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Con la giustizia si contraccambi il male e con il bene si contraccambi il bene.

Confucio
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 18:57:23, in Magistratura, linkato 1573 volte)
RUBY: PM MILANO, RUBY AD ARCORE
DA QUANDO AVEVA 16 ANNI

17:49 15 MAR 2011

(AGI) - Milano, 15 mar. - La procura di Milano contesta la prostituzione minorile a partire dal settembre 2009. Secondo i Pm milanesi dunque Ruby sarebbe stata ad Arcore la prima volta quando ancora aveva 16 anni e non 17 come era stato supposto quando si era parlato del suo arrivo a Villa San Martino a partire dal febbraio 2010. Per quanto riguarda invece le accuse di induzione e favoreggiamento della prostituzione, i fatti, sempre secondo l'accusa, si riferirebbero al periodo tra l'inizio del 2009 e il gennaio del 2010. La procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti dell''agente dei Vip' Lele Mora, del direttore del Tg4 Emilio Fede e della consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti. Per loro le accuse contestate a vario titolo, sono quella di induzione e favoreggiamento alla prostituzione, anche minorile. L'inchiesta e' quella relativa al caso 'Ruby'.

PM: NOTTI DI 'BUNGA BUNGA', TOCCAMENTI E SESSO

Minetti, Fede e Mora avrebbero commesso il reato di induzione alla prostituzione fino al gennaio 2011. I Pm di Milano, nell'avviso di chiusura indagini per Mora, Minetti e Fede accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, relativo al caso 'Ruby', parlano di 33 ragazze coinvolte nei fatti. E' questa una delle novita' che emerge nel documento di chiusura delle indagini a loro carico, leggendo la nota del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati.
  In particolare, l'induzione e' riferita ad un arco di tempo che va "dagli inizi del 2009 fino al gennaio del 2011". Il favoreggiamento invece si estende dal settembre 2009 fino al maggio 2010. E' stata poi stralciata la posizione di altri tre indagati, un autista e un collaboratore di Lele Mora e l'agente di una delle ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore.

PM, MINETTI PAGAVA RAGAZZE PREVIO ASSENSO BERLUSCONI

La consigliera regionale Nicole Minetti "intermediava la sitematica erogazione di corrispettivi per l'attivita' di prostituzione svolta, consistiti nella concessione in comodato d'uso a otto ragazze di alcune abitazioni, ubicate in Via Olgettina n.65, nonche' in contributi economici in favore di altre nove ragazze corrisposti, previo assenso di Silvio Berlusconi, per il tramite del suo fiduciario Roberto Spinelli". Lo scrivono i pm di Milano nel documento di chiusura delle indagini notificati a Minetti, Mora e Fede. Inoltre, "organizzava in alcune occasioni l'accompagnamento da Milano ad Arcore di alcune delle partecipanti alle serate, mettendo a disposizione le proprie autovetture". Per quanto riguarda Mora, secondo la Procura, "individuava e selezionava, anche congiuntamente con Emilio Fede, giovani donne disposte a prostituirsi presso la residenza in Arcore di Silvio Berlusconi, individuandole anche tra le ragazze legate per motivi professionali all'agenzia operante nel mondo dello spettacolo da lui gestita; organizzava, inoltre, in alcuni occasioni, l'acconpagnamento da Milano ad Arcore di alcune delle partecipenti alle serate, mettendo a disposizione le proprie autovetture, inducendo e favorendo l'attivita' di prostituzione in particolare di sette ragazze". A Mora e' contestata anche l'aggravante di aver agito in danno di giovani donne a lui legate da rapporti professionali".

PM, BERLUSCONI FECE SESSO A PAGAMENTO AD ARCORE 13 VOLTE

Silvio Berlusconi avrebbe compiuto atti sessuali dietro pagamento "di corrispettivo in denaro e altre utilita' presso la residenza in Arcore nelle date del 14 febbraio, 20 febbraio, 21 febbraio, 27 febbraio, 28 febbraio, 9 marzo, 4 aprile, 5 aprile, 24 aprile, 25 aprile, 26 aprile, 1 e 2 maggio 2010". Lo scrivono i Pm nel documento di chiusura delle indagini notificato a Mora, Minetti e Fede

La Rassegna

RUBY: PM, IL 'BUNGA BUNGA', TOCCAMENTI POI RAPPORTI INTIMI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎10 minuti fa‎
(AGI) Milano - Si svolgevano in tre fasi le serate al centro dell'inchiesta in cui sono indagati per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora. Il clou era il "bunga bunga' "che si svolgeva ...

Ruby/ Pm: La minore marocchina 13 volte ad Arcore per prostituirsi

Virgilio - ‎13 minuti fa‎
Fede, Mora e Minetti, secondo i pm di Milano, avrebbero indotto e favorito l'attività di prostituzione della minorenne marocchina Ruby, che compiva atti sessuali con Silvio Berlusconi dietro pagamenti di corrispettivi in denaro e altre utilità presso ...

Ruby/ Pm: Fede individuava donne disposte a prostituirsi

Virgilio - ‎14 minuti fa‎
"Emilio Fede si adoperava anche congiuntamente con Dario Mora inteso 'Lele' per la individuazione delle giovani donne disposte a prostituirsi presso la residenza in Arcore di Silvio Berlusconi, informandosi personalmente sulle caratteristiche fisiche ...

Ruby, mistero svelato Ecco cos'è il bunga bunga

Libero-News.it - ‎14 minuti fa‎
FASCICOLO SU MINETTI, MORA E FEDE: GESTIVANO 32 SQUILLO Procura di Milano chiude le indagini: alle feste ad Arcore prima una cena, poi il balletto erotico e infine i rapporti con Berlusconi. Il primo 'incontro' di Karima a 16 anni, ...

Caso Ruby: per Fede, Minetti e Mora si chiudono le indagini

Ultime Notizie Flash - ‎14 minuti fa‎
Flash news – La procura di Milano ha oggi chiuso le indagini nei confronti del consigliere regionale Pdl Nicole Minetti, del direttore del tg4 Emilio Fede e dell'imprenditore Lele Mora. Tutti e tre accusati di induzione e favoreggiamento alla ...

RUBY: IN 33 INDOTTE ALLA PROSTITUZIONE, LEI A 16 ANNI

TG La7 - ‎18 minuti fa‎
La procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti dell'agente dei Vip Lele Mora, del direttore del Tg4 Emilio Fede e della consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti. I tre sono accusati di favoreggiamento e induzione alla ...

Pm Milano: "Ecco cos'è il bunga bunga"

TGCOM - ‎19 minuti fa‎
18:38 - Prima la cena, poi il "bunga bunga" e infine la "scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi" dietro compenso. Sono le "serate in tre fasi" che sarebbero avvenute ad Arcore, ...

CASO RUBY: PM, ECCO I ''COMPITI'' DI FEDE, MINETTI E MORA

Agenzia di Stampa Asca - ‎19 minuti fa‎
(ASCA) - Milano, 15 mar - Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora. Stessi reati - favoreggiamento e induzione alla prostituzione e prostituzione minorile - ma ciascuno con compiti diversi nell'organizzazione dei 'bunga bunga' ad Arcore. ...

RUBY: PM, BERLUSCONI FECE SESSO A PAGAMENTO AD ARCORE 13 VOLTE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎20 minuti fa‎
(AGI) - Milano, 15 mar. - Silvio Berlusconi avrebbe compiuto atti sessuali dietro pagamento "di corrispettivo in denaro e altre utilita' presso la residenza in Arcore nelle date del 14 febbraio, 20 febbraio, 21 febbraio, 27 febbraio, 28 febbraio, ...

Procura Milano chiude indagini su Fede, Mora e Minetti: Ruby aveva ...

Edizioni Oggi - ‎22 minuti fa‎
La Procura di Milano ha comunucato ufficialmente di avere concluso l'inchiesta e le indagini nei confronti del Consigliere Regionale del PdL Nicole Minetti, dell'agente dello spettacolo Lele Mora, e del Direttore del TG4 Emilio Fede. ...

Ruby: Pm, serate in tre fasi. Ecco cos'e' il bunga bunga

ANSA.it - ‎23 minuti fa‎
(ANSA) - MILANO, 15 MAR - Serate in ''tre fasi'': prima la cena, poi il 'bunga bunga' e infine la ''scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o piu' ragazze''. Con la prescelta (le prescelte) si intratteneva ''per la notte in rapporti intimi'' ...

Caso Ruby: pm Milano, tra giovane marocchina e premier 13 incontri ...

Il Riformista - ‎25 minuti fa‎
Milano, 15 mar. - (Adnkronos) - Sono tredici gli incontri avvenuti ad Arcore tra Silvio Brlusconi e Ruby-Karima, secondo quanto hanno ricostruito i magistrati milanesi che oggi hanno notificato alle parti l'avviso di chiusura delle indagini relative ad ...

Caso Ruby, ragazza indotta a prostituirsi subito dopo concorso ...

SiciliaInformazioni.com - ‎31 minuti fa‎
Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede sono accusati di aver indotto alla prostituzione Karima el Mahroug, alias Ruby Rubacuori, dal settembre 2009. Il reato, secondo l'accusa, partirebbe dallo stesso mese in cui il direttore del Tg4 avrebbe ...

Ruby, i pm: "Spogliarelli e balletti erotici" Ecco come si ...

L'Unione Sarda - ‎32 minuti fa‎
Nella nota firmata dal procuratore di Milano Bruti Liberati con cui si dà avviso delle chiusura delle indagini per Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, viene fatta anche una descrizione precisa delle serate di Arcore. Serate in "tre fasi": prima la ...

I pm: Ruby adescata quando aveva 16 anni

RomagnaOggi.it - ‎36 minuti fa‎
MILANO - Chiusa l'inchiesta nei confronti del consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti, del manager dei vip Lele Mora e del direttore del Tg4 Emilio Fede, coinvolti nel "Ruby-gate" con l'accusa di favoreggiamento e induzione della prostituzione di ...

Ruby/ La seconda fase era il "bunga bunga" secondo i pm

TM News - ‎41 minuti fa‎
Milano, 15 mar. (TMNews) - "Una prima fase prevedeva una cena, una seconda fase definita 'bunga bunga' si svolgeva all'interno di un locale adibito a discoteca dove le partecipanti si esibivano in mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici ...

Ruby: indagini chiuse per Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede

Italia News - ‎45 minuti fa‎
(IAMM) Novità sull'inchiesta principale sul caso Ruby che vede indagati l'impresario Lele Mora, il consigliere regionale Nicole Minetti ed il direttore del Tg4 Emilio Fede per favoreggiamento e induzione della prostituzione, anche minorile. ...

RUBY SI PROSTITUÌ A 16 ANNI. PM: "32 RAGAZZE COINVOLTE"

Leggo Online - ‎48 minuti fa‎
MILANO - Si avvicina il momento del giudizio anche per gli altri indagati per il caso Ruby, ovvero la consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti, l'agente dei vip Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede. Nei confronti dei tre, tutti accusati di ...

CASO RUBY: PM, IN BUNGA BUNGA RAGAZZE SI FACEVANO TOCCARE DA PREMIER

Agenzia di Stampa Asca - ‎50 minuti fa‎
(ASCA) - Milano, 15 mar - Non manca una descrizione del cosiddetto ''bunga bunga'' nell'avviso di fine indagine che la procura di Milano ha notificato oggi a Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora. Nelle serate di Arcore, si legge nelle carte, ...

Ruby:Procura Milano chiude indagini per Fede, Mora e Minetti

ANSA.it - ‎51 minuti fa‎
(ANSA) - MILANO, 15 MAR - La procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di Nicole Minetti, di Lele Mora e del direttore del Tg4 Emilio Fede, nell'ambito del caso Ruby. Tutti sono accusati di favoreggiamento e induzione della prostituzione di ...

Ruby-Berlusconi, 32 ragazze indotte alla prostituzione. Chiusura ...

Cinquew - ‎51 minuti fa‎
MILANO - Caso Ruby-Berlusconi: indagini chiuse per Mora, Minetti e Fede. Trentadue ragazze maggiorenni indotte a prostituirsi. Fatti contestati dal 20O9 al 2011. 15/2/2011 Berlusconi sarà processato da sole donne il 6 aprile MILANO - Gip di Milano: ...

Caso Ruby: chiusa inchiesta su Minetti, Mora e Fede

Dottor Sport - ‎52 minuti fa‎
Chiuse le indagini sul caso Ruby per Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede. Anche loro tre erano coinvolti nel caso della giovane marocchina per induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Oggi la procura di Milano ha inviato oggi ...

Caso Ruby, "Prostituzione minorile da settembre 2009". Karima ...

Adnkronos/IGN - ‎53 minuti fa‎
Milano - (Adnkronos/Ign) - La Procura di Milano chiude le indagini a carico di Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora. I pm retrodatano gli incontri con la giovane marocchina Milano, 15 mar. (Adnkronos/Ign) - La Procura di Milano ha chiuso le indagini ...

Ruby/ Per Fede, Lele Mora e la Minetti «Induzione alla ...

Il Mattino - ‎1 ora fa‎
MILANO - Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede sono accusati di aver indotto alla prostituzione la giovaneRuby dal settembre 2009, esattamente il mese in cui il direttore del Tg4 avrebbe conosciuto la ragazza in occasione di un concorso di bellezza ...

Quasi maggiorenne? “Ruby si è prostituita con Silvio a 16 anni”

Giornalettismo - ‎1 ora fa‎
L'avviso di conclusione delle indagini a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti fa emergere una serie di nuove rivelazioni. “Appena minorenne”; “maggiorenne meno qualcosa”; “sembrava un'adulta”: questo è tanto altro è stato detto di Ruby ...

RUBY: PM MILANO, RUBY AD ARCORE DA QUANDO AVEVA 16 ANNI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Milano, 15 mar. - La procura di Milano contesta la prostituzione minorile a partire dal settembre 2009. Secondo i Pm milanesi dunque Ruby sarebbe stata ad Arcore la prima volta quando ancora aveva 16 anni e non 17 come era stato supposto quando ...

CASO RUBY/ Chiuse le indagini su Minetti, Fede e Mora

Il Sussidiario.net - ‎1 ora fa‎
CASO RUBY INDAGINI MINETTI FEDE MORA - La Procura di Milano chiude le indagini in corso sul consigliere regionale Nicole Minetti, l'imprenditore Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede. Ai tre viene notificato l'avviso di chiusura indagini che ...

Milano: la Procura chiude le indagini su Fede, Mora e Minetti

Julie News - ‎1 ora fa‎
MILANO - La Procura di Milano ha deciso di notificare a Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti l'avviso di conclusione indagini, ai sensi dell'articolo 415 bis. Lo si aspettava da tempo, perchè sembrava inizialmente che dovesse avvenire pochi giorni ...

Ruby aveva sedici anni

Nuova Società - ‎1 ora fa‎
Aggiornamenti importanti in merito al Rubygate che vede coinvolto anche il premier Silvio Berlusconi. Nel tardo pomeriggio di oggi, la Procura di Milano ha chiuso le indagini su tre dei protagonisti coinvolti nella vicenda: l'ex igienista dentale e ora ...

CASO RUBY: CONTESTATA PROSTITUZIONE DI 33 RAGAZZE

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 15 mar - Sono 33 le ''papy girl'' che hanno partecipato ai festini a luci rosse nella residenza del presidente dl Consiglio Silvio Berlusconi di Arcore. Questa la convinzione dei magistrati milanesi titolari dell'inchiesta sul ...

Ruby:chiuse indagini Fede, Mora, Minetti

euronews - ‎1 ora fa‎
(ANSA) – MILANO, 15 MAR – La procura di Milano ha chiuso leindagini nei confronti del consigliere regionale del Pdl NicoleMinetti, dell'agente dei Vip Lele Mora e del direttore del Tg4Emilio Fede. Sono accusati di favoreggiamento e induzione ...

RUBY, CHIUSE LE INDAGINI PER MORA.Avviso anche a Fede e alla Minetti

TGCOM - ‎1 ora fa‎
17:17 - La Procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti del consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti, dell'imprenditore dei vip Lele Mora e del direttore del Tg4 Emilio Fede, tutti accusati di favoreggiamento e induzione della ...

CASO RUBY: PROCURA, PROSTITUZIONE MINORILE AL VIA DA SETTEMBRE 2009

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 15 mar - Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora hanno commesso il reato di favoreggiamento e induzione alla prostituzione minorile gia' a partire dal settembre 2009. E' quanto emerge con chiarezza dalla lettura del comuncato ufficiale ...

CASO RUBY: PROCURA, INDUZIONE ALLA PROSTITUZIONE FINO A GENNAIO SCORSO

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 15 mar - Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti hanno commesso il reato di favoreggiamento e induzione alla prostituzione fino al gennaio scorso. E' quanto emerge dal comunicato diffuso oggi dalla procura di Milano sulla chiusura ...

Ruby, chiusa inchiesta su Minetti, Mora e Fede

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha inviato oggi l'avviso di chiusura indagini nell'inchiesta principale sul cosiddetto caso Ruby, che vede indagati la consigliera regionale lombarda Pdl Nicole Minetti, l'impresario Lele Mora e il direttore del ...

Caso Ruby: chiuse le indagini su Minetti, Fede e Mora

Vanity Fair.it - ‎1 ora fa‎
La Procura di Milano ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini. La prima volta di Ruby ad Arcore sarebbe avvenuta nel settembre 2009, quando era ancora minorenne Indagini chiuse. La procura di Milano ha notificato l'avviso di conclusione ...

Chiuse le indagini per Mora, Minetti e Fede

RaiNews24 - ‎1 ora fa‎
I fatti contestati a Fede, Mora e Minetti, consigliere regionale lombardo del Pdl, vanno dall'inizio del 2009 al gennaio del 2011 per l'accusa di favoreggiamento e induzione alla prostituzione e, per quanto riguarda la prostituzione minorile, ...

Ruby/ Chiuse indagini su Fede, Mora e Minetti

TM News - ‎1 ora fa‎
Milano, 15 mar. (TMNews) - La procura della Repubblica di Milano ha chiuso le indagini su Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede per favoreggiamento e induzione della prostituzione, anche minorile, nell'ambito del cosiddetto caso Ruby, ...

CASO RUBY: PROCURA, INDAGINI CHIUSE PER FEDE, MINETTI E MORA

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Milano, 15 mar - La procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora nell'ambito del cosiddetto Caso Ruby. Le accuse ipotizzate nei confronti del direttore del Tg4, della consigliera regionale ...

Ruby/ Chiuse indagini su Fede, Mora e Minetti. Favoreggiamento e ...

DailyBlog.it (Blog) - ‎1 ora fa‎
Milano, 15 mar. (TMNews) – La procura della Repubblica di Milano ha chiuso le indagini su Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede per favoreggiamento e induzione della prostituzione, anche minorile, nell'ambito del cosiddetto caso Ruby, ...

Caso Ruby: indagini chiuse per Minetti, Fede e Mora

Adnkronos/IGN - ‎2 ore fa‎
Milano, 15 mar. (Adnkronos) - La Procura di Milano ha chiuso le indagini a carico di Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora indagati nell'ambito del caso Ruby. I tre rispondono di induzione e favoreggiamento della prostituzione e di prostituzione ...
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Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 19:19:17, in Osservatorio Famiglia, linkato 1282 volte)
Questa è una notizia ferale per tutti coloro, che hanno piena consapevolezza di "chi" frequenta il socialnetwork. L.M.

SONO OLTRE 3 MILIONI GLI
UNDER 13 ISCRITTI A FACEBOOK

MENTONO SULLA LORO ETÀ PER ISCRIVERSI AL SOCIAL NETWORK


(DIRE - Notiziario Minori) Roma, 15 mar. - Il Children's Online Privacy Protection Act (COPPA) e' una legge federale USA del 1998 con il quale si stabilisce nei tredici anni d'eta' il limite minimo per l'iscrizione delle persone a siti del genere dei social network. Tale limite e' applicato anche in Italia, com'e' possibile leggere tra le condizioni d'uso di Facebook nella nostra lingua. Secondo quanto riporta ComScore (via NY Times) sarebbero 3,6 milioni gli account creati su Facebook (ovviamente preso come principale esempio di social network) da persone con dodici anni d'eta', o ancora meno.

Danah Boyd di Microsoft riporta inoltre un altro dato significativo, quello secondo il quale tra questi 3,6 milioni ci sarebbe una vasta quantita' di bambini "incoraggiati" dai propri genitori a mentire sulla propria eta' al fine di iscriversi al social network, mentre un'altra buona parte delle persone nemmeno conoscerebbe il limite imposto.

(Wel/ Dire)
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Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 19:28:26, in Magistratura, linkato 1310 volte)
.. aggiornamento doveroso.

"Aderiamo a iniziativa"


sabato 12 marzo 2011


"Aderisco e sono vicino alla vostra iniziativa condividendone le finalità volte a tutelare i principi contenuti nella nostra carta costituzionale". E' il messaggio inviato dal presidente dell'Anm Luca Palamara alla manifestazione in difesa della Costituzione.


"L'Associazione nazionale magistrati - prosegue - si riconosce in questi principi ed e' oggi piu' che mai impegnata a difendere nell'interesse della collettività, e cioè di tutti voi, l'autonomia e l'indipendenza della magistratura".

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Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 19:33:05, in Magistratura, linkato 1474 volte)
GIUSTIZIA: PINTO (ANM LIGURIA),
RIFORMA E' SOLUZIONE FINALE



(AGI) - Genova, 11 mar. - "Questa riforma non e' epocale, ma e' la soluzione finale". Con una battuta sarcastica il presidente regionale ligure dell'Anm Francesco Pinto ha mosso una critica al vetriolo al disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri con cui viene riformata la giustizia in Italia.

"Si vuole arrivare a una resa dei conti - ha proseguito Pinto - con una magistratura autonoma e indipendente che per anni e' stata presidio di legalita' e che per anni non ha guardato in faccia nessuno quando si e' trattato di perseguire reati commessi anche da rappresentanti dei pubblici poteri".

Francesco Pinto ha sottolineato che "la miglior riprova della veridicita' delle mie parole risiede in quanto detto dallo stesso presidente del Consiglio: Berlusconi ha detto che se l'ordinamento costituzionale cosi' come disegnato nella riforma fosse stato in vigore all'inzio degli anni Novanta non ci sarebbe stata alcuna inchiesta 'Mani pulite'".

Asserisce Pinto che "il pubblico ministero con quell'ordinamento costituzionale non sarebbe stato indipendente perche' sottoposto alle azioni della polizia e, dunque, del Governo. Il magistrato sarebbe stato perseguibile in termini civili. Ci sarebbe stato un sistema di autogoverno non piu' tale perche' diviso tra laici e togati, i secondi legati al voto dei primi". Il presidente ligure di Anm sostiene dunque che "questa riforma vuole evitare che la magistratura possa esercitare un'azione di controllo a 360 gradi". La preoccupazione dell'Anm "non e' corporativistica - ha aggiunto Pinto - ma volta al mantenimento della democrazia.

Oggi siamo prossimi ad un arretramento di carattere istituzionale, con la prospettiva di una magistratura simile a quella che vi era sotto al fascismo". Pinto ha concluso tornando su "Mani pulite". "Questa inchiesta e' stata possibile perche' messa in atto da magistrati figli di trent'anni di un ordinamento democratico che prevede la libera magistratura.

Magistrati come Falcone, Borsellino, Galli e Alessandrini non ci sarebbero mai stati con un ordinamento costituzionale diverso da quello odierno". (AGI) Ge1/Mav
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Di Loredana Morandi (del 15/03/2011 @ 19:35:28, in Magistratura, linkato 1292 volte)
Il tema centrale della contro-riforma ammazza Costituzione ha "coperto" in parte la notizia di questa intimidazione mafiosa, ciò nonostante anche l'autrice di GQ si unisce alla ANM di Palermo nell'esprimere solidarietà al pm Vella.  L.M.


Anm Palermo, solidarieta'
a pm Vella dopo intimidazione



Palermo, 15 mar. - (Adnkronos) - La Giunta Distrettuale dell'Anm di Palermo, nell'esprimere solidarieta' e vicinanza al collega Salvatore Vella per la recente grave intimidazione connessa alla sua attivita' di requirente in delicati processi di mafia nell'agrigentino, ribadisce "la necessita' di tenere viva l'attenzione sulla questione della sicurezza dei magistrati impegnati a tutela della legalita' in territori ad alta densita' mafiosa, e programma di tenere una delle prossime riunioni della Giunta presso il Tribunale di Sciacca".
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A ROMA, DA DOMANI, OLTRE DUEMILA AVVOCATI PROTESTANO CONTRO LA MEDIACONCIZIAZIONE OBBLIGATORIA E LA ROTTAMAZIONE DELLA GIUSTIZIA CIVILE



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ASTENSIONE DA TUTTE LE UDIENZE
FINO AL 22 MARZO



DE TILLA, OUA:  “SONO SETTE I PUNTI DI INCOSTITUZIONALITÀ DELLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA”


L’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Oua, si prepara alla giornata di protesta di domani, a Roma, con un’assemblea nazionale alle 10 al teatro Capranica e con una manifestazione alle 13 davanti Montecitorio. Oltre duemila fino ad ora i partecipanti in rappresentanza di oltre 130 ordini di tutta Italia e della quasi totalità delle associazioni forensi. Duecentomila avvocati incroceranno le braccia dal 16 al 22 marzo.

Il presidente dell’organismo di rappresentanza politica, Maurizio de Tilla, sottolinea ancora una volta gli aspetti di incostituzionalità del provvedimento approvato dal Governo e che entrerà in vigore il prossimo 21 marzo: «La mediazione finalizzata alla conciliazione obbligatoria viola ben sette punti della nostra Costituzione. Anzitutto va chiarito che il legislatore delegante – in conformità alla prescrizione impartita dalla Direttiva Europea – aveva stabilito che dovesse essere introdotto un meccanismo di conciliazione, ma non ne aveva affatto previsto la obbligatorietà, né aveva consentito che essa potesse essere considerata condizione di procedibilità della domanda giudiziaria.

Il d.lgs. 28/10 è, quindi, viziato per eccesso di delega (primo punto), in quanto appare evidente che una condizione di procedibilità di una domanda giudiziaria, ex art. 24 Cost., può essere introdotta esclusivamente dal legislatore, e quindi il Governo avrebbe potuto farlo soltanto se ne fosse stato autorizzato dalla legge di delega. Si ha così l’evidente violazione degli artt. 76 e 77 Cost. per contrasto tra la legge delega e il decreto legislativo. E c’è una palese violazione dei menzionati articoli, dato che l’obbligatorietà è collegata alla mancata previsione di necessità dell’assistenza dell’avvocato. Va, in proposito, osservato che l’art. 60 della legge 69/09 (legge delega) al terzo comma lett. a) prescrive che nell’esercizio della delega il Governo si attenga, tra gli altri, al seguente principio e criterio direttivo “ ... a) prevedere che la mediazione, finalizzata alla conciliazione, abbia per oggetto controversie su diritti disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia”.

In aperto contrasto con la prescrizione della legge delega, l’art. 5 del d.lgs. 28/10 configura il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, di fatto precludendo l’immediato accesso alla giustizia».

«Ma non basta, non si rispettano anche gli artt. 24, 76 e 77 della Costituzione (secondo punto ) – aggiunge il presidente Oua – infatti il d.lgs. 28/10, all’art. 16 e nell’intero capo terzo intitolato “organismi di mediazione”, disattende palesemente la previsione della delega. Non vi è, infatti, traccia, di qualsivoglia criterio o parametro volto a selezionare gli organismi deputati alla mediazione in base a criteri di professionalità ed indipendenza. Con ciò disattendendo la previsione della delega ove circoscrive lo svolgimento dell’attività di mediazione esclusivamente in capo ad organismi professionali ed indipendenti.

E non si salva neppure l’art. 24 per due ulteriori ragioni.

La prima: la mediazione obbligatoria costa al cittadino (terzo punto). Si eccepisce, al riguardo, che la mediazione può essere obbligatoria, oppure onerosa, ma non le due cose insieme, poiché se la mediazione, come nel nostro caso, è tanto obbligatoria quanto onerosa, allora è incostituzionale.

La seconda ragione (quarto punto ) è che il Governo ha introdotto (art. 8) la previsione secondo cui dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio. In buona sostanza, una scelta che la parte potrà fare senza l’ausilio di un difensore – partecipare oppure no al procedimento di conciliazione – potrà condizionare in misura determinante l’esito del successivo processo. Ne risulta evidente la violazione del diritto di difesa di cui all’art. 24 della Costituzione. Non solo! L’assistenza tecnica, quale che sia il valore della controversia, non è obbligatoria, ma non è neppure vietata: è facoltativa. Quindi chi è in grado di pagare, potrà farsi rappresentare da fior di avvocati, consulenti di parte esperti, professionisti di grido, e chi è povero no: dovrà arrangiarsi da solo, perché, non essendo obbligatoria la presenza di un avvocato, non sarà possibile ricorrere al patrocinio a spese dello Stato».

«Non solo – aggiunge  - assistiamo alla violazione degli artt. 24, 76 e 77 Cost. per quanto riguar­da il diniego dell’accoglimento della proposta del mediatore (quinto punto), sul­l’iter del successivo giudizio e segnatamente sulla disciplina delle spese di lite. Il fatto che alla parte vincitrice del giudizio che non abbia accettato una proposta conciliativa che sia venuta a coincidere con il contenuto della decisione giudiziaria, debbano essere accollate le spese di lite proprie e della controparte, oltre al pagamento di un impor­to pari al contributo unificato e alle spese di mediazione, costituisce infat­ti un evidente deterrente “forzato” dal ricorrere alla tutela giudiziaria ed accettare l’esito della mediazione.

Un’ulteriore ragione di incostituzionalità è la rottura del trattamento paritario nel processo tra attore e convenuto (sesto punto). Con l’art. 16 del decreto ministeriale concernente i criteri di determinazione delle indennità, si divide l’indennità del procedimento di mediazione tra “spese di avvio del procedimento” e “spese di mediazione”. Le “spese di avvio del procedimento” sono dovute da “ciascuna parte” ma sono versate “dall’istante al momento del deposito della domanda” (2° comma). Parimenti “le spese di mediazione indicate sono dovute in solido da ciascuna parte che ha aderito al procedimento”. Dunque, il decreto ministeriale espressamente prevede che la parte convenuta possa non aderire al procedimento. Cosicché, ai sensi dell’art. 3 Cost.: a) o si ritiene che anche l’attore possa non aderire al procedimento, e quindi possa versare la sola spesa di avvio del procedimento ai fui dell’art. 5 del d.lgs. 28/10 con contestuale dichiarazione di non voler avvalersi del servizio; b) oppure il sistema è in violazione del principio d’eguaglianza, consentendo solo alla parte convenuta di non aderire al procedimento, ma non alla parte attrice, che si vedrebbe ob torto collo obbligata al procedimento di mediazione per poter far valere in giudizio un suo diritto. L’art. 5 del d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 16 d.m. 180/10, in questi termini, non viola così solo l’art. 24 Cost. (per essere, al tempo stesso, obbligatoria e onerosa), ma viola anche l’art. 3 Cost., perché pone su piani diversi, e tratta diversamente, la parte attrice rispetto a quella convenuta.

«Infine – conclude de Tilla – tornando agli artt. 24, 76 e 77 Cost. L’ultimo aspetto (settimo punto) di incostituzionalità attiene all’organizzazione interna degli organismi di conciliazione e alla loro indipendenza e terzietà. La procedura di mediazione è resa obbligatoria al fine di far valere in giudizio un diritto, e nel momento in cui ha funzione pubblica deve pertanto rispondere ai requisiti di buon andamento e di imparzialità di cui all’art. 97 Cost., soprattutto quando l’organismo è ente pubblico. Ora, niente di questo si trova nel decreto ministeriale  che fissa blandi criteri di professionalità dei mediatori, ma niente più, senza prevedere criteri oggettivi circa l’assegnazione delle pratiche fra i vari mediatori dell’organismo, nonché criteri oggettivi circa il reclutamento degli aspiranti mediatori presso gli organismi costituiti da enti pubblici. Per il dm. 180/10 è discrezionalità dell’organismo, che la regolerà in base al proprio statuto. L’art. 5 d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 4 del d.m. 180/10, si pone pertanto in contrasto con l’art. 97 Cost., visto che l’assenza di un meccanismo oggettivo e predeterminato per l’assegnazione delle pratiche rischia di compromettere l’indipendenza e la terzietà del mediatore, attribuendo un potere gestionale inammissibile all’organismo».

Roma, 15 marzo 2011
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Di Loredana Morandi (del 16/03/2011 @ 12:01:18, in Estero, linkato 3459 volte)
Aggiornamento:  Il consolato scrive: "Alitalia comunica che domani 17 marzo 2011 c'e' disponibilita' di posti su due voli per l'Italia con partenza da Osaka alle ore 14 e alle ore 17.  Gli interessati possono presentarsi ai banchi accettazioni Alitalia al quarto piano del Kansai International Airport.  Per informazioni tel. 072 456.5216."  Ma per partire occorrono oltre 5000 euro per due persone con bagaglio minimo consentito. L.M.


ALITALIA E I CITTADINI ITALIANI
IN GIAPPONE
 
 
 
Ai gentili Colleghi e alle Redazioni,
 
 
ho appena ricevuto un appello del gruppo di concittadini in Giappone, circa 120 persone e le loro famiglie residenti in modo stabile nel paese del grave disastro, che fa riferimento alla community web Giappone Forum su facebook: 
 
 
L'appello divulgato da Adamo Lussana, addetto stampa del forum, si rivolge ai giornalisti italiani per segnalare l'inqualificabile trattamento commerciale riservato ai connazionali residenti da ALITALIA, la nostra compagnia aerea di bandiera, che sta applicando prezzi eccezionali gravati di tutti i rincari possibili sulla base dell'urgenza a persone e intere famiglie, che partono sapendo di dover lasciare anche una vita intera alle proprie spalle.
 
L'ambasciata italiana in Giappone ha divulgato il consiglio agli italiani residenti di partire, ed effettivamente dalle testimonianze su Facebook presso gli aereoporti principali c'è un addetto della nostra Ambasciata. Il quale però non ha alcun indirizzo nazionale e non può agire se ad una famiglia di 4 - 5 persone (ad esempio: madre, padre, 2 figli e un anziano) mancasse il denaro per rimpatriare.
 
 
Dov'è il Ministro Frattini ???? (domando io)
 
A quanto risulta dal comunicato del Lussana, inoltre, i voli diretti in Italia sono stati tutti spostati da Tokio ad Osaka, con ulteriore aggravio di costi e difficoltà per gli italiani, che per raggiungere la nuova destinazione di partenza devono percorrere circa 450/500 chilometri con mezzi e costi propri (il biglietto costa circa 100 euro a persona).
 
I sottoscrittori, un piccolo gruppo di circa 120 persone e tra questi i firmatari del comunicato che hanno dato la propria disponibilità ad essere intervistati dalla stampa italiana, sono tutti residenti abituali del paese del sol levante, e famiglie composte da marito/moglie di nazionalità giapponese. 
 
In almeno un caso (una donna) mi è stata segnalata apprensione per il visto di ingresso in Italia del partner giapponese.
 
Alcuni lamentano inoltre gli altissimi costi per trasportare l'amico per tutta la vita, il proprio cane/gatto, che abbandonato morirebbe di stenti e temono la diversa normativa italiana in tema di vaccinazioni, pur assicurando di voler espletare tutte le formalità richieste dal nostro paese.
 
http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/14103_380339721962_370621716962_4794431_7674890_n.jpg
 
IL COMUNICATO:: in corso di continuo aggiornamento di firme e recapiti, può essere scaricato a questo link: 
 
 
 
LA RICHIESTA DEI CONNAZIONALI:: la facoltà di rientrare in Italia in tempi brevi a prezzi popolari e non con le attuali tariffe.
 

Loredana Morandi
Presidente di Artists Against War Italia
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Di Loredana Morandi (del 16/03/2011 @ 16:00:34, in Estero, linkato 3467 volte)
Appello Italiani in Giappone

- la rassegna -


Sono contenta di leggere che anche i ragazzi di Giappone Forum sono soddisfatti di aver sollevato un polverone sui costi Alitalia in una mezza giornata. Ne approfitto per ringraziare Adamo Lussana, che in video è simpaticissimo, per avermi coinvolta in questa battaglia per il ritorno a casa dei nostri connazionali in Giappone.

Aggiungo solo un personalissimo ".. e per fortuna che ci sono le femministe", compreso certamente soltanto dai miei più cari amici e da coloro che conoscono i 30 mesi della mia battaglia per la "vita".  L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-03-16_160405_REPUBBLICA.jpg

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Di Loredana Morandi (del 17/03/2011 @ 13:37:48, in Magistratura, linkato 1635 volte)

Complimenti vivissimi all'aggiunto Maria Monteleone e alla pm Fini, auguro ad entrambe di resistere. Peccato che il gip Di Lorenzo abbia rifiutato loro l'arresto dei 4 "tutori dell'ordine". Forse ritiene momentaneamente sufficiente il trasferimento dei 3 carabinieri ad altre regioni, ma il problema che resta è il contatto col pubblico e l'occasione di reiterare. L.M.

STUPRO IN CASERMA

I pm: "Prima l'alcol poi gli abusi "
Il gip, niente carcere per gli indagati

La procura: prima l'hanno ubriacata e poi violentata. Per i tre carabinieri e il vigile urbano, l'accusa è di violenza sessuale di gruppo aggravata. I magistrati chiederanno incidente probatorio su accertamenti del Dna. Lunedì i nuovi interrogatori

di MARIA ELENA VINCENZI

ROMA - Le hanno offerto alcol per farla ubriacare e poi hanno abusato di lei. In gruppo. E per sei volte. Proprio loro, gli uomini in divisa che avrebbero dovuto proteggerla. Dopo quasi un mese di indagini, per di più secretate, si inizia a capire qualcosa dello stupro avvenuto nella stazione dei carabinieri Quadraro, alla periferia di Roma. La vittima è una donna di 32 anni, originaria di Crema, che, dopo essere stata arrestata il 23 febbraio per aver rubato in un grande magazzino alcuni capi di abbigliamento, il giorno dopo ha denunciato di essere stata stuprata la notte precedente mentre era detenuta in camera di sicurezza in attesa di processo per direttissima. Accuse che un solo militare ha ammesso, pur definendo il rapporto "consensuale e amichevole", ma che gli altri hanno sempre negato. Hanno detto di sapere che qualcosa era successo, ma di non aver partecipato direttamente.

Accertamenti ancora in corso, ma intanto la procura di Roma contesta i reati agli indagati: violenza sessuale di gruppo aggravata dall'abuso dei poteri e dei doveri inerenti a una funzione pubblica e dall'uso di sostanze alcoliche. Per di più compiuta "su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale". Perché la ragazza madre di 32 anni che ha denunciato di essere stata violentata nella notte tra il 23 e il 24 febbraio nella stazione dei carabinieri Quadraro, alla periferia di Roma, era detenuta. Questo è un fatto. Grave, per i magistrati.
Il capo di imputazione contenuto nell'invito a comparire che ieri è stato notificato ai quattro parla chiaro. E ricostruisce quella notte. Due dei tre carabinieri e il vigile urbano sono accusati di aver spinto la donna a subire atti sessuali abusando della sua condizione di inferiorità fisica e psichica dovuta sia all'arresto, sia all'assunzione di alcol che le è stato offerto da uno dei militari, Alessio Lo Bartolo. Lo stesso che, secondo la versione del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del sostituto Eleonora Fini, avrebbe avuto diversi rapporti con la vittima mentre il vigile urbano, Pierfrancesco Carrara, la teneva stretta per la testa. Così anche per il secondo militare, Cosimo Vincenzo Stano, che, mentre l'agente della municipale la palpeggiava, avrebbe abusato di lei. Mentre al terzo carabiniere, Leonardo Pizzarelli, quello di turno al piantone (che non avrebbe partecipato direttamente alla violenza), i pm contestano l'aggravante di non aver impedito l'evento e di non aver evitato che le fossero date sostanze alcoliche.

Questo il quadro, almeno finora: le indagini sono ancora in corso. All'indomani della presentazione della denuncia da parte della vittima, la procura aveva chiesto due mesi di custodia cautelare in carcere per i quattro. Una misura temporanea necessaria, secondo gli inquirenti, a poter svolgere le indagini senza alcun pericolo di inquinamento delle prove. Ma il giudice per le indagini preliminari, Sandro Di Lorenzo, ha detto no. Perché gli accertamenti sono già stati fatti e l'indagine è a un buon punto, queste le motivazioni per la bocciatura.

Insomma, la ricostruzione di quella notte si fa via via più chiara. Ma i pm e i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Roma sono ancora al lavoro e cercano un'ulteriore conferma. Ecco perché hanno convocato per lunedì prossimo i quattro indagati: verranno tutti risentiti, sempre a patto che non si avvalgano della facoltà di non rispondere. Opzione che le difese stanno considerando. Altri elementi utili potrebbero venire dalla comparazione dell'eventuale dna presenti sugli oggetti sequestrati con quello degli indagati: esame che verrà fatto in incidente probatorio.
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Di Loredana Morandi (del 18/03/2011 @ 07:18:56, in Osservatorio Famiglia, linkato 1412 volte)
http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/196496_206101602753333_100000604855347_667965_6788916_n.jpg
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Tutto da leggere questo articolo di Dario Crippa per "Il Giorno" sulla vicenda di Marta Crotti, ospite di Paola Perego e del Senato la scorsa settimana. Ringrazio il giornalista per avercene fatta pervenire copia e per l'impegno personale di "lanciare un sondaggio" sull'argomento "Registro Europeo per i Pedofili".


L.M.
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