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 elaborazione da una foto di Sava... di Lunadicarta
 
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Chi non ha libertà non conosce giustizia.

Aung San Suu Kyi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2009 @ 06:43:23, in Politica, linkato 1223 volte)
Più leggo e più mi convinco che a monte del Bari-gate si celi un "regio decreto". La Sacra Corona Unita, ovvero la potente mafia pugliese, rivendica i propri 4 anni di onorati appalti truccati alla Regione Puglia e punisce i due traditori contestualmente lanciando la propria opzione verso Roma. Chi è chi, non sta a me dirlo, ma se di problema morale si tratta è segno che, il prossimo anno, finiamo molte posizioni dopo la Cina e l'Iran per la libertà di informazione in Italia. Perché l'onestà non è una questione di opinione. E che si lasci lavorare la magistratura.

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Silvio Teflon


Roma, 24-06-2009

Gli sviluppi dell'inchiesta di Bari scatenano l'interesse, in verità mai sopito, della stampa straniera per gli scandali che lambiscono Palazzo Chigi.

"Il trionfo del Teflon Silvio: Berlusconi si gode il successo elettorale", titola The Independent, ricorrendo all'immagine del materiale duro e resistente a tutto per spiegare la vittoria elettorale del premier italiano. "Nonostante i titoli scandalisti - sottolinea il quotidiano vicno all'opinione pubblica laburista inglese - niente sembra colpire il premier italiano, come dimostrano le ultime elezioni". "Oltre i confini italiani potrebbe sembrare inconcepibile che un leader nazionale possa comportarsi come un antico imperatore romano, senza pagarne le gravi conseguenze politiche - prosegue il giornale - ma in Italia, la fallibilità umana di Berlusconi e il fatto che non sia cosi' ossessionato dai giochi di potere sono visti come punti a suo favore". The Independent pubblica quindi un commento di Antonio Polito, direttore del Riformista: "Berlusconi sopravvive perché l'opposizione è ineleggibile".

"Silvio Berlusconi nega di aver pagato per prestazioni sessuali nella sua casa", titola un altro quotidiano britannico, The Times. La replica del premier, sottolinea il giornale, arriva dopo che "un influente settimanale cattolico ha definito il suo comportamento 'indifendibile' e lo ha accusato di aver creato 'un'emergenza morale' nel Paese". I sostenitori di Berlusconi temono un "calo del sostegno dei cattolici". Anche il quotidiano dei vescovi 'Avvenire', evidenzia The Times, ha invitato Berlusconi "a rispondere con urgenza all'opinione pubblica".

"Silvio Berlusconi: non ho mai pagato una donna per una prestazione sessuale", titola anche The Guardian, ricordando che il premier italiano "è sulla difensiva da quando la moglie ha annunciato diverse settimane fa l'intenzione di divorziare". "Nonostante scandali e critiche - conclude il quotidiano - la popolarità di Berlusconi rimane intatta, con il suo partito di centro-destra uscito vittorioso dalle elezioni europee dell'inizio del mese e dai recenti ballottaggi".

In Spagna è un altro quotidiano progressista, vicinissimo a La Repubblica, come El Pais a inisistere sugli sviluppi della vicenda, riportando il nuovo filone di indagine emerso dalle intercettazioni eseguite dalla magistratura di Bari: "L'ombra della cocaina si addensa su Berlusconi". L'editoriale titola:"Pendio politico". "E' poco probabile che Silvio Berlusconi possa prestare l'attenzione necessaria al suo ruolo di ospite del G-8, al via il prossimo mese, mentre continuano a emergere notizie sulla voragine della sua vita privata", scrive il quotidiano. El Pais intervista anche l'attivista contro il razzismo ed ex modella Shukri Said, di origine somala: "In Italia ci sono più 'uomini-velino' che 'donne-velina'".

Anche oltreoceano, la vicenda D'Addario viene riportata oggi dal New York Times: "Berlusconi si difende di fronte al venire meno dell'indulgenza dell'Italia". "A fronte della crescente ondata di critiche contro la sua vita personale, il premier Silvio Berlusconi si mette sulla difensiva, affermando di non ricordare alcun incontro con la donna che sostiene di essere stata pagata per la notte trascorsa nella sua residenza di Roma", scrive il quotidiano. "L'immagine della residenza del premier come una sorta di 'Playboy Mansion' con falle nella sicurezza ha fatto mutare lo stato d'animo dell'opinione pubblica italiana - prosegue - sebbene Berlusconi governi virtualmente senza opposizione, a causa del crollo della sinistra del Paese e del suo sostegno popolare tra gli italiani, alcuni analisti ritengono che le domande sulla sua vita personale possano indebolire il suo capitale politico".

Rai News 24
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Corte dei conti


- Aula Sezioni Riunite, ore 11.00 -

Giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato
relativo all'esercizio finanziario 2008


Il giorno 25 giugno 2009, alle ore 11.00, le Sezioni riunite della Corte dei conti, presiedute dal Presidente dott. Tullio Lazzaro, alla presenza delle più alte cariche istituzionali, hanno pronunciato la decisione nel giudizio sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2008.

La relazione è stata svolta dai Presidenti di Sezione Gian Giorgio Paleologo e Maurizio Meloni.

Il Procuratore Generale della Corte dei conti dott. Furio Pasqualucci, ha pronunciato la Requisitoria orale.

La cerimonia sarà fruibile attraverso il sito Internet in streaming on demand

I Testi online:

1. Introduzione del Presidente della Corte dei conti, dott. Tullio Lazzaro

2. Intervento orale del Presidente di Sezione Gian Giorgio Paleologo

3. Intervento orale del Presidente di Sezione, dott. Maurizio Meloni

4. Requisitoria orale del Procuratore Generale, dott. Furio Pasqualucci

5. Memoria scritta del Procuratore generale, dott. Furio Pasqualucci

6. Memoria aggiuntiva

Le Agenzie:

Presentato il rendiconto generale dello Stato per il 2008

Corruzione, allarme della Corte dei Conti:
tassa "occulta e immorale" a carico degli italiani


ultimo aggiornamento: 25 giugno, ore 13:07

Roma - (Adnkronos) - La Corte dei Conti punta il dito contro il fenomeno "talmente rilevante e gravido di conseguenze" che potrebbe impattare nel sistema per oltre 60 miliardi di euro all'anno. Per i magistrati contabili può "incidere sullo sviluppo economico del Paese". E l'azione repressiva è "insufficiente"

Roma, 25 giu. (Adnkronos) - Il fenomeno della corruzione all'interno della Pubblica Amministrazione "e' talmente rilevante e gravido di conseguenze" da poter impattare per oltre 60 miliardi di euro all'anno. Si tratta di una vera e propria "tassa immorale e occulta" pagata coi soldi rilevati dalle tasche dei cittadini". Lo afferma il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio 2008.

Secondo il procuratore e' piu' che ragionevole temere che il suo impatto sociale "possa incidere sullo sviluppo economico del Paese anche oltre la stima effettuata dal Saet (Servizio anticorruzione del ministero della P.A.) nella misura prossima a 50-60 miliardi di euro all'anno". Maggiori conseguenze, inoltre, secondo il procuratore vengono prodotte "dalla corruzione serpeggiante nella P.A. sul piano della sua immagine, della moralita' e della fiducia che costituiscono un ulteriore costoso non monetizzabile per la collettivita' che rischia di ostacolare gli investimenti esteri, di distruggere la fiducia nelle istituzioni e di togliere la speranza nel futuro alle generazioni di giovani, di cittadini ed imprese".

Il procuratore generale evidenzia, tuttavia, "l'insufficienza dell'azione repressiva in quanto, prendendo sostanzialmente atto di danni gia' verificati, costituisce un mero deterrente contro la corruzione scoperta, mentre e' sul piano organizzativo che occorre insistere agendo sui comportamenti, sulle procedure, sulla trasparenza dell'attivita' amministrativa al fine di prevenire e/o eliminare la probabilita' che si realizzino gli eventi corruttivi descritti".

Inoltre prosegue Pasqualucci, il ruolo sempre maggiore che vanno acquisendo i finanziamenti comunitari europei in numerosi settori della vita economica degli Stati membri "ha spinto il legislatore italiano ad estendere le ipotesi di reato anche alla tutela degli organi dell'Unione europea".

La ripartizione delle denunce per regioni evidenzia che tra le prime cinque regioni per numero di denunce di reati, collegati ai fenomeni corruttivi, compaiono ben quattro regioni del Sud: Sicilia (13,07%) del totale delle denunce, Campania (11,46%), Puglia (9,44%) e Calabria (8,19%) l'unica regione del Nord e' la Lombardia con il 9,39%.

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Di Loredana Morandi (del 25/06/2009 @ 05:52:51, in Magistratura, linkato 1287 volte)
CENTENARIO
Associazione Nazionale Magistrati



L'Associazione Nazionale Magistrati, fondata a Milano il 13 giugno 1909, celebra oggi il Centenario della sua costituzione.

Per ricordare insieme un secolo di storia della magistratura associata, si terrà una cerimonia

a Roma, in Campidoglio, Sala degli Orazi e Curiazi
giovedì 25 giugno 2009, dalle ore 17,00,
alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Segui i lavori in diretta (dalle ore 17,00)

Il programma dell'incontro prevede - dopo i saluti introduttivi - alcuni interventi-testimonianza affidati a magistrati ed esponenti autorevolissimi delle istituzioni. Una successiva tavola-rotonda sarà l'occasione per presentare il volume sulla storia della magistratura associata.

La serata sarà conclusa da un momento conviviale sulla terrazza Caffarelli di Palazzo dei Conservatori in Campidoglio.

Per raggiunti limiti di capienza dei posti disponibili, sia per la Cerimonia sia per la cena di gala, non è più possibile accettare iscrizioni.

Programma dell'incontro


Le prime note di agenzia:


GIUSTIZIA: ANM, URGENTE RICONDURRE LE CORRENTI AL LORO RUOLO, ALTRIMENTI SAREMO PERCEPITI COME UN CORPO POLITICO

(ANSA) - ROMA, 25 GIU - E' ''urgente'' che le correnti della magistratura tornino a essere ''solamente espressione delle diverse sensibilità culturali dell'Anm'', pena il rischio che ''l'opinione pubblica continui a percepire le nostre dinamiche interne come quelle tipiche di un corpo politico''. L'auspicio
e' del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, che di fronte alle accuse alle correnti di aver occupato ''ogni spazio'' al Csm e nella stessa vita dell'associazione, chiede un ''impegno comune'' per ricondurre i gruppi della magistratura al loro ruolo.
Vanno superate ''le logiche di appartenenza'', dice Palamara, che diversamente vede anche un altro pericolo: ''la disaffezione di giovani magistrati spaventati dal rischio dell'etichettatura politica e che percio' considerano la vita nei gruppi associativi incompatibile con l'indipendenza nell'esercizio della giurisdizione''.

GIUSTIZIA: ANM, I MAGISTRATI RISPETTINO LE REGOLE DEL PROCESSO. INDAGINI DELICATE RICHIEDONO TOGHE PREPARATE, SI' A CONTROLLI SERI

(ANSA) - ROMA, 25 GIU - Per lo svolgimento di ''indagini delicate'', come quelle che ''toccano il potere'', ma non solo per quelle, ''c'è bisogno di magistrati professionalmente attrezzati, ai quali sia garantita la libertà di interpretare le leggi a tutela dei cittadini, e che operino con gli strumenti messi a disposizione dal processo''. Perché ''fuori dalle regole e dai vincoli del processo, e' illusorio che la magistratura possa svolgere realmente ed efficacemente'' il suo ruolo. L'Associazione nazionale magistrati rilancia come centrale quella che il suo leader Luca Palamara definisce la ''sfida della professionalità''' dei magistrati. Un tema che riguarda non solo l'assegnazione degli incarichi ai vertici degli uffici giudiziari, ma anche gli avanzamenti di carriera e i controlli sull'operato delle toghe.
Autonomia e indipendenza delle toghe comportano ''l'assunzione di responsabilità''', dice Palamara, che chiede perciò ''un efficace sistema di controlli non solo sui provvedimenti ma anche sulla professionalità del magistrato''; controlli ''seri e efficaci'', dice, dando atto al Csm di aver intrapreso questa strada soprattutto in tema di nomine, privilegiando merito e professionalità, ma auspicando un ''maggior coraggio'' in questa direzione. (ANSA).

GIUSTIZIA: PALAMARA, BASTA INSULTI A MAGISTRATI DA CHI GOVERNA, COSI' RISCHI PER DEMOCRAZIA. CI CONFORTA LA TUTELA DI NAPOLITANO

(ANSA) - ROMA, 25 GIU - Sono ''inaccettabili le invettive rivolte a singoli magistrati da parte di esponenti politici e di governo'', ed e' ''grave mettere in discussione non il merito dei provvedimenti, ma l'indipendenza e l'imparzialità dei giudici'', perché ''la credibilità dei provvedimenti e' un pilastro irrinunciabile del sistema democratico''. Lo ribadisce il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, nel suo intervento alla cerimonia per il centenario dalla fondazione del sindacato delle toghe. Intervento che terra' nel pomeriggio alla presenza del capo dello Stato e dei presidenti di Camera e Senato.
''Resto convinto che il rapporto tra la magistratura e gli altri poteri dovrebbe accantonare polemiche e antagonismi, per individuare efficaci strumenti di politica giudiziaria - dice Palamara -. L'Anm si riconosce nei principi di leale collaborazione e di reciproco rispetto tra le istituzioni''.
Proprio per questo se la critica ai provvedimenti dei magistrati ''è sempre legittima'', l'Anm non intende ''assuefarsi ad un costume politico che ha reso pratica quotidiana l'insulto e il dileggio nei confronti delle istituzioni dello Stato''.
''Continueremo a reagire a queste aggressioni con dignità e con fermezza'' assicura Palamara, che aggiunge: ''Ci conforta non essere rimasti soli a farlo, e siamo certi che il prestigio della magistratura continuerà ad essere tutelato, e ben piu' autorevolmente, dal garante degli equilibri costituzionali''. (ANSA).
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Ricevo e trasmetto l'appello di alcuni illustri giuristi e magistrati contro l'introduzione dei reati di ingresso e soggiorno illegale dei migranti. Molte procure si sono già espresse sulla sconsiderata mole di lavoro, che l'introduzione di tali reati comporterebbe. Di contro l'appello considera la questione migranti anche alla luce della "condizione umana" del migrante stesso, sulla scia di quanto deliberato dalla Corte Costituzionale sull'illegittimità del reato di "mendicità" nel 1995. L'appello reca le firme illustrissime di Armando Spataro, Procuratore Aggiunto di Milano, e Livio Pepino, già presidente di MD ed oggi membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Approfitto della pubblicazione di questo appello, per salutare da queste mie pagine Arturo Salerni, già Giurista Democratico quando anche io ero membro della allora nascente associazione di giuristi.


Appello dei giuristi contro l’introduzione

dei reati di ingresso e soggiorno illegale dei migranti


Il disegno di legge n. 733-B attualmente all’esame del Senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In particolare, riteniamo necessario richiamare l’attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all’uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.

La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell’espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l’assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di estrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.

Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la Corte costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicché la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.

L’ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l’espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali.

L'introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi. Né questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest'ultima): da un lato perché la paralisi non è meno grave se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall'altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, già in grave sofferenza.

Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche «regolare la materia dell’immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati» (Corte cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell’adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei principi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di discrezionalità che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di razionalità finalistica.

«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (…) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l’affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a “nascondere” la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli». Le parole con le quali la Corte costituzionale dichiarò l’illegittimità del reato di “mendicità” di cui all’art. 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell'immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.


25 giugno 2009

Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodotà, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky
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INTERCETTAZIONI: PG CASSAZIONE, GIUSTO DISSEQUESTRO ARCHIVIO GENCHI. CHIESTA L'INAMMISSIBILITA' DEL RICORSO DEI PM DI ROMA


INTERCETTAZIONI: PG CASSAZIONE, GIUSTO DISSEQUESTRO ARCHIVIO GENCHI

ROMA Roma, 25 giu. (Adnkronos) - Gioacchino Genchi non ha violato la privacy di nessuno. Dunque e' stato legittimo il dissequestro del suo 'archivio'.
Lo sottolinea il sostituto procuratore generale della Cassazione, Eugenio Selvaggi, nel chiedere, ai giudici della quinta sezione penale, di dichiarare inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Roma contro l'ordinanza con cui il Tribunale del Riesame ordino' il dissequestro del cosiddetto 'archivio Genchi'.
Il consulente informatico di diversi magistrati, tra cui Luigi De Magistris e Giovanni Falcone, era stato indagato per intromissione illecita nel sistema informatico dell'Agenzia delle Entrate e per violazione della privacy. Accuse che il Tribunale del Riesame di Roma aveva fatto cadere ordinando il dissequestro del materiale di Genchi.
Sulla stessa lunghezza d'onda si e' posta oggi la pubblica accusa della Cassazione che ha chiesto ai supremi giudici di confermare il dissequestro del materiale.

(Dav/Pn/Adnkronos) 25-GIU-09 11:23


GENCHI: PG CASSAZIONE, CONFERMARE DISSEQUESTRO ARCHIVIO

Va confermato il dissequestro dell'archivio di Gioacchino Genchi, il consulente dell'ex pm Luigi De Magistris, disposto dal tribunale del Riesame di Roma nell'aprile scorso.
E' quanto ha sollecitato il sostituto procuratore generale della Cassazione Eugenio Selvaggi, secondo il quale va dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Roma contro la decisione del Riesame, che aveva annullato il decreto di perquisizione e sequestro firmato dai pm romani l'11 marzo scorso.
Saranno i giudici della quinta sezione penale ad esaminare il ricorso, relativo all'ipotesi di reato di accesso abusivo ad un sistema informatico e violazione della legge sulla privacy inerente l'ingresso di Genchi nell'anagrafe dell'Agenzia delle entrate.
L'ex consulente era presente oggi a Palazzaccio con i suoi avvocati Fabio Repici e Maria Rita Cicero.
La decisione dei supremi giudici, presieduti da Giuliana Ferrua, potrebbe arrivare gia' in serata. Domani, poi, sara' la sesta sezione penale della Cassazione a prendere in esame il secondo ricorso presentato dalla Procura di Roma contro il dissequestro dell'archivio di Genchi disposto dal Riesame, sempre nell'aprile scorso, in merito all'ipotesi di reato di abuso d'ufficio in relazione all'inchiesta 'Why not', e per la raccolta di tabulati, anche riconducibili a parlamentari, in violazione della legge Boato.

(AGI) (25 giugno 2009 ore 11.32)


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Di Loredana Morandi (del 24/06/2009 @ 05:54:48, in Sindacati Giustizia, linkato 1212 volte)


Giornata per la GIUSTIZIA



Martedì, 30 giugno 2009
ore 12,30
Aula 118 - Nuovo Palazzo di Giustizia
NAPOLI


Introduce:

Tullio Morello
Presidente Giunta Distr. ANM Napoli

Tavola Rotonda

"La Giustizia Negata"
analisi e prospettive


Modera

Geo Nocchetti, giornalista Rai


Partecipano

Francesco Caia
Presidente Ordine Avvocati Napoli

Raffaele Cantone
Magistrato del Massimario Corte Cassazione

Marco Catalano
Sost. Proc. Gen. Procura Corte Conti Campania

Alfredo Garzi
Segretario Nazionale FP CGIL

Silvana Sica
Vice Segr. Gen. Associazione Nazionale Magistrati

Sergio Zeuli
Componente Direttivo ANMA

Interventi:

Luigi Bobbio
Capo di Gabinetto Min. Politiche Giovanili

Tommaso Contestabile
Provveditore Reg. A.P. Napoli

Francesco D'Antonio
Coord FP CGIL Napoli, Min. Giustizia

Luigi de Magistris
Europarlamentare

Giuseppe Errico
Segr. Gen. CGIL Napoli

Geppino Fiorenza
Ref. per Campania Libera

Luigi Goglia
Direttore Ufficio Speciale

Valeria Rossetti
Sost. Proc. Procura Minori Napoli

Carlo Sarzana di S. Ippolito
Pres. Agg. Onor. Corte Cassazione per il Comitato Informatici ATU

Luigi Scotti
Ass. Legalità e Trasp. Comune Napoli

Domenico Vanore
Giudice di Pace

Con la partecipazione dei Capi Uffici Giudiziari del Distretto
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Di Loredana Morandi (del 24/06/2009 @ 05:40:56, in Sindacati Giustizia, linkato 1093 volte)
FEDERAZIONE LAVORATORI
FUNZIONE PUBBLICA
PROVINCIA DI NAPOLI 


A tutti gli Organi di Stampa


Nell’ambito delle “Giornate per la Giustizia”, organizzate in tutta Italia dalla FP CGIL e dall’ Associazione Nazionale Magistrati, il 30 giugno 2009, con inizio alle ore 12.30, presso l’Aula 118 del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, si svolgerà una tavola rotonda dal tema “La Giustizia negata”, alla quale parteciperanno autorevoli esponenti del mondo giudiziario, politico e sindacale, fra i quali:

Francesco Caia, Raffaele Cantone, Carlo Sarzana di S. Ippolito, Tommaso Contestabile, Luigi De Magistris, Luigi Scotti, Alfredo Garzi, Giuseppe Errico.

Il dibattito sarà moderato da Geo Nocchetti del TG3.

Ha aderito all’iniziativa l’Associazione LIBERA.


Napoli, 24 giugno 2009

Il Segretario Generale
Luigi SAVI
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Di Loredana Morandi (del 23/06/2009 @ 04:40:42, in Magistratura, linkato 1213 volte)
GIUSTIZIA: TRIBUNALE MILANO,
VIA A RACCOLTA DIFFERENZIATA CARTA



(AGI) - Milano, 23 giu. - Niente piu' carta gettata con noncuranza nei cestini degli uffici insieme agli altri rifiuti.

  Il Tribunale di Milano con Amsa (Azienda Milanese Servizi Ambientali) e Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base Cellulosica) promuove un'iniziativa congiunta per stimolare la raccolta differenziata della carta negli uffici. Nei punti strategici del Palazzo di Gisutizia verranno messi 500 contenitori per la carta e affisse altrettante locandine per stimolare tutti a un maggior rispetto per l'ambiente. Inoltre, Amsa e Comieco forniranno gratuitamente per un anno all'ammnistrazione milanese della giustizia circa 2940 risme di carta riciclata per stampanti e fotocopiatrici.

  "Oltre al risparmio economico che ne derivera' per noi - ha spiegato Livia Pomodoro, presidente del Tribunale, nel corso della conferenza stampa in cui e' stata illustrata l'iniziativa - il nostro intento e' dare un contributo al civismo nella nostra societa' e all'idea di trasformare i rifiuti in risorsa". Secondo Sergio Galimberti, presidente di Amsa, "un efficiente sistema di raccolta differenziata all'interno del Tribunale puo' permettere il recupero di quasi 50 tonnellata di carta". Il progetto, denominato 'Salvacarta', avra' durata sperimentale di un anno, durante il quale verranno monitorate sia la quantita' di carta raccolta sia la diminuzione dei sacchi di rifiuti indifferenziati, anche allo scopo di valutare l'estendibilita' dell'iniziativa ad altri uffici pubblici.
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VENERDI 3 LUGLIO 2009

SCIOPERO GENERALE DI 3 ORE ALLA FINE DI CIASCUN TURNO



Ad un anno dall’emanazione del decreto 112, poi convertito nella legge 133/08, il Ministro Brunetta ha emanato il decreto, non ancora approvato definitivamente, in attuazione della legge delega 15/2009.
Se con la legge 133 abbiamo assistito ad un pesante attacco ai lavoratori pubblici, colpiti nel salario e nei diritti, attraverso le nuove disposizioni sulla malattia, sulla fruizione della legge 104, sul part-time e sul taglio al salario accessorio, oggi siamo di fronte ad un attacco che in qualche modo potremmo definire ancora più grave, perché volto a stravolgere totalmente l’attuale assetto della pubblica amministrazione.
Sottrazione di materie alla contrattazione, maggiori poteri alla dirigenza, inasprimento del codice disciplinare ma soprattutto l'apoteosi della valutazione, della meritocrazia, della selettività sono gli strumenti che ipocritamente si vorrebbero utilizzare per una maggiore efficienza della pubblica amministrazione.
La RdB giustizia ha da sempre denunciato i veri mali del servizio pubblico, sappiamo benissimo che questa nuova ricetta non servirà certo a guarire il malato, che poi tanto malato non è, ma solo a rendere più difficile l’organizzazione del lavoro, ad innescare una guerra tra poveri senza precedenti all’interno dei luoghi di lavoro, a sottrarre spazi al sindacato, ad inasprire i rapporti con la dirigenza, a rendere più poveri decine di migliaia di dipendenti pubblici, già costretti a fare i salti mortali per arrivare a fine del mese.

Saluto tutti
Pina Todisco
RdB-Cub
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Di Loredana Morandi (del 23/06/2009 @ 02:37:05, in Politica, linkato 1343 volte)
L'inchiesta di Bari. Sotto la lente la maxi-gara della Asl di Barletta-Andria-Trani. Nel business anche la chirurgia estetica

Il Pm indaga su appalti da 2 milioni di euro

La rete politica dell'imprenditore pugliese: dal candidato Pdl Lobuono a Berlusconi

Il Sole 24 ore, 23.06.09 pag 19
Carmine Fotina - Bari

La più piccola delle Asl pugliesi era il più prezioso dei committenti. Per la Procura di Bari il maxi-appalto che la Tecno Hospital dei fratelli Tarantini si era assicurato dall'azienda sanitaria di Barletta, Andria, Trani, 2 milioni di euro in tre anni, merita un accurato accertamento. Prima di cedere le sue quote nella società di famiglia, Gianpaolo aveva conquistato con il fratello minore Claudio un ottima fornitura nel settore delle protesi ortopediche, quasi stracciando la concorrenza: 625mila euro per il 2006, 693mila euro per il 2007, 672mila euro per il 2008, un quinto di quanto l'Asl ha versato nello stesso periodo a 24 aziende fornitrici di protesi.
La "Tecno Hospital di Tattoli Srl" si è fatta largo negli anni proponendo una linea ortopedica (placche, protesi anca, ginocchio) e una linea di chirurgia plastica (protesi mammarie, protesi viso, espansori mammari, espansori tissutali). Il sospetto dei pm è che l'ascesa dell'azienda di Gianpaolo e Claudio non sia stata solo frutto della buona vena di imprenditori. Gianpaolo in particolare avrebbe curato le pubbliche relazioni organizzando anche serate con escort professioniste in un appartamento del centro di Bari. Ci sono intercettazioni ambientali in cui comparirebbe il nome di Sandro Frisullo (PD), vice presidente della Regione e assessore all'Industria e sarebbero coinvolti anche medici e dirigenti della sanità locale.
A condurre gli accertamenti sul maxi appalto dell'Asl Bari è il sostituto procuratore Dda Desiree Digeronimo, lo stesso magistrato che indaga per associazione, falso, truffa e millantato credito sulla sanità pugliese (inchiesta in cui sono indagati l'ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco del PD e il dirigente della Asl Bari Lea Costantino oltre 12 tra altri funzionari Asl e imprenditori impegnati nei servizi di riabilitazione domiciliare).
Di certo Gianpaolo Tarantini in questi anni ha curato con dovizia bipartisan le relazioni diplomatiche con i politici locali. La Guardia di Finanza intende verificare se sia stato lui a finanziare una cena elettorale con Frisullo ed esponenti del Pd nel marzo del 2008. Singolare coincidenza temporale con il congresso del Pdl, al quale Giampaolo avrebbe partecipato in terza fila per poi pranzare in una sala riservata con alcuni esponenti del centro destra. In quello stesso giorno, secondo una fonte presente al congresso, Tarantini avrebbe accompagnato Vincenzo De Bustis, ex numero uno di Deutsch Bank Italia e poi proprietario della Banca Federiciana di Andria, a un breve incontro con il premier Silvio Berlusconi. La sera invece, secondo la stessa fonte, Tarantini avrebbe cenato con Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio.
Ottimo amico di diversi esponenti del Pd locale, Tarantini non avrebbe disdegnato dunque di tessere buoni rapporti anche con il centro destra. Prima ancora dell'estate sarda del 2008 che ha rappresentato il salto di qualità grazie all'incontro con Berlusconi, Tarantini aveva cementato negli anni un'amicizia con Luigi Lobuono, candidato sindaco a Bari nel 2004 contro Emiliano ed ex presidente della Fiera del Levante. Con Lobuono, il giovane Gianpaolo ha creato una società nel 2004, Adrimare srl, attiva nell'energia e nelle tlc, provando a diversificare il vecchio business della sanità. Buon amico anche di Tato Graco, l'imprenditore della Tecno Hospital avrebbe invece faticato ad entrare nelle simpatie di Raffaele Fitto, ex presidente della Regione Puglia. Con qualche amico, anzi, Tarantini si sarebbe perfino vantato di aver migliorato i rapporti con l'attuale ministro per gli Affari regionali soltanto dopo che, grazie alle sue frequenti presenze a Palazzo Grazioli, aveva stretto un rapporto personale con Berlusconi. Non solo: Gianpaolo, in base a quanto ricostruito da alcuni politici del centro destra, avrebbe fatto anche da mediatore per riconquistare Lobuono al Pdl dopo l'excursus con l'Udc.
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