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 .. riflessi in una viola del pensiero ..... di Lunadicarta
 
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Vi è una sola cosa peggiore dell'ingiustizia: la giustizia senza la spada in mano. Quando il diritto non è la forza è male.

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Giornata Europea per la Giustizia Civile

- assemblea pubblica -


Il tema della giustizia è di estrema attualità sia in quanto oggetto di importante riforme legislative che per le notizie spesso pubblicate in merito alla lungaggine dei processi in Italia.

Eppure non è stato dato risalto all’importanza della ricorrenza il 25 ottobre 2010 della “Giornata Europea per la Giustizia Civile”, istituita nel 2003 dalla Commissione Europea e dal Consiglio d’Europa per avvicinare i cittadini europei al tema della giustizia civile.

Nell’ambito delle manifestazioni che si terranno in tale occasione in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, finalizzate a informare e sensibilizzare i cittadini sul funzionamento dei sistemi giudiziari e sulla tutela dei diritti nelle controversie private, la Camera Civile di Bergamo ha convocato lunedì 25 ottobre 2010 alle ore 15, presso la Sala Galmozzi del Comune di Bergamo in via Tasso 4, un’assemblea pubblica, aperta ai cittadini, agli avvocati, ai magistrati, agli operatori della giustizia ed agli studenti ove verranno illustrati alcuni aspetti della giustizia civile presso il foro di Bergamo.

Durante l’evento verrà altresì presentato il concorso istituito dall’Unione Nazionale delle Camere Civili, con il patrocinio del MIUR – Ministero dell’Istruzione, rivolto agli studenti di tutte le scuole superiori.

Per la Camera Civile di Bergamo

il Presidente

Avv. Rachele Valsasina

Bergamo, 25 ottobre 2010 – sala Galmozzi via Torquato Tasso 4

Interverranno

dr. Ezio Siniscalchi – Presidente del Tribunale di Bergamo
dr. Vincenzo Fiorentino – Coordinatore dell’Ufficio del Giudice di Pace di Bergamo
Avv. Ermanno Baldassarre – Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo
Avv. Gianfranco Ceci – Vice-sindaco del Comune di Bergamo

Presentazione e introduzione dei relatori: avv. Rachele Valsasina, Presidente della Camera Civile di Bergamo

Il diritto di famiglia e in particolare i procedimenti di separazione e divorzio – avv. Maria Elisabetta Hoenig Pellegrini
La tutela del cittadino in materia di diritto immobiliare – avv. Giulia Pappalepore
Le opposizioni a sanzioni amministrative – avv. Alessandro Pedone
Il patrocinio a spese dello Stato – avv. Mara Mazzara
Media-conciliazione – dr.ssa Vincenza Gizzo

Scarica il programma in formato PDF

http://www.cameracivilebergamo.it/?p=566

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Di Loredana Morandi (del 24/10/2010 @ 10:43:11, in Politica, linkato 1511 volte)

Ed ecco cosa ha fatto arrabbiare il procuratore facente funzioni di Imperia nei confronti della stampa: l'indagine su Scajola. Avevo detto bene: la procura era in stato di stalking (pazzesco? no, non lo è. perché lo scoop, il più delle volte "comprato" ora è addirittura preteso), ma il caso è già giunto a Roma. L.M.

Scajola, la piazza contro i giudici
"C'è chi distrugge a comando"

Con l'ex ministro a Imperia sfila anche Biasotti. In duecento manifestano a suo favore dopo l'avviso di garanzia 

di WANDA VALLI

Torna sulla scena pubblica, a Imperia, la sua città, l'ex ministro Claudio Scajola, che si è dimesso per la storia della casa con vista Colosseo. Lo fa ieri, in una manifestazione in suo sostegno, organizzata dal Pdl di Imperia, per la vicenda del porto di Imperia. Dopo mesi di silenzio, Scajola ieri, decide di non porgere, come un buon cattolico, l'altra guancia. La molla è l'avviso di garanzia della Procura di Imperia, per "associazione a delinquere finalizzata a illeciti guadagni" insieme con Francesco Caltagirone Bellavista, per l'affaire del nuovo porto, di chi doveva costruirlo e, soprattutto, con quali regole.

Secondo Scajola è arrivato il momento di farsi sentire. Di spiegare la sua verità, non ai magistrati, ma in pubblico. Un pubblico amico, certo, fatto di amministratori locali e no, di deputati, un pubblico che ha deciso di aderire all'invito del Pdl della sua città per sostenerlo e difenderlo, proprio di fronte al porto nuovo, a calata Anselmi, a un passo dal manufatto della Acqua Mare, costola operativa dell'Acqua Marcia, la holding di Bellavista Caltagirone. Un gesto d'attacco, quasi una provocazione, ma quella manifestazione, ufficialmente, non l'ha organizzata lui. In quasi un'ora di discorso, l'ex ministro si difende a tutto campo.

L'Articolo prosegue su La Repubblica



Parla di "clima brutto e quando è così si aprono tutti i verminai", si rivolge a chi indaga: "Guardate, valutate e risolvete al più presto". Dice: "Ho ancora abbastanza fiducia nelle istituzioni, ho ancora abbastanza fiducia nella magistratura", e, se quel passaggio sulle istituzioni fa pensare agli attacchi dei finiani, resta il dubbio che Scajola si riferisca anche alle voci di un fuoco amico che continuano a girare. Dicono, le voci, che il nuovo siluro potrebbe essere partito dall'interno del suo stesso partito, proprio adesso che sembrava che lui dovesse tornare a occuparsi dell'organizzazione nazionale del Pdl. Replica con un "no, comment", i dubbi restano tutti.

Tanto più che più tardi aggiunge: "Viviamo tempi difficili, un periodo oscuro con gente che lavora per distruggere a comando". Chi è questa gente? No comment, ancora. Scajola ribadisce che lui mantiene "la calma e il rispetto verso istituzioni e magistratura". Al suo fianco c'è tutta la famiglia, la moglie Maria Teresa Verda, la figlia, il nipote Marco. Intorno la gente. Duecento persone, dove spiccano Sandro Biasotti, ex nemico ora tra i più leali nel difenderlo, il coordinatore ligure Michele Scandroglio, deputato come il coordinatore di Genova, Roberto Cassinelli, ci sono consiglieri regionali, Alessio Saso, lo stesso Marco Scajola, sindaci, a partire dal giovane Strescino che guida Imperia. Manca, quasi del tutto, la pattuglia di ex An, per non parlare della Lega, alleata di governo e assente in toto, c'è un pullman arrivato da Savona, presente con il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza.

La sensazione, al di là dei discorsi che parlano di fiducia, di incoraggiamento, di voglia di lottare, è che anche a Imperia, la Vandea della Liguria, la roccaforte di Scajola, rimbalzino i malesseri di un partito squassato. C'è anche chi, come Christian Abbondanza, della Casa della Legalità, arriva a distribuire volantini che attaccano "la lievitazione dei costi del porto di Imperia da 29 milioni a 145, appalti e incarichi assegnati senza trasparenza anche se il Comune di Imperia detiene il 33 per cento delle quote della Porto di Imperia spa", e non viene minimamente disturbato. Claudio Scajola si presenta verso fine mattinata, a sorpresa e in silenzio si piazza in mezzo alla gente. Abito grigio, camicia azzurra, cravatta a piccoli disegni sul blu, l'ex ministro delle Attività Produttive ascolta chi lo difende. I più sinceri sembrano i sindaci dell'entroterra, "vai avanti Claudio, sei tutti noi", è focoso quello di Imperia che attacca: "In consiglio comunale nel 2005, dieci consiglieri del Pd votarono per far partire i lavori del porto e ora si rimangiano tutto", e poi Biasotti, Saso, Scandroglio, Cassinelli, Sappa.

La moglie sta dietro il palco, lui le affida la giacca, alle 12 e 40 quando sale sul palchetto. Da lì rivede la storia degli ultimi mesi, da quando è scoppiato l'affaire della casa con vista sul Colosseo in avanti, ricostruisce la vicenda del porto di Imperia, che definisce "il mio sogno quotidiano a cui non intendo rinunciare". Ringrazia chi è sulla calata "in questo bellissimo luogo, con tantissime barche di chi ha molti soldi e comprando le barche dà lavoro a altra gente". E' la mia filosofia, spiega Scajola, prima di ammettere di non dormire bene la notte "mi capita spesso in quest'ultimo periodo e allora a volte mi alzo, vado a rivedere le carte, ritrovo qualche nefandezza nei miei confronti".

A monte di tutto, secondo l'ex ministro, "c'è l'invidia, il peggiore dei sentimenti che porta a distruggere chi è più bravo di te". Sembra un altro messaggio ai presunti amici, Scajola va oltre, mette in guardia: "Attenzione a che questo atteggiamento non diventi maggioritario, attenzione perché in molti hanno giocato con il verosimile e sul verosimile si costruiscono tante brutte inchieste". Difende il progetto per il porto, difende se stesso: "Mi si dice che sono accusato di corruzione e di essere a capo di una cupola di affari. Si alzi uno al mondo a dire se mai una volta nella mia vita ho segnalato un'impresa per un lavoro pubblico, è vero invece che ho sempre cercato persone che venissero a investire". La colpa secondo lui è di quel clima "da verminai" che incombe, da qui l'invito a chiarire tutto al più presto. La sua difesa pubblica, dopo tanti mesi di silenzio, è finita. La gente comincia a andare via. La storia del porto di Imperia, continua.
(24 ottobre 2010)

La Rassegna

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Porto Imperia/ Scajola: Invidia peggior difetto, falsità su di me

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Scajola indagato a Imperia: spunta un documento falso

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ROMA (23 ottobre) - C'è un documento falso, con tanto di timbro del comune di Imperia. E ci sono altri tre indagati nell'inchiesta della procura di Imperia che ha riportato alla ribalta Claudio Scajola, costretto alle dimissioni dall'incarico di ...

Corsera:Scajola indagato Imperia.L'ex ministro: mi pare ridicolo

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ROMA/GENOVA (Reuters) - L'ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, dimessosi lo scorso maggio per la vicenda della sua casa romana, sarebbe indagato a Imperia con l'accusa di aver aggirato la normativa sugli appalti pubblici per la ...

Scajola, piovono lettere di solidarietà

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Imperia: Scajola è indagato per gli appalti del porto

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Imperia: Scajola, nulla mi puo' essere addebitato sono sereno

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Imperia, 22 ott. - (Adnkronos) - "Mi sembra ridicolo, nulla mi puo' essere addebitato se non il fatto che sono trent'anni che penso a quest'opera: da imperiese e da amministratore, ho sempre operato perche' questo sogno di crescita per la mia regione ...

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"Il lettore milanese che si firma come GB ritengo abbia scritto senza sapere molto, per non dire nulla, sulla vicenda Scajola. L'affermazione che l'On. Scajolasi sia sottratto alla Magistratura e abbia trovato mille cavilli per non esporsi e ...

Scajola indagato, marcia anti-pm dei fedelissimi

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Arriva l'avviso di garanzia all'ex ministro ei suoi fedelissimi organizzano una passeggiata conto la magistratura. L'allora titolare delle Attività Produttive Claudio Scajola, nel 2005, avrebbe favorito l'ingresso, nella società che doveva costruire il ...

Scajola: "danneggiato, quando sono ancora ferito, il clima è brutto".

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Claudio Scajola ha parlato davanti ai suoi amici, simpatizzanti e compagni di partito che hanno organizzato una manifestazione ad Imperia per sostenerlo, dopo la diffusione della notizia di una indagine nei suoi confronti con l'accusa di associazione a ...

Imperia: caso Scajola, la mail di Roberto Barbaruolo

Sanremonews - ‎18 ore fa‎
"Caro Direttore, innanzitutto complimenti a Lei per l'equilibrio con cui conduce questa rubrica dei lettori. Posso testimoniare che le mie lettere vengono sempre pubblicate ed in modo integrale. Purtroppo come ho già segnalato molte lettere sono ...

Imperia: parlamentari liguri Pdl, c'e' chi vuole rovinare immagine ...

Libero-News.it - ‎22/ott/2010‎
Genova, 22 ott. - (Adnkronos) - ''Non stupisce questo nuovo attacco frontale: gli sviluppi dell'inchiesta di Perugia stanno confermando l'innocenza di Claudio Scajola, ma c'e' chi continua a volerne rovinare l'immagine ed ha quindi dovuto sferrare un ...

Scajola indagato/Rosso: "Abbiamo bisogno di lui"

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Genova - “Chiediamo all'On. Claudio Scajola, della cui estraneità dai fatti non abbiamo dubbi, di voler continuare ancora con più determinazione il suo impegno nel partito.” Questo dichiara Matteo Rosso a nome di tutto il Gruppo regionale del Popolo ...
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Di Loredana Morandi (del 24/10/2010 @ 11:07:11, in Indagini, linkato 1962 volte)

Riporto questo articolo di "denuncia" sullo stato dei diritti nella città di Siena. Ribadisco che non entro nel merito delle sentenze della magistratura, perché non le ho lette e non ritengo di doverle discutere affatto. Le sentenze non possono essere legate alla massoneria. Vero invece è che non solo Siena, ma l'intera Toscana ed altre regioni italiane abbiano visto il proprio tessuto sociale infettarsi di Massoneria. Non conosco bene il caso TdG, ma posso senz'altro dire che tutte le comunioni "protestanti" e alcune delle principali congreghe "millenariste" in Italia hanno profondissimi legami con la Massoneria, dai Valdesi in poi. Il primato in ciò spetta sempre all'ebraismo, che già strutturato in comunità fortemente legate alla tradizione (kosher) trovano sfogo in potentissime logge, di cui la più famosa e colta è la Monte Sion del Grande Oriente d'Italia in Roma.

E' recentissima la dichiarazione del tiranno del GOI, avv. Gustavo Raffi (tiranno per la sua terza rielezione a G.M. fuori dallo Statuto che ne consente solo 2 sul modello presidenziale statunitense, non perché sia per forza un cattivo personaggio), che ha dato i numeri degli iscritti nei partiti e nelle amministrazioni dello stato: più di 4500 persone. Ed è così anche nell'associazionismo, ad esempio anni fa la massoneria degli ALAM aveva posto ben due massone a far da portavoce alla presidente di Italia Nostra contessa Pasolini dall'Onda. Il caso più recente accade a me con gli Artisti e la Fondazione Basso, in cui l'illustre magistrato che la presiede (sui miei tabulati telefonici abitativi, a disposizione su richiesta all'istante perché già in possesso) è stato letteralmente camminato (e noi con lui) per la prosopopea della promoter di una irriducibile delle Brigate Rosse. In tema di laicità e scuola c'è da piangere, perché addirittura i leader delle organizzazioni sindacali di base si sono esposti al fianco di antiche organizzazioni paramassoniche, legate dalla "catena aurea" e vive solo per tale legame, il cui obiettivo è sempre e solo anti cattolico e mai pro laicità dello Stato. Un pensiero che degli studenti non si interessa affatto. E ribadisco che non si interessa in generale dei giovani o dei diritti della popolazione.  

Popolarità o non popolarità vi sono altri segnali che in Italia la libertà e i diritti della cittadinanza possano essere offesi dagli interessi massonici. Ad esempio uno dei più recenti errori logistici di Antonio Di Pietro è la novella in politica Sonia Alfano, che dopo una eminente esposizione delle proprie valigie sioniste pronte alla fuga  verso il PD ed esclusa tale possibilità, dalla padella è caduta nella brace di offrire "tappeti rossi" alle Logge siciliane ex Cossiga.
E' giusto qui rilevare come l'opera della negazione dei valori cristiani sia fondamentalmente un opera di distruzione della cultura, estesa dalla high society al popolino. Una operazione chirurgica che ricomprende gli effetti di una legge matematica, in base alla quale io posso dire che il blogger de Magistris non abbia mai incontrato la massoneria in tutta la sua carriera. Lo deduco dal fatto che abbia potuto traslare la salma dell'antica tradizione arrampicatrice massonica in un aula di giustizia e sedervisi accanto in un convegno dello scorso anno. Chi vede la massoneria acquisisce la capacità del "bacio" contro la corruzione, di contro o non la si vede o la si iscrive direttamente in quota alla personale corruzione. A me l'hanno passata sotto il naso, ma non ho mai detto che gliela perdono.

Così mi e vi domando: li votate? Perché li votate?

L.M.

Siena una città senza diritti?

Pare proprio che a Siena debba ancora arrivare l’onda e l’eco della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino che Stati Uniti e Francia emisero nella seconda parte del 18° secolo.
Quasi 200 anni dopo detti principi sono stati ripresi dalla nostra Costituzione che all’articolo 3 non ammette discriminazioni di sorta basate su sesso, idee religiose e politiche, ceto o censo sociale. Vi sembra la mia un’affermazione incredibile? No, del tutto supportata da fatti inconfutabili. Addirittura da Sentenze ed Ordinanze di Giudici del Tribunale di Siena di un Palazzo di “Giustizia” che da tanti, troppi anni è uno dei più chiacchierati d’Italia.

Le donne  a Siena non possono ancora votare.

In una sentenza del Tribunale Civile (n° 24/2010 depositata il 19-1-2010) il Giudice Ugo Bellini, “in nome del popolo italiano” ha respinto il ricorso delle donne della Contrada dell’Oca (la più ricca, potente e blasonata delle 17 contrade senesi: la “Juventus” delle contrade) che volevano acquisire il diritto a votare nelle assemblee interne. Bellini ha respinto il loro ricorso per acquisire un diritto umano fondamentale con il pretesto che non tutte le donne della contrada lo avevano sottoscritto (“solo” 118), anzi, alcune si erano dissociate dal ricorso (106) all’Autorità Giudiziaria. Così, secondo Bellini, non si poteva estendere l’acquisizione di un diritto a chi non lo voleva. Ma le stesse ricorrenti avevano chiesto in subordine che se non per tutte il diritto di voto fosse concesso almeno solo a loro. Perché non concederlo almeno alle richiedenti? Appare chiara in questa sconcertante sentenza la sudditanza ad uno dei tanti potentati senesi, le Contrade del Palio appunto, prima ancora che alla Costituzione ed alle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo. Quando i giornali parlarono di questa sentenza si levò alta dalla sua residenza londinese la voce sdegnata della senese più famosa nel mondo, Gianna Nannini. Che sa benissimo come per una persona libera quale lei è impossibile vivere in una simile “retrograda” città.

Gli insegnanti delle Scuole Pubbliche a Siena possono essere ricusati ed addirittura cacciati per pregiudizi ed odi religiosi esplicitamente dichiarati.

Ben tre Ordinanze di archiviazione del GIP di Siena Francesco Bagnai (2123/2007 del 10-4-2008, 494/2009  e 322/2009 entrambe del 12-8-2009) hanno clamorosamente calpestato l’articolo 3 della Costituzione – peraltro andando del tutto “fuori tema” rispetto all’oggetto della denuncia che erano ben altre solide e documentate ipotesi di reato – nella vicenda che ha visto protagonisti i Testimoni di Geova (TdG) chiedere ed ottenere prontamente dalla Scuola Pubblica e laica  prima la ricusazione come insegnante dei propri figli e poi addirittura la cacciata (pressioni in tal senso da parte del Capo locale dei TdG presso la Scuola risultano documentalmente) dalla sua Scuola contro l’esecrato ed infame fuoriuscito apostata-eretico Maestro Adriano Fontani, insegnante di Scuola Pubblica Primaria. Come è ben noto i TdG devono odiare, “uccidere” civilmente, isolare nel modo più totale e considerare morti (rammaricandosi di essere impediti dalle leggi ad eliminarci fisicamente) tutti coloro che sono stati espulsi o si dissociano spontaneamente dalla loro setta. La mia colpa? Scrive Bagnai che ho osato addirittura “fondare un’associazione per aiutare le vittime di questa Setta”. Non posso fare opere buone neppure in orario extrascolastico secondo il Bagnai, che forse neppure si è reso conto della portata devastante delle sue incivili ordinanze che si fanno beffe in fondamentale diritto sancito da 250 anni. Capite che Bagnai in pratica e come se scrivesse che tutti i genitori berlusconiani possono chiedere ed ottenere la ricusazione dei docenti di sinistra per il solo fatto che vanno a manifestare in piazza per la CGIL o viceversa. Bagnai ha aperto un varco che porterebbe a distruggere la Scuola Pubblica basata proprio sul pluralismo delle idee e la convivenza civile. Ma ci sono 2 piccoli dettagli che forse ci aiutano a capire come a Siena, ben lungi dall’essere soggetti solo alla Legge così come dovrebbe essere, Giudici e PM forse lo sono prima a ben altre entità, qui onnipotenti. Primo, da oltre un quarto di secolo la ricca e potente setta dei Testimoni di Geova in Italia è uno dei migliori clienti del Monte dei Paschi di Siena visto che da tutta Italia i loro soldi finiscono guardacaso nei forzieri MPS, il vero dominus locale. Secondo, questa potente setta (assai temuta negli ambienti giudiziari e forensi di tutta Italia) fin dalla sua nascita in USA intorno al 1870 è appoggiata in tutto il mondo dalla Massoneria, cioè quella Entità che da molto tempo è la vera incontrastata padrona della gelatinosa città di Siena.
Chissà se e quanto questi 2 fattori hanno influito su 3 sconcertanti pronunce del Giudice Bagnai che calpestano l’articolo 3 della Costituzione. E chissà se lui se ne sia ancora reso conto.

”Una testa un voto”? Non all’Università di Siena, una delle più antiche del mondo.

E’ emerso, ma va avanti da secoli, nelle recentissime e contestatissime elezioni del nuovo Rettore di luglio 2010 (su cui è stata aperta un’inchiesta della Magistratura ma per presunti brogli o indebite pressioni). A Siena ci vogliono 10 impiegati amministrativi per fare un voto, 2 ricercatori per fare un voto mentre solo i docenti valgono 1 voto a testa. Immaginate di applicare il metodo alle elezioni politiche: 1 voto a testa per i liberi professionisti, giornalisti, medici, avvocati,…mentre ci vogliono 2 insegnanti o impiegati ed addirittura ben 10 contadini o operai per fare 1 voto.

Questa è Siena, Signori, una città fuori dai diritti umani ed ancora priva di una Giustizia degna di questo nome che sia soggetta solo e soltanto alla Legge ed alla Costituzione. Dove da sempre (1945) dominano PCI e suoi derivati, quella sinistra insomma che di diritti umani e “uguaglianza” si riempie la bocca, addirittura rivendicandone l’esclusiva.

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Di Loredana Morandi (del 24/10/2010 @ 15:09:39, in Osservatorio Famiglia, linkato 2022 volte)
Info tecnica: ho cancellato i due duplicati a questo articolo, che accada questo dipende solo dal numero di volte che questo sito è stato hackerato per impedire l'indicizzazione degli articoli concernenti la vertenza Atu. L.M.

Avetrana: L'Arena di Rai Uno
e l'avvocato Daniele Galoppa



Mi ero ripromessa di non ritornare su questo argomento, vero e me ne scuso. Confesso ho aperto la tv, cogito ergo sum e mi accingo a scrivere mentre la trasmissione è ancora in corso. Il giallo televisivo, il primo avvenuto interamente in diretta Tv, che si intende curare nella trasmissione L'Arena di Giletti per me è già risolto: l'assassino non può che essere Michele Misseri e la mente istigatrice al crimine è quella di Sabrina.

L'elemento chiave estrapolato dalla trasmissione televisiva si trova non nascosto nelle azioni della Valentina Misseri, recatasi in carcere a visitare il padre/mostro, ed è stato appena palesato dalle dichiarazioni dell'avvocato Daniele Galoppa. Prima di recarsi in visita dal padre, Valentina ha contattato l'avvocato di buon ora per informarlo che avrebbe consigliato al padre la nomina di un legale di parte, mentre il suo ruolo è quello di avvocato nominato d'ufficio. Vero che consulenti del calibro del Generale Garofalo, sdoganato come consulente della famiglia Misseri in merito alla confessione dell'omicidio di Sarah Scazzi direttamente dal RIS dei Carabinieri, possono dare alla testa, ma ...

La linea dell'avvocato non può piacere a Valentina, infatti la ritrattazione di Michele in merito allo stupro del corpo morto della bimba Sarah, avvenuta con puntuale e puntigliosa strategia processuale dopo il knock out tecnico della perizia che non può determinare se ci sia stato o no lo stupro stesso, è stato determinante per la rivelazione del ruolo di Sabrina. Una linea inaccettabile per la famiglia che è decisa a salvare la cugina chiamata in correo dal padre per l'omicidio della tristissima bimba bionda. Cioè a salvare il salvabile. E' mia la frase "l'avvocato cavilloso, che finge di non vedere un reato, ha appena commesso un reato.", ma sulla prevedibilità della strategia semplice del Galloppa devo dire grazie ai tanti giuristi, soprattutto avvocati, che leggo in queste ore.

Quanto al Misseri devo dire che credo alla sua confessione. Sì è stato lui ad uccidere Sarah, non solo, probabilmente è vero anche lo stupro post mortem, nonostante la ritrattazione. Perché mi convince la confessione: perché ne ho ascoltata una identica dalla viva voce di un artigiano, che raccontava di essersi difeso da un tentativo di scippo del portafogli e si lamentava di aver quasi ucciso l'aggressore, per non aver saputo regolare la propria forza. Una affermazione piena di pietà umana e di autocompiacimento per la prestanza fisica. Vera nel tipo psicologico del Misseri, come è vero "probabilmente" lo stupro post mortem, perché le genti della terra sono abituate al più semplice atto del soddisfacimento dei bisogni corporei. Il sesso è, molto oltre le normali regole dell'igiene, trattato non altrimenti che il nutrirsi, dissetarsi o altro. La barzelletta sul pastore sardo e le sue pecore la conosciamo tutti, mentre nel Misseri la soglia deterrente ai comportamenti necrofili del soddisfacimento del bisogno era già stata abbattuta molti anni orsono nella lontana Germania.

Mi dico contrariata dal pellegrinaggio sui luoghi dell'orrore, in Italia basta guardarsi dai vicini di casa per vederne di tutti i colori. Molto meno dal dipanarsi dell'indagine sul ruolo dei media, anche se convengo che il preannunciato ricorso in Cassazione sull'ordinanza di custodia in carcere di Sabrina potrebbe rimettere in libertà una "sicura" mistificatrice e prolungare di mesi e mesi l'indagine e lo strazio pubblico, nonché minare la sostanza dell'indagine stessa.

Questa, inoltre, sembra essere la linea adottata dal Tribunale di Taranto che ha concesso ai media gli atti  per automatismo e anche alcuni dei documenti principali, anche in audio, che potevano essere secretati. Ciò mi induce a ritenere che si tenda una rete per le auspicate altre "confessioni" spontanee, rigidamente negate, che pur non hanno ingannato il gip Martino Rosati. In quella casa tutti sanno tutto. 

Spezzo la mia lancia per i media, usati dalla famiglia Misseri per oltre 40 giorni ed attivati nel ruolo complesso  e straziante della "solidarietà". Un ruolo questo, che per i media televisivi italiani, più adatti  di altri a ruoli  scandalistici  o di divulgazione politico/elettorale, è di difficilissima attivazione.  Ora li sbraneranno,  tutti. Ma non c'è nulla da fare, l'onda è inarrestabile.

Qui alcune ricostruzioni rigorose dal Sole 24 ore:

Tutto in diretta tv a Chi l'ha visto. Sciarelli: è stato terribile

Il gip: Michele Misseri credibile, Cosima ha coperto i familiari. L'ordinanza di custodia in carcere per Sabrina

Madre e sorella a casa dopo la visita a Sabrina in carcere. Lunedì a Roma le indagini tecniche


L'autopsia conferma la confessione dello zio: Sara è stata prima strangolata, poi violentata

L'audio dell'interrogatorio di Michele Messeri dal sito del Tg1


Un criminologo sul ruolo dei media




Lo "scontro" tra i legali (da Corriere Sera)


LO SCONTRO TRA LEGALI - Gli avvocati sono Vito Russo ed Emilia Velletri, che assistono Sabrina Misseri, e Daniele Galoppa, difensore del contadino reo confesso del delitto. Nei giorni scorsi tra Russo e Galoppa, in particolare, le accuse reciproche non sono certo mancate. Il primo ha adombrato ai microfoni il sospetto che la lunga confessione di Michele Misseri, compresa quella nella quale chiama in correità la figlia Sabrina per la partecipazione all'omicidio, sia stata in qualche modo ispirata e guidata dal suo difensore. Di contro, e a distanza di poche ore, Galoppa ha segnalato dinanzi alle telecamere la presenza "sospetta" di Russo, la mattina del 15 ottobre, nelle vicinanze del garage di casa Misseri nel quale erano in corso rilievi da parte dei carabinieri con lo stesso contadino reo confesso. «Sospetta», spiegò Galoppa, perché Russo più tardi venne chiamato ad assistere Sabrina Misseri nell'interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Manduria (Taranto) conclusosi col fermo della ragazza. A tutto questo si sono aggiunte negli ultimi giorni voci non controllate sui motivi delle eccessive presenze degli stessi legali in trasmissioni televisive che trattavano la vicenda Scazzi. A rafforzare le intenzioni dell'Ordine degli avvocati di vederci chiaro nei comportamenti dei suoi iscritti è arrivato anche un "fuori programma" di Russo in una pausa di una sua partecipazione a «Matrix» su Canale 5. Mentre dallo studio centrale stavano per collegarsi con gli ospiti, Russo ha simulato un gesto volgare che è stato visto e segnalato dai telespettatori a "Striscia la notizia", che ha mandato in onda il filmato. Spetterà ora all'Ordine degli avvocati capire se e perché tutto questo sia accaduto. - fonte Corriere Sera

Loredana Morandi


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Questa sentenza è destinata ad essere discussa, la disparità di trattamento sembra quasi la resa del magistrato alle argomentazioni della "controparte". Ciò nonostante il risarcimento viene riconosciuto singolarmente ad ognuno dei genitori del lavoratore deceduto, questo dovrebbe sottintendere una duplice costituzione di parte nel procedimento civile, mentre sarebbe logico aspettarsi che sia la famiglia nel suo insieme a costituirsi. Si vede  così un certo manifesto interesse a spremere la "controparte".
Vero e contestuale scoperta dell'acqua calda quanto afferma la Gracis: gli imprenditori assumono da decenni gli stranieri perché costano di meno, accettano senza batter ciglio il "nero" e (probabilmente) perché  in ultimo costa meno risarcirli. E' così che in Italia non si trova più un posto da benzinaio, da barista o da muratore per gli italiani. Verosimile il paragone con i membri di paesi più ricchi dell'Italia.
Una domanda: premessa, il mercato assicurativo garantisce un risarcimento anche triplo rispetto al Capitale per il "caso morte" ed è facile intuire che l'azienda fosse sprovvista di questo genere di copertura. A mio avviso il quesito più annoso di fronte al quale si è trovato il giudice è stato tra il gettare in disgrazia l'azienda con tutti i lavoratori o risarcire la famiglia dell'albanese. Sotto questo profilo non credo che la giurisprudenza di merito possa venirci in aiuto, perché il problema ha carattere governativo e di sostegno alle piccole e medie industrie.  Oh no? L.M.

Update: questo è l'ennesimo caso del "salvate il giudice Ryan", solo che il salvataggio non concerne la sfera dell'influenza dei servizi sociali, ma il comparto Assicurativo e la Fondiaria S.p.A., ovvero l'organismo commerciale che ha difeso il proprio patrimonio contro la famiglia dell'albanese morto sul lavoro. La copertura assicurativa c'era e la società è una S.a.s. (società in accomandita semplice), impegnata per conto della Ponteggi Dalmine Spa.  L'infortunio è avvenuto perché la Dalmine non aveva inviato materiale sufficiente alla messa in sicurezza del cantiere allestito per il restauro di una nave da trasporto metano. Ovvero erano insufficienti i "piani" delle impalcature e l'albanese è caduto dall'altezza di 30 metri, durante il regolare orario di lavoro. Dalmine e Fondiaria possono pagare, si spera che l'auspicabile ricorso possa fare giustizia per la famiglia che ha perso il proprio congiunto.

Da leggere: il testo della sentenza dal sito di Repubblica.

end update.


"La vita di un operaio albanese
vale meno di quella di un italiano"


Torino, sentenza shock: morì sul lavoro, risarcimento ridotto. Ai familiari una somma dieci volte inferiore. All'uomo deceduto addebitato anche il 20% di concorso di colpa nella propria morte

di ALBERTO CUSTODERO

ROMA - L'operaio morto è albanese. Ma la sua vita vale meno di quella di un italiano. Ai suoi familiari, che vivono in Albania, "area ad economia depressa", va un risarcimento di dieci volte inferiore rispetto a quello che toccherebbe ai congiunti di un lavoratore in Italia. Altrimenti madre e padre albanesi otterrebbero "un ingiustificato arricchimento". Questa gabbia salariale della morte, ispirata al criterio del risarcimento a seconda del Paese di provenienza del deceduto sul lavoro, è contenuto in un sentenza shock del Tribunale di Torino.

Il giudice civile, Ombretta Salvetti, richiamandosi ad una sentenza della Cassazione di dieci anni fa, ha dunque deciso di "equilibrare il risarcimento al reale valore del denaro nell'economia del Paese ove risiedono i danneggiati". Dopo aver addebitato all'operaio deceduto il 20% di concorso di colpa nella propria morte, la dottoressa Salvetti ha riconosciuto a ciascun genitore residente in Albania la somma risarcitoria di soli 32mila euro. Se l'operaio fosse stato italiano, sarebbero state applicate le nuove tabelle in uso presso il Tribunale di Torino dal giugno 2009 in base alle quali a ogni congiunto dell'operaio morto sarebbero stati riconosciute somme fino a dieci volte superiori (fra 150 e 300 mila euro).

L'articolo prosegue su La Repubblica

Questa sentenza destinata a fare discutere in un mondo del lavoro nel quale la presenza di lavoratori stranieri è sempre più alta, è stata criticata da uno dei massimi esperti di diritto civile, l'avvocato Sandra Gracis. "In base a questo criterio del Tribunale torinese - spiega il legale - converrebbe agli imprenditori assumere lavoratori provenienti da Paesi poveri, perché, laddove muoiano nel cantiere, costa di meno risarcire i loro congiunti". "Ma ribaltando la situazione - aggiunge l'avvocato Gracis - che cosa sarebbe successo se il dipendente morto fosse stato del Principato di Monaco, oppure degli Emirati? Il risarcimento ai genitori sarebbe stato doppio o triplo rispetto a quello per un italiano?".

Secondo Sandra Gracis, "il giudice torinese s'è rifatto al una sentenza della Cassazione del 2000 peraltro non risolutiva, ignorando che la Suprema Corte, appena un anno fa, ha affermato che la "tutela dei diritti dei lavoratori va assicurata senza alcuna disparità di trattamento a tutte le persone indipendentemente dalla cittadinanza, italiana, comunitaria o extracomunitaria". Già nel 2006 la Cassazione aveva stabilito che "dal punto di vista del danno parentale, non conta che il figlio sia morto a Messina o a Milano, a Roma in periferia o ai Parioli. Conta la morte in sé, ed una valutazione equa del danno morale che non discrimina la persona e le vittime né per lo stato sociale, né per il luogo occasionale della morte".

(25 ottobre 2010)
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Di Loredana Morandi (del 25/10/2010 @ 12:06:05, in Politica, linkato 1452 volte)
Questi fatti mi colpiscono profondamente, perché la Forleo ha come unica colpa quella di aver approfondito una parte dello sporco della sinistra. L'articolo che segue, tratto da il Giornale, è da approfondire con la lettura del blog di Vulpio, di cui disapprovo sinceramente l'attacco a Bruti Liberati e la violazione alla privacy delle email personali:

Imposimato ai giudici di Brescia: “Ecco come nell’ufficio della Finocchiaro si decise di “far fuori” Clementina Forleo”. Finocchiaro querela e Forleo la denuncia per calunnia: “A Milano mi hanno scippato il caso scalate bancarie”. Per i media non c’è notizia. C’è (sempre) chi fa la morale (agli altri)

L.M.

Finocchiaro vs Forleo
Anche la sinistra querela i magistrati


Roma Non è vero che solo la destra litiga con i magistrati, lo fa anche la sinistra. A condizione, però, che le inchieste riguardino loro. A quel punto è guerra, e a colpi di denunce. Lo ha appena fatto la capogruppo del Pd al Senato, Angela Finocchiaro, che tra le altre cose è anche un magistrato in aspettativa. La Finocchiaro ha querelato il gip Clementina Forleo, la quale ha risposto denunciandola per calunnia.

Il motivo? Lo racconta il giornalista Carlo Vulpio sul suo blog: «La vicenda riguarda un “summit” che si è tenuto il 6 giugno 2007 nell’ufficio della Finocchiaro. L’incontro è stato raccontato da Ferdinando Imposimato – ex senatore Ds ed ex magistrato – in due verbali ai magistrati di Brescia. Fu un incontro – dice Imposimato – in cui si decise di inviare un’ispezione ministeriale alla procura di Milano, il cui fine nemmeno tanto coperto era quello di mettere sotto procedimento disciplinare per “incompatibilità ambientale” l’allora gip di Milano, Forleo, che si stava occupando delle famose scalate bancarie dei “furbetti del quartierino”».

In quella inchiesta, allora seguita dalla Forleo, erano finite diverse telefonate tra politici - tra cui Fassino, D’Alema e Latorre - e personaggi legati alle scalate bancarie - tra cui Consorte, Ricucci, Fiorani. «A Roma sono molto preoccupati - racconta Vulpio, citando un suo libro, Roba nostra, del 2009 - Tanto che decidono di tenere un “summit” al volo in una qualche stanza del Parlamento.

Chi partecipa a questa riunione ristretta e di cosa si discute? Lo rivela ai giudici l’ex senatore Ds ed ex magistrato Ferdinando Imposimato». E cioè un gruppo di fedelissimi dalemiani, riuniti nell’ufficio della Finocchiaro, per sollecitare un’ispezione ministeriale a Milano. Questa la ricostruzione di Vulpio, sulla base di due verbali di Imposimato ai magistrati di Brescia.

La Finocchiaro ha querelato. Ma non Imposimato, solo la Forleo.

Il Giornale
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Di Loredana Morandi (del 25/10/2010 @ 14:50:33, in Magistratura, linkato 1813 volte)
Ecco a cosa preparavano alcuni verticismi in seno al gruppo organizzatore della Freedom Flotilla italiana e all'innominabilità delle fonti che contribuiscono economicamente al progetto. Questo malato di violenza sarà riciclato tra i movimenti pro Palestina ed in seno ai centri sociali. Senzani assomiglia  sorprendentemente al defunto artista Melo Franchina.  Dixit 25/10/2010. Loredana Morandi

Senzani, il leader brigatista torna libero
"Dopo 23 anni di carcere sono un uomo diverso"

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Br_Giovanni_Senzani.jpg

Il capo delle Br più sanguinarie esce per "estinzione della pena". Con Mario Moretti guidò il gruppo terroristico dopo il sequestro Moro

di CONCETTO VECCHIO

ROMA - "I giudici che m'hanno esaminato negli ultimi dieci anni hanno potuto constatare che sono una persona cambiata e infatti hanno sentenziato l'estinzione della pena. Sono stato in galera 23 anni. Ho riconosciuto i miei errori davanti al tribunale di sorveglianza. Ora sono un uomo libero. La politica del resto l'ho abbandonata da un pezzo, ma non le mie idee di sinistra". La politica Giovanni Senzani la praticava nelle colonne delle Brigate Rosse. Una parabola terribile.

Aveva studiato a Berkeley. Era un criminologo di un certo talento. Insegnava nelle università di Firenze e Siena. Scrisse perfino un libro per Jaca Book, la casa editrice legata a Comunione e Liberazione. Poi il demone della violenza politica lo risucchiò nel gorgo degli anni di piombo. A metà degli anni Settanta s'era accostato alle Br, nella cui sezione genovese militava suo cognato Enrico Fenzi: nel 1970 aveva sposato la sorella, Anna. Dopo il sequestro Moro ne assunse di fatto il comando, insieme a Mario Moretti. "Figura assolutamente atipica nel panorama del terrorismo di sinistra italiano: il leader dell'ala più sanguinaria", lo definì l'ex presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi Giovanni Pellegrino. Si disse che coltivasse legami con pezzi deviati dei servizi segreti. In carcere divise la detenzione con Ali Agca, indottrinandolo, secondo una certa vulgata, sulla pista bulgara. Fu lui a trovare l'appartamento in via della Stazione di Tor Sapienza a Roma dove venne sequestrato il giudice Giovanni D'Urso e che Moretti, in tuta da ginnastica e attrezzatura da carpentiere, trasformò velocemente in una prigione. E al compagno titolare dell'immobile, che osò fargli un'osservazione, sibilò gelido: "Non puoi saperlo meglio di me, che ho già fatto cinque sequestri".

Senzani gestì il sequestro di Ciro Cirillo ed ebbe l'ergastolo per l'uccisione di Roberto Peci, trucidato il 3 agosto 1981 in un casolare sull'Appia dopo un sequestro durato 53 giorni. Aveva la sola colpa di essere il fratello del primo pentito delle Br, Patrizio. Con una telecamera Telefunken avevano registrato tutti gli interrogatori e quando lo finirono con undici colpi di pistola - avvolgendo il cadavere in un drappo rosso sormontato dalla scritta "Morte ai traditori" - uno dei sicari immortalò la scena con la Polaroid. Fu una ferocia assoluta. Il sostituto procuratore Macchia giunse sul posto, vide la scena e finì a terra svenuto.

Senzani lo presero sei mesi dopo. Gli anni Settanta erano finiti da un pezzo. Nella foto segnaletica scattata in questura ha la zazzera in disordine, un barbone incolto, lo sguardo scocciato. Non si è mai pentito, né dissociato. Otto mesi fa ha quindi finito di scontare la sua pena, ma la notizia è trapelata solo ora. Gli ultimi cinque anni li aveva trascorsi in regime di libertà condizionale. Non poteva uscire di casa dopo le ore 23 e aveva l'obbligo di presentarsi due volte al mese in questura. Ci furono aspre polemiche per quella concessione fatta dal tribunale di sorveglianza. "Risponderà davanti a Dio di quello che ha fatto" commentò la madre di Peci, Amelia. Per la Procura generale di Firenze non sussisteva "il requisito del sicuro ravvedimento" e così fece ricorso. Ma la Cassazione alla fine diede ragione a Senzani. "La nostro fortuna è stata quella di aver trovato giudici scevri di condizionamenti" chiosa l'avvocato Bonifacio Giudiceandrea. Dice Senzani, che oggi ha 68 anni: "Sono in pensione, anche se continuo a collaborare con le Edizioni della Battaglia. Verrà il tempo di parlare del mio passato".

La Repubblica - 25 ottobre 2010
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I risultati confermano l'esame autoptico

Caso Claps, Elisa aggredita anche dopo la morte.
Nessuna certezza sul bottone rosso


ultimo aggiornamento: 25 ottobre, ore 17:55
Potenza - (Adnkronos/Ign) - L'esito della perizia sui vestiti della ragazza potentina uccisa il 12 settembre del 1993: l'assassino infierì sulla vittima e tagliò gli indumenti con una forbice ed una lama. Il bottone non è ''compatibile'' con quelli dell'abito talare di don Domenico Sabia

Potenza, 25 ott. - (Adnkronos/Ign) - Dopo la morte di Elisa Claps l'assassino infierì sulla vittima e tagliò gli indumenti con una forbice ed una lama: è quanto trapela sull'esito della perizia merceologica sui vestiti della ragazza potentina uccisa il 12 settembre del 1993. Tali risultati sono un'implicita conferma di quanto già emerso nella perizia autoptica del professor Francesco Introna. Quest'ultimo, nella sua relazione, segnalò che sul corpo c'erano ferite da ''punta e da taglio'' e da ''taglio''.

Lo stesso medico legale segnalò che il corpo della ragazza era stato trascinato per una gamba verso l'angolo del sottotetto della chiesa della Trinità dove è stato occultato fino allo scorso 17 marzo e che furono tagliate ciocche di capelli. Era emerso infatti che l'assassino si era dilungato in tali operazioni tanto che il taglio della ciocca avvenne ''tra i 20 ed i 25 minuti'' dalla morte.

Anche secondo la perizia merceologica dopo la morte furono compiuti i tagli ai vestiti per ''un tempo relativamente lungo'', non precisato. Fu usata una lama per tagliare il reggiseno nella porzione che divide le due coppe, lo slip con un taglio verticale all'elastico e i pantaloni con due lunghi tagli da forbici. Il taglio del reggiseno e dello slip, insieme ai pantaloni abbassati e con la cerniera aperta, erano emersi pure in sede di autopsia tanto da suffragare l'ipotesi che l'uccisione di Elisa avvenne a seguito di un assalto sessuale e del rifiuto di avances.

Mentre, sempre secondo la perizia, il bottone rosso trovato sotto il cadavere di Elisa non è ''compatibile'' con quelli dell'abito talare del parroco della Trinità di Potenza, don Domenico Sabia, deceduto due anni fa. Il bottone fu trovato durante la ricognizione del cadavere il giorno dopo il ritrovamento, avvenuto il 17 marzo scorso.

Secondo la perizia il bottone può appartenere ad ''un abito cardinalizio'' ma a Potenza tale circostanza non trova riscontro perché nessun cardinale è mai salito nel sottotetto. La perizia non esprime però una certezza in quanto la fibra del bottone può aver subito ''una variazione'' nel colore.

Inoltre, da un esame dell'abito talare di don Sabia, non si può escludere che ''i bottoni siano stati sostituiti'' considerando che sono in buono stato mentre la veste è usurata. Non sono giunti risultati univoci nemmeno dalla perizia botanica. Nel sottotetto sono stati trovati infatti semi vegetali sia risalenti ad un periodo lontano sia più recenti.

La Rassegna

Nuova perizia: Elisa Claps subì violenza anche dopo la morte

Virgilio - ‎17 minuti fa‎
Chi diciassette anni fa uccise Elisa Claps si accanì sul suo corpo esanime. L'assassino la colpì con un paio di forbici di "medie dimensioni" e una lama "molto tagliente". E' quanto emerge dalla perizia della paleontologa Eva Sacchi, incaricata dalla ...

Caso Claps: da perizia su vestiti nessuna certezza su bottone rosso

Libero-News.it - ‎47 minuti fa‎
Potenza, 25 ott. - (Adnkronos) - Il bottone rosso trovato sotto il cadavere di Elisa Claps non e' ''compatibile'' con quelli dell'abito talare del parroco della Trinita' di Potenza, don Domenico Sabia, deceduto due anni fa: e' l'esito della perizia ...

17:44 Claps/ Parla fratello di Elisa, analogie con omicidio Heather

APCOM - ‎9 minuti fa‎
Potenza, 25 ott. (Apcom) - "Tutto lascia pensare che Elisa sia stata uccisa come Heather Barnett e che a colpire entrambe sia stata la stessa mano assassina". Così Gildo Claps, fratello della ragazza di Potenza uccisa nel 1993, ha commentato le notizie ...

Claps/ Perizia botanica: semi su corpo Elisa di epoche diverse

APCOM - ‎38 minuti fa‎
Potenza, 25 ott. (Apcom) - Sul corpo di Elisa Claps, la studentessa di Potenza uccisa nel 1993 i cui resti sono stati trovati a marzo scorso nel sottotetto della chiesa Santissima Trinità del capoluogo lucano, erano presenti "semi alati" di "epoche ...

Claps/ Perizia botanica: semi su corpo Elisa di epoche diverse -2-

Virgilio - ‎1 ora fa‎
"Qualora il sito di rinvenimento presentasse aperture - scrive il botanico Travaglini - apparirebbe plausibile che i vari frutti alati siano potuti arrivare (trasportati dal vento o da uccelli) in tempi diversi nel sito di rinvenimento". ...

Caso Claps: perizia su vestiti, dopo la morte di Elisa assassino ...

Adnkronos/IGN - ‎59 minuti fa‎
Potenza, 25 ott. - (Adnkronos) - Dopo la morte di Elisa Claps l'assassino infieri' sulla vittima e taglio' gli indumenti con una forbice ed una lama: e' quanto trapela sull'esito della perizia merceologica sui vestiti della ragazza potentina uccisa il ...

Omicidio Claps: Elisa aggredita dopo la morte

Italia News - ‎2 ore fa‎
(IAMM) L'assassino di Elisa Claps si sarebbe accanito sul corpo della ragazza "per un tempo relativamente lungo dopo la morte". Si legge questo nella perizia depositata alla Procura di Salerno, durante il primo incidente probatorio sull'omicidio della ...

Claps: perizia, tagliati gli indumenti

ANSA.it - ‎3 ore fa‎
(ANSA) - SALERNO, 25 OTT - 'Tutti gli indumenti di Elisa Claps, ad eccezione delle spalline, furono tagliati con delle forbici': lo rivela la perizia della paleontologa Eva Sacchi nell'ambito del primo incidente probatorio sull'omicidio della giovane. ...

Delitto Claps, bottone forse di abito cardinalizio Perizia: "Elisa ...

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
Secondo le analisi svolte da Eva Sacchi, il colore del bottone fa pensare che fosse di un abito da cardinale, ma è incompatibile con l'abito talare di don Mimì Sabia. L'aggressore tagliò gli abiti dopo il decesso SALERNO - Può essere appartenuto ...

Claps,"fu aggredita anche da morta" Perito: "Assassino usò forbice ...

TGCOM - ‎3 ore fa‎
Secondo la paleontologa Eva Sacchi, l'assassino di Elisa Claps si accanì sul corpo della giovane "per un tempo relativamente lungo dopo la morte". Lo si legge nella perizia depositata alla Procura di Salerno, nell'ambito del primo incidente probatorio ...

“Chi uccise Elisa Claps infierì sul corpo anche dopo la sua morte”

City - ‎2 ore fa‎
A rivelare nuovi particolari sulla morte della giovane potentina è la perizia della paleontologa Eva Sacchi, depositata nei giorni scorsi alla Procura di Salerno. “I suiìoi indumenti furono tagliati con delle forbici. Il bottone rosso trovato sul luogo ...

Elisa aggredita anche dopo la morte

Tg1 - www.tg1.rai.it - ‎3 ore fa‎
SALERNO - Elisa profanata anche dopo la morte, con due armi da taglio. E' quello che emerge dalla perizia sul caso Claps della paleontologa Eva Sacchi: "Sulla scena del crimine erano presenti almeno due tipologie differenti di armi: una forbice e una ...

«E' il bottone di un cardinale»

Il Quotidiano della Calabria - ‎23/ott/2010‎
È un bottone cardinalizio del tipico e inconfondibile colore rosso. Non è più piccolo né più grande, ma proprio quello dell'abito di un prelato di alto rango. Impossibile capire chi l'abbia mai indossato considerato che la liturgia prevede numerosi, ...

Tracce sugli indumenti di Elisa

Il Quotidiano della Calabria - ‎24/ott/2010‎
Caso Claps: le conclusioni della perizia merceologica del consulente del gip, Eva Sacchi. Resta incerto da quando quel bottone «cardinalizio» stava nel sottotetto LO HA SCRITTO anche il gip Attilio Orio nell'ordinanza che affida una nuova perizia ...

Claps/ Perizia Sacchi: Elisa aggredita con forbici e lama ...

DailyBlog.it (Blog) - ‎52 minuti fa‎
Potenza, 25 ott. (Apcom) – L'assassino di Elisa Claps infierì sul suo corpo dopo la morte colpendola con un paio di forbici di “medie dimensioni” e una lama “molto tagliente”. E' quanto scrive nella sua perizia la paleontologa Eva Sacchi, ...

ELISA CLAPS/ Sul corpo della vittima fu fatta violenza anche dopo ...

Il Sussidiario.net - ‎2 ore fa‎
ELISA CLAPS - Chi uccise Elisa Claps si accanì sul suo corpo anche dopo la morte. Sul corpo di Elisa Claps, la sedicenne uccisa a Potenza il 12 settembre del '93 e ritrovata nella chiesa della Trinità a marzo di qeust'anno, fu usata violenza anche dopo ...

Elisa Claps, la perizia: violentata anche dopo la morte

Notizie Fresche - ‎2 ore fa‎
Dopo mesi di indagini, spuntano nuovi particolari sull'omicidio di Elisa Claps, la sedicenne uccisa barbaramente a Potenza il 12 settembre 1993 e ritrovata sepolta sedici anni dopo, il 17 marzo 2010, nel capoluogo lucano, nel sottotetto della chiesa ...

Elisa Claps: il bottone rosso trovato sulla scena del crimine ...

Crimeblog.it (Blog) - ‎24/ott/2010‎
Uno dei tanti gialli legati all'omicidio della 16enne Elisa Claps, i cui resti sono stati rinvenuti lo scorso 17 marzo scorso nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza, riguarda il ritrovamento di un bottone rosso sul luogo del delitto. ..
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Di Loredana Morandi (del 25/10/2010 @ 18:12:54, in Magistratura, linkato 1350 volte)
Buste con proiettili recapitate
al Procuratore e alla Gdf di Marsala

L'intimidazione è adesso al vaglio della Procura di Caltanissetta che indaga sulla vicenda.

Palermo, 25 ott. - (Adnkronos) - Una busta con proiettili e' stata recapitata al procuratore di Marsala (Trapani) Alberto Di Pisa e un'altra, sempre con proiettili alla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza della Procura marsalese. L'episodio risale all'estate scorsa ma se ne e' avuta notizia soltanto adesso. Sulle buste non c'era alcun messaggio. L'intimidazione e' adesso al vaglio della Procura di Caltanissetta che indaga sulla vicenda.


Trapani: Procuratore Di Pisa,
Intimidazione? Ho rifiutato aumento tutela

Palermo, 25 ott.- (Adnkronos) - "Se ho paura? No, anzi questa lettera di intimidazione con i proiettili e' un motivo in piu' per lavorare e fare bene le cose. Durante il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza era stato deciso di aumentarmi la tutela, ma io ho rifiutato". Lo ha detto il Procuratore capo di Marsala (Trapani), Alberto Di Pisa commentando la notizia della lettera con i proiettili arrivata nella tarda primavera, ma di cui si e' appreso solo oggi. "Evidentemente sto facemndo delle cose che possono dare fastidio a qualcuno...", ha poi aggiunto Di Pisa. E alla domanda se la lettera di minacce e il tentativo di entrare nella casa di campagna del Procuratore aggiunto di Caltanissetta, Nico Gozzo, possono essere un segnale preoccupante, ha spiegato: "Non credo che ci sia un nesso tra le due cose". (25 ottobre 2010 ore 12.48)


Effrazione in villa coppia magistrati nel palermitano

E' casa estiva di gup Palermo sposata con pm a Caltanissetta

(ANSA) - PALERMO, 25 OTT - I carabinieri indagano sull'effrazione commessa nella villa al mare, a Terrasini (Pa), di una coppia di magistrati. La casa e' del gup palermitano Antonella Consiglio, moglie del procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo. La scorsa notte alcune persone si sono introdotte nell'abitazione rovistando ovunque. Non e' stato ancora accertato se si sia trattato di un furto. Gozzo e' stato vittima di pesanti intimidazioni. Coordina le indagini sulle stragi del '92. (ANSA).


MINACCE A PROCURATORE MARSALA:
ALFANO, LA MAFIA E' ALLE CORDE

12:43 25 OTT 2010

(AGI) - Roma, 25 ott. - "Lo Stato e' vicino al procuratore della Repubblica di Marsala, Alberto di Pisa, e alla sezione di pg della Guardia di Finanza presso la stessa procura per il vile atto intimidatorio di cui sono stati vittime". Lo afferma in una nota il guardasigilli, Angelino Alfano.
  "Le recenti minacce con le quali il crimine organizzato tenta di rispondere all'azione incessante e tenace della squadra dello Stato - prosegue il ministro della Giustizia - dimostrano, una volta di piu', che le organizzazioni mafiose sono alle corde e che la strada intrapresa da magistratura, forze dell'ordine e istituzioni e' quella giusta. Quanto accaduto, rafforza la determinazione dello Stato di andare avanti nel portare a termine con successo la lotta a tutte le mafie, senza alcun condizionamento".
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Di Loredana Morandi (del 25/10/2010 @ 19:04:49, in Varie, linkato 1490 volte)
Fertilità: più difficile la gravidanza
se si ha sangue di gruppo 0


Niente paura! Le aspiranti future mamme con sangue di gruppo 0 non temano: avranno tranquillamente il loro bambino/a e senza altra difficoltà che quelle normali. La mia è la splendida testimonianza di madre con gruppo 0 e "addirittura" 4 splendidi ragazzi, tutti in perfetta salute. Ma mi raccomando: per come funziona il servizio sanitario nazionale la vostra gravidanza dovrà essere ben seguita, programmata e programmati tutti gli esami di rito ivi compresi le ecografie e l'ascolto del battito fetale di tre mesi in tre mesi. Fino alla data del parto, a costo di prenotare le visite 6 mesi prima.

Scrivo qui per mero divertissment, naturalmente. Però mi interrogo sul come gli americani spendano soldi per la ricerca, perché "forse" non val la pena di mandar loro i nostri "cervelli" migliori, con il consueto metodo dello strangolamento post carriera universitaria. E' un vero spreco!

Lo studio della Albert Einstein College of Medicine dell'univesità di Yale è stato divulgato oggi alla conferenza annuale della American Society for Reproductive Medicine (ASRM). Ne hanno parlato il Telegraph e la Repubblica ieri e oggi.

Naturalmente nella prestigiosa e costosissima ricerca non si evince nulla che ostacoli realmente il "caso fortuito" in cui lo spermatozoo feconda l'ovulo, mentre sembra del tutto assente la nota sul già conosciuto da almeno 50 anni e su alcune difficoltà oggettive al momento del parto in una madre gruppo 0 positivo, nel dare alla luce un neonato di gruppo 0 negativo.

Personalmente ho iniziato anni fa a classificare questo genere di notizie nel catalogo del "panico controllato". Da queste notizie sono tratti degli studi sulla popolazione, al fine di valutare quanto e quali siano le molle che fanno scattare il panico nelle masse. I risultati di queste indagini conoscitive servono alla futura realizzazione di falsi positivi (o false flag come le armi batteriologiche di Saddam, ad esempio) o a coprire con il panico o il miracolo l'ennesimo impeachment del politico di turno.  Attenzione però: lo hanno usato anche in Italia sulle masse, ed è la stessa tecnica di neuromarketing utilizzata dallo stalker pubblicista e dal suo partner sardo ai miei danni.

Per questa fortunata serie a livello planetario la "balla" più grande è stata quella sullo scoppio del "Big Bang" e della espulsione della materia stellare verso l'esterno su un piano "piatto", cioè in orizzontale e non in verticale. Una roba da far rivoltare molti santi e martiri delle scienze cosmologiche, dalle polveri post rogo di Giordano Bruno a Copernico e oltre ancora. L'eminente università dichiarò allora di aver investito ben otto anni di studi e ingenti emolumenti governativi, naturalmente. Salvo poi, dico io, aver osservato solo il bordo della nostra galassia, dalla tipica forma a piattino da caffè ma che noi osserviamo lateralmente (da qui il termine "via lattea"), senza considerare che anche Horse Head Nebula nella costellazione di Orione è un ammasso di materiale stellare e non è ne piatta ne tantomeno circolare, ma soprattutto non si può dire che tiri un fil di "vento" nello spazio ad arricciare cirri e cumulinembi.

Perché parlar di "stelle" e nascita? E' naturale, ogni bambino è una stella che brilla nel cuore della sua mamma, se è serena, se il babbo non la picchia, se il datore di lavoro non la mobbizza e se ha i mezzi a sufficenza per mantenersi se sola nel caso in cui non vi fosse un papà.

Con questo voglio dire che i problemi qui in Italia sono ben altri, ma che più volte il ruolo dei media è speso per gettar fumo o anche nuvolette rosa negli occhi della popolazione.

Loredana Morandi

dal Telegraph

Blood type O may be barrier to having baby

October 24 2010 | By Stephen Adams, Medical Correspondent, in Denver | Health

Women with blood type O could have more trouble conceiving as they age, an American survey claims.

Women with O blood type may struggle to conceive

October 25 2010 |By Stephen Adams, Medical Correspondent, in Denver |Health

Women with blood type 'O' could have more trouble conceiving as they age, a study has indicated.

l'articolo su La Repubblica

Più difficile diventare mamma se si ha il sangue di gruppo zero

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