Immagine
 .. p.s. .. ... di Lunadicarta
 
"
Il giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male negli altri; sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l'esperienza personale.

Platone
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 18/02/2009 @ 11:33:46, in Sindacato, linkato 1124 volte)
Ragazzi, ma un capanno sotto il Parlamento noo?

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 18 febbraio 2009
Prot.n. 35

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Intercettazioni: martedì 24 febbraio manifestazione Fieg, Fnsi, Cnog, Unci

“La Giunta della Fnsi, riunita oggi a Roma, in relazione anche alle inaccettabili e pesanti modifiche avvenute in Commissione Giustizia della Camera del ddl Alfano sulle intercettazioni che mettono la pietra tombale sulle notizie di cronaca giudiziaria, ha deciso di dare mandato alla Segreteria di organizzare,

per martedì 24 febbraio dalle ore 10,30 nella sede Fnsi
(Corso Vittorio Emanuele II, 349, Roma),

un’iniziativa, aperta alla società civile, forte e decisa assieme all’Ordine dei giornalisti, all’Unione cronisti italiani e con la partecipazione della Fieg. Proprio ieri, infatti, la Federazione degli editori ha sottoscritto con il Sindacato dei giornalisti un comunicato congiunto di denuncia degli emendamenti introdotti che suona come un appello al Capo dello Stato, al Parlamento e al Paese perché sia rivisto profondamente il testo del disegno di legge Alfano.

La Giunta della Fnsi ricorda che gli ultimi emendamenti dell’altro ieri, bocciati senza appello anche dal Csm - con una dichiarazione del suo vicepresidente Nicola Mancino - reintroducono pesanti limitazioni e bavagli all’attività giornalistica fino a prevedere il carcere e pesanti ripercussioni economiche per gli editori che pubblicano notizie sulle indagini, nei fatti impedendo ai lettori di venire a conoscenza di  notizie di rilievo pubblico”.

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Di Loredana Morandi (del 18/02/2009 @ 11:18:03, in Magistratura, linkato 1124 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 

PEDOFILIA: AUDIZIONE DELL’ANM ALLA CAMERA


"Indagini compromesse dallo stop alle intercettazioni"


Anche nelle indagini sulla pedofilia le modifiche alla disciplina sulle intercettazioni potranno avere effetti gravissimi. Lo ha segnalato la delegazione dell’Associazione nazionale magistrati, nell’audizione di oggi in commissione Giustizia alla Camera dei deputati, dove sono in discussione le nuove disposizioni in materia di pedofilia.

L’Anm ha riconosciuto «la valenza positiva di alcune delle disposizioni normative proposte, ma ha suggerito di approfondire alcuni punti:

a) l’introduzione di nuove fattispecie penali a tutela del minore;

b) le norme processuali ad hoc quando si procede per reati in cui il minore è persona offesa, con speciale riferimento alla formazione della prova;

c) l’aumento dei limiti di pena detentiva e delle pene accessorie;

d) le peculiarità sui termini di prescrizione;

e) l’ampliamento delle fattispecie perseguibili d’ufficio.

È  stato infine sottolineato come le modifiche in discussione in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali possano produrre gravissime conseguenze nel perseguimento di queste tipologie di reati, nei quali è frequente e diffuso l’uso di strumenti di comunicazione telematica, come testimoniato  dai numerosi casi, anche recenti, di indagini nelle quali le intercettazioni hanno consentito di individuare i responsabili di gravi fatti di pedofilia e di acquisire «gravi indizi di colpevolezza» a loro carico.

Roma, 18 febbraio 2009
La Giunta Esecutiva Centrale
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Dalla newsletter del Ministero dell'Interno...

Immigrazione

13.02.2009

Maroni chiede massimi livelli di protezione per i minori extracomunitari non accompagnati che hanno fatto ingresso nel nostro Paese

Con una circolare invita i prefetti ad istituire nell’ambito dei Consigli territoriali per l’immigrazione una sezione dedicata ai minori per monitorare presenze, allontanamenti e standard qualitativi di accoglienza

I minori extracomunitari non accompagnati, che arrivano nel nostro Pese insieme al grande flusso dell’emigrazione, rappresentano per il ministro dell'Interno Maroni «uno dei più delicati aspetti del fenomeno migratorio».

Per assicurare loro ogni forma di tutela prevista dalla legislazione nazionale e internazionale, il Ministro ha inoltrato a tutti i prefetti d’Italia una circolare, in data 13 febbraio, in cui richiama l’attenzione sul fenomeno e sulla necessità di adottare, tramite i Consigli Territoriali per l’Immigrazione, tutte le misure ritenute opportune e, dove non è stata prevista, di istituire un’apposita sezione dedicata ai minori.

L’obiettivo è quello di monitorare costantemente le presenze dei giovani immigrati, gli eventuali allontanamenti dalle strutture che li ospitano e gli standard qualitativi dell’accoglienza, per scongiurare rischi di devianza e assicurare il pieno riconoscimento e l’attuazione dei loro diritti.

Nella circolare Maroni ricorda che il Comitato per i minori stranieri ha rilevato, dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2008, 7.797 minori non accompagnati, provenienti soprattutto dall'Africa settentrionale e dall'Africa occidentale con un trend generale in crescita costante.
Tale fenomeno ha interessato negli ultimi tempi soprattutto le coste siciliane e, in modo particolare, l’isola di Lampedusa e la provincia di Agrigento.

Ministero Interno

 
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Ma la difesa getta ombre sulla validità del computer acquisito ma non sigillato dagli inquirenti

Garlasco, nel pc di Stasi oltre 17mila foto porno e 14 video pedopornografici

Nell'archivio, recuperato dai Ris di Parma, anche tre filmati con scene di sesso tra Alberto e Chiara Poggi. Guarda le immagini della villetta degli orrori

ultimo aggiornamento: 17 febbraio, ore 21:29
Milano, 17 feb. - (Adnkronos) - Un mondo 'virtuale' che mostra il vero volto dell'unico indagato: e' il computer di Alberto a regalare un ritratto di chi, invece di difendersi, preferisce tacere. E' un archivio 'piccante' quello che i Ris di Parma riescono a recuperare nella memoria del pc portatile: 7.064 immagini e 542 filmati prevalentemente a sfondo pornografici, 21 immagini e 7 filmati pedopornografici che non lasciano dubbi sull'eta' delle vittime.

Prima di Chiara non aveva avuto rapporti sessuali, poi Alberto scopre i sexy shop e i film hot. Cosi' l'aria da bravo ragazzo viene spazzata via. Un vero voyeur che, accanto alle foto di Natale, ha immagini inequivocabili. Inutile il suo tentativo di cancellare il contenuto 'scottante' del suo hard disk esterno. Una memoria dalla quale sono stati recuperati 10.379 immagini e 332 filmati per lo piu' pornografici, 7 filmati a sfondo pedopornografico e tre filmati con scene di sesso tra Chiara e il fidanzato.

Due filmati amatoriali sono stati girati nella casa al mare di Spotorno e uno nella villa di Alberto. E' disinibito il giovane biondino, mentre Chiara appare timida e impaurita. "Qualche volta ho dovuto insistere per farglieli fare, ma non l'ho forzata", spiega il 25enne agli inquirenti.

Nell'ampio campionario a sfondo erotico e pornografico, spuntano anche 24 scatti ose' dei due fidanzati, oltre a immagini 'feticiste': scarpe o indumenti intimi femminili, fotografati probabilmente all'insaputa di chi le indossa. Una vera ossessione erotica, quasi quotidiana. Il giorno prima del delitto, il 12 agosto 2007, Alberto guarda alcune immagini porno.

Un copione che ripete la mattina successiva, a partire dalle 9.37, poco prima dell'omicidio della fidanzata. Si tratta di un filmato con protagoniste due ragazze maggiorenni. Una cartella nascosta tra le foto del salone nautico di Genova, delle ultime vacanze e di teneri cuccioli. Immagini che potrebbero essere contenute in una chiavetta Usb, utilizzata alle 19.20 del 12 agosto 2007 da Alberto, ma mai sequestrata.

Il possibile movente, ma la difesa getta ombre sulla validita' del computer portatile acquisito dagli inquirenti il giorno dopo il delitto, ma non sigillato e analizzato alla presenza delle parti. Cosi' gli uomini della polizia giudiziaria ''hanno 'aperto' e 'chiuso' tale computer -scrive la difesa dell'unico indagato-, accendendolo e spegnendolo piu' volte fino al 29 agosto 2007, ed hanno cosi' creato le premesse per interventi oggettivamente in grado di alterare gli eventi e i fatti che erano avvenuti in relazione al computer''.

Un computer che tra il 14 e il 29 agosto viene ''quasi quotidianamente acceso, non ad opera di Alberto, ma di chi ha preso in consegna il computer''. Innocente, secondo i suoi legali, e ''forse non e' irragionevole pensare che egli non debba essere l'unico indagato''. Nella memoria 'virtuale', pero', non mancano i ricordi personali: la sua laurea triennale, quella di Chiara e l'ultima vacanza con la fidanzata.

Ancora, le foto scaricate con il cellulare: 89 immagini degli amici o di Alberto in perizoma. Spulciando tra i verbali emerge anche la figura della vittima, vista con gli occhi di Alberto. E' timida, Chiara, quando Alberto la porta in un sexy shop a Londra.

"Si vergognava un pochino, ma io le ho detto che non c'era nulla di male e allora e' entrata" racconta lo studente modello. Si lamentava "perche' ero troppo estroverso". Gelosa lei, anche della cugina, Stefania Cappa: "temeva che potesse provarci con me, Chiara mi ha detto che l'avrebbe fatto quasi apposta", confessa. Preoccupata per il viaggio a Londra "pensava potessi conoscere altre ragazze che potevano prendere il suo posto, ma non era cosi'", ricorda l'unico indagato. ''Nessun tradimento'', giura, ma nelle oltre 800 pagine di intercettazioni non c'e' una sola parola per "l'unica ragazza" della sua vita.
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Di Loredana Morandi (del 18/02/2009 @ 05:41:38, in Politica, linkato 995 volte)
Il ddl ''distrugge la possibilitò di intercettare e limita fortemente lo strumento''

Intercettazioni, dal Csm 'no' a ddl. Mancino contesta le sanzioni ai giornalisti, la protesta di Fieg-Fnsi

Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura: ''Eccessiva sanzione penale ai giornalisti''. La Federazione degli Editori e quella della Stampa: gravissima limitazione del diritto di cronaca

ultimo aggiornamento: 17 febbraio, ore 21:26
Roma, 17 feb. (Adnkronos) - Il plenum del Csm ha approvato il parere negativo della VI Commissione sul ddl intercettazioni. Il ddl ''distrugge la possibilita' di intercettare e limita fortemente lo strumento'', ha affermato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, per il quale ''la sanzione penale a carico dei giornalisti e' eccessiva e unilaterale, ai sensi dell'arti.21 della Costituzione''.

Durante il plenum per discutere il parere sul ddl intercettazioni, Mancino ha espresso grande preoccupazione sul ''divieto di pubblicazione''. ''Il venir meno del segreto e' opera unilaterale del giornalista o c'e' uno che ha concorso nella consumazione del reato con lui?''.

Da parte loro, Fieg e Fnsi si uniscono nel denunciare al Parlamento e al Paese la gravissima limitazione del diritto di cronaca prevista dal disegno di legge del ministro Alfano in materia di intercettazioni approvato ieri dalla Commissione giustizia della Camera. ''Le disposizioni in esso contenute - sottolineano in una nota congiunta la Federazione degli Editori e quella della Stampa - colpiscono duramente giornalisti ed editori, imponendo loro il silenzio totale sulle indagini e sui loro sviluppi, anche quando non sussiste il segreto istruttorio. L'effetto e' quello di impedire ai cittadini e all'opinione pubblica di conoscere fatti rilevanti della vita pubblica quali appunto le notizie sugli atti di indagine, non segreti. Se il disegno di legge dovesse essere approvato dal Parlamento, il divieto duramente sanzionato costituirebbe una autentica 'pietra tombale' della cronaca giudiziaria''.
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Di Loredana Morandi (del 18/02/2009 @ 04:58:16, in Economia, linkato 1651 volte)

COMUNICATO STAMPA N.4/2009

18 febbraio 2009

 

Corte dei conti - Sezione controllo Enti - Pres. M. Alemanno , Rel. M. Falcucci - Determinazione 2/2009 del 5 febbraio 2009 - Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Consip S.p.A.. per l'esercizio 2007.

Nell'adunanza del 27 gennaio 2009 la Sezione controllo enti ha approvato la relazione con la quale la Corte dei conti riferisce il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Consip S.p.A., relativa all'esercizio 2007.

Nel settore IT l'attività della Consip si è snodata su una pluralità di direttrici e, in particolare, nel campo del supporto alla governance della finanza pubblica.

Sotto quest'ultimo profilo rilevante è stato l'impegno di Consip per supportare la nuova impostazione del bilancio dello Stato per missioni e programmi e per proseguire lungo la strada dell'evoluzione del sistema informativo della Ragioneria generale dello Stato verso un sistema organico di tipo conoscitivo e decisionale. Importanti interventi sono stati realizzati anche all'interno del Dipartimento del Tesoro. Risulta, peraltro, per ora inattuato il sistema informativo unitario del MEF previsto dalla riforma del 1997.

Sul versante del Programma di razionalizzazione della spesa per consumi intermedi, un esito positivo si riscontra in termini sia di modernizzazione della p.A. sia di risparmi ottenuti grazie al sistema delle convenzioni e al mercato elettronico, anche se ne resta difficile la quantificazione in carenza dell'impianto effettivo della contabilità analitica nell'ambito della p.A.

Lo spazio per i risparmi è ancora ampio se riferito all'area di spesa del conto consolidato della p.A., da affrontare nell'ambito del Sistema a rete (Consip/Regioni) delineato con le ultime leggi finanziarie.

Il 2007 si è chiuso con un utile lordo di 7,9 milioni, nettamente superiore a quello segnato nell'anno precedente (5,8 milioni).

L'utile netto, trainato dal surplus delle poste straordinarie, balza da 1,3 a 3,2 milioni.

Il contenimento dei costi aziendali si giova, da un lato, della sostanziale stabilità degli oneri di personale e, dall'altro, di una prima razionalizzazione della spesa discrezionale.

Nel 2007 è stato anche completato l'assetto dei controlli interni (con l'attività di revisione contabile obbligatoriamente affidata ad una società di revisione e con la istituzione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari). Tali nuovi organi si affiancano al Collegio sindacale e all'organismo di vigilanza, previsto dalla legge 231/2001.

Resta, d'altra parte, ancora da mettere a punto il sistema del controllo di gestione, che potrebbe fornire utili materiali informativi agli altri organismi investiti di compiti di verifica e controllo.

In tale ottica si rende anche necessario un maggiore coordinamento dei sistemi informativi operanti all'interno dell'Azienda.
 

Il Magistrato responsabile dell'Ufficio Stampa

(Consigliere Cinthia Pinotti)

 
La relazione è disponibile sul sito Internet www.corteconti.it, aprendo dall'home page la cartella: Ultimi documenti pubblicati - Attività 2009.

 

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Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Distrettuale di Roma



- FEDERMOT -


L’articolo 32 del disegno di legge recante: “Disposizioni in materia di procedimento penale, ordinamento giudiziario” prevede la possibilità di nomina del pubblico ministero presso il giudice di pace attraverso un meccanismo elettivo, situazione non prevista dalla Costituzione.

Per tanto il testo appare in contrasto con la Carta fondamentale dello Stato.

In ogni caso si deve osservare che il Legislatore è libero , nel quadro costituzionale, di operare le scelte ritenute più opportune, ma allo stesso tempo si ha il dovere di segnalare che il pubblico ministero previsto dall’attuale assetto offre ed ha sempre offerto le più ampie garanzie di imparzialità e di autonomia dalla politica e da ogni centro di potere, valori fondamentali corollario del principio di uguaglianza tra cittadini, che non possono esser garantiti da giudici elettivi.

Stupisce e sconcerta, e perciò va segnalato, che una norma di tale portata non sia stata preceduta da un adeguato dibattito nel Paese con un coinvolgimento di tutte le componenti culturali

 
Il Presidente ANM – ROMA
Paolo Auriemma

Il Presidente FEDERMOT
Paolo Valerio

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Spero che non dimentichino di dire che: la pubblicazione di nomi e foto dei magistrati contiene dei pericoli, ma è anche la più grande difesa civile che si possa dare ad un PM minacciato dalla Mafia.

Un pubblico ministero e/o un testimone di mafia, allontanati dalla ribalta della cronaca sono già morti, perché i loro nomi sono già sicuramente nelle mani della malavita organizzata, ma il popolo NON li conosce.

E poi: Sciopero. La serrata generale di tutta la stampa e l'editoria telematica.

Federazione Nazionale della Stampa Italiana
                           
Roma, 17 febbraio 2009
Prot. n. 034

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Giornalisti: Oggi Giunta Fnsi
per battaglia di civiltà antibavaglio


“La Giunta della Federazione della Stampa esaminerà domani in via di urgenza, con l’Ordine dei giornali e d’intesa con l’Unione Cronisti Italiani, le nuove iniziative comuni e unitarie di tutta la categoria dei giornalisti per contrastare le interferenze e le gravi minacce al diritto di cronaca che, con le novità che stanno emergendo nella Commissione Giustizia alla Camera, porterebbero addirittura alla cancellazione della cronaca giudiziaria.

L’assalto ai giornali e ai giornalisti che vogliano rispondere al diritto dei cittadini a conoscere come vanno le cose che riguardano la propria vita, a sapere se e come procedono le inchieste giudiziarie su vicende di rilevanza pubblica sta assumendo dimensioni intollerabili e incivili.

L’emendamento che introduce, nel Ddl intercettazioni, il carcere fino a 3 anni per chi pubblica notizie, non solo di conversazioni poste agli atti, ma anche di riassunti della documentazione sulle indagini è profondamente illiberale.

Non è in gioco un privilegio di una categoria, quella dei giornalisti, o il preteso potere di un’impresa, quella editoriale. Si vuol trattare da criminali queste due categorie e da poveri di diritti i cittadini, privati di un bene costituzionalmente garantito: l’informazione.

I giornalisti, per deontologia professionale e per le convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo, hanno sempre l’obbligo di non tacere sui fatti di pubblico interesse e di darne conto ai cittadini, anche qualora le notizie dovessero provenire da fonti riservate che altri avevano l’obbligo di custodire assicurandone la segretezza.

I parlamentari godono della loro libertà e anche di immunità. Certamente colpisce che a presentare proposte lesive della libertà fondamentale di un Paese civile sia un parlamentare, Deborah Bergamini, iscritta all’Ordine dei giornalisti. La sua funzione la pone al di sopra di tutto ma non la esenta dai suoi obblighi. Sicuramente, la sua proposta di prevedere il carcere per i giornalisti che pubblicano intercettazioni delle quali sia stata ordinata la distruzione – che evidentemente chi doveva non ha fatto – la colloca fuori dai doveri deontologici e morali che le impone la legge professionale, oltre il buon senso.

Le prese di posizione di diversi deputati, anche della maggioranza parlamentare, che segnalano la gravità di queste manovre deve far riflettere tutte le persone veramente liberali e tutti gli eletti che a questi principi dichiarano di richiamarsi. I giornalisti sapranno testimoniare in modo incisivo l’allarme della categoria per l’enorme bavaglio e per il tentativo sfacciato di sottrarre alla opinione pubblica la conoscenza di vicende di rilevanza sociale.

La Fnsi conta inoltre di poter assumere anche con la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg), nella piena espressione della propria distinta soggettività sociale, azioni comuni in questa battaglia di civiltà”.
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COMUNICATO FIEG-FNSI

DDL INTERCETTAZIONI: DENUNCIAMO AL PARLAMENTO E AL PAESE LA GRAVISSIMA LIMITAZIONE DEL DIRITTO DI CRONACA PREVISTA DAL DISEGNO DI LEGGE ALFANO

La Fieg e la Fnsi si uniscono nel denunciare al Parlamento e al Paese la gravissima limitazione del diritto di cronaca prevista dal disegno di legge del ministro Alfano in materia di intercettazioni approvato ieri dalla Commissione giustizia della Camera.

Le disposizioni in esso contenute colpiscono duramente giornalisti ed editori, imponendo loro il silenzio totale sulle indagini e sui loro sviluppi, anche quando non sussiste il  segreto istruttorio. L’effetto è quello di impedire ai cittadini e all’opinione pubblica di conoscere fatti rilevanti della vita pubblica quali appunto le notizie sugli atti di indagine, non segreti. Se il disegno di legge  dovesse essere approvato dal Parlamento, il divieto duramente sanzionato costituirebbe una autentica “pietra tombale” della cronaca giudiziaria.

Fieg e Fnsi sottolineano con forza all’opinione pubblica che non vanno confusi la limitazione delle intercettazioni e il divieto della divulgazione di loro parti con la possibilità di dare notizia di una investigazione in corso non coperta da segreto (attuazione di misure cautelari, arresti, sequestri, interrogatori, testimonianze). Se fosse approvato il disegno di legge nell’attuale versione si tornerebbe indietro di molti decenni, all’epoca di vigenza del Codice Rocco del 1930.

Ad essere violato è il diritto di cronaca e il diritto di informare e di essere informati e, con essi, la Costituzione che li tutela e garantisce.

Gli editori e i giornalisti concordano sulla necessità di norme a tutela della riservatezza delle persone, soprattutto delle persone estranee alle indagini (da proteggere a monte), ma non possono accettare sanzioni fuori luogo rispetto al bene da tutelare ed  estranee ad ogni principio di responsabilità.

Gli editori e i giornalisti italiani si appellano al Presidente della Repubblica, al Parlamento, alle forze politiche e sociali e all’opinione pubblica affinché vengano evitate nel nostro ordinamento norme che   costituiscono un'evidente e palese compressione dei valori della libertà di stampa riconducibili all'articolo 21 della Costituzione.
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Di Loredana Morandi (del 17/02/2009 @ 04:15:13, in Magistratura, linkato 1244 volte)

La cosa che si vede bene è che il vero nemico da combattere sia l'informazione del popolo italiano. Indagini? Non pervenuto ...

Alla commissione Giustizia della Camera via libera anche al carcere per chi pubblica
registrazioni da distruggere o che coinvolgono persone estranee all'indagine

Intercettazioni, vietato pubblicare
nome e foto del magistrato

Ok all'emendamento del deputato del Pdl Sisto
Di Pietro: "L'intero provvedimento è criminale"

ROMA - Primo via libera dalla commissione Giustizia della Camera al disegno di legge del governo sulle
intercettazioni ottiene. Il provvedimento ora è atteso in Aula per il 23 febbraio, ma solo per la discussione generale. L'esame degli emendamenti e il voto continueranno probabilmente a marzo con i tempi di discussione contingentati.

Questo, in estrema sintesi, il contenuto del provvedimento, modificato ancora stasera nell'ultimo esame della commissione:

Gravi indizi di colpevolezza - Il Pm potrà chiedere l'autorizzazione a intercettare solo in presenza di 'gravi indizi di colpevolezza'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una sua valutazione autonoma del caso.

Via il magistrato che parla troppo - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento che gli viene affidato ha l'obbligo di astenersi. E dovrà essere sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d'ufficio. Il suo nome non potrà essere citato.

Omesso controllo, arresto fino a un anno - Il ddl prevede l'arresto fino a un anno e l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che omettano di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni.

Divieto di pubblicazione - Per i media le indagini diventeranno 'top secret'. Non si potranno più pubblicare gli atti dell'indagine preliminare, neanche l'iscrizione nel registro degli indagati di qualcuno, o quanto acquisito al fascicolo del Pm o del difensore, fino al termine dell'udienza preliminare. Anche se gli atti non saranno più coperti da segreto.

No ai nomi e immagini di Pm - Il ddl prevede lo stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.

Carcere per i giornalisti - Torna il carcere per i giornalisti. Con due emendamenti approvati in extremis è prevista la pena da uno a tre anni per chi, "con volontà di dolo", pubblica intercettazioni per le quali sia stata ordinata la distruzione o relative "a conversazioni o flussi di comunicazione riguardanti fatti e circostanze o persone estranee alle indagini di cui sia stata disposta l'espunzione". Aumentano anche le sanzioni per gli editori, fino a 370mila euro per chi pubblica violando gli obblighi di legge.

Reati intercettabili - Sul punto la legge attuale cambia poco. Potranno essere intercettati tutti i reati con pene superiori ai 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.

Intercettazioni ambientali - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.

Limiti di tempo - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di criminalità organizzata, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.

Procedimento contro ignoti - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze. L'opposizione contesta il fatto che non si possa più intercettare nei casi di violenza sessuale perchè le indagini richiedevano intercettazioni di tipo esplorativo per l' individuazione dei responsabili. Potranno essere acquisiti però documenti relativi al traffico telefonico per capire chi fosse presente sul luogo del delitto.

Archivio riservato e divieto di allegare verbali a fascicolo - Le telefonate e i relativi verbali saranno custodite in un archivio presso la Procura. I procuratori avranno il potere di gestione e controllo dei centri di intercettazione e di ascolto.

Divieto di utilizzo in procedimenti diversi - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.

Stop a "Un giorno in pretura"- Non si potranno più fare riprese tv nelle aule giudiziarie, a meno che tutte le parti non siano d'accordo.

Gli autori degli emendamenti. Quello sul carcere per chi pubblica è stato presentato dalla deputata del Pdl Debora Bergamini, mentre l'altro - quello che riguarda le persone estranee all'inchiesta - porta la firma di Nino Lo Presti.

L'opposizione protesta. Subito dopo il via libera, l'opposizione ha protestato duramente contro le nuove norme. "E' l'ennesimo strappo della maggioranza - ha commentato il ministro della Giustizia ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia - dopo lo strappo fatto allo strumento di indagine, ora quello al diritto di cronaca".

Ma il giudizio più duro, sull'intero ddl, è arrivato da Antonio Di Pietro: "A noi dell'Italia dei valori non resta che fare diligentemente opposizione, non tanto per convincere una maggioranza cieca e becera che mai come in questo caso si dimostra assente e piegata alla volontà dell'imperatore Berlusconi per il quale le intercettazioni non si devono fare perché altrimenti si scoprono i reati. Facciamo opposizione affinché resti agli atti che abbiamo fatto il possibile per impedire che un provvedimento di valenza così altamente criminale possa entrare in vigore".

(16 febbraio 2009)
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