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 Lady Justice 4... ... di Lunadicarta
 
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Il processo alla donna è una prassi costante. La vera imputata è la donna, perché solo se la donna viene trasformata in un'imputata si ottiene che non si facciano denunce per violenza carnale

Tina Lagostena Bassi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 05:40:50, in Magistratura, linkato 1162 volte)
Rassegna Stampa 3 dicembre 2008

Duro attacco dei pm: "Sul segreto di Stato Prodi e Berlusconi ostacolano la giustizia"
Non tocca al premier decidere quali procedimenti si fanno e quali no"

Abu Omar, processo sospeso
A maggio la decisione della Consulta

MILANO - - E' stato sospeso fino al 18 Maggio il processo per il sequestro dell'ex Imam di Milano Abu Omar. Lo ha deciso il giudice Oscar Magi in attesa che la Consulta decida sui conflitti di atribuzione tra poteri dello stato sollevati dal governo contro la magistratura milanese. Il procedimento vede imputati anche l'ex direttore del sismi Nicolò Pollari e 26 agenti della Cia.

In mattinata, invece, si era registrata una dura presa di posizione dei pm Sparato e Pomarici. "Gli ultimi due presidenti del consiglio hanno utilizzato in modo strumentale il segreto di stato per impedire all'autorità giudiziaria l'accertamento della verità" aveva scandito Spataro chiamando in causa Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Il riferimento dei pm è alle lettere con cui il premier , richiamando una precedente presa di posizione di Prodi, confermava l'esistenza del segreto di Stato sui rapporti tra servizi segreti italiani e stranieri, anche in relazione al sequestro. Il segreto di Stato, scriveva il premier, serve a "preservare la credibilità" dei servizi segreti che con la divulgazione di determinate notizie correrebbero un "rischio concreto di ostracismo informativo" da parte di intellingence straniere.

Una tesi che Spataro contesta: "Un presidente del consiglio non può decidere lui quali processi si possono fare e quali no. . Il segreto di Stato non significa impunità. Tanto più che il segreto in questione è ormai il segreto di Pulcinella". Per l'altro pm Ferdinando Pomarici "la presidenza del consiglio dei ministri utilizza il segreto di stato retroattivamente su fonti di prova già legittimamente acquisite nel processo".

I due rappresentanti dell'accusa hanno replicato così all'istanza presentata dalla difesa dell'ex funzionario del Sismi, Marco Mancini che chiedeva la revoca dell'ordinanza sull'ammissione delle prove riguardanti i testimoni dei Sismi, la sospensione del processo fino alla decisione della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato e in subordine il proscioglimento di Mancini a causa dell'esistenza del segreto di stato confermato da Berlusconi. Secca la replica dei pm: "Ma stiamo scherzando o siamo in uno stato serio?".

(La Repubblica 3 dicembre 2008)

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ABU OMAR: PM SPATARO, DA BERLUSCONI E PRODI OSTACOLO ALLA GIUSTIZIA

(ASCA) - Milano, 3 dic - L'attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, insieme al suo predecessore a Palazzo Chigi, Romano Prodi, hanno avuto ''l'aspirazione di usare il segreto di Stato per ostacolare la giustizia''. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, durante il suo intervento al processo in corso al Tribunale del capoluogo lombardo sul sequestro dell'imam Abu Omar da parte di 22 agenti della Cia.

fcz/dnp/alf

Notizie Correlate

ABU OMAR: POLLARI, SU SEGRETO DI STATO OBBEDISCO A PRESIDENZA CONSIGLIO

(ASCA) - Milano, 3 dic - ''Il presidente del Consiglio e' l'unico depositario del segreto di Stato e, in questa veste, mi ha ordinato di rispettarlo''. Cosi' Niccolo' Pollari, ex direttore del Sismi, ha accolto la decisione del tribunale di Milano di sospendere il procedimento sul sequestro dell'Imam, Abu Omar, in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul conflitto tra i poteri dello Stato sollevato dal governo e dalla procura di Milano.

In particolare, e' stato il legale di Pollari, l'avvocato Nicola Madia, a comunicare ai giornalisti le dichiarazioni dell'ex direttore del Sismi, imputato nel processo milanese con l'accusa in concorso in sequestro di persona.

fcz/dnp/alf

ABU OMAR: PROCESSO SOSPESO IN ATTESA DECISIONE CONSULTA

(ASCA) - Milano, 3 dic - E' stato sospeso il processo in corso a Milano sul sequestro dell'imam Abu Omar da parte di 22 agenti della Cia in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul conflitto tra poteri dello Stato sollevato dal governo e dalla procura di Milano. Lo ha stabilito il giudice monocratico Oscar Magi che in passato aveva piu' volte negato la sospensione del procedimento.

Oggi, pero', il giudice ha riconosciuto che il segreto di Stato impone ''una dilatazione della sfera di non conoscibilita' dei fatti cui si procede. E di questa dilatazione - ha puntualizzato Magi in aula - si deve tener conto non perche' non sia possibile fare domande ai testimoni, ma perche' comporta estrema difficolta' nel tracciare il limite certo delle domande da fare''.

fcz/dnp/alf
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Caso De Magistris: decreto di perquisizione di 1700 pagine

Martedì 02 Dicembre 2008 17:13

E' composto di 1.700 pagine il decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Salerno e notificato stamani ad alcuni magistrati della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. Il decreto, con contestuale avviso di garanzia, e' stato firmato dal procuratore di Salerno Luigi Apicella e dai suoi sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi che da stamani si trovano a Catanzaro per seguire personalmente la perquisizione effettuata dai carabinieri. (ANSA).

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De Magistris fermato ad arte secondo la Procura di Salerno
Martedì 02 Dicembre 2008 17:13

Gli avvisi di garanzia ed i provvedimenti di sequestro operati presso gli Uffici giudiziari di Catanzaro, trovano origine, secondo la Procura procedente, quella di Salerno nel fatto per il quale "la sottrazione dei procedimenti Poseidone e Why Not all'allora pm De Magistris e la loro successiva gestione e' servita a fermare il predetto magistrato, danneggiare lui, consulenti tecnici e persone informate sui fatti, ostacolare le inchieste, smembrarle, disintegrarle e favorire taluni indagati". (ANSA)

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Caso De Magistris: falso e abuso i reati contestati ai magistrati
Martedì 02 Dicembre 2008 19:09

Falso ideologico e abuso d'ufficio: sono i reati ipotizzati nei confronti dei magistrati della procura generale di Catanzaro i cui uffici sono stati perquisiti oggi su disposizione della Procura di Salerno. Il reato viene ipotizzato nei confronti del procuratore generale Enzo Jannelli, dei sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, ed al sostituto procuratore Salvatore Curcio. L'accusa, secondo quanto si e' appreso si riferisce ai provvedimenti di stralcio ed alle richieste di archiviazione, ritenute illegali, effettuati nei riguardi di alcuni indagati nelle inchieste Poseidone e Why not. (ANSA).

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Caso De Magistris: sono sette i magistrati coinvolti
Martedì 02 Dicembre 2008 18:34

Sette magistrati indagati, tra i quali il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli, e una nuova perquisizione negli uffici del vertice della Compagnia delle Opere, Antonio Saladino. Č a un punto di svolta l'inchiesta della procura di Salerno sul "caso De Magistris", l'ex pm della procura di Catanzaro ora in servizio a Napoli, e sulle presunte pressioni che il magistrato avrebbe ricevuto in relazione alle inchieste "Why not" e "Poseidone". Gli inquirenti salernitani hanno consegnato oggi, ai colleghi di Catanzaro, avvisi di garanzia e hanno coordinato le perquisizioni nei loro uffici giudiziari e nelle abitazioni, sequestrando "documenti a materiale informatico". Le perquisizioni hanno riguardato la casa e l'ufficio del procuratore aggiunto di Catanzaro (ed ex procuratore facente funzioni) Salvatore Murone, gli uffici del pm Salvatore Curcio, l'abitazione dell'ex procuratore capo Marino Lombardi (che tolse a De Magistris l'indagine Poseidone che passo' a Curcio), gli uffici dell'avvocato generale della Corte d'appello Dolcino Favi (ex procuratore generale facente funzioni prima che la carica venisse ricoperta dal'attuale Pg Enzo Jannelli), e dei sostituti procuratori generali della Corte d'appello titolari dell'inchiesta Why not, Alfredo Garbati, Domenico Di Lorenzo. Infine, un avviso di garanzia e' stato notificato anche allo steso procuratore generale Jannelli. Inoltre sono state eseguite diverse perquisizioni in tutti gli uffici di Antonio Saladino, presidente della Compagnia delle opere e uno dei principali indagati nell'inchiesta Why not. Negli atti dell'inchiesta salernitana, il magistrato Luigi De Magistris risulta "parte offesa". Gli inquirenti ipotizzano reati che vanno dalla corruzione in atti giudiziari, all'abuso d'ufficio, favoreggiamento, falso ideologico, e infine a diversi casi di calunnia e diffamazione, sempre a danno del pm napoletano. Il procuratore di Salerno Luigi Apicella e i pm Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, insieme con i carabinieri del comando provinciale salernitano, si sono recati di persona negli uffici della procura di Catanzaro, anche in segno di "cortesia istituzionale" nei confronti dei colleghi. L'indagine che coinvolge i magistrati di Catanzaro riguarderebbe anche le circostanze che hanno portato, l'anno scorso, all'avocazione da parte dell'allora pg Dolcino Favi dell'inchiesta Why Not in precedenza condotta dall'ex pm Luigi De Magistris. A questo proposito i pm di Salerno gia' a giugno scorso avevano presentato alla procura generale di Catanzaro un "ordine di esibizione" dei documenti relativi all'indagine Why not. Alla richiesta si oppose pero', come era suo diritto, il procuratore generale Enzo Jannelli in qualita' di responsabile dell'ufficio. Non e' escluso che le perquisizioni eseguite oggi nei confronti di Favi abbiano avuto lo stesso "obiettivo" del precedente ordine di esibizione. Una conferma dell'attivita' investigativa svolta nei confronti degli inquirenti di Catanzaro e' venuta anche dal procuratore capo, Antonio Vincenzo Lombardo: "Confermo un'attivita' dei procuratori di Salerno negli uffici della Procura - ha detto - ma riferisco solo il dato oggettivo, non parlo delle persone". Oggetto delle indagini della procura di Salerno sono i presunti illeciti commessi per ostacolare le inchieste avviate da Luigi De Magistris, oggi in servizio a Napoli, a seguito del trasferimento disciplinare disposto dal Csm ed avviato per iniziativa dell'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che fu indagato dallo stesso De Magistris nell'inchiesta "Why not". La posizione dell'allora Guardasigilli venne in seguito archiviata, su richiesta del pool di magistrati cui fu affidato il caso dopo l'avocazione. In precedenza anche l'inchiesta "Poseidone" era stata tolta al sostituto procuratore De Magistris, ed ora gli inquirenti di Salerno ritengono che quelle avocazioni siano state messe in atto da magistrati in sevizio a Catanzaro per frenare l'attivita' investigativa del pm. (Il Velino)

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Non concordo con le conclusioni dell'articolo di Giusva Branca di Strill.it, ma rilancio per diritto di cronaca e per conoscenza ...


La bancarotta della giustizia calabrese: indagati 7 magistrati di Catanzaro, perquisizioni e sequestri in Procura

di Giusva Branca - In Calabria, e precisamente presso gli Uffici Giudiziari di Catanzaro, sono giunti diversi magistrati della Procura di Salerno, fra cui il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella ed i due sostituti procuratori della Repubblica Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi.
Questo inusuale spiegamento di forze sancisce, da un lato, le clamorose perquisizioni - con contestuali avvisi di garanzia - nei confronti di ben sette magistrati di Catanzaro, molti dei quali ricoprenti - pro tempore - ruoli altamente direttivi, e, dall'altro, la bancarotta totale della magistratura calabrese.
Lo scenario - manco a dirlo - è quello che porta dritti a Luigi De Magistris contro il quale, secondo le ipotesi accusatorie, numerosi colleghi di Catanzaro (prima che lo stesso fosse trasferito dal Csm) avrebbero "remato contro", per usare un eufemismo che, tuttavia nulla toglie, nell'ipotesi della Procura di Salerno, alla valenza reatuale dei fatti, ove venissero riscontrate le ipotesi.
La perquisizione degli Uffici di una Procura è l'atto più infamante, sul piano della credibilità, che quella Procura possa subire, al pari del sequestro di materiale che assume - si - valenza probatoria, ma che fino ad un minuto prima era pur sempre carteggio riservatissimo i cui custodi erano proprio coloro ai quali il sequestro è stato oggi notificato.
Nello specifico sono stati sequestrati tutti i documenti relativi all'avocazione delle indagini "Why not" e "Poseidone" il cui titolare originario era proprio Luigi De Magistris.
Il Csm, certamente primo responsabile col suo immobilismo assoluto di una situazione che si è incancrenita negli anni, non sa, adesso, che pesci prendere, mentre ci si chiede con quale credibilità gli Uffici giudiziari di Catanzaro potranno, da domani, continuare ad amministrare giustizia in nome di un popolo, quello italiano, che sta imparando in fretta, come in una rappresentazione kafkiana, a dividere sul piano etico-morale i "buoni" dai "cattivi", ma in maniera surreale all'interno di quella categoria, la magistratura, che dovrebbe esser lì, tutta dalla stessa parte, a tracciare lei il solco tra lecito ed illecito, tra Stato ed antiStato.
Ancora riecheggiano sinistre le gravissime parole - rimaste naturalmente senza una qualsivoglia risposta da parte di chicchessia - di De Magistris che, ai microfoni di Sky indicava "una parte della magistratura calabrese come non estranea al sistema criminale", ma l'errore più grande che si possa commettere oggi, come ieri, è schierarsi per una parte della magistratura contro l'altra, contribuire a questa squallida e pericolosa lotta tra orazi e curiazi che ancora bisogna comprendere chi e cosa rappresentino.
Il popolo italiano no di certo.

Strill.it
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Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 09:56:46, in Magistratura, linkato 1317 volte)
2008-12-02 16:58
CASO DE MAGISTRIS, PERQUISIZIONI IN PROCURA GENERALE CATANZARO

CATANZARO - Perquisizioni sono in corso in alcuni uffici della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. A disporle, secondo quanto si è appreso, è stata la Procura di Salerno, competente sulle indagini che riguardano magistrati del distretto di Catanzaro.

Le perquisizioni vengono effettuate anche negli uffici di singoli magistrati. Alla Procura di Salerno sono aperti più fascicoli, tra cui alcuni che riguardano una serie di denunce presentate contro l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris ed altre, invece, su un presunto piano per delegittimare lo stesso De Magistris, poi trasferito dal Csm a Napoli al termine di un procedimento disciplinare.

Anche il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella ed i sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, si trovano negli uffici della Procura generale di Catanzaro.

SEQUESTRATI ATTI AVOCAZIONE INCHIESTA WHY NOT - Gli atti dell'avocazione dell'inchiesta Why not e della revoca di Poseidone, sono stati sequestrati dai carabinieri nell'ambito della perquisizione disposta dalla Procura di Salerno negli uffici di magistrati della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. Le inchieste Why not e Poseidone erano condotte dall'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Oggi i carabinieri hanno perquisito gli uffici del procuratore generale Enzo Jannelli; dell'avvocato generale dello Stato Dolcino Favi , che in qualità di procuratore generale facente funzioni avocò Why not e che sta rientrando in Calabria per assistere alla pequisizione; dei sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo e del pm Salvatore Curcio, che stanno conducendo l'inchiesta Why not (Curcio anche Poseidone); l'ex procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, che revocò la delega per Poseidone a De Magistris; il procuratore aggiunto vicario di Catanzaro Salvatore Murone. Le perquisizioni hanno riguardato anche le abitazioni di alcuni indagati dalle quali sono stati prelevati anche computer.

L'inchiesta Why not fu avocata dalla Procura generale dopo che De Magistris iscrisse nel registro degli indagati l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella che a sua volta aveva chiesto il trasferimento del pm. Il Csm aprì un procedimento disciplinare che si concluse con il trasferimento di De Magistris al Tribunale del riesame di Napoli. La posizione di Mastella fu poi archiviata dal gip di Catanzaro su richiesta della Procura generale. In precedenza, l'allora procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, revocò la delega a De Magistris per l'inchiesta Poseidone che passò a Curcio.

PERQUISIZIONI: CSM ATTENDE ATTI DA SALERNO - Il Csm attende una comunicazione ufficiale da parte della procura di Salerno per occuparsi, forse già oggi, del caso dei magistrato di Catanzaro indagati nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al sequestro degli atti dell'avocazione dell'inchiesta Why not e della revoca di Poseidone. La comunicazione dovrebbe far seguito ai contatti informali che ci sono stati oggi stesso con Palazzo dei marescialli. "Stiamo aspettando gli atti per convocare la Prima Commissione" dice il presidente Ugo Bergamo, che non esclude una riunione dedicata alla vicenda già nella giornata di oggi.

INDAGATI ANCHE IMPRENDITORI,C'E' PURE SALADINO - Imprenditori e professionisti sono indagati nell'inchiesta della Procura di Salerno che oggi ha perquisito, notificando avvisi di garanzia, gli uffici di alcuni magistrati della Procura generale e della procura della Repubblica di Catanzaro. Tra gli indagati figura anche Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere, l'imprenditore attorno al quale ruota l'inchiesta Why not. Oltre a lui, secondo quanto è trapelato, sono indagati anche un commercialista di Rende (Cosenza) ed un altro imprenditore.

Ansa
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Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 09:45:42, in Magistratura, linkato 1452 volte)
Giustizia/ Csm,verso conferma di Palombarini 'vice' pg Cassazione
Nomina annullata su ricorso Esposito. Ok maggioranza Commissione


Roma, 2 dic. (Apcom) - Il Csm si avvia a confermare la nomina di Giovanni Palombarini a procuratore generale aggiunto della Cassazione, il 'vice' del neo-pg Vitaliano Esposito. La nomina era stata già decisa un anno fa dal Csm, ma poi il Consiglio di Stato l'aveva annullata proprio su ricorso del nuovo procuratore generale: in quell'occasione i due candidati avevano ottenuto gli stessi voti, ma la poltrona era stata assegnata a Palombarini perchè a suo favore si era espresso il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, il cui voto in caso di parità vale doppio.

Per la conferma di Palombarini è tornata ad esprimersi oggi la maggioranza della Commissione per gli incarichi direttivi: quattro i voti a suo favore, espressi dai togati Ezia Maccora (Md) Giuseppe Maria Berruti (Unicost), Ciro Riviezzo (Movimento per la giustizia) e dal laico dei Ds Vincenzo Siniscalchi. Due preferenze (quelle del togato di Magistratura Indipendente Cosimo Ferri e del laico di Fi Michele Saponara) sono andate invece ad Antonio Siniscalchi, avvocato generale in Cassazione.

Una volta che sui due candidati si sarà espresso il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, la scelta definitiva toccherà al plenum del Csm. Dove, se si riproporrà lo stesso schieramento registrato in prima battuta, Palombarini dovrebbe avere la meglio su Siniscalchi.

Lunga la carriera in magistratura di Palombarini, che è stato anche consigliere del Csm e giudice istruttore a Padova, dove si è occupato di processi su 'Autonomia operaia', come l'inchiesta sul '7 aprile'. Esponente di Md, qualche anno fa fu al centro delle polemiche dopo l'annuncio che avrebbe celebrato simbolicamente dei Pacs durante una manifestazione a sostegno delle unioni di fatto.

Asca

***** articoli precedenti *****

Giustizia.Neo Pg Cassazione debutta a Csm: saro'sereno-imparziale
Primo plenum per Esposito. Il saluto di Mancino

Roma, 27 nov. (Apcom) - "Sereno e imparziale". Nel breve discorso con il quale stamattina ha esordito davanti al plenum del Csm, il neo-pg della Cassazione, Vitaliano Esposito, ha assicurato che è questo lo spirito che lo accompagnerà nel nuovo incarico che poco più di una settimana fa gli è stato assegnato proprio dall'assemblea di Palazzo dei Marescialli, di cui è membro di diritto, assieme al primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone.

Visibilmente commosso, il successore di Mario Delli Priscoli sulla poltrona di 'primo pm d'Italia' ha voluto innanzitutto ringraziare il capo dello Stato "per le parole con cui ha commentato la mia nomina", il 18 novembre scorso. Quindi, con la voce rotta dall'emozione, il ricordo del padre: "E' stato lui a insegnarmi il senso del rispetto della dignità umana a cui ho improntato la mia vita, anche quella professionale". E dei colleghi "vittime del terrorismo e della criminalità organizzata": "Sono in magistratura da 45 anni - ha ricordato Esposito - ho vissuto tutti quei momenti". Il suo pensiero, in particolare, è andato a Giovanni Falcone: "Ho lavorato con lui fino a 20 giorni prima della sua morte, ne ricordo la grande generosità sul piano umano".

Il neo-pg della Cassazione ha richiamato, poi, "l'appello alla deontologia" dei magistrati, pronunciate proprio qualche giorno alla cerimonia per il 50esimo anniversario del Csm dal presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Conso. "Inizio a svolgere le mie funzioni in modo sereno e in assoluta imparzialità", ha assicurato Esposito, confermando l'impegno a tutela del prestigio e dell'autonomia della magistratura.

Prima, era stato il vicepresidente Nicola Mancino a salutare l'esordio di Esposito al Csm. "Sono certo che la molteplicità degli incarichi e delle funzioni svolte dal procuratore generale nella sua lunga carriera giudiziaria e l'esperienza in essi maturata sarà fatta valere nell'esercizio di un ufficio alle prese con il passaggio dalla facoltatività all'obbligatorietà dell'azione disciplinare. Ho più volte sollecitato - ha aggiunto Mancino - un'attenzione particolare ed un potenziamento dell'ufficio predisposto all'esercizio dell'azione disciplinare, il che è avvenuto dopo l'entrata in vigore del nuovo ordinamento giudiziario. Avendone già parlato con lui ritengo che grande attenzione sarà dedicata a questo specifico settore da parte del dottor Vitaliano Esposito, a cui rivolgo un cordiale saluto, certo della sua preziosa collaborazione come componente di diritto del comitato di presidenza e del plenum del Csm".

Ad assicurare al neo-pg la "collaborazione" è stato anche il consigliere Livio Pepino, togato di Magistratura democratica. Era stato proprio lui, anche a nome degli altri colleghi, ad opporsi in modo netto alla scelta di Esposito, sostenendo invece quella dell'ex parlamentare Ds Salvatore Senese, e a protestare in plenum anche dopo la nomina. "Sappiamo che ci sono momenti di dialettica anche aspra e di scontro, a cui deve seguire la collaborazione, che da parte nostra ci sarà con assoluta serenità", ha detto Pepino.

Asca
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Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 09:28:57, in Magistratura, linkato 1470 volte)
02-12-2008
GIUSTIZIA: NIENTE CROCIFISSI NEI TRIBUNALI DI RAGUSA

(ASCA-SCICLINEWS) - Ragusa, 2 dic - Niente crocefissi appesi sulle pareti delle aule giudiziarie del Tribunale di Ragusa, dove si celebrano i processi civili e penali. Il presidente Michele Duchi ha respinto la richiesta inoltrata dall'ordine degli avvocati affinche' fosse appeso il simbolo religioso della cristianita'. Duchi aveva fatto togliere i crocefissi che erano apparsi nelle aule della sezione staccata di Vittoria perche' l'iniziativa era stata assunta in maniera autonoma da un cancelliere, e quindi non si trattava di una sua disposizione.

''La giustizia e' uguale per tutti e deve pertanto essere amministrata in modo laico - spiega Duchi - e non sarebbe rispettoso della Costituzione amministrarla con appeso alle pareti un simbolo religioso che potrebbe essere discriminatorio nei confronti di chi osserva un credo diverso da quello cristiano. Qui a Ragusa - prosegue Duchi - non ci sono mai stati problemi per la mancanza del crocefisso nelle aule di giustizia.

Io presiedo il tribunale da sette anni e quando sono arrivato i crocefissi non c'erano. Sarebbero potuti essere lesivi dei nostri principi costituzionali. Questa di Ragusa - conclude il presidente del tribunale - e' una realta' laica e senza fondamentalismi, ne' estremismi, e la mia risposta e' stata capita. E'stato riconosciuto che era giusto cosi' e anche la sezione staccata di Vittoria si doveva adeguare''.

dod/res/rob (Asca)
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s'indaga sul presunto piano per delegittimare l'ex pm del capoluogo calabrese

Caso De Magistris, avvisi di garanzia
per molti magistrati di Catanzaro

Perquisizioni, sequestri e notifiche da parte dei pm della procura di Salerno

CATANZARO - Gli atti dell'avocazione dell'inchiesta Why not e della revoca di Poseidone sono stati sequestrati dai carabinieri nella perquisizione disposta dalla procura di Salerno negli uffici della procura generale e della procura della Repubblica di Catanzaro. Le inchieste erano condotte dall'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris.


Luigi De Magistris (LaPresse)
I carabinieri hanno perquisito gli uffici del procuratore generale Enzo Jannelli; dell'avvocato generale dello Stato Dolcino Favi; dei sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo e del pm Salvatore Curcio; dell'ex procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi; del procuratore aggiunto vicario di Catanzaro Salvatore Murone. Le perquisizioni hanno riguardato anche le abitazioni di alcuni indagati dalle quali sono stati prelevati anche computer.

L'inchiesta parte dalla denuncia dell'attuale giudice del riesame di Napoli, trasferito d'ufficio dal Csm da suo posto di pm a Catanzaro, dopo che le sue inchieste che avevano scosso il mondo politico e giudiziario erano state avocate dagli stessi capi della procura di Catanzaro. Alla procura di Salerno sono aperti più fascicoli, tra cui alcuni che riguardano una serie di denunce presentate contro De Magistris e altre, invece, su un presunto piano per delegittimare lo stesso De Magistris, poi trasferito dal Csm a Napoli al termine di un procedimento disciplinare.

CSM - La prima commissione del Csm si appresta a vagliare «la situazione complessiva» del caso Catanzaro dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale dei provvedimenti presi dalla procura di Salerno. Presso la prima commissione sono già stati aperti dei fascicoli sulla situazione degli uffici giudiziari calabresi.

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Perquisiti gli uffici della Procura della Repubblica e della Procura generale calabrese
Sospetti di illecito nelle procedure che sottrassero le indagini all'ex pm

De Magistris, avvisi di garanzia
ai magistrati di Catanzaro

CATANZARO - Perquisizioni e avvisi di garanzia ai magistrati di Catanzaro. La procura di Salerno sospetta che i colleghi calabresi abbiamo commesso degli illeciti nel sottrarre all'indagine dell'ex pm De Magistris l'inchiesta Why not in cui erano coinvolti l'ex premier Romano Prodi e l'ex Guardasigilli Clemente Mastella.

E' più di un anno che l'ex sostituto di Catanzaro Luigi De Magistris va ripetendo di essere stato vittima di un piano architettato per delegittimare il suo lavoro e screditare la sua immagine. Ma il Csm aveva accolto la richiesta di trasferimento presentata dall'allora ministro della giustizia Clementa Mastella, il magistrato era stato spostato al tribunale di Napoli, e il caso sembrava chiuso.

Stamane invece il procuratore capo di Salerno e due sostituti, insieme ad una squadra di agenti e carabinieri, sono entranti nel Palazzo di giustizia di Catanzaro per perquisire i colleghi della Procura e della Procura generale. I magistrati sospettano che fu un illecito sottrarre all'ex pm le inchieste "Poseidone", sulla presunta cattiva gestione in Calabria dei processi di depurazione, e "Why not", sul sospetto uso improprio di finanziamenti pubblici, inchiesta in cui erano rimasti coinvolti anche l'ex premier Romano Prodi e l'ex Guardasigilli Mastella.

C'era stato già un pronunciamento dei magistrati di Salerno sull'operato di Luigi De Magistris ed era stato del tutto positivo. Nel giugno scorso nella richiesta di archiviazione al termine dell'indagine sull'operato dell'ex pm scrissero che il colega aveva agito in maniera "assolutamente legittima e corretta" durante le sue indagini a Catanzaro. Accogliendo le denunce dell'ex pm, i colleghi della procura salernitana confermarono che De Magistris "fu vittima di pressioni e interferenze". Trasformarono di fatto il giudice "scomodo", in vittima di quel sistema di interessi che erano l'oggetto delle sue indagini.

(La Repubblica 2 dicembre 2008)

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Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 08:32:42, in Magistratura, linkato 1304 volte)
De Magistris, avvisi di garanzia a vari magistrati di Catanzaro

martedì, 2 dicembre 2008 3.07 147
 
LOCRI, Reggio Calabria (Reuters) - I carabinieri di Salerno hanno notificato stamani avvisi di garanzia a diversi magistrati della procura di Catanzaro, su disposizione della procura della città campana che da più di un anno indaga su alcune denunce presentate da Luigi De Magistris, il pm che si è visto avocare dalla procura calabrese due inchieste incentrate su presunte lobby politico-affaristiche.

Lo riferiscono fonti investigative, precisando che i provvedimenti di oggi riguardano presunti illeciti che sarebbero stati commessi nelle procedure di avocazione delle indagini "Why not" e "Poseidone".

Il Csm a inizio anno aveva comminato al magistrato la sanzione della censura e ne ha in seguito disposto il trasferimento di sede da Catanzaro a Napoli, nell'ambito di una serie di procedimenti sulla conduzione delle due inchieste.

Reuters

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Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 08:25:10, in Magistratura, linkato 1297 volte)
In sede il procuratore capo e due sostituti

Caso De Magistris, perquisizioni negli uffici dei magistrati a Catanzaro

L'attività è stata disposta dalla Procura di Salerno che sta indagando su presunti atti anomali nella vicenda del sostituto procuratore trasferito a Napoli dopo che gli era stata avocata l'inchiesta 'Why Not' in cui era coinvolto anche l'allora ministro della Giustizia Mastella.

ultimo aggiornamento: 02 dicembre, ore 14:46
Catanzaro, 2 dic. - (Adnkronos) - Sono in corso da questa mattina perquisizioni negli uffici della Procura della Repubblica e della Procura generale di Catanzaro, nei confronti di alcuni magistrati.

L'attività è stata disposta dalla Procura di Salerno che sta indagando su presunti atti anomali nella vicenda di Luigi De Magistris (nella foto). L'ex sostituto procuratore di Catanzaro - trasferito al Tribunale di Napoli con funzione giudicante dal Csm dopo che gli era stata avocata l'inchiesta 'Why Not' - aveva affermato nei mesi scorsi di essere convinto che ''parte rilevante della magistratura calabrese'' non fosse ''affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza nella regione''.

Ad operare da stamane negli uffici della Procura calabrese sono i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Salerno. Sono presenti personalmente all'attività di perquisizione negli uffici della Procura di Catanzaro il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella, insieme ai sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi. Lo rivelano fonti della procura. Sono giunti nel capoluogo di regione questa mattina e stanno coordinando l'attività dei carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Salerno.

''Confermo un'attività dei procuratori di Salerno negli uffici della Procura'', ha detto all'Adnkronos il procuratore capo di Catanzaro Antonio Vincenzo Lombardo. ''Riferisco solo il dato oggettivo, non parlo delle persone'', ha poi precisato il magistrato che sulla vicenda De Magistris si è limitato a dire: ''E' un caso lungo''.

L'avocazione dell'inchiesta 'Why Not' a De Magistris fu decisa dal procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi. A reggere la procura ordinaria erano Mariano Lombardi, al quale De Magistris avrebbe nascosto l'iscrizione sul registro degli indagati di alcuni nomi, tra cui quella dell'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, e il procuratore aggiunto Salvatore Murone.

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2777294824

CATANZARO: CASO DE MAGISTRIS, SITUAZIONE AL VAGLIO COMMISSIONE CSM

Roma, 2 dic. - (Adnkronos) - Dopo gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Salerno nei confronti di alcuni magistrati di Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta su presunti illeciti commessi nelle procedure di avocazione delle inchieste "Poseidone" e "Why not" sottratte all'allora pm Luigi De Magistris, la prima commissione del Csm si appresta a vagliare "la situazione complessiva". Secondo quanto si apprende, gia' dal pomeriggio, la prima commissione potrebbe riunirsi per discutere sul caso, dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale dei provvedimenti presi dalla Procura di Salerno. Presso la prima commissione sono gia' stati aperti dei fascicoli sulla situazione degli uffici giudiziari calabresi.

(Mrg/Pn/Adnkronos) 02-DIC-08 15:45


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Di Loredana Morandi (del 02/12/2008 @ 08:17:28, in Magistratura, linkato 1388 volte)
2008-12-02 14:50

Caso De Magistris, perquisizioni in procura generale Catanzaro

(ANSA) - CATANZARO, 2 DIC - Perquisizioni sono in corso in alcuni uffici della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. A disporle, secondo quanto si è appreso, è stata la Procura di Salerno, competente sulle indagini che riguardano magistrati del distretto di Catanzaro.

Le perquisizioni vengono effettuate anche negli uffici di singoli magistrati. Alla Procura di Salerno sono aperti più fascicoli, tra cui alcuni che riguardano una serie di denunce presentate contro l'ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris ed altre, invece, su un presunto piano per delegittimare lo stesso De Magistris, poi trasferito dal Csm a Napoli al termine di un procedimento disciplinare.

Anche il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella ed i sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, si trovano negli uffici della Procura generale di Catanzaro.

La prima rassegna

CATANZARO: CASO DE MAGISTRIS, SITUAZIONE AL VAGLIO COMMISSIONE CSM
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Roma, 2 dic. - (Adnkronos) - Dopo gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Salerno nei confronti di alcuni magistrati di Catanzaro nell'ambito di ...
De Magistris, avvisi di garanzia ai magistrati di Catanzaro
La Repubblica - 1 ora fa
CATANZARO - Perquisizioni e avvisi di garanzia ai magistrati di Catanzaro. La procura di Salerno sospetta che i colleghi calabresi abbiamo commesso degli ...
De Magistris, avvisi di garanzia a vari magistrati di Catanzaro
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LOCRI, Reggio Calabria (Reuters) - I carabinieri di Salerno hanno notificato stamani avvisi di garanzia a diversi magistrati della procura di Catanzaro, ...
Perquisizioni in procura generale Catanzaro
ANSA - 1 ora fa
(ANSA) - CATANZARO, 2 DIC - Perquisizioni sono in corso in alcuni uffici della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. ...
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A Catanzaro si indaga sul presunto complotto contro l’ex pm Luigi De Magistris. La Procura di Salerno, competente sulle indagini che riguardano i magistrati ...
Caso De Magistris, avvisi di garanzia
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CATANZARO - Numerose perquisizioni, sequestri e notifiche di avvisi di garanzia sono in corso da questa mattina, a Catanzaro, su ordine della Procura della ...
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Catanzaro, 2 dic. (Apcom) - Sentito da Apcom, l'attuale procuratore della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Lombardo, in carica da poco più di due mesi ha ...
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