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 .. giustizia ..... di Lunadicarta
 
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La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Platone
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
art_200
Associazione ARGON
Network of Artists Against War Italia


Ai Gentili Colleghi e alle Redazioni
To the Colleagues and the Press Agencies (english follow)


Il coordinamento giuristi della Associazione Argon - Network of Artists Against War Italia ha il piacere di invitare alla Conferenza Stampa dal titolo:

Corte Penale Internazionale:
Giustizia per i crimini di Guerra a Gaza
.
International Penal Court: Justice for the war crimes in Gaza


che si terrà Lunedì, 9 marzo 2009, ore 10:00 - 12:00, presso il Centro Congressi Cavour, in via Cavour 50/A - Roma.

La città di Roma, che ha tenuto a battesimo la firma del trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale de La Hague (luglio 1998, in vigore dal luglio 2002), ospiterà l'avvocato Gilles Devers, di Lione, in qualità di legale rappresentante presso l'alta Corte della istanza di oltre 300 organizzazioni non governative e associazioni nazionali ed internazionali, costituite contro i crimini di guerra commessi dall'esercito israeliano nei 22 giorni di bombardamento sulla striscia di Gaza e sulla popolosissima Gaza City. Tra le associazioni vi segnaliamo il Bruxelles Tribunal, Avocats pour la Justice au Proche-Orient e il Centre arabe pour l’indépendance de la justice et de la magistrature.

L'iniziativa giuridica della società civile internazionale promossa in Italia dal Network degli Artisti italiani e lanciata dalla Rete dei Traduttori per la diversità linguistica Tlaxcala è la prima ad essersi costituita presso l'alta Corte Penale Internazionale, il 22 gennaio ultimo scorso e le sottoscrizioni sono attualmente ancora aperte alle Associazioni e alle Ong.

Presso la Corte Penale Internazionale, per i medesimi crimini di guerra, sono da ritenersi di rilevante importanza le costituzioni "di Stato", come quelle della Turchia, della Bolivia e dei Reali di Giordania.

Sono numerosissime ad oggi le organizzazioni e associazioni internazionali impegnate nella raccolta degli elementi probatori per l'incriminazione, ultima l'iniziativa che fu per i crimini di guerra nel Ruanda del Tribunale per i diritti dell'Infanzia (1994).

L'incontro romano per promuovere il procedimento presso la Corte Penale internazionale, gode inoltre dei benefici auspici dell'analogo procedimento istruito presso la Audiencia Nacional di Spagna su crimini di guerra commessi da Israele a Gaza nel 2002. Un procedimento questo, che si fonda sullo stesso istituto del Diritto Universale, radice giuridica in Roma della Corte Penale internazionale de la Hague.

Alla conferenza stampa interverranno:

Gilles Devers, avvocato in Lione
Paolo Serventi Longhi, delegato eletto FNSI presso l' IFJ, recentemente in visita con la stampa internazionale a Gaza.


Ignazio Juan Patrone,
MEDEL - Magistrats Europèens pour la Dèmocratie et les Libertès, già presidente, delegato per la presidenza italiana.
Gennaro Francione, scrittore e drammaturgo, già magistrato, delegato per il Network of Artists Against War Italia
Forum Palestina, la rete di associazioni di ritorno dall'ultima carovana italiana per Gaza, via Rafah, Egitto.
Loredana Morandi, opinionista e pittrice, presidente della Associazione Argon / Network Artists Against War Italia
Network of Artists Against War Italia
Loredana Morandi
Pres. Associazione Argon - Artists Against War Italia
Traduzione simultanea dal francese all'italiano
Brune Seban


- ENGLISH -


Associazione ARGON
Network of Artists Against War Italia

To the Colleagues and the Press Agencies


The coordination of lawyers of the Association Argon - Network of Artists Against War Italy invites you to the press conference with the title:

International Criminal Court:
Justice for the war crimes in Gaza
.

which will take place on Monday 9th of March 2009, 10 - 12 am, in the Congress Centre Cavour in via Cavour 50/A - Rome.

The city of Rome, where has been created the International Criminal Court of La Hague (July 1998, come into force in July 2002), will hospitate the lawyer Gilles Devers of Lyone, as the representative in the High Court of 300 NGO's and national and international associations, consitutioned against the war crimes of the Israeli army during the 22 days of bombing the strip of Gaza and Gaza City. Among the associations, thereis the Bruxelles Tribunal, the Avocats pour la Justice au Proche Orient and the Centre Arabe pour l'independance de la justice et de la magistrature.

The legal action of the international civil society promoted in Italy by the Network of Artists and launched by the Network of the Translators for the language diversity Tlaxcala has been the first consituted at the High International Criminal Court on the 22th of January and the subscriptions are still open for associations and NGO's.

http://www.tlaxcala.es/detail_campagne2.asp?ref_campagne=10&lg=it

At the International Criminal Court, for the same war crimes, are important also the constitutions of countries like Turkey, Bolivia and Jordan.

There are many international associations and organizations engaged in collecting prove elements for the incrimination, the last action was made by the Court for the rights of the children for the war crimes in Rwanda (1994).
The Roman meeting for the promotion of the process at the International Criminal Court is also substained by the analogue process at the Audencia Nacional of Spain on war crimes by Israel in Gaza in 2002. Such a process is founded on the same institute of the Universal Rights, the legal root in Rome of the International Penal Court in The Hague.

On the press conference will participate:


Gilles Devers, lawyer in Lione
http://www.tlaxcala.es/detail_campagne2.asp?ref_campagne=10&lg=it www.justiceforpalestinians.net


Paolo Serventi Longhi, delegate of FNSI at the IFJ, recently been with the international press in Gaza.
http://www.rassegna.it/


Ignazio Juan Patrone, MEDEL - Magistrats Europèens pour la Dèmocratie et les Libertès, a delegate of the Italian Presidency.
http://magistraturademocratica.it/taxonomy/term/7


Gennaro Francione, writer and dramatist, also judge, delegate for the Network of Artists Against War Italy.
http://www.antiarte.it/eugius/


Forum Palestina, the net of associations back from the last mission in Gaza.
www.forumpalestina.org


Loredana Morandi, opinionist and painter, president of the association Argon / Network Artists Against War Italy.
www.bloggersperlapace.org - www.giustiziaquotidiana.it


Network of Artists Against War Italia
Loredana Morandi
Pres. Associazione Argon - Artists Against War Italia
www.bloggersperlapace.org - www.artistsagainstwar.info

Simultaneous translation from French to Italian
Brune Seban

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COMUNICATO STAMPA N. 6/2009

 

5 marzo 2009 

 

Corte dei conti - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato -Pres. G.Clemente , Rel A.Cimmino - Delibera 1/2009/G del 20 febbraio 2009 - Relazione concernente l'indagine su " Piano nazionale per la riduzione delle emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra"
 

Il Protocollo di Kyoto trova attuazione a livello nazionale attraverso una strategia distinta in due aree d'intervento. La prima fa capo al Piano Nazionale di riduzione dei gas serra (PNR), che esprime esigenze di riduzione delle emissioni e di assorbimento attraverso foreste ed altri serbatoi di carbonio agroforestali.Peraltro, il PNR è ancorato alla legge n. 120 e alla delibera CIPE n. 123, entrambe del 2003, per cui sarebbe opportuno procedere al suo aggiornamento.

Il tentativo fatto con la delibera CIPE n. 135 del 2007 non è stato risolutivo e richiede ancora ulteriori interventi.In sostanza, si osserva che le procedure ed i termini previsti dalla delibera CIPE n. 132, correlati al perseguimento di obiettivi essenziali, sono rimasti in buona parte inattuati.Va evidenziata l'importanza di tre decreti ministeriali riguardanti rispettivamente progetti pilota a rapida cantierabilità (DEC/RAS 1673/2004), di afforestazione e riforestazione (DEC/RAS/ 102/2004), l'Italian Carbon Fund (ICF) (DEC/RAS/215/2005).

Peraltro, una visione complessiva del sistema non può prescindere dai principi fissati in sede UE.Infatti, sulla base delle direttive UE n. 87/2003 e n. 101/2004, si è pervenuti alla definizione del PNA, che assume quale unità di misura la quota di emissione che ciascun gestore d'impianti è autorizzato a rilasciare nell'atmosfera, corrispondente ad una tonnellata di biossido di carbonio equivalente.In effetti, il gestore, gravato dell'obbligo di restituzione delle quote ricevute, ha interesse a limitare le emissioni per lucrare il valore delle quote sul mercato.

E' in corso un negoziato volto a regolamentare il periodo post Kyoto, ossia successivo al 2012.

La seconda area di intervento, con riferimento all'ambito comunitario, trova specificazione, sulla base delle Direttive U.E. n.87/2003 e n. 101/2004 (Linking), nel Piano di assegnazione nazionale (P.N.A.), meccanismo di apertura del sistema verso il mercato, che si fonda sul concetto di quota di emissione, quale unità di misura, costituita dal diritto del gestore di impianti di emettere una tonnellata di biossido di carbonio equivalente, in grado di esprimere il potenziale di riscaldamento planetario dei gas serra. In relazione a ciò, nessun gestore può esplicare la sua attività senza autorizzazione ed è obbligato a restituire le quote ricevute, per cui, se è riuscito a diminuire le emissioni dispone di quote per il mercato, se, invece, ha superato il limite dell'assegnazione deve procurarsi quelle mancanti.

Per la Corte il ritardo nell'azione di aggiornamento del PNR va, altresì, correlato alle difficoltà registrate in sede di approvazione del PNA da parte della Commissione europea, che, peraltro, ha indicato nel maggio 2006 una serie di adempimenti, tali da condizionare l'automatica approvazione del Piano; in effetti una visione complessiva delle modalità di attuazione del PNR non può non tener conto di principi stabiliti a livello UE.

Conclusivamente la Corte raccomanda alle amministrazioni:

- di attivare più ampie iniziative di coordinamento, considerato che i molteplici profili delle emissioni sono tutti riconducibili all'effetto serra;

- di procedere tempestivamente alla piena applicazione della normativa di settore, assicurando, in particolare, l'osservanza delle procedure di cui alle delibere CIPE.


Il Magistrato responsabile dell'Ufficio Stampa

(Consigliere Cinthia Pinotti)

La relazione è disponibile sul sito Internet www.corteconti.it, aprendo dall'home page la cartella: Ultimi documenti pubblicati - Attività 2009.

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Il Pubblico Ministero e le Indagini sul Potere

Professionalità, indipendenza, cultura della giurisdizione


Roma, 11 marzo 2009 - ore 15.00

Residenza di Ripetta - Sala Bernini
via di Ripetta 231

Ne discutono:

Luigi Ferraioli, Glauco Giostra, Paola Severino, Armando Spataro, Alberto Vannucci.

Coordina:

Luigi Ferrarella
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Comitato di Coordinamento fra
le Magistrature e l’Avvocatura di Stato

 

Solidarietà all'Associazione magistrati della Corte dei Conti

 

Il Comitato di coordinamento fra le Magistrature e l’Avvocatura dello Stato esprime solidarietà ai colleghi dimissionari del Consiglio direttivo dell’Associazione magistrati della Corte dei conti. Le norme sulla Corte dei Conti contenute nel ddl "Brunetta", definitivamente approvato dal Parlamento il 25 febbraio scorso, introducono infatti principi fortemente gerarchici e accentratori: al vertice dell’istituzione, nominato dal governo, sono attribuiti poteri finora affidati ad organi collegiali; l’organo di autogoverno viene marginalizzato, con funzioni limitate alla semplice amministrazione del personale di magistratura.

Roma, 4 marzo 2009

Luca Palamara, Presidente del Comitato Intermagistrature
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Di Loredana Morandi (del 04/03/2009 @ 04:40:06, in Estero, linkato 1263 volte)
E' proprio vero che per i dittatori "tutto il mondo è paese..."

Crimini Darfur, Corte Aia decide oggi se incriminare Bashir

di Reed Stevenson

La Corte Penale Internazionale (Icc) dovrebbe annunciare oggi l'emissione di un mandato di arresto contro il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir per crimini di guerra in Darfur, una decisione che potrebbe provocare altri problemi nella regione.

 

L'annuncio da parte dei giudici dell'Icc, il primo tribunale permanente incaricato di perseguire i crimini di guerra, è seguito con estrema attenzione, dato che potrebbe danneggiare le prospettive di un accordo di pace nella regione e metterebbe le potenze occidentali contro i sostenitori del regime sudanese.

A febbraio, alcuni diplomatici Onu avevano detto a Reuters che l'Icc aveva deciso di proseguire e di emettere un mandato di arresto nei confronti di Bashir, la più importante figura politica a finire nel mirino dei giudici dell'Aia dal 2002, anno in cui fu istituito il tribunale.

Bashir nega le accuse, affermando che sono parte di una cospirazione occidentale contro di lui e il suo regime.

Ieri, parlando a una folla di sostenitori nel nord del Sudan, il presidente ha detto che i giudici "possono mangiarsi" il mandato d'arresto.

Cina, Unione Africana e Lega Araba sostengono che l'incriminazione di Bashir potrebbe destabilizzare la regione, aggravare il conflitto in Darfur e rappresentare una minaccia per l'accordo di pace tra il nord e il sud del Sudan, una zona semi-autonoma e potenzialmente ricca di petrolio.

Sembra improbabile comunque che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu blocchi il procedimento: il rappresentante della Libia, Ibrahim Dabbashi, ha detto che l'organismo non ha in programma alcuna riunione, nel caso in cui il presidente sudanese fosse incriminato.

Il procuratore capo dell'Icc, Luis Moreno-Ocampo, accusa Bashir di aver orchestrato una campagna genocida in Darfur, la regione occidentale del Sudan, a partire dal 2003. Ocampo ha detto che 35mila persone sono state uccise e che altre 100mila almeno sono morte di fame e malattie.

"Ogni mese muoiono 5.000 persone", ha detto il magistrato ai giornalisti. "Abbiamo solide prove contro il signor Bashir... Oltre 30 testimoni spiegheranno il modo in cui ha proceduto per controllare tutto. Abbiamo solide prove sulle sue intenzioni".

Reuters

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Di Loredana Morandi (del 02/03/2009 @ 09:46:17, in Magistratura, linkato 1260 volte)
Associazione Nazionale Magistrati


La Giunta Esecutiva Centrale



L’Associazione Nazionale Magistrati, ha espresso nel corso dell'ultima riunione della Giunta netta contrarietà sulle norme contenute nel disegno di legge approvato dal Governo il 6 febbraio 2009 in tema di destinazione di ufficio dei magistrati a sedi disagiate.

Da tempo l'Associazione ha denunciato con forza le gravi conseguenze sulla copertura degli organici di molti uffici giudiziari, ed in particolare delle procure, che sarebbero derivate dal divieto di destinare magistrati di prima nomina a funzioni requirenti o a funzioni giudicanti monocratiche nel settore penale; la gravità della situazione è stata insistentemente ribadita in ogni sede istituzionale in occasione di tutti gli incontri avuti.

Il Governo, di fronte all’elevato rischio di insuccesso delle soluzioni adottate e al concreto pericolo di paralisi di molti uffici giudiziari, invece di intervenire con la previsione di una deroga, anche temporanea e limitata, al divieto di utilizzare i magistrati di prima nomina, come più volte richiesto dalla ANM, propone quale rimedio il ricorso al trasferimento di ufficio dei magistrati.

Si tratta ancora una volta di un intervento incoerente e inefficace, e, in questo caso, anche fortemente penalizzante per i più giovani, in quanto destinato a stravolgere la vita, sia lavorativa che familiare, di magistrati entrati di recente in servizio e già destinati ad uffici di frontiera e lontani dalla sede di provenienza.

Viste le numerose sollecitazioni pervenute dai colleghi dei distretti interessati, appare opportuno e necessario, convocare la prossima GEC in Sicilia, a Caltanissetta, il giorno 3 marzo 2009 alle ore 17, presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia.

Per consentire il più ampio dibattito in merito, tutti i colleghi sono stati invitati a partecipare.
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Di Loredana Morandi (del 02/03/2009 @ 08:15:02, in Sindacato, linkato 1284 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 2 marzo 2009
Prot. n. 049

Il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato:

"E' persino imbarazzante dover rispondere ad un discutibile personaggio della massoneria deviata come Licio Gelli. Contrariamente alle sue intenzioni dalle sue parole a ruota libera, contro tutto e contro tutti, ne esce esaltata la funzione e l'azione del sindacato dei giornalisti. La Fnsi e l’Usigrai hanno sempre, infatti, tenuti alti i valori della professionalità giornalistica a tutela della civiltà del lavoro, della libertà e della democrazia. Sono certo che i giornalisti italiani sapranno essere ancora fedeli a questi valori evitando di ascoltare queste ben note e screditate sirene."


Ora ci starebbe bene un comunicato stampa della ANM ...
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Di Loredana Morandi (del 02/03/2009 @ 08:11:15, in Politica, linkato 1501 volte)
'Con Andreotti rapporti amichevoli''

Gelli: ''Farò causa ai magistrati per riavere i miei 8,5 milioni di dollari in Svizzera''


L'ex capo della P2 intervistato da Klaus Davi su 'YouTube': ''La somma che mi è stata sequestrata nel 1989 deve essere restituita ai piccoli azionisti''. Sul caso Calvi: ''E' stato suicidato. Girava voce che il Banco Ambrosiano avesse riciclato un po' di denaro''

ultimo aggiornamento: 02 marzo, ore 14:21
Roma, 2 mar. (Adnkronos) - Licio Gelli, gia' a capo della loggia P2, annuncia di voler fare causa per riavere 8,5 milioni di dollari sequestratigli nel 1989. Davanti alle telecamere del programma 'KlausCondicio', condotto da Klaus Davi, in onda su 'YouTube', ha detto: "Insieme all'Avvocato Lenzini intendo intentare una causa verso quei magistrati che nel 1989 ordinarono la spartizione del mio tesoro in Svizzera. La somma di 8 milioni e 500mila dollari che mi e' stata sequestrata deve essere restituita ai piccoli azionisti".

"Come si puo' seriamente sostenere che le somme oggetto di restituzione da parte delle autorita' svizzere fossero destinate soltanto alla liquidazione del Banco Ambrosiano? La terza sezione penale della corte, autrice di questa ordinanza, dimostra sia di non avere le idee chiare in materia di sequestro penale, sia, e questo e' piu' grave, di non conoscere i fatti", ha aggiunto Gelli sottolineando: "Ho sottoscritto all'Avvocato Lenzini che cedero' ai piccoli azionisti il 30-40% della somma che eventualmente mi verra' restituita".

In proposito Gelli lancia un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come pure al presidente del Senato Renato Schifani, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, al Consiglio Superiore della Magistratura e al governatore della Banca D'Italia Mario Draghi, ricordando che "questa lettera l'ho mandata il 28 ottobre 2008. L'hanno ricevuta tutti, ma ancora non ho avuto una risposta".

Parlando poi del cadavere del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi, ritrovato il 18 giugno 1982 sotto il ponte dei Blackfriars (il ponte dei Frati Neri) a Londra, Gelli afferma: "La prima volta che il giudice mi chiese che cosa ne pensassi di Calvi, io risposi: penso che e' stato suicidato".

Alla domanda se sia stata la Banda della Magliana ad uccidere Calvi, Gelli risponde che "a quell'epoca era venuta fuori una voce che diceva che sembrava che il Banco Ambrosiano avesse riciclato un po' di denaro. Secondo questa voce, Rosoni era l'artefice di scambi al di fuori dal Banco Ambrosiano, poi quando arrivarono per richiedergli il denaro, prima hanno gambizzato lui e poi hanno eliminato Calvi".

Gelli commenta quindi le circostanze in cui avvenne la morte: "Ma poi perche' alle 7 di mattina a Londra non c'era piu' Carboni? Non c'erano piu' quelle due ragazze che si era portato dietro? Loro avevano in consegna Calvi e alle 7 della mattina presero l'aereo e se ne andarono via. E li' che la polizia e anche la magistratura non hanno voluto fare chiarezza. Perche' quando appresero che era stato suicidato, e sicuramente sapevano chi lo avesse suicidato, tagliarono la corda immediatamente, andando in Austria?".

Per quanto riguarda la P2, ''era tutt'altro che una societa' eversiva - dice - e' stata quella che ha ridato la forza, e non solo, all'istituzione massonica, ha aiutato anche il Governo quando ne ha avuto bisogno, perche' noi avevamo un potere notevole, anche all'estero. Tutti ci hanno chiesto sostegno" afferma Gelli, che ha tenuto a chiarire i suoi rapporti con Giulio Andreotti: "Andreotti non ha nulla a che fare con la mia organizzazione, niente di niente. Favori puo' darsi che me ne abbia chiesti, e che io glieli abbia fatti. Per esempio, mi chiese di poter parlare con il presidente argentino Pero' relativamente ai rapporti fra Italia e Argentina", sottolineando poi che "i rapporti erano buoni, perche' io l'ho conosciuto nel 1958. Erano rapporti amichevoli".

L'ex capo P2 riprende poi la vicenda di un'intervista a Francesco Pazienza, pubblicata il 30 gennaio 2009 in un articolo di Milena Gabanelli, nel quale l'ex faccendiere ha sostenuto di essere "stato il braccio destro, mandato dagli americani, per sostituire Licio Gelli alla guida della P2". "Quando e' uscito questo articolo - commenta Gelli - non conoscevo Pazienza. L'ho conosciuto dopo, perche' e' venuto lui a dirmi di avere sporto querela, perche' quello che e' stato estrapolato e scritto su 'La Repubblica' non era vero".

E sempre per un articolo del quotidiano, "non conosco la loggia Hiram. Non ne so nulla" commenta Gelli l'articolo del 6 novembre 2008 dal titolo 'Mafia e Massoni a Napoli, Gelli non risponde ai giudici'. "Ribadisco che il potere lo aveva solo la Loggia Massonica P2, che faceva assistenza, risolveva i problemi per tutta la comunione. Noi eravamo il braccio, l'ente operativo. Quelli che guidavano si rivolgevano a noi attraverso il Goi e il Goi ci mandava tutto il lavoro di assistenza" aggiunge Gelli, ribadendo il fatto che la P2 era una loggia operativa che ora non esiste piu', mentre le altre sono solo logge esoteriche.

"Puo' darsi che oggi ci siano delle logge non legate alla P2, ma sono tutte scollegate: si fanno la guerra tra di loro" ha affermato ancora Gelli, per il quale "ci sono tre comunioni in Italia: il Goi (il Grande Oriente d'Italia), Palazzo Vitelleschi, che e' Piazza del Gesu', e la Serenissima del Principe Paterno'. Le altre non contano per niente, nonostante queste tre si odino fra loro".

Poi, commentando le difficolta' e gli impedimenti che il sostituto procuratore Luigi De Magistris ha avuto nel portare avanti le sue indagini in questa regione, dice di voler entrare "nel merito dell'inchiesta del magistrato napoletano, ma e' chiaro - aggiunge Gelli - che in Calabria la penetrazione territoriale delle Logge e' forte". Nella Regione "la massoneria e' forte e puo' darsi che sia infiltrata un po' da tutte le parti, anche nella magistratura".

Infine, il capitolo Rai: "Bisogna rifarla quasi completamente tutta, perche' per educare bisogna dare degli esempi. E' venuto il momento". Lo afferma l'ex capo della loggia P2 Licio Gelli a 'Klauscondicio'. Rispondendo poi alla domanda se la sinistra abbia troppo potere in Rai, Gelli aggiunge: "La sinistra un po' di potere ce l'ha, perche' per il Consiglio di amministrazione e' sempre in ballo. Non c'e' nessuna serieta', non c'e' nessuno che comanda. Anche il presidente e il direttore generale non comandano nulla. Ogni partito ha mandato una pattuglia e tutte si scambiano favori tra di loro". Per Gelli "bisognerebbe abolire il cda, che e' inutile, e scegliere un amministratore delegato direttamente nominato da Silvio Berlusconi".

Poi aggiunge: "Bisogna vedere se (il premier, ndr) vorra' mettere in atto quello che e' il suo programma. Pero' vedo che ha tutti contro. In quell'azienda bisogna reintrodurre principi gerarchici", ovvero "bisogna applicare due regole: la meritocrazia e soprattutto la gerarchia. Ci deve essere una persona che sappia comandare, perche' gli altri devono obbedire, altrimenti si prendono e si cacciano. Tutti sono necessari ma nessuno e' indispensabile", quindi "il sindacato dei giornalisti Rai ad esempio, dovrebbe essere ridimensionato e direi che dovrebbe essere limitato a pochi, per fare degli interventi soltanto sostanziali".

AdnKronos
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Di Loredana Morandi (del 02/03/2009 @ 08:04:19, in Politica, linkato 1587 volte)
02/03/2009

Giustizia: Nencini, la Costituzione fonte di libertà

Il presidente del Consiglio regionale è intervenuto di fronte a circa 300 studenti in apertura del convegno che si è tenuto nell’Aula bunker del tribunale di Firenze per parlare della Carta e del diritto del cittadino alla giustizia

Firenze – “Il titolo primo della Costituzione enuncia principi che dichiarano inammissibile ogni forma di sopruso e questo inno alla libertà dobbiamo tenercelo assolutamente caro”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini, di fronte a circa 300 studenti delle scuole superiori di Firenze intervenuti nell’aula bunker del tribunale per assistere al convegno “La Costituzione: il diritto del cittadino alla giustizia”.
L’incontro è stato organizzato dal Consiglio regionale della Toscana, dal Tribunale di Firenze e dall’associazione G.P.Meucci. Il tema è stato scelto nel contesto dei programmi di educazione civica delle scuole collegati soprattutto con l’approfondimento dei principi e dei valori della Costituzione. L’obiettivo è quello di avvicinare i giovani ai temi della giustizia in modo da approfondire la loro conoscenza e renderli consapevoli dei problemi, anche alla luce della discussione in corso sulla riforma. In platea erano presenti gli studenti di quattro istituti fiorentini, il Liceo “Rodolico”, l’Isis “Galilei”, l’Istituto “Russel Newton”, l’Itt “Marco Polo”. Al tavolo degli oratori, insieme con Nencini, c’erano il presidente del tribunale di Firenze Enrico Ognibene, il giudice di Cassazione Margherita Cassano, il difensore civico regionale Giorgio Morales, la senatrice Silvia Della Monica, l’onorevole Rosa De Pasquale, il direttore del carcere di Sollicciano, Oreste Cacurri, il rappresentante degll’ordine degli avvocati Giulio Conticelli e il presidente del Tribunale dei minori della Toscana Gianfranco Casciano.
Nencini, ricordando la recente fine delle celebrazioni per il 60° anniversario della Costituzione, ha sottolineato che in tutte le iniziative realizzate “il punto focale” emerso è stato che “la Carta non è un argomento noioso”, perché individua “principi e valori fondamentali che ispirano il nostro vivere quotidiano, che mettono in luce i diritti e i doveri di ognuno di noi e che sono, anche nelle cronche di oggi, estremamente attuali”. A questo proposito, senza entrare nel merito delle questioni, ha citato il dibattito sul diritto allo sciopero, il caso di Eluana Englaro e le questioni relative al titolo V della Costituzione, quelle che riguardano la sfera di competenze dello Stato e delle Regioni.
Parlando del tema della Giustizia, il presidente del Consiglio regionale ha affermato che “la Costituzione richiama la seprazione dei poteri” e sancisce che “l’amministrazione della giustizia è autonoma e indipendente”. Un traguardo che si è affermato dopo le epoche in cui la giustizia era invece assoggettata al potere religioso prima, e poi alla legge del sovrano.
Rispetto al dibattito attuale sulla necessità e l’opportunità di modificare il dettato della Carta costituzionale, Nencini ha centrato il suo intervento sul titolo I°, quello che sancisce diritti e doveri dei cittadini. “Questa parte è da modificare? Lo storico francese Renan ha scritto che quando una comunità diventa nazione è perché c’è un comune sentire che porta a riconoscersi in regole condivise. I primi 13 articoli della Carta, che i nostri padri costituenti misero a pilastro del nostro convivere civile e politico sono senz’altro ancora attuali”. Il presidente del Consiglio ha ricordato che forse la Costituzione non propone diritti che invece alcuni statuti regionali, come quello della Regione Toscana, propongono in maniera chiara come ad esempio l’affermazione della condanna di ogni forma di razzismo e xenofobia. “Ma anche se la Carta non lo prevede espressamente – ha detto – lo Statuto della Toscana si richiama chiaramente a principi contenuti nella Costituzione. E questo dimostra che la nostra Carta costituzionale resta di grande attualità”. (lm)

Parlamento Toscana
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Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Commissione Pari Opportunità


Prot.048 
Roma 2 marzo 2009


La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
 
“Una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, firmata da Fnsi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per richiamarne l’attenzione «sulla condizione tuttora di diseguaglianza del lavoro femminile, gravato da impedimenti all’effettiva parità salariale e alle occasioni di carriera», e per chiedere il sostegno del Quirinale su ogni azione intrapresa per rimuovere steccati e ritardi. Questo per dare piena applicazione all’articolo 37 della Costituzione laddove sancisce che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro,  le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”.
In occasione dell’8 marzo, l’iniziativa della Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa è la prima di una serie di azioni che, di concerto con le altre sigle sindacali, vogliono non solo denunciare una effettiva mancata parità nel mondo lavoro, ma sollecitarne anche la rimozione attraverso iniziative parlamentari.  A questo scopo, con una seconda lettera, sono state già richieste audizioni presso le commissioni Lavoro e Affari Sociali di Camera e Senato. Una terza lettera ha, infine, chiesto un incontro alla ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna.
Nel corso del 2009 sarà organizzato da tutte le sigle sindacali un convegno nazionale a Roma sul tema della disparità salariale, con partecipazioni di  Governo, Parlamento, mondo dell’impresa - a partire dall’editoria - associazioni internazionali.
Le donne impegnate nel sindacato danno voce a una situazione di oggettiva disparità che riguarda tutte le categorie produttive: compresa quella dei giornalisti. I dati di questa situazione sono stati raccolti in una ricerca che verrà illustrata, insieme con le iniziative già intraprese e quelle in preparazione durante l’arco dell’anno, in una conferenza stampa delle cinque sigle sindacali lunedì 9 marzo alle 15 presso la Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele 349”.
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