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 dandelions... di Lunadicarta
 
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La Morandi coltiva soltanto due miti, due persone che perseguono la Giustizia come obiettivo ultimo delle proprie azioni: Armando Spataro e Don Fortunato Di Noto.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/06/2010 @ 22:02:21, in Magistratura, linkato 1228 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

SULLE ESTERNAZIONI DEL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI


L’Associazione Nazionale Magistrati esprime stupore e preoccupazione per le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio in merito al ruolo della magistratura e della Corte Costituzionale.

Ancora una volta i cittadini sono costretti ad ascoltare invettive nei confronti della magistratura e delle massime istituzioni di garanzia, che alimentano un clima surreale di tensione e di scontro tra poteri dello Stato.

E’ disarmante come il Capo del Governo interpreti continuamente quale complotto politico la semplice applicazione delle regole e il fisiologico funzionamento degli istituti di garanzia propri dei moderni Stati costituzionali di diritto.

I magistrati italiani non intendono lasciarsi trascinare in questa rissa verbale, ma hanno il dovere di denunciare gli effetti di delegittimazione delle istituzioni che tali imprudenti e reiterate dichiarazioni determinano.

Roma, 9 giugno 2010

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Di Loredana Morandi (del 09/06/2010 @ 22:10:43, in Magistratura, linkato 2032 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Patto_Giustizia.jpg

IL PATTO PER LA GIUSTIZIA


SULLA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO

 

I rappresentanti delle associazioni dei magistrati, dei sindacati del personale amministrativo, dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, sottoscrittori del PATTO PER LA GIUSTIZIA, denunciano le gravissime conseguenze sul funzionamento del sistema giudiziario che deriveranno dalla manovra approvata dal Governo.

Si tratta di una manovra INGIUSTA, in quanto incide gravemente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e le ricchezze del settore privato, paralizza l’intero sistema giudiziario, scredita e mortifica il personale amministrativo, svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.

Si tratta di una manovra SBAGLIATA, in quanto colpisce in maniera indiscriminata e casuale, senza realizzare quegli interventi strutturali che consentirebbero di ridurre le spese nel settore giustizia e di recuperare risorse per lo Stato, secondo le proposte già avanzate dai sottoscrittori del Patto, e senza incidere sugli sprechi e sui privilegi che aggravano il bilancio pubblico.

I sottoscrittori del Patto condividono le ragioni della protesta delle magistrature e del personale ed esprimono solidarietà per le gravi iniquità derivanti dalla manovra.

Ribadiscono la richiesta avanzata al Governo e al Parlamento di riforme che realmente consentano il funzionamento del sistema giustizia nell’interesse dei cittadini.
 

DELIBERANO


L’organizzazione di assemblee congiunte in ogni distretto nella giornata del 17 giugno 2010 ore 12,00, con sospensione delle udienze e delle altre attività, per rappresentare al Paese l’iniquità della manovra, il grave stato di crisi della giustizia in Italia e l’urgente necessità di vere riforme

Roma, 9 giugno 2010

 

ANM                                                 Gioacchino Natoli

CONMA                                            Filoreto D’Agostino

AMMI                                                 Marco De Paolis

OUA                                                 Giuseppe Lepore

Ass. Mag. Consiglio di Stato       Filippo Patroni Griffi

ANMA                                               Linda Sandulli

ANM Corte dei Conti                      Angelo Buscema

FPCGIL                                            Antonio Crispi

UILPA-Giustizia                              Antonino Nasone

FLP                                                   Patrizia Lo Monaco

UILPA-Giustizia                               Marcello Ferrante

ANAPS                                              Carlo Sica

ANAPS                                              Massimo Bachetti
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Di Loredana Morandi (del 09/06/2010 @ 22:10:43, in Magistratura, linkato 1477 volte)
Consiglio Superiore della Magistratura

COMUNICATO STAMPA
 
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/palazzomarescialli.jpg

CONVEGNO AL CSM SU
“LE DONNE NELLE PROFESSIONI LEGALI DI DOMANI”
 

ROMA – Un convegno sul tema “Le donne nelle professioni legali di domani” organizzato dalla Rete dei Comitati per le Pari Opportunità nelle professioni legali si svolgerà venerdì 11 giugno presso la Sala Conferenze del Consiglio Superiore della Magistratura. In un periodo storico di bilanci e di nuove sollecitazioni sulle politiche di genere, in particolare nel settore giuridico, il Convegno vuole rappresentare un momento di riflessione sulle esperienze fin qui acquisite e far emergere le principali questioni ancora aperte insieme a proposte utili in particolare per le donne giuriste di domani.

All’incontro parteciperanno rappresentanti delle magistrature ordinaria, contabile, militare, amministrativa e tributaria, nonchè del Consiglio Nazionale Forense, dell’Avvocatura dello Stato, del Notariato. La Presidenza del Consiglio sarà rappresentata  dal Capo Dipartimento delle Pari Opportunità dott. Massimo Condemi, per il Ministero delle Pari Opportunità interverrà  il Capo di Gabinetto  dott.ssa Simonetta Matone, per il Ministero della Giustizia la dott.ssa Augusta Iannini, Capo dell’Ufficio Legislativo.

Una conferenza stampa sui lavori del Convegno si terrà alle ore 14,30. I giornalisti, i fotografi e i radioteleoperatori interessati a seguire i lavori del Convegno e la conferenza stampa sono pregati di inviare uno specifico accredito.  
 
Roma, 9 giugno 2010
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Adesso attenzione a non scrivere giurisprudenza a favore dello scambio di materiale pedopornografico, farebbe più male all'Italia di un omicida in libertà.  Difficile che un asintomatico nerd /nichilista del web con la passione per il collezionismo di pornografia scarichi qualcosa involontariamente. Neppure su Youtube i video si scaricano senza fare "click", ma anche si trattasse di "promo" della durata di pochi minuti, che tipo di web navigava questo tizio? Curiosità. Googlando per 5 minuti i nomi dei consulenti non si trova molto. Mentre sono moltissime le omonimie. Il Roberto Porta ad esempio ha un omonimo docente di navigazione aerea e uno citato tra i testimoni di Moggi. Indagherò meglio sui motori di ricerca per trovare i curriculum perché è impossibile che due periti informatici non lascino alcuna traccia di se su web... L.M.

Oggi era presente in aula accanto ai suoi legali


Alberto Stasi rinviato a giudizio
per detenzione di video pedopornografici


Milano - (Adnkronos/Ign) - Il giudice di Vigevano, Stefano Vitelli, lo ha invece prosciolto dall'accusa di detenzione e divulgazione di immagini dello stesso tenore. Per il giovane, assolto il 17 dicembre scorso dall'accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi, nuovo processo al via il 21 dicembre

Milano, 10 giu. (Adnkronos/Ign) - Alberto Stasi è stato rinviato a giudizio per detenzione di video pedopornografici. Il giudice di Vigevano, Stefano Vitelli, invece lo ha prosciolto dall'accusa di detenzione e divulgazione di immagini dello stesso tenore. Per il biondino di Garlasco, assolto il 17 dicembre scorso dall'accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi il 13 agosto 2007, inizia un nuovo processo che prenderà il via il 21 dicembre.

Sono cinque i video che 'inchiodano' l'ex bocconiano ma per Alberto resta in piedi solo una parte delle accuse che il pm Rosa Muscio aveva elencato nel corso della richiesta di rinvio a giudizio. Cade il capo di imputazione che fa riferimento alla divulgazione dei video pedopornografici (reato più grave), mentre resta in piedi il resto del castello accusatorio: nel pc dell'ex bocconiano sono stati conservati alcuni video 'hot'.

Il 24 maggio scorso, nella precedente udienza, il pm aveva ribadito la gravità del capo di imputazione, appesantito da altri due video trovati dai periti del giudice, gli ingegneri Daniele Occhetti e Roberto Porta. Nessun rinvio a giudizio, invece, per quanto riguarda la detenzione di immagini: non sarebbe emersa la volontà di detenzione delle foto.

Ridotta, avevano accertato i periti, la quantità di materiale pedopornografico recuperato dal computer. Inoltre, nella consulenza il profilo comportamentale dell'ex bocconiano, oggi presente in aula accanto ai suoi legali, è stato descritto come quello di un soggetto "non specificatamente interessato alle tematiche della pornografia minorile e privo delle caratteristiche tipiche di chi fruisce abitualmente di contenuti di tale natura".

''E' sbagliato - spiega Giulio Colli, uno dei legali dell'imputato - dire che siamo delusi per il rinvio a giudizio. Resta in piedi solo un pezzettino dell'accusa e questa è solo un'udienza preliminare. In dibattimento cadrà anche questa accusa, come già accaduto per le foto. Dimostreremo che quei video sono stati scaricati involontariamente".
 
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Di Loredana Morandi (del 10/06/2010 @ 17:57:10, in Osservatorio Famiglia, linkato 1553 volte)

Caso Claps: le foto esclusive della perizia


I contenuti della consulenza medico-legale sulla salma di Elisa Claps, eseguita dal prof. Francesco Introna. Cinque gli elementi che hanno consentito l'identificazione. Ciocche di capelli furono recise dopo la morte. Sul cadavere c'erano solo alcune tegole

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Caso Claps: le foto esclusive della perizia

Il perito: così ho identificato i resti di Elisa. Il delitto compiuto i due momenti ravvicinati

10 giugno, 17:50

servizio di Enzo Quaratino

ROMA - Sono stati cinque gli elementi che hanno consentito al medico legale Francesco Introna di identificare la salma ritrovata il 17 marzo scorso nel sottotetto della chiesa della Trinita' di Potenza per quella di Elisa Claps, la ragazza che era scomparsa il 12 settembre 1993 nel capoluogo. Lo si rileva dalla perizia dello stesso Introna, della quale l'ANSA e' in possesso. Gli elementi acquisiti - scrive il perito - ''ci consentono di affermare con certezza che la salma esaminata appartenne in vita a Elisa Claps, nata a Potenza il 21.1.1977, scomparsa a Potenza il 12.9.1993, rinvenuta cadavere in Potenza il 17.3.2010''.

Ecco i cinque elementi che hanno consentito al medico legale l'identificazione di Elisa Claps:

1) il dato circostanziale (corrispondenza tra indumenti ed oggetti personali indossati al momento della scomparsa ed indumenti ed oggetti personali rilevati sul cadavere);

2) l'esito degli accertamenti di antropologia forense;

3) l'esito degli accertamenti di odontoiatria forense (peculiari corrispondenze odontoiatriche morfologiche e topografiche fra le immagini dentarie di Elisa Claps e i rilievi morfologici e radiologici effettuati sulla salma);

4) il confronto al computer fra le immagini del profilo dentario superiore di Elisa Claps e quello rilevato sul cranio esaminato;

5) l'esito dell'esame emogenetico (test del Dna) tra un campione prelevato dal femore sinistro dei resti scheletrici ed il sangue prelevato alla mamma di Elisa Claps. Per il delitto di Elisa Claps e' detenuto in Inghilterra Danilo Restivo, di 38 anni - assistito dai legali Mario e Stefania Marinelli - al quale e' stato notificato un mandato di arresto internazionale emesso dalla magistratura di Salerno. L'uomo e' sospettato di aver ucciso la ragazza, che all'epoca della scomparsa aveva 16 anni, con almeno 13 coltellate durante un'aggressione con movente sessuale. La famiglia Claps e' assistita dall'avvocatessa Giuliana Scarpetta.

Lo speciale prosegue sul sito dell' ANSA

SUL CADAVERE TRE TEGOLE E NULL'ALTRO - Sul cadavere di Elisa Claps, al momento del ritrovamento, ''erano disposte, a parziale copertura, tre tegole; altre se ne trovavano appoggiate ed impilate in verticale alla struttura muraria, in tutta prossimita' dei piedi della salma''. E' quanto scrive il medico legale Francesco Introna, nella perizia - di cui l'ANSA e' in possesso - eseguita su incarico dei magistrati di Salerno. ''Sulla salma - aggiunge il perito - non era presente altro materiale di risulta, ne' erano presenti segni di apposizione di altre tegole eventualmente rimosse''. La prima tegola, non integra - spiega il perito - era tra il cranio e l'avambraccio destro della salma, a parziale copertura di una mano. La seconda tegola ''era prospiciente alle regioni toraco addominali di destra della salma e prendeva contatto inferiormente con l'arto inferiore di destra''. La terza tegola, infine, era sull'arto inferiore di sinistra, ''con concavita' posta a copertura della curvatura propria della coscia''.
 
TAGLIO CIOCCHE CAPELLI MEZZ'ORA DOPO DECESSO - Il ''taglio netto'' riscontrato su alcune ciocche di capelli di Elisa Claps, ''con ogni attendibilita' '', fu eseguito ''volontariamente mediante tagliente, dopo il posizionamento della salma nel luogo di rinvenimento'' e dopo almeno 20-30 minuti dal decesso''. E' quanto scrive il medico legale Francesco Introna, nell'ultima pagina della perizia - di cui l'ANSA e' in possesso - sul cadavere di Elisa Claps. In base a deduzioni di carattere scientifico ''ed in considerazione dei tempi di essiccamento del sangue fresco - scrive Introna - riteniamo possibile prospettare che il lasso di tempo tra exitus e taglio della punta di alcune ciocche possa essere stato anche relativamente breve: 20-30 minuti; e' questo - aggiunge il medico legale - il tempo minimo necessario per osservare un minimo, non completo, essiccamento del sangue fresco che avviluppa piccole ciocche di capelli''.

QUELLE FOTO DI OROLOGIO, SANDALI E OCCHIALI - La perizia sul cadavere di Elisa Claps - redatta dal medico legale Francesco Introna e della quale l'ANSA è in possesso - propone in successione, alle pagine 29, 30 e 31, tre immagini della ragazza - visibili sul sito www.ansa.it - con dettagli che trovano riscontro sulla salma (pure fotografata). Nella prima foto (nella parte alta della pagina), si vede Elisa sorridente con al polso sinistro un orologio marca "Swatch". L'orologio è visibile in un'altra foto (nella parte bassa della stessa pagina) che mostra un particolare della mano sinistra della salma. Nella seconda foto si vede Elisa in compagnia di altre due donne, seduta sulla recinzione di un'aiuola; la ragazza calza sandali blu "occhi di bue", gli stessi che appaiono in un dettaglio degli arti inferiori del cadavere. Nella terza foto, vi è un primo piano di Elisa con la testa poggiata su un cuscino: indossa occhiali del tutto analoghi a quelli fotografati vicino al piede destro del cadavere

DELITTO IN DUE MOMENTI RAVVICINATI - Elisa Claps fu aggredita e mortalmente ferita, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, la mattina del 12 settembre 1993, in due momenti diversi ma in rapida successione fra loro, verosimilmente da una sola persona. Lo scrive il medico legale Francesco Introna in una delle ultime pagine della consulenza tecnica - della quale l'ANSA è i n possesso - sulla salma della studentessa potentina Più elementi portano gli investigatori a ritenere che l'aggressore fosse Danilo Restivo, detenuto in Inghilterra e che ha ricevuto nei giorni scorsi la notifica di un mandato di arresto europeo per l'omicidio della studentessa potentina. L'assassino, forse durante un tentativo di violenza sessuale, colpì Elisa Claps prima avendola davanti e poi mentre la vittima si accasciava. Secondo il medico legale, l'assassino stringeva nella mano destra un'arma da taglio, forse un coltello, dotato di una lama lunga circa cinque centimetri. Con il coltello colpì Elisa - che era davanti a lui e gli dava le spalle - prima al collo, poi alla parte anteriore destra del torace. I colpi furono inferti con un andamento dall'avanti all'indietro e da destra a sinistra. Immediatamente dopo - emerge dalla relazione del professor Introna - vi fu il secondo momento dell'aggressione: mentre Elisa si accasciava in avanti, l'assassino infierì su di lei colpendola più volte alle spalle, sia nella parte destra sia in quella sinistra. In tutto, nei due momenti dell'aggressione, non meno di 13 coltellate. "E' questa - precisa il medico legale - una delle ricostruzioni dinamiche possibili. Altre possono ugualmente essere prospettate".

NEL SOTTOTETTO DIVELTI ASSI DI LEGNO SOPRA SALMA - Nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, al momento del ritrovamento della salma di Elisa Claps, risultavano mancanti alcuni assi in legno della copertura della struttura, proprio al di sopra del cadavere della studentessa potentina. Il particolare, reso noto lunedì scorso durante la trasmissione "Chi l'ha visto?", trova conferma nella perizia - della quale l'ANSA è ora in possesso - del medico legale Francesco Introna. "Gli arcarecci, posti in corrispondenza ed al di sopra del sito di giacitura della salma, apparivano parzialmente divelti", scrive Introna a pagina 8 della perizia, riferendo del sopralluogo effettuato nel sottotetto il 18 marzo scorso, giorno successivo a quello del ritrovamento del cadavere. Il dettaglio degli assi di legno mancanti nella copertura del sottotetto - che facevano vedere direttamente le tegole - è poi proposto in una fotografia a pagina 23 della stessa perizia. Il particolare delle travi di legno mancanti nella copertura del sottotetto (visibile in una foto sul sito www.ansa.it) è destinato a far discutere: Gildo Claps, fratello di Elisa, sempre durante la trasmissione "Chi l'ha visto?", ha sostenuto che altre persone si sono recate nella struttura subito dopo, o alcune ore dopo, la morte della studentessa per occultare il cadavere. Quelle travi di legno mancanti proprio al di sopra della salma di Elisa - secondo la famiglia Claps (assistita dall'avvocatessa Giuliana Scarpetta) - sarebbero la prova e potrebbero essere state rimosse per attenuare i miasmi legati alla decomposizione cadaverica. L'assassino (del delitto è accusato Danilo Restivo, di 38 anni), stravolto per il delitto appena compiuto - sempre secondo Gildo Claps - non può aver avuto la lucidità di pensare all'aerazione del locale per evitare che fosse scoperto il cadavere. "Chiediamo verità sui depistaggi e le coperture di questi lunghi 17 anni", ha più volte detto Gildo Claps dopo il ritrovamento del cadavere della sorella.

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Di Loredana Morandi (del 10/06/2010 @ 18:06:57, in Magistratura, linkato 1466 volte)
Congratulazioni vivissime da Giustizia Quotidiana !

Csm: Bruti Liberati e'

il nuovo procuratore di Milano

Per ex presidente anm hanno votato si' anche laici Pdl

10 giugno, 11:57


ROMA - E' Edmondo Bruti Liberati, il pm che ha guidato l'Associazione nazionale magistrati in uno dei periodi piu' duri dello scontro tra politica e giustizia, il nuovo procuratore di Milano. Esponente di spicco di Magistratura democratica (la corrente di sinistra delle toghe), e' stato nominato a larghissima maggioranza (con 21 voti su 25) dal plenum del Csm, con il si' anche dei laici del Pdl. Succede a Manlio Minale, che dal 21 giugno assumera' le funzioni di procuratore generale di Milano.

Attualmente aggiunto alla procura di Milano, cioe' ''vice'' di Minale, Bruti e' a capo del pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione e ha avuto la meglio su Ferdinando Pomarici, il pm del processo Abu Omar, che era il candidato di minoranza proposto dai togati del Movimento per la Giustizia e che ha ottenuto anche il voto del togato di Magistratura Indipendente Giulio Romano. Tutti gli altri gruppi hanno invece sostenuto Bruti, che ha ricevuto anche i voti del vice presidente del Csm Nicola Mancino, del primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e del procuratore generale della Suprema Corte Vitaliano Esposito.

Originario di Ripatransore (Ascoli Piceno), il neo procuratore ha 65 anni, e' in magistratura dal 1970,e ha sempre lavorato negli uffici giudiziari del capoluogo lombardo, dove e' stato giudice penale, magistrato di sorveglianza, sostituto procuratore, sostituto pg e infine dal 2006 procuratore aggiunto. Nipote dell'ex procuratore generale Adolfo Beria D' Argentine, in procura ha guidato anche il dipartimento specializzato nei reati societari e tributari, seguendo da questo ruolo inchieste, come quella sulla scalata di Antonveneta e Bnl e piu' recentemente quella sulla societa' di Mariella Burani. Consigliere del Csm dall'81 all'86, negli anni segnati dallo scontro con l'allora presidente della Repubblica, e' stato anche componente dell'Olaf (l'ufficio europeo antifrodi) ed e'considerato tra i massimi esperti in materia di ordinamento giudiziario.

La Rassegna

CSM: EDMONDO BRUTI LIBERATI NUOVO PROCURATORE CAPO DI MILANO

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 10 giu - Il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura ha nominato a maggioranza l'ex presidente dell'Anm Edmondo Bruti Liberati nuovo ...

Milano: Patono (Csm) a Bruti Liberati, ora Procura collabori con ...

Libero-News.it - ‎5 ore fa‎
Roma, 10 giu. (Adnkronos) - "La procura di Milano ora inizi a collaborare con la Procura Nazionale Antimafia. Non e' sempre stato cosi', anzi i rapporti ...

CSM: BRUTI LIBERATI NUOVO CAPO PROCURA MILANO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎5 ore fa‎
(AGI) - Roma, 10 giu. - Il vicepresidente Mancino ha definito Bruti Liberati un "uomo del dialogo" che "rappresenta una sintesi tra posizioni anche ...

Giustizia/ Csm: Bruti Liberati nuovo Procuratore Generale Milano

APCOM - ‎6 ore fa‎
Roma, 10 giu. (Apcom) - Il plenum del Csm ha nominato questa mattina a larghissima maggioranza (con 21 voti su 25, compresi quelli dei laici del Pdl) ...

Milano, Bruti Liberati nuovo procuratore

La Repubblica - ‎6 ore fa‎
E' Edmondo Bruti Liberati, il pm che ha guidato l'Associazione nazionale magistrati (Anm) in uno dei periodi più duri dello scontro fra politica e giustizia ...

Nominato Bruti Liberati, nuovo procuratore di Milano

4minuti.it - ‎3 ore fa‎
MILANO (10 giugno 2010) - Il nuovo procuratore di Milano è Edmondo Bruti Liberati. Si tratta del pm che era alla guida dell'Associazione nazionale ...

Bruti Liberati nuovo procuratore Milano

euronews - ‎4 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 10 GIU – E' Edmondo Bruti Liberati, che guido'l'Anm in un duro periodo tra politica e giustizia, il nuovoprocuratore di Milano. ...

CSM: BRUTI LIBERATI NUOVO CAPO PROCURA MILANO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎6 ore fa‎
(AGI) Roma - Edmondo Bruti Liberati nuovo procuratore capo di Milano: e' stato nominato dal plenum del Csm con 21 voti a favore. ..

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Una rigorosa ricostruzione.

Chi l'ha visto? Claps, il legale del Pm:
ecco perché non prese gli abiti a Restivo,
né chiese tabulati



Roma, 11/06/2010 - La dottoressa Felicia Genovese, in passato pubblico ministero a Potenza, ''assunse la diretta  responsabilità '' delle indagini sulla scomparsa di Elisa Claps, avvenuta il 12 settembre 1993, ''solo'' due giorni dopo, quando la Squadra mobile ne riferì alla procura ''con formale informativa''. L'allora pm Genovese - secondo quanto ha riferito all'ANSA l'avvocato Francesco Saverio Dambrosio, legale del magistrato - non dispose il sequestro degli abiti di Danilo Restivo, oggi accusato dell'omicidio, perché tale iniziativa appariva ''tardiva'' a 48 ore dal fatto e ''incoerente con l'ultimo avvistamento di Elisa'' fatto da un testimone; non dispose l'acquisizione di tabulati telefonici ''perché non era tecnicamente possibile, essendo allora il distretto telefonico di Potenza servito da una centrale analogica''.

"La Polizia di Stato della Questura di Potenza - ha continuato il legale  - ricevuta la denunzia della scomparsa di Elisa Claps alle ore 16,00 di domenica 12 settembre 1993, attivava preliminari indagini  ed ipotizzava un'azione violenta nei confronti della Claps da parte di persone non identificate. Ne riferiva ''nella mattina di martedì 14 settembre 1993 con formale informativa alla procura della Repubblica di Potenza, ufficio giudiziario che solo da tale momento assumeva la diretta responsabilità delle indagini preliminari. La dottoressa Felicia Genovese, sostituto procuratore disponeva l'immediata iscrizione di procedimento penale contro ignoti per il delitto di omicidio volontario (n. 429/93/44). Venivano disposte, quel giorno stesso e d'urgenza, intercettazioni telefoniche anche dell'utenza fissa (la sola) in uso al Restivo. Nel corso delle preliminari indagini della Polizia di Stato (e prima che se ne riferisse con informativa alla Autorità Giudiziaria), svolte in piena autonomia da esperti ufficiali di polizia giudiziaria, che per legge godono di ampi poteri di iniziativa nei casi di urgenza veniva accertato che Elisa Claps era stata vista alle ore 13,40 in via 4 Novembre, luogo in cui, ancora oggi, è possibile notare una targa commemorativa (dell'ultimo avvistamento), fatta apporre dalla Amministrazione Comunale di Potenza solo qualche anno fa. Infatti, nella tarda serata di lunedì 13 settembre 1993 un giovane studente  (Giuseppe Carlone, ndr) riferiva all'ufficiale di p.g. Eufemia Vito di abitare nello stesso palazzo di Elisa Claps, di ben conoscerla, di averla superata e salutata in via 4 novembre; ne descriveva con esattezza i vestiti indossati e, soprattutto, dichiarava di essere certo dell'ora dell'incontro. Non venivano prospettati dagli esperti inquirenti elementi di perplessità sulla credibilità del giovane (le cui dichiarazioni vennero confermate il successivo mercoledì 15 settembre, quando venne specificamente risentito). L'ultimo avvistamento della Claps era dunque successivo al momento in cui il Restivo si fece medicare al pronto soccorso del locale ospedale. Alla luce delle conoscenze di quel momento (con il cosiddetto 'senno di allora' l'iniziativa di sequestrare gli biti del Restivo, ove se ne fosse realmente ravvisata la necessità e l'urgenza, poteva ben essere esercitata dall'ufficiale di p.g. procedente; appariva tardiva a distanza di 48 ore dal fatto, incoerente con l'avvistamento della Claps successivo al ferimento del Restivo e pericolosa per l'utilità delle indagini (che in quel momento si valutò di sviluppare attraverso le intercettazioni)''.

Il pm Felicia Genovese non acquisì i tabulati telefonici dell'utenza fissa in uso a Danilo Restivo "Semplicemente perchè non esistevano'', ha spiegato  l'avvocato Francesco Saverio Dambrosio: ''Non era possibile acquisire la documentazione del traffico già effettuato nei giorni precedenti da tale utenza perché ciò non era tecnicamente possibile: il distretto telefonico di Potenza a quel tempo era servito da centrale analogica (o elettromeccanica) e non numerica (o elettronica). Allora, quando il prefisso non era necessario per le conversazioni urbane, era possibile controllare provenienza e destinazione del solo traffico successivo all'inizio delle operazioni di intercettazione"

"Giova ricordare - ha concluso l'avv. Dambrosio -  che la dottoressa Felicia Genovese richiese ed ottenne le intercettazioni ambientali a carico del Restivo nel carcere ove questi fu ristretto, disponendone l'isolamento; propose appello al Tribunale della Libertà di Potenza, allorché l'imputato venne posto agli arresti domiciliari dal Giudice che procedeva; quando Restivo venne condannato per il delitto di false informazioni al pubblico ministero ad una pena ritenuta ingiustificatamente mite, propose con successo appello avverso la sentenza di primo grado e la Corte di Appello di Potenza elevò la pena da otto mesi a due anni ed otto mesi. Non sfugga, infine che le imputazioni 'azzardate' (perché non sostenibili in dibattimento) portano inesorabilmente all'assoluzione ed alla impossibilità definitiva di un nuovo giudizio. Ritrovato il cadavere di Elisa si è registrata un'anomala e non casuale ingravescenza di deliberate offese e calunnie da parte di chi è da tempo protagonista di una campagna denigratoria, posta in essere profittando del silenzio al quale il magistrato è tenuto per legge e per il rispetto del lavoro di un ufficio giudiziario ancora oggi impegnato su un caso non definito''.


[Vai alla pagina del caso]


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DILETTANTI ALLO SBARAGLIO:
L'AMMINISTRAZIONE AMMETTE DI
AVER PERSO 6 MESI E CI RIPROVA PER LA TERZA VOLTA


Per sei mesi ci hanno detto il falso: l'accordo del 15/12/09 firmato la seconda volta il 2/3/10 non è stato validato dagli organi di controllo e si ricomincia tutto daccapo, così ha dichiarato il Capo Dipartimento Dr. Birritteri durante la riunione di ieri a seguito delle nostre sollecitazioni.

Abbiamo stigmatizzato l'atteggiamento dell'Amministrazione che ha convocato la riunione in fretta e furia in chiara violazione di corrette relazioni sindacali e norme di buona educazione, impedendoci di esaminare a fondo le centinaia di pagine che formavano la nuova ipotesi, composta dal vecchio ordinamento professionale, che non ha fatto passi avanti, e dagli altri istituti di un contratto integrativo.

Abbiamo chiesto la possibilità di analizzare meglio il testo allo scopo di fornire un contributo propositivo: tale richiesta ci è stata negata. Abbiamo dunque chiesto di stralciare la parte relativa all'ordinamento professionale dichiarandoci disponibili a discutere, approfondire e migliorare tutta la parte economica e normativa.

Abbiamo chiesto che fosse posto in discussione anche il fondo 2010 allertando l'amministrazione sulle possibile ricadute della manovra economica attualmente in discussione in Parlamento.

L'Amministrazione a questo punto ha negato ogni possibilità di dialogo dimostrando di avere una posizione pregiudiziale nei confronti della maggioranza delle OO.SS..

Non è stata quindi una vera trattativa ma la ratifica di un accordo avvenuto in altre stanze e in altri momenti tra l'Amministrazione e i sindacati che alla fine hanno firmato: ciò è dimostrato dal fatto che nessuno dei sindacati firmatari ha richiesto modifiche al testo presentato dall'Amministrazione ma si è limitato ad accettare tutto l'elaborato, errori di stampa compresi.
 
E' la prima volta nella storia sindacale di questo Ministero.

Il misto di arroganza ed ignoranza non produce buoni risultati e dunque, poiché alla fine dell'anno mancano solo 6 mesi, c'è da preoccuparsi sull'evoluzione di questa ennesima ipotesi che ne contiene una già respinta dagli organi di controllo.

Il nostro atteggiamento è stato responsabile poiché, pur opponendoci alla manovra del governo, abbiamo dimostrato la disponibilità ad evitarne gli effetti più disastrosi per i lavoratori del Ministero della Giustizia.

Il nostro atteggiamento continuerà nei prossimi giorni, sia attraverso la nostra ferma opposizione alla manovra del governo, sia attraverso la ricerca di soluzioni che consentano ai lavoratori di non perdere il trattamento economico che riguarda a questo punto il residuo del fondo 2008, il fondo 2009 e quello del 2010.

Se l'Amministrazione lo scorso dicembre avesse ascoltato le nostre proposte oggi vedremmo corrisposto il residuo del 2008 ed il fondo del 2009.

Se ciò non è avvenuto ci sono delle chiare responsabilità.
 
Ora più che mai facciamo sentire la nostra voce: in piazza domani a Roma, alla manifestazione 'Tutto sulle nostre spalle', partenza corteo da Piazza della Repubblica alle ore 15 fino a Piazza del Popolo.

Il 17 i lavoratori giudiziari parteciperanno alle assemblee congiunte con gli altri firmatari de 'Il Patto per la giustizia' che si terranno alle ore 12.00 presso gli uffici giudiziari per discutere degli effetti della manovra del governo sul funzionamento della giustizia.

Il 25 giugno prossimo sciopero generale della CGIL contro la manovra iniqua del governo che colpisce lavoratori pubblici, privati e cittadini senza toccare le grandi ricchezze.

Roma, 11/06/2010


I coordinatori nazionali Fp Cgil di Min. Giustizia - Penitenziari/Ministero - Giustizia Minorile

GRIECO/LAMONICA/MACIGNO
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Sottoscritto il contratto integrativo:
Scacco ai Lavoratori
 
 

Ieri sera alle 22.00, L'Amministrazione, la CISL, la CONFSAL-UNSA, a cui si è aggiunta in extremis, la federazione INTESA, hanno sottoscritto il contratto integrativo del Ministero della Giustizia.

Il sottosegretario Caliendo ha avuto tanta fretta e non ha voluto sentire nessuna ragione da parte dei non sottoscrittori, perchè, testuali parole sue, “doveva impedire con questo contratto che gli effetti della manovra finanziaria non colpissero i lavoratori”, ed ha fatto appello alla responsabilità di tutti.

Quando si tratta di sacrifici, fanno sempre appello alla responsabilità di chi, questi sacrifici li deve subire!!!

Ci troviamo chiaramente di fronte alla schizofrenia politica: da un lato Caliendo appartiene al governo che ha bloccato i salari per il prossimo triennio, dall'altro abbiamo Caliendo difensore dei vituperati lavoratori della Giustizia. Cosi come per il Ministro che diceva di volere la Riqualificazione per i lavoratori, salvo poi comportarsi diversamente.

Grazie ai firmatari l’Amministrazione incasserà, ancora una volta a costo zero, maggiore flessibilità e indeterminatezza delle mansioni; in cambio i lavoratori avranno un mero passaggio economico finanziato con i propri soldi.

La R.d.B. PI - USB non ha sottoscritto il contratto integrativo, non vuole essere responsabile della lenta agonia della Giustizia e dei suo personale. I lavoratori della Giustizia assieme agli altri, lunedì saranno in prima fila, nello sciopero generale, per contestare il contenuto del contratto integrativo e della recente manovra finanziaria che ha fortemente colpito tutto il mondo del lavoro salariato.


LUNEDI' 14 SCIOPERO GENERALE
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Di Loredana Morandi (del 11/06/2010 @ 15:45:28, in Sindacati Giustizia, linkato 1225 volte)
14 giugno 2010 SCIOPERO!
LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
NON È IL BANCOMAT DEL GOVERNO!
 
 
 

In allegato documento di analisi sui tagli che hanno facidiato il pubblico impiego.

Non siamo più disposti a fare sacrifici, neanche a dividerli, né siamo disposti a vederci tagliare i fondi per il funzionamento della P.A., che non ci piace così com’è oggi, che sicuramente ha bisogno di essere riformata per renderla più aderente alle mutate esigenze della cittadinanza, ma non possiamo permetterci di gettarla alle ortiche in cambio di niente.


MANIFESTAZIONI A ROMA, MILANO, NAPOLI E CAGLIARI


MILANOLARGO CAIROLI ORE 9,30 ANCHE PER PIEMONTE, FRIULI, LIGURIA, EMILIA, VENETO

NAPOLIPIAZZA MANCINI ORE 9,30 ANCHE PER PUGLIA, CALABRIA, BASILICATA, SICILIA

ROMAPIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 9,30 ANCHE PER TOSCANA, UMBRIA, MARCHE, ABRUZZO

CAGLIARI - VIA BONARIA c/o SEDE RAI ORE 9.30, SOLO SARDEGNA


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