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 .. due anime .. ... di Lunadicarta
 
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I dati della pedofilia online: 522 organizzazioni operano per la rivendicazione dei diritti dei pedofili (di cui 12 italiane); di cui 3 associazioni pseudo religiose, 23 di donne pedofile; 500 agenzie giuridiche; 3 radio online per la pedofilia libera; 3 database di studi e ricerche; 6 libri pubblicati; 4 riviste pedofile internazionali; 2 siti per la produzione di magliette a sfondo pedofilo; 5 portali per iscrivere nuovi adepti; 5 siti per la produzione e divulgazione di cartoon e anime dedicati ai pedofili.

Don Fortunato Di Noto
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 18/06/2007 @ 23:37:33, in Magistratura, linkato 2422 volte)

Magistratura Democratica

Le dichiarazioni dell'onorevole D'Alema, a proposito della "trascuratezza" dei magistrati mentre veniva diffuso il testo delle intercettazioni telefoniche che lo riguardavano, sbagliano obbiettivo: non era ai giudici che toccava impedirne la diffusione, d'altronde inevitabile nell'attuazione di un passaggio procedurale previsto da una legge  imperfetta. Sono senz'altro inopportune, e  generano confusione e sconcerto.

L'Associazione  Nazionale Magistrati ha sempre distinto fra legittimo diritto di critica e ricorso agli insulti, di cui in questi anni i magistrati sono stati fatti bersaglio più volte: in questo secondo caso, è sempre intervenuta a difesa dei magistrati, senza mai pensare di poter  reagire anche solo minacciando il ricorso allo sciopero.

Le dichiarazioni del vice presidente dell'ANM Antonietta Fiorillo disattendono del tutto questa linea, ed ottengono un solo risultato:  quello di oscurare il fatto principale che i magistrati sono disposti a scioperare nuovamente, se non sarà approvata entro la scadenza del 31 luglio la riforma dell'ordinamento giudiziario.

Torino / Roma 17.6.2007

Rita Sanlorenzo
Segretario generale di Magistratura Democratica

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Di Loredana Morandi (del 16/06/2007 @ 20:11:11, in Magistratura, linkato 2364 volte)

Associazione Nazionale Magistrati


Le decisioni del Comitato Direttivo Centrale
sull’azione dell’Associazione Nazionale Magistrati
 
Il d.d.l. Mastella, pur con i limiti e le criticità puntualmente denunciate modificava i punti inaccettabili e di dubbia costituzionalità della riforma Castelli. L’ANM è stata sempre disponibile al dialogo ed al confronto per ottenerne miglioramenti;

A poche settimane dalla scadenza del termine del 31 luglio per l’approvazione delle modifiche rileva che l’impianto originario del d.d.l. subisce quotidianamente – stando ad indiscrezioni e ad esternazioni – modifiche ed emendamenti in senso certamente non migliorativo, ma anzi destinati a snaturarne l’impronta originaria.

Ribadisce la propria opposizione a riforme che siano contrarie all’assetto costituzionale ed il bilanciamento tra i poteri dello Stato e che limitino le prerogative di indipendenza e autonomia dell’ordine giudiziario e dell’organo di autogoverno.

Dichiara la propria contrarietà a interventi peggiorativi del disegno di legge Mastella e indica, tra gli altri, come punti irrinunciabili della riforma:

- il rifiuto di un concorso separato per esami per l’accesso alle funzioni di cassazione;

- l’esclusione di ogni forma di partecipazione di componenti esterne alla magistratura alle deliberazioni dei Consigli giudiziari in tema di valutazioni di professionalità e di status dei magistrati,

- il rifiuto di estensione delle ipotesi di incompatibilità territoriale nel passaggio tra funzioni giudicanti e requirenti; ritenendo che una incompatibilità adeguata è quella riferita al circondario con il limite di cinque anni di permanenza nella funzione in precedenza svolta e che appare incomprensibile e inappropriata l’incompatibilità per il passaggio dalla funzione requirente alle funzioni giudicanti civili e viceversa;

- la revisione del sistema di nomina dei componenti del Consiglio Direttivo della Scuola della Magistratura, con indicazione preferenziale per la nomina di due terzi da parte del C.S.M. ed un terzo di designazione parlamentare;

- la revisione della disciplina delle Procure che preveda il vaglio del CSM sul sistema organizzativo ed assicuri il carattere di potere diffuso della giurisdizione;

Ribadisce l’allarme e la preoccupazione per il grave stato della giustizia in Italia e per le condizioni di degrado a cui tutti gli operatori della giustizia, magistrati compresi, sono costretti quotidianamente.

Sulla base di queste considerazioni:

IL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE
 
-  conferma lo stato di agitazione e si considera riunito in permanenza dando mandato al Presidente della GEC di convocare il CDC in via di urgenza in qualunque momento a prescindere dai termini statutari;

-  dà mandato alla GEC di fissare una o più giornate di mobilitazione e di protesta, anche nelle forme dello sciopero, da tenere entro il 20 luglio 2007, sulla base della evoluzione dell’iter di approvazione del disegno di legge Mastella;

-  indica come obiettivo prioritario quello di evitare l’entrata in vigore della riforma Castelli, nelle forme che il Parlamento riterrà opportuno.

Roma, 16 giugno 2007

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Di Loredana Morandi (del 15/06/2007 @ 12:08:41, in Sindacato, linkato 2376 volte)

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 15 giugno 2007
Prot. n. 103

DA PUBBLICARE AI SENSI DELL’ART. 34 DEL CNLG FIEG/FNSI

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:


“Una giornata nazionale del silenzio per il contratto, per le leggi di riforma del settore, per difendere l’autonomia e la solidità finanziaria dell’Istituto di previdenza dei giornalisti Inpgi, contro il disegno di legge Mastella sulle intercettazioni. Il blocco delle procedure di consultazione in sede sindacale sugli stati di crisi, le casse integrazioni e prepensionamenti previste dal contratto di lavoro. Una manifestazione nazionale a luglio insieme alle confederazioni sindacali e un’altra il 5 novembre a livello europeo. Queste alcune delle decisioni assunte dalla giunta della Federazione della Stampa anche in seguito all’atteggiamento ostruzionistico e dilatorio assunto dalla Fieg non soltanto sul rinnovo contrattuale ma, nei giorni scorsi, anche al tavolo di riforma del mercato del lavoro giornalistico e in particolare sulla bozza del Governo relativa alle nuove norme di tutela dei collaboratori, dei freelance e dei precari.
La Giunta della Fnsi, che ha approvato la proposta del Segretario Generale di confermare la scadenza congressuale a fine novembre, ha giudicato insostenibile l’attuale situazione di totale paralisi delle relazioni sindacali. Così come il sindacato dei giornalisti respinge tutti i tentativi di limitare la libertà dell’informazione e il diritto di cronaca negando ai cittadini una garanzia costituzionale.
La giornata del silenzio si svolgerà entro la fine del mese di giugno sia nella carta stampata sia nell’emittenza radiotelevisiva nazionale, pubblica e privata, sia nei nuovi strumenti della comunicazione. Da subito la giunta esecutiva e il dipartimento sindacale informeranno i comitati e i fiduciari di redazione che il Sindacato dei Giornalisti intende rispondere al blocco della contrattazione da parte degli editori con la sospensione della disponibilità a discutere piani di ristrutturazione che comportino un ulteriore aggravamento della crisi occupazionale, nuovi tagli di giornalisti dipendenti, casse integrazioni e prepensionamenti, che comporterebbero costi insostenibili a carico dell’Inpgi. La Fnsi, ovviamente, rispetterà la legge e parteciperà a tutte le iniziative di consultazione nelle sedi ministeriali. Il Sindacato è e continuerà a essere al fianco di tutti i comitati di redazione, a rappresentare quindi, sia a livello nazionale che regionale, una sede di analisi delle situazioni aziendali mettendo a disposizione i propri uffici e i consulenti”.

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Di Loredana Morandi (del 07/06/2007 @ 19:51:39, in Magistratura, linkato 2482 volte)

Rassegna stampa odierna

Perquisizioni, coinvolti magistrati e politici
Quotidiano Nazionale - 6 ore fa
Potenza, 7 giugno 2007 - La guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Catanzaro, ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico ed ex presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico ...
Potenza, perquisizioni per le Toghe lucane Barimia
Operazione Toghe Lucane: in corso perquisizioni a Expo BG
Dottor Sport - Reuters Italia - AudioNews - Il Messaggero
e altri 31 articoli simili »

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Di Loredana Morandi (del 05/06/2007 @ 14:57:12, in Magistratura, linkato 3321 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Sezione Distrettuale di Roma - Lazio
Città Giudiziaria di Piazzale Clodio
 
Non è costume della Associazione Nazionale Magistrati entrare nel merito di specifiche vicende processuali, ma è doverosa qualche annotazione di carattere generale in merito ai fatti che hanno coinvolto minori in un procedimento penale in corso davanti alla Autorità Giudiziaria di Tivoli.

Non ci interessa la disputa tra innocentisti e colpevolisti. Ciò che tuttavia preoccupa è la tendenza ad una degenerazione del sistema che si indirizza sempre più verso un modello di processo mediatico: le testimonianze, i pareri dei consulenti di parte, le dichiarazioni degli indagati, le indagini difensive e le arringhe degli avvocati avvengono innanzi alle telecamere al fine di sottoporsi ad un giudizio di un gigantesca giuria popolare costituita dai telespettatori.

Fortunatamente, ed è un atteggiamento che va apprezzato, i magistrati titolari in prima persona di questa delicata vicenda (p.m., gip e riesame) hanno tenuto un comportamento di sobrietà istituzionale, sottraendosi a questo rumoroso processo mediatico.

L'abnormità di tale situazione è resa ancor più evidente dalla pratica, invalsa già da tempo in procedimenti relativi a fatti verificatisi in altri distretti di Corte d'Appello, secondo cui  soggetti che saranno sentiti come parti del processo penale, vengono previamente posti a confronto e persino interrogati dai difensori davanti alle telecamere. Ma  questa volta il procedimento presenta un disvalore aggiunto: i testimoni stessi, non solo gli indagati, rendono dichiarazioni in risposta a precise e dirette  domande dei  difensori di controparte.

Con quale esiti per la genuinità dell'assunzione di tali prove in dibattimento è facile immaginare; si pensi soltanto alla eventualità di una contestazione da parte dei difensori della parte offesa o dell'imputato su affermazioni rese fuori del processo e davanti al grande Tribunale Mediatico.

Questo non ha alcuna attinenza con il sacrosanto diritto - dovere del giornalista di riportare le notizie sin dal primo momento in cui gli vengono proposte, ovviamente anche se è in corso la fase delle indagini preliminari, ma ha molto a che vedere con la corretta dinamica processuale e con il normale ed ordinato svolgimento del processo.

La Magistratura, sia chiaro, è radicalmente contraria ad ogni normativa tendente a limitare il diritto di cronaca e di critica, diritti che ha sempre strenuamente difeso soprattutto in presenza di fatti di forte allarme sociale. Infatti  il puntuale lavoro del giornalista rende  più efficace i controlli sull'operato dei pubblici poteri e costituisce aspetto imprescindibile della democrazia. Tuttavia ci pare indispensabile lanciare un allarme sugli esiti preoccupanti di uno scenario nel quale le fasi salienti dei processi che maggiormente agitano l'opinione pubblica si svolgono davanti le telecamere prima che nelle sedi giurisdizionali deputate.

L'accertamento della verità è tale solo se giunge al termine di una fase caratterizzata dal rispetto delle fondamentali ed inalienabili regole poste alla base dei codici dei paesi civili  e tra queste il contraddittorio e la parità tra tutte le parti, il dovere del pubblico ministero di ricercare soprattutto, nella fase delle indagini, le prove anche a favore degli indagati, la indipendenza e la terzietà dell'organo giudicante.  Sicchè un sistema che tolleri una anomala assunzione di prove in sedi non proprie ad iniziativa arbitraria di una delle parti processuali crea i presupposti per una distorsione i cui effetti suggestivi su coloro che sono chiamati quali testi, consulenti, parti offese ed imputati sono imprevedibili e certamente negativi.
 
Non dubitiamo che l'autorità giudiziaria competente saprà riassorbire i contraccolpi mediatici e modulare il procedimento penale, in tutte le fasi processuali, nel pieno rispetto della normativa vigente posta a tutela della collettività e dello stesso soggetto sottoposto a procedimento.

Siamo contrari a regole che possano suonare, anche lontanamente, come limitazione o censura del diritto di cronaca, ma è certamente auspicabile un'autoregolamentazione delle categorie interessate, prima tra tutte quella della classe forense, per tornare a considerare il processo penale come l'unico luogo per l'accertamento dei fatti di reato, come del resto hanno sino ad ora tentato di fare soltanto i magistrati che si sono occupati del caso specifico.

La Giunta ANM Roma 

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Di Loredana Morandi (del 01/06/2007 @ 06:01:46, in Magistratura, linkato 2329 volte)

MD al CSM sul Ddl Mastella

Oggi il plenum del CSM ha approvato il parere sul disegno di legge Mastella, sull'ordinamento giudiziario.

Il giudizio è complessivamente positivo, anche se andavano rimarcate alcune perplessità specie sull'assetto della Scuola.

Possiamo dire, toccando solo alcuni dei temi trattati, che sull'accesso in magistratura si è segnalata l'esigenza di evitare una dequalificazione e demotivazione degli aspiranti magistrati,  mentre sulle valutazioni di professionalità il giudizio risultante dal parere è complessivamente positivo e ci siamo sforzati di  contenere il tentativo di introdurre perplessità e proposte che mal celavano una inespressa  ostilità, a costo di accettare un testo che sconta qualche involuzione.

Sulla scuola  sono state enunciate le irrinunciabili riserve sulla ingiustificata marginalità della posizione del consiglio, sulla eccessiva dipendenza dal ministero, sulla irragionevole distribuzione territoriale.

Sul passaggio delle funzioni è stata ribadita, scontando le prevedibili opinioni  contrarie, la irragionevolezza di una così rigida e ampia incompatibilità territoriale, che non tiene in alcun conto le funzioni esercitate in concreto. Sui consigli giudiziari, ferme restando alcune riserve per la perdurante mancanza di una adeguata disciplina elettorale, ci si è espressi favorevolmente  per l'avvenuta eliminazione di molti degli aspetti problematici del d.lgs. 25/06 e per la previsione di una sezione competente per  i giudici di pace, ed abbiamo suggerito anche  un ulteriore passo avanti nell'allargamento delle competenze dei consigli giudiziari in materia tabellare.
 

I consiglieri di MD Cesqui, Maccora, Pepino, Pilato

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Di Loredana Morandi (del 01/06/2007 @ 05:59:37, in Magistratura, linkato 1746 volte)

L'utilizzabilità delle ispezioni nel procedimento di valutazione della professionalità del magistrato si pone come uno dei tasselli che, insieme a diversi altri, tutti evidenziati nel parere oggi approvato dal C.S.M., attentano, in modo non diretto come avvenuto nell'ordinamento Castelli, ma altrettanto pericoloso, all'autonomia ed indipendenza del magistrato introducendo ingiustificate deroghe alla separazione fra i poteri dello Stato.
Viene, infatti, implicitamente riconosciuto un ruolo al Ministro in una delle  più importanti competenze costituzionali del C.S.M., quella che, appunto, attiene alla carriera del magistrato ed alle promozioni nell'ambito della stessa.
Ma anche su un piano pratico la previsione appare inutile ed ultronea. Difatti le ispezioni ordinarie costituiscono la naturale proiezione dei poteri riconosciuti al Ministro dall'art. 110 della Costituzione in materia di organizzazione dei servizi della giustizia. Esse, difatti, secondo la legge istitutiva dell'Ispettorato (L. 12.8.1962, n. 1311), hanno lo scopo esclusivo di accertare la regolarità dei servizi; non a caso nella suddetta legge si precisa che, quando l'ispettore riferisce sulla entità e tempestività del lavoro eseguito dai magistrati, egli debba limitarsi al rilevamento del dato statistico. Questo dato già è previsto nel disegno di legge come elemento da prendere in considerazione nel giudizio emesso all'esito della valutazione di professionalità; quindi nulla di nuovo si aggiunge alle fonti di conoscenza, conseguendosi, invece, l'effetto di alterare l'equilibrio disegnato dal Costituente nei rapporti fra Esecutivo e Giudiziario.
Per questi motivi ho ritenuto di proporre, prima in VI Commissione e poi al Plenum, l'emendamento che allego nel seguito.
Nel testo approvato dalla Commissione l'emendamento è stato solo parzialmente recepito ed in modo, a mio avviso, insoddisfacente.
Al plenum l'emendamento è stato bocciato, avendo votato a suo favore, oltre al sottoscritto, i Consiglieri Berruti, Mannino, Napolitano, Viola, Romano e Vacca.

Emendamento presentato nella seduta del 31 maggio

- Sesta Commissione pratica n. 19/AP/2007 Par. 3.2.8

Sopprimere al quarto rigo da "L'utilizzabilità dei risultati ....." fino alla fine del paragrafo.
Inserire:
"Di dubbia legittimità costituzionale appare anche la possibilità per il Consiglio di procedere alle valutazioni di professionalità sulla base, tra l'altro, dei risultati delle ispezioni ordinarie.
Deve, infatti, rilevarsi che le ispezioni ordinarie, eseguite da magistrati ispettori selezionati sulla base di una scelta discrezionale e fiduciaria del Ministro, vengono eseguite in conformità alle direttive del Ministro ed hanno lo scopo esclusivo di accertare la regolarità dei servizi. Del resto è lo stesso testo legislativo che disciplina l'organizzazione ed il funzionamento dell'Ispettorato (L. 13/8/1962, n. 1311) a prevedere che quando l'ispettore riferisce sull'entità e tempestività del lavoro eseguito dai magistrati egli debba limitarsi al rilevamento del dato statistico.
Quindi, anche sul piano pratico, nessun ulteriore elemento di conoscenza e di valutazione può scaturire dai risultati delle ispezioni ordinarie. Di certo poi dalla stessa lettura del testo del disegno di legge è da intendersi esclusa la possibilità di utilizzare nelle valutazioni di professionalità i risultati delle ispezioni parziali e delle inchieste".

Roma, 31 maggio 2007

Roberto Carrelli Palombi

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Di Loredana Morandi (del 28/05/2007 @ 15:51:17, in Magistratura, linkato 2406 volte)


In relazione alle carenze di personale amministrativo, rapportabili per gli uffici del nord ad una media di circa il 35% dei posti in pianta organica, abbiamo attivato formalmente l'iniziativa - di cui in allegato - di richiedere l'apertura di apposita pratica finalizzata all'analisi ed allo studio delle disfunzioni che potrebbero verificarsi in assenza di un intervento immediato da parte del Ministro della Giustizia.

Al Comitato di Presidenza
S E D E

Nell’ambito di un incontro svoltosi a Milano il 24 maggio u.s. ci è stata rappresentata da tutti i dirigenti degli uffici presenti (Presidente Corte d’Appello, Presidente del Tribunale, Procuratore della Repubblica ed Avvocato Generale) una situazione di assenza del personale amministrativo (attestabile su una percentuale media del 34% riferita alla pianta organica) che mina gravemente la funzionalità dell’attività giudiziaria.
L’intervenuta decisione del Ministro della Giustizia di dare corso alle procedure di  mobilità interna del personale aggraverà ulteriormente la percentuale di scoperture negli uffici giudiziari del nord essendo prevedibile un flusso di trasferimenti a natura unidirezionale verso le sedi del centro sud.
Analogo situazione è stata registrata negli uffici giudiziari di Torino.
Se è vero che l’art. 110 della Costituzione attribuisce al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, il Consiglio Superiore della Magistratura, al quale spettano compiti di indirizzo sul funzionamento dell’attività giurisdizionale, mantiene una propria  competenza dato che,  in un’ottica di leale collaborazione istituzionale, deve  verificare, alla luce delle segnalazioni allarmanti provenienti dai dirigenti  degli uffici,  la situazione esistente e le ricadute effettive sul piano della resa di giustizia,  e  promuovere  piani di intervento, eventualmente d’intesa con il Ministero, che consentano di offrire una risposta di giustizia efficiente ed efficace sul piano dell’organizzazione complessiva.

Si richiede pertanto l’apertura di un’apposita pratica da trattare in VI e VII commissione finalizzata al monitoraggio dei dati, all’analisi delle ricadute sul piano della resa del servizio ed all’opportuna sensibilizzazione del Ministro della Giustizia.

Roma 28 maggio 2007  

I Consiglieri
 
Ezia Maccora
Fabio Roia

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Di Loredana Morandi (del 11/05/2007 @ 13:15:10, in Magistratura, linkato 3976 volte)

Pene ridotte per i reati di bancarotta?

Aumentano i rischi di prescrizione per le bancarotte più gravi e dannose

Dalla stampa di oggi apprendiamo dell’esistenza di un disegno di legge di iniziativa governativa mirante a riscrivere la disciplina dei reati di bancarotta e soprattutto a diminuire la pena massima per tali reati portandola al di sotto della soglia di dieci anni attualmente prevista.

Spetta al governo ed al parlamento decidere se sia obiettivamente giustificata una riduzione delle pene per questi gravi reati economici, interpretando le esigenze di tutela della collettività e di quanti sono da essi danneggiati.

Come magistrati abbiamo però il dovere di ricordare quello che tutti già sanno e cioè che alla pena edittale massima della bancarotta (che si vorrebbe ridurre) è agganciato il termine di prescrizione del reato.

E poiché i processi per reati di bancarotta sono tanto più complessi e lunghi quanto più gravi sono i fatti e quanto più numerosi sono i danneggiati, la riduzione della pena massima porta con sé un rischio concretissimo: che non si giunga ad una pronuncia di merito (di assoluzione o di condanna) e si debba dichiarare estinto il reato per prescrizione proprio nelle vicende giudiziarie più allarmanti.

Roma, 11 maggio 2007

Il Segretario generale dell’ANM

Nello Rossi

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Di Loredana Morandi (del 10/05/2007 @ 20:49:14, in Indagini, linkato 2453 volte)

 

In Italia si parla troppo di Vaticano, soprattutto ciò accade ad opera di gente che scrive con i piedi e parla con l'olezzo di un sepolcro aperto. Tutto ciò è un vero peccato, perchè di cose da dire ce ne sarebbero parecchie, più gravi e che non riguardano affatto la ipocrita campagna filo americanista dei "preti pedofili".

Tutto questo per informarvi che: sono sulle tracce di un eminente "massone" infiltrato dentro l'Ordine Francescano secolare.

La Massoneria non è nuova a questo genere di infiltrazioni, basti pensare al caso Calvi e all'organizzazione che tutti ritengono una paramassoneria cattolica, cioè l'Opus Dei.

Posso personalmente rendere testimonianza di ciò, con il dichiarare che massone famosissimo è stato uno dei presidenti della Compagnia di San Vincenzo de Paoli (quella delle vecchine, che visitano i poveri e i malati in Italia). E non solo, un tal eminente presidente era anche coniugato con la sorella del gran "maestro" bibliotecario del G.O.I. Così come erano tutti tesserati al rito scozzese gli avvocati perugini, che denunciarono i pm dei processi contro Berlusconi, e questo essi dichiararono alla stampa e ai tg in conferenza stampa.

Rendo altresì testimonianza di aver conosciuto un solo religioso con indosso il grembiule massonico: un francescano presso la r.l. Libertà all'oriente di Roma.

Che dire. Ognuno ha la sua battaglia. Spero vorrete credere che la pulizia del lavoro per la Pace nel mondo valga qui una nuova battaglia.

Loredana Morandi

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