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 Misty e Rickon con i loro fratellini ... di Lunadicarta
 
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Seminate per voi secondo giustizia | e mietete secondo bontà.

Osea, 10: 12
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Bravo, bravo, bravo. Bella l'intervista, ottime le risposte. Sia imperitura lode ed onore  al dott. Robledo e anche al dott. Cajani e al giudice Oscar Magi. Hasta la victoria giudiziaria siempre agli eroi del diritto!  E complimenti anche a Massimo Mucchetti. Cmq il meme è un "virus" che colpisce  soprattutto le persone,  meglio identificabile come una operazione di neuromarketing via web, ad alto contenuto di esplosività demagogica (colui che lancia un meme pratica l'istigazione a delinquere). Tutta la verità, niente altro che la verità, lo giuro:  lo stanno usando contro di me da 22 mesi come ritorsione e  contestuale provocazione le società commerciali che sfruttavano UniNapoli  (e quelle del circuito) e la microcriminalità assoldata per l'affare, perché io ho sottratto il server ad una rete illegale per il file sharing. L.M.

L’intervista - Il magistrato di Milano che ha ottenuto la condanna della società

Il pm, la privacy e Google: loro vogliono il Far West
Robledo al contrattacco: aggressione mediatica


MILANO — «L’intervista di Schmidt al Financial Times fa cadere le braccia…». Alfredo Robledo è il pm di Milano che con il collega Francesco Cajani, ha ottenuto la condanna di Google per violazione della privacy di un bambino down. Da buon napoletano, tende a sorridere. Anche dei cow boy del web.

Dottor Robledo, l’amministratore delegato di Google ha giudicato come bullshit (str…, ndr) la sentenza di Milano.

«È sconfortante. Mi sembra di risentire Nicole Wong, la responsabile legale di Google. Quando le chiedemmo se in casi di emergenza, con la vita delle persone in gioco, Google fosse disposta a dare subito informazioni agli inquirenti, la signora Nicole rispose che ci voleva una rogatoria internazionale, alla quale la società avrebbe risposto a sua discrezione. I dati, aveva aggiunto, li cancelliamo ogni 30 giorni. Abbiamo dimostrato in giudizio che le cose stanno diversamente. E che fa Schmidt? Dice che la procura prende tre persone a caso e il giudice le colpisce, che insomma spariamo nel mucchio.. Non lo faccio perché, come diceva Buffon, lo stile è l’uomo, ma per farmi capire da lui dovrei usare quella sua stessa parola».

Come avete individuato gli imputati?

«Abbiamo attribuito le responsabilità penali sulla base delle funzioni esercitate nel caso specifico. Non è stato agevole».

Già, Google è ovunque e al tempo stesso in nessun luogo.

«Non nel nostro caso. Ci siamo attenuti ai fatti. Anche i fatti fessi».

Sarebbe a dire?

«Come altrimenti qualificare l’episodio di uno dei tre condannati che, raggiunto a Milano durante un convegno dagli agenti che gli devono consegnare l’avviso di garanzia e di comparizione per l’interrogatorio, nega di aver a che fare con Google?».

Chi è costui?

«Peter Fleischer, allora direttore della policy Google per la privacy in Europa e poi promosso a livello mondo».

Google vi accusa di voler innescare censure con la scusa della privacy.

«Vuole una battuta o una risposta seria? ».

Una risposta seria che faccia sorridere.

«Ci provo: il primo emendamento della Costituzione americana pone la libertà di espressione sopra qualsiasi altra iniziativa legislativa, ma la Costituzione americana è una norma locale».

Locale?

«Sì. In Italia e in Europa la libertà di espressione trova un suo confine nel rispetto dei diritti delle persone, tra i quali spicca quello alla privacy. Bisogna che Google se ne faccia una ragione».

Patriottismo giuridico.

«Primo, a inquisire e giudicare Google sono stati magistrati indipendenti della Repubblica Italiana. Secondo, il diritto italiano ed europeo ha origini antiche. Senza risalire, come pur si dovrebbe, all’epoca classica, è con Martin Lutero e la Rivoluzione francese che nasce e si consolida la libertà di coscienza. Dunque, piano con le lezioni ex cathedra…».

Non rischia la retorica?

«No. La libertà non esiste senza responsabilità. Rispettare le sentenze è principio di libertà e di democrazia. Capirle aiuta a rispettarle».

Eric Schmidt non capisce?

«Non proprio. La sua è volontà esibita di non comprendere nel quadro di un’aggressione mediatica che ha avuto, tre le sue conseguenze, le minacce on line al giudice Oscar Magi».

In verità, il capo di Google solleva anche problemi reali. Per esempio, il diritto fatica a tenere il passo di Internet.

«Non ci vuole un genio per porre il problema. È per trovare la soluzione che servono intelligenza, volontà, senso di responsabilità e, ancor più, la disponibilità ad accettare la pluralità delle culture, e dunque delle legislazioni. In questo contesto, per noi, italiani ed europei, sono irrinunciabili i diritti della persona. Mi par di capire, invece, che Schimdt teorizzi, pratichi e difenda il Far West e poi lamenti l’inadeguatezza della legge. Un po’ troppo comodo, non le pare?».

Google dice: prova e correggi.

«Ottimo. Ma la sentenza dice che non ci ha provato».

La magistratura esige controlli ai fini della privacy su quanto organizzato dal motore di ricerca che Google reputa impossibili.

«Mistificazione. La magistratura non ha mai detto quali controlli effettuare. Non viola la libertà delle imprese. Ma ha fatto emergere come Google non avesse messo in atto gli accorgimenti che già aveva disponibili dal 2003. Per esempio, la possibilità di togliere subito i contenuti offensivi. Filtri…».

Potrebbe essere censura.

«Stiamo parlando di privacy, non di notizie od opinioni».

Tanto per capire, lei, il pm di Google, che cosa pensa del decreto sulle intercettazioni?

«Del decreto non saprei: non è ancora stato approvato. Delle intenzioni che lo ispirano, invece, direi che, con la scusa di affrontare problemi reali, cerca di risolvere i problemi di autoconservazione delle caste e delle cricche, di impedire il formarsi di un’opinione pubblica sui poteri politici ed economici. Nel nostro caso, invece, la censura è un meme che ha messo in giro Google ».

Un meme?

«Sì, il meme è una sorta di virus informatico che tende a riprodursi da solo».

Il confine tra tutela della privacy e censura non è sempre chiaro.

«Per questo chiediamo uno sforzo comune, direi di autoregolazione. E interveniamo sui fatti specifici. Le dice niente che, dopo l’acquisizione di YouTube, Google ha cominciato a usare i filtri che prima aveva e non usava?».

Mi dice che, prima, c’era da fare concorrenza e dopo meno.

«Appunto. D’altra parte, il romanticismo libertario di Schmidt si manifesta nella sua pienezza quando dice che non ce l’ha comunque con l’Italia visto che è parte del molto redditizio mercato europeo».

Massimo Mucchetti per il Corriere Sera
06 giugno 2010 (ultima modifica: 07 giugno 2010)
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Centaro ha preso alla lettera Cascini ??? Pazzesco...
La mia impressione? L'unico al parlamento che rammenti di essere stato magistrato è Casson del PD. L.M.


Intercettazioni, proposta nuova modifica
con una proroga per non oltre 48 ore

Caselli: vanno potenziate, non mortificate e complicate
Domani vertice a palazzo Grazioli per mettere a punto il ddl
     

ROMA (7 giungo) - L’appuntamento è per domani mattina alle 9, a palazzo Grazioli. Silvio Berlusconi rientrerà a Roma giusto in tempo per non mancare. L’Ufficio di presidenza del Pdl si riunirà per fare il punto della situazione in vista delle prossime scadenze parlamentari dopo le polemiche di questi giorni sul ddl intercettazioni. Un primo emendamento potrebbe prevedere una proroga dopo i 75 giorni di intercettazioni ma solo di 24 ore in 24 ore ma sembra per non oltre 48 ore.

Al primo punto dell’ordine del giorno figura l’esame del testo sulle intercettazioni. Con ogni probabilità, infatti, sarà proprio il massimo organo rappresentativo del Popolo della libertà a preparare la versione definitiva delle modifiche da apportare al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. A mezzogiorno si terrà la commissione Giustizia del Senato per terminare l’esame degli emendamenti e rispedire il testo in aula. E sarà in quella sede, dalle 16.30, che verranno presentate anche le nuove modifiche del centrodestra tradotte in emendamenti.

Maroni: trovata una buona soluzione per le intercettazioni ambientali. «Abbiamo trovato una buona soluzione sulle intercettazioni ambientali, perché c’erano questioni in sospeso, per le limitazioni considerate eccessive dalla polizia». Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, stamani a Como per la firma del patto per la sicurezza per il Lario. Maroni si è detto «soddisfatto delle soluzioni trovate, che accolgono le richieste degli investigatori» e allo stesso tempo ha sottolineato il successo dell’operazione contro il clan dei casalesi conclusa oggi, definita «un’operazione straordinaria».

Caselli: vanno potenziate e non mortificate e complicate. «Le intercettazioni sono e dovrebbero continuare a essere uno strumento indispensabile, da potenziare, da affinare, da perfezionare, sicuramente non da complicare o addirittura da mortificare come la riforma in cantiere corre il rischio di fare». Parole del procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli. «La nuova legge prevede che possano durare soltanto 75 giorni, che sono pochi. Anzi - ha concluso Caselli - l’esperienza ci insegna che spesso non servono assolutamente a nulla. Successivamente a questo termine c’è l’idea di prorogarle di 24 ore in 24 ore, ma confesso che quando ho sentito parlarne alla televisione mi sono chiesto se capivo bene, perché mi sembra una cosa davvero difficile da inquadrare».

L'articolo prosegue su Il Messaggero



Funzionari di polizia a Fini: ddl, effetti devastanti. «Se il problema fosse davvero e solo quello di evitare, da un lato, l’abuso di uno strumento che resta assolutamente insostituibile sotto il profilo investigativo e, dall’altro, quello di comprimere i costi in termini di diritti non si comprende perché si colpisca a monte con ingiustificabili divieti e preclusioni, confezionando una cura che rischia di produrre effetti ben più devastanti sulla sicurezza dei cittadini del male che si vuole prevenire. Le intercettazioni sono un prezioso strumento di ricerca della prova di cui l’intero apparato investigativo a disposizione della magistratura e delle forze di polizia non può davvero fare a meno». Parola di Enzo Marco Letizia a nome dei funzionari di polizia che si sono rivolti al presidente della Camera Gianfranco Fini.

Possibilità di continuare ma con “paletti” di 48 ore. Se dalle indagini dovesse emergere che le intercettazioni possono consentire «l’acquisizione di elementi fondamentali per l’accertamento del reato per cui si procede o che dalle stesse possano emergere indicazioni rilevanti per impedire la commissione» di un reato intercettabile, il Pm con decreto «eventualmente reiterabile ricorrendone i presupposti» potrà disporre autonomamente il controllo delle comunicazioni «per non oltre 48 ore». È quanto si legge in una bozza dell’emendamento al ddl Intercettazioni che il relatore Roberto Centaro presenterà domani in Senato.

Calipari: governo ascolti chi opera sul campo. «Trovo incredibile il comportamento del Governo che si ostina ad andare avanti con il Ddl sulle intercettazioni non sentendo, o non volendo ascoltare, le ragioni di chi opera in prima linea contro la ‘ndrangheta e la criminalità organizzata». Lo ha dichiarato Rosa Villecco Calipari, vice presidente del gruppo PD alla Camera. «Stamane il procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo - ha sostenuto Calipari - ieri il procuratore aggiunto di Milano, Spataro e giorni fa il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Gratteri, sono intervenuti per sottolineare che le più importanti inchieste contro la ‘ndrangheta e la criminalità hanno prodotto grandi risultati grazie allo strumento delle intercettazioni».

Bonino: modo di legiferare demenziale. «Il modo di legiferare adottato in tema di intercettazioni è demenziale». Lo dice a Radio Radicale la vice presidente del Senato, Emma Bonino. «Oggi - spiega - leggiamo sui giornali che sono in arrivo nuovi emendamenti del governo, quindi si renderà necessario riaprire i termini e domani si tornerà verosimilmente in commissione per esaminare dei testi che, al momento, non sono ancora nella disponibilità degli uffici del Senato».

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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 08:29:47, in Indagini, linkato 1272 volte)

Si, da ieri, le minacce di morte nei miei confronti sono state infine conclamate dal sito Biagioquotidiano, su piattaforma Blogspot (una proprietà di Google). In che modo? Con la "proclamazione" di un "meme", che istiga tutti gli psicopatici del web ad uccidermi.

Perché i pedofili? In primo luogo per l'acronimo sardo "PVF" indossato dai gestori delle chat hard sulla rete IRC che sfruttava i server di Uni Napoli. Secondo ma non ultimo: il primo tra i miei diffamatori e l'arma contro loro stessi è un ideologo della pedofilia, reo di sostituzione di persona ai sensi degli art 494/496 cp, che accende candele nelle date dell'orgoglio degli orchi e regala pedobear a Natale. E con lui sono arrivati da subito anche gli indagati al processo di Reggio Emilia e i fans dei condannati in Cassazione per gli abusi nell'asilo nido di Torino.

Dichiarazioni non ne ho, salvo una dedica col cuore al dottor Robledo, al dott. Cajani e al giudice Oscar Magi, i tre magistrati del mito dei "Santi precursori" del "Diritto in Rete" e della "Privacy" delle popolazioni italiche.  E sì, 

A I U T O !




L'articolo di Ansa pubblicato su Giornalistaonline.it sulle minacce di morte in data...

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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 15:59:27, in Estero, linkato 1320 volte)
Suscita spavento il pensiero che l'italia si disfi dell'arresto in flagranza di reato (l'emendamento è nel ddl delle intercettazioni) mentre il paese a frontiere aperte rischia di accogliere i "comunitari" ricercati dalla polizia polacca per reati contro minori... L.M.

chi ha stuprato un minore di 15 anni ora rischia fino a 15 anni di reclusione


Polonia: per pedofili e autori di incesto
potrà scattare la castrazione chimica


Al via la nuova legge che prevede che dopo la pena il condannato possa essere sottoposto al trattamento

MILANO - Una decisione che riaprirà il dibattito sulle pene applicabili ai condannati. D'ora in poi in Polonia un tribunale potrà ordinare la castrazione chimica per i condannati per pedofilia e incesto. Sono infatti entrate in vigore nuove norme, votate dal parlamento di Varsavia lo scorso settembre, in base alle quali una persona condannata per stupro su un minore di età inferiore ai 15 anni o su un familiare «può essere sottoposto obbligatoriamente, su decisione di un tribunale, ad una terapia farmacologica e una psicoterapia, mirata a diminuire le pulsioni sessuali», una volta scontata la pena in carcere.

NUOVE DISPOSIZIONI - Le nuove disposizioni legali sono volute lo scorso anno dal premier Donald Tusk, sull’onda del caso di un uomo di 45 anni che aveva sequestrato e violentato per sei anni la figlia, oggi 21enne. Sino a lunedì scorso, le pene previste per stupro di minore o di un membro della famiglia andavano dai 2 ai 12 anni di prigione, ora passano da 3 a 15 anni. Sino a tre anni per le persone che cercano di adescare minori via internet. Prima di disporre il trattamento chimico per uno specifico caso, il tribunale dovrà ascoltare l’opinione di psichiatri, sessuologi e psicologi, che dovranno indicare la terapia più adatta.

Redazione online
Corriere Sera 08 giugno 2010
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 16:26:03, in Politica, linkato 1515 volte)
.. come non detto... grazie ai manifestanti della associazione "Un Patto per la Vita" di fronte alla Prefettura di Napoli.


INTERCETTAZIONI: PDL, NORME SUBITO EFFETTIVE.
VIA QUELLE SU PEDOFILI
 

(ASCA) - Roma, 8 giu - Stralciata la parte relativa alle intercettazioni ed al segreto di Stato per quelle relative alle attivita' dei servizi segreti; eliminate dal provvedimento le norme relative alla violenza ed agli atti sessuali con minori; mentre le intercettazioni ambientali potranno essere disposte per acquisire elementi fondamentali per l'accertamento di un reato o nel caso possano emergere 'indicazioni rilevanti' per impedire un altro reato intercettabile, ma non potranno mai riguardare ''luoghi privati''. Sono queste le novita' introdotte dai nuovi emendamenti della maggioranza al ddl intercettazioni a nome del relatore Roberto Centaro, che saranno presentate in Aula alla ripresa dei lavori assembleari alle 16,30.

Ma tra le modifiche volute dal Pdl c'e' anche l'eliminazione della vacatio legis, il termine cioe' di 30 giorni per l'applicabilita' delle norme stesse, inizialmente prevista a partire dalla pubblicazione in Gazzetta, ora cancellata. Il che comporta che le disposizioni contenute nel provvedimento potranno essere applicate immediatamente ai procedimenti in corso. In base agli emendamenti introdotti anche in caso di intercettazioni gia' autorizzate, per la loro proroga ci si dovra' attenere ai tempi indicati dal ddl intercettazioni. 08-06-10 njb/mcc/alf


.. la modifica seguente l'avevo immaginata anche io, per la parentela iconologica tra 75 (giorni) e 72 (ore), ma la soluzione é egualmente disastrosa.


INTERCETTAZIONI: EMENDAMENTI PDL,
PROROGA E' DI TRE GIORNI IN TRE GIORNI
 

(ASCA) - Roma, 8 giu - Non piu' 48 ore, ma 72. La proroga prevista dal ddl intercettazioni per il prolungamento delle stesse dopo i 75 giorni massimi fissati dalla norma, si allunga di un giorno nella nuova formulazione degli emendamenti della maggioranza messi a punto dall'ufficio di presidenza del Pdl. La proposta di modifica porta la firma del relatore, Roberto Centaro e sara' presentata, insieme ad un'altra dozzina di emendamenti, tutti a sua firma, in Aula alla ripresa dei lavori assembleari.  08-06-10  njb/did/bra


.. il nuovo reato punisce gli alti introiti degli editori, resta oscuro il significato della sanzione sulle "dichiarazioni" a meno che non si voglia punire direttamente alla fonte "la notizia" sulle "dichiarazioni sconvenienti" rilasciate da ogni politico italiano, che vengono riportate da agenzie e quotidiani. Un caloroso benvenuto alle Agenzie nell'era della tecnologia e dei mini registratori di cui dovranno essere dotati tutti i giornalisti...


INTERCETTAZIONI: NUOVO REATO PER EDITORI,
SANZIONE DA 450 MILA EURO
 

(ASCA) - Roma, 8 giu - Il ddl intercettazioni introduce un nuovo reato a carico degli editori, la pubblicazione delle intercettazioni per le quali era stata disposta la distruzione. Le sanzioni previste arrivano fino a 450 mila euro (il tetto raggiungibile sara' per l'esattezza 464.700 euro). E' quanto contenuto in un emendamento a firma del relatore Roberto Centaro a nome della maggioranza e che sara' presentato in Aula.

La stessa proposta di modifica inasprisce le sanzioni gia' previste per la pubblicazione delle intercettazioni non pubblicabili fino alla fine delle indagini preliminari. La pena iniziale indicava una sanzione corrispondente a 100 fino a 150 quote che la nuova versione innalza a 200. In base alla legislazione vigente il valore di una quota oscilla tra i 258 e i circa 1.500 euro; di conseguenza la pena apicale potra' sfiorare i 310.000 euro.

E' infine prevista una sanzione fino a 774.500 euro per coloro i quali inducono a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni non veritiere all'autorita' giudiziaria. 08-06-10  njb/sam/rob

La Rassegna

Intercettazioni:Pdl,prorogabili 3 giorni

ANSA - ‎1 ora fa‎
(ANSA) - ROMA, 8 GIU - Le intercettazioni potranno essere prorogate di tre giorni in tre giorni, invece che di 48 ore in 48 ore. Lo prevede un emendamento del relatore Roberto Centaro, appena presentato al ddl intercettazioni. ...

INTERCETTAZIONI: PDL, NORME SUBITO EFFETTIVE. VIA QUELLE SU PEDOFILI

Agenzia di Stampa Asca - ‎53 minuti fa‎
(ASCA) - Roma, 8 giu - Stralciata la parte relativa alle intercettazioni ed al segreto di Stato per quelle relative alle attivita' dei servizi segreti; eliminate dal provvedimento le norme relative alla violenza ed agli atti sessuali con minori; ...

INTERCETTAZIONI: NUOVO REATO PER EDITORI, SANZIONE DA 450 MILA EURO

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 8 giu - Il ddl intercettazioni introduce un nuovo reato a carico degli editori, la pubblicazione delle intercettazioni per le quali era stato disposta la distruzione. Le sanzioni previste arrivano fino a 450 mila euro (il tetto ...

Intercettazioni: multe a editori se infrangono divieto ...

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Roma, 8 giu. - (Adnkronos) - Restano le multe a carico degli editori in caso di pubblicazione di contenuti di intercettazioni destinati alla distruzione. Lo stabilisce l'emendamento del relatore Roberto Centaro (Pdl), al ddl intercettazioni. ...

Nuove sanzioni per intercettazioni

TGCOM - ‎19 ore fa‎
La maggioranza starebbe pensando di introdurre nel ddl intercettazioni una nuova fattispecie di reato per gli editori, punibile quindi non più solo con una sanzione amministrativa, ma anche con conseguenze penali. Se pubblicano intercettazioni di cui è ...

"Sanzioni penali agli editori" Giallo sull'emendamento Pdl

La Stampa - ‎8 ore fa‎
L'allarme torna alto. Il tema è quello delle intercettazioni. E riguarda un presunto emendamento al disegno di legge in discussione alla Commissione giustizia e che potrebbe riguardare eventuali sanzioni penali per gli editori e quei giornali che ...

INTERCETTAZIONI: EMENDAMENTI PDL, PROROGA E' DI TRE GIORNI IN TRE ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎2 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 8 giu - Non piu' 48 ore, ma 72. La proroga prevista dal ddl intercettazioni per il prolungamento delle stesse dopo i 75 giorni massimi fissati dalla norma, si allunga di un giorno nella nuova formulazione degli emendamenti della ...

Intercettazioni, addio segreto di Stato

Blitz quotidiano - ‎1 ora fa‎
Nel disegno di legge sulle intercettazioni non si parlerà più della possibilità o meno di opporre il segreto di Stato alle conversazioni tra agenti dei servizi o tra terzi che parlano di attività legate agli 007. Il relatore del ddl Roberto Centaro ha ...

Intercettazioni, sanzioni fino a 450 mila euro per gli editori che ...

Blitz quotidiano - ‎1 ora fa‎
Nessun giallo, nessuna smentita. Il relatore al ddl intercettazioni, Roberto Centaro, ha presentato un nuovo emendamento nel quale si prevede che gli editori rispondano di un nuovo reato sanzionabile fino a oltre 450 mila euro. ...

Intercettazioni, Multe fino 450mila euro per chi pubblica testi

Diario del Web - ‎2 ore fa‎
Roma, 8 giu - Il Pdl, con un emendamento al ddl intercettazioni presentato dal relatore Roberto Centaro, ha confermato il reato e le sanzioni per gli editori che pubblicheranno i testi delle intercettazioni. Nell'emendamento si prevedono multe fino a ...

Intercettazioni/ Relatore presenta in Aula 13 emendamenti

Affaritaliani.it - ‎2 ore fa‎
Il relatore al ddl intercettazioni,Roberto Centaro, ha presentato per l'aula 13 nuovi emendamenti.Restano le maximulte per gli editori: per chi pubblichera'intercettazioni di cui sia stata ordinata la distruzione e'prevista una multa da 25.800 a ...

Intercettazioni:nuove sanzioni a editori

ANSA - ‎19 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 7 GIU - In arrivo nuove sanzioni per gli editori: la maggioranza penserebbe di introdurre nel ddl Intercettazioni, una nuova fattispecie di reato. Non saranno puniti solo con sanzione amministrativa, ma gli editori potrebbero essere ...

Ddl intercettazioni: in arrivo sanzioni penali per gli editori?

Newnotizie - ‎7 ore fa‎
Il testo del ddl sulle intercettazioni non conosce “requie”. Secondo quanto trapelato fino a ieri sarebbe in arrivo una serie di emendamenti, volti (tra l'altro) a inasprire le sanzioni previste per gli editori “disobbedienti. ...

Intercettazioni: multe fino a 450mila euro per gli editori

Trentinoweb - ‎16 ore fa‎
Arrivano nuove sanzioni per chi pubblica intercettazioni desinate alla distruzione: infatti la maggioranza starebbe pensando di introdurre nel ddl Intercettazioni, una nuova fattispecie di reato per gli editori; non saranno puniti solo con una sanzione ...

Intercettazioni:nuove sanzioni a editori

euronews - ‎19 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 7 GIU – In arrivo nuove sanzioni per glieditori: la maggioranza penserebbe di introdurre nel ddlIntercettazioni, una nuova fattispecie di reato. Non sarannopuniti solo con sanzione amministrativa, ma gli editoripotrebbero essere chiamati ...
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Federazione Nazionale della Stampa Italiana


Roma, 8 giugno 2010   
Prot. n. 134


La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica che la Conferenza Nazionale dei Comitati di Redazione ha approvato, sul diritto all’informazione contro ogni norma censura e contro il “silenzio di Stato”, il comunicato che segue e di cui si chiede la pubblicazione, con la dovuta evidenza, anche ai sensi dell’art. 34 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. I Comitati di Redazione sono pregati di curarne la massima diffusione e i direttori di garantirne la pubblicazione.

Intercettazioni e diritto di cronaca:
no dei Cdr al “silenzio di Stato”.
Pronta la resistenza civile


“La Conferenza Nazionale dei Comitati e dei Fiduciari di redazione denuncia con forza e indignazione il disegno di legge che impedisce ai giornalisti di dare notizie, a volte per anni, perché vieta la pubblicazione della cronaca giudiziaria  fino alla conclusione delle indagini preliminari.

La norma inoltre impedisce, di fatto,  alla magistratura di svolgere efficaci indagini contro la criminalità.

I giornalisti italiani sono pronti alla resistenza civile e non accetteranno mai di sottostare a una legge che limita il diritto dei cittadini ad essere informati e il loro diritto-dovere di informarli.

I cittadini sappiano comunque fin d’ora che i giornalisti faranno ogni sforzo affinché loro possano continuare a conoscere tutte le notizie.

Così come hanno fatto i direttori dei quotidiani italiani e il mondo delle associazioni, i comitati e i fiduciari di redazione danno pieno sostegno alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e assicurano l’adesione a tutte le forme di lotta che la Fnsi promuoverà, nessuna esclusa, compresi lo sciopero e una manifestazione aperta alla società civile.

La libera informazione è la più pura espressione della democrazia, nessuno pensi di poterla bloccare con una legge che impone il silenzio di Stato”.
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 17:44:53, in Politica, linkato 1778 volte)
Carceri: Pd , ritardi governo
gettano sanità penitenziaria al collasso

Presentata interrogazione a Sacconi e Alfano per sapere dove sono finiti i 150 milioni di euro


“Il mancato trasferimento alle Regioni delle risorse destinate alla medicina penitenziaria per gli anni 2009-2010 sta aggravando lo stato di emergenza delle carceri italiane. Le aziende sanitarie locali non possono infatti assicurare le funzioni assistenziali nei confronti dei detenuti, costretti a vivere in condizioni di drammatico e insalubre sovraffollamento. Siamo in emergenza umanitaria, come testimoniano i recenti casi di decessi in carcere e l'alta incidenza di malattie infettive e psichiatriche. La situazione è divenuta insostenibile”. Lo dichiara Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare sottoscritta da tutti i componenti democratici della commissione giustizia della Camera che chiede ai ministri Sacconi ed Alfano di fare luce sui mancati trasferimenti della medicina penitenziaria.

“La legge del 2007 sul riordino della medicina penitenziaria – spiega Orlando - prevede un trasferimento di funzioni dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e da quello della giustizia minorile al servizio sanitario nazionale. Nessuna determinazione è stata però adottata dal governo per il trasferimento delle risorse per gli anni 2009-2010. La situazione è ancora più incerta  per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano per le quali il trasferimento delle funzioni sarebbe avvenuta invece solo a seguito dell’emanazione di norme di attuazione specifiche di cui però non si sa ancora nulla”.

“Considerata l’urgenza evidenziata dalla proclamazione dello stato di emergenza, - conclude Orlando - è assolutamente necessario che il governo assicuri l’effettivo trasferimento delle risorse alle Regioni a statuto ordinario e che intervenga per consentire alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di recepire le norme relative al trasferimento delle funzioni. Sono inammissibili ulteriori inadempienze”.

Roma, 8 giugno 2010

 Segue testo interrogazione


ANDREA ORLANDO, FERRANTI, MELIS, ROSSOMANDO, TIDEI, BERNARDINI, SAMPERI, TOUADI, CIRIELLO, TENAGLIA, CAPANO, CONCIA, CUPERLO, CAVALLARO, GIANNI FARINA, VACCARO e PEDOTO.

- Al Presidente del Consiglio dei ministri
e ai Ministri della salute, della giustizia, dell'economia e delle finanze e per i rapporti con le regioni.

- Per sapere

- premesso che:


l'articolo 2, comma 283, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), prevede che, al fine di dare attuazione al riordino della medicina penitenziaria comprensivo dell'assistenza sanitaria negli istituti penali minorili, nei centri di prima accoglienza, nella comunità e negli ospedali psichiatrici giudiziari, sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, le modalità e i criteri per il trasferimento dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal dipartimento della giustizia minorile del ministero della giustizia al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria;

l'articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008 prevede che, ai fini dell'esercizio da parte del servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria, le risorse finanziarie trasferite nelle disponibilità del servizio sanitario nazionale sono quantificate complessivamente in 157,8 milioni di euro per l'anno 2008, in 162,8 milioni di euro per l'anno 2009 e in 167,8 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010;

l'articolo 6, comma 3, del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri prevede che, nelle more del trasferimento alle aziende sanitarie locali, per il tramite delle regioni, delle risorse finanziarie di cui al comma 1 e, comunque non oltre il 30 settembre 2008, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e il dipartimento della giustizia minorile del ministero della giustizia continuassero a svolgere le funzioni di uffici erogatori dei trattamenti economici in godimento per il personale trasferito;

l'articolo 8 del richiamato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri stabilisce che il trasferimento delle funzioni dell'amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano avverrà solo a seguito dell'emanazione delle norme di attuazione secondo i loro rispettivi statuti e che, pertanto, l'onere del personale dipendente di tali regioni e province autonome resta a carico del ministero della giustizia;

l'articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, demanda al Cipe, su proposta del Ministro della salute, d'intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, l'assegnazione annuale delle quote del fondo sanitario nazionale di parte corrente alle regioni e province autonome;

il Cipe, con deliberazione n. 9 del 6 marzo 2009 (pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 20 maggio 2009), ha destinato le risorse del fondo sanitario nazionale ai fini dell'esercizio delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria per l'importo di 32.323.602 euro, ripartendole fra le regioni a statuto ordinario, mentre l'importo di 125.476.398 euro costituiva il finanziamento delle spese sostenute dal ministero della giustizia dal 1o gennaio al 30 settembre 2008;

il predetto importo di euro 32.323.602 è stato effettivamente trasferito alle regioni a statuto ordinario solo in prossimità della fine dell'anno 2009;

in data 26 novembre 2009, è intervenuta l'intesa della conferenza unificata per i rapporti fra lo Stato, le regioni, le città e le autonomie locali sulla proposta del 26 ottobre 2009 del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di cui alla deliberazione del Cipe concernente il riparto per l'anno 2009 delle risorse finanziarie, per l'importo complessivo di euro 135.452.00, nelle disponibilità del servizio sanitario nazionale, ai fini dell'esercizio delle funzioni sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria da parte delle regioni a statuto ordinario, mentre l'importo di 25.137.000 euro costituisce il finanziamento delle spese sostenute dal ministero della giustizia per le regioni a statuto speciale e per le province autonome;

nessuna determinazione è stata adottata dal Governo per il trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle risorse del fondo sanitario nazionale sanitarie afferenti alla medicina penitenziaria per gli anni 2009 e 2010 (queste ultime quantificabili in ulteriori 143 milioni di euro, al netto delle spese a carico del ministero della giustizia per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano, fino all'adozione dei regolamenti di attuazione del trasferimento delle funzioni medesime);

in conseguenza del mancato trasferimento delle predette risorse finanziarie del fondo sanitario nazionale, si stanno producendo forti difficoltà da parte delle aziende sanitarie locali ad assicurare le funzioni assistenziali nei confronti della popolazione ristretta negli istituti penitenziari in condizioni di drammatico sovraffollamento, tali da indurre il Governo a deliberare lo stato di emergenza e da determinare evidente pregiudizio alla salubrità e all'igiene degli ambienti di vita e alla tutela della vita e della salute delle persone detenute, come testimoniano recenti casi di decessi in carcere, l'elevato ricorso a strutture sanitarie esterne agli istituti penitenziari e l'alta incidenza di malattie infettive e psichiatriche;

risultano fortemente in ritardo le procedure attinenti al trasferimento alle regioni a statuto speciale delle funzioni, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e strumentali in materia di sanità penitenziaria, non avendo il Governo provveduto tempestivamente alla nomina dei propri rappresentanti in seno alle commissioni paritetiche per le norme di attuazione dei relativi statuti; circostanza che determina anche in quelle regioni enormi difficoltà di programmazione e di organizzazione degli interventi di prevenzione, di assistenza e di tutela della vita e della salute delle persone detenute ed internate -:

quali determinazioni il Governo intenda assumere per assicurare l'effettivo trasferimento alle regioni a statuto ordinario delle risorse finanziarie del fondo sanitario nazionale afferenti alle funzioni ad esse trasferite in materia di sanità penitenziaria, considerata anche l'urgenza evidenziata con la dichiarazione dello stato di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale, deliberata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 gennaio 2010;

quali iniziative il Governo intenda assumere, per la parte di propria competenza, in particolare, con riferimento alla nomina dei propri rappresentanti nelle commissioni paritetiche, per consentire alle regioni a statuto speciale e alle province autonome il recepimento delle norme concernenti il trasferimento delle funzioni, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008;

quale sia l'operatività degli organismi previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008 deputati al monitoraggio e alla valutazione degli interventi attuativi del trasferimento di competenze in questione e quali siano le relative risultanze, anche tenuto conto di quanto eventualmente comunicato dagli analoghi organismi attivabili (e non ovunque attivati) a livello delle singole regioni (osservatori permanenti sulla sanità penitenziaria). (3-00910)
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Carceri, Pd: ‘legislativa a costo zero’?
Governo e maggioranza sono allo sbando

Ferranti: minacciano opposizione per nascondere loro divisioni

 

“Sul ddl ‘svuota-carceri’ il Governo è allo sbando e per nascondere le proprie incapacità fa la voce grossa minacciando di far ricadere sull’opposizione le colpe di un ulteriore nulla di fatto”. Così la capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, Donatella ferranti commenta i lavori della II commissione di Montecitorio dove oggi, il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo ha chiesto ai gruppi parlamentari di approvare una ‘legislativa a costo zero’.

“La verità è che si sono infilati in un cul de sac: da una parte, il ministro Maroni che dice che il provvedimento sarà ‘peggio di  un indulto’ se non porterà a reali impegni di assunzione del personale di polizia, e dall’altra Tremonti che ribadisce che per le carceri le casse sono vuote. Questo è lo stato dell’esecutivo, ma anche la maggioranza non scherza: con il Pdl che vorrebbe accelerare pur di portare a casa un risultato, anche se solo apparente, e la Lega che chiede altro tempo.

Per il Pd il finanziamento del provvedimento e quindi il potenziamento del personale della polizia e degli uffici civili dell’amministrazione penitenziaria (educatori, psicologi, servizi sociali) è condizione necessaria per consentirne l’attuazione. Come può, infatti, il Governo pensare di aggravare gli uffici locali dell’esecuzione penale esterna (Uepe) anche del monitoraggio di tutte le incombenze derivanti dai nuovi provvedimenti di detenzioni domiciliari senza prevedere un minimo intervento di sostegno numerico e professionale”.

Roma, 8 giugno 2010
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 17:54:48, in Politica, linkato 1287 volte)
INTERCETTAZIONI: FINOCCHIARO, "TESTO BLINDATO? BELLA DEMOCRAZIA."

"72 ore? Per noi rimane obbrobrio. Vogliamo discutere in Commissione."


"Leggo che il vertice del PDL ha deciso la blindatura del nuovo testo prima ancora che arrivi in Senato. Bella prova di democrazia! Lo dice Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.
"Questi emendamenti - prosegue - non li abbiamo visti, mi auguro di vederli in Commissione Giustizia:  questo è il luogo in cui avremo conoscenza di
questi emendamenti, li discuteremo, li valuteremo, presenteremo gli emendamenti a questo testo. Dopo di che il Senato è sovrano, ma non so se a questo punto nella testa del Presidente del Consiglio ci sia addirittura un voto di fiducia sulle intercettazioni. Noi siamo qui e abbiamo intenzione di fare il nostro mestiere dentro al Parlamento.
Io voglio vedere i testi perchè qui hanno portato di tutto e il suo contrario e hanno votato con la stessa identica faccia tutto e il suo contrario. La grande rivoluzione è l'allungamento a 72 ore del termine di 48 di cui si era parlato? Mi pare un obbrobrio, continuo a ritenerlo un assoluto obbrobrio. Comunque vedremo i testi".
"La multa agli editori - spiega Finocchiaro - mi pare una cosa molto complessa perchè certo il problema è l'entità della multa ma anche il fatto che io non capisco come si costituisca questa responsabilità degli editori, nel senso che si attribuisce agli editori un onere di vigilanza sui contenuti dei giornali che è comprensibile quando c'è il piccolo editore e il piccolo editore che è anche direttore di giornale, ma non quando parliamo di grandi giornali. I grandi giornali hanno spesso la proprietà che è una società per azioni" conclude Anna Finocchiaro. Roma, 8 giugno 2010


INTERCETTAZIONI. FINOCCHIARO: "FINI SI ACCONTENTA? IO NO. QUESTA LEGGE NON VA BENE".

"La proroga a 72 è un pasticcio"

"Fini si dice abbastanza soddisfatto? Io, invece, non mi accontento. Noi non ci accontentiamo. Capisco che un pezzo della maggioranza ha esigenze di
mantenimento del proprio ruolo, ma noi facciamo l'opposizione e non ci accontentiamo.
Questa legge non va bene, continua a non andar bene". "Tra l'altro hanno previsto procedure differenti per le diverse ipotesi.
Per cui c'e' una procedura che prevede la trasmissione di tutti gli atti, un'altra che prevede la trasmissione soltanto di una parte... Insomma, un pasticcio".
Lo dice Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori Pd, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama. a proposito della norma contenuta in un emendamento del relatore che modifica la proroga per le intercettazioni da 48 ore a 72 ore.  Roma, 8 giugno 2010


BERLUSCONI: FINOCCHIARO, "IGNORO DICHIARAZIONI FATTE APPOSTA PER SURRISCALDARE CLIMA".

"E intanto vanno verso fiducia intercettazioni".

"Testo blindato annunciato 'urbi et orbi'. Le dichiarazioni del presidente Berlusconi sulla magistratura, sul Parlamento e sul ruolo delle istituzioni sembrano fatte apposta per alzare la temperatura dello scontro politico, e per questa ragione io ritengo molto piu' saggio ignorarle del tutto anche perchè non c'e' materia di politica vera" ma si tratta "di affermazioni che stanno tra il surreale e il paradossale e il grottesco, e tutto questo probabilmente allude al fatto che vogliono mettere il voto di fiducia". Lo dice la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama, spiegando che "di questa fiducia ormai si favoleggia da molte settimane".


INTERCETTAZIONI: LUMIA (PD), TESTO PIENO DI TAGLIOLE E BAVAGLI

Roma, 08 giugno 2010 – “Mi sembra proprio un gran pasticcio. È un testo pieno di tagliole per i magistrati e bavagli per i giornalisti che colpisce anche la lotta alle mafie. Berlusconi lo vuole blindare perché sa benissimo che incontrerebbe molte resistenze anche nella sua maggioranza”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, commentando le notizie del vertice del Pdl sulle intercettazioni.

Per Lumia “gli unici diritti da difendere sono quelli alla sicurezza dei cittadini e della libertà di informazione senza la quale non sapremmo nulla del marciume che si annida negli anfratti della vita economica e politica del nostro Paese”.


INTERCETTAZIONI: SERAFINI, GRAZIE A PRESSIONI OPPOSIZIONE  PDL RITIRA NORMA SU PEDOFILI

"Le ragioni dell'opposizione hanno costretto la maggioranza a ritirare il bieco provvedimento relativo alla violenza e agli atti sessuali verso minori introdotta precedentemente nel ddl intercettazioni". Lo afferma la senatrice Anna Serafini vicepresidente commissione parlamentare per l'infanzia e presidente del Forum infanzia e adolescenza del PD, a commento della notizia sul ritro annunciata dal relatore del ddl intercettazioni Roberto Centaro.
"L'emendamento presentato da  alcuni senatori della maggioranza - spiega la senatrice - nel ddl intercettazioni prevedeva la non obbligatorietà dell'arresto per chi veniva sorpreso a compiere violenze sessuali 'di lieve entità' verso minori. Tale proposta  ha suscitato la ferma reazione dell'opposizione e le giuste proteste di associazioni, organizzazioni e utenti del web, che lo avevano già ribattezzato "Tutela Pedofili".
"Il concetto di 'violenza sessuale di lieve entità' - ribadisce Anna Serafini - non deve assolutamente entrare nella legislazione che riguarda i reati sessuali a danno di minori. Il rischio  immediato sarebbe infatti un inevitabile riflesso negativo di questa norma sull'esito dei procedimenti giudiziari, perchè impedirebbe l'arresto in flagranza e il processo per direttissima dei pedofili" conclude la senatrice.

 
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Di Loredana Morandi (del 08/06/2010 @ 17:58:40, in Osservatorio Famiglia, linkato 1427 volte)
Non credo ad una sola parola... il personaggio è un mitomane, oppure si tratta di una americanata. L.

Meredith/ Collaboratore giustizia:
L'assassino è mio fratello

"Knox, Sollecito e Guede innocenti. Lui aveva chiavi e coltello"

Roma, 8 giu. (Apcom) - In un interrogatorio videoregistrato il 31 marzo scorso, Luciano Aviello, 41 anni, collaboratore di giustizia, ha raccontato agli avvocati di Amanda Knox la sua verità sull'omicidio di Meredith Kercher. Scagionando Rudy Guede (condannato a 16 anni), Raffaele Sollecito (condannato a 25) e Amanda Knox (a 26) e puntando il dito contro suo fratello Antonio Aviello.

Sarebbe stato Antonio ad uccidere Mez in via Della Pergola la sera del 1° novembre 2007. Lo rivela il settimanale Oggi, in edicola da domani. "A uccidere Meredith la sera dell'1 novembre 2007 è stato mio fratello. Amanda, Raffaele e Guede sono innocenti. Lo so perché è stato mio fratello a confessarmi l'omicidio e a consegnarmi il coltello ancora sporco di sangue e un mazzo di chiavi. Li ho nascosti sotto un muretto, dietro casa mia, coprendoli con terra, gesso e calce.

Se il Tribunale di Perugia si deciderà ad ascoltarmi, sono in grado di far ritrovare l'arma del delitto e quelle chiavi". Aviello, 41 anni, collaboratore di giustizia con un passato tumultuoso (17 anni di carcere alle spalle per reati di camorra, e altri ancora da scontare), ha scritto tre volte al presidente della Corte d'Assise di Perugia che non ha però mai accettato la sua testimonianza. I difensori di Amanda hanno quindi chiesto che Aviello venga ascoltato nel processo di secondo grado.

Anche perché dalle sue rivelazioni, spiega Oggi, emerge un particolare inedito e di grande importanza: un mazzo di chiavi. Nessuno ne aveva mai parlato. Ma le chiavi di casa in uso a Meredith non sono mai state ritrovate. Per entrare e uscire dalla casa, le chiavi erano necessarie: la serratura a scatto era difettosa, per aprire o chiudere era sempre necessario un giro di chiavi. Se gli assassini non fossero Amanda e Raffaele, come sostiene Aviello, chi penetrò nella casa di via della Pergola quella sera fu costretto a impossessarsi delle chiavi della vittima per scappare. Altrimenti sarebbe rimasto chiuso dentro. È il mazzo di Meredith quello che Aviello dice di aver nascosto sotto un muretto? Lo accerteranno forse i giudici, in autunno, nel processo d'Appello.
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