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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Giustizia/ Bandiera su Tribunale, Csm archivia il 'caso'
Approfondire dichiarazioni e alcune anomalie su esposizione


Roma, 3 dic. (Apcom) - Al Csm si chiude il 'caso' della bandiera veneta issata sul palazzo del Tribunale di Treviso. La questione, sorta dopo la segnalazione della decisione del neo-presidente del Tribunale trevigiano Giovanni Schiavon, al quale la bandiera era stata donata dal sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, e dal ministro dell'Agricoltura, anche lui trevigiano, Luca Zaia, aveva portato all'apertura di una pratica da parte della Prima Commissione. E il rinvio della scorsa settimana a Palazzo dei Marescialli aveva portato anche alle dimissioni per protesta del presidente della Commissione, il laico dell'Udc Ugo Bergamo, poi tornato sui suoi passi.

Ad innescare la polemica era stata l'iniziale confusione sulla bandiera esposta, simbolo della Regione Veneto, con quella della Liga veneta. Quasi identico il simbolo: un Leone alato di San Marco, su fondo blu per l'Ente territoriale, su sfondo rosso per il drappo dei leghisti veneti.

Ma dopo gli accertamenti compiuti da Palazzo dei Marescialli il caso viene definitivamente archiviato: non vi sono "i presupposti per interventi o provvedimenti del Consiglio&q
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 11:33:12, in Politica, linkato 1083 volte)
Giustizia/ Esce libro-intervista Forleo, attacchi a D'Ambrosio
Replica: "Uscito da magistratura nel 2002, l'ha dimenticato?"


Roma, 3 dic. (Apcom) - E' scontro tra Clementina Forleo e Gerardo D'Ambrosio. Nel suo libro-intervista in uscita in questi giorni, l'ex gip milanese attacca l'ex capo della Procura di Milano: "Diventa senatore Ds e si schiera pubblicamente contro la mia iniziativa di trascrivere le telefonate di D'Alema e gli altri parlamentari", scrive la Forleo. "...vedo D'Ambrosio mentre va a pranzo con alcuni pm che s'occupavano delle scalate. Mi indigna - si legge nel libro - se qualcuno lascia la toga per diventare politico, poi dovrebbe avere il buon gusto di non creare confusione di ruoli ...". Accuse pesanti, alle quali il senatore del Partito Democratico replica in un'intervista al quotidiano online Affaritaliani.it.

"E' interessante quello che faccio io?", si chiede D'Ambrosio. Che spiega: "A parte il fatto che questo pranzo è avvenuto per caso. Nel senso che ho incontrato dei colleghi e mi hanno detto 'stiamo andando a mangiare, vuoi venire con noi?'. Era l'ora di pranzo e come tutti sanno io sono un single e quindi mi ha fatto piacere. Sono andato a mangiare con dei miei ex sostituti... che cosa avrei dovuto fare, renderne conto alla Forleo? Farle una domanda in carta da bollo? Non ho proprio capito. E che incompatibilità ci sarebbe?". E ancora: "Sono uscito dalla magistratura nel 2002, questo forse la Forleo l'ha dimenticato. Sono uscito come pensionato per limiti massimi d'età nel 2002 e questo fatto è avvenuto nel 2007 o 2008, non ricordo bene. Se incontro degli ex colleghi che vogliono andare a pranzo con me che faccio? Non ci vado? Devo fare prima la domanda in carta da bollo alla Forleo perché non si offenda e perché non si adombri? Non ho capito", ripete.

Poi l'exc capo del pool milanese aggiunge altri dettagli: "E' avvenuto a mezzogiorno, mica a cena. La mia banca è nel Palazzo di Giustizia di Milano e stavo tornando a casa, loro invece stavanouscendo dal Palazzo di Giustizia per andare a mangiare...", racconta D'Ambrosio ad Affaritaliani.it. "'Ciao Gerardo, come stai? Ah, sto bene. E tu? Stiamo andando a mangiare un boccone...'. Erano quattro-cinque ex sostituti miei e anche non". Ed ecco l'affondo: "Evidentemente alla Forleo manca proprio il buon senso, se pensa che sia sospetto e non opportuno che uno che è uscito dalla magistratura per pensionamento massimo da cinque anni incontri dei colleghi che lo invitano a mangiare un boccone con loro in pausa pranzo. Se dice che non ci dovevo andare vuol dire che la prossima volta le farò una domanda in carta da bollo", ironizza.

Quanto alle intercettazioni relative ai parlamentari, tra i quali D'Alema e Fassino, D'Ambrosio precisa: "Rilasciai una dichiarazione in cui dicevo che secondo me il deposito delle trascrizioni prima che venissero selezionate, quindi messe a disposizione di chiunque, mi sembrava una cosa molto strana. Secondo me non aveva applicato correttamente il codice". Il senatore del Pd torna all'attacco: "Ma uno non può criticare l'interpretazione che dà un magistrato? Ci mancherebbe altro. Tanto è vero che sono proprio quelle norme che lei ha applicato, secondo me malamente, che adesso si vogliono limitare. A lei sembra una cosa saggia, mentre il codice dice che dal giudice per le indagini preliminari, al pubblico ministero, alla difesa si usano le intercettazioni solo per sentire quali sono utili e quali no. Lei, invece, prescindendo da qualsiasi cosa, le deposita. Rende pubbliche quelle che servono, quelle che non servono e quelle che non possono essere diffuse perché non sono utili ai fini del procedimento. Secondo me ha interpretato male le norme".

Apcom
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 11:27:45, in Politica, linkato 977 volte)

5 Dicembre: Sciopero della giustizia


Roma, martedì 11 novembre 2008

RIDUZIONE PIANTE ORGANICHE

La legge 133 del 2008, art. 74 ha imposto alle Amministrazioni Pubbliche

un risparmio di spesa non inferiore del 10 %. Il Ministero della Giustizia già dal mese di luglio, primo tra tutte le amministrazioni dello Stato, ha tagliato le piante organiche di ben 3256 unità. Quando il decreto “Brunetta” non era stato ancora trasformato in legge.

Il taglio ha comportato un notevole ridimensionamento del personale che dal 1998 ad oggi ha subito una pesante riduzione (si è passati da 53.000 a circa 43.000 unità) mentre il numero dei magistrati è cresciuto in maniera esponenziale, passando da circa 8.000 giudici onorari a circa 18.000, grazie alla magistratura onoraria (giudici di pace, GOT ecc.).

RIQUALIFICAZIONE

Al personale del DOG, unico esempio nel comparto Ministeri, non è stata garantita nessuna progressione di carriera. Negli altri Dipartimenti della stessa amministrazione hanno ottenuto tutti un avanzamento economico e giuridico e paradossalmente alcuni lavoratori, con una legge ad hoc (c.d. “Meduri”), sono addirittura diventati dirigenti.

Come si ricorderà già dal Contratto Integrativo del 2000, non firmato dalla sola RdB, si prevedeva l’avvio del percorso di riqualificazione del personale. L’accordo, però, prevedeva il passaggio di livello solo per la metà del personale e meccanismi farraginosi di attuazione. Tanto è vero che alcuni colleghi esclusi avviarono i primi ricorsi bloccando definitivamente il percorso. Successivamente ci furono altri tentativi, miseramente naufragati, di avviare i percorsi di riqualificazione, con accordi (2003) e proposte estemporanee ispirate dai vari sottosegretari Vitali (centrodestra) e Ligotti (centrosinistra) condivise da tutti i sindacati tranne che dalla RdB. La RdB con coerenza e determinazione sin dal 1999 ha proposto un passaggio di livello per tutti, come atto dovuto dopo quasi 30 anni di blocco delle carriere. Ciò, tra l’altro avrebbe evitato qualsiasi ricorso perché mancava il presupposto dell’interesse legittimo per adire il giudice. Se allora, invece che oggi, tutte le altre OO.SS. avessero condiviso la proposta della RdB oggi saremmo qui a parlare d’altro. E' chiaro che con la riduzione delle dotazioni organiche previste dalla legge 133/08 diminuiscono gli spazi per soluzioni tecniche pasticciate.

L’unica possibilità è la lotta dei lavoratori dell’organizzazione giudiziaria per rivendicare la legittima aspirazione alla carriera mediante il passaggio al livello economico e giuridico superiore.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE

Con il nuovo CCNL 2006-2009, rafforzato dal recente atto di indirizzo inviato all’ARAN dal Ministro Brunetta in occasione della trattativa per il rinnovo del biennio economico 2008-2009, il premio di produttività collettiva dovrà essere distribuito solo a pochi: esclusivamente in via meritocratica e su progetti definiti. Si fa espresso divieto di qualsiasi forma di storicizzazione (14ª mensilità) e di erogazione “a pioggia” per tutti i lavoratori, fortemente voluta ed ottenuta per gli anni passati dalla RdB come parziale recupero per i miseri aumenti contrattuali ed equa riparazione per la mancata riqualificazione.

Così, con la scusa di premiare la meritocrazia, i soldi di tutti saranno distribuiti a pochi (lo scorso anno il gruzzolo ammontava a circa 86 milioni di euro) con criteri discrezionali da parte dei vari Dirigenti. Questa ennesima ingiustizia pesa in quanto questi fondi sono incrementati da aumenti contrattuali sottratti alla paga base.

E’ previsto dalla legge 133/08 che a decorrere dall’anno 2009 vengano ridotte ulteriormente le risorse storiche dei Fondi per la Contrattazione Integrativa di un ulteriore 10% degli importi già bloccati dal 2004. Nella Giustizia tale taglio corrisponde a 10.531.000 euro.

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE

Il rinnovo del biennio economico 2008/09 Comparto Ministeri, in discussione all’Aran, ha nell’intenzione di Brunetta e soci l’introduzione di criteri di erogazione del salario accessorio che modificano in peggio la già penalizzante normativa introdotta appena un anno fa, prevedere contingenti massimi di personale che può accedere ai fondi di produttività, erogare per il 2008 ben 8 euro lordi medi e altri 60 circa per il 2009. Se si sommano i tagli al FUA previsti dalla legge 133/08 ogni dipendente non solo non avrà alcun aumento contrattuale ma saremo di fronte, per la prima volta, ad un decremento nominale delle retribuzioni.

CONDIZIONI DI LAVORO

Il blocco pressoché totale delle assunzioni operante da oltre 10 anni e i continui tagli che con le varie leggi Finanziarie sono stati operati al bilancio del Ministero hanno creato una situazione non più sostenibile all’interno degli Uffici Giudiziari. Da una parte la lenta e progressiva riduzione di personale per effetto dei pensionamenti cui ha corrisposto un abnorme aumento dei carichi di lavoro, dall’altra condizioni di lavoro in ambienti sempre più fatiscenti e senza neanche gli strumenti minimi per poter svolgere le proprie mansioni (e non parliamo solo di computer ma di penne e carta per le fotocopie).

Questa situazione nasconde una perversa volontà politica di non far funzionare come dovrebbe il servizio Giustizia. Le esternalizzazione e le privatizzazioni di funzioni proprie dell’Amministrazione, con la scusa che “privato è bello”, sono un modo per appesantire i bilanci della Giustizia, rendere un servizio meno efficiente e far arricchire imprenditori amici degli amici.

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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 07:36:58, in Magistratura, linkato 1206 volte)
Bello e sensibile questo articolo di Francesca Veraldi, si legge che è scritto con il cuore per la sua terra. Interessanti i punti 4 e 5, con la citazione dagli atti parlamentari.

CASO de MaGISTRIS RITORNIAMO E ATTENIAMOCI AI FATTI!

Nell´analisi delle vicende più recenti relative alla Procura di Catanzaro occorre attenersi ai fatti, magari andando a ritroso.

I Fatto: Tre magistrati e, nell´ordine, i dott.ri De Magistris, Bruni e Greco sono stati allontanati dall´inchiesta “Why Not”, anche se con modalità differenti e, negli ultimi due casi, con motivazioni, all´apparenza, formalmente corrette.

II Fatto: al dott. De Magistris sono state sottratte, per non dire “scippate”, in rapiddissima successione, ben due delicatissime inchieste(”Poseidone” e “Why Not”) e, indirettamente, una terza(”Toghe lucane”), in tempi ristrettissimi e con un´attuazione ed esecuzione di provvedimenti dalla repentinità e immediatezza a dir poco inusitate, se non sconosciute, alla faraginosa, arretrata, quanto lentissima macchina burocratico-giudiziaria italiana.

III Fatto: lo stesso Pm Luigi De Magistris e le sue inchieste sono stati oggetto continuo di innumerevoli interrogazioni e interpellanze parlamentari di vario orientamento politico,di ravvicinate ispezioni ministeriali, di reiterate fughe di notizie “ad hoc” e ad orologeria, il che non si è verificato nei confronti di altri magistrati del tutto silenti, distratti e scarsamente efficienti ed efficaci, che pure hanno guidato e lavorato per decenni nella stessa Procura di Catanzaro e continuano a farlo.

IV Fatto: il Tribunale del Riesame di Catanzaro (nei confronti del quale non sono mai state predisposte ispezioni e controlli)e dotato di Presidenze particolarmente sensibili e zelanti, ripetutamente, ha ostacolato le indagini del dott. De Magistris, dichiarando, tra l´;altro, illegittimo e revocando il sequestro di documenti, utilissimi alle indagini in corso, avvenuto nel corso di perquisizioni in studi e abitazioni di indagati, bloccando, in sostanza, per quasi un anno il lavoro degli inquirenti, fino a quando la Corte di Cassazione, a cui ha fatto ricorso il Pm De Magistris, ha severamente censurato quell´atto di revoca compiuto dallo stesso Tribunale della Libertà, dichiarandolo improprio e illegittimo; ma, a quel punto, il danno alle indagini era compiuto.

V fatto: Durante la vacanza della Procura generale di Catanzaro e quindi in una fase di transizione, per i sistematici ritardi accumulati nelle nomine dei posti rimasti scoperti nelle varie Procure da parte del CSM, il Procuratore generale facente funzioni, dott. Dulcino Favi, ha revocato l´inchiesta “Why Not” al Pm De Magistris, avocandola alla Procura Generale con motivazioni insufficienti e scarsa trasparenza. Sarebbe utile, a questo punto, andarsi a rileggere un´interrogazione parlamentare, presentata il 17 Gennaio 1989 dagli on.li MELLINI, VESCE, RUTELLI E CALDERISI che aveva per oggetto l´attività svolta dal medesimo dott. Dulcino Favi (Vedi Atto Parlamentare n.26075. Pagine 127 e seg.)

VI Fatto: l´allora Guardasigilli, on.le Mastella, è stato responsabile di un atto, quale la richiesta, inoltrata al CSM, di trasferimento d´urgenza e quindi immediato del dott. De Magistris dalla Procura di Catanzaro, quanto meno anomalo se non illegittimo,(poiché esso ha un carattere di eccezionalità e straordinarietà che, allo stato, era del tutto inesistente) e che, non a caso, Il CSM non ha ritenuto di adottare e fare proprio.

VII Fatto: intercettazioni telefoniche, dal contenuto inquietante e minaccioso, trasmesse anche nell´ambito di Programmi della Rai, a carico di utenze risalenti a prestigiosi e autorevoli figure istituzionali, come quella dell´ex Presidente della Giunta regionale calabrese, nonchè ex-magistrato, dott. Chiaravalloti hanno evidenziato un accanimento persecutorio contro il dott. De Magistris dai risvolti penalmente rilevanti, poiché evocavano esplicitamente il ricorso alla camorra per la sua eventuale eliminazione.

VIII, Illustri rappresentanti del foro calabrese e perché no nazionale, coinvolti nelle inchieste, si sono esercitati, pubblicamente, in attacchi durissimi contro il Pm De Magistris, accusandolo di sistematiche violazioni del segreto istruttorio e di conduzione irregolare di indagini e inoltre, rimproverando e censurando il mancato intervento da parte dell´allora Procuratore Capo, dott. Lombardi,di avocazione delle indagini, rivelando così anche di possedere capacità divinatorie, poichè la loro richiesta sarebbe stata puntualmente soddisfatta, a breve termine, anche se con motivazioni forzate.

A monte di tutti i fatti elencati, tuttavia, emerge in tutta la sua evidenza un indiscutibile e indubbio riscontro oggettivo e palese: la Calabria ha goduto di inesauribili fiumi di fondi pubblici regionali, statali ed europei, che ammontano a miliardi e miliardi di Euro, in decenni di finanziamenti erogati e in alternanza speculare di governi locali e nazionali di Centro-Destra e di Centro-Sinistra. Tali fondi strutturali avrebbero potuto rendere la nostra Regione addiruttura una nuova Florida o Califormnia,ma si sono dissolti nel nulla o quasi, portando il territorio all´attuale degrado generale e diffuso, che anche considerando l´attuale crisi economica e l´;introduzione del federalismo( che in Sé costituisce una riforma necessaria) potrebbe risultare irreversibile.

Esistono indubbiamente delle responsabilità ai vari livelli e che coinvolgono tutti i comparti, produttivi, politico-istituzionali, finanziari, amministrativi, giurisdizionali, compresi gli organi di controllo, le forze dell´ordine e via dicendo.

A conclusione, vorrei esercitarmi anch´io in una previsione a breve termine: in Calabria sta per esplodere un´emergenza rifiuti ancora più grave di quella napoletana e che non si collega solo al caso Crotone o Reggio Calabria, ma ha dimensioni ben più estese e gravi e interessano l´aria, le falde acquifere, il mare e tutte quelle risorse naturali di cui si è fatto sistematico scempio in tutti questi decenni.

Si apriranno così nuovi filoni di indagine sotto la guida di altri magistrati delle varie Procure interessate e non si potrà continuare a coprire, a insabbiare, a depistare, a delegittimare ancora una volta…

Certamente non sarà possibile sempre spostare magistrati, avocare inchieste, orchestrare campagne di discredito e isolare i responsabili di indagini politicamente sensibili…

Francesca Veraldi

Vedi anche i precedenti articoli, cliccando qui.
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 07:09:29, in Magistratura, linkato 1112 volte)

Durissimo il pg Jannelli dopo le perquisizioni e gli avvisi a 8 magistrati
Continuano le indagini in procura. Bloccate le inchieste Why Not e Poseidone

De Magistris, furioso pg di Catanzaro
"Il nostro ufficio è stato vilipeso"

I giudici di Salerno vogliono far luce su un presunto tentativo di delegittimare l'ex pm
Il Csm apre una pratica. Mancino: "Non so nulla di un mio presunto coinvolgimento"

CATANZARO - "Questo ufficio è stato vilipeso". Durissima reazione del procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, alle perquisizione fatta ieri. Intanto proseguono anche stamani a Catanzaro, negli uffici della procura, le attività di polizia giudiziaria disposte dalla magistratura di Salerno nell'ambito dell'inchiesta su un presunto complotto ai danni dell'ex pm Luigi De Magistris. Bloccate le inchieste Why Not e Poseidone. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo al Csm.

Il pg Jannelli ha definito "scandaloso ed eversivo" il decreto di perquisizione e sequestro. "Ho scritto alle istituzioni - ha aggiunto il procuratore generale, prima di prendere parte alla consueta riunione del mercoledì del Consiglio giudiziario - ed attendo una risposta. Fino ad allora non farò nessuna dichiarazione".

Ieri un centinaio fra carabinieri e poliziotti avevano eseguito perquisizioni e sequestri nella procura generale e nella procura della Repubblica di Catanzaro, sia negli uffici che nelle abitazioni di diversi indagati, tra cui sette magistrati. I titolari dell'inchiesta vogliono far luce su un presunto tentativo di delegittimare l'ex pm Luigi De Magistris.

I magistrati di Salerno hanno anche emesso avvisi di garanzia verso altri otto loro colleghi per accuse che, a vario titolo, vanno dal falso ideologico all'abuso d'ufficio, alla corruzione in atti giudiziari. Tra gli indagati ci sono lo stesso procuratore generale, il procuratore della Repubblica aggiunto ed il titolare dell'inchiesta Poseidone.

Nell'inchiesta salernitana è coinvolto anche il deputato del Pdl Giancarlo Pittelli ed il giudice del Tribunale Bruno Arcuri, nella sua qualità di componente del Consiglio giudiziario di Catanzaro. Perquisite anche le abitazioni di un commercialista e di un imprenditore di Cosenza che però non sarebbero indagati.

L'inchiesta, partita dalle denunce di De Magistris (trasferito a Napoli dal Csm), ruota intorno all'avocazione dell'inchiesta Why not e della revoca di quella Poseidone sull'utilizzo di fondi comunitari e nazionali. Provvedimenti che, insieme alla successiva gestione delle inchieste, secondo i magistrati salernitani sarebbero serviti a "fermare De Magistris, danneggiare lui, consulenti tecnici e persone informate sui fatti, ostacolare le inchieste, smembrarle, disintegrarle e favorire taluni indagati".

Per la Procura di Salerno l'iscrizione nel registro degli indagati dell'allora ministro Clemente Mastella, che poco prima aveva chiesto il trasferimento di De Magistris, era "corretta e doverosa" e la richiesta di archiviazione fatta dalla Procura generale, e accolta dal gip, "illecita". Così come sarebbero stati illegali le archiviazioni disposte da Curcio in Poseidone per alcuni indagati tra i quali Pittelli, il generale della guardia di finanza Walter Cretella Lombardo, l'ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti, e il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. Secondo i magistrati campani, in sostanza, c'era una "patologica attività di interferenza in un disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli, e Mastella".

Alle operazioni, che ieri si sono concluse dopo la mezzanotte, avevano preso parte anche il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella ed i sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi. Stamane l'attività è ripresa, ma senza la presenza dei magistrati inquirenti.

Intanto, dopo il sequestro degli atti delle due indagini disposto dalla procura di Salerno, sono bloccate le inchieste Why Not e Poseidone. I fascicoli delle due inchieste, sequestrati in originale, sono stati conservati in una stanza al primo piano dove ha sede la procura generale di Catanzaro ed alcuni carabinieri di Salerno, rimasti nel capoluogo calabrese, stanno provvedendo ad indicizzare tutte le carte.

Il Csm ha aperto una pratica sulla vicenda dei magistrati di Catanzaro. Lo ha reso noto il vicepresidente dell'organo di autogoverno dei magistrati, Nicola Mancino, spiegando che il fascicolo è stato affidato alla prima commissione di Palazzo dei Marescialli. La pratica riguarda sia le notizie di stampa, ha spiegato Mancino, sia la lamentela avanzata dal procuratore generale di Catanzaro al Csm. Mancino ha anche reso noto di aver chiamato ieri il procurate generale di Salerno per avere notizie sull'accaduto. "Io comunque non ne so nulla", ha aggiunto Mancino sul suo presunto coinvolgimento in uno dei filoni dell'inchiesta condotta dalla Procura di Salerno.

(La Repubblica . 3 dicembre 2008)
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 07:03:34, in Politica, linkato 973 volte)
03/12/2008 - 14.04

DE MAGISTRIIS: BELISARIO, FINALMENTE EMERGE VERITA' SU QUESTO CORAGGIOSO MAGISTRATO
 
(IRIS) - ROMA, 3 DIC - "Finalmente! Anche se poco alla volta, sta emergendo la verita' su De Magistris, questo coraggioso magistrato contro cui si e' scagliata gran parte della politica e qualche suo collega". Cosí Felice Belisario (Idv), ha commentato le indagini condotte dai pm di Salerno. "Adesso sulla vicenda De Magistris occorre fare chiarezza in tempi rapidissimi, perche' ormai e' palese che contro di lui c'e' stata una montatura. Se ne dovrebbe far carico lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura che, francamente, sulla questione poteva e puo' fare meglio", ha concluso Belisario.

MaR

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03/12/2008 - 10.17

CASO DE MAGISTRIS: COSSIGA, 'FINCHE' MAGISTRATI SI INDAGANO FRA LORO, NON VIOLANO LIBERTA' CITTADINI'
 
(IRIS) - ROMA, 3 DIC - "Buona la notizia che la procura della Repubblica di Salerno indaga sull'operato del Procuratore Generale di Catanzaro e di altri magistrati della Calabria, e presto credo anche dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura. Finche' si indagano tra di loro e forse anche tra di loro si arrestano, non violano la liberta' dei cittadini!". E' quanto ha detto Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, in merito alle indagini della Procura di Salerno nei confronti di alcuni magistrati di Catanzaro, nell'ambito di un'inchiesta su presunti illeciti commessi nelle procedure di avocazione delle inchieste "Poseidone" e "Why not" sottratte all'allora pm Luigi De Magistris.

IRISPRESS MaR
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 06:41:28, in Magistratura, linkato 1347 volte)
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CATANZARO - Perquisizioni sono in corso in alcuni uffici della Procura generale e della Procura della Repubblica di Catanzaro. A disporle, secondo quanto si ...
CASO DE MAGISTRIS: COSSIGA, 'FINCHE' MAGISTRATI SI INDAGANO FRA ...
IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - 3 ore fa
(IRIS) - ROMA, 3 DIC - "Buona la notizia che la procura della Repubblica di Salerno indaga sull'operato del Procuratore Generale di Catanzaro e di altri ...
Caso De Magistris, perquisizioni e avvisi di garanzia per i ...
Adnkronos/IGN - 19 ore fa
Catanzaro, 2 dic. - (Adnkronos) - In corso da questa mattina perquisizioni negli uffici della Procura della Repubblica e della Procura generale di Catanzaro ...
De Magistris, avvisi di garanzia a vari magistrati di Catanzaro
Reuters Italia - 23 ore fa
LOCRI, Reggio Calabria (Reuters) - I carabinieri di Salerno hanno notificato stamani avvisi di garanzia a diversi magistrati della procura di Catanzaro, ...
CATANZARO: CASO DE MAGISTRIS, SITUAZIONE AL VAGLIO COMMISSIONE CSM
Il Tempo - 22 ore fa
Roma, 2 dic. - (Adnkronos) - Dopo gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Salerno nei confronti di alcuni magistrati di Catanzaro nell'ambito di ...
De Magistris, riesplode il caso
Corriere Canadese - 9 ore fa
CATANZARO - A Catanzaro riesplode il caso De Magistris, ma stavolta da parte dei magistrati di Salerno che indagano altri otto loro colleghi che avrebbero ...
DE MAGISTRIS: PROCURA SALERNO IPOTIZZA MACCHINAZIONE CONTRO MAGISTRATO
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 18 ore fa
(ASCA) - Roma, 2 dic - Sono accusati di corruzione in atti giudiziari, abuso d'ufficio, favoreggiamento, falso ideologico, calunnia e diffamazione i vertici ...

De Magistris, nuovo terremoto a Catanzaro
Momento-sera - 20 ore fa
De Magistris, infatti, venne trasferito da Catanzaro a Napoli dal Consiglio Superiore della Magistratura, dopo le sue inchieste che avevano creato grande ...
Intervista ad ANGELA NAPOLI/ “Meritavo un incarico di Governo ...
L'Opinione - 2 dic 2008
Le inchieste che in questi anni hanno riguardato le connessioni esistenti tra imprenditoria, criminalità e politica in Calabria, stanno delineando un quadro ...
DE MAGISTRIS: PG CATANZARO, INFORMATO NAPOLITANO, ALFANO E CSM
Stato-oggi - 16 ore fa
(AGI) - Catanzaro, 2 dic. - “Di quello che e’ accaduto oggi ho informato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro della Giustizia ...
De Magistris, perquisiti uffici dei magistrati della Procura di ...
La Voce d'Italia - 22 ore fa
Catanzaro – La Procura di Salerno ha disposto in queste ore alcune perquisizioni negli uffici della Procura generale e della Procura della Repubblica di ...
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 06:34:01, in Magistratura, linkato 1143 volte)
Abu Omar/ Pm: Non escludo altri interventi del premier
Virgilio Notizie - 33 minuti fa
Milano, 3 dic. (Apcom) - "Non escludo altri interventi del Presidente del Consiglio con quello che sta accadendo ogni giorno". ...
I pm accusano Berlusconi e Prodi "Su Abu Omar ostacolano la giustizia"
La Stampa - 2 ore fa
Da parte di Silvio Berlusconi e del suo predecessore Romano Prodi, per quanto riguarda la vicenda Abu Omar, vi è stato «un uso del segreto di Stato che ...
Abu Omar, giudice sospende processo in attesa Consulta
Reuters Italia - 1 ora fa
MILANO (Reuters) - Il giudice di Milano Oscar Magi ha sospeso oggi il processo per il sequestro dell'ex imam di Milano, Abu Omar, fino al 18 marzo prossimo, ...
TERRORISMO: GIUDICE ABU OMAR, DA PRESIDENZA CONSIGLIO DILATAZIONE ...
Il Tempo - 47 minuti fa
Milano , 3 dic. (Adnkronos)- Da parte della presidenza del Consiglio vi e' stata sicuramente una ''dilatazione della sfera di non conoscibilita' dei fatti ...
Abu Omar, processo sospeso fino al 18 marzo
Leggo Online - 1 ora fa
(ANSA) - MILANO, 3 DIC - E' stato sospeso fino al 18 marzo il processo per il sequestro dell'ex Imam di Milano Abu Omar in attesa della decisione della ...
Abu Omar. I Pm denunciano: Fermati da Prodi e da Berlusconi
(ami) Agenzia Multimediale Italiana - 25 minuti fa
Sospeso fino alla data del 18 Maggio 2009 il processo per il sequestro dell'ex Imam di Milano Abu Omar. È quanto ha optato il giudice Oscar Magi. ...
Caso Abu Omar, ''Berlusconi e Prodi ostacolano giustizia ...
Adnkronos/IGN - 1 ora fa
Il pm Spataro: ''Il segreto di Stato non significa impunità''. Il nuovo articolo 202 che disciplina la materia accende il dibattito: le difese degli ...
Abu Omar; Processo sospeso in attesa sentenza Consulta
Tendenze Online.Info - 2 ore fa
Milano, 3 dic. (Apcom) - Il processo per il sequestro di Abu Omar, dove sono imputati tra gli altri l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e 26 agenti ...
ABU OMAR: PROCESSO SOSPESO IN ATTESA DECISIONE CONSULTA
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 1 ora fa
(ASCA) - Milano, 3 dic - E' stato sospeso il processo in corso a Milano sul sequestro dell'imam Abu Omar da parte di 22 agenti della Cia in attesa della ...
Caso A.Omar. Pm: Prodi e Berlusconi ostacolano giustizia
AudioNews - 2 ore fa
07.15: "Gli ultimi due presidenti del Consiglio hanno utilizzato in modo strumentale il segreto di stato per impedire ai giudici l'accertamento della ...
ostacolano la giustizia su Abu Omar"
L'Espresso - 3 ore fa
MILANO - "Gli ultimi due presidenti del consiglio hanno utilizzato in modo strumentale il segreto di stato per impedire all'autorità giudiziaria ...
ABU OMAR: POLLARI, OBBEDISCO A INDICAZIONI BERLUSCONI
Stato-oggi - 1 ora fa
(AGI) - Milano, 3 dic. - “Il presidente del Consiglio e’ l’unico depositario del segreto di Stato e, in tale veste, mi ha ordinato di rispettarlo. ...
PROCESSO ABU OMAR: BERLUSCONI E PRODI IMPEDISCONO SVOLGIMENTO DEL ...
Julie News - 2 ore fa
"Gli ultimi due presidenti del Consiglio hanno utilizzato in modo strumentale il segreto di Stato per impedire all’autorità giudiziaria l’accertamento della ...
Abu Omar, pm: Prodi, Berlusconi hanno ostacolato giustizia
Reuters Italia - 2 ore fa
MILANO (Reuters) - Nel processo per il rapimento dell'ex imam di Milano Abu Omar, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha detto oggi che ...
TERRORISMO: POLLARI, SU CASO ABU OMAR INTENDO OBBEDIRE A ORDINI ...
Il Tempo - 1 ora fa
Milano, 3 dic. (Adnkronos)- 'Il presidente del Consiglio e' l'unico depositario del segreto di Stato e in questa veste mi ha ordinato di rispettarlo''. ...
TERRORISMO: PM SPATARO, BERLUSCONI E PRODI OSTACOLANO GIUSTIZIA IN ...
Il Tempo - 2 ore fa
Milano, 3 dic. (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, come il suo predecessore Romano Prodi, hanno avuto "l'aspirazione di usare il ...
TERRORISMO: DIFESA POLLARI, IMPECCABILE DECISIONE SU PROCESSO ABU OMAR
Il Tempo - 1 ora fa
Milano, 3 dic. (Adnkronos)- ''Impeccabile''. Cosi' Nicola Madia, difensore dell'ex direttore del Sismi Nicolo' Pollari, definisce la decisione, ...
TERRORISMO: GIUDICE MILANO SOSPENDE PROCESSO ABU OMAR IN ATTESA ...
Il Tempo - 2 ore fa
Milano, 3 dic. (Adnkronos) - Il giudice monocratico di Milano Oscar Magi ha deciso di sospendere il procedimento in corso sul sequestro di Abu Omar in ...
ABU OMAR: POLLARI, SU SEGRETO DI STATO OBBEDISCO A PRESIDENZA ...
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 1 ora fa
(ASCA) - Milano, 3 dic - ''Il presidente del Consiglio e' l'unico depositario del segreto di Stato e, in questa veste, mi ha ordinato di rispettarlo''. ...
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 06:12:36, in Magistratura, linkato 999 volte)
3/12/2008 (11:54)  - LA SENTENZA

Cassazione, linea dura coi fannulloni:
i funzionari comunali sono pedinabili

«Chi timbra il cartellino ed esce rischia una condanna per truffa»

ROMA - I funzionari comunali devono rispettare l'orario di lavoro anche se di fatto svolgono mansioni da dirigente. Non solo: possono essere pedinati da un investigatore privato e, se questo accerta che timbrano ed escono per lavorare altrove, al pari degli altri dipendenti, rischiano una condanna per truffa. Il sindaco compiacente, inoltre, compie a sua volta un reato. La Cassazione ribadisce la linea dura contro i fannulloni e i loro complici nella sentenza 44912, depositata il 2 dicembre 2008, dove i sancisce il fatto che il contratto di lavoro non attribuisce nè al datore di lavoro nè al dipendente il potere o il diritto all’autogestione dell’orario.

omissis

Infine, una precisazione rispetto al fatto che i vertici dell’ente, secondo il funzionario, erano al corrente delle sue assenze: «la pubblica amministrazione - precisa la Cassazione - in questo caso è il Comune e i rappresentanti di un ente pubblico non potrebbero autorizzare o accettare passivamente un comportamento illecito del proprio dipendente, quindi se avessero saputo della truffa commesse e non avessero agito avrebbero commesso a loro volta un reato».

Non solo, la Cassazione ha richiamato un altro principio chiave, reso in sede civile, per cui «la prestazione d’opera da parte del lavoratore in favore di terzi concorrenti costituisce una violazione dell’obbligo di fedeltà che, se è irrilevante sotto il profilo penale, integra il reato di truffa se svolta nell’orario normale, da parte del soggetto che lucra la retribuzione fingendo di svolgere il lavoro che gli è stato affidato, mentre svolge altra attività». Se il datore di lavoro ha questi sospetti, può anche ricorrere a un investigatore privato per fare pedinare il dipendente.

La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2008 @ 06:00:35, in Magistratura, linkato 1209 volte)
I pm accusano Berlusconi e Prodi
"Su Abu Omar ostacolano la giustizia"


Milano, il procuratore Spataro contro «l'uso del segreto di Stato» che rende difficile «l’accertamento della verità»

MILANO - Da parte di Silvio Berlusconi e del suo predecessore Romano Prodi, per quanto riguarda la vicenda Abu Omar, vi è stato «un uso del segreto di Stato che ostacola la giustizia e l’accertamento della verità».

Lo ha detto il procuratore aggiunto Armando Spataro nell’opporsi alle richieste della difesa dell’ex numero due del Sismi, Marco Mancini, la quale chiedeva la revoca delle testimonianze di agenti o ex del Sismi. «Capisco l’aspirazione dei difensori di interpretare il segreto di Stato come causa di impunità - ha detto - è la stessa interpretazione degli ultimi due presidenti del consiglio dai quali è venuta un’interpretazione che ostacola la giustizia». Il giudice Oscar Magi è riunito in camera di consiglio per decidere sulle questioni sollevate dalla difesa.

La Stampa

TERRORISMO: PM SPATARO, BERLUSCONI E PRODI OSTACOLANO GIUSTIZIA IN CAUSA ABU OMAR

Milano, 3 dic. (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, come il suo predecessore Romano Prodi, hanno avuto "l'aspirazione di usare il segreto di Stato per ostacolare la giustizia". E' quanto afferma il procuratore aggiunto Armando Spataro nell'aula del processo in corso a Milano sul sequestro di Abu Omar. Le risposte fornite nei giorni scorsi dal premier che ha ribadito come il segreto di Stato sussista tra i rapporti tra servizi segreti, e l'entrata in vigore del nuovo articolo '202' che disciplina la materia hanno acceso, questa mattina, il dibattito nell'ambito del procedimento. Pressocche' tutte le difese degli imputati, tra i quali l'ex direttore del Sismi Niccolo' Pollari, hanno chiesto a vario titolo la revoca di alcune domande fatti ai testimoni, l'inutilizzabilita' di alcune fonti di prova, la sospensione del processo fino alla decisione della Corte Costituzionale sul conflitto pendente tra poteri dello Stato e addirittura, a chiederlo e' stata la difesa di Marco Mancini, il proscioglimento dell'imputato. Dura la replica dell'accusa. Armando Spataro, in particolare, ha puntato il dito contro l'atteggiamento assunto dal governo in carica, come da quello precedente, sul tema del segreto di Stato. Ma "nonostante tutti i tentativi fatti e' impossibile impedire -ha dichiarato il magistrato- l'accertamento della verita' cosi' come l'esercizio del diritto di difesa". (segue)

(Cri/Gs/Adnkronos) 03-DIC-08 11:17

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