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 bozza...... di Lunadicarta
 
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Con la giustizia si contraccambi il male e con il bene si contraccambi il bene.

Confucio
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 23:21:14, in Magistratura, linkato 1250 volte)
GIUSTIZIA: ANM, BENE APERTURA SU GIOVANI TOGHE

(AGI) - Roma, 9 lug. - “Accogliamo con favore le affermazioni del senatore Longo. L’unica soluzione immediata alle carenze di magistrati nelle Procure e’ l’abrogazione della norma che vieta ai giovani magistrati di rivestire funzioni di pm”.

Cosi’ il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, commenta le parole del senatore Piero Longo, relatore del Ddl di riforma del processo penale al vaglio del Senato, relative alla presentazione di un emendamento sulle giovani toghe al disegno di legge.

(AGI) Oll/Mom


GIUSTIZIA: RELATORE DDL, GIOVANI TOGHE TORNINO PM

(AGI) - Roma, 9 lug. - Sospendere la norma che vieta ai magistrati di prima nomina di essere destinati alle funzioni di Pubblico ministero.

E’ l’idea del senatore Piero Longo, relatore del Disegno di Legge di riforma del processo penale attualmente all’esame della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, che, durante la presentazione del Libro Bianco sui vuoti nelle Procure redatto da Magistratura democratica, ha annunciato la presentazione, in settembre, di un emendamento al suddetto Disegno di Legge, per “rivisitare la norma che vieta la destinazione agli uffici requirenti dei magistrati di prima nomina, sospendendo il divieto perlomeno per quelli che saranno vincitori del concorso che finira’ a dicembre”.

Il senatore, inoltre, ha detto che presentera’ anche un emendamento relativo al regime delle applicazioni, per consentirle presso le Procure della Repubblica di magistrati che attualmente svolgono funzione di giudici.

(AGI) Oll/Msc
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Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 23:13:24, in Magistratura, linkato 1226 volte)
Anche io dovevo essere al convegno di Md, tenutosi ieri all'Hotel Ripetta, ma purtroppo mi ha fermata un piccolo e fastidioso guasto all'auto.

GIUSTIZIA: MD, TROPPE RIGIDITA'
CREANO VUOTI PROCURE



(AGI) - Roma, 9 lug. - Norme troppo rigide sulla mobilita' dei magistrati creano inevitabilmente gravi vuoti di organico nelle procure, in particolare al sud, in cui si rischia una "totale desertificazione" degli uffici.

Per questo Magistratura democratica ha redatto un libro bianco, illustrato oggi alla presenza del segretario del Pd, Dario Franceschini, in cui ripercorre la situazione degli uffici requirenti e avanza alcune proposte per risolvere il problema.

In primo luogo Md ritiene necessario intervenire con una legge ordinaria sul regime delle applicazioni: le norme vigenti non consentono infatti di effettuare applicazioni presso le procure di magistrati che attualmente svolgono funzione di giudici.

Rimuovere questo limite, si legge nel dossier, consentirebbe invece di recuperare un numero significativo di toghe da destinare per periodi di media lunghezza - da sei mesi a un anno - nelle procure che presentano le scoperture piu' gravi, senza sottrarre unita' ad altri uffici requirenti.

Inoltre, si torna a chiedere di abolire il divieto per i magistrati di prima nomina agli uffici requirenti, nonche' di modificare la disciplina relativa al periodo di permanenza nell'esercizio delle funzioni giudicanti civili o collegiali a cui devono essere necessariamente assegnati, come prevede la legge, i magistrati alla fine del tirocinio.

Una soluzione, poi, potrebbe essere trovata nella previsione, dopo un biennio dalla prima assegnazione d'ufficio alle funzioni giudicanti, di una nuova assegnazione per meglio distribuire le risorse umane tra gli uffici e nel territorio.

Va ripensata, sottolinea ancora Md, la disciplina che pone limiti di incompatibilita' distrettuali, in caso di passaggio dalle funzioni di giudice a quelle di pm. Tali limiti, infatti, sono oggi "elemento di forte dissuasione al trasferimento nelle procure".

Emerge infatti in questi anni la scarsa propensione dei magistrati di passare alle funzioni di pm, e anche le modifiche al codice di procedura penale all'esame del parlamento, rileva Md, sottraendo il controllo della polizia giudiziaria al pubblico ministero, "segnerebbero una involuzione".

"Ora il sistema e' al collasso - osserva Rita Sanlorenzo, segretaria di Md, - non vogliamo un ritorno al passato ma serve responsabilita' e governo della mobilita' delle toghe, basandosi sulle reali necessita' degli uffici. Questo sistema e' di una rigidita' assurda e crea una paralisi degli uffici".

(AGI) Oll/Roc (Segue)
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Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 22:47:26, in Magistratura, linkato 1305 volte)
il pm deciderà sulla convalida

Calci e pugni all'auto dei Carabinieri
Arrestato magistrato di Catanzaro

Coinvolto in un incidente stradale il magistrato, in aspettativa per un incarico universitario, ha avuto un alterco con i Carabinieri ai quali ha opposto resistenza.

I Carabinieri di Catanzaro hanno arrestato, in attesa della convalida del Pm, un magistrato catanzarese, Federico Sergi, in aspettativa per attività universitarie.

Coinvolto in un incidente stradale il magistrato, che sarà difeso dall'avvocato Piero Chiodo, ha avuto un alterco con i Carabinieri ai quali ha opposto resistenza. Da qui il provvedimento a suo carico. Secondo l'accusa Sergi ha anche danneggiato, a pugni e calci, l'auto di servizio dei militari.

Il Tempo 09/07/2009

Nota di Redazione

Il caldo può fare anche brutti scherzi ma è anche vero, stante non sia costume noto dei Carabinieri, che siano stati effettuati arresti bavaglio dopo vere molestie sessuali in pieno giorno di uomini in divisa a donne sole, o addirittura accompagnate, e nonostante le telefonate di richiesta di aiuto registrate ai numeri verdi delle forze dell'ordine.

Ad occhio, e sulla base di episodi simili recenti (i due del bacio al Colosseo), direi che alla convalida dell'arresto i testimoni in divisa contro il magistrato potrebbero essere da 6 a 8, più almeno un graduato. Così, una comune operazione di polizia stradale, può divenire interruzione di pubblico servizio.

L.M.
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Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 22:42:21, in Sindacati Giustizia, linkato 1107 volte)
Questo è un omicidio che poteva essere strage...

Pm chiede 14 anni di carcere
per l'agente Spaccarotella


A preso il via stamane ad Arezzo la requisitoria del Pm per le fasi finali del processo a Luigi Spaccarotella. Il Pubblico Ministero dopo aver simulato con una replica della pistola il gesto dell'agente ha chiesto una pena di 14 anni.

Una versione "abborracciata" e inverosimile che «arriva al parossismo»: «Un tentativo maldestro che lo affossa definitivamente». Così il pm Giuseppe Ledda ha definito le versioni fornite dall'agente Luigi Spaccarotella, riguardo i frangenti dell'omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, avvenuto l'11 novembre del 2007 ad Arezzo. Durante la sua requisitoria Ledda ha ricostruito le dichiarazioni rilasciategli nell'imminenza del fatto - che il pm ha definito «false» -, e quelle successive fra cui la dichiarazione spontanea in aula.

"L'imputato non ha accettato l'esame in aula", ha detto Ledda, secondo il quale "chi racconta una storia costruita a tavolino ha paura delle contestazioni". Ripercorrendo le dichiarazioni dell'agente Ledda ha chiesto: "Come è possibile credere? Solo un folle avrebbe potuto correre con il cane armato e il dito sul grilletto. Si sarebbe sparato addosso. Quando si è fermato, l'agente ha di nuovo messo il dito sul grilletto".

"Ci sono cinque ricostruzioni tutte sostanzialmente concordanti", ha spiegato Ledda, riferendosi ai tre agenti di commercio alla guida giapponese e alla cassiera dell'area di servizio: "A un certo punto Spaccarotella si ferma e punto l'arma verso l'area di servizio". A quel punto il pm ha impugnato una replica della pistola usata da Luigi Spaccarotella, l'agente della polizia stradale imputato con l'accusa di omicidio volontario e ha mimato il gesto che egli avrebbe compiuto, tendendo il braccio parallelamente al terreno:" Non ha rilevanza se l'altra mano era sull'arma, sul braccio o al polso - ha spiegato - non ha alcuna sostanziale differenza".

Ancora riferendosi alle dichiarazioni in aula "dopo un anno e mezzo - ha detto Ledda - c'è un cambio di versione abborracciata che aumenta il grado di inverosimiglianza del racconto". "Questa inverosimiglianza - ha aggiunto Ledda - arriva al parossismo quando l'agente cerca di ipotizzare un racconto che concili la sua versione a quella dei testi. Questo tentativo maldestro lo affossa definitivamente". Il pm Giuseppe Ledda in conclusione ha chiesto una pena di 14 anni di reclusione per il poliziotto Luigi Spaccarotella accusato di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale.

Il Tempo 09/07/2009
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Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 02:52:27, in Sindacati Giustizia, linkato 1730 volte)
REGIONE TOSCANA PRESENTA 'LEGGE ANTI-BRUNETTA'       

mercoledì 08 luglio 2009
GrNet.it

NESSUN TAGLIO AGLI STIPENDI PER PRIMI 8 GIORNI MALATTIA.
Firenze, 8 lug. - E' stata gia' ribattezzata 'legge anti-Brunetta', ma nelle intenzioni della Giunta regionale toscana vuole essere solo una norma che ''cancella le norme piu' discriminatorie'' del decreto 133 del ministro della Funzione Pubblica. A presentare la proposta di legge toscana, oggi in conferenza stampa, il vicepresidente della Regione, Federico Gelli (Pd). La proposta di legge, gia' approvata dalla Giunta, sara' sottoposta ora alla votazione in Consiglio regionale. Le norme, se approvate, varranno per i dipendenti della Regione Toscana, che sono circa 5mila tra Regione ed enti collegati. Il primo obiettivo e' ''evitare discriminazioni'' e ''non imporre ai dipendenti pubblici regole e decurtazioni piu' penalizzanti di quelle che valgono per il settore privato''. La prima declinazione concreta della pdl riguarda i giorni che saranno pagati a stipendio pieno. Dall'anno scorso, da quando e' entrato in vigore il decreto Brunetta - ha ricordato Gelli - il dipendente pubblico che si ammala o si assenta dal lavoro si vede ridotto lo stipendio nei primi dieci giorni di ogni malattia. La Giunta regionale toscana propone invece un 'bonus' di 8 giorni all'anno, in cui al dipendente non sara' applicata piu' alcuna decurtazione dela busta paga.

VISISTE FISCALI FACOLTATIVE E IN FASCIA ORARIA 10-12 E 17-19
In ogni caso, esauriti gli 8 giorni, gli stipendi saranno tagliati in misura minore. Con la proposta di legge la giunta definisce infatti anche con chiarezza le componenti dello stipendio da corrispondere in caso di assenza e stabilisce che nessuna delle componenti che abbia natura fissa, ricorrente o continuativa debba essere tagliata. Sono salve le indennita' legate alla mansione o al ruolo del dipendente. Le assenze incideranno a questo punto solo sulla produttivita' e le indennita' di risultato. Nessuna decurtazione sara' prevista per i ricoveri ospedalieri, gli infortuni sul lavoro a causa di servizio o per patologie gravi che richiedono terapie salvavita. Al riguardo Gelli ha annunciato che lunedi' portera' in giunta una direttiva che elenca tutte le patologie che ricadranno nel provvedimento, in modo da chiarire qualsiasi dubbio e togliere qualsiasi margine di discrezionalita'. Il provvedimento, visto che non fa altro che specificare una norma gia' prevista dal governo, sara' applicabile anche prima dell'approvazione della proposta di legge. Per le assenze per motivi diversi dalla malattia si rimanda a quanto previsto dalle norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Si cambia anche per quanto riguardo le visite fiscali a casa. Diventano per l'amministrazione facoltative, sulla base delle proprie esigenze organizzative. Una soluzione che permettera' di contrastare il fenomeno dell'assenteismo arginando eventuali abusi, ma allo stesso tempo di contenere i costi aggiuntivi conseguenti alle visite mediche di controllo. Cambiano anche le fasce di reperibilita'. Il Decreto Brunetta le aveva allargate, costringendo il lavoratore a farsi trovare a casa dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20. La Regione ha reintrodotto le fasce che valgono per il settore privato, in precedenza in vigore: ovvero dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 1 9, che sono quelle determinate dalla contrattazione collettiva.

GELLI, COMBATTIAMO FANNULLONI MA TUTELIAMO DIRITTI LAVORATORI
In verita', osserva Gelli, anche il governo su questo aveva fatto nel frattempo un passo indietro. Regione e governo propongono le stesse fasce. La differenza sta pero' nello strumento: il governo lo ha fatto con un decreto, che potrebbe anche non essere convertito. La Regione Toscana lo fara' con una legge, che varra' indipendentemente dal decreto. ''Nessuno in Regione vuol difendere furbi e fannulloni - chiarisce Gelli - Da tempo ci siamo mossi per combattere sprechi inutili, per contenere i costi e per rendere la macchina piu' snella ed efficiente. Ma abbiamo anche investito sul personale. Da tempo abbiamo avviato anche controlli incrociati sulle timbrature, perche' occorre essere severi quando serve. Quello di cui abbiamo bisogno sono strumenti chirurgici che ci consentano di asportare la parte malata senza danneggiare la parte sana. E cosi' non e' stato con la legge 133 di quest'anno (il famoso Decreto Brunetta ndr) sulle assenze da lavoro, tant'e' che poi il governo, resosi conto dell'errore, l'ha in parte modificata: cancellando ad esempio le decurtazioni che erano previste nel caso di assenze diverse dalla malattia, come per le donazioni del sangue, i congedi matrimoniali o i congedi parentali''. Il vicepresidente Gelli ha anche annunciato che prossimamente portera' in giunta una seconda direttiva, oltre a quella sulle patologie gravi. Riguardera' i dirigenti (in tutta la Regione sono circa 150), i quali saranno giudicati anche in base alla capacita' di vigilare su assenze e produttivita' dei loro dipendenti. I dirigenti che non faranno bene il proprio mestiere potranno in questo caso rischiare un taglio del 40% sulla produttivita', pari ad almeno 5mila euro. (Adnkronos)
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Di Loredana Morandi (del 09/07/2009 @ 02:47:57, in Sindacati Giustizia, linkato 1478 volte)
LETTERA AL MINISTRO SUL CONTRATTO INTEGRATIVO
 

La RdB P.I. scrive al Ministro per ricordagli:

L’impegno assunto il 21 maggio 2009 a seguito dell’occupazione della sala verde da parte di alcuni componenti di questa O.S., cioè di incontrare i lavoratori e per essi le OO.SS. entro luglio;

L’affermazione fatta l’11 febbraio u.s. “che nessuna riforma si sarebbe potuta attuare senza tenere in debito conto la soddisfazione e il coinvolgimento dei lavoratori amministrativi”.

Ebbene ci risulta, almeno così apprendiamo dai giornali, che la riforma del processo civile è operante dal 4 luglio 2009.

Crediamo che sia obbligo del ministro intervenire alla riunione del 10 p.v. con fatti concreti per i lavoratori per risolvere definitivamente l’annosa e spinosa questione della c.d. riqualificazione del personale giudiziario.

Ancora una volta i lavoratori hanno appreso dai giornali cosa sta succedendo, infatti non una parola, non una circolare sull’argomento con buona pace dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione giurisdizionale.

Per non parlare poi dell’approvato pacchetto sicurezza che comporterà un aggravio consistente dei carichi di lavoro in un momento in cui i tagli operati sul personale stanno creando non poche difficoltà agli uffici giudiziari.
 
In allegato la lettera da affiggere in tutte le bacheche.

Saluto tutti
Pina Todisco


LA LETTERA ----


Al Ministro della Giustizia
 On.  Angelino Alfano

Oggetto: Contratto integrativo Giustizia Riunione del 10 luglio 2009.


Eg. Ministro,
La RdB P.I. le scrive per ricordarle due cose:

•  l’impegno assunto il 21 maggio 2009 a seguito dell’occupazione della sala verde da parte di alcuni componenti di questa O.S., cioè di incontrare i lavoratori e per essi le OO.SS. entro luglio;

•   L’affermazione che ella ebbe a fare l’11 febbraio u.s. “che nessuna riforma si sarebbe potuta attuare senza tenere in debito conto la soddisfazione  e il coinvolgimento dei lavoratori amministrativi”.

Ebbene Ministro ci risulta, almeno così apprendiamo dai giornali, che la riforma del processo civile è operante dal 4 luglio 2009 così come pure il mese di luglio è arrivato. Quindi quale occasione migliore, per lei, di intervenire alla riunione già fissata per il giorno 10 luglio p.v. mantenendo così fede all’impegno assunto e dare seguito alle dichiarazioni fatte per  risolvere definitivamente l’annosa e spinosa questione della  c.d. riqualificazione del personale giudiziario.

Come potrà ben constatare Ministro l’Amministrazione da lei gestita in presenza di una nuova riforma del processo civile, non solo non forma i suoi dipendenti ma addirittura non si degna di informarli. I lavoratori hanno dovuto apprendere dai giornali cosa sta succedendo, infatti non una parola, non una circolare sull’argomento con buona pace dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione giurisdizionale.

Ancora una volta i lavoratori dovranno armarsi di pazienza e buona volontà, auto formarsi e far fronte a tutte le novità e difficoltà in piena solitudine.

Per non parlare poi dell’approvato pacchetto sicurezza che comporterà un aggravio consistente dei carichi di lavoro in un momento in cui i tagli operati sul personale stanno creando non poche difficoltà agli uffici giudiziari.

Ultimamente i capi degli uffici ricorrono sempre più spesso all’istituto dell’applicazione ma come ben sa se una coperta è troppo corta si tira da una parte ma, inevitabilmente si scopre l’altro lato.

Possiamo solo dire che passano gli anni, cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa: riforme che si susseguono in maniera schizofrenica e che ricadono sulle spalle dei lavoratori i quali come al solito dovranno ricorrere all’arte di arrangiarsi.

Se a tutto ciò aggiungiamo il decreto Brunetta, in attuazione della legge 15/09, il quale oltre a cambiare la geografia del Pubblico Impiego, a nostro avviso in peggio, impedirà: qualsiasi tipo di avanzamento economico; introdurrà criteri di meritocrazia con contingenti stabiliti, in maniera assurda, per legge;  abbasserà la soglia salariale dei dipendenti pubblici. 

Il tempo delle chiacchiere è finito è giunta l’ora dei fatti Ministro, presenzi all’incontro di venerdì e dimostri al personale amministrativo di essere colui che ha a cuore sia la funzionalità degli uffici giudiziari sia il benessere e la soddisfazione del personale amministrativo.

La RdB P.I., non demorderà e continuerà attraverso azioni di lotta a difendere strenuamente il ruolo pubblico del servizio Giustizia e con esso la dignità ed i diritti dei lavoratori da troppo tempo calpestati.

In attesa di incontrarla venerdì la salutiamo cordialmente.

Roma,  08 luglio 2009

Per  RdB P.I. – Coordinamento Giustizia
Giuseppa Todisco
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Associazione Nazionale Magistrati



LA GEC DELL'ANM SULLE MODALITÀ DI SELEZIONE
DEI RAPPRESENTANTI DEL
CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA


La Giunta Esecutiva Centrale ha da tempo promosso un dibattito serio e approfondito all'interno della associazione e tra i magistrati, che affronti senza ipocrisie, ma anche rifuggendo da facili demagogie, il tema del ruolo dell'associazionismo dei magistrati e delle componenti della ANM.

E' evidente che in questa riflessione uno snodo fondamentale è rappresentato dalle modalità di selezione dei rappresentanti del Consiglio Superiore della Magistratura.

La Giunta Esecutiva Centrale ritiene che le proposte di modifica della legge elettorale del CSM, avanzate nel mondo politico ma anche all'interno della magistratura, che prevedono l'introduzione di forme di sorteggio o di pre-sorteggio per la selezione dei rappresentanti in CSM si pongano in contrasto con l'articolo 104 comma 4 della Costituzione.

I padri costituenti hanno voluto un CSM che fosse rappresentativo di tutti i magistrati ordinari: affidare al caso o alla sorte la scelta dei componenti del CSM significherebbe svilire il ruolo costituzionale dell'organo di governo autonomo e umiliare i magistrati italiani, che verrebbero considerati incapaci di operare scelte consapevoli e libere.

Purtuttavia, l'intento di svalutare ulteriormente la tensione ideale e culturale in magistratura, per quanto sia strumentale, indubbiamente trova terreno fertile nel disagio che pure esiste tra i colleghi e che rischia di trasformarsi in crisi di rappresentatività.

E' necessario, dunque, da parte dell'ANM un forte impegno per studiare insieme ai colleghi tutti i profili e le qualità necessari per il prossimo Consiglio Superiore della Magistratura, individuando, altresì, i percorsi da seguire attraverso un modello di partecipazione in cui la legittimazione alla rappresentanza provenga da tutti i magistrati e dagli uffici giudiziari al fine di restituire al sistema nuovo entusiasmo, unità di intenti e democrazia interna.

La GEC delibera pertanto di convocare per il 26 settembre p.v. un Comitato Direttivo Centrale anche sugli indicati temi.

Roma, 8 luglio 2009

La Giunta Esecutiva Centrale

*** *** ***

Le Agenzie

GIUSTIZIA: GIUNTA ANM, ANTICOSTITUZIONALE SORTEGGIO PER CSM
 
(ASCA) - Roma, 8 lug - Sulle modalita' di selezione dei rappresentanti del Consiglio superiore della magistratura la giunta esecutiva dell'Anm ''ritiene che le proposte di modifica della legge elettorale del Csm - avanzate nel mondo politico ma anche all'interno della magistratura - che prevedono l'introduzione di forme di sorteggio o di pre-sorteggio per la selezione dei rappresentanti in Csm, si pongano in contrasto con l'articolo 104, quarto comma della Costituzione''.
''I padri costituenti hanno voluto un Csm rappresentativo di tutti i magistrati ordinari - si legge in una nota diffusa al termine della riunione che si e' tenuta in mattinata - affidare al caso o alla sorte la scelta dei componenti del Consiglio significherebbe svilire il ruolo costituzionale dell'organo di governo autonomo e umiliare i magistrati italiani, che verrebbero considerati incapaci di operare scelte consapevoli e libere''.
La giunta esecutiva non nasconde tuttavia la consapevolezza del disagio ''che pure esiste tra i colleghi e che rischia di trasformarsi in crisi di rappresentativita''' e sollecita ''da parte dell'Anm un forte impegno per studiare insieme ai colleghi tutti i profili e le qualita' necessari per il prossimo Consiglio superiore della magistratura, individuando, altresi', i percorsi da seguire attraverso un modello di partecipazione in cui la legittimazione alla rappresentanza provenga da tutti i magistrati e dagli uffici giudiziari, al fine di restituire al sistema nuovo entusiasmo, unita' di intenti e democrazia interna''.
E' con questo obiettivo che la stessa giunta ha convocato per il 26 settembre prossimo il Comitato direttivo centrale dell'Anm, per dibattere anche su questi temi.

08-07-09 red-njb/mcc/ss

***

GIUSTIZIA: ANM, PRIMARIE PER DESIGNAZIONE CANDIDATI AL CSM

ultimo aggiornamento: 08 luglio, ore 17:23

Roma, 8 lug. - (Adnkronos) - Sistema delle primarie per una piu' ampia partecipazione delle toghe nella designazione dei candidati per il Csm, superando cosi' limiti e condizionamenti legati alle correnti.

E' quanto contenuto nella delibera approvata oggi dalla Giunta esecutiva centrale dell'Anm, in cui senza fare espressa menzione alla parola ''primarie'', si parla della necessita' di un forte impegno ''per studiare insieme ai colleghi tutti i profili e le qualita' necessari per il prossimo Consiglio Superiore della Magistratura, individuando un modello di partecipazione in cui la legittimazione alla rappresentanza provenga da tutti i magistrati e dagli uffici giudiziari, al fine di restituire al sistema nuovo entusiasmo, unita' di intenti e democrazia interna''.

Una novita' di cui il Comitato direttivo centrale del sindacato delle toge parlera' nella riunione convocata per il prossimo 26 settembre.

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Di Loredana Morandi (del 08/07/2009 @ 09:13:40, in Estero, linkato 1077 volte)
Il G8 delle First Ladies
in visita al Campidoglio




L'onere e l'onore di sostenere il G8 più "galante" è toccato ad Alemanno, sindaco di Roma, che appare nella foto circondato dalle gentili signore degli uomini più potenti della terra.

La foto del Bertozzi è stata scattata nella sala ove è ospitato il Marco Aurelio, quello vero, restaurato pochi anni or sono, al cui posto fu collocato un identico falso d'autore onde non rovinare irreparabilmente la scenografia architettonica ed alchemica della piazza capitolina.

Perché le First Ladies? Perché sono convinta che ognuna di loro potrebbe far meglio dei rispettivi potenti consorti, alla guida dei propri Paesi. In un mondo ipotetico, governato dalle donne, non esisterebbero più la fame, la violenza e l'abbandono. Per i capitani d'industria, invece, sì.

A riprova dell'impegno italiano per i paesi in stato di sottosviluppo o vittime delle emergenze umanitarie tra guerre e carestie, mi permetto di chiedere a Gianni Alemanno di rammentare la promessa donazione per la sede dell'Ambasciata Palestinese in Roma.

Una promessa del Sindaco molto, molto concreta, in quanto la Giunta ha già deliberato in tal senso.

Quindi, cari amici della Comunità Palestinese in Italia, orsù! E' ora di muoverci!

Loredana Morandi
Network of Artists Against War Italia


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Di Loredana Morandi (del 08/07/2009 @ 03:38:46, in Economia, linkato 1249 volte)
ECONOMIA
Sarebbe incostituzionale il provvedimento che vieta il reintegro
per lavoratori con irregolarità contrattuali. Plauso di Pd e Idv

Norma precari, Consulta verso il no
Speranza per 20.000 postini

ROMA - La Corte Costituzionale, secondo quanto si apprende dall'Ansa, si avvia a dichiarare l'illegittimità della cosiddetta norma "anti-precari", votata dal Parlamento con la manovra dell'agosto 2008 per arginare gli effetti dei numerosi ricorsi dei lavoratori a tempo determinato nelle Poste e nella pubblica amministrazione.

Secondo la Corte, la norma sarebbe irrazionale e in contrasto con il principio di uguaglianza espresso nell'articolo 3 della Costituzione. L'articolo 4bis del decreto legislativo 368 del 2001 (introdotto con la manovra della scorsa estate), incostituzionale secondo la Consulta prevede che, in caso di violazione delle legge in materia di contratto di lavoro, al lavoratore con un giudizio pendente alla data del 22 agosto 2008 non spetti l'assunzione a tempo indeterminato e il risarcimento delle retribuzioni maturate, bensì un indennizzo di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità dell'ultima busta paga. Il diritto all'assunzione non viene toccato, invece, per chi ha deciso di fare causa dopo il 22 agosto. In questo modo, però, secondo la Consulta, si verrebbe a creare una disparità di trattamento, perché situazioni di fatto assolutamente identiche sono state regolate in modo diverso per la casuale circostanza della pendenza di un giudizio a una determinata data.

Se venisse confermata, la decisione della Corte Costituzionale potrebbe causare un notevole esborso per Poste Spa. Ma non solo. La norma anti-precari, pensata principalmente per l'azienda postale, di fatto ha coinvolto anche altri settori del lavoro a tempo determinato, dalla pubblica amministrazione ad alcune tipologie aziendali.

Soddisfatti i sindacati: "La sentenza sui precari che starebbe per essere ufficializzata dalla Consulta è giusta e doverosa", dichiara il segretario generale della Slc Cgil, Emilio Miceli. "Poste Italiane aveva immaginato una sorta di 'articolo 18 dei precari', pensando che si potessero monetizzare in luogo dell'assunzione le sentenze di reintegro dei giudici".

Unanimi i commenti dell'opposizione. "Se fossero confermate le indiscrezioni per cui la Corte Costituzionale sarebbe orientata a bocciare la 'norma anti-precari', quella di oggi sarebbe proprio una bella giornata per il mondo del lavoro", ha commentato la deputata del Pd Marianna Madia. "L'arroganza e il dilettantismo dell'esecutivo sono stati bloccati. E' indispensabile però che il governo riconsideri nel complesso le sue politiche su questo tema", è l'invito dell'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, mentre per Antonio Di Pietro, "la maggioranza è rimasta sorda, incurante dei posti di lavoro a rischio e della disparità creata tra i lavoratori".

"La sentenza della Consulta non poteva essere diversa essendo evidente l'incostituzionalità dell'articolo riguardante i contratti a termine delle Poste spa", ha dichiarato Giuliano Cazzola (Pdl), vice presidente della Commissione Lavoro della Camera, aggiungendo che "l'esecutivo ne era consapevole, ma è stato costretto ad intervenire in quel modo per contenere una deriva giudiziaria dai costi insostenibili".


(6 luglio 2009)

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Comunicato Stampa di Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL Nazionale


La Funzione Pubblica Cgil sottoscrive
il “Patto per la Giustizia e per i cittadini”
primo passo verso una riforma partecipata



Durante la giornata della giustizia, tenutasi a Roma lo scorso 5 maggio, alla quale abbiamo partecipato insieme all’ANM, all’OUA e ad altre Associazioni e OO.SS del settore, ho lanciato a nome della mia organizzazione una sfida ambiziosa: la sottoscrizione di un “patto per la Giustizia”, che richiami l’attenzione sui problemi concreti del sistema giudiziario e proponga una riforma condivisa, che punti ad assicurare un servizio efficiente per i cittadini.

Una sfida raccolta. Per questo, il prossimo venerdì 10 Luglio, presso l’Aula Magna della Cassazione, insieme ai rappresentanti delle magistrature, dell’avvocatura, dei dirigenti e delle altre OO.SS, sottoscriveremo il ‘PATTO PER LA GIUSTIZIA E PER I CITTADINI’, che propone al Governo un progetto condiviso che indichi soluzioni per il buon funzionamento della giustizia.

Tra i punti qualificanti del patto: investimenti adeguati, riconoscimento professionale del personale e formazione, nuove assunzioni, informatizzazione del servizio e un nuovo modello organizzativo, norme che effettivamente snelliscano le procedure e una nuova geografia giudiziaria, la reinternalizzazione di tutti i servizi essenziali, come la verbalizzazione e l’assistenza tecnica informatica.

Nessuna riforma è infatti possibile senza un progetto ed investimenti adeguati: i provvedimenti varati dal Governo sino ad oggi vanno invece nella direzione opposta, e le odiose norme del Ddl Sicurezza, e quelle relative alla riforma del processo civile, presto renderanno ancora più difficile la situazione degli uffici giudiziari italiani.

La giustizia è un diritto costituzionalmente garantito: la firma del patto costituisce per noi un passo fondamentale verso un confronto aperto, che metta in campo le vere necessità della giustizia e permetta di migliorare un settore così importante per l’affermazione della democrazia.

Alle 18.30, prima della firma prevista per le 19.00, è convocata una conferenza stampa per l'illustrazione del documento.

Segreteria Generale FP CGIL Nazionale
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