferente di problemi psichici, sparandogli con una scacciacani da lui stesso modificata, ma lo ha soltanto ferito a una mano. Č accaduto in via Papa Giovanni XXIII 15, a Milano. Autore del gesto Vincenzo C., 59 anni, che è stato arrestato in casa dopo un'irruzione dei carabinieri. Il padre ha sparato al figlio Diego, di 29 anni, mentre il giovane era a letto, e lo ha ferito al terzo dito della mano destra. Č stato lo stesso giovane, che è fuggito in strada, a fermare una pattuglia dei carabinieri e a chiedere aiuto. Il padre, tassista di professione, si è barricato in casa e i militari hanno dovuto sfondare la porta per arrestarlo. Lo hanno trovato seduto in poltrona con ancora la pistola in mano. Vincenzo C. è stato arrestato per tentato omicidio. In caserma, ha detta dei carabinieri, ha spiegato il suo gesto dicendo di essere esasperato dalla situazione.
IL TENTATO OMICIDIO - L'arma utilizzata per il tentato omicidio è una P38 scacciacani trasformata. Anche la cartuccia era stata costruita artigianalmente per non esplodere nella canna della scacciacani stessa. Secondo gli investigatori l'uomo ha mirato alla testa del ragazzo, che aveva una mano appoggiata a una tempia, e questo lo ha salvato. Il giovane, prima di soffrire di problemi psichici, aveva fatto l'operaio, ma proprio in conseguenza delle sue patologie da tempo era senza lavoro. Ora il giovane ferito dal padre è all'ospedale di Niguarda dove i medici lo hanno sottoposto a intervento per ricostruirgli il dito leso gravemente dal proiettile. Ai carabinieri che lo interrogavano, il padre tassista si è detto dispiaciuto di non aver ucciso il figlio, tanta era la sua esasperazione.
22 giugno 2005

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/06_Giugno/22/padre.shtml

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Di Loredana Morandi (del 22/06/2005 @ 13:46:40, in Magistratura, linkato 1683 volte)

Movimento per la Giustizia

"Di fronte a un episodio così grave non ci resta che ricominciare da capo: per attuare i valori della Costituzione e introdurre la cultura della legalità"

"Quando si dice che il 40% della ricchezza sommersa rappresenta un bene per il Paese perché in questo modo noi ci svilupperemo, io ritengo che si dica qualcosa che non può essere conforme ai valori costituzionali. E' la cultura dell'illegalità"

Queste le due frasi incriminate che hanno consentito l'ennesimo tentativo di linciaggio di un magistrato dello spessore professionale e culturale di Enrico Di Nicola, al quale il Movimento non può che confermare la sua più incondizionata stima e gratitudine per quanto fino ad oggi e in tutti questi anni ha saputo fare, e continuerà a fare, per quella cultura della legalità verso cui  oggi egli giustamente denuncia una diffusa indifferenza e/o ostilità.

Eppure ciascuno di noi, forse proprio perchè "antropologicamente diversi" a dispetto dei futuri "test psico attitdinali", è pronto a sottoscrivere queste due sacrosante proposizioni che non possono essere rozzamente e strumentalmente confuse con un'impropria indicazione di correità tra due contesti sicuramente diversi ma ciononostante contraddistinti, purtroppo (come la gran parte dei fenomeni sociali e delle posizioni politiche che si vanno affermando nel Paese) dal medesimo, assai triste comune denominatore.

Nino Condorelli
Segretario Generale Movimento per la Giustizia

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Di Loredana Morandi (del 22/06/2005 @ 13:19:33, in Giuristi, linkato 1803 volte)

CENTRO STUDI INFORMATICA GIURIDICA
OSSERVATORIO DI PERUGIA

ASSOCIAZIONE UMBRIA JAZZ

P e r u g i a,   9  l u g l i o  2 0 0 5    
Hotel  Brufani  Sala Raffaello

DAL VINILE AL BIT : MUSICA E LIBERTA' DIGITALE

ORE 9
Avv. Massimo MELICA -  Presidente Centro Studi Informatica Giuridica
Saluti e presentazione

ORE 09:15
Avv. Fabrizio LEONELLI - Foro di Perugia
Il diritto d'autore

ORE 09:45
Prof. Avv. Giovanni ZICCARDI - Università di Milano
Libertà digitale e diritto d'autore

ORE 10:15
Prof. Avv. Giuseppe CAFORIO - Università di Perugia
Riproduzione della musica e diritto d'autore

ORE 10:45
Prof. Avv. David BRUNELLI - Università di Perugia
Aspetti penali

ORE 11:15    Pausa caffè

ORE 11:30 - 13:00

Tavola rotonda moderata e condotta dall'Avv. Massimo MELICA con la partecipazione dei relatori, di magistrati, di avvocati, dei giornalisti del settore, dei rappresentanti di case discografiche, degli autori e della SIAE.

Maggiori informazioni nel sito www.csig.it

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Di Loredana Morandi (del 22/06/2005 @ 12:53:59, in Indagini, linkato 1542 volte)

E' utile rivisitare il passato giudiziario del Punto Informatico, in quanto se ci si interroga politicamente sulle questioni legate ai brevetti del software e contestualmente si delinque in rete, si perde automaticamente la rappresentanza politica nei confronti dell'utenza. Utenza che viene vessata, danneggiata economicamente, spammizzata per pubblicità e quindi diffamata sistematicamente da il Punto Informatico. In fondo c'è una sola cosa vera in tutta questa vicenda: "Non si passa dal comune commercio al giornalismo." Questo ho detto al Centro di Documentazione per il giornalismo, questo dirò all'Ordine dei Giornalisti quando ricorrerò per diffamazione.

Punto Informatico condannato per diffamazione

di Alessio Balbi

Il quotidiano di casa De Andreis dovrà versare quasi 52 mila euro di risarcimento a Buongiorno.it per una vicenda legata allo scandalo spam della Lista Bonino. Una sentenza che fa vacillare il diritto di cronaca in Rete. Si è conclusa con una pesante condanna per la vicenda processuale che vedeva contrapposto il quotidiano della De Andreis editore al sito Buongiorno.it. Il Tribunale di Roma ha condannato Andrea e Roberto De Andreis in solido a versare nelle casse di Buongiorno la bellezza di 51 mila e rotti euro, pari a 100 milioni di vecchie lire. Una sentenza severa che pone fine ad una disputa durata oltre un anno ma solleva interrogativi sulla libertà di informazione in generale, ed in particolare online.

La De Andreis Editore era stata chiamata a rispondere dei reati di diffamazione e concorrenza sleale dalla Buongiorno.it SpA il 18 dicembre del 2000 in seguito alla pubblicazione su PI di un articolo riguardante lo «scandalo spam» della Lista Bonino. Contattati da HTML.it, sia i rappresentanti di Punto Informatico sia quelli di Buongiorno.it hanno preferito non commentare la sentenza. Di «problema legislativo gravissimo» ha parlato invece Enrico Pulcini, consulente della
Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) nonché direttore di Infocity.it, il primo sito italiano ad essere riconosciuto come testata giornalistica. Pulcini arriva a lanciare l’idea di una tavola rotonda dei pionieri dell’informazione online nostrana per discutere il diritto di cronaca su Internet.

Tutto era iniziato con un articolo intitolato “
Bonino, mai tanto spamming in Italia”, apparso su Punto Informatico il 12 ottobre del 2000. Nell’articolo si parlava della condotta, successivamente giudicata illegale dal Garante per la Privacy, tenuta dalla Lista Bonino nel corso della campagna elettorale per le Europee 2000: in quel periodo, decine di migliaia di navigatori avevano ricevuto una valanga di spam elettorale da parte dei Radicali italiani (i quali erano stati anche premiati dalle urne per questo comportamento, ottenendo con l’8% il miglior risultato della loro storia).

Punto Informatico aveva denunciato «il ricorso agli indirizzari di numerose mailing list, da quelli di Netfraternity a quelli di Buongiorno.it,» cosa che non era piaciuta ai rappresentanti di quest’ultima società. In particolare, essi non avevano gradito la terminologia utilizzata da Punto Informatico, secondo il quale gli indirizzi degli utenti di B! erano stati «prestati» alla Lista Bonino. «L'Associazione Politica Nazionale Lista Marco Pannella ha semplicemente acquistato spazi pubblicitari all'interno delle newsletters gestite da Buongiorno.it,» avevano tenuto a specificare i legali di Buongiorno, diffidando PI dal proseguire su quella linea.

Punto Informatico aveva fatto appello al diritto di cronaca e si era arrogato la libertà di continuare a parlare di Buongiorno.it come di «un'azienda che ha prestato i propri servizi ad uno spammer». Era seguita la citazione in tribunale da parte di Buongiorno.it con la richiesta di 300milioni di lire come risarcimento per diffamazione e concorrenza sleale.

Nella
sentenza datata 28 febbraio, il giudice Alberto Bucci della Prima Sezione Penale del Tribunale di Roma ha assolto PI dall’accusa di concorrenza sleale; ma l’ha condannato pesantemente per diffamazione. Secondo il giudice Bucci, infatti, PI non può appellarsi al diritto di cronaca, in quanto non ha rispettato (con una verifica dei fatti definita «carente») il principio di verità della notizia. In sostanza, dice il giudice, la Lista Bonino ha tenuto un comportamento scorretto, ma il coinvolgimento di Buongiorno.it nello «scandalo spam» non è stato provato.

«Si tratta di un problema legislativo gravissimo,» dichiara Enrico Pulcini, che prescinde dal caso particolare per parlare del diritto di cronaca, soprattutto online: «Se passa l’idea che un grande gruppo economico può far condannare ad un risarcimento milionario una piccola testata, magari a conduzione familiare, nessuno farà più inchieste online».

«Tutti possiamo essere condannati,» spiega Pulcini: «ma mentre un giornalista del Corriere della Sera sa di avere alle spalle un gruppo che gli permette di affrontare una querela, cosa può fare un giornalista che lavora per un piccolo editore online?» Secondo Pulcini, sarebbe una buona idea se tutti i pionieri dell’informazione online italiana («Infocity, Punto Informatico, ma anche Interlex ed altri») chiamassero intorno ad un tavolo le varie parti in causa tentando di colmare un vuoto legislativo che non fornisce nessuna garanzia a chi fa informazione su Internet.

La sentenza di primo grado condanna la De Andreis editore ad un risarcimento di 51.645,68 euro per diffamazione, più altri 6.889,52 euro per le spese legali. Ricordiamo che, con l’approvazione dell’articolo 13 della legge sulla sicurezza 6 marzo 2001, è stata modificata la parte dell’articolo 593 codice di procedura penale che sanciva l’inappellabilità delle sentenze di condanna per diffamazione a mezzo stampa. Punto Informatico potrà quindi ricorrere in appello contro la sentenza.

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Di Loredana Morandi (del 22/06/2005 @ 12:47:28, in Indagini, linkato 1366 volte)

A beneficio della redazione di PUNTO INFORMATICO, che attualmente pubblica insulti gravissimi a me rivolti.

Art. 1 (Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47)

1. Dopo il primo comma dell'articolo 1 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è aggiunto il seguente:
"Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, ai siti Internet aventi natura editoriale".

2. All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al secondo comma, dopo le parole: "sono pubblicate" sono inserite le seguenti: "senza commento";

b) dopo il terzo comma è inserito il seguente:
"Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 agosto 1990. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono";

c) dopo il quarto comma è inserito il seguente:
"Per la stampa non periodica l'autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all'articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a propria cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata entro sette giorni dalla richiesta con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l'ha determinata";

d) al quinto comma, primo periodo, le parole: "trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma "sono sostituite dalle seguenti: "trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma" e le parole: 'In violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma" sono sostituite dalle seguenti: "in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma".

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente: "Della stessa procedura può avvalersi l'autore dell'offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblicano la smentita o la rettifica richiesta".

3. Dopo l'articolo 11 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è inserito il seguente:
"Art. 11-bis - (Risarcimento del danno)

1. Nella determinazione del danno derivante dalla pubblicazione ritenuta lesiva della reputazione o contraria a verità, il giudice tiene conto dell'effetto riparatorio della pubblicazione della rettifica, se richiesta dalla persona offesa.

2. Quando il giudice procede alla liquidazione del danno in via equitativa, l'entità del danno non patrimoniale non può comunque eccedere la somma di euro 30.000. Il giudice non è vincolato al limite predetto nel caso in cui l'imputato sia già stato condannato, in sede civile o penale, con sentenza definitiva, al risarcimento del danno in favore della medesima parte offesa.

3. Nei casi previsti dalla presente legge, l'azione civile per il risarcimento del danno alla reputazione si prescrive in un anno dalla pubblicazione".

4. L’articolo 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è sostituito dal seguente:
"Art. 13 - (Pene per la diffamazione)

1. Nel caso di diffamazione commessa con il mezzo della stampa, consistente nell'attribuzione di un fatto determinato, si applica la pena della multa da euro 5.000 a euro 10.000.

2. Alla condanna per il delitto di cui al comma 1 consegue la pena accessoria della pubblicazione della sentenza nei modi stabiliti dall'articolo 36 del codice penale e, nelle ipotesi di cui all'articolo 99, secondo comma, del codice penale, la pena accessoria dell'interdizione dalla professione di giornalista per un periodo da un mese a sei mesi.

3. L’autore dell'offesa non è punibile se provvede, ai sensi dell'articolo 8, alla pubblicazione di dichiarazioni o rettifiche.

3-bis. Nel dichiarare la non punibilità, il giudice valuta la rispondenza della rettifica ai requisiti di legge.

4. Con la sentenza di condanna il giudice dispone la trasmissione degli atti al competente ordine professionale per le determinazioni relative alle sanzioni disciplinari".

5. L’articolo 12 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, è abrogato.

Art. 2 (Modifiche al codice penale)

11. L'articolo 57 del codice penale è sostituito dal seguente:
"ART. 57 - (Reati commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione)
Salva la responsabilità dell'autore della pubblicazione, e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vicedirettore responsabile del quotidiano, del periodico o della testata giornalistica, radiofonica o televisiva, risponde dei delitti commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione se il delitto è conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione. La pena è in ogni caso ridotta di un terzo".

2. L'articolo 594 del codice penale è sostituito dal seguente:

"Art. 594 - (Ingiuria). Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente è punito con la multa fino a euro 5.000. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica, telefonica o telematica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. Le pene sono aumentate qualora l'offesa consista nell'attribuzione di un fatto determinato, ovvero sia commessa in presenza di più persone".

3. All'articolo 595 del codice penale, i commi primo, secondo e terzo sono sostituiti dai seguenti:
"Art. 595 - (Diffamazione). Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo 594, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la multa da euro 1.500 a euro 6.000. La pena è aumentata se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Se l'offesa è arrecata con il mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, si applica la pena della multa da euro 3.000 a euro 8.000. Si applicano le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 13 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, nel caso in cui l'autore dell'offesa pubblichi una completa rettifica del giudizio o del contenuto lesivo dell'altrui reputazione. Alla condanna consegue la pena accessoria dell'interdizione dalla professione di giornalista per un periodo da un mese a sei mesi, nelle ipotesi di cui all'articolo 99, secondo comma, del codice penale. Se l'offesa è arrecata ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentata sino al triplo".

Art. 3 (Modifica all'articolo 427 del codice di procedura penale)

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 427 del codice di procedura penale, è inserito il seguente:
"3-bis. Il giudice può altresì condannare il querelante al pagamento di una somma da 1.000 euro a 10.000 euro a favore della cassa delle ammende".

Art. 4 (Norma transitoria)

1. Nel caso in cui la condanna a pena detentiva per i reati di cui alla presente legge debba essere ancora eseguita prima della data di entrata in vigore della legge stessa, ovvero, a tale data, sia in corso di esecuzione, la pena della reclusione è convertita in pena pecuniaria ai sensi dell'articolo 135 del codice penale.

Da .Com del 27 ottobre 2004

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Di Loredana Morandi (del 22/06/2005 @ 12:28:44, in Indagini, linkato 1308 volte)

Cari Lettori,

questa mattina ho ricevuto il secondo report dell'attacco hacker dal quale ho dedotto che è facile identificare il personaggio, addirittura potrebbe trattarsi di una vecchia conoscenza...

L'hacker utilizza una connessione web della Società Eutelia Spa, fornita alla Societa ASM, in via Lamarmora 230 di Brescia. In pratica è una persona che punta uno dei computer della ASM, che è la società municipale dei servizi di Brescia, contro i singoli files di questo sito.

Come tutti gli hacker è una persona che soffre di manie di grandezza, essendo nella realtà personcina mediocre e dipendente pubblico. Infatti la frequenza oraria degli attacchi indica che il tizio si siede al computer alle ore 8,30 e lascia il lavoro alle ore 17,30.

Io ho telefonato allertando entrambe le società, ma per la ASM la chiarificazione sull'orario di lavoro, in un contesto dove il personale fa più turni, è fondamentale perchè procederanno anche a livello amministrativo presso la società collegata Selene Spa.

Quanto alla redazione di Punto Informatico ho fatto una piccola indagine: uno solo fra di loro è giornalista. Tutti gli altri no, compreso Mantellini che non è giornalista.

L'unico giornalista, ovvero il direttore responsabile, che è la persona da citare per reati contro le libertà del cittadino italiano è il signor Paolo De Andreis, nato a Roma il 31.10.1970 e iscritto all'albo dei giornalisti il 7.03.2003 (scrive su una testata dal 1996, ma dalla data di iscrizione si deduce che sia stato inserito nell'albo "spintaneamente").

Attenti allora a chi date credibilità nel web: troppo comodo iscriversi ai google allert sulle nuove tecnologie e tradurre, qualche volta male, per spacciarsi poi come media o testata giornalistica autorevole.

Ultimo chiarimento: tutte le denunce sono inoltrate realmente presso le Autorità preposte.

L.M.

 

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Di Loredana Morandi (del 21/06/2005 @ 13:29:06, in Indagini, linkato 1327 volte)

A seguito del tentato hackeraggio di questa notte.

E' da ritenersi informato nonchè diffidato personalmente il signor Andrea De Andreis, cui ho telefonato oggi sull'utenza cellulare reperibile in rete, in merito ad altri danni, come facilmente dimostrabile dai tabulati in uscita della mia utenza telefonica, da contratto Telecom.

Spettabili Autorità,
 
Poltel
Garante Privacy
Carabinieri
Procura di Roma

 
per conoscenza

Signori Providers
 
Si richiede che la presente venga acquisita agli atti delle precedenti denunce nei confronti della testata giornalistica registrata al nr 51 del 7.02.1996, denominata PUNTO INFORMATICO, editore Andrea De Andreis, in quanto mandante e responsabile in solido di ogni danno e disturbo alla regolare gestione del sito web
www.giustiziaquotidiana.net , che è interamente dedicato alla pubblicazione dei comunicati stampa originali della Magistratura Italiana.
 
Si vedano i precedenti:
 
Rif: precedente segnalazione del 13.06.05 alle ore 15.45 circa
Rif: precedente segnalazione del 16.06.05 alle ore 17.24 circa
Rif: precedente segnalazione del 1.09.04
 
Si veda inoltre il forum pubblico sul quale il signor Andrea De Andreis, in qualità di editore, ha organizzato l'operazione denigratoria ai danni della scrivente sig.ra Loredana Morandi.
 
http://punto-informatico.it/p.asp?i=53477&r=PI
 
In settimana mi recherò personalmente per la ulteriore formalizzazione della denuncia presso vs sedi.
 
Distinti saluti.
Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 21/06/2005 @ 00:19:04, in Magistratura, linkato 1404 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati ha indetto per MERCOLEDI’ 22 GIUGNO p.v. alle ore 16,00, presso la propria sede in Roma – Piazza Cavour (ascensore n. 3 - 6° piano), una

CONFERENZA STAMPA

per la presentazione della manifestazione dei magistrati italiani organizzata dall’ANM, prevista per il 25 giugno 2005 e altre iniziative in corso.

Vi ricordiamo che le richieste di accredito vanno inoltrate direttamente all’Ufficio Controllo e Sicurezza della Corte di Cassazione via fax.

Roma, 20 giugno 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 21/06/2005 @ 00:13:15, in Magistratura, linkato 1367 volte)

Consiglio Superiore  della Magistratura
Osservatorio romano sulla Giustizia Civile
www.civoroma.it

Ufficio del referente distrettuale per la formazione decentrata nel settore civile

Aula magna della Corte d'Appello di Roma
Via Varisco, 11

Incontro pubblico
23 giugno 2005 ore 15.30-18.30

IL NUOVO PROCESSO CIVILE DOPO LA LEGGE N. 80/2005
 
INTRODUZIONE

Avv. Alessandro Cajola
Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

RELAZIONI

La nuova fase introduttiva e di trattazione del giudizio di cognizione.

Le modifiche al procedimento cautelare

Dott.ssa Giuseppina Luciana Barreca - Dott. Antonio Lamorgese - Giudici del Tribunale civile di Roma - Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

Le novità in tema di revocatoria fallimentare e concordato preventivo
Dott. Andrea Scaldaferri - Giudice del Tribunale civile di Roma Sezione fallimentare - Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

La riforma delle procedure esecutive
Dott. Francesco Vigorito - Giudice del Tribunale civile di Roma Sezione esecuzioni - Osservatorio Romano sulla Giustizia Civile

INTERVENTI PROGRAMMATI
Avv. Giancarlo Renzetti - Associazione Nazionale Forense
Avv. Giuliano Leuzzi - Associazione Italiana Giovani Avvocati

DIBATTITO

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Di Loredana Morandi (del 18/06/2005 @ 17:40:55, in Indagini, linkato 4084 volte)

Vedere qui:

http://www.giustiziaquotidiana.net/public/Chi_è_De_Andreis_Punto_Informatico.txt

http://www.giustiziaquotidiana.net/public/Chi_è_De_Andreis_Punto_Informatico2.txt

http://www.giustiziaquotidiana.net/public/Chi_è_De_Andreis_Punto_Informatico3.txt

http://www.giustiziaquotidiana.net/public/Chi_è_De_Andreis_Punto_Informatico4.txt

http://www.giustiziaquotidiana.net/public/Chi_è_De_Andreis_Punto_Informatico5.txt

http://www.giustiziaquotidiana.net/public/Chi_è_De_Andreis_Punto_Informatico6_firmato.txt

Tutte le pagine sono stampate e salvate, naturalmente.

Update: oltre alla solita gang del gangster (vedi qui sotto)

http://www.giustiziaquotidiana.net/public/la_solita_gang.txt

abbiamo suscitato anche l'interesse del Topo, che ci fregia di una sua citazione. Povero misero. Qui ha già scritto, ma non ha coraggio di farlo con nome e cognome. Chissà..., forse alcuni degli insulti sono proprio i suoi. Quale miseranda figura ad auto attribuirsi la paternità morale di tanta scienza.

Licenze Creative Commons NO grazie!

NON in mano loro o ruberanno tutto!

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