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 .. riflessi d'azzurro ..... di Lunadicarta
 
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La giustizia è sempre giustizia, anche se è fatta sempre in ritardo e, alla fine, è fatta solo per sbaglio.

George Bernard Shaw
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 06:19:25, in Sindacato, linkato 1381 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 14 ottobre 2010
Prot. n. 227

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Masi querela il Presidente della Fnsi:
un fatto grave e inaudito



«Non si è mai visto un dirigente di una grande azienda pubblica chiamare in Tribunale un dirigente sindacale di vertice che compete con lui sul piano delle idee e del diritto come controparte sociale e naturale. Si pensava ci fosse un limite a tutto ma il Direttore Generale della Rai, querelando il Presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha voluto superare se stesso nel suo pervicace tentativo di  avviare un regolamento di conti giudiziario con quanti hanno espresso riserve, critiche, manifestando opposizione al suo operato. Le querele contro le opinioni ed i giudizi che non si condividono non sono espressione di buon governo di una azienda né di altra amministrazione. Cosi dopo alcuni direttori di giornali e il procedimento disciplinare per Anno Zero, Masi, confermando il suo annuncio di due mesi fa, ha querelato anche il Presidente del Sindacato dei giornalisti incrinando, definitivamente, il ruolo di guida del servizio pubblico, che certamente non può fondarsi su questi atteggiamenti.
Natale e il Sindacato dei giornalisti continueranno ad esprimere le proprie ragioni e a rilanciare l’allarme, oggi ancora più pesante di ieri, nei confronti di una gestione del servizio pubblico, che non riesce a vedere gli immensi valori professionali di cui dispone.
Il Sindacato esige chiarezza e trasparenza, nella certezza del diritto e fugando le ombre che, purtroppo, per un conflitto di interessi irrisolto, si intensificano sempre più. Una denuncia penale come quella destinata al Presidente della  Federazione della Stampa è una vera e propria fuga dalla realtà da parte del Direttore Masi.
Nonostante la gravità e la portata della provocazione il Sindacato risponderà in ogni sede, sostenendo e tutelando i propri colleghi, le ragioni del pluralismo dell’informazione e la qualità del servizio pubblico.
Avevamo invocato, a voce ferma, un confronto serio sulle cose che contano. Assistiamo invece ad azioni di vendetta che respingiamo al mittente ».


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 14 ottobre 2010
Prot 228 

Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“ Sostegno e solidarietà del Sindacato dei giornalisti ai colleghi de L’Unità e de il Manifesto per la sconcertante raffica di querele che il direttore generale della Rai Masi ha annunciato nei confronti dei loro quotidiani nella giornata di oggi. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana è, e sarà sempre, al fianco dei colleghi che fanno correttamente il loro mestiere e che non si fanno intimorire  da nessun potere”.


DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO ASR PAOLO BUTTURINI
"Mi associo al Presidente Natale, Masi quereli anche me"

"Esprimo la mia totale solidarietà dal presidente della Fnsi, Roberto  Natale che è stato querelato dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. Si sta consolidando una prassi intimidatoria che risponde alle critiche con la carta bollata e i tribunali. È la stessa filosofia che sta alla base dell'attacco alla libertà di informazione: o canti nel coro, sullo spartito che ti viene fornito, oppure vieni emarginato quando non epurato. non fa differenza che questo metodo si applichi a Santoro, all'ultimo degli iscritti all'Albo o al presidente della Fnsi, dimostra che a questa classe dirigente di governo, dà  fastidio anche soltanto la critica. Ma nel caso specifico c'è anche l'aggravante di querelare un sindacalista per affermazioni fatte nell'esercizio dei suoi doveri.
Mi associo e sottoscrivo tutte le affermazioni del presidente Natale su Masi. Di conseguenza chiedo lo stesso trattamento. Mi quereli, vedremo in tribunale chi calpesta un diritto fondamentale sancito dall'articolo 21 della Costituzione" .


I precedenti comunicati


SASSO IN BOCCA ALLA TRASMISSIONE DI SANTORO.
 
OGGI ALLE 15 DAVANTI ALLA SEDE RAI DI VIALE MAZZINI. SARANNO PRESENTI IL PRESIDENTE ED IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FNSI ROBERTO NATALE E FRANCO SIDDI. VERGOGNOSA AZIONE DISCIPLINARE DEL DIRETTORE RAI MASI. LA RAI E' ANCORA SERVIZIO PUBBLICO?
LA FNSI INVITA A PARTECIPARE NUMEROSI ALL'APPUNTAMENTO DI OGGI A VIALE MAZZINI


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 14 ottobre 2010
Prot. n. 226

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

« Il diritto di informare non e’ piu’ importante di altri fondamentali diritti umani : la salute, il lavoro, l’istruzione. Ma se il giornalismo funziona male, se sceglie le notizie non sulla base della loro rilevanza sociale ma secondo criteri emotivi o obiettivi di audience, ogni altro diritto ne risulta indebolito, e costringe i soggetti sociali oscurati a forme di protesta di tipo eccezionale per ottenere attenzione ». E’ uno dei passaggi dell’intervento di Roberto Natale, Presidente Fnsi, alla conferenza internazionale sui servizi pubblici in corso a Ginevra. L’appuntamento e’ organizzato dal Consiglio dei sindacati globali, un insieme di organizzazioni che rappresenta piu’ di 176 milioni di lavoratori in tutto il mondo e che condivide la convinzione che i servizi pubblici siano la base essenziale per un lavoro dignitoso, per l’eguaglianza sociale, per la democrazia stessa e per la qualita’ della vita di tutti i cittadini. A nome del sindacato europeo dei giornalisti, il Presidente della Fnsi ha proposto alle altre organizzazioni sindacali e alle associazioni della societa’ civile di costruire un’alleanza per un’azione comune sui mezzi di informazione. La Conferenza di Ginevra si concludera’ in serata con l’adozione di un ‘programma d’azione’ che prevede tra l’altro lo sviluppo di una piu’ incisiva strategia dei sindacati nell’approccio ai mezzi di comunicazione ».


"Assemblea nazionale di Autonomia e solidarietà:
statuto dell'impresa editoriale e libertà di informazione.

Per Mauro Masi, revoca della sanzione a Santoro o dimissioni."



Da domani venerdì 15 a domenica 17 ottobre i giornalisti di "Autonomia e Solidarietà" si riuniranno a Fiuggi per la loro assemblea annuale.
Al centro della attenzione della componente sindacale, i problemi della trasparenza della informazione, moltiplicati dal crescente ricorso ad una comunicazione costruita sul dossieraggio e utilizzata come strumento di pressing politico. Ormai l'informazione è diventata una emergenza di livello costituzionale; ai soggetti che se ne occupano dovrebbe essere garantito uno "Statuto dell'imprersa editoriale" che ne tuteli  l'autonomia.
Si parlerà del precariato, dei diversi contratti di lavoro dei giornalisti italiani (quello con la Fieg, con le emittenti private, con la stampa periodica). Il tutto alla luce dell'imminente congresso della Fnsi.
Si ragionerà anche sulle emergenze del momento, a partire dal bavaglio imposto a Michele Santoro. Una scelta autolesionista del direttore generale della Rai, che ferisce la stessa che dirige, colpisce gli utenti, destabilizza gli inserzionisti pubblicitari. Un boomerang che impone al direttore Masi una alternativa secca: la revoca della sanzione o le dimissioni, a fronte di un provvedimento che somiglia ad un vicolo cieco, nel quale nessuno dei suoi predecessori si sarebbe mai cacciato.

Il coordinamento nazionale della componente sindacale "Autonomia e Solidarietà"

Roma, 14 Ottobre 2010 .
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Potete chiamarla la "Riforma delle tre 'C' ", le Carriere, il Consiglio e la Consulta. Aggiungendo l'ipotesi sulla Polizia giudiziaria otterremo l'acrostico inverso "P 3C" che, considerando inoltre il duplice richiamo al numero due (due carriere, due csm) e per l'omaggio al retaggio storico ex Gelli, otterrà applausi scroscianti in ogni buio anfratto dell'economia ove si nasconda una lobby para massonica.
L'attacco, naturalmente, è alla quarta 'C', quella che unifica l'Italia democratica: la Costituzione.
La 'C' di Cittadini? Neppure l'ombra nel programma della P4.
La "G" di Giustizia? Rinchiusa al centro, tra la squadra ed il compasso, in grado di "compagno".

(dixit il 15.10.2010) Loredana Morandi

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/g-blu.jpg

GIUSTIZIA: IPOTESI 2/3 VOTI CONSULTA
PER BOCCIARE LEGGI
E' IN BOZZE RIFORMA COSTITUZIONALE
GIUDICI-PM SEPARATI E 2 CSM


(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Per bocciare una legge o un atto avente forza di legge la Corte Costituzionale dovrebbe deliberare a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. E' questa una delle novita' dell'ultima ora entrate a far parte - secondo quanto si e' appreso da fonti qualificate - della riforma della giustizia per via costituzionale. Si tratta di una delle piu' recenti versioni di bozze su cui i tecnici del Pdl sono al lavoro e su cui pero' e' ancora aperto il confronto con Fli e Lega per tentare di arrivare a una sintesi in vista del Cdm della prossima settimana. Le bozze prevedono, tra l'altro, la separazione delle carriere di giudici e pm e la creazione di due distinti Csm.

Ecco, in sintesi, le principali novita' delle bozze piu' recenti di riforma della giustizia per via costituzionale su cui in questi giorni Pdl-Fli e Lega si confronteranno. Le linee generali della riforma sarebbero state illustrate stamani dal Guardasigilli Angelino Alfano al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

GIUDICI ORDINE AUTONOMO E INDIPENDENTE; PM SEGUIRA' PRIORITA'

I magistrati si distingueranno in giudici e pubblici ministeri (e' caduta l'ipotesi di ribattezzare questi ultimi 'avvocati dell'accusa'), e le loro carriere saranno separate per legge. Se i primi costituiranno un ordine autonomo e indipendente da ogni potere e soggetti solo alla legge, diverso sara' per i pm.
Secondo una delle ultime bozze dei tecnici del Pdl, l'ufficio del pm verrebbe organizzato secondo le norme sull'ordinamento giudiziario, che ne assicurerebbe l'autonomia e l'indipendenza, ma eserciterebbe l'azione penale secondo priorita' stabilite dalla legge ordinaria.

CSM DEI GIUDICI E CSM DEI PM.

Ciascuno dei due distinti Csm sara' composto da membri nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal parlamento e per il restate terzo da giudici e pm. Ciascun Csm potrebbe eleggere il presidente, ma resta da vedere se la nomina avverra' solo tra i componenti scelti dal Capo dello Stato oppure diversamente (c'e' infatti chi ipotizza di far presiedere il Csm dei giudici scelti dal presidente della Repubblica e quello dei pm dal Pg della Cassazione).

PRINCIPIO DI RESPONSABILITA'.

Sara' ribadito con una norma  ad hoc quanto gia' previsto dall' art.28 della Costituzione sui dipendenti pubblici: i giudici e i pm saranno ritenuti direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti. Una legge ordinaria stabilita' come accertare la loro responsabilita'.

INAPPELLABILITA' SENTENZE DI ASSOLUZIONE.

Torna, per via costituzionale, quanto previsto dalla legge Pecorella a suo tempo bocciata dalla Consulta. Per cui, modificando l'art.111 della Carta, contro la sentenza di condanna sara' sempre ammesso l'appello, mentre le sentenze di assoluzioni diventerebbero appellabili nei casi previsti dalla legge.  Nelle piu' recenti bozze dei tecnici del Pdl sulla riforma della giustizia si ipotizza anche che il

MINISTRO PUO' PARTECIPARE ALLE RIUNIONI DEI DUE CSM. 

Il Guardasigilli non avrebbe pero' diritto di voto, ma la possibilita' di presentare proposte o richieste. Ai Csm dei giudici e dei pm, inoltre, sarebbe vietata esplicitamente l'adozione di ''atti di indirizzo politico''

DUE CORTI DI DISCIPLINA.

Al posto dell'attuale sezione disciplinare, i due Csm potrebbero eleggere al loro interno una Corte di disciplina i cui componenti non parteciperebbero alle altre attivita' dei Csm.

POLIZIA GIUDIZIARIA.

L'attuale art.109 della Costituzione prevede che l'autorita' giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. Nelle bozze di riforma si ipotizza che cio' avvenga non direttamente ma ''nelle forme stabilite dalla legge'', con il probabile intento di 'blindare' (dal punto di vista costituzionale) quanto gia' previsto dal ddl di riforma penale presentato due anni fa dal Guardasigilli Alfano che dava maggiore autonomia alla polizia giudiziaria.    (ANSA).

Leggi altro

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/giudici.gif


GIUSTIZIA: FERRANTI, PIU' CHE RIFORMA E' AZIONE PUNITIVA
SIAMO ALL'INGERENZA, NEANCHE UNA RIGA PER I CITTADINI

   (ANSA) - ROMA, 14 OTT - "Dalle prime indiscrezioni che emergono sui contenuti della cosiddetta riforma della giustizia traspare un chiaro disegno per fiaccare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e dei pubblici ministeri, per aggredire l'obbligatorietà dell'azione penale e per controllare la polizia giudiziaria''. Lo afferma in una nota la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti secondo cui ''il quadro si completa con un ritocco del tutto immotivato e incomprensibile al procedimento di voto e alle maggioranze richieste per dichiarare incostituzionale una legge''.
   ''E' chiaro - prosegue - che nessuna di queste riforme riguarderà direttamente i cittadini né avrà effetti sull'efficienza e la qualità della giustizia mentre tutte aumenteranno i costi per le casse dello stato. Più che una riforma sembra un'azione dagli intenti punitivi".(ANSA).

Giustizia: ipotesi 2/3 voti della Consulta per bocciare le leggi
E' in bozze riforma costituzionale giudici-pm separati e 2 csm

14 ottobre 2010, 21:13
di Alberto Spampinato
 
ROMA - La riforma della giustizia annunciata due settimane fa da Berlusconi in parlamento prevede numerose norme incisive. Le piu' rilevanti riguardano il potere della Consulta di abrogare le leggi (sara' necessario un quorum qualificato di due terzi, non bastera' quindi piu' la maggioranza assoluta), la nascita di un CSM separato per i pm (che non saranno piu' tenuti all'obbligo dell'azione penale per tutti i reati, ma dovranno rispettare priorita' fissate dal parlamento), la non appellabilita' delle sentenze di assoluzione. Non c'e' ancora un testo, ma le linee generali della riforma sono state fissate e il ministro della Giustizia Angelino Alfano le ha illustrate al Quirinale a Giorgio Napolitano.
 
E' stato un incontro di cortesia istituzionale in vista del consiglio dei ministri che la prossima settimana dovrebbe varare i primi provvedimenti. Il presidente della Repubblica si e' limitato ad ascoltare e a confermare la posizione che e' nota da tempo: il governo faccia la sua parte, il Parlamento approvi cio' che ritiene di approvare, il capo dello Stato valutera' i provvedimenti quando entrera' in gioco la sua competenza per promulgarle, ed esercitera' le sue prerogative costituzionali di garante della Costituzione. Il pacchetto comprendera' leggi costituzionali e ordinarie.
 
I testi saranno definiti nei prossimi giorni. Prima si devono sciogliere alcuni nodi di non poco conto che dividono la maggioranza. In base alle indiscrezioni circolate sembra comunque evidente che si va verso una attenuazione dei poteri attualmente conferiti alla magistratura e ad organi costituzionali quali la Corte Costituzionale e il CSM. Della Consulta si e' detto: per abrogare una legge per vizio di costituzionalita' non bastera' piu' il si' di meta' piu' uno dei suoi componenti. L'ordine giudiziario sara' diviso in due: giudici e pubblici ministeri, ognuno con un suo distinto CSM, nel quale i magistrati non saranno piu' la maggioranza dei consiglieri ma solo un terzo.
 
Al CSM dei giudici si vuole vietare espressamente di esprimere pareri su questioni di rilevanza politica (come ad esempio la pratica a tutela del pm de Pasquale pesantemente criticato dal premier Berlusconi, che sara' esaminata nei prossimi gironi a Palazzo dei Marescialli). Per i giudici e i pm sara' sancita la responsabilita' civile. Sara' riconosciuta maggiore autonomia alla polizia giudiziaria rispetto ai pubblici ministeri. E' scontato che le opposizioni daranno battaglia, ma e' incerto anche il pieno sostegno dei finiani a quella parte della riforma gia' battezzata ''colpo di spugna''. E la Lega? ''Quando verra' il momento opportuno ci giocheremo le nostre carte'', risponde enigmatico Umberto Bossi.

La Giustizia:Alfano al Colle spiega riforma
Ipotesi, sale quorum Consulta per bocciare leggi: servono i 2/3

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Perche' la Corte Costituzionale possa bocciare una legge servira' un quorum piu' alto: non piu' maggioranza semplice ma dei due terzi. E' una delle novita' della riforma della giustizia per via costituzionale contenute nella bozza su cui sono al lavoro i tecnici del Pdl sono al lavoro. Le linee guida di questa proposta che dovrebbe essere varata dal Consiglio dei ministri la prossima settimana sono state illustrate dal ministro della Giustizia Alfano al presidente della Repubblica.

Csm: lunedi' plenum con Alfano
Riunione straordinaria sul problema delle procure vuote

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - Plenum straordinario del Csm, con il ministro Alfano, lunedi' prossimo sul problema delle carenze di organico nelle procure. Lunedi', ha riferito il vicepresidente Michele Vietti, saranno esaminate anche le difficolta' che potrebbero complicare ulteriormente il funzionamento degli uffici giudiziari in conseguenza delle numerose domande di pensionamento anticipato presentate dai magistrati per gli effetti della legge finanziaria sulle retribuzioni.

Csm: Brigandi' contro 'metodo Woodcock'
Consigliere Csm, cosi' si lede credibilita' della magistratura

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Il consigliere laico del Csm Matteo Brigandi' ha chiesto di aprire una pratica a tutela della magistratura contro il 'metodo Woodcock'.'Quello che ormai viene definito come il 'metodo Woodcock', nel senso di inchieste che poi si risolvono nel nulla - spiega Brigandi' - lede la credibilita' della magistratura. E ho chiesto che venga aperta la pratica'.Woodcock e' uno dei pm dell'inchiesta sui presunti dossier contro il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Vietti: toghe temono delegittimazione
Vicepresidente Csm al Quirinale da Napolitano

(ANSA) - ROMA, 13 OTT -'Le preoccupazioni del CSM per interventi che rischiano di delegittimare la magistratura tutta' sono stati riferiti da Vietti a Napolitano. Il Quirinale, in una nota, precisa che il presidente della Repubblica (che e' presidente del Csm) nel ringraziare il vicepresidente Vietti, ha richiamato e ribadito il suo costante impegno per l'esercizio rigoroso delle prerogative costituzionali del CSM.

Csm: Vietti al Quirinale per parlare della
preoccupazione delle toghe per accuse premier

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - Il vice presidente del Csm Vietti e' al Quirinale per parlare della preoccupazione per le accuse del premier al pm del processo Mills. A chiedere a Vietti di affrontare l'argomento con Napolitano, che del Csm e' presidente, erano stati gli stessi consiglieri che hanno anche sollecitato l'apertura di una pratica a tutela di De Pasquale, dopo l'intervento del presidente del Consiglio alla festa del Pdl a Milano

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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 16:53:34, in Magistratura, linkato 1307 volte)
Siena, evacuato Palazzo di giustizia
per falso allarme bomba



ultimo aggiornamento: 15 ottobre, ore 13:39 - Siena - (Adnkronos) - Poco dopo le 9, una telefonata anonima al 113 aveva avvertito della presenza di un ordigno nell'edificio, situato vicino al centro storico

Siena, 15 ott. - (Adnkronos) - Falso allarme bomba, stamani, al palazzo di giustizia di Siena. Poco dopo le 9, una telefonata anonima al 113 aveva avvertito della presenza di un ordigno nell'edificio, situato vicino al centro storico. La procura ha deciso l'evacuazione di personale e avvocati presenti. Dopo una serie di controlli da parte degli uomini della Digos, il palazzo di giustizia e' stato riaperto e sono riprese le normali attivita'.

La Rassegna

Siena, evacuato Palazzo di giustizia per falso allarme bomba

Adnkronos/IGN - ‎3 ore fa‎
Siena, 15 ott. - (Adnkronos) - Falso allarme bomba, stamani, al palazzo di giustizia di Siena. Poco dopo le 9, una telefonata anonima al 113 aveva avvertito ...

Allarme bomba al tribunale di Siena, palazzo evacuato

La Nazione - ‎5 ore fa‎
Siena, 15 ottobre - E' rientrato l'allarme bomba che era scattato questa mattina nel tribunale a Siena. La Procura aveva deciso per l'evacuazione del ...

Falso allarme bomba in tribunale a Siena

Toscana TV - ‎4 ore fa‎
15/10/2010 - Il tribunale di Siena e' stato evacuato poco dopo le 9 di stamani per un allarme bomba rivelatosi poi falso. Gli accertamenti della polizia ...

Falso allarme bomba al Tribunale di Siena

SienaFree.it (Blog) - ‎5 ore fa‎
Una telefonata anonima al 113, sembra effettuata da una donna dall'accento straniero, ha avvertito alle nove di questa mattina, venerdì 15 ottobre, ...

Allarme bomba in tribunale a Siena

Tg1 - www.tg1.rai.it - ‎6 ore fa‎
La Procura ha deciso l'evacuazione del palazzo. Sul posto è intervenuta la polizia e gli artificieri. SIENA - Allarme bomba in tribunale a Siena. ...
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 16:57:30, in Magistratura, linkato 1494 volte)
Giustizia, un "baratro" sempre più buio 

Inascoltati gli appelli del presidente del Tribunale Filocamo e del sindaco

Antonio Condò

Locri - La preoccupazione è tanta, ed è più che giustificata; la delusione è tantissima, ed anch'essa è più che legittima se si considerano i ripetuti appelli che negli anni sono stati lanciati da più parti senza che vi sia stata risposta alcuna. L'argomento è sempre lo stesso: la situazione in cui versano gli Uffici giudiziari di Locri a causa della risaputa carenza di personale. A riaccendere i riflettori sull'annosa questione, con un telegrafico ma allarmante comunicato stampa, è – ancora una volta – la Camera penale di Locri, con una nota a firma del suo presidente, l'avv. Antonio Mazzone. Questi con amarezza è costretto a rilevare che «non si sta dando corso alle richieste di assumere servizio negli Uffici giudiziari di Locri formulate da magistrati provenienti da altre sedi; i vuoti nell'organico in tali Uffici giudiziari continuano a non venire immediatamente coperti nonostante le continue rassicurazioni».
Decisamente chiaro e preoccupante l'incipit della nota stampa con la quale la Camera penale locrese prende anche atto che «la realizzazione del nuovo Palazzo di Giustizia non è ancora sostanzialmente iniziata» e – cosa ancora più allarmante – che «tutto ciò può costituire indice di non sufficiente attenzione per la Locride da parte dello Stato», anche da parte di alcuni network nazionali, che sembrano concentrarsi «esclusivamente sui problemi di altre sedi giudiziarie e non su quella di Locri». Da qui la «grande preoccupazione per l'insufficiente attenzione dedicata ai problemi della Locride» e la richiesta – da parte della Camera penale – «che gli organi centrali competenti attuino i necessari interventi per il potenziamento degli Uffici giudiziari locresi».
Si tratta dell'ennesimo appello che da anni l'organismo forense rivolge alle istituzioni; un'accorata denuncia delle problematiche e delle esigenze della Giustizia del distretto, le cui conseguenze gli avvocati, e prima di tutti i cittadini, subiscono sulla propria pelle. Sui problemi di carenza d'organico presso il Tribunale di Locri nei giorni scorsi era intervenuto il sindaco Francesco Macrì e – prima ancora (nel giugno scorso) – il movimento politico-culturale «LocrIdeAzione». In primavera aveva lanciato un preoccupante grido di allarme il presidente del Tribunale, Giovanni Filocamo, soprattutto con riferimento alla «forte carenza di organico sia di magistrati che di personale tecnico-amministrativo presso il Palazzo di Giustizia di Locri con la certa conseguenza di scarcerazione di molti imputati per decorrenza dei termini».
In quell'occasione da più parti venne, tra l'altro, auspicato che la terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura in tempi brevi esaminasse la richiesta del dott. Salvatore Cosentino, sostituto orocuratore della Repubblica a Taranto, che aveva chiesto di essere trasferito dalla Procura pugliese a quella di Locri, trasferimento che però non ha avuto il via libera proprio dal Csm. Il problema venne poi riproposto da un articolo di stampa pubblicato dal quotidiano "Libero" e, proprio in quell'occasione, il sindaco Macrì parlò di una «misteriosa situazione che oggi a Locri determina una carenza in organico del 75%».
Secondo il primo cittadino oggi, «sebbene a Locri si viva un particolare momento storico in cui l'azione dello Stato ha riportato risultati oltremodo positivi nella lotta alla 'ndrangheta, lo svuotamento della Procura di Locri è un segnale negativo contro il quale sarebbe stato indispensabile predisporre un'immediata collocazione in organico di altri magistrati inquirenti. Alla luce del cambiamento avviato con duro lavoro, sarebbe stato a dir poco fondamentale non far passare agli occhi dei cittadini che lo Stato si sta allontanando».
Un momento particolare, commentò il primo cittadino, nel quale «viene invece a mancare il sostegno di tutte le istituzioni e del governo che, evidentemente, non hanno avvertito la necessità, non dico di evitare il verificarsi di una situazione di carenza dello Stato, (provvedendo magari prima del trasferimento dei pm alla loro sostituzione), ma almeno di colmare con urgenza il vuoto di organico presso la Procura di Locri».
www.gazettadelsud.it
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Non sono d'accordo, la guerra tra le Procure non l'hanno fatta certo i due pm. L.M.

Potranno esercitare «solo la funzione giudicante»

Indagarono su De Magistris a Catanzaro
La Cassazione: «Non faranno più i Pm»

 

Nuzzi e Verasani, protagonisti dello scontro tra procure puniti per «comportamento deontologicamente deviante»

SALERNO - La Corte di Cassazione chiude definitivamente il caso degli ex pm di Salerno, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, trasferiti dal Csm dopo lo scontro con la Procura di Catanzaro sulle inchieste tolte a Luigi De Magistris. Gabriella Nuzzi resta a Latina, Dionigio Verasani a Cassino, ma solo in qualità di magistrati giudicanti. Non possono più indagare così come hanno fatto sul caso De Magistris prima della perquisizione e del sequestro alla Procura di Catanzaro dei fascicoli Why Not. Perché, dicono i magistrati romani a cui per legge spetta la decisione finale, quel provvedimento di 1.400 pagine, contestato anche dall'Anm, è «abnorme». Anzi, spiegano le sezioni unite del Palazzaccio è «un affastellamento di carte», una specie di copia e incolla delle inchieste condotte dall'allora sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, su presunti collegamenti affaristici tra politica e magistratura calabrese che vide indagato anche l’ex Guardasigilli Clemente Mastella. La Corte di Cassazione contesta in toto il modus procedendi dei due ex pm. Gli ex pm di Salerno sarebbero andati, per la Cassazione, al di là dei doveri di un magistrato. Gabriella Nuzzi avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza di un incontro previsto tra l'ex procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, e l'ex procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella. Eventualità, questa, ritenuta impossibile dalla Cassazione. La Suprema Corte contesta una sorta di pregiudizio da parte dei giudici di Palazzo dei Marescialli nel giudicare i ricorsi di Nuzzi e Verasani. Perché, a sentire gli ex pm, a giudicarli al Csm sarebbero stati gli stessi giudici che avevano trattato anche il caso disciplinare di De Magistris. Ma per la Suprema corte non c’è collegamento tra i due giudizi. E, infine, c'è un passaggio sull'opportunità di sentire lo stesso De Magistris come teste più di 60 volte, anche tramite «scambi non formali e quindi irrituali di informazioni tramite il mezzo telefonico»: se ne può discutere, scrive la Corte nel provvedimento del 24 settembre scorso che conferma il trattamento sanzionatorio disposto dal Csm, ma tutto questo non cosituisce reato. Condividendo, quindi, le decisioni del gip di Perugia.

I FATTI - È il 2 dicembre 2008 quando sette magistrati di Salerno, con i carabinieri del reparto operativo, arrivano negli uffici della Procura di Catanzaro con un decreto di sequestro e di perquisizione (anche domiciliare per Salvatore Curcio). Il giorno successivo i magistrati calabresi denunciano i colleghi salernitani per abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio. Le accuse saranno archiviate qualche mese dopo dai giudici di Perugia, ma il procedimento disciplinare avviato dinanzi al Csm non fa sconti. Nuzzi e Verasani vengono trasferiti, Apicella viene sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e l'inchiesta sul caso De Magistris viene assegnati ad altri pm che, a distanza di un anno, chiedono l'archiviazione della maggior parte dei capi di imputazione ipotizzati dagli ex colleghi. Restano in piedi solo due ipotesi di reato legate all'avocazione a De Magistris delle inchieste Why Not e Poseidone, di cui si discuterà il prossimo 3 novembre.

L'ACCUSA - È un faldone di 174 pagine quello con cui la Corte di Cassazione costringe gli ex pm di Salerno, Nuzzi e Verasani, a restare nelle sedi assegnate loro dal Csm. È una sentenza definitva quella emessa dai giudici del Palazzaccio in cui compaiono giudizi pesanti sul comportamento degli ex sostituti procuratori tenuti nel corso delle indagini sul caso De Magistris. La decisione del Csm «ha avuto per oggetto -scrivono i magistrati di piazza Cavour - non il risultato dell'attività giurisdizionale, ma il comportamento deontologicamente deviante posto in essere dal magistrato nella sua funzione istituzionale». Ed è sui comportamenti dei magistrati che si concentra il giudizio della Suprema Corte, perché se l'«inesattezza» del provvedimento di 1.400 pagine non è contestabile dal punto di vista disciplinare, l'atteggiamento che esso presuppone lo è. Tanto da «evidenziare scarsa ponderazione, approssimazione, frettolosità o limitata diligenza». Ed è questo aspetto che viene sindacato, solo per un motivo: «perché - continuano i giudici romani - è suscettibile di negativo riflesso sul piano del prestigio».

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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 17:07:58, in Osservatorio Famiglia, linkato 1129 volte)
Foggia, al palazzo di giustizia
si parla di tutela dei minori



giovedì 14 ottobre 2010 22:1:29
di  Redazione Il Grecale

FOGGIA - Un convegno sulla figura del Curatore speciale e del Tutore dei Minori è stato organizzato a Foggia al palazzo di giustizia per sabato prossimo. L’obiettivo è approfondire le competenze e i poteri di queste due figure giuridiche. La delicatezza della materia oggetto di analisi e lo spessore culturale dei relatori che interverranno, fanno del convegno un´occasione di studio approfondito delle norme regolanti il processo minorile ed all´assistenza legale del minore nei processi in cui è parte.

I lavori vedranno quale relatrice la presidente del tribunale per i minorenni di Bari Rosa Anna Depalo. Nell’occasione la Camera Minorile di Capitanata presenterà una guida pratica del curatore speciale. La compagine dei relatori offrirà la presenza di Giuseppe Trisorio Liuzzi e di Barbara Poliseno dell’università di Bari, del notaio Elena Calice, del segretario nazionale delle camere minorili Rita Perchiazzi e dell’assessore regionale Elena Gentile.

http://www.ilgrecale.it/news/dettaglio.asp?id=380
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Per amor del cielo, tenetevelo. Quando sono qua fuori, la prima collocazione politica è tra gli universitari a fomentare la violenza, poi passano al mobbing verso le associazioni cattoliche e nel frattempo qualcuno gli ha trovato uno stipendio pubblico alla faccia di tutti i precari in Italia. L.M.

Libertà condizionale a Gallinari


Polemiche sul parere chiesto dai magistrati di Bologna ai parenti delle vittime

venerdì, 15 ottobre 2010, 11:56


Sarà il Tribunale di Sorveglianza di Bologna a decidere sulla richiesta di libertà condizionale avanzata dall’ex br Prospero Gallinari. Condannato all’ergastolo per diversi omicidi tra cui quello di Aldo Moro, il carceriere del presidente della Democrazia Cristiana si trova ora agli arresti domiciliari nella sua casa di Reggio Emilia. La legge prevede che dopo 26 anni i condannati all’ergastolo possano chiedere la liberazione condizionale. Gallinari lo ha fatto circa un anno fa. A far discutere, però, non è solo la richiesta inoltrata dall’ex terrorista, ma anche il parere chiesto dai magistrati ai familiari delle vittime. Una prassi, non un obbligo di legge, spiegano i magistrati.

Gallinari non ha chiesto perdono e in più di un intervista ha ribadito che non è sua intenzione farlo. La richiesta del Tribunale non è piaciuta a Sabina Rossa. La deputata del PD, figlia di Guido Rossa, il sindacalista della Fiom-Cgil ucciso a Genova da un commando delle BR il 24 gennaio del 1979, ha contestato il coinvolgimento dei parenti in una procedura che spetta ai giudici. Sulla stessa linea anche Olga D’Antona, vedova del giuslavorista Massimo D’Antona ucciso dalle BR nel 1999. “ I magistrati si assumano le proprie responsabilità. Non è compito dei familiari delle vittime decidere sulla liberazione dei brigatisti. Tale prassi, per i familiari, è insopportabile e penosa” ha dichiarato la deputata del Pd. Concorde anche Luciano Violante. “Il perdono non e’ e non puo’ essere un passaggio procedurale” ha commentato l’ex presidente della Camera ed ex magistrato. Tesi che trovano d’accordo anche Gallinari.

fonte Tele San Remo

La Rassegna

L'ex brigatista Gallinari chiede la libertà condizionata

Il Resto del Carlino - ‎5 ore fa‎
Reggio Emilia, 15 ottobre 2010. L'ex brigatista Prospero Gallinari, condannato all'ergastolo per l'uccisione, fra gli altri, di Aldo Moro e Guido Rossa, ...

L'ex brigatista reggiano Prospero Gallinari chiede la libertà ...

Modena 2000 - ‎4 ore fa‎
Prospero Gallinari, l'ex brigatista reggiano condannato a numerosi ergastoli e che ha già scontato 26 anni di carcere, ha chiesto al Tribunale di ...

Libertà condizionale a Gallinari. Polemiche sul parere chiesto dai ...

Telesanterno - ‎5 ore fa‎
Sarà il Tribunale di Sorveglianza di Bologna a decidere sulla richiesta di libertà condizionale avanzata dall'ex br Prospero Gallinari. ...

“Non firmiamo una liberatoriaâ€

L'Opinione - ‎5 ore fa‎
Sabrina Rossa, deputato del Pd e figlia di Guido - ucciso dalla Brigate rosse nel 1979 - racconta la vicenda di cui sono involontariamente protagonisti i ...

«Chiedere perdono? Sarei ipocrita»

Gazzetta di Reggio - ‎9 ore fa‎
REGGIO. Prospero Gallinari, l'ex brigatista carceriere di Aldo Moro, ha chiesto la liberazione condizionale. Ha sulle spalle diversi ergastoli, ...

ANNI DI PIOMBO: D'ANTONA (PD), NON SPETTA AI FAMILIARI DECIDERE ...

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎14/ott/2010‎
(AGENPARL) - Roma, 14 ott - “I magistrati si assumano le proprie responsabilità. Non è compito dei familiari delle vittime decidere sulla liberazione dei ...

Assassini per sempre

CronacaQui Milano - ‎7 ore fa‎
Tutte vittime del brigatista Prospero Gallinari che, per inciso, pur non essendosi mai pentito, già gode del privilegio degli arresti domiciliari. ...

Terrorismo: Violante, perdono non e' passaggio procedurale

Adnkronos/IGN - ‎22 ore fa‎
... familiari delle vittime del terrorismo per verificare la loro disponibilita' a concedere all'ex terrorista Prospero Gallinari la liberta' condizionale.

Il martirologio di Santoro che non conviene alla Rai

Giornalettismo - ‎13/ott/2010‎
... Rosse dallo Stato, per chiedere il perdono: alla base di tutto ci sarebbe la richiesta di liberazione condizionale da parte di Prospero Gallinari. ...

CASELLATI: Sentire i familiari delle vittime brigatiste via mail e ...

PDL - VotaBerlusconi.it - ‎14/ott/2010‎
... del terrorismo con l'obiettivo di verificare la loro disponibilita' ad una eventuale liberta' condizionale per l'ex terrorista Prospero Gallinari. ...

Per la prima volta, 40 anni fa, comparve la sigla Brigate Rosse

Panorama (Blog) - ‎12/ott/2010‎
Sapevano di Renato Curcio e Alberto Franceschini, di Corrado Simioni e Prospero Gallinari, di Mara Cagol e Lauro Azzolini… Insomma, Pci e ministero ...
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 17:26:45, in Magistratura, linkato 2447 volte)
A richiedere la riesumazione della salma del "bandito Giuliano" è il giornalista Rai, che sta riscrivendo la "storia" del sanguinoso personaggio. Si ipotizza che egli non sia morto allora, ma ultraottantenne pochi anni fa. E tutto può essere nella antica leggenda, ma se davvero il cadavere non fosse quello, chi saranno gli accusati se non  i sanitari, la polizia, i carabinieri, la magistratura e la stampa del medesimo periodo dei fatti? L'omino che porta le salme al cimitero non potrà aver fatto tutto da solo, oh no!?  L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/bandito_giuliano.jpg

Sicilia: Pm Ingroia,
riesumazione salma Giuliano
scelta obbligata


Palermo, 15 ott.- (Adnkronos) - "Prossimamente daremo ai medici legali del Policlinico di Palermo l'incarico per riesumare la salma di Salvatore Giuliano. Non sappiamo ancora quando avverra', certo non oggi, ma ci siamo resi conto che e' una scelta obbligata". Lo ha detto all'ADNKRONOS il Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, parlando della nuova indagine aperta sulla morte del bandito di Montelepre, ucciso in circostanze misteriose nel luglio di sessant'anni fa. Un'inchiesta riaperta da poco per cercare di fare luce sull'intricata vicenda ancora avvolta nel mistero. La Procura di Palermo sta aspettando gli ultimi risultati e gli esiti degli accertamenti disposti dal procuratore aggiunto sul materiale a disposizione. "Continuo a dire che noi andiamo con i piedi di piombo, non escludiamo niente. Ma prima di fare ipotesi aspettiamo. Ci muoviamo solo sulla base di fatti concreti e non su congetture".

La Procura di Palermo e' chiamata a fare luce, in particolare, sull'ipotesi che il cadavere di Giuliano ripreso sul luogo del delitto, il cortile De Maria a Castelvetrano (Trapani), fosse lo stesso di quello fotografato nell'obitorio del cimitero di Castelvetrano. Ecco perche' e' stato disposto dalla magistratura un esame approfondito dei filmati e delle fotografie a disposizione. A mettere in dubbio la certezza che il cadavere mostrato ai giornalisti fosse davvero Salvatore Giuliano e' stato, tra gli altri, un docente di Medicina Legale, il professor Alberto Bellocco. "Dobbiamo fare un'attenta verifica del materiale a nostra disposizione - ribadisce Ingroia - per accertare se quanto affermato dal professor Bellocco sia plausibile". (segue)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/leuropeo_disicuro_giuliano_morto.jpg

Sicilia: Pm Ingroia, riesumazione salma Giuliano scelta obbligata (2)

(Adnkronos) - La Procura di Palermo sta cercando di stabilire se effettivamente il cadavere di cortile De Maria a Castelvetrano sia lo stesso del corpo di Salvatore Giuliano dell'obitorio. "Purtroppo abbiamo poche immagini a disposizione - spiega ancora il Procuratore aggiunto di Palermo - ma noi cerchiamo di fare luce grazie alle tecniche che abbiamo a disposizione nell'eseguire gli accertamenti". Un importante passo avanti lo dara' certamente la riesumazione del cadavere di Salvatore Giuliano.

"Non possiamo evitare la riesumazione - spiega il magistrato - perche' soltanto con questi ulteriori accertamenti sul Dna del cadavere potremo raggiungere dei risultati importanti". A chiedere la verifica sul cadavere e' stato un giornalista Rai, Franco Cuozzo, che sta scrivendo un libro sulla vicenda, l'ennesimo sul mistero di Montelepre. Un altro e' stato pubblicato di recente dal nipote di Giuliano, Giuseppe Sciortino Giuliano 'Via d'inferno. Cause ed affetti', in cui l'uomo racconta che il nonno sarebbe scappato negli Stati Uniti e che sarebbe morto solo pochi anni fa, ultraottantenne, dopo essere tornato due volte in Sicilia. "Una ricostruzione - spiega il nipote - frutto dell'immaginario popolare".

(Ter/Col/Adnkronos)

Le foto su Il Giornale di Sicilia online.
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 18:05:28, in Osservatorio Famiglia, linkato 1408 volte)
Se c'è di mezzo Scientology, allora la Chiesa Cattolica non c'entra. Se mai, dato che i rapporti delle massonerie sono infiniti, si potrebbe parlare di rapporti tra i capitoli locali di rito scozzese con le logge anglosassoni gemellate. Personalmente non credo a teorie complottistiche tanto raffinate, se mai questa vicenda dovesse rassomigliare ad un evento analogo sul piano criminale, la cosa più vicina è la ricostruzione cinematografica del caso "Girolimoni" nel film con Mastroianni. Solo che in questo caso l'omicida ha ucciso ancora e ancora.  L.M.

Caso Claps, ecco il dossier su Restivo



L'avvocato italo inglese, Giovanni De Stefano, ha inviato al ministro dell giustizia, Alfano, un dossier su Danilo Restivo. Si avanzano sospetti anche su Scientology

13/10/2010 - Secondo il nostro ragionamento non è questione di “omertà” o “silenzi mafiosi”, ma di una cospirazione criminale di un numero di individui in Italia per proteggere Danilo Restivo permettendogli di trasferirsi dall'Italia all'Inghilterra, che ha causato direttamente l'omicidio di almeno un'altra persona per la quale è stato incriminato dalle autorità britanniche procedenti, e l'omicidio della studentessa coreana Oki».

È questo il fulcro del dossier dell'avvocato Giovanni Di Stefano indirizzato lo scorso 21 settembre al ministro della Giustizia Angelino Alfano nel suo ufficio di Roma in via Arenula. Si tratta del prosieguo di una precedente comunicazione datata 23 maggio.

«Francamente siamo sorpresi - scrive il legale di Omar Benguit, condannato per l'omicidio di Oki Shin, avvenuto nel 2002 sempre a Bournemouth nella contea della Dorset, che è la cittadina inglese dove risiede da qualche anno Danilo Restivo - di non aver ricevuto la cortesia di un riconoscimento, tanto meno una risposta. Dobbiamo presumere che la comunicazione non le è stata inoltrata, perciò per questa volta abbiamo scelto la spedizione con raccomandata internazionale».

In totale sono sette i documenti allegati assieme a tre fotografie. La lingua utilizzata è quella della Regina. Per conoscenza l'avvocato Di Stefano invia al ministro anche una copia delle missive già spedite al Tribunale penale provinciale di Palma di Maiorca in Spagna, il 3 giugno, e al procuratore della Repubblica di Perpignan in Francia, il 5 giugno, più un sommario riassuntivo, l'atto d'incriminazione di Restivo per l'omicidio di Oki Shin, e la richiesta di revisione della sentenza di condanna per Omar Benguit.

«Sottoporre questi atti - prosegue Di Stefano - è a nostro avviso necessario per dettagliare il livello di protezione che Danilo Restivo ha ricevuto in Italia da numerose parti incluse la chiesa Cattolica, la massoneria italiana, e possibilmente la chiesa di Scientology».

L'avvocato ripercorre tutte le tappe della vicenda Claps dal 1993 a oggi con le false piste e i veri e propri depistaggi, che a volte riconduce a imprecisati «membri della famiglia Restivo», come le accuse a Eris Gega, arrestato sul finire di dicembre del 1993 per falsa testimonianza, e rilasciato solo dopo quindici giorni di galera.

Suggestivo un passaggio un po' più avanti, dove scrive della detenzione di Restivo nel 1994, quando un vigile urbano di Policoro disse in televisione di aver visto Elisa in Albania.

«Dopo queste dichiarazioni - sempre secondo Di Stefano - Danilo Restivo, in carcere e da oltre un mese in isolamento, chiese alla magistratura la revoca del regime di isolamento e intraprese un presunto sciopero della fame. Stesso quella sera i genitori di Restivo chiesero l'intervento del ministro della Giustizia Alfredo Biondi e si appellarono al procuratore generale della corte di Cassazione, al Consiglio superiore della magistratura e al procuratore generale della corte d'Appello per il rilascio di Danilo Restivo».

Per «coincidenza», scrive l'avvocato tra parentesi, Alfredo Biondi «è un sostenitore della chiesa di Scientology assieme a uno dei membri della famiglia Restivo». Non si capisce se poi sia potuta scattare davvero una forma di solidarietà tra fedeli. La cosa viene lasciata lì in sospeso.

Pesanti considerazioni vengono rivolte anche all'avvocato che difende Danilo Restivo, Mario Marinelli, accusato di aver passato il «gusto» (è scritto proprio così, in italiano) che ci si aspetterebbe da chi è impegnato in una difesa.

«Noi crediamo - conclude Di Stefano - che le autorità inquirenti italiane, o qualcuno dei suoi ufficiali, conoscessero bene quanto fosse pericoloso Restivo. Il fatto vero che in tre differenti città (Torino, Rimini, e Potenza) è stato segnalato per aver tagliato capelli alle donne, e che in Inghilterra è continuato questo atteggiamento psicotico, e il fatto che Heater Burnett sia stata ritrovata con dei capelli nelle mani deve aver mostrato alle autorità italiane che Danilo Restivo era estremamente pericoloso, e le autorità inglesi sarebbero dovute essere avvisate propriamente molto tempo prima che gli fosse permesso di uccidere una donna, o più».

In sostanza la partenza di Restivo per l'Inghilterra sarebbe stata la maniera in cui l'Italia si è «liberata del problema lavandosi le mani - «washing of hands» nel testo originale - di una situazione molto pericolosa».

Leo Amato per il Quotidiano della Basilicata
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 19:58:54, in Osservatorio Famiglia, linkato 1437 volte)
Un prevedibile tristissimo epilogo, ora speriamo che si taccia per un po' sulla vicenda, lasciando finalmente lavorare in santa pace gli inquirenti. L.M.

Sarah, la cugina è indagata
per occultamento di cadavere

Per Sabrina Misseri, figlia del reo confesso, non si ipotizzerebbe il reato di omicidio ma sarebbe sospettata dalla procura di aver aiutato il padre a nascondere il corpo della ragazza di Avetrana. Per l'avvocato Vito Russo si tratta di "follia mediatica"

Sky Tg 24 - Ha sempre, e con decisione, condannato il padre, Michele Misseri, per quello di terribile che aveva fatto alla cugina, e sua migliore amica, Sara Scazzi, sostenendo allo stesso tempo che né lei, né la sorella Valentina, né la mamma Cosima avevano "coperto" l'uomo, o peggio aiutato nell'omicidio, violenza e occultamento del corpo delle piccola Sara.

Ma da oggi Sabrina Misseri, 22 anni, sarebbe invece indagata per occultamento del corpo della cugina. Certo è che Sabrina è sempre stata al centro della vicenda di Sara: è stata lei l'ultima ad avere contatti con la ragazza. Avevano appuntamento il 26 agosto scorso per andare al mare. Sara era uscita di casa alle 14,30 per raggiungerla presso la sua abitazione, a poche centinaia di metri di distanza, e ha fatto uno squillo sul cellulare di Sabrina per avvertirla che stava arrivando. Ma quando Sabrina l'ha chiamata a sua volta perché lei non arrivava, Sara non ha risposto e poi il telefonino è stato spento. Erano le 14.42.

Ed è stata Sabrina ad allertare tutti per la scomparsa di Sara, organizzando le prime ricerche, stampando i primi volantini. E fin dai primi giorni Sabrina è stata ascoltata con attenzione dagli investigatori. Ma la svolta arriva il 30 settembre, subito dopo il ritrovamento del telefonino di Sara, Sabrina fu messa tutto il giorno sotto interrogatorio, per farle ripetere il suo racconto incrociandolo anche con quello dell'amica Mariangela con cui le ragazze sarebbero dovute andare al mare.

Subito dopo la confessione del padre, con tutto quello che ne è seguito, l'attenzione si è spostata da Sabrina. Un altro aspetto della vicenda che ha coinvolto la ragazza è stato il litigio che le due cugine avrebbero avuto la sera precedente alla scomparsa: in un primo momento si parlò di una questione di gelosia per un amico comune, tale Ivano. Ma dopo il ritrovamento del corpo di Sara e la confessione dello zio Michele, almeno due persone, il fratello di Sara e un amico della famiglia Scazzi, Valentino Castriota, hanno detto che il litigio fu causato dalle presunte avance che Michele Misseri avrebbe fatto nei confronti della nipote, la sera del 24 agosto, poche ore prima della scomparsa.

"Sara - ha affermato Castriota - ha detto a Sabrina che il papà il giorno prima l'aveva molestata. Non è vero che hanno litigato per altro". D'altra parte, gli investigatori hanno ritenuto più volte che forse in famiglia fosse almeno stata intuita la verità di Michele Misseri. Il riferimento è ad una intercettazione ambientale nella quale Sabrina avrebbe detto durante un litigio con la madre: "se l'è portata lui...". Ma pubblicamente Sabrina ha sempre scaricato tutte le responsabilità: "Mio padre ha preso in giro tutta l'Italia. Noi non avevamo alcun sospetto... Mio padre deve pagare per quello che ha fatto".

Sky Tg 24  - guarda tutti i video sull'omicidio di Sarah Scazzi

TUTTE LE IMMAGINI SUL CASO DI SARAH SCAZZI
LE FOTO DI SABRINA MISSERI

Leggi anche:
Sarah Scazzi, l'ultimo saluto di Avetrana
La cugina Sabrina: "Mio padre deve pagare"
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