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Articolo 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, con lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Costituzione Italiana
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 10/06/2009 @ 10:55:31, in Sindacati Giustizia, linkato 1283 volte)
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Di Loredana Morandi (del 10/06/2009 @ 10:01:31, in Sindacato, linkato 1031 volte)
Dovere di informare – Diritto di sapere

 

APPELLO AL PARLAMENTO
DI GIORNALISTI ED EDITORI


Alla ripresa dei lavori parlamentari relativi al disegno di legge sulle intercettazioni (“d.d.l. Alfano”), la FIEG e la FNSI si uniscono per rinnovare al Parlamento e a tutte le forze politiche l’appello ad evitare l’introduzione nel nostro ordinamento di limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e di sanzioni sproporzionate a carico di giornalisti ed editori.

Tali previsioni violerebbero il fondamentale diritto della libertà d’informazione, garantito dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Gli editori e i giornalisti concordano sulla necessità che sia tutelata la riservatezza delle persone, soprattutto se estranee alle indagini, ma non possono accettare interventi che nulla hanno a che vedere con tale esigenza e che porterebbero ad un risultato abnorme e sproporzionato: limitare, e in taluni casi impedire del tutto, la cronaca di eventi rilevanti per la pubblica opinione, quali le indagini investigative.

Allo stesso effetto di limitazione della libertà di informazione portano le previsioni del disegno di legge che introducono anche sanzioni detentive nei confronti dei giornalisti e la responsabilità oggettiva a carico degli editori, che verrebbe ad aggiungersi in modo confuso a quella del direttore di giornale.

È necessario salvaguardare il diritto di cronaca e di libera informazione, tutelare la funzione della stampa e del giornalista, assicurare il diritto dei cittadini a sapere.

Gli editori e i giornalisti italiani si appellano al Parlamento, alle forze politiche e sociali e all’opinione pubblica affinché vengano introdotte nel ddl Alfano, su questi limitati ma decisivi aspetti, le correzioni necessarie alla tutela di valori essenziali per la democrazia.



Federazione Italiana Editori Giornali
Federazione Nazionale della Stampa It aliana


 
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Di Loredana Morandi (del 10/06/2009 @ 09:18:31, in Sindacati Giustizia, linkato 1185 volte)


il giorno 10 giugno 2009 dalle ore 11.00 alle ore 13,00 in via Teulada davanti al Giudice di Pace di Roma civile perché i :


I CITTADINI CONOSCANO LA VERITA’

MANIFESTAZIONE
DEL PERSONALE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI ROMANI



per denunciare il Ministero della Giustizia il quale, invece di concedere la dovuta riqualificazione professionale ai propri dipendenti, adeguandolo a tutti gli altri dipendenti pubblici, continua a perpetrare lo spreco di danaro pubblico:

commissionando a diverse società private la realizzazione di programmi informatici che assolvono la medesima funzione, come nel caso dei sistemi “DIGIT” e “TIAP” per la scansione degli atti processuali penali, il primo installato presso il Tribunale di Cremona ed in procinto di essere esteso a tutti i Tribunali d’Italia ed il secondo già in esercizio da oltre 4 anni in ben 15 Procure della Repubblica tra cui quella romana;

concedendo un aggio la cui misura sarà stabilita in un prossimo regolamento, alla Società Equitalia Spa per la fittizia gestione del Fondo Unico Giustizia, le cui reali attività sono sostanzialmente svolte dal personale giudiziario.

IL COMITATO DI LOTTA.

il quotidiano il TEMPO ha pubblicato l’articolo che vi trasmetto:



Il Tempo: La protesta

Manifestazione in Tribunale contro la riduzione del personale


L'agitazione sindacale inizierà domani alle 11 e andrà avanti fino alle 13 davanti agli uffici del giudice di pace di via Teulada.

Il personale giudiziario del Tribunale capitolino «preso atto delle polemiche adottate dal ministero della Giustizia volte alla riduzione delle piante organiche e delle risorse destinate alla giustizia, della marginalizzazione del personale giudiziario ancora in attesa di riqualificazione professionale concessa a tutti gli altri dipendenti statali, dell'attacco indiscriminato e diffamatorio del ministro della Funzione pubblica nei confronti dei dipendenti pubblici» continua lo stato di agitazione e ha indetto una manifestazione per domani alle 11 fino alle 13 presso il giudice di pace civile in via Teulada.

A indire lo stato di agitazione e la manifestazione sindacati, tra cui, Cgil, Uil, Rdb Cub, Flp, Uilpa, nonché il comitato di lotta dle personale giudiziario, che ne danno notizia in un documento. Una protesta per lamentare come «il ministero della Giustizia invece di concedere la dovuta riqualificazione professionale ai propri dipendenti, adeguandolo a tutti gli altri dipendenti pubblici, continua a perpetrare lo spreco di danaro pubblico».



Tra le altre doglianze la «commissione a diverse società private - proseguono i sindacati - della realizzazione di programmi informatici che assolvono la medesima funzione, come nel caso dei sistemi "Digit" e "Tiap" per la scansione degli atti processuali penali; il primo installato presso il Tribunale di Cremona e in procinto di essere esteso a tutti i Tribunali d'Italia e il secondo già in esercizio da oltre quattro anni in ben quindici Procure della Repubblica tra cui quella romana; concedendo un aggio la cui misura sarà stabilita in un prossimo regolamento, alla Società Equitalia Spa per la fittizia gestione del Fondo Unico Giustizia, le cui reali attività sono sostanzialmente svolte dal personale giudiziario». Insomma, quella di domana si annuncia come un'altra giornata di caos nelle aule del palazzo di Giustizia di piazzale Clodio, sia per i dipendenti, sia per i cittadini che defono fare i conti con una gistizia sempre più caotica.

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Di Loredana Morandi (del 10/06/2009 @ 09:02:51, in Sindacati Giustizia, linkato 1240 volte)

GIUSTIZIA: ALFANO E BRUNETTA, DIGITALIZZAZIONE ENTRO IL 2010


(AGI) - Roma, 10 giu. - In particolare i ministri hanno sottolineato che in quei tre uffici giudiziari avviene ormai per via telematica il 40% delle notificazioni e piu' del 35% dei rilasci di certificati giudiziari. Anche il 30% delle notizie di reato viene trasmesso tramite internet e i cittadini possono accedere a 3 sentenze su 10.

"Siamo convinti di riuscire e se ci riusciremo questa sara' la rivoluzione della giustizia italiana", ha detto Alfano per il quale cosi' "si aggredisce" il primo nemico della giustizia "che e' la lentezza". Per capire la portata dell'innovazione basti pensare che quando l'opera di digitalizzazione sara' completata, ad esempio, un avvocato dal suo studio con il suo computer attraverso password e codici protetti, potra' accedere a tutti i fascicoli di suo interesse, a qualsiasi ora ed evitando file, bolli, richieste e attese.

Per i due ministri "la disponibilita' on line delle sentenze, le notifiche dei decreti ingiuntivi via e-mail, il disporre di copie informatiche che siano non solo leggibili ma anche materiale pronto per essere lavorato e adeguato alle esigenze di ciascuna delle parti, rappresenta un significativo salto di qualita'".

Brunetta ha anche voluto sottolineare il grande contributo apportato dai vertici dei tribunali, dalle cancellerie e dal mondo dell'avvocatura. Ciascuna innovazione - e' stato poi spiegato - migliorera' il lavoro negli uffici e contribuira' a ridurre le spese. E proprio l'aspetto economico e' uno dei piu' interessanti: il costo della digitalizzazione e' molto ridotto.

Per il tribunale di Roma si aggira sui 100/150 mila euro, a fronte dei circa 10 milioni di euro che ogni anno si spendono per le notifiche (28 milioni quelle che vengono oggi consegnate a mano, 20 della giustizia civile, 8 di quella penale). (AGI) Fri (Segue)

 

Giustizia; Alfano-Brunetta: Entro un anno via carta, atti on line

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 10 giu. (Apcom) - Entro il 2010, al massimo entro il 2011, sarà completato il processo di digitalizzazione della giustizia italiana: via la carta, sentenze on line e atti notificati via e-mail, una "rivoluzione". Lo assicurano i ministri della ...
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Intercettazioni: un disegno di legge da dis-approvare

RIFORME. Un ddl che dopo un anno approda alla Camera, con un testo peggiorato.

di ARMANDO SPATARO

Già un anno fa, appena presentato, il DDL di riforma delle intercettazioni fu duramente criticato da accademici ed addetti ai lavori. In particolare, erano parse inaccettabili la scelta di limitare temporalmente ed a poche categorie di reati l'uso di un così importante strumento investigativo, nonché la previsione di più stringenti ed irrazionali requisiti per le relative autorizzazioni, tali da indebolire persino il contrasto di mafia e terrorismo.

Erano state oggetto di preoccupati rilievi anche le gravi limitazioni alla libertà di stampa ed al diritto di informazione che si intendevano introdurre con l'inasprimento del regime di segretezza degli atti e delle sanzioni, anche detentive, per i giornalisti che lo avessero violato: misure del tutto sproporzionate rispetto alla pur giusta esigenza di tutelare la privacy dei soggetti di cui vengano intercettate conversazioni irrilevanti rispetto alle indagini

Approdato alla Commissione Giustizia della Camera, si sperava, anche alla luce delle critiche espresse da esponenti della maggioranza, che il testo del DDL potesse essere migliorato. Invece, nonostante qualche positivo passo indietro, come l'intervenuto ampliamento della lista dei reati per i quali l'intercettazione può essere autorizzata e l'attenuazione dell'attacco al diritto di cronaca, il testo licenziato dalla Commissione - a maggioranza - è decisamente peggiorato.

Irrazionale è la previsione dei "gravi indizi di colpevolezza" a carico dell'indagato quale condizione per l'intercettazione: si tratta dello stesso grado di prova che abilita il PM a chiederne la cattura. Ma, in tal caso, che bisogno avrebbe il PM di intercettarlo? Il periodo massimo di durata delle intercettazioni scende, proroghe comprese, da tre a due mesi e ciò vale come la possibilità di intercettare le comunicazioni tra presenti solo nei luoghi ove sia in corso l'attività criminosa - anche

per i reati fine delle organizzazioni criminali, attraverso cui è spesso possibile colpirle. Umoristica e certamente gradita ai criminali appare poi la previsione di un budget prefissato delle spese che le Procure potranno sostenere per le intercettazioni. Esaurito il budget, niente intercettazioni!

Infine il Governo, con un vero colpo di mano, ha presentato un emendamento: i Procuratori dovranno avvisare il Presidente del Consiglio, entro 5 gg., dell'inizio delle operazioni di intercettazione nei confronti di appartenenti ai Servizi di informazione. Un avviso che vanificherebbe lo scopo stesso delle intercettazioni, utili solo se segrete. Il Co.Pa.Sir. ha qualcosa da dire?

Insomma, sembrava impossibile, ma la riforma delle intercettazioni appare oggi più orribile di quanto non fosse all'atto del suo parto. Pare che il Governo intenda porre la fiducia per ottenerne la rapida ed indolore approvazione e dicono che la Lega - sin qui abbastanza critica - sia disponibile a concederla dopo la recente approvazione alla Camera dell'ultimo dei pacchetti sicurezza. Ma, a proposito, come si concilia l'azzeramento dello strumento più efficace per scoprire assassini, spacciatori, stupratori ed ogni tipo di criminali con la centralità che la sicurezza stessa ha ormai assunto in ogni intervento del Governo?

Il Riformista
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Di Loredana Morandi (del 10/06/2009 @ 08:38:26, in Magistratura, linkato 1597 volte)


LA MORTE DELLA GIUSTIZIA PENALE IN ITALIA
L’ANM SU INTERCETTAZIONI E
RIFORMA DEL PROCESSO PENALE



L’Associazione nazionale magistrati ritiene doveroso denunciare la gravità delle conseguenze che deriveranno dalle novità legislative in materia di processo penale e intercettazioni. In un momento in cui la sicurezza dei cittadini è sovente evocata come priorità del paese, lascia sgomenti il fatto che il Parlamento stia per effettuare scelte che rappresentano un oggettivo favore ai peggiori delinquenti.

Le norme sulle intercettazioni sulle quali il Governo ha posto la questione di fiducia impediranno alle forze di polizia e alla magistratura inquirente di individuare i responsabili di gravissimi reati. Basti pensare ai più recenti episodi di cronaca: gli stupri di Roma, le violenze nella clinica di Milano, le scalate bancarie alla Antonveneta e alla BNL. In nessuno di questi casi con la nuova legge sarebbe stato possibile accertare i fatti e trovare i colpevoli.

Le intercettazioni sono uno strumento di indagine finalizzato alla individuazione dei colpevoli di gravi reati ed è semplicemente assurdo pensare che si possano fare intercettazioni solo nei confronti del colpevole già individuato.

E’ del tutto irragionevole prevedere che le intercettazioni debbano sempre essere interrotte dopo 60 giorni, anche nei casi, come un sequestro di persona, un traffico di stupefacenti o di armi, in cui il reato sia in corso di esecuzione.

La equiparazione delle riprese visive alle attività di intercettazione rappresenta un grave danno per la lotta al crimine. Con queste norme non saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze, violenza negli stadi, assenteismo nei pubblici uffici.

In definitiva il Governo e il Parlamento chiedono alle forze dell’ordine e alla magistratura inquirente di tutelare la sicurezza dei cittadini uscendo per strada disarmati e con un braccio legato dietro la schiena.

L’ Associazione nazionale magistrati ha più volte manifestato la sua disponibilità a discutere delle riforme necessarie a ricercare un adeguato punto di equilibrio tra esigenze investigative, tutela della riservatezza delle persone e diritto alla informazione, avanzando specifiche indicazioni di proposta. Il Governo e il Parlamento scelgono, invece, di azzerare ogni equilibrio sacrificando del tutto le esigenze investigative e il diritto di informazione.

Di fronte a queste norme sarebbe più serio e coerente assumersi la responsabilità politica di abrogare l’istituto delle intercettazioni piuttosto che trasformarle in uno strumento non più utilizzabile.

L’intervento sulle intercettazioni preoccupa ulteriormente se lo si legge insieme al disegno di legge sulla riforma del processo penale in discussione in Senato.

Si tratta di una proposta che non introduce le riforme necessarie ad assicurare l’efficienza del processo e la sua ragionevole durata, ma addirittura inserisce nuovi, inutili formalismi, che determineranno un ulteriore allungamento dei tempi del processo. Il sacrosanto spirito garantista della nostra cultura giuridica viene tradito e trasformato in un “formalismo fine a sé stesso”, che spesso oscura le questioni da giudicare.

La conseguente non ragionevole durata di troppi processi si traduce di fatto nella negazione dei diritti fondamentali e in nuove forme di giustizia privata. Ciò contrasta con l’obiettivo di accrescere il livello di efficienza del processo e di assicurare ai cittadini “decisioni nel merito” in tempi ragionevoli, nel rispetto dell’articolo 111 Cost. e senza rinunciare alle garanzie costituzionali (“dal contraddittorio all’imparzialità del giudice; dal diritto alla difesa alla presunzione di non colpevolezza”).

E’ questa, nei fatti, la morte della giustizia penale in Italia.

La Giunta Esecutiva Centrale

Roma 10 giugno 2009

Il testo del ddl
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Le fantasie informatiche dei Ministri ALFANO E BRUNETTA



COMUNICATO STAMPA di ALFREDO GARZI
Segretario nazionale FPCGIL

Apprendiamo che, oggi, il Ministro Alfano e il Ministro Brunetta  hanno annunciato, in una conferenza stampa, la digitalizzazione del sistema giustizia entro il 2011.

Proprio 20 gg fa abbiamo chiesto un incontro per parlare dell’informatica nel Ministero della Giustizia, visto che in alcuni uffici, a causa dei tagli alle risorse previsti dal Governo, non si riesce più a far fronte alle emergenze relative all’assistenza tecnica. L’assistenza è stata da tempo esternalizzata e molti lavoratori delle ditte sono stati licenziati o rischiano a breve il proprio posto di lavoro. A causa dell’esaurimento delle risorse economiche, non si può neanche assicurare la sopravvivenza dei progetti pilota del Processo Civile telematico e penale.

A fronte di questa situazione i ministri suddetti, allegramente e con molta fantasia, parlano di digitalizzazione di tutto il sistema.

La situazione reale è state messe in evidenza durante le numerose ‘Giornate per la Giustizia’  tenutesi su tutto il territorio nazionale, in cui per la prima volta tutti gli operatori, OO.SS. del personale, ANM e rappresentanti degli Avvocati, hanno discusso insieme presentando delle proposte per migliorare il servizio.

Se il Ministro, sempre invitato, non si fosse sottratto al confronto, avrebbe più cognizione della realtà e avrebbe potuto dare risposte concrete.

Chiediamo che, per una volta, agli annunci si facciano seguire i fatti.

Roma 10 giugno 2009
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Di Loredana Morandi (del 10/06/2009 @ 07:12:21, in Sindacati Giustizia, linkato 1084 volte)


GIUSTIZIA: SIT-IN DIPENDENTI GIUDIZIARI, SIAMO AL COLLASSO


(ANSA) - ROMA, 10 GIU - "Qualifichiamo ora la giustizia", "L'ingiustizia nella giustizia - Siamo pochi, malpagati e neanche riqualificati", "Brunetta Brunetta vattene in fretta magari in gondoletta". Sono alcuni degli striscioni con i quali circa trecento dipendenti giudiziari del Tribunale e del Giudice di Pace di Roma hanno manifestato stamani in via Teulada contro la mancanza di turn over, la diminuzione del personale e il conseguente aumento della mole di lavoro da sbrigare.

Alla manifestazione molte le bandiere di Rdb Cub, Uil, Ugl, Cgil, Flp. "In tutto il ministero in 10 anni - spiega Stefano Cucconino della Cgil Fp di Roma e Lazio - da 52  mila dipendenti effettivi a circa 40 mila. Nel 2010 c'é il rischio di avere circa 5.500 lavoratori in meno".

"Dopo varie manifestazioni - sottolinea Francesco Antonazzo del Comitato di Lotta di piazzale Clodio - siamo venuti qui al Giudice di Pace perché è l'emblema dell'inefficienza della giustizia". Gli fa eco un cancelliere del Giudice di Pace di Roma: "In un anno l'arretrato di sentenze è raddoppiato: siamo passati - lamenta - dalle 30mila dell'anno scorso alle 60mila di quest'anno. Per l'80% si tratta di multe. Siamo una ventina di cancellieri in tutto l'ufficio per un totale di 100 fascicoli al giorno da iscrivere. Attualmente ci sono 80 mila fascicoli in arretrato".(ANSA).


Invece, alla conferenza stampa i Ministri Alfano e Brunetta ...


GIUSTIZIA: ALFANO E BRUNETTA, ENTRO 2010 TUTTO SARA' DIGITALE
 
(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Entro il 2010, al massimo entro il 2011, sarà completato il processo di digitalizzazione del sistema giustizia nell'ambito del quale sono già partiti alcuni progetti pilota -avviati a Roma, Milano e Venezia -che sono arrivati al 40% del percorso per garantire l'accesso elettronico degli atti giudiziari agli avvocati.
 
Lo hanno detto i ministri della Giustizia Angelino Alfano e della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta in una conferenza stampa a Palazzo Chigi nella
quale hanno dato conto dello stato di avanzamento delle sperimentazioni telematiche già avviate. (segue).
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Di Loredana Morandi (del 10/06/2009 @ 05:07:47, in Sindacati Giustizia, linkato 1174 volte)
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2009 @ 20:41:01, in Magistratura, linkato 1261 volte)


Associazione Nazionale Magistrati

Sezioni di Milano e Brescia

Funzione Pubblica CGIL Lombardia

Uilpa-Uidag (Unione italiana dipendenti giustizia) Lombardia

FLP - Federazione lavoratori pubblici Lombardia

Rdb-Cub Pubblico Impiego Lombardia

aderisce
Ordine Avvocati di Milano


martedì 16 giugno 2009
ore 11:30 - 14:00

Milano
Aula Magna Palazzo di Giustizia
Corso di Porta Vittoria


Giornata per
LA GIUSTIZIA

Analisi dello stato della giustizia
Situazione delle risorse umane e finanziarie
Prospettive e iniziative per migliorare il servizio

L'iniziativa è diretta a stimolare una riflessione sui problemi concreti della giustizia.
Si rappresenterà attraverso proiezioni e dibattito la situazione attuale e la sua involuzione negli ultimi anni anche in conseguenza dei tagli introdotti dalla legge 133/08.
Il confronto tra rappresentanti della magistratura, della dirigenza e del personale degli uffici giudiziari, delle OO.SS., delle istituzioni nonché dei cittadini, si propone di realizzare una sintesi tra posizioni diverse ed attuare una collaborazione per un miglioramento del servizio.

La Giornata si p ropone di fare tutto ciò che fino ad oggi non è stato ancora fatto: discutere insieme per cambiare e migliorare la realtà della giustizia.


PROGRAMMA DEI LAVORI

ore 11.30, apertura dei lavori
Angela Scalise - Presidente ANM Milano

Proiezione di video sulla situazione degli Uffici Giudiziari

Intervista di protagonisti ed operatori della giustizia

TAVOLA ROTONDA: Gli Uffici giudiziari tra annosi problemi e prospettive possibili

Coordina: Luigi Ferrarella, giornalista de "Il Corriere della Sera"

Sono stati invitati a partecipare:

Angela Scalise, presidente ANM Milano,
Paolo Giuggioli, pres. Ordine Avvocati Milano
Angelino Alfano, Ministro di Giustizia
Roberto Formigoni, Pres. Regione Lombardia
Filippo Penati, Pres. Provincia Milano
Letizia Moratti, Sindaco Comune Milano
Alberto Meomartini, pres. Assolombardia
Paolo Martinello, pres. Altroconsumo
Alfredo Garzi, Segr. FP CGIL Nazionale
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