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 .. il poeta è immortale, dedicato a R.B.... di Lunadicarta
 
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Vi è una sola cosa peggiore dell'ingiustizia: la giustizia senza la spada in mano. Quando il diritto non è la forza è male.

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 07:45:34, in Magistratura, linkato 2293 volte)
In attesa di pubblicare i video degli interventi da youtube, riprendo alcune note di agenzia. La puntata di Porta a Porta è stata molto interessante e ben strutturata. Diversamente dal delirio di onnipotenza e complottismi dato ad Anno Zero negli stessi orari. Il web si domanda: ma vi fidate veramente di Ciancimino? L.M.


Intercettazioni/ Anm: Collegialità è impossibile da gestire

Orlando (Pd): "Troppi passaggi di mano, facili fughe di notizie"

Roma, 27 mag. (Apcom) - Il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, prende posizione contro la norma che impone il ricorso a un tribunale collegiale per avere l'autorizzazione a intercettare spiegando, nel corso della registrazione di 'Porta a Porta', che "è oggettivamente impossibile da gestire per il sistema". "Dovremmo trovare dei collegi che si riuniscono il sabato e la domenica, fare su e giù dal tribunale provinciale a quello collegiale...". Insomma, troppi gravami non giustificati, secondo Cascini, dalla necessità. "In tre devono decidere sulle intercettazioni ma uno - si è chiesto il magistrato - può decidere se condannare a pene anche pesantissime?".
D'accordo con Cascini si è detto anche il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando. "Ci saranno non solo i dipendenti di un tribunale che potranno mettere le mane sulle carte, ma tantissimi passaggi di mano", che potranno agevolare eventuali fughe di notizie.


INTERCETTAZIONI: ANM, COLLEGIALITA' SARA' IMPOSSIBILE DA GESTIRE

(ASCA) - Roma, 27 mag - Il segretario dell'Anm, Giuseppe Casini, intervenendo alla trasmissione Porta a Porta con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si e' detto preoccupato per la norma del disegno di legge sulle intercettazioni che prevede l'autorizzazione da parte di un collegio di magistrati: ''Io credo che la collegialita' sia un bene e che tutte le volte che e' possibile e' da preferire alla scelta del giudice monocratico, ma mi domando un giudice solo puo' decidere per la liberta' personale e di pene molto elevate, mentre serve un collegio per decidere dell'ascolto di un telefono?''. Il segretario dell'Anm dice poi che la valutazione collegiale sara' 'di fatto impossibile da gestire': ''E' impossibile immaginare che per un'inchiesta che prevede l'ascolto di seimila telefoni differenti ogni quindici giorni si vada dal tribunale locale a quello provinciale per chiedere l'autorizzazione''.

 
Intercettazioni/ Pd: Nodo è pubblicazione indebita,non limitazione
Orlando: Non hanno voluto inserire l'udienza per lo stralcio

Roma, 27 mag. (Apcom) - "Il ddl Alfano non affronta un nodo di sistema sul tema giustizia: quello che dovrebbe prevedere dei filtri non alle intercettazioni, bensì alla loro pubblicazione". Lo ha detto Andrea Orlando, presidente del forum Giustizia del Partito Democratico, nel corso della registrazione di 'Porta a Porta'.
Ha proseguito Orlando: "Nel ddl intercettazioni, ad esempio, la maggioranza non ha voluto inserire la previsione di un'udienza stralcio per far sì che le parti e il giudice si incontrino per stralciare, appunto, le intercettazioni non rilevanti".
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Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 07:52:31, in Magistratura, linkato 3579 volte)
Pordenone. Sgarbi diffamò un magistrato
Condannato a risarcire 110mila euro

Il critico aveva fatto insinuazioni pesanti rivolte al procuratore Raffaele Tito durante il suo programma "Sgarbi quotidiani"

di Gianluca Amadori

PORDENONE (27 maggio) - Il reato è prescritto per il troppo tempo trascorso, ma Vittorio Sgarbi dovrà pagare un consistente risarcimento all’ex pm di Pordenone, Raffaele Tito (ora procuratore aggiunto a Udine), per averlo diffamato pesantemente nel corso di alcune puntate di "Sgarbi quotidiani" trasmesse su Canale 5 nel lontano 1997.
Lo ha deciso ieri sera la Corte d’Appello di Venezia quantificando in 225 milioni di vecchie lire (poco più di 110 mila euro) l’ammontare del risarcimento dovuto, riducendo l’ammontare di un quarto rispetto a quello stabilito in primo grado (300 milioni di vecchie lire), in quanto per una delle trasmissioni finite sotto accusa Sgarbi è stato dichiarato non punibile. La prescrizione ha invece "cancellato" il reato per quanto riguarda le altre tre puntate diffamatorie.
Sgarbi, del quale in questi giorni si parla come possibile sovrintendente al Polo Museale di Venezia, dovrà pagare a Tito (avvocati Franchini e Vassallo) anche 15 mila euro di spese legali.
La vicenda giudiziaria è durata 13 anni, anche perché i legali di Sgarbi, dopo la condanna di primo grado intervenuta nel 2001 (un anno e un mese di reclusione), si sono rivolti alla Corte costituzionale sostenendo l’insidacabilità delle sue affermazioni, in quanto parlamentare. Ma la Consulta rispedì gli atti a Venezia, rigettando l’istanza e dando il via libera al processo.
Al risarcimento andranno aggiunti gli interessi maturati in tutti questi anni. Ma è probabile che Sgarbi, prima di pagare, farà ricorso per Cassazione.


L'iter giudiziario nato da una love story:
«A Pordenone fanno le sentenze a letto»
      
PORDENONE (27 maggio) - La polemica fatta da Sgarbi durante tre puntate del suo programma e che ha dato il via all'iter giudiziario, riguardava la love story nata a Palazzo di Giustizia tra il giudice Fasan e il collega Raffaele Tito, allora pm a Pordenone.
Sgarbi riprese, nella sua trasmissione, il contenuto di un memoriale scritto dal marito della Fasan (ora sono separati), l’imprenditore Danilo Da Re di Orsago (TV), e indirizzato all’ex deputato dc Michelangelo Agrusti, uno degli imputati illustri della Tangentopoli friulana. Nella lettera di Da Re, veniva descritta una sorta di “cupola” giudiziaria pordenonese: l’intesa sentimentale tra il pm Tito e il gip Anna Fasan si sarebbe estesa anche al campo professionale - con la supervisione di un terzo magistrato, il giudice Alberto Rossi - producendo conseguenze irreparabili per gli indagati: Tito chiedeva gli arresti e la Fasan, nella sua veste di gip, li avrebbe regolarmente concessi. L’eloquio televisivo di Sgarbi sintetizzò la vicenda più o meno con queste parole: «A Pordenone fanno le sentenze a letto». Per non parlare delle pesanti allusioni, anche gestuali, alla relazione sentimentale tra i due magistrati.
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Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 07:58:34, in Magistratura, linkato 1795 volte)
Chi pubblicava la fuga di notizie è già noto, a tutti, e non sembra carino che il Pagliarino sia indagato da "solo" in un contesto in cui tutti gli indagati hanno fatto informazione, anche attaccando direttamente la magistratura. L.M.

Inchieste Bari: investigatore indagato per 'stalking' testi


E' colonnello gdf, ha indagato su casi Trani-Agcom e Bari-escort


(ANSA) - BARI, 27 MAG - Il ten. col. della Gdf Paglino e' indagato per 'fughe di notizie' nelle indagini delle procure di Bari e di Trani su escort e Agcom.

Paglino ha coordinato le indagini pugliesi nelle quali e' stato intercettato, seppur indirettamente, il premier Berlusconi nelle vicende che riguardano l'attivita' dell'imprenditore barese Tarantini e le pressioni compiute per fare chiudere la trasmissione Annozero. Paglino e' indagato per 'stalking' nei confronti di donne ascoltate come testimoni e di una giornalista.(ANSA).

La Rassegna

Inchieste Bari, indagato per stalking investigatore del caso D'Addario

Il Messaggero - ‎7 ore fa‎
BARI (27 maggio) - Il tenente colonnello della Guardia di Finanza Salvatore Paglino, che ha coordinato negli ultimi tempi le indagini delle procure di Trani e Bari nelle quali è stato intercettato anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ...

«Pedinata e molestata dal colonnello»

il Giornale - ‎2 ore fa‎
Appuntamento sul lungomare. Dopo molte insistenze vince la curiosità. Terry De Nicolò, protagonista suo malgrado dell'inchiesta che ha finito per portare in carcere l'ex vice di Vendola, Sandro Frisullo, una delle ragazze che Gianpi Tarantini aveva ...

Inchieste Bari: investigatore indagato per 'stalking' testi

ANSA - ‎20 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 27 MAG - Il ten.col. della Gdf Paglino e' indagato per 'fughe di notizie' nelle indagini delle procure di Bari e di Trani su escort e Agcom. Paglino ha coordinato le indagini pugliesi nelle quali e' stato intercettato, ...

Inchieste Bari,indagato investigatore

ANSA - ‎21 ore fa‎
(ANSA) - BARI, 27 MAG - Un colonnello della GdF e' indagato per le fughe di notizie sulle indagini pugliesi su un giro di escort gestito dall'imprenditore Tarantini. L'ufficiale, Salvatore Paglino, ha coordinato le indagini dei pm di Trani e Bari nelle ...

BARI - Il tenente colonnello della guardia di finanza Salvatore ...

Corriere della Sera - ‎17 ore fa‎
BARI - Il tenente colonnello della guardia di finanza Salvatore Paglino ha coordinato negli ultimi tempi le indagini delle procure di Trani e Bari nelle quali è stato intercettato, seppur indirettamente, il premier, Silvio Berlusconi. ...

Bari, «fuga di notizie» sulle escort Indagato tenente della Finanza

Il Secolo XIX - ‎21 ore fa‎
Salvatore Paglino, tenente colonnello della Finanza, sarebbe indagato a Bari, secondo quanto scrive questa mattina Il Giornale: il fascicolo riguarderebbe le «fughe di notizie» nell'ambito delle indagini pugliesi che, si legge sul quotidiano diretto da ...

Bari, nei guai l'ufficiale che indagò sulle escort a Palazzo Grazioli

Il Salvagente - ‎18 ore fa‎
“Nei guai l'ufficiale che indagò sul D'Addario-gate”: questo il titolo che oggi campeggia sulla pagina 3 de Il Giornale oggi in edicola. L'articolo firmato da Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica racconta infatti del tenente colonnello della guardia di ...

Bari, inchiesta D'Addario: indagato colonnello della Guardia di ...

Barimia - ‎20 ore fa‎
Ha un nome il presunto responsabile della fuga di notizie che qualche tempo fa ha colpito alcune inchieste del barese, che vedevano tra gli indagati il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ha rivelarlo è stato Il Giornale diretto da Vittorio ...

Inchiesta Bari, ufficiale GdF accusato di stalking

La Voce d'Italia - ‎20 ore fa‎
Bari – Secondo quanto riferito da 'Il Giornale', il tenente colonnello Salvatore Paglino della Guardia di Finanza risulterebbe indagato sia nel caso della escort Patrizia D'Addario sia per la fuga di notizie riguardanti le pressioni di Agcom su ...

Nei guai l'ufficiale che indagò sul D'Addario-gate

il Giornale - ‎26/mag/2010‎
Chiusa l'inchiesta sulla fuga di notizie: molestate con telefonate e sms le ragazze ascoltate la scorsa estate dai pm baresi Il colonnello della Gdf Paglino si difende così: "Non ne so nulla". Magistrati insospettiti da quelle "attenzioni particolari" ..
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Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 08:11:58, in Ambiente, linkato 2055 volte)
Ok, non ci vogliono spaventare. Ma un terremoto che ha per epicentro una zona che ricomprende l'intero, buon vecchio e vulcanico Lazio preoccupa eccome. Neppure la scossa della notte precedente a Reggio è da sottovalutare.

L'Italia è una "faglia con gli occhielli", in cui gli occhielli sono 47 vulcani, e può tremare Tutta e tutta insieme a seconda della gravità del sisma.

L.M.

Terremoti: sisma tra aquilano e reatino

Altra scossa magnitudo 2.4 nel reggino. Nessun danno.

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - Una scossa di terremoto di magnitudo 2.4 e' stata registrata alle 3:45 tra le provincie dell'Aquila e Rieti. Il sisma ha avuto epicentro in prossimita' dei comuni di Capitignano e Montereale (L'Aquila), e Amatrice e Cittareale (Rieti). Non si hanno notizie di danni o feriti.

La scorsa notte, alle 23.24, un'altra scossa di terremoto di magnitudo 2.4 era stata avvertita anche nella  provincia di Reggio Calabria,in prossimita' dei comuni di Giffone, Galatro e Maropati.

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Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 16:27:04, in Sindacati Giustizia, linkato 1218 volte)
Cari della Cgil,

siete proprio sicuri che a questa manifestazione indetta in un SABATO, giornata amorfa ed ininfluente per l'amministrazione pubblica, parteciperanno i lavoratori? Io me lo domando...



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Di Loredana Morandi (del 28/05/2010 @ 16:34:18, in Sindacati Giustizia, linkato 1767 volte)
28 MAGGIO: GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE
CON PRESIDI DAVANTI ALLE BANCHE


14 GIUGNO SCIOPERO GENERALE
DELL’INTERA GIORNATA 


Non si fa attendere la prima risposta dei lavoratori pubblici contro una manovra lacrime e sangue: la RdB/USB P.I. ha già proclamato le prime concrete iniziative di contrasto per domani, venerdì 28 maggio, con presidi in tutte le città davanti alle sedi di banche e imprese finanziarie.

Queste le principali iniziative:


Genova - presidio davanti alla Banca d’Italia, via Dante, ore 15.00;
Torino – presidio davanti Intesa San Paolo, Piazza San Carlo 156, ore 13.00;
Milano – volantinaggi nelle piazze, mattina e pomeriggio;
Padova - presidio davanti alla  Banca d’Italia, Riviera Tito Livio, ore 12.00;
Vicenza – “via crucis” con partenza dalla Prefettura alle sedi degli istituti bancari, ore 12.30;
Bologna – presidio davanti a Unipol, via Stalingrado ore 15.00;
Firenze – presidio alla Fortezza dal basso, ore 15.00
Napoli – presidio al Banco di Napoli, via Toledo, ore 14.30;
Catanzaro – presidio davanti alla  Banca d’Italia, ore 10.00;
Catania - presidi davanti agli istituti bancari di Corso Sicilia, ore 14.00
Palermo – sede dell’ABI, Via Enrico Amari, ore 15.00 
 
Saluto tutti
Pina Todisco  
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Di Loredana Morandi (del 29/05/2010 @ 11:32:26, in Osservatorio Famiglia, linkato 1854 volte)
STUPRI, PAGA LO STATO
SE IL COLPEVOLE NON PUÒ
         

• Sentenza storica a Torino

Le vittime di violenza sessuale e di altri reati contro la persona saranno risarcite dallo Stato nel caso in cui il colpevole, per varie ragioni, non sia in grado di farlo. La sentenza è del tribunale di Torino che ha condannato la Presidenza del consiglio dei ministri a versare 90 mila euro a una studentessa piemontese. Il giudice, Roberta Dotta, ha accolto la richiesta presentata dagli avvocati dello studio legale Ambrosio e Commodo, i quali non hanno fatto altro che ricordare come lo Stato italiano, unico caso in Europa insieme alla Grecia, non si sia ancora allineato a una direttiva comunitaria del 2004: «Bisogna prevedere - è la tesi - un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nel territorio da persone di qualsiasi nazionalità». «L'Italia - commenta Renato Ambrosio - è inadempiente da molti anni. Grazie a questa sentenza, che giunge al termine di una causa pilota, adesso dovrà provvedere».

IL CASO DEL 2005 La ragazza, giovanissima, fu aggredita da due stranieri nel 2005. I due erano stati condannati in via definitiva, al termine del processo penale, a dieci anni e quattro mesi di reclusione, ma non avevano indennizzato la parte civile: non solo non avevano le risorse economiche, ma durante il giudizio di primo grado si erano resi latitanti (rintracciati all'estero, ora sono stati arrestati). La Presidenza del consiglio, tramite l'Avvocatura dello Stato, nel corso della causa si era difesa affermando che in Italia esistono già dei casi in cui è previsto l'indennizzo delle vittime (si tratta, per esempio, dei reati di mafia, usura, terrorismo ed estorsione), e aveva rivendicato una sorta di discrezionalità nella scelta dei delitti da includere nell'elenco. Il giudice, però, ha fatto notare che la direttiva del 2004 impone agli Stati «di prevedere un meccanismo indennitario per tutti i reati intenzionali violenti e dunque anche per i reati di violenza sessuale, reati contro la persona di evidente natura violenta e intenzionale».

SODDISFATTI GLI AVVOCATI DELLA VITTIMA «La sentenza - commentano gli avvocati Renato Ambrosio, Stefano Commodo e Marco Bona - colma finalmente una grave lacuna che ci distingueva, in negativo, dagli Stati europei. Ma c'è ancora una differenza: oggi le vittime colpite da questi reati in territorio italiano non hanno un fondo cui rivolgersi e si trovano costrette a ricorrere ai tribunali affrontando, come nel nostro caso, un vero e proprio processo». I legali, a questo proposito, fanno presente che c'è il rischio di «un elevatissimo numero di cause civili contro la Presidenza del consiglio, con costi per lo Stato e aggravi ulteriori per le vittime». L'auspicio, dunque, è di «una legge che dia concreta attuazione alla direttiva, evitando alla magistratura di dover sopperire alle carenze del Governo e del Parlamento».

http://www.leggo.it/articolo.php?id=63741
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Questo è davvero preoccupante! Però si vede la natura bipartisan...

Violenza su minori,

non scatterà l'arresto per gli episodi «di lieve entità»


Emendamento dei senatori del centrodestra al ddl sulle intercettazioni: «Necessario contro incostituzionalità»

ROMA - Tra gli emendamenti presentati dai senatori del Pdl al ddl sulle intercettazioni ce n'è uno che parla di violenza sui minori. Non è tra le proposte di modifica pubblicate sul sito Pdlsenato.it. L'emendamento prevede che nei casi di violenza sessuale «di lieve entità» nei confronti di minorenni non scatti l'obbligo dell'arresto in flagranza.

«ERRORE MATERIALE» - Una nota del gruppo del Pdl al Senato spiega che la norma relativa alla pedofilia, modificata con un emendamento del centrodestra al ddl intercettazioni era solo la «correzione a un errore materiale commesso in precedenza». «La commissione Giustizia del Senato - si legge nel comunicato - ha con grande senso di responsabilità ulteriormente ampliato i casi di arresto obbligatorio in flagranza prevedendo che anche nelle ipotesi di atti sessuali con minorenni si applichi la stessa normativa della violenza sessuale». «Per un mero errore materiale - prosegue la nota - non era stata prevista la non applicabilità dell'arresto obbligatorio nei casi di minore gravità così come già avviene per la violenza sessuale. Tale omissione avrebbe reso la norma incostituzionale sia per la disparità con la violenza sessuale, sia perché la pena nel minimo, nei casi di minore gravità, è ampiamente al di sotto della soglia della sospensione condizionale e dell'affidamento in prova». «Con tale previsione, quindi - conclude il Pdl -, si statuisce un deciso inasprimento in tema di custodia cautelare a protezione dei minorenni, ancorché non si tratti di episodi di violenza».

L'articolo prosegue su Corriere Sera


IDV: INCOMPRENSIBILE - «È davvero strana tutta questa sensibilità giuridica su una norma di un disegno di legge che è, a dir poco, incostituzionale e pieno di contraddizioni. Il responsabile giustizia dell'Idv Luigi Li Gotti commenta così la spiegazione che il gruppo del Pdl a Palazzo Madama dell'emendamento presentato dal centrodestra sulla violenza per i minori. «È davvero incomprensibile - prosegue - come si ponga attenzione su un possibile rilievo di incostituzionalità tra gli "atti di violenza" e la "violenza sessuale" sui minori. Mi sembra una sottigliezza giuridica senz'altro eccessiva in un provvedimento al quale mancano le basi, pieno di lacune e norme incostituzionali». «La spiegazione del Pdl, insomma - conclude il senatore dell'Idv -, suscita sospetti e non convince affatto».

NAPOLITANO - Pochi giorni fa, intervenendo a un convegno dell'associazione Telefono Azzurro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva chiesto alla politica di «intervenire tempestivamente e perfezionare, anche sul piano sanzionatorio, tutte le misure dirette a combattere ogni forma di violenza sui minori».

Redazione online
28 maggio 2010
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Di Loredana Morandi (del 29/05/2010 @ 16:11:13, in Magistratura, linkato 1313 volte)
MANOVRA: ANM, ORA NO SCIOPERO
MA NON ESCLUSO IN FUTURO



(AGI) - Roma, 29 mag. - L'Associazione Nazionale Magistrati non ha intenzione di proclamare oggi uno sciopero contro le misure previste nella manovra finanziaria, ma non e' escluso che si possa arrivare ad una forma di protesta cosi' dura se "le misure nei confronti dei magistrati fossero caratterizzate da iniquita' e ingiustizia sia nei confronti di altre categorie sia all'interno della stessa magistratura, con un danno soprattutto per i magistrati piu' giovani". Questa la posizione espressa dal segretario del sindacato delle toghe, Giuseppe Cascini, nel corso della riunione del 'parlamentino' convocato in via straordinaria proprio per discutere della manovra, per questa mattina.
  "Non rinunciamo alla possibilita' di proclamare uno sciopero - spiega Cascini - ma oggi sarebbe inopportuno farlo, data l'incertezza che vi e' ancora sui testi. L'Anm dovra' protestare con fermezza e con ogni mezzo, anche con il ricorso allo sciopero, se ci saranno misure inique. I magistrati non intendono sottrasi al proprio dovere di cittadini per contribuire a risolvere la grave crisi del Paese, ma cio' deve avvenire in termini di equita' e di giustizia".
  Cascini si e' detto contrario, al momento, ad uno sciopero bianco che, a suo parere, "verrebbe bloccato dal Garante.
  Bisogna intraprendere iniziative nei limiti della responsabilita' e dobbiamo evitare l'isolamento". La sua proposta quindi, e' quella di organizzare nei vari distretti assemblee comuni con il personale amministrativo "per protestare insieme sullo sfascio della giustzia. Il segretario dell'Anm ha voluto sottolineare poi come sia mancata "un'interlocuzione con il guardasigilli che e' stato totalmente assente in questa vicenda".
  Il presidente dell'Associazione Nazionale dei Magistrati, Luca Palamara, assente oggi alla riunione per problemi di salute, ha voluto inviare un messaggio ai colleghi sottolineando che la manovra economica del Governo "contiene misure inique e irragionevoli che colpiscono pesantemente i magistrati e, piu' in generale, l'intero sistema giudiziario. Saremo fermi nella protesta per garantire i principi costituzionali di indipednenza e autonomia della magistratura. Essere considerati non una risorsa, ma addirittura un costo per la giustizia, e' francamente in accettabile".

La Rassegna

Manovra/ Anm: Per ora niente sciopero, ma norme devono cambiare

Lunedì toghe da Letta. Cascini: "si penalizzano troppo i giovani"

Roma, 29 mag. (Apcom) - Il Comitato direttivo centrale dell'Anm ha deciso: per ora no a scioperi, tradizionali o bianchi che siano, per protestare contro la manovra economica del governo, che vede "inaccettabili penalizzazioni", secondo il segretario Giuseppe Cascini, "soprattutto dei magistrati più giovani". Per Cascini, come del resto per tutta la magistratura, "è assurdo che un magistrato che guadagna 150.000 se ne veda decurtati dalla manovra soltanto 2.000 e uno che ne guadagna 70.000 debba contribuire alla soluzione della crisi economica con 20.000", secondo Cascini in funzione del blocco dei primi aumenti automatici di stipendio, "che sono i più consistenti e avvengono nei primi 15 anni di carriera". Qui il vulnus che ha aperto il contenzioso tra toghe e ministero dell'Economia, da sempre avverso, secondo l'Anm, "alla progressione automatica delle retribuzioni dei magistrati", che invece è "garanzia dell'indipendenza della magistratura", visto che le toghe "non dovendo andare a contrattazione ogni quattro anni" non partecipano al gioco del 'do ut des' che caratterizza i confronti sindacali. Di questo i magistrati andranno a discutere lunedì mattina con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il quale "non potrà non vedere la palese contraddizione interinseca alla norma", che penalizza "soprattutto i giovani". Ma se la preoccupazioni vanno soprattutto verso il futuro degli ultimi entrati nei ranghi della magistratura, anche gli 'anziani' mettono in scena proteste e azioni di autotutela. E' il caso del presidente dell'Anm Cassazione Alfonso Amatucci, consigliere alla Suprema Corte, che ha chiesto il collocamento in pensione per anzianità prima che le nuove norme entrino in vigore, così da evitare la dilazione della liquidazione e il congelamento e decurtazione dello stipendio. "Queste norme - ha detto il magistrato - sanno di truffa", perchè non esiste che "un debitore dica 'oggi non ti pago perchè non ho i soldi' e 'non ti pagherò neanche quando li avrò". Ancora peggio, ha concluso, che "a farlo sia uno stato". Eppure, per ora ancora niente sciopero: il Cdc, con 15 voti a favore e l'astensione dei 5 di Magistratura indipendente, ha votato un documento nel quale si ribadisce la volontà "di mantenere viva ogni forma di protesta che si renderà necessaria" per tutelare le retribuzioni e l'indipendenza dei magistrati. Rimane ancora confermato, inoltre, lo stato di agitazione dei magistrati contro "comportamenti iniqui e irrazionali" nei confronti delle toghe e il mandato alla Giunta dell'Anm di studiare forme di protesta in tutti idistretti, coinvolgendo anche le altre categorie del sistema.

21:19 - POLITICA- 29 MAG 2010

Manovra/ Anm: Per ora niente sciopero, ma norme devono cambiare

APCOM - ‎8 ore fa‎
Roma, 29 mag. (Apcom) - Il Comitato direttivo centrale dell'Anm ha deciso: per ora no a scioperi, tradizionali o bianchi che siano, per protestare contro la manovra economica del governo, che vede "inaccettabili penalizzazioni", secondo il segretario ...

MANOVRA: ANM PRONTA ANCHE A SCIOPERO, "E' INCOSTITUZIONALE"

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎12 ore fa‎
(AGI) - Roma, 29 mag. - Una manovra "iniqua, sperequata e incostituzionale", contro la quale la magistratura avvia le prime iniziative di protesta e non esclude di ricorrere anche allo sciopero. Cosi' il 'parlamentino' dell'Associazione Nazionale ...

Magistrati contro la Manovra, ma l'Anm congela lo sciopero

SKY.it - ‎8 ore fa‎
Niente sciopero, almeno per ora. I magistrati restano sulle barricate della protesta contro il Ddl intercettazioni e la manovra economica del governo che giudicano "iniqua, sperequata e incostituzionale", ma decidono di congelare qualsiasi ipotizzata ...

Scure sui magistrati, anche l'Anm veneta pronta allo sciopero

Corriere della Sera - ‎28/mag/2010‎
VENEZIA— La manovra Tremonti tocca anche gli stipendi dei magistrati, che attraverso l'Anm dichiarano lo stato di agitazione e si preparano, dopo la riunione dell'esecutivo nazionale fissata per domani, allo sciopero. ...

Manovra, Anm conferma agitazione toghe: pronti a sciopero

Reuters Italia - ‎13 ore fa‎
ROMA (Reuters) - L'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha confermato oggi lo stato di agitazione contro la manovra economica del governo e ha fatto capire di non escludere per le prossime settimane anche uno sciopero delle toghe. ...

MANOVRA: ANM CONFERMA STATO AGITAZIONE, NON ESCLUDE SCIOPERO

Agenzia di Stampa Asca - ‎11 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 29 mag - L'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha confermato lo stato di agitazione gia' proclamato contro la manovra varata dal governo e ''non esclude eventuali iniziative di protesta, nessuna esclusa, che tengano conto, ...

Anm: «Manovra incostituzionale, pronti allo sciopero»

Il Messaggero - ‎13 ore fa‎
ROMA (29 maggio) - Una manovra «iniqua, sperequata e incostituzionale» rispetto alla quale i magistrati, all'esito dell'incontro programmato per lunedì prossimo con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, non escludono qualsiasi ...

Manovra: Anm, e' incostituzionale

ANSA - ‎13 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Una manovra 'iniqua, sperequata e incostituzionale' rispetto alla quale i magistrati non escludono iniziative di protesta, sciopero incluso. E' quanto si legge nel documento del 'Parlamentino' dell'Anm con cui e' stato ...

Manovra, l'Anm rinuncia allo sciopero

Il Velino - ‎13 ore fa‎
Roma, 29 mag (Il Velino) - Per ora niente sciopero dei magistrati contro la manovra finanziaria varata dal governo. Questo l'orientamento del “parlamentino” dell'Anm, convocato d'urgenza per valutare le misure contenute nel provvedimento, che contempla ...

Manovra: Anm, per ora niente sciopero

ANSA - ‎15 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Per ora niente sciopero dei magistrati, misura alla quale tuttavia l'Anm non esclude di ricorrere,in caso di 'misure inique e irragionevoli'. Questo l'orientamento del 'parlamentino' dell'Anm, in corso di svolgimento in ...

MANOVRA: ANM, ORA NO SCIOPERO MA NON ESCLUSO IN FUTURO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎16 ore fa‎
(AGI) - Roma, 29 mag. - L'Associazione Nazionale Magistrati non ha intenzione di proclamare oggi uno sciopero contro le misure previste nella manovra finanziaria, ma non e' escluso che si possa arrivare ad una forma di protesta cosi' dura se "le misure ...

Ecco gli stipendi d'oro che le toghe non mollano

il Giornale - ‎28/mag/2010‎
RomaSacrifici per tutti, ma le toghe non ci stanno. Appena il governo ha parlato di toccare i loro stipendi si sono ricompattate all'istante, superando ogni solco di corrente. E l'Anm è tornata ad essere il faro di tutti i magistrati, ...

Manovra: Anm, e' incostituzionale

euronews - ‎12 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 29 MAG – Una manovra 'iniqua, sperequata eincostituzionale' rispetto alla quale i magistrati non escludonoiniziative di protesta, sciopero incluso. E' quanto si legge neldocumento del 'Parlamentino' dell'Anm con cui e' statoconfermato lo ...

Manovra, misure restrittive per i giudici: i magistrati pensano ...

Blitz quotidiano - ‎15 ore fa‎
I giudici italiani per ora non sciopereranno, ma in futuro potrebbero decidere di protestare contro le misure previste nella manovra presentata dal governo. Lo ha detto l'Associazione Nazionale Magistrati. Il sindacato delle “toghe” ha detto che se il ..
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Di Loredana Morandi (del 29/05/2010 @ 16:14:43, in Politica, linkato 1279 volte)

Intercettazioni, Gasparri: ''Accantonare i pregiudizi''.

Il 'no' di giornalisti e poliziotti


Roma - (Adnkronos/Ign) - Il capogruppo Pdl al Senato: ''Spazi più ampi per il diritto di cronaca''. Fnsi: verso il ricorso alla Corte europea dei diritti. Associazione dei funzionari di Polizia: ''Duro colpo alla sicurezza''. Le modifiche del Pdl. Il testo all'esame di Palazzo Madama da lunedì. Alfano: ''Non vedo ragioni per la fiducia'' (FOTO)

Roma, 29 mag. (Adnkronos/Ign) - "Gli emendamenti che abbiamo presentato al disegno di legge sulle intercettazioni in vista dell'esame dell'Aula garantiscono spazi più ampi per il diritto di cronaca, evitando comunque la gogna mediatica e la pubblicazione indiscriminata di intercettazioni". E' quanto afferma il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, tra i firmatari degli 11 emendamenti presentati ieri dalla maggioranza.

"Abbiamo valutato le proposte giunte dal mondo della stampa e abbiamo quindi - sottolinea - garantito ai giornalisti l'attività più ampia. Abbiamo anche ridotto in maniera significativa le sanzioni per gli editori. Riteniamo quindi di aver dato un contributo positivo al prosieguo dell'esame di questo provvedimento. Chi resta contrario vuole continuare in un uso indiscriminato delle intercettazioni e in una pubblicazione di materiali che non hanno il più delle volte nessuna rilevanza penale". "Ribadiamo che per quanto riguarda terrorismo e mafia nulla è cambiato e quindi le attività investigative potranno proseguire con grande intensità. Speriamo che vengano accantonati i pretesti e i pregiudizi e si guardi alla sostanze delle cose", conclude.

L'opposizione al testo resta però forte. Lunedì prossimo, il gruppo dei legali della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti, insieme all'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, e all'associazione Articolo21, si riuniranno in audioconferenza con la Federazione nazionale della Stampa per fare il punto sulla stesura del ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo nel caso in cui il Parlamento decidesse di trasformare in legge il ddl Alfano.

No anche dall'Anfp, l'Associazione dei funzionari di Polizia. "Il ddl intercettazioni è un duro colpo per la sicurezza, infatti, mentre l'indice di delittuosità risulta costantemente oltre i 4mila crimini ogni 100mila abitanti nell'ultimo decennio, al Senato ci si ostina a proporre un sistema che riduce severamente la possibilità di intercettare", dichiara in una nota il segretario nazionale dell'Anfp Enzo Marco Letizia. "Si insiste, poi, a prevedere che le microspie vadano messe nei luoghi ove vi è fondato motivo di ritenere che si stia commettendo un reato - aggiunge - e non si vuol capire che se l'investigatore ha questa convinzione deve intervenire per arrestare gli autori del crimine nella flagranza di reato".

Cancellata la parte relativa alle riprese visive

Intercettazioni, ecco le modifiche del Pdl:

sì alla pubblicazione del riassunto degli atti

Roma - (Adnkronos) - Tra le altre modifiche presentate, l'estensione della norma transitoria, con l'ampliamento della possibilità di applicarne di nuove ai procedimenti in corso. Il testo all'esame dell'Aula del Senato da lunedì. Alfano: ''Non vedo ragioni per la fiducia''. Maroni, legge non limiterà lotta alla mafia. (FOTO) 'Metti meno cemento e più sabbia', ecco le telefonate dei boss dell'ecomafia
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos) - Si' alla pubblicazione per riassunto degli atti relativi ad indagini in corso. E' la principale modifica al disegno di legge sulle intercettazioni, all'esame dell'Aula del Senato da lunedi' prossimo, contenuta negli undici emendamenti presentati dal Pdl, firmati dal capogruppo Maurizio Gasparri, dal vice Gaetano Quagliariello, dal presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli e dal relatore Roberto Centaro.

Tra le altre modifiche presentate, l'estensione della norma transitoria, con l'ampliamento della possibilita' di applicare le nuove norme ai procedimenti in corso.

Viene poi cancellata la parte relativa alle riprese visive, che verra' inserita in un altro provvedimento, e si parlera' di "intercettazioni di immagini mediante riprese visive". Possibile pubblicare l'ordinanza di custodia cautelare fatta eccezione per le intercettazioni telefoniche e i giornalisti iscritti all'Ordine, sia professionisti che pubblicisti, potranno compiere registrazioni non autorizzate o riprese con telecamere nascoste.

Infine diminuiscono le sanzioni per gli editori che pubblicheranno gli atti giudiziari prima dell'udienza preliminare.
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