Immagine
 Lady Justice 3... ... di Lunadicarta
 
"
L'irriverenza è la paladina della verità se non la sua unica difesa.

Mark Twain
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 04:08:42, in Politica, linkato 961 volte)
GIUSTIZIA: BERLUSCONI, SEPAREREMO NON SOLO CARRIERE MA ORDINI

Roma, 4 feb. - (Adnkronos) - "Noi separeremo non solo le carriere ma gli ordini. I pm, che si chiameranno avvocati dell'accusa, avranno uffici separati da quelli dei giudici.

E se vorranno adire il giudice, dovranno prenotare un appuntamento, bussare alla porta e presentarsi, lo dico in senso figurato, con il cappello in mano, e dargli del lei".

Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a proposito della riforma della giustizia in un'intervista a 'Mattino Cinque' su Canale 5. (Fan/Zn/Adnkronos) 04-FEB-09 09:29

GIUSTIZIA: BERLUSCONI, BASTA PM POLITICIZZATI NEL '94 SOVVERTIRONO VOTO
 
(ASCA) - Roma, 4 feb - Il problema della giustizia e' ''che quando viene applicata da Pm colorati in un certo modo, politicizzati, e' un qualcosa che si deve assolutamente cambiare''. Lo dice intervistato su Canale 5 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

''Il presidente del Consiglio nel '94 fu mandato a casa per iniziativa di giudici che volevano addirittura cambiare, e ci riuscirono, il risultato elettorale - rileva Berlusconi - aveva ragione allora e ha ragione adesso quando afferma che i giudici devono fare i giudici, sono un ordine dello Stato e non un potere dello Stato che la politica deve essere indipendente da questa giustizia politicizzata che e' una malattia della democrazia''. Cer/dnp/rob
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/02/2009 @ 09:29:33, in Magistratura, linkato 1291 volte)
2009-02-03 15:43

Giustizia: Flick, nulla vieta eliminare processo d'appello

SAN DONATO (MILANO) - In Italia "nulla vieta di eliminare il processo d'appello": il presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick lo ha spiegato ai ragazzi dell'istituto omnicomprensivo di San Donato Milanese, cui oggi ha parlato della Costituzione.

Rispondendo a una delle loro domande sulla possibilità di eliminare il processo di appello per sveltire i tempi della giustizia, Flick ha ricordato che la Costituzione prevede solo la Cassazione e non il processo di appello. E ha ricordato che la Corte costituzionale aveva bocciato la proposta Pecorella che toglieva la possibilità di appello solo per le sentenze di assoluzione perché "la Costituzione prevede che le parti del processo siano in posizione di parità".

'Non si poteva eliminare l'appello - ha aggiunto - solo per una parte". "Nulla vieta" però di eliminare l'appello completamente, secondo Flick.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/02/2009 @ 09:18:17, in Osservatorio Famiglia, linkato 2400 volte)
Continuo a pensare che Fansub, Anime e Cartoni animati, Siti pornografici e squilibri mentali di ultra trentenni siano un connubio devastante per le menti di quei ragazzini, che ne venissero a contatto.
Non uno solo, tra gli operatori del contrasto alla pedofilia online, si è dichiarato meno che allarmato, quando presentai il caso da me scoperto "con link e tutto". Tutto il resto, clonazioni, ingiurie e altro sono comuni reati di istigazione e soggetti istigati. Considerato che quel forum, inoltre, ospita un ideologo della *pedofilia*, mi domando cosa mai si attenda a por fine allo scempio. Forse soltanto il mio viaggio alla Procura di Cagliari e/o a quella di Roma.


2009-02-03 16:34

SALTA SCUOLA CON 3 RAGAZZI, LA STUPRANO

TRENTO - E' stato l'alcool il protagonista assoluto della violenza sessuale subita a Trento dalla ragazza di 14 anni, che ha denunciato l'accaduto alla Polizia. La Squadra Mobile ha infatti ricostruito che l'adolescente, quel giorno dei primi di dicembre era completamente ubriaca, probabilmente vicina al coma etilico. I tre accusati dello stupro le avrebbero infatti fatto bere almeno una bottiglia di vodka e quattro bicchieri di vino; avevano invece spartito tra loro tre, altre due bottiglie del superalcolico e del vino. Saltare la scuola, come avevano deciso quel giorno, era un comportamento non nuovo. Erano in sette. Con loro c'erano anche una coetanea della ragazzina violentata, il suo giovanissimo fidanzato e un altro minorenne della stessa scuola. Prima erano andati a bere, tutti insieme, qualche bicchiere di vino in un bar, poi avevano acquistato la vodka in due supermercati. Avevano iniziato a bere e deciso di continuare a casa di uno di loro. Ma uno dei minorenni si era staccato subito dal gruppo e l'altra 14enne appartata con il fidanzatino. L'adolescente poi violentata aveva invece continuato a bere con gli altri tre. Il più grande intanto, il 17enne, si era preoccupato di mandare uno dei due compagni di scuola più giovani ad acquistare dei profilattici. E' allora, quando l'adolescente aveva, ormai, quasi perso conoscenza, che i tre le hanno usato violenza.

Dopo la violenza di gruppo l'adolescente se ne è andata da quella casa così come due dei suoi tre presunti stupratori, mentre il proprietario di casa è rimasto a riordinare, in modo che la famiglia non si accorgesse dell'accaduto. Per l'adolescente violentata è iniziato un pomeriggio di solitudine. E' andata a casa propria, dove i familiari non c'erano, perché erano a lavorare e a scuola la sorella maggiore. L'eccesso di alcool le ha causato vomito e stordimento. Si è lavata e, sotto shock, è andata in biblioteca, come faceva d'abitudine, cercando di studiare. E' rincasata poi intorno alle 18.00, come sempre, come se nulla fosse accaduto. Non ha chiesto aiuto per i disturbi

STUPRATA DA COMPAGNI; SI VANTAVANO A SCUOLA

Per un mese intero la ragazzina ha tenuto segreta la violenza a tutti, famiglia compresa, finché ne ha parlato con la sorella più grande, appena maggiorenne, ai primi di gennaio. Per i suoi compagni, invece, lo stupro era stato più volte occasione di vanto a scuola. E' allora che la sorella ne ha parlato con la mamma e insieme sono andate a chiedere aiuto in questura. Nessuno quel giorno dei primi di dicembre, quando i fatti sono accaduti, aveva saputo. La ragazzina era apparsa soltanto molto nervosa e si era giustificata con i tanti impegni scolastici. I tre ragazzi accusati della violenza invece ne avevano parlato a scuola, nell'Istituto superiore di Trento, che frequentavano come la stessa vittima. Se ne vantavano allegramente, secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile della Polizia, dicendo: "é una facile". I tre, 14 anni, 15 anni e 17 anni, risultano incensurati e mai identificati dalle forze dell'ordine, così come sconosciuti al Tribunale dei Minori. Per i primi due la misura cautelare in comunità è stata stabilita al momento per due mesi, mentre per il terzo la durata prevista è di sei mesi. La ragazzina invece, seguita da specialisti, vive in famiglia e al momento non sta frequentando la scuola.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/02/2009 @ 09:10:20, in Magistratura, linkato 1466 volte)
2009-02-03 12:23

Giustizia: Aimmf, per tagli carceri minorili in difficolta'

L'allarme dell'associazione magistrati per minori e famiglie

(ANSA) - TORINO, 3 FEB - I tagli alle spese e la ristrutturazione delle strutture ministeriali decentrate stanno creando grossi problemi agli istituti penali minorili. L'allarme e' del segretario dell'Associazione Italiana Magistrati per i Minorenni e le Famiglie (AIMMF) di Piemonte e Valle d'Aosta, il magistrato Emma Avezzu'. Un esempio:a fronte di una popolazione carceraria nel 2008 formata per il 93% da ragazzi stranieri, i tagli non consentiranno di pagare i mediatori culturali.(ANSA).
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/02/2009 @ 08:54:00, in Politica, linkato 1155 volte)
Brave! Io invece spero nel pubblico registro dei sex offenders e nella proposta di legge scritta sui dati di Don Di Noto. In Italia sono strumenti assolutamente necessari, soprattutto in difesa delle donne e dei minori, che anche nel web e agevolerebbero il lavoro di persone brave come Don Di Noto e Massimiliano Frassi, che sono la prima linea alla lotta contro la *pedopornografia* online. Nonché impedirebbero ad un avvocatuccio di periferia di minacciare un provider come Tiscali e consentire di pubblicare il nome di persone indubbiamente per bene e associazioni serissime, per l'indicizzazione di siti del *porno* commerciale.


Giustizia, Pd: stupratori siano trattati come mafiosi

Deputate commissione Giustizia: proposto alla Camera  emendamento per 'impedire' arresti domiciliari stupratori

"Il Pd ha proposto un emendamento al testo contro la violenza sessuale in discussione alla Camera, per 'impedire' gli arresti domiciliari facili per gli stupratori". Lo rendono noto la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, e le deputate democratiche Marilena Samperi, Cinzia Capano e Anna Rossomando, che aggiungono: "con il nostro emendamento, su cui ci auguriamo una larga convergenza di tutti i
gruppi parlamentari, proponiamo, di fatto, l'equiparazione degli stupratori ai mafiosi per i quali, come è noto, deve essere valutata solo in via eccezionale l'applicazione degli arresti domiciliari. Il Pd ha inoltre stigmatizzato il comportamento del Governo che oggi ha annunciato la trasformazione di molti punti qualificanti del testo in discussione in proposte emendative al pacchetto sicurezza all'esame del Senato. In questo modo - concludono - l'esecutivo continua ad agire con un metodo frammentario ed incoerente aggirando il naturale dibattito nelle commissioni di merito". Roma, 3 febbraio 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/02/2009 @ 08:51:21, in Magistratura, linkato 1528 volte)
Corte di Appello di Roma
Inaugurazione anno giudiziario
31 gennaio 2009

intervento del Consigliere G.M. Berruti
Componente del Consiglio Superiore della Magistratura


Signor Presidente della Corte, Signor Procuratore Generale, Signor Ministro, Signori Magistrati, Signori Avvocati, Autorità…, Signore e Signori,

a. L’intervento in questa cerimonia da parte del componente del CSM deve avere il contenuto di una testimonianza sul lavoro fatto dal Consiglio. Per parte mia ritengo che questa testimonianza non possa prescindere da una valutazione consapevole del momento istituzionale  e dei fondamentali passaggi che hanno visto al centro, nell’ultimo anno anche  l’organo di governo  della magistratura.

La cosiddetta guerra tra le procure dunque, all’interno della sempre incombente  questione della rapporto tra politica e giustizia, anzitutto.

Esistono molti possibili approcci alla questione. Almeno quanti sono gli interessi in gioco.

La inefficacia di quella grande risorsa della democrazia rappresentativa che é  la responsabilità politica, ha fatto esplodere la domanda  di responsabilità penale intesa come responsabilità tout court, percepibile ed energica.

La perdita di percezione del processo come strumento per individuare solo la collocazione giuridica di posizioni individuali, la confusione dei linguaggi, l’orrore del giudizio morale dentro le indagini ed infine, ma solo per chiudere, l’insofferenza verso le diverse competenze costituzionali, la cui funzione  è appunto  di tenere distinte le diverse responsabilità, sono, a me pare, effetti evidenti, prossimi o addirittura già verificati, di questa esplosione.

Alla fine insomma la molteplicità degli approcci alla quale non  si accompagna la valorizzazione delle necessarie diversità  costituzionali, porta alla follia del sistema: le competenze diverse producono lo scontro dei corrispondenti poteri.

Il Capo dello Stato, quando ha chiesto notizie circa la cosiddetta guerra tra le procure, ha  dato una precisa chiave di lettura dell’esistente. E con essa una  scala di priorità sulla quale operare.

Anzitutto ha rammentato che i poteri di controllo previsti dalla Costituzione servono soprattutto nei casi limite e nelle situazioni difficili e paradossali. Se funzionano solo per la normalità sono burocrazia. Il Capo dello Stato ci ha detto che eravamo al  caso nel quale venivano  in  gioco i principi. Il primo dei quali per quanto riguarda la  giustizia, è che i processi  non  possono essere fermati. Il Paese non avrebbe capito la ragione per la quale le indagini catanzaresi  non si fossero tradotte in uno sbocco processuale, regolare. pubblico, controllabile.

Da questa indicazione  io credo si possa trarre qualche risposta alla domanda, che tutti ci poniamo: che fare.

Il CSM deve fare la sua parte. Perciò pur nella dialettica delle posizioni  dentro di esso è stata forte la spinta a rispondere alla emergenza in modo formale e rapido, esercitando le proprie autonome competenze amministrative.

La funzione disciplinare non poteva essere altrettanto rapida. Essa è funzione giudiziaria. Richiede il rispetto dei tempi e delle garanzie del processo. Dipende inoltre dalla iniziativa, che non spetta al Consiglio, la quale anch’essa  ha bisogno  dei sui tempi. 

Ma il Consiglio intende opporsi all’impazzimento del sistema. Perciò deve individuare i suoi spazi di valutazione, deve controllare, deve decidere.

Ma la vicenda dice anche quanto è urgente che la autonomia si faccia parte attiva  di una forte autoriforma della magistratura. Le riforme legislative spettano al Parlamento. Ma i magistrati debbono capire che essi, autonomamente, possono cambiare molto del loro modo di essere.

Non ho dubbi su questa necessità. La vicenda singolare affrontata  dalla quinta commissione incarichi direttivi, che quest’anno ho l’onore di presiedere, lo dimostra.

La temporaneità degli incarichi direttivi, e la  nuova tecnica delle valutazioni di professionalità, non potevano risultare indolori.

I magistrati, come tutti i partecipi ad un corpo al quale la costituzione dedica specifiche prerogative, corrono il rischio di intenderle come strumenti di difesa individuale rispondenti ad una logica autonoma. Favorendone la deriva verso il puro e semplice privilegio.

Invece la funzione direttiva di un ufficio giudiziario è, per l’appunto, funzione pubblica, e non corrisponde più,nella lettera e nella sostanza della legge, alla classica promozione. Essa è temporanea, io dico finalmente, perché i magistrati sono tutti eguali nell’esercizio del loro potere,per ciò detto  diffuso, di raccordarsi con  la legge senza mediazione alcuna.

L’indipendenza nel disegno costituzionale che non ignora la fragilità e la limitatezza dei singoli, è progetto, tendenza,che vanno adeguate al tempo, La dirigenza che si ponga come status, eterno, intoccabile ed incontrollabile, porta ad  evidenti centri di potere sul territorio,con seri rischi per la indipendenza interna dei magistrati, in particolare  più giovani, e compromissione dell’immagine terza della magistratura.

Non è stato facile, anzi non è facile dal momento che il percorso è  tutt’ora in atto. applicare sia pure in modo costituzionalmente orientato la riforma. Il. CSM ha colto l’occasione anche per rinnovare, la dirigenza  in direzione di un  ringiovanimento.

Operazione difficile per qualunque organo che vive di ricambio elettorale e dunque di consenso, ovvero di voti. Difficoltà che mi pare sia oggi al centro del tormentato rapporto tra la grande politica e le istituzioni di governo che essa stessa provvede a comporre.

Ma alla istituzione non compete di cercare o di mantenere il consenso. Piuttosto compete di rendere  decisioni comprensibili. Spetta alla politica di valutarne, anche  in termini di consenso, le ricadute. Non  alla istituzione.

Io dico che questo CSM ha fatto la sua parte e continuerà a farla in direzione di quella che ho definito una autoriforma dell’Ordine giudiziario. Autoriforma che riesca a mettere da parte tutto ciò che di superato, di autoreferenziale, di inutilmente astratto e concettualistico  vi è nella magistratura, e si faccia carico anch’essa  dell’ammodernamento del sistema.

b. Altra delicata scadenza  che ha interessato il Consiglio è  l’applicazione del nuovo ordinamento disciplinare. I cui frutti più appariscenti, non  mi fa piacere dirlo, sono stati fino ad ora un numero alto di procedimenti ed un numero elevato di condanne gravi, inclusa la rimozione.

L’effetto più rilevante, che richiederà tempo, riflessione ed attenzione, da parte di chiunque ha a cuore il permanere di una giurisdizione non politica ma egualmente democratica, è l’inizio della messa a punto di un nuovo modello deontologico del giudice.

Il problema deontologico più forte non sono certo i ritardi, Signor Presidente, troppo spesso imposti da una quantità di fatica intollerabile ,ma è quello della cultura  del giudice.

Le volute abnormità processuali, i gravi errori nella condotta del processo, la erronea  valutazione della funzione giudiziaria e  le invasioni di campo istituzionali,sono assai meno numerose di quanto si afferma. Ma esse comunque rivelano la necessità di ribadire e di ragionare sulla attualità costituzionale della dipendenza del giudice dalla legge.

Il nostro non è un sistema giudiziario basato sul giudice.  E’ un sistema, si può dire,” a legge “.

Perciò il giudice deve rammentare a se stesso, alle parti ed alle altre istituzioni, che il suo provvedimento non un atto della sua volontà: è un atto di cognizione. Egli dice cosa è la legge, applicandola, con l’arricchimento adeguatore  della interpretazione, alla realtà che muta. Ma resta anzitutto atto di cognizione, perchè, ratio, valori ispiratori,  logica di sistema, che il giudice deve ricostruire con la sua lettura della norma scritta, sono  voluti da altri.

E’ il processo che condanna o assolve. E’ la prova che decide. Il giudice deve cercarla,accertarla o escluderla,applicando regole fatte da altri.

Dunque il CSM deve poter accertare la adeguatezza della professionalità del giudice, unico strumento capace di fargli distinguere la legittima, per quanto opinabile soluzione del caso concreto, dall’invasione del campo che spetta ad altri poteri, o peggio, dall’arbitrario esercizio della forza  dello Stato.

E’ la professionalità indiscutibile che può diventare indiscussa e sostenere la nostra convinzione della attualità e della modernità del potere diffuso.

Concludo Signor Presidente, con la testimonianza più amara. Le inefficienze creano inefficienze. La risposta a domande di giustizia tipiche di una società veloce, che vede rapidamente comparire sempre nuove forme di aggressione ai diritti, per  essere moderna deve essere adeguata anzitutto nei suoi tempi. Illudersi che ad una domanda crescente in termini quantitativi si possa rispondere con un giurisdizione in continua crescita quantitativa è assurdo. Peggio, è frustrante. Perchè cagiona l’effetto evidente di rendere inutile la abnegazione di tantissimi magistrati.

Al giudice si può chiedere molto. Qualche volta  addirittura la abnegazione. A patto che essa non appaia disperatamente velleitaria. Il CSM non si stancherà di dire che il primo problema è quello della adeguatezza dei processi e dei mezzi messi a disposizione del funzionamento dei processi. La loro inadeguatezza oggi uccide diritti più delle sentenze sbagliate.

Concludo Signor Presidente augurando a Lei , alla curia ed al Foro del distretto di Roma, il mio “buon lavoro”.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/02/2009 @ 13:32:11, in Associazioni Giustizia, linkato 1164 volte)
Passo parola, perché lo ritengo un atto dovuto e di amicizia. Esprimo la mia solidarietà ai gestori del sito www.ammazzatecitutti.org con il dir loro che NON sono soli. Giustizia Quotidiana, infatti, e la sua redattrice (che sono io) ha subito: la diffamazione e gli hackeraggi di un commerciante del web per cuori solitari, nel 2003. E quest'anno ha incontrato la mafia e la lobby della pedofilia, insieme con gli hackeraggi e una pesante azione di diffamazione, calunnia e minacce provenienti da un sito pornografico e dal loro avvocato delinquente.

Inoltre per la vergogna di tutto il web giuridico, nonostante l'ovvio "sì, la pornografia rende" anche per gli avvocati, e stante si tratti di un vero e proprio "cartello", che si interessa di file sharing del terzo tipo richiamando a se i *pedofili* *omosessuali*.

Loredana Morandi



"Lettera aperta a chi ci vuole bene"


Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere “incellophanata dall'omertà e, soprattutto, dalla paura.
Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco - le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto.

Pensate, invece, come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci uno o più “Mecenate”, anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici (apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget, pianificazione di campagne pubblicitarie,  ecc..).

Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere, anche indicandoli con nome e cognome, a nostro rischio e pericolo, facendo ogni giorno la nostra parte anche se rimanevamo e rimaniamo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha  certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro “esercito” diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per riuscire a sopravvivere e sostenere anche l'azione di magistrati ed uomini delle forze dell'ordine coraggiosi che si trovano finanche nella situazione di dover pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure.
 
Adesso bisogna ragionare seriamente sul ruolo e l'incisività che Ammazzateci Tutti può rappresentare in Italia oggi e domani, se e quanto valga la pena continuare.
E lo facciamo iniziando a fare i cosiddetti “conti”: se in termini di consenso e sensibilizzazione il bilancio è in segno positivo ed in netta ascesa costante (partendo dalla Calabria oggi siamo in più di 8.000 ragazzi e ragazze in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, al Lazio, al Veneto, alla Puglia, al Piemonte, alla Campania), non possiamo dire altrettanto in termini di spese vive sostenute per mantenere aperta la baracca.

L'idea di portare sul web e nei territori le nostre rivendicazioni, la nostra voglia di gridare al mondo intero che l'Italia non è solo mafia, che non è colpa nostra se emergono sempre e solo i nostri peggiori concittadini, ci hanno portato a scommette re (e rischiare) sulla nostra stessa pelle il prezzo dell'impegno che ci siamo assunti tre anni fa di fronte a tutti gli italiani onesti.

E come se non bastassero le querele, le preoccupazioni, le intimidazioni implicite ed esplicite alle quali siamo ormai abituati, adesso ci troviamo nella situazione in cui - lo diciamo chiaramente - non possiamo più permetterci il “lusso” di continuare con le nostre attività sui territori e quelle telematiche.

Partiamo dal nostro sito internet, generosamente ospitato gratuitamente sin dalla nascita su un piccolo server di una azienda calabrese alla quale abbiamo procurato, con la nostra presenza, solo e soltanto danni e preoccupazioni.
Ci hanno defacciato il sito per decine di volte, siamo stati vittime di ben 5 attacchi informatici, dei quali due violentissimi (che hanno costretto l'azienda a buttare il server ed acquistarne uno nuovo)  ed ora, proprio ieri, veniamo a sapere che, sempre a causa nostra, alcuni pirati informatici sono riusciti a violare nuovamente il server trasformandolo questa volta in uno “zombie” (così si definisce in gergo tecnico) atto a frodare migliaia di persone in tutto il mondo mediante phishing su conti bancari esteri. Per capire meglio la gravità della situazione basti pensare che siamo stati contattati direttamente dai responsabili della sicurezza informatica di due importanti istituti bancari in Australia ed il Belgio, i quali hanno anche tenuto ad informarci delle responsabilità penali di fronte alla legge nostre e dell'azienda che ci ospita.

Quantificare ora il danno economico e quello eventualmente penale, ci porta inevitabilmente a stabilire che la nostra esistenza dovrà essere indipendente da ogni preoccupazione futura e, quindi, essere disposti anche a trarne le estreme conseguenze: partendo dalla chiusura di Ammazzatecitutti.org e degli spazi di comunicazione ad esso collegati (forum, ecc..).

A questi conti che non tornano dobbiamo aggiungere diverse migliaia di euro di debiti contratti (anche personalmente) nell'organizzazione delle nostre iniziative (sostenute solo parzialmente dalle poche Istituzioni alle quali ci siamo rivolti).
Senza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie.

Per questo ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi un piccolo grande gesto di solidarietà; diventate  nostri "azionisti", almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia.
 
Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine.

Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario dell'omicidio Fortugno e quindi della nostra “nascita”. Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.

Dobbiamo dimostrarci persone serie, soprattutto con chi ci guarda da sempre con ammirazione, stima ed aspettative che non meritiamo, perché, come dice spesso Monsignor Giancarlo Bregantini, <<non basta sperare, bisogna saper organizzare la speranza>> ed evidentemente noi abbiamo fallito, non riuscendo ad organizzare degnamente le spera nze di tutti noi, di tutti voi.
 
Aldo Pecora
Rosanna Scopelliti

Coordinamento nazionale "Ammazzateci Tutti"
____________________________
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/02/2009 @ 12:03:35, in Politica, linkato 1253 volte)
I comunicati a me pervenuti:

Giustizia, Pd a Governo: ascolti critiche e ritiri ddl intercettazioni

Ferranti: intesa maggioranza mina potere investigativo

"Chiediamo al Governo di prestare ascolto alle tante critiche costruttive che si sono levate in questi giorni e ritirare il ddl intercettazioni". Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, che aggiunge: "il testo che sigilla l'intesa di maggioranza mina  gravemente il potere  investigativo della polizia giudiziaria e della magistratura inquirente. Nel merito - aggiunge - la richiesta di 'gravi indizi di  colpevolezza' per attivare le intercettazioni comprime  fortemente la possibilità di utilizzarle efficacemente. Un'ipotesi gravissima che rivela come il governo e la  maggioranza sono disposti a sacrificare uno strumento importantissimo per la ricerca della prova sull'altare di un astratto concetto di riservatezza. Il testo del governo - sottolinea - non eviterà infatti l'uso strumentale delle intercettazioni, ma avrà l'unico  l'effetto di bloccare l'efficace contrasto della criminalità, anche quella organizzata, visto che le nuove norme non permetteranno di accertare i cosiddetti reati satelliti che sono, come noto, la prima dimostrazione della presenza nel territorio di reti criminali organizzate".
"Per queste ragioni - prosegue - chiediamo al governo ritirare il ddl intercettazioni. Che è un testo che va radicalmente ripensato perché allo stato attuale non soddisfa nessuna delle esigenze che motivavano la riforma della disciplina delle intercettazioni: non realizza la tutela effettiva della riservatezza dei cittadini innocenti, penalizza gravemente le indagini e comprime seriamente il diritto di cronaca". Roma, 2 febbraio 2009


INTERCETTAZIONI: FINOCCHIARO: "BERLUSCONI CONFERMA CHE VUOLE LIMITARE INDAGINI".


"Anche oggi Berlusconi nasconde dietro tante parole di propaganda pericolosi annunci sulla giustizia e sulle intercettazioni. La separazione degli ordini non si sa bene cosa sia. Noi sappiamo che siamo contrari alla separazione delle carriere. E in ogni caso aspettiamo ancora i testi di questa fantomatica riforma della Giustizia che nessuno conosce.
Sulle intercettazioni, al di là delle ovvie considerazioni sulla privacy, tempi e modi non ci convincono. Quando si arriva agli indizi di colpevolezza l'indagine è già finita. E sinceramente le intercettazioni che hanno permesso di individuare tantissimi reati diventano inutili".
"Mi sembra che dietro le parole del premier si nasconde sempre la stessa volontà: non quella di migliorare la qualità e l'efficienza della giustizia ma quella di limitare lo svolgimento delle indagini".
Così Anna Finocchiaro,Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, commenta le ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio su intercettazioni e
giustizia. Roma, 2 febbraio 2009


SICUREZZA: FINOCCHIARO, "DA PISANU GRANDE EQUILIBRIO. ALIMENTARE PAURE E' SBAGLIATO".

"Oggi ho letto parole davvero equilibrate sul tema della sicurezza espresse dal Presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu. Che purtroppo,
però, non sono in sintonia con quelle espresse dalla maggioranza e dal governo". Lo afferma in una nota la senatrice Anna Finocchiaro, Presidente del Gruppo Pd a Palazzo Madama.
"Non è alimentando paure o pensando solo alla repressione - prosegue Anna Finocchiaro - che si risolve il problema della sicurezza. E i fatti di questi giorni sono li a dimostrarlo. Non è chiedendo ai medici di denunciare i clandestini o attraverso i permessi a pagamento che si risolve il problema dell'immigrazione. Queste sono misure che servono solo ad una propaganda che soffia su violenza e razzismo".
"Servirebbero piuttosto - conclude la Presidente - maggiore serietà e responsabilità da parte di tutte le forze politiche, maggiori risorse per le forze dell'ordine e maggiore educazione contro la violenza (soprattutto quella sessuale)". Roma, 2 febbraio 2009


SICUREZZA: SERENI, “Non alimentare paure, servono risorse e prevenzione”

Dichiarazione di Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD

“Episodi di violenza e di intolleranza  come gli ultimi di Roma, Guidonia, Nettuno, colpiscono donne, immigrati, emarginati e, ad esserne responsabili, sono spesso giovani: italiani o stranieri, non importa.
La politica, invece di alimentare paure, di pensare soltanto alla repressione, di cercare colpevoli di volta in volta tra i magistrati o tra chi viene da fuori dei nostri confini, dovrebbe investire più risorse per le forze dell’ordine, lavorare per la prevenzione nelle scuole e nei quartieri più difficili, approvare una nuova legge sulla violenza sessuale.
Non può vincere la cultura della brutalità fine a se stessa, praticata come semplice divertimento, né quella dell’intolleranza o del razzismo fomentata da continui allarmi.  Non aiuta  chi, dalla maggioranza e dal governo, affronta questi temi con battute volgari o evocando la necessità di nuove-vecchie barriere”. Roma, 2 febbraio 2009

 
Immigrati. Turco, dal governo norme incivili

Aderisco all’appello di Medici senza frontiere! “La norma che obbliga i medici a denunciare gli immigrati clandestini che si rivolgono a loro per chiedere cure mediche è indegna di un paese civile. Per questo motivo aderisco alla manifestazione di Medici senza frontiere davanti a Montecitorio”. Lo dice l’on. Livia Turco, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali della Camera.
“I gravi fatti di cronaca avvenuti in questi giorni – prosegue Turco - rendono evidente che nei confronti di un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione sarebbero necessari interventi a favore dell’integrazione. I pesanti tagli alle politiche sociali fatti dal governo Berlusconi nell’ultima finanziaria, purtroppo non vanno in questa direzione”. Roma, 2 febbario 2009

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 




L'Università degli Studi Milano Bicocca e Magistratura Democratica organizzano un convegno presso l'Auditorium dell'Università in Milano, via Vizzola 5 venerdì 6 marzo 2009 dalle ore 10,00 alle ore 19,00 su

GIURISDIZIONE ED INNOVAZIONE
LA GIUSTIZIA COME LABORATORIO
UN APPROCCIO DIVERSO ALLA QUESTIONE GIUSTIZIA


La giustizia all'esterno secondo la vulgata comune appare un pachiderma immobile e senza speranze che accumula ritardi e fornisce un servizio scadente.

E' un'immagine falsa o quanto meno parziale: vi sono uffici che funzionano ed ancor più vi &egr
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/02/2009 @ 03:39:12, in Politica, linkato 1291 volte)
I giudici processano Alfano "Non tocchi le intercettazioni"

I giudici: "Con le nuove norme non avremmo preso Setola". All´inaugurazione dell´Anno giudiziario, applausi al ministro Alfano, ma netto dissenso dei magistrati su un punto cruciale

di Dario Del Porto

Aveva scelto un discorso agile, di ampio respiro. Aveva citato Verga per rivendicare, «da uomo del Sud», la volontà di dichiarare guerra alle mafie togliendo «la roba» ai clan che «derubano non solo la ricchezza ma anche la speranza». Ai magistrati napoletani aveva rivolto parole di grande elogio: «I vostri successi nella lotta alla camorra sono un orgoglio per la nazione. Dovete sapere che il governo è al vostro fianco - aveva detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano intervenendo all´inaugurazione dell´anno giudiziario - non a parole, ma con i fatti». E più volte il Guardasigilli era riuscito a strappare il convinto applauso della platea togata. «Lavoriamo a un diritto processuale penale autenticamente giusto, rispettoso delle esigenze investigative e della dignità della persona», con l´obiettivo di evitare «quella che troppo spesso diventa una gogna mediatica invincibile e insopportabile», aveva evidenziato prima di lanciare l´invito a partire «da Napoli, dalla Campania, dal Mezzogiorno tanto criticato eppure pieno di risorse umane e straordinarie intelligenze» per migliorare la Giustizia «con impegno e convinzione».

Ma quando, a metà della cerimonia aperta dalla relazione del presidente reggente della Corte d´Appello Luigi Martone, ha preso la parola sul palco del Salone dei Busti di Castelcapuano il presidente della giunta distrettuale dell´Associazione magistrati, Tullio Morello, il ministro ha dovuto prendere atto del profondo malcontento di giudici e pm dinanzi a un programma di riforme che non li convince ma anzi, come nel caso del giro di vite sulle intercettazioni, li preoccupa. Già il procuratore generale Vincenzo Galgano, in un intervento duro e amaro, segnato dalla consapevolezza «di un domani incerto, e di condizioni di vita divenute ancora più difficili», si era chiesto «quale reale valore, ai di fuori di una provocatorietà mediatica, possa assumere ai fini della efficienza del servizio giustizia la ventilata contrazione delle intercettazioni telefoniche». Morello però ha decisamente affondato il coltello nella piaga che ancora rende difficili i rapporti fra magistratura e governo. «Che senso ha pensare a una legge che richiede come presupposto per disporre le intercettazioni i gravi indizi di colpevolezza invece che di reato com´è adesso? - ha detto il presidente dell´Anm - le intercettazioni si fanno proprio per acquisire i gravi indizi di colpevolezza. Quando questi ci sono già, si applica la misura cautelare e non c´è più alcun interesse a intercettare. E la disciplina sulle intercettazioni ambientali renderebbe molto più difficile il contrasto alla criminalità organizzata».

Concetto più avanti ribadito da uno dei pm di punta dell´anticamorra, Antonio Ardituro: «Con le norme che il governo vuole approvare, non saremmo riusciti ad arrestare il boss dei Casalesi Giuseppe Setola». Ma anche su altre riforme, il giudizio di Morello è apparso severo e critico nei confronti del governo: «Non possiamo condividere la sostanziale soppressione della facoltà, anzi del dovere, di iniziativa del pubblico ministero nel perseguimento dei reati, che in futuro dovrebbe agire solo su "delega" della polizia giudiziaria, della quale pure dispone direttamente. È difficile liberarsi dal sospetto che il tal modo si voglia aggirare l´ostacolo della attuale impossibilità "politica" di far dipendere il pm dal governo». Toni accorati, quelli usati da Morello, che ha ricordato l´avvocato Antonio Metafora, ucciso nel suo studio professionale solo per aver assolto ai suoi impegni di legale in una procedura di sfratto e il sindacalista Federico Del Prete, assassinato dalla camorra a Casal di Principe dopo ripetute denunce. Il presidente dell´Anm ha voluto anche sottolineare le difficoltà incontrate dai magistrati anticamorra «costretti a venire in ufficio con mezzi propri e non adeguatamente protetti» e dalle toghe impegnate nei procedimenti «contro personaggi della vita pubblica, soprattutto politici»: in questi casi, ha sottolineato il giudice, «nella migliore delle ipotesi veniamo tacciati di essere di parte, incompetenti o pazzi». Quindi ha rimarcato: «A volte sbagliamo, è vero. Ma non è vero che non paghiamo. Quest´anno un magistrato del distretto è stato destituito, non troppi anni fa i vertici degli uffici giudiziari sono stati colpiti da pesanti sanzioni disciplinari. Recentemente abbiamo assistito all´amaro ritorno di Luigi De Magistris», l´ex pm trasferito d´ufficio da Catanzaro. Sulle riforme è intervenuto anche Francesco Caia, il presidente dell´Ordine forense: «Le riforme non ci lasciano indifferenti, ma deve essere ben chiaro a tutti che non possono essere portate a compimento senza il coinvolgimento della classe forense. E al di là dei facili slogan, non si fanno a costo zero» - ha detto Caia, che rievocando il tragico omicidio dell´avvocato Metafora ha aggiunto: «L´omicida è ancora latitante e le nostre istituzioni non hanno ancora oggi compreso la gravità di tale evento».

A cerimonia conclusa, il ministro Alfano ha prima tentato di eludere le stoccate dei magistrati: «Ho potuto riscontrare un grande consenso, e gli applausi lo hanno sottolineato, su una riforma della giustizia che viene percepita non come un capriccio ma come una necessità. Occorre restituire efficienza al sistema e dignità alla giustizia. Faremo riforme per assicurare un processo giusto e rapido». Poi però, incalzato dai cronisti, ha difeso la riforma sulle intercettazioni senza rinunciare a una battuta polemica: «Voglio essere molto chiaro: il nostro disegno di legge tutela lo strumento delle intercettazioni e unitamente tutela la privacy dei cittadini. Le intercettazioni sono state finora molto costose, lo riconoscono un po´ tutti, e spesso non sono state, così come avrebbe previsto il codice vigente, assolutamente indispensabili per la prosecuzione delle indagini. l´abuso di quella norma, il suo sistematico aggiramento, ha prodotto la necessità di intervenire, perché sono state troppo spesso invasive». Quindi Alfano ha proseguito: «Non le stiamo limitando per alcun reato. Abbiamo mantenuto il tetto previsto dalla legge precedente, le abbiamo solamente mantenute in limiti temporali che siano più accettabili in modo tale da coniugare l´esigenza delle indagini e il rispetto della dignità dei cittadini e anche il tema dei costi, perché si è esagerato». Infine, ha risposto (senza citarlo) a Morello: «Qui ho sentito dire che quando vi sono i gravi indizi di colpevolezza già si può arrestare. Non credo però di sbagliare quando dico che si può arrestare quando, oltre ai gravi indizi di colpevolezza vi sia pericolo di inquinamento delle prove, di fuga o di reiterazione di reato». Prima di allontanarsi, il ministro ha ribadito l´impegno per mantenere Castelcapuano, «adeguatamente riqualificato, tra i simboli della giustizia e dell´avvocatura di questa nobile città». Una promessa importante, che non cancella però le preoccupazioni delle toghe su una riforma che non piace.

(La Repubblica 01 febbraio 2009)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< giugno 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










16/06/2019 @ 3.16.42
script eseguito in 500 ms