Immagine
 urania ... di karen thole... di Admin
 
"
Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 29/11/2008 @ 00:35:16, in Politica, linkato 2260 volte)
Giustizia/ Bandiera su Tribunale, Stiffoni: Non svendiamo dignita'
Mancino si dimetta da vicepresidente del Csm


Roma, 28 nov. (Apcom) - "La nostra dignità di veneti non siamo disposti a svenderla a quei membri del Csm, in primis il vicepresidente Mancino, che con spirito assolutamente centralista ha voluto imprimere un delirio di onnipotenza senza nemmeno conoscere le leggi regionali e italiane". Così il senatore della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni, commenta il rinvio in commissione al Csm della proposta di archiviazione del fascicolo aperto sul 'caso' scarturito dall'esposizione della bandiera della Regione Veneto sul Tribunale di Treviso.

Stiffoni spiega che "la bandiera esposta fuori il tribunale di Treviso è quella ufficiale della Regione Veneto e non di un partito", e, aggiunge, "con questa presa di posizione, i membri del Csm si sono autodelegittimati, ignorando la benchè minima conoscenza dei vessilli e dei gonfaloni delle regioni che compongono l'intera nazione".

Sul voto del vicepresidente dell'organo di autogoverno dei magistrati Mancino, ("voto - rileva Stiffoni - che vale doppio"), il senatore della Liga Veneta-Lega Nord aggiunge: "Mancino, come vicepresidente, ha dato dimostrazione di faziosità e leggerezza che mai ci saremmo aspettati da un ex presidente del Senato, ex ministro dell'Interno e spero ex anche del Csm in quanto ne richiediamo le dimissioni. Voglio esprimere la massima solidarietà al presidente del Tribunale di Treviso, Giovanni Schiavon, che ha dimostrato di aver applicato le possibilità che gli dà la legge; al presidente della I commissione del Csm, Ugo Bergamo, perchè è stato lungimirante e illuminato in questa situazione. Siamo fiduciosi che Schiavon non ceda di un millimetro davanti a questo atto d'imperio del Csm e che la bandiera della Regione Veneto - conclude Piergiorgio Stiffoni - rimanga esposta sul pennone del Tribunale di Treviso".

Apcom

*****

Giustizia/ Bandiera su Tribunale, ora scoppia un 'caso' al Csm
Presidente Commissione si dimette polemico per no archiviazione


Roma, 27 nov. (Apcom) - Scoppia un 'caso' al Csm, protagonista ancora la vicenda della bandiera della Regione Veneto che sventola sul Tribunale di Treviso. Contro la mancata archiviazione del fascicolo si è dimesso il presidente della Prima Commissione, il consigliere laico dell'Udc Ugo Bergamo. "Non ho alcuna intenzione di essere complice di atteggiamenti dilatori", protesta, riferendo di aver rimesso il mandato in una lettera inviata al capo dello Stato Giorgio Napolitano, che del Csm è il presidente, e al suo vice a Palazzo dei Marescialli Nicola Mancino.

Bergamo accusa il Consiglio di essere "autoreferenziale e centralistico": "Non tiene conto del sentire del Paese, dove c'è un crescente senso di identità territoriale". A suo dire, "non c'è alcun margine di dubbio" che la bandiera regionale "possa sventolare legittimamente sugli uffici pubblici". "Dall'unità d'Italia se n'è fatta di strada, non siamo più ai tempi di Garibaldi...", osserva.

Apcom

*****

Altri articoli:

Giustizia/ Bandiera Tribunale,Mazzatorta (Ln): Csm usurpa funzioni

Giustizia/ Bandiera Tribunale, Dussin: Archiviare caso e Csm
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 29/11/2008 @ 00:30:42, in Magistratura, linkato 1995 volte)
28-11-2008
GIUSTIZIA: INTESA PROVINCIA NAPOLI - PROCURE TORRE ANNUNZIATA E NOLA

(ASCA) - Napoli, 28 nov - Un protocollo d'intesa tra Provincia di Napoli e le procure di Torre Annunziata e Nola per ammodernare la rete informatica fornendo sostegno finanziario alle iniziative ministeriali e consentire la fruizione di banche dati anagrafiche e cartografiche dei comuni attraverso il Centro servizi territoriali (CST) della Provincia e' stato siglato oggi, nella sala Mariella Cirillo di Palazzo Matteotti, alla presenza del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo.

Erano presenti il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, gli assessori provinciali all'innovazione tecnologica, Giuseppe Capasso, e all'ambiente Giuliana Di Fiore, i procuratori Raffeale Marino e Paolo Mancuso, il sindaco di Nola, Felice Napoli tano,l'assessore del comune di Torre Annunziata, Giuseppe Auricchio, il direttore amministrativo del CST, Alfonso Setaro.

Il protocollo tra il Cst e le procure di Nola e Torre Annunziata propone un modello sperimentale di operativita' sui temi specifici della interoperabilita' e della cooperazione applicativa, con particolare riferimento alla condivisione delle banche dati relative all'anagrafe della popolazione. L'obiettivo dell'accordo, infatti, e' quello di giungere all'attuazione di uno schema operativo in grado di garantire il colloquio applicativo tra organi giurisdizionali, amministrazioni periferiche dello Stato ed enti locali, attraverso la condivisione di metodi, regole e sistemi di gestione delle informazioni, dei dati e dei flussi documentali, mediante i quali sviluppare in maniera unitaria taluni dei processi di competenza degli enti coinvolti. Per l'attuazione del protocollo, e' prevista l'istituzione di un tavolo tecnico, i cui compiti principali saranno il coordinamento ed il monitoraggio delle attivita' previste, con particolare riguardo alla condivisione delle banche dati della popolazione, e l'elaborazione di eventuali progetti aggiuntivi. Per assicurare maggiore forza all'accordo sono state coinvolte nella concertazione i Comuni di Nola, di Torre Annunziata e l'agenzia area nolana, che del progetto Cst e' soggetto attuatore.

dqu/mcc/alf (Asca)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/11/2008 @ 22:43:58, in Magistratura, linkato 2304 volte)
Giustizia/ Anm: Preoccupano denunce su concorso, accertare fatti
Serietà selezione è presupposto di qualità e indipendenza toghe


Roma, 26 nov. (Apcom) - L'Associazione nazionale magistrati esprime "viva preoccupazione" per le notizie su presunte irregolarità che si sarebbero verificate alle prove scritte del concorso per l'accesso in magistratura. La "serietà" della selezione è "presupposto fondamentale della qualità professionale e dell'indipendenza" delle toghe, avverte il 'sindacato' dei magistrati, che auspica in tempi brevi la verifica di quanto è accaduto, anche attraverso accertamenti da parte del Csm, in modo da poter assumere eventuali "provvedimenti". Una posizione che l'Anm ha discusso oggi durante la riunione della giunta.

I vertici del 'sindacato delle toghe' ricordano che "il concorso pubblico, mediante prove scritte ed orali, è espressamente previsto dalla Costituzione e si è sempre svolto in maniera tale da fornire massima garanzia di trasparenza e regolarità". "La serietà e l'imparzialità della selezione concorsuale sono, infatti, presupposto fondamentale della qualità professionale e della indipendenza dei magistrati", spiegano.

L'Anm "prende positivamente atto che il Csm ha tempestivamente attivato una procedura di accertamento dei fatti". L'auspicio è che "nel più breve tempo possibile si pervenga ad una compiuta ricostruzione degli avvenimenti ed alla eventuale adozione dei provvedimenti conseguenti".

APCOM
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/11/2008 @ 22:39:32, in Magistratura, linkato 2147 volte)
Giustizia, entro il 2010 i tribunali vanno online

Sei progetti per portare la giustizia online da attuare a partire dalla prossima primavera, quando l'innovazione digitale sarà lo snodo centrale per l'accelerazione dei processi. Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e il Guardasigilli Angelino Alfano hanno sottoscritto oggi. mercoledì 26 novembre, «l'atto di nascita della giustizia digitale», ossia un protocollo d'intesa per «semplificare le modalità di svolgimento dei servizi dell'Amministrazione della Giustizia» e «razionalizzare le infrastruitture e le reti di trasmissione».
Primo punto del protocollo, le notificazioni telematiche delle comunicazioni e degli atti processuali civili ad avvocati e ausiliari del giudice: nel prossimo marzo, saranno predisposte apposite infrastrutture nei tribunali maggiori (quali Milano, Catania e Napoli) e in 10 tribunali piccoli dei distretti di Milano e Brescia. Nel giugno 2010, la notifica telematica, prevede il protocollo, sarà attivata per tutti i procedimenti pendenti relativi alle esecuzioni.
L'intesa sottoscritta tra Alfano e Brunetta, poi, prevede il rilascio telematico di certificati giudiziari e l'aumento degli sportelli sul territorio dove gli utenti possono richiederli, la trasmissione telematica delle notizie di reato tra forze di polizia e procure della Repubblica, la registrazione telematica degli atti giudiziari civili presso l'Agenzia delle Entrate, e l'accesso pubblico via rete alle sentenze ed ai dati dei procedimenti, in attuazione del Codice dell'Amministrazione digitale. Il sesto progetto, infine, riguarda la razionalizzazione, evoluzione e messa in sicurezza delle infrastrutture Ict, dei sistemi informatici e della rete di telecomunicazione della giustizia.
Il programma di interventi, si legge nel documento sottoscritto dai due ministri, è finanziato in parte con fondi già disponibili, derivanti anche da finanziamenti Cnipa, in parte con fondi da reperire, stimati in complessivi 90,5 milioni di euro di investimenti in conto capitale e 12 milioni di euro l'anno a regime di spese correnti per la gestione di servizi e dei sistemi realizzati. «Le risorse le metterà in parte il ministero della Pubblica Amministrazione - ha detto Alfano - e noi, con il ministro Maroni, potremo investire i proventi di fondi attualmente dormienti, attraverso il Fondo unico della Giustizia. Quello giudiziario era il campo in cui sembrava più difficile smettere di piangerci addosso, invece l'inefficienza è un male curabile, può essere sconfitto». Tutti i progetti previsti nel protocollo saranno vagliati («passeranno un primo check», ha detto Alfano) nella primavera 2009 ed entro il 2010 ci sarà il loro completamento.
«Puntando sulla riorganizzazione del lavoro e l'inserimento dell'innovazione - ha aggiunto Brunetta - gran parte dei problemi della Pubblica Amministrazione può essere risolto. Oggi l'organizzazione del lavoro è carente». Obiettivo del Governo, ha ribadito il ministro della Pubblica Amministrazione, «è quello di eliminare la carta» da tutti i procedimenti che riguardano le amministrazioni pubbliche.
Quella firmata oggi con Alfano, ha ricordato Brunetta, è solo una delle 60 intese che il dicastero di Palazzo Vidoni svilupperà con le amministrazioni centrali e periferiche. «Tra un paio di settimane - ha concluso Brunetta - presenteremo il quadro di sintesi di queste convenzioni in un documento che chiameremo "e-government per l'Italia"».

Il Sole 24 ore
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 27/11/2008 @ 00:30:00, in Magistratura, linkato 1707 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



la Riforma del Processo del Lavoro nel d.d.l. n. 1167


L’Associazione Nazionale Magistrati ha ripetutamente rappresentato la necessità che venissero adottati interventi legislativi i quali, lungi dal modificare l’attuale struttura processuale, avessero la finalità di conseguire la razionalizzazione ed il rafforzamento dello strumento giudiziario della tutela lavoristica.

E’ stato, altresì, segnalato come l’efficacia delle riforme richieste dovesse essere, comunque, subordinata alla dotazione di adeguate risorse di personale amministrativo ed informatiche nonché ad una completa revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

Tuttavia, a fronte di tale prospettazione, non si è proceduto a modifiche legislative, amministrative ed organizzative idonee a prevenire e ridurre il contenzioso, soprattutto in materia di prestazioni previdenziali ed assistenziali, che si riverbera negativamente sui complessivi tempi di definizione anche delle altre controversie, ed in relazione al quale sarebbe auspicabile l’adozione di forme processuali specifiche, ovvero valutando anche la possibilità di forme non contenziose.

Al riguardo, l’Associazione ha illustrato al Ministro i principali indispensabili interventi ed ha consegnato, in occasione dell’incontro del 28 maggio 2008, una dettagliata scheda di proposta.

In tale prospettiva il D.d.L. n. 1167 è evidentemente ispirato alla semplificazione dell’attività delle imprese, con l’obiettivo di attuarne lo sviluppo economico e la relativa competitività, attraverso il rafforzamento degli strumenti conciliativi ed arbitrali per accelerare la soluzione delle controversie lavoristiche e la previsione di termini decadenziali.

Le modifiche legislative, tuttavia, rischiano di sacrificare a questi pur apprezzabili obiettivi le esigenze di tutela della parte debole del rapporto. In questa chiave appare criticabile l’impostazione complessiva dell’intervento di riforma che sembra diretto a limitare o a circoscrivere il potere del giudice.

Passando all’esame delle singole norme, occorre anzitutto rilevare che la previsione contenuta nell’art. 23, comma uno, fa sorgere il rischio di un travisamento della funzione svolta nell’ordinamento dalle “clausole generali”, le quali sono finalizzate a consentire al giudice l’adeguamento del precetto alla mutevolezza della realtà sociale, e, quindi, ad assicurare una funzione integrativa dei comportamenti doverosi, alla stregua di criteri di adeguatezza sociale. Sotto questo punto di vista, il significato concreto di una “clausola generale”, evidentemente, non può coincidere con la mera rappresentazione che ne dia una delle parti del rapporto negoziale.

Si tratta, pertanto, di formulazione poco chiara che meriterebbe, al fine di evitare equivoci interpretativi, una migliore formulazione.

Quanto, poi, al comma due dell’art. 23, la fede privilegiata derivante dalla certificazione sembrerebbe non limitarsi alla qualificazione del contratto come subordinato o autonomo, ma estendersi alla “interpretazione” di tutte le sue clausole. Il che potrebbe comportare l’impossibilità di contestare giudizialmente i contenuti normativi ed economici del rapporto.

Orbene, la disposizione, sebbene ispirata a finalità deflattive, incontra un proprio limite nel permanere del potere valutativo del giudice, chiamato a verificare l’effettiva rispondenza tra la volontà delle parti come certificata ed il reale atteggiarsi del rapporto di lavoro. L’ampiezza della sua formulazione, poi, ove interpretata nel senso di consentire la certificazione di tutte le clausole contrattuali, si porrebbe in evidente contrasto con l’ordinamento costituzionale, giacchè la qualificazione del tipo negoziale, con i diritti che ne conseguono, costituisce il proprium della giurisdizione, ed è sottratta alla disponibilità delle parti.

Altre clausole generali vengono in rilievo nel 3° comma dell'art. 23, che riguarda le valutazioni del giudice relative alla motivazione del licenziamento e alle conseguenze da riconnettere al licenziamento illegittimo.

Al riguardo appaiono condivisibili le modifiche apportate in Commissione all’originaria formulazione.

Infatti, il testo originario, utilizzando l'espressione "il giudice fa riferimento", ne vincolava la valutazione alle tipizzazioni di giusta causa o giustificato motivo presenti nei contratti collettivi o, addirittura, nei contratti individuali stipulati con l'assistenza e la consulenza delle commissioni di certificazione.

In tal modo, la disposizione finiva con l’incidere sull’art. 7 dello Statuto dei lavoratori che, nel prevedere che le infrazioni e le sanzioni disciplinari applicate dal datore di lavoro debbano essere conformi a quanto in materia stabilito da accordi e contratti collettivi, lascia fermo il potere del giudice di disapplicare le clausole non coerenti con le norme di legge e con le norme costituzionali sul diritto al lavoro e sulla tutela del lavoro (artt. 4 e 35 Cost.) e sul principio di ragionevole bilanciamento degli interessi, posto dall’art. 3 Cost. Ed incideva anche sulla tradizionale primazia delle disposizioni collettive rispetto alla regolamentazione dei contratti individuali. Invece, la Commissione ha provveduto alla sostituzione dell'espressione "fa riferimento" con l’altra "tiene conto", che esclude ogni carattere vincolante per il giudice di tali previsioni.

Può condividersi altresì, la disposizione di cui al primo comma dell’art. 24, in quanto fa venir meno l'obbligatorietà del preventivo tentativo di conciliazione, che diventa ora facoltativo, salvo per l'impugnazione dei contratti certificati, atteso che la disciplina vigente non aveva conseguito gli obiettivi prefissati, soprattutto nel settore privato, e considerato, altresì, che l’auspicato effetto deflattivo avrebbe conseguenze rilevanti oltre che per le imprese, anche per i lavoratori, rendendo più spedito il processo del lavoro.

Perplessità si ravvisano, invece, in relazione all’arbitrato, che appare esteso a tutte le controversie di lavoro, in quanto la norma al riguardo non è di chiara formulazione.

Inoltre, la nuova disciplina prevede la possibilità che gli arbitri decidano secondo equità, e quindi anche senza applicare le norme inderogabili di legge e le norme dei contratti collettivi, pur nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento.

Ulteriori dubbi si pongono, pertanto, in relazione alla formulazione della norma, rispetto ai diritti indisponibili delle parti.

Problemi di costituzionalità si ravvisano inoltre, in relazione alla previsione secondo cui il lodo è impugnabile ai sensi dell’art. 808ter c.p.c. anche in deroga all’art. 829, commi 4 e 5 c.p.c., in quanto ciò renderebbe possibile escludere l’impugnabilità per violazione di norme di legge (“regole di diritto”), anche inderogabili, o di contratto collettivo.

Occorre sottolineare che la disposizione di cui al comma sei dell’art. 24 appare fortemente criticabile nella parte in cui consente l’inserimento della clausola compromissoria, o del compromesso, nel contratto individuale con riguardo ad ogni controversia, purché il contratto sia certificato. E', infatti, palese il rischio che il lavoratore, parte debole del rapporto, pur di essere assunto, sia indotto a sottoscrivere e ad accettare la clausola compromissoria con devoluzione di qualsiasi futura lite agli arbitri, la cui decisione secondo equità non garantisce il rispetto delle norme di legge e del contratto collettivo.

In relazione all’art. 25 deve osservarsi, in via generale, che la norma è ispirata alla legittima esigenza di pervenire alla certezza delle situazioni giuridiche in tempi ragionevoli con riguardo ad una tipologia di controversie la cui tardiva risoluzione espone l’impresa, e gli interessi ad essa collegati, a rilevanti pregiudizi economici.

La previsione di un termine così breve di decadenza sostanziale appare, tuttavia, fortemente pregiudizievole per il lavoratore, per cui si ravvisa necessario procedere ad una riformulazione della disposizione con la previsione di un differente e più lungo termine.

Permangono, comunque, forti perplessità per il contrasto con il regime dei termini prescrizionali, operanti per i rimanenti rapporti giuridici.

Inoltre, l’innovazione è destinata a sortire effetti pregiudizievoli sul numero delle controversie e, quindi, sulla durata del processo, posto che, pur di non incorrere nella decadenza, l’impugnativa giudiziaria verrà comunque intrapresa, sebbene a scopo cautelativo.

Occorre, poi, riflettere sull’applicazione della norma con riguardo all’impugnativa del contratto a termine. Al riguardo è stata inserita la lettera d), che fa esplicito riferimento all’impugnazione del termine legittimo.

L’applicazione del ristretto termine di decadenza per l’impugnativa del contratto a termine appare probabilmente confliggente con il diritto comunitario dal quale si ricava il principio per cui si intende sanzionare l’abusiva ripetizione di contratti a termine, agevolando il deprecabile fenomeno del precariato, e, d’altra parte, è agevole considerare che il lavoratore a tempo determinato, pur di esser assunto nuovamente, difficilmente impugnerà il contratto nel temine di decadenza.

L’applicazione, poi, del contributo unificato anche alle controversie di lavoro e previdenziali, con l’intento di ridurre il numero dei ricorsi, potrebbe attuare, in effetti, una penalizzazione del lavoratore.

Va, infine, segnalato che il disegno di legge recante modifiche al codice di procedura civile, nel mentre propone l’introduzione nell’ordinamento dell’astreinte, e cioè della condanna di colui che non adempie agli obblighi imposti da una sentenza di condanna ad un fare infungibile o ad un non fare ovvero non osserva tali obblighi o ne ritarda l’adempimento, al pagamento di una sanzione pecuniaria in favore dell’altra parte, esclude espressamente che essa trovi applicazione rispetto alle sentenze relative ai rapporti di lavoro, e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’articolo 409 c.p.c. Essa non trova cioè applicazione proprio laddove il rapporto, per sua natura, è caratterizzato dallo squilibrio economico e contrattuale tra le parti, sicché più forte si avverte l’esigenza di effettività della tutela giurisdizionale.

Roma, 26 novembre 2008

La Giunta Esecutiva Centrale

Si veda anche: ANM Le osservazioni al Ddl 1167 al Ministro di Giustizia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 27/11/2008 @ 00:08:29, in Osservatorio Famiglia, linkato 934 volte)
PEDOFILIA PARLANO LE VITTIME
.

.
Convegno a Vicenza ­ sabato 29 Novembre ore 14,30


«Per la prima volta in Italia, in un appuntamento di questo tipo, daremo voce alle vittime». La particolarità del primo congresso internazionale contro la pedofilia, in calendario per sabato prossimo 29 novembre all¹auditorium Canneti (inizio alle 14.30) e organizzato dall¹associazione Prometeo, è questa: sul palco ci saranno testimoni e vittime di abuso. Saranno loro a raccontare ciò che hanno vissuto.

A tradurre le cifre, quelle che dicono che in Italia negli ultimi due anni i casi di abuso sono aumentati del 30 per cento e che il Veneto è una delle Regioni più colpite oppure che un sito a contenuto pedofilo "di buona qualità" produce un guadano giornaliero di 90.000 euro, in volti e voci e storie concrete.

A Vicenza arriveranno i protagonisti di alcuni recenti casi di cronaca balzati alla ribalta nazionale e ci sarà anche Bill Nash, un cittadino americano che ha denunciato i presunti abusi di un sacerdote, per un periodo ospite in città presso l¹istituto dei Saveriani.

L¹obiettivo del convegno? «Tenere alta l¹attenzione su questa piaga orrenda che sta assumendo proporzioni sempre più incredibili». A dirlo è l¹europarlamentare Sergio Berlato che ha patrocinato l¹iniziativa, insieme al Parlamento Europeo, al Comune, alla Provincia ed alla Regione Veneto.

Ed è la Prometeo, associazione che da circa dieci anni (da due presente anche a Vicenza) si occupa della lotta contro la pedofilia. Nelle parole del suo presidente e fondatore Massimiliano Frassi, seduto accanto alla responsabile vicentina di Prometeo Annamaria Zanchetta, a sottolineare: «Per la prima volta in Italia diamo voce alle vittime: vogliamo far raccontare cosa vuole dire aver vissuto sulla propria pelle il dramma della pedofilia.

Anche perché troppo spesso accade che chi subisce abusi si deve nascondere, mentre chi compie questi atti viene addirittura accolto fuori dalle aule di tribunale come un eroe».

Al convegno parteciperanno anche alcuni rappresentati delle forze dell¹ordine, i giornalisti Ferruccio Pinotti e Carlotta Zavattiero e Sergio Berlato, che in sede di parlamento europeo è stato promotore di una proposta di legge per abolire la giornata dell¹orgoglio pedofilo. Per l¹onorevole «è importante combattere questa battaglia di civiltà e tutte le forze politiche debbono impegnarsi in questo senso ».



ASSOCIAZIONE PROMETEO Onlus
"Lotta alla pedofilia"
Via T. Tasso - 8 Gorle (Bg).
Segreteria: Via Mandalossa, 11
25055 Pisogne (Bs).
Sito: www.associazioneprometeo.org
Blog: www.massimilianofrassi.splinder.com
DALLA PARTE DEI BAMBINI. SEMPRE!
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 26/11/2008 @ 00:48:39, in Estero, linkato 1081 volte)
Domanda: ma il Presidente Napolitano queste cose le sa, è informato, oppure in Israele c'è andato solo a fare il pupazzetto di Sion? Con questo atto contro la libertà religiosa, durante la presenza in Israele del Presidente dello Stato ove risiede il Vaticano, culla della Cristianità, ride tutta la Comunità Internazionale. Con quale faccia siederemo all'Onu e al Parlamento Europeo? In rete si legge di "basso profilo" dato alla notizia. Questo lo posso spiegare anche io, perché si tratta del "solito" ricatto israeliano sul "possesso" dei Luoghi Sacri per la fede Cristiana. Un ricatto esercitato per prima sulla Chiesa Cattolica e poi su tutte le altre chiese Cristiane nel Mondo. L'atto indegno attraverso il quale viene perpetrato questo "ricatto" è l'uso della "Sala del Cenacolo", ove si tenne l'Ultima Cena di Cristo, come corridoio di passaggio di una scuola rabbinica.

Per i cristiani di Gaza Niente Messa domenicale

Israele proibisce al Nunzio e ai Sacerdoti

del Patriarcato Latino l'ingresso nel territorio


GERUSALEMME, lunedì, 24 novembre 2008 (ZENIT.org).- I cristiani di Gaza non possono assistere alla Messa domenicale. Questa domenica mattina, infatti, le autorità israeliane hanno impedito al Nunzio Apostolico in Israele, l'Arcivescovo Antonio Franco, di entrare a Gaza per celebrarvi la Messa, nonostante il precedente coordinamento con funzionari del Ministero degli Esteri israeliano e dell'Esercito, avviato da martedì scorso.

mons_antonio_franco_nunzio_apostolico

Lo rende noto il Patriarcato latino di Gerusalemme (http://www.lpj.org), sottolineando che il Nunzio è arrivato al varco di Erez verso le 8.15 di domenica, accompagnato dai sacerdoti del Patriarcato latino p. Shawqi Baterian e p. Humam Khzouz e dal segretario della Nunziatura, ma si è visto proibito l'ingresso a Gaza.

La delegazione è rimasta più di tre ore al varco, ma le autorità israeliane hanno insistito nel non concedere il permesso di entrare a Gaza, lasciando entrare invece varie squadre della Croce Rossa e delle Nazioni Unite.

L'Arcivescovo Franco, che è anche Delegato Apostolico a Gerusalemme e in Palestina, voleva celebrare la Messa nella chiesa della Sacra Famiglia di Gaza con i fedeli locali nell'ultima domenica prima dell'inizio dell'Avvento per sottolineare che la Santa Sede è vicina al popolo di Gaza e alle comunità cristiane del luogo in questo difficile periodo.

La parrocchia di Gaza è vacante, visto che il parroco, monsignor Manuel Mussallam, la scorsa settimana ha ricevuto il permesso di andare a far visita alla sua famiglia a Bir Zeit (nella West Bank) dopo otto anni a Gaza.

Aver lasciato i fedeli senza Messa, sottolinea il Patriarcato latino, “è ritenuto non sono una violazione delle relazioni diplomatiche tra gli Stati, ma anche una violazione del diritto dei fedeli di poter praticare il culto senza ostacoli, almeno la domenica e nelle feste”.

Link:

http://www.zenit.org/article-16264?l=italian

http://www.uruknet.info/?p=s8776

Leggi tutto...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/11/2008 @ 23:43:51, in Magistratura, linkato 1289 volte)

Giustizia, il Csm verso l'istruttoria
sul funzionamento del tribunale

di Silvio Marvisi

In tribunale si va per risolvere i problemi ma il meccanismo della giustizia non è indenne da complicazioni che possono insorgere al proprio interno. Questa mattina nove membri del Consiglio superiore della magistratura sono arrivati a Parma e hanno ascoltato molte persone fra giudici, magistrati e avvocati per ricostruire i contrasti interni. Presto potrebbe essere avviata un’istruttoria vera e propria. Undici magistrati su auto blu si sono presentati questa mattina in piazzale Corte d’Appello a Parma dove ha sede il tribunale. La prima commissione del Csm si è presentata al gran completo a cui si sono uniti la presidente della settima commissione Celestina Tinelli, che si occupa dell’organizzazione degli uffici giudiziari e due altri membri del Plenum. Segno che le vicende parmigiane hanno destato particolare interesse.

L’aula Mossini in cui si sono svolte le audizioni è rimasta off limit dalle 9.30 alle 16. Sono stati ascoltati Giuliano Lucentini, presidente della Corte d’Appello che si è presentato con un vistoso pacco di documenti, Francesco Pintor, procuratore generale a Bologna. Hanno poi seguito il procuratore di Parma Gerardo Laguardia, il presidente del tribunale di Parma Stellario Bruno, Eleonora Fiengo presidente della sezione penale, Luigi Angello presidente dell’Ordine avvocati di Parma, Antonino Tuccari in quanto ex presidente della Camera penale. Nel pomeriggio è stata la volta dei giudici che frequentano gli uffici parmigiani Mariano Lo Moro, Giampaolo Fabbrizzi, Marco Vittoria, Ulisse Forziati e Nicola Sinisi sentiti dal Csm prima degli avvocati Raimonda Pesci Ferrari, che si occupa di separazioni e divorzi, e Franco Magnani.

Al termine sono stati ascoltati anche i rappresentanti di Terre Verdiane che già da tempo avrebbero qualche problema con il tribunale. I ricorsi per contravvenzioni elevate dalla polizia delle Terre Verdiane impugnati presso il tribunale avrebbero visto le percentuali di vittoria dei cittadini passare dal 9% circa, pienamente in linea con le statistiche, al 92% circa. I 14 sindaci che rappresentano circa 110mila abitanti hanno quindi deciso di inviare una lettera al Csm dopo che un prima richiesta di spiegazioni inviata al presidente Stellario Bruno non avrebbe trovato risposta.

Il presidente Ugo Bergamo della prima commissione Csm che si occupa dei rapporti fra magistrati, ricorsi ed esposti, a metà pomeriggio ha tracciato un primo bilancio: “Siamo venuti a Parma perché sentivamo l’esigenza di conoscere i disagi e le prospettive di un corretto funzionamento della struttura giudiziaria di Parma, esposta a contraccolpi di natura straordinaria” facendo un chiaro riferimento al processo per il crac Parmalat che ha messo in crisi l’intero sistema giudiziario parmigiano. “Quella di oggi è una fase pre istruttoria non disciplinare – prosegue Bergamo - per capire in via informale i problemi, abbiamo sentito chiunque potesse fornire elementi utili per una giusta amministrazione della giustizia. Ora dovremo rileggere tutte le trascrizioni delle audizioni prima di proseguire”.

Il presidente del tribunale Stellario Bruno vede scadere i primi quattro anni di mandato a fine novembre su cui Ugo Bergamo ha modo di esprimersi: “La procedura per la valutazione del presidente Stellario Bruno è già stata avviata dal Csm (quarta commissione, ndr), le nostre verifiche seguiranno comunque una diversa strada”. Il mandato come capo dell’ufficio di Parma in realtà è fissato in otto anni e solo dopo i primi quattro gli uffici di competenza possono eventualmente avere qualcosa da dire in merito all’operato. La possibilità è quindi che l’attuale presidente venga riconfermato, non vi è la necessità che riceva alcun documento, ma allo stesso tempo la prima commissione potrebbe aprire un’i struttoria e andare avanti ad accertare le motivazioni dei dissidi interni al palazzo di giustizia.

Le dichiarazioni del capo della prima commissione del Csm vanno poi verso il processo Parmalat: “Risulta sia stato seguito tutto quanto indicato. Le linee date dal Csm sono state utili per organizzare il processo, la verifica viene fatta anche in vista dei nuovi filoni che stanno giungendo a dibattimento”. I problemi nel palazzo parmigiano di giustizia comunque non mancano: “Gli avvocati lamentano la necessità di una riorganizzazione – afferma il presidente della commissione Csm – perché i problemi portati dal processo Parmalat si riflettono anche sulla sezione civile”. "Dobbiamo porre molta attenzione – conclude Ugo Bergamo – per ripristinare il clima di cordialità dei rapporti all’interno della struttura giudiziaria”.

I problemi di amministrazione della giustizia a Parma si fanno sentire da tempo. Oltre alle due interrogazioni parlamentari presentate dall’onorevole del Pd C

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/11/2008 @ 23:28:47, in Osservatorio Famiglia, linkato 964 volte)
Palermo | 25 novembre 2008
Massacra la convivente di botte per la password del Pc, arrestato

Ha picchiato a sangue la convivente durante la cena, davanti ai figli e a una coppia di amici, perché lei si lamentava di non potere accedere al Pc di casa visto che lui manteneva segreta la password. Un litigio culminato con l'arresto dell'uomo.

L'aggressione è avvenuta ieri sera a Paterno', un comune del catanese. Protagonista un operaio di 36 anni, F.B., che e' stato arrestato dai carabinieri per lesioni personali.

La convivente, una casalinga di 42 anni, è stata ricoverata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato un trauma cranico, la frattura del setto nasale, fratture intercostali, contusioni al torace e una lesione all'orecchio destro che l'ha reso sorda.

La selvaggia aggressione è avvenuta davanti ai due figli della coppia, di nove e tredici anni, e agli amici, che hanno tentato senza successo di bloccare l'operaio prima di chiamare i carabinieri. L'uomo ha inveito anche contro i militari, prendendoli a calci e pugni, ma è stato bloccato e ammanettato; per questo motivo deve rispondere anche di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Rainews24

Questo episodio si inquadra nella più vasta decadenza dei costumi e nel sociale italiano, determinata dall'avvento delle nuove tecnologie. Nessuno ancora lo ha scritto, ma io ritengo che ci sia il web nell' "a monte" del delitto suicidio con strage familiare del commercialista, che ha ucciso moglie e figli. Un web, che per funzionare dovrebbe decapitare tutte le antiche "gestioni", divenute dittatoriali e che, su piano nazionale, dovrebbe rivedere leggi inutili e permissive come il D Lgs 70/2003, attualmente utilizzate a favore dei venditori di pornografia, anche se per pedofili, e più in generale per tutelare gli interessi della criminalità del web.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/11/2008 @ 23:00:21, in Politica, linkato 985 volte)
Renato Soru si è dimesso
'Così non si può governare'


Con un discorso di pochi minuti Renato Soru ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Regione Sardegna. "Manca la fiducia della maggioranza, così non si può governare". Alla fine del discorso applausi della minoranza e di alcuni "fedelissimi" di Soru.

Renato Soru si è dimesso Il presidente della Regione Renato Soru si è dimesso in Consiglio regionale. La decisione è stata annunciata dopo che il Consiglio aveva bocciato a scrutinio palese (con 55 voti contrari e 21 a favore) un emendamento voluto dallo stesso Soru alla nuova legge Urbanistica. Con un breve discorso pronunciato alle 21 e 46 Soru ha spiegato le sue ragioni: "Manca la fiducia della maggioranza, in queste condizioni non si può governare. Siamo in un momento di crisi, ma pur essendo consapevole di questa situazione la cosa migliore da fare è essere chiari con i sardi e verificare lo stato della maggioranza". Poi ha spiegato: "Non sarà l'ultimo giorno della mia esperienza politica. Voglio mantenere salda la mia chiarezza, i principi che hanno ispirato la mia esperienza fino ad adesso. Ho cercato di riflettere su cosa sia più utile per la Sardegna e i sardi, non per me". Soru ha detto che domani mattina formalizzerà la scelta e che utilizzerà i prossimi giorni per valutare la situazione, difendendo il suo operato. "Ho servito con tutta l'onestà possibile di cui sono capace, mettendo al primo posto l'interesse dei sardi e credo - ha detto - di servirlo anche oggi con la mia decisione".

DISSENSO "Per me era importante - ha proseguito il governatore - riflettere in maniera serena e pacata sul modo migliore di proseguire i lavori oggi e in questa legislatura. E' evidente che si è mostrato un dissenso forte, in parte sul merito sul governo del territorio, ma ancora di più mi sembra che ci sia stata una mancanza della fiducia necessaria tra un presidente della Regione e la sua maggioranza". "Ho riflettuto, so di essere stato eletto direttamente, con la fiducia dei cittadini, ma non si può governare senza la fiducia della maggioranza in Consiglio regionale - ha ribadito - Ancora di più perché subito dopo avremmo dovuto discutere la legge finanziaria che non si può affrontare nel clima, appunto, di una fiducia interrotta oggi".

COLLOQUIO Subito dopo il suo intervento in Aula, il presidente della Regione si è recato al sesto piano, nell'ufficio del presidente del Consiglio, Giacomo Spissu, per un colloquio con il numero uno dell'Assemblea sarda. In base alla legge statutaria le dimissioni avranno efficiacia dopo trenta giorni. Se non saranno ritirate l'assemblea sarà sciolta e le elezioni si svolgeranno entro i successivi sessanta giorni.

L'Unione Sarda

Oggettivamente io penso che si tratti del contrario, quando un capo si dimette è anche segno che ha una base della quale non può avere fiducia. Certo, la fiducia è reciproca, ma dipende molto da quali siano le pressioni e soprattutto le richieste, che la maggioranza esprime. Ed un pezzetto di maggioranza territoriale l'ho conosciuta anche io...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< giugno 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










16/06/2019 @ 2.46.41
script eseguito in 343 ms