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 lips, water & dice ...... di Lunadicarta
 
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La giustizia non è ardore giovanile e decisione energica e impetuosa: giustizia è malinconia.

Thomas Mann
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/06/2009 @ 23:21:56, in Redazionale, linkato 1239 volte)

Nessun rispetto per l'operato della Magistratura italiana


Con sicuro plauso del Premier, oggi le foto scattate dal fotografo sardo a villa Certosa sono in prima pagina di El Pais. Si tratta, ne più ne meno, della consueta esposizione di glutei e altri organi riproduttivi a cui l'italiano medio è avvezzo dalle letture sotto l'ombrellone.

Questa volta però si tratta di fotografie sequestrate da una Procura della Repubblica italiana, quella di Roma.

Scrivere di gossip non è e non deve diventare una pratica della Libertà di Stampa, mentre l'operato del giornalista spagnolo della testata El Pais, Miguel Mora di stanza a Roma, è di fatto la contravvenzione di un procedimento della magistratura italiana e, probabilmente, si tratta di un atto corrispondente ad un reato. Un reato commesso in Italia.

In paesi meno sottosviluppati dell'Italia ciò costituirebbe, inoltre, una ragione valida per l'allontanamento del giornalista. Ma qui siamo in pieno sottosviluppo e i quotidiani nazionali "censurano" le donne, che denunciano gli stupri. Ma chi ci crede al passamontagna in questo caldissimo giugno romano?

E' lecito pertanto pensare, che la pubblicazione all'estero delle foto sequestrate sia, nella sostanza, l'ennesimo carnaio di un patto scellerato tra grandi catene editoriali nazionali ed estere. Qual'è la libertà di stampa, allora? Quale l'esempio di libertà democratica da seguire?

Non certo quello della Stampa Estera in Italia, che oggi ospita Tognoni e la Fondazione Basso, organizzazione nei confronti delle quale io sono ufficialmente in sciopero della fame, contro le politiche solo economiche di incetta e arraffaggio neo berlusconiane con targa rifondarola mascherate da sociale.

Il rimprovero alla Fondazione Basso è serissimo, visto il comportamento scellerato: l'aver sostituito la Società Civile costituita dagli Artisti, con la ex brigatista della colonna armata napoletana delle Brigate Rosse, quella che per accordi con Raffaele Cutolo uccise il poliziotto Antonio Ammaturo e il suo collega.

Rechi loro vergogna l'aver tentato di defraudare Loredana Morandi, l'unica donna di tutto il movimento per la Pace con il coraggio di affrontare la verità del pagamento dei ricatti ai partiti proveniente dal passato degli anni di piombo, e con la peculiarità di essere una cattolica dichiarata, capace di risvegliare dai propri torpori anche i santi in paradiso e la stampa cattolica, vedi Misna del 6 marzo sulla Corte penale internazionale.

Vergogna per la corruzione dichiarata.

Oggi, con Tognoni di Fondazione Basso, parleranno in Stampa estera i promotori delle Auto Denunce del Sud Ribelle ed io rammento, a chi ricorda, che dal Nord Est italiano in quel periodo pervennero i commenti dei Magistrati con le mani tra i capelli, per aver indagato come atto dovuto centinaia di studenti universitari. Ragazzi, che oggi certo non votano più e non partecipano ad altre iniziative senza criterio in ragione di una politica sbagliata.

L'odierna ospitalità data da Stampa Estera al Tribunale dei Popoli è ceduta a caro prezzo, infatti, la sala conferenze di via dell'Umiltà costa tanto quanto uno sputo in faccia alla Povertà degli stessi Popoli, che si ha la presunzione di voler difendere. Si, anche in Italia c'è la crisi, ma sembra non sfiorare certa gente.

E se l'Italia soffre per la delegittimazione del Terzo potere dello Stato, a causa delle dichiarazioni di una politica spettacolo e di una stampa che ormai fa solo gossip a copertura di una opposizione politica che non c'è, ancora, è necessario avere il coraggio di denunciare le frequentazioni di Brigatisti, rimasti Irriducibili, imposte alla Magistratura dai vertici di certi partiti.

Resta errata e faziosa la definizione di "grumi" (ma poveri magistrati!), perché tali comportamenti rendono lecita la definizione di sfruttamento di certe professionalità ad opera di quei Partiti, che esprimono efficacemente le logiche politiche dell'Anti Stato, divenute oggi anti-società in ragion del solo soldo.

Loredana Morandi

Update:
Un lettore mi ha inviato questo link in risposta all'articolo, con l'evidente intento di mostrarmi come per lo sfarzo e la corruzione i soldi ci siano, ma che non si spendano per pagare i lavoratori precari:
www.rifondazionenonpaga.net/

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Di Loredana Morandi (del 04/06/2009 @ 08:57:39, in Politica, linkato 1138 volte)
L'Italia ha in cantiere una ottima legge contro la pedopornografia, scritta con la collaborazione di Don Di Noto  e di altre associazioni impegnate per il contrasto del fenomeno, peccato che sia ancora in iter di lavori parlamentari.

Dichiarazione dei Ministri
Il rischio della pedopornografia per minori



G8 Giustizia e Affari Interni
Roma, 30 Maggio2009


Due anni fa ci riunimmo a Monaco di Baviera, in Germania, e c’impegnammo a compiere ogni possibile sforzo collettivo per ingaggiare una lotta internazionale contro la pedopornografia. Alla luce di ciò che abbiamo appreso riguardo a questa crescente minaccia per i bambini di tutto il mondo, abbiamo assunto due impegni specifici:

1) garantire l'attuazione e l'efficacia delle nostre leggi in materia di pornografia infantile, e prendere iniziative volte ad aggiornare e migliorare le leggi, se necessario e se del caso; e

2) evidenziare l'importanza della lotta contro la pedopornografia nel dialogo internazionale e incoraggiare la cooperazione, sia all'interno che all'esterno del G8.

Resta ancora incompleta la comprensione del danno che rappresenta pornografia infantile nonostante la nostra volontà comune per il contrario. Così, in alcuni paesi, non è ancora stata adottata una legislazione efficace.

L'anno scorso, sotto la presidenza giapponese del G8, abbiamo accolto con favore la decisione di ribadire la nostra ferma condanna e la denuncia di tutte le forme di sfruttamento sessuale dei bambini e abbiamo rinnovato il nostro impegno a continuare la lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, rilevando in particolare l'allarmante incremento di pornografia infantile – vale a dire di immagini di abusi sessuali su bambini - in Internet. Mentre si riconosce che tutte le forme di sfruttamento sessuale dei bambini richiedono sforzi concertati da parte nostra, dobbiamo anche riconoscere che lo sfruttamento attraverso la pornografia infantile solleva nuove preoccupazioni e sfide, così come pone nuovi rischi per i bambini, in particolare a causa dell'uso di nuove tecnologie, quali Internet, per commettere tali reati.

Siamo lieti di fare stato oggi di un passo importante per colmare questa lacuna. Il mese scorso, presso l'Università della North Carolina a Chapel Hill, negli Stati Uniti, esperti provenienti da tutto il mondo si sono riuniti in un convegno promosso dal G8 per discutere e valutare il rischio per i bambini rappresentato da coloro che fanno uso di pedopornografia. Psicologi, medici, criminologi, professori, sociologi, esperti informatici ed altri professionisti, provenienti dai paesi del G8 e non, si sono incontrati per condividere i risultati delle loro ricerche e sviluppare un consenso sui rischi per i minori riguardo alla pornografia infantile.

Gli atti di questo convegno saranno pubblicati e, speriamo, diffusi in tutto il mondo, a tempo debito. Oggi noi esprimiamo il nostro apprezzamento a tutti i partecipanti esperti e prendiamo atto delle loro conclusioni, che sono incluse nella relazione finale del simposio allegato alla presente dichiarazione.

I risultati di questo Simposio contribuiscono a rendere evidente la necessità di un’immediata ed efficace azione globale contro la pornografia infantile in tutti i paesi. Ci hanno altresì ispirati oggi a rinnovare i nostri sforzi per rispettare gli impegni che abbiamo assunto a Monaco di Baviera guidati da questi risultati. Chiediamo al Gruppo Roma/Lione di analizzare quale futuro lavoro supplementare possa essere opportuno alla luce di questi risultati, e di riferire ai Ministri della Giustizia e degli Affari Interni nel 2010.


Per questo testo si ringrazia l'Ufficio Stampa del Ministero di Giustizia.

A questo link la dichiarazione originale. Tutti gli altri documenti concernenti il G8 Giustizia e Interno sono in prima pagina sul sito www.giustizia.it
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Di Loredana Morandi (del 04/06/2009 @ 06:55:34, in Magistratura, linkato 1243 volte)
Proposta irrazionale e anticostituzionale

di Nello Rossi

Dopo il parlamento dei “nominati” il paese rischia ora di sperimentare il CSM dei “sorteggiati”?

La voce circola con insistenza, senza smentite e prese di distanza. Il governo sarebbe pronto a proporre una riforma della legge elettorale dei membri togati del CSM imperniata sul “sorteggio” preliminare di una rosa ristretta di candidati - si dice cento -  tra i quali i magistrati dovrebbero poi eleggere i loro rappresentanti. Pur filtrando dall’interno stesso della compagine governativa la notizia continua a suscitare incredulità. Almeno in chi ancora spera nella razionalità e nel buon senso della politica e non crede che sia consentito stravolgere, con espedienti grossolani,  il testo e lo spirito della Costituzione.
Per quanto i sistemi elettorali conoscano infinite varianti - nella scelta dei collegi, nel calcolo dei voti,  nell’attribuzione dei seggi - una elezione è una elezione. Presuppone una personale “vocazione” a candidarsi , espressa con l’accettazione della candidatura o con l’autocandidatura; la disponibilità ad assolvere ad un compito diverso da quello normalmente svolto nella vita sociale e professionale; la consapevole assunzione di  responsabilità  per i risultati del proprio operato.

Il sorteggio degli eleggibili cancellerebbe tutto questo ed affiderebbe al capriccio del caso il primo e fondamentale momento del processo elettorale : la determinazione della platea delle persone tra cui l’elettore è chiamato a scegliere.
Una soluzione palesemente irrazionale, che restringerebbe preventivamente e senza criterio, le possibilità di eleggere i più adatti, i più meritevoli, i più  motivati. Ed infatti nessuno si azzarda  a proporre il sorteggio preventivo per altri tipi di elezioni o per selezionare i concorrenti ad una qualsiasi competizione di interesse pubblico (si tratti dell’ottenimento di un contratto o di un concorso).

Negando in radice l’essenza stessa del fenomeno elettorale, l’escogitazione “sorteggio degli eleggibili- elezione dei sorteggiati” entrerebbe poi in aperta rotta di collisione con la Costituzione che,  sancendo il principio della “elezione da parte di tutti i magistrati ordinari” dei componenti togati del Consiglio, parla di “elezioni” vere, libere, aperte, realmente competitive, e perciò incompatibili con il marchingegno del sorteggio preventivo. Il progetto di depotenziare la rappresentanza del CSM aggirando – grazie ad un simulacro di elezioni  – la viva sostanza del precetto costituzionale rischierebbe perciò di trasformarsi in un boomerang, come spesso accade alle mediocri astuzie.

Ai molti scontenti dell’attuale sistema elettorale del CSM, desiderosi di  limitare il peso delle correnti , si può dunque consigliare di non infilarsi nel vicolo cieco di  elezioni finte e di imboccare la via maestra. Ampliare al massimo l’offerta elettorale - consentendo la presentazione di liste di candidati sostenute anche da un numero esiguo di elettori -  e lasciare all’elettore la massima libertà di scelta, prevedendo che una o più delle sue preferenze possano essere liberamente indirizzate verso i candidati meritevoli di liste diverse da quella votata.
Da un tale sistema emergerebbe, con ogni probabilità,  una rappresentanza della magistratura più fedele , forte ed autorevole di quella attuale. Ma forse è proprio questo ciò che si vuole evitare.

radiocarcere
 
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Di Loredana Morandi (del 04/06/2009 @ 01:54:55, in Sindacati Giustizia, linkato 1165 volte)
Una giornata "non troppo" particolare
negli Uffici Giudiziari


Il video a cura della FP CGIL, realizzato con la collaborazione di Nicoletta Grieco e Carmine Caputo, documenta lo stato attuale della giustizia in Italia evidenziandone problemi e carenze.

Da oggi il video è anche su YouTube, a cura del Comitato ATU.

Il documentario è stato proiettato all'apertura della "Giornata Nazionale per la Giustizia" tenutasi il 5 maggio 2009 al Centro Congressi Frentani di Roma. L'iniziativa è stata organizzata dalla FP, Associazione Nazionale Magistrati e altre OO.SS.

- NELLA SECONDA PARTE LA TESTIMONIANZA DI UN INFORMATICO ATU -

Per la versione DVD siete pregati di farne richiesta vie email al Coordinamento FP CGIL Giustizia http://www.fpcgil.it


Parte 1






Parte 2

- AD INIZIO VIDEO -
- LA TESTIMONIANZA DI UN INFORMATICO ATU -




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Vicenza: Giornata della Giustizia

Il servizio video di Antenna 3




Magistrati, sindacati e avvocati si sono incontrati a Vicenza per capire come riformare la giustizia. L'obiettivo è quello di fornire un servizio efficiente alla cittadinanza. In onda il 20-05-2009

Antenna 3



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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 14:33:28, in Politica, linkato 1210 volte)
Giustizia: Mancino e Alfano al Colle,
Napolitano prepara plenum al Csm

Sul 'tappeto' le riforme e la mediazione toghe-politica


Roma, 3 giu. (Apcom) - Un incontro "cordiale" per mettere a punto i dettagli del plenum straordinario di martedì prossimo, quando il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in qualità di presidente del Csm, sarà alla guida dell'assemblea di palazzo dei Marescialli. Così fonti della magistratura raccontano il faccia a faccia tra il presidente della Repubblica e il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che si è svolto al Quirinale.

Mezz'ora di conversazione sull'appuntamento di martedì prossimo, che avrà all'ordine del giorno due temi: le pratiche a tutela dei magistrati e una circolare sull'organizzazione delle Procure.

Fu lo stesso Napolitano, mesi fa, a rendere nota, per bocca di Mancino, la propria intenzione di presiedere in prima persona questo appuntamento: al capo dello Stato, infatti, preme molto la riforma delle pratiche a tutela, sulla cui proposta di modifica ha lavorato a lungo la seconda commissione del Csm, redigendo una bozza valutata con molta attenzione dagli uffici del Quirinale e che attende ora il voto del plenum per diventare norma applicabile.

Un voto che, secondo le toghe, deve arrivare il prima possibile, perchè al momento, sono circa una decina i 'fascicoli' fermi negli uffici del Csm, primo fra tutti quello relativo al presidente del collegio giudicante del caso Mills, Nicoletta Gandus, aperto oltre un anno fa.

Inoltre, i recenti attriti tra procuratore capo e sostituti di Napoli in merito all'inchiesta sulla gestione dei rifiuti nel capoluogo campano hanno imposto maggior attenzione anche alle difficoltà di gestione dei rapporti di forza nei palazzi di Giustizia. Per questa ragione, dunque, nella delibera sull'organizzazione degli uffici giudiziari, che verrà discussa martedì, vi è un punto relativo proprio ai rapporti tra 'capi' e 'sottoposti' nelle Procure: sostituti procuratori e aggiunti, infatti, contestano il ruolo assegnato ai capi degli uffici dalle riforme Castelli e Mastella.

In buona sostanza, le toghe chiedono che palazzo dei Marescialli ridimensioni i poteri dei capi degli uffici. Mancino, però, ha più volte detto che fino a quando le norme della riforma saranno in vigore verranno applicate senza interpretazioni che possano snaturarle. Ovvio però che le correnti, durante le tradizionali 'arringhe' alla presenza del capo dello Stato, vogliano significare tutte le loro perplessità.

Ma Mancino non è stato l'unico esponente del mondo della Giustizia ospite oggi al Quirinale. Nel pomeriggio, infatti, il capo dello Stato ha incontrato personalmente anche il Guardasigilli Angelino Alfano, molto probabilmente per essere informato sull'andamento delle numerose riforme messe in campo dall'esecutivo in materia di giustizia. Alfano, in mattinata, ha infatti ribadito l'intenzione del Governo di porre mano a una riforma 'costituzionale' che investa il mondo della giustizia. Inoltre, non sono un mistero per nessuno i desiderata del presidente del Consiglio riguardo a una più netta separazione tra magistratura requirente e giudicante.

Logico che il capo dello Stato, prima di incontrare le toghe, abbia voluto avere ben chiaro il quadro della situazione, un quadro che per parte sua il ministro non ha mancato di tratteggiare con chiarezza. Informazioni utili se non preziose, visto che con ogni probabilità a Napolitano toccherà cercare una non facile mediazione tra i timori delle toghe nei confronti di un esecutivo che spesse volte hanno definito se non 'ostile' quantomeno 'prevenuto' e il governo, desideroso di risolvere l'annosa questione "dell'uso politicamente strumentale della giustizia - per dirla con frasi ricorrenti nella maggioranza - operato da una certa parte della magistratura".

21:52 - POLITICA - 03 GIU 2009
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 12:33:47, in Osservatorio Famiglia, linkato 1237 volte)

Atti persecutori o "stalking": reato punibile con la reclusione fino a 4 anni


Dal 23 aprile 2009, data di approvazione definitiva del decreto legge n. 11/09, conosciuto col nome di decreto antistupri, è stato introdotto", nel codice penale, il nuovo reato di atti persecutori, meglio noto col termine "stalking", con la previsione di una pena da sei mesi a quattro anni di carcere per i responsabili. Nel codice penale, infatti, nella sezione "Delitti contro la libertà morale", subito dopo l'art. 612 è stato inserito l'art. 612 bis "atti persecutori".

La nuova legge n. 38/09, inoltre, per porre fine, nel più breve tempo possibile, agli atti persecutori che, se reiterati, inciderebbero significativamente sullo stato d'animo della vittima, dà la possibilità alla persona offesa dal reato, fino a quando non decide di querelare il suo persecutore, di esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza, avanzando una richiesta al Questore di ammonimento, con cui il soggetto destinatario del provvedimento è invitato a tenere una condotta conforme alla legge. In particolare, l'art. 7 della Legge 38/09 prevede che "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo tale da cagionare un perdurante e grave stato d'ansia o di paura ovvero ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso da coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia legata da relazione affettiva alla persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio".

La nuova legge n. 38/09, all'art. 8 prevede, altresì, l'adozione di una misura di prevenzione "l'ammonimento" che, nella sua prima applicazione, sarà alternativa all'avvio del procedimento penale. La persona che si ritiene offesa da atti persecutori "fino a quando non propone querela per il reato di cui all'art. 612 bis del C. P., può esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell'autore della condotta.
Il Questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l'istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Il Questore valuta l'eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni".

In base alla previsione normativa, quindi, l'ammonimento non è un provvedimento che si fonda solo sulla richiesta dell'istante il quale, nell'ambito di un rapporto conflittuale e di forte partecipazione emotiva, specie se con la persona accusata di atti persecutori sussisteva una relazione sentimentale, potrebbe enfatizzare gli atti ed i comportamenti di cui si ritiene vittima. Da qui il presupposto della nuova normativa che dà facoltà al Questore, se ritenuto necessario, di svolgere un'attività istruttoria per verificare la fondatezza della richiesta. Appare evidente, quindi, che la ratio dell'ammonimento è sicuramente quella di far cessare, nel più breve tempo possibile gli atti persecutori che incidono significativamente sullo stato d'animo della vittima.

Pubblicato il: 03 giugno 2009
Polizia di Stato - Questura di Salerno
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 11:09:21, in Magistratura, linkato 1284 volte)
2009-06-03 18:54

Mafia: sequestrati in un anno 3,3 mld, 2894 arresti


ROMA - Ad un anno dall'insediamento del Governo sono state fatte 270 operazioni di polizia giudiziaria contro la criminalità organizzata che hanno portato all'arresto di 2.894 persone, tra cui 207 latitanti (9 dei 30 più pericolosi) ed al sequestro di 4.314 beni per un valore di 3,3 miliardi di euro. Solo nel 2009 ammonta invece a 535 milioni di euro il valore dei beni confiscati ai clan. Sono i numeri diffusi dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per illustrare i risultati dell'azione di contrasto alle mafie svolta da maggio 2008 a maggio 2009. Presente alla conferenza al Viminale anche il capo della polizia, Antonio Manganelli.

 "Mai come in questo periodo - ha detto Maroni - la lotta alla criminalità organizzata ha avuto grandi risultati ed il ddl sicurezza, una volta approvato, fornirà ulteriori strumenti per continuare senza sosta l'azione di contrasto che ha l'obiettivo di annientare la mafia". Il ministro si è soffermato in particolare sull'aggressione ai patrimoni mafiosi, uno dei fronti, ha sottolineato, "su cui ci siamo impegnati e ci impegneremo di più. Nella riunione del G8 Giustizia-Interni della settimana scorsa c'é stato l'accordo a definire una procedura comune per aggredire i beni delle organizzazioni criminali in qualunque Paese si trovino". Parte dei beni confiscati, ha informato, "confluiranno nel Fondo unico giustizia, che ha già una dotazione di 400 milioni di euro, e potranno essere destinati alle forze dell'ordine". Il titolare del Viminale ha poi parlato del "modello Caserta", le iniziative messe in campo per contrastare il clan dei casalesi nel casertano con il potenziamento degli uffici investigativi e dell'attività del controllo del territorio con l'invio di 400 unità delle forze dell'ordine e 350 militari. "E' un grande lavoro - ha rilevato Maroni - avviato per far capire che lo Stato c'é".

E il contrasto alle mafie, ha continuato, "é esteso anche ai controlli sulle infiltrazioni negli appalti pubblici: vigiliamo in particolare sull'Expo di Milano e sulla ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo". Il ministro ha infine bollato come "interpretazioni maliziose che non mi toccano" una domanda sul perché una conferenza stampa a pochi giorni dalle elezioni: "credo giusto - ha affermato - che i cittadini conoscano i risultati della lotta alla mafia ad un anno dall'insediamento del Governo: si tratta di dati concreti". Da parte sua, anche Manganelli ha parlato di un "momento particolarmente felice nella fermezza dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata. Mai come in questo periodo le forze dell'ordine hanno ottenuto risultati straordinari".


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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 10:04:25, in Politica, linkato 1071 volte)
Intercettazioni: verso la fiducia

Provvedimento calendarizzato in Aula Camera dal 9 giugno

(ANSA) - ROMA, 3 GIU - Il governo e' intenzionato a porre la questione di fiducia sul ddl intercettazioni entro la prossima settimana. Il provvedimento, infatti, e' calendarizzato per l'Aula della Camera da martedi' 9 giugno.

E la richiesta del voto di fiducia potrebbe arrivare gia' nella giornata di martedi' o al massimo di mercoledi' 10 giugno per arrivare al voto finale entro giovedi'. A confermarlo sono fonti della maggioranza e del governo.


2009-06-03 18:32
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2009 @ 10:00:52, in Magistratura, linkato 1148 volte)
MAFIA: BOSS IENI DEPRESSO, DAL 41 BIS AI DOMICILIARI


CATANIA - Il presunto boss Giacomo Maurizio Ieni, 52 anni, indicato come il capo della cosca mafiosa Pillera é fortemente depresso e per questo lascerà il regime di 41 bis, anche se scontato nel centro clinico del carcere di Parma, per passare agli arresti domiciliari a casa, a Catania. E' la decisione della terza sezione penale del Tribunale del capoluogo etneo per "gravi motivi di salute".

Nella precedente udienza di uno stralcio del processo Atlantide, Ieni era scoppiato in lacrime davanti ai giudici sostenendo di "essere fortemente depresso e di non riuscire a stare in carcere". Il Tribunale, accogliendo la richiesta del suo legale, l'avvocato Giuseppe Lipera, adesso gli ha concesso gli arresti domiciliari ritenendo che "l'affetto dei familiari" sarà per lui la terapia migliore per riprendersi e guarire.

La decisione è "fortemente contestata" dalla Procura di Catania che si dice "estremamente sorpresa e sgomenta" sia "per la pericolosità sociale del soggetto" e visto che "nella perizie redatte non ce n'era alcuna che stabilisse che il suo stato di salute sia incompatibile con la detenzione in un centro medico, così come si trovava ristretto".

2009-06-03 18:54
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