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 my heart ...... di Lunadicarta
 
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Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.

Horacio Verbitsky
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 07/06/2009 @ 22:28:49, in Politica, linkato 1129 volte)
Eletti Luigi De Magistris e Sonia Alfano!

Fuori mobbizzatori, arranfoni e tutti quelli che hanno pagato il debito degli anni di piombo al parlamento Europeo.

Hip, hip.. urrà!

EUROPEE: FRENA PDL E CALA PD; VOLANO LEGA E IDV, BENE UDC

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - Sull'Europa che conosce il suo record di diserzione del voto, con meno di un elettore su due alle urne, soffia vento da destra, ma si rivedono anche i Verdi. E in Italia, quando lo scrutinio per le elezioni europee ha superato ormai i due terzi la nuova geografia dei partiti in corsa prende forma: il Pdl frena e sfiora il 35%, il Pd arretra al 26,5% sulle politiche (dove aveva il 33%) ma non crolla. Soprattutto crescono la Lega che sfonda e supera quota 10%, arrivando a quasi l'11% e diventando così una forza a due cifre percentuali, e l'Idv di Antonio Di Pietro che vola a oltre il 7,5%. Premiata anche l'Udc che si attesta quasi al 6,5%.

PDL MANCA L'OBIETTIVO 40% E IL PD PERDE 6 PUNTI - Il Pdl, che sperava di raggiungere e superare la quota-simbolo del 40%, cala di due punti e mezzo rispetto alle politiche di un anno fa, mentre sono circa sei i punti persi dal Pd rispetto alle politiche. Sempre nel campo del centrosinistra, l'Italia dei Valori per poco non raddoppia il 4,4% conquistato un anno fa.

FUORI DA STRASBURGO SINISTRA, RADICALI E MPA - La tagliola della quota di sbarramento del 4% fa strage dei partiti più piccoli: restano fuori dal Parlamento europeo sia la lista promossa da Prc e Pdci, sia Sinistra e Libertà, poiché entrambe si fermano a qualche decimale nei dintorni del 3%. Supera appena il 2% l'Mpa insieme alla Destra e ai Pensionati e ai radicali non basta il 2,5%.

PPE PRIMO GRUPPO, VINCONO VERDI E DESTRA, PSE IN CALO - Nel complesso, guardando ai risultati nei singoli Paesi europei, il Ppe si conferma come gruppo più consistente, mentre segna un netto arretramento il partito socialista con risultati deludenti in Francia, Spagna e Gran Bretagna. Forte, invece, l'affermazione della destra estrema e, a sorpresa, decisa affermazione dei Verdi e delle liste ambientaliste.

AFFLUENZA IN PICCHIATA, ALL'AQUILA VOTA UNO SU 4 - I dati europei fermano la percentuale dei votanti al 43,09: un record per l'astensionismo, fenomeno che in Italia inchioda al 66,5% l'affluenza alle urne (nel 2004 era del 72,9%). All'Aquila, dove ad urne aperte c'é stata una nuova scossa di terremoto, ha votato il 27,9%, contro il 73,1 del 2004. In Italia però la percentuale di votanti è stata più alta rispetto a tutti gli altri paesi europei, ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, aggiungendo che "le operazioni di voto si sono svolte regolarmente, senza incidenti rilevanti di nessun tipo".

AL SEGGIO ANCHE NOEMI, TRA LE POLEMICHE - Tra gli episodi e le curiosità il voto a Portici di Noemi Letizia, la ragazza al centro del caso scoppiato per l'amicizia con il premier. E' stata polemica sulle procedure: le porte sono state chiuse per il tempo del voto e ci sono stati momenti di tensione perché è stata accolta la richiesta della giovane di farsi accompagnare fino all'urna dal padre. In provincia di Latina, a Santi Cosma e Damiano, invece, un'elettrice ha sbagliato a votare, ha chiesto di poter ripetere il voto e di fronte al no del presidente lo ha aggredito. A Potenza e a Tarsia (Cosenza) due elettori sono stati sorpresi a fotografare la scheda col cellulare: il rumore del telefonino li ha traditi e sono stati denunciati. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 07/06/2009 @ 12:30:03, in Magistratura, linkato 1366 volte)

Medicina penitenziaria, ''Se non si applica la riforma sarà il caos''

By AipsiMed - June 7th, 2009

Passaggio delle competenze al Ssn, la presidente del Forum nazionale per il diritto alla salute delle persone private della libertà personale si dice molto preoccupata. ''Non decollano nemmeno i tavoli di lavoro su Opg e riforma'' ROMA – “Far fallire una riforma è molto semplice, basta non applicarla”. Leda Colombini, presidente del Forum nazionale per il diritto alla salute delle persone private della libertà personale e dell’associazione “A Roma insieme”, da anni impegnata per la tutela dei diritti delle donne in carcere, è molto preoccupata. Allarmata (si può dire) “per i ritardi e le inadempienze macroscopiche” che rischiano di mandare a monte non solo il trasferimento della medicina penitenziaria dal ministero della Giustizia al Sistema sanitario nazionale, ma anche le speranze di quanti avevano visto in questo passaggio l’affermarsi di una “nuova democrazia” nelle carceri. “Le regioni hanno completato tutto l’iter di recepimento della riforma – spiega Colombini durante l’incontro organizzato dal Forum, a cui Redattore sociale ha partecipato in esclusiva – ma non è ancora andato in porto nessuno degli atti che il governo doveva compiere entro il 14 giugno prossimo per rendere effettivo il trasferimento delle competenze alle regioni”.

Il problema è anche di tipo finanziario: “I fondi messi in bilancio per i primi tre anni dal decreto che disciplina il passaggio della medicina penitenziaria alle Asl sono stati resi disponibili, ma non sono ancora fruibili dalle regioni”, aggiunge la presidente del Forum. Dei 157,8 milioni di euro messi a bilancio per il 2008 le regioni non hanno visto ancora un solo euro, anche se “con una delibera del 6 marzo scorso il Cipe ha reso disponibili 32 milioni, che però non sono ancora arrivati alle regioni. Quindi, o i fondi necessari vengono anticipati dalle amministrazioni regionali o, altrimenti, l’intera la sanità penitenziaria va in crisi”. A questo si unisce il problema delle cinque regioni a statuto speciale che, pur avendo recepito formalmente la riforma, sono rimaste al palo in quanto la procedura prevede la presenza di due rappresentati del governo, che non sono stati ancora nominati.
A non decollare sono poi anche i due tavoli di lavoro sugli Ospedali psichiatrici giudiziari e sull’applicazione della riforma. “Dovevano servire da cabina di regia per garantire i Livelli essenziali di assistenza per i detenuti in tutte le regioni”, prosegue Leda Colombini. Ma si sono insediati soltanto a febbraio e solo da poco si sono tenute le prime riunioni, a oltre un anno dal decreto e a meno di dieci giorni dal 14 giugno, il termine ultimo per l’espletamento dell’iter. “Insomma – insiste – si corre il rischio che il governo decida un ulteriore rinvio dell’applicazione della riforma”. Cosa, quest’ultima, che il Forum vuole a tutti i costi evitare, “cercando di rendere rapidamente operativi i tavoli centrali, ma anche chiedendo alle regioni di aprire esse stesse dei tavoli per cercare di risolvere, come ha fatto il Piemonte, le questioni aperte: sia quelle del passaggio del personale dal ministero della Giustizia alle regioni, sia quelle dell’assistenza”. Inoltre, spiega Colombini, alcune regioni sono più attive di altre. “L’Emilia Romagna, per esempio, partendo dalla drammatica situazione dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia ha deciso di assumersi tutte le criticità che questo passaggio comporta e di passare entro l’anno da 47 operatori psichiatrici a 73, pur senza alcun corrispondente trasferimento di fondi”. Tale operazione porterà l’Azienda sanitaria locale a innalzare lo stanziamento relativo dai 600mila euro del 2008 ai 3 milioni del 2009, fino ai 4 milioni del 2010.

“Abbiamo chiesto alla Conferenza Stato-Regioni di fare il punto sull’attuale situazione e di sollecitare le regioni a rivendicare con più forza quello che spetta loro di diritto da parte del governo”, prosegue la rappresentante del Forum, che ha chiesto anche un incontro con i presidenti di Camera e Senato “perché a un anno dalla piena esecutività della riforma le commissioni parlamentari interessate non hanno esercitato i necessari controlli. Insomma – sottolinea – come a suo tempo ci siamo spesi per il decreto, ora ci auguriamo di riuscire a dare un contributo alla realizzazione della riforma per mettere in armonia il sistema della sanità e quello penitenziario, aprendo una forma di democrazia nuova anche nelle carceri”. “Se la riforma non verrà applicata – ammonisce – si andrà verso il caos: per gli operatori carcerari, ma anche e soprattutto per la salute dei detenuti”. (ap)

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Di Loredana Morandi (del 07/06/2009 @ 12:27:03, in Magistratura, linkato 2847 volte)

Portalettere assunta dal giudice
Precaria vince la causa contro Poste italiane

Sabato 06 giugno 2009

A cinque anni dal primo contratto a tempo determinato una ragazza di Villanova Strisaili ha avuto ragione nel procedimento di fronte al Tribunale del lavoro di Roma. Sabina Pili, 23 anni, era stata assunta attraverso un'agenzia interinale.
Vedi le foto A ssunta, licenziata, riassunta. Poi solo utilizzata. Ma saltuariamente, avverbio di natura precaria. Sempre tramite agenzia interinale, la E-work spa. C'è voluto un giudice per riannodare i fili del contratto.spezzatino. Oggi per Sabina Pili, 23 anni, da Villanova Strisaili, sarà il primo giorno di lavoro vero: portalettere a tempo indeterminato, con sede a Tortolì. Il Tribunale del Lavoro di Roma ha accolto il suo ricorso contro Poste italiane. Una causa sostenuta dal sindacato Cisl Ogliastra in cui la lavoratrice è stata assistita dall'avvocato Alessandro Floris. Poste Italiane è stata condannata dal giudice del lavoro Luigi Di Paola a riassumere la giovane, versare gli arretrati a partire dal 13 agosto 2007 e i relativi contributi. E naturalmente pagare le spese processuali.
«Tra la ricorrente e Poste italiane - recita la sentenza - intercorre un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con decorrenza dal 7 ottobre 2005». In sostanza il giudice ha dichiarato nullo il contratto a termine. Per questo il dipendente risulta assunto a tempo indeterminato dalla data in cui ha firmato il primo contratto. Poste italiane non avrebbe rispettato i requisiti minimi, ossia le motivazioni a carattere organizzativo aziendale necessarie a giustificare un'assunzione a termine. Per questo la società di lavoro interinale, alla quale la giovane faceva riferimento, non è stata neppure chiamata in causa. Sabina Pili, un diplomata da ragioniera, saggia l'aria del lavoro a 18 anni. Ha un contratto di tre mesi, lavora a Tertenia dal 7 luglio al 30 settembre. Correva l'anno 2005. L'esperienza finisce insieme all'estate, con una lettera di licenziamento. Ma dietro l'angolo, a ottobre, c'è un altro mini contratto di quattro mesi (7 ottobre 2005-31 gennaio 2006). Subito rinnovato alla scadenza per altri tre mesi. Con aprile si materializza la certezza di dover trovare un altro lavoro. Part time in una pasticceria. Complice smagliante sorriso Sabina Pili non ha difficoltà a passare dalle lettere alle torte. Tuttavia nel frattempo ricorre al giudice. Perché qualcosa non quadra. «Sono stata assunta per coprire un posto rimasto vacante, non per una sostituzione. Una collega è andata in pensione, non in ferie. Non riuscivo a capire perché mi avessero licenziata».Nel 2008 alle Poste serve personale. Sabina Pili risponde ancora presente. Lavora a Talana, Tortolì e Villagrande, dal 20 febbraio al 31 marzo. Come una pallina da flipper nei vuoti d'organico. Versato il suo tributo alla flessibilità torna in pasticceria, senza farsi troppe illusioni. Ma alla fine la giustizia arriva. Il Tribunale del Lavoro decide che Poste italiane deve subito assumerla, pagare tutti gli arretrati (quelli del lasso di tempo compreso dal 2006 al 2008) e i relativi contributi. A lei è andata bene, perché la giurisprudenza in materia offre diverse letture.
Al suo ultimo giorno in pasticceria Sabina è felice come una Pasqua.«Sono contentissima. È giusto che vengano riconosciuti i diritti delle lavoratrici». Grande la soddisfazione del sindacato: «Continuiamo la lotta contro il precariato con l'obiettivo di eliminarlo, viste le croniche carenze di organico - riflette Donatella Cabras, Cisl Ogliastra -. È fallito anche il trucchetto di assumere tramite una società interinale, il giudice ci ha dato ragione».

SIMONE LOI
L'Unione Sarda
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 05:00:02, in Magistratura, linkato 1194 volte)
Un solo giudice per 66 processi
Latina, altri togati bloccati in aula


Il Tribunale di Latina nel caos: un giudice si è trovato, in una sola giornata, a gestire 66 processi. All'anomalia si è giunti a causa della disorganizzazione dovuta alla gestione dei ruoli. Sono stati fissati tre collegi con magistrati impegnati contemporaneamente in più aule. Una situazione che l'Ordine degli Avvocati insieme agli stessi magistrati hanno segnalato più volte al ministero della Giustizia senza avere una risposta.

La notizia è stata resa nota dal quotidiano di Latina "La Provincia". Il giudice Raffaele Toselli, per esempio, si è trovato a presiedere uno dei collegi penali dove c'erano diversi imputati detenuti e, allo stesso orario, a dover svolgere una udienza monocratica con, appunto 66 processi, con testimoni al seguito, periti e imputati.

Il magistrato è stato così costretto a rinviare i processi monocratici proprio perché bisognava sentire i testimoni, concluso in parte la causa collegiale con i detenuti e continuato nel pomeriggio i procedimenti dove c'era solo la discussione.

Come se non bastasse, contemporaneamente, sono arrivati anche un paio di processi per direttissima.

TgCom
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 04:26:32, in Politica, linkato 1180 volte)
L'iter della denuncia sui voli di Stato, promossa dal Codacons, prevede che l'intero fascicolo sia attribuito in carico al Tribunale dei Ministri, che: non ascolterà testimoni, ergo niente pubblicistica o gossip, non richiederà elenchi di passeggeri, ed acquisirà soltanto prove a carattere documentale inerenti ai costi dei voli di stato dell'ultimo decennio, un carteggio relativo a tutti gli ultimi governi del cavaliere.
Nota: Francesco Rutelli e Clemente Mastella furono indagati per lo stesso uso dei voli di Stato, per aver portato i propri ospiti al Gran Premio di Monza. La posizione dei due ex ministri fu archiviata dai pm romani.

La questione delle foto di villa Certosa, invece, da Roma andrà in carico alla Procura presso il Tribunale di Tempio Pausania, che se non erro dovrebbe essere una delle cd "sedi disagiate". Una buona cosa accendere i riflettori su uno dei tribunali "minori", dove si soffre per le carenze più e più volte denunciate dalla magistratura e dalle OO. SS.. L. M.

2009-06-05 20:24

Voli di Stato e villa Certosa, scontro finisce in tribunale

(di Anna Laura Bussa)

Alla vigilia della campagna elettorale, la polemica politica raggiunge il suo apice. A inasprire lo scontro sono i servizi di due quotidiani: L'Unità e lo spagnolo El Pais. Il primo perché pubblica un documento dell'Enac, che ci ta una comunicazione della presidenza del Consiglio con la quale si attribuisce la qualifica di 'volo di Stato' ai voli effettuati da apparecchi privati intestati a due società risalenti alla Fininvest. E il secondo perché mette in prima pagina le foto scattate a Villa La Certosa dal fotografo sardo Antonello Zappadu, che in Italia sono state sequestrate su richiesta del legale del premier, Niccolò Ghedini. Silvio Berlusconi, anche oggi protagonista di dirette radio e tv, si difende da entrambi gli attacchi sostenendo, tra l'altro, che i voli di Stato sono aumentati, rispetto alla legislatura precedente, per colpa della crisi che avrebbe costretto gli esponenti del governo ad "andare in giro per il mondo".

Mentre le foto, che definisce scatti "innocenti", sarebbero la dimostrazione di "un'aggressione" nei confronti suoi e delle giovani immortalate nel giardino della villa mentre facevano "il bagno in una jacuzzi privata all'interno di una casa destinata agli ospiti". "Lei mica farà il bagno vestito?", ironizza il premier con uno degli intervistatori per giustificare la tenuta delle ragazze. Ghedini intanto annuncia querele a tutto campo: contro "El Pais", contro 'L'Unita" e contro il capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti che ha definito il Cavaliere "un'idrovora di soldi pubblici", visto che "succhia denaro pubblico per imbellettare le sue proprietà immobiliari, per pagare gli artisti Mediaset e per trasformare gli aerei e gli elicotteri Fininvest in aerei di Stato a carico dei contribuenti". Dall'opposizione invece piovono raffiche di interrogazioni e critiche. Mentre gli esponenti dell'opposizione nel Copasir (il Comitato parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti) invitano il governo a riferire sulla vicenda dei voli di Stato.

Il deputato del Pdl Carmelo Briguglio propone, al contrario, l'audizione dei vertici dei Servizi per sapere se per caso non ci siano delle falle nel servizio di sicurezza del presidente del Consiglio visto che l'obiettivo di Zappadu è riuscito a oltrepassare le mura di Villa La Certosa. In particolare, i senatori del Pd Francesco Sanna e Paolo Nerozzi chiedono "quante ore di volo e quali costi" siano stati sostenuti per i voli del governo verso la Sardegna tra i mesi di gennaio e febbraio 2009. Mentre un altro senatore Marco Filippi (Pd) cerca di capire se la qualifica di 'volo di Stato' sia "concedibile in maniera permanente a uno o più velivoli mentre il decreto del 23 gennaio 2008 a cui fa riferimento l'Enac prescrive che venga assegnata di volta in volta e solo se non sono disponibili i mezzi già a disposizione delle autorità". Anche il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi annuncia un'interrogazione sfidando Ghedini a querelare anche lui: "Non è con queste blande minacce - dice riferendosi al legale di Berlusconi - che riuscirà a metterci il bavaglio".

E sempre a Ghedini risponde anche il presidente dei deputati del Pd Antonello Soro. E' davvero singolare, afferma, che l'avvocato del premier ricorra a iniziative giudiziarie per replicare alle accuse di un parlamentare e "a parti rovesciate, rivendichi l'immunità in risposta alle iniziative dei magistrati". In difesa del Cavaliere interviene il sottosegretario all' Interno Alfredo Mantovano, secondo il quale chi ha davvero sperperato il denaro pubblico è il governo Prodi "che era composto quasi dal doppio dei componenti dell'attuale esecutivo". A dire la verità, confessa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, "anche io quando ero ministro ho dato un passaggio" a qualcuno sui "voli di Stato". Ma quel qualcuno, afferma, era Massimo D'Alema.
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 01:03:24, in Magistratura, linkato 1140 volte)
GIUSTIZIA: ANM, UDINE E' LA PROCURA PIU' EFFICIENTE

(AGI) - Roma, 5 giu. - E' Udine la procura piu' efficiente d'Italia. E' quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di lavoro dell'Associazione nazionale magistrati, illustrato oggi nel corso di un seminario dal titolo 'Carico di lavoro sostenibile ed esigibile per il pubblico ministero'.

Il gruppo di studio composto da Francesco Bretone e Marcello Quercia e' stato coordinato da Luca Minniti, giudice del tribunale di Firenze, ed ha analizzato tutti i dati relativi alle iscrizioni delle notizie di reato delle singole procure italiane incrociando le risorse disponibili e i cosiddetti profili qualitativi, ovvero il territorio e il tipo di criminalita', e i profili quantitativi, in particolare gli organici.

Dallo studio dell'Anm e' emerso che il numero massimo di fascicoli gestiti annualmente da ogni pubblico ministero e' compreso tra 820 e 850. Ma occorre tener presente numerose variabili che possono incidere sull'efficienza del lavoro dei sostituti come la gravita' dei singoli reati, il numero dei collaboratori a disposizione dei pm e i criteri di iscrizione delle notizie di reato.

La procura di Udine ha sostanzialmente smaltito tutte le sopravvenienze negli anni presi in esame, dal 2001 al 2007, abbattendo anche le pendenze scese da 13.712 nel 2001 a 4.607 nel 2007.

Lo studio dell'Anm ha comunque preso in esame i dati relativi delle notizie di reati che vengono riportati nel modello 21 poi inviato al ministero della Giustizia. Il gruppo di lavoro ha voluto prendere inoltre in esame i dati in possesso all'Istat relativi alle notizie di reato che vengono trasmesse dalla polizia giudiziaria alle procure.
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 00:58:42, in Politica, linkato 1136 volte)

«Quereliamo, Villa Certosa peggio del Truman show»

il Giornale - ‎2 ore fa‎
Milano Alla fine alcune delle foto «rubate» a Villa Certosa sono state pubblicate da El País. Niccolò Ghedini, l'avvocato del premier, sorride: «Ha visto che noia quelle immagini? Ma allora perché annuncia querela a «El País»? ...
L'Occidentale - PUPIA - La Stampa - TGCOM
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Di Loredana Morandi (del 06/06/2009 @ 00:24:09, in Estero, linkato 961 volte)
sabato 6 giugno 2009, ore 08.36

Volo Air France: sanzioni contro gli avvocati "avvoltoi"

Oltre al dolore i familiari e i parenti delle vittime del volo Air France AF477 Rio-Parigi devono sopportare anche l’assalto degli avvocati, che da giorni li assillano offrendo le loro prestazioni professionali in previsione di future battaglie legali per i risarcimenti.

L’attività dei legali brasiliani (ma non solo) deve essere stata particolarmente intensa e fastidiosa, tanto da provocare l’intervento del presidente dell' Ordine Brasiliano degli avvocati Wadih Damous, che si è detto pronto a sanzionare pesantemente i legali che da giorni continuano a telefonare e a bussare alle porte dei familiari dei passeggeri dell' Airbus dell' Air France.

Il monito non riguarda però i soli avvocati brasiliani. Damous precisa infatti che è pronto a deferire agli ordini professionali dei rispettivi paesi gli avvocati che superassero i limiti della deontologia professionale.


NB: quella gente ha urgentissimo bisogno di affidarsi ad un esercito di avvocati, ma anche di una forte azione di governo. Perché il Brasile si tiene il nostro ex Brigatista, salvandolo da una condanna per reati comuni quali l'omicidio e la rapina, ma dato che le ricerche sono dispendiose non farà quel che deve per il volo Air France.
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FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA
Unione Nazionale Cronisti Italiani

  
Roma, 5/6/2009

MARTEDI’ 9 CORTEO IN BICICLETTA  E SIT-IN  DAVANTI ALLA CAMERA,
MERCOLEDI’ 10 CONFERENZA ALLA STAMPA ESTERA



Libertà di stampa: l’Italia deve restare in Europa

Il governo intende espropriare il diritto dei cittadini a essere informati sulle inchieste


La Camera dei deputati martedì avvierà l’esame finale del disegno di legge Alfano sul tema delle intercettazioni. Un provvedimento che, se approvato, allontanerebbe ancora di più l’Italia dall’Europa della libertà di stampa. Contro il quale i giornalisti italiani sono decisi a battersi anche con uno sciopero generale.

 Il ddl infatti punta a impedire che i giornalisti possano informare sullo svolgimento delle indagini e delle inchieste giudiziarie durante il loro svolgimento: se ne potrà parlare solo quando, e se, inizierà il processo.  In Italia questo avviene a distanza di molti mesi, in tantissimi casi addirittura anni. Per tutto questo periodo l’opinione pubblica non saprebbe nulla sui reati commessi e sulle persone indagate e arrestate.

Sarebbe una situazione che la Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha ripetutamente condannato affermando che la libertà d’informazione è uno dei cardini sui quali si basa una moderna democrazia.

Martedì 9, al mattino, i giornalisti italiani protesteranno con un corteo  in bicicletta nel centro di Roma organizzato dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani e dalla Associazione Stampa Romana. Il corteo partirà alle 11 dalla  Fnsi e passerà davanti al Senato, in piazza Venezia, davanti a Palazzo Chigi, in piazza di Spagna e si concluderà davanti alla Camera alle 12 con un sit-in.

Mercoledì 10, alle ore 16, i giornalisti italiani informeranno della situazione i colleghi della Stampa estera con una conferenza alla quale parteciperanno i vertici della Federazione della Stampa, dell’Ordine dei giornalisti, della Asr e dell’Unci


*****


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 5 giugno2009
Prot. n. 128/C

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Ddl Alfano e diritto di cronaca: Fnsi in campo per blocco norme bavaglio. Appello al Presidente della Camera e ai capi gruppo.

“Una rappresentanza della Federazione della Stampa sarà presente martedì mattina davanti alla Camera, a chiusura della manifestazione romana organizza dall’Unione cronisti italiani e dall’Associazione Stampa Romana in dissenso con le pesanti limitazioni, le censure, le sanzioni ai giornalisti e agli editori in danno del diritto all’informazione sulle inchieste giudiziarie, ipotizzata dal ddl Alfano.
La Giunta della Federazione Nazionale della Stampa ritiene gli interventi proposti contrari al diritto dei cittadini a conoscere fatti giudiziari di rilevanza pubblica, che si vorrebbe invece oscurare per anni, favorendo con il silenzio coperture inaccettabili a vicende e personaggi che nel frattempo possono aver procurato danni irreparabili per la vita dei singoli e delle comunità. Se quel disegno legislativo fosse legge, per esempio, con ogni probabilità il padre dei bambini scomparsi e morti a Gravina sarebbe ancora in carcere ingiustamente (solo l’alta attenzione della stampa ha spinto per una rivisitazione delle indagini); di tante vicende di malasanità non si sarebbe saputo ancora nulla e nessuna correzione sarebbe stata introdotta; della truffe subite dai risparmiatori Parmalat ben poco sarebbe venuto a galla in tempo utile per tentare le azioni risarcitorie. Pochi esempi che nulla hanno a che vedere con l’invocazione della privacy quale motivo del provvedimento restrittivo del diritto di cronaca del ddl Alfano.
Le norme ipotizzate sono oltretutto contrarie alla Convenzione Europea sui diritti dell’uomo. Eppure il Governo starebbe immaginando di porre la fiducia in Parlamento all’avvio del dibattito in aula alla Camera previsto per martedì 9 giugno. Una materia come questa, che riguarda i diritti fondamentali dei cittadini,  dovrebbe essere trattata con il massimo e libero dibattito tra tutte le opinioni.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana rivolge un appello al Presidente della Camera perché un uso della fiducia in questo caso impedirebbe qualsiasi opzione modificatrice e ancor più negherebbe la possibilità di espungere dal testo le norme che imbavagliano l’informazione.
La Fnsi ha anche chiesto perciò di incontrare il Presidente Fini e i capi gruppo della Camera.
Il Sindacato dei giornalisti infine è impegnato a mettere a punto un’iniziativa comune con la Federazione Italiana Editori Giornali  (Fieg), a sostegno dell’autonomia e della libertà dell’informazione nel rispetto dei canoni deontologici, che nei prossimi giorni potrà diventare pubblica espressione di qualificazione civile della funzione della stampa”.
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Di Loredana Morandi (del 05/06/2009 @ 09:40:17, in Sindacato, linkato 1130 volte)
- MICHELE GUCCIONE -

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 4 giugno 2009
Prot. n. 123

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Associazione Siciliana della Stampa comunicano: “Le minacce di morte rivolte al giornalista Michele Guccione, cronista della Sicilia di Catania, per avere reso pubblico la terribile storia di un artigiano palermitano vittima degli usurai confermano quanto sia difficile e rischioso informare correttamente l’opinione pubblica, specie in regioni ad alta densità malavitosa e mafiosa come la Sicilia.
Il giornalista è finito nel mirino della malavita perché ha raccontato la storia di un artigiano che vuole vendere un rene per curare il figlio disabile, non avendo altre risorse economiche dopo essere caduto nella spirale degli strozzini.
Avere dato voce alla disperazione di un uomo, avere raccontato senza alcun commento una vicenda di cronaca in Sicilia, e non solo in Sicilia, può costare caro.
Ma il Paese non può affrancarsi da oppressioni come quelle della mafia e della malavita senza una corretta e libera informazione, senza che i cittadini siano informati tempestivamente, senza che nelle famiglie si parli di ciò che avviene, senza che la coscienze vengano stimolate da questi fatti. Ecco perché, nel confermare la massima solidarietà al collega Michele Guccione, la Fnsi e l’Associazione siciliana della stampa, sottolineano ancora con forza come l’elementare e basilare principio della libera circolazione delle notizie e dell’accesso alle fonti anche giudiziarie restano beni irrinunciabili per un Paese civile che nessun disegno di legge e nessuna forzatura di un governo possono pensare di cassare”.

* ancora Guccione *

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA
Unione Nazionale Cronisti Italiani

Roma, 4/6/2009

DISEGNI E SCRITTE MINACCIOSE PER GUCCIONE, CHE RIVELO’ IL CASO RAIMONDI

Unci e Unci Sicilia solidali con cronista di Palermo

Chiesto l’intervento delle autorità affinché possa lavorare in piena tranquillità.

L’Unione Nazionale Cronisti Italiani e l’Unci Sicilia esprimono solidarietà a Michele Guccione, cronista della redazione di Palermo de “La Sicilia”, contro il quale sono state rivolte minacce di morte per aver rivelato sul settimanale “nell’attesa...” la vicenda di Bernardo Raimondi, l’artigiano rimasto solo dopo avere denunciato gli usurai di cui è vittima, che vuole vendere un rene per curare il figlio disabile.
Davanti alla casa di Raimondi sono stati disegnati la sagoma di un corpo riverso a terra, una pistola e un coltello e una scritta che collega l’artigiano a Guccione, e sul muro perimetrale dell’abitazione sono state disegnate una pistola e una bomba. Sulla vicenda indagano gli investigatori della Squadra mobile di Palermo ai quali è stato denunciato l’accaduto.
L’Unci e l’Unci Sicilia nel ribadire la loro vicinanza a Guccione chiedono alle autorità di aumentare le misure di sicurezza e sorveglianza affinché il collega possa esercitare con la necessaria tranquillità il suo lavoro di cronista.

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- GIORNALISTA VIOLENTATA A ROMA -

Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Commissione Pari Opportunità

Roma 5 giugno 2009
Prot. n. 126/C

La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

VIOLENZA SESSUALE: VICINE ALLA COLLEGA DI ROMA E A TUTTE LE DONNE.
NECESSARIA SEMPRE INFORMAZIONE ATTENTA E RISPETTOSA

Siamo vicine, come donne e come colleghe, alla giornalista che a Roma è stata oggetto di una crudele violenza sessuale. Come, ovviamente, siamo vicine a tutte le donne, di ogni età, professione, nazionalità e residenza, che si trovano a vivere un simile momento drammatico della loro vita e a essere, loro malgrado, protagoniste di un fatto di cronaca. Ma ci preoccupa la sottolineatura, fatta da alcune tv e da parte della stampa, della professione della donna violentata a Roma: come se appartenere alla nostra categoria dovesse offrire maggiore spazio sui media rispetto ad altre vittime dello stesso, odioso, reato.
Vorremmo ricordare a tutti i colleghi che la violenza deve fare notizia sempre. Impegnandoci nel contempo perché ci siano campagne di informazione per la pari dignità e il rispetto delle donne, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nella società. E perché, al di là di ogni velleità di scoop, alle donne che vogliono farlo, venga data la parola per denunciare responsabilità oggettive e soggettive di una società dove sempre di più le donne sono strumenti, oggetti, titoli di giornale, e non persone.
La Commissione Pari Opportunità della Fnsi vuole ricordare ai colleghi che ogni violenza contro una donna, quale che sia la sua professione, è il segno della sconfitta di una società che, anche attraverso i mezzi di informazione, deve in ogni modo promuovere il rispetto e una qualità di vita migliore per tutte e tutti.

*****

- MICHELE SANTORO -

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 5 giugno2009
Prot. n. 127/C

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Usigrai comunicano: “La pallottola spedita a Michele Santoro è un segno ulteriore del pessimo clima che grava sull’informazione e del degrado del confronto pubblico. La risposta che Santoro ha dato è l’unica degna di un giornalista: “Non posso che continuare a fare il mio lavoro” nonostante ogni intimidazione. Fnsi e Usigrai, mentre esprimono al collega e al suo gruppo di lavoro tutta la solidarietà del sindacato, chiedono che si arresti la pericolosa deriva per la quale alcune voci dell’informazione vengono considerate alla stregua di nemici politici”.

*****

- PIU' 1 -

- Loredana Morandi -

Il sito web Giustizia Quotidiana, Commissione Pari Opportunità per le Persone Per Bene, comunica:

"L'azione plateale di mobbing posta in essere dalle frange ex brigatiste di alcuni partiti, ai danni delle iniziative pubbliche di Loredana Morandi, opinionista cattolica, suscita sdegno e grave preoccupazione nella commissione pari opportunità per le persone per bene.

La Morandi, portavoce nazionale delle Associazioni di Artists Against War, vera spina dorsale della Società Civile italiana, ovvero Associazioni di Artisti italiani impegnati per la pace e per la cooperazione internazionale ed assistenza ai popoli in stato di bisogno, è in sciopero della fame dal 24 maggio.

La Commissione Pari Opportunità per le Persone per Bene esprime tutta la propria solidarietà alla opinionista in sciopero della fame, ed auspica una subitanea e rinnovata saggezza nei comportamenti pubblici di istituti culturali come la Fondazione Lelio Basso, che non possono divenire ricettacolo e scenario di operazioni politiche di mobbing, perché contrarie alla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo ed alla Libera espressione della Fede Religiosa.
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