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 .. di Anonimo ...... di Admin
 
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Il vero valore di un essere umano è rivelato dalla sua capacità di raggiungere la liberazione da se stesso.

Albert Einstein
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/12/2008 @ 01:10:28, in Indagini, linkato 1150 volte)

Mai, l'avvocato Rognetta e il magistrato Luca Ramacci dando vita all'organizzazione denominata Giuristi Telematici, avrebbero pensato di essere usati per la copertura di sì riprovevoli comportamenti da parte di uno dei loro legali. A Rognetta l'ho detto, NON è da lei, perché il troppo andare alla delinquenza per denaro ha dato vita a comportamenti senza scrupoli se non addirittura criminali.

Io questo legale l'ho visto crescere e, se ho un peccato, è quello di aver per anni rilanciato i comunicati stampa con sopra scritto il suo nome, come si evince senza dubbi cliccando qui. o qui.

Di seguito il report dei collegamenti ad uno dei miei siti, dal quale si evince chiaramente, come l'avvocato usi tutti i mezzi illeciti del web per supportare la sua diffamazione nei miei confronti, insultando me e gli Artisti di Artists Against War, clonando i nostri nomi, pubblicando le nostre foto ed in ultimo pubblicando foto e nomi dei miei familiari. Ultimo, il metodo di far telefonare le clienti dei servizi per il *sesso* deviato, ad organi politici ed istituzioni.

Da questo report si evincono anche 17.690 connessioni di uno stesso IP. Sì, è un tentato hackeraggio ai danni della sottoscritta e dei computer dell'hosting. Così è stato chiuso (solo momentaneamente) il forum Giustizia Quoditiana.NET. Ma riaprirà.


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Di Loredana Morandi (del 18/12/2008 @ 15:36:16, in Indagini, linkato 1331 volte)

E' possibile scaricare, seduta stante alcuni elementi sintetici per giudicare quali siano i rapporti di genere sex-slave tra la donna di Bari, e la società di fatto che vende pornografia online su server Tiscali Spa.

http://www.megaupload.com/?d=VM4R0EE3

I dati identificativi reali della donna, autrice di 22 cloni del nome della Morandi e degli Artisti di Artists Against War Italia, sono questi:

Anneja77 - Duna - Dunadicacca - ItalianPie77 - Nina77
(ha cancellato o modificato il suo facebook, ma il nome si legge bene lo stesso)

Consiglio una immediata denuncia delle molestie subite alla Autorità Giudiziaria.

ATTENZIONE: con il suo operato la donna, fronte un evidente pagamento in servizi per il *sesso*, lavora alla copertura di un reato di peculato ai danni dello Stato Italiano, Università "Federico II" di Napoli.

Domattina, decimo giorno di hunger strike, il comunicato stampa.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 16/12/2008 @ 06:49:18, in Redazionale, linkato 1273 volte)

In questa settima giornata della seconda tornata di sciopero della fame, voglio ancora ripercorrere la storia pubblicata della vicenda Unina, i danni reali dati dall'utilizzo improprio del server universitario per il file sharing di materiali audio video di ogni genere e sorta: (dal film nelle sale al materiale per pedofili).

L'articolo de Il Napoli, con il riquadro in prima pagina ebbe un buon ritorno di stampa e sui telegiornali regionali, purtroppo io da Roma non ne ho potuti vedere, ma amici napoletani mi dicono di aver anche ascoltato la notizia:


Un ritaglio della Prima Pagina




L'Articolo a pagina 21 dell'edizione del 10 settembre 2008



Perché pubblico questi materiali? Intanto perché è la storia della caso di pedopornografia a causa del quale io sono in sofferenza e con me l'intera Rete Artisti contro le guerre, a causa delle clonazioni dei nostri nomi e delle pubblicazioni minacciose di foto, personali o familiari, nomi, indirizzi e telefoni privati per l'affermazione criminosa di una società del porno commerciale.

Neppure la Chiesa Cattolica e le attività parrocchiali del mio quartiere sono state risparmiate!

E' ovvio, che il decreto legislativo 70/2003 non autorizzi nessuna società di Selargius e/o l'avvocato partner in affari ad avvalersi di strumenti di legge, trovandosi molto oltre entrambi alla semplice violazione sulle norme che regolano il commercio elettronico e di già lordi di reati contro la libertà e la dignità personale di almeno 10 persone, di cui 2 sono i minori minacciati, i miei figli, e le molte Associazioni degli Artisti contro le guerre, la rete umanitaria Artists Against War Italia. Le due persone sono ovviamente denunciate, tutte e due, proprio in occasione delle minacce di morte a me rivolte in quanto mandanti effettivi, alla luce degli evidenti squilibri psicologici della popolazione giovanile con la quale sono entrati violentemente in contatto nel corso dell'estate.

Questo è il contenuto dell'articolo di Epolis Il Napoli del 10 settembre, questo il contenuto del mio articolo per Il Borghese del novembre scorso, questo il contenuto delle brevi dell'agenzia Ansa pubblicate a Cagliari il 10 dicembre scorso.

Esattamente questo è quanto io, nel mio ruolo di portavoce nazionale della Rete Artisti, ho riportato al Questore di Cagliari dott. Salvatore Mulas, lamentando inoltre la necessità di osservare quotidianamente reati compiersi ai miei e ai nostri danni, ultime le clonazioni, tutti egualmente riconducibili alla società sarda retta da uno psicologo e all'avvocato partner, i quali esercitando la propria influenza in modo nefasto o acquistano i servigi con i già visti e documentati sconti e abbuoni a carattere commerciale in tema *sesso* o in altro modo a noi sconosciuto, e quindi usano dei giovani in stato di evidente alterazione mentale.

Nonostante la situazione gravosissima a noi tutti i membri della Rete Artisti è impossibile non andare con la mente al pensiero, dello sfruttamento psicologico e alla penosa situazione dei giovani coerciti.

Ma che ci sia lecito assumere un atteggiamento umanitario nei confronti di questi giovani sarà solo l'Autorità Giudiziaria a stabilirlo, evidenziando i veri responsabili dei reati tutti e/o i burattinai che muovono quei i fili.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 15/12/2008 @ 07:26:56, in Indagini, linkato 1127 volte)
Avviso i gentili lettori,

che è ancora attualmente in corso la clonazione del mio nome.

Informo per tanto che io, Loredana Morandi,

NON posseggo Nessuna Email su GMAIL
(Google mail).

Ho appreso la notizia della clonazione di una email con il mio nominativo direttamente dalla fonte di un blog, su piattaforma WordPress, gestito da un ideologo della pedofilia monitorato da me e da altre associazioni, che lavorano a contrasto della pedofilia online (Prometeo Onlus).

Una mia lettera di rispettosissima diffida giungerà al più presto al Circolo dei Giuristi Telematici, per informarli delle attività poste in essere dal loro collega "letteralmente impazzito", le cui azioni sconsiderate possono essere lette da chiunque su uno dei molti blog, gestito sempre dalla adescatrice barese dei cloni cancellati dalla piattaforma WordPress, una trentunenne dipendente della società del porno di Selargius, provincia di Cagliari.

Ribadisco: io, Loredana Morandi, non posseggo alcuna email con Gmail (Google mail).

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 15/12/2008 @ 07:11:14, in Redazionale, linkato 1254 volte)
PEDOPORNOGRAFIA SU INTERNET,
NUOVA DENUNCIA DI LOREDANA MORANDI

(ANSA) - CAGLIARI, 10 DIC - Loredana Morandi, la portavoce nazionale della Rete Artisti contro le guerre, a Cagliari per un incontro col questore Salvatore Mulas e col sindaco di Selargius, Gianfranco Cappai, ha annunciato un nuovo sciopero della fame per le nuove minacce ricevute dopo la sua inchiesta che aveva scoperto l'uso a scopi di commercio pedopornografico del Centro elettronico dell'Universita' Federico II di Napoli, .

Nell'incontro col questore e successivamente col primo cittadino di Selargius, Morandi ha consegnato un dossier su una societa', con sede nella cittadina a pochi chilometri da Cagliari, che si sarebbe specializzata nella clonazione dei Nomi a Dominio di circuiti pubblicitari per il porno e di una tra le piu' grandi community per gli scambi erotici, puntando tutte le proprie risorse sullo sfruttamento delle solitudini e dei disagi psicologici delle fasce dei navigatori piu' giovani.

Morandi, che a ottobre aveva ricevuto per posta elettronica un video con minacce di morte, ha anche messo in evidenza come in Sardegna sia basato il 90% del web italiano. Nonostante questo le forze di polizia sembrano non essere state ancora potenziate per prevenire le attivita' deliquenziali che sfruttano la rete. (ANSA).

* * *

Ringrazio la redazione Ansa di Cagliari e i ragazzi, che ho potuto conoscere di persona andandoli a trovare nei loro uffici.

Per la pubblicazione di questo testo, ringrazio la cortesissima e personale attenzione a me rivolta da un giornalista di stampa parlamentare, che mi ha fatto pervenire la breve di agenzia.

La notizia è pubblicata anche su: La Nuova Sardegna

Update per una riflessione: la proposta di Legge per un reato di apologia della pedofilia, presentata dall'On. Pagano avrà per l'intero pianeta della lotta al child porn in rete esattamente la funzione di impedire, che i siti e i blog che motteggiano alla pedofilia, possano travalicare con la propria voce quella degli operatori. E' per questo, che tutti noi chiediamo. Ed anche per non leggere più il Natale, definito come la giornata dell'orgoglio pedofilo invernale, così definito dal "clone" del nome noto del presidente di una Onlus impegnata contro la pedofilia.


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Di Loredana Morandi (del 14/12/2008 @ 09:15:56, in Redazionale, linkato 1144 volte)
Chiusi i Cloni di WordPress.com


Sono lieta di annunciare ai Lettori di questo sito la chiusura per violazioni dei termini contrattuali dei cloni del mio nome e dei nomi delle Associazioni che presiedo: Associazione Argon, la community Bloggersperlapace.org e pensate: perfino Artists Against War la rete umanitaria degli Artisti italiani.

Devo dire che lo staff di WordPress è stato gentilissimo ed efficace, a loro il mio sentito grazie.

Grazie anche agli Italiani

Si, in questi mesi il loro sostegno professionale, morale e umano è stato prezioso, per me e per la Rete Artisti.

Ringrazio allora gli aggregator per blog e news: Liquida, che ha opposto una ferrea censura alle clonazioni e diffamazioni commerciali di questi mesi e che stimo particolarmente per la sensibilità ai problemi reali della rete; Wikio, che con grande pazienza ha effettuato dozzine di volte la cancellazione dei feed rss avvelenati di provenienza e di pugno della donna barese, in rapporti con la società commerciale del *sesso*.

Come dimenticare la prima cancellazione, data alla donna barese dalla piattaforma Il Cannocchiale? Quel blog, originariamente nato come clone, del clone del Dott. Massimiliano Frassi (MaxiFaggio), presidente della Prometeo Onlus, ha preso il nome che purtroppo oggi pubblica in foto e minacciosa diffamazione me, i miei figli, mia madre e molti tra gli Artisti della Rete Umanitaria Artists Against War Italia, ivi compresi illustrissimi e conosciuti magistrati.

E in ultimo un ringraziamento alla piattaforma Flickr, il cui staff internazionale ha cancellato più e più volte archivi, contenenti materiale copyright usato per diffamarci e/o foto mie e dei miei familiari.

Di seguito una bella foto della avvenuta cancellazione, con tutti i miei siti aperti e la pagina del clone:



Giuristi Telematici e Falsi Positivi

Tutti nel web mi conoscono come donna di cuore e di attenzione ai più bisognosi, o ai meritevoli. Così, tanti anni fa, con nel mio umilissimo ruolo di ufficio stampa di taglio politico parlamentare, io rilanciavo alla stampa nazionale le news sui primissimi convegni del Circolo Giuristi, fondato da Giorgio Rognetta, per mera simpatia e stima. Scrivevo allora con lo Studio Celentano e per i Giuristi Democratici, e facevo la stessa cosa per i convegni del Dott. Daniele Minotti. Erano i primi girotondi ...

Non me ne vorranno allora, quando alcuni tra di loro riceveranno una specifica diffida all'utilizzo dei "FALSI POSITIVI", creati dalla cancellazione dei cloni del mio nome e dei nomi delle associazioni, che io rappresento.

Si tratterà di una semplice lettera, con su una lista uso spesa dei reati di cui sono stata oggetto e che sono ancora attualmente in corso, che vanno dalla pubblicazione delle mie foto e delle foto di mio figlio Alessandro, con dettaglio dell'utilizzo dato alle foto, fino alla clonazione del nome proprio e dei nomi registrati delle Associazioni.

In questo modo, colui che attualmente delinque senza freno avrà una baby sitter giuridica, ed io un ulteriore documento con il quale supportare l'Ordine degli Avvocati nel suo lavoro (la mia prima lettera all'Ordine di appartenenza risale alla fine di agosto 2008 e fonda uno dei fascicoli originali del caso).

Il patto principale tra i Tribunali dello Stato e la pubblica difesa, costituita dagli ordini professionali della Avvocatura, consiste nel "rispetto della legge" da parte dell'avvocato.

Egualmente, la Società dei cittadini deve essere civile, per potersi definire "
società". Ed io sono stufa di subire per settimane attacchi ddos e/o i tentati furti password sulla mia resistentissima board Invision Power, come quello effettuato durante la giornata del 10 dicembre dalla accolita sarda società per delinquere, proprio durante la mia assenza per l'incontro con il Questore Salvatore Mulas, avendo me impossibilitata per sole 24 ore a scrivere dal mio address abituale romano.

Ed ha provato ancora contro questo sito dedicato alla storia sindacale della Magistratura, ma non è riuscito perché l'evidenza del comportamento criminoso è divenuta lampante, per chiunque sia dotato di una morale.

La guerra continua ...



La guerra non è finita, ora ci sono Blogger.com e Rizon.net, dove la mia utenza IP è utilizzata per la creazione di un IperLink tra la piattaforma Rizon e Azzurra.org. Ed è così. Oppure non apparirebbero nei report del mio stato di connessione i comandi dati dall'albanese dell'internet point di Brescia.

Lo screen sopra vuol dire anche, che per creare l'Iperlink tra le due reti IRC con l'utilizzo della banda della mia utenza, mi è stato clonato il nickname Lunadicarta. A far data, per quanto riguarda me: giorno 12 dicembre 2008 ore 17:24... A questo infatti serviva la collezione dell'intero range dei miei IP ...

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 14/12/2008 @ 01:51:32, in Redazionale, linkato 1432 volte)
In questo mio quinto giorno di sciopero della fame, della seconda tornata di sciopero della fame in 3 mesi, voglio ripercorrere quanto già fatto per dare alcune importanti spiegazioni e chiavi di lettura ai non addetti ai lavori.

Il caso server Unina

L'eccezionale violenza persecutoria, i ban per IP e una animata conversazione con la registrante del dominio Azzurra.org al suon di "devi cancellare tutto" a me rivolto, nell'agosto scorso mi obbligarono a rivolgermi la "domanda sciocca", ma in voga da sempre: "Perché?"



Perché, si trattò di una ben strana conversazione, conclusasi con il mio ban operato dalla sconosciuta Admin attraverso il server cui ero connessa: irc.unina.azzurra.org. Perché mai, mi domandai allora, avrebbe dovuto avercela con me l'Università Federico II di Napoli? In fondo, io stavo allora denunciando i comportamenti illeciti di una società commerciale in aperta violazione delle norme nazionali ed internazionali del commercio elettronico. Il Decreto Legislativo 70/2003, infatti, Non ha obiettivo di fornire ad alcuno la "licenza" di uccidere, rubare, diffamare, clonare nomi e pubblicare foto o foto dei figli ai danni di nessun cittadino comunitario.

I dati sensibili del caso Unina

Sono i dati della connessione abusiva del server Unina alla Rete Azzurra.org, un "Link" mai autorizzato dal Centro Ateneo per i Servizi Informativi, come ci informò il Prof. Marrucci, presidente CSI, con una lettera al quotidiano nazionale E Polis.

Scarica qui la tua copia di E Polis Il Napoli del 10 settembre 2008:
http://www.megaupload.com/?d=7KGENHPD

Leggiamo allora questa immagine, che io trovai sul sito web del clone del Presidente della Associazione Prometeo Onlus il 2 settembre u.s. e che verificai personalmente su Nesplit.de, motore di ricerca per server IRC. (tutto salvato e tutto è stato dato).




Il testo contiene elementi tecnici a me sconosciuti, ma altri cui si arriva per logica deduzione.
Questi, immediatamente verificabili:


Linkname: unina.azzurra.org
Hostname: irc.eu.azzurra.org (Azzurra)
IP Address: 143.225.229.159
Last connected: 2008-09-01 20:01 (UTC)

LINKNAME - HOSTNAME: I nomi potrebbero trarci in inganno, sono infatti una sorta di domini di terzo livello, simili in tutto ai domini di terzo livello prodotti da una piattaforma per blog come WordPress.com, per esempio. Nella realtà quello che può sembrare un comune dominio di terzo livello, così costituito: NOMEproprio.NOMEdominio.EstensioneDominio sono il "LINK" effettivo alla Rete IRC generato dal settaggio principale al momento della connessione di un server alla Rete. E' il Nome Link, il Link Name dato al server. Nello stesso modo l'HostName indica i Dominio di Host, ovvero il dominio cui il server Unina è stato collegato negli ultimi 4 anni: Azzurra.org, il computer principale che genera la rete Irc.

IP ADDRESS 143.225.229.159: con la sola identificazione dei nomi e la loro collocazione in Rete, cioè con l'individuazione del server e del generatore di rete, un non tecnico può ancora non aver ben compreso.
Vi invito pertanto a verificare con i voi stessi occhi, copia incollando il numero 143.225.229.159 nello spazio predisposto di questo sito web: http://cqcounter.com/whois/ ed a cliccare sul tastino rosso con su scritto "whois".

Vi appariranno quindi i dati del legale possessore dell'IP Address: Università Federico II di Napoli:




LAST CONNECTED 2008-09-01 20:01 (UTC) E' la data dell'ultima connessione, il giorno 1 settembre 2008 alle ore 20:01, ora italiana. Ma è scritta all'americana, con l'anno in alto, mese e giorno.

Il degrado delle Università statali

Ora, questi dati hanno una valenza pubblica molto al di sopra della campagna universitaria contro la legge Gelmini, perché rappresentano bene quale sia lo stato di degrado delle Università italiane.
Una condizione che nella capitale partenopea assume i toni di un reato compiuto ai danni dello Stato Italiano, ovvero ai danni dell'intera popolazione studentesca e delle loro famiglie, che spendono migliaia di euro in tasse governative per gli studi dei figli.
Gli studenti napoletani sono stati di fatto derubati, in questi anni, di beni e servizi a loro dedicati per l'arricchimento di pochi. Gli studenti napoletani e i loro diritti sono stati rispettati negli ultimi 4 anni, alla stregua di quelli dei ragazzi della facoltà di Farmacia a Catania, che si dichiarano avvelenati dall'incuria.

A Napoli Università non si muore, fortunatamente. Ma il corso di studi dei ragazzi napoletani è stato avvelenato con l'interesse proprio e senza scrupoli al profitto e con il commercio elettronico di *sesso*, proveniente anche dalla lontana Selargius, in provincia di Cagliari. La prima linea dei clienti commerciali per servizi web realizzati con l'utilizzo in abuso del server universitario napoletano.

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 11/12/2008 @ 16:45:14, in Redazionale, linkato 1165 volte)
Cari Lettori,

questo è il mio secondo giorno di sciopero della fame. Si tratta della seconda tornata di Hunger Strike in soli 3 mesi. Sto bene, ma il viaggio mi ha estremamente stancata, ed al mio ritorno ho trovato alcune cose da sistemare e molto da scrivere.

Un commento, dato con il cuore, di ritorno dalla Sardegna...

Ho incontrato il Sindaco Gianfranco Cappai, mi è sembrato veramente una distinta persona ed in futuro probabilmente collaboreremo per la realizzazioni di eventi spettacolo umanitari, anche in tema della lotta contro la pedofilia e contro le solitudini.

Mi dichiaro estremamente soddisfatta del mio incontro con il Questore Salvatore Mulas, nei confronti del quale nutro una sincera ammirazione. Il Questore ha ben compreso le ragioni, anche di riflesso internazionale sull'Italia, che mi hanno indotta a sottoporre alla sua autorità il mio caso.

Dalle pagine delle Agenzie giornalistiche locali ho voluto lanciare un appello: Cagliari, e più in generale la Sardegna, detengono la responsabilità gestionali di gran parte del web italiano. La polizia postale, che pure è governata da veri professionisti, ha diritto e necessità di essere potenziata e di ottenere maggiori fondi e personale addetto.

Altresì, non si anniderebbero nella provincia di Cagliari casi come quello da me segnalato.

Spero domani di poter avere copia degli articoli e delle agenzie pubblicate. Io le ho già lette, ma non ne posseggo una copia elettronica da mostrarvi.

Sia all'andata, che al ritorno, ho viaggiato con Meridiana e, nonostante il tempo al ritorno non sia stato dei migliori, ho avuto due splendidi atterraggi morbidi e senza scosse. In queste giornate anche la compagnia aerea Meridiana, come prima Alitalia, è in agitazione per i contratti di lavoro. Auguro loro il mio più caldo in bocca al lupo.

Il forum di Giustizia Quotidiana ha subito dei danni in mia assenza, ci stiamo lavorando ed ho deciso che cambieremo hosting perché l'attuale, purtroppo, non è sicuro ed è eccezionalmente affetto da spammers e noi tutti costretti a cancellare dozzine e dozzine di email dalle nostre caselle elettroniche.

Prestissimo saremo nuovamente online.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 11/12/2008 @ 14:47:19, in Politica, linkato 1109 volte)
De Magistris. Zanda: Su archivio Genchi Governo riferisca presto in Parlamento

Dichiarazione del vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda. "L'esistenza di un archivio che avrebbe schedato dati sensibili di centinaia di migliaia di cittadini italiani è una notizia allarmante e inquietante tanto da augurarsi che non sia vera". Così il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda commenta la notizia dell'esistenza dell'archivio di Gioacchino Genchi.
"In un Paese democratico come è il nostro questa vicenda non va sottovalutata. È necessario condurre le indagini opportune e, nella massima trasparenza, capire perché quell'archivio è stato creato e quale eventuale utilizzo ne sia stato fatto o se ne intendeva fare".
"Il governo - conclude Zanda - ha il dovere di accertare i fatti e riferire in tempi brevissimi in Parlamento".


RIFORME. ZANDA A SCHIFANI: GRAVISSIME AFFERMAZIONI BERLUSCONI, CHIAREZZA SU INTENZIONI MAGGIORANZA
 
"Il gruppo del Partito democratico affida al Presidente Schifani una richiesta da fare al presidente del Consiglio. Vogliamo sapere se sulle grandi questioni Berlusconi vuole andare avanti da solo o crede che sia necessario un rapporto serio e democratico con l'opposizione". Lo dice nel corso del suo intervento in Senato il vicepresidente del gruppo del Pd di Palazzo Madama Luigi Zanda sollecitando così la risposta del Presidente del Senato.
"Nelle ultime settimane abbiamo ascoltato il Presidente del Consiglio rivolgersi all'opposizione con aggettivi volgari che non voglio ricordare per non umiliare l'Aula del Senato. Ieri Berlusconi - aggiunge Zanda - ha fatto affermazioni politicamente molto gravi. Ha detto che lui non siederà mai ad un tavolo con 'codesti individui'. Ha chiamato l'opposizione 'codesti individui'. Berlusconi ha anche sostenuto che la Costituzione può cambiarla da solo".
"In un momento così delicato in cui sono sul tappeto temi della portata del Federalismo Fiscale e della riforma della Giustizia, il Pd vuole sapere se la maggioranza e se il Presidente del Consiglio intendono procedere tenendo conto dell'opposizione o contro l'opposizione. La risposta a questa domanda deve essere chiara. Voglio sapere se la linea annunciata ieri dal Premier è confermata o no".
"Il ministro Bossi ha poco fa fatto una dichiarazione che trasuda saggezza politica. Ha ricordato a Berlusconi che le questioni personali non devono diventare politiche. Quello di Bossi è un argomento molto serio. Da più Legislature tutti insistiamo sul fatto che le grandi riforme che servono al Paese si devono fare con un largo consenso parlamentare. Arrivare a dire, come ha fatto ieri Berlusconi, che persino la Costituzione può essere cambiata a colpi di maggioranza è gravissimo. Se questa affermazione non verrà corretta, non sarà possibile in futuro nessuna forma di collaborazione parlamentare".


Giustizia. Pd Ferranti, Alfano faccia chiarezza sull’archivio Genchi

“Il ministro Alfano faccia immediatamente chiarezza sulla esistenza del cosiddetto archivio Genchi”. Lo chiedono in una interpellanza urgente i deputati Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione Giustizia, Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra e Erminio Quartiani, segretario d’Aula del gruppo democratico alla Camera.
“Vogliamo sapere – si legge nell’interrogazione - se l’archivio in questione sia stato creato nell’ambito di procedimenti penali e con quali modalità, finalità e per il perseguimento di quali reati sia stata creata questa banca dati. Non è chiaro neanche nell’ambito di quale normativa sia stata possibile una iniziative del genere. Se confermata, la notizia è allarmante e preoccupante perché sarebbero 578mila le utenze telefoniche e gli indirizzi schedati, tra i quali alcuni particolarmente sensibili come quelli di parlamentari e dei vertici dei Servizi segreti. In tutto sarebbero 392mila le persone sotto controllo”. Roma, 11 dicembre 2008


Giustizia, Ferranti (Pd): urgenza riforme non può essere legata ad umore premier

"E' veramente strano e dovrebbe far pensare tutti i cittadini che nel nostro paese l'urgenza della riforma della giustizia è correlata all'emotività e all'umore del premier". Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, che aggiunge: "lascia veramente perplessi che una riforma tanto declamata in campagna elettorale, annunciata dai primi giorni della legislatura e ieri addirittura 'minacciata' oggi diventa improvvisamente di secondo rilievo e da rinviare a dopo le feste di Natale. Che cosa è cambiato tra ieri ed oggi - si  chiede la deputata democratica - non mi sembra  - prosegue - di aver assistito ad una  riduzione dei tempi dei processi, ad un potenziamento delle risorse economiche e degli investimenti sulla qualificazione del personale e sull'organizzazione della giustizia".
"C'è da riflettere veramente - sottolinea - sul fatto che questo governo colga ogni pretesto per attaccare la magistratura ed esasperare i conflitti tra i poteri dello stato e poi distolga improvvisamente lo sguardo dai problemi reali del sistema giustizia quando l'onda mediatica si è attenuata. Chi ricopre cariche di alto vertice - conclude - dovrebbe avere l'equilibrio e il distacco per intervenire con obiettività per risolvere i problemi veri del paese". Roma, 11 dicembre 2008
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Di Loredana Morandi (del 11/12/2008 @ 08:36:18, in Magistratura, linkato 1513 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



L’ANM SULLE VICENDE SALERNO-CATANZARO


La vicenda che ha coinvolto gli uffici giudiziari di Salerno e di Catanzaro ha creato sconcerto e preoccupazione nell’opinione pubblica.

Il tempestivo intervento prima del Capo dello Stato e, subito dopo, della I Commissione del Consiglio con la immediata convocazione dei vertici degli uffici giudiziari coinvolti, cui è seguita l’apertura di una pratica di trasferimento di ufficio per entrambi, hanno rappresentato una prima doverosa risposta ad una situazione di eccezionale gravità, che non ha precedenti nella storia giudiziaria del paese.

Spetterà ora al CSM ricostruire compiutamente i fatti e adottare le conseguenti determinazioni, così come spetterà ai titolari dell’azione disciplinare valutare la eventuale sussistenza di condotte di singoli meritevoli di sanzione.

Riteniamo, però, che in una fase così delicata per la magistratura italiana, si imponga da parte nostra un meditato approfondimento ed un dovere di chiarezza di posizione. Al di là delle eventuali responsabilità di singoli, infatti, non si può non vedere come in questa vicenda sia stata gravemente messa in discussione la credibilità dell’istituzione giudiziaria nel suo complesso.

E non è un caso, infatti, che coloro che da tempo auspicano interventi di riforma della Costituzione diretti a ridurre l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario cerchino di approfittare del legittimo sconcerto dell’opinione pubblica per rilanciare una proposta di accordo per riforme della giustizia dirette ad aumentare il controllo della politica sulla magistratura.

Ed è per questo che riteniamo di dover dire, senza reticenze o tatticismi, all’opinione pubblica e ai colleghi quali siano le nostre valutazioni su questa vicenda.

In questa occasione la gravità e l’eccezionalità della situazione non consentono, infatti, di sottrarsi al giudizio e di rifugiarsi in un doveroso riserbo in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Si è verificato un cortocircuito istituzionale e giudiziario che richiede risposte istituzionali da adottare con rapidità nelle sedi competenti, ma che chiama in causa anche il ruolo di rappresentanza culturale e politica della magistratura che compete all’Associazione Nazionale Magistrati.

L’intervenuta revoca dei due provvedimenti di sequestro offre ulteriore conforto alla valutazione negativa per quanto accaduto, perché il metodo seguito da ultimo ben poteva essere adottato prima, evitando questa drammatizzazione ed i suoi deleteri effetti.

Noi riteniamo che la credibilità della funzione giudiziaria e la sua legittimazione democratica si fondino esclusivamente sull’applicazione di regole secondo criteri di ragione. L’autonomia e l’indipendenza di un corpo di magistrati professionali e di carriera trova, infatti, la sua sola giustificazione nella riferibilità delle decisioni giudiziarie ad una regola interpretata ed applicata sulla base di criteri razionali. Criteri che possono essere opinabili, ma devono sempre apparire comprensibili.

Ecco: quello che sconcerta in questa vicenda, che sconcerta noi come magistrati e come cittadini e che crediamo sconcerti l’opinione pubblica è lo smarrimento completo e assoluto di ogni regola e di ogni ragione, di talché l’esercizio del potere giudiziario si presenta all’esterno come arbitrario, sganciato da regole, incomprensibile.

Non è nostra intenzione esprimere valutazioni sul merito del provvedimento di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura di Salerno, sulle finalità o sulle modalità esecutive adottate.

Ciò che interessa in questa sede è il profilo della professionalità dei magistrati che emerge dalla vicenda.

Riteniamo di dover ricordare che il dovere di motivazione dei provvedimenti giudiziari consiste nella chiara e analitica descrizione delle ragioni di fatto e di diritto sulle quali il provvedimento si fonda. E che la riproduzione integrale di atti di indagine, affastellati tra loro e non inquadrati all’interno di un percorso argomentativo logico-razionale, da un lato, non aiuta a comprendere le ragioni di fatto e di diritto su cui il provvedimento si fonda e, dall’altro, determina una impropria diffusione del materiale investigativo. Tale materiale, peraltro, proprio perchè non filtrato da un ragionamento di ricostruzione di fatti, si presta ad uso distorto da parte dei mezzi di informazione, i quali, per l’autorevolezza della fonte da cui l’atto promana, amplificano la confusione tra fatti accertati e mere ipotesi o allusioni. Né può sottacersi il fatto che tra il materiale riprodotto nel provvedimento vengono riportati fatti attinenti alla vita privata di persone estranee all’indagine e privi di alcuna rilevanza investigativa, così come vengono riportati sospetti, insinuazioni e accuse rivolte dal denunciante a persone estranee all’indagine e nei confronti delle quali non è stata elevato alcun addebito, e che pertanto non hanno alcuna possibilità di difendersi.

Si tratta di conseguenze dannose, estranee alle finalità proprie dell’atto e che sarebbe stato agevole evitare.

L’ANM reputa legittimo domandarsi quale sia la finalità di un tale metodo di elaborazione dei provvedimenti giudiziari ed interrogarsi se, al di là delle intenzioni, la stessa non appaia estranea alle ragioni ed alle regole del processo penale.

In ogni caso, l’ANM ritiene di poter dire che non condivide questo metodo, in quanto lo giudica in contrasto con il dovere del magistrato di argomentare secondo criteri logico-razionali.

All’iniziativa giudiziaria della Procura di Salerno la Procura Generale di Catanzaro ha reagito aprendo un procedimento penale a carico degli inquirenti di Salerno per i reati di abuso di ufficio e interruzione di pubblico servizio e ha disposto il sequestro degli stessi procedimenti già acquisiti da Salerno. Al di là di ogni giudizio sul merito e sulla fondatezza della iniziativa non può sfuggire la grave e palese violazione dell’obbligo di astensione che grava sul magistrato che sia sottoposto ad indagini in procedimento collegato. I magistrati di Catanzaro, infatti, hanno aperto un procedimento a carico dei pubblici ministeri di Salerno che procedevano nei loro confronti e ne hanno assunto la titolarità.

Infine, il sequestro di atti del procedimento già sequestrati dall’autorità giudiziaria “contrapposta”, con il grottesco finale dei due carabinieri a guardia del medesimo fascicolo ha portato al culmine parossistico la vicenda.

Anche in questo caso, è evidente, si sono smarrite regole e ragione. Un magistrato non deve mai allontanarsi dalla regola e dalla ragione: solo questi sono i fari e i punti di riferimento della sua azione.

Tutta la vicenda, però, deve essere letta nel più ampio contesto calabrese. Una terra difficile che è, per molti versi, simbolo dei mali del nostro paese e che non deve essere abbandonata.

Dobbiamo riconoscere il fatto che per troppi anni si è accettato che alcuni uffici giudiziari fossero gestiti da persone inadeguate, che non hanno esercitato i propri compiti con trasparenza ed impegno responsabile e a volte sono apparse legate a poteri locali; il che ha contribuito a quella crisi della legalità che, purtroppo, è il connotato più preoccupante di quella regione.

Dobbiamo dire con forza che noi non ci riconosciamo in “quella” magistratura.

Allo stesso tempo siamo consapevoli del fatto che l’ansia di legalità e di giustizia che viene da quella terra può solo essere alimentata dentro un circuito di legalità e rispetto delle regole. Che ogni illusione di “rompere il cerchio” attraverso scorciatoie è destinata ad infrangersi e finisce per favorire lo status quo. Noi siamo dalla parte di quei tanti magistrati che lavorano con rigore, giorno dopo giorno, nel pieno rispetto delle regole, pur nella consapevolezza della difficoltà dello sforzo, senza mai deflettere dalla cultura del limite della funzione.

Possiamo cambiare solo se siamo capaci di rinnovarci al nostro interno: è dovere e responsabilità dell’ANM e degli organi di autogoverno assicurare ai cittadini una magistratura capace, motivata e professionalmente adeguata.

La Giunta Esecutiva Centrale
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