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 .. solar eclipse ..... di Lunadicarta
 
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In quale parte non è chiara la frase: "Quattro anni di sfruttamento in peculato d'uso dei server di Università Federico II di Napoli, ai danni dello Stato e della popolazione studentesca partenopea"?

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:14:23, in Politica, linkato 1258 volte)
Riporto dalla diretta di Repubblica solo le dichiarazioni "giuridiche" sull'evidente anomalia per la morte in 4 giorni di una sanissima 37enne, il titolo accusatore del quotidiano L'Avvenire e le dichiarazioni Cei.

Anche per me si tratta di omicidio, ed il movente è semplice: la "quiete" della clinica.

Nota:
la vita di Eluana è stata spezzata per non far trapelare nulla delle reali condizioni, che l'avrebbero condotta alla morte. Proprio ieri mattina, infatti, era iniziato il processo involutivo della tonicità muscolare. Nei giorni seguenti, tutto il corpo della ragazza si sarebbe letteralmente "rattrappito", a causa degli spasmi muscolari e della contrazione dei tendini, fino ad assumere una anomala posizione fetale. Gli occhi avrebbero assunto grandi occhiaie, le guance si sarebbero incavate e le labbra stese a scoprire i denti, così da dare l'esatta immagine della sofferenza del corpo.

Troppo pericoloso far trapelare foto del genere.

Per questo è stata uccisa dal branco dei vigliacchi.


12.04        Avvocato Campesi: "Protocollo rispettato"

"Il protocollo steso sulla base del decreto della Corte di Appello di Milano è stato seguito alla lettera 'in collaborazione' con i due consulenti nominati dalla Procura": lo ha detto oggi l'avvocato Giuseppe Campeis che ha assistito la famiglia Englaro.

"Eluana non è morta da sola: è stata uccisa da chi l'ha privata del cibo e dell'acqua; la sua non è stata, certo, una morte naturale. Per questo chi ha compiuto o favorito questa fine ha una responsabilità grave davanti a Dio e alla società". Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa della Cei. "Tutto questo - sottolinea la nota a firma del teologo Marco Doldi - è avvenuto in nome di una sentenza: occorre che lo Stato prenda posizione per evitare il ripetersi di situazioni analoghe".

"Per ora non abbiamo notizia della commissione di alcun reato": lo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, sugli sviluppi giudiziari della vicenda di Eluana Englaro.

L'autopsia sul corpo di Eluana Englaro potrebbe svolgersi già nel pomeriggio. Lo ha detto l'anatomopatologo Carlo Moreschi incaricato dalla Procura di Udine di effettuare gli esami.

Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha disposto l'autopsia sul cadavere di Eluana Englaro per accertare le cause della morte.

Riguardo alla morte di Eluana Englaro, "siamo nella routine, non c'è una particolare situazione, diversa da altri ricoveri con decesso". Ad affermarlo, il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Trieste, Beniamino Deidda, che spiega che nelle prossime ore sarà seguita quella che è una prassi comune.

'Non morta, ma uccisa'': questo il titolo dell'editoriale, firmato da Marco Tarquinio, che Avvenire, il quotidiano della Cei, dedica alla morte ieri sera di Eluana Englaro. Nell'articolo, Tarquinio chiede perdono ''per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi sentenziata, come 'gia' morta' e che morta non era''. Ma, prosegue, chiede perdono ''ai nostri figli e alle nostre figlie'', che da oggi ''rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli e' padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d'accusa e pubblico ministero e giudice e boia'': un'allusione chiara al ruolo di tutore e interprete delle volonta' della figlia svolto dal padre Beppino Englaro.

Questa mattina alle 9 l'incontro tra il procuratore Antonio Biancardi e l'anatomopatolo Carlo Moreschi per decidere l'autopsia sul cadavere di Eluana Englaro, deceduta ieri sera probabilmente a seguito di un arresto cardiocircolatorio intervento dopo un'insufficienza renale.

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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 13:35:38, in Politica, linkato 1128 volte)

LA CRONOLOGIA

Eluana, un calvario lungo 17 anni


DICIASSETTE anni in coma vegetativo. Di seguito, le tappe che hanno segnato la lunga e drammatica vicenda di Eluana Englaro.

18 gennaio 1992
- Dopo un incidente d'auto, Eluana, vent'anni, entra in uno stato vegetativo. E' ricoverata a Lecco.

1993 - A un anno dall'incidente, la regione superiore del cervello di Eluana va incontro a una degenerazione definitiva. I medici non lasciano alcuna speranza di ripresa.

1994 - Eluana entra nella casa di cura di Lecco "Beato L. Talamoni", delle Suore Misericordine. Deve essere alimentata con un sondino nasogastrico e idratata.

1999 - Il padre di Eluana, Beppino Englaro, chiede al tribunale di Lecco di poter rifiutare l'alimentazione artificiale della figlia. Ma i giudici dicono no.

2000 - Englaro si rivolge anche al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e dice che Eluana aveva detto che non avrebbe mai accettato di vivere in quelle condizioni.

2003 - Viene ripresentata la richiesta di lasciar morire Eluana, ma tribunale e Corte d'Appello la respingono. E così accadrà ancora nel 2006.

2005 - Il 20 aprile la Corte di Cassazione avalla la decisione dei giudici milanesi presa nel 2003, ma apre uno spiraglio alla richiesta del padre, ritenendo che la stessa non poteva essere accolta perché, tra l'altro, mancavano "specifiche risultanze" sulle reali volontà della ragazza.

2007 - Il 16 ottobre la Cassazione rinvia di nuovo la decisione alla Corte d'Appello di Milano, sostenendo che il giudice può autorizzare l'interruzione in presenza di due circostanze concorrenti: lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l'accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.

9 luglio 2008 - La Corte d'appello di Milano riesamina la vicenda e autorizza la sospensione dell'alimentazione.

16 luglio 2008 - Camera e Senato sollevano un conflitto di attribuzione contro la Cassazione. Il caso finisce in Corte Costituzionale.

3 settembre 2008 - La famiglia chiede alla Regione Lombardia di indicare una struttura dove eseguire quanto stabilito dalla Corte d'appello, cioè interrompere definitivamente l'alimentazione artificiale e l'idratazione. Ma la Regione dice no.

8 ottobre 2008 - La Corte Costituzionale dà ragione a Cassazione e Corte d'Appello (che avevano stabilito le condizioni per l'interruzione dell'alimentazione).

11 ottobre 2008 - Le condizioni di Eluana si aggravano a causa di un'emorragia interna.

16 dicembre 2008 - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, firma un atto di indirizzo per le Regioni al fine di "garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione" in tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale, precisando che lo stop a tali trattamenti nelle strutture del Ssn è "illegale".

22 dicembre 2008 - La Corte europea per i diritti dell'uomo respinge, giudicandolo "irricevibile", il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano che autorizza il distacco del sondino per l'alimentazione artificiale ad Eluana.

16 gennaio 2009 - La Clinica "Città di Udine" rinuncia ad accogliere Eluana a causa del "groviglio" di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni". Secondo la clinica, alla luce soprattutto dell'atto di indirizzo, il ministro potrebbe prendere iniziative che metterebbero a repentaglio l'operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone.

17 gennaio 2009 - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro. Gli atti sono predisposti in seguito a una denuncia dei radicali.

31 gennaio 2009 - L'appello della Procura di Milano all'apertura dell'Anno Giudiziario: "Le sentenze devono essere applicate".

3 febbraio 2009 - In seguito alla richiesta del padre, Eluana viene dimessa dalla clinica di Lecco e trasportata nella struttura "La Quiete" di Udine.

6 febbraio 2009 - Viene attivato il protocollo previsto per la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata. Il Consiglio dei ministri decide di varare un decreto che impedisca lo stop alla nutrizione e alimentazione della donna, ma il presidente della Repubblica non firma l'atto. Si apre uno scontro istituzionale. L'esecutivo sceglie la via parlamentare con un disegno di legge da approvare a tappe forzate.

7 febbraio 2009 - Comincia la corsa contro il tempo del Parlamento per mettere a punto il disegno di legge. Si prefigurano le tappe forzate per arrivare a una votazione il prima possibile. Gli ispettori inviati dal ministro Sacconi visitano la clinica La Quiete.

9 febbraio 2009 - Alle 20.10 Eluana Englaro si spegne nella casa di cura di Udine.

La Repubblica

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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 13:28:32, in Politica, linkato 1317 volte)
coni: "Il ddl non è incostituzionale"

Il disegno di legge ora all'esame del Senato "non è incostituzionale. E' vero il contrario". Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha risposto alle obiezioni sollevate questa mattina da alcuni esponenti dell'opposizione. Lo ha detto prima di entrare alla Commissione Sanità del Senato.

Nonostante i tempi molto stretti, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, conta di impedire la morte di Eluana Englaro. "Si deve fare di tutto", ha risposto Sacconi ai giornalisti che, prima della riunione della commissione Sanità del Senato, gli chiedevano se si sia ancora il tempo per salvare la giovane. Sacconi ha rilevato che, oltre al percorso legislativo avviato dal governo, c'è una parallela azione di verifica della correttezza delle procedure che vengono seguite per Eluana Englaro. Sulla clinica di Udine c'è
"un problema formale, a mio avviso evidente, tanto che non potevamo non sollecitare un intervento delle autorità", ha spiegato. Per Sacconi, "c'è una palese situazione illegale".

Il disegno di legge varato dal governo per Eluana Englaro sarà corretto nel passaggio in cui si vieta la sospensione della nutrizione. A denunciarlo è stato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, prima della riunione della commissione Sanità del Senato dedicata al ddl. Dal momento che il testo è stato scritto quando Eluana Englaro era ancora alimentata con un sondino, "lo correggeremo", ha detto Sacconi. "La norma è stata redatta quando ancora non era stata sospesa la nutrizione", ha ricordato.

Il Pd ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità, una richiesta di sospensiva ed ha 19 iscritti a parlare in commissione sanità al Senato. A ciò si aggiungono 1500 emendamenti annunciati dai Radicali. E' quanto rende noto Antonio Tomassini, presidente della commissione, che ritiene in queste condizioni "difficile" che si giunga a completare l'esame e che il ddl, che il Senato si appresta a votare domattina, arrivi in aula "con un relatore".

Sit-in nazionale per Eluana e per la sua volontà ma anche per lo Stato di Diritto sottoposto ora a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita: vogliamo fartadata LOGO_ID 110 "-1" --> Veltroni convoca coordinamento del Pd

Il segretario del Pd Walter Veltroni ha deciso, a quanto si apprende, di riunire in serata il coordinamento del partito dopo la notizia della morte di Eluana Englaro.

"Su questa vicenda peseranno per sempre le firme messe e le firme non messe". Con queste parole il presidente dei senatori Maurizio Gasparri ha commentato la morte di Eluana Englaro. "Questo è un caso di eutanasia che non è previsto dalla legge", ha aggiunto, "bisognerà capire cosa è successo in quel posto che si chiama 'La Quiete' e che dovrebbe chiamarsi 'la morte'"

"Domani sera il Colosseo resterà acceso per tutta la notte. È questo il modo con cui vogliamo testimoniare il nostro profondo lutto per la morte di Eluana Englaro. Al di là di tutte le polemiche politiche non possiamo liberarci da un senso di profonda commozione e di sgomento per una vita che poteva e doveva essere salvata". Lo dichiara in una nota il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

"Profondo dolore" e "grande rammarico"grande rammarico perché non si è reso possibile poter salvare la vita di Eluana Englaro. E' quanto afferma il premier Silvio Berlusconi alla notizia della morte di Eluana.

Decine di persone stanno cominciando a radunarsi davanti alla clinica La Quiete di Udine, dove si è spenta Eluana Englaro. Le campane della città hanno accompagnato la notizia della morte. Davanti alla clinica i visi commossi e in lacrime di decine di persone che sostegno cartelli con la scritta "Udine è vicina a Beppino Englaro". La gente sta accendendo delle fiaccole fuori dalla clinica. Alcune persone hanno contestato l'ingresso della polizia giudiziaria chiedendo che venga fatta chiarezza sulla fine di Eluana.

"Sì, ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo". Queste le poche parole, pronunciate fra le lacrime, di Beppino Englaro, il papà di Eluana.

"Si continua a fare l'ennesimo atto di sciacallaggio politico sulla morte di Eluana". Così il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, ha replicato alle parole di Gaetano Quagliariello in aula a palazza Madama.

Dopo le parole di Gaetano Quagliarello, la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro ha replicato duramente, tra i boati dell'Aula. Il presidente Schifani ha dovuto sospendere la seduta.

Eluana Englaro è morta alle 20.10 nella clinica 'La Quiete' di Udine, dove era arrivata all'alba del 3 febbraio.

L'onorevole Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, intervenendo in aula ha scagliato il microfono in terra urlando in lacrime: "Eluana non è morta, è stata ammazzata".

"Che il Signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto": è il primo commento del 'ministro della Salute' del Vaticano, cardinale Javier Lozano Barragan, alla morte di Eluana Englaro.

"Comprendo le scelte del padre di Eluana Englaro anche se non abbiamo condiviso lo scopo". Così il ministro della Sanità Maurizio Sacconi, appresa la notizia della morte di Eluana Englaro. Sacconi ha ricordato il ruolo svolto dalle suore di Lecco che hanno assistito Eluana negli anni scorsi e ha espresso l'auspicio "che l'Aula voglia procedere secondo il calendario affinché questo sacrificio non sia stato inutile del tutto e indichi la strada per il provvedimento".

"E' un momento tragico". Lo ha detto il legale della famiglia Englaro.

Anche la Camera dei Deputati, sotto la Presidenza di Rocco Buttiglione, ha osservato un minuto di silenzio per la morte di Eluana Englaro.

La notizia del decesso di Eluana Englaro è stata confermata a Udine da fonti dell'amministrazione comunale e regionale e delle forze dell'ordine.

Appresa la notizia della morte di Eluana Englaro, il presidente del Senato Renato Schifani ha chiesto all'Aula di osservare un minuto di silenzio.

Eluana è morta: lo riferisce l'agenzia Ansa.

Dagli accertamenti eseguiti oggi su disposizione della Regione Friuli Venezia Giulia non sono emersi elementi tali da indurre a un intervento sulla casa di riposo La Quiete, dove è ricoverata Eluana Englaro. Lo si è appreso al termine della riunione che si è svolta a Udine alla quale hanno partecipato il Presidente dela Regione, Renzo Tondo, gli assessori regionali Vladimir Kosic (Sanità) e Federica Seganti (Autonomie Locali), oltre a dirigenti del settore sanitario.

"Valuterò bene i testi che riceveremo, e sul punto centrale farò pendere il mio voto nella bilancia sul sì". Francesco Rutelli, in un articolo che sarà pubblicato domani sul quotidiano 'Europa', annuncia il suo voto a favore del ddl del governo su Eluana Englaro. L'esponente del Pd spiega: "Io sono per innalzare il livello del rispetto, delle cure e per tenerlo più alto possibile, per non considerare alimentazione e idratazione allo stesso modo delle cure ormai inutili, se non crudeli, su un corpo che si spegne".

L'aula del Senato ha votato contro le pregiudiziali di costituzionalità e le sospensive al ddl sul caso Englaro. Bocciate le pregiudiziali si procede con l'esame del ddl.

E' evidente che quanto stabilisce il cosiddetto 'ddl Englaro' "non è un principio di legge astratto in difesa della vita dei cittadini, ma un intervento contro una sentenza della Cassazione". E' quanto ha detto Ignazio Marino, membro della commissione Sanità del Senato. "In questo modo il Parlamento - ha detto - diventa una Corte più 'alta' di quella di Cassazione. Il Paese invece vorrebbe una legge dove le persone, sulla base delle proprie convinzioni, religione e cultura, possano decidere a quali terapie sottoporsi e quali tecnologie utilizzare. Una scelta da fare all'interno della loro cerchia di affetti".

Dagli accertamenti eseguiti oggi su incarico della Procura di Udine sulla vicenda di Eluana Englaro "non è emerso alcun elemento di novità tale da giustificare un intervento della magistratura": lo ha detto il Procuratore Generale della Repubblica di Trieste, Beniamino Deidda, interpellato dall'Ansa. Si allontana, pertanto, l'ipotesi di un sequestro della stanza in cui si trova la donna nella casa di riposo "La Quiete" di Udine.

"Probabilmente fra due ore uscirà la relazione che mi era stata demandata": lo ha affermato il direttore dell'Asl 4 Medio Friuli, Giorgio Ros, riferendosi agli esiti delle ispezioni effettuate dai carabinieri del Nas e dagli ispettori della Regione nella casa di cura 'La Quiete' dove è ricoverata Eluana Englaro.

E' iniziata in Senato la seduta dell'aula convocata per l'esame del ddl del governo sul caso Englaro. Il presidente della commissione Sanità Antonio Tomassini non ha svolto la relazione perché ha spiegato che il testo non è stato votato dalla sua commissione. L'aula sarà chiamata innanzi tutto a discutere e votare le pregiudiziali di costituzionalità, sulle quali ha iniziato a parlare Emma Bonino. Il voto su tali pregiudiziali dovrebbe avvenire tra le 20 e le 21. Successivamente, ha detto il presidente Renato Schifani, verranno discussi e votati gli emendamenti con un contingentamento dei tempi (complessivamente 5 ore). La dichiarazioni di voto e il voto finale ci saranno domani mattina dalle 8,30 alle 9,30.

"Questo disegno di legge ci imporrebbe, in ambito palliativo, di attuare delle pratiche contrarie al bene dei pazienti. Attenzione all'imposizione di idratazione e alimentazione per tutti i malati: non la si può imporre a chi sta morendo". La Società italiana di cure palliative (Sicp) e la Federazione cure palliative (Fcp) interviene così nel dibattito su idratazione e alimentazione per tutti i malati, scaturito dal Ddl 'salva-Eluana'.

La commissione Affari costituzionali del Senato non è riuscita a formulare un parere sulla costituzionalità del ddl-Englaro. Sarà l'aula di palazzo Madama, riunita a partire dalle 19, ad affrontare la questione.

"Il Parlamento è nelle condizioni per approvare al più presto" il ddl che ha l'obiettivo di ripristinare l'alimentazione e l'idratazione artificiale a Eluana Englaro. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, lasciando la Commissione Sanità del Senato. "E' chiaro che è una corsa contro il tempo, perché con questo disegno di legge vogliamo salvare Eluana, ma anche tutti quelli che si trovano nelle sue condizioni", ha affermato il ministro.

Un emendamento al ddl per Eluana Englaro presentato dalla maggioranza in commissione Sanità al Senato limita a 180 giorni la validità della legge. A presentarlo è stato il senatore delPdl Enrico Musso.

''Un Paese dove il governo legifera solo per decreti e il Parlamento è convocato dal governo solo per approvarli non è una democrazia ma una dittatura''. Lo ha detto il ministro ombra dell'Economia del PD, Pier Luigi Bersani. ''Ricordo a Berlusconi - ha aggiunto - che tanti anni fa molte persone hanno dato la vita per garantire la democrazia in questo Paese''.

Saranno 70 gli emendamenti che giungeranno al ddl su Eluana Englaro nell'aula del Senato. Ne erano stati presentati 1485, ma moltissimi sono stati dichiarati inammissibili.

"Non escludo di votare sì ma devo vedere bene il testo in particolare nel passaggio che riguarda l'idratazione e l'alimentazione". Così il senatore Franco Marini spiega la sua posizione sul voto sul ddl Englaro, in discussione in aula al Senato.

"Il gruppo del Pd al Senato voterà no ma condividendo con pari legittimità politica chi vota in un altro modo nella convinzione della critica aspra e durissima verso il profilo istituzionale di questa vicenda e dell'attacco mosso ancora una volta al presidente della repubblica". Così il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro annuncia l'orientamento del Pd al Senato, al termine dell'assemblea del gruppo, sul ddl Englaro.

Antonio Di Pietro voterà 'no' al disegno di legge sul caso Englaro e anche se l'IdV lascerà libertà di coscienza, ''la grande maggioranza votera' no''. Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. ''Io voterò no, al di là del merito per la strumentalizzazione che è stata fatta'', ha spiegato Di Pietro che si è comunque detto favorevole a una eventuale legge sul testamento biologico.

Anestesisti e rianimatori lanciano oggi un appello online segnalando alcuni errori e incongruenze contenute del disegno di legge all'esame del Senato. L'appello, pubblicato sul sito www.desistenzaterapeutica.it, è rivolto esclusivamente agli specialisti di anestesia e rianimazione. Rileva che il testo del ddl "è in contrasto con l'art. 53 del Codice di deontologia medica", secondo cui "quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi ... se è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla".

''E' una panzana quanto è stato detto e scritto in proposito; non ci saranno atroci sofferenze. Ad esempio, per le persone anziane che si disidratano l'effetto è di un progressivo assopimento, così avverrà per Eluana. Il sopore, in questi casi sopravviene dopo 4-5 giorni dalla interruzione dell'idratazione''. Così Alberto Defanti, neurologo di Eluana Englaro. Quanto alle condizioni di Eluana, Defanti ha dichiarato che sono buone. ''Certo dal punto di vista clinico la produzione di urine si contrae ma è una situazione ancora reversibile in caso di ripresa della somministrazione di liquidi''.

Un emendamento al ddl per Eluana Englaro è stato presentato da Pdl e Udc al Senato. Il testo prevede che i trattamenti ai pazienti non autosufficienti non solo non possano essere sospesi, ma nel caso siano già stati sospesi debbano essere "immediatamente ripristinati".

Se dopo un periodo di sospensione la nutrizione di Eluana Englaro venisse ripresa, come potrebbe accadere in questi giorni qualora entrasse in vigore il decreto legge del governo, non ci sarebbero rischi particolari per la salute della donna: "Recupererebbe facilmente, certo non dovrebbero sopraggiungere delle complicanze, come nel caso in cui qualcuno le dia qualcosa per bocca, senza sondino. Ci sarebbe la possibilità che le vada tutto di traverso facendole venire una polmonite, che sarebbe un danno grave", spiega uno degli esperti italiani di nutrizione artificiale via sondino, il chirurgo Gianfranco Cappello.

"Ho evitato a lungo di esternare su questo tema. La mia opinione sarà il mio voto e il mio voto sarà no". Così il senatore del Pd Marco Follini, lasciando l'assemblea dei senatori del Pd, annuncia il suo voto in aula sul ddl Englaro.

"Ti ricordo l'assemblea del Gruppo, domani alle 10. Ma soprattutto, alle 14, alla Camera comincia l'esame della legge sul 'caso Eluana': presenza indispensabile". E' l'sms con il quale Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, richiama i deputati centristi alla partecipazione compatta ai lavoro di Montecitorio sul ddl del governo.

Un appello al Parlamento, e ai medici presenti in Parlamento, è stato sottoscritto ieri da parte di chi negli ospedali e accanto ai malati trascorre la sua vita professionale. Poche parole e tante firme, per dire la legge che si sta studiando è in contrasto con il codice di deontologia professionale. Cioè, i medici sanno che nutrire a forza o allungare all'infinito la vita sono pratiche che poco hanno a che fare con la salute. Nel frattempo, Eluana è arrivata al terzo giorno e dodici ore di nutrizione zero e, intorno alle sue stanze, continuano le ispezioni, mentre un vertice si svolge in questo momento in procura.

E' scontro anche in commissione Affari Costituzionali al Senato sul 'ddl Englaro'. L'organismo parlamentare guidato da Carlo Vizzini, infatti, è chiamato a esprimere il parere sul provvedimento per l'Aula, ma il centrosinistra è sulle barricate e sta intervenendo con tutti i propri componenti per argomentare una serie di rilievi al testo. L'opposizione, inoltre, contesta il fatto che il governo abbia annunciato modifiche al disegno di legge e che quindi la commissione si debba pronunciare su un testo che verrà comunque modificato. Probabile che il provvedimento vada in Aula non solo senza il relatore ma anche senza il parere di costituzionalità.

''Non c'è nessuna violazione dell'articolo 193 del testo unico delle leggi sanitarie del 1934 da parte de La Quiete. Il protocollo va avanti''. Lo ha assicurato Vittorio Angiolini, uno dei legali della famiglia Englaro, facendo riferimento al testo di legge regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. ''Si dice una sciocchezza grossolana - aggiunge Angiolini -. Cerchiamo di mantenere un barlume di ragione. L'articolo 193 prevede l'apertura senza autorizzazione di nuove strutture sanitarie, non mi sembra il caso''. Quanto all'ispezione dei tecnici dell'Ass 4 e di un'eventuale diffida, Angiolini ha detto: ''In caso di diffida studieremo come rispondere''.

Un lungo applauso ha accolto il sindaco di Udine, sotto la Loggia del Lionello, in pieno centro città, durante la manifestazione 'Pro-Beppino Englaro' organizzata da diverse associazioni politiche e culturali della città. Honsell non ha voluto fare discorsi. "Vi ringrazio - ha solo detto - per il vostro coraggio civile. Non voglio fare altre dichiarazioni - ha concluso - perchè temo siano strumentalizzate". Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di persone.

Il ministro della gioventù, Giorgia Meloni, parteciperà alla manifestazione "Per la libertà, per la vita, per Eluana" promossa per domani, alle 18, al Pantheon, dalle riviste "Tempi" e "l'Occidentale". Ne dà notizia lo stesso Ministero.

Il voto finale sul ddl sul caso Englaro avverrà a Montecitorio mercoledì alle ore 14.30. E' quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo che si è appena riunita. Nella capigruppo è stato spiegato che domattina, non appena il provvedimento arriverà dal Senato (dove il voto è previsto intorno alle ore 9.30), verrà esaminato dalla Commissione Sanità, quindi alle ore 17 dovrebbe approdare in Aula e il voto finale è previsto per mercoledì pomeriggio, con tempi contingentati e voto segreto, come prevede il regolamento della Camera per materie di ordine sanitario.

La Commissione Internazionale di Giuristi (Icj) boccia le iniziative del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul caso di Eluana Englaro. L' Icj (organizzazione non governativa che ha sede a Ginevra con status consultativo presso l'Onu) parla di "grave conflitto di poteri" riferendosi al decreto legge "prodotto" dal premier. la Commissione, invece, ha accolto "positivamente" il rifiuto del presidente della Repubblica di firmare il Dl.

La vicenda di Eluana Englaro ha "colpito molto" Massimo D'Alema, che vede sostanzialmente nell'interesse da parte del governo una "persecuzione contro una famiglia" con il ricorso a ogni mezzo, dagli ispettori del Nas fino ad una legge ad personam.
L'ex ministro degli Esteri è tornato sull'argomento durante il suo tour elettorale in Sardegna. "E' curioso che lo Stato, che per 17 anni non si è curato di questa vicenda, perché questa famiglia è stata lasciata sola per 17 anni - ha ribadito - ad occuparsi di questa questione, adesso interviene con la forza addirittura della legge per sottrarre un corpo che oramai vive di una vita artificiale e farne un simulacro di una strana cultura della vita".

"Voterò no, convintamente, sia per opporre la ragione e il dubbio a chi con disinvoltura e cinismo incredibili usa una dolorosa vicenda umana, sia per respingere un tentativo gravissimo di stravolgere, in nome di una questione specifica così delicata, qualsiasi regola del gioco democratico". Così il vice capogruppo del Pd alla Camera Marina Sereni spiega la sua posizione sul ddl Englaro.

Una manifestazione per esprimere solidarietà a Beppino Englaro è cominciata nel pomeriggio proprio davanti alla casa di riposo La Quiete. La manifestazione è organizzata dalla Cgil del Friuli Venezia Giulia che ha sottolineato anche "l'atteggiamento cinico e strumentale con il quale - a suo parere - il Presidente del Consiglio sta utilizzando questa vicenda per cercare di piegare la Costituzione ai propri interessi di parte".

L'azienda socio-sanitaria 4 'medio Friuli' starebbe esaminando una pluralità di interventi per fermare il protocollo in atto su Eluana Englaro. Lo si apprende da fonti vicine alla regione che sta vagliando l'ipotesi di una diffida o di un'ordinanza. Regione e azienda sociosanitaria stanno cercando di rilevare la compatibilità tra l'attività che si sta effettuando nella casa di riposo per Eluana e lo statuto de 'La Quiete', ma soprattutto si sta esaminando la presenza della associazione 'Per Eluana' che all'azienda sociosanitaria, sempre da quanto si apprende da fonti vicine alla regione, risulterebbe priva di specifica autorizzazione sanitaria e che pertanto non potrebbe operare a 'La Quiete'.

"Da esperienze internazionali e per questi tipi di malati posso dire che dal momento della sospensione dell'alimentazione alla morte potrebbero passare anche 12-14 giorni". Lo ha detto il neurologo Carlo Alberto Defanti. Il Parlamento quindi avrebbe tutto il tempo? "No, questo no - afferma Defanti - perché danni irreversibili e irreparabili potrebbero accadere ben prima. Del resto loro lo sanno benissimo".

Una messa con rosario e una veglia di preghiera per Eluana, sono stati indetti da varie associazioni cattoliche. L'appuntamento è per domani alle 18 nella chiesa di San Remigio. Tra i promotori dell' iniziativa Scienza e vita, Movimento per la vita e Movimento cristiano lavoratori.

Pierluigi Bersani voterà no al ddl inerente al caso Eluana Englaro. Il ministro ombra dell'Economia, intervenendo al coordinamento del Pd questa mattina con Walter Veltroni, avrebbe argomentato la sua posizione spiegando che si tratta innanzitutto di "capire per cosa si vota: si vota lo stravolgimento della Costituzione e della giurisdizione. E' un dato enorme. C'è un'invadenza dello Stato mai accaduta" su questioni inerenti alla vita, al privato, "alle dimensioni familiari. Questo stravolge secoli di civilità giuridica".

L'"orientamento prevalente" del coordinamento del Pd è per il no al ddl Englaro, che sbarcherà stasera in aula a Palazzo Madama. Al termine di una discussione che ha visto posizioni diverse, il vertice del partito ha deciso, a quanto si apprende, che era meglio affidare ai gruppi parlamentari la ricerca di una posizione di maggioranza e di lasciare comunque libertà di coscienza.

Un commerciante, oggi pomeriggio, ha minacciato di darsi fuoco per protestare contro la sospensione dell'alimentazione a Eluana Englaro, la giovane da 17 anni in stato vegetativo al centro di una controversa vicenda giudiziaria. L'uomo, bloccato dopo alcuni minuti dai carabinieri, è stato portato all'ospedale incolume. E' accaduto alle 15 nel centro di Abbiategrasso (Milano), a due passi dal Comune, quando il commerciante, di 61 anni, e che ha un negozio proprio in città, con una bottiglia d'alcol in una mano e un accendino nell'altro ha minacciato di incendiarsi. Al collo aveva un cartello in cui chiedeva "la sospensione della condanna di Eluana".


15:53 Sac
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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 13:05:47, in Magistratura, linkato 1133 volte)
Si, Eluana è stata soppressa da una mano che ha voluto far divenire sentenza di "morte", ciò che in Italia era stato cancellato molto tempo fa, uccidendo contestualmente la democrazia e il diritto.

Una sentenza di cassazione non può e non deve equivalere ad una sentenza di morte.

Perché neppure in quelle condizioni si muore in 4 giorni.

E la mano che ha colpito ha commesso un omicidio, perché la Cassazione non si può far carico della responsabilità di coprire un delinquente in cerca di popolarità.

Naturalmente occorre una autopsia seria, magari presso una struttura cattolica, e con molti, moltissimi periti di parte in modo che siano molte le bocche da sfamare per quel portafoglio.
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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 09:49:56, in Politica, linkato 992 volte)

Gruppo Consiliare Verdi per la Pace

comunicato stampa

NASCE WWW.TESTAMENTOBIOLOGICONLINE.ORG
SAPONARO: "UN DATABASE ON LINE PER RIVENDICARE LA LIBERTA' DI SCELTA E DI CURA"

Milano, 9 febbraio 2009 – E' on line da oggi www.testamentobiologiconline.org, (raggiungibile per i prossimi giorni solo da http://testamentobiologico.wordpress.com) il sito lanciato dal consigliere dei Verdi Marcello Saponaro dove ciascuno potrà caricare il proprio testamento biologico, secondo il modello suggerito dalla Fondazione Veronesi e inserirlo nel database on line. Ciascun testamento sarà pubblico: chiunque potrà scrivere il suo e chiunque, collegandosi, potrà leggere i testamenti biologici caricati dagli altri (cliccando su “come fare” si troveranno tutte le informazioni necessarie).

"E' un'azione dimostrativa – dice Saponaro – non ha valore legale, visto il vuoto normativo in materia, ma sentivo l'esigenza di pubblicare il mio testamento biologico. Penso che mettere a disposizione dei cittadini questo sito sia un mezzo utile per esercitare, almeno simbolicamente, il diritto di scelta che i fatti di recenti hanno messo in discussione".

"Bisogna portar fuori dall'uragano emotivo di questi giorni – prosegue Saponaro – il dibattito sul diritto all'autodeterminazione, far emergere, indipendentemente dal caso Englaro, l'importanza della libertà di scelta delle cure mediche e del diritto a rifiutarle. Come vuole anche la nostra Costituzione".

Il consigliere Marcello Saponaro parteciperà oggi al presidio "Per Eluana, per la Costituzione" davanti alla prefettura di Bergamo dalle ore 17.30 alle ore 19.30.

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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 09:37:35, in Redazionale, linkato 1266 volte)
E' una iniziativa di Marcello Saponaro, dei Verdi al Consiglio Regionale della Lombardia, cui aderisco volentieri...
Attenzione il testo originale è a questo link: http://testamentobiologico.wordpress.com/ quello che segue è il mio elaborato.

Testamento biologico di Loredana Morandi


Lo scopo principale di questo mio documento è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili, ed eventualmente anche rifiutarle tutte.

Diritto che deve essere garantito, anche qualora avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito, al fine di evitare l’applicazione di terapie, che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e/o di ritardare il sopravvenire della morte.

Io sottoscritta Loredana Morandi

nata a Roma

il 5 marzo 1963

nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali,

dispongo quanto segue:

Qualora fossi affetto:

da una malattia allo stadio terminale (io non mi curerei neppure il cancro allo stadio iniziale),
da una malattia o una lesione traumatica, cerebrale e non, invalidante e irreversibile,
da una malattia o una lesione traumatica, cerebrale e non, implicante l’uso permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,

non voglio essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.

Nelle predette ipotesi:

qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;
qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto a idratazione o alimentazione artificiale;
qualora fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come a mero titolo di esempio: infezioni respiratorie e urinarie, emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi trattamento terapeutico attivo, (a mero titolo di esempio: antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi).

Sempre nelle predette ipotesi:

Rifiuto qualsiasi forma di continuazione dell’esistenza vegetativa dipendente da apparecchi biomedicali.

Detto inoltre le seguenti disposizioni:

il mio corpo NON può essere donato per trapianti; essendo ciò lecito solo nel caso in cui si tratti della donazione diretta a miei consanguinei e familiari.

il mio corpo NON può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici.

chiedo che il mio corpo, o quel che ne resta, venga avvolto in un telo bianco, alla maniera islamica anche se sono cattolica, cremato dopo opportuna funzione religiosa, e che le ceneri vengano deposte nella tomba di famiglia.

In fede

Loredana Morandi

Roma, 9 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 07/02/2009 @ 14:04:14, in Varie, linkato 1047 volte)

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DEDICATA A ELUANA

Eluana, piccolo fiore
Tu sei la prediletta
al cuore del Signore.

Tace la tua voce
mentre sei distesa
sul legno della croce.

La tua luce splende
nella notte oscura
di un mondo che non comprende.

Il tuo cuore è una sorgente
che emana amore
sul freddo della gente.

Tu sei un tesoro
molto più prezioso
di un forziere d'oro

Una mano che rapina
al tuo letto si è avvicinata
nella penombra della mattina.

Anche tu, come Gesù,
griderai "Ho sete!"
prima di volare lassù.

Ottienici in dono
quando entrerai in cielo
la grazia del perdono.

Padre Livio

tratto da Radio Maria


L'errore fondamentale contro l'umanità dei sostenitori della laicità e dell'ateismo è quello di combattere contro la "speranza". In ragione di questa sola forza sono caduti regni, imperi e regimi di sinistra e di destra. Infatti, nelle parole di questo religioso c'è il dolore dell'abbandono della vita umana, la visione del peccato negli uomini e c'è già anche il perdono...


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Di Loredana Morandi (del 07/02/2009 @ 06:18:30, in Magistratura, linkato 1070 volte)
SUL CASO ENGLARO NESSUNA DECISIONE FORMALE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

 
ROMA – In merito a notizie di stampa sull’attività della Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, si precisa che le “pratiche a tutela”, secondo regolamento, sono assegnate direttamente alla Commissione competente, che le istruisce e formula una proposta di delibera per il plenum.
Tra le pratiche il cui esame è tuttora in corso, vi è anche quella a tutela dei magistrati della Corte di Appello di Milano e delle Sezioni Unite della Cassazione che hanno deciso sul caso di Eluana Englaro. Pratica ancora non completamente definita avanti alla Prima Commissione.
Meraviglia, dunque, che siano state diffuse notizie su di una procedura che è ancora in fase di elaborazione. In ogni caso, si fa presente che le pratiche a tutela non possono riguardare prese di posizione o atteggiamenti tenuti da Autorità come Mons. Rino Fisichella, che si è espresso nella qualità di Presidente dell’Accademia Pontificia della Vita

 

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Di Loredana Morandi (del 06/02/2009 @ 16:51:49, in Economia, linkato 1471 volte)

Riporto l'articolo da Punto Informatico e vi informo che sono decisamente a favore dell'articolo 50 bis del disegno legge 733 ...

Intanto potete vedere un sito web che istiga alla violenza (alle persone e alle cose) QUI, e lo conosce  sicuramente anche l'avvocato Daniele Minotti, visto che ne conosce bene coloro che ne ottengono un tornaconto economico. Esattamente come conosce la mia delusione nel dover verificare, che del Diritto e della Privacy sono per primi gli avvocati a non aver rispetto.

E' arrivato finalmente il momento di cancellare quel sito dal web. Adesso.

Perché, cari Giuristi, "chissenefrega" se la pornografia rende, in quanto la libertà del web consiste nel NON obbligare nessuno ad acquistare un prodotto pornografico, reclamizzato con il nome di persone per bene.

Caro Daniele Minotti, danni morali io? 15 video, 20 blog cloni, 1 forum, una imageboard, le mie foto modificate e pubblicate insieme a quelle di artisti, amici, familiari, i figli e finanche un magistrato da un sito del porno commerciale: da agosto ad oggi. Cos'altro può ingenerare la vergogna nel mondo della avvocatura telematica?

La speranza che il web possa finalmente essere regolamentato a tutela del cittadino, invece che per soldi.

Di seguito l'articolo di Gaia Bottà.

Italia, libertà filtrate?

Roma - La sicurezza pubblica passa dalla rete: in caso di apologia di reato, in caso di istigazione a delinquere, i provider potrebbero trovarsi costretti a innescare misure per filtrare le pagine sotto indagine. Dietro l'angolo, in caso di inottemperanza, c'è la minaccia della corresponsabilità. Nelle mani dei provider ci potrebbe essere l'onere di percorrere il crinale che divide la libertà di espressione e il reato di opinione.

La disposizione che potrebbe costringere i provider a filtrare le sortite dei cittadini della rete è contenuta nel pacchetto sicurezza, il noto disegno di legge 733: sotto forma di un emendamento incastonato nel testo dal senatore Gianpiero D'Alia (UDC), si introduce nel DDL l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il Senato ha approvato ieri il testo definitivo, testo che ora rimbalzerà alla Camera.

Al comma 1 si recita:
Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
Se le parole di un cittadino della rete dovessero finire sotto indagine per essersi pronunciato riguardo a certi delitti, se il cittadino della rete dovesse essere sospettato di aver incoraggiato a commettere un reato, l'autorità giudiziaria potrebbe comunicare al Ministro dell'Interno la necessità di intervenire. "Ci sono i presupposti perché il ministro agisca in modo discrezionale" spiega l'avvocato Daniele Minotti, contattato da Punto Informatico: la formulazione del testo non sembra obbligare il Ministro a disporre il decreto per mettere in moto i provider.

Ma una volta emesso il decreto la palla passerà agli ISP: dovranno innescare "appositi strumenti di filtraggio", dei quali tracceranno i contorni tecnici e tecnologici il Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione. Avranno 24 ore per isolare dalla rete la pagina indicata dal decreto del Ministro: a pendere sul capo del provider potrebbero esserci sanzioni che oscillano dai 50mila ai 250mila euro. Ma soprattutto, sottolinea l'avvocato Minotti, l'ombra dell'accusa di essere corresponsabili di "apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet". "Rischiano di essere accusati di concorso - spiega Minotti - si tratta di un meccanismo perverso: avere l'obbligo giuridico di impedire un evento e sfuggire a quest'obbligo equivale a lasciare che altri continuino a compiere il reato e si finisce per dover rispondere di reato omissivo improprio. Pagando per la stessa imputazione". Un'imputazione che, delineata dagli artt. 414 e 414 c.p., è punita con il carcere: da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.

L'articolo 50-bis del DDL prevede in sostanza che, in caso di indagini relative a delitti di apologia di reato e di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, in caso di decreto emesso dal Ministro i provider operino così come disposto per quanto riguarda pedopornografia e gambling. Fatta eccezione per ordinanze della magistratura come quella emessa nel caso delle sigarette vendute online o nel caso di The Pirate Bay, solo per gli abusi sui minori riversati online e solo per il gambling non autorizzato mediato dalla rete è possibile ordinare ai provider di operare il filtraggio. Le sanzioni che rischiano i provider che non procedono a rendere irraggiungibile la pagina sono le stesse di quelle previste dal decreto Gentiloni in materia di pedopornografia online: in entrambi i casi incombe sugli ISP un'ammenda da 50mila a 250mila euro, in entrambi i casi i provider potrebbero rischiare la corresponsabilità.

Le poche parole contenute nell'articolo 50-bis potrebbero aprire uno squarcio su uno scenario inquietante: l'avvocato Minotti sottolinea che i reati d'opinione sono reati che non sono inquadrati dalla legge in maniera definita, che potrebbero sovrapporsi con la manifestazione del pensiero dell'individuo, un diritto tutelato dall'articolo 21 della Costituzione. I provider, concordano i consumatori, potrebbero trovarsi ad agire come setacci della libera espressione: il filtraggio può essere ordinato qualora "sussistono concreti elementi che consentano di ritenere" che sia stato commesso un reato.

Sono numerosi gli interrogativi che si configurerebbero, qualora il DDL dovesse convertirsi in legge senza che l'art.50-bis venga stralciato. L'attenzione dell'autorità giudiziaria potrebbe concentrarsi ad esempio su un video postato su una piattaforma di sharing. Nell'ipotesi che la piattaforma non rimuova il contenuto su segnalazione, dovrebbero intervenire i provider. Che potrebbero non avere i mezzi per agire in maniera chirurgica, e potrebbero trovarsi costretti a inibire l'accesso all'intero dominio. "L'applicazione del DDL appena approvato - conferma a Punto Informatico l'avvocato Guido Scorza - porta come automatica conseguenza il ritorno del paese ad un film liberticida già visto 10 anni fa: quello in cui per impedire la circolazione di un contenuto ritenuto illecito si sequestrava un intero server".

Gli ISP, in attesa del testo consolidato del DDL, manifestano apprensioni e denunce. Assoprovider, che poche settimane fa si era espressa in materia, è netta: "Lo schema ormai collaudato - spiega a Punto Informatico il presidente Dino Bortolotto - è che se qualche reato viene commesso per mezzo di Internet allora è indispensabile un intervento legislativo speciale che contenga necessariamente un coinvolgimento dei provider (ovviamente italiani) nell'azione di repressione e dove le sanzioni per i provider che non ottemperano in tempi richiesti ovviamente non tengono in nessun conto né delle capacita operative ed economiche dei provider". "Come dire - affonda Bortolotto - che con la scusa di perseguire un fine nobile (perseguire un reato) si determinino delle misure che ledono significativamente la libertà d'impresa di chi non ha commesso alcun reato". Il presidente di Assoprovider scaglia una provocazione: "ad esempio per catturare tutti i latitanti perché non obbligare tutti gli esercizi pubblici ad effettuare l'identificazione dei frequentatori e ovviamente, in caso di mancata identificazione di un latitante, erogare una multa da 50mila a 250mila euro"?

"Se fosse vero - paventa invece il presidente di AIIP Paolo Nuti - ci troveremmo di fronte ad un provvedimento che sovverte, e non sarebbe la prima volta, il concetto di sequestro". "Anziché concentrare l'attenzione su chi utilizza Internet per compiere reati e rimuovere i contenuti illecitamente diffusi - spiega Nuti a Punto Informatico - ci si limiterebbe a nasconderne l'esistenza ad un'opinione pubblica giustamente allarmata, ma sostanzialmente inconsapevole della differenza che corre tra pull e push, tra internet e la televisione, tra censura e sequestro". "Se fosse vero - denuncia Nuti - il prossimo passo potrebbe essere il ripristino della censura, espressamente esclusa dall'articolo 15 della Costituzione, delle comunicazioni interpersonali".

Ma il senatore D'Alia, che pure in passato si è fatto promotore di altre misure di controllo della rete, si mostra soddisfatto dell'integrazione dell'emendamento. Un emendamento che fa seguito alle invettive scagliate contro coloro che su Facebook inneggino a capi mafiosi, a gruppi terroristici, alla violenza. D'Alia nei giorni scorsi aveva definito Facebook "un social network che si sta rendendo complice di ogni genere di nefandezza, cavalcando per puri motivi pubblicitari i più beceri istinti emulativi". Il senatore aveva promesso "la regolamentazione di un settore che somiglia sempre più a una giungla dove tutto è tollerato". Il primo passo verso la regolamentazione è stato compiuto: "In questo modo - ha commentato D'Alia nelle scorse ore - diamo concretezza alle nostre iniziative per ripulire la rete, e in particolare il social network Facebook, dagli emuli di Riina, Provenzano, delle BR, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri cattivi esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio".

"L'ICT - denuncia l'esperto Stefano Quintarelli sulle pagine di Punto Informatico - è un tema specialistico non così ampiamente noto ai parlamentari. Esiste la Fondazione Bordoni che è un thinktank in materia di TLC, che ha sempre lavorato per il ministero delle Comunicazioni." "È stata consultata? - si chiede Quintarelli - Non credo proprio che avrebbero espresso parere favorevole a un provvedimento come questo. E se non è stata consultata, sarebbe cosa buona e giusta farlo, per il futuro". "Internet è uno strumento di comunicazione - ammonisce Quintarelli - non un'arma di diffusione di massa".

Gaia Bottà per Punto Informatico
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Di Loredana Morandi (del 06/02/2009 @ 14:15:26, in Sindacato, linkato 1072 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 6 febbraio 2009
Prot n. 25/C

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“Nuovo atto di teppismo contro un quotidiano. Nella notte ignoti hanno imbrattato il cancello d’ingresso della redazione milanese con liquame e con scritte offensive. E’ veramente grave ed inquietante il ripetersi di atti contro chi fa informazione. Il sindacato dei giornalisti ricorda che ha richiesto più volte agli organi di polizia, alla magistratura ed alle istituzioni di vigilare contro questi pericolosi fenomeni di intimidazione. Un Paese democratico si fonda sulla libertà di pensiero e sulla libera circolazione delle idee. Tentare di intimidire e di sopprimere convincimenti e valori, d’altronde condivisi da milioni di persone, è l’anticamera di una società antidemocratica, non di un Paese che voglia essere maturo e pluralista.

La Fnsi esprime piena e convinta solidarietà al direttore ed alla redazione tutta di Avvenire”.

Esprimo anche io la mia solidarietà alla redazione di Avvenire, perché tutto l'ateismo, l'antivaticanismo e il mangiapretismo in genere sono finanziati da Israele...
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