Immagine
 .. clouds ..... di Lunadicarta
 
"
Se temi la solitudine non cercare di essere giusto.

Jules Renard
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 01/10/2004 @ 13:25:12, in Politica, linkato 1324 volte)

Sabato 2 ottobre 2004 dalle ore 11 alle 17 presso il Gran Teatro di viale Tor di Quinto, Roma

Tutti insieme contro un progetto di riforma che anziché costruire una Italia moderna e democratica, la rende ingovernabile, demolisce la Costituzione repubblicana, minaccia l'universalità dei diritti e delle libertà dei cittadini, scardina lo Stato, mette la Corte Costituzionale nelle mani dei partiti, destruttura il sistema parlamentare, e concentra enormi poteri nelle mani di un uomo solo. Una riforma, insomma, che riscrivendo 43 dei 139 articoli della Carta, mette a rischio l'universalità dei diritti e delle libertà costituzionali

Coordina: David Sassoli, (giornalista)
Introducono: Franco Bassanini e Sandra Bonsanti (presidente di Libertà e Giustizia)
Interventi e contributi di Giovanna Melandri, Oscar Luigi Scalfaro, Rosy Bindi, Edmondo Bruti Liberati, Guglielmo Epifani, Vasco Errani, Pietro Scoppola, Savino Pezzotta, Dario Franceschini, Enrico Gasbarra, Luigi Angeletti, Corrado Stajano, Franco Monaco, Sergio Billè, Paolo Sylos Labini, Vannino Chiti, Giuliano Amato, Leopoldo Elia, Stefano Boco, Piero Fassino, Pierluigi Castagnetti, Francesco Rutelli, Gavino Angius, Agazio Loiero, Fausto Bertinotti, Nando Dalla Chiesa, Elena Paciotti, Antonio Di Pietro, Enzo Balboni, Armando Cossutta, Oliviero Diliberto, Stefano Passigli, Gregorio Arena, Alfonso Pecoraro Scanio, Andrea Manzella, Franco Pizzetti, Enrico Boselli, Claudio Fava, Gianclaudio Bressa, Clemente Mastella, Giovanni Sartori, Edoardo Ferrario, Luciana Sbarbati, Lorenza Carlassare, Luisa Torchia, Nicola Mancino, Luciano Vandelli, Ugo Intini, Walter Veltroni, Massimo Villone, Lorenzo Ria, Sergio Cofferati, Giovanni Bachelet, Riccardo Di Palma, Leonardo Domenici, Alessandro Pajno, Roberto Villetti

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/10/2004 @ 13:50:51, in Magistratura, linkato 1519 volte)

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

Una  riforma dell’ordinamento giudiziario
per un servizio efficiente e  una giustizia di qualità,
nel rispetto dei principi costituzionali

La riforma dell’ordinamento giudiziario è  necessaria, urgente e praticabile; peraltro è imposta dalla  VII disposizione finale  della Costituzione. Il legislatore repubblicano non ha finora adempiuto, ma occorre sottolineare che, a seguito delle modifiche di grandissimo rilievo introdotte nel corso degli anni alla luce dei principi costituzionali, dell’ordinamento giudiziario Grandi del 1942 oggi non rimane più nulla. Vi è l’esigenza di una risistemazione organica  e la necessità di affrontare in modo più adeguato i problemi nel frattempo insorti: un nuovo sistema di valutazione della professionalità dei magistrati, l’organizzazione di una struttura per la formazione iniziale e l’aggiornamento professionale dei magistrati (la Scuola della Magistratura), un nuovo ruolo per i dirigenti degli uffici, la riorganizzazione del sistema disciplinare, regole più puntuali per il passaggio tra le funzioni di giudice e di pubblico ministero.

1. Le proposte dell’Anm
 
PROMOZIONE E VALUTAZIONE della PROFESSIONALITA’ dei MAGISTRATI

FUNZIONI di MERITO e FUNZIONI di LEGITTIMITA’

L’Anm ha fornito un contributo di elaborazione e di proposta,  nel confronto con l’avvocatura, l’università e tutti gli operatori del diritto, con la pubblicazione del volume “I magistrati e la sfida della professionalità” ed il n. 3-4/ 2003 della rivista  “La Magistratura”.

Il cittadino che si confronta con la giustizia ha interesse ad avere un magistrato preparato e qualificato sin dalla prima fase del processo. La nozione di meritocrazia deve confrontarsi con la specificità della organizzazione giudiziaria. Le rigide regole sulla competenza e sulla precostituzione del giudice, la esigenza fondamentale di avere magistrati esperti  nelle funzioni di primo grado  impongono di avere come primario obbiettivo quello della professionalità diffusa, garantita da un sistema efficace ( e dunque accompagnato da sanzioni significative) di controllo della professionalità di tutti i magistrati.

Nell’ambito delle funzioni giudiziarie la distinzione fondamentale ( nella linea di quanto indicato nella sentenza n.86/1982 della Corte Costituzionale) è quella tra funzioni di legittimità e funzioni di merito. Mentre significativa è la specificità della professionalità del magistrato di merito  rispetto a quello di legittimità, così non è  per le funzioni di merito di primo grado rispetto quelle di appello. 

Valutiamo positivamente che  nel ddl sia stato abolito il sistema  delle attuali qualifiche astratte (tribunale, appello, cassazione) sganciate dall’esercizio effettivo delle funzioni. E’ altrettanto importante che sia stata mantenuta la progressione nel trattamento economico sulla base degli scatti per anzianità.

Questo sistema assicura la indipendenza interna ed esterna della magistratura, dà attuazione del principio costituzionale per i quale “i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni” (art. 107 co. 3 Cost.), consente al magistrato di permanere nelle funzioni per quali si ritiene più adatto, senza subire rallentamenti nella progressione economica.

Il problema da affrontare  è quello di  una rigorosa  valutazione periodica della professionalità.

Il sistema  risultante dal testo del ddl , a nostro avviso non  lo risolve. Con il sistema dei concorsi facoltativi  ( e gli incentivi  economici ad esso connessi) si stimola  il passaggio alle funzioni superiori, in contrasto con la esigenza di assicurare che magistrati di esperienza e di provata professionalità rimangano nelle funzioni di primo grado, senza svantaggi a livello di trattamento economico.

Dal luglio 2003 sono entrate in funzione presso 12 Tribunali sezioni specializzate di diritto industriale.  Sarebbe del tutto irrazionale, indurre, attraverso l’incentivo economico connesso al concorso per le funzioni di appello, indurre magistrati specializzati ad abbandonare questa funzione di primo grado, di tale importanza da avere indotto il legislatore ad una innovazione ordinamentale.   

I momenti di valutazione della professionalità dei magistrati che, per vocazione o anche per scelta di comodo, non ritengano di seguire la via dei concorsi, sarebbero addirittura ridotti rispetti a quelli attuali, pur da tutti  riconosciuti  insufficienti.

L’Anm avanza  tre proposte:

- un nuovo sistema generale di valutazione della professionalità con cadenze ravvicinate,  con conseguenze anche sul trattamento economico e che preveda un intervento dei Consiglio degli ordini degli avvocati

- un nuovo sistema per l’accesso alle funzioni di legittimità

- un nuovo sistema per il conferimento di funzioni semidirettive specializzate

Verifiche  periodiche di professionalità e produttività

Il nuovo sistema di valutazione di professionalità, alternativo a quello dei concorsi comporterebbe:

- rigorose verifiche di professionalità da compiersi ogni quattro anni sulla quantità e qualità del lavoro svolto dai singoli magistrati;

- blocco per un quadriennio della progressione economica dei magistrati che non superano, con esito positivo, la verifica di professionalità;

- destinazione ad altra funzione dei magistrati che si rivelino inidonei non già all’esercizio delle funzioni giudiziarie in generale, ma all’esercizio della specifiche funzioni in atto loro assegnate

- rimozione dei magistrati che non superano due successive verifiche di professionalità.

Quanto alle fonti di conoscenza dovrà essere valorizzato il contributo delle segnalazioni su fatti specifici provenienti dal Consiglio dell’ordine degli avvocati.
 
Concorso per l’accesso in cassazione
Per il conferimento delle funzioni di legittimità nell’ambito  del Csm  dovrebbe essere istituita una apposita commissione referente, in modo da assicurare una adeguata valutazione della professionalità specifica.

Il concorso per esami   è inidoneo ad accertare equilibrio, attitudine, professionalità in concreto maturata nell’esercizio delle funzioni di merito, quando di ogni magistrato si posseggono prove di professionalità ben più specifiche e affidabili quali sono gli atti dal medesimo compiuti nell’esercizio quotidiano delle sue funzioni.

Il concorso per l’accesso alle funzioni cassazione potrebbe prevedere che il Csm nomini una apposito comitato consultivo, composto da magistrati di cassazione e di merito e da professori universitari, che  operi un primo esame dei provvedimenti e della produzione scientifica degli aspiranti   alla funzione di legittimità,  finalizzato alla  valutazione delle specifiche attitudini.

Tale valutazione, non vincolante, dovrebbe essere integrata da quella della commissione referente del Csm che potrà considerare anche con il dovuto peso professionalità, laboriosità ed attitudini sulla base dell’esercizio concreto della attività giurisdizionale nelle funzioni di merito.

Mentre deve escludersi nel modo più netto un trattamento economico differenziato per la funzione di Cassazione ( come per qualunque altra funzione), l’introduzione di una vera indennità di trasferta sarebbe invece fortemente  auspicabile nella finalità di incentivare l’accesso alla Cassazione di magistrati provenienti anche dalle sedi più lontane da Roma.

Concorso per l’attribuzione di  funzioni specializzate
Vi sono, nell’ambito  delle giurisdizione di  merito, funzioni altamente specializzate ( sezioni fallimentari, di diritto industriale, della famiglia etc) che, analogamente a quanto oggi avviene per le sezioni lavoro,  richiederebbero  una valutazione della idoneità specifica e non una destinazione legata al sistema tabellare

SCUOLA della MAGISTRATURA

La struttura centrale dovrebbe gestire il tirocinio degli uditori, i corsi  di aggiornamento professionale ( con moduli più agili e svincolati dal sistema dei concorsi), i corsi per il passaggio da una ad altra funzione, i corsi di formazione per i dirigenti, i corsi per il passaggio dalle funzioni requirenti alle giudicanti e viceversa. Non sembra utile prevedere sedi decentrate, inutilmente macchinose, mentre dovrebbe essere  valorizzato l’attuale sistema di formazione  decentrata presso le Corti di appello, che già sta dando ottima prova.

Il Comitato direttivo dovrebbe essere composto da magistrati,professori universitari e avvocati e da un rappresentante del Ministro della Giustizia ( in relazione alle attribuzioni previste dall’art.110 Cost.). I magistrati, in maggioranza nel comitato, debbono essere nominati dal Csm.

DISTINZIONI DELLE FUNZIONI

Il valore  essenziale da tutelare è la imparzialità del giudice. Se è vero che la garanzia primaria va ricercata nella normativa processuale, l’Anm riconosce l’esigenza  di un intervento a livello ordinamentale, che sia dia carico anche delle esigenze di “apparenza” della imparzialità.

A tal fine si potrebbe prevedere che gli uditori, all’esito del tirocinio, siano assegnati per un certo periodo a funzioni  giudicanti collegiali .

All’esito di questo periodo potrà esservi una effettiva valutazione ( ed autovalutazione) delle attitudini e si dovranno porre in essere, anche attraverso la Scuola della Magistratura, meccanismi per  garantire una migliore specializzazione ed un più elevato livello di professionalità specifica nei magistrati chiamati ad adempiere all’uno o all’altra funzione.

L’Anm ritiene che debba essere mantenuta la possibilità di passaggio da una funzione all’altra ad alcune condizioni:

- decorso di un congruo periodo di tempo ( es  cinque  anni )

- frequentazione di un corso di formazione presso la Scuola della Magistratura

- rigorosa valutazione attitudinale, solo a seguito dell’esito favorevole del corso di cui sopra, da parte del Csm

- puntale regime di incompatibilità territoriale ( circondario o distretto a seconda delle funzioni di primo grado o di appello di provenienza)

Alle quattro  condizioni sopra indicate non si vede perché il passaggio dall’una all’altra funzione non possa essere consentito anche più di una volta nel corso della carriera (evento peraltro nella  pratica abbastanza raro).

Occorrebbe  prevedere quale criterio di legittimazione per concorrere ad incarichi direttivi (giudicanti e requirenti), ferme le incompatibilità  territoriali, l’avere esercitato le funzioni corrispondenti per un congruo periodo di tempo in precedenza.

Non vi dovrebbero essere invece limitazioni per l’accesso indifferentemente alle funzioni di consigliere o sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, stante la specificità delle funzioni svolte dalla Procura generale della Cassazione.

Un sistema quale quello sopra delineato sembra garantire  in modo adeguato il valore della imparzialità ( e della apparenza di imparzialità),  della selezione attitudinale e della specializzazione, senza  vanificare, nemmeno in via di fatto, il sistema di unicità della carriera voluto dalla Costituzione.

2. I dubbi di praticabilità del ddl 1296-B

PASSAGGIO DI FUNZIONI DOPO TRE ANNI

Il punto focale è costituito dalla circostanza che il concorso unico iniziale, che dà legittimazione al vincitore a svolgere entrambe le funzioni, impedisce una programmazione della copertura dei posti vacanti; non si sa, infatti, quale sarà la scelta definitiva del magistrato dopo l’esercizio delle prime funzioni (praticamente assegnate d’ufficio, essendo la scelta iniziale puramente indicativa e non vincolante per l’assegnazione di esse).

Ne consegue che è probabile  che, dopo le prime funzioni, nell’ambito dei vincitori di uno stesso concorso, il numero di coloro che sceglieranno le funzioni giudicanti sarà maggiore di coloro che vorranno svolgere funzioni requirenti, ed in ogni caso sarà diverso dal numero di posti vacanti per ciascuna di esse.

Se ciò avvenisse per più concorsi successivi, ad esempio di trecento posti ciascuno, ne deriverebbe inevitabilmente che, in un arco temporale ad es. di cinque concorsi, si avrebbero forse circa mille giudicanti più del necessario, con corrispondente scopertura per i posti da requirente.

Il problema appare insolubile.E’ previsto, infatti, che solo entro i primi tre anni di funzioni, i magistrati possano partecipare a concorsi per i posti “vacanti” nella funzione diversa da quella svolta, e che solo a questa condizione essi possano cambiare funzione.

Pertanto, se i posti vacanti, ad esempio nelle funzioni giudicanti, nei tre anni di primo esercizio delle funzioni dei vincitori di uno stesso concorso dovessero essere 100, tutti messi tutti a concorso e i partecipanti al concorso fossero 200, tutti idonei, solo i primi cento otterrebbero l’accesso alle funzioni richieste; mentre gli altri cento sarebbero destinati per tutto il resto della loro carriera (in media circa 35 anni su 40) a rivestire la diversa funzione, la prima assegnata loro, eventualmente anche contro la indicazione iniziale prima del concorso.

Questi ultimi dunque non potrebbero mai accedere alla  funzione per la quale erano non solo comunque legittimati (avendo superato il concorso iniziale di ingresso), ma addirittura particolarmente qualificati (essendo risultati idonei nel concorso specifico superato entro i primi tre anni di esercizio delle funzioni).

In sostanza, in un periodo di tempo di cinque anni (cinque concorsi successivi), l’unica previsione ragionevole è che vi sarebbe un numero di aspiranti (legittimati e idonei) alle funzioni giudicanti ben superiore alle necessità di organico; in conseguenza un gran numero di posti nelle funzioni requirenti sarebbe coperto, di fatto coattivamente, proprio da costoro, vale a dire da magistrati che non hanno espresso alcun gradimento in tal senso, oltretutto frustati dalla consapevolezza di vedersi sbarrato per sempre l’accesso a funzioni per le quali erano legittimati e idonei.

Né appare soluzione migliore  quella (che peraltro sembra esclusa dalla lettera della norma) di ritenere possibile che a tutti i magistrati risultati idonei al concorso per determinate funzioni, concluso entro tre anni, possano poi anche dopo tale periodo essere assegnate tali funzioni, man mano che si liberino i corrispondenti posti, fino ad esaurimento della graduatoria,  in quanto ciò comporterebbe che ai magistrati vincitori dei concorsi successivi verrebbe addirittura di fatto impedito di esercitare l’opzione richiesta.

Infatti, è agevole presumere che, nei tre anni di esercizio delle prime funzioni, non si renda libero nemmeno un posto da mettere a concorso, perché tutti quelli resisi vacanti in tale periodo sarebbero assegnati agli idonei dei concorsi precedenti.

In conclusione, la soluzione della scelta definitiva dopo tre anni di funzioni è sostanzialmente impraticabile perché, a seconda delle soluzioni anche solo in astratto pensabili, produrrebbe alternativamente l’effetto o di impedire ai magistrati l’esercizio di un diritto o facoltà inerente al loro status giuridico, oppure di comportare una sovrabbondanza di magistrati  in una sola funzione (presumibilmente quella giudicante) con conseguente scopertura irrimediabile e definitiva di posti per l’altra funzione.

Sistema dei concorsi

I concorsi e i corsi di formazione obbligatori per il passaggio a funzioni superiori e diverse non consentiranno al sistema di funzionare, perché macchinoso, costoso e a rischio di essere inefficiente.

Basta pensare ai tempi: è previsto un corso di formazione di cui non è mai specificata la durata, un concorso per titoli o per titoli ed esami di durata indefinita, una valutazione del CSM , l’intervento del ministro in alcuni casi.

Quanto tempo richiederà l’espletamento di questi vari passaggi? Probabilmente da uno a due anni e mezzo (mentre attualmente la procedura dura da otto mesi ad un anno e mezzo per concorso).

Ed ancora:  tutto il meccanismo, nella formulazione normativa adottata, è equivoco e poco chiaro in previsione delle sue applicazioni concrete.

Ad esempio, non si comprende se coloro che superano il concorso per le funzioni di secondo grado o di legittimità siano, poi, obbligati ad assumerle effettivamente oppure no. Il dubbio è pertinente perché, in presenza di un unico concorso nazionale per i posti vacanti in tali funzioni  può accadere che chi vinca il concorso per funzioni di secondo grado ritenga poi non  conveniente l’assunzione concreta di esse laddove ciò comporti, ad esempio, l’esigenza di un trasferimento in altra sede.

Inoltre appaiono incerte, al riguardo, tutte le disposizioni riferibili alle condizioni di legittimazione per l’accesso alle funzioni direttive, perché laddove il D.D.L. fa riferimento a quelle di merito usa sempre l’espressione “…cui possono accedere…magistrati che abbiano superato il concorso per il conferimento delle funzioni di secondo grado…[o di legittimità]…da almeno…anni”, mentre quando si riferisce alle funzioni direttive di legittimità usa la diversa espressione “ …cui possono accedere…magistrati che esercitino funzioni…di legittimità da almeno…”.

Sul piano astrattamente logico nulla impedirebbe che, per l’accesso alle funzioni direttive di merito, si pretendesse il pregresso esercizio di funzioni di secondo grado o di merito come condizione di legittimazione, così come è indubbio che lo si pretenda per l’accesso alle funzioni direttive di legittimità.

Rimane allora inspiegabile perché sia previsto anche il decorso di un certo numero di anni dal superamento del concorso per le funzioni di secondo grado o di legittimità (e non, quindi, dal concreto esercizio di esse), oltretutto variabili di volta in volta, per poter partecipare ai concorsi per gli incarichi direttivi o semidirettivi di merito.

Ed ancora laddove dove sono previsti concorsi per titoli o per titoli e per esami (per es. il n. 3.5. della lett. l), per le funzioni giudicanti di secondo grado), si stabilisce che il CSM conferisca le funzioni secondo l’ordine di graduatoria, con la clausola “salvo che vi ostino specifiche e determinate ragioni delle quali deve fornire dettagliata motivazione e, a parità di graduatoria, secondo l’anzianità di servizio”.

Tale clausola non è ripetuta al punto 1 della lett. m); infatti per gli incarichi direttivi la commissione comunica l’esito del concorso al CSM, il quale, acquisiti altri elementi di valutazione e il parere motivato del consiglio giudiziario e del consiglio direttivo della Cassazione, propone la nomina al Ministro della Giustizia per il concerto.

Varie sono le incongruenze:

a) è prevista la possibilità che il CSM non condivida le valutazione della commissione esterna per il conferimento degli incarichi direttivi ma ciò non è detto espressamente;  non si comprende, quindi, se in questo modo si tenda ad impedire la possibilità per il C.S.M. di cambiare l’ordine di graduatoria del concorso oppure no: la previsione della possibilità del CSM di modificare la graduatoria sembrerebbe derivare dal potere attribuito all’organo di autogoverno di acquisire pareri ed altre informazioni, che altrimenti non avrebbe senso ma in realtà la previsione espressa manca;

b) il criterio dell’anzianità di servizio appare ambiguo in quanto ad ogni superamento di concorso, c’è una nuova graduatoria per cui non si comprende più quale sia l’ anzianità a cui riferirsi, se quella dell’ordine di graduatoria della funzione precedentemente esercitata o quella della funzione per cui si è superato il concorso, ma non si esercitano le funzioni;

c) infine non si comprende come il Consiglio direttivo della Cassazione possa esprimere un parere motivato su un magistrato che non conosce.
 
ALCUNE DISPOSIZIONI SPECIFICHE

Con riferimento alla norma per i capi e vice capi dipartimento e gabinetto del ministro, fermo il profilo di costituzionalità, di cui al punto successivo, rimane  comunque ambiguo il concetto di “titolo preferenziale”.

Infatti: alcune volte si parla di “titolo preferenziale, a parità di graduatoria” (lett. h n. 18, comma 1; lett. d comma 5), altre volte solo di “titolo preferenziale” (lett. a, n. 4, art. 1; lett. m, n. 11), n. 8 lett. m comma 4), altre volte ancora(comma 8 lett. m) n. 4) si parla di “titolo preferenziale per l’attribuzione a loro domanda” (capi e vice capi degli uffici di diretta collaborazione col Ministro).

Due sono almeno i significati che si possono attribuire all’espressione “titolo preferenziale”:

a) preferenza a parità di graduatoria, quindi, una preferenza finale ma all’interno del concorso;

b) preferenza, per così dire, iniziale e unica, extra-concorsuale


3. I dubbi di costituzionalità del ddl 1296-B

La stella polare di ogni intervento riformatore in tema di ordinamento giudiziario  deve essere la Costituzione che nel titolo IV della parte seconda disciplina “La magistratura” nel rapporto con gli altri due poteri, legislativo ed esecutivo, cui sono dedicati i titoli I e II.

I  punti nodali del titolo IV  sono l’art. 101, 2° comma “i giudici sono soggetti soltanto alla legge”; l’art. 105, che riserva al Consiglio superiore della magistratura ogni provvedimento riguardo “le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati”; l’art. 107, 3° comma, secondo cui “i magistrati si distinguono tra loro soltanto per diversità di funzioni”.

L’ANM ritiene, in sintonia con le opinioni espresse  da illustri rappresentanti del mondo accademico e  con il parere del CSM, che il testo di legge delega sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, sotto  diversi profili  prospetti dubbi di costituzionalità.

Vi sono dubbi di costituzionalità di impianto, con riferimento al complessivo disegno del titolo IV della Costituzione e del modello di magistrato e di ordine giudiziario in esso previsto, nonché alla VII disposizione transitoria della stessa Carta fondamentale, che ha il significato di vincolare il legislatore affinché rinnovi l’ordinamento giudiziario in conformità alle garanzie, ai valori ed ai principi in essa indicati. La incostituzionalità deriverebbe  in questi casi da un assemblaggio di norme, che prese ciascuna per sé potrebbero non essere direttamente incostituzionali, ma lo diventano una volta riunite in un aggregato legislativo.

Il sistema generalizzato dei concorsi, - per il  numero, per la composizione delle commissioni esterne al CSM ove prevalgono magistrati di legittimità, per il peso dei titoli e degli esami che prescindono dalla valutazione dell’esercizio dell’attività giurisdizionale dell’interessato -non sembra conforme al principio costituzionale  della pari dignità delle funzioni e del buon andamento dell’amministrazione, applicabile anche all’amministrazione della giurisdizione.

La erosione dei poteri del Consiglio superiore della magistratura, con riguardo al sistema concorsuale, che comporterà graduatorie formate fuori del suo ambito e sottratte sostanzialmente ad un effettivo sindacato del CSM,  e al  sistema di Formazione professionale incentrato su una Scuola della magistratura, alla quale sono attribuiti anche poteri di valutazione di professionalità, nel cui comitato direttivo il Csm nomina  solo due rappresentanti su sette.

Il nuovo ruolo che viene ad assumere la Corte di Cassazione come vertice non solo del sistema dei mezzi di impugnazione, ma anche organizzativo dell’ordine giudiziario, in contrasto con il principio dell’indipendenza interna dei magistrati.. Tale ruolo è reso evidente dalla partecipazione dei magistrati di legittimità ad ogni commissione di concorso e dal riconoscimento di un titolo preferenziale per il conferimento degli uffici direttivi di secondo grado, che non trova nessuna giustificazione nella specifica esperienza maturata nell’esercizio delle funzioni di legittimità.

La  rigida gerarchizzazione dell’ufficio del P.M., attraverso il  rafforzamento dei poteri dei Procuratori che, nel modo  in cui viene realizzato, lede l’indipendenza dei singoli sostituti e pone in pericolo l’effettiva attuazione dei principi di obbligatorietà dell’azione penale, di uguaglianza e di soggezione del magistrato solo alla legge.

La separazione di fatto delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri, che si realizza attraverso la irrevocabilità della scelta dopo i primi cinque anni dall’ingresso in magistratura e, comunque, la forte disincentivazione nell’ambito del periodo in cui tale mutamento è consentito, appare incompatibile con l’esistenza di un unico ordine giudiziario, in cui l’esercizio della funzione giurisdizionale è indifferentemente attribuita ai giudici ed ai pubblici ministeri, e con l’esistenza di un unico Consiglio superiore della magistratura.

Vi sono poi  dubbi di  costituzionalità di disposizioni specifiche:

La norma che attribuisce  ai magistrati posti ai vertici del ministero un titolo preferenziale ai fini dell’assegnazione di uffici direttivi e semidirettivi,  viola il principio di uguaglianza e quello della distinzione dei magistrati solo in base alle funzioni e lede altresì il potere valutativo del CSM, irrigidendo il sistema, creando carriere parallele svincolate dall’accertamento in concreto di effettive capacità organizzative ed  finendo per attribuire ai Ministri della Giustizia un anomalo  intervento nella scelta  dei dirigenti degli uffici giudiziari.

La norma che prevede prove per test di idoneità psico-attitudinali, collocate tra gli scritti e gli orali del concorso di accesso e svolte da psicologi e psichiatri,  presenta  gravi rischi di arbitrio a causa della difficoltà di individuare i parametri oggettivi in base ai quali dovrebbe essere effettuata la valutazione dei candidati sulla idoneità all’esercizio delle diverse funzioni giudicanti e requirenti.

La norma che prevede il potere del Ministro della Giustizia di ricorrere dinanzi al TAR avverso le delibere del Consiglio superiore della magistratura di conferimento o di proroga degli incarichi direttivi adottate in contrasto con l’avviso espresso dal Ministro stesso, sembra  esorbitare dai limiti dettati dalle attribuzioni costituzionali ed altera l’integrità delle sfere di competenze dell’organo di governo autonomo della magistratura.

Le norme che, nel procedimento disciplinare, attribuiscono al Ministro della Giustizia un  ruolo sembrano esorbita dai poteri ad esso attribuiti dalla Costituzione, con la previsione della facoltà di chiedere al Procuratore Generale la modifica del capo di incolpazione  e la previsione della partecipazione all'udienza di un magistrato dell'ispettorato generale il quale ha poteri istruttori sostanzialmente uguali a quelli del P.G..

Roma  30 settembre 2004

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 02/10/2004 @ 15:59:42, in Estero, linkato 1312 volte)

A proposito di terrorismo, oggi sembra sparita la foto delle minacce di Neri. Aspettiamo a domani a cantar vittoria, perchè probabilmente è il mio adsl che non va bene... L.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/10/2004 @ 07:03:52, in Varie, linkato 1290 volte)

..su Gattostanco. Per chiarire che:

A) nessuno di noi lo legge

B) a nessuno di noi interessa il genere letterario che egli tratta

C) la possibilità che qualcuno di noi lo citi è remota come metter piede umano su Saturno

Queste, mi sembrano tre ottime ragioni per chiedere formalmente la cancellazione dalla black list, che personalmente ritengo frutto psicotico da parossismo autocelebrativo, perchè noi, non soltanto non lo leggiamo, ma non abbiamo alcuna intenzione di citarlo. Quanto al fatto che lui legga e frequenti i siti delle donnine, sono affari suoi e non nostri. Quindi deve cancellarci perchè non ha alcun diritto di associarci a tale categoria merceologica, dato che i motori di ricerca leggono la sua black list. Chiariamo un punto: noi siamo una associazione e solo la più becera "autocelebrazione" può indurre qualcuno a credere che ci interessi fare gossip sul web e/o avere rapporti con chi ne fa. Concludendo sul Di Ludovico: "ma chi crede che se lo fila!?"

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 03/10/2004 @ 07:19:25, in Magistratura, linkato 1501 volte)

UNITA’ PER LA COSTITUZIONE

" DOPO NAPOLI "

La scelta di chiedere la conferma dell’attuale Giunta dell’ANM presieduta da Edmondo Bruti Liberati –fortemente voluta da Unicost all’esito di una profonda riflessione in seno al comitato di coordinamento che ha portato all’approvazione di una mozione finale unitaria proposta da Giuseppe Maria Berruti- si sta rivelando vincente, quantomeno sotto un profilo di coerenza di condotta e di immagine esterna. Le decisioni dell’ANM sono state sempre ampiamente condivise da tutte le componenti culturali (per questo motivo appare incomprensibile la scelta degli amici di Articolo Tre di uscire dalla Giunta) le quali, grazie ad un metodo di grande collegialità che ha portato i segretari generali dei gruppi a partecipare alle riunioni di giunta più delicate per temi da discutere (il documento di proposte dell’ANM presentato al Ministro della Giustizia rappresenta proprio il frutto di un contributo comune), possono dirsi fortemente vincolate ai binari programmatici e di azione (ferma contrarietà all’impianto di riforma ma disponibilità ad una dialogo reale ed aperto con tutti gli interlocutori disponibili) tracciati. Non c’è stata dunque nessuna intenzione speculativa interna (soltanto una linea irresponsabile che non mi appartiene porterebbe infatti a privilegiare, soprattutto in questa fase, il momento dell’acquisizione del consenso interno correntizio a quello esterno di difesa della istituzione)  ma solo un forte senso di responsabilità che ci porta a privilegiare quelle soluzioni che vengono ritenute più efficaci per tentare di salvare la casa comune dei valori costituzionali. Questa linea è stata riassunta al CDC dell’ANM dal segretario generale in rappresentanza del gruppo.

A Napoli Unicost ha poi rilanciato, attraverso l’intervento iniziale del segretario generale ripreso ed integrato da quello, molto apprezzato, di Giuseppe Maria Berruti l’idea che la magistratura debba già pensare al domani superando la fase emergenziale che stiamo vivendo. Da qui l’idea di studiare e proporre –con spirito e dimensione costituente- un progetto di ordinamento giudiziario alternativo, uno statuto del giudice nuovo (che tenga conto delle pulsioni e delle attese dei giovani e delle donne e di un recupero di dignità della funzione), un comparto giustizia moderno, efficiente e garantito, un modello di avvocato rielaborato nel ruolo e nella dimensione numerica, dei meccanismi processuali che assicurino risposte garantite ed apprezzate, per qualità e tempistica, dagli utenti del servizio. Su questi grandi temi dovremo lavorare con gli altri gruppi dell’ANM per elaborare, se possibile, un programma unitario sul quale nominare, per la sua attuazione,  la prossima Giunta esecutiva.   

Le ultime vicende politiche (intervento del Capo dello Stato, posizione assunta dal Ministro della Giustizia nell’incontro tenuto con la Giunta dell’ANM) non possono non provocare ulteriori riflessioni.
Bene ha fatto l’ANM – ed in questo Unicost può rivendicare una forte spinta propositiva- a porre l’attenzione, attraverso il coinvolgimento di autorevoli costituzionalisti,  su tutti i profili di incostituzionalità e di incoerenza gestionale della riforma. In tal senso sia il “silenzio univoco” del Capo dello Stato sul punto della manifesta incostituzionalità dell’impianto, sia la disponibilità del Ministro a correggere  in fase di attuazione la riforma anche non esercitando la delega su taluni punti, sono importanti segnali che lasciano intendere come i rilievi critici sviluppati da numerosi giuristi (e dall’ANM) vengano considerati fondati.
Si ha tuttavia la sensazione che il Ministro della Giustizia –malgrado una nuova disponibilità che deve essere riconosciuta- voglia a questo punto fare approvare la riforma soltanto per l’acquisizione di un merito politico da spendere all’interno della coalizione di governo e all’esterno laddove, continuamente e surrettiziamente per necessità di propaganda, si parla di riforma della giustizia e non già di “semplice” riforma delle regole interne dell’organizzazione della magistratura.
In questa fase di positiva fibrillazione di coscienze è allora opportuno che la magistratura associata evidenzi come lo sciopero non costituisca una scelta irreversibile ma, anzi, come una sua eventuale revoca possa rappresentare l’approdo ideale in quanto, in questo caso, la riforma avrebbe trovato dei correttivi legislativi fondamentali per la salvaguardia di principi costituzionalmente rilevanti.  
Milano 2 ottobre 2004

Fabio Roia
Segretario Generale di Unità per la Costituzione

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/10/2004 @ 17:39:24, in Politica, linkato 1350 volte)

Dichiarazione on. Giorgio Pasetto, responsabile Trasporti della Margherita. “L’aumento dei reati di omissione di soccorso a seguito di incidente stradale dovrebbe far riflettere il Ministro Lunardi sulla necessità di un intervento urgente volto a inasprire le pene per i pirati della strada e a arginare un fenomeno di degenerazione del costume sociale.” E’ quanto ha dichiarato Giorgio Pasetto, Responsabile Nazionale Trasporti della Margherita, sollecitando una audizione del Ministro in Commissione Trasporti alla Camera per conoscere gli orientamenti dell’esecutivo  in materia di sicurezza stradale.  “Come dimostrano le statistiche – ha continuato Pasetto - i primi positivi effetti derivanti dall’introduzione della patente a punti stanno diminuendo mese dopo mese e sulle nostre strade i livelli di sicurezza si stanno abbassando fortemente. Su questa situazione è preoccupante l’assenza di misure concrete di prevenzione e di deterrenza da parte del governo. Al di là delle dichiarazioni di circostanza da oltre un anno il ministro Lunardi non ha portato all’attenzione del parlamento nessuna proposta concreta su cui discutere. “Se dalla prossima finanziaria ci attendiamo misure economiche volte ad aumentare la quantità e la capillarità dei presidi della polizia stradale – ha concluso Pasetto - già nei prossimi giorni ci attendiamo un intervento legislativo volto ad inasprire le pene per i pirati della strada.” Roma, 4 ottobre 2004

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/10/2004 @ 18:10:12, in Estero, linkato 1381 volte)

Su invito delle parlamentari Elettra Deiana, Olga Di Serio D'Antona, Silvana Pisa, Elena Montecchi, Maura Cossutta, Luana Zanella, Tiziana Valpiana, Fulvia Bandoli, Laura Cima, Marida Bolognesi, Titti De Simone

Zahira Kamal
Palestinian Ministry of Women’s Affairs della  Autorità Nazionale Palestinese
parteciperà all’ incontro-conferenza stampa
Giovedì 7 ottobre, ore 13.00,
Sala conferenze Montecitorio
v. della Missione 4

Zahira Kamal è impegnata nel “Progetto Tamkeen”, un progetto di cooperazione allo sviluppo per condurre un’azione di empowerment  delle donne all’interno delle istituzioni palestinesi e delle associazioni di donne presenti a livello locale, realizzato  congiuntamente con Bianca Pomeranzi della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri.

Breve curriculum di Zahira Kamal: Zahira Kamal (Jerusalem, 1946) è ministra degli Affari delle Donne nell'attuale governo dell'Autorità Nazionale Palestinese ed è membro della Direzione nazionale del partito FIDA (Unione Democratica Palestinese). Dal 1995 al 2003 ha ricoperto ruoli di governo in qualità di Direttore Generale della Pianificazione e Sviluppo di Genere presso il Ministero del Piano e della Cooperazione Internazionale. Inoltre è da sempre parte attiva delle principali organizzazioni delle donne palestinesi e fa parte dei consigli direttivi del Women's Studies Center e del Women’s Center for Legal Aid and Counseling. Il suo impegno per la pace in Medio Oriente è internazionalmente noto fin dalla Conferenza di Madrid (1991), dove partecipa in qualità di componente della delegazione palestinese. Nel 1992 assume il coordinamento del Women’s Affairs Technical Committee, istituito al fine di garantire la partecipazione delle donne palestinesi ai negoziati di pace. Nel 1994 fonda, insieme ad altre pacifiste israeliane e palestinesi, il Jerusalem Link, organizzazione che tuttora svolge funzioni di coordinamento tra l'associazione israeliana Bat Shalom e l'associazione palestinese Jerusalem Center for Women. Le due associazioni hanno costruito insieme una piattaforma politica comune rispetto alla soluzione del conflitto medio-orientale e concretizzano di fatto un modello cooperativo di coesistenza tra i due popoli.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 04/10/2004 @ 18:11:03, in Estero, linkato 1298 volte)
Dichiarazione del Sen.Luigi Malabarba. Capogrupppo PRC al Senato. Nell'esprimere la più ferma condanna dell'esecuzione di nuovi ostaggi, tra cui l'italo-iracheno Ayad Anwar Wali, occorre al più presto una decisa iniziativa di pace. "Tutte le truppe di occupazione devono lasciare l'Iraq e deve essere convocata una Conferenza di pace anche con la partecipazione della resistenza: questa è la sostanza della proposta di mozione che le forze della sinistra alternativa propongono a tutti i partiti di opposizione" ha dichiarato Gigi Malabarba, capogruppo PRC al Senato. "Il dibattito parlamentare, congelato nel periodo del sequestro delle volontarie italiane, non può più essere rinviato e l'opposizione deve battere un colpo. Sarebbe inaccettabile oggi un passo indietro sul ritiro delle truppe, quando ormai anche Rumsfeld si rende conto del fallimento della guerra americana." Roma 04.10.2004
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Dichiarazione del Senatore della Margherita, Nando Dalla Chiesa. Capogruppo in Commissione Giustizia. “Tra le decine di cambiamenti alla riforma dell'ordinamento giudiziario, che domani il Ministro Castelli esporrà al Presidente Ciampi, speriamo non dimentichi di illustrare il 'cambiamento' che prevede privilegi per gli avanzamenti di carriera, e quindi più facilità nell'occupazione di posti di vertice, per gli ex collaboratori dei Ministri”. Così il senatore della Margherita, Nando Dalla Chiesa, Capogruppo in Commissione Giustizia, alla notizia dell'incontro di domani tra il Ministro della Giustizia e il Capo dello Stato. Roma, 4 ottobre 2004
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Dichiarazione on. Giuseppe Fanfani, responsabile Giustizia della Margherita. “Sono apprezzabili le aperture sulla riforma della giustizia avanzate dal sottosegretario Vietti e corrette le autocritiche che lui svolge nell’intervista a “Repubblica”. Se questo significa che c’è una disponibilità del governo ad un confronto serio e completo, su tutta la riforma, la Margherita è disponibile a discuterne. Sbaglia invece Vietti a far ruotare tutto il problema attorno agli emendamenti dell’Udc. La riforma è tutta sbagliata, sia nel metodo che nei contenuti. Nel metodo perchè fatta a colpi di maggioranza e con il ricorso ai voti di fiducia, tanto da far suscitare l’intervento del Capo dello Stato. Nel merito perché non affronta i veri problemi della giustizia, quale servizio efficiente per i cittadini, e scontenta tutti gli operatori (magistrati e avvocati) che la dovrebbero far funzionare. Ora si tratta di capire quale sia l’esatto orientamento del governo, dando per assodato che questa riforma, così com’è, è totalmente inaccettabile.” Roma, 4 ottobre 2004
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie più cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog è di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










24/08/2019 @ 13.01.49
script eseguito in 516 ms