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 beige... di Lunadicarta
 
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Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

George Orwell
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/11/2010 @ 22:29:15, in Magistratura, linkato 1556 volte)
Giustizia/ Anm a congresso,
no a riforme che riducono autonomia


A fine novembre a Roma,si discute anche rinnovamento magistratura


L'Anm torna a bocciare l'ipotesi di riforme che riducono l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati, mentre rilancia la necessità di interventi in grado di incidere sulla durata dei processi. Un obiettivo per raggiungere il quale il sindacato delle toghe chiede alla politica di assumersi le sue responsabilità e di mostrare "coraggio" nelle scelte: i "primi indifferibili provvedimenti per invertire la rotta" sono quindi "revisione delle circoscrizioni giudiziarie, innovazione tecnologica, snellimento delle procedure, investimenti per il personale, risorse materiali". Indicazioni che l'Anm dà nell'annunciare l'imminente congresso, il 30esimo, in programma dal 26 al 28 novembre a Roma. All'apertura dei lavori, al teatro Caranica, sarà presente il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Tema dell'assise, 'I magistrati e la forza del rinnovamento - autoriforma, questione morale, organizzazione'. "Rinnovamento" è la scelta obbligata, dice l'Anm: "Si volta pagina, lasciando alle spalle ciò che non ha funzionato sia della macchina giudiziaria sia all'interno della magistratura. Il congresso si rivolge alla politica per sollecitare interventi urgenti sulle reali problematiche del mondo della giustizia e a tutti i magistrati per coinvolgerli in un percorso di cambiamento fondato sull'elaborazione di una nuova idea di autogoverno e di associazione". (segue)


Giustizia/ Anm a congresso,
no a riforme che riducono... -2-


Riflettiamo su professionalità e questione morale magistrati

Roma, 3 nov. (Apcom) - L'Anm coglie, quindi, l'occasione della presentazione del congresso per ribadire "la netta contrarietà ai progetti di riforma della Costituzione che riducono l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati senza portare alcun beneficio al funzionamento della giustizia". "Le vere riforme di cui il Paese ha bisogno - sottolinea il sindacato delle toghe - sono quelle che incidono sulla durata dei processi". Si chiede alla politica "assunzione di responsabilità e coraggio delle scelte: revisione delle circoscrizioni giudiziarie, innovazione tecnologica, snellimento delle procedure, investimenti per il personale, risorse materiali" sono le priorità per "invertire la rotta".

Ma durante i lavori del congresso si guarderà "anche all'interno della magistratura" per riflettere su professionalità, questione morale e organizzazione degli uffici. E per avanzare proposte per "il recupero di risorse, per l'eliminazione del contenzioso inutile, per la revisione degli organici, per la definizione dei cosiddetti 'standard di rendimento'". "Il superamento del sistema di progressione in carriera basato essenzialmente sull'anzianità e sull'assenza dei controlli è - evidenzia l'Anm - un punto di non ritorno; il passo successivo è il definitivo abbandono di un'idea di associazionismo troppo legata al modello di protezione del singolo".

"L'ammodernamento della magistratura - per il sindacato delle toghe - passa attraverso la valorizzazione del merito e della professionalità e la presa di distanza da una concezione clientelare o corporativa della categoria. Una nuova idea di autogoverno e di associazione, quindi, ma anche prassi e comportamenti nuovi. La moralità non deve più costituire una 'questione', ma un valore connaturato al ruolo di magistrato".
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Lettera Aperta da Don Di Noto:
64.753, solo in 11 mesi, sono
i bambini sfruttati sessualmente


Avola (SR), 3/11/2010 – “64.753, solo in 11 mesi, sono i bambini sfruttati sessualmente”. È questo il titolo della lettera aperta scritta da don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell’Associazione Meter  da sempre in prima fila nella lotta alla pedofilia e pedopornografia online, e pubblicata oggi dall’agenzia di stampa cattolica Zenit. Dal 1° gennaio di quest’anno a oggi, 3 novembre, scrive il sacerdote, abbiamo contato – uno per uno – ben 64.753 bambini vittime.“Solo in 11 mesi”, scrive don Fortunato. “64.753 bambini tutti depredati e sfruttati sessualmente. Violenze indicibili al limite della fantasia, dell’horror sessuale che annienta la più tenue e delicata dignità dei piccoli. Una età compresa tra i pochi giorni di vita e i 12 anni (nella loro prepubertà), età preferita dai pedocriminali, perché non possiamo dire che i pedofili non sono ‘criminali’ che distruggono per sempre la vita dei bambini”.

Per il sacerdote, “Fino ad oggi questo immane numero raccolto dalla Associazione Meter onlus impegnata da sempre a tutela dell’infanzia, contro ogni forma di abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini sembra rimanere nel sottaciuto silenzio. Quei volti  ‘visti uno per uno’ non detenuti in nessun data base associativo, per rispetto della legge, ma segnalati alle autorità giudiziarie, chiedono giustizia. E impressiona il fatto, a quanto da noi conosciuto, che nessuno di quei bambini ha sporto denuncia, abbia avuto il modo di chiedere giustizia e il sospetto è che non sappiamo chi siano, dove siano e quale sia la loro storia”.Continua poi don Di Noto: “Sono piccole storie che non possiamo far vedere, anche se sono sotto gli occhi di tutti. È il racconto del dolore di tante storie di sfruttamento: ogni fotogramma, ogni video denunciato è l’impressionante racconto di un corpo innocente reso merce, oggetto dell’oggetto del desiderio di sfruttamento sessuale. Perversione assoluta di un male assoluto che incide nella vita per sempre”. E si augura: “Se su 64.753 vittime, poi qualcuna ci scrive, raccontando la sua storia e ringraziandoci per il sostegno allora abbiamo raggiunto ciò che desideravamo: esiste ancora, non perché sopravvissuta, ma perché riamata di un amore vero”.

Il sacerdote ricorda: “La Chiesa che è impegnata a contrastare gli abusi con fermezza e decisione a raccontare la sua devastante storia. Non bisogna tacere, segno visibile che è possibile dare un nome e cognome al dramma di 64.753 vittime”, conclude

Associazione Meter onlus
di don Fortunato Di Noto
... a tutela dell'infanzia ...
Via Ruggero Settimo, 56
96012 Avola (SR) - Italy
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E' la seconda tragedia che colpisce l'Arma benemerita in pochi giorni. Anche oltre il dramma familiare e il raptus dell'uomo questo è un reato di cui sono responsabili i media, dal caso Noemi Letizia, all'omicidio di Avetrana ai fuochi fatui e criminali del caso Ruby rubacuori. Anche alla luce del caso del cyberpedofilo Sergio Murolo è il caso di ribadire che Facebook non ha nulla di "sociale", non in Italia. L.M.

Maresciallo dei carabinieri spara alla
figlia di 15 anni e la ammazza: poi si uccide

L'omicidio suicidio è avvenuto nella casa del sottufficiale dell'Arma, a Subiaco. Tutto partito da una lite

ROMA - Tragedia familiare a Subiaco nei pressi della Capitale. Un maresciallo dei carabinieri di 40 anni ha ucciso la figlia, di 15 anni, sparandole un colpo di pistola e poi si è tolto la vita con la stessa arma. L'omicidio suicidio è avvenuto nell'abitazione del militare.

LA LITE - C'era stata una violenta lite, ieri sera, tra il maresciallo dei carabinieri che si è suicidato dopo aver sparato contro le due figlie di 13 e 15 anni, uccidendo la più piccola. Le figlie non hanno infatti 14 e 16 anni come detto in un primo momento. Una lite nata a causa di Facebook. Il militare, si è appreso, ieri avrebbe sostenuto una animata lite al telefono con una delle due ragazzine, lite che poi sarebbe continuata anche oggi. Al momento del raptus del militare, nell'appartamento di via XX settembre a Subiaco c'era anche un terzo figlio mentre la moglie del maresciallo dei carabinieri, una insegnante, era fuori casa. La ragazzina ferita si trova ora all'ospedale di Subiaco con due colpi d'arma da fuoco che l'hanno raggiunta al torace e ad una gamba. La sorella, invece, è morta sul colpo dopo essere stata ferita alla testa. Anche il maresciallo è morto all'istante dopo essersi sparato, sempre con la pistola d'ordinanza, alla testa.

MAI SEGNI DI SQUILIBRIO - Un militare «irreprensibile», un uomo tranquillo che non aveva mai dato segni di squilibrio o reazioni violente. Così viene descritto il maresciallo dei carabinieri che ha ucciso una figlia, ne ha ferito gravemente un'altra e poi si e suicidato. Il militare, 40 anni, da un anno prestava servizio al nucleo operativo della compagnia di Subiaco. Ma prima, per diversi anni, era stato centro reclutamento nazionale dell'arma. Un ruolo affidatogli proprio per le sue capacità. Il maresciallo oggi, come tutti i giorni, aveva lavorato nel suo ufficio tutto fino al tardo pomeriggio

Corriere Sera - Roma Redazione online
04 novembre 2010
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Di Loredana Morandi (del 06/11/2010 @ 05:31:36, in Indagini, linkato 2631 volte)
Sergio  Murolo: la mistificazione
fatta dai pedofili vola su Facebook




ATTENZIONE: Sergio Murolo è in carcere perché ha subito - TRE CONDANNE - che senza errore lo hanno ritenuto colpevole di tutti i reati a lui ascritti e da lui commessi ai danni della moglie e dei tre figli minori.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-06_073817_LA_VERITA.jpg

ATTENZIONE ECCO TUTTA LA VERITA': Sergio Murolo è REO CONFESSO degli abusi ai danni della moglie e dei tre figli. Egli ha infatti scelto il "rito abbreviato", che nella certezza della condanna garantisce lo sconto di 1 terzo della pena complessiva. Più chiaramente: gli anni a lui comminati dovevano essere dodici, non soltanto nove.

La mistificazione dei pedofili e dei loro sostenitori oggi "vola su Facebook". A porre in essere questo escamotage extragiudiziario sono in molti, tutti pregiudicati, uniti in branco con il medesimo intento socio culturale che hanno avuto gli ideatori delle giornate dell'orgoglio dei mostri.


Come se non bastassero i gruppi che mistificano l'informazione sulla violenza ai danni delle donne, 260 solo su Facebook retti con pugno di ferro da uomini tutti indagati, condannati e pluri pregiudicati, per la vicenda Sergio Murolo sono nati due gruppi:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-11-06_075107_ingiustizia_ritaglio.jpg

"sergio murolo" l'ingiustizia ha trionfato, di chiarissima impostazione in antitesi e apologia contro l'operato saggio della magistratura che ha giudicato nei tre differenti gradi il pedofilo Sergio Mutolo, sottoposto alla misura cautelare della detenzione presso il domicilio per la gravità dei reati commessi brutalmente in danno ai figli;

e il gruppo "Uomo Invisibile" in cui si intuisce una mano femminile. La mano femminile di una primigenia persona circuita dall'uomo violento sulla quale, per le scelte operate liberamente dal 2005 ad oggi, pendono i dispositivi a carattere economico disposti all'istante dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dalla Corte di Appello di Napoli e dalla Suprema Corte di Cassazione: il risarcimento per 90.000 euro a favore dei figli violentati, circa 5000 a favore della ex moglie del pedofilo e tutte le spese per la costituzione in giudizio della famiglia cui l'uomo ha distrutto la vita.

Una donna che certo ha bisogno di aiuto e di comprensione. Non è facile per nessuno assistere impotenti allo sbrandellamento di parti della propria vita. La consoli il fatto che altre donne, altrettanto circuite, hanno addirittura perso la vita e con loro i loro figli come per l'ultima mortale relazione di Izzo, il mostro seriale del Gargano. Il dolore prima o poi passerà e la donna se ne farà una ragione, rileggere gli atti e più volte le consentirà di capire, finalmente.

Ciò che accade invece nel web per il pedofilo Sergio Murolo, condannato in via definitiva e senza repliche dalla Suprema Corte di Cassazione VII Sezione Penale a nove anni di reclusione, è troppo e violento. Una apologia del reato di pedofilia, che certo non merita il secondo genito di Sergio, un innocente che dopo le sevizie non tratteneva più "gli escrementi" e che indossava il pannolino come unica difesa "nello sporco" per trattenere la violenza del padre.

Chi era Sergio Murolo allora, chi era mentre si trovava attaccato alla tastiera di un computer in cerca dell'occasione che avrebbe consentito a lui di "sfangare" le responsabilità oggettive dei suoi reati?

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-12-05_113522_murolosufalsiabusi.jpg

Sergio Murolo era un pedofilo e un cyberstalker. Qui sopra mentre pubblica, sui gruppi Facebook in apologia dei reati di pedofilia, e divulga per i suoi soci le fotografie che mi raffigurano e dimostrano il mio impegno sociale e di donna.

Alle domande di cui sopra posso rispondere anche io, visto e considerato come entrambi i due gruppi stiano attaccando Marta Crotti, la moglie e madre delle vittime di Gianluca Falduto, un altro pericolosissimo padre pedofilo che aveva scelto la via di Facebook per adescare ancora e per nascondersi in una popolarità ottenuta illegalmente, ed indotta con il raggiro.

Marta Crotti è una donna del "coraggio di vivere", e ha vinto la propria battaglia contro il "pedofilo". Presso di lei non ci può essere alcun perdono per il pedofilo.

La "madre coraggio, artista e personalità pubblica" al secolo Loredana Morandi, invece, denuncia casi di pedofilia e di apologia dei reati di pedofilia fin dal 2004 (e ancor prima agli albori del Boy Love Day) e vince oggi, perché quegli stessi pedofili e hacker raccolti sul sito maculato si sono tutti palesati via Facebook, ed oggi predicano la violenza e il bavaglio degli operatori dell'antipedofilia e l'iper violenza della "pedofilia dolce".


Io, e qui lo ribadisco ancora, sono divenuta l'oggetto di una violentissima azione di dossieraggio, diffamazione, stalking e minaccia per aver strappato un bene dello Stato dalle mani della criminalità organizzata del file sharing. Cioè 3 società commerciali, di cui una esercente nella pornografia commerciale ed una "di fatto", che sfruttavano il server UNINA di proprietà dello Stato presso l'Università Federico II di Napoli. Su tutto e a guardia dei proventi che hanno consentito la fondazione di una Società a Responsabilità Limitata (capitale sociale minimo 10.000 euro) in Roma: Pirate Bay nella solatia Selargius, provincia di Cagliari - Sardegna.

Nella foto che segue potete vedere il pedofilo Sergio Murolo, mentre socializza con altri pedofili.  Il riconoscimento di "specie" tra pedofili è implicito nel commento del Murolo: "Finalmente una pagina adatta...". Lo screen è stato scattato da una delle pagine contro Loredana Morandi di cui  Murolo diverrà amministratore, grazie a Simone Sissimo Neuro. Murolo sarà amministratore anche della nuova pagina pubblicata dopo la chiusura della prima, insieme con altri reiterati delinquenti. La pagina di cui Murolo è stato amministratore è quella identica nei testi e nei contenuti alla pagina sul sito della società commerciale di pornografia: SessoChannel.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2009-11-14_184910_cyberbullismo_2_ritaglio.jpg

Chi ha paura di Sergio Murolo? Tutte noi abbiamo paura di Sergio Murolo. Io stessa, oggetto di moltissime minacce riguardanti la mia persona e la mia famiglia ho paura. Minacce tutte confermate platealmente dalla presenza stessa del Murolo.

Così, qui potrei iniziare l'ennesima filippica contro i pedofili, e la meritano tutta per carità, ma non mi interessa fomentare l'ira popolare bensì spaventare i pedofili ed informarli sul ruolo svolto dai loro consulenti, soci e padroni. Coraggio vuol dire essere saldi nella propria rettitudine e perseguire senza tentennamenti gli obiettivi di civiltà e di libertà, che sono dovuti per primi a coloro che molto hanno combattuto.


Il mio obiettivo primario è infatti quello di stroncare l'escalation dei molti avvocati, sociologi, associazioni o semplici gruppettari, che agiscono nel web per fomentare l'odio contro le donne, coprire i reati dei pedofili e ricavarne guadagno.

Io, infatti, sono odiata e temuta perché preferisco perseguire e smascherare i reati professionali che vedo con chiarezza. L'agire di questo genere di personaggi è aberrante tanto quanto i reati del pedofilo. Si tratta di veri avvoltoi, capaci di istigare alla violenza e al reato pur di fare quattrini.


Uno come Sergio Murolo è stato pesato ed usato da questi come "braccia da lavoro". Infatti, istigare a commettere altri reati un detenuto agli arresti domiciliari, sottintende che "la pena" sarà sospesa per la durata del nuovo procedimento giudiziario e in presenza di altre esigenze cautelari. 

Da come mi è stato spiegato la nuova misura cautelare non si aggiunge in coda, bensì in mezzo, durante lo sconto della prima pena comminata. Una misura che nasce per contrastare le mafie, perché è stato sempre facile ai "capibastone" ingaggiare qualcuno già condannato, in primo o in secondo grado di giudizio, per commettere reati uguali dietro false promesse.


In ogni caso: il pedofilo Sergio Murolo NON ha amici, men che mai fraterni, e nessuna delle sue azioni  reato  compiute fino ad oggi lo renderà migliore.

Come è giusto egli Non troverà giustificazioni tra noi donne e madri del "coraggio". Tutte le donne che si trovano in quei gruppi facebook, se non sono parenti o reali conoscenti, sono state "circuite".


Sissimo e Maxi avete il mio fiato sul collo.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 06/11/2010 @ 12:05:22, in Magistratura, linkato 1296 volte)
Il procuratore Grasso da Antenna Sud.

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Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 09:49:34, in Indagini, linkato 1422 volte)
Facebook e Pedofili:
Caso Murolo, Attenzione a Vanilla




La vanilla, o vaniglia, è una vera e propria consuetudine tra i cultori del "gusto" del gelato. E' il gusto "basic" che viene legato di volta in volta con le creme o i gusti frutta. La conosciamo tutti.

Sono pochi ad essere informati che con il termine Vanilla nel lessico internazionale si identifica anche il "gradimento" e la "scelta sessuale", e ciò in tutte e tre le scelte di "genere". Ovvero con Vanilla si identifica la consuetudine delle performance sessuali della coppia (aperta e non).

Sono pochissimi invece a sapere, che negli oltre 25 mesi di stalking e minacce subiti, Vanilla è un nick name indossato da due donne diversissime: la prima poco più che ventenne usata dalla crew di post produzione illegale del file sharing come marionetta delle chat hard; la seconda più vecchia di oltre quarantanni  attualmente sconosciuta è una delle animatrici del sito commerciale SessoChannel  di Selargius (Cagliari) e quella il cui nickname contribuisce alla realizzazione dell'acronimo PVF (un cartello che attira i pedofili di scelta omosessuale, per questo ritenuti "effeminati").

Il caso Murolo non cessa di preoccupare il web e facebook, come è giusto che sia dato che è in corso una vera e propria "apologia" dei reati da lui commessi e sono nati alcuni gruppi a suo sostegno, stante egli si trovi "ristretto" presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Il caso Murolo presenta una peculiarità tutta sua, che io definisco qui con linguaggio figurato e licenza poetica come Vanilla solo per la sua accezione di "consuetudine". Come il gelato, appunto.

Sergio Murolo, partner di Sessochannel e amministratore delle pagine web a questo sito collegate, aveva radunato intorno a se una Vanilla di tipo giudiziario.


Gli organi dello Stato interessati da questa "nuova" Vanilla sono: il Tribunale di Napoli, la Procura Generale di Cagliari, una Questura ed infine, probabilmente solo per conoscenza superficiale, il Ministero di Giustizia in via Arenula a Roma.

Si tratta evidentemente di dipendenti della pubblica amministrazione, informati dello status detentivo agli arresti domiciliari e degli addebiti della magistratura al Murolo, fin dall'estate 2009.

In merito ai sospetti e alle certezze "pubblicate dalla stampa nazionale" sui contenuti  dei gruppi contro Morandi è dimostrabile all'istante che sia stata io stessa ad informare il Ministero di Giustizia in Roma, ma senza ottenere l'esito cercato  di tutelare l'Istituzione.


In tutti i casi, ed essendo dimostrabili per lo status associativo la natura anche giuridica dei rapporti, codeste relazioni del pedofilo sono state intrattenute finanche a lui in danno. Ciò in quanto un nuovo procedimento nei confronti del Murolo, ed una nuova esigenza cautelare nei suoi confronti, sarebbe certamente inserita a "sospensione" della prima pena e non "in coda" alla pena stessa. Misura deterrente questa stabilita dalla Legge per contrastare lo sfruttamento delle braccia dei condannati per commettere altri reati dalle mafie.

Obbligo del cittadino: In tutti i casi in cui ricorrono reati ai danni dello Stato e contro l'Ordine pubblico vige, per Legge, l'obbligo di denuncia anche nei confronti del singolo cittadino, che vi è tenuto ai sensi dell'articolo 364 del codice penale.

In diritto: i reati concernenti i pubblici ufficiali e i membri della pubblica amministrazione della giustizia sono tutti iscritti nel Codice Penale, Libro II - Dei delitti in particolare, Titolo II - Dei delitti contro la pubblica amministrazione. Se non erro, a memoria, dovrebbe trattarsi dei reati descritti dall'articolo 317 c.p. in poi. Si tratta di reati nei confronti dei quali la procedibilità è d'ufficio e prevedono pene dai 4 ai 12 anni di reclusione.

Facebook - l'allarme: informo i miei lettori che sono numerose e tutte gravi o gravissime le minacce in corso ai danni di chi esprime il giusto gradimento per l'operato della Magistratura dei più gradi di giudizio, che ha condotto in carcere il cyberpedofilo Sergio Murolo.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:27:30, in Magistratura, linkato 1459 volte)
Giustizia: parte digitalizzazione
tribunale e procura di Macerata


Roma, 4 nov. - (Adnkronos) - Giustizia piu' snella nelle Marche. Oggi a palazzo Vidoni il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha firmato un protocollo d'intesa con il presidente del Tribunale di Macerata Alessandro Iacoboni, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata Mario Paciaroni, il presidente della Camera Penale di Macerata Paolo Giustozzi e il presidente del Consiglio degli Ordini degli Avvocati di Macerata Piero Paciaroni.

La collaborazione si inserisce nel quadro degli obiettivi del piano e-Gov 2012 per la definizione delle migliori pratiche tecnologiche e organizzative in grado di semplificare le attivita' amministrative ed istituzionali in ambito giudiziario. Questo avverra' attraverso la piena attuazione del Codice dell'Amministrazione Digitale, cosi' da poter garantire l'erogazione di servizi in cooperazione, la semplificazione amministrativa e l'accesso da parte degli utenti ai servizi online. Con la sottoscrizione del Protocollo si attua il programma di interventi per l'innovazione digitale negli uffici del Tribunale, del Gip (giudice delle indagini preliminari) del Gup (giudice dell'udienza preliminare) e della Procura.

Le tecnologie informatiche e di telecomunicazione porteranno a semplificare notevolmente le modalita' di svolgimento dei servizi che il Tribunale e la Procura di Macerata rendono ai propri utenti, oltre naturalmente gli adempimenti burocratici e l'accesso alle informazioni pubbliche. In particolare, l'intesa prevede che siano digitalizzati tutti i fascicoli (indagini preliminari, Gip, Gup e dibattimento), comprese le eventuali copie destinate agli aventi diritto. Per semplificare le procedure, razionalizzando cosi' tempi e costi, e' previsto infine che tutte le comunicazioni in uscita nonche' le notifiche agli avvocati difensori, siano effettuate attraverso l'uso della Posta.


Giustizia/ Processo telematico anche in Toscana


Venerdi, 5 Novembre 2010 - 18:28

Una Lettera d'Intenti per larealizzazione del Processo Civile Telematico e' stata siglatada Stefano Aprile, Direttore dei Sistemi InformativiAutomatizzati del Ministero della Giustizia con la RegioneToscana. La lettera fa seguito ad un Protocollo d'Intesa del 21febbraio 2008 al quale ha partecipato anche DIGIT-PA (gia'CNIPA). "Siamo veramente grati alla Regione Toscana - ha dettoAprile -e' il primo esempio di collaborazione di alto livellotra amministrazione locale e amministrazione centrale per losviluppo e la diffusione del Processo Civile Telematico,progetto ministeriale che persegue l'obiettivo di semplificarele procedure, riducendone i tempi, accrescendo lacompetitivita' del territorio e la soddisfazione delcittadino, che riceve un servizio piu' efficiente equalificato."
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Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:29:57, in Magistratura, linkato 1391 volte)
Da Palermo a Reggio troppi vuoti da coprire

05 novembre 2010

Sono ancora 245 le caselle da coprire nelle procure. Per quasi 220mila procedimenti senza un titolare effettivo, non solo formale. Con uffici anche grandi come Palermo e Reggio Calabria dove il tasso di scopertura tocca ormai quasi il 25 per cento. E altri, più piccoli, dove i posti vacanti sono ancora di più: da Caltagirone, a Sciacca, a Locri. Ma le assenze sono su tutto il territorio nazionale. In Lombardia, per esempio, soffrono Busto Arsizio, Lodi, Sondrio. Questo dicono gli ultimissimi dati del Consiglio superiore della magistratura aggiornati a ieri. Dati che rilanciano la polemica sull'inefficacia degli strumenti messi in campo sinora.

Il ministero della Giustizia infatti, lo ha ricordato il ministro Alfano poche settimane fa, ritiene di avere fatto di tutto. Prima mettendo in campo un pacchetto d'incentivi sia economici sia di carriera. Poi varando una disciplina d'urgenza che prevedeva anche la possibilità dei trasferimenti d'ufficio e una temporanea apertura alla destinazione in procura degli uditori (ma solo quelli del concorso datato 2009).

Tutte misure che, almeno per ora, non sembrano essere state decisive. Tant'è vero che i vuoti non sono ancora stati definitivamente colmati. Anzi, per certi versi potrebbero aumentare per effetto del futuro pensionamento di un numero considerevole di magistrati, stimati in circa 350, per effetto delle nuove misure sul Tfr. Il Csm non ha ancora scelto di procedere con i trasferimenti d'ufficio, ricevendo per questo le critiche severe dell'avvocatura soprattutto delle Camere penali. Colpa dell'errata scala di priorità che i legali imputano al Csm: si doveva procedere prima con i trasferimenti e solo dopo, così precisava la legge, all'utilizzo degli uditori.

Si è invece preferita una strada diversa. Gli uditori sono stati già assegnati (per esempio, a Marsala ne sono attesi 2, ma solo tra mesi, ad aprile) ma i vuoti sono rimasti. A questo punto, malgrado un Michele Vietti abbastanza riluttante, la strada dei passaggi d'imperio si potrebbe anche rilevare l'unica ancora percorribile.(G.Ne.)

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-11-05/palermo-reggio-troppi-vuoti-063831.shtml?uuid=AYTwQ7gC


Tolmezzo: Tribunale nel caos


A Tolmezzo l’Ordine degli avvocati denuncia le difficoltà in cui versano alcuni uffici a causa di una cronica carenza di personale.
L’ordine degli avvocati ha segnalato all’Amministrazione Comunale la grave situazione nella quale si trovano gli Uffici Giudiziari nel Tribunale di Tolmezzo, ormai incapaci di rispondere alle esigenze del territorio a causa di una cronica carenza di personale che interessa la cancelleria e l’ufficio preposto alle notificazioni, attualmente composto da un unico Ufficiale Giudiziario.
La Giunta Comunale, che ha discusso l’argomento nella seduta del 2 novembre, ritiene che tale situazione comporti gravi disservizi per tutti i cittadini, mettendo a repentaglio il funzionamento della giustizia. Sottolinea inoltre i notevoli sforzi economici e politici sostenuti finora dal Comune a difesa del Tribunale, fra i quali ricorda il più recente, che ha permesso la regolare prosecuzione delle attività nonostante i lavori di adeguamento sull’edificio che lo ospita.
Considerata l’importanza cruciale del Tribunale per Tolmezzo e per la Carnia, l’Amministrazione comunale ha quindi deciso di sostenere lo stato di agitazione proclamato dall’ordine degli Avvocati al fine di ottenere in tempi brevi la copertura dei posti indispensabili al funzionamento degli uffici del tribunale e dei servizi connessi, invitando i competenti Organi a dare tempestiva risposta ai problemi di carenza di personale del Tribunale di Tolmezzo da tempo segnalati.
La Giunta Comunale ha anche auspicato un intervento da parte della Regione per collaborare alla soluzione dei problemi segnalati e si farà portavoce presso gli organi di amministrazione della giustizia per sollecitarne la risoluzione.

http://www.ilfriuli.it/if/top-news/49219/
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Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:35:06, in Magistratura, linkato 1552 volte)
Ci sarà anche l'avvocato Tomeo al
Convegno Nazionale sui Minori


L'Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia ha organizzato per i prossimi 26 e 27 Novembre presso l'Hilton Garden Inn di Bologna, un evento dal titolo: Di padre in figlio. La paternità tra regole e affetti; la Camera Minorile in CamMiNo nella persona del suo Presidente l'avv. Tiziana Tomeo parteciperà all'incontro in rappresentanza dell'associazione. I due giorni di convegno rappresentano, in uno a quello in programmazione a Milano dall'8 al 10 ovvero la "Conferenza Nazionale della Famiglia", un significativo ed importante momento d'incontro e confronto non solo tra le amministrazioni pubbliche centrali, regionali e locali ma anche tra le associazioni (ed anche qui la Camera Minorile in CamMiNo sarà rappresentata da alcuni presidenti di altre sedi territoriali); l'intento è di tutta evidenza, mantenere alta e viva l'attenzione su problematiche e questioni che risentono inevitabilmente della degenerazione dei tempi, causando la perdita di valori e principi che minano inesorabilmente la "famiglia" ormai "malato terminale". Eppure non v'è altra istituzione da considerare fondamentale alla pari della famiglia, tale assunto richiederebbe per ciò stesso maggiore impegno ed un incremento senza misura di adeguati e ponderati mezzi di sostegno, affinchè le si dia l'opportunità di riappropriarsi del proprio ruolo tornando ad essere quel "focolaio tutelante", rifugio dei suoi componenti e non più l'ignobile luogo dove si consumano le più efferate ed indescrivibili violenze e ciò che è peggio, troppo spesso per mano della persona che un tempo era istituzionalmente la sua "guida" ovvero il marito-il compagno-il padre.

Il Convegno al quale l'avv. Tomeo parteciperà attivamente in rappresentanza della Camera Minorile in CamMiNo territoriale, pone l'accento su una tematica quanto mai attuale e che molti padri aderenti alle associazioni nate a tutela dei loro "diritti negati", non hanno visto di buon grado poiché il convegno sarebbe stato organizzato "da soli magistrati"; essi dunque "non sarebbero stati ritenuti muniti di quelle nozioni sociali e psicologiche" che invece animano costantemente la partecipazione dei padri separandi operando un' inconsapevole dequalificazione della funzione di padre a mero esercente di un "diritto di visita". Ebbene, il grido d'allarme così sollevato sembrerebbe non trovare riscontro nella fattualità. Ad onor del vero se esistono padri che chiedono giustizia e la doverosa partecipazione nella crescita dei propri figli affinchè abbiano un sano sviluppo psicofisico-emozionale, improntando la propria responsabilità al reciproco rispetto anche dell'altro genitore, ex adverso ne esistono troppi "assenti anche se presenti", "malevoli" anche quando sembrano "accarezzare" il proprio figlio e assolutamente incapaci ed inconsapevoli del ruolo di responsabilità. A gestire tale realtà sono chiamati a dare il proprio professionale e competente contributo, non solo i magistrati ma noi stessi avvocati in un rapporto simbiotico con gli operatori del sociale che non possono più rivestire il ruolo di "tuttologi superficiali" ma hanno il dovere di sensibilizzarsi per le nuove esigenze che la vita prospetta; una di queste è sicuramente l'assenza della famiglia o l'esistenza di "troppe famiglie"che azzardando un eufemismo poco felice si qualificano "allargate" ma che nei fatti "riducono"sino ad azzerarli i tradizionali ruoli istituzionali dei suoi membri. Ciò è quanto emergerà dal convegno dell'AIMMF in un'ottica che non può non tenere conto delle implicazioni con il diritto comunitario, prospettando nuovi scenari di coordinamento e diverse realtà e status come quelle dei minori migranti e delle loro famiglie.

Moltissime le autorità invitate a dire la loro su questi temi determinanti tra queste: il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, Maurizio Sacconi-Ministro del Lavoro-della salute e delle politiche sociali -Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato con delega alla famiglia -Elisabetta Casellati-Sottosegretario alla giustizia - Bruno Brattoli, Capo dipartimento per la giustizia minorile-Alessandra Mussolini, Presidente della commissione parlamentare per l'infanzia - Anna Serafini-Presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza -Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia Romagna. Nei due giorni di lavori, le relazioni che si susseguiranno indurranno alla riflessione ed al confronto su tradizionali questioni come la "responsabilità genitoriale"; i "codici della violenza di padre in figlio"; inoltre gli "strumenti di sostegno e d'indirizzo"ai padri per i figli. Significativi gl'interventi programmati, infatti aprirà i lavori il regista Pupi Avati che si soffermerà su una tematica eloquente "I padri nel cinema", così da proporre una descrizione dal sapore amarcordiano di ciò che un tempo rappresentava la figura del "padre", ben lungi da storie di violenza e di maltrattamenti e/o assenze alle quali la cronaca ci ha spietatamente abituati.

(sabato 6 novembre 2010 alle 20.33)
http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=78102
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Di Loredana Morandi (del 08/11/2010 @ 15:44:37, in Magistratura, linkato 1320 volte)
GIUSTIZIA: DA OGGI’ 5 GIORNI DI
SCIOPERO DELLE TOGHE ONORARIE


(AGI) - Roma, 6 nov. - Da OGGI, 8 novembre, i magistrati onorari di tribunale si asterranno dalle udienze civili e penali per cinque giorni. Lo comunica la Federmot (Federazione dei magistrati onorari di tribunale), spiegando in una nota che i coordinatori locali hanno comunicato al consiglio direttivo che “l’adesione allo sciopero raggiungera’ i massimi storici (solo contando i processi penali, rischia di saltare il 98 per cento delle udienze monocratiche, pari all’80 per cento dei processi di primo grado)”.

Questo, sottolinea la Federmot, “e’ il risultato delle deluse aspettative della categoria indotte dalle promesse dell’attuale ministro, che dimostrando seria attenzione alle nostre denunce (riconoscimento della necessita’ di valorizzare la professionalita’ acquisita dai magistrati onorari e adeguamento dell’aspetto retributivo), aveva garantito il varo della riforma della magistratura onoraria da parte del Governo entro l’estate”. Invece, si rileva nella nota, “i giudici onorari continuano a scrivere gratuitamente sentenze su sentenze, ma nelle statistiche nazionali il loro lavoro continua ad essere ignorato, trascurando che sono stati loro a pronunciarle.

Ai giudici e ai pm onorari la fatica improba di raggiungere, coi propri mezzi, le sedi distaccate, lontane decine di chilometri dai tribunali. Sono gli ultimi cottimisti del nuovo millennio, pagati 73 euro netti a udienza. Il resto del lavoro, studio degli atti e redazione delle motivazioni, non viene retribuito. Perseguono i datori di lavoro pubblici e privati che non versano i debiti contributi per i propri dipendenti, ma sono i primi a vedersi negato dallo Stato il diritto alla pensione.

Le ferie estive e le festivita’ per loro sono un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro a paga zero. La malattia un rischio ulteriore di mancata retribuzione”. Inoltre, in scadenza da un anno all’altro, “aspettano che il prossimo dicembre il Governo li proroghi in via d’urgenza (urgenza che ormai dura da dodici anni) - conclude la Federmot - la normativa sulla loro retribuzione e’ stata sempre lacunosa, la corrispondenza tra gli uffici territoriali e il ministero per fare chiarezza, incessante e le risposte del ministero contraddittorie tra loro”. (AGI) Red/Oll
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